lunedì 26 gennaio 2015

«Se vieni è trenta!» (ma con un sottinteso...)

Pagliacciata neocat per strada: e la
chiamano "nueva evangelizzazione"
Voglio lasciare questa testimonianza per diverse ragioni.

Innanzi tutto sono molto grata a questo blog, perché mi ha permesso di conoscere i lati più oscuri e loschi del Cammino Neocatecumenale, che viene definito tante, troppe volte (e non a torto) setta religiosa. Comincio con il dire che sono fidanzata da 4 anni con un ragazzo neocatecumenale. Ad oggi, per fortuna, ex neocatecumenale.

Ci siamo conosciuti all'età di sedici anni. Ho sempre pensato, sin dal primo momento, che fosse una persona matura, profonda, sensibilmente intelligente. E ho anche sempre pensato che questo non fosse merito suo, ma dell'educazione fortemente cristiana che aveva ricevuto: il rispetto, il non giudicare, la castità, l'aiuto, la misericordia... ma dove si incontrano oggi ragazzi cosi?
Trascinata da lui con entusiasmo ma anche fermezza in questa nuova realtà, ho cominciato ad ascoltare le cosiddette "catechesi iniziali" del Cammino NC.

Persone di spirito, buone, con una fede grande, erano lì per me. O almeno questo pensavo.
Condivido profondamente quanto lessi in un commento in questo blog: le catechesi iniziali sono disoneste. Nessuno ti parla del Cammino Neocatecumenale, nessuno ti avverte dell'impegno che stai per prendere, nessuno ti dice che una volta entrata, quei catechisti tanto buoni lotteranno con le unghie e con i denti per portarti via la tua personalità, per importi uno schema comportamentale e uno stereotipo in nome della loro idea di "Chiesa".

Ho visto giovani assolutamente spiantati da questa realtà. Li ho visti andare a manifestare per la famiglia a 18 anni. Li ho visti sposarsi a 20. Li ho visti buttare la propria vita dietro impegni troppo grandi e innaturali per l'età che stavano attraversando.

Dopo qualche mese,in assenza dei catechisti, la "vita di comunità" cominciava a stancarmi. Fratelli di comunità che senza alcun approfondimento potevano introdurre letture bibliche, od offrire chiavi di interpretazione assolutamente inadeguate; "convivenze" neocatecumenali interminabili passate ad ascoltare SEMPRE il dolore degli altri... la comunità NC era, senza offesa, diventata un luogo di sfogo, dove gente frustrata cominciava a sfogarsi. Più o meno le esperienze erano riportate tutte allo stesso modo: "Fa tutto schifo... ma benedico il Signore per la mia vita."

Per carità, non voglio essere fraintesa. Frasi talvolta bellissime, ma quando dopo mesi, mesi e mesi, ogni risonanza, ogni esperienza, comincia e finisce così, allora è chiaro che c'è qualcosa che non va. Ho usato la parola "ogni" non in senso lato. Ma per intendere davvero la totalità delle persone adulte (tolta quindi me, sedicenne all'epoca, e tutti gli altri ragazzini.)

Per non farla lunga, la situazione andò a degenerare con l'università: luogo naturale in cui ogni giovane desidera realizzarsi, luogo dove DOVREBBE almeno conservare l'illusione di potersi realizzare. SIA MAI!! SIA MAI saltare le "convivenze" per preparare l'esame per il lunedì successivo! ("se vieni è trenta!!" sotto inteso che se non vengo non avrò 30?!) e tutte cose così.

E poi la pesantezza del vedere la realizzazione personale degli altri ragazzi di comunità nel MATRIMONIO a 20 anni... Il totale annientamento della persona nel suo normale percorso di crescita...

Kiko Argüello insegna:
«Dio ci parla
attraverso i testimoni di geova»
Il mio ragazzo, più grande di me, era in comunità già da anni, aveva fatto il cosiddetto "secondo passaggio". Ovviamente da parte sua c'era l'omertà più continua e totale ogni volta che gli chiedevo di cosa trattasse esattamente. "Non voglio rovinarti la sorpresa", era la sua puntuale risposta. E per grazia del cielo, aggiungerei, è stato meglio così, poiché la mia curiosità ha fatto sì che iniziassi ad informarmi proprio su questo blog, ovviamente senza dirgli niente.

Chiarite le idee e chiarito al mio fidanzato che non avevo nessunissima intenzione di sposarmi a 20 anni, e che intendo realizzare la mia vocazione di diventare medico, e vivere un po', prima, è cominciato a cadere a poco a poco tutto il castello per aria che i cosiddetti "catechisti" gli avevano costruito.

Lui è una bella persona davvero, ma lo è per SUOI MERITI, non certo per il fondamentalismo che ha ricevuto là dentro nel Cammino, che lo ha trasformato in un estremista, ansioso, pieno di angosce, di incubi notturni, senza alcuna ambizione professionale... un fallito, insomma. O almeno ha TENTATO di trasformarlo in tutto questo.

Così lui si è ritrovato ad essere molto solo, senza amicizie vere, ma soprattutto senza un senso di discernimento adeguato nella vita.

Il mio ragazzo è infine uscito dal Cammino. È uscito portandosi dietro tanti problemi, una forte crisi di identità e una di fede. Piano piano, con l'aiuto di due medici, sta uscendo da questa situazione. È ancora giovane e ha tutta la forza e l'intelligenza per farlo.

Quando è dovuto andare a parlare con i suoi cosiddetti "catechisti", questi gli hanno detto che il problema era lui, assolutamente non il Cammino.
Il problema era lui e la sua eccessiva intelligenza e razionalità.

Spero che possa definitivamente buttarsi tutta questa storia alle spalle, e di poter ricominciare, insieme, a vivere una vita senza portarci più dietro il peso di tutte le conseguenze che stiamo ancora pagando.
(da: Serena)

73 commenti:

Anonimo ha detto...

Forse anche 31
Falchetto

Anonimo ha detto...

Dal 27 al 29 gennaio, il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione incontra a Roma le Commissioni episcopali per la Catechesi delle Conferenze Episcopali europee.
L'incontro mira a far emergere il grande impegno catechetico presente nelle diverse chiese locali. In particolare, nel cammino intrapreso da Evangelii nuntiandi e Catechesi tradendae, intende evidenziare lo stretto legame della catechesi nel processo di nuova evangelizzazione. Un punto di riferimento importante riveste il Catechismo della Chiesa Cattolica e la rivisitazione del Direttorio generale per la Catechesi.Il Direttorio generale per la Catechesi.... alias kiko

by Tripudio ha detto...

No, non credo che ci sia qualcosa di più che un'assonanza.

Ricordiamoci sempre che l'idolo Kiko e la sua manovratrice Carmen hanno avuto l'astuzia di adoperare parole del lessico cristiano cambiandone i significati per giustificare le proprie fandonie.

Il termine "evangelizzazione", per esempio, significa annunciare il Vangelo, non significa annunciare il kikismo con le chitarrelle e le icone dai satanici occhi neri. Anche "kerygma", nel gergo teologico, riguarda l'annunciare Cristo anziché l'annunciare Kiko. Pure il termine "apertura alla vita", che è sinonimo di paternità responsabile (poiché una apertura alla vita non può coincidere con lo sfornare figli in modo irresponsabile), è stato fatto diventare dall'idolo Kiko e dai suoi adoratori qualcosa di totalmente diverso.

Dunque non sono il Papa e la Chiesa ad essere succubi di Kiko, ma è Kiko che ha giocato con le parole allo scopo di trarre noialtri in inganno.

Così, oggi, a ragione, quando sentiamo proferire "kerygma", "nuova evangelizzazione", "apertura alla vita", avvertiamo puzza di zolfo, perché quelle parole sono state usate ossessivamente dai neocat per indicare qualcosa di ben poco cattolico.

Quanto a papa Bergoglio, ho notato un intervento di Socci contro l'espressione del "far figli come conigli" sul tema della campionessa dei "sette parti cesarei". Vale la pena di leggerlo, se non altro per i punti caldi su cui riflettere.

Socci ha un argomento difficilmente obiettabile, riassunto - un po' ironicamente - così: se la signora avesse fatto sette figli con intermezzo di anticoncezionali e aborti, al Bergoglio sarebbe forse scappato un "chi sono io per giudicare" (è innegabile che in questo pontificato diventa sempre più arduo esibirsi come "tifosi del Papa").

Socci parla così solo perché parte dal punto di vista dei cattolici che sono davvero aperti alla vita, che accolgono figli senza sentirsi in "gara", quei cattolici che si offendono (anziché gongolare) al sentirsi chiedere "che numero".

L'espressione "come conigli" suona offensiva sia per i cattolici che per i neocatecumenali. Suona offensiva per i primi, che accolgono il dono dei figli vivendo la paternità responsabile (e perciò si sentono accusati dal "mondo"), e suona offensiva per i neocatecumenali, perché scopre i loro altarini dell'idolo Kiko.

Sulle precedenti pagine di questo blog, io e altri, pur non brillando affatto per tifoseria bergogliana, abbiamo commentato positivamente quell'infelice espressione (notando come sembri proferita su misura dei neocatekikos) poiché i "conigli" non hanno intelligenza e non hanno responsabilità, e il vantarsi di sette parti cesarei è come vantarsi di aver guidato contromano in autostrada bendati sette volte senza che siano avvenuti incidenti. Cioè è un "tentare Dio".

Ruben ha detto...

@Anonimo
"Un punto di riferimento importante riveste il Catechismo della Chiesa Cattolica e la rivisitazione del Direttorio generale per la Catechesi.Il Direttorio generale per la Catechesi.... alias kiko"
---
No, non ha nulla a che fare direttamente, con il Direttorio Catechetico del Cammino; vedi:

http://www.educat.it/documento.jsp?d=GR1_3&tipoDoc=DOCGEN

Anonimo ha detto...

Sono stato nel cammino (anzi ci sono nato visto che i miei genitori vi facevano parte).
Ciò che inculcano i catechisti e l'ambiente che sta più in generale è talmente potente che ha persino sovrastato gli insegnamenti di mio padre (che nonostante fa parte del cammino lo ritengo di una rara minoranza libera da tutti questi bigottismi, non a caso è un teologo e capisce bene cos'è la chiesa, i membri del cammino sono spesso ignoranti).
Resta il fatto che per via dei sbagliati insegnamenti inculcatomi dal cammino ho avuto una vera e propria psicosi dove pensavo di essere indemoniato.
La cosa peggiore è che ho seguito alla lettera un'affermazione che spesso fanno i catechisti (chi vi è dentro può confermare) ama i tuoi nemici. questo mi ha portato alla pazzia, mi sono umiliato davanti ad una persona che mi aveva fatto del male e questa cosa mi ha deformato mentalmente.
Sono esaurito per via dei discorsi che troppo spesso vengono fatti all'interno del cammino (viene persino detto o ti fai prete o ti sposi!!!!!!).
Un giorno ho portato la mia ragazza ad una messa neocatecumenale e il mio catechista mi chiede "convivete? perchè se è così non potete prendere la comunione" di fronte a lei (per inciso io con questa ragazza vi stavo da solo 5 mesi pertanto non convivo ma pure che fosse?) SCANDALOSO IL BIGOTTISMO!!!!
la pressione psicologica viene anche da chi è troppo preso da questo movimento infatti ad un mio amico dopo una messa ho detto "vado a ballare con i miei amici" e la risposta è stata "ci diamo alla pazza gioia eh!" come se ballare con i miei amici e perchè no ubriacarsi un po' sia anatema più grande
confermo le pressioni psicologiche che hai quando esci, un mio amico di comunità mi disse di dire a tutti la mia intenzione di andarmene (perchè io saggiamente mi volevo lentamente allontanare) e io l'ho fatto, la risposta è stata primo totale indifferenza da parte dei miei "fratelli" (non ho ricevuto da allora in poi neanche più una telefonata da nessuno di loro) in secondo, sono tornato dopo alcuni mesi e ho solo sentito battute ironiche sulla mia scelta.
Poche cose buone posso prendere dal cammino, forse l'unica è la buona abitudine di pregare con i propri figli la domenica mattina un ideale momento di dialogo tra genitori e figli molto costruttivo che in futuro nonostante fuori dal cammino attuerò perché inculcatomi da mio padre, nonché i valori cristiani (se letti bene) portano splendore ad una persona, ma credo che non sia stato il cammino a inculcarmi quei valori bensì i miei genitori a cui voglio un mondo di bene.
Oggi sono fuori tranne qualche volta vado a trovare i miei amici veri che ne fanno ancora parte ma ascolto le messe in modo molto distaccato (prendendo la comunione in una sola specie come è previsto dalla messa normale).
Posso in definitiva dire che ora che ne sono uscito mi sento molto più libero, libero di godermi la vita senza quel pressante senso di colpa che avevo ogni volta che alzavo un po' il gomito (come è normale che un ragazzo di 23 anni faccia a volte, senza esagerare ovviamente), godermi la vita con la mia ragazza (assolutamente proibito prima del matrimonio all'interno del cammino).
la parola che dico a seguito della mia scelta è LIBERTA'

adepto ha detto...

Sono stato nel cammino (anzi ci sono nato visto che i miei genitori vi facevano parte).
Ciò che inculcano i catechisti e l'ambiente che sta più in generale è talmente potente che ha persino sovrastato gli insegnamenti di mio padre (che nonostante fa parte del cammino lo ritengo di una rara minoranza libera da tutti questi bigottismi, non a caso è un teologo e capisce bene cos'è la chiesa, i membri del cammino sono spesso ignoranti).
Resta il fatto che per via dei sbagliati insegnamenti inculcatomi dal cammino ho avuto una vera e propria psicosi dove pensavo di essere indemoniato.
La cosa peggiore è che ho seguito alla lettera un'affermazione che spesso fanno i catechisti (chi vi è dentro può confermare) ama i tuoi nemici. questo mi ha portato alla pazzia, mi sono umiliato davanti ad una persona che mi aveva fatto del male e questa cosa mi ha deformato mentalmente.
Sono esaurito per via dei discorsi che troppo spesso vengono fatti all'interno del cammino (viene persino detto o ti fai prete o ti sposi!!!!!!).
Un giorno ho portato la mia ragazza ad una messa neocatecumenale e il mio catechista mi chiede "convivete? perchè se è così non potete prendere la comunione" di fronte a lei (per inciso io con questa ragazza vi stavo da solo 5 mesi ovviamente non convivo e anche se fosse?) SCANDALOSO IL BIGOTTISMO!!!!
la pressione psicologica viene anche da chi è troppo preso da questo movimento infatti ad un mio amico dopo una messa ho detto "vado a ballare con i miei amici" e la risposta è stata "ci diamo alla pazza gioia eh!" come se ballare con i miei amici e perchè no ubriacarsi un po' sia anatema più grande
confermo le pressioni psicologiche che hai quando esci, un mio amico di comunità mi disse di dire a tutti la mia intenzione di andarmene (perchè io saggiamente mi volevo lentamente allontanare) e io l'ho fatto, la risposta è stata primo totale indifferenza da parte dei miei "fratelli" (non ho ricevuto da allora in poi neanche più una telefonata da nessuno di loro) in secondo, sono tornato dopo alcuni mesi e ho solo sentito battute ironiche sulla mia scelta.
Poche cose buone posso prendere dal cammino, forse l'unica è la buona abitudine di pregare con i propri figli la domenica mattina un ideale momento di dialogo tra genitori e figli molto costruttivo che in futuro nonostante fuori dal cammino attuerò perché inculcatomi da mio padre, nonché i valori cristiani (se letti bene) portano splendore ad una persona, ma credo che non sia stato il cammino a inculcarmi quei valori bensì i miei genitori a cui voglio un mondo di bene.
Oggi sono fuori tranne qualche volta vado a trovare i miei amici veri che ne fanno ancora parte ma ascolto le messe in modo molto distaccato (prendendo la comunione in una sola specie come è previsto dalla messa normale).
Posso in definitiva dire che ora che ne sono uscito mi sento molto più libero, libero di godermi la vita senza quel pressante senso di colpa che avevo ogni volta che alzavo un po' il gomito (come è normale che un ragazzo di 23 anni faccia a volte, senza esagerare ovviamente), godermi la vita con la mia ragazza (assolutamente proibito prima del matrimonio all'interno del cammino).
la parola che dico a seguito della mia scelta è LIBERTA'

Anonimo ha detto...

Infatti Anonimo il DIrettorio generale per la Catechesi non c'entra con quello del CN!!!!!
per Tripudio: Socci non mi piace affatto come sia in guerra con Papa Francesco! RIcordiamoci che noi in quanto Cattolici dobbiamo credere al Papa! poi che certe volte usi tei toni un pò particolari ai quali non eravamo abituati può essere ma andiamo a vedere il nocciolo!!!!!
Adriana

Anonimo ha detto...

Hai proprio ragione Tripudio, Kiko è riuscito a cambiare il significato di tante parole che fanno parte del linguaggio comune della Chiesa. ancora oggi mi viene la pelle a sentire in un discorso fatto dal papa o dal mio parroco non NC le parole cammino o comunità.

Anonimo ha detto...

una laurea che non servirà a niente, visto che la testa è vuota!

Serena ha detto...

Leggo quanto ha scritto "adepto" e mi sembra di rileggere la storia del mio ragazzo e di tanti altri di cui ho letto testimonianze,anche su facebook.
@Anonimo,messaggio delle 19.19:
sei ridicolo.

Serena ha detto...

Vorrei fare una domanda comunque,ad Adepto ma anche agli altri:
condivido pienamente quanto scritto sopra,cioè che la maggior parte dei membri NC è gente molto ignorante,di buon cuore però:inconsapevole,in ogni caso,di essere manovrata. Ma allora cosa spinge alcuni tra gli NC,quelli colti,come il papà di adepto (teologo),ma anche altri che ho conosciuto e che almeno sembrano abbastanza liberi da tutte quelle ossessioni, a rimanere là dentro?

Ruben ha detto...

@Adepto
"Posso in definitiva dire che ora che ne sono uscito mi sento molto più libero, libero di godermi la vita senza quel pressante senso di colpa che avevo ogni volta che alzavo un po' il gomito (come è normale che un ragazzo di 23 anni faccia a volte, senza esagerare ovviamente), godermi la vita con la mia ragazza (assolutamente proibito prima del matrimonio all'interno del cammino).
la parola che dico a seguito della mia scelta è LIBERTA'"
---
E' da apprezzare il tuo senso di libertà; in ogni caso, è un consiglio e non un rimprovero, alzare il gomito non è normale a nessuna età.

Per quanto riguarda il "godersi" la vita prima del matrimonio, a onor di verità, non è lecito neanche per i Cattolici non camminanti.

by Tripudio ha detto...

Rispondo ad Adriana.

Premetto che non apprezzo del tutto Socci e che su alcuni argomenti non mi sono ancora fatto un'idea chiara (come la faccenda dell'elezione invalida), ma le questioni che Socci porta alla luce non sono secondarie e non implicano in nessun modo il detestare il Papa.

La Chiesa, infatti, sussiste anche se il Papa fa pasticci. E storicamente i Papi han fatto pasticci, fin da Pietro che rinnega tre volte il Signore.

È anche vero che il Papa può essere oggetto di critiche e rimproveri (ovviamente motivati, e ovviamente non dovuti alla voglia di mettersi a fare i maestri, e ovviamente proporzionati, ecc.): per esempio l'apostolo Paolo ebbe da sgridare l'apostolo Pietro, primo Papa della Chiesa, perché quest'ultimo aveva «troppi riguardi per i giudei». A noi quella faccenda di "chi pranza con chi" oggi sembra del tutto secondaria; Paolo era di diverso parere, e gli si «oppose a viso aperto», facendo peraltro azzeccare a Pietro una discreta figuraccia.

Pietro e i suoi successori sono i custodi del deposito della fede. Per cui è ovvio che dei peccati personali di un Papa non ce ne importa praticamente nulla, mentre soffriamo quando è in gioco la fede (lo "scandaloso" Alessandro VI fu dopotutto il Papa che fece diffondere la preghiera dell'Angelus).

La Chiesa continua a sussistere perché l'ha voluta Cristo per continuare la Sua opera: nel momento in cui uomini di Chiesa ostacolano quell'opera, è naturale che i cattolici soffrano e talvolta abbiano da ridire.

Infatti criticare non è sinonimo di aggredire - anche se nella mentalità corrente si è così convinti del contrario, che siamo tutti sostanzialmente succubi del "politicamente corretto" nel modo di parlare e di agire. Al punto che in tanti si rifugiano in un atteggiamento da "tifoseria del Papa", tentando di giustificarne gli errori (nel caso di Bergoglio, per esempio, errori come l'eccessiva incensazione di certe figure ambigue come Scalfari, e l'eccessiva condiscendenza - se non addirittura la grave responsabilità - di aver perseguitato e devastato i Francescani dell'Immacolata).

L'ossequio dovuto al Papa - e il riconoscerlo vicario di Cristo - non significa trasformare il Papa nella "mascotte della Chiesa". Specialmente in questi tempi di confusione, dove viene erroneamente etichettata come "critica sprezzante" ogni affermazione della verità che quasi nessuno ha più il coraggio di dire.

"Criticare" non significa azzerare definitivamente ogni merito passato, presente e futuro, non significa dichiarare "malizia" ciò che può essere invece frutto di un equivoco. L'apostolo Paolo agì in quel modo perché la verità viene prima di tutto: senza verità non può esserci carità. Il dovuto rispetto per un superiore non significa diventarne complice quando compie qualcosa di cattivo.

Infine, molte "critiche" sono da considerare semplici equivoci perché partono non dalla conoscenza delle questioni ma solo dai titoli di giornale, e molti gesti attribuiti al Papa sono invece il solo prendere atto di qualche "fatto compiuto".

Per questo gli stupidi hanno pensato che Giovanni Paolo II appoggiasse le storture del Cammino (quando in realtà elogiava il buon cuore dei singoli), hanno pensato che Benedetto XVI fosse nemico del Cammino (quando in realtà ha ricordato solo le leggi liturgiche valide per tutta la Chiesa)... sono ragionamenti infantili che presumono che le questioni siano sempre nella forma "X contro Y", quando in realtà c'è in gioco la fede.


p.s.: La vera "critica gratuita" al Papa la vediamo nel breve clip video del Kiko indiavolato, un'immagine che vale molto più di critiche aggressive al Papa. Il suo atteggiamento, di porsi a maestro del Papa davanti ai propri adepti, è anche peggiore.

Serena ha detto...

@Ruben
"Per quanto riguarda il "godersi" la vita prima del matrimonio, a onor di verità, non è lecito neanche per i Cattolici non camminanti."
Fuori dal cammino la logica legalista non regge più,nel 2015. In nessuna parrocchia al giorno d'oggi ti giudicherebbero per una cosa del genere. ti inviterebbero a vivere in maniera diversa,si, ma sappiamo tutti che nel cammino sarebbe autentico scandalo!

Louis ha detto...

@Serena
Mi sono posto più volte la stessa domanda! Non capisco come sia possibile che persone libere ed intelligenti rimangano lì dentro. Ci deve per forza essere un motivo che non conosciamo. Io penso che che rimangono perché si vogliono sentire importanti, visto che gli altri non sanno un fico secco di niente; perché possono avere una posizione di spicco.
Gli altri che ne pensano?

Rosanna ha detto...

Condivido molte cose che dici Tripudio perchè sono giuste ma su molte altre no perchè mi sembrano esagerate.Capisco il tuo discorso sulla chiesa,sui papi,quello che conta e che è importante è saper guidare il popolo di Dio e confermarlo nella fede,poi è chiaro che dietro il papa c'è l'uomo e l'uomo può anche sbagliare.Certe prese di posizioni del papa hanno dei motivi.I francescani dell'Immacolata,ad es.,non sono,come appare,le povere vittime perseguitate dal papa,c'è una ragione per cui il papa ha agito in quel modo con loro.I due fondatori nell'idea di riportare l'ordine francescano all'antica purezza hanno dato un indirizzo preconciliare che non andava bene allo stesso modo come i kikos sono scivolati in senso opposto.Gli estremismi non vanno mai bene.L'intervento del papa in questo senso ha tutelato quest'ordine che sicuramente ha una sua particolare bellezza rimettendolo sulla strada dell'equilibrio.Assolutizzare non è mai un fatto positivo e nel campo religioso rischia di svuotare il messaggio della sua umanità di cui Cristo si è rivestito.L'esempio lampante è Adepto che costretto anzitempo in un ambiente rigido e disumano fatto di leggi senza spiegarne il perchè,di ubbidienza cieca e irrazionale.è impazzito(come lui dice) al punto tale da scambiare la libertà per libertinaggio.E' stata sicuramente una reazione a tante costrizioni.Il Signore ci permette anche di sbagliare se questo può servire a farci ravvedere.Intanto p.Manelli ha ubbidito senza protestare è questo è il segno della sua buona fede e della sua santità,cosa che non ha fatto Kiko e i suoi adepti.Che ne sarebbe stato di p.Pio se si fosse ribellato alla chiesa?Certo oggi non sarebbe stato quel santo che è.

Anonimo ha detto...

Per Tripudio: grazie per la chiarificazione sul Papa che condivido! quello che intendevo dire è che certe persone mi sembra che l'abbiano presa come una guerra santa personale tutto qua! il video di Kiko non l'ho visto quando avrò tempo lo guarderò ma si sa chelui è al di sopra di tutti e di tutto! Riguardo a tanti interventi che ho letto mi è venuto in mente quando la mia primogenita ha portato all'eucarestia il suo ragazzo(in quel tempo la si faceva insieme tutti in chiesa perchè il vescovo aveva vietato di farla da soli)e fuori della chiesa li ferma un grande capo e le chiede "è il tuo ragazzo?" al suo si "è in cammino" al suo no "lascialo subito!" imperativo davanti a lui! vi rendete conto?????? riguardo i rapporti prematrimoniali c'è pure là tanta ipocrisia perchè non pensiate che tutti siano casti! ma chi sono io per giudicare? allora per essere casti si sposano in fretta e furia senza arte nè parte a 20 anni e poi si vedono dei veri macelli! La castità è una lotta ma la si fa perchè si crede nel suo valore non perchè lo dicono i catechisti. Ricordo ancora parecchi anni fa una redditio in una parrocchia di una comunitàù piena di giovani (figli tutti di grandi capi) e tutte leloro redditio avevano al centro il sesso con un linguaggio così inadeguato da tenere in chiesa che ha dato fastidio non solo a me. Immaginatevi le persone di una certa età dove certe cose certo non si vanno proclamare davanti a tutti attaccati alla croce!!!!!! Riguardo i sottili ricatti psicologici del tipo "se vieni prendi 30" li ho sentiti una marea di volte pure quelli! ma è lo stesso discorso del genere "se sganci il bottino poi Dio non ti farà mancare nulla" e poi ti accorgi che non è così ma non per colpa di DIo! perchè Dio non lo puoi sfidare! Lo fai perchè credi in buona fede a quanto ti è stato detto e cioè nella condivisione tra fratelli ma pure questa è solo utopia là dentro!Per Adepto condivido quanto ti ha detto Tripudio e cioè che la vera libertà non è alzare il gomito e fare sesso ma è saper anche avere il controllo dei propri istinti pensando al proprio bene....l'alcool fa male e qui si può vedere tutta la saggezza di quanto dice la Chiesa! non per bigottismo o per legge! Nel Cammino c'è tanta legge! Posso testimoniare cheper liberarmi di questa inculcatami dai catechisti il Signore stesso ha provveduto a farmi toccare con mano come i figli sono fragili e esposti al peccato ma la cosa più bella è stata perme l'esperienza che nessuno è esente da nulla, che gli errori e i peccati anche gravi ti fanno maturare nella Fede nel momento in cui sperimenti la Misericordia di Dio e che noi stessi come genitori siamo chiamati ad amare i nostri figli incondizionatamente e perdonarli come Lui perdona! Questo mi ha permesso di arrivare ad avere un figlio che vive lontano e ha deciso di convivere con la sua ragazza e di non giudicarlo! certo prego per loro, lui sa benissimo essendo ormai adulto quale sarebbe la cosa giusta ma credo che il non sentrisi giudicato da noi genitori lo possa aiutare più che la condanna! ho visto che quello che si semina poi porta frutto! Adriana

Valentina Giusti ha detto...

@Serena
Si tratta di persone che hanno creduto, e continuano a credere, alla buona fede di altre.
Di persone che, anche senza essere necessariamente ignoranti, erano 'lontane', che nel cammino hanno scoperto un nuovo entusiasmo ed una nuova chiave di lettura della fede.
Magari erano sole, non esternamente ma forse intimamente: nel cammino hanno trovato una dimensione comunitaria.
Li trovo motivi sufficienti. In breve, il modo di vivere la fede del cammino diventa l'unico modo, l'unico approccio che si ritiene possibile. Si arriva a pensare che non esista fede senza il cammino.
Bisogna pensare che sì arriva a questo con un percorso di molti anni!
È il principio della rana bollita: se metti una rana in acqua calda, cercherà di scappare: ma se l'acqua è tiepida e la temperatura aumenta gradualmente, la rana si troverà bollita senza rendersene conto!

Anonimo ha detto...

Rosanna sei riuscita a esprimere il mio pensiero grazie. Adriana

Anonimo ha detto...

Louis credo che ci hai azzecato! Il "ruolo" all'interno del CN ha quasi sempre un potere vincolante e più sei coinvolto più sei "legato" fino arrivare alla mentalità perversa di pensare di coinvolgere un fratello titubante nel fare il cammino coinvolgendolo nel ruolo di.....non mi vergogno a dire quanto io stessa ho ambito a....per sentirmi più partecipe e utile! Ma a distanza di anni e dopo tanto soffrire perché in fondo ti senti "scartata" dai fratelli ho capito che è stata la mia salvezza perché mi ha regalato la libertà anche di tagliare. Adriana

by Tripudio ha detto...

Prima che intervenga qualche fratello kikiano a somministrarci il solito moralismo neocatecumenale, chiariamo:

1) il cattolico può "godersi un po' la vita" senza necessariamente compiere peccati;
- invece il moralismo neocatecumenale vorrebbe far credere che il sabato sera o si va in comunità o si pecca contro il sesto comandamento;

2) il cattolico può "godersi un po' di vino, birra, liquore" senza ubriacarsi;
- invece il moralismo neocatecumenale pretende di far credere che chi non è neocatecumenale "alza troppo il gomito";

3) gli sposi cattolici possono "godersi la vita familiare" senza essere conigli irresponsabili in gara per vincere la classifica del maggior numero di figli;
- invece il moralismo neocatecumenale vorrebbe opprimere non solo la vita dei poveracci che fa sposare in fretta e furia a vent'anni, ma anche quella di chi non sta facendo il Cammino...
- infatti l'ossessione neocatecumenale per il sesso prevale perfino sulla necessità che gli sposi siano adulti e responsabili (e un ventenne vissuto sempre in comunità è davvero spiritualmente e mentalmente adulto, autonomo, responsabile e libero? davanti al martellante «fissare la data entro l'anno», davanti alla pressione sottile ma potente dei cosiddetti "catechisti", è davvero libero e responsabile? davanti a Kiko che dice che l'uomo "non può non peccare" e davanti al comodo slogan "Dio provvede", sta usando la propria intelligenza o le proprie insicurezze e paure?)

4) i cattolici possono "godersi la liturgia" così come santa madre Chiesa comanda, senza dover allestire una pagliacciata logorroica e schitarrante, perché sanno che la partecipazione ai divini misteri riguarda il cuore, riguarda l'unione con Dio, riguarda il sacrificio dell'altare, riguarda il Santissimo Sacramento, non riguarda la riuscita dello spettacolino kikiano-carmeniano in cui si fa a gara a mettersi in mostra.

A differenza del Cammino Neocatecumenale, il cattolicesimo non è un moralismo.

La morale cattolica è un risultato della fede, non una premessa.

Anonimo ha detto...

rimane il fatto che nonostante tutto il moralismo purtroppo tantissimi ragazzi del Cn si ubriacano, alzano il gomito eccome e pure si fanno di...tanto è vero che ormai è rispauto che nelle convivenze di tre giorni i catechisti devono fare la guardia.
così pure per il postcresima. Vi sembra sia logico durante un campo estivo fare i turni di guardia di notte dei padrini per controllare i ragazzi? intanto non li si responsabilizza e poi significa che non si fidano (che potrebbe anche andar bene) ma da questo a fare i turni di notte!!!!! o l'uso di fb per "controllarli"????? ripeto tanto se le devono fare le fanno lo stesso! allora invece che proibire vanno educati e prima di tutto in famiglia non che sento da sempre dire cheli mandano alle catechesi a 12 anni perchè altrimenti si "perdono"! Riguardo l'argomento vocazione è vero che nel CN esiste solo o sposarsi o farsi prete o farsi suora e di clausura per giunta! Una delle mie figlie ha sofferto tantissimo perchè non aveva il ragazzo e questi martellavano....fino a che anche lei ha lasciato o meglio l'hanno "dimenticata" dopo che è andata a studiare fuori sede.
Allora come posso essere bugie quelle che diciamo se i conti tornano nostante le diverse provenienze? Adriana

by Tripudio ha detto...

Nota bene:

la morale cristiana discende dalla fede, il moralismo è l'assurdità di credere che la fede sia il prodotto di un comportamento.


Il martellante moralismo neocatecumenale produce ovviamente il suo contrario: dopo la liturgia del sabato sera tanti neocatecumenali vanno a "sballarsi" perché non ne possono più di sentirsi comandare di essere perfetti perfettini e contemporaneamente sentirsi dire che l'uomo non può non peccare.

Non ne possono più di una liturgia parolaia e fracassona (forse che Dio esige il ridicolo balletto col girotondo?).

E soprattutto non ne possono più di recitare ipocritamente la parte del «mi faccio schifo ma il Signore mi ha salvato».

Serena ha detto...

concordo in toto con quanto hanno scritto tripudio ed adriana.
allucinante la loro mentalità "fissate una data che Dio provvede!!"
e il loro "o prete o marito!",per cui il mio ragazzo stava letteralmente diventando pazzo. Con tanto di ossessioni. Ogni lettura,la mattina, che riportava qualcosa sulla vocazione per lui era una maledizione! passava tutto il giorno a tormentarsi...e questo per anni...non ne ha mai parlato con nessuno,aveva troppa paura che i catechisti lo mandassero al centro vocazionale senza che lui volesse andarci!
e sempre in questo quadro... una cosa che ancora non ho letto (per ora) qui,le LODI ogni mattina PRIMA di qualsiasi cosa... con l'orologio accanto!non scherzo, meno di trenta minuti era peccato assicurato,biglietto di sola andata per l'inferno.
parole testuali,dette da prisbiteri nc:" dopo 2 giorni senza lodi non ti salvi,il demonio arriva."
mi sale una rabbia a ripensare a queste cose... e la mia carità cristiana viene meno...

Valentina Giusti ha detto...

Ho letto Socci, segnalato da Tripudio, e la frase:

Ha suscitato smarrimento fra i cattolici anche il rimprovero alla donna con otto figli e i parti cesarei: se avesse detto che usava la pillola o aveva divorziato, Bergoglio le avrebbe detto “chi sono io per giudicare?”.

Non sono Bergogliana, sono sempre stata un po' critica nei confronti dei papi.
Ma sia ben chiaro: papa Francesco ha voluto richiamare una madre, fervente cattolica, perchè credeva che i suoi cesarei 'ad infinitum' le fossero chiesti da Dio.
Non dimentichiamoci che il papa ha riportato la frase di lei 'Ma io mi fido!'
Cosa vuol dire, 'mi fido'? Che i suoi parti a rischio ad oltranza glieli sta chiedendo Dio? Poteva il papa, vicario di Cristo in terra, far passare come valido un messaggio del genere, cioè che è il Signore a prescrivere una fecondità ad oltranza, a rischio della vita?
Se invece avesse preso la pillola, divorziato, abortito, sarebbe stato chiaro che non era la fiducia in Dio a spingerla a ciò. E il papa avrebbe forse giustamente sospeso il suo giudizio (umano)su di lei.

un ex qualsiasi ha detto...

Io sono uscito da due anni con un po' di difficoltà. Sono riuscito a dare un taglio netto anche grazie al fatto di aver abbandonato la mia città e la casa paterna. Ora vivo e lavoro all'estero in un paese a maggioranza protestante.

Forse è una forma di rigetto, ma ho praticamente chiuso con la chiesa.
Non vado praticamente mai a messa, anche perché le messe cattoliche qui sono molto protestantizzate e ne ho le scatole piene. Ci sono anche delle parrocchie dove fanno la messa in rito antico, ma non fa per me.

Riconosco ancora l'autorità della Chiesa e i valori cristiani, ma non pratico più i sacramenti. Come diceva qualcuno "ma la godo" con la mia ragazza, ma a differenza sua sono consapevole di essere in condizione di peccato mortale, ma non ho la forza né la volontà di cambiare. E anche per questo non mi accosto alla comunione. Se domani morissi probabilmente andrei all'inferno. Eppure la cosa non mi sconvolge più di tanto. Forse sotto sotto spero nella misericordia divina, o forse semplicemente per la prima volta nella vita a 25 anni ho cominciato a vivere la mia vita facendo uso del mio libero arbitrio, e non seguendo le costrizioni psicologiche dei catechisti e dei miei genitori.

Credo che nel profondo del cuore ancora spero che Dio mi venga a salvare e redimere, ma l'ho sentito talmente tante volte da quando sono nato che non so se ci credo più.

Mi direte: "Dio non ti salva se tu non vuoi. Va' a confessarti e cambia vita."
Non posso, non ho più la forza, non ho più la volontà, non ho più la fede.


sandavi ha detto...

ex-qualsiasi, ti supplico in ginocchio, per amore di Dio di ritornare sui tuoi passi.

Se ne può parlare. Mandami un messaggio a sandavi77@gmail.com.

sandavi ha detto...

Da figlio del Cammino posso dire con discreta certezza che il martellamento esiste.
Anche io dicevo "il Signore mi ha salvato dalla droga!" nel senso che non mi sono mai drogato, ma la verità è che non sono mai stato realmente a rischio.
Ho vissuto con enorme peso proprio con grande moralismo tutto quel che riguardava l'essere puri sotto ogni punto di vista (non bere, non peccare con il corpo, non eccedere nelle cose, non essere superbi...) così che nelle tre occasioni in cui sono uscito dal cammino ho gettato all'aria qualsiasi cosa e sono esploso come una pentola a pressione. Volevo precisamente riprendermi tutto quello che mi era stato "negato" secondo il mio pensiero: sesso, alcol, feste, divertimenti, eccetera.
E così la mia condizione è stata per anni veramente pessima e i danni ancora me li porto.
Non parliamo delle insicurezze, degli sbagli, delle fragilità che mi porto dietro per carattere e per condizionamento neocat.

Della Chiesa Cattolica non ho mai saputo niente e niente me ne importava. Oggi grazie a Dio non è così. Dio mi ha chiamato fuori del Cammino, ora lo so, passando dalla parte dove aveva gioco maggiore, cioè nel mio amore per il sapere e per la conoscenza. Conoscendo, studiando ho capito quanto stavo sbagliando.

Un paio di settimane fa un fratello di comunità proprio quando gli ho detto che a me piace capire di più della Chiesa, della vita dei Santi, della teologia, del Magistero, mi ha risposto testualmente "questo è il demonio che ti tenta!" lasciandomi letteralmente sbigottito.
Mai mi sono nutrito così tanto alla vera fonte in tutta la mia vita e questo sarebbe "il demonio"?
Grazie a questa "tentazione demoniaca" ho potuto aiutare una persona che aveva perso la fede, e che ora, a quanto mi dice, ha ripreso a vivere nella Chiesa seriamente, si è confessato dopo 10 anni e ha ripreso la comunione, a gloria di Dio che ha fatto tutto.

E questo sarebbe frutto del demonio?

Lasciamo perdere i giudizi sugli altri movimenti... "vai, vai! non troverai niente! nella Chiesa non c'è niente!" questo nichilismo mi distrugge,... come si può dire che nel resto della Chiesa, il 99%, non c'è niente?

serena ha detto...

vedo che moltissime persone qui sono figli di persone camminanti... ma allora mi chiedo,oggi,questo blog è al terzo risultato su google se si digita "cammino neocatecumenale",prima ancora di blog "pro-cammino". Come è possibile nel 2015 che POCHISSIMI,tra i fratelli di comunità,entrino qui dentro e si diano una semplice letta a quello che ci sta scritto?? so che in comunità viene detto che è tutta opera del demonio (anche a me fu detto cosi) ma davvero tutti ci credono? tutti i giovani che nelle parrocchie romane restano nel cammino,quando vanno al liceo,all'università,al lavoro,e devono fare I CONTI con la REALTà... cosa si raccontano,di preciso?

Anonimo ha detto...

Ex qualsiasi il fatto che sei qua a raccontare è sicuramente un segno che stai cercando aiuto. Scrivi a Sandavi! Io purtroppo non posso mettere qua un mio recapito ma anch'io ti supplìco come farei con mio figlio: lasciati aiutare. Ti faccio una proposta. Un viaggio dalla Mamma a Medjugorje! Ti abbraccio e ti ricordo che come dice Santa Faustina la Misericordia di Dio è infinita. Adriana

Valentina Giusti ha detto...

Non so se era stato già riportato il link a questo articolo ...

Anonimo ha detto...

Non è forse che queste vocazioni forzate(matrimonio o sacerdozio) servano al Cammino per presentare un gran numero di famiglie numerose e preti alle alte sfere ecclesiastiche e dire "il cammino funziona", così da incrementare il prestigio e il potere del Cammino stesso? Kiko stesso parla dei frutti del Cammino, e cioè famiglie e vocazioni sacerdotali. Presentano alla Chiesa ciò di cui la Chiesa un po' scarseggia (almeno apparentemente), vocazioni sacerdotali e famiglie cristiane. Dal mio punto di vista non servono molti preti ma santi sacerdoti, e le famiglie cristiane ci sarebbero se nelle parrocchie la salda verità cattolica fosse predicata senza una fede annacquata.

Paolo

Uomo Libero ha detto...

Che dire..anche io, come Serena sono stato tenuto all'oscuro di tutto. Non sapevo cosa fosse il cammino, non avevo indagato su google. Solo dopo 6 mesi dall'inizio della mia relazione con questa nc, questa ragazza me ne accenna, non dicendomi chi fosse kiko, ma solo che praticavano le liturgie dei cristiani di 2000 anni fa. Mi fidavo di lei, partecipai alle ingannatorie catechesi, non le conclusi e dopo un mese, la tipa mi molla con 1000 malignitá e bugie. Il resto, l'ho scoperto qui, per caso, o forse grazie a Dio. Ho scoperto un mondo inquietante e mi sono reso conto che sono stato oggetto di manipolazione da parte della tipa e della sua numerosa "famiglia" NC. Serena, nela coppia dovrebbe esservi trasparenza e veritá, a me questo é mancato, credevo a quella ragazza, ma lei mi ha sempre mentito per coprire il cammino. Meglio cosí, se fossi entrato nei NC, avrei vissuto nella falsitá. A proposito , sono stto lasciato per non essere entrato nella setta! Il cammino attira tanto perché é un coacervo di raccomandazioni lavorative, a tutti I livelli, in cambio bisogna regalare il proprio cervello.....non mi sembra un buon affare!!!

Anonimo ha detto...

"Dai frutti li riconoscerete" Kiko ha ripetuto spesso nei suoi svariati incontri. Il "fruttificare" è nevrotico nel cammino perché i frutti sono per il potere, non dello Spirito Santo, sono numeri da presentare alle gerarchie per auto-confermarsi e accrescere di prestigio. Ovviamente c è la buona fede della Chiesa, ma perché non si conoscono i meccanismi che si celano dietro il Cammino. Dal mio punto di vista le forzature sulle persone, le vocazioni esasperate e nevrotiche, sorrette dal o ti fai prete o ti sposi, dal gioco della Bibbia aperta a caso in cui i catechisti o chi per loro ti dicono che quel versetto ti chiama a qualcosa, dai centri vocazionali; i matrimoni di ventenni che si devono sposare a tutti i costi, l ossessione del "farsi una famiglia", l apertura alla vita irresponsabile ecc tutto ciò costituisce "numeri" da presentare alle Gerarchie, di preti o famiglie numerosissime, per poter dire "vedi Chiesa come lo Spirito Santo opera in noi, vedete quanti frutti?". Così il Cammino aumenta di prestigio. Si sente però dietro a tutto questo la puzza di zolfo. La persona con la sua volontà è sacrificata sull' altare del potere e del prestigio. Paolo

by Tripudio ha detto...

Ma guarda un po', anche su un altro blog dicono le stesse cose che qui diciamo per far capire gli errori neocatecumenali:

«...Non ci sono dogmi sul numero di figli esatto o perfetto.
Soprattutto i figli non sono un merito o una medaglia da esporre, non sono una targa che ci identifica automaticamente come cristiani. I figli sono un dono, una benedizione, un impegno, una responsabilità...»


L'articolo è sul blog Chi ha orecchi intenda.

Lo sconsiglio agli attivisti neocatecumenali, perché leggendolo otterrebbero solo di rovinarsi il fegato e di accendersi d'ira funesta.

Anonimo ha detto...

OT
qualcuno mi sa dire come mai nel sito del Pontificio Consiglio per i laici, nella sezione " repertorio delle associazioni e dei movimenti" non c'è il Cammino neocatecumenale?
Eppure secondo loro è il più importante.

Rosanna ha detto...

Rispondo a Louis ed ad Adriana e dico sì cari amici sì il ruolo è terribile e ognuno di noi ne può essere vittima.Ma noi siamo grati al Signore essendo forse più deboli degli altri di non aver permesso ciò all'interno del cammino,abbiamo così sperimentato la libertà di fuggire più agevolmente da un ambiente così malsano.I motivi per cui si resta nel cammino sono tanti:la solitudine,il desiderio di realizzazione,la paura di non farcela da soli,l'essersi compromessi davanti a tutti,il giudizio altrui e non da ultimo il ruolo che è il demone peggiore.

Ruben ha detto...

@Anonimo ha detto...
OT
qualcuno mi sa dire come mai nel sito del Pontificio Consiglio per i laici, nella sezione " repertorio delle associazioni e dei movimenti" non c'è il Cammino neocatecumenale?
Eppure secondo loro è il più importante.
---
E davvero strano; da che mi ricordo io, negli anni passati c'erano e come!
Non risultano neanche più mella pagina vaticana del PCL:

http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/laity/documents/rc_pc_laity_doc_20051114_associazioni_it.html

caro anonimo, magari il "buon Rylko",
visto l'andazzo da due anni a questa parte, avrà consigliato a Kiko una strategia tanto cara ai politici, ovvero sparire per un po, in attesa di tempi migliori!...

Anonimo ha detto...

Ho fatto il primo scrutinio ma sono passati parecchi anni da quando l'ho fatto. adesso ho 25 anni ma all'epoca ne avevo 14/15 non ricordo bene quindi poco più di un bambino!
c'è un dettaglio che nel post non è stato scritto ed è che tra le varie domande che ti fanno in un momento che non ricordo è se vuoi essere cambiato dallo spirito santo. Per motivi che a cui non voglio indagare tutti hanno risposto si ma io non me la sentivo di cambiare come dicevano loro (vedevo un aria un po strana nei membri delle comunità maggiori e non volevo diventare come loro nonostante i miei genitori vi facessero parte) e risposi no. Apriti cielo, mi hanno fatto un'interrogatorio e dopo una serie di pressioni psicologiche mi hanno convinto a dire si, paradossalmente mi sentivo anche sollevato e felice per una cosa che non volevo questo è il potere della mente e del convincimento che sicuramente psicologi (io non lo sono) potranno confermare. Se si potesse denunciare queste persone per danni morali lo farei subito!!!!

luca ha detto...

ad onor del vero, nella pagina vaticana non risultano neanche gli altri movimenti

Luca

AZ ha detto...

Come quel passaggio (non ricordo quale) in cui alla fine fanno ad ognuno la domanda "Chi è Cristo per te?" e BISOGNAVA rispondere in ordine "Il mio salvatore".
È incredibile come nel cammino neocatecumenale la fede di trenta persone riesca ad andare di pari passo (a parte qualche sporadico rimandato)...

Rosanna ha detto...

Sì anonimo anch'io ricordo al I scrutinio questa domanda e la reazione fu la medesima solo che io ero già adulta.Tanto è vero che i catechisti vedendo la perplessità di tutti finirono col dirci, anche per l'intervento del prete nc, che avremmo capito più avanti e ci fecero passare.Ora capisco molto bene chi era lo spirito santo in quel consesso e che significava cambiare.Purtroppo in più di un'occasione dicevano che bisognava cambiare mentalità,ma noi non capivamo.Ora dopo tanti anni capiamo cosa volessero dire:PERFETTO ALLINEAMENTO ALLE IDEE DI KIKO.

Anonimo ha detto...

ricordo ancora il mio primo scrutinio! una ragazza non ha voluto fare il rito e si sono arrabbiati mentre lo stesso sacerdote che camminava con noi era molto titubante e perplesso ma ovviamente hanno fatto di tutto per convinverlo!mamma mia!!!! se ci ripenso eppure non mi rendevo conto!
Adriana

Michela ha detto...

Anonimo ha detto...

Ho fatto il primo scrutinio ma sono passati parecchi anni da quando l'ho fatto. adesso ho 25 anni ma all'epoca ne avevo 14/15 non ricordo bene quindi poco più di un bambino!
c'è un dettaglio che nel post non è stato scritto ed è che tra le varie domande che ti fanno in un momento che non ricordo è se vuoi essere cambiato dallo spirito santo


anch'io non ricordo più tante cose, ma mi hai fatto tornare alla mente che a anche a noi hanno chiesto qualcosa di simile, e cioè se abbiamo paura di cambiare, secondo quanto lo Spirito ci chiederà.

E' un modo per avvertire che dovremo accettare tante cose nuove e strane, ma anche per piegare la nostra volontà e il nostro buon senso.
Certo che è anche una pressione psicologica importante perchè va a sollecitare un latente narcisimo che ci fa sentire persone dal destino speciale. ma purtroppo sono cose che non si possono dimostrare. Sappiamo che sono vere solo perchè le abbiamo vissute

Michela ha detto...

Valentina, complimenti per il tuo commento alle parole di Socci!
Belissimo!
è vero che nel cammino è tutto un tentare Dio, un trascinare Dio di qua e di là per piegarlo ai desideri del cammino.

Rosanna ha detto...

Anch'io avevo risposto ad Anonimo dicendo le stesse cose di michela ma vedendo l'orario del commento ho capito che il mio è stato saltato. Sicuramente Sarà un ERRORE DEL COMPUTER.RIPROVO. Dicevo che col senno di poi si è capito chi era lo spirito e che doveva fare cioè UNIFORMARE TUTTI ALLE IDEE DI KIKO.

Anonimo ha detto...

@ ex qualsiasi
Anch'io quando avevo 25 anni, dopo aver fatto il secondo passaggio, sono uscito dal cammino e mi sentivo proprio come te adesso.
Ricordo ancora il sollievo di poter trascorrere del tempo con me stesso, senza il vortice degli impegni comunitari. Di ricominciare a ragionare con la mia testa.
Ho fatto però l'errore di credere che il cammino fosse la Chiesa e per 20 anni me ne sono andato lontano.
Ti assicuro che sono stati 20 anni molto duri.
Forse sei convinto che Dio ti stia trattando male, come credevo io, o che ti giudichi per i peccati o qualsiasi altra cosa.
Non fare il mio stesso errore, credimi, Gesù è molto più buono di quello che pensi!
Un giorno collegherai i pezzi del puzzle e scoprirai che Dio ti sta volendo molto bene.


Una dritta? Di il Rosario!
Lo so che non ne hai voglia e che pensi sia una pratica da vecchiette ma non è così. Anche se non ti confessi e non vai a messa, dedica una mezzora al giorno al rosario.
Vedrai cose che non ti aspetti!

Un abbraccio
William

PS: ringrazio Tripudio per il servizio offerto con questo blog. Mi è stato veramente di aiuto.

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Per Luca

le associazioni e i movimenti segnalati dal sito del Vaticano sono 128.
http://www.laici.va/content/laici/it.html

Valentina Giusti ha detto...

Grazie William!! Hai dato parole a quello che anch'io sentiivo in qualche modo di voler dire a un ex qualsiasi... anch'io sono uscita a quell'età (guarda caso!) e per molto tempo mi sono macerata nei sottili sensi di colpa, nella superbia del credere di aver fatto la migliore esperienza spirituale possibile, di aver capito tutto del cattolicesimo e della fede e di averlo purtuttavia rifiutato...che errore! Non sapevo quello che spesso qui ripete Sandavi: stando in cammino non mi avevano insegnato nulla! Ero profondamente ignorante e superba. Soprattutto mi avevano inoculato il disprezzo per la Chiesa...della domenica e per tutte le altre realtà ecclesiali, il sospetto addirittura per tutto ciò che ritenevo troppo intimistico o addirittura sdolcinato: canti, litanie, preghiere, novene...il raccoglimento durante la Messa, l'adorazione ...tutto bollato come religiosità naturale!
Ci sono voluti molti anni perché mi rendessi conto del terribile errore in cui ero stata indotta. Però mi rendo conto che le parole non servono a nulla, o a molto poco. Ci vuole tempo, spero per un ex qualsiasi molto meno di quello che ci è voluto per me...

Valentina Giusti ha detto...

Grazie Michela. A me invece sono mancati tanto i tuoi commenti in questi giorni! :-)

Rosanna ha detto...

Ricontrollando il blog ritrovo in ordine di tempo i miei due commenti,il secondo è stato scritto perchè non appariva il primo e pensavo ad un errore del browser.Comunque vorrei aggiungere un ulteriore pensiero sull'argomento trattato.Sicuramente Kiko e i suoi collaboratori sono responsabili per la diffusione degli errori che sono vere e proprie eresie e la sua superbia non gli ha permesso di recedere ma io penso che il problema grave del cammino non sia solo Kiko.Secondo voi senza sostegno kiko sarebbe riuscito a costruire questa nuova chiesa?Dietro di lui io vedo molti ecclesiastici anche di alto bordo che muovono le fila e forse sono i veri responsabili di tutto.Essi non costituiscono la chiesa sacramento,il Magistero papale con i vescovi a lui uniti,ma uomini di chiesa che contestano il magistero.Il beato Paolo VI ebbe a dire in occasione della visita al santuario di Bonaria in Sardegna che il fumo di Satana stava entrando nella chiesa.E' questo fa parte del terzo segreto di Fatima.Oggi tocca ai fedeli di capire chi seguire nella chiesa e allontanarsi da chi vuole costruire un falso Cristo e una falsa chiesa.Molto bisogna pregare molto specie col rosario che è la torre di salvezza negli assalti dell'inferno porto sicuro nel comune naufragio.Suggerirei comunque di leggere il libro azzurro:"Ai sacerdoti figli prediletti della Madonna" reperibile anche sul sito internet in cui la Madonna con locuzioni interiori parla a don Stefano Gobbi spiegando l'apocalisse.Il messaggio del 13 giugno del 1989 è molto illuminante e ci fa capire cosa sta avvenendo nella chiesa oggi e come sia importante l'unità al papa e ai vescovi a lui uniti.

Anonimo ha detto...

In sintesi quindi Valentina: il Papa ha fatto bene a rimproverare quella donna (a memoria non ricordo un papa nella storia bimillenaria della Chiesa che abbia sgridato una donna perchè incinta a richio della salute, ma potrei sbagliare) mentre se quella donna avesse "preso la pillola, divorziato o abortito" non avrebbe detto nulla GIUSTAMENTE?

Mah.

Io credo che sia mille volte meglio rischiare di tentare Dio (che è poi una cosa talmente soggettiva che è impossibile giudicarla esteriormente) che vivere una condizione oggettiva di peccato mortale in palese contrasto con il magistero di sempre della Chiesa.

Ma chiaramente sono solo mie strane idee.

Saluti
Jeff m.

by Tripudio ha detto...

Il caro fratello Jeff ha bisogno che qualcuno gli ricordi la realtà, altrimenti commenta solo le sue fantasie (tutte favorevoli a Kiko).

Il Papa ha fatto bene a sgridare quella donna che "tentava Dio". Nel Vangelo Jeff può verificare personalmente chi è che ha ricordato: «non tenterai il Signore Dio tuo».

Il fatto è che i neocatecumenali "alla Jeff", cioè per i quali l'idolo Kiko vale più della verità e più della fede, credono che l'attività dello "sfornare figli" metta in secondo piano tutte le circostanze e tutte le ragioni.

Ecco perché Jeff era profondamente adirato dall'articolo su Chi ha orecchi per intendere, intenda.

by Tripudio ha detto...

Piccolo promemoria:

Giovanni Paolo II, fin da quando ebbe la bidonata del «Riconosco il Cammino» (quella lettera fu infatti usata per zittire parroci e vescovi che non volevano il CN, nonostante Giovanni Paolo II intendesse solo "incoraggiare"), esigette che il Cammino si dotasse di una regolazione statutaria. Ne fece pubblicamente menzione almeno dal 1997, quando i lavori erano in corso già da tempo.

Solo che le bozze degli Statuti del Cammino venivano ripetutamente bocciate perché anziché essere una "regolazione statutaria" erano le solite mefitiche elucubrazioni di Kiko e Carmen, che con una enorme faccia di bronzo tentavano di far passare per insindacabile e intoccabile un "itinerario" svincolato dalle autorità della Chiesa, con diritto di incistarsi nelle parrocchie, senza una chiara assunzione di responsabilità (per questo Kiko e Carmen amano chiamarsi "iniziatori" anziché "fondatori"), senza documenti scritti (tanto meno il contenuto dottrinale propinato agli adepti), ecc.

Per molti anni Kiko è andato vantando come "imminente" l'approvazione degli Statuti, con sbigottimento di quei fratelli del Cammino che credevano di essere approvati fin dal 1990 (ci vorrà il sostegno di qualche canonista dell'Opus Dei per aggiustare un pochino quegli impresentabili Statuti nel 2002).

Dopo una delle tante bocciature, nel 1999 in una convivenza a Porto San Giorgio Kiko annunciò che le cosiddette "catechesi" erano state modificate in certe «espressioni imprecise o non proprio ortodosse», ammettendo così che erano sbagliate ed eretiche.

Attenzione ai termini:

- "imprecise" == sbagliate.

- "non proprio ortodosse" == proprio eretiche.

Ci vorranno altri tre anni prima di giungere all'approvazione degli Statuti del 2002, che vennero non per volontà del Papa (come falsamente ci hanno sempre voluto far credere i kikos, che hanno sempre bisogno della menzogna per promuovere il Cammino), ma per un colpo di mano del caro amicone Rylko, sicuramente concertato con Kiko e coi "potenti appoggi" dietro le quinte.

In quel giugno 2002 Kiko, Rylko e Carmen se la cantarono e se la suonarono. Pur mettendo Giovanni Paolo II di fronte al fatto compiuto (tipico atteggiamento neocatekiko nei confronti dei Pontefici), Rylko non poté tirare troppo la corda e perciò lo Statuto fu solo "ad experimentum" per cinque anni.

La risposta di Giovanni Paolo II fu un significativo silenzio di interi mesi. Non ne fece mai cenno negli Angelus, nelle udienze, nei discorsi, neanche un telegramma di felicitazioni. E in particolare il Papa non ha mai detto di aver voluto approvare gli Statuti.

Ad aprile 2005 saliva al soglio Benedetto XVI, che nei primi mesi di pontificato convocò Kiko, Carmen e Pezzi per dire loro che nel Cammino la Messa va celebrata come in tutta la Chiesa, «senza aggiunte né omissioni», e dunque senza la "comunione seduti", senza le "omelie dei laici", ecc.

Per qualche misterioso motivo la fatidica lettera del 1° dicembre 2005 (della Congregazione per il Culto Divino, a firma del card. Arinze, con le «decisioni del Santo Padre») conteneva una clausola bislacca: «si dà un tempo di due anni per adeguare il modo di ricevere la Comunione...»

Ora, legalmente, sembrerebbe un'autorizzazione a violare le norme liturgiche. È ben possibile che quella clausola provenga non dalla volontà del Papa, ma dalle fortissime pressioni che sono state scatenate attorno a lui e alla Congregazione. Non possiamo neppure immaginare cos'è che Kiko abbia minacciato.

In ogni caso, vale quanto detto dalla lettera: «entro due anni...» rispetto a quel che è successo dopo (il Cammino ha continuato a disubbidire fino ad oggi).

Mule ha detto...

Dice Jeff
**Io credo che sia mille volte meglio rischiare di tentare Dio (che è poi una cosa talmente soggettiva che è impossibile giudicarla esteriormente) che vivere una condizione oggettiva di peccato mortale in palese contrasto con il magistero di sempre della Chiesa**

Non è oggettivo tentare Dio? Certo che lo è. Se vai contromano in autostrada di notte a fari spenti a 180 all'ora in curva ..... come lo chiami?

Buttarsi sui binari mentre arriva un treno in corsa ... cos'è?

Dopo il 2ndo cesareo la medicina dice che è rischioso per una donna avere un altro figlio.
Quindi stante la tua retta coscienza sai che ti prendi un rischio (minimo/massimo questo sì è soggettivo). Ti immagini al 4°, 5°....?

E non è che "capita" di rimanere incinta: qui si parla di una impostazione scientifica volta a violare il foro interno della persona.

Lo sai vero che anche le donne dei supermegacatechisti quando arrivano alla menopausa tirano un sospiro di sollievo?

by Tripudio ha detto...

Ed infatti anche a papa Francesco quei sette cesarei consecutivi non sembravano proprio una coincidenza.

Purtroppo nella mentalità neocatecumenale si confonde deliberatamente il dono dei figli col... darsi da fare per "sfornarli".

Anonimo ha detto...

Davanti alle affermazioni di Jeff non ho parole! riconosco di essere stata "graziata" da DIo per intercessione della Vergine Maria ad aprire piano piano gli occhi e dopo tanti anni finalmente a tagliare. è vero che finchè sei dentro è difficle perchè quando tu obbietti o ti "ribelli" sei sottoposto a vere e proprie vessazioni psicologiche. Credo che il primo dono che DIo mi ha fatto senza che me ne rendessi conto e per il quale abbiamo subito tante pressioni e giudizi sia stato aver trovato casa molto lontano dalla parrocchia dove facevamo il CN. Infatti loro propongono sempre a tutti di rimanere vicini...Anche dopo anni che abitavamo fuori sono andati avanti a proporci di ritornare in zona con discorsi assurdi del tipo "vendi la casa, e vai in affitto" del tipo poi ti mangi i soldi o magari ci dai i soldi e non solo.....La lontananza mi ha permesso di vedere anche l'altra Chiesa perchè portando i miei figli a catechismo nella parrocchia territoriale e iniziando noi stessi a fare servizi in quella parrocchia il Signore ci ha aperto alla Chiesa!!!!! non vi nascondo che è stato molto difficile rapportarsi con gli operatori della parrocchia perchè purtroppo noi ci sentivamo "migliori", con la verità in tasca e che tutto quello che si faceva in cammino era meglio SUPERBIA!!!! Dall'altra parte sono iniziati gli attacchi in comunità proprio per il nostro servizio fuori del CN, soprattutto per il corso fidanzati. Pianopiano proprio tutte le "persecuzioni" vissute all'interno del CN, aumentate con l'arrivo dell'adozione, hanno permesso, soprattutto a me, delle profonde crisi che mi hanno portato ad andare d'istinto a Messa tutti i giorni dove abitavo e iniziando così a "prostrarmi" nell'adorazione eucaristica e così via....poi è arrivato il pellegrinaggio a Lourdes e via via....fino ad arrivare a Medjgorje dove scopri l'essenza della Fede nel silenzio, nella preghiera e nell'Adorazione Eucaristica! Per questo proponevo a "ex qualsiasi" di recarsi a Medjugorje! Per fortuna il Signore ha tenuto uniti me e mio marito in questo percorso di distacco, fino ad arrivare al rifiuto di nostro figlio che è stato l'atto decisivo per tagliare anche se ormai dentro di noi avevamo tagliato già da molto tempo! Come tagli tu non esisti più! nemmeno se non sanno il perchè! RIcordo che una "sorella" rivista dopo un anno mi ha detto che non sapeva niente "sai che non dicono nulla!". QUindi soprattutto ai giovani che riescono ad uscire dico che si aggrappino alla Chiesa madre! io credo che un'altra Grazia sia stata, davanti a tanto scandalo, non perderela Fede! aggrappatevi al Santo Rosario, non abbiate paura di dire a Dio tutto il vostro dolore! Lui vi conosce nel profondo e vi ama, LUi sì vi ama come siete...non loro! che ancora una volta devi corrispondere a ciò che vogliono da te!Mi conforta leggere qua tante esperienze simili e condivise! Mi spaventa quando leggo cosa potrebbe esserci dietro al CN! primo perchè ho ancora dei figli in CN, secondo perchè è terribile come le persone non se ne rendano conto di essere plagiate. Adriana

l'apostata ha detto...

Ai piccoli neocat in buona fede.

Di seguito eccovi una ulteriore dimostrazione pratica di quello che è il vero "frutto" del cammino: l'ipocrisia.

Jeff, il neocat duro e puro: ...Io credo che sia mille volte meglio rischiare di tentare Dio (che è poi una cosa talmente soggettiva che è impossibile giudicarla esteriormente)....

Vangelo: "Non tenterai il Signore Dio tuo" (come ha prima ricordato Tripudio).

Vi faccio una domanda: avete già sentito i catechisti spingere una giovane coppia la matrimonio, ancora senza lavoro e senza casa, dicendo "fissate la data, il Signore provvederà"?

In altre parole, i catechisti obbligano a prendere decisioni gravi, tanto siccome parlano sempre per ispirazione sanno già che Dio farà quello che loro comandano.

Con buona pace dell'insegnamento papale su fede e ragione che devono procedere insieme.

Poi i neocat alla Jeff provano a smentire le millanterie del signor dottor (h.c.) sciamano Arguello, sulla ispirazione h24 sua e dei suoi kicatechisti.

Come la mettiamo? Obbedire ai kicatechisti buttando la ragione dalla finestra è tentare Dio oppure "loro" sono gli illuminati che parlano sempre per ispirazione?

Sappiatevi regolare.

Michela ha detto...

Io credo che sia mille volte meglio rischiare di tentare Dio (che è poi una cosa talmente soggettiva che è impossibile giudicarla esteriormente) che vivere una condizione oggettiva di peccato mortale in palese contrasto con il magistero di sempre della Chiesa.

Ma chiaramente sono solo mie strane idee.

Saluti
Jeff m.


no sono solo le idee standard di ogni neocatecumenale.
E' gravissimo tentare Dio, anche le tentazioni di Gesù o il primo comandamento ci possono illuminare.

Tu banalizzi la cosa perchè nel cammino è nomale tentare Dio per chiederGli, anzi, per pretendere dei segni.
Il Dio di Kiko non è nè il Dio degli ebrei nè quello dei cristiani, ma è un Dio che deve piegarsi ai voleri dell'uomo, per dimostrare che il cammino è buono.

Il fatto che la donna sia felice degli 8 cesarei, o che tante famiglie ncn possano vantare benessere materiale, buona salute e tutte ciò che rende materialmente felici è una prova in più che la dimensione della croce non attraversa il cammino.

Se il vostro dio -volutamente minuscolo- esaudisce il vostro desiderio di essere in qualche modo dei risorti, non più toccati dalle difficoltà umane e fallimenti vari, forse vi state rivolgendo a qualcun altro. ( e il riferimento alla seconda tentazione di Gesù ci sta perfettamente)

Valentina Giusti ha detto...

Jeff: siccome la logica non ti difetta, sono sicura che mi hai capita e non occorre che mi ripeta.
In situazioni diverse, a persone diverse, con problematiche diverse, il papa avrebbe detto parole diverse.
Mutanda mutandis:
se tu mi dicessi che, dal momento che ti fidi di me e dei miei commenti, hai deciso di denunciare Kiko per plagio, credo che, pur lodando la tua presa di coscienza, ci terrei a chiarire che non credo nelle azioni giudiziarie e mai ho consigliato a nessuno di intraprenderle.
Dal momento che invece mi dici che intendi continuare il cammino nonostante quanto io possa aver scritto e dimostrato...che posso dirti? non sono d'accordo, sono sicura che ti stai facendo del male ma non ti giudico e rispetto la tua libertà, anche se non smetterò mai di richiamarti.

by Tripudio ha detto...

Vorrei precisare che quello che Adriana chiama impropriamente "ribellione" era in realtà apertura del cuore.

Quando un'esperienza ecclesiale è al servizio della Chiesa, giudicherà positivamente qualsiasi cosa che faccia crescere la Chiesa.

Per cui se doni qualcosa ad un monastero di clausura - insisto a ripetere questo esempio solo perché è un'opera di bene universalmente riconoscibile come tale - negli altri movimenti approverebbero e loderebbero il gesto... nel Cammino invece no.

Nel Cammino, tale gesto è considerato una "ribellione". Il sostenere le opere della Chiesa viene considerato una "ribellione" al Cammino e addirittura alla fede stessa («sei in braccio a mammona! sei schiavo del demonio!»). Il far crescere la Chiesa, liberamente, senza sottoporre tale generosità al Cammino, viene visto come un'interferenza, un fastidio, un'ingiustizia, un affronto ai solerti e zelantissimi apostoli del kikismo-carmenismo.

I cosiddetti "catechisti" esplicitamente proibiscono gesti di carità che non restino all'interno del Cammino. Proprio il contrario del buon samaritano che Nostro Signore portò come esempio.

Proprio il contrario di ciò che avviene negli altri movimenti, associazioni, ambienti parrocchiali, ecc.: con tutti i loro possibili difetti, "sanno" di esistere per diffondere una fede che non hanno in esclusiva, "sanno" di sostenere una Chiesa che non coincide con la propria associazione.

Per questo ho ripetutamente sfidato i neocatekikos a versare la "decima" ad un monastero di clausura in cui la liturgia e la dottrina vengano vissute seriamente (dunque senza inquinamenti neocatecumenali). Se il Cammino desiderasse la crescita della Chiesa, un gesto del genere verrebbe lodato anziché condannato come "ribellione": «sei in braccio a mammona! sei schiavo del demonio!».

Anonimo ha detto...

Tripudio credo tu abbia ragione! lamia ribellione verso di loro era !apertura del cuore" verso tutto il resto! questa è stata una Grazia che il Signore mi ha fatto! Sai quando sono entrata in CNC non frequentavo più la Chiesa da moltissimi anni e a dirla proprio ttta in fondo non l'avevo mai frequentata nel vero senso della parola...QUINDI NON LA CONOSCEVO! o meglio avevo un ricordo della Chiesa totalmente falso. Adriana

Valentina Giusti ha detto...

Trovo meraviglioso il post di Adriana delle 10.14, nel quale ha illustrato una 'exit strategy', una via d'uscita dal cammino, che è così bella da portarmi ancora una volta a capire che tutto, proprio tutto, concorre al bene di chi ama il Signore...
Brava Adriana, e grazie!

Valentina Giusti ha detto...

O.T.:
Chiedo venia per il refuso "mutanda mutandis" che è da leggersi "mutatis mutandis"...sto ancora ridendo!!!

Anonimo ha detto...

Valentina, se decidessi di lasciare il cammino per le insinuazioni raccolte in questo blog sarei piuttosto scemo e dovrei chiudere gli occhi di fronte alla realtà che è evidentemente diversa da tantissime accuse che fate al cammino e ai camminanti.

Quanto poi all'esempio che facevi ti prego di chiarire. Hai detto che il Papa giustamente davanti ad un aborto sarebbe "sospeso il suo giudizio umano", ovvero non avrebbe corretto quella donna (copio incollo: "Se invece avesse preso la pillola, divorziato, abortito, sarebbe stato chiaro che non era la fiducia in Dio a spingerla a ciò. E il papa avrebbe forse giustamente sospeso il suo giudizio (umano)su di lei.")

Ora stravolgi il senso delle tue parole dicendo che il Papa a persone/casi diversi avrebbe risposto con parole diverse. Ma grazie al cavolo, scusa eh :)

Saluti
Jeff m.

Anonimo ha detto...

Michela sei liberissima di pensare che rischiare di tentare Dio - ripeto: cosa assolutamente soggettiva che è impossibile stabilire da fuori, il giudizio in questo caso sta solo a Dio - sia più grave di un omicidio - l'aborto è un omicidio, diamo alle cose il loro nome.
Qualora non sia chiaro: è di questa discutibile affermazione di Valentina che stavo parlando.
Oh, ma so che l'avevate capito benissimo, non siete così scemi come volete apparire. :)

Saluti
Jeff m.

by Tripudio ha detto...

Oggi il caro fratello Jeff ci entusiasma (yawn!) con la tattica neocatecumenale del "fare lo gnorri".

Anzitutto questo blog raccoglie testimonianze e documenti. Jeff vuole etichettarle "insinuazioni"? Benissimo, allora ci spieghi come mai un sosia di Kiko inganna i neocatecumenali e blatera di esorcismi, cefale, testimoni di geova e altre assurdità.

Quanto alla campionessa dei cesarei, vale il solito principio: se vedo fumo, devo dedurre che c'è un fuoco. Sette parti cesarei? Com'è che non si è posta alcuno scrupolo almeno dal terzo o quarto cesareo?

Ovviamente quando si tratta di difendere il neocatecumenalismo, il caro fratello Jeff è disposto perfino a recitare la parte dello scemo del villaggio. Sette cesarei sono una cosa buona per il Cammino, non lo sapevate? Kiko non dà ragioni, dà solo ordini perentori.

Valentina Giusti ha detto...

Scusami Jeff, io sto ripetendo sempre le stesse frasi...non pretendo di avere ragione, solo dammi atto che sto girando intorno sempre allo stesso concetto!
Venendo da te, prendo la tua ostinazione come un segnale di dialogo comunque e mi fa piacere.

Michela ha detto...

a Jeff

in effetti hai ragione: è più facile tentare Dio che tentare di spiegare a un neocat i suoi errori.

Comunque siamo alla solita tecnica di criticare qualcosa che non ho mai detto.

E' certo invece che il tentare Dio non è tanto un peccato soggettivo ma è il peccato comune e condiviso di tutti i camminanti a partire da Kiko.

Ad ogni passaggio viene ribadito questo concetto, per es. quando devi dare via i beni, quando devi fare figli anche se il matrimonio va male, quando devi dimostrare i 'miracoli' che Dio ha fatto nella tua vita.

Dio è il garante del cammino, è colui che assicura i favori degli ecclesiastici, che assicura il flusso di denaro; del resto Kiko è l'unico uomo che afferma di parlare ispirato direttamente dallo Spirito ( forse anche Sai Baba, ma non sono sicura).

Io non credo che tu abbia capito la gravità di un insegnamento che prescinde dalla croce.
te lo riscrivo
Se il vostro dio -volutamente minuscolo- esaudisce il vostro desiderio di essere in qualche modo dei risorti, non più toccati dalle difficoltà umane e fallimenti vari, forse vi state rivolgendo a qualcun altro. ( e il riferimento alla seconda tentazione di Gesù ci sta perfettamente)
non esiste esperienza cristiana che vanti tutti i successi che avete avuto voi:
numero esagerato di figli
case e beni materiali anche per i missionari
quasi cento RM che sono strutture molto costose
il mega centro in Galilea
lo stranissimo appoggio di molti ecclesiastici che, però, non conoscono le vostre catechesi.

di solito i santi sono perseguitati, i profeti non sono capiti dai contemporanei, invece Kiko si è realizzato sia come musico che come pittore e ora anche come scrittore, e ha costruito una società che frutta molti soldi.

Io credo che esista qualcuno in grado di esaudire i desideri pseudoreligiosi, capace di eliminare croci e fallimenti, e credo che sia a questo essere che Kiko si stia rivolgendo.
Per questo, non faccio graduatorie di peccati, ma posso dire che questo modo di rivolgersi a Dio per ottenere successi materiali ha fatto si che invece di Dio vi rispondesse qualcun altro.

Anonimo ha detto...

No Valentina, non stai ripetendo le stesse frasi. Te lo ripeto: un conto é dire che il Papa ad una donna abortista non avrebbe detto niente (!! Grave pensarlo! La correzione é la prima forma d'amore, se fatta con caritá), un altro conto é dire che l'avrebbe corretta con parole diverse (ripeto: grazie al cavolo! Sono due situazioni diverse, é normale che utilizzi parole diverse!)

Quanto al dialogo: io sono sempre stato aperto al dialogo con chi vuole dialogare. Non di certo con chi si diverte a provocare e insultare per mettere alla berlina il "nemico" (e converrai con me che - tra sguaiati neocat urlanti e ottusi o finti-ottusi osservatori provocatori qui c'é un bel campionario di gente con cui non ha senso spendere parole)

Saluti
Jeff m.

Valentina Giusti ha detto...

Per Jeff:
il commento era di Socci...era lui che diceva che i cattolici erano sconvolti perchè il papa riprendeva la madre con sette cesarei e 'forse' di fronte un'ipotetica donna divorziata ecc. avrebbe detto 'chi siamo noi ecc.' (cito a memoria).
Rispondendo a questa tua ultima contestazione, specifico solo che avevo detto che forse il papa (nei confronti di questa ipotetica donna) avrebbe sospeso il suo umano giudizio.
Il che non equivale al 'non dire nulla' mi pare.
Quindi mi sembra di essere stata coerente con il successivo post.
Ma qui non è in discussione quanto dico io o quanto affermi tu Jeff! E ti proporrei di chiuderla qui...
Per quanto riguarda i commentatori del blog: considero tutti (te compreso) persone equilibrate e non fanatici (per trovare dei veri fanatici ti consiglio la lettura di certi gruppi tematici sui social...).

Anonimo ha detto...

Fai qualche elemosina quando ti capita vedrai starai meglio,pensa che siamo in molti nella stessa tua situazione un ex quasi ex come te ciao.