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| San Domenico di Guzman schiaccia l'eretico: notare i serpenti che fuoriescono dai mamotreti |
«Uno domanda: “Kiko, e io perché non vinco nulla? Nulla! Continuo a stare schiavo del peccato e sto in comunità”. A molti fratelli diremo: “Tu non hai creduto alla predicazione, tu non credi. ‘Sì, io credo, vado sempre alla Parola e mi confesso nelle penitenziali’. La Chiesa mai ha dato il Battesimo se non si dimostrava con i fatti che si era creduto. Per questo dice S. Giovanni Crisostomo agli eletti, 4 anni di catecumenato: “Quante volte vi devo dire... Volete essere battezzati? Non vi posso dare il Battesimo”, dice S. Giovanni Crisostomo nel Secondo Sermone agli eletti. “Una, due, tre, quattro, cinque, mille volte devo dire a voi: non si tratta soltanto di amare il nemico, che vi sforzate, fate, non fornicate più, fate mille sforzi. Si tratta di fare la virtù senza sforzo: la fede. Viene dal Signore, non una cosa che “dovete”...: ahi ahi, che oppressione, che duro è questo di essere fedeli a Dio, che duro! No, mai han detto questo i santi della Chiesa: “Oh che orrore, con il bene che se la passano gli altri che non conoscono la religione!”. Senza sforzo! La fede è un dono gratuito per tutti noi. E in questi si conosceva che lo facevano con sforzo, era tutta una cosa di pugni, loro facevano: là si rendeva conto S. Giovanni Crisostomo che non potevano ancora. Per questo fratelli io vi annunzio una buona notizia: Cristo è risorto veramente, sta vivo, e Lui vi offre questa mattina la vittoria sulla morte e sul peccato!»E ora cominciamo con la sfilza delle menzogne perpetrate da questo falso profeta:
- "La Chiesa mai ha dato il Battesimo se non si dimostrava con i fatti che si era creduto."
Falso! Sin da tradizione immemorabile, la Chiesa ha sempre amministrato il battesimo ai bambini e agli infanti e questa tradizione è dimostrato dagli scritti dei Padri della Chiesa derivare dagli Apostoli stessi (rif. Pastoralis Actio §4 [1]). E' documentato negli stessi Atti degli Apostoli che durante la predicazione di Paolo, un'intera famiglia si convertì e si fece battezzare (cf. At. 16,14-15) L'abitudine, invece, di ritardare sistematicamente il Battesimo, si diffuse molto più tardi, nel IV secolo, e tale pratica risultava ampiamente scoraggiata dai Padri, come se si trattasse di un'eresia; fra di essi lo stesso S. Giovanni Crisostomo (rif. Pastoralis Actio §5).... Da segnalare anche che nel Concilio di Cartagine del 418 convocato contro Pelagio e i suoi discepoli, fu condannata come eresia la dottrina secondo cui non fosse necessario o utile battezzare i bambini per la salvezza eterna e che quindi fosse pratica migliore battezzare gli adulti. La convinzione errata di Arguello è dunque condannata da ben 1600 anni![2]
- "Volete essere battezzati? Non vi posso dare il Battesimo”, dice S. Giovanni Crisostomo nel Secondo Sermone agli eletti." ... "non si tratta soltanto di amare il nemico, che vi sforzate, fate, non fornicate più, fate mille sforzi. Si tratta di fare la virtù senza sforzo: la fede...là si rendeva conto S. Giovanni Crisostomo che non potevano ancora.".
Falso anche questo! Non esiste qualcosa che si possa chiamare "secondo sermone agli eletti" attribuito al Santo (al quale peraltro nel corso del Medioevo furono attribuiti falsamente numerosi scritti di altri autori di origine siriaca...), Kiko si è completamente inventato questo "scritto". Esiste una "Seconda Istruzione ai Catecumeni", nella quale però non è riportato niente di quello che dice il mistificatore Arguello: al contrario, proprio San Giovanni esorta i catecumeni a liberarsi dei vizi, delle colpe, delle cattive abitudini, del lusso e chiede loro di praticare invece le sante virtù.
E' quantomeno ambiguo e menzognero sostenere che la fede consista nell'esercitare la virtù senza impegno, è falso che San Giovanni Crisostomo abbia mai richiesto come segno che i catecumeni "praticassero le virtù senza sforzo", è falso che fosse necessaria una "prova" di fede per ottenere il battesimo.[3]
E' falso, altresì, che la virtù si possa ottenere senza impegno e pratica umana. Kiko non conosce la differenza tra virtù teologali e virtù cardinali, le prime sono di Dio e sono dono esclusivo Suo (Fede, Speranza, Carità), le secondo invece sono proprie dell'uomo (Prudenza, Giustizia, Temperanza, Fortezza), e derivano dagli SFORZI dell'uomo vivificati da Dio:
CCC § 1810 Le virtù umane acquisite mediante l'educazione, mediante atti deliberati e una perseveranza sempre rinnovata nello sforzo, sono purificate ed elevate dalla grazia divina. Con l'aiuto di Dio forgiano il carattere e rendono spontanea la pratica del bene. L'uomo virtuoso è felice di praticare le virtù.Senza gli SFORZI dell'uomo, così invisi all'eretico scismatico Kiko, le virtù morali perdono vigore: non basta infatti dire "Signore, il Signore!" per essere salvati, ma bisogna fare la volontà del Padre, cioè compierne le opere, quindi praticare le virtù (allontanarsi dai vizi, essere giusti, compiere con amore il proprio dovere, agire e decidere con saggezza e prudenza, aiutare i poveri...), Non basta dire di "credere", non basta dire di conoscere il Signore, non basta un sentimento generico: è invece necessario che l'uomo in certo modo "si obblighi" decidendo liberamente di aderire alle virtù. La fede (dono esclusivo di Dio) senza "le opere" è morta (Gc 2,14-26)
Kiko è evidentemente fuori strada, le sue convinzioni non sono cattoliche ma calviniste e luterane. Egli non è nemmeno originale, nella sua eresia, che prende il nome di monergismo o volgarmente detta "sola Gratia", la quale sostiene che "soltanto lo Spirito Santo sia agente di conversione, cioè che soltanto l'azione sovrana di Dio porti di fatto una persona a reindirizzare l'intera sua vita verso Dio seguendo Gesù Cristo." Curioso no? Sembra di sentire il "kerygma" di Kiko per cui se tu "credi" immediatamente lo Spirito scende su di te e tutta la tua vita "va a cambiare". Curioso vero? Sembrano proprio le prime parole del paragrafo che abbiamo riportato:
“Kiko, e io perché non vinco nulla? Nulla! Continuo a stare schiavo del peccato e sto in comunità”. A molti fratelli diremo: “Tu non hai creduto alla predicazione, tu non credi.Ci si potrebbe domandare a che serve questo discorsetto di Kiko... Noi crediamo sia abbastanza chiaro: a Kiko servono adepti obbedienti, pronti a vuotare la borsa, pronti a fare tutto quello che dice lui, o che dicono i catechisti che egli ha mandato "alla loro vita". Il catechista è Gesù, il catechista taglia il fico sterile perché cerca frutti e non ne trova (e i frutti riguardano soprattutto le tasche dei malcapitati...), al catechista si deve religioso ossequio, il catechista è quello che giudicherà la tua fede. A Kiko servono eterni catecumeni: se un catechista dicesse "bravo, hai fede" in quello stesso momento l'adepto dovrebbe andarsene dal Cammino, a Kiko invece serve un popolo di eterni bambini della fede, bisognosi del loro "padre" Kiko, che dispensa loro il suo giudizio e la sua approvazione.
Già sento la voce querula del neocatecumenale che strilla: "...ma la Chiesa ha approvato il Direttorio..!!" E invece no! NO! La Congregazione della Dottrina della Fede, questo schifo inventato ve l'ha cancellato, DI SANA PIANTA.
Nel volume Traditio del 2001, il paragrafo citato
N O N E S I S T E
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| Una rara immagine del Direttorio durante il processo di "correzione" presso la CDF |
























