lunedì 28 gennaio 2008

Con le lampade accese...

Carissimi,
dopo gli sviluppi degli ultimi giorni, e l'uscita di scena di M., non so perché ero convinto che fossimo diventati autoreferenziali e che la nostra navigazione potesse procedere tranquilla, nell'attesa degli eventi; ma l'andamento e le presenze del pomeriggio ci hanno dimostrato che il monitoraggio, con tutto quel che segue, persiste e non è cambiato nulla... né ci sono segnali di altri cambiamenti del resto non previsti né prevedibili sul fronte delle posizioni del cammino...
Il dato che, però, col passare del tempo potrebbe acquistare consistenza, è la prevedibile ricerca, da parte dei ben noti "tessitori di trame", di soluzioni di compromesso che salvaguardino la loro realtà... Riusciranno i nostri eroi?...
Abbiamo la certezza che storia - e certamente anche questa storia - è nelle mani di Dio; ma sappiamo anche che Dio si serve degli uomini, e non vogliamo stare dalla parte di quelli che non si preoccupano di tener accesa la propria lampada, in attesa di Colui che era, che è e che viene sempre... e "fa nuove tutte le cose" e non abbandonerà la sua Chiesa in mano ai lupi.
I 'piccoli' che dovessero leggere queste parole e si credono Chiesa, non si scandalizzino, non stiamo parlando di loro...

Sulla situazione attuale della Chiesa stralcio da un'intervista del vicepresidente uscente della CEI, Mons. Plotti:
"Il grosso pericolo e l'errore è che la Chiesa si faccia dettare l’agenda dagli atei devoti e dai teocon... Purtroppo sono i movimenti cattolici che hanno questa mania degli striscioni e delle bandiere. Ovunque vadano non sono capaci di stare normalmente in mezzo alla gente. Li abbiamo visti ai raduni di Loreto, al Family day, alle udienze papali del mercoledì. Purtroppo le associazioni e i movimenti ecclesiali hanno questa mania di presenzialismo e di visibilità e così si diventa più papalini del Papa. C’è il rischio di un effetto-boomerang che faccia rinascere umori anticlericali. Tanto più che sulla cattolicità di queste persone si può sicuramente avere più di qualche dubbio. Guai se la Chiesa deve farsi difendere da loro. E’ un momento difficile. Dobbiamo stare attenti che la fede non diventi “instrumentum regni” per chi invece di servire la Chiesa, se ne serve in logiche di potere. E' un’operazione tanto più pericolosa perché avviene nel vuoto di una politica di alto livello. Nel travaglio in cui stiamo vivendo c’è una specie di supplenza.... Se dobbiamo andare dietro alle bandiere degli atei devoti e dei tecon, c'è di che temere. E' sicuramente un errore che vengono avanti gli opportunisti che approfittano delle situazioni di crisi per consolidare questa difesa della Chiesa che poi è molto superficiale e molto formale. E che poi, in realtà, è una difesa di loro stessi".

Sta parlando anche dei politici, ma la cosa è estensibile a chi, oggi, nella Chiesa sfrutta la politica proprio per crearsi l'immagine di "instrumentum regni". Da condividere sono proprio questi punti in base ai quali la Chiesa non deve diventare ostaggio di bande tradizionaliste ma neppure moderniste... anche il card. Bagnasco, nella sua Prolusione alla CEI lo ha spiegato benissimo....

72 commenti:

Francesco ha detto...

Grazie,Mic.

Puoi riportare per favore tutto il pezzo su Plotti?

Seby ha detto...

Ma sta parlando del CNC?
a me pare proprio che ci siano molte similitudini:
1-mania degli striscioni e delle bandiere.

2-mania di presenzialismo e di visibilità e così si diventa più papalini del Papa.

3-Tanto più che sulla cattolicità di queste persone si può sicuramente avere più di qualche dubbio. Guai se la Chiesa deve farsi difendere da loro.


E si, credo che stia parlando proprio del CNC!Non capisco perche' tarda ancora una posizione ufficiale!

mic ha detto...

Plotti parla dei movimenti in genere, ma è evidente che il CNC, essendo il più mobilitato e presenzialista (ricordate Loreto, il Family Day?) è tra quelli più coinvolti in questo discorso... e gli striscioni sempre in prima fila e perfino il pallone aerostatico, non mi ricordo in quale raduno...

mic ha detto...

Per Francesco,
lo faccio inserire sul sito, perché è lungo

mic ha detto...

Non dimentichiamo che Plotti ovviamente parla anche dei politici che fanno gli "atei devoti" e rischiano di strumentalizzare la Chiesa per i loro fini; ma parla chiaramente anche dei teocon e dei movimenti e, tra questi, il cammino è sempre ostentatamente in prima fila.
Sarebbe meglio lo fosse per l'obbedienza al Papa, piuttosto che per le "piazzate" mobilitate

precisazione ha detto...

Guarda che FPozzi ha fatto tutto da solo.
precisazione non è FPozzi
siete troppo faziosi,rinunzio,l'ho detto ieri

precisazione ha detto...

dimenticavo,mic perchè ti sei arrabbiata mic o morenita è la stessa cosa è sei catechista

mic ha detto...

Dici che siamo faziosi, ma non tieni conto del "bombardamento" di falsità e pretestuosità di cui ogni giorno ci fate oggetto.
Non ci interessa chi sei o non sei, abbiamo risposto a quello che dicevi non alla tua persona, che non posiamo conoscere...

mic ha detto...

Cosa c'entrano le tue "precisazioni" sulla mia presunta identità con quello di ci stiamo parlando?

Pensi che dovrei aver paura delle tue minacce?

mic ha detto...

"rinunzio,l'ho detto ieri"

a quanto pare non te lo sogni proprio :(

precisazione ha detto...

Pensi che dovrei aver paura delle tue minacce?

mi dispiace,non ho nessuna intenzione di minacciare.
Fine

montmirail ha detto...

Se non è FP è un clone, inutile
spreco di banda , sono polemiche fini a sè stesse per rialzare il polverone
dopo la discussione con un portavoce
di rilievo. Evitiamole e basta

montmirail ha detto...

La deriva neocon di una buona fetta del tradizionalismo cattolico
è stata denunciata da tempo. Si può ricollegare al fenomeno dei cristiani
rinati in gran voga in America.
La differenza col vecchio fondamentalismo protestante è nel
favore con cui guardano ad Israele.
Costoro pensano che favorendone
l'affermazione anche materiale, si acceleri la seconda parusia del Signore e la profezia sulla conversione. Siamo in pieno messianismo stravolto da cui metteva in guardia già Isaia.

stephanos78 ha detto...

Grazie a Mic per questo bell'articolo, che fa riflettere.

Solo io dico che bisogna fissare bene un punto, per non cadere involontariamente nel "partitismo": la trasversalità della "corruzione" politica della Chiesa. Verrbbe da dire con le distorta terminologia attuale: no "teocon/neocon" e no "teodem", per la Chiesa! Perchè con la Fede Cattolica non hanno nulla a che vedere!

QUesto è anche l'addebito che muovo ai Lefebvriani. Oltre a stare de facto fuori dalla COmunione con Pietro (!!!), hanno POLITICIZZATO la loro "condizione", per cui troppo spesso vengono associate ad un Venerabile e SAcrosanto Rito Cattolico ISTANZE POLITICHE!

Le realtà "filosofiche" di questo genere, moderniste e non, hanno la peculiarità di essere "totalizzanti". Il "pensiero" è assolutista! Diventa questo stesso pensiero dio! E rischia, anzi, fa diventare secolari anche le cose più sante!

Questo è il problema gravissimo a cui la Chiesa sembra NON VOLER reagire! Eccetto per i Papi che, grazie a Dio, sono ancora una bussola fondamentale. COme è nella volontà di Dio!

L'auto-convincimento che il Cattolicesimo sia "pensiero-debole" e da ascrivere alle sole categorie umane/filosofiche, genera questo insudiciamento della Fede...

gherardo ha detto...

L'articolo di Plotti mi trova totalmente
d'accordo.
Vedere strumentalizzare i valori cristiani
come la famiglia per fini esclusivamente
e ribadisco esclusivamente politici
e' stato uno spettacolo davvero deprimente.

michela ha detto...

l'avevo già letto l'articolo di Plotti, e ci avevo visto solo un risvolto politico, visto che era stato fatto all'indomani dalla caduta del governo.
Il cammino ama riempire le piazze e farsi notare dai vescovi, per cui se anche la chiesa rinunciasse alla presenza politica e sociale, restano le GMG, e tutte le altre occasioni, come le visite pastorali del Papa, per farsi vedere dai vescovi.

mic ha detto...

da tutti i commenti arrivati finora sono arrivati spunti interessanti, che condivido:

1. Gherardo sottolinea l'entità del fenomeno

2. Montmirail allarga lo sguardo all'orizzonte mondiale e mi trova d'accordo, anche se il fenomeno italiano assume altre forme e, nell'insieme globale, il problema assume anche altre sfaccettature di cui quella dei messianismi è solo una delle tante... lo stesso riferimento a Israele è sempre rischioso; ma penso che nessuno possa essere accusato di antisemitismo se sceglie una linea di on allineamento pedissequo e critica alcune scelte di uno stato che si definisce "democratico" e teocratico non è certamente, nato sul problema della terra per il popolo ebreo disperso dalla dispora, ma fondato su un "ismo" (il "sionismo", da non confondere con l'ebraismo) e sul senso di colpa del mondo occidentale per la shoah.
Amo gli ebrei e l'ebraismo ma non per questo sono tenuto ad approvare alcune scelte del governo israeliano e una certa tendenza al "leccaculismo" nei confronti degli ebrei per i quali vale una 'legge' che ci riguarda tutti: bisogna guarire dal proprio passato se si vuole avere un futuro... pur riconoscendo l'orrore di quello che gli è capitato...
Io, come il Papa e come tutti i cristiani, scelgo "l'uomo", il prevalere della dignità della persona in primo luogo: e per questo auspico la pace, che non può nascere che dalla giustizia, sia per gli israeliani che per i palestinesi.

3. Stephanòs giustamente sottolinea che la trasversalità della "corruzione" politica della Chiesa. D'altronde il discorso che facciamo non parte da ideologie o schieramenti politici, e se si allarga è nell'intento di comprendere quello che si muove nella vita in cui siamo coinvolti non da spettatori indifferenti e di non focalizzarci solo su un problema (i neocat) assolutizzandolo... il che oltretutto di venterebbe un fanatismo di segno opposto al loro.
Cerchiamo, invece di inquadrarlo nel contesto più ampio di cui tutti facciamo parte...

In buona sostanza, in tutto quello che si muove in giro, le forze contrastanti sono tante; ma, da credenti, mi sembra che cerchiamo di fare la nostra piccola parte come meglio possiamo anche da qui...

stephanos78 ha detto...

Mic sottoscrivo 10 000 volte il punto 2!

Gert ha detto...

"Montmirail allarga lo sguardo all'orizzonte mondiale"

secondo me Montmirail c'ha colto nell'accostamento del CNC col messianismo americano

Un sacerdote ha detto...

Ho sentito parlare di un imminente convegno presso la Fondazione Giovanni XXIII. Mi hanno detto che uno dei relatori sarà kiko Arguello... avete notizie?

La voce che circola ovunque (compresi molti miei confratelli) è che i NC sono approvati dalla Chiesa...

d'altronde a pag. 34-35 del I Scrutinio, Kiko dice: "Noi (catechisti) siamo i rappresentanti del vescovo per portarvi al Cristianesimo...". "Io sono per voi un didascalo incaricato dalla Chiesa perché in me hanno riconosciuto questo carìsma di portare avanti nella parrocchia il catecumenato".
Anche se non avverte che si sta contraddicendo, perché afferma di essere delegato e di essere il rappresentante di una autorità che egli afferma ripetutamente non essere divina (non parla mai della sua istiìtuzione da parte di Cristo) ma frutto di calcoli o di necessità storiche sorte molto più tardi in essa nel corso dei secoli, sta di fratto che strumentalizza questo mandato che all'inizio era presunto, poi in qualche modo c'è stato, ora è scaduto...
Non riconosce la gerarchia, non riconosce e disprezza in molte catechesi l'istuzione, ma lui può continuare a dichiararsi didascalo come quel personaggio che dai pastori della Chiesa, agli inizi, aveva l'incarico di guidare i catecumeni al traguardo della fede. Ma se allora questa autorità ancora non esisteva, che valore avevano quei didascali ai quali egli si paragona?
Ma è difficile far capire ai nostri fratelli neocatecumenali la falsità delle argomentazioni di Kiko, anche solo sul piano della logica. Essi infatti accettano i discorsi del loro capo, che verranno poi ripetuti dai catechisti, come più certi e veri di ogni discorso del Papa...

Un sacerdote ha detto...

"secondo me Montmirail c'ha colto nell'accostamento del CNC col messianismo americano"

del resto il legame con i Lubavitcher, gli stretti contatti con gli ebrei israeliani attraverso la Domus, la marcata ebraicizzazione del cristianesimo attraverso una pletora di segni e di insegnamenti, ed altro... sono tutti segnali che di messianismo comunque si tratta
Anche il cristianesimo è un messianismo, ma il Messia è senza ombra di dubbio il Signore Gesù...

Anonimo ha detto...

Dal Blog del giornalista Gianni Rodari (palazzoapostolico...):

.....Di rappresentanti di movimenti ecclesiali domenica in piazza ce n’erano parecchi. Ciellini, focolarini, neocatecumenali e, anche, tanti aderenti al Rinnovamento nello Spirito. Tra questi ultimi, Salvatore Martinez, 42 anni, leader di un movimento che raccoglie al suo interno centinaia di migliaia di “seguaci” in tutto il mondo. È lui a dire al Riformista che «anche gli striscioni possono servire quando sono esposti per testimoniare amore e fraternità nei confronti del Papa». «Anche uno striscione - dice - può essere utile per dire bene, più di tante parole, l’affetto che deriva da ciò in cui si crede». «Uno dei nostri, domenica - spiega Martinez -, era significativo: “Santo Padre, ti amiamo e ti siamo fedeli”.

Non propio tutti neocatecumenali...

ed inoltre.....

Il quotidiano Il Tirreno del 24 aprile 2003 ha riportato le seguenti dichiarazioni di mons. Plotti, il quale oltre che arcivescovo metropolita di Pisa è anche presidente della Conferenza episcopale toscana e addirittura vicepresidente della Cei, dichiarazioni che non risultano essere state smentite:

"Perché ho risposto di no? Perché non vedo la ragione per dare spazi a certe 'nostalgie', visto che il Concilio Vaticano II ha stabilito un preciso rito che tutti seguono. Fra l'altro il Vaticano concede ai vescovi la decisione di stabilire l'opportunità di una scelta del genere. Personalmente non ho ritenuto giusto prendere delle iniziative che vanno contro le direttive date a suo tempo dalla Chiesa; se qualcun altro vuole accollarsi questa responsabilità e concedere un indulto, in questa specifica occasione, lo faccia pure. A parte il fatto che, qui a Pisa, avrei avuto non poche difficoltà a reperire un sacerdote che celebrasse questo rito. Mi sembra che avanzare certe richieste sia come dare un'immagine della chiesa che non si può accettare. Ho letto, qualcuno ha scritto che questo è apparso come uno schiaffo del Vaticano a me: io non la penso così e non trovo neanche giusto che di tutto si faccia una questione politica; nella religione la politica non deve entrare, sembra che prendere certe posizioni sia cosa da sovversivi …"

Evidentemente Mons. Plotti non ama la politica.... e non solo.

Anonimo ha detto...

le dichiarazioni di Mons Plotti erano riferite a:

Un gruppo di cristiani aveva chiesto all'arcivescovo di Pisa - mons. Alessandro Plotti - la messa latina antica in base a quanto stabilito dal Santo Padre. L'arcivescovo, con sua lettera del 26 ottobre 2002 ha opposto un rifiuto, dichiarando "assoluta e irrevocabile indisponibilità a concedere tale indulto" (cfr. www.unavoce-ve.it/12-02-54.htm).

Tds ha detto...

Già. Un colpo al cerchio e uno alla botte.
Da una parte si condanna il presenzialismo e gli atteggiamenti più lealisti del re.
Dall'altra si ostacola il diritto dei fedeli a partecipare alla Messa secondo il rito latino.

Poliedrico e complicato, mons. Plotti.

Nel mentre denuncia il sopravvento di movimenti spettacolisti e presenzialisti, il che lo farebbe supporre un difensore della diversità di ruoli e funzioni tra clero e laici, poi si spinge a proclamare la propria "assoluta ed irrevocabile indisponibilità a concedere l'indulto per la celebrazione della S.Messa secondo il rito di S.Pio V."
Aggiungendo di non reputare "che vi siano ragioni ecclesiali e pastorali valide e significative per permettere tale celebrazione" (!)
E che "sarebbe molto più opportuno che assumeste un atteggiamento più positivo e più costruttivo nello scoprire il tesoro e le potenzialità che la riforma liturgica del Vaticano II° ha portato e sviluppato nella coscienza ministeriale e comunitaria del Popolo di Dio."
(dalla lettera al Comitato Unavox di Pisa).

Ecco come, applicando il metodo di cui innanzi, si affossa l'autorità della Chiesa e del Papa, con la scusa di difenderne l'autonomia.

Evidentemente l'uscita sui movimenti presenzialisti è una cerchiobottistica mossa per controbilanciare la propria posizione disobbediente e ribelle sul Motu Proprio.
E poi accusano i laici di fare tattica politica...

Livio ha detto...

Se la 'riscoperta' dell'antico rito da parte del Papa ha creato tanti malumori e disobbedienze tra vescovi e sacerdoti, vuol dire che lo spirito del Vaticano II, lungi dal produrre maggiore apertura e nuovi orizzonti mentali, ha prodotto radicalismi e ideologizzazioni nella fede.
In fondo, i fatti della Sapienza ed il rifiuto del Motu Proprio nascono, sia pure su opposte sponde, da quel clima di totalitarismo, di ideologizzazione affermatosi dalla seconda metà degli anni '60.
Gli studenti ideologizzati della Sapienza ed i monsignori che osteggiano il Motu Proprio sono espressione di una stessa mentalità che rifiuta la tradizione, l'istituzione, la gerarchia, gli antichi simboli e riti in nome di un rinnovamento, di una riforma che di fatto sancisce l'ideologizzazione della fede.
Entrambi sono nemici del passato, che gli uni vedono come retaggio dell'oppressione e gli altri come orpello e zavorra.

Siamo lontani dallo spirito autentico del cristianesimo.

mic ha detto...

"Non propio tutti neocatecumenali..."

questo lo sapevamo, non parlavamo di una presenza esclusiva NC ma di una presenza strumentale e strumentalizzata.
Non ci piace che la nostra fede venga sbandierata per fini politici e di autopromozione, chiunque sia e quali siano state le ragioni di mons. Plotti che, sui movimenti e sugli atei devoti ha detto una cosa sacrosantamente vera, qualunque sia il resto del suo comportamento... e del suo pensiero che non conosco...
Questo che ho citato conosco e questo giudico... il resto lo lascerei stare e tagliare le cose con l'accetta come fate serve solo a divagare dal cuore cdel problema, che resta sempre quello, al di là di tutte le considerazioni ed i sottili distinguo che si possono fare su mons Plotti...

stephanos78 ha detto...

Sì. Concordo.

Tra l'altro mi rifaccio al mio messaggio iniziale.

Mi stonava il fatto che la pur condivisibilissima condanna fosse relativa ad una sola "Parte" politicizzata del cattolicesimo....

Quella impropriamente detta "neocon-teocon". E l'altra?
Fino a prova contraria è presente e "traboccante" pure quella! Esempio: la Sant'Egidio; i pacifisti; le acli. Solo per dirne alcune.

C'è un casino tale che per fare pressione e per schiacciare la retta Fede ci si avvale di diversi cerchiobottismi uguali e opposti a secondo del piacere che possono fare certe istanze a certi gerarchi. Sempre sul piano Moralistico-politico!

E come ripeto, ci rimette la Fede. Fondamento e Culmine della nostra Vita, senza la quale A NULLA VALE IL RESTO!

E anche il Santo Padre, parlando degli Orientamenti per la Santa QUaresima, fa notare: NON APPARIRE ma fare elemosina COL CUORE! IN SILENZIO!

Che confusione!

mic ha detto...

"Gli studenti ideologizzati della Sapienza ed i monsignori che osteggiano il Motu Proprio sono espressione di una stessa mentalità che rifiuta la tradizione, l'istituzione, la gerarchia, gli antichi simboli e riti in nome di un rinnovamento, di una riforma che di fatto sancisce l'ideologizzazione della fede."

esatto Livio, ci aggiungerei anche tutti quelli che si costruiscono una religione a proprio uso e consumo e l'istituzione, la gerarchia, gli antichi simboli (quelli cristiani) all'interno li disprezzano e all'esterno ostentano fedeltà e non obbediscono perché sono attaccati al loro "idolo"

Vittorio ha detto...

Sul lasciar correre gli altri aspetti del comportamento di mons. Plotti non sono d'accordo, Mic.
Egli si compiace di puntualizzazioni ferme e risolute sul Concilio, come se fosse lui stesso il Papa, rinnegando esplicitamente tutte le argomentazioni e riflessioni di Benedetto XVI nel proprio atto magisteriale.
Scrivere frasi come quelle espresse nella lettera al comitato Unavox significa di fatto sconfessare il proprio Capo Supremo, questo è il punto, non certo sull'apprezzamento, condiviso, del Concilio bensì sulla validità del rito antico.
Ogni prelato che chiarisce in forma di irricevibilità la propria posizione rispetto all'applicazione del Motu Proprio, per ciò stesso compie un atto di disobbedienza e ribellione: è questo il dato nefasto e dirompente.

Poichè dal punto di vista della dottrina e del magistero nessuno può ergersi al livello del Vicario di Cristo, esplicitare una posizione critica pone i monsignori in condizione di ribellione inaudita.
Si è veramente coscienti di ciò?

La pulce ha detto...

CONTINUA IL CONTO ALLA ROVESCIA ALLA DOMUS AUREA. VOLGONO AL TERMINE LE FOR...DOLCI FATICHE DELLE CAMMINANTI DURANTE I LORO ESERCIZI SPIRITUALI.

Mentre alla Domus Aurea galilaeae continua infaticabile ad ogni minuto il tonfo di una palla sul grande pallottoliere meccanico deputato a tenere il conto alla rovescia per l'approvazione dello statuto neocat, a Roma voglono al termine gli esercizxi spirituali delle Camminanti sulle terrazze della loro casa generalizia.

Stamane alle sei,dopo la sveglia, il grande shofar posto sulla terrazza più alta della Casa Generalizia attigua a quella degli ignaziani,ha lanciato per la prima volta un lungo ululato straziante che ha provocato l'evacuazione fulminea e in massa di tutti gli ignaziani ancora in pigiama.

Ma subito dopo allo squillo del fischietto di Dona Carmenita ci si è resi conto che stavano riprendendo gli esercizi spirituali delle Camminanti e gli ignaziani sono rientrati.

Stasera le Camminanti sono sparpagliate e sdraiate un po' dovunque,ma tutte accaldatissime, tanto che intorno alle 18,00 si è provveduto a dotarle di speciali ventagli dotati di sfiato ad aria compressa.

mic ha detto...

"Egli si compiace di puntualizzazioni ferme e risolute sul Concilio, come se fosse lui stesso il Papa, rinnegando esplicitamente tutte le argomentazioni e riflessioni di Benedetto XVI nel proprio atto magisteriale."

Vittorio, hai ragione. Io non conoscevo il resto della vita e del pensiero di mons. Plotti e, sul punto su cui ti soffermi non posso che essere d'accordo con te; tanto più che anch'io mi meraviglio e soffro per quello che succede nella Chiesa a causa di quei vescovi, che non sono in comunione con il Papa, sia a proposito del Motu proprio, che ci ha ridonati l'indicibile ricchezza della Santa e Divina Liturgia Cattolica, o perché affermano la visuale della Chiesa rifondata dal Concilio, che è assolutamente ideologica oltre che falsa... e sai bene che, tra questi, molti appoggiano il cammino NC proprio in virtù della 'discontinuità', sconfessata chiaramente dal nostro Papa e così deleteria per la Chiesa.

Stamattina mi sono imbattuto sulla rete in quella intervista (non sul sito di Una vox e quindi ignoravo il resto) e l'ho citata perché quelle opinioni le condivido... e per me restano valide, al di là del resto che non conoscevo... comunque anche su questo 'resto' abbiamo ampiamente dibattuto in altre pagine e il nostro pensiero mi sembra inequivocabile...

Qui si parlava dell'ansia di autoesaltazione dei movimenti e di uno in particolare e io lì mi fermerei, perché il resto esula dalla nostra analisi. E si parlava anche della loro strumentalizzazione ai fini politici... ed era questo che criticavo, perché è così che la penso...

Ora mi pare che l'atteggiamento di mons. Plotti non meriti ulteriore attenzione, perché non ci riguarda in questa sede e perché l'abbiamo sufficientemente stigmatizzato

mic ha detto...

"Egli si compiace di puntualizzazioni ferme e risolute sul Concilio, come se fosse lui stesso il Papa, rinnegando esplicitamente tutte le argomentazioni e riflessioni di Benedetto XVI nel proprio atto magisteriale."

Non ci riconoscete lo stesso atteggiamento abituale di kiko quanto non parla "ad extra"?

montmirail ha detto...

Il discorso di Plotti riguardo ai
movimenti era in effetti abbastanza
orientato in senso politico. Il
problema degli "atei devoti" o dei
cristianisti come sono stati pure
ribattezzati altre volte è nel
rischio di contraffazione e riduzione
ad instrumentum regnii della fede.
Ciò non toglie che se propongono una buona battaglia vi si possa aderire.
L'importante è non considerarli nuovi profeti

montmirail ha detto...

Lunga digressione sulla mirabile
figura di Paolo IV (con conseguente giudizio senza appello nei confronti di Giovanni XXIII)
a firma di D.Arai su effedieffe:

Quando Roma rischiò di svegliarsi protestante

Livio ha detto...

Nel suo interessante e documentato articolo su Effdieffe, Arai dice anche di più: che il modernismo è intrinsecamente contrario alla fede cattolica:

"L'elezione del Papa cattolico è assistita dallo Spirito Santo poiché l'eletto in modo valido riceve immediatamente da Dio, non dalla Chiesa, il potere pontificale.
La scelta dell'uomo con le condizioni per divenire Papa spetta alla Chiesa, rappresentata dai cardinali.
Ma la validità del suo potere dipende dalla sua fede cattolica, perciò antimodernista.
Poiché difendere la Chiesa è volere di Dio, o se vogliamo usare il termine giusto, di diritto divino, il cattolico che non la difende, professando pubblicamente la sua fede, quando essa è in grave pericolo, si avvia all'apostasia.
Non vi è dubbio che norme giuridiche di diritto ecclesiastico non possano essere applicate se manca l'autorità competente, il giudice con la sentenza e la forza per renderle esecutive nella pratica.
Ma non vi è nemmeno dubbio che tale assenza non possa rendere inapplicabile una legge di diritto divino.
Allora il problema riguarda solo l'ambito della giustizia umana.
Eppure, anche la legge umana condanna il falso ideologico.
Uno che si presenta come medico ma è solo un fattucchiere inganna non meno di chi si presenta come prete cattolico ma professa il modernismo.
La legge richiede trasparenza di identità religiosa e ideologica per cui anche agli ebrei è stato ordinato da Paolo IV che si identificassero come ebrei a scanso di equivoci.
Richiedere l'identificarsi per quel che si è e si professa non significa discriminare.
La legge, che ha per ragione il bene comune, non ammette intenzioni occulte. Dio non chiederà mai un'impossibile chiaroveggenza agli uomini.

Ma una cosa chiede, ed su ciò saremo vagliati: che non si dica mai, con la scusa di fedeltà, che un pastore con una falsa fede di ecumenismo massonico, abbia l'autorità di Dio perché da Lui inviato."


E' quel che si è spesso ripetuto in altre pagine di questo blog.
Un progetto di riforma globale e messianica della Chiesa come quello promosso dal Cammino neocatecumenale e sponsorizzato da una parte del clero è di per sè eretico, eversivo e dunque contrario alla missione stessa del cattolicesimo ed al suo storico depositum fidei.

mic ha detto...

"Quando Roma rischiò di svegliarsi protestante"

Grazie Montmirail per l'interessante segnalazione... finalmente se ne parla e sempre più diffusamente: è una consapevolezza che negli ultimi tempi, soprattutto quando il Motu proprio di Benedetto XVI sulla liberalizzazione della Messa di sempre, ha messo in grado i cristiani più attenti di toccare con mano la portata dei cambiamenti eversivi attuati dallo spirito postconciliare, di cui solo una parte è ascrivibile al cammino NC, che è e resta sempre un "unicum"...

mic ha detto...

Stamattina ho avuto la gioia di incontrare e fare una lunga chiacchierata con Newgold69 :))

stephanos78 ha detto...

Abbiamo bisogno di Sacerdoti che preghino per noi

stephanos78 ha detto...

Ringrazio per l'interessantissimo articolo.

Per logica, presumevo che un Conclave non fosse da giudicare in modo assoluto. Anche se credo che occorra essere molto prudenti e soprattutto oggettivi in casi simili a quelli descritti dall'articolista. Certo, la situazione è regolata dal magistero stesso, quello citato. E prima ancora dalla Fede.
Ma il Cattolicesimo deve sempre essere ben radicato nell'equilibrio. Altrimenti il rischio di allontanarsi dalla Verità è alto. Altrettanto quello di strumentalizzarla, per fini ideologici.

Certo, un criterio di "difesa" della Verità, criterio oggettivo, deve esserci e soprattutto deve essere alla portata del Battezzato in sè, non certo dipendere da eventuali particlari gerarchi.

Pensiamo: come potevano regolarsi i cattolici ai tempi degli anti-papa?
....E nei confronti di un usurpatore? E nei confronti di un negatore della Fede? Di un sovvertitore?

Però... Il criterio DEVE essere oggettivo. Altrimenti chi SI REPUTA SOGGETTIVAMENTE, da singoli o gruppi, "usurpatore" o "eretico", può essere messo indiscussione solo per questo!!!!

Questo può diventare uno strumento di pressione uguale e contrario rispetto a quelli dei nemici della retta fede.

Come mia personalissima opinione, io credo che si possa aiutare con più risultato, in presenza di usurpatori o negatori della fede, rimanendo DENTRO la Chiesa e nella COmunione formale con essa. Con un processo di critica costruttiva, e di esempio per tutti i fratelli.

Perchè, usurpatore o no, se un Papa viene Eletto "regolarmente", non possiamo comunque escludere la Divina Potestà (che guida l'elezione, forte delle preghiere e dei sacrifici dei Fedeli) o comunque la Divina Permissione, che ha un senso preciso.

Che fare poi davanti ad un "usurpatore"? Credere che la sede sia vacante, da quel momento in poi? E' possible? E' Possibile che la Sede di Pietro possa rimanere per un tempo X, vacante?????
Oppure operare affinchè si arginino i danni e si possa passare da un Pontificato indegno ad uno degno, attraverso un periodo di transizione?....

E per l'ELezione al soglio pontificio non vale (lo chiedo davvero) ciò che vale anche per tutti i Fedeli che beneficiano, per le vie ordinarie della Chiesa, dell Grazia del Signore? Se essi sono indegni di questa Grazia essa è "legata"! E può essere "perfezionata", arrivando alla pienezza?

gherardo ha detto...

vi trovo tutti un pò sotto tono! mi raccomdando non abbassate la guardia

Anonimo ha detto...

Aperto oggi a Roma il Convegno su ”Parrocchie e nuova evangelizzazione: l’apporto di movimenti ecclesiali e nuove comunità”

◊ La missione evangelizzatrice della Chiesa trova alimento nell’azione congiunta di parrocchie e movimenti ecclesiali. E’ il messaggio dell’incontro promosso dal Pontificio Istituto pastorale “Redemptor Hominis”, in collaborazione con la Comunità dell’Emmanuel, da oggi e fino a venerdì prossimo a Roma, presso il Centro Congressi Villa Aurelia. Comunità pluriforme, luogo di comunione tra movimenti ecclesiali e realtà parrocchiali: questa la risposta alla sfida dell’evangelizzazione, proposta dai partecipanti al convengo. Un invito a guardare alla Chiesa nell’eredità del Concilio Vaticano II, seguendo la strada indicata da Paolo. "Vi sono diversità di carismi ma un solo spirito", diceva l’apostolo nella Prima Lettera ai Corinzi; "vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio". Uniti dal comune radicamento in Dio Padre, parrocchia e movimenti possono operare in comunione fraterna, per dare nuovo slancio all’azione evangelizzatrice della Chiesa. “La fede si rafforza quando è condivisa”, ha detto all’incontro mons. Malcolm Ranjith, segretario della Congregazione per il Culto Divino. “Una condivisione – ha sottolineato – che se da un lato chiede alle parrocchie di accogliere al loro interno i carismi apostolici, "sorpresa e dono dello Spirito Santo", come ebbe a definirli Papa Giovanni Paolo II, dall’altro necessita da parte dei movimenti di un gesto di umiltà, che li veda mettersi al servizio delle parrocchie e della comune missione evangelizzatrice. Un’azione congiunta che per la Chiesa, chiamata a fronteggiare le sfide del Terzo Millennio, rappresenta una risorsa provvidenziale e insieme un’opportunità, sia per i fedeli laici che per i pastori. “Annunciare il Vangelo è missione di ogni battezzato”, ha ricordato don Pigi Cherini, della parrocchia di Sant’Eustorgio a Milano. “Un compito che realizza appieno la vocazione di ogni cristiano”. (A cura di Claudia Di Lorenzi - Radiovaticana 30.1.2008)

gherardo ha detto...

ovviamente non ero io il gherardo precedente

mic ha detto...

"necessita da parte dei movimenti di un gesto di umiltà, che li veda mettersi al servizio delle parrocchie e della comune missione evangelizzatrice."

il monsignore parla a tutti i movimenti; ma probabilmente non sa che la collaborazione col cammino NC. altro non significherebbe che la neocatecumenalizzazione della Chiesa e non la cattolicizzazione del cammino e dei suoi adepti presenti e futuri...

La pulce ha detto...

LA RISPOSTA DI DONA CARMENITA A MONS.
Malcolm Ranjith.

Immediata la risposta di Dona Carmenita al monsignore. Ella,al termine degli esercizi spirituali delle Camminanti,con i piedi dentro una bacinella di acqua e sale, ha rilasciato la seguente dichiarazione ai cronisti di Paparazym.org.:

"Sappia il caro monsignore che abbiamo già provveduto a impiantare dovunque le nostre parrocchie, tutte numerate con la sequenza :Catacumbenium 1..2..3...4..5...ecc.Siamo arrivati a 267.465 nel mundo."

mic ha detto...

Questo un po' di quello che non sanno i vescovi:

Per Kiko la gerarchia è frutto di corruzioni umane e di circostanze storiche e, quindi, è una realtà passibile di cambiamenti e di adattamenti secondo i bisogni dei tempi. Da questa premessa fondamentale nascono gli altri suoi errori sulla Chiesa. Per cui in essa non ci saranno più capi di origine divina, non ci saranno più papi, vescovi, sacerdoti... Basta leggere quanto egli dice a pag. 56-57 di OR: "Nel cristianesimo non c'è tempio né altare né sacerdozio, nel senso della religiosità naturale (su questo concetto di religiosità naturale do dovrebbe ritornare). Continua Kiko: "non c'è tempio nel senso ci luogo sacrosanto in cui si rende un culto sacro, la casa di Dio dov'egli abita. Il tempio del cristianesimo siamo noi cristiani. Il tempio infatti del cristiano è Cristo. E Cristo dov'è? nella Chiesa? Ma la Chiesa non è un tempio di pietra, la chiesa siamo noi cristiani, noi siamo il tempio vivo dello Spirito Santo. Ma nello stesso tempo nel cristianesimo non c'è altare, nel senso di una pietra sacra cui nessuno si può avvicinare né tanto meno toccare... Noi cristiani non abbiamo altare, perché l'unica pietra santa è Cristo pietra angolare, perciò possiamo celebrare l'Eucarestia sopra un tavolo [sta giustificando il modo di celebrare dei Neocatecumenali]; e la possiamo celebrare in una piazza, in campagna o dove ci piaccia. Non abbiamo un luogo in cui esclusivamente si debba celebrare il culto. Non abbiamo nemmeno sacerdoti nel senso di persone che separiamo da tutti gli altri perché in nostro nome si pongano in contatto con la divinità [Ma questa è la concezione del sacerdozio della religione naturale. Perché nella religione rivelata come il Cristianesimo il sacerdote viene scelto da Dio e non dall'uomo] poiché il nostro sacerdote colui che intercede per noi è Cristo e siccome noi siamo tutti suo corpo siamo tutti sacerdoti. Tutta la chiesa è sacerdotale nel senso che intercede per il mondo. È vero che questo sacerdozio si visibilizza in un un servizio e ci sono alcuni fratelli che sono servitori di questo sacerdozio, ministri del sacerdozio. [Non ci fermiamo a commentare questa citazione che è del liturgo spagnolo Farnès e che in parte è anche accettabile]. Kiko continua ad esporre il suo pensiero, dicendo a pag. 54 del I Scrutinio: "l'altro giorno Farnès, davanti a 50 preti, diceva: "il sacerdozio nel cristianesimo non esiste, gli altari non esistono. Per questo l'unico altare al mondo fra tutte le religioni che ha tovaglie è il cristianesimo. Perché non è un altare, è una mensa...Anche noi abbiamo fatto, nell'epoca della mescolanza con la religiosità (naturale), altari di pietra monumentali, anche poi gli mettevamo le tovagliette. Un altare non può avere tovaglie, perché l'altare è per fare sacrifici di capre e di vacche (???!!! altro che VT, ma anche nel VT c'erano i sacrifici di lode e di ringraziamento).

Ovviamente non possiamo fermarci ad esaminare più dettagliatamente questo testo ma ci interessano le conclusioni di questi principi che traggono i neocatecumenali.

Infatti le loro comunità non saranno soggette né al Papa, né ai vescovi e neppure ai parroci, che sono i collaboratori dei vescovi, anche se essi affermano di dipendere dall'autorità della chiesa (cfr Statuto mai applicato) "Le comunità neocatecumenali saranno guidate da un responsabile laico (OR pag. 372). Il sacerdote eventualmente presente presiede soltanto l'assemblea".

Tuttavia Kiko avverte che ancora non è opportuno dichiarare apertamente che le sue comunità non riconoscono l'autorità dei vescovi. Per questo aggiunge, a pag. 370 di OR: "Queste comunità le dirigiamo noi in nome del vescovo". Ma, affermando questo, Kiko si contraddice affermando, dopo aver negato l'esistenza nella chiesa della gerarchia, che egli dirige le comunità con delega da un membro di una gerarchia di cui non riconosce l'esistenza! Quindi, praticamente, chi conduce le comunità neocatecumenali? Risponde Kiko: "è la chiesa quella che ti condurrà e questa chiesa da chi è rappresentata? Nei catechisti, in noi che in questo momento siamo incaricati, i responsabili della iniziazione cristiana in questa parrocchia per voi. (I Scrutinio, pag. 63).

Kiko afferma che per entrare nella Chiesa è necessario il Battesimo, confermando così la dottrina del CCC, n.1207. Ma di quale battesimo egli parla? Di quello conferito dalla Chiesa? Certamente no perché, a pag. 70 del II Scrutinio, dice: "una delle missioni fondamentali che avremo quando arriveremo (un futuro) ad entrare in questo corpo (cioè nella Chiesa) perché solo allora arriveremo, adesso siamo ancora lontani (cioè passeranno 20 anni dopo questa convivenza) perché ancora siete pre-catecumeni perché ancora vi manca per entrare in questo corpo (questo lo dice anche ai battezzati!!!). Per entrare in questo corpo dovete essere rivestiti di un vestito splendente (cfr. I Scrutinio pag. 46-47; 97-98; 120), e di un manto di gioia dello Spirito del Signore Gesù Cristo... Chi ha questo amore, chi fa così, si può chiamare cristiano soltanto, gli altri no. Chi non ama così non appartiene a Gesù Cristo anche se è prete, se è vescovo".

mic ha detto...

Domanda per Livio, che dice:

"il cattolico che non la difende, professando pubblicamente la sua fede, quando essa è in grave pericolo, si avvia all'apostasia."

ma un cattolico che la difende, quando non la difende la Chiesa, a QUALE chiesa può fare riferimento?

La Chiesa fa appello ai movimenti e "altre comunità": ma non immaginate di quante comunità non meglio identificate, sintomo della frantumazione tipica del nostro tempo sia disseminata, non in senso fecondo, la nostra Chiesa?

Non siamo più un solo gregge riunito sotto un solo pastore... qui ci sono troppi lupi travestiti da pastori o loro derivati in giro... noi sappiamo Chi e quale Fede stiamo difendendo; ma chi viene in contatto con questi movimenti (soprattutto alcuni) e queste cosiddette comunità, quale fede riceverà? E, davvero, il Signore, al suo ritorno, troverà ancora la fede nella Sua Chiesa?

Ma noi, Livio, cosa stiamo facendo: i Don Chisciotte?
C'è una differenza, però, io credo: Don Chisciotte è simbolo di chi combatte una battaglia persa, ma solo perché i suoi nemici sono immaginari... noi staremo lottando per una battaglia forse persa (la guerra la vincerà il Signore), ma i "nemici" non sono immaginari e il problema è che essi non sono esterni ma anche interni alla stessa Chiesa!!!

Anonimo ha detto...

"Che fare poi davanti ad un "usurpatore"? Credere che la sede sia vacante, da quel momento in poi? E' possible? E' Possibile che la Sede di Pietro possa rimanere per un tempo X, vacante?????"

è quello che sostengono i sedevacantisti

mic ha detto...

"necessita da parte dei movimenti di un gesto di umiltà, che li veda mettersi al servizio delle parrocchie e della comune missione evangelizzatrice."

se Ranjith parla anche ai neocatecumenali (come immaginare che non fossero presenti) può davvero pensare che quello che non hanno fatto in 40 anni, lo facciano adesso, tanto più che la disobbedienza sembra portare a blandirli più che a bloccare i guasti indicibili che stanno facendo?

mic ha detto...

sempre se non mi sto sbagliando, potrebbe essere solo una mia impressione...

Gert ha detto...

"(???!!! altro che VT, ma anche nel VT c'erano i sacrifici di lode e di ringraziamento)."

e non c'era il Sacrificio di Cristo,Mic

Gert ha detto...

Poichè le comunità neocatecumenali continuano imperterrite a fare quanto facevano fino a giugno scorso,a celebrare come celebravano fino a novembre scorso, a disgregare le parrocchie come da 40 anni a questa parte,a dileggiare i sacerdoti e i vescovi non allineati alle loro fantasie,come da 40 anni a questa parte,poichè ancora da parte del Vaticano nessuna parola di chiarimento è stata fornita, credo possiamo tranquyillamente tutti chiedere ai parroci di installare nelle varie parrocchie delle discoteche e delle sezioni staccate di cenacoli protestanti travestiti da Cattolicesimo.

Carlo ha detto...

Io non mi riconosco affatto come cattolico in quella chiesa i cui parroci "curano" soltanto i neocatecumenali infischiandosene di tutto il resto.
E' questa la Chiesa di Cristo?

michela ha detto...

E' importante postare come ha fatto Mic, i contenuti degli orientamenti per i catechisti nc, perchè ci sono tanti parroci che affidano la catechesi parrocchiale ai nc, solo perchè sono un po' più spigliati nel parlare, ma non sanno che inconsciamente insegneranno le eresie che hanno imparato nel cammino.

stephanos78 ha detto...

Gert, capisco perfettamente il tuo sfogo

stephanos78 ha detto...

Dice Anonimo:

"è quello che sostengono i sedevacantisti"

Lo so. Ma è possibile sostenerlo?
Io credo di NO! Ma attendo che qualcuno mi aiuti a capire meglio.

E' credibile e possibile che Cristo Possa Permettere di lasciare la Chiesa SENZA il Segno Visibile della Guida del Suo gregge?

Ecco perchè facevo le considerazioni sul "Perfezionamento" e il "riscatto" di un eventuale Pontificato Indegno e sul famoso periodo di transizione per eventualmente "rimuovere il problema" nel caso fosse irrisolvibile.

Non riesco a ritrovarmi, anche nel caso di evidenti ed oggettive problematiche, nelle posizioni di sedevacantisti o scismatici "per fede". Il che sarebbe una contraddizione in termini.

Non è più concepibile e fruttuosa la critica INTERNA e l'esempio? E non è questo quello che fece il Serafico Padre?

Livio ha detto...

Una precedente domanda di Mic richiama aspetti che vanno oltre la vicenda neocatecumenale perchè riguardano l'evoluzione stessa della nostra società e della mentalità comune.
L'avvento dell'epoca moderna, della mentalità globalista e consumista a partire dagli anni '60, tra le tante trasformazioni e cambiamenti, ha prodotto anche un marcato relativismo e con esso la perdita del senso del discrimine, ovvero della capacità di distinguere e separare nettamente ciò che è bene da ciò che è male.
Prima si distingueva chiaramente tale differenza. In seguito si è detto sempre di più 'questo è relativamente bene', quest'altro è relativamente male'.
Mentre nella società pre-moderna ciascuno era consapevole del proprio ruolo ed esternava un comportamento conformato ad esso, la globalizzazione ed i cambiamenti continui ed interrelati hanno ingenerato una mentalità più duttile ma anche superpragmatica.
Nel discorso che ci interessa, cosa ha comportato tutto questo?
L'indebolimento della fede, un'eccesso di tolleranza rispetto alle deviazioni (dal male può nascere anche il bene), una perdita di credibilità nel bene ontologico, il quale è stato sostituito da beni soggettivi (molteplicità e diversità dei carismi), soprattutto, una deleteria tendenza alla convivenza nelle persone di un bifrontismo tanto contraddittorio quanto condiviso e diffuso, dove troviamo ad esempio uomini di cultura che sono anche gestori di poteri materialistici e talvolta coercitivi, uomini di fede che predicano il Vangelo e gestiscono contemporaneamente affari leciti e talvolta illeciti.
Di tali esempi sono zeppe le cronache.
Quando la perdita del senso del discrimine riguarda un'intera organizzazione, accadono disastri come quello del Cammino, per cui nel momento in cui esso devasta e affossa la Chiesa e la fede in cui dice di riconoscersi, non solo non si ha percezione di tale opera devastatrice ma si è convinti di svolgere una missione ispirata da Dio, captando addirittura simpatie e consensi.
L'incoerenza e la contraddittorietà è il dato che caratterizza l'epoca moderna e relativista, nella società secolare come nella Chiesa.
Rispetto a tale stato di cose, appare in controtendenza l'azione di un Papa come Benedetto che non si lascia abbagliare dalle sirene del relativismo e del multisoggettivismo, che introduce di nuovo il discrimine, la separazione tra ciò che è oggettivamente bene e ciò che è intrinsecamente male e la necessità di mantenere elevata la coscienza di tale differenza.
Papa Benedetto è anticonfusionario e anti-relativista, è un regolatore e sistematore dogmatico, perciò il suo pontificato inquieta e disturba tutti quelli che coltivano il progetto di un'orizzontalizzazione della fede cattolica, allargata agli apporti di mille altri stimoli e suggestioni e a scapito della antica verticalità gerarchica.
Quanto a noi, più che combattere i mulini a vento, ritengo che manifestiamo semplicemente, in sintonia con il Santo Padre, la necessità di un ritorno all'ordine, alla coscienza del discrimine, della necessità di separare chiaramente ed esplicitamente nella vita della nostra fede ciò che è indubbiamente bene da ciò che si spaccia per tale ma è intrinsecamente malefico e produce frutti avvelenati.

vergine ha detto...

Mi raccomando l'olio!

stephanos78 ha detto...

Grazie Livio per queste tue analisi.

Ma credo di interpretare bene lo sconforto di Mic, che è anche il mio, nel senso che segue.

Ci sta cadendo addosso un grande "peso". Una grande fatica. Perchè ci rendiamo conto che "gridiamo nel deserto". E quando qualcuno risponde lo fa in modo da farci soffrire ancora di più! Sacri Pastroi che eludono le domande o non rispondono o quando lo fanno dicono di avere "le mani legate" o peggio che non hanno la facoltà o la possibilità di intervenire!

QUeste risposte dimostrano lo stato comatoso in cui versa la Chiesa! E fanno soffrire! I silenzi ancora di più!

Non è pensabile che siamo stati e siamo così deboli e impacciati, da non riuscire a difendere la nostra FEDE!!!!

mic ha detto...

"L'incoerenza e la contraddittorietà è il dato che caratterizza l'epoca moderna e relativista, nella società secolare come nella Chiesa."

nella Chiesa non va più tollerata o quanto meno bisogna far di tutto per superarla, perché ne va... della Chiesa stessa

mic ha detto...

"Non è pensabile che siamo stati e siamo così deboli e impacciati, da non riuscire a difendere la nostra FEDE!!!!"

deboli e impacciati quando non eravano consapevoli, ma ora "tutto posso in colui che mi dà forza"... non nel senso di mania di onnipotenza, come ci capita di vedere in un certo contesto, ma nel senso di continuare a fare del nostro meglio nonostante le difficoltà e la nostra piccolezza

mic ha detto...

"Mi raccomando l'olio!"

L'olio è lo Spirito Santo, quello vero, che attingiamo nel Signore e nella Sua Chiesa dalla preghiera, dai Sacramenti e dalla Parola :)
e che conserviamo nella fedeltà: "non chi dice Signore Signore, ma chi fa la volontà del Padre mio..."

Neutral_milk ha detto...

Blogger mic ha detto...

"ma i "nemici" non sono immaginari e il problema è che essi non sono esterni ma anche interni alla stessa Chiesa!!!"

Ef 6,12


Sinceramente, mi fa molta, molta paura la tua confusione sull'identità del "nemico".


Ah, sì, a volte ritornano...

mic ha detto...

"Sinceramente, mi fa molta, molta paura la tua confusione sull'identità del "nemico"."

se parlo dei nemici della Chiesa, parlo di chi ha un'identità precisa ed è sotto gli occhi di chiunque è più consapevole cosa sta combinando.

E' ovvio che quando parlo dei "nemici" della Chiesa parlo dei "nemici della Chiesa" e non dei "nemici" in senso biblico che sono le forze negative che ognuno è chiamato a combattere - e a vincere nel Signore - dentro e fuori di sé. Non è di quelli che stavamo parlando, infatti...

... ed è bene che ritornino se ci danno l'opportunità di chiarire; ma credo che per gli altri non ce ne fosse bisogno...

Francesco ha detto...

E' quanto mai opportuno che l'ultimo post di Livio,apprezzabilissimo e condivisibile da tutti fino alle virgole(checchè ne possa pensare qualche sciocco di passaggio) sia inserito nel sito.

mic ha detto...

Ritorno sulla citazione di neutral_milk di Ef 6,12

"perché noi fossimo a lode della sua gloria, noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo."

non siamo a lode della Sua Gloria, noi che stiamo difendendo la Fede in Lui così come l'abbiamo ricevuta dalla Sua Chiesa, per come la vediamo stravolta e tradita da quelli che abbiamo chiamato "nemici"?

Se non possiamo non chiamare "nemico" colui che attenta alla vita, che dire di chi attenta alla vita spirituale, imponendone una contraffatta a chi neppure se ne accorge?

Anonimo ha detto...

Spe salvi Benedetto XVI ci dice di come la fede di chi fatto l'esperienza concreta di Dio, conferisca una nuova "sostanza" alla vita: "Lì (nei santi) la nuova «sostanza» si è comprovata realmente come «sostanza», dalla speranza di queste persone toccate da Cristo è scaturita speranza per altri che vivevano nel buio e senza speranza
Ecco il CNC

Anonimo ha detto...

Faticare e lottare, vivere senza fuggire dalla croce e dalla sofferenza, lottando nella preghiera e nella comunione con i fratelli. Con pazienza, istante dopo istante, per non vederci tolto, alla fine dei nostri giorni, il molto che ci è stato donato: se per voi i NC non sono vs.fratelli allora siete solo dei poveracci che vogliono ciò che non VI appartiene, poichè la fede si misura con carità sinonimo di amore

TL ha detto...

Il vostro problema, caro fratello anonimo, è che voi continuate a riempirvi la bocca di Spirito Santo, di fede, di carità, di pazienza, di fatica e di croce nello stesso momento in cui violate le Sacre Scritture diffondendo la vostra interpretazione di esse e non quella della Chiesa, reinventate la liturgia, i simboli ed i luoghi sacri, vi autosegregate e separate dagli altri credenti: in sintesi propagandate il progetto di una nuova chiesa e di una nuova fede ad immagine e somiglianza del vostro capo Kiko.
Il tragico è che non siete assolutamente consapevoli di questo, ha ragione Livio, per cui somigliate a quei criminali che colti in fragranza di reato, con la pistola ancora fumante in mano, si proclamano enfaticamente giustizieri e purificatori del mondo in nome del Signore.

Anonimo ha detto...

, con la pistola ancora fumante in mano, si proclamano enfaticamente giustizieri e purificatori del mondo in nome del Signore.

la prossima volta chiammami
fratello NC e non an'onimo

tl ha detto...

Va bene, anonimo fratello NC, ma ciò non cambia di una virgola la sostanza di ciò che fate e di ciò che siete.

stephanos78 ha detto...

Volevo chiedere a tutti voi speciali preghiere per me, per la giornata di domani.

Vi ringrazio.

mic ha detto...

"Faticare e lottare, vivere senza fuggire dalla croce e dalla sofferenza, lottando nella preghiera e nella comunione con i fratelli."

questo è parlare da cristiano, fratello NC. Ti prego però di avere consapevolezza che questo "cammino di fede" non è vero e vivo solo nella tua comunità :)

"Con pazienza, istante dopo istante, per non vederci tolto, alla fine dei nostri giorni, il molto che ci è stato donato:"

vedi, carissimo, tu dici che a voi è stato donato "molto", io ti dico che a noi è stato donato TUTTO, cioè Gesù, il Signore e permetti che veder messo a rischio questo dono incommensurabile fa soffrire e molto anche noi?

"se per voi i NC non sono vs.fratelli allora siete solo dei poveracci che vogliono ciò che non VI appartiene, poichè la fede si misura con carità sinonimo di amore"

non è vero che i NC non sono nostri fratelli, se Gesù stesso dice "chiusque fa la volontà del Padre mi è padre, madre, fratello"... mi stupisce che tu dica che vogliamo "ciò che non ci appartiene"... cos'è a cui tieni tanto e che non vuoi nessuno ti prenda... io non voglio prendermi nulla di ciò che ti appartiene in maniera così indissolubile... non ho nessuna velleità di distruggere il cammino se per te questo il bene sommo te lo puoi tenere... il problema che andiamo dibattendo è che ti dicono, ma è una menzogna, che è la VERA Chiesa.

l'unica cosa che ti posso dire è che io non difendo tanto qualcosa o Qualcuno che mi appartiene, ma cerco di appartenere a Qualcuno che mi si rivela sempre ulteriormente e mentre si rivela mi rivela a me stesso... non c'è nient'altro che conta... perché se io mi conosco e conosco Lui (penso ti abbiano spiegato cosa significa in senso biblico) sono in grado di "fare la volontà del Padre".

In questo blog non sono in discussione i NC., ma le storture che vengono loro spacciate per fede cattolica: questi sono i "nemici" della Chiesa...