martedì 8 maggio 2012

Perché è difficile uscire dal Cammino?

Non è un complicato saggio teologico ma la descrizione di un'esperienza vissuta da parte di persone che fino all'ultimo si sono prodigate per l'opera di Kiko e Carmen, e che fino all'ultimo hanno considerato con affetto e devozione il Cammino. 

È il libro Neocatecumenali sul viale del tramonto, reperibile nelle librerie (anche on-line), di cui raccomandiamo caldamente la lettura ai neocatecumenali. Citiamo qui sotto una pagina dal capitolo "Perché è difficile uscirne".


Perché è difficile uscirne

All'interno delle Comunità nulla si sa di quello che avviene nella Chiesa.

Talvolta trapelano certe critiche rivolte al Cammino da parte di sacerdoti e di vescovi, ma tali critiche diventano sempre motivo di grande orgoglio, come per una persecuzione scaturita dal fatto che il Cammino è la vera chiesa, dove è possibile "essere cristiani fino in fondo".

Quando non possono nascondere qualche critica, i catechisti dicono sempre: «Il cammino è osteggiato perché è radicale; chi non lo accetta è perché rifiuta il Concilio!».

Pertanto la critica di assomigliare ad una setta non preoccupa le persone che fanno il Cammino, in quanto una volta che se ne fa parte:

- sono continuamente ribadite l'appartenenza alla Chiesa Cattolica e la simpatia personale che il Papa e il Vaticano nutrono per il Cammino;

- quando si è dentro la Comunità, sembra che di settario non ci sia niente; cose che prima sembravano strane diventano familiari, il linguaggio e gli atteggiamenti individuali cambiano gradualmente, e senza che uno se ne renda conto finisce per assomigliare sempre più agli altri.

- Solo dopo un lungo distacco si può notare l'omologazione che era avvenuta con un lento processo di assimilazione frequentando la comunità. L'omologazione è così forte che sono sufficienti poche battute per riconoscere immediatamente uno del Cammino. Ad esempio, nel Cammino il soggetto dei verbi che indicano scelte, responsabilità, e persino azioni di vita quotidiana, non è mai la persona umana, ma il Signore. Un catecumeno non dice mai: "io sono andato ad ascoltare le catechesi", ma "Il Signore mi ha portato ad ascoltare le catechesi!"; - "Mio figlio non vuole studiare", ma "Il Signore sta permettendo che mio figlio non studi!"; - "Io ho adulterato, ... io ho litigato con mio cognato ...", ma "Il Signore non mi ha dato di non adulterare ... il Signore mi ha tolto la mano dal capo e mi ha fatto sperimentare l'ira contro mio cognato ...!".

Il fideismo ed il senso di impotenza della persona, che si acquisiscono gradualmente nel Cammino, rendono tutti estremamente fragili ed incapaci di lasciare questa realtà e di fare esperienze libere alternative.

Nel corso del Cammino, inoltre, è posta una grande enfasi su ciò che era la propria vita "prima" e su ciò che ne è stato "dopo" l'ingresso in Comunità.

Tutto era vissuto nel modo sbagliato, niente aveva senso.

L'incontro con il Cammino diventa "l'evento" per eccellenza della propria vita, al punto che le persone si convincono a disprezzare la loro vita precedente, convinte che solo adesso hanno trovato la vera vita.

C'è ironia e diffidenza nei confronti di sacerdoti, religiosi e credenti che non fanno parte del Cammino, come se fossero sacerdoti o religiosi di "serie B" o "cristiani della Domenica", che non vedono i loro peccati e vivono nell'inganno e nell'ipocrisia.

Questa convinzione è un grande deterrente per i membri delle comunità in crisi; essi, infatti, difficilmente si rivolgono a sacerdoti diocesani o ad altri religiosi, dato che anno dopo anno è stata loro comunicata una sorta di sfiducia nei loro confronti, oltre alla convinzione che l'unica Chiesa sia quella neocatecumenale.

Pertanto chi pensa di lasciare la Comunità ha l'impressione di abbandonare Dio e la Verità.

Chi arriva a ripudiare il Cammino dopo averlo seguito per anni, anche se con motivazioni ben precise e oggettivamente condivisibili, è considerato un apòstata e un Giuda.

Con tali persone è scoraggiato qualunque contatto, sicuramente per evitare di essere "contagiati" dalle sue motivazioni.

Di questo ne abbiamo fatto amara esperienza io e mia moglie. Dopo 22 anni di vita in Comunità, quando con grandissima sofferenza ne siamo usciti, siamo stati immediatamente ignorati da quasi tutti i membri della Comunità.

91 commenti:

Michela ha detto...

Nel mio caso è stato difficile uscirne perchè la predicazione settaria ha 'incontrato' un terreno fertile in due peccati che sono il mio punto debole
- la vanità di sentirsi chiamati a fare cose grandi, di sentirsi speciali, di avere una missione speciale
- la mania di onnipotenza su cui fa presa il senso di colpa che ti inculcano fin dalle prime catechesi.

poi ci sono gli aspetti psicologici come la tendenza alla dipendenza che molti di noi hanno.

Su questo terreno fertile fa presa la predicazione che usa metodi tipici delle sette,.
Ecco perchè io non mi sento vittima del cammino.
Volevo sentirmi speciale e il cammino me l'ha permesso,
volevo fare la wonder-woman e grazie al cammino l'ho potuto fare,

Quando il prezzo da pagare in termini di libertà è stato troppo alto, ho cominciato a stare male.
E' stato il primo segnale, che mi ha permesso di capire che stavo facendo un cammino in cui si parlava tanto di un Gesù che nessuno conosceva veramente. E quando ho visto sacerdoti e persone normali che vivevano la loro fede con semplicità, disponibilità, ho cominciato a vedere l'inganno della gabbia mentale che mi ero costruita attorno, grazie agli insegnamenti ricevuti nel cammino.
Poi c'è stata la sofferenza, quella vera, che ti toglie la pelle, il fiato e la parola, e il percorso del perdono, non come quella cosa finta che si fa al 2° passaggio, ma quello che prima va ricevuto, e poi donato, per prima cosa a se stessi e poi agli altri, e ogni giorno bisogna ricominciare e la strada è ancora lunga.

Lino ha detto...

Michela ha detto: "...su cui fa presa il senso di colpa che ti inculcano fin dalle prime catechesi"
Sono in pausa pranzo :-). Con il permesso dei fratelli neocatecumenali che qui indagano la nostra vita e i minuti che occupiamo nel blog, commento il tuo onesto e interessante scritto.
Lo Spirito Santo, nei Vangeli in greco koiné, ha un nome: paraklêtos, che significa Consolatore, Intercessore. E' il dono promesso da Gesù, è Gesù stesso. Paraclito, quindi, significa "Consolatore", non "Accusatore". A buoni intenditori poche parole.

Anonimo ha detto...

Bene state vendendo questi libri?
Non lo userei neanche come carta igienica?Che cretini che siete!

mic ha detto...

il libro non è nostro né lo vendiamo noi.
Grazie per il complimento.
Non ci sono altri argomenti, vero?

mic ha detto...

Un grazie a Michela per le sue parole sempre vere e chiare e limpide e soprattutto per una condivisione così bella.

Anonimo ha detto...

@fratello nc che dice "Non lo userei neanche come carta igienica"

Lei non sarà d'accordo con il modo che hanno alcuni di vedere il cammino ma ce diritto ha di insultare testimonianze di vita di quelle persone?

Cerchi per lo meno di argomentare come mai questa persona ha sbagliato di capire tutto se no rende la testimonianza ancora più credibile.

Gv

aleCT ha detto...

Dai Mic...cosa ti aspetti che dicessero? Al massimo ti potranno dire che era gente che non ha avuto fede e che era gente debole...

Ma è molto più semplice insultare...d'altronde i loro catechisti fanno così. Mica possono essere migliori di loro!

Anonimo ha detto...

Per l’anonimo nc

Ma perché dovete sempre screditare? Lo chiedo senza astio. E uso il plurale perché purtroppo vedo in te un tratto che forse non è caratteriale ma dovuto all’appartenenza ad una comunità nc.

Alla fine tutti finiscono per parlare allo stesso modo. E alla fine si assumono anche degli atteggiamenti interiori ed esteriori di cui forse non ci si rende nemmeno conto, stando dentro.

Per questo chiedo: perché senti il bisogno di screditare? Perché non fermarsi un momento e valutare?

Lo sai che è deleterio anche all’interno della comunità questo atteggiamento? Perché mi dispiace dirtelo, si assume questo atteggiamento anche nei confronti dei fratelli che sono diciamo diversi; quelli che si ostinano nonostante tutto a parlare come facevano prima di entrare in cammino; quelli che soffrono e sono considerati strambi.

Ci avevi pensato a questo? Per quelli che soffrono, seppur nell’intelletto, è una cosa brutta e dolorosa venire screditati, essere messi in dubbio. Hai idea di come ci si sente? Si crede di impazzire. Uno pensa di trovare balsamo per le ferite e invece viene processato e messo al bando. E proprio da chi ti ha ascoltato mentre raccontavi tutto di te stesso durante gli scrutini, da chi si professa tuo fratello nella fede. Sul piano umano, questo atteggiamento cosa ti dice?

Se anche il cammino per te è un bene è comunque la tua esperienza e questo non ti da diritto di screditare a priori quella degli altri. A maggior ragione se le cose di cui si tratta qui sono per la maggior parte documentate.

Per favore, fermati un momento e valuta.

Anonimo ha detto...

SONO F,ED E' VERO QUELLO CHE SI DICE.. IL SACERDOTE CHE E' VENUTO IN TRIBUNALE HA DETTO CHE I CRISTIANI SONO I NEOCATECUMENALI, CHI FREQUENTA LA PARROCCHIA E VA A MESSA LA DOMENICA E' UN RELIGIOSO. HA DETTO ANCHE CHE I NEOCATECUMENALI PERDONANO TUTTO I RELIGIOSI NO. QUINDI E' VERO CHE ESISTONO LE SQUADRE DI SERIE A,B C..............

LaVerità ha detto...

Nel mio caso,15 anni di cammino, 3 gmg catecumene, un'incontro mondiale con le Famiglie e tanti inizio corso, tanti annunci, catechesi fatte e catechesi ricevute, passaggi, domeniche evangelizzanti. Cosa mi rimane ora ? dopo aver abbandonato il cammino 2 anni fa ? Nulla. Perché è difficile abbandonarlo ? perché diventa la tua unica Vita, perché è il cammino, i catechisti e anche i fratelli a dirti cosa fare e come farlo. Il presbitero se c'è è impotente, non vede e non sente, il vescovo è compiacente o a lui fanno vedere solo quello che vogliono. Lo comperano, con oblazioni, con preti nuovi e con i numeri. Ho amato il cammino, ho amato come mi abbia fatto scoprire la fede, ho amato come ti aiuta a trasmettere la fede ai figli. Ho odiato come ti VIOLENTA come non ti permetta di uscire dalla tua storia, che ti viene riproposta in ricordo del tuo passato. Ho odiato come mette i tuoi peccati davant ia tua moglie per distruggerti e per far si che lei si appoggi ai catechisti e tu pure. Ho odiato come ti allontana dai parenti "fuori" e come ti sottomette a quelli dentro se sopratutto sono "benestanti". Ho odiato l'essere costretot a chiedere perdono anche se si ha torto, ho odiato come ti mette a nudo diforonte ai fratelli. alla fine sono uscito, dopo l'ennesimo tavola rotonda tra me mia moglie e i catechisti, la seconda volta senza un PRETE e con fratelli presenti a testimoniare il FALZO. E li finalmente anche a mia moglie si sono aperti gli occhi, siamo usciti, mesi d isilenzio, nessun fratell oha chiamato e i parenti dentro nemmeno, mentre quell ifuori e gli amici della parrocchia ci si sono stretti addosso. Ma non è stato facile, vedere che tutte le energie erano state bruciate e non voglio approfondire perchè sarei riconoscibile e il CAMMINO mi mette ancora paura. Dopo mesi chiamano addirittura i Supercatechisti e cedono solo quando dopo aver sentito che dicevano a mia moglie: vi separerete, la parrocchia non vi basterà ecc ecc ho preso il telefono e l'ho minacciati di denuncia alla Magistratura. Dopo mesi è tornata la serenità, i problemi che c'erano prima ci sono ancora ma li affrontiamo noi due insieme a DIO e al nostro parroco non catecumenizzato. I fratelli ogni tanto chiamano ma hanno paura a venire a cena e se ti incontrano cambiano strada quando vedono che sono sorridente e finalmente libero, che la parrocchia mi ha accolto a braccia aperte. Se torno indietro nel tempo ci sono miei commenti di 3 anni fa contro MIC e altri e leggendoli mi spavento, come ero CIECO ( termine caro a KIKO e CO ). Fratelli che passate qua, chiedete i tomi corretti, se non ve li danno è la solita bugia, uscite tutti, perchè il cammino puo essere meraviglioso se portato avanti dalla Chiesa e non da un UOMO. La veglia si puo fare anche in parrocchia con gl ialtri, le lodi si possono fare anche con le Suore o con i monaci. I figli vanno al catechismo e non è vero che non serve e poi siamo noi a trasmettergli la fede e non didascali o catechisti dopo i 13. Mi riprometto di insistere, e lo farò assiduamente perchè il cammino sta diventando pericoloso e noi usciti siamo tanti e molti usciti sono soli.

Michela ha detto...

Perchè è difficile uscire dal cammino?
perchè se esci ti risuona la minaccia che la tua vita sarà un fallimento,
perchè hai paura di causare dei mali ai tuoi familiari
perchè hai paura che i tuoi figli si perdano

perchè alle volte questo può accadere davvero......ma su questo punto non sono oggettiva

Floris ha detto...

Leggere la testimonianza di "LaVerità" è qualcosa che non può lasciare indifferenti.
Io che il Cammino non l'ho mai fatto, ma che lo conosco indirettamente molto bene, ritrovo dinamiche note e tristemente ricorrenti.

LaVerità, hai le mie preghiere e il mio affetto sincero

Floris

Anonimo ha detto...

@ laVerità....leggo le tue parole e mi sembra di rivivere tutto quello che in 25 anni di cammino ho vissuto...ero catechista, ma di quelli che contano niente, perchè solo chi aveva la forza di gridare il Kerigma e le catechesi più "in" avevano accesso al "SI del parroco per poter dare quelle catechesi...io no, non andavo bene..purtroppo vedo che non hai una email dove poterti scrivere in privato...io anche non posso sbilanciarmi troppo a raccontare la mia esperienza perchè ho cicatrici e so per certo che molti miei fratelli leggono questo blog....ti ringrazio, ringrazio Michela, Mic tutti voi davvero, scrivete vi prego chi può le proprie esperienze, raccontate fatti...tanti si rivedono in voi...non ci si sente più soli...

aleCT ha detto...

Alt! Stop!Fermi tutti!

F. Abbi pazienza, spiegami meglio.

Mi stai dicendo che un sacerdote IN TRIBUNALE, SOTTO GIURAMENTO ha detto chiaro e tondo che I NEOCATECUMENALI perdonano tutto perchè sono CRISTIANI e non RELIGIOSI?

E' talmente pazzesco che faccio fatica a crederlo.

Ti prego dammi più chiarimenti (anche in privato se sono cose riguardanti il processo)...

Anonimo ha detto...

@F. immagino il peso di questi procedimenti e le difficoltà che stai passando. Sei nelle mie preghiere.

Gv

Anonimo ha detto...

Mi scriva la verità vorrei sapere a che tappa è arrivato.Il motivo della sua uscita.Sono curioso di sapere.A dire il vero la sua storia mi sembra un fake e credo che vi stia prendendo in giro ma se vuole vorrei sapere di più su du lui perchè quello che scrive non lasci acapire molto.

mic ha detto...

I CRISTIANI SONO I NEOCATECUMENALI, CHI FREQUENTA LA PARROCCHIA E VA A MESSA LA DOMENICA E' UN RELIGIOSO

Traduzione dal neocatecumenalese:
I neocatecumenali sono cristiani perché hanno lo spirito santo (il minuscolo è d'obbligo) che solo kiko e i katechisti possono dire chi ce l'ha ed è loro monopolio.
"religiosi" significa che vivono la "religione naturale" e non un cristianesimo adulto come i catecumeni... dimenticando che il Cristianesimo è una Religione Rivelata e quello che abbiamo ricevuto nel Battesimo e che viviamo nella vita Sacramentale nella Chiesa, a meno di non voler dichiarare che la Chiesa non è più la Chiesa, NON appartiene alla religiosità naturale

Leggere come lo spiega molto meglio di me un sacerdote secondo il cuore di Dio. Don Gino Conti.

E che certe cose le abbia affermate pubblicamente un sacerdote è gravissimo e sta a dimostrare quanto le catechesi kikiane gli abbiano fatto bere il cervello!!!

Anonimo ha detto...

La testimonianza di "la verità" è molto forte, spero che essa come le altre che sono state trasmesse in questo blog non vadano perse. Possono essere di aiuto a chi si trova nelle stesse difficoltà che un giorno era questa famiglia, come alla stessa consiglio di aiutare le persone ad uscire da questo tunnel, nessuno può farlo meglio di voi, che avete vissuto quest'esperienza sulla vostra pelle, riportare i "fratelli" ad esprimersi serenamente con spirito gioioso nella Chiesa uniti al Santo Padre, può essere una missione meravigliosa.
Che Dio vi dia tanta pace.
Rosy

INFILTRATO ha detto...

Avete ragione ! Sono l'infiltrato che vi ha scritto qualke mese fà. Si credono gli unici cattolici, la volontà personale è totalmente annullata, ogni cosa che fanno è decisa da Dio, l'essere umano non conta nulla ed è incapace di fare del bene. Ascolto ciò ogni settimana nella comunità di cui faccio parte solo per testimoniare il marcio e lo schifo della dottrina kikiana. Spero ke qualcuno ke abbia partecipato alla convivenza chiamata "Shemà" possa testimoniare le scemenze sparate dal "catechista" Mauro e dalla moglie "Natalia" perchè non credevo alle mie orecchie: odiare il padre e la madre, i gay sono malati da curare, la carità non va fatta ora ma dopo un certo passaggio ed altre amenità del genere ke ho già accennato in un altro intervento.. NON ARRENDIAMOCI

Lino ha detto...

@ Mic "E che certe cose le abbia affermate pubblicamente un sacerdote è gravissimo e sta a dimostrare quanto le catechesi kikiane gli abbiano fatto bere il cervello!!!"
Questa volta dissento da te, cara Mic: non glielo hanno fatto bere, lo hanno risucchiato loro.
Leggimi bene, Mic: tu sai che io - dal punto di vista cattolico - considero Kiko un pessimo esegeta, uno scarso liturgista, una nullità nel simbolismo, un modestissimo pittore, musicista, etc. etc.
Però considero lui - o chi per lui, più altri che lui - intelligentissimo. Nessuno di Scientology, tra i Mormoni, dei TdG, ha saputo organizzare, sia pur assemblandola da fonti diverse, una "liturgia" di riti, immagini, canti, musiche, danze, gesti, situazioni ricorrenti, parole da "linguaggio speciale di un gruppo" così totalizzante. Una vera "nuova estetica" dobbiamo convenire. Qualche tiaso dell'antica Grecia, forse, prima del nostro cristianesimo cattolico millenario.
Si pensa veramente che Kiko inondi le sue creaturine di icone, canzoncine, candelabri e addobbi vari per puro culto della personalità? Anche io lo credevo ma il pensiero che avevo maturato lo ritengo, ora, in parte sbagliato. Tutto ciò serve a formare un microcosmo chiuso, autosufficiente, addirittura endogamico, in grado di auto-valutarsi, auto-sostenersi, auto-riprodursi. Perciò Kiko, come gli toccano un tassello, teme il tracollo, perciò non cede su alcun punto, al massimo finge di cedere. Che gli costerebbe qualche rinuncia? No, tutto ha una sua funzionalità, tutto deve essere esoterico, proprio della scuola.
Da una simile enclave iniziatica è difficilissimo uscirne perché ciò che sta fuori è assolutamente differente, la parrocchia è "un altro mondo", un universo estetico sconosciuto. Ecco perché credo che il Papa - mica un teologo e filosofo come lui può ignorare questi fatti - stia tentando un riavvicinamento graduale dei neocatecumenali alla vita parrocchiale. Un improvviso strappo di questi al loro mondo sarebbe traumatico.
Ecco perché, da un altro punto di vista, il mio punto di vista estetico, è difficile uscire dal Cammino.

Mko ha detto...

Beh, Lino
Io avrei detto che è la "piccola comunità" cio che rende difficile uscire dal cammino. Il punto di vista estetico lo vedo, ma secondo me meno rilevante, (tutto nel cammino è kiko dipendente: se kiko dicesse di tornare all'altare girato in sù i catecumenali obbedirebbero senza alcun particolare trauma mi creda) la piccola comunità però crea una esperienza di fede (almeno io l'ho vissuta così) di appoggio reciproco con altre persone, di vera e propria condivisione (anche materiale)che fuori di essa non si ritrova.
Per me questo è l'aspetto "plus" che qualifica questa esperienza.
In molte parrocchie quello che si offre è spesso un'attività che va "verso gli altri", volontariato, catechismo etc...ma poche che abbiano come fine di sostenere la persona che si sente "sola" e che vorrebbe approfondire l'incontro con Cristo.
Questo lo fa il cammino, ma credo tutte le altre esperienze (movimenti che dir si voglia) hanno "successo" nella misura in cui legano la persona ad altre.
La stessa parrocchia "funziona" se crea intorno a se gruppi (piccole comunità") dove le persone si sentono accolte.
La critica maggiore al cammino secondo me non è che sia difficile uscirne (ne ho visti di fratelli "allontanarsi con classe" senza essere particolarmente traumatizzati) ma che non preveda "istituzionalmente" il reingresso nella liturgia domenicale per sempre (ovvero finito il cammino si DEVE rientrare a partecipare alla liturgia domenicale, la piccola com. puo anche continurare).
Altrimenti o il cammino si costutuisce un ordine a parte oppure diventa una vera e propria Chiesa parallela.
(potrei poi dire quello che penso su tutta la simbologia del cammino ma....meglio non farlo ;))

Anonimo ha detto...

Sono F., quello che ho detto è vero, anche i giudici e il pubblico ministero sono rimasti come si suoldire a BOCCA APERTA.
Vi chiedo di pregare per me e la mia famiglia.

Anonimo ha detto...

anche io ero nella comunità.poi sono uscito.preso la porta e me ne sono andato.non è stato difficile.nessuno mi ha fatto lavaggi di capa o che.con alcuni mi ci vedo ancora.Andiamo a cenare a giocare a calcetto.con altri no ma non importa.è che quando ero nella comunità non eravamo molto intimi ma mi salutano per strada se ci incontriamo in paese.penso sono brave gente.non ci ritorno là.è che è troppo impegnativo.preparare messa la parola....già mi annoiavo prima andando a messa.pensa a fare più cose.una cosa però mi piace di quelle comunità è che non parla solo il prete ma anche gente normale come me.io tanti preti che sentito nella vita mia erano aria fritta. Max de menno

aleCT ha detto...

Leggo le testimonianze di chi è uscito e mi viene da piangere. Non solo per i fatti in sè, ma per come vengono affrontati da chi "rimane" all'interno del cammino.

La maggior parte delle volte vedo un'assoluta mancanza di EMPATIA. La quale si esprime o come una spersonalizzazione del tutto (sono fatti isolati) oppure (ancora peggio) con una accusa nei confronti di chi ha subito questo trauma.

Accusa che può essere più o meno velata (si va da un "sei troppo coinvolto" fino agli insulti e alle minacce che tante volte abbiamo letto in questo blog)

Secondo me tutti e due i comportamenti denunciano una grandissima VIGLIACCHERIA DI FONDO.

Mi fa veramente senso leggere argomentazioni a tal proposito che si possono tranquillamente semplificare in

1) Sei uscito dal cammino
2) il Cammino è approvato
3) quindi "funziona"
4) Se non ha funzionato con te EVIDENTEMENTE sei TU che hai qlc problema.

Tutto questo unito al fatto che, nella stragrande maggioranza dei casi, si identifica il Cammino come L'UNICO incontro con Cristo VALIDO, fa capire molto semplicemente che CRISTO TI HA RIFIUTATO.

E perchè ti ha rifiutato?

Magari ti ha rifiutato perchè hai fatto una domanda di troppo al catechista oppure perchè ti sei ribellato ad uno scrutinio feroce,
perchè hai preferito farti un week end con la tua famiglia (andando a messa con loro), perchè invece di andare alla convivenza hai accudito tua madre malata...

Etc.etc.etc.

Tutto questo mi sembra la versione moderna dei 613 precetti ebraici. Se li esegui sei a posto, altrimenti Dio ti abbandona.

Ma Gesù è un'altra cosa. Non c'è nessuna storia, per quanto disastrata e complicata che ti precluda l'incontro con Lui.

"perchè è difficle uscore dal cammino"?

Forse il caro LVVL ce lo può dire. Intanto me lo fa capire scrivendo nel suo blog un articolo contro il "faraone" Magister.

Lui ha bisogno di un NEMICO da attaccare.
Ecco, forse è per questo che è difficile uscire: perchè, da "fratello di comunità" diventi improvvisamente un "nemico". Non solo dei tuoi fratelli, ma persino di Gesù Cristo.

Peccato che lui, su queste cose, la pensasse diversamente.

aleCT ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Per Lino

La Chiesa ha riconosciuto nel Cammino un particolare dono che lo Spirito Santo ha dato ai nostri tempi e l’approvazione degli Statuti e del “Direttorio Catechetico” ne sono un segno.

Ricordiamoci anche di queste parole del Papa.

Condivido da un punto di vista positivo il tuo intervento "ciò che è fuori e diverso" un strappo procurerebbe non un trauma ma un grosso dispiacere.

Però ricordati le parole del Papa :
"La celebrazione nelle piccole comunità, regolata dai Libri liturgici, che vanno seguiti fedelmente,
(MA ANCHE)
e con le particolarità approvate negli Statuti del Cammino,

ha il compito di aiutare quanti percorrono l’itinerario neocatecumenale a percepire la grazia dell’essere inseriti nel mistero salvifico di Cristo, che rende possibile una testimonianza cristiana capace di assumere anche i tratti della radicalità.

Allora se stai con il Papa non puoi parlare di esoterismo e paragonarci alle sette. Perchè?
Ho il cnc è un dono dello spirito o non lo è.

Il CNC e i suoi apparteneti sono stati in questo blog descritti come adepti, settari,ecc.

Allora o il Papa dice le bugie o voi non riconoscete questo come dono ecclesiale.

L'ho ripeto per la centesima volta ogni carisma deve essere assorbito dalla Chiesa...questo è innegabile e così sarà anche per il Cammino.

Una cosa è certa:
"Perciò Kiko, come gli toccano un tassello, teme il tracollo, perciò non cede su alcun punto, al massimo finge di cedere."

(non sono d'accordo sul fingere) ma sul resto della frase si.

vale

Emma ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
aleCT ha detto...

"e con le particolarità approvate negli Statuti del Cammino, "

Le particolarità sono due:

1) Scambio della Pace prima dell'Offertorio

2) Comunione sotto le due Specie.

BASTA.

Tutto il resto non c'è. Checchè ne dica Kiko o chiunque altro.
Quindi chi è che dice le bugie?

Anonimo ha detto...

X Vale
"...ma anche con le particolarità approvate negli Statuti del Cammino".

Gli stessi Statuti specificano, tra l'altro, all'interno dell'art. 13, che: "La celebrazione dell'Eucaristia nella piccola comunità è preparata sotto la guida del Presbitero, da un gruppo della comunità...".

Domanda: questa (piccola)particolarità è fedelmente rispettata?

Se la risposta è: SI, bene.
se la risposta è: talvolta o quasi sempre, malino, perchè proprio su questo è stata fatta una variazione rispetto agli Statuti precedenti.
Se la risposta è NO, male, poichè : "chi non è fedele nel poco...." a buon intenditor, poche parole!

Sia lodato Gesù Cristo

Luisa ha detto...

"la piccola comunità però crea una esperienza di fede (almeno io l'ho vissuta così) di appoggio reciproco con altre persone, di vera e propria condivisione (anche materiale)che fuori di essa non si ritrova.

La condivisione è fondata sul denominatore comune che è il "cammino", è quello il legante, è quello il collante, togli il "cammino" e la condivisione sparisce.

Quando tutti sanno tutto di tutti, quando si subisce la stessa intrusione nella propria intimità messa a nudo davanti ai fratelli e sorelle di comunità, quando anche la celebrazione dell`Eucaristia diventa l`occasione di rinforzare quella condivisione, quando tutto è fatto per suscitare, mantenere e rinforzare l`identità gruppale, la solidiarietà, se noi dall`esterno siamo in grado di osservare la dipendenza che viene così creata, chi è dentro vive solo quella condivisione rassicurante, sostegno vissuto come indispensabile e insostituibile.

Poi, quando le domande, i dubbi, le critiche, riescono a farsi strada in quel muro di certezze granitiche, anche la condivisione, gli appoggi, la comprensione cominciano a sgretolarsi, l`accettazione da incondizionata (sedicente incondizionata) diventa condizionata e si colora di incomprensione, di rimproveri, di colpevolizzazioni, perchè è l`unità del gruppo che è messa in discussione.

Si mettono allora in moto i meccanismi classici di reazione bisogna colpevolizzare il Giuda che sta tradendo, bisogna dirgli che è vittima dei tranelli di satana,che lasciando il "cammino" lascerà Cristo, lascerà la Chiesa (il "cammino" non è nè Cristo nè la Chiesa, dovrebbe essere solo uno strumento invece diventa un idolo), quando avrà lasciato tutto sarà fatto per discreditarlo e ricomporre l`unità del gruppo.

Sparite la condivisione, la solidarietà, la comprensione, l`amicizia!

by Tripudio ha detto...

Non vi pare un po' sospetto la necessità di dover precisare nello Statuto chi è che deve "preparare" la Messa?

Lino ha detto...

@ Vale che ha detto: "Allora se stai con il Papa non puoi parlare di esoterismo e paragonarci alle sette. Perchè? Ho il cnc è un dono dello spirito o non lo è".
Esoterismo, cara Vale, non è un'offesa, esso significa "interno a una scuola". Il termine fu coniato per la scuola pitagorica. Io sono un essoterico, mi oppongo a tutto ciò che si vuole "nascondere sotto il moggio", mi fisso per svelarlo. A mio avviso il CNC, ammesso che lo sia mai stato - mica è un dogma l'affermazione iniziale del Papa - è un dono dello Spirito che è caduto lungo una strada dove gli uccelli sono venuti e l'hanno mangiato. Infatti - è il mio maggiore cruccio, altro che dipinti! - nel vostro direttorio catechetico la Parola viene divorata. Ancora mi aspetto che qualcuno di voi mi dimostri come la "necessità" di Giuda possa non limitare l'onnipotenza di Dio e svilire il dono del libero arbitrio.

@ Mko che ha detto: "la piccola comunità però crea una esperienza di fede (almeno io l'ho vissuta così) di appoggio reciproco con altre persone, di vera e propria condivisione (anche materiale)che fuori di essa non si ritrova.
Avevo scritto giusto questo, caro Mko, quando ho citato "qualche tiaso dell'antica Grecia" (i tiasi erano rituali religiosi, di fede) e ho scritto di "un microcosmo chiuso, autosufficiente, addirittura endogamico, in grado di auto-valutarsi, auto-sostenersi, auto-riprodursi". Tutto ciò, però, per poter sussistere, ha necessità di un gergo proprio, di loghi propri, di proprie immagini. Le comunità, ancor prima di agire, si identificano e comunicano mediante un linguaggio comune. Non per caso comunità e comunicazione hanno la stessa radice.

Mko ha detto...

@ Lino
Beh, scusa ..... sono molte le cose che nn so abbi pazienza. Cmq sono d'accordo.

Luisa ha detto...

I Pontefici postconciliari hanno definito "dono dello Spirito Santo" tutti i movimenti nati dopo il Vaticano II, usando le stesse espressioni per lodarli.
Poi abbiamo visto che nel tempo, e con il tempo, certi movimenti hanno mostrato alcune pecche, hanno necessitato interventi che hanno purtroppo tardato ad intervenire. Quegli interventi sono arrivati, tardi ma son arrivati, quando e perchè i problemi, gli abusi, riguardavano la morale, Legionari di Cristo, Comunità delle Beatitudini in Francia, invece, purtroppo, quando i problemi e gli abusi toccavano la Dottrina e la Liturgia gli abusi sono restati impuniti e continuano ad esserlo.
Il cnc è stato lasciato crescere liberamente e tranquillamente a lato della Chiesa con TUTTE le sue storture, eppure erano la dottrina e la sacra Liturgia ad essere vittime delle invenzioni degli iniziatori, che ferivano, e feriscono, il cuore della nostra Fede.
Il Santo Padre Benedetto XVI è intervenuto rapidamente per correggere le gravi storture liturgiche del cnc, sappiamo che il contropotere neocat ha bypassato quelle norme mettendo il Papa davanti al fatto compiuto, con la consegna di uno statuto che conteneva quella modalità litiurgica che ha voluto correggere.
Allora sarebbe bene che i neocatecumenali evitino di strumentalizzare il Papa ricordando solo le lodi, perchè è troppo facile ricordare loro come e quanto abbiano disobbedito, e continuano a disobeddire, al Papa.

Anonimo ha detto...

@ Cara Vale. Il fatto che il cnc sia un dono dello Spirito non implica che sia perfetto ed infallibile. Io credo che senza ombra di dubbio lo Spirito agisca nel cammino e lo abbia ispirato, ma quando gli uomini si mettono di impegno riescono a rovinare persino i doni dello Spirito trasformandoli in idoli.

Prova a fare questo parallelismo. Gli ebrei non capivano il silenzio di Abramo e il suo isolarsi per Pregare Dio prostrandosi a terra (pensa Dio stesso gli dice addirittura di togliersi i sandali perchè calpestava un luogo sacro) e hanno deciso che era meglio far un vitello d'oro per riuscir a dare una forma più consona della loro idea di Dio e così dal nulla si sono creati questo vitello. In sintesi invece di cercar di capire Abramo anche quando sembra usare parole incomprensibili hanno mischiato le culture pagane alla tradizione ebraica per farsi un culto loro.


Ora non ti sembra che Kiko abbia fatto una cosa simile inventandosi di fatto una messa dove ci sono solo le sue icone, le sue canzoni, i suoi edifici, le sue croci? Non ha forse creato una messa a sua immagine e somoglianza. E mi chiedo può un uomo essere così in sintonia con Dio da permettersi di cambiare la messa a suo uso e piacimento contravvenendo alle norme della Chiesa e al Papa?


Con questo non voglio dire che per forza il cnc o le messe nc sono un idolo, ma da molti sono vissute come tali. Tu stessa non vedi neanche un difetto ne nelle liturgie ne in quello che dice kiko (ti ricordo che son due le cose perfette Dio e gli idoli, ma questi ultimi appaiono perfetti non essendolo) e tu stessa stenti a capire quel seguite fedelmente i libri liturgici.

Non prendertela a male non voglio insultare o offendere, cerco semplicemente un confronto per capire il tuo punto di vista, non è detto che lo ritenga valido ma se lo capisco magari mi convinco anche che puoi aver ragione.


Gv

Anonimo ha detto...

ola
rimango estasiato dalla cultura di lino, greco, latino, comincio a pensare che kiko abbia torto, perchè non ci ha detto che dovevamo studiare per entrare nel regno dei cieli?
e pensare che mi hanno fatto catechista sapendo che ero ignorante, non mi spiego come mai sono nate 7 comunità, che cavolo gli avrò detto mai ????????

certo immagino il vostro rammarico, forse non vi fanno fare manco il catechismo ai bambini, e forse è meglio almeno non li fuorviate con le vostre teorie personali, altro che magistero

Anonimo ha detto...

e pensare che mi hanno fatto catechista sapendo che ero ignorante, non mi spiego come mai sono nate 7 comunità, che cavolo gli avrò detto mai ????????
--non ti pavoneggiare, il pappagallo ti sarebbe invece più simile..sai? Imparare a memoria e ripetere a pappagallo...mah! Anche un ignorante può farlo...ma non è buono però..arriverà il giorno in cui forse ti faranno domande a cui proprio per ignoranza non saprai rispondere, i catechisti devono essere preparati, e non soltanto ripetitori automatici delle catechesi di kiko!

Anonimo ha detto...

Ola, ma ci è o ci fa??? Legga tutto non legga solo una parte dei commenti estrapolandoli e manipolandoli a regola d'arte. Spero che non abbia trasmesso la sua superbia a quelle 7 comunità.

E poi non si può lamentare della censura. Il suo era un intervento a sproposito che oltre che mancare di carità cristiana manca di logica umana.

Buona notte.

Gv

LaVerità ha detto...

Ed ora ecco a voi l'ennesima dimostrazione di come sono i catechisti ! Ola sei stato scelto proprio perchè probabilmente hai poca cultura, perché non contesti, perche impari a memoria le catechesi. Ecco dimostrato come le stellette sono le comunità che TU formi grazie al CAMMINO. Ma Dio dove è ? Pensa un po che a me il catechismo il parroco me lo ha fatto fare appena sono uscito dal cammino e non prima. Vediamo se un ex come me che non ha lasciato al second o passaggio ti mette un po di "terrore"... che tomi usi per le catechesi ? quelli corretti nel 2007 ? come mai non usate quelli nuovi ? vai mai a messa in parrocchia ? cosa ti hanno raccontato sulla sessualità dove la Donna deve essere sempre disponibile ? Cosa dice KIKO dei social network quando il Papa dice il contrario ? andiamo avanti ? Dove è scritto negli statuti che si ha lìobbilgo di dare la decima e di giustificarla al catechista ? vado avanti ? E ricorda gl istatuti sono per "controllarvi" peccato che vi stiate comprando i controllori, ma Razingher non lo infinocchiate tranquilli ... !!

Luisa ha detto...

Che colui che ha detto che è stato fatto (!?!) catechista perchè era ignorante, e ammettendo che sia vero e non una menzogna, vada a leggere che "cosa" o, meglio, chi è un catechista, quale DEVE essere la sua preparazione, quale il suo compito e la sua responsabilità, vada a leggere che cosa domanda la CHIESA ad un catechista.
La CHIESA non domanda ad un catechista di "formare comunità" neocatecumenali, non è al numero(sempre i numeri!) di "comunità" create che si misura il valore di un catechista ma a quella che dovrebbe essere la certezza che educa e forma alla Fede cattolica, alla testimonianza viva e responsabile della Fede cattolica.

Che poi i nostri vescovi affidino sempre più le catechesi a catechisti neocatecumenali dei quali NON conoscono la formazione, che quei vescovi NON conoscano i testi su cui quei catechisti si sono formati e che serviranno loro per le catechesi, è una realtà che ci sconcerta perchè è un assegno in bianco che quei Pastori danno a delle persone che formeranno secondo l`insegnamento kikiano SEGRETO e la cui intenzione è di formare delle comunità neocatecumenali che vivranno, secondo i canoni dettati dagli iniziatori, le prassi neocatecumenali, a lato della parrocchia, in un percorso SEGRETO destinato a durare diversi decenni!

Certo che un catechista "ignorante", senza nessuna formazione, è un terreno "vergine" perfettamente adatto e pronto a ricevere il seminato neocatecumenale che gli conferirà un valore, una posizione, un potere indiscussi all`interno del "cammino", ma che esigerà la sua personale obbedienza totale, assoluta, a chi gli ha dato quel potere.

Anonimo ha detto...

ola
rispondo all'anonimo delle 23.09
sai perchè ho lasciato la scuola?
non sono mai riuscito a ripetere una sola poesia, e quando le assegnavano tremavo.
ora immagina ad imparare 50\60 pagine di A4 a memoria, e quando di notte ???
il problema è che siccome tu (e tutti voi) non ci mettete in conto
che tutta questa cosa oltrepassa la ragione, quando dico che sono nate sette comunità, non voglio mettermi in mostra, vedo qualche cosa che oltrepassa la mia ragione.

allaverità non rispondo, fa soltanto ridere

Luisa ha detto...

Chi dice che il "cammino ha dato un senso alla sua vita" dovrebbe fermarsi un momento a riflettere, dovrebbe ripetersi ad alta voce quella frase e sentire come e dove risuona.

Se è il " cammino" a dare un senso alla mia vita, se perdo il "cammino" perdo anche il senso della mia vita, se non ho più il "cammino" la mia vita non ha più senso.

Se lego il senso della mia vita al "cammino" a ciò che vivo nel "cammino, grazie al "cammino", se il senso della mia vita dipende da dove, con chi e come vivo la mia vita secondo i dettami che mi sono indicati(=imposti) e che condivido con chi come me ha trovato senso alla sua vita in quel contesto, se esco dal quel contesto, se dovessi lasciare quel "cammino", perderei ciò che dà senso alla mia vita.

È logico dunque, è umano, è comprensibile che se anche dovessi avere dubbi, anche se dovessi non trovarmi in accordo su alcuni punti, anche le se le domande dovessero farsi sempre più insistenti, mi sarà molto difficile se non impossibile ascoltare quelle voci che mi dicono che c`è qualcosa che non va, le soffocherò,le metterò a tacere, forse anche colpevolizzando,le minimizzerò, e andrò in avanti, fino al giorno in cui quelle voci non potrò più non ascoltarle.


Chi dice che ha conosciuto Dio nel "cammino" e grazie al "cammino", se così è non dovrebbe aver nessun problema a lasciare quel "cammino" perché Dio sarà sempre con lui-lei, Dio non l`abbandonerà perché ha lasciato il "cammino" ma sarà sempre Luce del suo cammino.
E invece, a chi sta pensando di uscire dal cammino verrà detto che lasciando il "cammino" lascerà anche Cristo, che si perderà per strada, che è satana a tentarlo.
Ma se fuori dal "cammino" perdo o perderei Dio, dovrei domandarmi che Dio ho incontrato nel "cammino", ho incontrato Dio Uno e Trino che ha sofferto è morto e risorto per me, o ho incontrato Dio secondo Kiko?

Michela ha detto...

dice Ola
e pensare che mi hanno fatto catechista sapendo che ero ignorante, non mi spiego come mai sono nate 7 comunità, che cavolo gli avrò detto mai ????????

Mi dispiace per te, se sei ignorante,
però Kiko ha bisogno di uomini come te, che non capiscono nulla, che DEVONO restare ignoranti,

Te lo immagini cosa succederebbe se, dopo aver considerato l'ignoranza un valore, i camminanti si rendessero conto che Kiko si è circondato di sapienti e laureati con i quali ha costruito tutto l'impianto teorico del cammino.

Ritrovo nelle tue parole la stessa superbia di cui ho scritto nel primo post.
C'è molta temerarietà nella tua affermazione, sei anche tu un superman che fa catechesi senza preparazione,
sembri essere orgoglioso del ruolo di 'guida' che hai, ma non sei ancora cosciente del male che fai alle persone insegnando cose sbagliate.

Se hai scritto questo post, vuol dire che forse dentro di te c'è una piccola vocina che si chiede cosa stai combinando.
Forse dietro ad una sparata così fanfarona si nasconde una voglia di verità.
Coltivala, non farti più manipolare, e soprattutto sii prudente, non giocare con la vita di persone che in qualche modo ti sono state affidate.
Un giorno potresti dover portare il peso anche di questo peccato di ignoranza

Anonimo ha detto...

ola
manca un post

cara luisa ti ricordi di una canzone che diceva
"se sei buono ti tirano le pietre,
se sei cattivo ti tirano le pietre......."
nella tua dissertazione fai una analisi che non tiene conto assolutamente della controparte.
ho visto tante persone venire al cammino, andarsene dal cammino, ma MAI MAI MAI ho visto quello che tu descrivi, in trenta anni mai ho cercato qualcuno o imposto il cammino, la libertà è il bene supremo che Dio ci ha lasciato,
quindi chi sono io per imporre qualche cosa?
questa è una cosa che avete inventato totalmente voi, perchè dare questa impronta al cammino lo fà sembrare una setta, che è quello che voi in fondo asserite, ma la Chiesa avrebbe approvato una setta ???????????????????????????

Anonimo ha detto...

ola
manca sempre un post

michela ti assicuro che io questa vocina non la sento, sono orgoglioso di essere ignorante vedendo i frutti della sapienza strumentalizzata, non mi sento per niente manipolato, sono più prudente di quanto tu possa immaginare,
non sono orgoglioso di essere guida, perchè non sono una guida ma un servo inutile,
se ancora pensi che il cammino sia un impianto teorico apri bene gli occhi e vedi cosa è veramente oggi ilcammino dentro la Chiesa.
la pace

aleCT ha detto...

"e pensare che mi hanno fatto catechista sapendo che ero ignorante, non mi spiego come mai sono nate 7 comunità, che cavolo gli avrò detto mai"

NOn voglio essere provocatoria, ma...Ed ora queste sette comunità come stanno?

Visto che, come dici hai 30 anni di cammino (ma almeno lo hai finito?) ne avrai viste di cotte e di crude, giusto?

Se qlc in comunità ti chiedeva spiegazioni su una tal cosa, tu come rispondevi? A casaccio?

Caro Ola, qui non è questione di "titoli di studio" (tu la vuoi buttare in polemica, ma non attacca) è questione di consapevolezza che viene dall'esperienza e dal tuo incontro con Dio che passa ANCHE dalla ragione. Questo non lo dico io, ma il Santo Padre Benedetto XVI.

L'ignoranza delle cose che "insegni" (ovvero l'andare oltre i mamotreti di Kiko) è una cosa che va corretta. Esattamente come Aquila e Priscilla corressero Apollo.

Altrimenti poi si finisce alle interpretazioni di San Paolo che ammetteva di lasciare la moglie o il marito. (e mi voglio fermare qua)

Visto che hai così grande esperienza, dicevo...me al puoi spiegare una cosa?

Allontanare un fratello di comunità per un qls motivo, impedire agli altri anche solo di chiamarlo (insomma "lasciarlo cuocere nel suo brodo") secondo te E' CRISTIANO?

Secondo me ASSOLUTAMENTE NO! E per te?

ExNeocatSalvatoDaDio ha detto...

Che dire di Ola che si vanta di diffondere un verbo sbagliato?
Mi viene in mente Matteo 18,6-7
"Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! E' inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!"
Oppure S.Paolo ai romani:
"Mi raccomando poi, fratelli, di ben guardarvi da coloro che provocano divisioni e ostacoli contro la dottrina che avete appreso: tenetevi lontani da loro. Costoro, infatti, non servono Cristo nostro Signore, ma il proprio ventre e con un parlare solenne e lusinghiero ingannano il cuore dei semplici."
Ma non solo ai romani.

Anonimo ha detto...

"ripetere a pappagallo"
perchè tu non lo fai luisa? non penso ti sia inventata nulla del cristianesimo. non vai sempre ripetendo qualcosa che è già scritto da qualche altra parto o già detto da altri?

Luisa ha detto...

"ma MAI MAI MAI ho visto quello che tu descrivi",


Non è perchè lei dice che non ha mai visto, o voluto vedere...che quello che ho descritto, e che non è altro che quel che è stato testimoniato qui e altrove innumevoli volte, non esista, è la realtà vissuta da persone diverse che descrivono le stesse pressioni, le stesse parole ascoltate, gli stessi ricatti, le stesse difficoltà vissute prima di uscire e incontrate una volta usciti.
Non insisto,basta risalire nei post per trovare quelle testimonianze.

Catechista ignorante!

Un`altra novità introdotta nella Chiesa dai vertici neocat!
Certo che deve essere ignorante per essere strumentalizzato NON dalla sapienza divina(!) ma da persone che hanno un progetto molto preciso sulla Chiesa e che hanno bisogno di soldati obbedienti e fidati.

Lino ha detto...

@ Gv che ha detto: "Ola, ma ci è o ci fa??? Legga tutto non legga solo una parte dei commenti estrapolandoli e manipolandoli a regola d'arte..."
Infatti: se è a me che alludeva, avevo scritto che "se un meccanico mi riferisse insegnamenti di valore, gli bacerei i piedi".
Magari, tra qualche anno, troveremo nelle biblioteche accanto a "Elogio della Follia", di Erasmo da Rotterdam, "L'elogio dell'Ignoranza" di Ola da Neocatterdam. Conservatene i commenti, anche quelli censurati, potrebbero costituire un patrimonio per l'umanità intera.

by Tripudio ha detto...

Una volta e per tutte, chiariamo!


La Chiesa è stata istituita da Nostro Signore, allo scopo di proseguire la Sua opera: santificare (cioè i sacramenti), insegnare, guidare.

Quindi, in sé, la Chiesa è "santa", è esatto dire "la santa Chiesa".

Ma occorre anche ricordare che gli uomini di Chiesa -i singoli uomini- non rappresentano la Chiesa se non nella misura in cui proseguono esattamente l'opera di Nostro Signore.

Per questo, esagerando un po' i termini (ma al solo scopo di far capire il concetto), si dice che la Chiesa è "santa e peccatrice", dove quel "peccatrice" riguarda i peccati dei singoli che fanno qualcosa che di fatto va contro ciò che Nostro Signore ha voluto.

Dico "di fatto" perché non è necessario che identificare una qualche malizia. Per esempio, Giovanni XXIII perseguitò padre Pio (sappiamo tutti che anche i Pontefici, se adeguatamente malconsigliati, possono sbagliare; l'infallibilità garantita dallo Spirito Santo non copre mica tutto fino alle piccole cose secondarie...).


Quando un neocatecumenale si fa forte del "siamo approvati", sta dunque parlando di una cosa pertinente al piano giuridico (non quello della fede) e che riguarda ciò che ai neocatecumenali è comandato di fare per poter andare avanti (dunque non è un elenco di loro "diritti acquisiti").

aleCT ha detto...

All'ultimo Anonimo rispondoio.

Personalmente non ho mai ripetutto "a pappagallo" un bel niente. Ho sempre parlato della mia ESPERIENZA DI CRISTO alla luce della mia vita, degli esempi che ho ricevuto (e non sto parlando della mia famiglia purtroppo e delle sacre scritture che mi hanno messo in mano fin da subito e che mi sono state spiegate sempre allorchè avevo una domanda.

Nessuno mi ha mai detto "dopo capirai" oppure "abbi fede"

Hanno fatto maturare la mia fede e la mia ragione (la quale mi è stata donata da Dio) INSIEME

Michela ha detto...

se ancora pensi che il cammino sia un impianto teorico apri bene gli occhi e vedi cosa è veramente oggi ilcammino dentro la Chiesa.

il cammino non è un impianto teorico,
si basa su un impianto teorico molto solido fatto di un linguaggio interno, cioè un modo di parlare comprensibile solo a chi ci è dentro.
Anche a livello di simboli Kiko ha studiato un sistema che gli permette di assimilarsi a Cristo e per estensione anche la comunità e il singolo sono assimilati a Cristo ( utilizzando l'immagine del Servo di Jahvè).
Suppongo che ricordi il discorso sul fatto che vedendovi il mondo dovrebbe convertirsi o ,come dice Kiko, dare gloria a Dio.

La stessa insistenza sulla croce, il dover salire sulla croce, quasi portando via il posto a Cristo, in modo che gli altri ti vedano sulla croce e si convertano. Ma gli sguardi dell'uomo devono rivolgersi verso Cristo in croce, non verso l'adepto-Kiko in croce.

E per inculcarvi questo nuovo mondo di significati si è servito di immagini, musica e soprattutto di un metodo comunicativo fatto di slogan, frasi semplici che inibiscono l'uso del ragionamento logico e vi rende di fatto incapaci di rendere ragione della speranza.
Una catechesi fatta di frasi semplici del tipo: "è una cosa straodinaria ..." non può essere frutto del caso o della buona volontà di Kiko; si tratta di una tecnica comunicativa simile a quella usata in pubblicità, con aggettivi esagerati e verbi molto semplici.
la stessa gerarchia rigida, in cui si viene scelti non per le proprie doti, ma per il grado di affidabilità( = pronti all'obbedienza, non porsi domande, stile imitativo) ricorda molto le società multilevel.

Gli incontri in luoghi lontani da casa, i battimani, le presentazioni sono mutuati da tecniche di marketing.

lo stesso modo di condurre gli scrutinii, una volta punendo, poi blandendo, poi tornando ad essere duri, mette l'adepto in condizione di confusione e di dipendenza psicologica.

Mi fermo qui perchè potrei continuare a lungo.
Ma non ci vuole nè intelligenza nè cultura per capire che tutto questo è stato costruito a tavolino, mutuando tecniche, che neanche io conosco, ma che non appartengono allo stile comunicativo della Chiesa di sempre.

Michela ha detto...

ripetere a pappagallo"
perchè tu non lo fai luisa? non penso ti sia inventata nulla del cristianesimo. non vai sempre ripetendo qualcosa che è già scritto da qualche altra parto o già detto da altri?

10 maggio, 2012 11:01


c'è solo un piccolo chiarimento che ti chiedo:
chi sono questi "altri" ?
sono quelli che si riferiscono alla Tradizione Apostolica,
o quelli che seguono un qualsiasi laico, che potrebbe dire anche castronerie, dato che le sue catechesi sono segrete, e nessuno, se non i suoi amici, le può valutare?

c'è una bella differenza.....

Luisa ha detto...

"ripetere a pappagallo"
perchè tu non lo fai luisa? "


Sono stata formata con il Catechismo di San Pio X, costruito sul sistema domande-risposte, mi ricordo di aver imparato a memoria alcune definizioni, alcuni concetti fondamentali che mi son restati impressi nella memoria e che sono ancora oggi perfettamente validi perchè quei concetti è la CHIESA che mi li ha trasmessi, perchè quelle definizioni-risposte SONO le verità di FEDE che la Chiesa ha ricevuto da N.S.G.C. e che ha il dovere, la missione e la responsabilità di salvaguardare come un Tesoro immutabile.

Invece un catechista neocatecumenale impara a memoria, integra e trasmette l`insegnamento SEGRETO di un pittore e di un ex-suora spagnoli.
Malgrado il segreto abbiamo potuto leggere alcune di quelle catechesi e con sgomento abbiamo visto quanto eterodosse siano su punti fondamentali, come la teologia eucaristica.

Anonimo ha detto...

Perche' e' difficile uscire dal CNC?

Se vuoi esci e cambi vita. Perdi la vecchia fratellanza: ho cambiato vita quindi e' giusto che sia cosi'.

Ogni scelta porta con se' delle conseguenze: se vuoi le affronti altrimenti lasci perdere.

Hai fatto il CNC perche' lo ritenevi giusto; la vita evolve o involve secondo l'angolo da cui si vede.

Non esistono di fatto gabbie mentali, esiste l'evoluzione che ti porta a fare cose diverse e pensare diversamente.

Nulla e' difficile se c'e' una vera motivazione a farlo.
I sentimenti esistono, ma non devono condizionare una scelta di vita.

Lasci il cammino e diventerai buddista: puo' essere; ma un monaco buddista non e' meno etico di un catechista.

Lascerai la Chiesa: in effetti lasci una sostanza di chiesa per un'altra Chiesa.

Giusta l'analisi che fa Michela.

Nella vita c'e' sempre un giorno in cui si cessa di essere adulti nc, e si ritorna bimbi in balia della Vita.

Anonimo ha detto...

Di solito quando c'è il mandato del vescovo per l'inizio dell'anno pastorale tutti devono accorrere....tutti i catechisti...si, tranne però quelli del cammino che il "mandato" lo hanno a parte, sempre in comunità...che vergogna e questa la chiamano integrazione ed unità! Ma fatemi il piaceree!

Anonimo ha detto...

Se c`è ignoranza, e c`è, della Dottrina e della Tradizione della Chiesa, che non è sentimentalismo, soggettivismo, se i catechisti ripetono effettivamente in modo pedissequo le catechesi, accolte come testi "sacri, e le direttive di Kiko Arguello, in realtà chi ha creato il sistema neocatecumenale è tutto salvo ignorante, ha costruito quel sistema facendo ricorso a tutte le tecniche e strategie per schiavizzare le coscienze.

Luisa ha detto...

Avete letto l`omelia che il Santo Padre ha rivolto ai novelli sacerdoti il 29 aprile scorso?

È magnifica.

L`hanno ascoltata i sacerdoti ordinati quel giorno?
E in particolare l`hanno ascoltata con le orecchie, con la mente e con il cuore i sacerdoti neocatecumenali?

OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Basilica Vaticana 
IV Domenica di Pasqua, 29 aprile 2012



Questa dimensione eucaristica-sacrificale è inseparabile da quella pastorale e ne costituisce il nucleo di verità e di forza salvifica, da cui dipende l’efficacia di ogni attività. Naturalmente non parliamo della efficacia soltanto sul piano psicologico o sociale, ma della fecondità vitale della presenza di Dio al livello umano profondo. La stessa predicazione, le opere, i gesti di vario genere che la Chiesa compie con le sue molteplici iniziative, perderebbero la loro fecondità salvifica se venisse meno la celebrazione del Sacrificio di Cristo. E questa è affidata ai sacerdoti ordinati. In effetti, il presbitero è chiamato a vivere in se stesso ciò che ha sperimentato Gesù in prima persona, cioè a darsi pienamente alla predicazione e alla guarigione dell’uomo da ogni male del corpo e dello spirito, e poi, alla fine, riassumere tutto nel gesto supremo del «dare la vita» per gli uomini, gesto che trova la sua espressione sacramentale nell’Eucaristia, memoriale perpetuo della Pasqua di Gesù. E’ solo attraverso questa «porta» del Sacrificio pasquale che gli uomini e le donne di tutti i tempi e luoghi possono entrare nella vita eterna; è attraverso questa «via santa» che possono compiere l’esodo che li conduce alla «terra promessa» della vera libertà, ai «pascoli erbosi» della pace e della gioia senza fine (cfr Gv 10,7.9; Sal 77,14.20-21; Sal 23,2).


Come può un presbitero neocatecumenale dapprima subire e poi assistere silenzioso alla violazione del foro interno che sono gli scrutini neocatecumenali?

A chi obbedisce il presbitero nc?
Al Papa, no, abbiamo visto come i presbiteri nc hanno disobbedito al Papa nel 2005 e anni seguenti non su una bazzecola ma sulla Liturgia.

Leggeranno questa omelia, la mediteranno, la conserveranno come una guida, o continueranno ad essere obbedienti e sottomessi ai loro catechisti e a Kiko Arguello che afferma, smentendo il Papa, che c`è urgenza di passare da una pastorale sacramentale ad una pastorale di evangelizzazione?

Anonimo ha detto...

Il Cammino Neocatecumenale è “un particolare dono che lo Spirito Santo ha dato ai nostri tempi”. Sono le parole che il Papa ha rivolto alle 7mila persone che hanno affollato l’Aula Paolo VI e accolto il Pontefice con canti ed applausi. Benedetto XVI ha messo in evidenza l’importanza dell’annuncio del Vangelo che il Cammino porta avanti in zone scristianizzate del mondo, dove “il secolarismo ha eclissato il senso di Dio”, o dove il Vangelo non è stato mai annunciato. “Qui il vostro impegno e la vostra testimonianza siano come il lievito che, con pazienza, rispettando i tempi, con sensus Ecclesiae, fa crescere tutta la massa”. Il Papa ha anche ringraziato le tante famiglie presenti con i loro figli che partono abbandonano sicurezze materiali per annunciare Cristo risorto:“La Chiesa – ha detto – ha bisogno di voi per la nuova evangelizzazione”. E le ha inviate a non avere timore: “Chi porta il Vangelo non è mai solo”. Oggi, infatti, il Papa ha inviato 17 nuove missio ad gentes, ciascuna composta da tre o quattro famiglie numerose accompagnate da un sacerdote:
“In questi decenni di vita del Cammino un vostro fermo impegno è stato di proclamare il Cristo Risorto, rispondere alle sue parole con generosità, abbandonando spesso sicurezze personali e materiali, lasciando anche i propri Paesi, affrontando situazioni nuove e non sempre facili. Portare Cristo agli uomini e portare gli uomini a Cristo: questo è ciò che anima ogni opera evangelizzatrice. Voi lo realizzate in un cammino che aiuta a far riscoprire a chi ha già ricevuto il Battesimo la bellezza della vita di fede, la gioia di essere cristiani”.

Anonimo ha detto...

Uscire dal Cammino no è solo lasciare i fratelli ma respingerli. Questo è brutto da fare. Scusate. Quando un fratello lascia la sua famiglia è brutto, allo stesso modo quando uno si allontana e così mette in un angolo i fratelli.

Anonimo ha detto...

In merito al commento di Lino sul Consolatore e l'Accusatore.
Vorrei chiedere se una persona in estate, dopo essere andata al mare... va in abbigliamento da spiaggia in Chiesa se va ignroata o rimproverata. Forse vado un po' fuori tema ma vorrei un consiglio in merito a quando capita ad Aversa:

DIOCESI DI AVERSA
PARROCCHIA DI S. BARBARA
CAIVANO (NA)

Per evitare eventuali richiami dall’altare da parte del
Vescovo bisogna ASSOLUTAMENTE attenersi alle
seguenti regole:

L’Abbigliamento, anche se farà caldo, deve essere serio e adatto al luogo sacro che è la Chiesa,
meglio soffrire il caldo che dare scandalo ai fedeli e allo stesso Vescovo il quale non avrà nessun
timore di rimproverare dall’Altare chi “TRASGREDISCE”.

Qui è una correzione fraterna o un accusa?

Grazie e buon mese mariano a tutti quanti.

Pietro Passarini ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Una riflessione non polemica su un video:

www.youtube.com/watch?v=eTOnQN8lcBY

a questa convivenza neocatecumenale sanno che il vino che bevono è semplicemente vino?

Guardate e ditemi cosa ne pensate.

Ciao a tutti

by Tripudio ha detto...

Il Cammino Neocatecumenale è “un particolare dono che lo Spirito Santo ha dato ai nostri tempi”.

Per rovinare questo dono, cioè per andare contro lo Spirito Santo, basta fare una o più delle seguenti cose:

1) strafalcioni liturgici

2) bizzarrie dottrinali

3) disobbedienze mascherate da astute parole

4) oppressione dei fratelli più deboli e lontani

5) "confessioni pubbliche" e scarnificazione delle coscienze

6) gestione poco trasparente dei soldi che vengono estratti dai neocatecumenali di buon cuore

E così via.

Cari fratelli neocatecumenali, utilizzare le parole del Santo Padre contro le «decisioni del Santo Padre», in che categoria ricade?

aleCT ha detto...

"Qui è una correzione fraterna o un accusa?"

Correzione fraterna ovviamente.

"Se vuoi esci e cambi vita. Perdi la vecchia fratellanza: ho cambiato vita quindi e' giusto che sia cosi'.
"

Giusto un par di ciufoli. La vecchia fratellanza?? Ma stiamo parlando della Chiesa Cattolica oppure di una confraternita stile Skull and Bones?

E poi vi seccate se vi si dice che ASSOMIGLIATE ad una setta. Avete gli stessi processi mentali. Scusate, ma ve l'andate a cercare

"Ogni scelta porta con se' delle conseguenze: se vuoi le affronti altrimenti lasci perdere"

Giustissimo, ma lo si dica fin dal principio allora. Si dica appena si forma la comunità: "se ve ne andate PER UN QUALSIASI MOTIVO (anche se vi si calpesta la dignità) rimarrete soli come cani

"Non esistono di fatto gabbie mentali, esiste l'evoluzione che ti porta a fare cose diverse e pensare diversamente.

Nulla e' difficile se c'e' una vera motivazione a farlo.
I sentimenti esistono, ma non devono condizionare una scelta di vita"

Ovvero? Non è che è una velata metafora per dire "non vi lamentate, sono cavoli vostri"

"Lasci il cammino e diventerai buddista: puo' essere; ma un monaco buddista non e' meno etico di un catechista"

Non depone a favore del catechista.

"Lascerai la Chiesa: in effetti lasci una sostanza di chiesa per un'altra Chiesa"

Ma il cammino non FA PARTE della chiesa? E qui si parla di UN'ALTRA CHIESA?
Ma quante chiese ci sono allora?

E il cammino sarebbe "una sostanza"' e il tutto quello che cammino non è che cos'è?

"Nella vita c'e' sempre un giorno in cui si cessa di essere adulti nc, e si ritorna bimbi in balia della Vita."

Ovvero??

aleCT ha detto...

"Uscire dal Cammino no è solo lasciare i fratelli ma respingerli. Questo è brutto da fare. Scusate. Quando un fratello lascia la sua famiglia è brutto, allo stesso modo quando uno si allontana e così mette in un angolo i fratelli"

STUPIDAGGINI. Questa è la cavolata che ti hanno detto i tuoi catechisti. "se ne vanno? Vi hanno respinti"

Ma siamo sicuri che la cosa non sia al contrario? Secondo te F. HA RESPINTO oppure E' STATO RESPINTO?

Ragazzi, qui si sta parlando di gente buttata fuori per una domanda, un dubbio o addirittura "per non essere abbastanza peccatrice". E qui si dice che "hanno messo i fratelli all'angolo"

MA STIAMO SCHERZANDO?

by Tripudio ha detto...

Il primo dei due video segnalati fa pensare a tutto tranne che alla fede cattolica.

Le canzoni in stile ndrùng-ndrùng-ndrùng, sebbene accompagnino alcune parole prese dal lessico cristiano, sembrano espressione di qualche subcultura tribale centrafricana.

Quanto i giovani siano "cattolicizzati" da tutto questo, lo si vede nella parte finale del video: parolame insignificante, allusioni sessuali, sostanziale estraneità alle cose della fede.

Non meno tribale è il secondo video, dove non si vede niente di cattolico, solo una grande mangiata tra persone di livello culturale e umano non proprio elevatissimo che si esprime con una specie di canto che non è esattamente gregoriano o polifonico.

Ah, già, c'è scritto che è una "convivenza" neocatecumenale...

by Tripudio ha detto...

Il primo dei due video segnalati fa pensare a tutto tranne che alla fede cattolica.

Le canzoni in stile ndrùng-ndrùng-ndrùng, sebbene accompagnino alcune parole cristiane, sembrano espressione di qualche subcultura tribale centrafricana.

Quanto i giovani siano "cattolicizzati" da tutto questo, lo si vede nella parte finale del video: parolame insignificante, allusioni sessuali, sostanziale estraneità alle cose della fede.

Non meno tribale è il secondo video, dove non si vede niente di cattolico, solo una grande mangiata tra persone di livello culturale e umano non proprio elevatissimo che si esprime con una specie di canto che non è esattamente gregoriano o polifonico.

Ah, già, c'è scritto che è una "convivenza" neocatecumenale...

Emma ha detto...

"Uscire dal Cammino no è solo lasciare i fratelli ma respingerli. Questo è brutto da fare. Scusate. Quando un fratello lascia la sua famiglia è brutto, allo stesso modo quando uno si allontana e così mette in un angolo i fratelli."

!?!

Ma la famiglia di un cattolico è la CHIESA e la Chiesa non si limita al cammino neocatecumenale!

by Tripudio ha detto...

Negli scorsi anni, per motivi di parrocchia (e non), spesso ho avuto a che fare con gruppi di giovani provenienti da diverse esperienze ecclesiali.

Sarà anche impossibile giudicare i cuori, ma certi elementi lasciano capire bene se il gruppo di giovani segue un percorso di fede oppure è un giovanilismo pseudo-religioso dove solo alcuni, più o meno per conto loro, tentano di vivere qualcosa di buono.

Anche se non vedi il fuoco dell'incendio dietro la montagna, sei comunque in grado di scorgerne il fumo. Non vedi il contenuto dei cuori, ma vedi gli atteggiamenti.

E quando ci sono atteggiamenti di compostezza, di preghiera, di devozione, capisci che c'è fede.

Qualche bigotto tenta di confondere la fede con la morale; qualche bigotto di segno opposto tenta di distinguere nettamente la fede dalla morale. Qui non siamo così tonti da cadere in questo genere di errori.

Ma siamo comunque tutt'altro che nel torto se pensiamo che una volgarità diffusa e vissuta come "normale" proprio attorno a momenti che avrebbero dovuto essere liturgici... significa solo che a parte lo stare tutti insieme, davvero non c'è gran che.

Indipendentemente dal fatto che l'happening pseudo-religioso avvenga in presenza di preti, vescovi, cardinali e pontefici. Che normalmente, per i più diversi motivi, sull'argomento tacciono.

Ho visto gruppi di giovani di esperienze diversissime (come CL e Regnum Christi, tanto per citare un paio di nomi) manifestare durante le liturgie silenzio, devozione, compostezza, attenzione, tali che le eventuali (e rare) "pecore nere" erano riconoscibili come tali anche da chi fosse estraneo a quella loro esperienza.

La "liturgia" neocatecumenale del balletto con girotondo, invece, a parte la chiassata con sottofondo ndrùng-ndrùng-ndrùng, non aveva assolutamente niente. Era un rito tribale centrafricano con dentro infilato, nel chiasso e nella bolgia, qualche parola del lessico cattolico o biblico.

I vescovi e i parroci sono così disperati con i giovani che spesso finiscono per tollerare brutture e volgarità. Chiunque sia stato a campi scuola, manifestazioni diocesane, grossi pellegrinaggi, capirà bene quel che intendo.

Lino ha detto...

@ anonimo della "correzione fraterna o dell'accusa".
Le faccio un esempio di accusa, gentile anonimo. Immaginiamo che un tale, nel corso di una convivenza, tratti i suoi fratelli presenti e assenti in questo modo, "utilizzando" la parabola delle dieci vergini (Mt 25,1-13):

"Poiché le trattative sono lunghe tutte si sono assopite; anche voi, poiché il Cammino é lungo vi siete addormentati. Da quanto tempo non venivate in comunità? Non hanno più amore. Altri che hanno un poco d'amore che hanno preso l'olio, che leggono la Parola, anche loro per routine, per stanchezza si sono un po' addormentati. Bene, questa convivenza è questa parabola. Noi siamo gli amici, gli amici dello Sposo che vengono a dirvi:
"Svegliatevi, perché viene lo Sposo!". Non quando vuoi tu. Adesso che siete stanchi, a mezzanotte. E' adesso mezzanotte, è adesso che viene lo Sposo, quando tu nemmeno lo aspetti, perché la vita è così, la morte è così. Non puoi dire: "Non muoio domani". Il Signore ti ha portato qui a calci, anche se hai una vita di peccato anche se sei ribellato, il Signore ti ha portato qui perché ti vuole convertire, perché va in gioco la tua vita, la tua salvezza e la tua felicità. Se non vuoi sei sempre libero, puoi resistere. Di fronte alla nostra resistenza Dio sia inchiodato, impotente, si è fatto debole in Gesù Cristo.


In questo esempio che ho portato, a catechizzare non è soltanto un accusatore, ma un accusatore ignorante o in malafede perché interessato.
E' un accusatore perché addebita ai fratelli false colpe: con l'improbabile paragone li accusa di non avere più amore o di averne poco in funzione della loro frequentazione del Cammino. Magari questi fratelli hanno molto amore, hanno un parente ammalato e lo stanno assistendo, magari stanno frequentando un'altra parrocchia e si stanno impegnando nella Caritas.
Questo accusatore, caro anonimo, è anche ignorante o in malafede. Ignorante - se non è in malafede - lo è perché non sa che l'olio della parabola non è simbolo dell'amore bensì dello Spirito Santo. Anche le cinque vergini stolte della parabola sono "vergini", quindi cristiane, quindi hanno amore. Esse, però, sono stolte perché credono di poter esercitare le loro virginee virtù facendo a meno della Grazia illuminante, dello Spirito.
In malafede - se non è ignorante - lo è perché, sapendo che l'olio è simbolo dello Spirito Santo, ne stravolge il significato, a proprio uso e consumo.
L'esempio, naturalmente, l'ho tratto dagli "Orientamenti alle Equipe", sui quali si sono formate generazioni di catechisti neocatecumenali che, ripetendo, hanno accusato a loro volta e mistificato la bellissima parabola. Questi signori stanno sempre a parlare di Spirito Santo e, quando il Paraclito si manifesta mediante il segno dell'olio, lo equivocano!

Emma ha detto...

Mica male anche questo video:

http://www.youtube.com/watch?v=pj5I2X5kg0o&feature=related

lailailailailailailai...chitarre, tamburelli e olè!

E in mezzo, quella tavola con sopra il candelabro ebreo, e quello dovrebbe essere l`altare dove si riattualizza il Sacrificio di Cristo, il Calvario.

lailailailailai..olè!

strl ha detto...

Caro Fratello,
ma ti rendi conto che si è Fratelli in Cristo e non Fratelli in Comunità Neocatecumenale?
Sei lo steorotipo del Catecumeno Zombificato, purtroppo!

"Uscire dal Cammino no è solo lasciare i fratelli ma respingerli. Questo è brutto da fare. Scusate. Quando un fratello lascia la sua famiglia è brutto, allo stesso modo quando uno si allontana e così mette in un angolo i fratelli.
"

Lino ha detto...

@Strl
Non se ne può rendere conto, carissimo. Non per caso ho citato prima la catechesi kikiana delle vergini e delle lampade:
"Poiché le trattative sono lunghe tutte si sono assopite; anche voi, poiché il Cammino é lungo vi siete addormentati, ... Noi siamo gli amici, gli amici dello Sposo, che vengono a dirvi..."

Questa è la cruda verità, almeno per i catechisti che questa loro convinzione la trasferiscono. Per i nuovi adepti, forse, c'è qualche speranza.

Anonimo ha detto...

Questa convivenza ti dice "Svegliati perché viene lo
sposo”. E se non prendesti olio nel primo scrutinio approfitta
per prenderlo ora, non accada che tardi ancora un poco e torni
a spegnersi e allora è la fine.
Succede che viene lo sposo quando meno te lo aspetti
viene il secondo scrutinio e sai dove sei? Te lo voglio dire:
capita che hai una cognata malata e sei dovuto andare a trovarla.
Si fecero i secondi scrutini e si chiuse la porta. Ed è
già un mese che non vieni in comunità. Da tempo le cose non
andavano bene. Si chiuse la porta, i più entrarono e la loro
vita cambiò realmente, riempiendosi di allegria e tu ti trovi
nei guai, come tanta gente. RAGAZZI..MA ALLORA LE OPERE DI MISERICORDIA??? IO SONO STATO ALLA CONVIVENZA DELLO SHEMA' ..MA NON RICORDO NIENTE DI NIENTE...MA QUESTI SONO I TRUCCHETTI DIABOLICI PER NON FARTI NEMMENO MANCARE AGLI INCONTRI

Anonimo ha detto...

E adesso ti domando: se questo cammino che è una delle
cose più serie (perché si tratta del Battesimo e non di un
movimento speciale), se il Battesimo non ti è servito, allora
che cosa ti potrà servire nella vita?
Di fronte a questo ti voglio mettere in guardia perché
"se il sale perde il sapore con che cosa lo si salerà?”
Voi siete già illuminati dalla Parola di Dio. C'è molta gente
a cui dà fastidio l'andare in comunità, ma non la possono lasciare
perché la Parola gli ha scoperto la verità e la realtà
del non- do e ormai non si possono più alienare perché... dove
andrebbero? Se il sale perde il suo sapore ormai non serve a
niente altro se non ad essere calpestato dagli uomini. Diventerai
un uomo disgraziato, non servirai a niente, perché se
almeno fossi come uno di quelli che non hanno conosciuto il
catecumenato e non sanno nulla, allora ti alineresti con la TV
o diventeresti socio della Roma e te ne andresti con grande
illusione a vederla giocare ogni domenica. Ma tu sei stato
marcato a fuoco e questo non te lo può togliere nessuno.
Allora, vedi come è profondamente saggio il Vangelo:
prima che questo vi succeda avete qui - dice il Signore - una
Parola: “provatevi". Come? Cominciamo a provarci con i beni,
perché provarsi con l'affetto per tua moglie, figli, ecc., è
un pò più difficile. QUESTO FA PARTE DELLA CONV. DELLO SHEMA'...IO STESSO HO DETTO QUESTE COSE AI MIEI FRATELLI, ORA NON LE CONDIVIDO PIU'! CHE SPECIE DI TERRORISMO SPIRITUALE E' MAI QUESTO!

strl ha detto...

Già! Sono alcune delle tante violenze psicologiche che si subisce e si subirà in Cammino!
Chi non ci crede può leggere cosa avviene nel II passaggio e strabuzzare gli occhi!
http://www.internetica.it/neocatecumenali/OR-IIScr.pdf


"
Si chiuse la porta, i più entrarono e la loro
vita cambiò realmente, riempiendosi di allegria e tu ti trovi
nei guai, come tanta gente. RAGAZZI..MA ALLORA LE OPERE DI MISERICORDIA??? IO SONO STATO ALLA CONVIVENZA DELLO SHEMA' ..MA NON RICORDO NIENTE DI NIENTE...MA QUESTI SONO I TRUCCHETTI DIABOLICI PER NON FARTI NEMMENO MANCARE AGLI INCONTRI
"

Anonimo ha detto...

@ ola.

Carissimo fratello orgoglioso di essere ignorante. Son d'accordo con te con il fatto che non serve essere sapienti per evangelizzare, è sufficiente fare esperienza di Dio. Ma una volta ricevuto l'onere e l'onore di catechizzare non ci si può esimere da approfondire la propria cultura.

Le faccio un esempio. Mio padre, come lei non è molto acculturato, meccanico di professione e con la licienza di terza media. Quando ha iniziato il suo cammino di fede vissuta ho visto che nonostante le ore di lavoro, tornando a casa leggeva libri indicategli dal parroco su come catechizzare, ha iniziato a seguire corsi di biblisti, ritiri Biblici ed ha accompagnato questo con opere concrete ed alta disponibilità verso tutti i parrocchiani tanto che è diventato una delle colonne portanti della nostra parrocchia e persino il vescovo gli chiese di diventare diacono (non accettò perchè si sentiva troppo ignorante per fare quel percorso e per altri motivi).

Non serve ne essere dottori ne conoscere il latino per evangelizzare,certo aiuta. Ma l'importante è il metodo, il come. La sete di cultura di Dio dovrebbe crescere di pari passo con la fede ma anche se questo non è necessario. Una cosa è necessaria, una cosa che purtroppo scarseggia soprattutto ai vertici del cammino: La carità.

[1]Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.

[2]E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.

[3]E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.

[4]La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, [5]non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, [6]non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. [7]Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. [8]La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. [9]La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. [10]Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. [11]Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. [12]Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.

[13]Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!

(Corinzi 1, capitolo 13)


Gv

Anonimo ha detto...

Ma non avete proprio niente da fare che rispondere a questi poveracci che mai hanno conosciuto la tenerezza dell'amore di Cristo e per questo sono così pieni di livore e di invidia. Cari fratelli neocatecumanali, usate il tempo per Scrutare e per pregare (anche per i detrattori), saraà sicuramente un tempo impiegato meglio. Non è con le parole che si convincono le persone (S. stefano ha ottenuto senza tante chiacchiere la conversione di S. Paolo). Pace a tutti.

Anonimo ha detto...

Caro tripudio hai mai pensato di cercarti una fidanzata. magari trovi un senso alla tua vita...

by Tripudio ha detto...

"Cercati una fidanzata", ah, questo sì che è un consiglio evangelico, elargitomi fraternamente dopo tanta preghiera e adorazione eucaristica.

Collaborare a questo blog non solo mi ha fatto studiare di più i documenti del Papa e il Magistero della Chiesa (e me l'ha fatta amare di più, perché più conosci la Verità e più la ami)... ma ogni tanto, come nel caso di quest'ultimo commento, mi fa fare anche due grasse risate.

Anonimo ha detto...

"Ma non avete proprio niente da fare che rispondere a questi poveracci che mai hanno conosciuto la tenerezza dell'amore di Cristo e per questo sono così pieni di livore e di invidia. Cari fratelli neocatecumanali, usate il tempo per Scrutare e per pregare (anche per i detrattori), saraà sicuramente un tempo impiegato meglio. Non è con le parole che si convincono le persone (S. stefano ha ottenuto senza tante chiacchiere la conversione di S. Paolo). Pace a tutti."


Caro fratello. Io ho conosciuto la tenerezza e l'amore di Dio. Ma capisco che per lei solo il cammino puo darla.

L'amore per Dio mi ha insegnato che quando si parla di lui e della sua Chiesa non si perde mai tempo. Soprattutto se ci si confronta con spirito di ricerca nella verità.

Mi ha insegnato che se il mio interlocutore sbaglia non devo offenderlo ma devo spiegargli perché sbaglia.

Lei che si erge a giudice si ricordi l'inno alla carità di San Paolo.

E poi le ribadisco sono Cristiano Cattolico assiduamente praticante. Amo DIo con tutto il cuore nonostante le mie infedelta. Ma mi può spiegare a cosa dovrei convertirmi?

E' sicuro di non essersi fatto del cammino un vitello d'oro da adorare ora e sempre?

Non so se sia così ma lei ragiona come se lo fosse. Provi a rifletterci.

Un abbraccio fraterno e che l'amore di Dio possa illuminare il suo cammino.


Gv

aleCT ha detto...

"poveracci che mai hanno conosciuto la tenerezza dell'amore di Cristo e per questo sono così pieni di livore e di invidia."

Personalmente l'amore di Cristo l'ho conosciuto benissimo ed è PROPRIO PER QUESTO che non lo vedo nel cammino.

Io vedo solo qlc che rimane "schiavo" del proprio peccato. A me Cristo ha insegnato un'altra cosa. E lo ha insegnato MORENDO IN CROCE.

E francamente non posso provare invidia per chi usa il Magistero, la Bibbia e le parole del Santo Padre a suo uso e consumo.

Quindi finiamola di parlare di "tenerezza" quando poi, se parliamo di "confidenza con Lui" la si riduce ad "una spiritualità"

Ce la fate ad uscire dalle vostre griglie mentali oppure è troppo faticoso?

Anonimo ha detto...

Salve,

io sono uscita dal Cammino dopo averci trascorso più di 5 anni perchè non ne condividevo lo spirito, gli atteggiamenti ed in questo momento non sento la spinta a frequentare la chiesa cattolica in generale. Sono figlia di catechisti e due dei miei tre fratelli sono stati nel cammino per molti anni e ne sono usciti. Ci sono molte cose che si possono criticare del CN ma per amor del VERO devo dire che :

a)quando ho detto di voler lasciare il cammino nessuno, nè i catechisti, nè i "fratelli" mi ha fatto pressioni di alcun tipo per rimanere e questo vale anche per i miei fratelli ed amici che ne sono usciti

b)ho mantenuto con molti membri delle comunità un rapporto di sincera amicizia e non sono stata ostracizzata da nessuno

c)è vero, i Neocatecumenali tendono a non accumulare denaro e risparmi e ti esortano a fare così, a dare ai poveri (non al cammino) quello che terresti sul conto in banca per sentirti sicuro...ma sta alla libertà del singolo abbracciare o meno questo stile di vita, che comunque non è criminale; io per esempio lo trovo radicale ed in piena libertà ne sono uscita. Comunque non ho visto nessuno finire sul lastrico o fare cose irresponsabili.

d)Ci hanno sempre detto che su ogni cosa (liturgia, statuti etc) l'ultima parola sarebbe stata sempre e solo quella del Papa, per obbedienza alla chiesa cattolica, cui cui i NC sentono fortemente di far parte.

Non nego che ci siano un sacco di esaltati in giro, e persone che per loro insicurezze personali tendono a manipolare il prossimo ma questo è un problema delle singole persone più che del cammino in sè. Avendone fatto parte, su internet leggo molte bufale visto che io ne sono uscita indenne senza nessun ricatto psicologico, pur essendoci cresciuta dentro.

by Tripudio ha detto...

Purtroppo esistono molte testimonianze di "cose irresponsabili" e di persone "finite sul lastrico". Proprio qualche giorno fa venivamo a sapere di una donna che spinta dalle pressioni psicologiche dei cosiddetti "catechisti", ha versato tutto il suo stipendio e poi si è trovata subito dopo in condizioni di dover chiedere (ad un sacerdote non neocatecumenale) dei soldi per poter sopravvivere. Purtroppo gli invasati sono la maggioranza assoluta, purtroppo il tuo caso è l'eccezione.

Certo c'è da essere lieti che almeno in qualche rarissima occasione le cose vadano come hai descritto tu. Ricordiamoci sempre che la violenza non è solo quella fisica: c'è anche quella psicologica, sottile, difficile da descrivere, vergognosa da denunciare (perché la vittima è portata a pensare che se non trova le parole adatte per far capire come è stata colpita, allora gli altri penseranno che non sarebbe successo nulla di grave).

Di sicuro possiamo dire che i cosiddetti "catechisti" che guidano la comunità cui appartenevi, si sono discostati parecchio da quello che è l'andazzo generale neocatecumenale e da ciò che Kiko e Carmen hanno sempre insegnato con parole abbastanza infuocate. Non oso immaginare ciò che si saranno sentiti dire alle convivenze: ma come, tre dei vostri figli hanno lasciato il Cammino?

Se altri cosiddetti "catechisti" venissero a sapere della storia tua e dei tuoi fratelli, la cosa certo non resterebbe senza conseguenze.

Anonimo ha detto...

Vi chiedo un consiglio su come poter continuare ad avere una "relazione" con la mia fidanzata in quanto lei è in cammino ed io non ho nessuna intenzione di inziare. lentamente , piano piano, cominciano ad uscire le prime pretese di inserimento per poter condividere la stessa esperienza di vita.inizialmente sembrava non fosse un problema, ma piano piano, invece di partecipare alla s.messa in parrocchia bisogna andare a quella nello scantinato senza finestre. poi ci sono le convivenze, quindi i fine settimana da gioie diventano solo dolori. chiedo un aiuto perchè non è possibile che ci siano dei giovani che non si rendono conto di essere stati palesemente plagiati nel più profondo dei sentimenti, il desiderio di avere un Dio. HELP ME

anonimo, pavia

Teresa Parisi ha detto...

Buongiorno e Buon anno a tutti.
Sono capitata per caso in questo blog e quando mi succede mi incuriosisco a leggere i pensieri di persone che non gradiscono il cammino o che ne sono addirittura contro.
Tuttavia io non capisco, soprattutto non riesco a capire proprio quelle persone che sono state in cammino e hanno verificato personalmente tante cose, che poi, espresse su questi blog, non sempre risultano vere ed esatte. Posso capire L'INFILTRATO, forse perchè era prevenuto dall'inizio, forse perchè non ha seguito ogni passo dal principio, o forse non so neanche perchè. Ma non capisco gli altri oppure mi sembra di aver frequentato comunità completamente diverse da quelle denunciate su questo blog. Intanto mi presente. Ho iniziato il cammino nel 1998 ho fatto le catechesi a Milano. ho camminato fino al 2006, senza fare molta strada però :-) la mia comunità era in continua evoluzione con varie fusioni. Ho fatto parte anche i un'equipe che ha catechizzato nel 2003 e da cui è nata un'altra comunità, successivamente fusa con la nostra. Nel 2006 per problemi personali di gestione casa, lavoro, figlia, distanza Chiesa e sicuramente tanta pigrizia, mi sono tirata un pò fuori. Poi la Comunità ha cambiato Chiesa, si è suddivisa in altre comunità, ma quasi tutti i miei fratelli camminano ancora e sono molto molto più avanti di me. Ma questo non è mai stato un problema l'andare avanti. Si cammina tutta la vita, che si è al primo passaggio o all'elezione alla fine cambia poco, l'importante è camminare! Dal 2011 ho tentato di rientrare in comunità, una più comoda e vicino casa. Ma sempre a causa della mia pigrizia non ho frequentato molto e ho finito per uscirne. Ci ho riprovato il 2012 e sono stata altalenante. Più assente che presente. Ho cambiato città e mi sono inserita in una nuova comunità al mio livello. Per un anno ho frequentato a singhiozzo e poi sempre la "malefica" pigrizia mi ha fatto preferire il comodo divano di casa con il film del sabato sera. Tutto questo per dirvi che non mi trovo daccordo sul fatto che è difficile uscire dal Cammino, nè tantomeno che non si può rientrare, nè che da fuori si valutano tante cose che da dentro non si vedevano. Io sono stata dentro e fuori e ho visto. Attualmente sono ancora molto a casa, diciamo pure sempre, tuttavia insegno catechismo ai bambini della parrocchia a cui appartengo. I fratelli che ho incontrato prima e dopo sono stati sempre molto affettuosi e gentili con me. I fratelli appartenenti alla prima comunità in cui sono entrata, con alcuni di loro è addirittura nata una splendida amicizia che si protrae nel tempo indipendentemente dalle scelte effettuate in merito al cammino. Gli ultimi fratelli conosciuti in questa nuova città, seppur frequentati pochissimo sono sempre pronti ad accogliermi calorosamente quando decido di andare un sabato sera, per nostalgia dei bei canti, della bella celebrazione. Ho sempre pensato, come anche il mio vecchio Presbitero, nonchè parrocco, oggi monsignore, che parroci e catechisti sono ottime strade, ma pessimi alberghi che ci possono servire per aiutarci ad arrivare a Cristo, ma presso i quali non dobbiamo fermarci, perchè la nostra meta è solo Cristo. E così ho pensato riguardo le comunità. (segue in altro commento)

Teresa Parisi ha detto...

2^ (segue dal precedente) Ognuno ha la sua strada per arrivare al Signore, Lui stesso tante volte ce la propone, ce la mette davanti, nella vita, nel cammino della nostra vita, che sia azione cattolica, che sia il cammino neocatecumenale, che sia comunione e liberazione, sono tutte strade che ci aiutano a trovarlo e ogni strada è più o meno affine al proprio essere e alla propria indole. Io ad esempio ho motivo di pensare che la mia strada sia proprio il Cammino neocatecumenale, però sono molto pigra e pur essendone consapevole rifiuto l'invito di Cristo perchè certo il Cammino Neocatecumenale la trovo una strada molto impegnativa. D'altra parte ci sono anche tanti ordini religiosi. Ci sono i Francescani e le Carmelitane, le Clarisse e le salesiane, come mai? Ve lo siete mai chiesti? Ogni ordine ha dei carismi particolari e ogni ordine ha una regola, un modo, un metodo, al quale una personalità può affinarsi e un'altra meno. Come a dire che la regola dei benedettini può essere troppo pesante per i francescani e viceversa. Sono diverse, ma la diversità non è necessariamente migliore o peggiore. Il Signore è vero che ci propone quella che sicuramente è la strada migliore per noi, quella in cui saremo più felici e quella in cui daremo di più. Ma il Signore ci lascia liberi di scegliere anche il meno e magari ci fa qualche altra proposta. Ma quello che voi chiamate sensi di colpa è solo santa inquietudine, è solo la tristezza del ricco che va via da Gesù perchè troppo ricco non riusciva a seguirlo gettando via i suoi averi. Ma non è che il ricco è stato punito o scacciato, era già a posto nel seguire Dio, già faceva tutte le cose che gli venivano comandate. Era già in grazia di Dio, ma poi voleva di più e GEsù gli ha proposto di più. E lui non è stato daccordo ed è andato via, con tristezza perchè si era accontentato del meno. Anche io a volte sono triste perchè so che potrei avere di più e dare di più e mi dispiace per me, per Gesù e per gli altri, ma è una tristezza che poi passa, perchè nulla mi toglie la gioia di Cristo Risorto e so che mi ama così come sono, anche se per ora mi accontento di meno, magari ci riproverà a propormi di più, magari un giorno ci riuscirà. Il rapporto con Gesù è una relazione d'amore. Ci confrontiamo, ne parliamo, cresciamo insieme (diciamo che io cresco, perchè Lui!!!) e qualche volta mi da uno scapaccione e qualche volta mi stringe forte tra le sue braccia aperte, ma l'importante è camminare insieme come meglio si può, con amore, tutto il resto sono dettagli. Almeno così io credo. Per finire, per quanto riguarda il cammino neocatecumenale, Kiko, i catechisti, i presbiteri, i fratelli, non parlano di ciò che dice Kiko, ma di ciò che ha detto Cristo, promulgano la Parola evangelica e tentano di metterla in pratica, cosa difficilissima oltre che faticosa, perchè siamo troppo abituati a vivere senza farlo e senza mettere Cristo come prima Necessità e Primo Elemento nella nostra vita, è Lui l'Equilibrio, tutto il resto è vita e viene dopo, anche il marito, i figli, i genitori, tutto. Senza di Cristo al primo posto tutte le relazioni e tutta la nostra vita non è la stessa che con Lui al primo posto che ci permetterebbe di vivere con il Vero Amore e la Verità. (segue in altro commento)

Teresa Parisi ha detto...

3^ Tuttavia non è facile. Non ci sono Cristiani di serie A o Cristiani di serie B. Ci sono Cristiani che lasciano più spazio a Cristo e facendolo agire dentro di sè riesco ad avere la grazia di mettere più in pratica una vita secondo il Vangelo e cristiani che lasciano poco spazio a Cristo e che per questo fanno maggior fatica a vivere il VAngelo e non sempre ci riescono. Come pure ci sono Cristiani che non hanno la fede. Pensano di conoscere Cristo, ma in realtà non lo conoscono affatto, nè conoscono il Suo Amore, nè la Grandezza del Suo Cuore. Perchè poi dire che in comunità ci si uniforma? E' vero che su certe cose ci si omogeneizza. E' bello ascoltare una comunità, neocatecumenale e non che in una celebrazione canti "ad una sola voce" lo stesso canto. E se uno poco poco ha avuto una piccola luce in questo mare di oscurità che è la nostra vita, è anche normale finire per usare termini simili per spiegare la stessa cosa, non credete? Che i francescani sono settari? O forse i benedettini o anche i carismatici? Assolutamente, sono solo persone che hanno scelto un certo tipo di regola, di strada, di modus operandi per poter camminare verso Cristo, che poi è l'unica cosa che importa e che deve importare, l'unica Centralità, Cristo. Spero di aver detto tutto quello che avevo nel cuore, stavolta dopo tanti anni in cui leggo tante cose contro questo cammino mi è venuta la voglia di farlo. Vi auguro un buon anno che vi porti tanto tanto amore, anzi che vi porti l'Amore. Teresa.

by Tripudio ha detto...

Le risposte a Teresa sono nella pagina di commenti più recente (cliccare qui).