lunedì 8 marzo 2010

Come intessere il rapporto con Dio, fonte di tutti i rapporti che danno senso alla vita?

Mi sembra importante riprendere questa riflessione di Manilo, anziché lasciarla sommersa nel thread da cui è stata ispirata, perché contiene elementi molto interessanti e significativi per un altro percorso di confronto e approfondimenti.

Si parla molto (giustamente) di dove si trovi Dio, di 'come' e 'dove' parli Dio. Colgo perciò l'occasione di toccare un altro punto dolente del cammino.

Dando per scontato che sappiamo come e dove parli Dio, un'altra domanda fondamentale è: come parlare A DIO?

Immaginiamoci la scena.
Un padre di famiglia torna a casa, e con grande gioia vede lì un figlio che era stato a lungo lontano dalla famiglia. Lo vuole abbracciare, vuole parlare con lui. Il bimbo è piccolo, ma il padre con gioia si 'abbassa' al suo livello perché lui possa dargli un bacio, consolarlo delle tante sofferenze e offese ricevute, perché il bimbo possa ricevere tutto il suo amore, che vuole dargli in abbondanza.
Ma che fa il bimbo? Non dice una parola, non dà un bacio a suo padre! Prende un dispositivo di memoria e REGISTRA con accuratezza le parole del padre. Poi prende e va via, va da altri fratelli e discute delle parole del padre, testimonia quanto siano belle, invita altri a credervi.
Ma il padre resta lì, SOLO, mentre il figlio ne parla magari con grande entusiasmo. Il figlio però, nel profondo, conserva una profonda tristezza, perché in fondo non è entrato nel Vento dell'Amore!
La scena è emblematica di diverse situazioni nel cammino.


Tutto intorno a me, recita un noto spot.

Il membro del cammino prende, ascolta, legge, è bombardato da catechesi notturne, estenuanti convivenze. Ma MAI (e per moltissimi anni) che sia fatta una catechesi sulla preghiera PERSONALE con Dio, volta a coltivare un rapporto PERSONALE con il Padre.
Sbagliatissimo (sento già le obiezioni) introdurre alla preghiera con la Liturgia delle Ore (e dopo anni!), che è preghiera della Chiesa e che deve venire DOPO quella diretta e personale.
Inutile la 'preghiera spontanea', se non posso amare Dio. Perché sì, si parla tanto di amare Dio, di metterLo al primo posto, di distruggere gli idoli. Però mai per dare gioia (gloria) a Dio, ma solo per sé stessi, per averne io vantaggio spirituale. Ecco in che senso non si entra nel Vento dell'Amore.

Tutto parte fin dall'inizio, quando si dice che Dio non può essere offeso. Ergo, non può neanche essere consolato, amato, né si può essere motivo di gioia per Lui. Tanto ha già tutto no?

Di fronte a questo immobilismo (altro che cammino!) non resta che il proprio peccato. Ecco così spiegate cupissime 'risonanze' ridotte spessissimo (parlo per esperienza) a confessioni generiche.

Si perde il TU di Dio, per ridurLo ad un essere di cui parlare in terza persona. Questo TU chi lo assume? I catechisti! Loro sanno cos'è giusto per te, cosa devi fare, cosa devi pensare. Loro devono essere accontentati. Tutti si uniformano per non scontentarli, e poiché questo TU è comunitario, alla fine ognuno perde anche la sua identità per fondersi con il terribile conformismo del cammino (dopo un po' parlano tutti allo stesso modo).

E il Padre resta SOLO.

Quante volte dopo l'Eucaristia si fa un gran baccano in chiesa, si dice quanto sia stata 'forte' la celebrazione ('una bomba' un giorno mi disse un catechista), e magari si banchetta pure in chiesa con l'agape. E Gesù sta lì nel Tabernacolo, senza ricevere un solo gesto d'amore. Tanto non si può offendere, non ha bisogno di niente. Resta lì, solo nella sua prigione d'amore.
Un abbraccio in Cristo.

21 commenti:

FREEDOM ha detto...

Ciao a tutti i fratelli,
mi dispiace e mi sembra assai strano che su questo argomento messo in evidenza da Mic non ci siano interventi.
Quante volte ho sentito e purtroppo partecipato alle cosiddette preghiere spontanee. Quante volte ho detto che secondo me quel tipo di preghiera scivolava direttamente nel pagano "do ut des" : Carò Gesù ti abbiamo portato i fiori, abbiamo fatto per Te questa tavola imbandita, abbiamo cantato e danzato per Te. Adesso per piacere risolvimi questo o quell'altro problema, rinnova il mio matrimonio, fammi trovare lavoro...ecc..eccc... Manca completamente il momento dell'adorazione silenziosa, della preghiera del cuore, perchè io sono con Te Signore , perchè Ti amo e vorrei amarti sempre di più.
Dovremmo prendere lezioni da Santa Gemma Galgani per imparare ad amare Dio nel nascondimento , nell'umiltà, nell'estasi.
Freedom

NC ha detto...

ma che cavolo scrivete: intanto paragone Padre figlio piccolo - non ha senso !!! se un figlio è piccolo non è distante dalla famiglia sempre che non venga rapito - ma va bè lasciamo stare - e poi non è vero che nel cammino non si prega -personalmente. dite le solite baggianate. vaneggiate!! mi dispiace

mic ha detto...

per dirla con Romano Amerio il grande problema, il peccato d'origine del cammino sta nell'assenza dell'Adorazione...

Per lungo tempo (parlo di decenni) è stata irrisa e criticata; poi quando ne parlava tanto Giovanni Paolo II l'hanno fatta rientrare dalla finestra.

Ma sapete le istruzioni di Kiko ai sacerdoti RM ai quali diceva di fare adorazione? Testuali parole: "pregate per i benefattori" (che sarebbero quelli che scuciono soldi per la costruzione dei seminari)... dov'è il Signore in tutto questo?

Quel Signore che Kiko insegna "Il pane e il vino non sono fatti per essere esposti, perché vanno a male. Il pane e il vino sono fatti per essere mangiati e bevuti. Io dico sempre ai sacramentini che hanno costruito un tabernacoli immenso: se Gesù Cristo avesse voluto l'Eucaristia per stare lì, si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male. Il pane è per il banchetto, per condurci alla Pasqua."

Altra osservazione che riguarda l'Adorazione che il rapporto primario con Dio, su cui s'innestano tutti i momenti e le mozioni e i sentimenti e tutto quanto caratterizza una relazione VIVA - che poi dà vita e forma a tutte le altre relazioni della persona, col mondo e con gli altri - si traduce in una domanda:

come mai nella "Cappella dell'adorazione" aperta di recente alla Domus Galileae (e sempre a scopi promozionali di natura mimetica, alla fine, perché non ce ne sono riscontri validi nella prassi) il Santissimo è simboleggiato dal "roveto ardente", simbolo vetero-testamentario, tuttora valido e calzante,

ma perché questo, quando i cattolici hanno non un simbolo, ma un Dio Vivo, nel Corpo e Sangue di Cristo Signore, la cui Presenza permane nelle Sacre Specie anche dopo la Consacrazione?

Troppi drammatici, terribili perché restanto senza risposta!

mic ha detto...

e poi non è vero che nel cammino non si prega

NC, mi pare che, al solito, capisci fischi per fiaschi: chi ha detto che nel cammino non si prega?
Manilo ha 'mostrato' e quindi dimostrato come nel cammino non si instaura un rapporto personale col Signore, che è all'origine di tutti i rapporti che un uomo possa instaurare con gli altri e con le situazioni e le cose che lo circondano e dà loro forma vita e senso?

mic ha detto...

Grazie, Freedom,

vedo che tu hai concluso e io ho aperto con l'Adorazione!

Come possono adorare quelli "che non si inginocchiano mai"?

Quale Dio imparano a conoscere per poi poterlo amare e servire nei fratelli e nel prossimo?

Vito ha detto...

Scusate, ma durante le lodi la mattina si fa la preghiera silenziosa, nei tempi forti si è invitati ad alzarsi la notte per pregare. Per non parlare dei tantissimi momenti durante le convivenze in cui si sta da soli in meditazione. Questo non è avere un rapporto personale con DIO?

mic ha detto...

Manilo sottolineava uun dato molto importante; prima di pensare a 'consegnare' le lodi, sarebbe opportuno introdurre -tanto più che si parla tanto di "iniziazione"- ad un rapporto personale, intimo profondo, con un Dio da conoscere Adorando Colui che ci salva che ha un Nome, Signore Gesù, attraverso quel ha ha fatto per noi (Redenzione, cioè riscatto dal peccato e dalla morte attraverso il Suo Sacrificio espiatorio che poi ci introduce anche nella Risurrezione)... quanta gratitudine, confidenza, affidamento (cioè vera Fede), ascolto adorante che accoglie tutte le Grazie di cui l'anima ha sete e bisogno e che produce la vera 'configurazione' a Lui e non a modelli pre-fabbricati da uomini....

Le Lodi invece, anche se possono contenere momenti di preghiera silenziosa, sono un preghiera comunitaria: la "Liturgia delle Ore" che celebrano tutti i credenti che vogliono aumentare il proprio zelo e la propria partecipazione.

La preghiera personale è un'altra cosa e va coltivata nel modo 'sano' che aiuta a crescere spiritualmente e a ri-conoscere e governare i moti del cuore e anche nel Sacro adorante Silenzio

perché NON E' VERO che il Signore "salva a grappoli", cioè per comunità, ma conduce fuori le sue pecore "ad una ad una" e le "chiama per nome"...

e se è vero che extra ecclesia (quella vera) nulla salus, la Salvezza passa attraverso il SI' di un'anima al TU del Signore che chiama e non solo per l'apparteneneza alla Chiesa o suoi simulacri... nella Chiesa ci sono TUTTI gli strumenti per la Salvezza (Sacramenti, e soprattuto lo Spirito del Signore Risorto) ma se non si vivono e non si accolgono questi, non c'è appartenenza che tenga...

mic ha detto...

Per non parlare dei tantissimi momenti durante le convivenze in cui si sta da soli in meditazione. Questo non è avere un rapporto personale con DIO?

durante le convivenze quando si "sta soli in meditazione" normalmente è per incamerare ed elaborare le martellanti parole e concetti con i quali si è bombardati dai catechisti: quindi questa meditazione ha un contenuto pre-fabbricato ed anche coinvolgente, che in realtà distoglie da un autentico dialogo con Dio e mette in dialogo con il cammino, anzi scrive sempre più nel cuore e nell'anima, l' "entità cammino NC"...

dhauidh ha detto...

Come al solit chi vaneggia è il fratello Nc che invece di ribattere con la logica e con gli esempi si limita ad inveire, comportamento tipico del perfetto NC appena esce fuori dal suo piccolo recinto fatto di slogan non trova altri argomenti quindi inveisce. I catechisti non gli hanno ancora detto come rispondere su questo tema. Per quanto riguarda Vito mi dispiace caro fratello ma concordo pienamente con Mic. Nei "tempi forti" di cui tu parli viene raccomandato di alzarsi in piena notte e fare o una preghiera spontanea o leggere salmi o tuttalpiù di recitare: "Gesù figlio di Davide abbi pietà di mi che sono peccatore".
Durante le convivenze viene richiesto il silenzio "affinchè la parola" ( sempre la parola ) risuoni dentro di voi" e spesso di fare una "scrutatio". Nemmeno l'ombra dell'argomento in questione. E' vero che gli NC non si inginocchiano e non hanno ( un eufemismo) cura delle particole della Santissima Eucarestia. Gli Nc hanno addirittura due tabernacoli uno per il Santissimo e l'altro per la Bibbia. C'è un ossessivo riferimento alla Bibbia.
Ma la religione cattolica NON E' una religione del libro. Inoltre si fa credere agli appartenenti di "essere stati scelti" ed essi a, buon bisogno, si sentono dei super-cristiani(poco ci manca che si cambino nelle cabine del telefono, come il personaggio dei fumetti:) tutto ciò puzza di Giansenismo lontano un miglio. Non parliamo poi della Liturgia perchè c'è da mettersi le mani nei capelli. L'unica cosa bella che salverei del CN è qualche bella canzone, ma per il resto: "SE LI CONOSCI LI EVITI"!!!
Freedom

jonathan ha detto...

Io ho imparato, per così dire, il gusto dello stare a Tu per tu con il Signore in una chiesetta, piccola, semplice, modesta, situata peraltro in una periferia povera del paese dove vivevo all’epoca. Lì c’era tutti i giorni l’esposizione del Santissimo, su un altare coccolato dalla premura di una comunità di suore, le ‘Figlie della Chiesa’ la cui regola di vita prevede l’Adorazione Eucaristica quotidiana. E lì, in quel magnifico silenzio profumato, sapevo di essere davanti a Lui. Lo sapevo e basta. Da sola a Solo, per un tempo prezioso che il resto della giornata ereditava.

Il cn mi ha portato lontano da lì.

Nel cn non c’è nulla che non passi attraverso la comunità. Anche la ‘preghiera silenziosa’ che è fatta stando insieme, seduti nel solito semicerchio. Dio non è un Tu, come dice tanto bene Manilo. E’ un noi, è la comunità, i fratelli. Il rapporto con il Signore è ‘costretto’ dentro il rapporto con i fratelli. L’Adorazione è impossibile di fatto, perché è derubata del silenzio e dell’intimità. Nel cn si è educati alla parola, non al silenzio.

mic ha detto...

Quello che sottolinea Jonathan coincide perfettamente con la risposta che ci ha dato Paolo156 alla domanda dov'è Dio di pochi thread indietro:

la sua risposta è: "nei fatti della tua vita quotidiana", alla quale abbiamo dovuto fare diversi 'distinguo'...

non si può infatti banalizzare così l'Infinità e l'Alterità, soprattutto la Soprannaturalità del Signore, sostituendola con l'antropocentrismo e con l'immanentismo spinto del Cammino.

E' sempre bene rifarsi alla concretezza, ma non si può ridurre tutto ad essa... molto ebraico e molto poco metafisico

Anche il Signore dà continui rimandi alla concretezza ("non chi dice Signore Signore, ma chi fa la volontà del Padre...") e l'ha vissuta con la sua Incarnazione fino in fondo; ma non dimentichiamoci che il Padre è nei cieli e il Suo Regno non è "di questo mondo"

Purtroppo ci hanno disabituati alla metafisica, anche questo è il problema...

"Faremo e ascolteremo", dice l'Antico Testamento: se non metti in pratica, non ti metti in condizione di ascoltare; ma solo ascoltare, che significa innanzitutto Adorare, mette in condizione di fare la
Volontà del Signore... è un "circolo virtuoso" che non finisce mai, non può essere interrotto, altrimenti perdiamo la Via...

Credo che quell'Adorazione di cui ci ha parlato con accenti amorosi Jonathan abbia molta parte nella sua uscita da un certo contesto... chi conosce il Signore, prima o poi ri-conosce ciò che gli è estraneo!

FREEDOM ha detto...

Mi autocorreggo
La religione cristiana è anche una
religione del libro.
Ma il valore che viene dato nel cammino alla Parola è eccessivo e limitante. Direi che il CN ha un forte sapore luterano per molti versi, fa un uso improprio di simboli ebraici che poco hanno in comune con la religione cattolica.
I termini usati Kerigma, koinonia,
midrash, ecc.. sono il linguaggio di una comunità chiusa che fornisce
ai suoi adepti delle parole dal sapore quasi esoterico che convincono l'adepto (del tutto ignorante al riguardo il più delle volte) di appartenere ad una casta di eletti. "Voi siete il sale del mondo....."
Mi sono riletto il link di Manilo ed in effetti si può ben parlare di setta a tutti gli effetti.
Io mi sono letto attentamente "gli orientamenti alle equipes di catechisti" del signor Kiko Arguello.... è roba allucinante!
Invito i fratelli del Cammino neocatecumenale a compiere un atto di verità: leggeteli!!!
Soprattutto quelli relativi "all' interrogatorio di Kiko" per il secondo scrutinio. Ma io vi do la mia testimonianza personale di aver visto piangere moglie e marito, per aver dovuto parlare ai fratelli della loro vita privata, ho visto piangere una giovane ragazza, figlia di itineranti,in un paese remoto, perchè sotto le domande incalzanti dei catechisti ha detto che non se la sentiva, che quella era una scelta fatta dai suoi genitori, che lei si sentiva di dover essere un modello per gli altri. Se per caso mi leggi, carissima sorella,segui il mio consiglio creati una tua autonomia anche economica e appena puoi, scappa! Lo so che è difficile, ma credimi i tuoi dubbi non sono opera del demonio, ma della tua razionalità e del tuo buon senso che sono rimasti integri.
Freedom

Manilo ha detto...

PARTE 1/2

Ringrazio Mic per le sue riflessioni sull'Adorazione. Non avevo messo ben a fuoco la cosa, e non posso che constatare l'amara verità delle sue parole.
Quanto a Vito e NC, nel mio post non sostenevo l'assenza della preghiera personale, quanto una sua marginalizzazione e soprattutto fatta in mancanza di un rapporto personale con Dio, fatto ben più grave.

Innanzitutto la marginalizzazione. E' vero, a volte si invita a pregare privatamente Dio, ma si tratta di eventi relativamente rari. La preghiera personale non è a fondamento del Cammino. Non la si può lontanamente paragonare, in importanza e peso, con l'ascolto della Parola, con le risonanze, con i temi biblici ecc. certo essenziali, ma non sufficienti.
Scrittura e schiere di santi invece raccomandano una preghiera continua ed incessante, Maria a Fatima proponeva il S.Rosario come rimedio di ogni male. Chi prega si salva, chi non prega si danna, diceva S.Alfonso. Si tratta perciò di questione urgente e non accessoria.

Passiamo ora al rapporto personale.
Se anche pregassi sempre, ciò sarebbe del tutto inutile se la preghiera non si inquadrasse in un corretto rapporto Io-Tu con Dio. Rischio seriamente di parlare con me stesso. Può forse essere una meditazione, ma non preghiera.
Ciò nel Cammino avviene spesso perché è capovolto il rapporto con Dio.
Come dicevo fin dall'inizio, proclamando che Dio non può essere offeso e consolato, pongo l'Io al centro con il Tu (Dio) che gli ruota intorno.
A parole si dice di mettere Dio al primo posto, distruggendo gli idoli, ma quando ciò accade, in generale finisce che al massimo Lo si può mettere al secondo posto. Al primo posto c'è, ben nascosto ma presente, l'Io! Perché? Lo dicono (almeno nella mia esperienza) gli stessi catechisti. Al secondo passaggio, al momento del gesto, i catechisti, quando qualcuno diceva di aver donato ad un povero per amore del povero, lo sgridavano dicendo 'devi farlo per te stesso!'.
E così tutti i gesti. Perdonare qualcuno, riconciliarsi con un altro, donare un bene.
Se non esiste un Dio a cui dare gioia, di cui essere gloria nella santità, per chi lo faccio?
O il Tu cade sull'Io, oppure sui catechisti e la comunità.
Ecco che questi gesti diventano falsati. Lo dice lo stesso S.Paolo. Se dessi tutte le mie sostanze, ma non avessi la carità, a nulla mi giova.

I simboli ebraici si inseriscono in quest'ottica.
I giudei rifiutarono Cristo perché per loro doveva essere un Messia terreno, doveva portare qui il Paradiso.
Giudaizzare il cristianesimo vuol dire dimenticare che il regno di Dio non è di questo mondo.
La Chiesa di S.Pio X dice: l'uomo è stato creato per conoscere, amare e servire Dio, e goderLo nella vita eterna.
Il Cammino (insieme ad altri movimenti nella Chiesa di oggi) dice invece: l'uomo è stato creato per conoscere, FARSI AMARE E SERVIRE DA DIO. [Ecco il perché della Comunione seduti con il sacerdote che serve]. Dell'altra vita si parla rarissimamente. Di conseguenza bisogna in qualche modo 'godere di Dio' qui e subito.

I Santi facevano tutto invece per dare gioia a Dio.
S.Teresa non voleva 'dispiacere' in nulla Gesù.
C'era un Tu che si poteva offendere e consolare.
Il Cammino invece dice che non bisogna peccare perché altrimenti si muore 'ontologicamente'.
Verissimo.
Ma il Vento dell'Amore ha bisogno di un Tu da amare. Altrimenti diventa solo una forma di fitness spirituale, del tipo vieni, diventa cristiano e vivrai meglio.
Senza questo Tu non si 'conoscerà' davvero il Signore. Perché le cose sono collegate. Si conosce Dio amandoLo e servendoLo nella libertà dei figli. Si entra nel Vento dell'Amore, e si desidera immergersi in quell'Amore per la vita eterna, di cui la gioia qui e ora è solo la caparra. La gioia del Paradiso è lodare Dio, che è infinito, e perciò è una lode eterna.

(continua...)

Manilo ha detto...

PARTE 2/2

E' così chiaro che l'Adorazione non può essere vissuta nel suo vero spirito. Qual è? Lo lascio dire al Signore, che così rivela a Suor Josefa del Sacro Cuore:

"Dopo l'interrogatorio, fui condotto nella prigione, dove passai gran parte della notte ... Mi lasciarono solo e le­gato in quel luogo oscuro ed umido.[...] Nella prigione non passai che una parte della notte, ma nel Taber­nacolo ... quanti giorni e quante not­ti! ... Nella prigione soffersi freddo, sonno, fame, sete, dolore, vergogna, solitudine, abbandono ... E vidi allora nel corso dei secoli tanti Tabernacoli, in cui mi sarebbe mancato il rifugio dell'amo­re ... Quante volte avrei atteso che que­st'anima o quell'altra venisse a visitarmi nel Tabernacolo! Anime care, accostatevi al vostro Dio nella Prigione! Contemplatelo in quella notte tanto doloro­sa! Considerate che quel dolore si pro­lunga ancora nell'isolamento di tanti Tabernacoli e nel gelo di tanti cuori! ... Consolate la mia tristezza con la fedeltà della vostra presenza."

Ecco il Vento dell'Amore.
La meraviglia di sapere che Dio si abbassa così tanto da poterLo amare, consolare! La vera gioia!
Solo ricevere, sia pur per non morire dentro, non basta a conoscere la vera gioia!

Conosco persone in Cammino che hanno trovato questa verità, attraverso libri, confessori ecc.
Spesso attraverso sacerdoti che celebrano il Sabato sera.
Ma mai queste cose le sentiranno dai catechisti, perché Kiko non le ha scritte.
Basterebbe poco per fare del Cammino una bella realtà. Un seme dal grande frutto.

Perché se posso offendere Dio, farGli del male (!), quanto rispetto in più nel trattare l'Ostia ci sarebbe, e così molto altro.

Ma se il protagonista è l'Io, allora conta solo ciò che riceve l'Io, cosicché la celebrazione è 'bella' se mi dà 'belle' sensazioni, e la Domenica mattina è 'noiosa'.

Spero di aver chiarito qualcosa in più. Un abbraccio.

mic ha detto...

Credo che a proposito di quanto insegna il cammino sul fatto che "il peccato non offende Dio" e conseguente visione antropologica ecomportanmenti, possa essere utile rinfrescare quanto scritto anni fa:

Dice Carmen:
"Le persone si chiedono se è possibile offendere solo Dio. La domanda è posta così perché abbiamo una concezione verticale del peccato, individualista: che siamo noi che offendiamo, in maniera particolare Dio, come se il peccato fosse un'offesa a Dio, nel senso di rubare a Dio la sua gloria. Accreditiamo l'ipotesi che possiamo causare danno a Dio. La prima cosa che dobbiamo pensare è che non si può causare danno a Dio. Dio non può essere offeso nel senso di togliere a Lui la gloria, perché allora Dio sarebbe vulnerabile e non sarebbe più Dio (Orientamenti p. 140)"

Come teologa, davvero carente, Carmen non sa che si distingue la gloria intrinseca di Dio - invulnerabile, infinita e immutabile - dalla gloria estrinseca di Dio, gloria che può essere maggiore o minore, e che risulta diminuita a causa dei peccati degli uomini. Per questo S. Ignazio ha scelto per la Compagnia di Gesù il motto "Ad maiorem gloriam Dei", affermando che essa avrebbe dovuto lottare per la "Maggior gloria di Dio".

Del resto, basta notare quanto il peccato in qualche modo escluda dalle situazioni della storia individuale e collettiva la "Presenza" del Signore, basta vedere il vuoto e i drammi umani e sociali di questo nostro mondo in cui si è perso il senso del peccato.

E purtroppo si è perso il senso del peccato come responsabilità individuale, perché è sempre una mancata risposta alla chiamata costante di Dio alla conversione e al progetto che ha per ognuno di noi.

Questo riguarda la nostra responsabilità sia in ambito comunitario e sociale sia a livello individuale nei confronti del prossimo; ma tutto è fondato nel rapporto IO-TU che ogni creatura ha col suo Signore, un rapporto che può anche arricchirsi in ambito comunitario (ek-lesìa = la Chiesa di coloro raccolti insieme in comunione nel Signore) per poi dispiegarsi nelle relazioni interpersonali e nelle scelte individuali e collettive; ma è innanzitutto un rapporto pieno e profondo individuale, non di gruppo né in simbiosi. Il Signore ha creato e vuole relazionarsi con delle persone, non con dei burattini.
Il Sacro Cuore di Gesù è un cuore vivo, che gioisce per le cose belle che facciamo e si rattrista per i peccati. In questo senso, il peccato è un'offesa, eccome se è un'offesa... oltre a offendere Colui che è il Sommo Bene, rompe la comunione tra l'uomo e Dio e quindi, senza mezzi giri di parole, offende anche la dignità umana dal momento che l'uomo è tempio del Dio vivente. Duplice offesa, quindi. È ovvio che il peccato ha anche una ripercussione sociale, ma questa è una dimensione successiva, che non sostituisce ma si va aggiungere a quella individuale.

Lo stesso Gesù nel Vangelo dice: "C'è più gioia nel cielo per un peccatore che si converte che per 99 giusti che non hanno bisogno di conversione". Dunque se c'è gioia, va da sé che c'è anche tristezza se non camminiamo nella retta via. Poi è ovvio che si potrebbe discutere anche del fatto che ogni peccato è un altro chiodo conficcato in quella Croce e su quella croce Gesù non ha fatto salti di gioia, mi pare, ma ha gridato, magari pianto... sofferto per tanta indifferenza...
Come può non soffrire tuttora per i tanti peccati che commettiamo?
Ricordiamo il grido di S.Francesco per i boschi de La Verna: "L'Amore non è amato". Gridava a squarciagola, e probabilmente soffriva anche lui, dopo aver sperimentato quell'amore nella sua vita.

miciomacio ha detto...

Ricordo perfettamente la sensazione che provai dopo essermi liberato (dentro di me) del cammino neocatecumenale.
Il silenzio, la pace nell'entrare in chiesa e pregare, nella tranquillità assoluta, senza i patimenti del dover fare o dover essere neocatecumanale. E il Signore era lì, ad aspettarmi, svelato nella sua potenza. Non c'eano più ostacoli tra di noi.
E nel silenzio iniziai a pregare. Mi accorsi che non avevo mai pregato abbastanza, proprio per il motivo che dice Mic. Non era la mia preghiera personale quella fatta nel cnc.
Prego tutte le sere, anche pochi minuti. Tutte le volte che voglio senza che nessun presunto catechista mi dica come o cosa devo pregare, perchè il Signore ha già parlato del come pregare molto prima e molto meglio. Ho sempre tempo per farlo ora e la mia consapevolezza della figliolanza con Dio è piena.
Nonostante tutto il tempo passato nel cnc mi accorsi che non avevo mai fatto ciò che dovevo. Avrei passato una vita così se Dio non mi avesse liberato come liberò Pietro.

mic ha detto...

ho trovato due interventi di Franz che risultano inspiegabilmente 'moderati', ma non sono visibili su questo thread.
Li inserirò con prossimo articolo con le risposte, perché offrono una vasta panoramica di molti luoghi comuni o false convinzioni alle quali non si può non replicare perché ingabbiano molte persone

A più tardi

Manilo ha detto...

N.B.
Ovviamente, a scanso di equivoci, è chiaro che il Vento dell'Amore non parte dell'uomo, ma da Dio. E' Lui che ci ama per primo, ci dona il suo Amore, ci fa innamorare di Lui, ci dona la vita eterna e qui la caparra dell'eternità. Ma quest'amore ha bisogno di essere inserito nel Vento nei termini che spiegavo, o tutto muore e diventa sterile.

Ancora, riguardo alle osservazioni di Mic, è altrettanto chiaro che le mie osservazioni sul rapporto Io-Tu con il Signore non escludono l'ambito ecclesiastico, ma anzi lo arricchiscono nei termini che Mic spiega. La comunità è santa quando è insieme rivolta verso Dio, non quando si chiude in sé stessa 'a cerchio' (come si fa sempre nel Cammino), quando il Tu è Dio attraverso la comunità, non quando il Tu è la comunità attraverso i catechisti. E' il motivo per cui nel Cammino si diventa cristiani in fotocopia, i seminaristi parlino tutti esattamente allo stesso modo ecc.
Un abbraccio in Cristo.

FREEDOM ha detto...

CONTRO IL CULTO ESTERIORE
Amos 5, 21
Io detesto, respingo le vostre feste
e non gradisco le vostre riunioni
anche se voi mi offrite olocausti
io non gradisco i vostri doni.....
Lontano da me il frastuono dei tuoi canti: e il suono delle tue arpe non posso sentirlo!
Piuttosto scorra come acqua il diritto e la giustizia come un torrente perenne. Mi avete forse offerto vittime e oblazioni nel deserto, o Israeliti? Voi avete innalzato Siccùt vostro re e "Chiiòn" vostro idolo, la stella dei vostri dei che vi siete fatti. Ora, io vi manderò in esilio al di là di Damasco, dice il Signore, il cui nome è Dio degli eserciti.

Nc ha detto "intanto il paragone padre figlio piccolo non ha senso"
A tale riguardo leggi:
Osea 11,1
Quando Israele era giovinetto,
io l'ho amato
e dall'Egitto ho chiamato mio figlio......
Ad Efraim ho insegnato a camminare
tenendolo per mano
ma essi non compresero che avevo cura di loro.
Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d'amore; ero per loro
come chi solleva un bimbo
alla sua guancia;
mi chinavo su di lui
per dargli da mangiare.....

Sempre a tale proposito ripassatevi il "Risuscitò" ad esempio la canzone "Abbà" ma ce ne sono anche altre...

Freedom

mic ha detto...

io tuo discorso era più che chiaro Manilo.
Grazie per le tue riflessioni e spunti così edificanti per tutti!

FREEDOM ha detto...

Il valore della preghiera al centro degli esercizi spirituali della Quaresima in Vaticano. La testimonianza di una suora Clarissa di Assisi

Sostenere il servizio della Parola con la preghiera, vissuta in modo intenso e assiduo, sul modello di Gesù che si ritira sul monte a pregare. E’ una delle tematiche sulle quali il cardinale Francis Arinze ha imperniato questa mattina gli esercizi spirituali della Quaresima, che il porporato sta predicando da domenica scorsa a Benedetto XVI e alla Curia Romana. Il titolo di una delle meditazioni odierne è tratto da una frase di San Paolo: “Pregate ininterrottamente e in ogni cosa rendete grazie”: un’esperienza ben conosciuta soprattutto da chi, nella Chiesa, vive in maniera approfondita l’aspetto della contemplazione.
FREEDOM