Mi sembra importante riprendere questa riflessione di Manilo, anziché lasciarla sommersa nel thread da cui è stata ispirata, perché contiene elementi molto interessanti e significativi per un altro percorso di confronto e approfondimenti.lunedì 8 marzo 2010
Come intessere il rapporto con Dio, fonte di tutti i rapporti che danno senso alla vita?
Mi sembra importante riprendere questa riflessione di Manilo, anziché lasciarla sommersa nel thread da cui è stata ispirata, perché contiene elementi molto interessanti e significativi per un altro percorso di confronto e approfondimenti.domenica 7 marzo 2010
Il rinnovamento(sic) del battesimo, "risposta" alla secolarizzazione (?)
Domanda - Nel decreto di approvazione si dice che il Cammino Neocatecumenale risponde alle intuizioni del Concilio Vaticano II. In che senso?Risposta di Kiko Argüello:Noi pensiamo che il Cammino sia stato suscitato da Dio per mettere in pratica il Concilio nella vita delle parrocchie. Nella prima riunione che abbiamo avuto con la Congregazione per il Culto Divino, quando sono state esaminate per la prima volta le celebrazioni che facevamo (all'epoca si accusò il Cammino di “ripetere” il sacramento del battesimo, il che non era vero), il Comitato di esperti, che stava studiando l'elaborazione dell'Ordo Initiationis Christianae Adultorum, rimase molto sorpreso di ciò che stavamo facendo, perché lo Spirito Santo stava già realizzando quello che essi cercavano di plasmare.
Padre Gottardo Pasqualetti, esperto in Liturgia, venne a una nostra Eucaristia. In seguito il segretario della Congregazione mi chiamò per avvisarmi che avrebbero fatto una laudatio in latino per tutta la Chiesa. In essa si diceva che se Dio non suscita carismi che mettano in pratica il Concilio è impossibile realizzarlo. Quando la Congregazione ha studiato il Cammino, la prima cosa che ha visto è che era un dono di Dio per portare nelle parrocchie il Concilio Vaticano II, non un progetto umano. E questo viene raccolto nel testo della laudatio: se dopo il Concilio di Trento Dio non avesse suscitato carismi per attuare la riforma conciliare, questa sarebbe stata molto difficile, e lo stesso accade nel caso del Concilio Vaticano II: “praeclarum exemplar… nelle Communità Neocatecumenali”. Un altro aspetto è l'amore per la Scrittura, di cui si parlava nella Costituzione Dei Verbum.
Nel Cammino questo è evidente, ha delle chiavi ermeneutiche di interpretazione della Scrittura che permettono la riscoperta dell'Antico Testamento in connessione con il Nuovo, oltre al fatto di poter aiutare il rinnovamento liturgico, quello pastorale, ecc. Bisogna anche sottolineare lo spirito ecumenico affiorato attraverso il Cammino; la Chiesa ortodossa ha mostrato molto interesse.
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Sono almeno tre dunque i passaggi fondamentali di questa risposta che urge sottolineare ancora una volta, riportandole testualmente, cosi come pronunciate da Arguello, tre affermazioni gravissime, che da sole dovrebbero bastare a porre dei seri interrogativi a chi di competenza circa la “bontà” di questa realtà ecclesiale: osserviamole brevemente :
1. “Noi pensiamo che il Cammino sia stato suscitato da Dio per mettere in pratica il Concilio nella vita delle parrocchie”
Kiko parla di “parrocchie”, ma come mai se la sua predicazione (e tutte le sue catechesi contenute negli Orientamenti) auspicano a gran voce l'abolizione dell’organizzazione parrocchiale in favore di non meglio chiarite “cellule” di evangelizzazione riunite intorno a un “catechumenium”, la nuova realtà pastorale che nei piani di Kiko deve soppiantare la parrocchia e la diocesi?
2. “Se dopo il Concilio di Trento Dio non avesse suscitato carismi per attuare la riforma conciliare, questa sarebbe stata molto difficile…”
Ancora una volta Kiko afferma che dopo il Concilio di Trento gli unici carismi suscitati da Dio “ per attuare la riforma conciliare” sono quelli costituiti dai movimenti (e forse in primis dal Cammino Neocatecumenale), dando dunque per scontato che: a) dopo il concilio di Trento l’unico momento vivo nella storia della Chiesa è stato il Concilio Vaticano II; b) che il concilio Vaticano II ha effettuato una “riforma” (non si capisce bene se tale “riforma” debba essere considerata la seconda dopo quella di Lutero ovvero la prima, in senso assoluto)?
3. “(Il Cammino) ha delle chiavi ermeneutiche di interpretazione della Scrittura che permettono la riscoperta dell'Antico Testamento in connessione con il Nuovo, oltre al fatto di poter aiutare il rinnovamento liturgico, quello pastorale…”
Dobbiamo prendere atto che solo il Cammino ha” delle chiavi ermeneutiche di interpretazione della Scrittura che permettono la riscoperta dell'Antico Testamento in connessione con il Nuovo”. Dunque la Chiesa, il suo Magistero perenne, la sua esegesi secolare, queste chiavi ermeneutiche non ce l’ha o non le ha mai avute?
Gireremo questi nostri tre interrogativi alla Congregazione per la Dottrina della Fede, nella certezza che Essa provvederà quanto prima a sciogliere questi dubbi che turbano ancora il popolo di Dio.
giovedì 4 marzo 2010
... "il vero momento del Concilio Vaticano II ha ancora da venire" … Soprattutto nel campo della liturgia!

lunedì 1 marzo 2010
Un'autorevole voce contro le derive liturgiche,anche neocatecumenali
Colombo (Sri Lanka), Monsignor Ranjith dichiara guerra alla deriva liturgica:______________
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"Cari Fratelli e Sorelle,
Conseguentemente, nessun sacerdote, diocesano o religioso, o invitato dall'esterno della Diocesi o dall'estero, è autorizzato a modificare, aggiungere o togliere qualsiasi cosa nel sacro rito della messa. Ciò non è nuovo, ma stabilito nel 1963 dalla Costituzione Sacrosanctum Concilium (22,3), la costituzione dogmatica sulla Santa Liturgia del concilio Vaticano II, e reiteratamente ripresa nei documenti Sacramentiìum Caritatis di Sua Santità Benedetto XVI ed Ecclesia de Eucharistia del Papa Giovanni Paolo II di venerata memoria.
- I sacerdoti non sono autorizzati a modificare né improvvisare la Preghiera eucaristica o altre preghiere immutabile della messa - anche se si tratta di dare precisazioni su un elemento già presente - cantando strofe diverse o diverse spiegazioni. Dobbiamo comprendere che la liturgia della Chiesa è strettamente legata alla sua fede ed alla sua tradizione: "Lex orandi, lex credendi", la regola della preghiera è la regola della fede! E' il Signore che ci ha donato la liturgia e nessun altro; nessun altro dunque ha il diritto di cambiarla.
- Le manifestazioni del tipo "Praise and Worship" (letteralmente "lode e adorazione" ma qui si tratta di una corrente musicale di stile gospel NDT) non sono permesse nel corso dell'insieme del rito della messa. La musica disordinata e assordante, i battimani, i lunghi interventi e i gesti che turbano la sobrietà della celebrazione non sono autorizzati. E' importante che noi comprendiamo la sensibilità culturale e religiosa del popolo sri-lankese. La maggioranza dei nostri compatrioti sono buddisti e come tali abituati ad un culto profondamente sobrio; da parte loro né i musulmani né gli Hindù creano agitazione nella loro preghiera. inoltre, esiste nel nosto paese una forte opposizione verso le sette fondamentaliste cristiane e noi ci battiamo, in quanto cattolici, per far comprendere che i cattolici sono diversi da queste sette. Ora, Ora, alcuni di queste sedicenti celebrazioni di lode e di adorazione assomigliano più a celebrazioni religiose fondamentaliste che al culto cattolico romano. Che ci sia permesso di rispettare la nostra diversità culturale e la nostra sensibilità.
- La Parola di Dio prescritta non può essere cambiata a piacimento e il salmo responsoriale deve essere cantato e non sostituito da altri canti di meditazione. La dimensione contemplativa della Parola di Dio è di una importanza capitale. In alcune delle celebrazioni paraliturgiche, le persone oggi tendono a divenire estremamente verbose e spettacolari. Dio parla, noi dobbiamo ascoltarLo; e, per ben ascoltare, il silenzio e la meditazione sono più necessari dell'esuberanza cacofonica.
- Sono i sacerdoti che devono predicare la Parola di Dio sui Misteri liturgici celebrati. E' strettamente vietato ai laici durante le celebrazioni liturgiche.
- La Santissima Eucaristia deve essere amministrata con la massima cura ed il massimo rispetto, e ciò unicamente da parte di coloro che sono autorizzati a celebrarla. Tutti i ministri, normali e straordinari, devono essere rivestiti dei corretti ornamenti liturgici, La pratica dell'auto-comunione è vietata e chiederei umilmente ed ogni prete che la permetta di sospendere immediatamente questa pratica.
- Tutti i preti sono tenuti a seguire il rito della Messa tal quale è fissato, affinché non si dia luogo a paragonare ed opporre messe celebrate da alcuni preti ad altre messe dette dal resto dei preti.
- Le benedizioni liturgiche sono riservate unicamente ai ministri della liturgia, cioè: i vescovi, i sacerdoti e i diaconi. Tutti possono pregare gli uni per gli altri. Ma si raccomanda di non utilizzare gesti che possano portare all’illusione, alla confusione o a una cattiva interpretazione."
domenica 28 febbraio 2010
Ennesima verifica che nel Cammino neocatecumenale nulla è cambiato, nulla PUO' cambiare...
venerdì 26 febbraio 2010
Un tuffo nella Speranza cristiana, nel Getzemani della Chiesa
mercoledì 24 febbraio 2010
... e quindi parliamo di 'identità' del Cammino necoatecumenale
Chi scrive qui conosce perfettamente il cammino per averlo fatto, spesso a lungo.
1. Perchè le loro testimonianze, che concordano, sarebbero menzogne?
2. Perchè hanno lasciato il cammino?
3. Perchè hanno deciso di condividere le loro esperienze?
Emma, la risposta dovresti darla tu a queste tue domande. Con la maggiore possibile obiettività.
E comunque, i miei interventi non volevano certo approfondire altri aspetti del neocatecumenato che tu citi, mi sono limitato ad intervenire sulla decima che era l'argomento di questo articolo. Se mi si chiama a discutere su altre questioni dottrinali,dogmatiche, liturgiche, toccherà farlo altrove e approfonditamente.
E ancora: da mamma, figlia, sorella, amica, dovresti anzitutto accertarti che il nc, al di là di tante evidenti "stranezze", non sia stato condannato dalla Chiesa, come lo sono, che so, i Testimoni di Geova . Insomma, trovo la tua preoccupazione per la sopravvivenza del nc nel panorama del cattolicesimo abbastanza ingiustificata: stai tranquilla, se questa esperienza davvero non viene da Dio, non durerà.
Da parte mia, sono certo che alcuni 'aspetti' di gratuita esagerazione verranno pian piano addomesticati, specialmente se i fratelli che fanno questo tipo di esperienza dall'interno, e si ritengono vittime di abusi psicologici, anziché scrivere su questo sito andranno SUBITO da chi di dovere a denunciare i fatti.
Quello che io contesto è diverso, e a questo punto mi rivolgo a tutti i “fuorusciti” dal cammino: non posso sapere se avete fatto bene o no ad andarvene. Dico solo che, se uno ama il Cammino, le sue storture le combatte dal DI DENTRO, rivolgendosi subito, per qualunque dubbio di manipolazione o pressione psicologica gratuita, prima di tutto ai catechisti dei vostri catechisti, e via via sempre più in alto, pure a Kiko o a Don Mario Pezzi se necessario. E con fiducia. E non ditemi che è impossibile o vietato: avete tutto il diritto di farlo e nessuno vi respingerà. Solo in questo caso, e dopo aver avuto conferma dei vostri dubbi, prendete la decisione di andarvene. Non vi fermate davanti a nessuna 'pressione psicologica', andate a fondo, denunciate.
Ma se credete che nel Cammino ci sia qualcosa di buono per la vostra vita, non abbandonatelo così. E' fin troppo CHIARO che, se le persone che hanno qualcosa di giusto da ridire se ne vanno, MAI il Cammino si correggerà nei suoi aspetti più pericolosi. E lo dico da uno che il Cammino lo ama, non da uno che lo vuole morto. La pace.
E, allora, parliamo di questa famosa e fumosa (in diversi sensi) identità:
Il Cammino Neocatecumenale non è considerato né come una associazione, né come un movimento, né come una aggregazione di persone che stabiliscono fra di loro uno speciale vincolo formale per raggiungere determinati obiettivi nella Chiesa. Chi conosce il Cammino sa bene che nulla di questo corrisponde alla realtà della sua esperienza apostolica; anzi, chi è bene informato comprende che, in questo caso concreto, una opzione canonica di tipo associativo avrebbe alterato gli elementi basilari del Cammino, compromettendo aspetti essenziali del suo dinamismo apostolico. Perciò, più che segnalare una figura giuridica già codificata nel Diritto della Chiesa, questo Statuto si limita a presentare l’espressione giuridica della realtà vissuta nel Cammino, nel contesto, ovviamente, dei postulati e delle esigenze proprie della struttura della Chiesa e del suo ordinamento canonico.
Saremmo interessati, alla luce di quest'affermazione, che da quanto è intuibile è desumibile anche dalla nuova stesura degli statuti, cos'è davvero il Cammino neocatecumenale nonché chiarire il significato esatto che si dà all'espressione "esperienza apostolica".
Dovremmo dedurre, stando alla lettera, "esperienza di apostoli". Affermiamo tuttavia che di Apostolico, nel senso di riferito ai primi Apostoli di Gesù sui quali Egli ha fondato la Sua Chiesa, non riconosciamo molto nel Cammino, che si è lasciato alle spalle tutta la Tradizione Apostolica, per ripartire dal Concilio Vaticano II ed altre circonvoluzioni varie, tutto ampiamente documentato sul sito.
Resta quindi da chiedersi: esperienza di quali apostoli e apostoli di chi e per che cosa?
Inoltre "Apostoli" significa inviati e, nella Chiesa, ogni Ministero nasce da un 'mandato' conferito dal vescovo o dal sacerdote. Sappiamo che nel Cammino, invece, i catechisti sono 'mandati' da Kiko Argüello e non dalla Chiesa, e pensiamo ai casi di quei vescovi che appoggiano il cammino e che non si fanno alcuno scrupolo di non verificare chi e per che cosa stanno mandando... per di più con la grave incongruenza che il noto “iniziatore” non riconosce in alcun modo la Chiesa come istituzione, salvo poi pretendere il placet da vescovi di cui non riconosce la funzione gerarchica, se non per un fatto di comodo assolutamente formale.
Si afferma: una opzione canonica di tipo associativo avrebbe alterato gli elementi basilari del Cammino, compromettendo aspetti essenziali del suo dinamismo apostolico.
In che senso? E perché? Chiaro che si ripropone la natura di questo "dinamismo apostolico"
Il Cammino Nc è giuridicamente una Associazione Laicale di Fedeli. Non a caso esso risponde al Pontificio Consiglio dei Laici. L'arbitrio con cui, a prescindere da cosa dicano Statuti e Chiesa, i responsabili definiscono il CNC è ulteriore sintomo di prepotenza e di ambiguità ormai non più tanto sommersa.
Se poi vogliamo accettare questa "autogestione" del CNC (e non solo) senza che nessuno dica o faccia nulla (come del resto finora) e accettiamo che il CNC si "autodefinisca" a volte come "movimento" e a volte come "iniziazione" (a seconda della convenienza)... allora facciamo pure...
Ma il punto importante ci sembra questo:
Perciò, più che segnalare una figura giuridica già codificata nel Diritto della Chiesa, questo Statuto si limita a presentare l’espressione giuridica della realtà vissuta nel Cammino, nel contesto, ovviamente, dei postulati e delle esigenze proprie della struttura della Chiesa e del suo ordinamento canonico.
Ci sembra che si possa intuire un nuovo "embrione" di Chiesa ritagliato nelle possibilità canoniche offerte da quella esistente... il che non è affatto rassicurante e getta molte ombre su una possibile approvazione che, tuttavia, siamo sicuri, conoscendo il nostro Santo Padre, avrà ben tenuto conto di ogni punto controverso...
E ancora:
una opzione canonica di tipo associativo avrebbe alterato gli elementi basilari del Cammino
Il cammino non è movimento, non è associazione laicale, non è ordine religioso. Allora che cos'è? Esso si definisce "iniziazione cristiana"; ma questa è una prerogativa ecclesiale, con tutti i dubbi che si possono legittimamente avanzare sul "cristiana", avuto riguardo ai notevoli aspetti giudaici e giudaizzanti, che non coincidono propriamente con un ritorno alle origini, ignorando completamente proprio la “cattolicità” del cristianesimo.
Ci pare dunque di capire che secondo i responsabili del Cammino - e la cosa non è affatto nuova - i termini "movimento" e "associazione" non si possono applicare ad esso. O meglio vengono applicati quando fa comodo (giusto quando si vuole vendere il "prodotto-cammino" come perfettamente inserito e in armonia con tutti gli altri movimenti frutto del Concilio Vaticano II ecc ecc).
La pratica insegna che qualsiasi veste giuridico-formale preesistente al cammino è inappropriata. A noi la cosa inquieta ancora di più... perchè ci trasmette la sensazione di qualcosa di poliedrico, che si fa piccolo in attesa dell'approvazione (e finge di essere un movimento qualsiasi), che si fa grande quando fagocita tutto il resto che lo circonda.
Non mancano di ricordarci i nostri interlocutori NC:
il papa (Giovanni Paolo II) salutò Kiko dicendo ecco che "Movimento giovane hai portato nella chiesa.... e Kiko: Santità io non ho portato nessun movimento nella chiesa perchè il cammino è la chiesa in movimento
Ma il cammino NON è la Chiesa in movimento, al massimo potrebbe rappresentare una parte di essa, un approccio, una visione pur sempre "particolare" delle cose. Non è giusto identificare il cammino con la Chiesa stessa. E questa è una forma di arroganza che spaventa sempre di più e conferma ancora una volta il carattere assolutista del CNC ed è bene ribadire che cammino non coincide con la chiesa, anche se tende a sostituirvisi. A distanza di anni le perplessità permangono e aumentano, sia in ragione delle implicanze della risposta di Kiko al Papa, sia di quello che è successo e continua a succedere!
La Chiesa è TUTTA e sempre in movimento, non solo nei cosiddetti "movimenti"; ma c'è una differenza: i movimenti, così come nascono per le esigenze di un'epoca possono sparire o essere riassorbiti, la Chiesa NO. Inoltre la Chiesa è TUTTA e sempre carismatica e non solo istituzione come erroneamente e pretestuosamente afferma l'Argüello quando gli conviene mettere a raffronto carìsma e istituzione. E il carìsma ha bisogno dell'istituzione, altrimenti chi ne garantisce l'autenticità? Mica chiunque si definisce carismatico lo è poi davvero!
Inoltre la "prerogativa di evangelizzazione" riguarda il vangelo dei due iniziatori - fondato sulla pseudo-teologia sessantottina (Farnès, Bonhoeffer e Rahner con riferimenti dichiaratamente Luterani) maldigerita da Carmen Hernandez coniugata con le suggestioni giudaizzanti e i trascinanti e coinvolgenti psicologismi dell'Argüello - che non è lo stesso Vangelo di Cristo! Purtroppo è così e ce ne dispiace perché è un grosso "vulnus" che la Chiesa finora si è tenuta in seno!
Se la coerenza ha ancora un senso di questi tempi, il CNC è, giuridicamente e praticamente, una Associazione Laicale! Che fa ancora capo (a quanto ci risulta) al Pontificio Consiglio dei Laici! Per cui, se anche la logica umana ha ancora un senso, esso è configurato giuridicamente come "movimento", Associazione retta da uno Statuto.
Se poi vogliamo ignorare la Chiesa, la logica umana, e i fatti, possiamo dire che il CNC è "iniziazione", "pastorale di Iniziazione". Ed a questo punto bisognerebbe chiedersi a cosa possa servire uno Statuto per un "metodo pastorale", la cui responsabilità spetta ai Vescovi Diocesani! Con questa iper-ambiguità giuridica il CNC può anche infischiarsene dello Statuto! A parte il fatto che lo fa già, ma in questo caso a maggior ragione.
Ormai siamo abituati all'Assurdo come "regola", all'anarchia come "norma"; però se vogliamo a questo punto dichiariamolo apertamente... E ci mettiamo con l' anima in pace.. Si fa per dire, naturalmente!
Anche lo Statuto del 2002 - nato incompleto, e morto incompleto - parlava di un "itinerario"... che aveva però degli iniziatori, una struttura interna, una fondazione per raccattare soldi, eccetera. Praticamente, un'associazione che rifiutava di farsi chiamare associazione. È legittimo chiedersi cosa è cambiato nel nuovo Statuto, dal momento che la definizione di conio neocatecumenale riportata all'inizio della nostra riflessione parla di una non meglio precisata "espressione giuridica della realtà vissuta nel Cammino, nel contesto, dei postulati e delle esigenze proprie della struttura della Chiesa e del suo ordinamento canonico".
Si tratta di una realtà giuridica che esiste, perché esiste un'organizzazione strutturata che si è data delle gerarchie e delle prassi, comprese quelle liturgiche che, insieme ad un ragguardevole giro di fondi, gestisce la spiritualità e anche la vita di molte persone.
Meraviglia poi che si parli di postulati ed esigenze proprie della Chiesa e del suo ordinamento canonico quando si pretende di essere "iniziazione" a qualcosa che appartiene all'ordine del soprannaturale e di cui è la Chiesa a possedere "le chiavi" e non si comprende in base a quale postulato ed esigenza essa dovrebbe "consegnarle" a qualcuno che si è intrufolato con l'inganno e non le appartiene né strutturalmente né dottrinalmente. Le motivazioni di questa affermazione sono ampiamente contenute nelle varie sezioni del Sito e sono state molto discusse su questo Blog.
lunedì 22 febbraio 2010
... e allora parliamo della "Decima"!
Non mi è riuscito di pubblicare nel thread precedente il post che leggerete di seguito di "la verità vi farà liberi" il quale, oltre ai soliti complimenti, ci propina la sua verità sulla "decima" presa pari pari da Wikipedia (!) solo per dimostrare che non è Kiko che se l'è inventata, ma dicendo il falso su come viene gestita... E allora lo inserisco come nuovo articolo, anche per affrontare questo argomento, finora lasciato in ombra rispetto alle questioni dottrinali e ad altre prassi opinabili.
[grazie sia a nome mio che di Dauidh! ma ancora non hai mai dimostrato tutto quello che mi attribuisci]
[Dobbiamo ringraziare Wikipedia per queste importanti informazioni che non tengono in alcun conto, nella mente di chi le ha utilizzate -che per correttezza avrebbe dovuto citare le fonti del Cammino nc che parlano della decima e non informazioni prese su Wikipedia- che la Chiesa dopo la Didachè e dopo i primi secoli, ecc. ecc. ha maturato anche sulla "decima" una diversa Tradizione, che nel cammino, per il quale essa è rifondata da loro grazie al Concilio, non si tiene alcun conto]
[Bisogna però ricordare che "i poveri" sono esclusivamente quelli appartenenti al Cammino nc. Inoltre la decima, insieme ad altre entrate (quali, ad esempio, l'abbandono di beni) e lasciti, mantiene gli itineranti che lasciano il loro lavoro per la missione, finanzia i Catechumenium frutto della "nuova estetica" kikiana, le faraoniche Domus della Terra Santa (Galileae e Gerusalemme/Mamre), ecc. ecc, senza che esista alcun bilancio ufficiale e controllabile da chiunque. In ogni caso, che io sappia, al Parroco -come pure al Vescovo- va solo una percentuale, spesso abbastanza "congrua" da ingraziarseli per sempre a prescindere...]
Quindi l'amico ipocritamente dice di voler destinare il decimo dei suoi averi ad una adozione a distanza. Ci credo poco che lo fara'. La sua è solo avarizia. Egoismo. Cuore duro! Ha condiviso il Cammino, l'esperienza, L'Eucarestia ma il suo attaccamento ai soldi lo spinge a non condividere il danaro. Questa è avarizia. Lo invito a pregare perche' è soggetto a una seduzione del demonio. L'ignoranza è la madre di tutti i pregiudizi.
[Questo si permette di asserirlo "la verità..." al quale è stato insegnato di "non giudicare" (ma vale solo per gli altri) e che conosce gli intimi pensieri nonché le azioni di chi si esprime su questo blog e ne parla nel più puro stile denigratorio di conio tipico dei catechisti!]
domenica 21 febbraio 2010
...crede davvero che la Messa sia L'ULTIMA CENA di Cristo come insegnano Kiko e i catechisti del CN?
"...crede davvero che la Messa sia L'ULTIMA CENA di Cristo come insegnano Kiko e i catechisti del CN?
e ballate ancora attorno all'altare come fanno i Guru?"
ma RI-PRESENTAZIONE al Padre dell'unico Sacrificio di Cristo, che nella Consacrazione si FA PRESENTE REALMENTE E NON SIMBOLICAMENTE e solo allora trasforma per noi l''Altare in Mensa escatologica, dalla quale attingiamo tutte le Grazie dei tempi ultimi, perché di esse abbiamo bisogno per 'configurarci' sempre di più a Lui...
Infatti la Chiesa insegna che il Canone, pervenuto a noi intatto nei suoi momenti più sacri e solenni -si dice fin dall'Apostolo Pietro- è una Actio, cioè un'Azione (non una 'narrazione', come fanno i protestanti e i modernisti, che si ferma al simbolo) che PRODUCE ciò che significa, perché è Opera Divina, attraverso le stesse parole pronunciate dal Verbo Incarnato, il Figlio di Dio fattosi uomo nel Signore Gesù. E nella sua Offerta possiamo inserire la nostra offerta, quella di noi stessi, della totalità della nostra persona, come "sacrificio vivente gradito a Dio" (Paolo). Ed è solo questo che ci introduce nel mondo della Risurrezione, della "Creazione Nuova", inaugurata dal Signore e dalla Sua Madre, grazie al duplice sì : quello di Maria, che si è fatta porta del Cielo, Arca della Nuova Alleanza e quello del Figlio, che si è fatto uomo obbediente "fino alla morte e alla morte di Croce", che hanno ribaltato un drammatico antico "non serviam"...
Non dimentichiamo che il Signore, nell'Ultima Cena ha dato alla Pasqua ebraica ed ai suoi simboli un significato totalmente nuovo legato alla Sua Persona, che noi viviamo nella Santa Messa, prolungata nella nostra vita.
Questa è la nostra fede cattolica, cioè fedelmente Apostolica, e non possono esserci sconti per nessuno, altrimenti la tradiamo e in essa tradiamo il Signore che ce l'ha 'consegnata', anzi si è consegnato ai Suoi, fino alla fine dei tempi!
venerdì 19 febbraio 2010
Ci scrive un 'presbitero' neocatecumenale
Oggi è arrivato un post -su un vecchissimo thread, nel quale resta sommerso- che trascrivo anche qui per dare visibilità e risposta. Questa volta ci scrive un 'presbitero' neocatecumenale.
[perché non dovremmo? E cos'è che richiederebbe tanto coraggio?]
[normale crisi di fede, che attraversa ogni adolescente e ogni persona che ha bisogno di approfondire e trovare LE SUE ragioni per credere, quindi 'uscire' da una fede vissuta come abitudine per avere un rapporto personale, vivo e sempre più profondo col Signore... direi che ci siamo passati tutti! Qui si vuole insinuare che dipendesse dalla Parrocchia (insipida) mentre il cammino (saporoso) risveglia e salva... tipico ritornello: ma abbiamo dimostrato con dovizia di motivazioni quanto il Cammino generi dipendenza e sviluppi identità di gruppo..]
[Caro don, in definitiva lei definisce falso e fuorviante il Magistero perenne della Chiesa cattolica, perché i confronti tra insegnamenti kikiani e insegnamenti cattolici non li abbiamo fatti in base ad un nostro 'sentire' soggettivo, ma attraverso argomenti teologici e spiritualmente fondati proprio sul Magistero e sulla Fede ricevuta e accolta dalla Chiesa prima di conoscere il cammino: ed è stato proprio questo che ci ha permesso di individuarne le storture...]
[Poiché i nostri non sono falsi allarmi ma sacrosante informazioni corrette, molto carenti peraltro nella Chiesa, il pessimo servizio lo faremmo tacendo!
mercoledì 17 febbraio 2010
A tutti i credenti nel Signore "Buona Quaresima di fedeltà"
E' un augurio che abbiamo ricevuto con gioia anche dai nostri interlocutori NC e mi dà l'occasione per sottolineare la visione autenticamente cattolica della "conversione". Lo faccio estraendo e sintetizzando dal thread precedenti i relativi post in questo nuovo articolo per dare maggiore visibilità a questo argomento, esattamente in tema col periodo dell'anno liturgico che ci accingiamo a vivere.
Inizia Paolo156 col dirci: "Buona Quaresima di conversione a tutti." Ed io gli rispondo: Buona Quaresima anche a te Paolo"! E aggiungo un piccola precisazione, per lui e per tutti noi, che non è pignoleria.
"Quaresima di conversione" lo puoi dire a chi ancora "non ha scelto il Signore" e di vivere con Lui nella Fede nella Sua Chiesa, perché la conversione è la scelta basilare che si fa per il Signore e che implica un cambiamento di vita -spesso radicale- e adesione piena, che è anche affidamento, a Lui; il cammino successivo non è di "conversione continua", ma consiste nel "rimanere" nel suo amore liberante risanante vivificante e così riuscire ad "osservare", divenendo sempre più connaturali nell'Amore, i Suoi comandamenti.
E questo richiede fedeltà e quindi coerenza (nel senso di fare del proprio meglio, non di essere già "perfetti, com'è perfetto il Padre"). Perché è la Grazia Santificante -data dalla vita sacramentale nella Chiesa (Eucaristia e Penitenza in primis), dalla preghiera, dall'Adorazione- che opera la nostra trasformazione, la nostra 'configurazione' a Cristo.
Quindi, a chiunque è credente auguriamo "Buona Quaresima di fedeltà" e "Buona Quaresima di conversione", l'auguriamo a chi ancora non lo è!
Questo mi ha fatto venire in mente un ricordo, che risale a quando ancora frequentavo la mia parrocchia solo neocatecumenale. In quel periodo attingevo gli insegnamenti che irrobustivano la mia fede in un movimento di spiritualità perfettamente cattolico (doc) , dal quale ho ricevuto molto e avevo portato in Parrocchia, per poterli mettere a disposizione di chi volesse, dei piccoli libri di meditazione per ogni giorno della Quaresima. Ebbene, il parroco (neocatecumenale), appena ne lesse il titolo "Quaresima, cammino di perfezione", storse la bocca con aria di commiserazione e disapprovazione, dicendomi che la "perfezione" era per i superbi, per quelli che presumevano di sé... credo che non ricordasse la frase evangelica « Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste » o comunque non gliene avevano trasmesso l'esatto significato, che è quello dato dalla Chiesa e non da Kiko
... e mi ricordo ancora di quando, nel cammino si ripeteva a Suore e Religiosi, che evidentemente la loro scelta per il Signore l'avevano già fatta, il ritornello che si dovevano convertire: evidentemente era piuttosto al Cammino che dovevano convertirsi, ed è lì che la conversione è continua perché richiede riaggiunstamenti ri-orientamenti continui basati sulle tappe, sui 'passaggi', ecc.
La vera conversione è scelta fondamentale, il resto è fedeltà e magari ri-orientamento se si perde la rotta giusta, ma rimane sempre fedeltà, fedeltà e ancora fedeltà...
E ora interviene NC: BUONA QUARESIMA DI CONVERSIONE - ogni giorno siamo chiamati alla conversione mic - ogni giorno. E io gli rispondo: OK, NC, vedo che NON HAI LETTO o se l'hai letto non hai recepito un'acca di quello che ho scritto. Ti invito a leggere e rifletterci su e magari è una sottolineatura che alla fine può sembrare secondaria, ma a ben rifletterci non lo è affatto! NC risponde di aver letto ed è per questo che insiste sulla sua sottolineatura, mentre io speravo riuscisse ad attivare un'altra chiave di lettura da quella che ha già incorporata...
La realtà è che, come spesso succede avendo a che fare col cammino nc, si usano gli stessi termini, ma con significato completamente "diverso". Infatti nel cammino sono abili ad usare il 'gergo' cattolico, ma coincide solo l'involucro delle parole, non il loro contenuto... basta ricordare i termini kerigma e kénosis e i mondi diversi che schiudono a seconda del significato che loro si dà e il significato nc NON COINCIDE con quello cattolico... ed è così che l'interiorità delle persone e quindi le loro vite vengono nutrite con cibo adulterato... Lo abbiamo dimostrato in altri documenti e ne riparleremo. Intanto questo è un piccolo saggio, alimentato da un tentativo di dialogo in diretta, che dà la percezione della situazione...
Ancora sulla "conversione continua":
essa riguarda chi è "inesorabilmente peccatore" e, quindi, il cambiamento radicale che la conversione comporta può riguardare un aspetto della vita che si dice "il cammino ha salvato" ad esempio un matrimonio traballante che trova i suoi nuovi equilibri nel rigore e nel sostegno della comunità ma, per quanto riguarda i comportamenti personali in genere, non è richiesto alcuno "sforzo" (anzi lo sforzo personale è addirittura escluso), per migliorare se stessi.
Questa visione del peccato ( per chi volesse approfondire vi rimando a questo thread ) e quindi quella della conseguente mancanza di responsabilità personale è assolutamente luterana e non cattolica... ecco da che cosa deriva parlare di "conversione continua" ed ecco cosa significa, al posto di "conversione + fedeltà" come ho spiegato prima...
Ovviamente "migliorare se stessi" non significa che non rimaniamo peccatori, ma è l'effetto del radicarsi sempre più nel Signore e assimilare e vivere e suoi insegnamenti e non è opera del solo nostro sforzo (altrimenti saremmo Pelagiani); anzi, secondo quel che insegna la Chiesa, può avvenire soltanto nella fedeltà al Signore e ad Opera della Sua Grazia Santificante ricevuta e accolta soprattutto nei Sacramenti e richiede lo sforzo di una 'buona volontà' già e costantemente orientata (e quindi 'convertita') e poi ancor più aderente, proprio nel senso di 'attaccata' a Lui, a Lui solo e non a sue contraffazioni che purtroppo non mancano nella Chiesa, oggi, anche e non solo nel cammino NC
Quindi ribadisco:
- una cosa è dire "conversione continua" e avere l'alibi di rimanere sempre peccatori senza sforzarsi di adeguarsi a Cristo (il quale, viene detto esplicitamente, "non è il nostro modello" : cioè in realtà non è il modello di coloro che aderiscono al cammino, perché così insegna Kiko, ma per i cattolici vale l'evangelica 'configurazione' a Cristo di Paolo; per cui Cristo non solo è modello ma anche artefice della nostra 'trasformazione', termine molto usato dal Papa e che nel Cammino non ha diritto di cittadinanza...)
- altra cosa è dire (e vivere) "conversione + fedeltà", che significa aver fatto una scelta seria e basilare per il Signore e mantenerla viva e costante nella fedeltà con il suo aiuto, che non è altro che la Sua Presenza, cioè Lui stesso e il Suo Spirito di Risorto, di cui è la Chiesa l'unica e certa portatrice!
domenica 14 febbraio 2010
La grave portata eversiva del Cammino Neocatecumenale
- La Chiesa non è stata fondata da Cristo come suo unico Ovile: anche seguendo altre religioni è possibile salvarsi;
- La Chiesa non è una società giuridica e gerarchica, ma spirituale, carismatica;in essa non si dà un sacerdozio derivato dal sacramento dell'Ordine, bastando il Battesimo che, incorporando tutti i fedeli nel Cristo, li rende partecipi della sua dignità sacerdotale.
- La vita cristiana, come volontario sforzo di autodisciplina, e quindi esercizio e progresso nella virtù, è un'illusione;
- Ciascuno resta intrinsecamente peccatore, incapace di conseguire la vera giustizia come perfezione dell'amore di Dio e del prossimo; d'altra parte, Gesù non si è presentato a nessuno come "modello" da imitare; Egli ha comandato di odiare realmente genitori, fratelli, parenti, ecc., non solo, se necessario, di essere disposti a preferirlo ai medesimi;
- Per seguire Cristo, bisogna vendere i propri beni; ma, una volta compiuta tale rinunzia, è lecito acquistarne altri e godersi tutte le soddisfazioni della vita;
- La "povertà" –compresa quella di S. Francesco– è ispirata alla "religione naturale", e fu praticata anche dai pagani: non è una virtù cristiana;
- Gesù, avendo sofferto per noi, ha reso superflue le nostre sofferenze, quindi non giustificabili le austerità degli asceti, il lento martirio dei Santi e la stessa vita religiosa implicante la pratica effettiva dei consigli evangelici;
- La salvezza eterna è a tutti offerta gratuitamente dalla misericordia di Dio, che perdona tutto. L'inferno non dovrebbe esistere, né si parla di Purgatorio, di suffragi e d'indulgenze per i defunti.
- La storia della vera Chiesa fondata da Cristo si chiude con la Pace costantiniana e riprende il suo corso non prima del secolo XX col Concilio Vaticano II, restando bloccata per la durata di circa 1600 anni...,
- In questo lungo intervallo, l'esercizio del triplice potere della Chiesa gerarchica (magistero, santificazione, governo) sarebbe stato abusivo, illegittimo...; e specialmente il Concilio di Trento sarebbe responsabile della paralisi della Chiesa, ostinata nel fissare formule di fede, riti liturgici, norme disciplinari...;
- L'interpretazione della Parola di Dio non è riservata alla Gerarchia, essendo possibile a tutti i fedeli: "la Bibbia s’interpreta da se stessa". Questa libertà di esame nell'esegesi prescinde dal Magistero ecclesiastico, dalla tradizione dei Padri, dalla dottrina dei teologi.
giovedì 11 febbraio 2010
Inaudito! Come può il Card Schönborn mettere i Neocatecumenali sullo stesso piano dell'Opus Dei e di Comunione e Liberazione??
Il Cardinale Christoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna, è intervenuto davanti ad un uditorio gremito di studenti, docenti, ecclesiastici e laici alla Catholic University of America (CUA). La conferenza, organizzata congiuntamente dalle Facoltà di Teologia e Studi Religiosi, di Filosofia e di Diritto Canonico dell'Università, era aperta al pubblico, la cui affluenza è stata copiosa oltre ogni previsione. Nella sua conferenza del 3 febbraio scorso, il porporato ha trattato il tema "Cristianesimo: presenza estranea o fondamento dell'Occidente?". Ne riportiamo alcuni stralci significativi tratti da Zenit, con le "inclusioni" che hanno destato il nostro sdegno e il nostro sconcerto, alla luce della realtà che ben conosciamo:
Il Cardinale Schönborn ha iniziato il suo intervento delineando tre legati, che ritiene essenziali, che l'Occidente ha ereditato dalla cultura cristiana: un senso di integrità morale, per il quale i cristiani sono spesso riconosciuti non solo per ciò che fanno, ma anche per ciò che non fanno; il concetto di umanità intesa come famiglia unitaria universale; l'idea che la libertà sia ciò che rende l'uomo più simile a Dio e costituisca la più grande ricchezza dell'uomo. [molto riduttivo che il cardinale parli di "legati", che appaiono valori, ma non pronunci il Nome di Colui, il Signore Gesù, dal quale -Unico- essi scaturiscono e trovano fondamento e vivificazione]
Mi limito, oltre alle chiose inserite nel testo, a riportare l'intervento di un lettore, che sottoscrivo, inserendo successivamente un capitolo su sconcertanti precedenti del Card. Schönborn:
Alcuni precedenti del cardinale








