sabato 11 giugno 2022

Sacerdoti diocesani o missionari per Kiko?

Cosa vuol dire essere
presbitero neocatecumenale

In quest'articolo troverete l'intervista fatta ad un italiano di 33 anni che lo scorso 4 dicembre è stato ordinato sacerdote a San Paolo del Brasile, dopo il periodo di formazione all’interno del seminario “Redemptoris Mater” della metropoli brasiliana.

Leggeremo le sue parole alla luce della nostra esperienza sulle strategie di formazione del Cammino neocatecumenale, a partire dall'educazione familiare, attraverso le forme di catechismo specificamente rivolte ai bambini e adolescenti del Cammino, per arrivare alla formazione dei seminari Redemptoris Mater e al ruolo del presbitero nell'ambito del Cammino neocatecumenale; da parte nostra non c'è  nessuna intenzione  di formulare un giudizio o una critica nei confronti della persona, porgiamo solo una lettura della sua esperienza alla luce delle nostre esperienze e conoscenze. Anche perché, come sarà  chiaro dalla lettura del testo, quanto detto è  perfettamente sovrapponibile a tante altre dichiarazioni-fotocopia fatte da presbiteri appartenenti al Cammino neocatecumenale.

Sin da piccolo i miei genitori mi hanno trasmesso la fede - racconta il neo presbitero -. A 13 anni ho intrapreso il cammino neocatecumenale”.
Solito iter: la fede neocatecumenale "trasmessa" dai genitori neocatecumenali porta ad una precoce frequentazione della comunità.
Ma questa forzatura porta molto spesso al rifiuto e al disinteresse religioso, anche perché le varie tappe del Cammino neocatecumenale mai sono state in qualche modo adeguate alle problematiche dei giovani nella fase della crescita e dello sviluppo.
Succede spesso che alla frequentazione della comunità si associ anche quella del post cresima, sotto il controllo, sempre orientato alla frequenza del Cammino, di una coppia di padrini, scelti tra i più fedeli alle regole kikiane delle comunità .
Infatti ecco che anche per questo giovane arriva il momento del rifiuto e dei dubbi su quella fede.
Cercavo la felicità in altre cose, lontane da Dio, per essere uguale ai miei amici e in contrapposizione alla mia famiglia, tuttavia, vivendo nel mondo, mi sentivo di dover mettere maschere da tutte le parti, di dover sempre mentire e questa situazione mi ha portato a un enorme senso di vuoto: a 19 anni non avevo più voglia di fare nulla”.
Strano che non si sia drogato: nelle esperienze fotocopia dei giovani del Cammino c'è  sempre questa fase di abiezione con l'uso di sostanze.

"E’ a questo punto che ho sentito l’amore di Dio, l’unico che mi amava per quello che ero, e ho cominciato a pensare alla mia vocazione. Ho potuto confrontarmi con degli esempi che mi hanno mostrato la strada per essere felici...".
Qui casca il palco della "educazione alla fede" fatta in famiglia a suon di lodi alla domenica mattina e di quella fatta attraverso i padrini e nella comunità: non servono a nulla...non sono esempi positivi, ci vogliono "altri esempi".
"e così, dopo tanti incontri e un percorso di discernimento vocazionale di due anni, ho compiuto la mia scelta definitiva, affidandomi al Signore e alla Chiesa”.
Nel 2010, a dicembre, il giovane arriva nel seminario “Redemptoris Mater” di San Paolo, Brasile.
Era una struttura nuova, appena fondata, e non c’erano nemmeno ancora le stanze per noi seminaristi, che per due anni siamo stati accolti grazie alla generosità delle famiglie locali”.
Perché bisogna sapere che i neocatecumenali non fondano seminari per soddisfare alla richiesta di formazione delle nuove vocazioni: tutt'altro! Fondano seminari e poi li riempiono, con il sistema della Merkabah, con giovani sorteggiati provenienti da altre realtà, altri continenti! A meno che non siano figli di catechisti...in quel caso la sorte li manda nei Seminari ben avviati, prestigiosi, e magari sotto casa.

Sette anni di studi non bastano: al giovane seminarista sono necessari due anni di itineranza, nello Stato del Mato Grosso, dove il seminarista "tocca con mano per la prima volta concretamente la sua missione evangelizzatrice" kikiana. Poi, a causa della pandemia, è  costretto a tornare in seminario (se no probabilmente la sua de-formazione sarebbe durata 12  anni, non solo 10) dove a dicembre 2020 viene ordinato diacono e l’anno successivo sacerdote.

Oggi, ci informa l'articolo, è vicario parrocchiale nella periferia di San Paolo. Lì gestisce le attività pastorali e accompagna i percorsi dei catechisti. Dopo aver preso la laurea magistrale (perché in 10 anni aveva fatto solo la triennale?), partirà alla volta di una missione. Naturalmente  neocatecumenale.

Dice il novello sacerdote:
Noi siamo strumenti per l’annuncio della bella notizia che Dio ti ama così come sei, alle nostre catechesi partecipano in gran numero i poveri e gli ultimi, e rimango sempre impressionato da come il Signore li ispiri. Sono pieno di gioia per l’inizio di questa nuova missione”.
E dunque sembra più che chiaro e confermato il fatto che i seminari Redemptoris Mater non sfornino sacerdoti diocesani per la Chiesa, ma solo presbiteri di Kiko, delle macchine per fare catechesi e far nascere nuove comunità, a detrimento delle parrocchie. 

Tutti sull'esempio di don Pezzi

Questo è  il senso e lo scopo ultimo della loro "missione": stare in qualche èquipe sotto il comando di qualche laico a fornire i sacramenti nel modo in cui gli viene richiesto e  a cui è stato preparato.

Non è strano che presto questi preti cadano in depressione e abbandonino la veste: gli viene di fatto impedito di espletare la propria missione sacerdotale.

45 commenti:

  1. Uomo Libero!!!!!11 giugno 2022 09:04

    Presbiteri e suore neocatatecumenali = cloni per la propaganda

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    1. Uomo Libero!!!!!11 giugno 2022 09:04
      Presbiteri e suore neocatatecumenali = cloni per la propaganda
      ---
      Posso essere d'accordo per i presbiteri sempre nel senso che hai espresso tu, ma non per le suore; infatti
      le ragazze del Cammino, che in seguito a vocazione o pseudo-tale,
      vengono in modo sistematico RINCHIUSE nei monasteri di clausura; quali contatti avrebbero od hanno con il mondo?

      E' quindi una vendetta atroce imposta dal Cammino, ovvero: cara ragazza tu sei nata
      femmina per essere più che moglie, "fattrice di esseri umani"; se non vuoi farlo, ti sterilizziamo ulteriormente, chiudendoti di fatto, in una sorta di carcere a vita.

      Con tutto il rispetto per la vita contemplativa, scelta scientemente e consapevolmente,

      Ruben.
      ---

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    2. @ Ruben
      Per propaganda intendo l'uso che il Cammino fa di questi pseudo presbiteri e pseudo monache di clausura, usati per esaltare il successo della setta. In ogni famiglia costruita dal nc, è il massimo avere almeno un figlio presbitero o figlia in convento.

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  2. L'adolescenza porta con sè la crisi, non è questo che sconcerta. Piuttosto il fatto che se sei nato e cresciuto nel cammino c'è un appiattimento dell'esperienza, un poco come tutto nel cammino neocatecumenale. Quando diciamo che se hai ascoltato un'esperienza le hai ascoltate tutte. Il suo problema è l'omologazione. Più che valorizzare le individualità e saper cogliere e mettere a frutto le particolarità di ciascuno, il lavoro che fa il cammino è opposto col suo percorso rigidamente attraversato da regole ferree, uguali per tutti. Fa il lavoro di indirizzare e collocare ognuno nel modello dato. Una forzatura. Che stronca la persona. Nel cammino trovi pace solo se ti fai docilmente incasellare e plasmare alla kikiana maniera. Per Kiko le persone e i "figli del cammino" ancor più, solo marionette!
    (Anche in questo Kiko differisce dai veri Santi che, sulle orme di Gesù trattano ogni uomo come cosa preziosissima - basti pensare ad esempio a San Giovanni Bosco, il santo dei giovani, e al suo metodo 'educativo': educare da educere = tirar fuori - da ciascuno ciò che è e ha.... una lontananza siderale!)

    Questo non ha bisogno di essere spiegato, è esperienza vissuta di tutti noi fuorusciti.
    Nel Cammino o ti pieghi o ti pieghi.

    Kiko sa bene come vuole che siano i suoi neocatecumenali, nessuno sfugge. Ecco perchè anche il pensiero deve essere domato. Questa una priorità.

    Ed ecco perchè è impossibile sperare di leggere qualche esperienza un poco diversa, di vedere emergere qualche chiave di lettura che non sia quella standardizzata nel cammino.

    Il cammino forgia anche il linguaggio. Molti esempi potremmo fare. Si riconoscono tra di loro solo se aprono la bocca. (E anche noi li riconosciamo)
    Uno fuori dal coro, che offra qualche "sfumatura" diversa, anche piccolissima, viene guardato con sospetto.
    Questa cosa, tanto triste già di per se stessa è ancora più desolante se applicata a ragazzi, a giovani ingabbiati, loro malgrado, nel sistema fin da piccolini: tutti uguali, soldatini obbedienti, addomesticati. Perchè cresciuti atterriti dal confronto col mondo e col diverso da loro, che non reggono. Candidati più degli altri adolescenti, quasi condannati, a vivere disagi, a sentirsi infelici e incompresi. E, tante volte, dopo una crisi il ritorno senza se e senza ma nel recinto neocatecumenale è dettato più che da una convinzione maturata dalla paura e incapacità di vivere fuori dal contesto. Il cammino genera disadattati cronici.

    Inoltre Kiko istilla a tutti gli adepti che fuori tutto è tenebra, impero del demonio; tutto ciò che non è cammino è il male. Fosse anche nella Chiesa.
    E a noi - dopo averlo conosciuto da vicino Kiko, lui e le sue manovre tenebrose attuate nelle convivenze esclusive, specie in quelle di itineranti e presbiteri al suo servizio - vien da dire "Guarda chi parla!".

    Questo per semplificare e certamente non siamo eccessivi. E' la pura verità.

    Pax

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  3. P.S.

    Dal momento che mi aspetto le solite reazioni scomposte di chi invano cerca la quadratura del cerchio, mi porto avanti con gli inconfutabili argomenti a sostegno delle nostre tesi consolidate. Non certo per partito preso, vorrei precisare bene, non è nostro costume. Io stessa, prima di lasciare il cammino gli ho dato tutte le possibilità. Purtroppo ricevevo solo e sempre conferme, finchè me ne sono andata.
    Noi analizziamo, confrontiamo e ci confrontiamo. Sul Blog millemila esperienze, tutte uguali. Che a volte pare incredibile.
    Conclusione: siete prevedibili, scontati, fatti in serie. Solo questo garantisce il funzionamento della macchina messa in pista da Kiko e Carmen.

    Dicevo che vorrei portarmi avanti e mi faccio aiutare nientepopodimeno che dallo stesso Kiko che ringrazio per la sua proverbiale chiarezza.
    Egli stesso, a mio avviso, si tira la cd. zappa sui piedi.
    Copio appresso una sua catechesi riportata in questo articolo di Valentina molto, molto illuminante sul tema odierno che fa bene rileggere:
    https://neocatecumenali.blogspot.com/2020/09/trasmissione-della-fede-ai-figli.html?m=1

    Leggere Kiko aiuta a sgombrare il campo da ogni residuo dubbio. Egli è il solito presuntuoso, megalomane e, per ciò stesso ohimè, completamente fuori dalla realtà e pericoloso per chi gli affida la sua vita. Punto.

    Pax

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    1. Ecco il passo di Kiko:
      Da
      https://neocatecumenali.blogspot.com/2020/09/trasmissione-della-fede-ai-figli.html?m=1
      ___________________________
      " Infatti ecco alcuni punti nodali del discorso di Kiko Argüello fatto a Manila nel gennaio 2003:

      (...)"Io sono venuto a contatto con molte famiglie cattoliche, famiglie appartenenti all’azione cattolica che erano molto impegnate in altri movimenti ecclesiali che hanno delegato alla parrocchia la trasmissione della fede ai figli. E poi quando i figli sono andati all’Università’ hanno scoperto che i figli avevano perso la Fede. Non hanno obbedito al comandamento secondo il quale loro sono i primi che principalmente devono trasmettere la fede ai figli secondo il comandamento divino.
      Il Cammino Neocatecumenale, quale iniziazione cristiana nelle diocesi e nelle parrocchie, insegna oggi alle coppie anche a trasmettere la fede ai loro figli, in particolare attraverso una celebrazione , in una liturgia domestica. Dopo più di trent’anni dall’inizio del Cammino Neocatecumenale, uno dei frutti che più ci consola è vedere la famiglia ricostituita. E la famiglia diventa un vero “ santuario domestico della Chiesa.”
      Il risultato di questa preziosa attenzione dei genitori per i loro figli è che quasi il 100% dei figli del Cammino Neocatecumenale rimane nella Chiesa.
      Siamo grati al Pontificio Consiglio per la Famiglia che ha cominciato a interessarsi a questo fenomeno. Sono rimasti sorpresi da tutti questi giovani e ci hanno invitati a proporre all’intera Chiesa lo stesso tipo di celebrazione (domestica) che noi facciamo. Mi piacerebbe proporre tutto ciò a tutti gli altri, per aiutare altra gente, altre ottime famiglie di tutte le altre realtà Cristiane che hanno difficoltà con i loro figli durante la loro crescita, nella scuola.
      E vorrei far capire a tutta la Chiesa che quello che sto dicendo non è un problema secondario, una devozione; è questione di vita o di morte per la Chiesa. Una questione di vita o di morte! Se la Chiesa non è capace di trasmettere la fede alla prossima generazione, morirà (applausi).(...) La comunità aiuta la famiglia, e la famiglia salva la Chiesa! (applausi)
      Molti adulti non dimenticheranno mai il modo in cui hanno celebrato nelle proprie famiglie, dove hanno visto l’amore dei loro genitori per Dio e come pregavano con vero convincimento... "

      Pax

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    2. Esatto Pax! Mentre Kiko dichiarava la loro "ricetta segreta" per trasmettere la fede ai figli, don Pezzi ammetteva che era ormai la normalità che i figli si perdessero e si ribellassero contro il Cammino. Poi noi veniamo a sapere di questi "ritorni", addirittura con la vocazione al presbiterato. Ma non ci dicono quanti invece si perdono, nel senso proprio che perdono la fede... e soprattutto quanti di coloro che sono riusciti, dopo anni di temporeggiamento in missione con le famiglie del Cammino, a essere ordinati (perché moltissimi perdono anni di vita per poi tornare a casa), poi cadono in crisi definitiva lasciando la veste. Sembrano essere tanti, troppi. E non stupisce visto che si chiede loro di essere dei semplici esecutori di decisioni, anche sul loro ministero, prese da altri, in contraddizione a ciò che la Chiesa e spesso il Vescovo richiede.

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    3. Il passo di Kiko è come sempre ottimo, magnifico, meraviglioso nonchè opportuno. Sotto la sua fulgida guida il Cammino assurge alle più alte vette nell'impervia strada per arrivarci, ed ogni critica di qualsivoglia genere e specie ci esorta e ci sprona nel proseguo di tutto ciò........................................

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    4. "E la famiglia diventa un vero santuario domestico della Chiesa.”

      Un santuario kikiano semmai, che spinge direttamente tra le braccia della comunità. Ogni singolo rito imposto da Kiko, che sia domestico oppure no, è realizzato appositamente per indurre le anime ad abbandonarsi al cammino.
      Anche la 'preghiera domestica', caratterizzata da immagini nc, oggetti nc, canti nc, regole nc, induce a distaccarsi dalla famiglia per divenire un figlio del cammino. E mentre Kiko ciancia di "liturgia domestica", dando ad intendere che il cammino mantiene uniti i nuclei (quando mai!), si scorda di sottolineare tutte le volte che invece li divide e disgrega. Le convivenze sono una d'esse, in quanto allontanano i genitori dai figli piccoli (i quali vengono affidati ad alcune babysitter improvvisate e molte volte fin troppo giovani); disgiungono i familiari tra loro perché membri di comunità diverse, oppure perché ve ne sono di esterni al cammino, e isolano anche dai congiunti della medesima comunità. Le convivenze sono un esempio preso a caso e analizzato sommariamente - perchè ci sarebbe ancora tanto da dire sulla questione - in un mare infinito di tragiche situazioni.

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    5. Si..mia figlia da piccola è stata sempre con delle baby sitter improbabili. Nelle convivenze ci sequestravano e noi come degli scemi ci siedevamo per ore e la famiglia era l ultimo pensiero. Anzi io pensavo che facevo un bene proprio alla famiglia a stare in comunità. Non capivo più niente. Il cammino mi ha lasciato troppi e troppi sensi di colpa. Scusate lo sfogo

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  4. Proprio non capisco perché la Santa Sede blocca le ordinazioni di 10 seminaristi a Tolone, per imprecisati motivi di tradizionalismo, e non ha mai bloccato quelle di qualche RM.
    La diocesi di Tolone è la seconda più fiorente di Francia, 250 seminaristi provenienti da tutto il mondo nel seminario di La Castille.
    L'evento è raro e per i più incomprensibile.

    A parte che ci pensa il Signore a limitare le ordinazioni degli RM, che 250 seminaristi in un unico seminario se li sognano ad occhi aperti, ma è comunque difficile comprendere perché dalle sale vaticane non arrivino ispezioni "fraterne" com'è avvenuto a Tolone, seminario multietnico e missionario come quelli neocatecumenali.

    Pare che il Signore ispiri il contrario di quello che sta succedendo: seminari tradizionali che si riempiono e seminari "innovativi" che si svuotano. Questa è la realtà, tanto che evidentemente occorre frenare la fertilità tradizionale con provvedimenti umani. E non è la prima volta.

    Il ritorno alla tradizione è come un fiume in piena, vive momenti di grande riproposizione ma, evidentemente, il fenomeno non è gradito, tanto che deve essere arginato a favore di una più stentata innovazione.
    Ma se è il Signore ad ispirare le vocazioni sacerdotali libere (e non condizionate come nel Cammino), un Suo disegno dovrà pur esserci.
    La Chiesa non è morente, è solo sofferente.

    Se fosse successa al Cammino una situazione come quella di Tolone, sai quanti commenti sulla persecuzione sarebbero stati divulgati.
    Invece, per quanto ne so, i seminaristi bloccati nell'ordinazione non hanno fiatato o fatto proclami e, soffrendo in silenzio insieme al vescovo, attendono risposte.

    Tutta un'altra storia.

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    1. Nei sacri corridoi della Santa Sede un'agguerrita schiera di prelati "modernisti" ha letteralmente dichiarato guerra al sacerdozio tradizionale, e non da oggi, ma dal Concilio Vaticano II che, ricordiamolo sempre, è stato sempre adoperato dai "rivoluzionari" per far passare tutto e il contrario di tutto. Il Concilio non chiese la "comunione sulle mani", non chiese di "girare gli altari", non chiese di "abolire la veste talare", non chiese di "eliminare il latino", non chiese di trasformare le liturgie in pagliacciate fai-da-te.

      Per cui viviamo nell'epoca paradossale in cui un vescovo come Rey viene tartassato senza pietà al chiaro scopo di indurlo a compiere qualche gesto eclatante, in modo da qualificarlo come "il nuovo Lefebvre" ed emarginarlo. Personalmente voglio sperare che non cada nel tranello dei modernisti.

      Il problema dei presbikikos - cioè di soggetti che ricevono un'ordinazione sacerdotale ma di fatto vivono esclusivamente per il kikismo-carmenismo - è piuttosto grave, certamente molto più dei pretonzoli dediti esclusivamente al proprio movimentino ecclesiale, i quali non disdegnano di servire le parrocchie (al contrario dei presbikikos, per i quali qualsiasi cosa non kikizzata è una perdita di tempo, una rogna di cui sbarazzarsi; per i presbikikos è intollerabile ubbidire al vescovo anziché a Kiko, è intollerabile amministrare i sacramenti alla comunità parrocchiale anziché esclusivamente alla comunità di Paganti Decima).


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    2. Presbikikos, eh??????????????????????????????????????????????????????????????????

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  5. "Osservatori" leggete questa notizia:"Claudio Baglioni ha ottenuto il sequestro del libro 'Tutti poeti con Claudio' che, su ordine del gip del Tribunale di Monza, non è più scaricabile dal sito di Striscia la Notizia per un'inchiesta che vede indagato per diffamazione Antonio Ricci
    #ANSA". Vedete come la diffamazione viene punita? Solo per misericordia non fate la stessa fine. Dovete solo ringraziare la misericordia di Kiko.

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    1. @Anonimo 11 giugno 2022 12:40
      Kiko non denuncia non per misericordia, sentimento che neanche sa dove stia di casa,
      bensì per non mettere in un procedimento penale, in piazza, tutte le magagne del Cammino.
      Se poi un giorno dovesse ripensarci, si accomodi pure,
      qui non si è mai diffamato nessuno; abbiamo sempre esposto
      la verità riscontrabile dei fatti.
      Ruben.
      ---

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    2. La misericordia di Kiko?
      La sua astuzia.
      Fa lo gnorri perché gli conviene.
      Suonare la grancassa con una denuncia per diffamazione sarebbe un boomerang.
      Kiko lo sa meglio di noi e di te.
      E tace.
      Magari ci denunciare!
      È una vita che aspetto.

      Pax

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    3. cioè mi vorresti dire che VOI volevate denunciare il blog e Kiko non ha voluto? 😂😂😂😂

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    4. Scusate, mi sapete dire, al di là del
      Cammino, quali sono le "organizzazioni" che in Italia,
      non denunciano mai nessuno?
      Ruben.
      ---

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    5. mi pare che sono mesi che chiedo apertamente di essere denunciato, così FINALMENTE andiamo davanti a un tribunale e verifichiamo tutto.
      Per venirvi incontro, ulteriormente, sapendo che dissimulate dalla mattina alla sera, vi ho anche detto che andiamo davanti ad una Commissione della Chiesa, fatta di vescovi, sacerdoti e altro, con telecamera accesa e audio, e registriamo tutto e verifichiamo:
      Conti correnti e denuncie dei redditi in rapporto alle decime e alle convivenze, prendiamo tutti i fuoriusciti, e non solo, e ci facciamo dire tutto ( calunnie ricevute, diffamazioni, plagi, estorsioni, quanti soldi hanno dato, violazione del Foro Interno,), facciamo una verifica all'Inps per vedere quanti di voi prendono il Reddito di Cittadinanaza e altro mentre prendono le decime in nero, le denuncie dei redditi negli anni, gli immobili posseduti e il tenore di vita, verifichiamo chi ha fatto entrare in Vaticano parenti e conoscenti facendoci dire come, cioè se con concorso o per amicizia o/e altro, risaliamo a tutte le convivenze fatte e andiamo agli Hotel e verifichiamo le fatture emesse, se sono state emesse ( dal momento che dite che le tasse vanno pagate, così riscontriamo se credete a ciò che dite), blocchiamo ad una ad una ogni comunità, nel senso di verifica, cioè da un certo punto in avanti verrà tutto conteggiato dai fiori, al vino, a chi prende decime e perché, e poi verifichiamo tutti i soldi mancanti.
      E poi istituiamo in maniera permanente un libro dei conti, anche online, dove si riportano tutte le spese e le entrate, e queste vanno pubblicate.
      Facciamo dei video con tutte le testimonianze.
      Si dirà: ma è impossibile!
      Non ti preoccupare, s'inizia, poi arriveranno molti volontari, ci organizziamo, e verifichiamo ad una ad una tutte le comunità, specialmente quelle delle zone di: Roma, Napoli e dintorni, Catania ( secondo me le più hot, ma le altre seguono, non sono esentasse). Mi faccio dare tutti i cellulari dei fuoriusciti, e organizziamo persona addette ai controlli, con l'aiuto della diocesi. Se si vuole si fa.
      Ovviamente ora è un'idea messa giù al momento su un blog, poi si fa sul serio e impiantiamo la cosa realmente.
      Vi ho scritto: battete un colpo, anche appena percettibile, così partiamo.
      Ma sto ancora aspettando.

      CDD.

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    6. Forse potrebbe essere proprio il contrario, Anonimo.
      Forse Kiko e i suoi galoppini dovrebbero ringraziare la misericordia di molti ex, che se per puro caso intentassero una class action, potrebbero vedere recuperata la loro dignità e reputazione sociale in mezzo al contesto che li ha scaricati.

      Normalmente, infatti, prima di arrivare all'abbandono definitivo della setta, i profughi delle guerre interne neocatecumenali ne devono subire di mille colori, non ultima la distruzione della propria dignità davanti al gruppo sociale di appartenenza, con conseguente cattiva reputazione che, come implica l'articolo del codice penale sulla diffamazione, può condurre a rompere legami di amicizia o a essere allontanati da certi gruppi sociali.

      Quando la persona esce minimamente dalle fila dello squadrone neocatecumenale, si aprono le porte affinché chiunque, catechisti compresi, si senta autorizzato a colpirla.
      So con precisione che, in mia assenza, sono state intrattenute conversazioni tendenti a colpire la mia reputazione all'interno del consesso neocatecumenale. Lo so perché il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. Nell'immediato ne ho viste solo le conseguenze, ma poi sono venute a galla tante cose che hanno dato spiegazione al perché mi sentissi come un birillo colpito continuamente da palle di tutte le dimensioni, anche molto piccoline.
      E questo è accaduto anche ad altri.

      Kiko, nelle debite proporzioni settoriali, è una persona pubblica. Ma il suo onore e la sua reputazione non valgono di più di quelli dei colpiti dal suo sistema i quali, in ogni caso, hanno il sacrosanto diritto di rendere noti meccanismi rilevabili solo dall'interno e sconosciuti all'esterno.

      Sappi, comunque, che se i fatti sono veri ed espressi in modo corretto non c'è reato di diffamazione.
      Non sarà per questo, quindi, che Kiko non querela?
      Altro che per misericordia.
      Stappare il vaso di Pandora non gli conviene affatto. Non soltanto per quanto riguarda la sua persona, ma l'intero sistema che ha creato.
      Se nelle stanze vaticane, infatti, si applica ancora una certa tolleranza, i tribunali civili non funzionano allo stesso modo.

      Ho un'amico magistrato e tempo fa parlavo delle mie disavventure con il Cammino. In risposta ebbi che il mio caso somigliava molto a uno che aveva seguito come giudice e che, anche se sono procedimenti molto complessi, quando ci si imbatte nelle sette (usò proprio questo termine) i connotati si assomigliano un po' tutti.
      Per questo non ebbe difficoltà a comprendere ciò di cui gli parlavo: ne aveva esperienza diretta e riconobbe subito il fetore.

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    7. @Neo 11 giugno 2022 16:24
      Gli appropriatori indebiti, i ricettatori di preziosi e quant'altro, farebbero mai una denuncia che potrebbe, come già detto da qualcuno, avere un effetto boomerang?
      Ruben.
      ---

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    8. @Anonimo delle 12.40: noi non dobbiamo ringraziare proprio nessuno, tanto meno kiko! L'unico che io mi sento di ringraziare, e ringrazio, è Dio misericordioso, Lui sì davvero, che mi ha aperto gli occhi e mi ha dato la forza di andarmene dalla prigionia asfittica e dall'incubo che era diventato per me, come per molti qui, il Movimento Neocatecumenale. Il tuo capoccia non denuncia perché: 1. Sa che quello che si scrive qui è vero; 2. Denunciare significherebbe mettere in piazza tutto il marciume che c'è nel cammino, e invece ovviamente lui vuole che tutto rimanga nascosto più che si può. Non credo che qualcuno qui tema denunce vere o presunte ad opera di camminanti. Ridicolo pensare di spaventare qualcuno con lo spauracchio della denuncia...

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    9. El Burro Cruel11 giugno 2022 20:33

      Se El Kiko denuncia, todos los mamotretos finiscono agli atti del processo! E poi sui giornali! E anche in qualche fumetto, locandina, pubblicità, giornalini delle parrocchie e tutto questo genere di cose. Daje Kiko, denuncia!

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    10. Come già detto in precedenti interventi, anche nel mio movimento, quello dei focolari, c'è questo problema, che non è stato mai affrontato. Tempo fa io feci domande ai miei responsabili a proposito dei siti critici sul movimento, pochi in verità, e sul libro di Gordon Urquhart, ex focolarino inglese, "Le armate del Papa" che parlava anche di Cl e del Cammino, le risposte sono state di vario tipo . Alcuni dicevano : non conosco questi siti e non li voglio neanche conoscere, altri dicevano che li conoscevano ma era meglio ignorarli, chi negava di conoscere il libro di Urquhart, chi diceva di conoscerlo ma non era vero quello che scriveva. Quando scrissi, ben due volte, al Centro del Movimento a Rocca di Papa, nessuna risposta. Adesso la nuova presidente Margaret Karram ha detto che voleva affrontare il problema dei fuoriusciti, cosa che non fece ai suoi tempi purtroppo Chiara Lubich, ma risultati ancora non se ne vedono. Ho l'impressione che i movimenti, da questo punto di vista, siano molto simili, cioè non si risponde mai alle critiche e tanto meno si querela. Io non sono d'accordo e lo dirò finchè resterò nel movimento, pagandone le conseguenze, tornando indietro rifarei tutto .come prima. Aldo dei focolari di Cagliari

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    11. Questa sterile fissazione per la "diffamazione" (virgolette necessarie, perché si tratta di una sua opinione, tutta da dimostrare, e dettata molto più dalle sue paure ancestrali e conseguenti interpretazioni di comodo, che da fatti) lascia il tempo che trova e mostra solo il vittimismo dell'anonimo asino ragliante.

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    12. Voglio aggiungere qualcosa a quanto detto da Aldo.

      Il libro di Urquhart (ormai vecchio, di decenni fa) non lo considero particolarmente significativo perché mi risulta essere stato scritto con la mentalità di uno che non era addentro alla vita diocesana, e che quindi pur registrando fatti oggettivi - il settarismo di quei tre movimenti - non riesce ad andare al vero nocciolo della questione.

      Che uno cresca spiritualmente in un movimento (come i Focolari), e che per gratitudine desideri dedicarsi principalmente a quello, non è automaticamente da considerare un fatto grave. Se nel giungere al sacerdozio intende servire la Chiesa, la sua preferenza per il movimento verso cui ha legittima gratitudine non cambia troppo le carte in tavola. Il vescovo gli affida una parrocchia e lui va senza questionare. Ha una preferenza, non un'esigenza imprescindibile. Perfino se tenta di "convertire" la parrocchia al proprio movimento, il problema nasce seriamente solo quando ciò implica che alcuni parrocchiani vengano emarginati per non essersi "convertiti". "Non sei del mio movimento? non ho tempo di prendere un caffè con te": ecco come nasce il problema. Al contrario, un prete "dei movimenti" che però il tempo per il caffè con te ce l'ha (o meglio ancora, il tempo per ascoltare una confessione, per amministrare l'unzione degli infermi ad un anziano non del movimento, eccetera), è ancora un prete al servizio della Chiesa.

      Queste cose i vescovi le sanno e si regolano di conseguenza (fermo restando che un gran numero di madornali errori dei vescovi deriva dall'aver considerato troppo la "scarsità di vocazioni" e di essersi ritrovati pretonzoli per i quali servire il popolo di Dio è una roba secondaria rispetto al servire il proprio movimentino ecclesialino).

      Il Cammino è fondamentalmente idolatria per il Triplice Vitello d'Oro di Categoria Superiore. Per cui è impossibile che un presbikiko - o un qualsiasi consacrato che si sia convertito a Kiko - abbia sincero desiderio di servire la Chiesa. Nessuno può servire due padroni. O servono il Signore nella sua unica vera Chiesa, o servono il signor Kiko nella sua unica vera setta idolatrica neocatecumenale.

      Nei movimenti la questione dei fuoriusciti è piuttosto delicata perché là dove si può fuoriuscire in modo indolore il problema non si pone. Affrontare seriamente la questione dei fuoriusciti, dunque, significa dover sgretolare feudi e gerarchie, significa rovinare la piazza a un gran numero di valvassori e valvassini che della loro appartenenza al movimento ne hanno fatto un mestiere magari lucroso, e che son prontissimi a lavare i panni sporchi in pubblica piazza per vendetta contro chi gli rovina la comoda rendita di posizione e di potere. Motivo per cui la Santa Sede ha emanato la direttiva del numero massimo di anni in cui un capo-movimento può restare in sella (e tutti subito a riorganizzarsi le furbate, le alleanze, i trucchetti e le rendite seminascoste). Direttiva che però non risolverà il problema fondamentale dei movimenti - l'autoreferenzialità e il presentarsi come unica alternativa valida alla normale frequentazione della parrocchia. Le parrocchie sono in crisi (non tutte, e non tutte allo stesso modo), ma è una crisi che può essere affrontata, anzitutto ricominciando ad insegnare seriamente la santa dottrina cattolica e celebrando degnamente i sacramenti.

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    13. Se denunciate, come potrete poi sostenere al secondo passaggio che "il cristiano non può fare causa"?
      Ricordo di un fratello disgraziato che fu convinto dai catechisti ad abbandonare una causa in cui aveva già vinto (un incidente stradale in cui un tipo lo aveva preso bucando uno stop) e poi si trovò anche svariate migliaia ai euro di avvocato da pagare

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    14. Il libro di Urquhart adesso è datato, essendo del 1996. Quando usci io non ero ancora nel movimento, e pare che Chiara Lubich abbia chiesto ai suoi di non parlarne per non divulgarlo. Sono venuto a sua conoscenza solo nel 2010 quando ho letto un sito critico, Sacro e Profano, che adesso non esiste più, di una fuoriuscita cagliaritana, Donatella Lai, che non conosco e di cui ho avuto contatti solo su Fb. L'ho cercato in varie librerie a Cagliari, e mi hanno detto che è stato stampato fino al 2001, poi basta. Ho scritto due volte alla casa editrice Ponte alle Grazie di Firenze, che l'aveva pubblicato, per sapere se avevano una copia o se erano intenzionati a ristamparlo, mai risposto. Alla fine l'ho trovato su Ebay. Il mio parroco di allora, che era un antineocatecumenale, mi disse che probabilmente i tre movimenti hanno fatto pressioni, da soli o forse insieme, per farlo sparire dalla circolazione. Adesso c'è in commercio "La setta divina" di Pinotti, che ho letto, è molto più pesante di quello di Urquhart. Il sito del movimento ha detto che non negava quanto scritto da Pinotti, però esortava a considerare le cose positive del movimento che supererebbero a suo dire quelle negative citate dal libro. In quel libro si parla anche della Lai, che ho contattato e che era seccata con l'autore perchè ha pubblicato un paragrafo su di lei senza averla consultata prima. La Lai ritiene però che questo cambiamento della Karram che vorrebbe effettuare è solo di facciata, secondo lei non cambierà nulla di sostanziale. Vedremo gli sviluppi. Aldo dei focolari di Cagliari

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  6. Intanto vediamo come va a finire quel processo. Per quanto ci riguarda, aspettiamo a piè fermo che Kiko il misericordioso o chi per lui ci intenti causa. Sarà interessante vedere finalmente i giornali occuparsi dei sacri mamotreti, della decima, della vendita dei beni, degli arcani, del battesimi nel Giordano e così via.
    Informo comunque l'anonimo giustizialista che non si diffama una persona riferendo ciò che lei stessa ha dichiarato in pubblico e che è dimostrabile perché registrato in video o su documenti firmati di suo pugno.

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  7. A causa del nocivo spirito kikiano che lotta per ammorbare la Fede Cattolica e, di conseguenza, lo stile di vita, le competenze, i precetti e le scelte Pastorali dei sacerdoti invischiati in esso, ma anche di catechisti e tutta la casta a comando, succede che ai fedeli 'semplici' del cammino e ai Battezzati delle sfortunate parrocchie vengano trasmessi degli insegnamenti filtrati, oscuri, equivoci e in contrasto con il Magistero bimillenario e Dogmatico e alla predicazione dei Santi, a danno di una somma allarmante di anime. Questo nefasto modus operandi viene adattato e comunicato alle nuove generazioni sacerdotali già nei seminari, i celebri seminari neocatecumenali R.M., compromettendone a priori la corretta educazione. Non c'è che dire, il cammino è portatore di una grande confusione, è un vortice di vento che travolge e sconvolge ogni cosa. Mi pare proprio che Kiko e Carmen, catturati da una buona dose di palese presunzione, abbiano costruito una chiesa parallela slegata dalla Tradizione.
    I sacerdoti così convintamente kikiani vegetano in un Ministero sacerdotale infecondo (ne ho conosciuti alcuni e debbo ringraziare Dio per la mia saldezza nella fede, altrimenti a causa loro sarei fuggita dalla Chiesa a gambe levate) o tiepido, privo del santo desiderio di formare correttamente i fedeli e di recuperare i non praticanti, caratterizzato da omelie sciape e colorate da un linguaggio fortemente scurrile, dove molte Verità della Fede vengono taciute, contraddette o negate. In definitiva, un Ministero sacerdotale vissuto a sfogo di superbia, col fine di ottenere le lodi degli uomini ritenuti superiori nella particolare gerarchia kikiana. Inoltre mi sembra di non aver mai visto un sacerdote intimamente neocatecumenale indossare la talare. Nelle svariate convivenze, incontri etc si mescolavano con la folla e lì scomparivano, non avevano un segno di riconoscimento cattolico né esterno né nei modi, invero li vedevo molto spesso seduti a fumare (anche loro! Si, ne ho visti personalmente atteggiarsi così dannosamente) o a bere il classico 'bicchierino' nei pressi del bancone dei lussuosi hotel. Forse sfugge loro che:

    - “chi non ama la sua talare resisterà ad amare il suo servizio a Dio? Il prossimo non sostituisce Dio! Non è soldato chi non ama la sua divisa“ (Card. Giuseppe Siri).

    Ma la questione della talare è solo un sintomo e solo uno dei tanti problemi.

    A proposito di sacerdoti nc ambigui e scorretti, ne ricordo uno in particolare che era stato accorpato ad una coppia di catechisti del nord e che, coerentemente con la predicazione neocatecumenale che osservava e diffondeva, si dette alla pazza gioia con una donna. Seppi in seguito che la questione venne affrontata in un incontro con alcuni big laici del contesto, dinanzi ai quali il sacerdote dovette confessarsi (che inquietante pasticcio) per poi piegarsi alla loro volontà. Molti anni dopo lo incontrai nuovamente, era un Vicario generale, e ciò che seppe dirmi fu: "noi siamo figli del demonio!". Pensai: questo sacerdote non è una guida spirituale ma bensì un corruttore spirituale!
    Non c’è vita di Grazia, ne crescita spirituale, senza la purezza; ed ogni Sacerdote dovrebbe esser cosciente, incoraggiare e difendere questa semplice e imprescindibile verità, anche se essa è stata bandita dai due ideatori del cammino che il 'presbitero neocatecumenale' (ahimè) reputa delle autorità superiori.

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    1. Il card. Siri, insieme a Ottaviani, era il prelato più conservatore tra conservatori, solo lui poteva parlare di talare quando dal Concilio in poi è subentrato il clergyman o addirittura si vedevano preti in borghese. Siri era quello che disse, a fine Concilio : ci vorranno 50 anni per rimediare ai guasti provocati dal Concilio. Chi aveva ragione? Ai posteri l'ardua sentenza.

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    2. Perfino chi pensasse che i vari Siri, Ottaviani, Bacci, ecc., fossero "esagerati", non può negare che il motivo del malumore c'era. E che loro furono quelli che più lo espressero - con parole e fatti -, mentre altri, per un malinteso senso di rispetto e ubbidienza, non furono altrettanto decisi.

      Ma una volta passata l'idea che "il Concilio è una rivoluzione", tutti i rivoluzionari si diedero da fare per imporre le loro idiozie. Il girare gli altari. Il far sparire pianete e talari. Il cancellare di punto in bianco un repertorio musicale preziosissimo per sostituirlo con canzonette imbecilli inventate in cinque minuti. L'imporre a poco a poco la "comunione sulle mani" - anzitutto in conventi e seminari - decenni prima che i vescovi "ufficialmente" la consentissero.

      Sì, ci vorranno almeno un paio di generazioni per spazzar via il caos accumulato dal Concilio in poi.

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    3. Penso che ormai, tutti sappiamo, che nel Conclave del 1958 probabilmente sia stato eletto Siri.
      Di lì il pasticcio "fumata bianca o fumata nera".
      Per questioni contingenti, sia nazionali che internazionali(guerra
      fredda ai massimi livelli), fu "invitato" a non accettare.
      Con un Papa come Siri, la Chiesa e
      la storia, avrebbero avuto una altro corso e forse, neanche staremmo qui a discutere.
      Ruben.
      ---

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    4. Con un Papa come Siri sarebbe scoppiato un casino, quello che succederà se faranno Zuppi...................

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    5. @Anonimo12 giugno 2022 16:44
      Allora non considerate Zuppi amico del Cammino, pur avendo immediatamente affermato su questo blog, l'esatto contrario.
      Magari facciamo Papa Filoni, vostro grande amico che dopo essere stato estromesso dall'
      ex Propaganda Fide, è stato confinato a fare il "cappellano"
      di un ordine Cavalleresco, neanche tanto importate.
      Con tutto ciò, auguro al Papa attuale, ancora lunga vita!
      Ruben.
      ---

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    6. Tutti sanno che Zuppi è nella Comunità di Sant'Egidio di Andrea Riccardi, quindi è amico di Sant'Egidio, non del Cammino...............................................................................................................................

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  9. Continuando da dove abbiamo lasciato Kiko - fonte inesauribile di ispirazione - torniamo alla sua chiusa:

    Pax11 giugno 2022 09:52
    Ecco il passo di Kiko:
    Da
    https://neocatecumenali.blogspot.com/2020/09/trasmissione-della-fede-ai-figli.html?m=1

    " Molti adulti non dimenticheranno mai il modo in cui hanno celebrato nelle proprie famiglie, dove hanno visto l’amore dei loro genitori per Dio e come pregavano con vero convincimento... "

    Per dire che molti "figli del cammino" divenuti adulti davvero non hanno dimenticato!
    Non possono dimenticare.
    Ancora portano le ferite di un'intransigenza anaffettiva che educa i genitori ad amare i figli NEL NOME DEL CAMMINO.
    Dopo aver smantellato l'amore materno puro e semplice catalogandolo senza sconti nella categoria delle "affettività malate". Semplificazioni dannose.
    E la spinta del padre alla realizzazione del figlio (secondo le sue attitudini e aspirazioni) che vengono bollate senza appello come "idolatrie".
    Immolare i figli al Cammino. Questo solo resta ai genitori neocatecumenali che si gongolano quando possono esibire un figlio R.M..
    Tutto questo poi non è asservimento alla peggiore delle idolatria?

    Pax

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  10. Piccolo off-topic: c'è un interessante articolo - lunghetto ma ben dettagliato - sul perché il latino è la lingua sacra appropriata per la liturgia cattolica.

    Ne consiglio la lettura non a chi ne è già convinto, ma a chi pensa che il latino nella liturgia sia superfluo, fastidioso o addirittura superato, dannoso, incomprensibile. So già che chi ha questo genere di convinzioni ma nutrite in modo disonesto si guarderà bene dall'ascoltare "l'altra campana" e dal leggere articoli che rischiano anche solo alla lontana di fargli cambiare idea. Per essere "modernisti", infatti, occorre una notevole dose di disonestà intellettuale, di diffidenza nei confronti della verità, di maliziosa pretesa di saper già tutto, di volontà ferrea di non cambiare idea, e soprattutto di paura di sembrare "tradizionalisti".

    "Tràdere", in latino, significa "consegnare", tanto che è l'etimologia sia di "traditore" che di "tradizione".

    Tradizione, cioè qualcosa che ci è stato consegnato, e che ai nostri padri era stato a loro volta consegnato, e che ai loro nonni era stato a loro volta consegnato... risalendo indietro fino agli Apostoli, che quel dono l'hanno ricevuto da Nostro Signore personalmente, con l'ordine di consegnarlo alle generazioni successive. E se per almeno diciassette secoli l'autorità della Chiesa ha ritenuto che il latino fosse adatto alla liturgia, non si può improvvisamente considerare invalido o arretrato o superato ciò che per le generazioni anteriori era sacro e solenne. Nel corso dei secoli la Chiesa ha affinato e precisato modi, metodi e linguaggio, per garantire che quei doni del Signore vengano trasmessi e gustati il più possibile. Chi pretende di spazzar via il latino, di fatto pretende di saperne di più di 17 secoli di santità della Chiesa.

    Il neocatecumenalismo odia il latino - tranne quando sfruttabile per far sembrare importante Kiko: "neocatechumenale iter statuta, communitates in missionem, missio ad gentes, Redemptoris Mater" - proprio perché il neocatecumenalismo odia la Tradizione, perché si capirebbe subito che le squallide invenzioni liturgiche-dottrinali di Kiko e Carmen non hanno niente a che fare con ciò che hanno vissuto i santi per due millenni di storia cristiana, nulla a che fare con ciò che la Tradizione - consegna dopo consegna - ha portato fino a noi, nel modo migliore, quei doni del Signore.

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    1. Promemoria: «Dunque, affermo con la coscienza pulita davanti a Dio che non sono obbligato ad aderire alla nuova liturgia. Nessun cattolico è obbligato ad accettare l’ecumenismo condannato da Pio XI nella Mortalium animos e che è diffusamente presente nella liturgia aggiornata; nessun cattolico è obbligato ad accettare la libertà di culto condannata per millenni dalla Tradizione e dal Magistero, sfigurando la solennità di Cristo Re; nessun cattolico è obbligato ad accettare la Messa versus populum condannata da Pio XII nell’enciclica Mediator Dei; nessun cattolico è obbligato a dire che non è scandalo per un papa baciare il Corano, promuovere il culto della pachamama, o mettere una statua di Lutero in Vaticano. Il famoso teologo Francisco Suarez SJ ha detto che un papa che sovverte la liturgia sarebbe scismatico».

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  11. Miracoli di Carmen Hernandez Barrera

    Miracolo n. il più trinitario

    Domenica 12 giugno 2022, Solennità della Santissima Trinità, il prof. Augusto De Domenicis, S.J., docente di Dogmatica Trinitaria presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. ha tenuto una dotta conferenza sul dogma, nel quale ha spiegato con semplici parole come stavano le cose. Per capire la Trinità basta fare un parallelo con la Triade del Cammino. Se Kiko = Padre, don Mario = Figlio e Maria Ascension = Spirito anto, trattasi di tre persone uguali, perchè hanno la stessa carica di capi supremi del Cammino, e distinte perchè i tre sono diversi, ma interscambiabili. Kiko, che era presente alla conferenza, ha avvisato Semeraro che ha avvisato il Papa che ha detto : "hermano cardenmal, finalmiente ho capito esto dogma. Quando ero dai gesuitas ho studiato il De Trinitate di Sant'Agostino e non ci ho capito una mazza, un vero rompimiento de pelotas. Meno male que c'è Carmensita a salvare capra e cavolos, quindi procedamos con la beatificasion". Semeraro ha avvisato Kiko, che ha ringraziato il Santo Padre inviandogli un pacco con l'edizione originale del De Trinitate in 15 volumi, opera preziosissima del modico valore di 2.000.000 di euro, e un biglietto : "Visto, Sancto Padre, come sono semplici le cose, grasias a una certa sancta? Salud KIko".

    e la causa continua.....

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