martedì 9 aprile 2019

Scemo e + scemo alla conquista dell'Isola di Patmos

Ricordate l'avventura eroica dei due pasqualoni, mandati da Kiko in missione senza calzari né bisaccia addirittura ad "evangelizzare" la esotica e pericolosissima città di San Giorgio a Cremano, stracolma di demoni da esorcizzare, a rischio della propria vita, dormendo all'addiaccio, mangiando a sbafo dalle suore, lontani addirittura 6 chilometri da casa?
Ebbene i due prodi si sono spinti, per una nuova avventura sotto l'egida del Kerigma di Kiko, laddove nessuno avrebbe pensato, cioè fino all'Isola di Patmos!



Alcuni flash della missione dei due
eroi: le enormi distanze, l'esorcismo,
la suora che li ospitò, le tarasconate
al rientro in "patria"
E pur essendo un'avventura virtuale, in quanto trattasi di un sito di argomenti teologici ed ecclesiali gestito da don Stefano Ariel Levi di Gualdo e molto letto e frequentato dai sacerdoti , anche in questo caso i due Pasqualoni hanno affrontato dure prove e combattuto aspre battaglie, a tutto vantaggio della propria santiKikazione.

Nel corso della precedente avventura abbiamo paragonato i due al prode crociato Anselmo, a Tartarino di Tarascona, a Totò e Peppino, a Ciccio e Franco: in questa invece i pasqualoni, cioè il sommo e antico di prima nomina Pasquale insieme con l'attendente cacciavitaro Shadyx l'Ombroso, assidui frequentatori del nostro blog, soprattutto della sezione Spam (spazzatura), sembrano la reincarnazione della coppia comica Carrey e Daniels in una pellicola americana di grande successo dall'azzeccatissimo titolo: "Scemo & più scemo".

Ci faremo quindi accompagnare nel racconto della tragicomica avventura all'Isola di Patmos, dalle frasi celebri della brava coppia di attori, sperando di fare cosa gradita ai nostri lettori, ma anche ai nostri due protagonisti, che giunga a maggior gloria del loro signore e padron Kiko.

Per presentare don Ariel Levi di Gualdo, con il quale gli intrepidi Pasqualoni incroceranno le proprie spade affilate da decenni di sermoni kikocarmeniani, ricorriamo alle sue stesse parole. Egli dichiara infatti di sé stesso:
"Sono l’ultimo dei preti della orbe catholica, ciò non toglie però che per grazia di Dio io abbia ricevuto:
1. una formazione umanistica;
2. una formazione filosofica;
3. una formazione giuridica;
4. una formazione teologico-dogmatico-sacramentaria;
5. una formazione storico-dogmatica;
6. continuo a studiare di giorno in giorno..."
 Naturalmente una presentazione del genere non intimorisce i pasqualoni che hanno al proprio attivo, come asserisce il loro padron Kiko, addirittura 3000 pagine di mamotreti ispirati dallo spirito di vino: per dirla tutta, il sommo Pasqualone modestamente dichiara di studiare anch'egli teologia benché "a un livello più basso". Difficile comprendere a che genere di  teologia si riferisca, anche se il riferimento alle parti basse ci pare significativo.




«Non lo capisci Harry? È la nostra grande occasione, amico! Dobbiamo mostrare solo un po’ di classe, un po’ di raffinatezza e saremo culo e camicia. Non c’è problema Lloyd...»

Già in apertura dello spazio commenti ecco che lo scemo numero due, l'Ombroso Shadyx, stalliere e palafreniere del Sommo Pasqualone,  parte con baldanza pensando di mettere subito al tappeto don Ariel con il solito video di Kiko e i papi.
Egli scrive, con grande raffinatezza di pensiero e di eloquio:
Scemo numero due: "lei è un emerito ignorante, in tutti i sensi … lei è un fallito come “teologo” e come prete, e siccome grazie a Dio nessuno se la fila, allora cerca disperatamente di mettersi in risalto.
San Giovanni Paolo II ci ha approvati, le piaccia o non le piaccia, se ne faccia una ragione, grandissimo coglione!"
1° sganassone:
Don Ariel:

"Il video che lei ci ha inviato, alla luce di questi fatti non vuol dire niente se non reiterare con penosa ostinazione il tentativo maldestro che fu fatto da Kiko Arguello nel 2002 di far credere ai propri adepti che la Santa Sede aveva approvato tutto, ed in tutto e per tutto, vale a dire le bizzarrie liturgiche e dottrinali che il Cammino seguitava imperterrito a perpetrare...
Se anche in quel discorso di rimprovero, lei legge una ennesima approvazione, allora io riemetto i remi in barca e proseguo oltre perché sarebbe come pretendere di convincere un Mormone che non è vero che un Angelo di Dio sia apparso a Joseph Smith nel 1823 dandogli il libro di una nuova rivelazione...
Abbia pertanto la serietà che hanno i membri del Partito Radicale, che non strumentalizzerebbero mai delle immagini nelle quali i loro due leaders sono ritratti con i Sommi Pontefici Giovani Paolo II e Francesco I, per fare credere che la Santa Sede approva l’aborto, l’eutanasia ed il gender. Cosa questa che non avverrebbe mai perché – come ripeto – i Radicali sono persone serie."

Commenta divertito Don Ciro:
"anche a me, negli anni in cui ero parroco in una parrocchia del Vomero (Napoli) un neocatecumenale mi dette del “coglione” davanti ai ragazzi del catechismo in preparazione alla cresima, è passato del tempo ma credo si stia sempre curando le ferite. Me lo tolse di sotto mano il diacono permanente, mentre tutti i ragazzini facevano il tifo per il parroco dicendo “dagli, dagli!”.
Anche al padre Ariel, è prudente e opportuno dare del “coglione” solo via internet …



«Una volta abbiamo provato ad incrociare un collie con uno spinone...Che cosa interessante! Già, lo abbiamo chiamato collione.»
Lo scemo numero due, il rintronato Ombroso, torna alla carica dopo aver cambiato alias e ripulito il linguaggio, con un argomento che ritiene definitivo per mettere alle corde il proprio avversario:
Scemo numero due: "...dopo aver letto questo articolo non ho più dubbi: Don Ariel è uno di quelli “dell’Osservatorio”.E naturalmente, tutto questo già basta a squalificare il suo imponente lavoro. Un lavoro estremamente fazioso che non riporta neanche un aspetto positivo del Cammino ma lo considera solo il male assoluto."

2° sganassone
Don Ariel:

"Lei ha dato prova di commentare, bordando pesanti accuse di superficialità a me, quello che lei non ha neppure letto. Ma d’altronde è comprensibile il motivo, la sua penna è stata mossa dallo Spirito Santo, che la esonera dal leggere, dall’analizzare e dall’uso stesso del buon senso comune. E la mancanza di questo buon senso, porta di triste necessità, il settario, a non rispondere mai nel merito delle questioni. Allora le faccio una sola, unica e semplice domanda:

Se la sente di smentire numerosi testimoni, inclusi ex seminaristi e sacerdoti che si erano avvicinati al Cammino, i quali hanno riferito di essersi sentiti chiedere in pubblico dai mega-catechisti se avevano mai commesso adulterio o se facevano ricorso alla masturbazione? Quindi se la sente di replicare a tutti loro che sono solo dei bugiardi che rendono false testimonianze per screditare il più grande dono fatto dallo Spirito Santo alla Chiesa, ossia il Cammino Neocatecumenale?...
P.S.
In seguito alla sua segnalazione sono andato a cercare il blog in questione, che in verità non avevo mai letto e del cui staff non faccio né mai ho fatto parte.
E anche se come lei dice, fossero espresse le stesse cose, ciò che cosa vuol dire? Anche i Vangeli sinottici riportano per la gran parte le stesse cose..."




«La fortuna di non avere un’identità è che nessuno può fregartela!»
Lo Scemo numero due vacilla ma non stramazza al suolo. Piuttosto,  molto coraggiosamente cambia di nuovo nome ed attacca il proprio nemico ai fianchi con un nuovo e inattaccabile argomento: siamo approvati...
Scemo numero due: "Se fosse tutto vero quello che dice Don Ariel vuol dire che la capacità di discernimento di ben 5 Pontefici e della Congregazione della Dottrina della Fede, nel corso degli ultimi 50 anni, sia pari a zero!
Naturalmente, già il semplice buon senso ci dice che ciò non può essere vero...
Ma non si può condannare il Cammino in toto e considerarlo il male assoluto...
Fino ad ora nessun documento ufficiale della Chiesa ha giudicato il Cammino come una setta, per giunta eretica. Quindi, per adesso sono nel torto tutti i detrattori del Cammino a cominciare da Don Ariel!"

3° sganassone
Don Ariel:

"La mia coscienza di sacerdote e la mia coscienza di teologo mi impongono di redarguirla, una volta e per tutte, rimproverandola per il pessimo servizio che lei sta rendendo al Cammino Neocatecumenale, all’interno del quale – parlando anzitutto nel mio scritto del mistero della grazia – non ho negato, anzi tutt’altro ho spiegato come esso possa essere uno strumento attraverso il quale molte anime giungano alla salvezza. Basterebbe solo conoscere quelli che sono i mezzi ordinari di salvezza, ossia la Chiesa ed i Sacramenti di grazia, ed i mezzi straordinari di salvezza, che sono racchiusi nel mistero di Dio e che Dio usa come e quando vuole – va da sé – senza certo dover chiedere il permesso a noi.

Il pessimo e dannoso servizio che lei sta rendendo al Cammino Neocatecumenale è dato dal fatto che, proprio come un Testimone di Geova con la filastrocca imparata a memoria, o come uno scientologo “lavato di cervello”, lei pretende da una parte di interloquire, ma quando le sono poste domande precise, ella seguita come un disco rotto a ripetere da capo la nenia «siamo stati approvati … siamo stati approvati … dal discernimento di cinque Pontefici … di cinque pontefici …».

1. Ribadisco: io le ho posto domande precise, come si può leggere, che sono basate su fatti provati e documentabili, ma alle quali lei non risponde;

2. nel mio scritto ho spiegato – con rigore teologico, non con l’umore di stomaco e con le passioni soggettive – che la santità non implica affatto la perfezione di tutte le azioni pastorali, le scelte ed i discorsi di un Sommo Pontefice, cosa questa che le può essere confermata da tutti gli specialisti che si occupano delle cause dei Santi;

3. i Sommi Pontefici che hanno avuto a che fare direttamente col Cammino Neocatecumenale sono due e solo due: Giovanni Paolo II che dopo molti anni gli ha concesso una prova ad experimentum e Benedetto XVI che ha approvato definitivamente gli Statuti debitamente rivisti e corretti;

4. questi due Pontefici hanno ripetutamente richiamato nel corso degli anni i Neocatecumenali con i loro discorsi e tramite i Dicasteri della Santa Sede, cosa di cui ho dato prova con documenti e atti ufficiali della Santa Sede che a lei non la sfiorano neppure di striscio;

5. nel 2012 Benedetto XVI ha fatto un discorso ai Neocatecumenali che è un pacato ma deciso rimprovero dall’inizio alla fine, ed è un discorso ufficiale pubblicato e leggibile da chiunque, lei incluso;

6. il Pontefice regnante ha richiamato i Neocatecumenali più volte e su punti fondamentali della ecclesiologia e della missionarietà della Chiesa, ma soprattutto ha fatto un preciso richiamo al fatto che chiunque deve essere lasciato libero di poter lasciare il Movimento, ed è tutto documentato agli atti, anche se a lei, questi fatti e atti, non la toccano neppure di striscio.

Ciò malgrado lei seguita imperterrito con la sua filastrocca, ma soprattutto negando risposta a ogni genere di quesito che le viene rivolto, andando in tal modo contro i fatti, i documenti, gli atti della Santa Sede ed i discorsi ufficiali dei Romani Pontefici, mosso in questo suo agire da uno spirito di irrazionalità che la induce al maldestro tentativo di manipolare dei dati oggettivi.

Non ritiene, a questo modo, di confermare lo spirito umorale, irrazionale e chiuso al ragionamento che io lamento nel mio scritto, anziché difendere, come invece lei presume, il Cammino Neocatecumenale, che con questi suoi interventi e con queste sue ostinate e mancate risposte, non fa altro invece che danneggiare nella sua immagine pubblica?"



«Però... Pensavo che le montagne rocciose fossero un po' piu rocciose... Stavo pensando la stessa cosa... nei film degli indiani avranno usato dei fondali.»
Lo Scemo numero due, palafreniere del Sommo Pasqualone, per non rispondere alla domanda di don Ariel, arditamente cambia nuovamente nome e, dopo aver dato ragione alle argomentazioni del suo alias precedente, riparte a vele spiegate con nuove ed entusiasmanti deduzioni (sì, dice proprio "siamo approvati!" Come avete fatto ad indovinare?)
Scemo numero due: "Il saggio sembra scritto da tripudio o da uno dei suoi cosiddetti osservatori. Stesso slang da odiatore... Per quanto mi riguarda lei potrebbe essere proprio tripudio...
parla di strafalcioni dottrinali, ma è assolutamente falso...
parla, così come il suo clone, degli “abusi” che ci sarebbero nella celebrazione secondo la prassi Neocatecumenale e qui entriamo nuovamente nel leggendario, in quanto non esistono. Sono solo leggende ...
E comunque per concludere, il tempo che ha perso a scrivere questo chilometrico articolo, zeppo di errori sul cammino... al posto suo l’avrei passato in confessionale o ad evangelizzare. Attraverso il Cammino ho conosciuto tantissimi santi sacerdoti... e vedere un bravo sacerdote come lei, perdere tempo a fare l’odiatore del cammino Neocatecumenale... è veramente triste."

4° sganassone
Don Ariel:

"Sulla base di ciò che scrive e per il modo in cui ella lo scrive, lei è paragonabile – è solo un esempio paradossale per rendere l’idea – ad una prostituta che batte il marciapiede sulla Via Casilina e che dinanzi ad una pattuglia della Polizia che si ferma dinanzi a lei e che domanda “ti stai prostituendo?” lei risponde “Ma siete pazzi? Come osate e come vi permettete, io sto recitando tutti e cinque i misteri del Santo Rosario. Vergognatevi, voi siete degli odiatori delle pie apostole del Santo Rosario!”»...

Mentre lei pontifica sul Santo Rosario sotto il lampione della Via Casilina, spiegando che il Cammino Neocatecumenale è la quintessenza della ortodossia liturgia e del rispetto della Santissima Eucaristia, io le lancio – a lei come ad Alberto al quale lei fa richiamo e che ha commentato prima di lei da sotto un altro lampione – una pubblica sfida che vi prego di raccogliere, vale a dire la seguente:

Fatemi convocare in vostra presenza dinanzi alla Congregazione per la Dottrina della Fede e poi dinanzi alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti formulando a mio carico l’accusa di diffusione di odio e di false notizie contro il Santissimo Cammino Neocatecumenale, a quel punto io risponderò a questo modo:

1. chiederò che sia montato un maxi schermo ed esigerò che siano visionate dall’inizio alla fine un totale di 14 ore e venti minuti di filmati nei quali sono state riprese, in giro per tutto il mondo, varie celebrazioni eucaristiche del Cammino Neocatecumenale nelle quali si compie ogni sorta di abominio sulla Santissima Eucaristia;

2. esibirò in copia originale le lettere e le relazioni dei vescovi e dei sacerdoti che quei filmati me li hanno forniti;

3. produrrò un totale di 41 ore e otto minuti di catechesi registrate fatte dai vari mega-catechisti in giro per la sola Italia, all’interno delle quali sono espresse, contenute e diffuse le peggiori eresie pneumatologiche, cristologiche, trinitarie ed ecclesiologiche, quindi esibirò in copia originale le lettere di chi, quelle registrazioni, me le ha fornite..."



«Come, hai affidato il gatto a Billy? Ha centinaia di uccelli rari lì dentro! – E allora che fastidio può dargli un gatto randagio di 13 kg?»
Il palafreniere scemo, ancor più intontito da quest'ultima gragnuola di colpi di don Ariel, è preso da un subitaneo, agghiacciante dubbio: don Ariel ha davvero una videoteca con tutti gli abusi del cammino? Ha davvero raccolto un dossier sul cammino con le testimonianze dei fior di sacerdoti che stanno intervenendo? Non sarà che sta stuzzicando un feroce cobra del deserto e che questa sarà la vera volta che i catechisti lo individuano e lo cacciano a suon di sonori calci nel didietro?
Per questo motivo, interviene ancora ma avvisa: me ne sto andando...ci ho da fare... ho  pentola sul fuoco... i bambini che strillano...
E lo fa alla neocatecumenal-way, melenso e remissivo, arretrando con il didietro incollato alla parete, la vista annebbiata dagli sganassoni, lanciando ancora qualche freccia sbilenca e spuntata, salutando con un mesto "la pace"... e ringraziando per la salutare lezione ricevuta.
Scemo numero due: "Lei sa benissimo che non denuncierei mai nessuno, figuriamoci un uomo di Dio. Io non mento ...ciò che succedeva prima degli statuti provvisori è stato corretto... tutte le comunità celebrano secondo le disposizioni della Santa Sede. ... le ripeto, gli abusi i sacrilegi ecc sono solo leggende messe in giro da chi ha in odio il Cammino... Piuttosto caro Padre Ariel, io penserei bene al suo servizio che rende al ministero sacerdotale, se passa gran parte del suo tempo col dito puntato..."
"...Comunque volevo invitarla a guardare nel blog osservatorio ...come può vedere, sono sottoposto a un linciaggio ... se creiamo divisione tra i cristiani, questi sono i frutti che raccogliamo e non siamo certo portatori di pace... La saluto e la ringrazio.
La pace"




«Andiamo ad Aspen! - Ma lí ci Aspennano!»
Dopo il ritiro dello scemo numero due, l'Ombroso sbatacchiato e maciullato, ecco entrare sul ring, fresco e pimpante, lo scemo Number One, il sommo Pasqualone.
Egli non ha capito nulla di ciò che è successo, probabilmente, occupato a leggere una dispensa di teologia "di basso livello", non ha seguito il dialogo o non ha capito, e comunque non presta ascolto al proprio umile palafreniere che lo supplica di cedere il passo, perché il rischio di prendere solo sganassoni e soprattutto la certezza di ledere al signore e padron Kiko e all'idolo Cammino consigliano di battere in ritirata.
Gli dice sprezzante: Guarda me e impara, pivello! Non per nulla sull'Osservatorio, nel quale sono una vera istituzione, mi hanno definito Sommo Pasqualone, non credi?
Ed ecco infatti il suo intervento smagliante, assolutamente innovativo merita d'essere riportato per intero, infatti usa un argomento inedito (quale? Ma il "siamo approvati" naturalmente!)
Scemo numero uno: "L’intenzione di questo don Ariel è chiara, vuole solo provocare e guadagnare visibilità. Del resto è la stessa cosa che tutti quelli come lui hanno fatto e vogliono fare, quindi cari appartenenti al Cammino, perchè ci cascate sempre? Quanto scrive Don Ariel è di una banalità sconcertante e anche il più sprovveduto, degli appartenenti al Cammino, saprebbe confutare, quelle che sono le solite scemenze. Perché perdete il vostro tempo con costoro? Vogliono solo visibilità per vendere qualche libro. A noi cosa interessa di cosa pensa Don Ariel? La Chiesa ci ha approvato? Il Papa ci sostiene? Non perdete il vostro tempo appresso a queste stupidaggini.Buona giornata."

5° sganassone
Don Ariel:

"...io dirigo una rivista che nel corso degli ultimi tre anni ha superato i trenta milioni di visite. ... crede forse che questo scritto pubblicato oggi abbia data alla nostra rivista una visibilità … retroattiva?...
Banale è il vostro falso profeta e cattivo maestro Kiko Arguello che afferma pubblicamente di compiere esorcismi e di comandare ai Dèmoni...
Potrei invece sapere, al laico Kiko, chi ha dato questo mandato, visto che i preti stessi, senza espressa autorizzazione del vescovo, non possono esercitare il ministero di esorcista...
Io direi scemenze: lei pensa, dinanzi ad una platea di 100 persone, di poter reggere e sostenere con me, non dico uno discorso teologico, ma un discorso seriamente improntato sul Catechismo della Chiesa Cattolica, rispondendo con piena conoscenza e cognizione ad ogni quesito? Se è in grado di farlo, mi dica presso quale pubblica sala possiamo trovarci dinanzi ad un pubblico di ascoltatori...
Le è chiaro, che questo “scemo” di don Ariel, ...ha ricevuto, per Sacramento di grazia il triplice munus: docendi, gubernandi, santificandi che nessuno ha mai invece conferito ai laici confusionari Kiko e Carmen? E lei mi chiama diffusore di “scemenze” al quale non prestare ascolto?
Segue quindi la sua filastrocca: la Chiesa ci ha approvato … il Papa ci sostiene …
Benedetto XVI e Francesco I vi sostengono al punto tale che, ad ogni discorso ufficiale, vi hanno fatto ripetuti e severi richiami, che se lei sapesse leggere, potrebbe trovare tutti quanti pubblicati negli atti ufficiali della Santa Sede? Perché nel mio scritto, io riporto i fatti e gli atti ufficiali.
Negare l’evidenza dei fatti è tipico dei settari appartenenti alle psico-sétte. E adesso mi dica, chi dei due, lei od io, è uno stupido che dice scemenze?
La ringrazio comunque ed in ogni caso, lei ha data pubblica conferma del modo in cui, i kikiani messianici ed eletti tra gli eletti, sono abitualmente soliti trattare i sacerdoti.
Mentes tuórum vísita [visita le nostre menti] … Accénde lumen sensibus [sii tu la luce dell’intelletto]".



«Questo non è il mio vero lavoro. - E cosa fa? - Io e il mio amico Henry vogliamo aprire un negozio di animali e si chiamerà "Io ho i vermi". Vogliamo mettere su un allevamento di vermi»
Il Sommo Pasqualone, lo scemo primigenio, non si arrende e ripete la filastrocca delle approvazioni dei papi. Noi che lo conosciamo, sappiamo che può continuare così all'infinito... senza dimostrare un seppur minimo cedimento alla ragione. Siamo approvati... Giovanni Paolo II... Benedetto XVI... il carisma... l'evangelizzazione... ah, l'ho gia detto "siamo approvati"?


6° sganassone
Don Ariel:

"Mostrandosi privo di senso critico e analitico, lei prende dei testi e ne trae come citazione solo ed esclusivamente dei passi positivi estrapolati dal loro intero contesto, facendo così dire, in questo caso ai documenti dei Pontefici, ciò che essi non dicono.
Chiunque può quindi prendere i documenti citati nel mio testo, leggerli dall’inizio alla fine e comprendere quanto severi siano stati invece i richiami fatti da questi Sommi Pontefici al Cammino Neocatecumenale sul piano liturgico, ecclesiologico, pastorale e missionario.
L’operazione che lei ha appena compiuto gliela spiego con un brano del Vangelo del Beato Apostolo Giovanni. In pratica lei prende il brano del Vangelo giovanneo in cui si narra il tentativo di lapidazione della prostituta [cf. Gv 7,53-8,11] e lo cita a questo modo:
[disse allora Gesù] «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno” ».
A questo punto, noi possiamo tranquillamente affermare e sostenere:
1. Gesù Cristo, ha forse condannata la prostituta? Niente affatto, quindi non aveva nulla contro le prostitute ;
2. Gesù Cristo, era forse contrario alla prostituzione? Beh, da come si è comportato no, dice chiaramente alla prostituta che non la condanna ;

Allora, perché non riaprire le case chiuse e non dare una regolamentazione legale alla prostituzione?
Si potrebbe dire e sostenere questo e altro, su quella pagina del Vangelo, semplicemente omettendo la sola parte finale, che però, dopo il «Neanch’io ti condanno», conclude il discorso dicendo: «[…] va’ e d’ora in poi non peccare più».

Citando questo brano a pezzi ed omettendo la parte finale, che implica il pentimento della donna, il perdono di Gesù Cristo e soprattutto il monito a convertirsi ed a non peccare più, si fa dire al Vangelo, in questo come in tanti altri casi, quello che il Vangelo non dice affatto.

E questa si chiama manipolazione e falsificazione della realtà, basta solo leggere per intero i testi integrali dei discorsi ufficiali, da me riportati, da Giovanni Paolo II sino a Francesco I, nei quali i Sommi Pontefici fanno garbatamente ai Neocatecumenali il pelo ed il contropelo, tutti, ed in più occasioni".



«Sto pensando a un numero dall'uno al tre, chi lo indovina diventa re del carro!- Uno!- No!- Tre!- No!- Mi arrendo, che numero era???” 
Mentre il suo palafreniere sta pensando di buttarsi giù direttamente dalla torre o di fare il harakiri, il Sommo Pasqualone interviene ancora dando, dall'alto della sua bassezza, quelle che ritiene intelligenti indicazioni (tutte riassumentesi in un generico "siamo approvati").
Noi sappiamo che può continuare così all'infinito, per eoni ed eoni...forse anche don Ariel sta cominciando ad intuirlo?

7° sganassone
Don Ariel (continua a picchiare, ma sembra ormai impietosito dal caso umano):

 "Io che senza calcolatrice non so fare neppure le divisioni fossi invitato ad un convegno di matematici, mi metterei in un angolo ad ascoltare in religioso silenzio, cercando di capire qualche cosa, ed alla fine non capirei niente, perché sono privo di nozioni matematiche...
perché lei invece, che come me non sa fare le divisioni, si mette a discutere con i matematici?
Forse perché lo Spirito Santo le ha dato in tal senso doni del tutto speciali?
Vede, se lei si affidasse alla mia direzione spirituale, anziché a quella di certi mega-catechisti laici, potrebbe essere aiutato ... lei ha solo bisogno di essere aiutato, da un sacerdote maturo, a sviluppare libero ragionamento e senso critico."



«Sono solo un essere umano, Harry, tutti possono sbagliare. Eddai, ci siamo solo allontanati un pochino..."Un pochino? Abbiamo percorso una distanza pari ad un sesto del paese... nella direzione sbagliata!"»
Si avvia verso la conclusione la rassegna dell'avventura di scemo + scemo, all'evangelizzazione Neocatecumenale degli abitanti dell'isola di Patmos, seguendo le indicazioni del sommo padron Kiko, cioè senza bisaccia, calzari ma soprattutto senza cervello (ma per fortuna però con vari cambi di mutande, perché più volte ne hanno avuto bisogno).
Non possiamo però tacere dello sganassone degli sganassoni provocato dallo scemo numero due -improvvisamente resuscitato e desideroso di mettersi in buona luce (naturalmente dopo aver cambiato un'ennesima volta nome)- che accusa don Ariel di "essere volgare".




8° sganassone
Don Ariel:

"Se vuole invece la informo io a dovere: correva esattamente l’anno 1985 quando a Roma vi fu un incontro tra i responsabili e fondatori dei vari Movimenti, tra cui Kiko e Carmen. Tra i presenti anche quella delicatissima e amabile Signora di Chiara Lubich e quell’indubbio sant’uomo del Padre Luigi Giussani.
E fu proprio il fondatore di Comunione e Liberazione che, dopo aver visto ripetutamente impallidire Chiara Lubich, richiamò la diva Carmen Hernandez ad un linguaggio più consono, perché in pubblico, del tutto incurante della presenza di uomini e donne, di sacerdoti e di un vescovo, animandosi nel discorso prese a dire «cazzo, cazzo!» ogni quattro o cinque parole.
Io non ero presente, però erano presenti ben quattro sacerdoti che oggi sono rispettivamente: due arcivescovi emeriti, uno dei quali cardinale, un vescovo diocesano tutt’oggi in carica, ed un’altro sacerdote che attualmente è arcivescovo segretario di un dicastero della Santa Sede.
E tutti sono sani, vegeti e pronti all’occorrenza a confermare come testimoni oculari quel che ho appena detto.
Pertanto, in risposta al suo autentico eccesso di pudore, posso assicurarle che, se allo scoccare dei cinque anni dalla morte, troverete un vescovo diocesano disposto ad aprire la prima fase del processo diocesano per la beatificazione della diva Carmen, molto ragionevolmente, con le debite prove e testimonianze, la proporremmo come la «Beata del cazzo!»".



«Ti sei beccato l’elettroshock e una parziale lobotomia. Sei un genio! Nessun altro ci sarebbe riuscito…»

Don Ariel
(togliendosi i guantoni ed appendendoli al chiodo):

"...Mi creda, la peggiore amarezza di un pastore in cura d’anime, ma proprio la peggiore in assoluto, è quella di perdere tempo, come ho fatto io, con soggetti che come lei si dicono cattolici, ma che rifiutano di capire, non vogliono capire e stravolgono in modo polemico tutto ciò che di dottrinalmente ragionevole gli dici.
E dinanzi a questa gente, sia chiaro, non ha fallito né la Chiesa né i sacerdoti come me, hanno clamorosamente fallito Kiko e Carmen dando vita, alla prova dei fatti, ad un mostro, quindi a dei settari che rifiutano di capire, che non vogliono capire e che stravolgono in modo polemico tutto ciò che di dottrinalmente ragionevole gli dici.
Il Signore la benedica e l’assista nel cammino verso la vera fede battesimale."

Parole sante, quelle di Don Ariel...parole di un pastore!
Ma dove sono i nostri amici? Non si saranno mica distratti? Staranno ascoltando? A cosa staranno pensando?




« Ehi guarda Pasquale: gnocche a ore 12! - Mancano 3 ore, Shadyx, non potrei guardarle subito?»

* L'intera sequenza di commenti nella loro forma integrale, a corredo del basilare studio del sac. Don Ariel Levi di Gualdo "C'erano una volta Eucaristia e sacerdozio cattolico. Poi vennero Kiko Argüello e Carmen Hernandez, fondatori del Cammino Neocatecumenale e l'eresia si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi", può essere letta sul sito dell'Isola di Patmos.

(da un'idea di Lettore napoletano) 

domenica 7 aprile 2019

Sacerdoti di fronte all'arroganza del Cammino

Sacerdote cattolico spiega perché ha
espulso i neocecumenali dalla parrocchia
Segnaliamo qui alcuni interessanti commenti al saggio sul Cammino Neocatecumenale di don Ariel (del quale consigliamo caldamente la lettura, specialmente a parroci e vescovi), scritti da diversi sacerdoti.

Iniziamo con questa testimonianza di don Angelo:
...giungendo nella parrocchia che all’epoca mi fu affidata dal vescovo, per prima cosa, dopo un mese, misi alla porta i sette gruppi di neocatecumenali che in essa la facevano da padroni.

E si presti attenzione: non mi svuotarono per nulla la parrocchia, ma anzi, andandosene loro, tornarono tutti i parrocchiani che per causa loro erano andati via, e la chiesa fu molto più popolata di prima.
Ho conosciuto e sperimentato a fondo, in tutti i peggiori risvolti, la mancanza di rispetto di certi catechisti laici verso i sacerdoti, questo modo di esprimersi e aggredire non costituisce la classica mina vagante isolata, ma purtroppo è in pratica la prassi verso chiunque li contraddica, parroci inclusi.
Consideriamo anche la testimonianza di don Ciro, che fa presente che se un kikos vuol dare del "coglione" a qualcuno, gli conviene farlo solo via internet:
…anche a me, negli anni in cui ero parroco in una parrocchia del Vomero (Napoli) un neocatecumenale mi dette del “coglione” davanti ai ragazzi del catechismo in preparazione alla cresima, è passato del tempo ma credo si stia sempre curando le ferite. Me lo tolse di sotto mano il diacono permanente, mentre tutti i ragazzini facevano il tifo per il parroco dicendo “dagli, dagli!”.

(...)

… allora diciamola tutta: eravamo nel 2002 e quella domenica di Pentecoste feci un’omelia sui doni dello Spirito Santo.
Senza riferimento a nessuno, tanto meno ai neocat.

Un catechista, che aveva sproloquiato in precedenza in varie catechesi sullo Spirito Santo (ma io questo non lo sapevo e non potevo saperlo), si sentì, come dire, “criticato” dinanzi ai suoi catechizzandi, e per essere precisi esordì così (le decine di persone che erano presenti lo ricordano sempre) :

«Ma smettila, buffone!». E rivolto ai suoi disse: «Andiamo via perché non dovete sentire queste cazzate, perché questo, in dieci minuti, rovina quel che io ho fatto con voi in mesi di catechesi».

Le persone rimasero allibite.

Sono un cosiddetto povero dottore in diritto canonico e posso dire che sia per la legge canonica sia per la legge penale italiana, interrompere a questo modo una azione di culto riconosciuta dallo Stato che si svolge all’interno di un luogo di culto riconosciuto, è un reato penalmente perseguibile, ieri come oggi, perché il codice di diritto penale è rimasto sempre lo stesso, ed il codice di diritto canonico, pure.
Don Giuseppe spiega perché il Cammino non attecchisce a Milano:
...Posso dire, comunque, che la nostra di Milano è una diocesi un po’ particolare, perché ha un rito proprio (l’ambrosiano) di cui in genere, tutti i preti, dai così detti conservatori ai progressisti, sono piuttosto gelosi. E questo è stato un problema non indifferente, con il Cammino, che di fatto rivendica l’uso di un … “rito proprio”.
La nostra diocesi conta oltre 1.100 parrocchie per un numero di fedeli superiore a 5 milioni e, se non vado errando, nella città di Milano, le parrocchie in cui è presente il Cammino Neocatecumenale, sono 3 o 4. Questo già lascia capire tutto: di fatto, questo movimento, da noi è inesistente. Più tentativi nel tempo sono stati fatti e con più parroci, questa la mia esperienza diretta: quando si presentarono al parroco della mia parrocchia di residenza dei “catechisti itineranti”, il parroco rispose che noi non eravamo terra di missione e che la nostra diocesi ha inviato missionari per il mondo sin dall’epoca di san Carlo Borromeo e che tutt’oggi ha un considerevole numero di propri sacerdoti in varie terre di missione.

Cambiarono registro e, dopo alcuni mesi, si ripresentarono, e lo fecero in altro modo. Fu allora che il parroco chiese a me di vederci chiaro e a fondo, anzitutto da un punto di vista canonico. Per prima cosa, domandi di poter visionare i loro statuti ma soprattutto i testi del catechismo approvato. Per tutta risposta mi presentarono il decreto del Pontificio consiglio per i laici che nel 2012 approvava gli statuti. Ribadii che non volevo visionare un decreto, reperibile all’istante sul sito della Santa Sede, ma i testi dei loro statuti e soprattutto quelli del catechismo adottato e approvato dalla Santa Sede. Tergiversarono in vario modo, ribadendo (come ho letto in vari interventi in questa pagina di discussione), che loro erano stati approvati ed erano stati promossi dalla chiesa e dai papi. Però, questi statuti e soprattutto i testi del catechismo approvato, non saltarono mai fuori, e mai furono esibiti.
Posso testimoniare che sono stati fatti vari altri tentativi analoghi con diverse altre parrocchie di Milano, e diversi altri parroci si sono rivolti a me, sapendo che mi sono occupato a più riprese in passato dei vari aspetti giuridici dei movimenti laicali. Tutti i parroci avvicinati hanno chiesto gli statuti e soprattutto i testi del catechismo approvato, tutti hanno ricevuto le stesse risposte, e a nessuno sono stati dati.

Posso solo concludere dicendo che chiunque venga da me e mi domandi di esibirgli il codice di diritto canonico, io prendo il codice e glielo esibisco, e, se qualcuno mi dice che vuole leggerlo, o gli dico dove può acquistarlo, oppure, in modo gentile, glielo offro in prestito, dicendogli di avere cura di restituirmelo quando lo avrà letto.

Dunque questi statuti ma soprattutto i testi approvati del catechismo, dove sono reperibili? A me non interessa leggerli, e non credo che interessasse nemmeno ai diversi parroci di cui dicevo sopra, ma se un movimento laicale domanda di poter entrare in una parrocchia e di poter usufruire per le proprie attività di una parrocchia, bisogna vagliare di che movimento si tratta, come è strutturato e organizzato, quali sono le sue finalità scritte nero su bianco e soprattutto, avendo un catechismo approvato, quale genere di linea catechetica segue. Questo infatti non lo dice e non lo spiega un decreto di approvazione del Pontificio consiglio per i laici, che tra l’altro non indica affatto: “Sono approvati, prendeteli a scatola chiusa!”. O no? Altrimenti, basterebbe prendere il decreto di approvazione di una legge e dare esecuzione a quella legge senza però conoscere il testo della legge, ma solo il suo decreto di approvazione.
Un'altra testimonianza da un anziano sacerdote:
All’epoca che ero parroco di una parrocchia di Roma richiamai i neocatecumenali (che ivi trovai già insediati da anni) al rispetto di varie regole, a partire da quelle liturgiche, ma soprattutto chiarii che se volevano delle catechesi su temi specifici di loro scelta, le avremmo fatte io e gli altri tre vicari parrocchiali, dopodiché i loro catechisti avrebbero potuto parlare e istruirli al cammino.

Il capo dei catechisti mi aggredì letteralmente, e in pubblico mi accusò di non avere rispetto del laicato nella Chiesa, e mi sbeffeggiò davanti a tutti. Alla fine disse testuali parole che testualmente riporto: “tu del concilio non c’hai capito un cazzo, studialo!”.

Chiariamo: all’epoca avevo 68 anni ed avevo insegnato per 30 anni ecclesiologia e per anni fui tra i formatori al Seminario Maggiore Romano. Parole sante Ariel quando tu nel tuo ottimo lavoro parli dei … rispettabilissimi muratori scesi dalle impalcature ripieni di Spirito Santo che lanciano strali e danno lezioni al mondo intero.

Praticamente a me è accaduto che, un inserviente dell’ospedale, davanti a tutti, aveva detto al chirurgo di imparare cosa fosse la chirurgia.
Riportiamo qui anche una testimonianza di don Ariel riguardo alla presunta "multinazionale satanica" di odiatori del Cammino, rispondendo ad un kikos:
…i mega-catechisti che, come possono testimoniare autentici eserciti di persone, durante incontri pubblici hanno pubblicamente indagato e invaso le coscienze sino a chiedere ripetutamente a mariti od a mogli se avessero mai commesso adulterio, od a giovani se si fossero mai masturbati.

O non le è forse noto che ad un certo punto, i dirigenti del Cammino, fecero correre voce tra i mega-catechisti che dovevano evitare di domandare a seminaristi ed a preti che si erano messi in cammino, se facevano ricorso alla masturbazione? I seminaristi ed i preti che si sono sentiti rivolgere in pubblico queste domande dai mega-catechisti, fanno anch’essi parte della multinazionale satanica dei falsi testimoni?

Intende forse affermare che anche tutto questo è un “idioletto” e che tutti questi testimoni, molti dei quali tutt’oggi sconvolti anche a distanza di anni per quelle aggressive invasioni delle loro più profonde coscienze, costituiscono tutti quanti la satanica multinazionale dei falsi testimoni che in giro per tutto il mondo si sono messi d’accordo per screditare il Cammino Neocatecumenale?

Pertanto lei ha dato prova di commentare, bordando pesanti accuse di superficialità a me, quello che lei non ha neppure letto. Ma d’altronde è comprensibile il motivo, la sua penna è stata mossa dallo Spirito Santo, che la esonera dal leggere, dall’analizzare e dall’uso stesso del buon senso comune. E la mancanza di questo buon senso, porta di triste necessità, il settario, a non rispondere mai nel merito delle questioni. Allora le faccio una sola, unica e semplice domanda:
Se la sente di smentire numerosi testimoni, inclusi ex seminaristi e sacerdoti che si erano avvicinati al Cammino, i quali hanno riferito di essersi sentiti chiedere in pubblico dai mega-catechisti se avevano mai commesso adulterio o se facevano ricorso alla masturbazione? Quindi se la sente di replicare a tutti loro che sono solo dei bugiardi che rendono false testimonianze per screditare il più grande dono fatto dallo Spirito Santo alla Chiesa, ossia il Cammino Neocatecumenale?
Come vede, rispondere a questa domanda, non è poi così difficile, basta replicare: tutti costoro, mariti, mogli, ex seminaristi e sacerdoti, sono dei falsi bugiardi che mentono.

Ci vuole poi così tanto?

sabato 6 aprile 2019

Parte la grancassa neocatecumenalizia: il cavalier servente neocat Cernuzio lancia in resta va alla pugna!

La Santa Sede lo ha
riconosciuto colpevole
C'era ovviamente da aspettarselo: gli organi di stampa filo-neocatecumenali, come Vatican Insider, nel quale occupa una scrivania il fratello di comunità Cernuzio, sono già partiti con la pubblicazione di articoli che oserei definire, mi si passi il termine, "gommosi" o "appiccicosi". Il Vescovo pedofilo neocatecumenale di Guam è stato condannato, privato degli uffici di Vescovo, esiliato per sempre dalla sua isola e dalla vita pubblica.
Finalmente giustizia è fatta e un criminale della fede e abusatore seriale riceve la giusta pena, che ricorda tanto la parola degli Atti degli Apostoli 1,17:
«Egli era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. Infatti sta scritto nel libro dei Salmi:
La sua dimora diventi deserta,
e nessuno vi abiti,

il suo incarico lo prenda un altro.»
Cosa fa il fratello di comunità neocatecumenale invece? nega, ovviamente. E se non nega perché l'evidenza della realtà lo soverchia, mette in dubbio, perché se ammettesse anche per un solo istante che Kiko possa aver non solo sbagliato, ma probabilmente protetto un delinquente, tutto il castello di carte di logica kikiana che si è costruito in anni di indottrinamento salterebbe in aria.

Perciò il neocatezombie deve per forza di cose dubitare della giustezza della condanna, deve inventare complotti, pressioni di fantomatici gruppi di potere, e nel caso del Cernuzio lo fa sottotraccia, con abilità giornalistica, ovvero usando le parole dell'ex-Vescovo Apuron, senza mai esporsi direttamente (se non in qualche lievissima sfumatura). Non una parola di riprovazione (ma la pedofilia non è riprovevole ai cari kikos?), non un afflato nei confronti delle vittime, la cui veridicità il Tribunale Apostolico ha confermato esaminando le prove per quasi tre anni, in due gradi di giudizio.

A fratel Tony Apuron è stata data ogni possibilità di difendersi e presentare nuove prove che lo scagionassero, ma il Tribunale le ha rigettate dopo un ulteriore anno di studio.

Il neokiko Cernuzio riporta i fatti ma sorvola sulle conseguenze dei fatti stessi: se il Tribunale ha rigettato le prove di appello, cosa se ne deve concludere se non che Apuron è un bugiardo e un pedofilo? Ma Cernuzio sembra poco interessato e pende tutto decisamente dalla parte del povero perseguitato, dando voce esclusivamente a Apuron stesso.

Esordisce il Cernuzio (grassetto suo):
«Una singolare sentenza della Congregazione per la Dottrina della Fede conclude il “caso Guam”, oggetto da anni di polemiche e tensioni »
Cosa c'è di "singolare" fratello Salvatore? "Singolare" è sinonimo di "inusuale", "irrituale". Il giornalista neocat insinua che "il caso Guam" abbia seguito qualche strano percorso, suggerisce che la condanna abbia qualcosa di torbido.
Più inusuale il fatto che, in presenza di una condanna di seconda istanza dell’ex Sant’Uffizio, non si sia proceduto alla dimissione dallo stato clericale, il cosiddetto “spretamento”, massima pena per un chierico macchiatosi di abusi. Ma anche questo non è una novità, secondo Gisotti: «Non ogni caso di abuso comporta la dimissione dallo stato clericale», ha detto, ricordando come valga il principio della «proporzionalità» della pena al reato commesso.
Qui il Cernuzio alla carica sottolinea che don Apuron non è stato (purtroppo) dimesso dallo stato clericale, almeno per adesso, e riporta le parole del direttore della Sala Stampa della Santa Sede Gisotti per lasciarci intendere che se non gli hanno tolto anche la dignità sacerdotale i suoi crimini non sono poi così gravi. Vale il principio della "proporzionalità della pena"? Quindi il reato non era sufficientemente grave da togliergli anche il ministero sacerdotale (ndr: la Chiesa non può togliere il Sacramento dell'Ordine se esso è stato amministrato validamente, può tuttavia - come accade a volte - impedire a un prete di svolgere il suo ministero. Apuron è stato privato dell'ufficio di Vescovo ma gli è stato concesso di mantenere lo stato di chierico).

Il prosieguo è ancora più assurdo, perché tutto il patetico articolo è sfacciatamente pro-Apuron e riporta solo le sue panzane: il complotto dei cinesi, false vittime pagate per mentire, gruppi di potere e così via delirando.

Cernuzio non spende nemmeno una parola per le vittime, non ne riporta neanche i nomi, ma spende parole per avallare le bugie del narcisista pedofilo, ancora sostenendo per esempio che è stato Apuron stesso ad autosospendersi (frottola smentita dai fatti), e contemporaneamente evita di nominare mai il Cammino.

Caro Cernuzio, dì la verità: hai pregato anche tu per la persecuzione del povero pedofilo?








venerdì 5 aprile 2019

La Santa Sede conferma la condanna del vescovo pedofilo neocatecumenale

Dalla Sala Stampa Vaticana:
Come già annunciato lo scorso 16 marzo 2018, il Tribunale Apostolico della Congregazione per la Dottrina della Fede ha concluso in Prima Istanza il processo penale giudiziale a carico del S.E. Mons. Anthony Sablan Apuron, O.F.M. Cap. (Agaña, Guam). Come è stato rilevato allora, la sentenza era soggetta ad eventuale appello, che infatti è stato interposto. Il Tribunale di Seconda Istanza in data 7 febbraio 2019 ha confermato la sentenza di Prima Istanza, dichiarando l’imputato colpevole di delitti contro il Sesto Comandamento con minori. Le pene imposte sono le seguenti: la privazione dell’ufficio; il divieto perpetuo di dimorare anche temporaneamente nell’Arcidiocesi di Agaña; il divieto perpetuo di usare le insegne proprie dell’ufficio di Vescovo. Questa decisione rappresenta la conclusione definitiva del caso. Non è possibile ulteriore appello.
Nostre note a margine:
  • lo abbiamo definito "pedofilo" perché ha abusato di chierichetti anche di 9-10 anni di età. Inoltre ha commesso abusi fin da quando era seminarista diciannovenne presso i frati cappuccini, e anche dopo che divenne vescovo di Guam nel 1986 (quando tentò di stuprare nei locali di curia perfino suo nipote).
  • Lo qualifichiamo "neocatecumenale" perché sta facendo il Cammino - nella sua comunità lo chiamano fratel Tony - e già in passato era stato notato per eccesso di neocatecumenalismo.
  • Kiko Argüello, il 1° agosto 2016, invitava i kikos di Guam a pregare per il povero Apuron «e per tutta la persecuzione» (cioè per il processo a carico di Apuron). Vedere video su youtube.

giovedì 4 aprile 2019

"L'impresario delle vocazioni"

 E' impressionante notare come, dopo 24 anni dalla GMG di Częstochowa in Polonia, le cose non siano affatto cambiate e, ancora più impressionante, è il fatto che il Papa, i Cardinali e tutta la gerarchia ecclesiastica, appoggino ancora Kiko e tutti i seguaci nonostante tutte le varie testimonianze che confermino che il cammino sia solo una setta che arrechi, anche, danni notevoli! Quello seguente, è il capitolo "Il Pellegrinaggio"  del libro che scrissi, ma che tanto disappunto portò giacché era la voce di uno fuori dal coro....24 anni sono passati  da quel pellegrinaggio...sembra lo scritto di un panamense!!!! [...] 

Uno degli inutili diplomi di Kiko l'impresario

 Era quello l’anno della Giornata Mondiale Della Gioventù che si sarebbe svolta in Polonia e più precisamente a Częstochowa. 
   Le Comunità della parrocchia, quali realtà ecclesiali, vi parteciparono e anch’io, benchè molto indeciso se prendervi parte con quelle d’origine, o con quelle della mia città acquisita, optai per l’ultima scelta.
   Il Pellegrinaggio vedeva un programma molto ricco. 
   Era anche previsto un incontro con l’Icona, (Kiko), cioè un’opportunità da non lasciarsi scappare, secondo i Frangisti convinti,  (i Los Kikos), ma a me, onestamente, non importava più di tanto ed eccitava molto di più l’idea della visita al simbolo della Shoa! […]  Polonia è anche sinonimo di olocausto ed essere lì significava tappa obbligata ad Auschwitz, simbolo tristemente noto di quel sacrificio.  
   Vedere quei luoghi sui libri di storia, fa senz’altro effetto, ma trovarsi di persona in quel cimitero in cui morirono milioni di persone, faceva accapponare la pelle! 
   Al termine della visione del campo, i CATECHISTI con la C maiuscola, nati dalla 1^Frangia creata direttamente dall’icona da scimmiottare, fecero una catechesi trasformando quella plaga che fu pregna di sofferenza, in una grazie alla quale le milioni di vittime avevano trovato la salvezza... sarà anche vero, però... lo vadano a raccontare ai sopravvissuti!... 
   ... miracoli della predicazione! 
[…]    Il giorno del mio ventiseiesimo compleanno eravamo a Częstochowa in attesa del Santo Padre. 
   Tutte le strade erano sovraffollate da un esercito pacifico di giovani provenienti da ogni parte d’Europa e del resto del mondo. […]   Il programma della giornata prevedeva l’incontro col Santo Padre, e fortunati furono coloro i quali si avvicinarono tanto da riuscire anche solo a scorgere il palco allestito per l’occasione. 
   Comunque, anche noi salutammo il Suo arrivo e considerato l’incredibile numero dei presenti, averlo visto, pur se per pochi secondi a bordo della Papa-Mobile, era già da considerarsi un privilegio. […]  Penso che molti dei Catecumeni presenti a quel pellegrinaggio fossero lì non tanto per il Papa quanto per l’incontro con l’ICONA!

   Il giorno dopo, infatti, era previsto il tanto atteso appuntamento in uno stadio che ben presto si riempì fino all’inverosimile di ragazzi di ogni dove. 
   Un silenzio rispettoso accolse l’immagine della Vergine Nera che, portata in processione, raggiunse un palco enorme, che mi domandavo perchè fosse di quelle dimensioni.
  Gli accoliti pertinaci fanno loro le parole di San Paolo, il quale afferma che alla conversione si giunge grazie alla stoltezza della predicazione... e anche stavolta, l’iniziatore del Cammino annunciò il Kerigma. 
    I commenti furono, manco a dirlo, entusiasti e spaziavano dal semplice davvero bello, al più infervorato stupendo perchè secondo il pensiero comune, la predicazione è sempre nuova, pur essendo sempre la stessa, poichè sempre diversa è la propria storia, ma onestamente la cosa non mi aveva colpito un granché. 
   Al termine il momento forse più atteso... la chiamata vocazionale. 
   Col suo accento spagnoleggiante, Kiko iniziò:
   “Se c’è qualcuno che se sente chiamato dal Signore per e-seguirlo, in seminario, in clausura, o dove Lui vorrà, se alzi”. 
   Prima decine, poi centinaia ed infine un fiume di ragazzi e ragazze, si recarono sul palco che a stento li conteneva tutti... ora capivo il perchè di quell’enormità... 
   ... tempo dopo alla sala Nervi di Roma, lo stesso Pontefice Giovanni Paolo II, avrebbe ribattezzato scherzosamente Kiko, “L’impresario delle vocazioni!”.


mercoledì 3 aprile 2019

Palermo: disposizioni dell'arcivescovo sul Triduo Pasquale

Arcidiocesi
di PALERMO



CORRADO LOREFICE

per grazia di Dio e per mandato della Sede Apostolica
Arcivescovo Metropolita di Palermo



DISPOSIZIONI SUL TRIDUO PASQUALE

Ai Presbiteri, ai Diaconi, agli Istituti di Vita Consacrata,
ai Gruppi, Associazioni, Movimenti, Cammini, Confraternite
e a tutti i Fedeli Laici

La Costituzione Sacrosantum Concilium del Concilio Vaticano II ricorda che le celebrazioni liturgiche presiedute dal Vescovo, e in suo nome, dal Parroco, devono avere la più grande importanza (Cfr. nn. 41-42), sapendo che in esse si manifesta la Chiesa come popolo della Nuova Alleanza. Infatti, la Parrocchia è una comunità di fedeli costituiti nella Chiesa particolare sotto l’autorità del Vescovo, che la affida a un Presbitero, quale suo proprio pastore (Cfr. CIC, can. 515 §1).

Vertice dell’anno liturgico è il Triduo della passione e della risurrezione del Signore. «L’opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio è stata compiuta da Cristo specialmente per mezzo del Mistero Pasquale, col quale morendo ha distrutto la nostra morte e risorgendo ci ha ridonato la vita» (Norme generali dell’anno liturgico e del calendario, n. 18).

Occorre, pertanto, dare risalto all’unitarietà del Triduo Pasquale, celebrato nella comunità parrocchiale, come centro dell’esperienza della fede e della visibilità della comunione ecclesiale, nel rispetto delle norme indicate dalla Congregazione per il Culto Divino nella Lettera circolare sulla preparazione e celebrazione delle feste pasquali, Paschalis solemnitatis del 16 gennaio 1988 e in comunione con le Chiese che hanno emanato analoghe disposizioni.

Al fine di evitare nello stesso territorio parrocchiale la moltiplicazione delle celebrazioni del Triduo Sacro per singoli Gruppi, Movimenti, Associazioni, Cammini, Confraternite, Istituti Religiosi, ho ritenuto opportuno stabilire quanto segue:

1. La celebrazione del Triduo Pasquale avvenga di norma nelle chiese parrocchiali. In quelle non parrocchiali – ad eccezione delle chiese conventuali o monastiche, degli ospedali e delle carceri – essa sia limitata ai soli casi di vera necessità pastorale, da sottoporre comunque al giudizio del Vescovo o del Vicario generale per la relativa autorizzazione.

2. Il Sacro Triduo va celebrato con decoro e nella sua interezza – dall’Eucaristia vespertina della Cena del Signore alla Domenica di Risurrezione – per garantire la visione unitaria del mistero della passione, morte e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Pertanto, qualora ciò non fosse possibile, si eviti di celebrare solo una sua parte.
Non è altresì ammissibile la doppia celebrazione del Triduo Pasquale, o di parte di esso, all’interno della stessa comunità parrocchiale.
3. Le celebrazioni del Triduo Pasquale avvengano dovunque secondo il vigente Rito Romano e secondo i libri liturgici approvati.
Esse, specialmente la Santa Veglia, non siano riservate a gruppi particolari e, pertanto, nessuna assemblea sia “chiusa”. 
L‘Eucarestia, infatti, per l’azione dello Spirito ci conforma e ci assimila a Cristo unendoci in un solo corpo e in un solo spirito (Cfr. Preghiera Eucaristica III).
L’uso del rito della lavanda dei piedi, nelle comunità del Cammino Neocatecumenale, non è da riprovare se avviene in contesto diverso da quello del Giovedì Santo, purché mantenga il suo significato penitenziale da viversi nel tempo quaresimale.
La Vergine Maria conduca con materno amore la nostra amata Chiesa palermitana in questo cammino quaresimale perché possa essere trasfigurata dalla celebrazione della Pasqua del Signore per una rinnovata testimonianza del Vangelo alle donne e agli uomini del nostro tempo.

Palermo, dalla Sede Arcivescovile, 25 marzo 2019

Solennità dell’Annunciazione del Signore.

Prot. N. 030/19



lunedì 1 aprile 2019

Vendette neocat contro due vere vocazioni al sacerdozio

Ci permettiamo di riproporre qui una testimonianza di due sacerdoti perché offre parecchi ottimi spunti di riflessione sulla realtà del Cammino Neocatecumenale e dei seminari Redemptoris Mater.



Siamo due sacerdoti diocesani, se omettiamo il nome non è per fare i “leoni anonimi”, ma perché entrare in polemica non servirebbe a niente, se non a rinvangare vecchi e lancinanti dolori che coinvolgono molte altre persone e istituzioni.

Entrammo entrambi nel seminario Redemptoris Mater dopo un percorso nel Cammino cominciato a 11 e 13 anni. Veniamo al sodo: quella del sesso e della sessualità, cui tu fai riferimento in questa risposta a Alberto, è una vera e propria ossessione.
Confermiamo ciò che tu hai risposto a questo classico neocat, ma da lui, come da altri, non aspettarti mai, risposte nel merito, solo attacchi basati su pugni tirati al cielo.

Quando decidemmo di uscire dal seminario, avemmo molti problemi:
  1. con il Cammino anzitutto;
  2. con le nostre famiglie entrambe neocatecumenali;
  3. a trovare un vescovo diocesano che ci accogliesse perché ci fecero una lettera di dimissioni in cui mancava solo scrivessero che eravamo due indemoniati.
Un santo vescovo diocesano ci accolse e, dopo averci tenuti con lui in episcopio per due mesi, una sera ci chiamò e ci chiese se ce la sentivamo, avendo già fatto tre anni di seminario (stavamo iniziando il IV°), di ricominciare da capo tutto il percorso formativo, perché non eravamo stati formati (esattamente come tu scrivi e spieghi!) ma deformati. Noi accettammo.

Per tutto quel periodo estivo (giugno-settembre) il vescovo ci dette in affido ad un anziano sacerdote che per quattro mesi ci insegnò per prima cosa il Catechismo della Chiesa Cattolica. Poi i primi d’ottobre il vescovo ci mandò a Roma all’Angelicum. Fummo mantenuti agli studi dal vescovo, che pagò di tasca sua con il suo stipendio e con le offerte che riceveva quando faceva le visite pastorali in diocesi. Abbiamo fatto cinque anni di formazione partendo dal biennio filosofico.

Frattanto cercarono di darci tutti i problemi possibili, specie i sei gruppi neocatecumenali presenti in diocesi, che mandarono lettere a Roma per avvisare che quel vescovo aveva preso due seminaristi “sbattuti fuoriper gravissimi problemi dal seminario Redemptoris Mater.

Non era vero, noi uscimmo di nostra iniziativa, nessuno ci sbattè fuori, ma loro, dopo che ce ne eravamo andati, scrissero e misero agli atti una lettera postuma di espulsione (!?).

I nostri rispettivi genitori, istigati dai catechisti, inviarono una lettera al vescovo scrivendogli che non doveva farci preti e chiesero che fosse protocollata agli atti.

Quando fummo ordinati i nostri rispettivi genitori non furono presenti, e il vescovo, con una grandezza eccezionale, al termine dell’omelia ci disse… “ricordate che io, vostro vescovo, sono vostro padre e vostra madre, e la diocesi è la vostra famiglia”.

Confermiamo la domanda da te rivolta a questo signor Alberto in tua risposta al suo commento, perché noi, quel genere di domande invasive, ce le siamo sentite rivolgere più volte e abbiamo altrettante volte udito domandare a coppie sulla loro fedeltà coniugale, sempre davanti a tutti.

In privato ti abbiamo mandato più ampia lettera firmata da entrambi e con tutti i nostri recapiti, che puoi usare, con discrezione sacerdotale, presso qualsiasi autorità ecclesiastica che dovesse a qualsiasi titolo convocarti, ma ciò sappiamo che non avverrà mai.

Oggi siamo entrambi parroci da sei anni, rispettivamente: uno di una grande parrocchia, uno di due medie parrocchie e cappellano di una cappellania, un paio di anni fa, il vicario generale diocesano, richiamò due catechisti del Cammino che diffondevano tra i neocatecumenali del luogo la voce che … i sacramenti celebrati e impartiti da noi non erano validi perché non c’era azione dello Spirito Santo che noi avevano negato e rifiutato anni e anni prima (!?).

Cogliamo l’occasione per invitare i lettori a sostenere L’Isola di Patmos, come nel nostro piccolo facciamo anche noi da alcuni anni.

Lettera firmata

Post scriptum

L’anziano sacerdote, oggi tornato alla Casa del Padre, che ci insegnò il catechismo cattolico prima che andassimo a Roma a cominciare da zero tutti gli studi per la formazione al sacerdozio, quando fummo ordinati ci regalò, con i suoi risparmi, due calici e quattro belle casule ciascuna dei vari colori liturgici. Sempre lui, in precedenza, quando facemmo la candidatura agli ordini sacri, ci regalò due talari, e ci disse: “non dimenticatele mai nell’armadio!”.
Amen!


Esprimiamo commossi la nostra gratitudine al sacerdote e al vescovo citati nel testo che hanno riconosciuto due vocazioni, spendendosi tanto per loro e assicurando operai per la vigna del Signore. È evidente l'abisso che c'è fra la vera Chiesa e la setta neocatecumenale.

Il testo originale era stato pubblicato venerdì scorso nello spazio commenti de l'Isola di Patmos,