Premessa: questo blog esiste da fine maggio 2006 e ha pubblicato quasi tremila pagine (e sono presenti oltre 190mila commenti). A questo blog hanno contribuito molti ex neocatecumenali, e anche gente che non ha mai fatto il Cammino (come ad esempio il sottoscritto). Dunque qui c'è tantissimo materiale da leggere - documentazione, testimonianze, dibattiti - per farsi un'idea del Cammino che non sia basata su quella che la Carmen stessa chiamava «propaganda kikiana». Se anche soltanto l'un per cento di questo blog contenesse la verità, avreste già una trentina di ben documentate pagine che smentiscono il Cammino e il suo autoproclamato «Io Sono il Vostro Catechista», Kiko Argüello.
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| Il laico Kiko "benedice" i suoi fedelissimi... |
Schematicamente, ecco alcuni concetti fondamentali da tener sempre presente:
- la Chiesa è santa perché l'ha istituita e garantita Nostro Signore
- ma la Chiesa è detta anche "peccatrice" perché composta da uomini
- dunque i peccati degli uomini di Chiesa non sono opera della Chiesa (non sono voluti da Nostro Signore), ma infangano la santa Chiesa (voluta da Nostro Signore)
- e dunque se un uomo di Chiesa ti infligge decisioni o insegnamenti sbagliati, o che determinano un pericolo (anche piccolo) per la tua anima, è lui ad essersi separato dalla santa Chiesa, è lui ad esser venuto meno al suo compito, è lui ad essere andato contro la santa Chiesa e contro Nostro Signore
- il sacro dovere di pascere gli agnelli del Signore e le pecorelle del Signore, implica anche il mettere in guardia agnelli e pecorelle da cibo avariato, abitudini malsane, e soprattutto da lupi travestiti da agnelli: quando un pastore viene meno (anche soltanto un pochino) al suo compito di pascere, sta andando contro la Chiesa e contro Colui che la istituì.
- è una crisi dottrinale e liturgica
- è una crisi che ha avuto una brusca accelerazione dal Concilio Vaticano II
- è una crisi che permea anche gran parte della gerarchia cattolica
- è complicato coglierne tutte le varie sfumature, perché non esistono solo il bianco e il nero: il dire "non bianco" non significa necessariamente "nero".
- gli autonominati "iniziatori del Cammino" Kiko e Carmen hanno insegnato ambiguità e vere e proprie eresie (hanno inquinato la dottrina)
- ed hanno promosso una liturgia che non segue il Messale Romano approvato per tutta la Chiesa (hanno ridotto la liturgia ad una carnevalata autocelebrativa)
- dunque, davanti a Dio, la loro opera (il Cammino) non fa parte della santa Chiesa istituita da Nostro Signore, nonostante i tanti bei paroloni, nonostante il ripetere i tanti slogan "ilsignore-ilsignore", nonostante statuti, elogi, quantità di "seminari", quantità di euro delle Decime, eccetera: Dio non desidera una dottrina inquinata o una liturgia inquinata
- e dunque, davanti a Dio, gli ecclesiastici che hanno tollerato (o addirittura appoggiato consapevolmente) il Cammino, sono gravemente responsabili davanti a Dio per essere andati contro al proprio sacro dovere di pascere agnelli e pecorelle
- il buon cuore di alcuni fratelli delle comunità neocatecumenali non cambia il fatto che vivono la loro spiritualità in un ambiente che propala errori, eresie, strafalcioni liturgici, veri e propri sacrilegi eucaristici, eccetera (oltre a perfidie e malvagità commesse anzitutto dalla gerarchia di cosiddetti "catechisti", "itineranti", e compagnia schitarrante, su fino agli autoeletti "iniziatori")
- il buon cuore di tali fratelli non assolve la gerarchia kikolatrica da tutte le porcate che questa ha compiuto e tuttora compie (spiritualmente e materialmente), né può assolvere quella parte della gerarchia ecclesiale che ha appoggiato o tollerato il Cammino.
Al giudizio universale, un neocatecumenale non potrà giustificare eresie e sacrilegi dicendo "ma noi avevamo lo statuto! facevamo le lodi domestiche la domenica mattina! avevamo centoquaranta seminari! facevamo la Decima! quindici figli! centocinquantatré grossi vescovi alla Domus!".
Ricordiamo alcuni punti fondamentali della vita di fede:
- la questione fondamentale è salvarsi l'anima
- per salvarsi l'anima occorre vivere la fede così come la Chiesa l'ha sempre trasmessa (attraverso la guida di Pietro e dei suoi successori, e alla luce dell'esempio dei santi)
- se un soggetto propone di vivere la fede in modo diverso da come ha sempre insegnato la Chiesa, tale soggetto non merita di essere seguito. Kiko e Carmen hanno preteso di "fare come i primi cristiani" ma hanno inquinato l'insegnamento della Chiesa trasmettendo emerite corbellerie, gravate per di più dal segreto ("arcani") perché sapevano benissimo che il poterne parlare in pubblico avrebbe fatto scoprire i loro madornali errori
- se un soggetto propone di celebrare la liturgia in modo diverso da come ha sempre celebrato la Chiesa, tale soggetto non merita di essere seguito. Kiko e Carmen hanno preteso di personalizzarsi la liturgia ("comunione seduti", tavolinetti smontabili, ambienti non sacri anziché chiese e cappelle, girotondino imbecille conclusivo, candelabro a nove fuochi, eccetera): è inevitabile che chi inquina la fede finisca per inquinare anche la liturgia
- per salvarsi l'anima occorre conoscere al meglio le verità di fede, secondo le proprie capacità intellettuali. Kiko e Carmen non le hanno insegnate (o perché erano sommamente ignoranti, o perché volevano proprio sradicare la vera fede cattolica per sostituirla con la fede nel tripode Kiko-Carmen-Cammino). La Chiesa non ha mai smesso di chiarire estesamente tutte le verità di fede (come ad esempio nel Catechismo - quello moderno o quello a domande e risposte -, che nessun neocatecumenale ha mai osato leggere per intero e meditare, altrimenti avrebbe capito quanto è stato truffato da Kiko, da Carmen, e dai loro cosiddetti "catechisti")
- si noti anche che i fardelli che il Cammino impone (la Decima, le Lodi Domestiche a Kiko la domenica mattina, ecc.) la Chiesa non li ha mai imposti. La Chiesa raccomanda le opere di carità nella discrezione e secondo il proprio cuore. Il Cammino invece infligge la tangente del 10% e guarda con disprezzo le opere di carità compiute verso soggetti esterni al Cammino.








Grazie per tutto il lavoro che avete fatto. Grazie a voi, al monsignor Schneider e al catechismo della Chiesa Cattolica ho aperto gli occhi sulla setta neocatecumenale. Oggi sono in pace e sereno. Continuate sempre a pubblicare su questo blog. È fondamentale!
RispondiEliminaNon è bello che i cattolici oggi siano largamente a digiuno delle cose della fede. Tempo fa un vecchio amico mi spiegava con un'accuratezza quasi accademica le questioni del cibo "kosher" e i modi e tempi del "ramadan", ma era un po' frastornato quanto al digiuno quaresimale e alla penitenza. Mi sarei aspettato che in qualità di cattolico sapesse come si vivono digiuni e astinenze e penitenze, in quaresima e in avvento. Dopotutto, ad un cattolico "impegnato", che va puntualmente a Messa, più che laureato, le risorse intellettuali e l'esperienza di Chiesa non gli mancavano, no? E invece...
RispondiEliminaPer questo troviamo ancor più grave che il Cammino Neocatecumenale mantenga nella più vasta ignoranza dottrinale i fratelli delle comunità. La loro cosiddetta riscoperta del battesimo è solo una riscoperta del kikismo-carmenismo, o meglio, è un'idolatria vera e propria nei confronti del triplice vitello d'oro Kiko-Carmen-Cammino. Anziché far conoscere adeguatamente le verità di fede e tutto il resto della dottrina cattolica, della spiritualità, dell'ascesi... fanno conoscere solo i pomposi e insulsi proclami del tripode, spesso anche eretici (come quando andavano insegnando che "Gesù era un peccatore": pur di ripetere a pappagallo le mefitiche esalazioni di Kiko e Carmen, vanno allegramente proclamando eresie come quella).
Chiunque abbia capito almeno un pochino i danni fatti dal Cammino e dai suoi fautori, non può che chiedersi sgomento cosa abbia fatto la gerarchia cattolica per impedire quei danni. Abbiamo sì un discreto numero di rimproveri al Cammino da parte di papi e vescovi (fin dai primi anni '80 con Giovanni Paolo II, quando erano ancora numericamente irrilevanti), ma tali rimproveri e «decisioni del Santo Padre» sono rimasti lettera morta da parecchi decenni.
Questo si spiega solo col fatto che nella foga di "applicare il Concilio", papi e vescovi hanno avuto un certo timore a frenare "esperienze" che si autoproclamavano conciliari. Non rende un buon servizio alla Chiesa il pastore che tentenna di fronte agli errori, alle eresie, al cibo spirituale avariato, ai lupi travestiti da agnelli. E non ci sono scuse "pastorali" per accogliere con tutti gli onori in Vaticano l'«arcivescovessa» eretica e abortista, così come non ci sono scuse "pastorali" per aver lasciato che un gruppetto eretico come il Cammino s'incistasse nelle parrocchie, truffasse cristiani (che avevano solo l'intenzione di fortificarsi nella fede, e invece sono stati cooptati nell'eresia e nell'idolatria), corrompesse o ricattasse prelati, e desse amicizia, protezione e rifugio a pedofili e abusatori vari (quest'ultima ragione già da sola dimostra che il Cammino non intende servire Dio ma il demonio, alla faccia di tutto il possibile buon cuore dei fratelli delle comunità).
Altro piccolo promemoria tecnico a proposito di ubbidienza.
EliminaQuando l'apostolo Paolo resistette in faccia a Pietro (cfr. Gal 2,11), non fu disubbidienza. Fu necessario perché il comportamento di Pietro stava scandalizzando (o almeno instillando dubbi) alle anime semplici. Non ci risulta che qualcuno all'epoca abbia osato criticare Paolo. Non ci risulta che dopo quell'episodio Pietro si ostinasse nelle proprie posizioni.
Pietro, e dunque i suoi successori, è chiamato a "pascere gli agnelli, pascere le pecorelle". Ma pascere non significa "spadroneggiare". Soprattutto, per pascere bene, per "confermare i fratelli nella fede", è sempre necessario quel "ravvedersi", anzitutto ricordando che il deposito della fede non è un asset da gestire, ma un tesoro spirituale da far conoscere, da trasmettere, da vivere.
Purtroppo non siamo più nei tempi dei "primi cristiani". Nella nostra epoca, per esempio, abbiamo il caso di Bergoglio che ostinatamente non ha risposto ai dubia e alla correctio filialis (peraltro esposta in modo decisamente rispettoso dai vari cardinali) riguardo alle affermazioni (quantomeno ambigue) di Amoris Laetitia.
Altro esempio: quante anime raggiungeranno la vera fede riguardo all'accoglienza vaticana della sopracitata "arcivescovessa"? Tanto più alla luce dei tanti martiri cattolici che rifiutarono l'anglicanesimo, e di Leone XIII che aveva già autorevolmente chiarito nel 1895 che gli anglicani non hanno trasmesso il vero sacerdozio. Dunque, chi è che sbaglia: il magistero di Leone XIII o chi ha organizzato e preso parte alla carnevalata? E se il magistero autorevole di un Papa è "superabile" da un futuro Papa, allora nessuno ha più il dovere di ubbidire al magistero "del Papa attuale" proprio in quanto "superabile".
Ricordiamo che Dio può certamente dare la salvezza anche al di fuori della Chiesa, è certamente in grado di stabilire «che questi sassi diventino pane» (cfr. Mt 4,3), è certamente in grado di "scrivere dritto sulle righe storte degli uomini", ma non dobbiamo aspettarci che qualsiasi male compiuto dagli uomini venga automagicamente convertito in bene (altrimenti sarebbe un dio ingiusto che autorizza i malvagi a compiere malvagità contro gli innocenti).
A futura memoria: in queste ultime settimane, sul tema "crisi nella Chiesa", abbiamo avuto alcune notizie:
Elimina- sul vescovo svizzero che non ha punito un grave sacrilegio eucaristico (l'indicibile faccendaccia dei cani), con la scusa che non ci vedeva una volontà di compiere sacrilegi
- sulla signora inglese, travestita da arcivescovo, accolta in Vaticano e che ha impartito persino "benedizioni" (e qualche prelato "cattolico" ha pure chinato il capo per segnarsi)
- sul vescovo californiano che ha "co-consacrato" (virgolette d'obbligo) un "vescovo" anglicano, come se non sapesse che gli eretici anglicani da secoli non hanno più il sacerdozio (e, a quanto dicono, non subirà alcuna scomunica)
- sulle famiglie del Nord Carolina a cui la Comunione è stata sprezzantemente negata (dal vescovo e dai suoi preti concelebranti) proprio perché erano inginocchiate davanti all'altare
- su processioni pagane compiute in chiese cattoliche.
Quando vi chiedete come mai la setta neocatecumenale non è stata ancora scomunicata come merita, ricordatevi che c'è una grave crisi nella Chiesa.
Tutti gli aspiranti rivoluzionari - che volevano rivoluzionare la Chiesa - si fanno forti del Concilio e dei papi conciliari: per esempio già 60 anni fa, nel marzo 1966, Paolo VI incontrò l'anglicano di Canterbury, tale Ramsey, per firmare una Dichiarazione Comune, e vent'anni dopo, ad Assisi nel 1986, Giovanni Paolo II convocò i capi di tutte le religioni per un incontro multireligioso. Cioè abbiamo pontefici conciliari che indipendentemente dal loro magistero e dalla propria spiritualità, hanno promosso incontri che non erano né necessari, né utili alla salvezza delle anime o almeno alla corretta percezione della realtà della Chiesa cattolica. E vent'anni dopo Benedetto XVI pregò nella moschea col Gran Muftì (dicembre 2006). E vent'anni dopo, cioè quest'anno, mentre ci consolava (ben magra consolazione!) il fatto che Leone XIV fosse andato in moschea senza pregare, abbiamo dovuto sorbirci il vergognoso e scandaloso peana che ha fatto all'«arcivescovessa», più una cattedra dell'università del Laterano omaggiata al re inglese (scismatico, eretico, concubino, e non vogliamo aggiungere altro: cosa diavolo avrebbe da insegnare ai futuri preti cattolici?). E tutto questo senza aver ancora menzionato le bergoglionate...
Vedete, questi sono fatti, non sono interpretazioni, non sono critiche, non sono opinioni: sono fatti. Se io ti suono una robusta randellata sulla schiena, tu avverti dolore - e anche forte, e prolungato -, e il dolore aumenta qualora io e altri ti facessimo tutto un discorsetto sul "non era un randello, e non c'entra la schiena, hai capito male, sei il solito criticone". Di fronte ai fatti non c'è discorso che tenga (tanto meno etichette e insulti).
La crisi nella Chiesa è esplosa col Concilio Vaticano II sia perché giunse nel momento in cui tutti gli aspiranti "rivoluzionari" erano convintissimi che fosse l'autorizzazione per scatenare rivoluzioni nella Chiesa... sia perché ci sono stati i papi "conciliari" a contribuire.
Vedete, per aggredire e devastare la Chiesa le persecuzioni valgono meno dell'annacquamento della dottrina e della liturgia. Onorare l'«arcivescovessa» ha come effetto principale il contribuire all'idea che il sacerdozio non sia un sacramento che Nostro Signore ha riservato agli uomini, ma sia solo un generico incarico di distribuire prediche, incarico assumibile anche da una donna (per di più sposata, divorziata, abortista, ecc.). Se un Bergoglio va in tv a dire che gli piace pensare che l'inferno sia vuoto, suo malgrado ha contribuito a far percepire come inutile il sacramento della confessione e quello dell'estrema unzione, e magari anche il battesimo e tutto il resto della vita di fede: dopotutto se l'inferno è "vuoto", significa che puoi compiere tutte le malvagità possibili e salvarti lo stesso. Ma allora perché il Signore ha indicato il rischio di perdere la propria anima e di finire nel fuoco inestinguibile?
Sulla base dei post pubblicati su Jungle Watch all'epoca, e sulla base di nuove informazioni acquisite negli anni successivi, Tim sta scrivendo un libro affinché resti memoria dello scempio neocatecumenale a Guam, cioè su come "un blog e il laicato si sbarazzarono di un arcivescovo e portarono alla luce il più grosso scandalo di abusi sessuali dei preti (grosso rispetto alla popolazione) dell'intero mondo cattolico".
RispondiEliminaL'inizio dello scandalo fu quando John, il primo accusatore del vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron, parlò di un proprio parente abusato da quest'ultimo. John non ebbe modo di circostanziare l'accusa, perché Apuron rispose nel peggiore dei modi (mobilitando uno studio legale per azzittire John), cioè di fatto confermò l'accusa. Apuron avrebbe potuto fare un comunicato stampa, o semplicemente ignorarlo (quantomeno per il fatto che a farsi avanti non era stata la vittima degli abusi ma un suo parente).
Comicamente, lo studio legale in questione si occupava di diritto del lavoro. Vien dunque da pensare che la tizia che scrisse la lettera di "cease and desist" fosse neocatecumenale...
Il parente di John non venne allo scoperto (e la questione si sarebbe facilmente arenata lì, anche se sull'isola qualcosa di quegli abusi si sapeva già, ma nessuno osava parlarne).
Ma fu proprio l'arroganza di tale risposta ad indurre Tim a cercare di contattare le altre vittime, chiedendo loro di venire allo scoperto. Fu proprio quella tipica arroganza neocatecumenale - di azzittire chiunque sia ritenuto di ostacolo al loro Cammino - a convincere le vittime a denunciare pubblicamente Apuron. E il bello è che lo fecero proprio quando non avevano nulla da guadagnarci. Quando lo denunciarono, la legge in vigore prevedeva che dopo due anni di mancata denuncia non fosse più perseguibile. Ma la valanga non poteva più fermarsi.
Fu insomma l'arroganza neocatecumenale (e la propensione alle furberie) a far perdere loro l'avamposto di Guam e il seminario kikolatrico che vi avevano allestito (a spese dei cattolici e delle suore di clausura).
Nel parlare del libro in preparazione Tim ricorda anche un incontro, a luglio 2014, con l'allora nunzio apostolico Krebs, in cui un presbikiko italiano, Francesco, lamentava (parlando in inglese ma con un forte accento italiano) che a Guam si spendono troppi soldi per i funerali e "milioooni e milioooni" per cucinare e mangiare.
Al che calò sui presenti un forte silenzio. Il presbikiko italiano aveva sbadatamente fatto capire cosa ne pensano i neocatecumenali di chi non fa il Cammino, di quei "Giuda" che spendono tutto il proprio tempo (e i propri soldi) a cucinare!
Promemoria per i gentili commentatori: se volete veder pubblicato il vostro commento, assicuratevi che:
RispondiElimina- che riguardi (anche indirettamente) il Cammino, ma che non sia una ripetizione della «propaganda kikiana»
- che sia sufficientemente civile (Nostro Signore contro i farisei usò anche forti insulti, ma questo non significa che qualsiasi insulto abbia valore comunicativo)
- ricordiamo che il firmarsi (preferibilmente con uno pseudonimo, per evitare di rendersi rintracciabili altrove) serve a facilitare le discussioni e le risposte.
Guam: sempre su Jungle Watch fanno notare la figura del presbikiko Alberto Rodriguez Salamanca. ("Salamanca" è il secondo cognome che, secondo tradizione di certi paesi ispanofoni, in certi contesti può essere omesso).
RispondiEliminaRodriguez era vice-cancelliere di Apuron (e infatti aggiunse la sua firma alla truffaldina Deed Restriction con cui tentarono di alienare un immobile diocesano a favore dei neocatecumenali), ed è recentemente saltato fuori che è garante per un colossale mutuo da ottocentomila dollari per conto della fondazione neocatecumenale Rainan i Langet a Guam (fondazione che sta frettolosamente acquisendo immobili con chissà quale bislacco giro di soldi...).
Ci viene ricordato che a gennaio 2012 il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron licenziò 4 dei 5 membri del consiglio degli affari economici della diocesi (non rinnovò loro il mandato), perché erano contrari alla "proposta" di allestire un seminario neocatecumenale. Il quinto non venne licenziato perché era neocatecumenale (cioè sempre pronto a curare gli interessi di Kiko a costo di calpestare quelli dei cattolici). "Proposta" fra virgolette, perché la decisione era già presa da tempo, e la Deed Restriction di cui sopra era stata già firmata nel novembre 2011, due mesi prima.
In altre parole, pur di espandere il proprio dominio e onorare l'idolo Kiko, i neocatecumenali sono sempre dispostissimi a mentire e ingannare, anche nel lungo termine, e ad allestire truffe colossali (alla Deed di cui sopra aggiunsero qualche tempo dopo anche la pubblicazione di un falso certificato di proprietà, roba sufficiente per finire in galera, ma intervenne "inaspettatamente" la locale avvocatura di Stato a fare una "correzione" aùmma-aùmma dietro le quinte...).
Ironia della sorte, i capicosca della setta kikiana-carmeniana avevano fatto anticipare quella firma della Deed Restriction perché Apuron aveva avuto problemi cardiaci e avevano temuto che potesse morire prima di firmarla. La Deed Restriction (strumento legale americano per imporre una limitazione di utilizzo di un immobile, ma usata anche per trasferirne il controllo ad altre persone) era rimasta segreta (poiché a norma delle leggi locali solo dopo 5 anni sarebbe diventata non annullabile).
Fu l'arroganza dei neocat a far crollare tutto. Prima ci fu il trattamento brutale riservato ai sacerdoti che si sospettava potessero diventare vescovi a Guam. Quindi lo scandalo della Deed. Quindi lo scandalo degli abusi sessuali di Apuron. I tentativi neocat di screditare chi accusava e di risolvere con le furbate (come il certificato di proprietà taroccato, come il far intervenire un vescovo "telecomandato" da loro come Hon Tai-Fai) fallirono tutti. Il seminario kikolatrico a Guam fu felicemente soppresso, e il nuovo vescovo Byrnes, nell'ultima settimana utile, fece annullare la Deed. (I kikolatri riuscirono diabolicamente a vendicarsi: da giugno 2022 Byrnes si ritirò per imprecisati "problemi di salute", e morì a marzo 2025 a soli 66 anni).
Gli adepti del tripode Kiko-Carmen-Cammino non hanno mai digerito le sconfitte di Guam e in Giappone, e stanno tentando in ogni modo di ricostituire le proprie roccaforti perdute. Ci permettiamo di ricordare che le loro "fondazioni", i loro "seminari", e gli altri paraventi con cui nascondono le proprie attività, non sono finalizzati solo ad attività religiose ma anche ad altro, come ad esempio il riciclaggio di denaro sporco e l'ospitare l'andirivieni di VIP kikolatri (e di altri bizzarri personaggi in combutta coi pezzettoni grossi del Cammino).
Piccolo off-topic: un giovane appartenente ad un movimento ecclesiale (non il Cammino) in cui vigeva l'obbligo di contribuire ad un "fondo comune" (praticamente come la "Decima" neocatecumenale, solo che ognuno liberamente decide mese per mese quanto versare), nel momento in cui il capo del suo movimento disse una sonora vaccata, azzerò immediatamente la propria quota per mai più ripristinarla. Nel corso degli anni successivi il sito web di tale fondo gli ricordava che la quota "non può essere zero". Il sito web venne poi rinnovato, e il warning dello zero è sparito (nonostante l'impegno per contribuire liberamente sia esplicitamente previsto dagli statuti e dalla domanda di adesione). Un altro giovane, invece, restituì la tessera al sullodato capo, spiegandogli (in pubblico, nell'assemblea) che lo scopo di un movimento ecclesiale deve sostenere la Chiesa a far conoscere Cristo, anziché trattare i suoi figli come se fossero solo una claque che deve applaudire a comando e mollare una (pur libera) quota mensile. Il capo la prese a male ma a parte qualche sarcasmo non poté controbattere, in quanto i fatti non si potevano negare...
EliminaNon posso che apprezzare quei gesti (che, indipendentemente dalla situazione di quel movimento ecclesiale, denotano libertà cristiana: "se in coscienza vedo che non servite abbastanza la crescita della mia fede, non vi finanzio più, anzi, vi mollo, la Chiesa è necessaria alla mia fede e alla mia salvezza, il movimento no": fede in Cristo, s'intende, non fede in Kiko). Tanto più che nel Cammino la "Decima" non solo è obbligatoria, ma è anche prefissata: conoscendo la tua RAL (retribuzione annua lorda) e le tue disponibilità economiche esigeranno la tangente del dieci per cento (sottinteso: il "provarsi coi beni" si può fare solo pagando soldi al Cammino...). Ti diranno, mentendo, che la "Decima" è libera, ma guai a te se paghi meno di quanto abbiano previsto, o peggio osi versarla per un'opera di carità che non c'entra niente col Cammino. Il Cammino è letteralmente mammona, invaghitosi dei tuoi soldi, anche di quelli che ancora non hai guadagnato, anche di quelli necessari a realizzare la tua vocazione o mantenere la tua famiglia. Per i capicosca del Cammino sei solo un pollo da spennare. E quei soldi, al di là di qualche apparenza iniziale, finiranno a contribuire a speculazioni immobiliari e a porcate ben peggiori (come la vita comoda per i pеdofili neocatecumenali).
Ricordiamo ai lettori che nel giorno del giudizio Nostro Signore non si baserà su quante "Decime" avete pagato, né sui post dei blog e dei social, né sulla quantità di elogi e approvazioni ricevuti dal Cammino. Valuterà invece quanto avete preferito idolatrare Kiko e Carmen anziché seguire la fede bimillenaria della Chiesa. Ricorderà quanto tempo avete effettivamente passato con Lui e per Lui, anziché negli strafalcioni liturgici del sabato sera a strimpellare canzonette di Kiko e a maltrattarLo nel Santissimo Sacramento. Avrà presente quante volte Lo avete nominato invano, come se fosse una sorta di "sponsor", come se fosse un termine del "gergo" neocatecumenalizio, come se fosse il "marchio di garanzia" con cui spacciarvi per migliori degli altri.
Su Jungle Watch ci ricordano che dieci anni fa era stato proprio il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron ad ammettere che quella sporca faccenda - che qui riepilogammo con "vescovo neocat chiede al benefattore di mentire" - era stata non sua iniziativa, ma comandata dal suo "catechista" neocatecumenale Pius e da imprecisati "altri". Lo ammise lui stesso.
RispondiEliminaAnni addietro, avendo saputo che il vescovo progettava di aprire un seminario a Guam, una comunità di suore di clausura dell'isola donò alla diocesi un immobile piuttosto importante (l'ex Accion Hotel, fabbricati e terreni, del valore di parecchi milioni) per quel progetto. Le suore posero come unica condizione che venisse indicato "benefattore anonimo", in modo da continuare tranquillamente la propria vita religiosa senza attirare pubblicità e speculazioni (dunque un gesto di vera carità fatto senza esibirlo al mondo)
Apuron procedette ad attivarvi un seminario Redemkikos Mater (chissà chi gliel'avrà "caldamente consigliato"...) e per di più, a novembre 2011, firmò in gran segreto una Deed Restriction con cui cedeva il controllo dell'immobile a una Board of Guarantors composta da lui (a titolo personale anziché a titolo di vescovo diocesano), dal presbikiko Pochetti, e dai coniugi Gennarini. Il Board avrebbe avuto diritto di veto su qualsiasi utilizzo, qualsiasi modifica, qualsiasi azione. In pratica era come derubare la diocesi di un immobile: nominalmente diocesano, praticamente a disposizione solo di un ristrettissimo gruppetto che ti dice cosa si può o non può farci.
Venuta alla luce la bidonata, le suore deluse chiesero spiegazioni: ma come, non ci avevate sempre fatto capire che il progetto del seminario riguardava le vocazioni di Guam? Com'è possibile che le vocazioni diocesane continuano ad essere spedite in un seminario in un'altra isola (il più vicino) a parecchie centinaia di chilometri, mentre qui arrivano solo "vocazioni" neocatecumenali?
Ovviamente non si fecero turlupinare dalla parlantina neocatecumenalizia del "vocazioni diocesane missionarie blablabla".
Il vescovo pedofilo neocatecumenale chiese loro di mentire: "scrivetemi una lettera in cui dite che la donazione è per il seminario Redemkikos Mater e non se ne parla più".
L'idea della lettera menzognera non era neppure di Apuron: era stata del suo catechistone Pius Sammut e di imprecisati "loro". Ma al di sopra di quel Pius c'erano solo l'ineffabile Gennarini... e Kiko e Carmen...
Le suore non solo si rifiutarono di mentire ma uscirono allo scoperto. Rivelarono di essere loro il "benefattore anonimo". Rivelarono di aver donato l'immobile perché era stato prospettato un seminario per le vocazioni di Guam, non per le attività del Cammino. Rivelarono - nell'articolo citato da Jungle Watch di cui sopra - che lo stesso Apuron aveva ammesso, quanto alla richiesta di mentire: "non sono stato io a farla; sono stati Pius e loro".
La menzogna e l'inganno sono insomma i pilastri fondamentali della spiritualità neocatecumenale.
Per i vertici del Cammino è perfettamente logico utilizzarli per espanderlo, così come lo sfruttare prelati ricattabili (come Apuron, a cui sarà stato fatto capire "ubbidisci a noi capicosca e continueremo a coprire i tuoi lerci scandali pedofili"). Dietro ogni seminario neocatecumenale c'è chissà che selva di inganni e menzogne e ruberie; dietro ogni Domus, ruberie, menzogne e inganni; dietro ogni Catechumenium menzogne, ruberie, inganni; dietro ogni attività kikolatrica, inganni, ruberie, menzogne... È così che funziona il Cammino, nelle piccole e grandi cose, è sempre così.
E osano chiamarla "riscoperta del battesimo", "siamo approvati", "tu giudichi".
A distanza di tutti questi anni continuano ad emergere altri dettagli su quel seminario neocatecumenale (che mons. Byrnes soppresse ed annullò la Deed).
EliminaL'ennesimo dettaglio: l'arcidiocesi di Guam contribuiva al seminario Redemkikos Mater (e al farlocco istituto teologico in cui studiavano i seminaristi kikolatri) solo per il cinque per cento del suo budget. Dato che nei libri contabili diocesani risulta una contribuzione media di 105mila dollari l'anno, essendo questi "il 5% del budget", si deve dedurre che tenere in piedi l'intero seminario kikolatrico costasse 2,1 milioni di dollari l'anno. Moltiplicato per i 17 anni in cui fu attivo, si arriva alla stratosferica cifra di 35 milioni.
Visto che in moltissime diocesi del mondo i seminaristi devono contribuire in parte alle spese della propria formazione al sacerdozio, fra le tante domande su quei 35 milioni cominceremmo con questa: quanti sacerdoti ha "prodotto" il seminario R.M. di Guam in 17 anni?
S'intende, non quel tipo di presbikikos scandalosi...
Già che ci siamo, qualche utile domandina si potrebbe fare anche sul come mai in cinque anni il seminario kikolatrico di Guam cambiò nome cinque volte.
EliminaO meglio, esistevano diverse incorporazioni della stessa entità. I capicosca del Cammino, infatti, sono maestri della menzogna e dell'inganno, specialmente quando si tratta di deviare attenzioni, o soldi, o guai.
Così, mentre i fedeli cattolici si sforzano continuamente per raccogliere i fondi per ristrutturare una parte della parrocchia o delle scuole cattoliche, i kikolatri movimentano asset milionari - sottraendoli alla diocesi o attivando prestiti milionari e finanziamenti, "garantiti" da soggetti quantomeno improbabili (come il presbikiko che ha firmato un mutuo da 800mila dollari...).
Insomma, nel Cammino c'è un enorme giro di soldi (un "fiume carsico" che all'improvviso sbuca fuori per finanziare Domus ciclopiche e altre stramberie), che però non si basa esclusivamente su quanto viene estratto a forza dalle tasche dei suoi adepti ("fa' un'offerta che ti faccia sanguinare il cuore!!"), ma anche su altri strani giri ("istituzionali" e non), su cui è vietatissimo chiedere di saperne di più. Vien da supporre che alla morte di Kiko, cioè quando molti equilibri si spezzeranno, sarà tutto un fuggi-fuggi ("prendi i soldi e scappa"), tutto un monetizzare (gli intestatari di immobili neocatecumenalizzati li ristruttureranno e rivenderanno), e soprattutto un cercare di fregarsi a vicenda ("questa ricchezza Kiko me l'ha data e nessuno me la deve toccare!", alla faccia del "fatti un tesoro in cielo [cioè molla il malloppo al Cammino]").
Molla il malloppo
RispondiEliminaDi quello che hai di troppo
Se questo tu farai
Nel Regno dei Cieli entrerai
Vedo che un sacco di gente, oggi, quando parla di "esperienza di fede", in realtà intende qualcosa che per gran parte si basa su emozioni, o su "effetti speciali", o sulla sequela cieca a qualche "santone"/"veggente".
RispondiEliminaLa fede cattolica non ha bisogno di tutte quelle cose. È vero che in certi casi ti restano buone emozioni (come ad esempio quel senso di genuina liberazione che si prova a ricevere l'assoluzione dopo moltissimi anni senza confessarsi); è vero che in certe situazioni gli "effetti speciali" ti accentuano ciò che già stai vivendo (come ad esempio quel senso di appartenenza alla Chiesa che si prova quando si partecipa a quella vastissima fiaccolata-processione a Lourdes: ti rendi conto di essere parte di un popolo, vedi davvero i tuoi fratelli nella fede); è vero che certe anime di grande ascetica e vita di preghiera possono stimolarti fiducia in Dio molto più che il parroco. Ma la vita di fede non ha bisogno di tutte quelle cose. Quello che può essere un aiutino occasionale non può diventare il fondamento della vita di fede.
Invece - ed è qui che casca l'asino - il Cammino ti offre sensazioni (quel sentirsi migliori di chi non fa il Cammino), ti offre "effetti speciali" ("abbiamo centocinquanta seminari!", "facciamo il lucernario!"...), ti offre "santoni" ("Kiko ha il carisma, ed ha pure avuto l'Apparizione Intellettuale, che è quella più importante e pregiata!!"...), ma non ti offre l'unica vera fede, e non ti offre la liturgia di tutta la Chiesa. Basterebbe anche soltanto questo per capire che il Cammino non viene da Dio ma dal demonio, e che gli autoproclamati "iniziatori" del Cammino non sono ispirati da Dio ma dal demonio.