giovedì 4 marzo 2010

... "il vero momento del Concilio Vaticano II ha ancora da venire" … Soprattutto nel campo della liturgia!

Appena un anno fa Mons Ranjith, anticipando ampiamente il contenuto della sua lettera alla diocesi di Ceylon, di cui abbiamo parlato nel thread precedente, così affrontava il problema della liturgia ( e non solo) per TUTTO il popolo di Dio. 

Ci rifacciamo al servizio all'epoca curato da Rinascimento Sacro, mentre l'immagine che abbiamo inserito mostra, in tutta la sua moderna sciatteria, la liturgia natalizia nella Diocesi di Milano...
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Mons. Malcolm Ranjith, Segretario della Congregazione per il Culto Divino, parla di una errata comprensione degli insegnamenti del Concilio Vaticano II che, insieme all'influenza delle ideologie secolari, ci offre ragioni per concludere - come disse l'allora cardinale Joseph Ratzinger nel 1985 - che “il vero momento del Concilio Vaticano II ha ancora da venire”.

“ Soprattutto nel campo della liturgia, dice l'Arcivescovo Ranjith, “La riforma deve andare avanti”.

Mons. Ranjith, che è stato chiamato personalmente in Vaticano da papa Benedetto a fungere da collaboratore papale nel cercar di ristabilire un senso di venerazione nella liturgia, fa i suoi commenti nella prefazione di un nuovo libro sulla base dei diari e le note del Cardinale Fernando Antonelli, che è stata una figura chiave nel movimento di riforma liturgica, sia prima che dopo il Concilio Vaticano II.

Gli scritti del Cardinale Antonelli, dice l’Arcivescovo Ranjith, aiutano il lettore “a comprendere il complesso funzionamento interno della riforma liturgica immediatamente prima del successivo Concilio”.

L’esponente vaticano conclude che l'attuazione della riforma del Concilio ha suggerito deviazioni spesso lontane dalle reali intenzioni dei padri conciliari. Di conseguenza, conclude l'Arcivescovo Ranjith, la liturgia di oggi non è una vera e propria realizzazione della visione avanzata nel documento chiave del Concilio Vaticano II sulla liturgia, la Sacrosanctum Concilium. In particolare, l'Arcivescovo Ranjith scrive: Alcune pratiche che la Sacrosanctum Concilium non aveva mai contemplato furono permessi nella liturgia, come la Messa versus Populum, la Santa Comunione nella mano, eliminando del tutto il latino e il canto gregoriano in favore della lingua volgare di canti e inni che non lasciano molto spazio per Dio, e l'estensione, al di là di ogni ragionevole limite, della facoltà di concelebrare la Santa Messa.

C’è stata anche un’ erronea interpretazione del principio di “partecipazione attiva”. Il prelato dello Sri Lanka sostiene che, al fine di effettuare una “riforma della riforma”, è essenziale riconoscere come la visione liturgica del Concilio Vaticano II sia stata distorta.

Il Concilio, agli occhi del Papa Giovanni, non è stato “certo un invito a percorrere lo spirito dei tempi”. Tuttavia, egli continua, il Concilio ha avuto luogo in un momento di grande fermento intellettuale in tutto il mondo, e iparticolarmente nelle sue conseguenze, molti interpreti potrebbero aver visto l'evento come una rottura con la precedente tradizione della Chiesa. Come Arcivescovo Ranjith espone: Concetti base e temi come sacrificio e redenzione, missione, annuncio e conversione, l'adorazione, come parte integrante della Comunione, la necessità della Chiesa per la salvezza furono tutti esclusi, mentre il dialogo, l'inculturazione, l'ecumenismo, l’Eucaristia come banchetto, l'evangelizzazione come testimonianza, ecc., divennero più importanti. I valori assoluti vennero disdegnati. 

Anche nel lavoro del Consilium, la commissione del Vaticano designata per l'attuazione della riforma liturgica, queste influenze sono state chiaramente sentite, rileva l'arcivescovo: Un esagerato senso di archeologismo, antropologismo, confusione di ruoli tra l'ordinato e il non ordinato, una concessione di spazio illimitato per la sperimentazione - e anzi, la tendenza a guardare dall’alto verso il basso alcuni aspetti dello sviluppo della Liturgia nel secondo millennio - sono stati sempre più visibili tra alcune scuole liturgiche.

Oggi, scrive l'Arcivescovo Ranjith, la Chiesa può guardare indietro e riconoscere le influenze che hanno distorto l'intento originale del Concilio. Tale riconoscimento, egli dice, deve “aiutarci ad essere coraggiosi per migliorare o cambiare ciò che è stato erroneamente introdotto e che sembra essere incompatibile con la vera dignità della liturgia”. Una più che necessaria “riforma della riforma”, egli afferma, deve essere ispirata “non solo dal desiderio di correggere errori del passato, ma molto di più dalla necessità di essere fedeli a ciò che la Liturgia, invece, è in mezzo a noi e ciò che il Concilio stesso ha definito essere”.

39 commenti:

mic ha detto...

Non saranno certamente brevi i tempi per la realizzazione di quanto prefigura l'arcivescovo, che ormai appartiene alla consapevolezza di coloro che si riconoscono autenticamente cattolici, che non conservano inutili né sclerotiche nostalgie per il passato, e sono quindi amanti della Tradizione viva che ad ogni generazione fa sue e rinnova le espressioni della Fede senza stravolgerne i contenuti portanti...

Infatti lo iato generazionale c'è, e forte, ed umanamente apparirebbe difficile da colmare, se già il Signore non ci avesse messo le mani con il Motu proprio, che vede un'applicazione fortemente ostacolata proprio da chi dovrebbe promuoverla, ma le cui conseguenze, ancora non visibili, alla lunga risulteranno dirompenti e non mancheranno di avere effetti secondo la Volontà del Signore...

Questo significa che occorre continuare a soffrire per la cultura egemone e per la Chiesa "altra" che sembra prevalere e continuare e imporre ed espandere le sue innovazioni che rispecchiano la visione del Concilio da interpretarsi come «evento», momento di rottura e nuova palingenesi della Chiesa, «carta costituente della Chiesa rinnovata», ma in realtà «rifondata»: è questa la grande e drammatica crisi che ci coinvolge e ci vede resistere e custodire Quello che per Grazia abbiamo ricevuto...

Francesco ha detto...

Mi domando come possa venire il " compimento" del Concilio se ,almeno in campo liturgico, i movimenti ecclesiali ( e non solo) tanto osannati hanno instaurato da decenni delle prassi ormai consolidate dalle quali sarà difficilissimo tornare indietro.
Siu tratta di prassi che si sono stratificate su equivoci marchiani, come afferma Mons. Ranjith, il più emblematico dei quali è il voler intendere la S.Messa esclusivamente con momento conviviale.

Ci vorrà molto tempo, Mic, ma non basterà nemmeno quello se mnon si corre ai ripari, come hanno fatto Mons. Ranjith per la diocesi di Ceylon o Mons. papa per l'arcidiocesi di Taranto.
I pastori non possono piu aspettare che le greggi trovino da sole la strada giusta...

La verità vi farà liberi ha detto...

Questa volta sono d'accordo,in parte,con il contenuto del vostro
articolo.E' vero che siamo ancora lontani dal pieno compimento del Concilio Vaticano II e della riforma liturgica.Questo è verissimo!Ma è vero anche che era difficle pensare di riformare rapidamente la liturgia dopo 400 anni nei quali c'è stato un sostanziale,immobilismo.?Per quattro secoli ,dal Concilio di Trento alla riforma post Vaticano II,la liturgia è rimasta pressoche' immobile,se si eccettuano rarissimi e timidi tentativi di riforma.La liturgia è stata schiava di un fissimo che e'all'origine di molti problemi di oggi.Ne cito uno su tutti:La scarsa partecipazione dei fedeli. Gia'nel settecento e anche ottocento,ci furono timidi tentativi di riforma.E' opinione diffusa,per esempio,che,il Concilio Vaticano I,se non fosse stato interrotto dalla breccia di Porta Pia e conseguente occupazione di Roma (con fuga dei padri cociliari),avrebbe messo,
senz'altro,mano alla riforma della liturgia.E' noto,inoltre,che gia da inizio 900 ,con il sorgere del movimento liturgico,si comincio' a parlare di riforma liturgica.
Gia'Pio X introduceva il libricino bilingue con la versione in italiano constatando la difficile comprensione del latino,prevenendo l'uso della lingua volgare.La Mediator dei di Pio XII che avrebbe aperto le porte alla riforma post Vaticano II.
Uno dei piu' grandi problemi che afflige la litugia di oggi, piu' che la presenza di abusi liturgici è la ancora scarsa partecipazione dei fedeli.Molti fedeli assistono ancora alla liturgia passivamente,
non partecipano.Assiste come ad uno spettacolo ovviamente senza generalizzare.Questo è una piaga difficile da estirpare.E'inutile nasconderlo cio' è dovuto a quattro secoli di Messa Tridentima il ,quale è senz'altro un rito bello e solenne, ma ha tra i suoi difetti un eccessiva distanza,
anche fisica(es la balaustra),
tra celebrante e assemblea che relega i fedeli ad un ruolo di spettatori che c'erano o meno era uguale.Ostacoli linguistici il latino che pochi comprendevano.Il Celebrante di spalle che quando non c'erano i microfoni e nelle Chiese antiche nessuno riusciva a sentire neanche.Da questo poi venne che i fedeli recitavano le novene il Rosario durante la Messe cose che sono avvenute ne ho le prove da anziani Sacerdoti e fedeli.Un anziano Sacerdote professore di latino in seminario morto da qualche anno mi confidava,tra l'ilarita',di Messe Tridentine nelle quali il popolo storpiava il latino traformandolo in dialetto.Oppure suore le quali recitavano il breviario in un finto latino dialettizzato.Non sono luoghi comuni ma la verita'

dss ha detto...

Cara MIC le tue considerazioni sul Summorum Pontificum e sul Concilio Vaticano II sono sbagliate.Il Summorum Pontificum non è stato promulgato come un antidoto ai problemi della liturgia odierna ne'vuole sconfessare la riforma liturgica post Vaticano II.Anzi il Papa Bendetto XVI, nel Summorum, loda lo sforzo di Papa Paolo VI di riformare la liturgia.Il Papa lo afferma chiaramente!La tua è una visione falsa che travisa il pensiero del Papa attuale.La soluzione non è nel tornare al 1962o ancora prima.Sarebbe un errore gravissimo.Tu mistifichi e tradisci il pensiero e le intenzioni del Papa Benedetto XVI.Il Summorum Pontificum ha voluto solo permettere a ,chi e' legato alla Messa Tradizionale,di poterla seguirla liberamente.
Questo pero' senza escludere l'uso del Messale del 1969.Il Papa non vuole annullare la riforma liturgica o il Messale del 1969 che,te lo ricordo,rimane la forma ordinaria del Rito Romano.Non esiste ne' ora ne' esistera'in futuro che si ritorni,per tutta la Chiesa,al Messale del 1962.Sarebbe un errore,inutile.I padri del Concilio e la commissione incaricata di fare il nuovo Messale del 1969 non erano dei pazzi,sovversivi,massoni nemici della Chiesa.Queste accuse a carico di Mons Bugnini sono menzogne gravissime infamanti.La Messa del 1962 non era esente da difetti.E' un errore idealizzarla! non e' perfetta e come ci vorreste far credere.Sono convinto che i difetti di quel rito li stiamo pagando ancora oggi.Assolutizzare il Messale del 1962 facendone un "idolo" e' sbagliato.E' una forma di idolatria.Non esiste un cattolicesimo autentico e uno finto.Mi sembra molto presuntuoso da parte tua pensare di essere gli unici veri cattolici escludendo tutti gli altri

mic ha detto...

Questa volta sono d'accordo,in parte,con il contenuto del vostro articolo. E' vero che siamo ancora lontani dal pieno compimento del Concilio Vaticano II e della riforma liturgica.Questo è verissimo! Ma è vero anche che era difficle pensare di riformare rapidamente la liturgia dopo 400 anni nei quali c'è stato un sostanziale,immobilismo.

ma che bisogno c'era di riformare la liturgia? La Sacrosanctum Concilium ha dato alcune indicazioni, ma nessuna di esse è stata rispettata. Una per tutte (potrei ricordarne molte altre), ad esempio: si poteva prevedere il volgare per le letture, ma in realtà alla fine è stato 'volgarizzato' -nel senso letterale del termine- l'intero rito...

Per quattro secoli ,dal Concilio di Trento alla riforma post Vaticano II,la liturgia è rimasta pressoche' immobile,se si eccettuano rarissimi e timidi tentativi di riforma.

l'unico 'tentativo' di riforma, se così si può chiamare, è quello del triduo pasquale operato da Bugnini all'epoca di Pio XII e la cancellazione del 'perfidis' (che tra l'altro vuol solo dire privi di fede), dalla "preghiera del venerdì santo per la conversione degli ebrei all'epoca di Giovanni XXIII.

Ma riforma non vuol dire rivoluzione e un rito antico, sacro e solenne come la Santa e Divina Liturgia, può tutt'al più subire dei ritocchi (semmai frutto del lavoro di fior di liturgisti che siano anche uomini di fede provata e non di un semplice laico, ad esempio, come l' iniziatore del cammino oppure di una commissione di protestanti guidata da un massone!) ma la sua 'forma', che è veicolo e tramite di una 'sostanza' indicibile, deve essere custodita e vissuta così come ci è stata tramandata da generazioni di credenti. Quello che è mancato e che manca è la catechesi per aiutare le persone a riconoscere e vivere, nei segni e nei sublimi intraducibili testi (per la cui comprensione soccorre la versione bilinque dei messali) i significati teologici e salvifici che rappresentano l'Opera del Signore... ed è doloroso dirlo, proprio questi si sono persi o si è cercato di diluirli fino a cancellarli!

La liturgia è stata schiava di un fissimo che e'all'origine di molti problemi di oggi.

nella Chiesa non esiste 'fissismo' esiste 'fedeltà' di anime viventi nel Vivente... chi non sa di cosa sta parlando sarebbe meglio che tacesse!

Ne cito uno su tutti:La scarsa partecipazione dei fedeli. Gia'nel settecento e anche ottocento,ci furono timidi tentativi di riforma.

altro grosso equivoco che scambia il 'partecipare' con il 'fare' e con il 'protagonismo'. Nel Sacro Rito il Protagonista è Uno solo: la mia partecipazione non aumenta se rispondo alle formule a voce alta o possao andare all'ambone a proclamare le letture ocanto sguaiatamente. Partecipazione è consapevolezza e attenzione e apertura di cuore e accoglienza e offerta a ciò che ACCADE e si svolge nonchè Adorazione nel sacro Silenzio a Chi si fa Presente Realmente e molto altro ancora!

mic ha detto...

(segue)

E' opinione diffusa,per esempio,che,il Concilio Vaticano I,se non fosse stato interrotto dalla breccia di Porta Pia e conseguente occupazione di Roma (con fuga dei padri cociliari),avrebbe messo,
senz'altro,mano alla riforma della liturgia. E' noto,inoltre,che gia da inizio 900 ,con il sorgere del movimento liturgico,si comincio' a parlare di riforma liturgica.


Questa è fantastoria: il movimento liturgico, già allora operante, certamente non avrebbe mai operato i tagli e le modifiche selvagge di Bugnini & C.

Gia'Pio X introduceva il libricino bilingue con la versione in italiano constatando la difficile comprensione del latino,prevenendo l'uso della lingua volgare.

il libricino bilingue all'epoca serviva a colmare la distanza che già si era creata tra il popolo e il latino, diventato ormai lingua più della cultura che del volgo... ma non ne prevedeva l'uso per la celebrazione, prevedeva il raffronto e la conoscenza del testo per la partecipazione actuosa. La mia nonna non conosceva il latino, ma mi ha insegnato il Pater Ave e Gloria, il Credo, il Confiteor, il Veni Creator ed altro in un latino perfetto!!!

La Mediator dei di Pio XII che avrebbe aperto le porte alla riforma post Vaticano II.

questa è una baggianata colossale! La Mediator Dei è l'enciclica che parla dell'anche vostro "insano archeologismo liturgico" e se la leggi bene dovresti fuggirtene a gambe levate per quanto ne siete lontani!!!

mic ha detto...

(segue)

Uno dei piu' grandi problemi che afflige la litugia di oggi, piu' che la presenza di abusi liturgici è la ancora scarsa partecipazione dei fedeli.

la partecipazione dei fedeli è scarsa perché non ci sono più santi sacerdoti, guide sicure e manca chi ti introduce ai misteri del Regno! A chi ti dice cos'è davvero la Messa, cosa accade e come ti ci devi preparare e accostare... il resto sono chiacchiere!
Padre Pio o il Curato d'Ars celebravano e basta: bastava rimanere immersi in quello che vivevano e rendevano presente per esserne edificati e ricevere tutte le Grazie che ne fluivano e che fluiscono da ogni Santo e Divino Sacrificio e non dalla "festa dell'assemblea"!

Molti fedeli assistono ancora alla liturgia passivamente,
non partecipano.Assiste come ad uno spettacolo ovviamente senza generalizzare.Questo è una piaga difficile da estirpare.


perché, per te assistere attivamente significa cantare a squarciagola, battere le mani, fare le risonanze, le solite preghiere dei fedeli stereotipate, la danza davidica per ritrovare l'"allegria"???
Vergogna, per chi vi ci ha indotti e per chi vi ci fa rimanere!!!

E'inutile nasconderlo cio' è dovuto a quattro secoli di Messa Tridentima il ,quale è senz'altro un rito bello e solenne, ma ha tra i suoi difetti un eccessiva distanza,
anche fisica(es la balaustra),
tra celebrante e assemblea che relega i fedeli ad un ruolo di spettatori che c'erano o meno era uguale.Ostacoli linguistici il latino che pochi comprendevano.Il Celebrante di spalle che quando non c'erano i microfoni e nelle Chiese antiche nessuno riusciva a sentire neanche.Da questo poi venne che i fedeli recitavano le novene il Rosario durante la Messe cose che sono avvenute ne ho le prove da anziani Sacerdoti e fedeli.Un anziano Sacerdote professore di latino in seminario morto da qualche anno mi confidava,tra l'ilarita',di Messe Tridentine nelle quali il popolo storpiava il latino traformandolo in dialetto.Oppure suore le quali recitavano il breviario in un finto latino dialettizzato.Non sono luoghi comuni ma la verita'


vergogna per questi indegni luoghi comuni spacciati per verità, che pretendono di assolutizzare qualche inconveniente (io ho la testimonianza contraria di mia nonna e di tante persone come lei che sapevano bene cosa pregavano e quello che accadeva durante la Messa!)
superabilissimo con una vera catechesi...

credi che non sappia che sono cose dette e ripetute dai catechisti NC, dai modernisti più accesi e che non corrispondono alla verità ma sono solo pretesti per giustificare l'indegno sovvertimento del cuore e dei fondamenti della nostra Fede cattolica?

Sivan ha detto...

Questa perla è da incorniciare: “La liturgia è stata schiava di un fissismo che è all'origine di molti problemi di oggi. Ne cito uno su tutti: la scarsa partecipazione dei fedeli.”
Infatti oggi, dopo la rivoluzione, i fedeli si riversano alla Messa come un fiume in piena!
Veramente le chiese ed i seminari sono pieni come mai in passato…
Per favore…

mic ha detto...

un'altra chiosa a questa baggianata di "la Verità..."!
Ho cercato anche di mettere qualche spazio alle sue parole per dare respiro a un testo soffocante da leggere anche per l'impostazione così convulsa da abolire tutti gli spazi!

E' inutile nasconderlo cio' è dovuto a quattro secoli di Messa Tridentima il quale è senz'altro un rito bello e solenne, ma ha tra i suoi difetti un eccessiva distanza, anche fisica (es la balaustra),

dimentichi (ma la verità è che nessuno ti ha mai insegnato) che la balaustra è sì un elemento di 'separazione', e non tra sacerdote e fedeli, ma tra lo spazio profano delle navate e lo spazio sacro del 'presbiterio' (il luogo in cui potevano aver accesso i sacerdoti, il cui centro è l'Altare, sopraelevato di tre simbolici gradini, il cui Santo dei Santi è costituito dal Tabernacolo)

tra celebrante e assemblea che relega i fedeli ad un ruolo di spettatori che c'erano o meno era uguale.

nell'ordine spirituale non è lo spazio o gli elementi architettonici che creano 'separazione', se non per indicare un 'segno'

ed è 'distinzione' per non creare confusione tra ciò che rimanda al Soprannaturale e ciò che soprannaturale non è ed attende di esservi assimilato! Distinzione non è separazione: è mettere ognuno al suo posto!
I fedeli non sono mai stati semplici spettatori e non hanno mai rivestito un ruolo (come in una recita): essi, insieme al sacerdote che rappresenta il Capo, cioè Cristo, sono le membra del "Corpo Mistico del Signore" e sono sempre stati 'partecipi' dei Sacri Misteri, non di una Cena conviviale!
Il fatto di essere 'separati' solo materialmente non li ha mai 'relegati', ma ha dato e dà loro la giusta dimensione, mentre nessun vero fedele si sente mai relegato durante la Messa, anzi, raggiunto, accolto, salvato, liberato, guarito, plasmato e quant'altro di grande e di bello ti puoi immaginare e poi anche portare nella vita ...

Ostacoli linguistici il latino che pochi comprendevano.

il discorso del latino, lingua sacra, già codificata dal II secolo per rivolgersi al Signore (non il linguaggio, ordinario usato per andare al mercato)... intraducibile per la profondità e sublimità di termini non più usati, ma che conservano per chi vuole (e chiunque, se vuole, lo può) conoscerli, tutto il meraviglioso, 'saporoso', salvifico, solenne, indicibile e sanante e ri-generante significato... discorso fatto migliaia di volte, ma che ti scivola addosso come fosse acqua su una superficie perfettamente impermeabile, anzi addirittura stagna...

Il Celebrante di spalle

il celebrante non era e non è "di spalle", ma è rivolto, insieme ai fedeli, verso il Signore... quante volte l'abbiamo detto! Cosa ci vuole per farvelo capire... e dai sempre con lo stesso ritornello!

che quando non c'erano i microfoni e nelle Chiese antiche nessuno riusciva a sentire neanche.

quando non c'erano i microfoni e la gente non sentiva, a parte che spesso le preghiere più solenni venivano salmodiate (esclusa la Consacrazione che non si è mai pronunciata ad alta voce per non profanarla), i fedeli erano talmente compenetrati e consapevoli da quel che si celebrava e accadeva che sicuramente partecipavano più attivamente e si lasciavano 'toccare' dal Signore più che oggi che è tutto così esplicito e reso fruibile (ma noti come già il termine 'fruibile' appartiene ad un linguaggio utilitaristico, mercantile, che non ha niente a che vedere con ciò di cui stiamo parlando?)

Emma ha detto...

Ci tocca ancora di leggere queste falsità sulla Santa Messa tridentina!

CHE NOIA...slogan, menzogne, e non parlo di ignoranza perchè probabilmente colei o colui che scrive SA di mentire, ma forse è solo un pappagallo perfettamente addestrato, che restituisce fedelmente e invariabilmente ciò che gli è stato ficcato nella sua testolina.

In ogni caso, sembra grande il timore di questi pappagalli urlanti che vedono l`interesse sempre crescente, ovunque nel mondo, per la santa Messa Tridentina, non resta loro che il tentativo di screditarla, ma i loro sforzi son vani e sopratutto RIDICOLI!

miciomacio ha detto...

Quindi dss e la verità ecc. ecc.
vorreste dire che 2000 anni di liturgia sono tutti sbagliati fino al 1965 quando termina il CVII? Quindi i santi, i padri della chiesa, le encicliche e tutta la Chiesa cattolica è stata in errore ?
Sentiamola questa... mi spiegate ?

Caterina63 ha detto...

NUOVE NOMINE IMPORTANTI:

a mons. Piero Marini vengono affiancati nomi illustri....
PER AIUTARLO...? ^__^

Il Santo Padre ha nominato Membri del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali gli Eminentissimi Signori Cardinali:
Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace,
e Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti;

i Reverendi Padri: Wojciech Giertych, o.p., Teologo della Casa Pontificia, e Theodore Mascarenhas, s.f.x., della Società dei Missionari di San Francesco Saverio (Society of Pilar), Officiale presso il Pontificio Consiglio della Cultura.


Vi rammento che nel 2011 è previsto il Congresso Nazionale Eucaristico ad Ancona...
^__^

mic ha detto...

Per "dss", alias "La verità..." (stile soffocante inconfondibile):

Cara MIC le tue considerazioni sul Summorum Pontificum e sul Concilio Vaticano II sono sbagliate.Il Summorum Pontificum non è stato promulgato come un antidoto ai problemi della liturgia odierna ne'vuole sconfessare la riforma liturgica post Vaticano II.

dove ho fatto un'affermazione che giustifica questa replica non richiesta?
Io ho citato una delle tante indicazioni della Sacrosanctum Concilium (la costituzione dogmatica conciliare) non applicate o applicate in maniera arbitraria.

In ogni caso il Summorum Pontificum dichiara con fermezza che l'Antico Rito NON E' MAI STATO ABROGATO, in realtà non poteva esserlo e, quanto al nuovo, e alla loro comparazione, leggi le dichiarazioni dell'allora card. Ratzinger (Le citazioni sono tratte da "La mia vita" di Joseph Ratzinger) :

"Pio V si era limitato a far rielaborare il messale romano allora in uso, come nel corso vivo della storia era sempre avvenuto lungo tutti i secoli. Non diversamente da lui, anche molti dei suoi successori avevano nuovamente rielaborato questo messale, senza mai contrapporre un messale a un altro. Si è sempre trattato di un processo continuativo di crescita e di purificazione, in cui, però, la continuità non veniva mai distrutta. Un messale di Pio V che sia stato creato da lui non esiste. C'è solo la rielaborazione da lui ordinata, come fase di un lungo processo di crescita storica [..] Ora, invece, la promulgazione del divieto del messale che si era sviluppato nel corso dei secoli, fin dal tempo dei sacramentali dell'antica Chiesa, ha comportato una rottura nella storia della liturgia, le cui conseguenze potevano solo essere tragiche. Come era già avvenuto molte volte in precedenza, era del tutto ragionevole e pienamente in linea con le disposizioni del Concilio che si arrivasse a una revisione del messale, soprattutto in considerazione dell'introduzione delle lingue nazionali. Ma in quel momento accadde qualcosa di più: si fece a pezzi l'edificio antico e se ne costruì un altro, sia pure con il materiale di cui era fatto l'edificio antico e utilizzando anche i progetti precedenti".

E' per questo che il Papa sta facendo di tutto per portare avanti la Riforma della Riforma, non l'hai ancora capito?

mic ha detto...

(segue)

Anzi il Papa Bendetto XVI, nel Summorum, loda lo sforzo di Papa Paolo VI di riformare la liturgia.Il Papa lo afferma chiaramente!La tua è una visione falsa che travisa il pensiero del Papa attuale.

se leggi bene le sue parole citate sopra puoi verificare l'inesattezza di questa tua affermazione

La soluzione non è nel tornare al 1962o ancora prima.Sarebbe un errore gravissimo.Tu mistifichi e tradisci il pensiero e le intenzioni del Papa Benedetto XVI.Il Summorum Pontificum ha voluto solo permettere a ,chi e' legato alla Messa Tradizionale,di poterla seguirla liberamente.

a me pare che sei tu che mistifichi e tradisci il pensiero del Papa, se teniamo conto delle sue affermazioni da ma citate (ce ne sono molte altre e in più la prova concreta di come sta ri-sacralizzando e cercando di riparare lo scempio di un rito millenario).

Questo pero' senza escludere l'uso del Messale del 1969.Il Papa non vuole annullare la riforma liturgica o il Messale del 1969 che,te lo ricordo,rimane la forma ordinaria del Rito Romano.Non esiste ne' ora ne' esistera'in futuro che si ritorni,per tutta la Chiesa,al Messale del 1962.Sarebbe un errore,inutile.

e chi ha detto questo? Tuttavia, è innegabile che il Papa sta cercando di rendere più cattolica, ma soprattutto più sacra e solenne la celebrazione col nuovo messale

I padri del Concilio e la commissione incaricata di fare il nuovo Messale del 1969 non erano dei pazzi,sovversivi,massoni nemici della Chiesa.Queste accuse a carico di Mons Bugnini sono menzogne gravissime infamanti.

che Bugnini fosse Massone ci sono le prove; tant'è che il Papa, saputolo, lo allontanò spedendolo nunzio in Iran. Inoltre nella sua Commissione c'erano ben 6 protestanti. E fu Bugnini, forte della fiducia che Paolo VI gli aveva accordato, che vanificò tutte le osservazioni dei Padri conciliari. C'è addirittura un'esplicita dichiarazione di voler rendere, con la riforma (e questo non era certa richiesto dal concilio), la celebrazione più vicina e condivisibile con i "fratelli" protestanti, col rischio, ormai non più tanto remoto di cadere nella stessa eresia: il "sacrificio" così diluito che ormai è quasi cancellato dalla coscienza dei fedeli cattolici. Questo ormai è storia... anzi una gran brutta storia...

La Messa del 1962 non era esente da difetti.E' un errore idealizzarla! non e' perfetta e come ci vorreste far credere.Sono convinto che i difetti di quel rito li stiamo pagando ancora oggi.Assolutizzare il Messale del 1962 facendone un "idolo" e' sbagliato.E' una forma di idolatria.Non esiste un cattolicesimo autentico e uno finto.Mi sembra molto presuntuoso da parte tua pensare di essere gli unici veri cattolici escludendo tutti gli altri

se hai capito che io abbia fatto addirittura un'idolo di una Messa sacra per due millenni, della quale non mi sembra di parlare in termini ideologici, ma di riverente e 'saporosa' esperienza, non resta proprio nulla da dire...
Inoltre nell'affermare la mia identità cattolica io non ho escluso nessun altro: ho solo 'mostrato' qualcosa del vero cattolicesimo... sta a chi legge trarre le sue conclusioni

Paolo156 ha detto...

domanda x Mic:
ma secondo te Dio dove sta?
e
secondo la Chiesa dove si trova?

Ciao

Stefano78 ha detto...

ma secondo te Dio dove sta?


Dio STA nel Santissimo Sacramento!

Dio STA nella Divina Liturgia, per mezzo di Essa, Egli DONA, SANTIFICA, GUIDA, PASCE, CONFORTA. La Divina Liturgia è MEZZO DI DIO, PER DIO, IN DIO. E' SUO! Non è di nessuno di NOI! E il giusto intento di rendere più "partecipata" la Divina Liturgia, NON PERMETTE A NESSUNO, FOSSE ANCHE UN ANGELO DAL CIELO, di violentare il "Luogo Santo"!

Il cumulo di pregiudizi ideologici che ho letto mi fanno un gran male e fanno male prima a chi li ha scritti. Che li ha scritti mosso da un'ideologia! Sostenuta o "imparata"! I Papi, i documenti, NON SERVONO A NULLA DI ALTRO se non ad essere PIEGATI marxisticamente (Marx era un filosofo! Non è necessario essere comunisti per sposarne la filosofia MATERIALISTICA!) alla propria ideologia A PRESCINDERE DA QUELLO CHE STABILISCONO!

Tanto è per la COstituzione sulla Liturgia del COncilio Vaticano II, la quale è il più grande atto di sconfessione di questi ultimi 40 anni di distruzione genocida!

Ciò che vuole il Papa, con il Motu proprio e più ancora con l'inizio della Riforma EFFETTIVA che dovrebbe scaturire e che non si è attuata in questi 40 anni, è CHIARO! E' scritto a chiare lettere e la sostanza e lo spirito di queste lettere è VISIBILE in tutti gli atti di governo del Pontificato! Tutti, anche quelli che insieme alle esortazioni e agli incoraggiamenti, chiedono a movimenti come il CNC di PURIFICARSI, di correggersi, di integrarsi e di sottomettersi! Tutte richiesto ignorate perchè si scontrano con l'Ideologia di "dio". COn l'Uomo che si fa dio!

secondo la Chiesa dove si trova?


La CHiesa si trova là dove c'è Pietro! E dove egli Guida la barca secondo la rotta stabilita dal CAPO del Corpo!DIO! LA Chiesa si trova dove Sta il SAntissimo Sacramento! Il Santissimo è il CUORE della Vita! Senza il Santissimo non ci sarebbe vita! Ma è assolutamente e perfettamente INUTILE "confrontarsi" su questi temi quando il risultato è leggere la triste propaganda di chi o è indottrinato o è sostenitore dell'Ideologia!

mic ha detto...

La Chiesa si trova anche su questo blog, in noi che la difendiamo e, se c'è la Chiesa, c'è anche il Suo Signore che è in cielo in terra in ogni luogo e nel cuore e nella vita dei Suoi...

Paolo156 ha detto...

Vedi Mic che è difficile la comunicazione, non v'è venuto il dubbio?
mi sa che la 2^ domanda non l'avete capita.

"Secondo la Chiesa Dio dove sta?"
oppure
"Dio dove sta secondo la Chiesa".
Almeno ci capiamo.
***********

mic ha detto...

Caro Paolo156
Sai perché dici che la comunicazione è difficile e che non abbiamo capito?

perché tu non lo sai quello che dice la Chiesa e che nella mia risposta era contenuto, con in più alcune altre conclusioni che rispecchiano quel che ne ho assimilato

7. Dov'è Dio?
Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo: Egli è l’Immenso.


se lo dice il Catechismo di S. Pio X non credo si possa pensare che quel che la Chiesa dice oggi sia diverso da quel che diceva prima... se così fosse, davvero avremmo un' "altra" Chiesa!

In ogni caso, ora due domande te le faccio io:

1. potresti confutarmi quel che dice il Catechismo di Pio X?
2) potresti dirmi perché non comprendi quel che ho detto nell'altro post? ...che non è che siano cose estranee agli insegnamenti della Chiesa!

Paolo156 ha detto...

xchè nell'altro post mi hai detto dove si trova la chiesa (anche Stef), io non l'avevo chiesto.

Grazie cmq della risposta

Paolo156 ha detto...

ma ti sembra che io mi metta a confutare qulcosa a voi ?
Mai avuto questa pretesa.
(Lo sai che mi son dovuto leggere nel diz. cosa significa confutare.)

mic ha detto...

Quanto alla Chiesa, Corpo e Sposa di Cristo, essa sta nella Comunione dei Santi, resa tale dal Signore, perché è costituita da tutti coloro che sono uniti in Lui, comprende i cristiani di ogni tempo e di ogni luogo e consta di una realtà visibile e di un'altra non percepibile con in sensi, ma che il credente la sperimenta nella Fede.

Nel suo insieme la Chiesa è:
quella militante, (che siamo noi, finchè siamo su questa terra) ;
quella purgante (le anime del Purgatorio);
quella triofante (le anime che sono già nella gloria del Paradiso)

Poi potremmo scrivere un trattato su dove possiamo incontrare e sperimentare la vera Chiesa, che non si concretizza solo nella comunità concreta e visibile né tantomeno solo nelle comunità appartenti al cammino nc...

Paolo156 ha detto...

Mi auguro che i fratelli del CNC rispondano anche loro alle mie due domande.
-
xMic
Non credo che oggi la Chiesa dica una cosa diversa di prima.
-
Penso che se dice e permetta di dire "Dio lo trovi nei fatti quotidiani della tua vita" non smentisca quello che S. PIOX aveva scritto.

mic ha detto...

ma ti sembra che io mi metta a confutare qulcosa a voi ?
Mai avuto questa pretesa.
(Lo sai che mi son dovuto leggere nel diz. cosa significa confutare.)


non ti avevo chiesto di confutare qualcosa a noi, ma quel che dice la Chiesa, nel Catechismo di S. Pio X, solo perché è più stringato ed essenziale

adesso che sai cosa significa confutare, se non hai niente da confutare, vuol direche ti hanno insegnato le stesse cose?

mic ha detto...

Penso che se dice e permetta di dire "Dio lo trovi nei fatti quotidiani della tua vita" non smentisca quello che S. PIOX aveva scritto.

era quello che intendevo io, quando ho detto che Dio si trova anche su questo blog...

però bisogna andarci un po' cauti, perché non credo che che possiamo pensare che Dio si trova anche su questo blog anche qualora dicessimo menzogne

né posso dire che si trova nei "fatti quotidiani della mia vita" nei momenti in cui commetto qualche peccato grave e, proprio per questo, mi distacco da Lui!

Dire che Dio si trova nei fatti quotidiani della tua vita significa dire tutto e dire niente... sembra una cosa molto concreta, e lo è ed è anche vera (tenuto però conto di quello che ho detto), ma ti rendi conto di quanto banalizza la Soprannaturalità, la Divinità, l'Alterità di Dio e lo riduce a quel quotidiano che lui vivifica, a cui dà senso, che redime e sacralizza, ma che non può essere vissuto in maniera né automatica né così banale e riduttiva con uno slogan buttato lì..

Non si può prescindere dalla concretezza, ma non si può ridurre tutto ad essa!

mic ha detto...

Caro Paolo, ti prego di considerare attentamente quello che inserisco di seguito, molto essenziale e per nulla impegnativo; ma anche molto chiaro limpido preciso e completo, tenendo conto che per parlare di Dio e poter entrae il relazione con Lui occorre quanto meno conoscerne gli attributi e le azioni principali (e è compito della Chiesa insegnarle e poi mostrarne e veicolarne gli effetti):

1. Chi ci ha creato?
Ci ha creato Dio.

2. Chi è Dio?
Dio è l'Essere perfettissimo, Creatore e Signore del cielo e della terra.

3. Che significa perfettissimo?
Perfettissimo significa che in Dio è ogni perfezione senza difetto e senza limiti, ossia che Egli è potenza, sapienza e bontà infinita.

4. Che significa Creatore?
Creatore significa che Dio ha fatto dal nulla tutte le cose.

5. Che significa Signore?
Signore significa che Dio è padrone assoluto di tutte le cose.

6. Dio ha corpo come noi?
Dio non ha corpo come noi, ma è purissimo spirito.

7. Dov'è Dio?
Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo: Egli è l’Immenso.

8. Dio è sempre stato?
Dio è sempre stato e sempre sarà: Egli è l’Eterno.

9. Dio sa tutto?
Dio sa tutto, anche i nostri pensieri: Egli è l’Onnisciente.

10. Dio può far tutto?
Dio può far tutto ciò che vuole: Egli è l’Onnipotente.

11. Dio può fare anche il male?
Dio non può fare il male perché non può volerlo, essendo bontà infinita, ma lo tollera per lasciar libere le creature, sapendo poi ricavare il bene anche dal male.

12. Dio ha cura delle cose create?
Dio ha cura e provvidenza delle cose create e le conserva e dirige tutte al proprio fine, con sapienza, bontà e giustizia infinita.

13. Per qual fine Dio ci ha creati?
Dio ci ha creato per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e per goderlo poi nell'altra in paradiso.

Quando hai incamerato e assimilato e fatto tue queste essenziali realtà (per le quali non hai neanche bisogno di consultare il vocabolario), dentro di te prende consistenza un'immagine di Dio che ti consente di rapportarti con Lui con maggiore verità e consapevolezza, piuttosto che rimanere sul vago, non trovi?

mic ha detto...

... Ovviamente c'è dell'altro e il tutto va sviluppato, meditato per comprenderne la portata, che è inesauribile, e poi assimilato, con l'aiuto della Grazia, che certe cose te le scrive sempre più profondamente nel cuore, così poi entrano nella tua vita e possono rendere veramente significativi e preziosi anche i "fatti quotidiani" in cui Lo incontri Lo riconosci, Lo porti agli altri, anche!

mic ha detto...

Altra piccola chiosa e poi chiudo:

se non Lo ricevi, ma prima ancora il Signore non si offre nell'Eucaristia, non puoi nemmeno incontrarLo o portarLo nei "fatti quotidiani"!!!
Perché non ti soffermi con più attenzione anche su quel che ha scritto Stefano?

Paolo156 ha detto...

Lo vedi che se non parliamo del CNC siamo daccordo.

Eppure io sono NC e ringrazio Dio per avermelo dato.

Tu no.
Ma va bene uguale, io ho il mio tu hai il tuo e Dio ha noi due.

Questo e' bellissimo

FREEDOM ha detto...

carissimi fratelli dell'osservatorio

il motu proprio del papa Benedetto XVI che concede più ampia facoltà di utilizzare il messale di Pio V e riformato da Giovanni XXIII , è, a a mio parere la prova della disonestà liturgica del cammino. Infatti il papa non impone la messa in Latino ma da la possibilità che coesistano, la messa ordinaria (quella del messale ordinato da Paolo VI del 1970 e che tutti conosciamo), e una straordinaria quella del messale di pio V riformata da Giovanni XXIII, rito che venne usato anche dai padri conciliari.La disposizione del celebrante, se rivolto verso l'altare o verso il popolo è una questione decisamente secondaria. Ciò che conta , è che in ogni caso le preghiere si dicono a Dio e non alla gente anche con il "messale nuovo"....Il concilio vaticano II non ha affatto annullato la tradizione e il magistero precedente anzi gli insegnamenti del concilio si capiscono correttamente solo se si riconosce la continuità con gli insegnamenti della chiesa di sempre.
Tra molti intellettuali della domenica vige l'idea che prima era peggio adesso è meglio. Prima la chiesa era oiramidale , chiusa adesso è comunitaria aperta. Il concilio vaticano II con le sue riforme sarebbe un sorta di rifondazione cristiana. Questa è una semplificazione fuorviante. Ogni discepolo del regno dice Gesù nel Vangelo è simile al padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose antiche e cose nuove. Non possiamo ancora dire quali ricaduta avrà questo provvedimento nel nostro territorio ma su un punto dobbiamo essere tutti d'accordo, i concili ecumenici riconosciuti dalla Chiesa Cattolica sono 21, e accanto ad essi c'è un grande magistero di magistero e di dottrina, solo nel solco luninoso di questa storia bimillenaria. risplende in piena luce, la vera , straordinaria grandezza del concilio vaticanoII.
Grazie
Freedom

mic ha detto...

i concili ecumenici riconosciuti dalla Chiesa Cattolica sono 21, e accanto ad essi c'è un grande magistero di magistero e di dottrina, solo nel solco luninoso di questa storia bimillenaria. risplende in piena luce, la vera , straordinaria grandezza del concilio vaticanoII.
Grazie Freedom


il problema, caro Freedom. è che a partire dal cammino, il concilio è considerato l'evento "rifondante la Chiesa".
Tra l'altro nell'ambito degli stessi documenti conciliari difettano i consueti riferimenti ai precedenti magisteriali (il che davvero garantirebbe la tanto proclamata 'continuità') e spesso in essi abbondano, come del resto nei documenti post-conciliari le citazioni intrecciate dell'uno con l'altro...

Tutto questo, insieme all'introduzione di proposizioni nuove e ad un'interpretazione arbitraria e modernista di alcune proposizioni tanto ambigue da consentirlo, ha davvero trasformato Chiesa in qualcosa d'altro da quello che era e che è per divina istituzione...

Se il Papa invoca la 'continuità' è perché è consapevole che, senza l'aggancio al Magistero Perenne, qualunque riforma sarebbe avulsa dalle Radici e quindi sterile... ma in realtà ci sono degli ambiti, primo fra tutti quello Liturgico, in cui questa continuità andrebbe ritrovata ma soprattutto ri-affermata solennemente proprio dal Papa.

Questa riaffermazione solenne ("Pietro conferma i tuoi fratelli") è indispensabile per por fine ai tanti abusi ed alla grande apostasia che dilaga e sta letteralmente distruggendo la nostra cristianità, custodita solo da un 'piccolo gregge', anche abbastanza sparso...

Solo la mano del Signore che guida i Suoi fedeli, potrà porre fine a tutto questo. Lentamente e sommersamente sta già avvenendo... chissà se ci sarà dato vederne gli effetti, che non potranno non mancare, ma non ne conosciamo i tempi?

Caterina63 ha detto...

Paolo156 ha detto...
domanda x Mic:
ma secondo te Dio dove sta?
e
secondo la Chiesa dove si trova?

Ciao

***************************

Ti risponde Gesù:
Egli sta CON I SUOI e con chi NON è contro di loro....^__^

c'erano discepoli che NON ESSENDO DEI "NOSTRI" scacciavano demoni in nome di Gesù, Gesù raccomanda loro di non rimproverarli "perchè chi non è contro di noi, è con noi"...

Ma è Giovanni a specificare l'essenza di come si è dei "nostri"
nelle sue tre Lettere apostoliche....

Inoltre è Benedetto XVI che spiega in diverse udienze come Dio "SIA DALLA NOSTRA PARTE" il Papa usa proprio questo termine per sottolineare che "non chi dice Signore, Signore, MA CHI FA LA VOLONTA' DEL PADRE MIO...."
a rimarcare appunto che è dei "nostri" chi OBBEDISCE ALLA CHIESA, OBBEDISCE A PIETRO CON IL QUALE ABITA IL VERO DIO e non una delle tante immagini che ci si crea a tavolino con nuove catechesi e atti arbitrari per modificarne le fondamenta dottrinali...

Non sarebbe autentico un Dio che con il Papa dice una cosa e con gli altri fa l'esatto contrario indebolendo L'ECCLESIALITA' E LA COMUNIONE NEL CULTO in quel parlare "un cuor solo ed un anima sola", unico elemento indispensabile per riconoscere chi è dei "nostri" e chi non lo è nonostante si dicano "cristiani"...

^__^

mic ha detto...

Dice Paolo:
Lo vedi che se non parliamo del CNC siamo daccordo.

l'asci intendere che condividi quello che ho detto e in particolare:

1. che Dio è in cielo in terra in ogni luogo, anche qui, nelle nostre povere parole che parlano di Lui e ascoltandoLo, perché Egli rimane e si manifesta e opera fino alla fine dei tempi nella Sua Chiesa e nel cuore e nella vita di ogni fedele in comunione con Lui in Cristo

2. che può essere anche "nei fatti quotidiani della tua vita", ma solo alle condizioni che ho indicato

3. che oltre alla concretezza della comunità di appartenenza, che non può essere l'unico luogo della presenza di Dio, occorre alzare lo sguardo alla Soprannatura, perché Dio appartiene al Soprannaturale (ricordi l'Immenso, Infinito, Onnipotente, Onniscente, che possiamo anche nominare nella Sua infina Bonta Verità e Bellezza?)

e la comunità concreta, ogni "fatto quotidiano della tua vita" non sono nulla se non sono fecondati, permeati, redenti dalla Presenza del Signore, dalla Sua Grazia santificante che è un dono soprannaturale che non è scontato e già presente - a questo proposito dovremmo parlare dell'immanentismo, dell' antropocentrismo introdotti dal concilio, e qui non ti basterebbe il vocabolario - ma dico con semplicità che occorre allargare, alzare lo sguardo al Soprannaturale, da cui la natura decaduta, che pure da esso proviene, riceve la sua redenzione, il suo riscatto, la vita nuova, nel Figlio, nel quale il Padre si compiace e rendersi conto che "senza di Lui non possiamo far nulla" e non siamo nulla e se non ci attacchiamo, aderiamo a Lui, rimanendoci con la Fedeltà (questa è la vera Fede) non bastano suoi simulacri affascinanti e coinvolgenti a salvarci... magari ci fanno 'sentire' salvi attraverso un'emozionalità esaltata, ma c'è differenza tra il soggettivo 'sentirsi' e l'oggettivo 'essere', fatto ontologico (che appartiene all''essenza', profonda e reale, non all'apparenza come il 'sentire' che può rivelarsi illusorio)

Ma chi ce le dice più queste cose? Adesso vanno più di moda:

-gli psicologismi (in luogo delle profondità delle Verità di Fede) che scuotono;

-i sensazionalismi (invece della semplicità densa di verità che resta sommersa e non riconosciuta) che coinvolgono e creano dipendenza,

-la spettacolarizzazione (invece della sobrietà della Verità) che cattura l'attenzione e l'interesse sulla 'rappresentazione' della supposta verità e alla fine lo svia dal vero obiettivo

-i 'metodi', le strategie umane costruite a tavolino (invece della Via che è il Signore) che ingabbiano nella loro rigida struttura e forgiano l'uomo ad immagine di essa soffocando l'immagine del Creatore e allontandolo dalla 'somiglianza'...

- potrei continuare esprimendo fatti concreti... ma chi ha orecchi per intendere già sa di cosa sto parlando...

ed è proprio un metodo, che si definisce "IL" metodo a insegnare che Dio è "nei fatti quotidiani della tua vita" e NON LA CHIESA, perché la Chiesa fa i suoi bei distinguo, che ho specificato e che ti portano alla Verità e non all'illusione!

a questo punto ritieni ancora che possiamo essere d'accordo?

mic ha detto...

magari l'impressione di essere d'accordo ti è venuta dal fatto che ti sembrava di poter aderire a tutto quel che avevo espresso, come se coincidesse alla perfezione con gli insegnamenti che ricevi;

ma ad un esame più attento e approfondito, che va oltre il 'suono' delle parole e i concetti approssimativi che se ne traggono, e ne sminuzza il significato vero di cui sono portatrici schiudendo gli usci ad una comprensione più vera e profonda, allora ecco che vengono fuori le differenze, che ci sono e sono innegabili e fondamentali...

Psyco ha detto...

la Chiesa si trova in ogni cristiano che testimonia Cristo dando le ragioni della sua fede o, spesso, anche senza parlare.

Ovvio che qui si usino calibrate e vibranti parole!
Grazie Mic per la tua carrellata appassionata, vorrei avere il tempo di intervenire più spesso

Manilo ha detto...

Si parla molto (giustamente) di dove si trovi Dio, di 'come' e 'dove' parli Dio.
Colgo perciò l'occasione di toccare un altro punto dolente del cammino.

Dando per scontato che sappiamo come e dove parli Dio, un'altra domanda fondamentale è: come parlare A DIO?

Immaginiamoci la scena.
Un padre di famiglia torna a casa, e con grande gioia vede lì un figlio che era stato a lungo lontano dalla famiglia. Lo vuole abbracciare, vuole parlare con lui. Il bimbo è piccolo, ma il padre con gioia si 'abbassa' al suo livello perché lui possa dargli un bacio, consolarlo delle tante sofferenze e offese ricevute, perché il bimbo possa ricevere tutto il suo amore,che vuole dargli in abbondanza.
Ma che fa il bimbo? Non dice una parola, non dà un bacio a suo padre! Prende un dispositivo di memoria e REGISTRA con accuratezza le parole del padre. Poi prende e va via, va da altri fratelli e discute delle parole del padre, testimonia quanto siano belle, invita altri a credervi.
Ma il padre resta lì, SOLO, mentre il figlio ne parla magari con grande entusiasmo. Il figlio però, nel profondo, conserva una profonda tristezza, perché in fondo non è entrato nel Vento dell'Amore!
La scena è emblematica di diverse situazioni nel cammino.

Tutto intorno a me, recita un noto spot.
Il membro del cammino prende, ascolta, legge, è bombardato da catechesi notturne, estenuanti convivenze.
Ma MAI (e per moltissimi anni) che sia fatta una catechesi sulla preghiera PERSONALE con Dio, volta a coltivare un rapporto PERSONALE con il Padre.
Sbagliatissimo (sento già le obiezioni) introdurre alla preghiera con la Liturgia delle Ore (e dopo anni!), che è preghiera della Chiesa e che deve venire DOPO quella diretta e personale.
Inutile la 'preghiera spontanea' se non posso amare Dio. Perché si, si parla tanto di amare Dio, di metterLo al primo posto, di distruggere gli idoli. Ma mai per dare gioia (gloria) a Dio, ma solo per sé stessi, per averne io vantaggio spirituale. Ecco in che senso non si entra nel Vento dell'Amore.
Tutto parte fin dall'inizio, quando si dice che Dio non può essere offeso.
Ergo, non può neanche essere consolato, amato, né si può essere motivo di gioia per Lui. Tanto ha già tutto no?
Di fronte a questo immobilismo (altro che cammino!) non resta che il proprio peccato.
Ecco così spiegate cupissime 'risonanze' ridotte spessissimo (parlo per esperienza) a confessioni generiche.
Si perde il TU di Dio, per ridurLo ad un essere di cui parlare in terza persona.
Questo TU chi lo assume? I catechisti!
Loro sanno cos'è giusto per te, cosa devi fare, cosa devi pensare.
Loro devono essere accontentati. Tutti si uniformano per non scontentarli, e poiché questo TU è comunitario, alla fine ognuno perde anche la sua identità per fondersi con il terribile conformismo del cammino (dopo un po' parlano tutti allo stesso modo).
E il Padre resta SOLO.
Quante volte dopo l'Eucaristia si fa un gran baccano in chiesa, si dice quanto sia stata 'forte' la celebrazione ('una bomba' un giorno mi disse un catechista), e magari si banchetta pure in chiesa con l'agape. E Gesù sta lì nel Tabernacolo, senza ricevere un solo gesto d'amore.
Tanto non si può offendere, non ha bisogno di niente.
Resta lì, solo nella sua prigione d'amore.
Un abbraccio in Cristo.

miciomacio ha detto...

Paolo156 "Lo vedi che se non parliamo del CNC siamo daccordo.
Eppure io sono NC e ringrazio Dio per avermelo dato."

Eppure sappiamo benissimo, avendolo vissuto, che il dio del cammino non si offende dei peccati dell'uomo.
Sappiamo che per i neocatecumeni l'inferno non esiste.
Sappiamo che non s'inginocchiano davanti al corpo di Cristo che è Signore e Dio.
Io, personalmente, sarei molto felice se un neocatecumenale fosse daccordo con me cattolico, ma mi chiedo, quindi, cosa ci fa nel cammino neocatecumenale che predica un dio diverso ?

FREEDOM ha detto...

Basta scempiaggini! Chi ha occhi per leggere legga e chi ha orecchi per per intendere intenda!!!
Il "motu proprio" del Papa, non avalla le schitarrate in chiesa ,le agapi, la chanucchià, e tutte le altre aberrazioni liturgiche e di contenuto e addirittura di identità stessa, del famigerato cammino, movimento, entità giuridica...... chiesa parallela?!!
Casomai, ci fa capire che è necessario un ritorno, non al vociare grossolano di certi sedicenti catechisti o "super-apostoli"( il più delle volte illetterati) ma, al mistero, a Dio. Il papa Benedetto XVI, ha avuto modo di dire a chi lo criticava per il ritorno al Latino: "ma Santità facendo la messa in Latino nessuno o pochi ci capiranno qualcosa" E Sua Santità ha risposto:" E' proprio questo il male dei nostri tempi, si è persa la dimensione del mistero nell'approccio con Dio".
Le parole non sono testuali ma il senso è quello espresso nel testo.
Allora, ai capi NC, alla temuta triade ( non sto parlando della mafia cinese , ma molto peggio ): Arguello, Hernandez, Pezzi.
Voi, che il mistero lo create con artifizio, con il vostro farneticare ebraicizzante, con l'uso di termini segreti, di riunioni private.....Io vi accuso di avere pervertito almeno 2 generazioni di sinceri credenti! Voi siete , purtroppo una caricatura del '68 alla rovescia, basta pensare ,per esempio, al canto "La marcia è lunga"......Un cancro per la Chiesa di Dio!
Ricordo il Vangelo di quando feci la cresima: Voi non dovete dire:Io sono di Paolo, io di Apollo , io di Cefa.... Il perchè lo sappiamo tutti, perchè Uno è Dio, e io come la maggioranza dei cristiani cattolici, credo in una Chiesa UNA ,Santa,Cattolica,Apostolica,...
Freedom

dhauidh ha detto...

Caro Freedom
''io sono di Apollo......ecc.'' E' il brano tratto dalla 1 Lettera ai Corinzi . Sbaglio comprensibile data l'amarezza del resoconto di cui ci hai fatto partecipi, cosi' come considero un errore di battitura la parola '' mamotredi'' in realtà'
Mamotreti. Riagganciandomi a quanto da te riassunto,
I mamotreti sono le trascrizioni su ciclostile risalenti infatti agli anni '70 , degli orientamenti alle equipes di catechisti che costituiscono il corpus delle catechesi della Hernandez
E dell' Arguello, vale a dire il contenuto del direttorio catechetico, in cui tra l'altro sono contenuti gli strafalcioni dottrinali del catechismo Arguelliano tipo : il peccato non reca offesa a Dio e l'uomo e' incapace di compiere il bene dopo il peccato originale e tanti altri che tralascio per limiti di tempo e di spazio. Orbene chi come noi ha vissuto un certo tipo di esperienze, seppure pregando per chi ha sbagliato, non può rimanere indifferente di fronte a chi in alto ha permesso per 40 anni questi abusi liturgici, dottrinali, e ha devastato e scandalizzato quei'' piccoli'' (che impropriamente citava Franz) che si sono fidati dei catechisti neocatecumenali e nel tuo caso addirittura di un presbitero neocatecumenale. Concordo con te che e' giunto il tempo di reagire e pregare perché' ai cani muti si sciolga la lingua, e di rendere testimonianza della verita'. Questo si fa denunciando apertamente l'uso del denaro derivante dalla decima e rendendoci conto di quale potere di vera e propria corruzione ha avuto. A mio modesto avviso, non si possono riformare i neocatecumenali dall'interno come qualcuno in buona fede sostiene. La struttura settaria, blindata dei neocat non permettera' mai uma simile operazione. Chi tentera' di farlo sara' ''fisiologicamente'' espulso dalla Comunita' la cui regola e' l'obbedienza cieca ai capi della setta. Non obbedisci= sei indemoniato. Chi spera di agire dall'interno e' purtroppo condannato all'ostracismo e alla sconfitta.
Dhauidh