mercoledì 18 marzo 2015

La tremenda discussione (in discomunione con Kiko Argüello)

Traduciamo un altro post (il precedente è a questo link) originariamente pubblicato sul blog "El guardiàn de l'Areòpago" dal sacerdote Jesús Mª Urío Ruiz de Vergara.


La grande discussione (con Kiko Argüello)


Non mi piace la deriva "ufficialista" (ndt.: autoritarista) del Cammino Neocatecumenale negli ultimi dieci anni. Come non mi piace la sua identificazione con i movimenti e le tendenze più conservatrici della Chiesa attuale.
Non è nata così l'esperienza neocatecumenale, nè penso che lo stile attuale corrisponda al carisma originario. Ma non sono io quello che può far viaggiare il “Cammino” su altre strade.

Interrompo la mia serie "Il mio Cammino Neo-catecumenale" per trascrivere in qualche modo la tremenda discussione che ho avuto con Kiko e la sua equipe nel 1987, dopo la mia seconda itineranza a Santander di quell’anno, fatta su richiesta personale di Kiko.

L'incontro fu richiesto da lui, per chiarire i malintesi sorti dopo la mia prima itineranza spagnola e che un altro giorno racconterò nei dettagli, perché ne vale la pena ("Sono stato anch'io nel cammino neocatecumenale"). Così sono stato convocato in una casa accanto alla chiesa di San José, Calle de Alcalá, dove c'è una casa dove abitano i catechisti internazionali tra un viaggio e l’altro.

Il dialogo iniziò bene, fraterno e "colto", ma ben presto si trasformò in una violenta discussione perché non ero disposto a dire Amen a tutte le idee di Kiko nè ad approvare tutte le sue alzate d'ingegno.
Così abbiamo cominciato ad alzare la voce, certamente una lotta impari, visto che erano in tre contro uno: Kiko, Carmen e Mario Pezzi contro di me. Nonostante tutto, e dopo molte discussioni, pretendevano che tornassi all’itineranza, in un gesto di maturità e l'equilibrio di carattere che devo ammettere va a credito di Kiko. Si può discutere con lui fino alla morte, ma non si esime dall’affidarti una responsabilità se così lo ispira "lo Spirito". Gran carattere da leader.
Ma io, usando una terminologia molto neocatecumenale, insistevo: "Non posso accettare questo incarico, perché non sono in comunione con voi su tre temi di capitale importanza".
Dopo di che ho dettagliato in modo ordinato e metodico le tre grandi questioni oggetto del litigio.


1 - Il Ministero petrino. 
Lo stemma di papa Francesco
Io dico loro:
- "Non sono d'accordo con il ruolo sproporzionato che date al Papa nella Chiesa".

Mi rispondono (cioè mi risponde Kiko):
- "Il fatto è che tu non capisci il ministero petrino".

Ed allora io:
-“Non capisco il ministero petrino? Non sarete voi che lo confondete? "

E mi lancio ad esporre con chiarezza la mia posizione. Da quello che loro sembrano insinuare, e lo si capisce con un minimo di rigore logico dalle loro spiegazioni e proclami, il Papa sarebbe come il Vescovo di tutta la Chiesa, di tutte le diocesi. Con ministero pastorale diretto su tutto. E questo, dico loro, è contrario al dogma cattolico, e condannato come eretico in uno dei Concili del XIV secolo.
Questa teoria è incompatibile con l'apostolicità della Chiesa. Inoltre, equivale a confondere, come molti fanno, il potere e il ministero sacramentale con il potere di giurisdizione, quello sì universale in tutta la Chiesa, secondo la definizione contestata e controversa del Vaticano I. Il Papa non è il capo della Chiesa. Egli è colui che la presiede nella sua dimensione visibile e organizzativa. Ma l’unico capo della Chiesa è Cristo Gesù.
Non è inutile che esponga chiaramente e puntigliosamente la mia opinione dacchè stiamo assistendo a una sopravvalutazione, ho proseguito, e ad una papolatrìa che non voglio seguire né tantomeno insegnare.
Il Ministero petrino è quello di promuovere e difendere l'unità della Chiesa, mediante l’opera di vigilanza e di correzione fraterna verso i vescovi, successori degli apostoli. La Chiesa non è petrina, ma apostolica.
2 - Lo stile autoritario strettamente piramidale del Cammino. 
Non sono d'accordo, ho poi affermato, con l'esercizio dell'autorità nel contesto delle comunità neocatecumenali. Non perchè sia piramidale e discendente, ma perchè è unica e lineare. Quasi dispotica e dogmatica.
Non è nemmeno dell’equipe, è direttamente di Kiko, per quanto all’esterno venga presentata come frutto di decisioni prese in preghiera dall’equipe. Sembra, ho continuato, che lo Spirito sia stato monopolizzato e sia stato assorbito da un solo fratello.
Anche i canti, eccetto due o tre tra duecento o più, devono tutti procedere dall'ispirazione che il Signore ha dato al suo araldo e portavoce Kiko. Altri canti, la loro musica e i loro testi, benchè siano intonati dalla Chiesa di tutto un paese, non sono ammessi né come dal punto di vista devozionale né estetico.
Kiko (con sigaro e "santino" nella mano sinistra)
si degna di "benedire" un sacerdote

E qui ho dato il mio parere da esperto di musica, visto che sono stato insegnante di musica, dirigendo per più di dodici anni il canto liturgico, polifonico e melodico in seminario, nelle scuole e nelle parrocchie, ed ho partecipato a corsi e incontri internazionali (in uno dei quali a Pamplona, gomito a gomito accanto al futuro prefetto della Congregazione per il culto divino, il cardinale Bugnini, all’epoca semplice sacerdote liturgista e musicista). E la mia opinione è che, fatta eccezione per un paio di canti, soprattutto dei primi tempi, gli altri sono ripetitivi, musicalmente senza carisma, senza quella solennità dovuta al culto, più adatti ad urlare che a favorire meditazione e preghiera.
La verità è che, al sentire queste cose, Kiko non si difendeva nè se la prendeva.
3 - Il tema sessuale.
La sintesi del mio parere su questo tema è stata la parola che ho usato al momento di rivolgermi a Kiko:
"Il tuo modo di affrontare il problema è aberrante. Faccio una semplice osservazione psicologica: sembra prodotto da una profonda nevrosi personale e da un'esperienza in cui questo problema non è stato superato. Ma non scaricare sugli altri le tue insicurezze e i problemi che non sei riuscito a risolvere."

Queste mie parole, se non alla lettera, sono quanto di più simile riesca a ricordare al discorso che gli feci: furono queste o altre molto simili. Ho vissuto e ho sentito in qualche scrutinio, non di quelli a cui ho partecipato come catechista o che ho ricevuto come catecumeno, ma altri ai quali ho assistito quando ho camminato due anni come parroco ad interim di una comunità di Madrid, vere e proprie atrocità su masturbazione, controllo delle nascite e sesso in generale. E con il tema di "essere aperti alla vita", riferita al numero di figli, si salta senza rispetto, alla torera, la saggia e prudente dottrina del Concilio Vaticano II sulla "paternità responsabile".

In chiusura, voglio ricordare due cose:

1) Tutto ciò che ho raccontato è vero, le cose sono andate così, e penso che il post sia interessante, informativo e meritevole da essere pubblicato, soprattutto perché per prima cosa ne ho parlato con la persona direttamente interessata. E non è un problema che riguarda solo poche persone nel loro privato, data la grande diffusione del Cammino Neocatecumenale.
2) In secondo luogo, come ho detto sopra, nonostante il mio dissenso e la mia critica, l’equipe ha insistito che fossi catechista per la seconda volta a Santander, cosa che ho trovato di una onestà e maturità umana e cristiana encomiabile.

Jesús Mª Urío Ruiz de Vergara


Nostra nota a margine: già da molto tempo prima del 1987 Kiko e i suoi andavano ripetendo la menzogna del «ci manda il Papa» (a cui allude il De Vergara con "ministero pastorale diretto su tutto"). Il "papismo" ipocrita di Kiko, Carmen e Pezzi si è definitivamente svelato con la mancata applicazione delle «decisioni del Santo Padre» del 1° dicembre 2005 contro gli strafalcioni liturgici neocatecumenali (poi confluite integralmente nello Statuto del Cammino Neocatecumenale: cfr. articolo 13, nota 49). A parole si dichiarano ubbidientissimi al Papa, nei fatti continuano ancor oggi a disubbidire.

76 commenti:

PIETRO TS ha detto...

La parte dulla sessualità è da 10 e lode. Come diveva Ruben probabilmente Kiko si porta dietro ancora delle nevrosi sessuali pesanti, per non parlare di frustrazioni (magari dovute a impotenza o dimensioni), blocchi psicologici e quant'altro.

PIETRO TS

psyco ha detto...

NOTIZIE DA GUAM !!!

presbitero neocat ARRESTATO DALLA POLIZIA mentre era parcheggiato in macchina davanti alla spiaggia a fare CERTE COSE con una minorenne !!!

chisà,magari i suoi KATEKISTI ora dopo la CONFESSIONE PUBBLICA lo manderanno subito in MISSIONE per toglierlo dal posto dello SCANDALO......

http://www.kuam.com/story/28547805/2015/03/18/priest-arrested-after-being-found-with-teen

IL VESCOVO NEOCAT è stato sentito dire : MA TANTO E' UN BRAVO RAGAZZO.....

quando un prete è di ostacolo ai NC subito lo diffamano dicendo che è pericoloso lasciarlo vicino ai giovani....e lo cacciano via.....
.....invece il PRESBITERO NEOCAT è solo un " BRAVO RAGAZZO " .......

vergogna !!!!!!!!!! neocatecumeni: VERGOGNA !!!!!!!

psyco ha detto...

comunque non era il NEOCAT seminarista CAMACHO che dall'ambone si VANTAVA della sua mancanza di castit à :

http://thoughtfulcatholic.com/?page_id=43911

sandavi ha detto...

Pietro non sta a noi giudicare cose simili, è un giudizio temerario che non ci appartiene e che non condivido.

Per il resto sono d'accordo con lui. Non so cosa spinga Kiko, la mia opinione personale è che abbia plasmato il Cammino a immagine di ciò che pensa lui stesso della Chiesa, ovvero tutto quello che è scritto nel suo "Vangelo dei miserabili".
Credo che l'ispirazione iniziale fosse genuina e posso credergli quando dice di averla ricevuta dalla Santissima Madre di Dio.

Però credo anche che in seguito il suo carattere abbia prevalso e che ormai tutto il cammino viva solo nel suo sogno di "ricostruzione della Chiesa".

La colpa di molti uomini di Chiesa in questo senso è quella di non aver voluto filtrare e correggere, ma solo incoraggiare, affamati come erano di "primavera" dopo il Concilio.

Ormai il Cammino è troppo grande e ha in "cura" troppe anime perché si possa correggerlo brutalmente, ma le correzioni paterne non sortiscono effetto.
Sono sempre più del parere che la Chiesa stia aspettando un cambio al vertice del Cammino, però temo non sappiano che certi soggetti sono molto peggio di lui

by Tripudio ha detto...

La cosa più triste di questi pretonzoli neocat che raccontano i propri peccati sessuali dall'ambone durante la Messa o addirittura si fanno arrestare mentre fanno "certe cose" con una minorenne, non è tanto lo scandalo sessuale... ma è il fatto che siano giunti all'ordinazione sacerdotale praticamente senza alcun discernimento dell'autorità della Chiesa.

Insomma, dei katekisti laici, in onore dell'idolo Kiko, stabiliscono che devi esser "presbitero", e lo diventi anche se mostri tante attitudini assai poco sacerdotali.

Non importa quanto tu sia ignorante delle cose della fede, non importa il fatto che sai ubbidire solo ai cosiddetti "catechisti" del Cammino, non importa che tu sia incapace di celebrare qualcosa di diverso dalle pagliacciate liturgiche neocatecumenali... importa solo che i katekisti ti abbiano prescelto, ti abbiano fatto "alzare" davanti a Kiko, ti abbiano fatto fare un po' di anni in una casa kikiana detta "seminario Redemptoris Mater" a ripetere le scempiaggini tipiche delle comunità neocat, e paff! ti ritrovi dotato del sacramento dell'ordine. Magari solo perché eri figlio di qualche katekista o di qualche neocat eminente in vena di far carriera nel Cammino.

Quindi il problema non è la notizia "prete dà scandalo". Il problema è presbitero neocat, ordinato solo per volontà del Cammino, puntualmente si dimostra incapace di servire la Chiesa.

Valentina Giusti ha detto...

Lo diceva anche don Rosini nell'articolo citato nel thread precedente: le vocazioni al sacerdozio vanno vagliate con attenzione, perché devono essere salde e ben fondate.
In particolare, un sacerdote deve avere una saldezza sia dottrinale sia psicologica, tale da permettergli di rispondere e rendersi autonomo rispetto ad un qualsiasi catechista laico.
Abbiamo letto come padre de Vergara abbia tenuto testa al Tripode in almeno due grosse litigate, difendendo le proprie scelte pastorali e la dottrina così come gli era stata insegnata.
Ma lui non è 'nato' nel cammino, così come invece lo sono questi sacerdoti RM.

C. ha detto...

Approfitto di questo post per descrivere la mia personale esperienza di Kiko quando ero all'interno del cn:

Nei miei ricordi ho l'immagine di una persona schiva, addirittura timida nei rapporti interpersonali, ricordo che alcune volte andai a Roma, aveva una villetta con giardino in un quartiere presso la via Aurelia, spesso non ti guardava neppure in faccia quando parlavi con lui.

Persona silenziosa fuori dai comizi e dagli incontri ufficiali. Tutt'oggi la sua vita personale è blindata da stretto riserbo e sfido tanti nc anche supercatechisti a sapere cosa faccia nella sua quotidianità.

Nei comizi si dimostrava persona di una energia incredibile, capace di parlare ore ed ore senza il benché minimo cenno di stanchezza o perdita di fiato, nonostante sia un grandissimo fumatore.

Io non ne ho mai subito un fascino carismatico, all'epoca gli riconoscevo lo spendersi interamente per il cammino e per questo provavo molto rispetto per lui ma, onestamente, molti suoi discorsi arrivavano ad annoiarmi (ed oggi ho capito il perché).

C'è da dire che tantissimi nc pendevano letteralmente dalle sue labbra (atteggiamento che ho sempre contestato, anche quando ero agli inizi del cammino).
L'atteggiamento era diverso in base anche alla nazionalità: per spagnoli e sudamericani era generalmente una forma di grande amore al "leader maximo"; per gli italiani, maestri nell'adulazione e nel "lecchinaggio", una cosa più di convenienza all'uomo di potere (a mio parere).

E' vero, infine, che a lui non gli interessa praticamente nulla di come la puoi pensare tu (anche supercatechista) su un determinato argomento. Se lui ritiene che una cosa vada fatta per il cammino nessuno potrà distoglierlo dal suo obiettivo.

sandavi ha detto...

"Il dialogo iniziò bene, fraterno e "colto", ma ben presto si trasformò in una violenta discussione perché non ero disposto a dire Amen a tutte le idee di Kiko nè ad approvare tutte le sue alzate d'ingegno."

Mi piace l'inizio "fraterno e colto" e poi l'impennata di violenza.
Esattamente quello che succede coi neocat su queste pagine.

Anonimo ha detto...

scusate ma io sapevo che lo statuto ha annullato la lettera del 2005 e che nello stesso statuto fossero contenute concessioni non divieti.
Posso capire quali sono le concessioni e quali sarebbero i divieti?

Brigante pensante

sandavi ha detto...

Prete arrestato si dimette

Molto interessante.
E' stato arrestato per aver sottratto una minore alla custodia della scuola, una accusa piuttosto grave.
Era presbitero in due chiese e componente della 2^ comunità NC di Agana.
Ordinato a 28 anni, dopo ben 10 anni di seminario, cioè questo tizio è entrato in seminario a 18 anni!

by Tripudio ha detto...

Caro fratello Brigante, "sapevi male".

Leggiti attentamente lo Statuto (qui il [link] al sito web ufficiale del Cammino): scoprirai che non c'è scritta nessuna "concessione".

Riassumendo:

1) chi dice "concessione", indica un'eccezione alle norme della Chiesa. Dunquela possibilita di anticipare il segno della pace a prima dell'offertorio (concessa ad experimentum e temporaneamente) è effettivamente una concessione fatta al Cammino. Ed è anche l'unica concessione poiché, come puoi tu stesso verificare, non c'è nessun'altra vera "concessione". Il Cammino deve rispettare le norme liturgiche della Chiesa, senza aggiunte, né omissioni.

2) la possibilità di fare la Comunione "sotto le specie del pane e del vino" è ammessa per tutta la Chiesa e i documenti liturgici la suggeriscono nelle occasioni di particolare solennità, come ad esempio la festa del Santo Patrono. Gli stessi documenti liturgici - validi per tutta la Chiesa e dunque anche per il Cammino - la vietano nel caso ci sia pericolo di profanazione (come ad esempio il rischio di dispersione di briciole e gocce). Il Cammino sbaglia ad usare le "pagnotte sbriciolose".

3) la possibilità di fare la Comunione "in piedi al proprio posto" non va contro le norme della Chiesa perché in caso di persone con particolari problemi di salute (pensiamo ad esempio a chi soffre di sclerosi multipla) è lecito. I documenti liturgici però vietano di negare la Comunione a chi si ponga in ginocchio: in questo il Cammino sbaglia perché l'articolo 13 dello Statuto non introduce una norma esclusiva. In particolare il Cammino sbaglia molto di più perché le norme liturgiche prevedono che la Comunione vada "consumata" subito, non appena ricevuta - invece i neocatekikos "sequestrano" il Corpo di Cristo e si siedono in attesa che scatti il segnale manducatorio.

4) ci sono un cumulo di altri strafalcioni liturgici vietati dalle norme della Chiesa (come l'utilizzo di un tavolone smontabile al preciso scopo di non celebrare in chiesa, come l'eccessiva presenza di fiori, come il bislacco menorà a nove fuochi, come il ridicolo balletto-girotondo a fine celebrazione, ecc.) ai quali lo Statuto non fa concessioni.

5) l'articolo 12 dello Statuto dice che il Cammino "introduce" a vivere meglio il Triduo Pasquale. L'articolo 12 non contempla "veglie pasquali separate": le norme liturgiche della Chiesa Cattolica prevedono la centralità della parrocchia, non la dispersione in "veglie personalizzate", anche se queste ultime fossero "più belle" e "più animate". I neocatecumenali che pretendono di fare la "veglia pasquale in comunità" anziché in parrocchia, stanno di fatto manifestando la loro separazione dalla Chiesa, qualsiasi alibi utilizzino.

by Tripudio ha detto...

6) l'articolo 13 dello Statuto contempla come riferimenti la lettera del 1° dicembre 2005, mai abolita da nessun documento, mai rinnegata da Benedetto XVI, addirittura confermata da Francesco (che attraverso mons. Becciu ha fatto sapere a Kiko che gli articoli 12 e 13 costituiscono il "quadro normativo" per il Cammino). Nella stessa nota 49 dell'articolo 13 viene ricordato il discorso di conferma di Benedetto XVI del 12 gennaio 2006, che ha confermato (e mai smentito) le proprie «decisioni», dicendosi fiducioso che quelle norme vengano «attentamente osservate».

7) negli altri documenti citati nella nota 49 si ricordano le concessioni fatte per tutta la Chiesa, e quindi valide anche per il Cammino. Per esempio: «le eventuali monizioni devono essere brevi» (Praenotanda dell’”Ordo Lectionum Missae”, nn. 15, 19, 38, 42). Ripeto: le eventuali monizioni devono essere brevi. "Eventuali" significa che non devono essere "sempre" presenti, e nemmeno "spesso", ma soltanto in «eventuali» occasioni. In tali occasioni, inoltre, devono essere «brevi»: per capire cosa significhi "breve", prova a immaginare una monizione di un minuto e mezzo per una lettura biblica che dura invece trenta secondi: la parola umana ha preso il triplo del tempo della Parola di Dio! Figurati allora quelle monizioni che durano dieci, quindici, venti minuti... Il Cammino sbaglia, sbaglia, sbaglia.

La lettera del 1° dicembre 2005 è ancor oggi attualissima: è parte integrante dello Statuto del Cammino e non è mai stata rinnegata da Benedetto XVI e da Francesco. Per di più -ricordiamolo!- inizia e finisce con un semplice requisito: «Nella celebrazione della Santa Messa, il Cammino Neocatecumenale accetterà e seguirà i libri liturgici approvati dalla Chiesa, senza omettere né aggiungere nulla».

A questo punto possiamo anche riflettere sull'assurdità dell'idea kikista-carmenista di inquinare la liturgia al presunto scopo di lodare "meglio" il Signore.

Chi modifica la liturgia, è perché ha già modificato la fede.

Ruben ha detto...

@ Anonimo ha detto...
scusate ma io sapevo che lo statuto ha annullato la lettera del 2005 e che nello stesso statuto fossero contenute concessioni non divieti.
Posso capire quali sono le concessioni e quali sarebbero i divieti?
Brigante pensante
---
Sarebbe interessante sapere "chi", ti ha indotto fallacemente a credere, che uno Statuto, che ha lo stesso identico valore di quello dei boys-scouts, possa in qualche modo elidere un atto Della Congregazione del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti, che essendo stato pubblicato sul proprio bollettino Ufficiale Notitiae, ha vincolante valore di Legge Canonica.

Sebastian ha detto...

non c'è da stupirsi per ciò che riporta brigante pensante. Le notizie nel cn sono filtrate dai catechisti. Come nei regimi dittatoriali.

Ricordo benissimo l'annuncio in cui ci parlarono della lettera di Arinze, e si parlava di concessioni per altri due anni. Non di divieti o di correzioni.

E ricordo quando ci dissero che lo statuto annullava la lettera.

E poi che la liturgia sarebbe stata approvata, quando ad essere approvato furono i riti dei passaggi. Ma nessun Kiko chiese scusa per il "malinteso".

E quanti sono andati ad indagare? Quanti non si sono bevuti tutte le storie di Kiko?

Provate a dire a un Coreano del Nord che Kim Jong Un non è un campione di sport.

Anonimo ha detto...

Incredibile Tripudio, hai puntualmente elencato tutta una serie di norme che la Chiesa ha disposto per tutti.
Certo non capisco le eccezioni esplicite della s.sede allora... non capisco qual è il ragionamento che ti fa dire che quella che tu citi è l'unica concessione!

Anonimo ha detto...

scusate ma davvero sono stati approvati TUTTI i riti dei passaggi???? con tutti i segni? con le porte chiuse? e anche tutti i riti del viaggio in "Israele"???
Come si fa ad averne la certezza che l'abbiano raccontata giusta? si può verificare? Adriana

Sebastian ha detto...

Adriana non si può sapere cosa è stato realmente approvato. Sono stati approvati i riti dei passaggi contenuti nel direttorio catechetico, il quale è secretato. Perciò non c'è modo di verificare.

Anonimo ha detto...

ah! mi pareva! chissà cosa hanno scritto....altrimenti non lo avrebbero certo approvato! Come pure se sapessero come funzionano gli scrutini! Però sta cosa proprio non capisco come sia possibile! Adriana

by Tripudio ha detto...

Caro fratello Brigante,

per sapere quali sono le "concessioni" al Cammino basta leggere l'articolo 13 dello Statuto del Cammino e spulciare tutte le citazioni.

Le citazioni sono tutte da documenti liturgici ufficiali già validi per tutta la Chiesa.

Gli unici punti di interesse sono:

1) lo spostamento del segno della pace, concessione esplicitamente autorizzata fin dal 1977 - e questa sì che la possiamo chiamare "eccezione";

2) il "ricevere in piedi al proprio posto", e questa non intacca le norme liturgiche - ma i neocatecumenali ipocritamente ne abusano perché una volta ricevuta la Comunione non la consumano ma si siedono in attesa che scatti il segnale manducatorio per consumarla tutti insieme contemporaneamente al sacerdote celebrante (il che è vietato dai documenti liturgici);

3) la possibilità di ricevere "sotto entrambe le specie", e questa è già prevista dalle norme liturgiche - ma i neocatecumenali come al solito la interpretano a modo loro adoperando le pagnottone sbriciolose con la ricetta del masterchef Kiko e senza badare a briciole né a gocce.

Inoltre, dato che gli abusi in questione riguardano l'Eucarestia, i neocatecumenali offendono continuamente Nostro Signore Gesù Cristo realmente presente nel Santissimo Sacramento, non solo con l'atteggiamento irriverente (per esempio la "comunione seduti") ma addirittura calpestandolo materialmente.

A ben guardare, è evidente che i neocatecumenali non credono nella presenza reale di Nostro Signore nel Santissimo Sacramento.

Le parole che vedi annotate in questo colore sono "cliccabili" per leggere gli articoli dove più estesamente è trattata la questione.

Ti invito a non fidarti della mia parola: piuttosto va' e verifica personalmente tutte queste cose. Leggiti attentamente lo Statuto del Cammino e i documenti liturgici che cita. Osserva come l'unica "concessione" al Cammino sia lo spostamento del segno della pace, mentre su tutto il resto i neocatecumenali devono adeguarsi alle norme già valide per tutta la Chiesa.

E soprattutto nota come il Cammino commetta ogni genere di abuso rispetto alle norme stabilite per tutta la Chiesa. La Chiesa comanda che le «eventuali» monizioni siano «brevi»? Ebbene, nel Cammino non sono né "eventuali", né "brevi": ci sono sempre e occupano molto più spazio della Parola di Dio.

psyco ha detto...

NOTIZIE DA GUAM !!!

SUO MALGRADO la curia neocatecumenale di guam ha dovuto fare un comunicato per dire che il presbitero NC arrestato in fragranza di reato sessuale è stato DIMESSO DA PARROCO e temporaneamente SOSPESO DALLE FUNZIONI diocesane (MA NON quelle NEOCAT)....

........questo è successo PROPRIO LO STESSO GIORNO in cui il vescovo neocat andava al seminario RM di guam a festeggiare la fondazione del seminario!!!!!! e a dire che i presbiteri NC sono MISSIONARI COME SAN PATRIZIO !!!!!

http://www.junglewatch.info/2015/03/not-this-time-archbishop-not-this-time.html

VERGOGNA KIKOS !!!!!!!!

psyco ha detto...

IL presbitero NC ARRESTATO avefa fatto BEN DIECI ANNI DI SEMINARIO RM A GUAM !!!

10 anni di formazione NC !!!

l'arcivescovo NC diceva che ogni seminarista RM costa 17.000 dollari l'anno.....perciò il seminarista era costato alla diocesi 170.000 dollari !!!!

e a giudicarlo idoneo al sacerdozio.... INDOVINATE CHI ERA STATO ?????

il solito GENNARINI !!!!!!!!!

psyco ha detto...

E LA MINORENNE che stava facendo CERTE COSE con il presbitero NC arrestato......
........
........
.....e' ANCHE LEI NEOCATECUMENALE come TUTTA LA SUA FAMIGLIA !!!

Anonimo ha detto...

Chi sa se il papa è ben informato su ciò che accade a Guam!!!

Xz

Rosanna ha detto...

Notizie da Guam

Ci troviamo di fronte ad una situazione della Chiesa tanto drammatica,che già l'allora cardinale Ratzinger non ancora papa nella nona stazione della via crucis il 25 marzo del 2005 la descriveva così:"Signore,la veste e il volto così sporchi della tua Chiesa ci sgomentano.Ma siamo noi stessi a sporcarli!Siamo noi stessi a tradirti ogni volta,dopo tutte le nostre grandi parole,i nostri grandi gesti.Abbi pietà della tua Chiesa:anche all'interno di essa,Adamo cade sempre di nuovo.Con la nostra caduta ti trasciniamo a terra,eSatana se la ride,perchè spera che non riuscirai più a rialzarti da quella caduta;spera che Tu,essendo stato trascinato nella caduta della tua Chiesa,rimarrai per terra sconfitto".

Orbene,cari amici, noi non faremo ridere Satana,noi saremo gli apostoli degli ultimi tempi,proprio quelli che indicava il Monfort nel suo "Trattato della vera devozione a Maria" e l'arma ce l'abbiamo è la corona del santo rosario.Troppi nemici ci sovrastano fuori e dentro la Chiesa da soli non ce la faremo mai,occorre un intervento dall'Alto.A questo scopo, prevedendo questi tempi Maria ha fatto sorgere IL MOVIMENTO SACERDOTALE MARIANO per incentivare sacerdoti e fedeli a una incessante preghiera fatta con Lei affinchè avvenga presto un autentico rinnovamento nella Chiesa attraverso il trionfo del suo Cuore Immacolato!Chi vuole può cliccare:don Gobbi e il movimento mariano e avrà tutte le informazioni a riguardo.Sono diffusi i cenacoli del movimento secerdotale mariano che si tengono in tutto il mondo ma anche quelli regionali in Italia.A Loreto ad es.l'II giugno prossimo ce ne sarà uno.Il 14 aprile a Bologna,il 16 aprile a Collevalenza,il 25 aprile a Padova,il 13 maggio a Dongo in Lombardia.

Anonimo ha detto...

.....qualcuno lo informi....

Anonimo ha detto...

Anche quest'anno mia sorella celebrerà la Veglia di Pasqua con la sua Comunità Neocatecumenale e in maniera SEPARATA da tutto il resto della Parrocchia. Quest'anno la celebreranno in un grosso RISTORANTE, mentre l'anno scorso l'anno celebrata in un ALBERGO... CHE VERGOGNA!!! Ma si può celebrare la Santa Veglia di Pasqua in un RISTORANTE o un ALBERGO e in maniera separata dalla Parrocchia? Io non credo...

In Chiesa ci hanno sempre insegnato che la celebrazione della Pasqua si divide in 4 fasi:
1) Liturgia della LUCE
2) Liturgia della PAROLA
3) Liturgia BATTESIMALE
4) Liturgia EUCARISTICA
Nella "Liturgia della LUCE" si accende un grosso fuoco dal quale si accende poi il CERO PASQUALE della Parrocchia, lo stesso cero che poi dovrà essere usato per tutto l'anno per celebrare i Battesimi ed i Funerali.
Ma anche i Neocatecumenali durante le loro veglie separate accendono il CERO? E che fine fa il loro cero visto che durante l'anno liturgico verrà usato SOLO quello della Parrocchia? Se così fosse è inutile e privo di senso effettivo...
Ma il CERO pasquale che accende tutte le candele non simboleggia poi l'unione dei parrocchiani a CRISTO e quindi alla CHIESA dalla quale (rappresentata dal Parroco) prendono la LUCE?
CHE VERGOGNA QUESTI NEOCATECUMENALI!
Spero che presto DIO svegli mia sorella... e la faccia tornare ad amare la vera CHIESA.
Giovanna

Anonimo ha detto...

che volete che vi dica...tanta tanta tristezza! ha ragione Rosanna bisogna prendere il Rosario in mano e pregare pregare pregare. Adriana

Anonimo ha detto...

ho provato a guardare il video di Kiko a Cracovia con i Cappuccini ma non ho avuto "stomaco" oltre che tempo! solo a vederlo mi ha preso la nausea e ancor di più vedere tutti quei sacerdoti che lo ascoltavano! è vero che il demonio è si traveste da angelo di luce! in fondo è la storia che si ripete! perchè il demonio pur essendo l'angelo più bello è stato cacciato dal Paradiso? perchè voleva essere come Dio! e Kiko cosa sta facendo? vuole creare una sua chiesa! Che Dio abbia Misericordia di tutti noi e sono ben felice che non a caso il Santo Padre ha indetto il Giubileo della Misericordia. Adriana

PIETRO TS ha detto...

Psyco

Sapere che la minorenne era neocatecumenale mi ha ucciso l'anima... Ha risvegliato le frustrazioni sessuali che ho passato in cammino per tutta l'adolescenza. A me non mi cagavano nemmeno di striscio e decantavano le loro gesta di castità, per poi montarsi i seminaristi. Sì... perché i seminaristi erano più interessanti, il gusto del proibito...

PIETRO TS

Lino ha detto...

@ Adriana
Un pezzetto alla volta, il video di Cracovia merita di essere digerito. Anzi: il video di Cracovia merita di essere conservato, è una fonte incredibile di informazioni, con il profeta che parla a ruota libera. Dal minuto 59, egli informa quando accade che nel Cammino "consegnano" il Rosario: dopo dieci (o dodici anni, non ho capito bene)! Altrimenti, a consegnarlo prima, gli adepti "scappano". Capito? E questo sarebbe un movimento sorto da un'ispirazione mariana? Dopo sette o otto anni di Cammino la gente ancora scapperebbe, a ricevere il Rosario?

Anonimo ha detto...

Lino spero di riuscire a guardarlo il video! sai qual'è il problemma che adesso che vedo tutto da fuori mi fa veramente paura quanto sta accedendo! e ti posso assicurare che molte persone non lo sanno e nemmeno si rendono conto. Non parlo dei grandi catechisti e seguaci ma del "popolino" come ero io....Mi fa paura alla luce di quanto sta dicendo la Madonna a Medjugorje, alla Luce di tante profezie di questo ultimo secolo!
Per psyco: dai almeno il prete se l'è presa tra il "suo popolo" come raccomandano sempre ai giovani che devono scegliersi il fidanzato-a. Adriana

Ruben ha detto...

@Giovanna
"Nella "Liturgia della LUCE" si accende un grosso fuoco dal quale si accende poi il CERO PASQUALE della Parrocchia, lo stesso cero che poi dovrà essere usato per tutto l'anno per celebrare i Battesimi ed i Funerali.
Ma anche i Neocatecumenali durante le loro veglie separate accendono il CERO? E che fine fa il loro cero visto che durante l'anno liturgico verrà usato SOLO quello della Parrocchia? Se così fosse è inutile e privo di senso effettivo...
Ma il CERO pasquale che accende tutte le candele non simboleggia poi l'unione dei parrocchiani a CRISTO e quindi alla CHIESA dalla quale (rappresentata dal Parroco) prendono la LUCE?
CHE VERGOGNA QUESTI NEOCATECUMENALI!"
---
Posso riportarti, per un po di chiarezza quanto accaduto nalla scorsa Veglia Pasquale, ai SS. Martiri Canadesi:

Le Comunità accendono il LORO fuoco, ed accendono il LORO cero, che non andrà in Chiesa, bensì in saletta, per le LORO funzioni, durante tutto l'anno.
Puoi esser certa, che se questo succede nella Parrocchia primigenia del Cammino, accade lo stesso, in tutte le Parrocchie NC del mondo.

Michela ha detto...

Spero che presto DIO svegli mia sorella... e la faccia tornare ad amare la vera CHIESA.
Giovanna


C'è un collegamento tra le celebrazioni solitarie dei ncn e la divisione che essi portano nelle famiglie, in parrocchia e nel mondo del lavoro?

I ncn vengono abituati alla separazione necessaria per avere la libertà di agire meglio della chiesa tradizionale.

Poi dopo aver creato disastri e divisioni, pretendono amore dagli altri, si sentono non amati, perseguitati, mentre invece solo loro che hanno causato tutto questo.

Michela ha detto...

a proposito dei cero pasquale:
vediamo chi indovina dove va comprato, e che disegno deve avere impresso?

E poi è tutto di cera, non come quello che usano in certe parrocchie che è vuoto all'interno!

Michela ha detto...

sai qual'è il problemma che adesso che vedo tutto da fuori mi fa veramente paura quanto sta accedendo! e ti posso assicurare che molte persone non lo sanno e nemmeno si rendono conto. Non parlo dei grandi catechisti e seguaci ma del "popolino" come ero io....Mi fa paura alla luce di quanto sta dicendo la Madonna a Medjugorje, alla Luce di tante profezie di questo ultimo secolo

per questo penso che sia un bene il fatto che i papi vogliano tenere il cammino all'interno della Chiesa. Anche se sappiamo che sono eretici e settari in vari aspetti, sappiamo che restando nella Chiesa potranno avere quelle grazie necessarie per non perdersi definitivamente. Certo che questo costa sofferenze sopratutto per chi apre gli occhi e ne esce, ma sappiamo pure che queste sono necessarie in un'economia in cui a noi è chiesto un surplus di amore e di sopportazione di questi fratelli.
Amore, che sia chiaro, non viene da noi, ma dalla croce di Cristo.

Anonimo ha detto...

grazi Michela delle tue parole! le trovo vere! riguardo al cero è vero che loro hanno il loro e tutto di cera, nelle parrocchie che si dividono per celebrare più veglie ovviamente ci sono più ceri che poi vengono portati in giro dalle comunità durante le convivenze dei vari passaggi. Adriana

preoccupato ha detto...

inoltre...per Brigante...
prendere il sacro calice da se stessi, come fanno i Neocatekikos, non è lecito ed è esplicitamente vietato:
Instructio Redemptionis Sacramentum
160. […]Non è permesso ai fedeli prendere da se stessi il pane consacrato o il sacro calice,
tanto meno passarselo di mano in mano.

Anonimo ha detto...

@Ruben

"Puoi esser certa, che se questo succede nella Parrocchia primigenia del Cammino, accade lo stesso, in tutte le Parrocchie NC del mondo."

Con la semplice premessa che ciò che sto dicendo non è valido per tutte le parrocchie nc, ma probabilmente sto parlando di casi rari, quindi non nego ciò che hai detto ma confuto il "tutte"


Ci sono parrocchie altrettanto di "elite" e dichiaratamente NC, sempre nello stesso comune, che organizzano si più veglie ma non azzarderei a definirle separate, bensì necessarie per motivi di spazio. Ora, se una delle 2 (o 3) veglie contemporanee eseguite negli spazi parrocchiali contiene un buon 90% o più di presenti nc, considereresti questa una veglia separata? Anche se il parroco stesso decide(visto il cospicuo numero di comunità)di fare in questa maniera?
Certo, poi le veglie (ripeto, 2 max 3) vengono fatte tutte con stile nc, 9 letture, canti, monizioni, comunione (e manducazione) sotto le due specie e tutte le alterazioni (storture, abusi) però non le definirei "separate", non vengono accesi "migliaia" di fuochi e ceri (anche se rimane il dubbio che ogni comunità possa averne uno, che potrebbe ).

Personalmente, ho scoperto con questo blog la problematica delle veglie "separate", e non ho alcun problema a condannarle, soprattutto quando avvengono "per protesta", in discomunione con il parroco, o quando avvengono per "colpi di stato" dei responsabili..

Un Lettore Assiduo

Anonimo ha detto...

@Preoccupato:

(ndr: l'articolo attuale mi sembra 94)

D'altro canto però
[103.] Le norme del Messale Romano ammettono il principio che, nei casi in cui la Comunione è distribuita sotto le due specie, «il Sangue di Cristo può essere bevuto direttamente al calice, per intinzione, con la cannuccia o con il cucchiaino»

Ora, normalmente, alla comunione il sacerdote "passa" il calice al fedele (dopo aver detto "il Sangue di Cristo") e poi lo riceve indietro.
Può questo essere considerato un abuso contro l'articolo da te citato (e quindi sarebbe più corretto/consono fare la comunione al calice con il sacerdote che, perdonatemi il termine, ti "imbocca") o possiamo considerare il "passaggio" del sacerdote al fedele corretto?
La domanda è seria, spero non si presti a dietrologie.

Un Lettore Assiduo

Anonimo ha detto...

@ Adriana e Ruben
@ Tripudio e Lino

Nella liturgia della Chiesa cattolica il CERO pasquale è un cero che viene acceso all'inizio della solenne Veglia pasquale, e simboleggia la luce di Cristo risorto che vince le tenebre della morte e del male.
La Liturgia prevede che sia possibile accendere il CERO soltantO:
1) Durante i Battesimi per ricordare che il cero è il simbolo della Pasqua e della fede che scaturisce da essa ("A voi, genitori, e a voi, padrini e madrine, è affidato questo segno pasquale, fiamma che sempre dovete alimentare. Abbiate cura che i vostri bambini, illuminati da Cristo, vivano sempre come figli della luce; e perseverando nella fede, vadano incontro al Signore che viene, con tutti i santi, nel regno dei cieli.
2) Nelle Esequie (Funerali) per ricordare la risurrezione di Cristo che illumina il mistero della morte.
3) Durante i 50 giorni del tempo di Pasqua, il cero pasquale viene acceso in tutte le celebrazioni, fino al giorno di Pentecoste.
Ogni altra accensione del CERO è sbagliata ed è un'abuso!
Per questo motivo i Neocatecumenali NON possono e NON devono accendere il proprio cero durante le loro convivenze dei passaggi. E soprattutto il CERO pasquale dovrebbe essere UNO solo per tutta la Parrocchia.

Giovanna

by Tripudio ha detto...

La questione del sacerdote che "passa il calice al fedele" affinché quest'ultimo si comunichi espone il calice al pericolo di urti e di dispersione di gocce.

Magari capita solo una volta su un milione, però un sacrilegio è inaccettabile, anche se capita solo con la probabilità di "un caso su un milione".

Quindi, in sé, è già sconsigliabile. Il buonsenso - e ancor più la liturgia - raccomanda in ogni modo possibile di evitare sacrilegi. Ed è per questo che la Comunione è "controllata" interamente dal sacerdote.

Per di più, il fatto di ricevere direttamente dal sacerdote ha anche un significato teologico: il sacerdote è intermediario tra l'uomo e Dio, è attraverso il sacerdozio ministeriale che Nostro Signore ha stabilito di farsi cibo di vita eterna per noi.

L'idea di fare la Comunione "self service", di metter mano al calice (pur ricevuto dal sacerdote) e servirsi da soli, di prendere nelle mani la particola per poi cibarsene, non solo esalta troppo l'aspetto "conviviale" a danno dell'aspetto "comunionale", ma è un modo di ridurre il significato del Sacramento a "gesto da eseguire" piuttosto che a "dono da ricevere".

Qualche giorno fa abbiamo citato le disposizioni di un vescovo italiano per la sua diocesi, disposizioni che hanno ribadito norme liturgiche valide per tutta la Chiesa e perciò anche per il Cammino. Se tu ti fossi preso la briga di leggere anche la fonte, avresti scoperto che nella Redemptionis Sacramentum al numero 160 si conferma che: «...Non è permesso ai fedeli prendere da se stessi il pane consacrato o il sacro calice, tanto meno passarselo di mano in mano».

La norma, in sé, vieta la Comunione "self-service". Ma nel Cammino, dove il "ricevere la Comunione" è arbitrariamente separato dal "fare la Comunione", la mentalità è quella di essere «serviti» dal sacerdote. Kiko va dicendo: «il Signore passerà a servirli», per cui nel Cammino il sacerdote (o più frequentemente seminarista o altro addetto ai lavori) è idealmente un cameriere che ti facilita il "self-service".

Le norme liturgiche non sono un banale regolamento di un banale cerimoniale. Nelle norme liturgiche trovi espressa la fede. Il Signore si dona a te nell'Eucarestia, e questo dono passa necessariamente per il sacerdote, e nel ricevere direttamente "alla bocca" l'Eucarestia tu non fai alcuno sforzo (è un dono gratuito!), e il gesto di inginocchiarsi è per mostrare la gratitudine per quel dono di cui nessuno può davvero dirsi degno.

Tutta la fanfara neocat con l'alzatina ipocrita, lo stare "seduti" con la particola in mano in attesa che scatti il segnale manducatorio, il farsi dare dal sacerdote il calice (in realtà una grossa insalatiera designed by Kiko), fanno capire che per i neocatecumenali la Comunione non è un "ricevere un dono", ma un semplice gesto che simboleggia l'unità della comunità.

Cfr. anche l'articolo: i neocat non credono alla presenza reale.

Anonimo ha detto...

@ lettore assiduo che lascia credere che normalmente nella comunione sotto le due specie il sacerdote "passa" il calice al fedele.

La comunione sotto le due specie il fedele riceve l'ostia in bocca dale mani del sacerdote dopo che questi l'ha "intinta" nel calice...

Ruben ha detto...

@ Michela ha detto...
a proposito dei cero pasquale:
vediamo chi indovina dove va comprato, e che disegno deve avere impresso?

E poi è tutto di cera, non come quello che usano in certe parrocchie che è vuoto all'interno!
---
Mi hai preceduto e ti ringrazio, nel PS che volevo fare:
Il Cero Neocatecumenale, altro non è che un affresco cilindrico del Vate...(con i conseguenti prezzi).
Chi volesse approfondire, magari faccia un raffronto di prezzo tra un cero Pasquale, in vendita in una cereria autorizzata dalla Santa Sede, ed un market di "forniture" Neocatecumenali.

Ruben ha detto...

"Per questo motivo i Neocatecumenali NON possono e NON devono accendere il proprio cero durante le loro convivenze dei passaggi. E soprattutto il CERO pasquale dovrebbe essere UNO solo per tutta la Parrocchia."

Giovanna
---
Giovanna,
hai perfettamente ragione, infatti, siamo qui per questo!...

P.S.
Quest'anno, per la verifica delle Veglie Pasquali, sarò alla Parrocchia di Santa Maria Goretti, a Roma.

sandavi ha detto...

Aggiungo a quello che ha detto Tripudio sul significato teologico che è dietro ogni gesto (che ricordo essere rimasto sostanzialmente invariato come minimo da Giustino in poi) che bisogna riflettere sul perché Kiko ha voluto modificare la teologia del culto, che è già una cosa in sé gravissima.

Se inginocchiarsi è segno di umiltà di fronte a un dono tanto grande, come mai Kiko può arbitrariamente scegliere di lasciare seduti tutti suoi seguaci?

Se a consegnare il Corpo del Signore dovrebbe essere un ordinato o almeno un ministro dell'Eucarestia, come mai Kiko permette che a "passare a servire" o ancor peggio a frazionare il Corpo del Signore siano seminaristi, quando non semplicissimi laici nemmeno formati?

Rifletteteci su e vi renderete conto che Kiko non tiene in nessuna considerazione i Sacerdoti.
Lui ha cambiato la teologia! Vi porta a credere cose diverse o a crederle in modo diverso!

Anonimo ha detto...

In merito a questo commento:

"lettore assiduo che lascia credere che normalmente nella comunione sotto le due specie il sacerdote "passa" il calice al fedele.

La comunione sotto le due specie il fedele riceve l'ostia in bocca dale mani del sacerdote dopo che questi l'ha "intinta" nel calice..."

Non lascio credere niente. Ho espresso quello che accade, chiedendo anche di non fare dietrologie. Ho chiesto anche una delucidazione in merito, che Tripudio, cordialmente, ha ripetuto.
Tra l'altro, come evidenziato dall'articolo da me citato, mi sembra che la comunione sotto le due specie non sia prevista solo per "intinzione".

Un Lettore Assiduo

Anonimo ha detto...

@Tripudio

Ho letto le disposizioni del vescovo valide per tutti. Ho approfondito il discorso in ambito parrocchiale ma ho trovato la stessa risposta che è stata data del "superamento" delle disposizioni (sebbene incluse nello statuto). Se sono qui è per avere chiarezza e per sentire altre campane (grazie, per ciò) riguardo gli argomenti.



Ndr:Al link della Redentoris da te dato, alla 160, non trovo quanto da te affermato, che trovo invece alla 94. Leggo male qualcosa, o forse il 160 a cui ti riferisci è quello del Messale Romano?
Un Lettore Assiduo

Anonimo ha detto...

@Sandavi

per la premessa e per l'inginocchiamento, niente da aggiungere.

per l'amministrazione del sacramento, premettendo che sto leggendo grazie a voi i testi sulla disciplina liturgica, provo a risponderti con questo che ho trovato sul messale:

162. Nel caso siano presenti altri presbiteri, essi possono aiutare il sacerdote nella distribuzione della Comunione. Se non ve ne sono a disposizione e il numero dei comunicandi è molto grande, il sacerdote può chiamare in aiuto ministri straordinari, cioè l’accolito istituito, o anche altri fedeli a ciò deputati secondo il diritto[97]. In caso di necessità, il sacerdote può incaricare volta per volta fedeli idonei[98].

Questi ministri non salgano all’altare prima che il sacerdote abbia fatto la Comunione e ricevano sempre dalla mano del sacerdote il vaso in cui si custodiscono le specie della Ss.ma Eucaristia da distribuire ai fedeli.

La frazione del pane avviene, (parlo solo per me, in questo caso, sia chiaro) solo per mano del Ministrante. Alla mia parrocchia il "veto" della frazione fatta da altri è stato imposto già dal lontano 2005. Ma, ripeto, non per questo siamo esenti da colpe.

Un Lettore Assiduo

Chuck White ha detto...

Il sacerdote in Guam, p Luis Camacho, è stato il primo sacerdote indigeno ("Chamorro") ordinato dal seminario Redemptoris Mater in Guam. Egli è favorito Arcivescovile. Sfortunato, ma prevedibile.

Ruben ha detto...

In risposta a "Un Lettore Assiduo" suo post 19 marzo 2015 11:28.
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No, non si possono mistificare le cose; e purtroppo per chi dice il contrario, il sottoscritto, è abituato a valutare anche i dettagli:

All'inizio della veglia Pasquale NC 2014, ai Martiri Canadesi, nella Chiesa Parrocchiale era già in corso da un'ora, la Veglia Vera: persone stimate presenti, oserei dire in eccesso, 90, in una Chiesa, non enorme ma molto grande.
Considerando che nella la Parrocchia primigenia del Cammino, sono presenti 12/13 Comunità per un totale stimato di 390 persone, che aggiunte alle 90 che assistevano alla Veglia Ufficiale, fanno 480; non esistono neanche lontanamente, come vi ostinate a far credere, "problemi di spazio".
Le Chiese, sono grandi e capienti, basta volerci andare.
In ogni caso, spazio o non spazio, la Veglia Cattolica Ufficiale, è quella della Parrocchia, non quella delle salette!

Ruben ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ruben ha detto...

Non vorrei infierire oltre, ma metteteci anche il fatto, che il vino usato dal Cammino per la Consacrazione, è il vino da Messa Martinez, 16° di tenore alcolico(praticamente fanno la consacrazione col Marsala) e chi ne beve un sorso a stomaco vuoto al termine della "veglia", dopo circa 40 ore di digiuno rischia un malore, come poi spesso accade.

Sebastian ha detto...

Ruben, io sapevo di qualcosa come 30 comunità ai Martiri Canadesi.

Anonimo ha detto...

@Ruben (Commento veglia 14.48)

Quindi non basta nemmeno che siano tutte "alla stessa maniera" (per quanto nc), inizio stessa ora, in locali ad uso celebrativo, ovvero chiesa parrocchiale principale, seconda chiesa parrochiale ed, eventualmente salone parrocchiale (consacrato, dove, solitamente nei giorni di comunioni e cresime in parrocchia, si fa una messa per evitare congestioni) e sia voluto dal parroco, senza alcuna richiesta e/o pressione dagli nc, e che, negli avvisi della Settimana Santa si ripeta che sono aperte, tutte, a tutti?

Certo, poi, tralascio (non per svilire) il resto, però l'impegno (di facciata?) di rispettare il comma 3 dell'articolo 12 dello statuto come altro potrebbe essere raggiunto, in questo specifico contesto?

Mi scuso se possa sembrare polemico, non è questa la mia intenzione, e mi scuso anche se sto concentrandomi su un caso specifico, quando il restante fa di testa sua, però sono convinto che se si comincia a migliorare da una parte si può fare dappertutto.




Un Lettore Assiduo

Anonimo ha detto...

Di comunità ai Martiri Canadesi ce ne sono 32.

Super Anonimo

"piccola" ex ha detto...

Discutendo con noi dei motivi che ci avevano indotto a lasciare il cammino, un nostro catechista ci disse che la Messa in parrocchia non aveva lo stesso valore di quella nc perchè non veniva distribuita la Comunione sotto le due specie e perchè chi ci va lo fa solo per assolvere a un precetto.

Oltre a questo ci disse, lui insieme a tutto il resto dell'equipe, che se non fossimo tornati in cammino, entro due anni ci saremmo separati e che i nostri figli si sarebbero persi, che eravamo in un deserto e nel deserto si muore, che avevamo l'idolo della nostra intelligenza, etc. etc.
Se non è terrorismo questo?!?
Rimasi talmente scioccata che il giorno dopo buttai nel cassonetto un'icona di Kiko che avevo ancora in camera e che solo a guardarla mi faceva venire l'angoscia.

Riguardo la Veglia di Pasqua ricordo un anno in cui la celebrammo in una sala di una parrochia che sembrava un garage, di quelle che hanno il controsoffitto fatto con quadrati di polistirolo e le colonne di cemento. Un posto tristissimo! Ho anche battezzato uno dei miei figli in quel postaccio.
E pensare che a Roma abbiamo le chiese più belle del mondo!

Ruben ha detto...

@Sebastian ha detto...
Ruben, io sapevo di qualcosa come 30 comunità ai Martiri Canadesi.
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Ammettiamo che sia così: 30x30 da 900 presone, più le "90 della Domenica" dell Veglia Ufficiale, danno circa 1000 persone.
Da un rilievo estemporaneo su google earth, la superficie della Chiesa, in difetto, è di circa 850 mq.
Portandosi le sedie dalle salette, all'uso loro, ci entrerebbero anche seduti!...

Daniel Lifschitz ha detto...

Rosanna ha scritto il 19 Marzo, alle ore 00.17: Il Monfort, nel suo "Trattato della vera devozione a Maria" ci ha indicato l'arma da usare: è la corona del santo rosario.
Questo è vero, ma i tempi sono cambiati, satana attacca più che mai, e quelli che impugnano l'arma del santo Rosario sono sempre di meno.
Vi suggerisco, quindi, di andare sul mio blog http://nelnomedimariaegesu.blogspot.ch ,e di cliccare "catechesi".
Li troverete le indicazioni come pregare Maria nel modo piu' semplice del mondo:
Se non avete la pazienza di ascoltare tutta la catechesi, leggete solo dall' ora 1.33, fino alla fine:si tratta di 10 minuti. Questa è la preghiera per l'uomo e la donna di oggi; la puo'balbettare un bambino, un ateo, un lontano da Cristo, qualsiasi peccatore e disgraziato, chiunque respira.

Cordiali saluti in Maria e Gesu',

Daniel Lifschitz www.dlifschitz.com











troverete un nuovo modo di pregare

by Tripudio ha detto...

Il Lettore Assiduo converrà con me che la liturgia, essendo "culto a Dio" («l'unico culto a Te gradito»), non è un cerimoniale. L'insediamento del presidente della repubblica è un "cerimoniale", non una liturgia. La Santa Messa, o la celebrazione di un matrimonio, ecc., sono invece "liturgia".

La liturgia ha bisogno di essere normata (proprio perché è "culto a Dio", non può essere lasciata all'estro dei singoli), ma non è definita soltanto dalle regole - nella liturgia gesti e parole hanno significato proprio perché servono ad elevare l'anima a Dio, sia a chi la celebra che a chi vi assiste: ed è per questo che tantissimi "misteri" sono espressi in modalità comprensibili anche ai bambini. L'autorità della Chiesa, sulla scorta dell'esperienza degli Apostoli e dei loro successori, e sulle opere dei santi, ha normato la liturgia lungo i secoli mettendovi mano il meno possibile. Tant'è che la liturgia cosiddetta "tridentina" era in realtà sostanzialmente invariata fin da papa Damaso (VI secolo) e - più difficile da dimostrare solo coi documenti storici - questa si rifaceva direttamente a ciò che hanno celebrato gli Apostoli. Fra parentesi, il paradosso è proprio questo: la scarsezza di documenti liturgici dei primi secoli è una conferma indiretta che la liturgia era tranquillamente riconosciuta come universale e nessuno aveva bisogno di documentarne modificazioni, perché... modifiche non ce n'erano. Ovvio che chi studia la liturgia con lo scopo di "riscoprire l'età dell'oro" (volgarmente detta "dei primi cristiani") per trovarvi cose esotiche da applicare oggi, ha già intrapreso una strada sbagliata e dettata dai sogni piuttosto che dalla realtà.

Tornando a noi: il Cammino Neocatecumenale ha inquinato la fede - e perciò di conseguenza ha voluto inquinare anche la liturgia, perché è inevitabile che chi inquina la fede lo esprima anche nella liturgia. Perciò il modo più facile per dimostrarlo è far notare come il Cammino stravolge la liturgia: sia al livello dei gesti e delle parole, che al livello dei significati.

Chi ha una fede limpida, nutre la propria anima devotamente nella liturgia cattolica, stabilita e certificata dall'autorità della Chiesa in virtù del mandato esplicito di Nostro Signore che disse agli Apostoli «fate questo in memoria di Me» (non disse: "fate come vi pare in memoria di Me"). La liturgia, dunque, è un dono del Signore alla Sua Chiesa: non è un mandato per fare arbitrariamente i propri porci comodi.

Chi invece ha fede solo nelle proprie elucubrazioni estrose, le esprime inevitabilmente nella liturgia cambiandone norme, gesti, parole. E quando qualcuno se ne accorge, darà la risposta preconfezionata che anche Lettore Assiduo ha sentito ripetere: "lo Statuto supera bla bla bla". Di grazia, dove ci sarebbe mai tale "superamento"? Dov'è che lo Statuto del Cammino autorizzerebbe a infischiarsene delle norme valide per tutta la Chiesa? L'articolo 13, con la sua nota 49, afferma esattamente il contrario. (Fra parentesi, quest'arroganza del negare l'evidenza, la si nota perfino ai vertici del Cammino: l'ineffabile Gennarini, nel 2005, prima affermò che la lettera della Congregazione era "privata", poi affermò che la lettera autorizzava "variazioni", e quindi mise in dubbio l'esistenza stessa della lettera! Tre menzogne una dietro l'altra proprio mentre tutti potevano leggere su internet il contenuto della lettera! e non è stato mai smentito da Kiko, né ha mai rettificato le sue panzane! che razza di spiritualità è quella che ha bisogno di menzogne per difendersi? chi volesse farsi due risate può leggere il resoconto a questo [link]).

by Tripudio ha detto...

Aggiungo un ricordo personale. Da bambino, dopo aver fatto da chierichetto, dopo la Messa sgridato dal celebrante. Mi disse, molto seccato, qualcosa come: "ma sei sempre così lento!" ed io candidamente non seppi rispondere altro che: "ma è perché ero immerso nella preghiera!"

Solo molti anni dopo realizzai la vera portata di quel breve scambio di battute. Quel bambino gli aveva candidamente obiettato la differenza fra cerimoniale (elenco di cose da fare e da dire, e perciò alla velocità preprogrammata dal celebrante) e liturgia (che non corre, né si trascina stancamente, ma ti eleva a Dio proprio attraverso quei particolarissimi gesti e parole).

Ruben ha detto...

Anonimo ha detto...
@Ruben (Commento veglia 14.48)

Quindi non basta nemmeno che siano tutte "alla stessa maniera" (per quanto nc), inizio stessa ora, in locali ad uso celebrativo, ovvero chiesa parrocchiale principale, seconda chiesa parrochiale ed, eventualmente salone parrocchiale (consacrato, dove, solitamente nei giorni di comunioni e cresime in parrocchia, si fa una messa per evitare congestioni) e sia voluto dal parroco, senza alcuna richiesta e/o pressione dagli nc, e che, negli avvisi della Settimana Santa si ripeta che sono aperte, tutte, a tutti?
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Come possono essere alla stessa maniera, se si accendono due fuochi e due ceri in due orari diversi? Poi, cosa sono aperte a tutti, le veglie separate?!
Nel raggio di circa due chilometri da casa mia(abito a Roma nelle immediate vicinanze del Parco Nemorense); mai visto nelle bacheche delle Parrocchie NC(5), orari delle Messe ai primi Vespri della Domenica, ed altrettanto, mai visti inviti a tutti alle veglie Pasquali separate.

Cari fratelli del Cammino Neocatecumenale; prima di scrivere assurdità pensateci bene!...
Posso anche capire, che potrebbe anche essere una tattica per prendere la gente "per stanchezza"; e vi dico la verità, comincio ad essere stanco!

sandavi ha detto...

Spezzerei un lancia in favore di lettore assiduo che è per lo meno infinitamente più disposto al dialogo e rispettoso rispetto a tanti suoi "colleghi".

Venendo alla tua osservazione, caro lettore, purtroppo è una situazione abbastanza inusuale. In genere il Sacerdote non spezza il pane da solo, e non serve il calice da solo, perché le comunità sono troppe e non sarebbe possibile per questioni di tempo.
Inoltre, la prassi è così consolidata che ho sentito varie persone lamentarsi quando il Sacerdote pretendeva di fare come la Chiesa comanda, per esempio assumendo prima lui il Corpo di Cristo pronunciando la formula "il Corpo di Cristo mi custodisca per la vita eterna" e poi facendo lo stesso con il Sangue. Oppure ancora quando il Sacerdote si impuntava per purificare i vasi sacri, facendo scendere un imbarazzante silenzio sull'assemblea (mentre svariati neocat se la ridevano beatamente).
Vedi, ci sono due grandi problemi nella "liturgia" kikiana. Il primo è che si fa di ogni eccezione una regola: per esempio, normalmente i fedeli "autorizzati dal Diritto" a distribuire la Santa Comunione, vengono interpellati solamente se (nell'ordine) non ci sono Sacerdoti a sufficienza, non ci sono Diaconi, non ci sono Accoliti e non ci sono Ministri Starodinari. Chiaro no? Ci sarebbero ben quattro livelli di persone, e i fedeli laici "semplici" arrivano al quinto strato, sarebbe a dire che si ricorre ad essi quando non ci sono proprio altre speranze. Nel cammino è l'inverso. Il Sacerdote distribuisce una patena e i Responsabili sono già in fila per fare tutto il resto. In pratica, il ministro ordinato conta meno dei responsabili della comunità.

Il secondo gravissimo problema è che le eccezioni kikiane nel cammino sono la regola assoluta e sono concepite in modo che non sia possibile fare diversamente. Se un Sacerdote imponesse di fare la comunione subito, probabilmente farebbe un disastro e sicuramente non potrebbe amministrarla direttamemnte alla bocca, perché il pane non si presta a questa modalità. Il pane grande è pensato per consumarlo in quel modo e basta.
Se un Sacerdote volesse dare lui il calice non potrebbe perché rischierebbe di far cadere il Sangue. Se volesse limitare la quantità di vino non potrebbe ugualmente perché nella liturgia kikiana sono previsti solo i beveroni. Capisci? Per assurdo (o per contrappasso) con la scusa della "libertà" ci si ritrova imprigionati una liturgia che ha il doppio delle regole di una Messa comune.
In pratica è una prigione.

Anonimo ha detto...

@Tripudio

Purtroppo questi argomenti lasciano senza parole per rispondere.Io auspico sempre che questo accada, che venga fatto rispettare. Tanto di guadagnato per tutti. In primis dovremmo rispettarlo noi, ma visto che "dal basso" (i cd "di buon cuore") si può poco, che avvenga con autorità dalla Madre Chiesa.


Non voglio fare il capzioso, mi balenava una domanda però, su riflessione: Perchè bere al calice/insalatiera (dopo consegna del sacerdote) sarebbe sacrilego mentre comunicarsi sulle mani non lo sarebbe. Lo chiedo da Ignorante che ha voglia di imparare. Serenamente.


@Ruben
Sottolineo che ti ho parlato di un caso specifico, e ti ho anche specificato che probabilmente in tutto il mondo nc "potrebbe succedere solo in questa parrocchia". Perciò, provo a ripetere la domanda:
Se una parrocchia facesse quello da me descritto, sarebbe corretto per la questione veglie separate o no?
Perchè non scrivo assuridità nel singolo caso.

Per favore, non paragonarmi a chi ti ha preso in giro fino ad oggi, perchè mi sembra che, per quanto nc, per quanto "preconfezionato", per quanto tutti i pregiudizi che affibiate ai vari Pasqualone et company, abbia manifestato una certa apertura a quello che dite, anche leggendovi e dandovi ragione.

Un Lettore Assiduo

Ruben ha detto...

@Un Lettore Assiduo
"Sottolineo che ti ho parlato di un caso specifico, e ti ho anche specificato che probabilmente in tutto il mondo nc "potrebbe succedere solo in questa parrocchia". Perciò, provo a ripetere la domanda:
Se una parrocchia facesse quello da me descritto, sarebbe corretto per la questione veglie separate o no?
Perchè non scrivo assuridità nel singolo caso."
---
Assolutamente no!
Niente compromessi; meglio non fare la veglia Neocatecumenale che cadere nell'eresia!

Rosanna ha detto...

@ Daniel

Sì Daniel capisco,ma l'una non esclude l'altra.Io credo che chi non vuol pregare non prega in nessun modo.Comunque il Signore accoglie tutto quello che è fatto col cuore,in fondo l'itinerario mariano è quello della Chiesa in cui ti fai accompagnare dalla Madre di Dio che è Madre della Chiesa e Lei ti porta a Gesù.Nell'enciclica"Rosarium Virginis Mariae" G.Paolo II rinnova questa preghiera e la raccomanda al popolo cristiano come vivere tutto l'itinerario di fede insieme alla Madre di Gesù.Maria ci introduce meglio di chiunque altro ai misteri della fede.Ogni Ave Maria è un colpo basso per Satana perché distrugge il demonio nella sua superbia essendo Maria molto umile.In conclusione quello che tu dici non è annullato da questo mio discorso,credo siamo sulla stessa onda,rivolgersi a Maria e chiedere aiuto non è una preghiera fatta invano.Ho seguito una tua catechesi su youtube l'approccio è buono,per ciò che mi è stato possibile seguire trovo il tuo lavoro interessante ed ecclesiale,peccato che la voce arrivi troppo bassa.Ti rendo noto che il sito da te indicato della preghiera a Maria non sono riuscita a trovarlo.

by Tripudio ha detto...

Bere dal calice, in sé, non è sacrilego: è solo rischioso. Ma tu, personalmente, la approveresti una norma che una volta su un milione dà origine a un sacrilegio? Te la prendi tu la responsabilità, davanti a Nostro Signore, di aver autorizzato la possibilità concreta di un sacrilegio? (non fare quella faccia: tanti vescovi la responsabilità se la son presa a cuor leggero!) E anche se tu vedi che la Chiesa approva una norma del genere, tu te la sentiresti di favorirla quotidianamente sapendo che nel migliore dei casi (una volta su centomila o una volta su un milione) ci scappa il sacrilegio?

Stesso discorso per la comunione "sulle mani". Questa, però, ha una storia tutta particolare: è nata come abuso, l'abuso è diventato sistematico, e i vescovi l'hanno "legalizzata". Benché ora sia prevista dai documenti liturgici (sia pure in una vasta serie di raccomandazioni contro gli abusi, contro l'ignoranza e contro i sacrilegi), non è ancora realmente parte del rito romano (infatti è considerata ancora un "indulto", cioè un permesso temporaneo che in futuro potrebbe tranquillamente essere eliminato).

In Italia la comunione "sulle mani" fu introdotta solo nel 1989, con una maggioranza risicatissima (colsero il momento in cui diversi vescovi sfavorevoli erano assenti e il principale degli oppositori malato). Dunque dal 1968 al 1989, per ventun anni, il Cammino Neocatecumenale è andato anche contro quella norma.

In particolare già nel 1980 Giovanni Paolo II si lamentava della "comunione sulla mano": nella lettera Dominicae Cenae scriveva:

...Giungono voci su casi di deplorevoli mancanze di rispetto nei confronti delle Specie eucaristiche, mancanze che gravano non soltanto sulle persone colpevoli di tale comportamento, ma anche sui pastori della Chiesa, che fossero stati meno vigilanti sul contegno dei fedeli verso l'Eucaristia.
...Avviene pure che, talora, non si è tenuta in conto la libera scelta e volontà di coloro che, anche dove è stata autorizzata la distribuzione della Comunione sulla mano, preferiscono attenersi all'uso di riceverla in bocca. È difficile quindi, nel contesto dell'attuale lettera, non accennare ai dolorosi fenomeni sopra ricordati...


"Dolorosi fenomeni", negazione della libertà, mancata vigilanza da parte dei vescovi, deplorevoli mancanze di rispetto nei confronti dell'Eucarestia... E lo ha scritto Giovanni Paolo II, nel 1980, nove anni prima che venisse introdotta anche in Italia dove poi si sarebbero verificati quegli stessi problemi!

Insomma, è facile comprendere che certi mali della Chiesa sono originati dalle facilonerie di tanti vescovi (che non sempre sono degli stinchi di santi), dal fare concessioni a chi non vede l'ora di esprimere la propria creatività liturgica (che è la stessa cosa di fare concessioni a un drogato sperando che si ravveda), dall'applicare improbabili ritorni ai "primi cristiani delle origini cristiane" (che fa sgorgare fuori tutte le cafonerie del popolino in vena di sciccherie esotiche)... nonostante il parere del Papa, che parla inascoltato (bisognerebbe prendere a legnate tutti quelli che vengono qui a dire che il Papa "approva" certe cosacce che invece semplicemente non riusciva a impedire).

p.s.: segnalo il libretto La Comunione sulla mano? NO! preparato e distribuito a Roma da un gruppo di laici che esposero i motivi per non accettarla... ma la CEI la fece passare lo stesso.

psyco ha detto...

Thanks, Chuck. Will publish an article in a few hours.

psyco ha detto...

LEGGETEVI QUESTO TWEET :

https://twitter.com/mattiaross1/status/578122083034525696

psyco ha detto...

E anche questo tweet :

https://twitter.com/petrosilpanda/status/578114794475008000

Daniel Lifschitz ha detto...

Cara Rosanna,
per il mio blog, clicca:

http://nelnomedimariaegesu.blogspot.ch

se non parte, scrivi a
daniellifschitz@hotmail.com

Daniel Lifschitz ha detto...

Cara Rosanna,
Il Rosario è natao come preghiera corale da pregare in Chiesa o in famiglia, e come tale è insostituibile. Santa Teresa del bambino Gesu' racconta nelle sua autobiografia che, da sola riusciva a pena a dire un ave Maria.
La preghiera che insegno nelle mie catechesi è personale e legata al respiro, di cui ogni persona non puo' far di meno, e comlementare, ma non meno importante del Rosario, anzi, chi non prega come persona, non pregherà neanche il Rosario.

Cordiali saluti in Maria e Gesu',

Daniel Lifschitz

Lino ha detto...

La questione non riguarda il Rosario o altra preghiera (fermo restando che il Rosario è la preghiera mariana e comunitaria eminente), la questione riguarda la consegna del Rosario nel Cammino dopo "dodici anni" perché, altrimenti, a detta di Kiko, la gente scapperebbe. La domanda è: ma allora, prima di dodici anni - una vita! - che cavolo di Cammino hanno fatto, se ancora rischiano di scappare come Satana al cospetto del Rosario?

La motivazione di tutto ciò anche è semplice. Kiko, in fondo, possiede un'oratoria lineare e ripetitiva, insistente come i mamotreti, facile a intendersi. Immediatamente dopo la storia della consegna del Rosario successivamente ai dodici anni, riferisce che gli atei non sopportano i "devozionismi".

Questo è il punto: il Rosario è la preghiera della devozione a Maria per eccellenza. E' la preghiera delle "vecchine", delle comunità di preghiera. E' questa comunanza che Kiko non vuole.

La storia della gente che prima di dodici anni a recitare il Rosario scapperebbe è, naturalmente, una colossale sciocchezza. La verità è che, dopo dodici anni, la gente si è abituata a pregare come Kiko vuole, in modo differente dai cristiani "non adulti nelle fede". Anche questo è settarismo. "Faciteve accattà 'a chi nu' ve sape!"(fatevi comperare da chi non vi conosce) si dice a Napoli.

Anonimo ha detto...

@Lino
"La storia della gente che prima di dodici anni a recitare il Rosario scapperebbe è, naturalmente, una colossale sciocchezza"

Se Lino permette, il problema è più sottile...

Se un fratello o una sorella di sua libera, spontanea e personale iniziativa, prima ancora della consegna "ufficiale" al 12° o 15° o 20° anno, inizia a pregare con il Rosario, viene guardato con aria di sufficienza "vabbè, non è questa la cosa importante... questo è devozionismo... vi è stato consegnato il salterio (o le lodi in famiglia) e siete chiamati a quello..."
Poi però d'incanto, appena viene "consegnato", allora di colpo non è più devozionismo...

Discorso analogo lo si può fare per coloro che sempre di cuore e spontaneamente si mettono al servizio della parrocchia. Fino alla Redditio si sentiranno dire "non è importante, vi abbiamo consegnato un tripode, ecc ecc" poi di colpo il servizio in parrocchia viene quasi quasi dipinto come "il 4° piede del cammino"...

Conclusione: "non fare nullla se non ti viene consegnato" ...ma per favore...

Etneo

cristero ha detto...

A proposito del Rosario Daniel Lifschitz dice cose diverse da Arguello ma il risultato è lo stesso.

"Il Rosario è nato come preghiera corale da pregare in Chiesa o in famiglia, e come tale è insostituibile. Santa Teresa del bambino Gesu' racconta nelle sua autobiografia che, da sola riusciva a pena a dire un ave Maria."

Il Rosario non è necessariamente una preghiera comunitaria. Santa Teresa aveva di sicuro superato la fase della preghiera intellettuale, vocale e viveva quella contemplativa, l'adorazione...
Inoltre ogni vero padre spirituale, che non è la stessa cosa di un predicatore laico, sia o non sia del Cnc, lo ha sempre raccomandato come l'arma più potente di OGNI CRISTIANO nei confronti del demonio.
Piantiamola con la pubblicità alle proprie personali sintesi della spiritualità cattolica...

cristero ha detto...

"Il Rosario non è necessariamente una preghiera comunitaria"

Lo è semmai diventata quanto si è presa l'abitudine di spezzare in due cori alterni le Ave i Pater e i Gloria, quando lo si prega comunitariamente...

Anonimo ha detto...

Io penso che il Cammino farà qualche santo: quelli fuoriusciti che offrono la loro croce per Cristo e sopportano e soffrono per amore della Verità.