martedì 9 marzo 2010

Un neoat continua e ci va giù pesante.. e allora è necessario puntalizzare

Scrive Franz:
Non so chi mi tenti dal continuare a scrivere su queste pagine: forse soltanto l’incapacità di veder maltrattare, calunniare, distruggere l’esperienza che ha il merito di avermi ridonato la fede, e a cui sono debitore di quel poco di amore a Gesù Cristo che mi porto dentro.
Scrive Manilo: "Basterebbe poco per fare del Cammino una bella realtà. Un seme dal grande frutto." Basterebbe ancora meno per accettare che nella Chiesa, assieme a tante altre realtà, tutte ugualmente buone e accettate, esiste anche il Cammino. Con tutte le sue particolarità, forse con tutti i suoi aspetti ancora da mettere a punto, ma pur sempre una realtà importante e di tutto rispetto. E’ inutile e ridicolo paragonare ogni azione dei catecumeni ad ogni azione dei non-catecumeni. Se assistete ad una celebrazione di preghiera del Rinnovamento, dovreste stupirvi del loro modo di alzare la voce nel pregare, di ringraziare lo Spirito Santo, di intonare canti di gioia, di levare le mani al Cielo. Nessuno invece trova ‘stravaganti’ questi comportamenti.

Il Rinnovamento carismatico ha in comune col cammino questi momenti di esaltazione collettiva che, attraverso canti coinvolgenti, svegliano l'emozione e provocano stati emotivi che, anziché "elevazione" dell'anima a Dio, risultano -con maggiore o minore incidenza a seconda delle persone- veri e propri stati di autoipnosi che inducono a stati di "esaltazione" emotiva, che riguardano l'IO rivolto a un Dio che si incontra solo nell'eccezionalità e nella esternazione, spesso scomposta di stati d'animo indotti appunto, piuttosto che nella sobrietà e nel raccoglimento e nel Sacro Silenzio che aiutano la persona, anziché ad 'uscire da sè, a 'rientrare in se stessa', perché: in interiore homine stat Veritas. In ogni caso ci può anche stare una preghiera collettiva, cioè comuntaria, di lode anche un po' accesa, ma essa è solo uno dei momenti dell'esperienza spirituale e deve essere semmai il frutto, l'espressione di quel che l'anima ha 'accolto' e vissuto nel raccoglimento e nel personale rapporto col Signore e non ne può essere il fondamento... Il Rinnovamento non è stato mai chiamato in causa perché non ci risulta eretico né dispone di catechesi sue proprie, ma almeno i suoi insegnamenti non sono difformi da quelli della Chiesa

Ma quelli del NC, sì. Per esempio, vorreste decidere, aprioristicamente, in che posizione del corpo e in quale luogo e con quante persone è giusto pregare, e anche cosa chiedere e con quali parole. Stabilite voi che il Signore si incontra meglio nella meditazione profonda e solitaria, mentre la ‘giaculatoria’ consigliata nel NC (Signore Gesù Figlio di Davide abbi pietà di me che sono un peccatore), magari ‘fatta in circolo’, evidentemente ‘non funziona’. Povero Signore Gesù, a che misero essere, schiavo di due o tre leggine codificate, lo volete ridurre.

Non ci siamo mai espressi nei termini e con i contenuti che ci attribuisce Franz, che mal comprende il nostro concetto di Adorazione (rapporto intimo e profondo, personale, con il TU Divino) che nulla ha a che vedere con quanto egli dice: né con la preghiera profonda né con le giaculatorie solitarie o in circolo che siano...
L'unica posizione del corpo che abbiamo stigmatizzato, posso dire più che a ragione, è il fatto che i NC "non si inginocchiano mai", quando nell'Adorazione, l'inginocchiarsi è il minimo di fronte ad una Presenza Soprannaturale alla quale prostrarsi con tutto il nostro essere, mentre la posizione eretta di 'risorti' ha senso solo in momento liturgico comunitario. Durante la Santa e Divina Litugia ci sono diversi momenti in cui è previsto dalla 'sapienza' di generazioni che ci hanno consegnato la nostra Fede che l'Assemblea stia "in piedi", ma questo mai al momento della Consacrazione -ad esempio- quello più grande Sacro e solenne, da vivere nel più profondo silenzio raccoglimento e Adorazione appunto e anche di prosternazione del proprio essere (linguaggio del corpo che esprime l'interiorità)
Che "il Signore si incontra meglio nella meditazione profonda e solitaria" non lo stabiliamo noi ma lo dicono tutti i Padri della Chiesa, le cui esperienze e insegnamenti non possono ovviamente aver valore per dei laici che si improvvisano guide spirituali tagliando i ponti con la Tradizione.
Il discorso della preghiera personale e quello della "preghiera profonda" non possono essere liquidati con queste essenziali parole e li svilupperemo.

E a questo punto rivolgo un nuovo monito, anche se già immagino con quali conseguenze, a chi scrive in questo blog.
Ap
purato che le Autorità ecclesiastiche hanno accettato la presenza del NC all'interno della Chiesa; appurato che gli Statuti sono stati in larga parte approvati;

abbiamo già detto e ripetuto cosa pensarne di quell'approvazione che noto tu stesso definisci "monca" -dato che parli di "larga parte approvati"- poiché gli orientamenti effettivamente non lo sono e forse c'è ancora dell'altro sub iudice, ma ciononostante andate avanti come dei rompighiaccio e nessuno vi argina... salvo poi a dire che "non è detto che essi abbiano bisogno di correzioni è modifiche" (la solita solfa: il Cammino non si tocca perché altrimenti diventerebbe "un'altra cosa" e non potrebbe più ottenere gli effetti che si propone)... ed ecco infatti:

ammesso che essi possano ricevere ancora ulteriori correzioni o modifiche; considerato che la gran parte dei membri del NC è costituita da gente 'povera', spesso con un passato di totale 'lontananza' dagli insegnamenti e dalle pratiche cristiane; considerata la buona fede con cui costoro si affidano alle direttive dei catechisti e indirettamente di Kiko; considerate le tante storie di conversione, i tanti miracoli nella vita personale, le vocazioni, le famiglie in missione e, più generalmente, la ricostruzione di tante situazioni di umana distruzione morale e materiale; tutto ciò, e altro che non posso qui elencare, costituisce una realtà del NC, almeno tanto quanto i fatti negativi citati da tanti di voi (le evidenti menzogne ovviamente non fanno testo, e non mi curo neanche di citarle). Di fronte a queste evidenze, mi domando come possiate, con tanta leggerezza d'animo, condannare il NC apertamente, pubblicamente, scientemente, studiatamente.

Di affermazioni dette apertamente scientemente e studiatamente è pieno il nostro blog, ma tutte secondo il Magistero della Chiesa e non secondo opinioni personali, e non per 'affossare' il cammino, ma per affermare la Verità cattolica, che è quella Apostolica, da esso misconosciuta... Tutti i miracoli, le conversioni, le vocazioni, sappiamo di cosa sono frutto: il cammino coinvolge e sveglia le coscienze e certamente le apre ad accogliere, ma con cosa poi le nutre, se non con insegnamenti giudeo-luterano-gnostici, che non sono quelli cattolici? E' in questi che c'è la Verità, cioè il Signore così come è Presente nella Chiesa e da essa conosciuto e fatto conoscere, nel trasmettere il Suo Spirito, di cui parlate tanto, ma che si traduce in realtà in psicologismi da quattro soldi (per chi li sa riconoscere) e confonde piani psicologici con quelli teologici e, soprattutto, taglia fuori il Soprannaturale!

Critiche così accese potrei capirle se provenienti dai nemici della Chiesa, non da persone che affermano con tanta forza di portare lo stendardo della "vera" fede. Perché il problema è questo: se, attraverso i vostri articoli e testimonianze di condanna, anche un solo "piccolo" di Gesù Cristo rimanesse scandalizzato e fuggisse via dal NC, o fosse dissuaso dall'avvicinarsi a questa esperienza di fede, ed a causa vostra gli fosse impedito di incontrare Cristo nella sua vita, ciò costituirebbe un fatto gravissimo. Potete voi affermare, in tutta coscienza, di non correre questo rischio..? Attenzione: il rischio c’è, e forte anche. Anzi, direi che è lo scopo stesso della costituzione di questo sito: rubare più "anime" possibile al neocatecumenato. Con ciò, contravvenendo apertamente alle direttive della Santa Sede, che ha approvato e riconosciuto la validità di questa esperienza all’interno della Chiesa.

storia vecchia e fasulla, perché nemico della Chiesa è chi cerca di cambiarne i connotati, cioè l'"essenza" dall'interno, al tuo livello forse inconsapevolmente, se non conosci la vera Chiesa. Nemici della Chiesa sono anche coloro che non fermano l'errore, diventandone complici e mopltiplicando gli erranti...
Quanto ai piccoli sviati e coartati, credi che sia il loro bene proseguire in questo contesto in cui possono anche aver trovato un equilibrio, che però è solo apparente e non sano sotto l'aspetto sia psicologico che spirituale?

Ciò significa che un giorno, davanti a Dio, dovrete senz’altro munirvi di argomentazioni assai valide, per spiegare i motivi della vostra opera di "dissuasione" verso le persone deboli, poco ferrate in materia dottrinale, o facili a cadere nell’inganno delle tante menzogne scritte in queste pagine. E dico tutto questo, si badi bene, indipendentemente dal futuro del Cammino: quello non ci appartiene, forse un giorno sarà chiuso. Ma OGGI fa parte della Chiesa, che lo vogliate o no. E un sacro timor di Dio, dovrebbe consigliarvi di mantenere la massima prudenza e umiltà nell’avanzare le vostre critiche e obiezioni a chi di dovere. Senza fare pubblicità negativa. La Chiesa ha i suoi validi Pastori che guidano le loro pecore: non arrogatevi il diritto di fare gli "aiutanti-pastori" senza alcuna autorizzazione. Perché, FINO A PROVA CONTRARIA, potreste essere, vostro malgrado, e contrariamente a quanto vi suggerisce l’evidenza della ragione, molto accecati e molto ingannati: l’ho già detto e lo ripeto. Pensateci bene.

Ognuno di noi dovrà rispondere davanti a Dio. E, fin da ora, con Lui non abbiamo bisogno di argomentazioni, abbiamo solo bisogno di ri-conoscerLo e adorarLo per quello che davvero E' e FA per noi. Non siamo "aiutanti-pastori", siamo solo Battezzati, credenti consapevoli, che hanno esperienza sia del cammino che della Chiesa (per Grazia di Dio) e quindi sono stati in grado di riconoscere le storture dottrinali e anche di rifiutare le aberrazioni pragmatiche del Cnc. Che siamo accecati e ingannati è un'ipotesi più che remota inattendibile, perché il nostro riferimento è il Magistero pre e post conciliare. Che abbiamo scritto menzogne, invece di limitarti ad affermarlo, lo devi dimostrare.
Che il cammino faccia parte della Chiesa è il mysteriun iniquitatis del nostro tempo.

42 commenti:

FREEDOM ha detto...

Per il fratello Franz. Dal Trattato sulla preghiera del Cuore di Jean-Pierre De Caussade: "Qual'è il concetto autentico di tale preghiera? Si tratta 1. Di una preghiera che viene dal cuore e per questa ragione è tanto necessaria che senza di essa non vi è più alcun merito in nessuna specie di preghiera. 2. La si chiama, pura preghiera del cuore ( questa espressione richiama le seguenti espressioni francesi indubbiamente più pregnanti ma difficilmente traducibili senza ricorrere a pesanti circonlocuzioni: "prière purement cordiale, prière purement du coeur)
per distinguerla da quella vocale, nella quale il cuore si esprime mediante la bocca, e da quella affettiva, nella quale il cuore si esprime mediante parole interiori, cioè mediante parole effettivamente pronunciate come le si pronuncerebbero esteriormente, qualora si avesse l'intenzione di far capire agli altri quanto in quel momento sta accadendo nel nostro cuore. Questa, pura preghiera del cuore, si svolge quindi proprio nel cuore, mediante atti non formulati, non espressi neppure interiormente, ma effettivamente vissuti nella profondità del cuore, oppure, mediante semplici atti diretti, non
riflessi, oppure in altri termini, mediante una tendenza effettiva ed attuale del cuore verso Dio e verso ogni cosa amata da Dio. Facciamo qualche esempio......Una madre che ama teneramente il proprio figlio, quando lo guarda e pensa a lui anche per molto tempo, per tutto quel tempo sentirà nel cuore un amore attuale verso di lui, non già mediante atti formulati, espressi -cio' che le è impossibile di fare- bensì mediante semplici atti diretti, realmente vissuti nel suo cuore, o se preferite, mediante un'unico atto continuato, protratto per tutto il tempo in cui lo guarda o pensa a lui; e tutto questo viene vissuto in modo tanto reale e libero nei confronti di qualsiasi oggetto il cuore si affeziona che, qualora tale oggetto sia criminale, si pecca veramente per tutto il tempo che lo si guarda o che vi si pensa con semplici inclinazioni del cuore, che lungi dall'essere disapprovate, siano volute e acconsentite, con quelle semplici tendenze del cuore alle quali si aderisce volontariamente; ed in tal caso non si pecca certo mediante atti formulati, espressi interiormente: ci si bada bene a non farlo; si vorrebbe piuttosto poter nascondere questi misteri interiori d'iniquità; si pecca invece mediante atti puramente vissuti nel cuore o mediante un solo e medesimo atto sussistente, perseverante....Bisogna abituarsi a nutrire la propria anima con un semplice ed amoroso sguardo in Dio e in Gesù Cristo nostro Signore; a questo scopo occorre separarla dolcemente dal ragionamento, dal discorso, e dalla moltitudine di affetti, per mantenerla in semplicità, rispetto ed attenzione e così avvicinarla sempre di più a Dio, suo unico e sovrano bene, suo primo principio e suo ultimo fine.
La perfezione di questa vita consiste nell'unione con il nostro sovrano bene: quanto più la semplicità è grande , tanto più l'unione è perfetta.... Per questo diciamo quindi spesso dal profondo del cuore: "O unum necessarium, unum volo, unum quaero, unum desidero, unum mihi est necessarium, Deus meus et omnia"
La pace
Freedom

Manilo ha detto...

PARTE 1/2

Caro Franz, ovviamente posso parlare solo per quanto riguarda la mia persona. Sento il dovere di risponderti poiché citi le mie parole. Io non sono contro il Cammino in senso bellico o peggio, da tifoseria urlante e violenta. Nei miei post anzi, se hai avuto la cortesia di leggerli con attenzione, sottolineavo come in Cammino tante persone abbiano trovato il Vento dell’Amore, poiché Dio guarda la retta intenzione e supplisce agli errori di Kiko, in molti modi.
Ma possono occorrere, per questa essenziale scoperta, anni, anni e anni di buio.
Io, per essere precisi, sono con il Papa.
Il quale sa benissimo che se si schierasse apertamente contro il Cammino, rischierebbe lo scisma e che numerosissime persone, confondendo il Cammino con la Chiesa, possano perdere addirittura la fede!
Il Papa però, insieme alle lodi, ha presentato al Cammino importanti correzioni, che non sono sciocchezze, ma si tratta di questioni fondamentali, oserei dire di vita o di morte!
La Chiesa in passato ha sempre combattuto errori che all’apparenza potevano sembrare banali, ma che potevano inquinare seriamente la fede. Basta una puntura di zanzara per provocare la malaria.
Così dire che non è possibile offendere né consolare Dio, è gravissimo, non è banale. Perché va a farsi friggere, nei modi che ho spiegato, tutto il rapporto personale con Dio, il senso della Messa con conseguente giudaizzazione liturgica e teologica.
Il punto di fondo è, oso dire, la superbia di chi sta a capo del Cammino. Gli iniziatori sono ‘troppo’ convinti di essere ispirati dallo Spirito Santo, e fanno l’opposto di ciò che hanno fatto i santi fondatori di nuove realtà. I santi sottoponevano l’ispirazione divina all’Autorità, accettandone tutte le correzioni. Così fece un certo San Francesco d’Assisi riguardo al suo Ordine.
Kiko invece aspetta che la Chiesa si adegui alle sue ispirazioni. Giusto l’altro giorno un catechista mi ha detto “ancora dobbiamo fare la Comunione in piedi, ma non è detta l’ultima parola, riusciremo ad ottenerla da seduti, vedrai”. Un Kiko che si circonda di 12 (dodici) Cefa e 80 (ottanta) eletti, imitando chiaramente Apostoli e Discepoli. Ecco, questa DISUBBIDIENZA è l’origine degli errori. Se il Papa vuole la Comunione in piedi, e questo è conforme al Magistero e alla Tradizione, allora vuol dire che questa è la cosa migliore per il Cammino! Così pensa un cristiano. Invece pensare che prima o poi si farà come dico io, non è da cristiano, perché vuol dire che non mi fido di Pietro.
Se si facesse come dice il Papa, guardando a Roma come modello liturgico, inserendosi nella pastorale diocesana, conformando le catechesi al Magistero della Chiesa, il Cammino, ripeto, sarebbe una bellissima realtà. Io non sono contro il Cammino, sono perché il Cammino sia ubbidiente a Pietro e al Magistero. Altrimenti porta buio e non luce.

Manilo ha detto...

PARTE 2/2

Tu caro Franz dici che ami poco Dio. Perché se in Cammino dici di amare molto Dio, ti guardano storto. Ti fanno presente i tuoi peccati e dicono che con tutti questi peccati come puoi dire di amare Dio?
D’altra parte il concetto di amare Dio è falsato. Se amo qualcuno, non posso non dimostrare questo amore procurandogli del bene no? Immagina che il tuo più grande desiderio sia dare a tua moglie un figlio, e di scoprirti sterile. Quanta sofferenza! Quanta umana tristezza!
Dicendo che Dio non può essere offeso e consolato, inconsapevolmente ti trovi nella stessa situazione. Vorresti amare Dio dopo aver scoperto il suo Amore (tutto parte, per grazia, da lui), ma per quello che dicono i catechisti, tu non puoi fare nulla per Lui. Puoi solo non peccare, ma per te stesso, per non morire ontologicamente. Puoi vivere nella Grazia, ma per ottenere tu la Vita. Non puoi amare Dio. Sei solo un insieme di peccati, ti dicono. Fai schifo, ti ripetono. Come ho già detto, non c’è Vento dell’Amore, che è lo Spirito che PROCEDE dal Padre al Figlio, si muove, non sta fermo.
Ora, immagina di sapere che Cristo è lì, nel Tabernacolo, nella Prigione e rileggi le parole che Lui dice a Suor Josefa (le ho scritte nel post precedente). Immagina di poter consolare Dio che ti ama così tanto. Tu, che davvero sei un nulla ma VALI IL SUO SANGUE, nella tua piccolezza, puoi dare gioia a Dio facendoGli compagnia nella prigione del Tabernacolo.
Questo non ti fa gioire? Certo, lo ami nella tua piccolezza, ma per Lui è tutto! Gesù sulla Croce dice ‘ho sete’ intendendo ‘ho sete dell’amore delle anime’! Che meraviglia dare un bicchiere d’acqua a Gesù Crocifisso.
Questo certo non per i miei meriti, ma perché Lui mi dà il suo amore e, in più, mi dà la possibilità di amarLo nel mio niente.
La Messa così non diventa bella se ti dà sensazioni, ma è bella in quanto c’è Lui che viene ad abitare nel tuo cuore, che ha scelto come Tempio, si, proprio il tuo! C’è Lui che si offre per i tuoi peccati e gioisce della tua riconoscenza.
Tutto ciò ti sembra ‘due o tre leggine codificate?’ Quando si entra nel Vento dell’Amore e si capisce davvero cosa succede a Messa, viene, oserei dire, spontaneo inginocchiarsi. Certo, uno si può inginocchiare e pensare all’Inter, ma non per questo bisogna svalutare il gesto.
Ma se il 90% della Messa è fatto da monizioni, risonanze, predica, preghiere e il 10% dalla Comunione, come entrare nel giusto spirito?
Il Papa dice di ‘guardare a Roma come modello’ per il bene del Cammino, non perché lo odia a morte.
Detto ciò, le tue accuse di ‘scandalizzare’, per quanto mi riguarda, non hanno senso. Il peso delle parole che usi è notevole Franz. Mi consigli perciò di farmi mettere una macina al collo e gettarmi nel mare?
Io stesso conosco famiglie NC veramente cristiane. Ma poi guardo gli scaffali di queste persone e vedo libri antichi, l’Imitazione di Cristo (e Kiko dice che Cristo non è un modello da imitare, testualmente), testi edificanti. O un ragazza pia davvero, che però oltre al Cammino va a Messa tutti giorni (mi ricordo ancora alle prime catechesi quando il catechista derideva chi va a Messa tutti giorni). E penso, ecco, Dio ha supplito. Lo stesso ha fatto con me. Ma, ripeto, basterebbe un po’ di umiltà ai vertici per risolvere tutto.
Basterebbe adeguarsi alla Chiesa, non aspettare che la Chiesa si adegui, nella superbia di rappresentare lo Spirito Santo.
Tutto qua.
Se qualche NC mi legge e ha trovato Cristo nella sua vita grazie al Cammino dico: fai come dice il Papa, nella tua comunità ascolta e metti in pratica le correzioni del Papa. E prega per gli iniziatori. Io, personalmente, non sono contro il Cammino, ma contro gli errori del Cammino, sono perché il Cammino cresca in Dio.
E a Dio tutto è possibile.

Manilo ha detto...

Se a qualcuno interessa ho a disposizione i testi della nuova convivenza d'inizio corso. Non so però come fare ad allegare documenti.

mic ha detto...

Caro Manilo,
invia ogni testo che vuoi a navinternetica@gmail.com

Grazie!

a.rita ha detto...

"Se a qualcuno interessa ho a disposizione i testi della nuova convivenza d'inizio corso. Non so però come fare ad allegare documenti."

Caro Manilo,
ti sarei molto grata se potessi mandare i testi della nuova convivenza d'inizio corso anche a me. La mia mail è:
annarita.2009@gmail.com

Grazie molte, un saluto in Cristo.

dhauidh ha detto...

Nell'ultima convivenza inizio corso
Si e' parlato molto della famiglia e della sessualita'
E' stato detto per quel che mi ricordo che il fidanzamento e' un periodo di studio in cui bisogna mantenere la castita' non solo per il valore della castita'in quanto tale ma anche perché' non e' detto che il primo fidanzato diventi poi il marito o la sposa. Si e' parlato. Ovvero ''hanno parlato''
Del matrimonio rifacendosi al libro di Tobia....vado a memoria.... Che i 2 sposi devono restare 3 notti in preghiera per scacciare il demonio perché' il demonio vuole distruggere le famiglie. Poi la famiglia interminabili catechesi, video fino a tarda notte , Prima della convivenza
a proposito, ricordò che in Comunita' ci fu propinato un video la cui tesi era che l'Europa stava diventando musulmana poiché'. I seguaci di Maometto sono molto piu' prolifici di noi e noi europei se non reagiremo facendo molti figli ci estingueremo. Mi ricordo che alla convivenza ho dato una letta alle catechesi tutte incentrate più' o meno sui temi via' citati. Particolare curioso: il letto neocatecumenale ( non ridete perché' questi non scherzano) rigorosamente a baldacchino con tende perché'
Ha detto il catechista: ciò' che li' si svolge e' un atto sacro quindi siffatto letto sarebbe in un certo senso non un alcova ma una sorta ( parole mie ) di tempio dell'amore e della fecondita'. Poi sono stati dati dei questionari da fare in gruppo. L'ultimo canto arguellano tratto dal cantico dei cantici. Le alzate e qui fratelli mi fermo perché' ho visto una cosa che non posso riferire. Ah dimenticavo la laurea honoris causa all'Arguello.... Io non sono un grosso esperto di computer ma credo che rivolgendosi a una copisteria seria, a meno che uno non abbia lo scanner a casa, con un buon programma O.C.R. ( riconoscimento ottico dei caratteri) si possa acquisite il testo in formato digitale trasformarlo in formato pdf ( poco pesante) e spedirlo per email altrimenti fotocopiate e usate la posta ordinaria.
Vostro fratello in Cristo
Dhauidh

Francesco ha detto...

Stanno arrivando alla follia pura....
Speriamo di leggere presto i testi della convivenza di inizio corso su questo blog e apertamente.
Qui c'è da inorridire e da mettere sotto il naso della Chiesa vera i cervellotici inganni di certa gente che si ritiene Chiesa.
E' semplicemente pazzesco,ragazzi.

mic ha detto...

Ovvero ''hanno parlato''
Del matrimonio rifacendosi al libro di Tobia....vado a memoria.... Che i 2 sposi devono restare 3 notti in preghiera per scacciare il demonio perché' il demonio vuole distruggere le famiglie.


che la famiglia, per effetto del secolarismo e tanti "ismi" del nostro tempo sia molto ferita, non c'è dubbio.

Ma anche l'unione familiare, come l'unione tra i cristiani e la vera comunione può essere trovata solo nel Signore, perché è la Sua Grazia che la genera... i soliti riferimento vetero-testamentari (Tobia e compagnia bella) non servono, se si conosce il Signore e anche Lui nel Vangelo parla del matrimonio e della sua indissolubilità... giudaismi... nient'altro

e, alla fine, non è tanto l'Europa che si ripopola (la riflessione che fanno sui musulmani è vera, ma non è certo per questo che dovremmo fare figli), quanto il numero degli adepti che continuano a far proliferare la setta...

larus ha detto...

Rispondo ad alcuni ‘spunti di riflessione’ suggeriti da Franz ...



appurato che gli Statuti sono stati in larga parte approvati
Gli statuti sono già approvati; ciò che ancora attende il nulla osta Vaticano, è “tutto” il ‘direttorio catecheti-co’ e scusa se è poco visto che il ‘cammino’ si attua -oggi come ieri- secondo «le linee proposte dagli iniziatori», contenute negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti che a tutt’oggi restano -non per espressa volontà della Chiesa- nell’arcano (?!?) malgrado, a detta di qualcuno, siano state perfezionate nei concetti neo-protestanti ed integrate con note di riferimento al CCC ed al Magistero.

Forse è proprio la mancanza di ufficialità che permette ancora alle ‘equipes’ di imprimere alcune storture nc in tutto il mondo attraverso le ‘bozze non corrette’.


considerato che la gran parte dei membri del NC è costituita da gente 'povera', spesso con un passato di totale 'lontananza' dagli insegnamenti e dalle pratiche cristiane
E’ proprio così, del resto il ‘cammino’ è nato tra i reietti della società ed ancora oggi attira molti “lontani” proprio per l’illusoria ‘carità’ iniziale volta a non scandalizzare i più piccoli per gestarli a ‘latte e miele’ pri-ma di dar loro un ‘pane’ più duro.

Il problema però è che di “insegnamenti e pratiche cattoliche” ne vengono trasmessi davvero pochi anche se ‘quale giustificazione ufficiale’ vengono date, a chi lo richiede, le parti delle bozze di inizio corso contenen-ti gli insegnamenti del Magistero dal quale dovrebbero essere tratte le catechesi di kiko, carmen e la mega catechesi di don M.Pezzi.

A parte quella del don, dovreste leggere quale scarsa attinenza abbiano le martellanti catechesi kikarmenia-ne con l’insegnamento cattolico.


segue …

larus ha detto...

2/2


considerata la buona fede con cui costoro si affidano alle direttive dei catechisti e indirettamente di Kiko
Già già …
Direttive ‘spirituali’:
«il cammino è in discesa, una kenosi, un riconoscersi incapaci di amare -soprattutto il nemico-, di per-donare, di passare all’altro, riconoscersi peccatori con tutti i sette vizi capitali, di non potere fare nulla da parte nostra perché tutto è grazie o non moralismo, ecc... »

Direttive ‘materiali’:
«vendi i tuoi beni e dai il ricavato ad un povero che non conosci» - I° passaggio;

«dove è il tuo tesoro lì c’è il tuo cuore, vendi ciò che è più importante per te e dai il ricavato, se vuoi -e questa è l’unica volta che ti verrà chiesto- per l’evangelizzazione (cioè alle casse del CNC) » - shemà;

«prepara un segno forte in danaro che dimostri la tua volontà di rinunciare a satana e gettalo con con-vinzione in una cesta, il ricavato andrà per i bisognosi della parrocchia» - II° passaggio;

«come segno di ringraziamento per l’Amore, la Misericordia, la Provvidenza che ti da Dio, dai la de-cima parte di quanto guadagni (stipendio, pensione, paghetta per i più piccoli, di quanto disponi per te da-to dal tuo coniuge) per i bisogni dei fratelli della tua comunità» - dal II° passaggio in poi.

E’ proprio per la semplicità e la fiducia di questi “semplici” che molte volte, scossi emotivamente e senza alcuna guida, vanno a ‘rompersi la testa’ in gesti ‘esaltanti’ se non quando arrivano a cadere in depressione con il surplus di sensi di colpa causati dalle parole dei catechisti: «la depressione è un male spirituale e viene perché non ci si affida completamente a Dio!» .
Mah! che dire dato che tra le comunità i fratelli depressi o ex depressi sono la maggior parte?
Saranno tutti moralisti neo-farisaici oppure hanno subito la mancanza di una giusta “guida”?


considerate le tante storie di conversione, i tanti miracoli nella vita personale, le vocazioni, le famiglie in missione e, più generalmente, la ricostruzione di tante situazioni di umana distruzione morale e materiale o
Famiglie in missione?
Avete sentito kiko, durante l’autoesaltazione nc per il 40° anniversario, quante volte ha puntualizzato che la scelta delle famiglie presenti a partire in missione fosse stata presa liberamente, senza condizionamenti? Avete notata l’espressione del Santo Padre che sembrava dire ‘certo altrimenti che frutto sarebbe’?

E’ un tasto molto delicato perché si possa affrontare così.

Chi parte per l’evangelizzazione molte volte rimane legato alla ‘provvidenza’ della decima della comunità e se non è sufficiente, o addirittura inesistente, i catechisti dicono che questa è una prova per la comunità inte-ra. Intanto i ‘missionari’ subiscono stenti fisici e psicologici (ricordiamo che chi parte in missione vende tutto, anche la casa, lascia il lavoro, ci crede veramente e purtroppo a volte si ‘rompe la testa’ e la fa rompe-re anche ai suoi tanti figli che magari avrebbero voluto rimanere nella loro terra con le loro radici, con i loro amici, con la loro scuola, ecc…

Per il resto …
Le solite’minacce’, la solita guerra psicologica, la solita tattica anti-defezione, la solita interpretazione ad usum cammini ;-) per togliere la libertà nella Verità.





Buon cammino per Via a tutti.

Caterina63 ha detto...

PERDONATE L'OT MA E' IMPORTANTE ^__^

altra spallata di Benedetto XVI contro chi vuole affossare o cambiare la Tradizione...oggi all'Udienza di Mercoledì:

Citta' del Vaticano, 10 mar. (Adnkronos)

- C'e' stata una corrente di pensiero dopo il Concilio Vaticano II che voleva cancellare tutta quella che era stata la storia della Chiesa fino a quel momento, si trattava ''di un utopismo anarchico''.

E' quanto ha detto questa mattina il Papa nel corso dell'udienza generale del mercoledi' tenuta nell'Aula Paolo VI in Vaticano.



Per fortuna, ha aggiunto il Pontefice ''i timonieri saggi che
hanno guidato successivamente la barca di Pietro, Paolo VI e Giovanni Paolo II'', hanno difeso insieme la novita' del Concilio e la tradizione precedente della Chiesa.

a.rita ha detto...

Per Dhauidh e Larus:

Avrei il desiderio di potervi parlare personalmente, ma non posso scrivervi perchè non conosco le vostre mail. Vorreste contattarmi? La mia mail è:
annarita.2009@gmail.com
Grazie infinite

Franz ha detto...

FREEDOM: ti ringrazio per questo sunto che ci hai voluto riproporre. A noi catecumeni viene caldamente consigliata la lettura dei “Racconti di un pellegrino russo” (lo conosci?) magnifico esempio di mistica cristiana, nel quale il protagonista arriva a sperimentare, per gradi e attraverso varie esperienze spirituali, che per mettere veramente in pratica le parole di Gesù “Pregate incessantemente, senza stancarvi” non si può che applicare la ‘preghiera del cuore’. Il concetto forse non è ancora perfettamente coincidente con quanto da te riportato, in quanto il protagonista, alla fine del suo lungo viaggio su questa terra, avverte che tale preghiera sgorga come un moto spontaneo, ritmico e continuo direttamente dal suo cuore: non ha parole, ma si è trasformata nel soffio vitale stesso che gli permette di continuare a vivere. Rappresenta comunque, nell’intenzione di chi ce lo trasmette, l’esemplificazione dell’atteggiamento interiore da tenere verso la preghiera, come mezzo elettivo per entrare in stretto contatto quotidiano con la Divinità. Spero di averti tranquillizzato sotto questo punto di vista: il neocatecumenato non ha mai sbandierato una presunta superiorità della preghiera ‘recitata’ ad alta voce, declamata, rispetto a quella interiore e dello spirito. Si tratta solo di due diversi momenti, e di due diversi modi, di usare il potente mezzo della preghiera. Ti ricordo infatti che per noi, memori e fiduciosi delle parole di Gesù “…Dove sono due o più, riuniti nel Mio Nome, Io sono in mezzo a loro”, la preghiera comunitaria ha un valore speciale: impetrare una grazia, raccomandare una persona che soffre, chiedere aiuto per sopportare una croce, oppure ringraziare il Signore per tutto ciò che ci ha donato, diventa un momento di vera unione tra i fratelli, uniti dalla comune speranza nell’Amore di Dio presente in mezzo a noi.

Franz ha detto...

Manilo, ho da risponderti ancora sulla seconda parte del tuo ‘post’, se me ne darai il tempo. Per il momento, mi cade l’occhio sull’intervento di DHAUIDH, e la prima cosa che mi verrebbe spontaneo chiedergli è perché si sente autorizzato a pubblicare post così indecentemente imprecisi, visto che, come dice lui stesso, “va a memoria”. Io fossi in te mi vergognerei. Primo, di aver partecipato a una convivenza di riporto senza avere, praticamente, capito niente (tra l’altro: che ci vai a fare, scusa, se poi ti diletti a calunniare i tuoi catechisti su questo blog?) secondo, di avere il coraggio di screditare per iscritto il cammino, riportando argomentazioni capite per metà, ridicolaggini senza alcun senso (vedasi letto a baldacchino: ma dov’eri, al cinema per caso..?) Insomma, caro mio, gioca a carte scoperte. O stai di qua, o stai di là. E se non capisci proprio nulla, allora fatti aiutare da qualcuno più adulto e intelligente di te. Sai cosa m’intristisce enormemente, dopo averti letto? Scoprire che le tue sciocchezze sono prese per oro colato da altri frequentatori del blog (vedi intervento di Francesco, subito dopo il tuo), il che mi convince una volta di più che rischiate di essere, irrimediabilmente e volutamente, fuori dalla verità. Per vostra scelta. E in barba al rutilante titolo dell’Osservatorio: “SECONDO VERITA’”. Che Dio ci liberi da queste verità a buon mercato.

mic ha detto...

Caro Franz, le verità che tu chiami a buon mercato, sono quelle che la Chiesa trasmette da 2000 anni e non aggiungo altro, perché poi da esse discende l'inaccettabilità delle prassi e di quel che accade nel cammino, che tutti conosciamo bene, non per sentito dire e senza "avere capito le cose per metà" come vuoi far credere di Manilo...

Del resto è slogan frequente "non hai capito, capirai dopo"... ma se qualcosa è sballata in quel momento che la sto ascoltando, può acquistare una sua logica solo in un contesto sballato!

FREEDOM ha detto...

Caro Franz,
i Racconti di un pellegrino russo , si è vero, è un testo consigliato dal CN ma non mi risulta che questo o per meglio dire la "preghiera del cuore", sia stata fatta oggetto di catechesi, ed è praticata dagli apparteneti NC
Un conto è consigliare un testo altro è poi fare tutt'altro, cioè recitare le Lodi , fare preghiere spontanee, giaculatorie da soli o in compagnia. Evidentemente ciò che ha scritto Manilo non lo hai capito.
FREEDOM

FREEDOM ha detto...

Caro Franz,
confermo che tutto quello che ha detto dhauidh l'ho sperimentato anch'io nell'ultima convivenza inizio corso, anche a me è stato parlato da un catechista che il seguace NC sposato, dovrebbe avere in camera da letto un letto a baldacchino, con veli o tende, perchè cio' che si compie entro quel perimetro è sacro. A parte quella frase tagliata a metà sulle alzate, che mi ha riempito di curiosità, ma rispetto la privacy di dhauidh mi sembra assurdo che tu neghi l'evidenza qualunque fratello abbia partecipato a quella convivenza può rimanere turbato da quanto affermi. Mi dispiace per te che ti dai la zappa sui piedi. Inoltre il fratello dhauidh che io incoraggio se posibile a risponderti di persona ( ma forse ha fatto il mio stesso ragionamento: costui si da la zappa sui piedi) è uscito dal cammino, se tu avessi letto meno superficialmente il thread sulla "decima" lo sapresti. Sai impreciso,menti sapendo di mentire , e riveli un carattere mellifluo,e a tratti violento che mal si confà a chi dice di praticare la preghiera del cuore.
A tale proposito, un conto è proporre una lettura, che parla non certo in modo così esaustivo come fa il De Caussade, ( Gesuita e Dottore in Teologia )della preghiera del cuore, un conto è metterla in pratica e viverla. Se tu lo facessi caro fratello, saresti molto più credibile. Ma tant'è, se chi mi legge ha una minima onesta intellettuale o è dubbioso sul cammino, certamente sa che dico il vero riguardo alla convivenza e al video, presentato come autorevole studio di non so che professore sull'estinzione del Cristianesimo in Europa. E quì il delirante teorema: Fare più figli per bloccare i musulmani in una surreale Lepanto combattuta nei sacri talami del CN
FREEDOM

dhauidh ha detto...

Per Franz
Non rispondo agli insulti.
Quanto ho detto risponde a verità
Tutti i fratelli che erano presenti e leggeranno questo scritto, sapranno distinguere chiaramente chi mente. Io sono uscito dal CN. Ma la mia coscienza mi impone di cercare di fare qualcosa per gli altri che sono pieni di dubbi , io lo so.
Cari fratelli, scusatemi se sono stato forse impreciso e non ho la memoria di Pico della Mirandola,
ma ricevo il conforto da altri fratelli usciti da NC che molto più colti e preparati di me mi hanno suggerito nuovi cupi orizzonti da esplorare , studiare e verificare.
Non mancherò di dare il mio piccolo contributo a questa interessante assemblea.
Dhauidh

FREEDOM ha detto...

Cari fratelli
oggi ho ricevuto qualche post di La....vi f....
Catechista Nc, di lungo corsoche è stato fuori 5 anni dal cammino e poi è rientrato che mi ha invitato con tono di sufficienza a lasciar perdere i carissimi fratelli dell'osservatorio tra l'altro facendo nomi e cognomi durata di appartenenza di alcuni fratelli
Ecco come di che pasta sono i catechisti del CN
Un abbraccio a tutti i fratelli
Freedom

strl ha detto...

x franz.
dopo il tuo intervento scoposto criticante il post di dhauidh sono andato a rileggermelo e... non ho trovato niente di strano. Anzi, a dire il vero per gli argomenti trattati la convivenza descritta da dhauidh mi ha ricordato una convivenza fatta una decina di anni fa e mi sono detto: "ancora con questa lagna?? A parte la precisazione del letto a baldacchino (che troveremo presto nel centro NC insieme alle sedie in plastica trasparente, la moquette blue e i quadri di kiko ... sigh!) tutto il resto mi pare di ricordare era già stato fatto in quella convivenza di 10 anni fa circa.
strl

FREEDOM ha detto...

Il percorso di iniziazione giudaico -cristiana di ARGUELLO oltre che eretico e' SINISTRO.
Artista forse aspirante mago-mistico- qabbalistico, della peggiore specie......solamente un ciarlatano.
FREEDOM

Franz ha detto...

FREEDOM: Ho capito benissimo cosa ha scritto Manilo. E se ho scritto che nel CN si consiglia quel testo, è semplicemente per far capire che, tramite quel testo, i membri del CN sono invitati a capire cos’è la preghiera del cuore, e a ripeterla, liberamente, quando desiderano farlo. E’ vero che la preghiera del cuore non è oggetto di catechesi, ma non è vero che i membri del CN “non la praticano”: questo è lasciato, come ho già detto, alla libera iniziativa di ciascuno, oltre alle lodi, alle preghiere spontanee e alle “giaculatorie”. Non vedo cosa ci sia da criticare in questo. Per molti membri del Cammino, se non lo sai (ma lo sai bene) queste preghiere, in tutti i modi si vogliano fare, sono senz’altro molto di più di quanto non fossero abituati a fare ‘prima’ del Cammino: dunque ben vengano, in qualunque modo e tempo.

Franz ha detto...

E ora sulla convivenza di riporto. Purtroppo per te, c’ero anch’io, a quella convivenza. E se accuso Dhauidh di avere affermato sciocchezze, lo faccio a ragion veduta. Tanto per cominciare, la catechesi sulla famiglia da lui citata - che d’abitudine dovrebbe essere tenuta dal sacerdote e non da un catechista - occupava non più di un paio d’ore dell’ultimo giorno di convivenza: prima ci sono stati 2 giorni di catechesi su altri argomenti, preghiere, liturgia penitenziale e questionari. Ma forse lui dormiva. Ma passi tutto questo: un riassunto fedele si può fare in pochissime righe, ma deve almeno essere il più obiettivo possibile e non travisare, per ignoranza o volutamente, e mettendoci del proprio, i concetti che sono stati espressi. Prendi questa frase: “E' stato detto per quel che mi ricordo che il fidanzamento e' un periodo di studio in cui bisogna mantenere la castita' non solo per il valore della castita'in quanto tale ma anche perché' non e' detto che il primo fidanzato diventi poi il marito o la sposa.” Che il fidanzamento è un “periodo di studio” non lo ha mai affermato nessuno. Detto così, che significa..? Poi: “Bisogna mantenere la castità, non solo per il valore della castità…” Espresso così, il concetto suona più o meno in questi termini: “non importa tanto rimanere casti, il problema è che se poi perdo la verginità con un uomo che poi non sposerò….” E cose del genere. Ciò che invece D. ha - maldestramente – riportato, va inteso in altro senso. I catechisti, per fornire un aiuto in più ai giovani (che rispetto al problema della castità sono, oggi, estremamente a rischio) illustrano più approfonditamente il comandamento sulla castità, spiegando che una delle conseguenze negative del peccato di fornicazione, nel caso specifico dei giovani fidanzati, è costituita dalla difficoltà estrema che esso produce, in seguito, di discernere liberamente la volontà di Dio: per capire se il fidanzamento è benedetto da Dio, e destinato al matrimonio, è meglio mantenere un atteggiamento di purezza del corpo, mentre se si instaura col fidanzato/a una consuetudine alla sessualità, il legame diviene viziato, esacerbato, costrittivo, cancellando la capacità di guardare con serenità a ciò che Dio ha disposto per la coppia.

Franz ha detto...

Andiamo avanti. “hanno parlato del matrimonio rifacendosi al libro di Tobia....vado a memoria.... Che i 2 sposi devono restare 3 notti in preghiera per scacciare il demonio perché' il demonio vuole distruggere le famiglie.” Ma che vuol dire? In realtà, si è parlato dell’importanza fondamentale della preghiera nella coppia cristiana, prendendo spunto dalla storia, molto particolare, di Sara e Tobia. Poiché Sara è posseduta da un demonio, i suoi sette precedenti mariti sono morti nella prima notte di nozze. Tobia sposa Sara, ma non si unisce a lei la prima notte di matrimonio. Rimane invece in preghiera con lei e si addormenta, dopo un rituale di ‘esorcismo’ contro il demonio, compiuto per mezzo di oggetti sacri che simboleggiano, in modo profetico, la persona di Cristo. Ciò non vuol dire che “gli sposi devono restare 3 notti in preghiera”, ma che un matrimonio dove non c’è la preghiera è destinato al fallimento (i sei mariti morti), mentre il matrimonio nel quale si lascia entrare Gesù Cristo, attraverso la preghiera, è destinato a fiorire e durare a lungo. E ora veniamo al punto controverso: “ il letto neocatecumenale ( non ridete perché' questi non scherzano) rigorosamente a baldacchino con tende perché' Ha detto il catechista: ciò' che li' si svolge e' un atto sacro quindi siffatto letto sarebbe in un certo senso non un alcova ma una sorta ( parole mie ) di tempio dell'amore e della fecondita'. “ Nella MIA convivenza di riporto, e in tutte le altre convivenze cui ho assistito, NON una parola sul letto a baldacchino. SE un tale riferimento è stato fatto, ciò non significava certamente che il NC impone il letto a baldacchino ai suoi membri (ma figurati: i miei figli stanno in comunità da 15 anni, credo che me ne sarei accorto!) Si trattava probabilmente di un riferimento, da prendere con le molle, all’usanza in vigore presso certi popoli o in certe epoche storiche, per lodarne la bontà e l’efficacia, rispetto a ciò che avviene in molte case ai giorni nostri, e specie quando i figli sono piccoli: il letto matrimoniale diventa luogo di ‘sosta’ di molte persone, in alcune famiglie si lascia che il figlio più piccolo vi dorma regolarmente, in mezzo ai genitori, oppure c’è la televisione in camera da letto e i figli entrano per vederla assieme ai genitori, eccetera. Insomma, se D. insiste e sottolinea questo aspetto particolare, senza spiegare il contesto in cui la frase è stata pronunciata, lo fa apparire volutamente stravagante e ridicolo. Il discorso infatti, ‘anche’ in questo caso è monco, per cui gli ‘rinfresco la memoria’ citandolo per esteso, come riportato dal nostro sacerdote. La coppia cristiana ha 3 altari su cui ‘celebrare’: l’altare della Messa, l’altare della mensa familiare (atto sacro perché il cibo è dono di Dio e perché luogo di preghiera, dialogo e incontro dei familiari), e infine l’altare del talamo nuziale. A questo proposito, la raccomandazione che viene fatta insistentemente, a tutte le coppie, è che la camera da letto sia preservata da tutti gli elementi che possono svalutarne la sacralità: in particolare, niente televisione in camera, ed insegnare ai figli che non possono entrarvi senza il permesso dei genitori. Mantenere il talamo nuziale in questo clima raccolto e intimo aiuta a sottolineare la comunione con Dio, anche e soprattutto nel delicato momento dell’atto sessuale: ci si raccoglie e si prega con lo sposo/a, anche, perché no, prima dell’atto sessuale stesso.

mic ha detto...

illustrano più approfonditamente il comandamento sulla castità, spiegando che una delle conseguenze negative del peccato di fornicazione, nel caso specifico dei giovani fidanzati, è costituita dalla difficoltà estrema che esso produce, in seguito, di discernere liberamente la volontà di Dio: per capire se il fidanzamento è benedetto da Dio, e destinato al matrimonio, è meglio mantenere un atteggiamento di purezza del corpo, mentre se si instaura col fidanzato/a una consuetudine alla sessualità, il legame diviene viziato, esacerbato, costrittivo, cancellando la capacità di guardare con serenità a ciò che Dio ha disposto per la coppia.

Caro Franz,
devo farti, traducendo in italiano un proverbio veneziano che "hai messo una toppa peggiore del buco", due osservazioni:

1. il VI comandamento non riguarda soltanto le trasgressioni sessuali, ma nel "non fornicare" è più implicito il tradimento di un "Dio geloso" adorando altri dei e, in ogni caso - secondo l'interpretazione della Chiesa, la trasgressione non è centrata tanto sull'uomo, quanto su Dio (come vedi un chiaro esempio di antropocentrismo postconciliare versus il teocentrismo preconciliare): infatti ogni trasgressione, comprese quelle di ordine sessuale che riguardano questo tipo di castità (perché ce n'è anche un'altra), è innanzitutto un peccato contro Dio e i suoi comandamenti. La ragione, oltre che nel VI comandament, secondo la cui interpretazione è 'fornicazione' ogni atto sessuale fuori dal matrimonio, la troviamo in S. Paolo, quando dice che il corpo è il tempio dello Spirito Santo e in ogni nostra azione non dobbiamo mai dimenticarlo...

2. che poi all'atto pratico entri in campo anche la conseguenza indicata dai catechisti (insieme ad altre) omette il dato principale che il primo rapporto ad essere guastato è quello personale con Dio, che ha priorità su ogni altra cosa ed è il fondamento di tutto... come vedi si omette un "piccolo" particolare, che invece nella Chiesa è il primo ad essere messo in evidenza per la priorità che ha e che merita.

Ma seccome nel Cammino si insegna che "Dio non può essere offeso", ecco che questo personale rapporto non esiste e ciò dimostra che quella dei catechisti non è una mera 'dimenticanza', ma che nel vostro orizzonte questo FATTO della priorità della responsabilità personale nei confronti di Dio non esiste proprio...

mic ha detto...

Dice ancora Franz:

La coppia cristiana ha 3 altari su cui ‘celebrare’: l’altare della Messa, l’altare della mensa familiare (atto sacro perché il cibo è dono di Dio e perché luogo di preghiera, dialogo e incontro dei familiari), e infine l’altare del talamo nuziale. A questo proposito, la raccomandazione che viene fatta insistentemente, a tutte le coppie, è che la camera da letto sia preservata da tutti gli elementi che possono svalutarne la sacralità: in particolare, niente televisione in camera, ed insegnare ai figli che non possono entrarvi senza il permesso dei genitori. Mantenere il talamo nuziale in questo clima raccolto e intimo aiuta a sottolineare la comunione con Dio, anche e soprattutto nel delicato momento dell’atto sessuale: ci si raccoglie e si prega con lo sposo/a, anche, perché no, prima dell’atto sessuale stesso.

Questa la considero un'altra "pezza a colore": è un detto napoletano, che significa toppa più o meno adatta... infatti è piuttosto strano che abbiate un "altare" nel talamo nuziale e nella "mensa familiare" e solo una "mensa" (che tale resta, dato che Kiko insegna esplicitamente che voi non avete altari) per celebrare il Sacrificio di Cristo, che in realtà per il cammino è solo la Cena fraterna e la festa della comunità!

A me sembra una totale banalizzazione e profanazione della Sacralità dell'Altare, quello vero, che voi non avete.... troppa enfasi e 'sacralità' mal applicata, che alla fine serve solo a giustificare la indiscriminata apertura alla vita 'comandata' da Kiko...

ho notato che in questa convivenza l'avanzata opera di mimetizzazione vi ha indotti a citare diversi documenti del Magistero, ma credo che nessun catechista abbia su questo dato ricordato la "paternità e maternità responsabile", che è richiamata dalla Chiesa e che non è certo apertura indiscriminata, tenendo poi conto che "apertura alla vita" non riguarda soltanto la sfera genitale...

strl ha detto...

Vorrei far notare che la catechesi sulla famiglia, a detta di franz, è durata circa due ore! Due ore dopo due giorni di catechesi martellanti. Ed è provato che un adulto non stanco non riesce a porre attenzione per più di 20 30 minuti di fila!
Tutto ciò per dire che ... buona parte di chi sente una catechesi, se non la rilegge con attenzione (e non la può rileggere...), recepirà solo una piccola parte con tutte le distorsioni del caso.
E pensate che cosa succede con i riporti successivi! Le distorsioni aumentano n volte.
Quindi giudicare caio accusandolo di dormire e di non aver capito niente è assai offensivo.

mic ha detto...

Ma che vuol dire? In realtà, si è parlato dell’importanza fondamentale della preghiera nella coppia cristiana, prendendo spunto dalla storia, molto particolare, di Sara e Tobia. Poiché Sara è posseduta da un demonio, i suoi sette precedenti mariti sono morti nella prima notte di nozze. Tobia sposa Sara, ma non si unisce a lei la prima notte di matrimonio. Rimane invece in preghiera con lei e si addormenta, dopo un rituale di ‘esorcismo’ contro il demonio, compiuto per mezzo di oggetti sacri che simboleggiano, in modo profetico, la persona di Cristo.

su questo, ti invito a leggere quel che ne ho scritto sull'altro trhead

Su quel discorso dell'alcova, suggestivo ma nemmeno tanto originale per chi conosce tutti i riferimenti 'sponsali' della Scrittura al rapporto tra il Signore e le anime fedeli, ci sono da dire molte cose (e non c'è bisgono di fare il cammino per questo)... faremo un thread a parte

Vorrei dire solo, en passant che il vero Tempio dell'amore e della fecondità è l'anima... quella degli sposi nasce da qui e il talamo nuziale rappresenta un 'luogo' e un momento importante di incontro-fusione d'amore e di collaborazione con il progetto di Dio, ma non è bene correre rischio di farne uno dei tanti idoli...

Se leggi i commenti di S. Bernardo al Cantico dei Cantici ci sono suggestivi e profondi riferimenti all'"alcova", che è un 'luogo' dell'anima... e questa è interpretazione della Chiesa e non di un 'falso profeta' con le sue immaginifiche suggestioni, che possono affascinare e trascinare, ma non guidano spiritualmente nella Via che è il Signore...

.. inoltre vorrei osservare: che bisogno c'è di pregare tre notti come Tobia per vincere il demonio se, per farlo, basta "rimanere" nel Signore e ricevere la Sua Grazia?

Non sono anche questi inutili orpelli e arbitrarie suggestioni che alla fine allontanano dal fulcro che è Cristo?
Di Tobia ne puoi parlare tra parentesi, ma qui il Signore non è messo neppure tra parentesi, non è proprio nominato... Chi è che salva? il Signore o la preghiera degli sposi come quella di Tobia?
Ma andiamo!!!

mic ha detto...

... inoltre, potresti spiegarmi che senso ha "usare oggetti che simboleggiano Cristo", quando il cristiano ha un rapporto Vivo col Suo Signore Vivo e Vero...
che bisogno c'è di usare simboli quando abbiamo e ci relazioniamo col Signore?
A me sembra più un rituale magico con suggestioni veterotestamentarie che un momento di preghiera

Franz ha detto...

Quando la finirete di arrampicarvi sugli specchi per dimostrare una presunta eresia nelle catechesi del NC..? Quello che dici sul valore del VI Comandamento, come sempre viene ricordato nel Cammino, è vero e sacrosanto ANCHE PER TUTTI GLI ALTRI 9 COMANDAMENTI, nel senso che non hanno significato alcuno le ‘leggi’ e i comandamenti al di fuori dell’amore di Dio: rimangono, appunto, soltanto ‘leggi’ . Quanto alla questione del “Dio geloso”, è uno dei ‘tormentoni’ tipici del NC. Ciò che non sembrate proprio accettare, nel caso di specie, è che una catechesi rimane una catechesi – limitata a 2 ore, che, a detta del fratello autore del post precedente, sono già un’enormità – in cui andavano discussi e trattati temi specifici inerenti la famiglia dei giorni nostri, cercando di fornire indicazioni concrete, e in linea col Magistero della Chiesa e con le Scritture, sul modo corretto di vivere l’esperienza matrimoniale e familiare. Se sono mancati, nel caso specifico, alcuni espliciti riferimenti teologico-dottrinali, ciò non significa AFFATTO che il NC prescinde da essi, o li travisa, o li tralascia. Semplicemente non si può dire TUTTO in due ore. Ma in varie altre occasioni, situazioni, catechesi, se ne è parlato eccome. (A proposito della solita argomentazione che “nel NC si insegna che Dio non può essere offeso: dov’è finito il mio post di qualche giorno fa, in cui cercavo di spiegare una volta per tutte l’equivoco che sta alla base di questa vostra fissazione..?)

Franz ha detto...

Ancora: “..nessun catechista abbia su questo dato ricordato la "paternità e maternità responsabile", che è richiamata dalla Chiesa e che non è certo apertura indiscriminata, tenendo poi conto che "apertura alla vita" non riguarda soltanto la sfera genitale...”
Il tema della “paternità e maternità responsabile” ha costituito oggetto della Convivenza d’inizio corso del 2009 (se non sbaglio, oppure 2008). E, come si può immaginare, nel Cammino è un tema centralissimo, sviscerato in tutti i suoi aspetti. Proprio per l’importanza che viene attribuita all’”apertura alla vita”. E qui è bene sfatare l’ennesimo equivoco. MAI Kiko ha sostenuto che occorre “fare figli” a mò di conigliera: questo è quanto, tanto per cambiare, hanno mal-compreso molti fratelli, che spesso in seguito a ciò sono usciti addirittura dal Cammino (e molti altri, occorre dirlo, hanno forse procreato sconsideratamente: sia questi che quelli NON HANNO COMPRESO). L’”Apertura alla vita” viene richiesta, tanto per dire, anche alle coppie ormai anziane, o alle coppie sterili. Appunto perché è un concetto che va ben oltre la riproduzione biologica. Ciò che semmai ‘fa la differenza’ per molte coppie, rispetto a prima del Cammino, è che vengono invitate a lasciare a Dio, in piena fiducia, il dono dei figli, senza interporre gli strumenti anticoncezionali che ben sappiamo. Ciò non toglie che la decisione di NON avere figli in un particolare momento della vita matrimoniale, è lasciata all’insindacabile giudizio dei coniugi, secondo il ben noto principio del “foro interno”: in quel caso, è possibile fare ricorso ai metodi naturali di regolazione delle nascite, molto diversi dai metodi “non naturali”, perché comunque lasciano ampio spazio di azione alla volontà divina.

Franz ha detto...

Continui: “infatti è piuttosto strano che abbiate un "altare" nel talamo nuziale e nella "mensa familiare" e solo una "mensa" (che tale resta, dato che Kiko insegna esplicitamente che voi non avete altari) per celebrare il Sacrificio di Cristo, che in realtà per il cammino è solo la Cena fraterna e la festa della comunità!”
Quanto ai 3 altari: ti faccio notare che non sono i NC ad essersi inventati la storiella dei tre altari. TUTTE le coppie cristiane, anche se non vi hanno mai posto la riflessione, sono CHIAMATE a celebrare una liturgia, nel corso di tutta la loro vita, in primis con la celebrazione dell’Eucarestia, e poi tra le pareti domestiche, mantenendo il valore della mensa (troppo spesso dimenticato, oggi che si vive nell’epoca del fast-food) e del talamo (per i motivi che ho già spiegato nell’altro post). Che la “mensa per il NC sia solo la Cena fraterna, la festa della comunità”, è la tua ennesima bestialità, che se rispondesse minimamente al vero, avrebbe indotto chi di dovere a chiudere il Cammino quarant’anni fa. E non dico altro, perché l’Eucarestia rappresenta per il NC, come per qualunque cristiano, il centro stesso della vita spirituale. Senza di essa non c’è nutrimento, non si cammina, non si progredisce. Non si sperimenta la concretezza dell’Amore di Dio incarnato nel Figlio. “Altare” o non “altare” che tu voglia chiamarlo.

Franz ha detto...

Per chiudere in bellezza: “…Inoltre vorrei osservare: che bisogno c'è di pregare tre notti come Tobia per vincere il demonio se, per farlo, basta "rimanere" nel Signore e ricevere la Sua Grazia?
Questo me lo devi spiegare tu. Io non l’ho mai detto né l’hanno detto in convivenza. Ho spiegato chiaramente che si era preso il Libro di Tobia come spunto interessante del VT, molto chiaro nel suo simbolismo e nella sua semplicità, per poi passare all’esortazione alle coppie, perché non lascino mai la preghiera tra loro. Certo che è sufficiente “rimanere nel Signore e ricevere la Sua Grazia”. Tuttavia, se non ti sei accorto che il Demonio esiste, e vuoi negare la sua presenza, se non hai notato che il Demonio attacca la famiglia al cuore, oggi più che mai, se non vedi ciò che è sotto gli occhi di tutti, che cioè i divorzi proliferano, che non c’è più misericordia né carità, che le tentazioni per gli sposati aumentano sempre più, le tue parole assumono un valore molto, molto teorico e pochissimo utile a chi vuole davvero “essere” in Grazia di Dio. Ti ricordo che, oltre ad assumere regolarmente i Sacramenti, il Demonio si scaccia ANCHE con la preghiera. Lo ha detto Gesù a proposito di ‘alcuni tipi di demoni’. E questo va sperimentato, ad esempio, in seguito a un litigio, a un dissapore, a qualunque fatto che vada a minacciare la comunione coniugale e familiare.
“inoltre, potresti spiegarmi che senso ha "usare oggetti che simboleggiano Cristo", quando il cristiano ha un rapporto Vivo col Suo Signore Vivo e Vero...”

Scusa, ma lo hai letto bene il mio post..? Gli “oggetti che simboleggiano Cristo” erano quelli usati da Tobia, nel racconto, per scacciare il demone che possedeva Sara. Erano, per l’esattezza, le parti di un pesce da lui in precedenza pescato. Il tutto era strettamente limitato all’ambito del racconto biblico, come ho specificato prima, per poi passare al fulcro della catechesi: una volta di più, e anche attraverso la lettura di quel passo del VT, appare confermata la potenza di Cristo nel sanare i matrimoni, specie nelle difficoltà, e specie per le coppie in difficoltà. Che, te l’assicuro, sono tante, e per svariati motivi. Insomma, non c’è nessuna ‘pretesa esaltazione’ di parti del VT, e nessuna miope assolutizzazione di ‘pezzi’ di episodi senza capo né coda. Semplicemente, né più né meno di quanto avviene la domenica nella Liturgia della Parola, si leggono brani del VT in quanto contengono già, profeticamente, un chiaro accenno alla salvezza operata da Dio con la venuta di Cristo, ed espressa in tutto il NT. Questo aiuta i fedeli, perché constatare la meravigliosa continuità dell’opera di Dio tra Vecchio e Nuovo Testamento agisce senz’altro nel senso di un rafforzamento della fede (oltre che nel senso di un sempre valido accrescimento della conoscenza delle Scritture).

mic ha detto...

(A proposito della solita argomentazione che “nel NC si insegna che Dio non può essere offeso: dov’è finito il mio post di qualche giorno fa, in cui cercavo di spiegare una volta per tutte l’equivoco che sta alla base di questa vostra fissazione..?)

scusa, ma hai mai ascoltato le catechesi di Carmen?

Credi di parlare con qualcuno che il cammino non lo conosce?
Quello che apparentemente sembra la critica a un episodio contingente, che poi naturalmente DEVE essere condito come vi pare per rendercelo commestibile, è detto da chi conosce tutto il background, non l'hai ancora capito?

Franz ha detto...

Una piccola notazione per STRL.
Non ho niente contro i fratelli che, durante le lunghe ed a volte estenuanti convivenze, si stancano e 'perdono il filo'. Può succedere, è normale, come peraltro vi sono fratelli in grado di rimanere concentrati, grazie all'interesse che le catechesi suscitano in loro (grazie a Dio).
Quello che non tollero, se me lo permetti, è che un fratello come D., che per sua stessa ammissione era stanco, distratto e quant'altro, non avendo -evidentemente- un ricordo chiaro ed attendibile del contenuto della convivenza, si arroghi il diritto di riportare su queste pagine notizie non solo imprecise, ma per di più tendenziose, e dannose per chi le legge senza aver passato la sua stessa esperienza: l'ho già detto, il pericolo di 'scandalizzare' il prossimo esiste ed è fortissimo. E su queste cose, credetemi, è meglio non giocarci, chiunque sia a farlo.

FREEDOM ha detto...

Franz dice: "Quello che non tollero, se me lo permetti, è che un fratello come D., che per sua stessa ammissione era stanco, distratto e quant'altro, non avendo -evidentemente- un ricordo chiaro ed attendibile del contenuto della convivenza, si arroghi il diritto di riportare su queste pagine notizie non solo imprecise, ma per di più tendenziose, e dannose per chi le legge "
Caro Franz , ma l'hai letto bene l'intervento di dauid?
Non era distratto, non voleva criticare nessuno, ha semplicemente detto la verità. Anche io c'ero alla convivenza e ripeto, in coro con gli altri, che sono intervenuti in favore di dauid, che ha ragione, non intende scandalizzare nessuno.
Siccome manilo ha detto che aveva i testi delle catechesi e c'erano problemi a spedirle ha pensato bene di dare la sua testimonianza .
A questo punto sarei lieto se Manilo in qualche modo le rendesse
pubbliche queste catechesi.
Chi si scandalizza sono le persone in buona fede, cattolici veri, che si rendono conto delle vostre stranezze liturgiche, dei vostri giudaismi qabalistici, ecc ecc la lista è enorme.....
FREEDOM

strl ha detto...

x Franz.
1) Dopo il tuo ultimo messaggio in cui affermi "Quello che non tollero, se me lo permetti, è che un fratello come D., che per sua stessa ammissione era stanco, distratto e quant'altro, non avendo -evidentemente- un ricordo chiaro ed attendibile del contenuto della convivenza,"
mi sono andato a ri-ri leggere il messaggio di D e sinceramente non ho capito dove hai letto o come hai fatto a capire che D. era stanco, distratto etc.
L'unica cosa che ha detto, al riguardo, è "per quel che mi ricordo"....

2) il tuo messaggio in risposta a D. mi sembra sempre eccessivamente aggressivo, specie in un contesto di "amore per il fratello". Ma ti sei riletto?
"Io fossi in te mi vergognerei. Primo, di aver partecipato a una convivenza di riporto senza avere, praticamente, capito niente (tra l’altro: che ci vai a fare, scusa, se poi ti diletti a calunniare i tuoi catechisti su questo blog?) secondo, di avere il coraggio di screditare per iscritto il cammino, riportando argomentazioni capite per metà...".

strl ha detto...

x Franz
tu scrivi:
" E qui è bene sfatare l’ennesimo equivoco. MAI Kiko ha sostenuto che occorre “fare figli” a mò di conigliera: questo è quanto, tanto per cambiare, hanno mal-compreso molti fratelli, che spesso in seguito a ciò sono usciti addirittura dal Cammino (e molti altri, occorre dirlo, hanno forse procreato sconsideratamente: sia questi che quelli NON HANNO COMPRESO)."

Premesso che anche il Papa sostiene che si è eccessivamente timorosi nell'accogliere la vita (almeno così ho capito), dire che il messaggio dato da Kiko sia stato mal interpretato da alcuni è, se mi consenti, errato e falso:
direi che se vai a parlare con 100 NC probabilmente 95 lo hanno, a questo punto, mal interpretato perché la prassi che si è imposta nel Cammino è di una apertura alla vita che va ben al di la di quello previsto dal Catechismo della Chiesa Cattolica.
E quando la % di gente che ha mal capito è così alta vuol dire o che c'è un grave difetto di comunicazione o che si vuole far passare un messaggio diverso.

Inoltre mi ricordo anche di filmati in cui si veniva esaltata una famiglia spagnola (convivenza inizio corso di circa 8 anni fa) con ben 17 figli e non veniva spesa mezza parola sui problemi spiccioli che tale prole comportava...
Quindi dire che "non hanno compreso" è minimizzare e quasi stravolgere il cuore del messaggio che viene fatto passare nel Cammino.

Sarei stato curioso di assistere alla convivenza di inizio corso del 2008 per vedere come veniva presentata l'apertura alla vita...

E per proseguire su questo ragionamento: essendo in presenza di gente semplice, poco incline alla lettura del CCC ma che agisce per imitazione delle comunità più avanti, dei catechisti etc.
non ti pare che su molti punti la prassi (cioè quello che hanno capito i fratelli NC) sia ben diverso da quanto affermato da CCC e magari dallo stesso Kiko nelle lunghissime catechesi di inizio corso (e magari contraddette da filmini successivi)?

E non ti pare che gli stessi catechisti, a questo punto, spesso e volentieri hanno mal inteso?

Manilo ha detto...

Ciao amici!
Quanto al testo della convivenza d'inizio corso, ho spedito il tutto a Mic e Annarita.
Sono più di settanta pagine, quindi il materiale da leggere è notevole.
Ma, c'è da precisare, le bozze delle convivenze d'inizio corso sono redatte in modo molto più accurato dei testi adoperati per i vari passaggi, poiché sono a disposizione pubblica.
In ogni caso ci sono diversi punti (vedrete dopo l'eventuale pubblicazione) di cui discutere.

Ad esempio il numero di figli.
Dire che molti fratelli hanno recepito male il messaggio di Kiko è, a mio spassionato parere, segno di malafede.
Video d'inizio corso dove vengono presentate famiglie-modello neocatecumenali con decine di figli, l'annuncio d'Avvento dello scorso anno dove un documentario paventava una prossima Europa Musulmana con i catechisti che incitavano a combattere l'invasione a suon di prole. Commenti sono necessari?
Certo, si potrà obiettare che ci sono anche famiglie con pochi figli. In genere però si tratta di coppie entrate in età avanzata in Cammino. O con problemi di salute.
Si potrà ancora obiettare che viene fatta qualche osservazione sulla responsabilità di procreazione (poche in verità).
Ma il punto è che, da un punto di vista meramente psicologico, se come modello vengono presentate famiglie molto numerose, se si incita a combattere una 'guerra santa' contro l'Islam, chi, per motivi gravi, dovrà rinunciare ai figli, si sentirà inferiore alle super-famiglie.
Poiché tutta la struttura neocatecumenale inquadra la relazione nei termini comunità-catechisti (anziché Io-Tu_Dio), i sorrisi di gaudio dei catechisti che descrivono esultanti famiglie con decine di figli (magari in missione), varranno più di centinaia di stralci di Magistero citati da P.Mario.
Per molti fratelli fare la Volontà di Dio significa vedere quel sorriso sulla bocca dei catechisti, e poco altro.

FREEDOM ha detto...

Vorrei proporre a chi ne sa più di me sia Nc che non Nc
Cosa per loro significa castita' nel matrimonio.
Grazie
Freedom

larus ha detto...

Conferenza Episcopale Italiana
IL CATECHISMO DEGLI ADULTI
"La Verità vi farà Liberi"

[1060] È dunque necessaria innanzitutto un’adesione di principio alla fecondità. Purtroppo, nel nostro paese, tale adesione non è scontata. Molte coppie hanno paura di accettare anche un solo figlio. La fondamentale adesione alla fecondità deve poi attuarsi in modo responsabile davanti a Dio. Occorre regolare di comune accordo, senza grettezza e calcolo utilitaristico, il numero e il momento opportuno delle nascite, considerando il bene dei coniugi stessi, l’educazione dei figli che nasceranno e di quelli già nati, le condizioni generali della società. D’altra parte bisogna rispettare il duplice significato oggettivo dell’atto coniugale. È autentico solo il comportamento che mette insieme la responsabile regolazione delle nascite e la disponibilità effettiva ad accogliere la vita.

[1061] In vista di una procreazione responsabile, si può regolare la fertilità attraverso la continenza periodica, che tiene conto dei tempi fecondi e infecondi della donna. C’è chi si chiede se anche qui non ci si trovi di fronte a un artificio. Il ricorso ai ritmi naturali rispetta invece la completa verità oggettiva, non solo biologica ma anche simbolica, dell’atto sessuale; nello stesso tempo favorisce la crescita di altri valori: dominio di sé, rispetto dell’altro, dialogo, tenerezza. Al contrario i mezzi contraccettivi, quale che sia l’intenzione soggettiva, rendono oggettivamente falso il gesto dell’amore coniugale. Per di più molto spesso non si tratta di contraccettivi, ma di abortivi mascherati.

[1062] La castità coniugale è una conquista. Occorre riconoscere umilmente che la prassi è al di sotto dell’ideale; però la nostra debolezza non può essere la misura del bene e del male. D’altra parte bisogna essere comprensivi, soprattutto in questo ambito: forti condizionamenti psicologici, familiari e culturali, possono diminuire notevolmente la responsabilità personale. Alcune coppie ritengono impraticabile per loro la continenza periodica. Altre non vedono nessun male nella contraccezione. Altre rimangono perplesse tra le esigenze dell’armonia coniugale e il rispetto della finalità procreativa, temendo di sbagliare qualunque cosa scelgano. Occorre aiutare queste persone a fare dei passi in avanti nella giusta direzione, secondo le loro capacità. A che cosa è dovuto il loro comportamento? Implica egoismo e rifiuto della fecondità? Ritengono di aver fatto quanto potevano? Potrebbero sperimentare senza grave difficoltà e senza pericolo i metodi naturali? Devono essi per primi valutare la situazione della loro coscienza, aprendosi sempre più con fiducia all’insegnamento della Chiesa.



L'itinerario proposto dalla CEI lo trovo molto più equilibrato di quello di altro 'cammino' :-)

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