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| Luogo dell'"apparizione mariana" a Kiko |
Non è che ci troviamo di fronte a colui che, secondo un vecchio adagio, avendogli dato un dito si è preso tutta la mano?
Pian piano infatti l’Arguello introduce novità MAI concesse dalla Chiesa, quali ultimamente il memoriale della sua “supposta” visione mariana e l’andare a fare catechesi nelle case, in aperto contrasto all’art. 9 (cap. II) dello Statuto che impone che il neocatecumenato “debba NASCERE in parrocchia”.
Tanto per inquadrare meglio il fenomeno dell’”apparizione”, da tanti neocatecumenali creduto e dichiarato, informiamoci un po’ su che cos’è una “visione intellettuale” e quali effetti produce in chi si è manifestata.
Teniamo presente che l'Autorità ecclesiastica a proposito dei "casi dubbi, che non presentano alcun rischio per il bene della Chiesa, si asterrà da ogni giudizio e da ogni azione diretta (perché può anche succedere che, dopo un certo periodo di tempo, il presunto fatto soprannaturale cada nell’oblio); non deve però cessare di essere vigile per intervenire, se necessario, con celerità e prudenza."
Qui, più che cadere nell'oblio, sembra che l'importanza data alla presunta visione dell'Arguello si stia pian piano allargando.
Teniamo presente che l'Autorità ecclesiastica a proposito dei "casi dubbi,
Qui, più che cadere nell'oblio, sembra che l'importanza data alla presunta visione dell'Arguello si stia pian piano allargando.
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| Particolare lugubre del luogo dell''apparizione |
Ci aiuterà nella comprensione il COMPENDIO DI TEOLOGIA ASCETICA E MISTICA di Adolphe Tanquerey, regalo dello scorso Natale da parte di Papa Francesco a tutti i membri della Curia romana.
“Differenza tra le rivelazioni private e le pubbliche.
La rivelazione divina in generale è la manifestazione soprannaturale fatta da Dio di una verità nascosta. Quando questa manifestazione si fa per il bene di tutta la Chiesa si ha la rivelazione pubblica; quando si fa per l’utilità particolare di coloro che ne son favoriti, si ha la rivelazione privata. Di questa sola parliamo.
Ci furono sempre, in tutti i tempi, rivelazioni private, come se ne ha esempi nella Scrittura e nei processi di canonizzazione. Tali rivelazioni non entrano nell’oggetto della fede cattolica, che abbraccia unicamente il deposito contenuto nella Scrittura e nella Tradizione, affidato all’interpretazione della Chiesa. Non vincoliamo quindi la fede di tutti i fedeli; e quando la Chiesa le APPROVA, non ci obbliga a crederle, ma solo permette, come dice Benedetto XIV, che siano PUBBLICATE ad istruzione ed edificazione dei fedeli; onde l’assenso che vi si deve prestare non è atto di fede cattolica, ma atto di fede umana fondato sull’essere queste rivelazioni probabili e pienamente credibili. — Le rivelazioni private non si possono pubblicare senza l’approvazione dell’autorità ecclesiastica.
Parecchi teologi però opinano che le persone a cui sono fatte coteste rivelazioni, e quelle a cui Dio fa annunziare questi voleri, possono farne materia di atto di vera fede, purchè abbiano prove certe della loro autenticità.
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| Per i kikos è già un dogma e bisogna fare la torta |
A ben discernere le vere rivelazioni e scorgere l’elemento umano che vi si può insinuare, occorrono regole che riguardano la persona che riceve rivelazioni, la materia a cui si riferiscono, gli effetti che producono, i segni che le accompagnano.
Dio può certamente far rivelazioni a chi vuole, anche a peccatori, ma abitualmente non le fa che a persone non solo fervorose ma elevate già allo stato mistico. Del resto, anche per interpretare le vere rivelazioni è necessario conoscere le buone qualità e i difetti delle persone che si credono favorite di rivelazioni. Fa quindi d’uopo studiarne le qualità naturali e soprannaturali.
Qualità naturali:
Quanto al temperamento: sono persone ben equilibrate o affette da psiconevrosi o da isterismo? È chiaro infatti che, in quest’ultimo caso, c’è motivo di tener per sospette le pretese rivelazioni, essendo cotesti temperamenti soggetti ad allucinazioni.
Quanto al temperamento: sono persone ben equilibrate o affette da psiconevrosi o da isterismo? È chiaro infatti che, in quest’ultimo caso, c’è motivo di tener per sospette le pretese rivelazioni, essendo cotesti temperamenti soggetti ad allucinazioni.
Sotto l’aspetto intellettuale: si tratta di persona di buon senso, di retto giudizio, oppure di fantasia esaltata, associata a eccessiva sensibilità? Di persona istruita o ignorante? E da chi venne istruita? Le facoltà mentali non sono forse indebolite da malattia o da lunghi digiuni?
Sotto l’aspetto morale: È PERSONA INTIERAMENTE SINCERA O SUOLE AMPLIFICAR LE COSE E QUALCHE VOLTA ANCHE INVENTARLE? È INDOLE CALMA O APPASSIONATA?
La risposta a questi quesiti non proverà certamente se vi fu o non vi fu rivelazione, ma aiuterà molto a giudicare del valore delle affermazioni dei veggenti.
Rispetto alle qualità soprannaturali, si esaminerà se la persona: 1) è dotata di virtù soda e lungamente provata o soltanto di fervore più o meno sensibile; 2) se ha sincera e profonda umiltà o se cerca invece di mettersi in mostra e dire a tutti le sue grazie spirituali; l’umiltà è la pietra di paragone della santità, ov’ella manchi è pessimo segno; 3) se si apre delle sue rivelazioni col direttore anzichè con altri, e se ne segue docilmente i consigli; 4) se è già passata per le prove passive e pei primi gradi di contemplazione; E SOPRATTUTTO SE HA LE ESTASI DELLA VITA, OSSIA SE PRATICA LE VIRTÙ IN GRADO EROICO; DIO INFATTI ORDINARIAMENTE RISERVA LE VISIONI ALLE ANIME PERFETTE.
Notiamo bene che l’avere una persona le dette qualità non prova che abbia avuto la visione o la rivelazione, ma solo ne rende più credibile l’affermazione; come il non averle non prova che la visione o la rivelazione non ci sia stata, ma la rende poco probabile.
Inoltre queste informazioni FARANNO PI' FACILMENTE SCOPRIRE le menzogne o le illusione dei pretesi veggenti. CI SONO INFATTI DI QUELLI CHE, PER SUPERBIA O PER ACQUISTAR CREDITO, SIMULANO VOLONTARIAMENTE ESTASI E VISIONI. ALTRI POI, IN MAGGIOR NUMERO, ILLUSI DALLA VIVA FANTASIA, PRENDONO PER VISIONI O LOCUZIONI INTERIORI LE PROPRIE IDEE.
Come si giudica l’albero dai frutti, così si può giudicar delle rivelazioni dagli effetti che producono nell’anima.
a a ) Stando a S. Ignazio e a S. Teresa, la visione divina cagiona a principio un sentimento di stupore e di paura, a cui presto succede un profondo e durevole sentimento di pace, di gaudio e di sicurezza. Nelle visioni diaboliche avviene il contrario; se a principio sono causa di gaudio, succede presto turbamento, tristezza, scoraggiamento: arti diaboliche onde il demonio fa cadere le anime.
b b) Le vere rivelazioni rassodano l’anima nelle virtù dell’umiltà, dell’obbedienza, della pazienza e della conformità al volere di Dio; le false generano orgoglio, presunzione, disubbidienza.
Una rivelazione può esser vera nella sostanza e contenere errori negli accessori. Dio non moltiplica il miracolo senza necessità e non corregge i pregiudizi o gli errori che possono trovarsi nella mente dei veggenti, avendo egli di mira il loro bene spirituale e non la loro formazione intellettuale. Cosa che intenderemo meglio analizzando le principali cause di errori che occorrono in talune rivelazioni private.
a a) La prima causa è la mescolanza dell’attività umana coll’azione soprannaturale di Dio, massime se si tratti di fantasie e menti vivacissime.
b b) Una rivelazione divina può essere male interpretata.
c c) Una rivelazione può essere inconsapevolmente alterata dal veggente stesso nel momento in cui cerca di spiegarla, o, più spesso ancora, dai suoi segretari.
Per tutte queste ragioni, non c’è prudenza che basti nell’ESAME DELLE RIVELAZIONI PRIVATE.
Ottima cosa per noi imitare il savio riserbo della Chiesa e dei Santi. ORA LA CHIESA NON AMMETTE RIVELAZIONI SE NON QUANDO SIANO BENE E DEBITAMENTE ACCERTATE E ANCHE ALLORA NON LE IMPONE ALLA CREDENZA DEI FEDELI. ANZI, QUANDO SI TRATTI D’ISTITUIRE UNA FESTA O DI QUALCHE ESTERNA FONDAZIONE, ASPETTA LUNGHI ANNI PRIMA DI DARE IL SUO GIUDIZIO, non risolvendosi se non dopo aver maturamente esaminata la cosa in sè e in relazione col Domma e colla Liturgia.
Non si darà quindi giudizio certo rispetto a una rivelazione privata se non quando si avranno prove convincenti, prove che furono molto bene compendiate da Benedetto XIV nel libro sulle Canonizzazioni. Ordinariamente non si stia a una prova sola ma se ne esigano parecchie, osservando pure se le prove sono cumulative e convergenti e se si porgono vicendevolmente conferma; quanto più le prove sono numerose tanto più si è sicuri.
Un direttore, che riceva confidenze in fatto di rivelazioni e visioni, badi bene a non mostrarne ammirazione, perchè potrebbe con ciò animare i veggenti a tenerle subito per vere e forse a insuperbirne. Dica invece che c’è qualche cosa di meglio delle rivelazioni ed è la pratica delle virtù; che è facile illudersi su questo punto; che bisogna diffidare, e a principio piuttosto rigettarle che accoglierle.
Tale la regola indicata dai Santi. Ecco ciò che scrive S. Teresa: “Si tratti di persone inferme o di sane, vi è sempre da temere in queste cose, finchè non si sia bene conosciuto lo spirito. E dico che a principio è sempre meglio allontanarle; perchè se vengono da Dio, ciò serve maggiormente per andare avanti e crescono anzi quando sono provate. La cosa è così; ma si badi a non importunar troppo l’anima e inquietarla, perchè veramente lei non può far di più”. S. Giovanni della Croce è ancora più energico; dopo aver indicato i sei principali inconvenienti che ne verrebbero dal far buona accoglienza a queste visioni, aggiunge: “GODE ASSAI IL DEMONIO QUANDO UN’ANIMA È FACILE AD AMMETTERE RIVELAZIONI E LA VEDE AD ESSE INCLINATA; PERCHÈ HA ALLORA MOLTA OCCASIONE E MODO DI INSINUARE ERRORI E DEROGARE IN CIÒ CHE GLI È POSSIBILE ALLA FEDE; PERCHÈ, COME DISSI, GRANDE INDELICATEZZA RISPETTO ALLA FEDE ENTRA NELL’ANIMA CHE LE CERCA E TALORA ANCHE FORTI TENTAZIONI E SCONVENIENZE”
Il direttore però deve trattare con dolcezza le persone che credono di avere rivelazioni; perchè così potrà guadagnarsene la confidenza e aver modo di più efficacemente conoscere le particolarità necessarie a dare, dopo matura riflessione, un sicuro giudizio. Se sono illuse, avrà maggior autorità per illuminarle e ricondurle alla verità.
Tal è il consiglio di S. Giovanni della Croce, che è pur così severo in fatto di visioni: “Si badi però che, se abbiamo tanto severamente inculcato la necessità di rigettare cosiffatte cose (visioni, rivelazioni, locuzioni) e detto che i confessori non ne introducano discorso con le anime, non intendiamo con ciò che ne debbano mostrare tale disgusto e disprezzo, da dar loro occasione di avvilirsi e non dir più nulla; dal che verrebbero gravi inconvenienti”.
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| Targa al luogo dell'"apparizione", la casa di Kiko già diventata meta di pellegrinaggi kikiani. |
Tal fu la condotta tenuta dai Santi. S. Teresa, che ebbe tante rivelazioni, non volle mai che i suoi direttori le prendessero ad unica norma delle loro risoluzioni. Così, quando Nostro Signore le disse per rivelazione di fondare il monastero riformato di Avila, sottopose umilmente questo disegno al direttore e, mostrandosene egli incerto, prese consiglio da S. Pietro d’Alcantara, da S. Francesco Borgia e da S. Luigi Bertrando.
Pei veggenti poi l’unica regola da tenere è di palesare le rivelazioni a un savio direttore e seguirne umilmente e intieramente i consigli: è il mezzo migliore per non smarrirsi.
Le rivelazioni di cui abbiamo parlato sono concesse specialmente PER BENE PROPRIO DI CHI LE RICEVE, le grazie gratisdate invece specialmente per bene altrui. Sono infatti doni gratuiti, straordinari e passeggieri, conferiti direttamente a vantaggio altrui, benchè indirettamente possano pure servire alla propria santificazione. S. Paolo ne parla col nome di carismi; e nell’Epistola ai Corinti ne enumera nove, tutti provenienti dallo stesso Spirito (sapienza, scienza, fede, guarigioni, miracoli, profezia, discernimento degli spiriti, lingue, interpretazione)”.
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| Una piccola "casetta", tanto da poter oggi essere convertita in hotel (il drappo rosso, rimosso all'inaugurazione, nasconde la targa) |
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Non essendo nessuno di noi in grado di discernere tale situazione, non osiamo dare un giudizio.
Pensiamo sia bene però puntualizzare alcune cose che sappiamo, affinché ognuno possa trarre le proprie conclusioni.
Pensiamo sia bene però puntualizzare alcune cose che sappiamo, affinché ognuno possa trarre le proprie conclusioni.
1 1. La visione kikiana non ha avuto alcuna APPROVAZIONE né, per quello che ne sappiamo, nemmeno alcuna valutazione.
2 2. "Il Signore “abitualmente non fa queste rivelazioni a persone che non siano solo fervorose, ma elevate già allo stato mistico.” Kiko riporta episodi mistici “dopo” la visione, non già da prima, ed anche quelli da nessuno comprovati.
3 3. "Bisogna valutare se la persona è “interamente sincera o suole amplificar le cose e qualche volta anche inventarle. Se è indole calma o appassionata, se cerca di mettersi in mostra e dire a tutti le sue grazie spirituali (l’umiltà è la pietra di paragone della santità, ove ella manchi è pessimo segno)”. Kiko è un mentitore abituale, amplifica le cose e spesso le inventa. Inutile dire che in tutti i modi cerca di mettere in mostra se stesso e dice coram populo le sue “grazie spirituali” non verificate, addirittura nei bar ad una appena conosciuta.
4 4. "Bisogna valutare se si apre delle sue rivelazioni col direttore anzichè con altri, e se ne segue docilmente i consigli". Kiko non ha mai parlato di alcun “consiglio”, tranne il monastero da cui venne subito via, come in un film, proprio nell'atto in cui stavano praticandogli la tonsura. Da ora in avanti lo farà, probabilmente… Royo Marin, per ammissione di Kiko, fu consultato successivamente alla visione della Madonna (chiamò solo un suo amico direttore dell'A.C. per quella) e molto sbrigativamente parlò di “riunione di potenze” e “tocco di sostanza”. Ma lo dice Kiko, per l’appunto dopo la morte di questo domenicano. Nessuna prova. Nessuno scritto.
5 5. "se pratica le virtù in grado eroico; Dio infatti ordinariamente riserva le visioni alle anime perfette". Non mi sembra di aver mai saputo che Kiko praticasse la virtù in grado eroico. A 20 anni, tanti ne aveva al tempo della presunta “visione”, sappiamo che si dedicava ai concorsi e agli studi artistici, era "ricco e famoso".
6 6. "ci sono infatti di quelli che, per superbia o per acquistar credito, simulano volontariamente estasi e visioni". Sul fatto della superbia, no comment. Ma non si dica che Kiko non utilizza questo presunto misticismo per acquistare credito. Quale altro credito potrebbe vantare altrimenti?
7 7. "In principio il soggetto prova un sentimento di stupore e di paura, a cui presto succede un profondo e durevole sentimento di pace, di gaudio e di sicurezza. Nelle visioni diaboliche avviene il contrario; se a principio sono causa di gaudio, succede presto turbamento, tristezza, scoraggiamento: arti diaboliche onde il demonio fa cadere le anime.
Le vere rivelazioni rassodano l’anima nelle virtù dell’umiltà, dell’obbedienza, della pazienza e della conformità al volere di Dio; le false generano orgoglio, presunzione, disubbidienza". Di tutte queste virtù, nel signor Arguello, mi pare non se ne possa riscontrare nemmeno una mentre, al contrario, orgoglio, presunzione e disubbidienza imperano. Inoltre, dopo la presunta visione della Madonna, che dovrebbe produrre tutto ciò che abbiamo letto, se ne va con i marxisti e diventa mezzo ateo, mostrando come effetto scoraggiamento e tristezza (la crisi...). Si potrebbe dire che ha avuto un "ritorno spirituale" a scoppio ritardato. Al momento, la visione della Madonna in lui non aveva prodotto un baffo a livello spirituale, se non confusione, dubbi e rifiuto,come lui stesso racconta.
Le vere rivelazioni rassodano l’anima nelle virtù dell’umiltà, dell’obbedienza, della pazienza e della conformità al volere di Dio; le false generano orgoglio, presunzione, disubbidienza". Di tutte queste virtù, nel signor Arguello, mi pare non se ne possa riscontrare nemmeno una mentre, al contrario, orgoglio, presunzione e disubbidienza imperano. Inoltre, dopo la presunta visione della Madonna, che dovrebbe produrre tutto ciò che abbiamo letto, se ne va con i marxisti e diventa mezzo ateo, mostrando come effetto scoraggiamento e tristezza (la crisi...). Si potrebbe dire che ha avuto un "ritorno spirituale" a scoppio ritardato. Al momento, la visione della Madonna in lui non aveva prodotto un baffo a livello spirituale, se non confusione, dubbi e rifiuto,come lui stesso racconta.
8 8. “la chiesa non ammette rivelazioni se non quando siano bene e debitamente accertate”. Per cui, in mancanza di accertamento, è veramente ignobile “festeggiare” o “celebrare” una visione sulla sola parola dell’interessato, com’è stato comandato di fare addirittura nel giorno dell’Immacolata Concezione. Se La Chiesa non sta attenta, tra un po' l'8 dicembre diventa la ricorrenza della visione di Kiko per i neocatecumenali, invece che quella dell'Immacolata.
9 9. “Un direttore, che riceva confidenze in fatto di rivelazioni e visioni, badi bene a non mostrarne ammirazione, perchè potrebbe con ciò animare i veggenti a tenerle subito per vere e forse a insuperbirne”. Ma allora Royo Marin disattese totalmente queste raccomandazioni, fu avventato, secondo la parola di Kiko. Subito disse: "hai avuto una riunione di potenze!" "un tocco di sostanza!". Kiko non ha mai riportato una sola volta che prima ci fu un'attenta e doverosa indagine. Ci fosse stata, l'avrebbe amplificata al massimo, come fa sempre.
1 10. “gode assai il demonio quando un’anima è facile ad ammettere rivelazioni e la vede ad esse inclinata; perchè ha allora molta occasione e modo di INSINUARE ERRORI e DEROGARE in ciò che gli è possibile, ALLA FEDE; perchè, come dissi, grande indelicatezza rispetto alla fede entra nell’anima che le cerca e talora anche forti tentazioni e sconvenienze”. La facilità ad ammettere rivelazioni in Kiko mi pare proverbiale: ad una sconosciuta in un bar… La conseguenza la sappiamo: ERRORI dottrinali e DEROGHE a profusione. Mi piace l'inciso "in ciò che gli è possibile", riferito al demonio, perché dimostra come si possa arrivare fino ad un certo punto, che il Signore non permette possa essere sorpassato. Per dirne una, il CNC non ha mai sostituito la Chiesa, come lasciava intendere Kiko all'inizio. Fortunatamente la dottrina kikiana è limitata ai soli neocatecumenali.
n 11. "Se si tratta di qualche istituzione o fondazione esterna, il direttore badi bene di non assecondarle prima di avere diligentemente pesate le ragioni pro e contro al LUME DELLA SOPRANNATURALE PRUDENZA". Se quindi il CNC è nato, si dice, per ispirazione della Vergine Maria, quantomeno quell'ispirazione andava valutata e approvata, meglio ancora se l'approvazione fosse stata pubblicata. Per sicurezza, visto che non ci se ne può stare alla sola parola del dichiarante, com'è anche intuibile.
1 12. “Le rivelazioni di cui abbiamo parlato sono concesse specialmente PER BENE PROPRIO DI CHI LE RICEVE.” Per questo si chiamano “private”. Non sono primariamente per il bene degli altri, catecumeni e quant’altro, secondo quanto predica Kiko: “il Signore mi ha ELETTO per essere vostro catechista”…


















