domenica 13 maggio 2012

"Il cammino mi ha salvato". Ma da cosa? E a che prezzo?

A dirla tutta, è assai noioso sentire quelle testimonianze-fotocopia sul "bene" fatto dal Cammino Neocatecumenale. Dicono sempre la stessa cosa, sempre con le stesse parole generiche: "il Cammino mi ha salvato".

Riprendiamo oggi un intervento di Luisa, che riproponiamo ai nostri fratelli neocatecumenali per invitarli a riflettere e ad interrogarsi con libertà e sincerità.


Anche se le parole dell'anonima neocatecumenale, che dice di aver incontrato Dio attraverso il "cammino" (non senza prima graffiare i sacerdoti che non sono NC), sono la fedele fotocopia di quelle che abbiamo già letto qui e altrove, anche se si resta stupiti nel vedere questa assoluta somiglianza nella descrizione delle esperienze vissute prima dell'entrata nel cammino NC e quelle vissute dopo la trasformazione radicale ottenuta grazie al cammino NC, anche se il dubbio fa capolino, perché ogni esperienza di scoperta o riscoperta della fede è unica, assolutamente unica, come uniche sono le persone, come unici sono i percorsi di vita e come unico è, o dovrebbe essere, anche il modo di darne testimonianza, anche volendo credere alla sincerità di chi ha scritto, tante sono comunque le domande che sorgono, alcune sono già state poste e le condivido.

Sappiamo in che modo è ottenuto lo svuotamento dell`adepto neocatecumenale dai suoi falsi concetti di sé, sappiamo in che modo è "fatto scendere alla sua realtà di peccatore" (art.19 dello statuto) per poi restarci inesorabilmente, sappiamo quanto grandi siano l'influenza, il potere, di chi guida il neocatecumenale in quello svuotamento e come egli diventi il consigliere onnipotente e onnisciente che sa meglio dell'adepto stesso ciò che è bene o male per la sua vita, che sa meglio dell'adepto stesso leggere la storia della sua vita, perché ha vissuto le stesse esperienze(!).

Ed ecco che le parole martellate, sempre le stesse, in primis dall`iniziatore e poi ripetute pedissequamente dai catechisti, si fanno strada all'interno di chi le ascolta, si stampano sempre più in profondità, viverle in comunità con fratelli e sorelle non fa che rinforzarne l'effetto, quelle parole diventano la verità, sono la verità, nessun dubbio è possibile, quelle parole ascoltate, martellate, si materializzano, diventano realtà, l'adepto le farà sue,leggerà tutto quello che la vita gli propone attraverso la chiave di lettura che gli è stata data, ed ecco che quando si tratta di dare testimonianza dirà quelle parole che assomigliano quasi a delle formulazioni stereotipate.

Ecco anche perché chi decide di lasciare il cammino, spesso dopo un lungo e difficile percorso interiore, all`inizio si trova smarrito, svuotato della sua identità, privo delle risposte preconfezionate date nel cammino, ma ancora influenzato da esse, deve ricominciare un lungo lavoro di ricostruzione, per ritrovarsi, per ritrovare fiducia in sé, per ritrovare la stima di sé, per scollarsi da dosso quella visione del peccato che gli è stata impressa nel cammino nc, difficile farlo da solo, spesso c`è bisogno di aiuto, in ogni caso spirituale e troppo spesso psicologico.

Può un neocatecumenale immaginare la sua vita senza il "cammino"?
Senza tutto quel che implica essere in quel percorso?
Può anche solo immaginare di porsi la domanda, di vedersi vivere al di fuori del cammino neocatecumenale?
E se ci riesce, come si vede?
Sente forse come un panico da vuoto, la paura di quel mondo senza il supporto rassicurante del cammino, l`inutilità o il poco interesse di quella vita senza il cammino?

Se il cammino diventa il centro di una vita, la stampella senza la quale non poter vivere, se alle domande che mi pongo trovo risposta solo nel cammino, se tutto quel che mi succede nella vita nel bene o nel male, se i problemi che non mancherò di avere nella vita, li leggerò solo attraverso la chiave di lettura che mi è data nel cammino, allora dovrei pormi la domanda se non sto rinchiudendomi in un sistema di dipendenza, se non sto dando le chiavi della mia vita a chi decide per me, a chi pretende sapere tutto di me e meglio di me, e lo fa in modo che io pensi che è la volontà del Signore che ha un progetto per me, per la mia vita, pretendendo di parlare a nome di Dio; cosa che neppure un vero Direttore spirituale fa né può fare.

Ancora una riflessione basata su un'altra ricorrente affermazione: "la piccola comunità però crea una esperienza di fede (almeno io l'ho vissuta così) di appoggio reciproco con altre persone, di vera e propria condivisione (anche materiale) che fuori di essa non si ritrova. 


Intanto è tutto da dimostrare che non ci siano altri ambiti di condivisione, forse difficili da trovare; ma non si può pensare che il cammino ne abbia l'esclusiva. Da notare, poi, che la condivisione - nel contesto NC - è fondata sul denominatore comune che è il "cammino": è quello il legante, è quello il collante; togli il "cammino" e la condivisione sparisce.

Quando tutti sanno tutto di tutti, quando si subisce la stessa intrusione nella propria intimità messa a nudo davanti ai fratelli e sorelle di comunità, quando anche la celebrazione dell'Eucaristia diventa l'occasione di rinforzare quella condivisione, quando tutto è fatto per suscitare, mantenere e rinforzare l`identità gruppale, la solidiarietà, se noi dall`esterno siamo in grado di osservare la dipendenza che viene così creata, chi è dentro vive solo quella condivisione rassicurante, sostegno vissuto come indispensabile e insostituibile.

Poi, quando le domande, i dubbi, le critiche, riescono a farsi strada in quel muro di certezze granitiche, anche la condivisione, gli appoggi, la comprensione cominciano a sgretolarsi, l'accettazione da incondizionata (sedicente incondizionata) diventa condizionata e si colora di incomprensione, di rimproveri, di colpevolizzazioni, perchè è l'unità del gruppo che è messa in discussione.

Si mettono allora in moto i meccanismi classici di reazione: bisogna colpevolizzare il Giuda che sta tradendo, bisogna dirgli che è vittima dei tranelli di satana, che lasciando il "cammino" lascerà Cristo, lascerà la Chiesa (il "cammino" non è né Cristo né la Chiesa, dovrebbe essere solo uno strumento invece diventa un idolo). Quando avrà lasciato, tutto sarà fatto per discreditarlo e ricomporre l'unità del gruppo. Sparite la condivisione, la solidarietà, la comprensione, l'amicizia!..

39 commenti:

ExNeocatSalvatoDaDio ha detto...

C'è indubbiamente un fase, la prima, che è quella dell'accoglienza del soggetto, che sicuramente è interessante.
Innanzitutto la persona che va alle prime catechesi è fiducioso perchè sa che quella è la chiesa (così gli viene detto) ed essendo un "lontano" non mastica nemmeno i concetti basilari minimi, quindi gli si può dire di tutto.
Questa gioia e semplicità dell'inizio ti fa quasi pensare: "come mai non sono venuto prima?"
I problemi vengono dopo. Il Dio cammino si deve sostituire al Dio vero. Quindi poi inizia il periodo di "convivenza con il cammino". Fortunatamente il buon Dio trae il bene anche dal male.
Arriva sempre il momento in cui Dio ti da una scelta: Dio vero o il cammino ? Proprio perchè Dio non abbandona mai le sue pecorelle ti fa uscire dall'egitto, dalla schiavitù di altri uomini.
Ricordo ai neocatecumenali che Dio vuole un culto vero, libero, intimo, non un culto forzato da altro uomo. Non è cristiano maturo nella fede colui che rende culto solo perchè inserito in un contesto che lo obbliga.
Quando un santo fa un miracolo tutti guardano al santo, ma il vero santo indica Dio come unico in grado di fare miracoli. Nel cnc si lascia credere che è lo stesso cammino a fare miracoli.

aleCT ha detto...

Io avevo fatto delle domande che non mi parevano polemiche.

Ripeto: "lasciar cuocere nel proprio brodo" un fratello di comunità, lasciandolo solo magari in un momento difficile, è' un atteggiamento cristiano?

Poi: il cammino serve per "tornare in parrocchia"? Ma come se ne parla della "parrocchia" all'interno del cammino? In che termini? E del "resto" della Chiesa?


C'è nessuno che si prenda la briga di rispondere?

Anonimo ha detto...

non capisco perchè si devono x forza trarre conclusioni dalle esperienze delle persone del CN, che senso ha dire che nel cammino le persone stanno male e che chi dice di essere felice in realtà ripete a pappagallo le catechesi che ha ascoltato. questa è una profonda mancanza di rispetto verso chi dà la propria esperienza. non c'è nessun motivo x cui si deve essere convinti che, per forza, la persona che dice di aver trovato la felicità nella chiesa attraverso il CN sia plagiata. Questa è una chiusura della mente, un pregiudizio, molto più grave del presunto plagio nel CN, perchè indica una profonda sfiducia nell'interlocutore, che poichè Cristiano dovrebbe essere un fratello e non un nemico di cui è necessario confutare le tesi nemmeno fosse un imputato in tribunale (legittimato da chi, poi, non si sa). il vostro schema mentale CN è profondamente irrispettoso della persona e soprattutto non ammette eccezioni. Allora chi legge qst blog dovrebbe essere legittimato a dire che i gestori in realtà sono giornalisti pagati per sparare a zero sul CN.

Francesco ha detto...

Il Cammino in sè e per sè non solo non "salva", ma rende egocentrici e ,in ultima analisi, anche maleducati.
Poco fa a un funerale ho incrociato un ex "fratello" di Cammino, allora aspirante catechista oggi catechista in S.P.E., e fingendo di non vedermi, non ha risposto nemnmeno al mio cenno di saluto. Probabilmente sa che ci sono anche io in questo blog. Il che, per loro, è imperdinabile.

Francesco ha detto...

Dice AleCT:

"Ma come se ne parla della "parrocchia" all'interno del cammino? In che termini? E del "resto" della Chiesa?"

Se ne parla malissimo in termini assolutamente distruttivio ed esistono miriadi di prove anche registrate.

Basterebbe solo questo a far dichiarare il Cammino Neocatecumenale, almeno in certe sue espressioni locali, DEL TUTTO ANTIECCLESIALE!

by Tripudio ha detto...

Davvero esilarante quel commento infuriato delle 17:38 che insinua che saremmo dei "giornalisti pagati per sparare a zero sul CN".

È un onore essere considerati per molto più di quel che si è.

Caro fratello delle comunità neocatecumenali, la nostra unica "paga" è la Verità, il nostro unico riferimento editoriale è Nostro Signore, il nostro unico "giornale" (se proprio vuoi chiamarlo così) consiste in queste pagine che esistono solo per aiutare a capire i problemi del Cammino Neocatecumenale, la nostra unica forza è la preghiera (anch'io prego tutti i giorni perché i neocatecumenali si ravvedano e rinneghino i loro errori liturgici e dottrinali).


Ti faccio un esempio per analogia (e sottolineo per analogia: sai cosa significa "analogia", vero?)

Anche i drogati sono convinti di star bene, sono convinti di aver trovato la loro felicità. Eppure sappiamo tutti che hanno trovato la loro rovina (che è anche rovina altrui, anche di chi non si droga). I drogati non pensano mica di essere "plagiati": la loro convinzione di essere felici è sincera... Hai capito l'analogia o devo spiegartela meglio?

Il metodo del Cammino Neocatecumenale ha qualcosa di tremendamente marcio che può ancora essere corretto (ed il Papa, infatti, inizia a correggerlo comandandovi di «seguire fedelmente i libri liturgici»: quale parte del "fedelmente" non ti è chiara?)

Dire "dono dello Spirito" significa parlare del buon cuore di tante persone, disposte a gesti di carità sincera (quella sì che viene dallo Spirito); non significa parlare degli errori che hanno reso famoso il Cammino.

Molti che hanno lasciato il Cammino hanno poi riscoperto la fede cattolica trovandola liberante, scoprendola sublime, verificandola adatta ai tempi odierni al pari di quelli passati. Quella vita di fede che ha nutrito decine di secoli di generazioni di santi, è la stessa fonte a cui possono abbeverarsi oggi, senza dover rendere conto ai cosiddetti "catechisti", senza doversi cupamente dichiarare "peccatori" ad ogni pié sospinto, senza dover mettere da parte l'umana intelligenza, senza chiassate da osteria...

Ora, verificare quello che ti diciamo ti costa poco: nessuno di noi qui potrà mai riuscire ad obbligarti a cambiare idea. Per questo ti invitiamo a riflettere - e di materiale ne hai tantissimo: questo blog ha superato le mille pagine, gran parte delle quali sono documenti pubblicati già altrove (interventi del Papa e di vescovi, articoli, foto e video sul Cammino presi da fonti favorevolissime al Cammino, eccetera).

Anonimo ha detto...

ola
io ci provo, spero sempre in una botta di serietà

alect il cammino si contraddistingue per una cosa meravigliosa.
LA LIBERTA'
vuoi sapere se nel cammino c'è questa regola che menzioni tu, lasciare cuocere nel brodo ?
no! no! no! no! no! no! no! no! no! no! no! no! no! no! no! no!

c'è la libertà, la libertà
hai capito cosa vuolo dire essere liberi, è esattamente quello che manca a te,
la libertà di accettare chi è diverso da te,
da chi canta in modo diverso da te.
da chi si esprime in modo diverso da te.
da chi celebra in modo diverso da te.
da chi viaggia in modo diverso da te.
da chi alberga in modo diverso da te.

c'è una diversità di carismi, fino a quando non ti entrerà in testa sono tutti cattivi,
catecumeni
carismatici
focolarini
e chi pensi tu

by Tripudio ha detto...

Il tuo ragionamento, caro fratello neocatecumenale, contiene quell'errore che ha un nome molto difficile e complicato: il «modernismo», cioè il pensare che la verità e l'errore abbiano gli stessi diritti.

Se la verità e l'errore hanno gli stessi diritti, allora la liturgia tridentina e gli strafalcioni kikiani-carmeniani hanno gli stessi diritti e perciò nessuno dovrebbe criticare i "diversamente cantanti", nessuno dovrebbe criticare i "diversamente celebranti", nessuno dovrebbe criticare i "diversamente credenti", nessuno dovrebbe criticare i "diversamente esprimenti"...

E questa sarebbe la libertà? Il divieto di far presenti gli errori?

La parola «carisma» significa "dono", non significa "dogma".

Ora, mi spieghi come mai il "carisma" del Cammino ("dono dello Spirito") consiste in quei tristi strafalcioni liturgici e quelle corbellerie dottrinali?

strl ha detto...

Caro Ola,
fai il pubblicitario, vero?
Perché descrivi il cammino come dovrebbe essere invece di quello che è...
ciao
str
PS nel cammino dovrebbe esserci la libertà ma non c'è! Prova a contraddire pubblicamente un catechista e vedrai come finisce!

aleCT ha detto...

"il cammino si contraddistingue per una cosa meravigliosa.
LA LIBERTA"

E allora non ci dovrebbe essere problema se preferisco seguire mia sorella malata piuttosto che andare alla convivenza mensile giusto?
Oppure se preferisco andare a messa la domenica piuttosto che il sabato sera per potermi passare una giornata con i miei parenti?

Non ci dovrebbe essere problema se ho la vocazione per un certo ordine religioso e non ne voglio sapere degli RM?

Visto che c'èlibertà non mi dovrei sentir dire ad ogni piè sospinto: "il cammino è così da 40 anni. Punto e basta".Non mi dovrei sentir dire che "le linee degli iniziatori" sono quelle e guai a chi le tocca?

Vedi, Caro Ola, da quando ho fatto esperienza personale di Gesù Cristo sono entrata in contatto ed ho avuto l'occasione di lavorare con diverse realtà (CL. focolarini, RnS..etc.etc. GAM) e MAI MAI MAI ho trovato le difficoltà di comprensione (su cose di fede)che ho avuto con gli NC.

Secondo te come mai?

Tuimi dici che la regola di "lasciar cuocere nel proprio brodo" non c'è?

E allora prendo atto che c'è un mega complotto mondiale nei vostri confronti, che tutti quelli che sono usciti sono delle persone spregevoli che fanno le vittime.

E non sono affatto ironica mentre lo dico. E' solo logica.

Perchè di testimonianze di persone abbandonate a se stesse (tipo F.solo perchè ha denunziato alla magistratura quello che i suoi catechisti volevano COPRIRE. Ed ora c'èun bel processo in corso) ne ho sentite a decine.

Quindi le cose sono due:
1) c'è un fondo di verità e allora sarebbe cosa buona analizzare il perchè ed il percome queste cose succedono) oppure

2)sono tutte persone squilibrate, interessate, di parte e malvagie

aleCT ha detto...

Quindi, caro Ola, tu che dici che non so cosa è la libertà, ascolta bene:

"la libertà di accettare chi è diverso da te"

Vallo a dire ai tuoi fratelli che dicono "la parrocchia deve cambiare perchè non è autentica"

"da chi canta in modo diverso da te"
Guarda che a me non mi fa problema il battimani. Io ho discusso con gente che voleva l'organo ad ogni costo anche quando l'organista se ne va per conto suo e se ne frega dell'assemblea.

A me fa problema che si tratti tutta la produzione musicale degli ultimi 40 anni come "roba melensa" quando poi, scava scava, di questa produzione musicale non se ne sa una cippa.

A me fa problema quando non si riesce ad uscire dalla logica"catechesi-canto" per cui un canto va sentito e cantato solo con la catechesi apposita altrimenti non vale.

A me fa problema che non ci sia nessunissima educazione ad un qlc che non sia nato nel cammino.

"da chi viaggia in modo diverso da te."

Il problema non è il "viaggio!" e tu lo sai benissimo perchè sei una persona intelligente.

Il problema è che vi isolate dal resto della comunità ecclesiale.E non lo puoi negare.
E quel che è peggio denigrate quello che fanno gli altri.

Ritorniamo alla domanda a cui tu non hai voluto rispondere:"come se ne parla DEL RESTO DELLA CHIESA nel cammino"?

"da chi alberga in modo diverso da te"

Per me potete starvene anche nell'albergo 5stelle.

Sai a me cosa me ne frega. Basta che poi vi fatte PER UNA VOLTA le catechesi e la messa CON IL RESTO DELLA CHIESA UNIVERSALE.

Ripeto la domanda: nel cammino in che termini si parla del resto della chiesa?

Lino ha detto...

@ aleCT ha detto...: "E allora non ci dovrebbe essere problema se preferisco seguire mia sorella malata piuttosto che andare alla convivenza mensile giusto?"
E no, aleCT! Negli "Orientamenti delle equipes Liberté, Égalité, Fraternité" non c'è scritto questo. C'è scritto che "Si fecero i secondi scrutini e si chiuse la porta...". Così insegnano i cosiddetti "amici dello Sposo" (secondo la loro convinzione e auto-definizione).
Potrebbe darsi, però, che nel Direttorio catechetico rettificato e approvato questa "libertà" sia stata concessa. Che ci dice, Ola, la porta del Regno dei Cieli si chiude ancora in faccia a chi, per assistere un ammalato, è costretto ad assentarsi negli scrutini?

Anonimo ha detto...

Giornalisti pagati per sparare a zero sul CN???????????????

Ma va!!!!!

Carissimo Ola se ci sono persone che quotidianamente seguono questo blog come me, è certamente per gli interventi interessantissimi dei gestori,non certo per quello dei nc che si rendono solo ridicoli come sta facendo lei, capisco che è difficile accettare di non essere all'altezza di difendere il Cammino, di non aver argomenti che possano contrastare le verità dei blogger, perché non esistono.

Il guaio per lei, è che i gestori oltre a conoscere bene la setta nc, ancor meglio conoscono la vera e unica Chiesa, la sua fede, la sua storia, il suo Magistero, la sua dottrina.
E quando la sua lacuna di non sapere oltre il Cammino cosa c'è, la rende impotente, comincia a dare i numeri, con stupidaggini, offese e panzane, come l'ultima sulla libertà.....ma si rende conto che cavolo ha scritto???? mi sorge il dubbio che oltre ad essere nc è anche stupido, mi perdoni, ma quella sulla libertà poteva pure risparmiarsela.

Se i blogger sono dei giornalisti pagati.....sono soldi ben spesi (scherzo! ma sono certa che non è così)
Domani partirò per un ritiro spirituale, per quattro giorni non potrò leggervi...vi auguro un buon proseguimento e che Dio dia pace a tutti.
Rosy

Anonimo ha detto...

Sono un neocatecumeno e sto sentendo tutte queste inutili accuse che fate contro di noi. Dite che siete stanchi di sentire gente che dice "il cammino mi ha salvato": e noi non siamo stanchi di sentire sempre le stesse cose?
E poi non prendete testimonianze del Cammino da chi ne è uscito e quindi ne è contro... Prendetele da me o da qualcun altro: vi posso dire che assolutamente non si dice che il miracolo della salvezza nel cammino (che sicuramente può avvenire anche in altri gruppi o in una parrocchia) sia un miracolo del cnc, anzi, ogni volta ci dicono che non siamo nè più buoni di altri nè più santi! E tanto se lo volete sapere, quando facciamo gli annunci si parla sempre della chiesa, del Papa ecc... Ma voi vi appoggiate, per ignoranza, a degli stupidi luoghi comuni; e il bello è che lo fate quasi con fierezza. Mi fate ridere voi che vi definite cristiani cattolici,quindi a favore della chiesa, e poi invece create INTERI SITI PER PARLARE MALE DI UN CAMMINO CHE LA STESSA CHIESA HA ACCETTATO! Non ho problemi a rispondere a critiche che fate al cammino... chi vuole puo scrivere a cncitalia@hotmail.it

by Tripudio ha detto...

Caro fratello,

le cose che noi ripetiamo sempre, ve le sta ripetendo anche il Papa: «seguire fedelmente i libri liturgici».

Ma voi vi ostinate a non ascoltarlo, perché vi dice sempre la stessa cosa...

Anonimo ha detto...

la verità vi farà liberi.
ve lo dice uno che ha terminato il cammino neocatecumenale con il viaggio a gerusalemme, ovviamente ne sono uscito fuori perchè non ho mai condiviso tutto il plagio e il potere che i catechisti usano sulle persone fragili e ricattabili. Per la mia ribellione secondo il loro modo di vedere, non ero degno di ricevere la veste bianca, percui penalizzato e punito dalla loro autorità. Non hanno capito che Dio è misericordia ed è più grande delle loro frustrazioni.

Michela ha detto...

c'è la libertà, la libertà
hai capito cosa vuolo dire essere liberi, è esattamente quello che manca a te,
la libertà di accettare chi è diverso da te,
da chi canta in modo diverso da te.
da chi si esprime in modo diverso da te.
da chi celebra in modo diverso da te.
da chi viaggia in modo diverso da te.
da chi alberga in modo diverso da te.


questo è quello che intendo quando dico che il cammino è un'esperienza psicologica e non di fede.
Io sto cercando la roccia su cui fondare la mia vita, sto cercando Dio, e tu mi proponi una libertà così modesta?
Ma c'è un significato più profondo: se io fossi un caposetta ti direi che devi accettare anche quello che non ti convince, che sei libero se mi obbedisci anche quando dico menzogne, cioè ti insegno che sei libero quando non sei libero. Con questa confusione in testa, sfido chiunque di voi ad esercitare la libertà e a chiedere di fare la Messa aporte aperte, a introdurre un canto nuovo.
Caro Ola, puoi chiacchierare, parlare di una 'vaga' accettazione dell'altro,
e continuare a scappare dalla realtà.
e la realtà è che non sei libero neanche di introdurre un canto che non sia di Kiko,
non sei libero di aprire le porte dell'Eucarestia ai parrocchiani
non sei libero di dimenticarti a casa l'icona di Kiko quando celebrate fuori parrocchia
non sei libero di sospendere il cammino per 3 mesi e andare a Messa in parrocchia

Allora che libertà ti resta?
Spiegatemi qual è la libertà di chi DEVE ESSERE sordo, cieco e muto, altrimenti lo sbattono fuori dal cammino ( anzi fanno in modo che sia lui a non venire più)
Alla fine l'unico atto veramente libero che puoi fare nel cammino, è lasciarlo.


c'è una diversità di carismi, fino a quando non ti entrerà in testa sono tutti cattivi,

il carisma del cammino [ per usare il linguaggio kikiano] è la -segretezza e l'annuncio basato su testi segreti.
-la separatezza dal resto della chiesa e all'interno delle stesse comunità di una parrocchia
-l'ignoranza per cui venite a sapere le cose importanti da Kiko, che mente per nascondere la verità

torno a dire: con queste premesse che libertà può esercitare un catecumeno?

Lino ha detto...

@ anonimo 14 maggio, 2012 07:49 che ha scritto: "vi posso dire che assolutamente non si dice che il miracolo della salvezza nel cammino (che sicuramente può avvenire anche in altri gruppi o in una parrocchia) sia un miracolo del cnc..."
'Verba volant, scripta manent', caro neocatecumeno. Mi spiega, se lei così la pensa, perché - si legga la discussione nel precedente post - Kiko afferma:
"Questa convivenza ti dice 'Svegliati perché viene lo sposo'. E se non prendesti olio nel primo scrutinio approfitta per prenderlo ora, non accada che tardi ancora un poco e torni a spegnersi e allora è la fine".
E' la fine? E chi decide che è la fine, Kiko "l'amico dello sposo"? Mica Kiko ha detto: "Non si preoccupino quelli che sono stati ad assistere un malato, o si sono impegnati in una iniziativa di carità e si sono dovuti assentare in questo scrutinio, essi potranno prendere l'olio anche in altri gruppi o in una parrocchia o in altre occasioni, perché è il Signore che chiude ed apre le porte"?
E - se già l'aveva letta - non si stanchi, fratello neocatecumeno, di sentire un'altra volta questa "cosa": bisognerebbe farne volantini da distribuire fuori le parrocchie tale è l'assurdità di questa vostra "catechesi", come di tante altre.

Anonimo ha detto...

Non sono del cammino neocat., ma leggendo le accuse insistenti feroci che gli fate, mi rammarico di non farne parte. Bella carità cristiana! Bell'esempio di unità, di fraernità, di amore per chi ci guarda.

by Tripudio ha detto...

Il commento umoristico delle 14:03 sembra un modo per dire: «siccome il Papa perseguita il Cammino (ingiungendogli di seguire i libri liturgici approvati per tutta la Chiesa), allora adesso per dispetto entro nel Cammino anch'io».

Luisa ha detto...

" c'è la libertà, la libertà
hai capito cosa vuolo dire essere liberi, è esattamente quello che manca a te,
la libertà di accettare chi è diverso da te,
da chi canta in modo diverso da te.
da chi si esprime in modo diverso da te.
da chi celebra in modo diverso da te.
da chi viaggia in modo diverso da te.
da chi alberga in modo diverso da te."



Forse, MA se quel "chi" è FUORI dal "cammino"!
Se è dentro, quella libertà non c`è.

Nel "cammino" tutto è calcolato, misurato, programmato, previsto, RIGIDAMENTE CODIFICATO.
Tutti, celebrano allo stesso modo, tutti cantano gli stessi canti, decorano il tavolo-mensa allo stesso modo, fanno la stessa danza e guai a modificare anche un solo dettaglio.

Tutti subiscono le stesse domande e le stesse violazioni del foro interno, nessuna libetà di opporsi esplicitamente perchè il catechista è un canale dello Spirito Santo(!).

Tutti sanno che non bisogna porre domande e se lo fanno tutti riceveranno la stessa risposta: non puoi capire, capirai più tardi.

La libertà che si vive nel cnc è una libertà condizionata, sei libero al modo neocat, secondo i diktat kikiani, se rispetti i dettami kikiani che a forza di svuotamenti finisci per fare tuoi e poi ti illudi di averli scelti liberamente, diventi un kikos obbediente e dici che quella è la tua libertà, assumi il linguaggio e le formule preconfezionate neocatecumenali e le riformuli come se fossero tue, e via dicendo.

Quella non è la libertà di figli di Dio.

Un solo piccolo esempio, visto su un video youtube, a Düsseldorf dei giovani cantavano per la strada dei canti napoletani, erano allegri, arriva il responsabile che li riprende: quei canti NO! Cantate dei canti neocatecumenali, ma quelli no!

Liberi i neocatecumenali? Veramente?

aleCT ha detto...

"Sono un neocatecumeno e sto sentendo tutte queste inutili accuse che fate contro di noi"

Caro amico, qui si parla (oltre che di strafalcioni dottrinali e liturgici che vengono PERVICACEMENTE continuati) di persone che hanno sofferto e che soffrono. Se a te tutto questo pare "inutile"...


"E poi non prendete testimonianze del Cammino da chi ne è uscito e quindi ne è contro"

E' PROPORIO QUELLO IL PUNTO! Perchè unoche esce dal cammino (per motivazioni le più disparate) dev essere PER FORZA CONTRO? Non è possibile che se ne vada semplicemente per vivere in altro modo il suo rapporto con Cristo? E' una possibilità che ti sfiora nemmeno?

Se se ne vanno IN UN CERTO MODO non è forse che c'è qlc da aggiustare? Troppo complicato?


"PER PARLARE MALE DI UN CAMMINO CHE LA STESSA CHIESA HA ACCETTATO"

Amico mio, la chiesa non ha accettato i vostri strafalcioni, il vostro modo di fare messa (tanto è vero che velo continua a dire e voi ve ne fregate), come non può accettare tutte le situazioni in cui LA PERSONA viene maltrattata psicologicamente, nè quando ve ne fregate del resto della comunità ecclesiale.

Nessuno vi giustifica su questo.
Cmq sia ringrazio per il fatto che dai una mail di riferimento. Mi riprometto di farti qlc domanda e, ovviamente, rispondere alle tue.

@Luisa
Mi dai il link del video di YT?Vorrei vedere di persona.

Luisa ha detto...

@aleCT

http://www.youtube.com/watch?v=1L6rF0qQWno

Quei giovani cantavano: Napoli, Napoli, arriva il responsabile che si impossessa del portavoce e dice: non siamo qui per fare campanilismi, cantate quel che volete....cantate i canti del cammino!
Stessi canti, stessi passi di danza, stessi girotondi.

Anonimo ha detto...

La prova del condizionamento psicologico, o per lo meno il sintomo è palese e inequivocabile.

Perchè con tutti i balli del mondo con tutta la fantasia che hanno i giovani con tutto l'amore per il diverso che c'è nei cuori dei nc NON ESISTE UN SOLO CANTO O BALLO DIVERSO?

Guardare un video nc è guardarli tutti. Io vi lodo e vi ammiro cari fratelli nc per l'energia e l'amore che ci mettete nel lodare Dio con balli e canti ma è mai possibile che non sia una sola volta che un giovane dica: "facciamo una bella canzone del gen rosso o del gen verde" Ho visto scout , Ac, MGS, e non ho mai visto nessun movimento che cantasse solo le sue canzoni. C'era sempre qualche canzone diversa, qualche nuovo modo di ballare, ritmi diversi, spesso persone stonate che mettevano in gioco una molteplicità che nel cammino non esiste. E questo non lo trovate strano??

Non so provate a fare un paragone con i video delle sentinelle del mattino e con i video nc. Non voglio esaltare le sentinelle o denigrare il cammino ma i video del cammino sono tutti uguali, monotoni. I video delle sentinelle sono pieni di colori. Magari a me non piace tutto del loro modo di fare ma vedi colore, gioia, diversità, è un arcobaleno che evangelizza con canti e balli che non sono sempre uguali con messe ed adorazioni (pensate che bello in piena estate in un luogo di mare vedere un gruppo di giovani che entra in chiesa a far adorazione e celebrar l'eucarestia con tutti ). E a differenza di kiko dicono che se vuoi essere una sentinella non devi abbandonare il tuo gruppo. Al contrario dei fondatori del cammino che denigrano tutto ciò che non è il cammino.


Gv

LaVerità ha detto...

Io sono un fratello cattivone che è uscito e non merita piu l'ascolto da parte vostra ma spero mi ascoltino molti che devono entrare e molti indecisi. Io mi sento salvo, ma no nsalvato dal cammino che si mi ha dato molto ma molto ha chiesto. Il cammino ti toglie la fiducia i nte stesso, ti toglie la capacità di avere un rapporto personale con DIO e sopratutto interpreta la volontà di DIO e non permette che sia tu ad interpretarla. Libertà ? ma dove ? ai la libertà di avere i tomi approvati ? NO Hai la libertà di "contrastare" il catechista che ti ripete tutto a papa fatta ? NO Hai la libertà di sposare uan SCOUT ? NO. E per chi pensa che questo blog attacchi..va a leggersi il blog che parla solo bene, dove non si dibatte... oppure CR dove sono tutti catecumeni e ti rispondono solo quell oche vogliono...

Lino ha detto...

@Luisa
Spiacente di farlo, ma quel responsabile ha ragione, Luisa. Si comincia col cantare "Napoli, Napoli" e si finisce col ballare la tarantella intorno alla tavola. Qualcuno, poi, potrebbe iniziare con l'usare per icona qualche quadro di Madonna dipinto da Luca Giordano. A Natale, addirittura, invece di cantare in spagnolo o in ebraico, si potrebbero mettere a intonare "Quanno nascette Ninno" di Sant'Alfonso Maria De Liguori.
Questi napoletani bisogna educarli sin da ragazzini, altrimenti da grandi diventano come qualcuno di mia strettissima conoscenza e preferiscono i Padri della Chiesa a Kiko :-)

Luisa ha detto...

Ha ragione, Lino, non avevo visto le cose da quel punto di vista!

Peccato che non si possono mettere gli emoticon!

Anonimo ha detto...

Non avevo mai letto questo blog e non oso immaginare cosa possa esserci scritto se uno si mettesse a leggere a ritroso...ma cosa è la verità per voi neocatecumenali e non? A leggere qua sopra ognuno ha la sua e la vuole difendere, ma soprattuto la vuole far passare come verità divina...che schifo!
Cercavo notizie sul cammino neocatec. perchè mia fidanzata ne fa parte,ma credo che non solo le chiederò di evitare il cammino ma proprio ogni tipo di aggregazione, credo che la Chiesa sia diversa da quella che lasciate intendere qua...CHE SKIFOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!

Armando da Avellino

Anonimo ha detto...

@ la verità che cos'è CR dove sono tutti catecumeni?

Mko ha detto...

La "monotematicità" del cammino è preoccupante da un lato ma dà allo stesso una forte identità. Dovunque tu vada ti senti parte di uno stesso corpo e parli la stessa lingua. Questo purtroppo da dopo il CVII si è perso nella Chiesa Cattolica in cui ci diciamo fratelli ma ogniuno intende la Chiesa a modo suo. Questo Papa sta cercando di riunirci almeno sull'essenziale che è la litugia. Io spero che Kiko dimostri lungimiranza e sia il primo ad accogliere gli inviti fatti.
Altrimenti, come un pò tutti i movimenti manterrà la propria identità ma contribuirà all'indebolimento della Chiesa ormai allo stremo.

by Tripudio ha detto...

Se si potessero mettere gli "emoticon" questo blog ne sarebbe strapieno.

Soprattutto di risate, vista l'irresistibile comicità di certi sostenitori del Cammino, al pari di certe uscite bizzarre di Kiko e Carmen (ricordate quando Kiko andava in giro dicendo che gli ortodossi russi avrebbero chiesto di fare il Cammino anche loro? figuraccia mondiale!)

Molte "emoticon" di risate e ironia sarebbero poi indirizzate a quei neocatecumenali che vorrebbero sapere "chi siamo". Come se fosse importante il "chi" anziché le parole del Papa e le parole di Kiko e Carmen. Dev'essere gente che per giudicare se la pasta è scotta, si limita a leggere la marca della pentola che la contiene...

Aveva ragione san Pio da Pietrelcina: interrogato in tempi non sospetti a proposito di certi due spagnoli, rispose qualificandoli «i nuovi falsi profeti» da cui il Vangelo ci mette in guardia.

Sempre più gente lascia il Cammino: l'ottanta per cento dei "camminanti" non arriva a destinazione; non sono tantissimi neppure i "cristiani adulti" (certificati come tali dalla vestina griffata da Kiko e dall'essersi "ribattezzati" nel Giordano ad opera di Kiko che si autodefiniva «io sono Giovanni Battista in mezzo a voi»).

Insomma, oggi è dura essere neocatecumenale: più obbedisci a Kiko e Carmen, e più ti elevi sulle vette del ridicolo (come quel balletto-girotondo "liturgico" che solo i bambini dell'asilo farebbero senza imbarazzarsi).


p.s.: la "moderazione" dei commenti serve soltanto per evitare i cosiddetti "troll", cioè quelli che scrivono al solo scopo di disturbare.

I commenti sono sempre ben accetti, anche quelli in totale disaccordo, purché abbiano un minimo di "contenuto": siamo sempre disposti a rispondere anche alle domande più cretine, anche alle affermazioni più stupide (purché, s'intende, non ci sia la volontà di farci perdere tempo, come certi "troll" che hanno perso il sonno a causa di questo blog che scopre tutti gli altarini neocat).

Recentemente, infatti, un caro fratello delle comunità che frequenta queste pagine, nella sua foga polemica ha rivelato diverse cosette del Cammino (si sarà strappato i capelli urlando: «ho fatto la frittata!») che confermavano ciò che abbiamo sempre detto.

mic ha detto...

Cercavo notizie sul cammino neocatec. perchè mia fidanzata ne fa parte,ma credo che non solo le chiederò di evitare il cammino ma proprio ogni tipo di aggregazione, credo che la Chiesa sia diversa da quella che lasciate intendere qua...CHE SKIFOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!

Bravo, mi sembra una giusta conclusione.

Intanto forse ti farà bene cercar di scoprire cos'è la Chiesa veramente, al di là delle cosiddette 'aggregazioni'!

Anonimo ha detto...

Caro avellinese, se c'è errore da una parte o dall'altra, ti prego, aiutaci a correggerci. Io rispetto le idee di chi la pensa in maniera diversa, cerco di mettermi nei suoi panni e capire i ragionamenti che fa, anvhe io go una ragazza nel cammino ma nonostante il cammino non mi piaccia non mi sognerei di chiederle di abbandonarlo. L'ho messa in guardia dai pericoli, e ho capito che è in grado di riconoscere alcuni errori. Facciamo assieme esperienze varie che coprono le enormi lacune del cammino. Ma imporre la propriia volontà credo sia un errore. Come è un errore non correggere chi sbaglia. Ho notato anche io che a volte facciamo fatica a parlare con spirito di carità, cercherò di migliorare. Ti ringrazio per la critica ma per favore sii più preciso, entra nel merito ed aiutami a vedere i miei errori.

Gv

montmirail ha detto...

cncitalia ha scritto

"si parla sempre della chiesa, del Papa ecc..."

Sì , soprattutto per deridere i cristiani della domenica , i non salati , i salatini e le cipster.
Per demolire tutta la cristologia cattolica e mettere al suo posto la catechesi giudaico-protestante. L'importante è che funzioni.

Luisa ha detto...

Scrive Mko:

"La "monotematicità" del cammino è preoccupante da un lato ma dà allo stesso una forte identità. Dovunque tu vada ti senti parte di uno stesso corpo e parli la stessa lingua. "


È vero, ma ti senti parte del corpo "cammino" E NON PARTE DELLA CHIESA, parli la lingua del "cammino" e NON QUELLA DELLA CHIESA.

Canti i canti del "cammino", danzi le danze del "cammino", compi i gesti che tutti compiono nel "cammino", pronunci le stesse parole,le stesse frasi, vivi gli stessi ritmi, tutto effettivamente è fatto per creare quella forte identità gruppale.

Tutto è diverso nel cnc e i neocatecumenali vivono una realtà propria che è PARALLELA a quella della Chiesa.
Purtroppo due linee parallele non si incontrano, ecco perchè il Papa, che è consapevole dei gravi problemi che pone nelle parrocchie, nella Chiesa questa realtà, a parte lodarne lo zelo, ricorda loro l`importanza di unirsi alla parrocchia, che la forma ordinaria della liturgia è quella parrocchiale, che non devono restare rinchiusi nelle loro salette il sabato sera ma unirsi per rendere Culto a Dio con i parrocchiani.

Tanti sono i problemi che pone il cnc alla Chiesa, tanti sono gli abusi, pensiamo agli scrutini, ma il problema centrale, essenziale, è e resta la LITURGIA.

Non dimentichiamo:
LEX ORANDI LEX CREDENDI.

Anonimo ha detto...

@ Luisa...guarda Luisa che ti posso assicurare che anche se i neocat.si fanno vivi una volta al mese nella parrocchia, neanche lontanamente accetterebbero di non condurre con le loro monizioni, i canti ecc... se partecipano alla messa parrocchiale non è perchè si integrano restano sempre un gruppo a sè.

by Tripudio ha detto...

Rispondo ad Armando da Avellino:

anzitutto tieni sempre presente che nella fede cattolica "santità" e "felicità" sono la stessa cosa.

Ricordati che la falsa felicità è quella che in qualche punto, anche secondario, fa a meno di Cristo.

Esistono modi "giusti" e modi "sbagliati" di vivere la fede cristiana.

I modi giusti sono quelli dei santi: da padre Pio, sacerdote, a santa Ildegarda di Bingen, naturalista, musicista, scrittrice; da san Francesco Faà di Bruno, militare, matematico e ingegnere a san Luigi IX, re di Francia...

I modi sbagliati sono un'infinità: non c'è solo il peccato a rovinare la vita di fede, ma anche gli insegnamenti dottrinali ambigui ed erronei, anche gli strafalcioni liturgici (metti per esempio che a certe Messe ti obblighino a fare il balletto col "trenino" e col girotondo: non ti sentiresti un perfetto idiota? infatti in venti secoli di storia cristiana, nessun cretino si è mai messo a fare il balletto-girotondo alla fine della Messa).

Ora, il Cammino Neocatecumenale, benché incoraggiato paternamente dal Papa, continua a coltivare dentro di sè atteggiamenti strani, insegnamenti ambigui, strafalcioni liturgici... Queste cose, in fin dei conti, ostacolano il percorso di fede, e lo si nota anche dal fatto che dopo tanta apparente "allegria" resta invece un senso di vuoto, di tristezza, qualcosa di cupo e di lugubre (come ad esempio quelle canzonette fracassone schitarrate sempre con lo stesso stile grattugiato: ndrùng-ndrùng-ndrùng).

Sant'Ireneo di Lione, nei suoi libri Contro gli eretici non risparmiava parolacce e insulti. Anche padre Pio usava parole severe con chi banalizzava i sacramenti e la dottrina della Chiesa.

Noi, qui, per far notare i problemi del Cammino Neocatecumenale, ci limitiamo a ripetere le parole del Papa (che pur incoraggiando i neocatecumenali ripete loro sempre: «seguire fedelmente i libri liturgici» approvati per tutta la Chiesa), le parole degli "iniziatori" del Cammino, testi da libri e giornali, foto e video...

Quindi, se ci tieni alla tua fidanzata, se ci tieni alla felicità tua e sua, ti conviene (ripeto: ti conviene) prendere sul serio la fede della Chiesa, la liturgia della Chiesa, l'insegnamento della Chiesa, senza scendere a chiassosi e imbarazzanti compromessi.

Ti avviso solo che arriva sicuro il momento in cui il Cammino pretenderà il 10 per cento dello stipendio di ogni suo membro; ti avviso solo che arriva sicuro il momento in cui ogni ragazza è obbligata a far entrare nel Cammino il suo fidanzato (altrimenti "lasciarlo!"); ti avviso che arriva il momento in cui nelle "confessioni pubbliche" tutti saranno obbligati a parlare dei fatti scabrosi della vita intima propria e dei propri fidanzati o mariti...

A questo punto, sì, può esserti utile verificare se quello che ti dico è vero. Prova a scorrere questo blog, prova a cercare nell'internet, prova a chiedere a chi è "uscito" dal Cammino (perché se provi a chiedere a chi sta ancora "dentro", probabilmente tenterà di nasconderti quello che sa: per vergogna, oppure perché gli hanno comandato di non dire nulla, gli hanno comandato di dire solo dei trionfi del Cammino).

Anonimo ha detto...

Sono nel Cammino. Ho una moglie che non è in comunità, lei è focolarina, e sono felicemente sposato; ogni mese nella colletta metto quanto mi pare, e nessuno ha mai avuto da dire; nessun fatto scabroso è uscito dalla bocca dei fratelli di comunità, a parte uno che era stato in carcere èe ha raccontato piangendo la sua esperienza, nessun ragazzo ha lasciatoo la fidanzata che non è in cammpino. Anzi uno si sposerà a fine mese. Ma perché prendete un episodio e poi lo generalizzate? Se mettere ai raggi X la Chiesa, come mettete in cammino, chi si salverà a parte VOI?

strl ha detto...

per l'anonimo del 16 maggio, 2012 15:07
Caro Fratello in Cristo,
quanto anni di Cammino hai già fatto?
La mia esperienza mi dice che all'inizio vi è una vera e propria "luna di miele" con il Cammino.
I problemi che leggi qui sorgono, genericamente, dopo!
E ti assicuro che non è generalizzare perché i casi sono tutti uguali ed in tutto il mondo...
Poi ci possono essere, al contrario, delle "isole felici".