martedì 10 dicembre 2019

NEOCATECUMENALI, CELEBRATE LA VISIONE INTELLETTUALE DELLA MADONNA APPARSA A KIKO!

Vista la novità di quest’anno, la celebrazione comandata alle Comunità Neocatecumenali per celebrare i 60 anni dall’apparizione della Madonna all’Arguello, ci sembra proprio il caso di dire due paroline…

Luogo dell'"apparizione mariana" a Kiko
Non è che ci troviamo di fronte a colui che, secondo un vecchio adagio, avendogli dato un dito si è preso tutta la mano?

Pian piano infatti l’Arguello introduce novità MAI concesse dalla Chiesa, quali ultimamente il memoriale della sua “supposta” visione mariana e l’andare a fare catechesi nelle case, in aperto contrasto all’art. 9 (cap. II) dello Statuto che impone che il neocatecumenato “debba NASCERE in parrocchia”.

Tanto per inquadrare meglio il fenomeno dell’”apparizione”, da tanti neocatecumenali creduto e dichiarato, informiamoci un po’ su che cos’è una “visione intellettuale” e quali effetti produce in chi si è manifestata.
Teniamo presente che l'Autorità ecclesiastica a proposito dei "casi dubbi, 
che non presentano alcun rischio per il bene della Chiesa, si asterrà da ogni giudizio e da ogni azione diretta (perché può anche succedere che, dopo un certo periodo di tempo, il presunto fatto soprannaturale cada nell’oblio); non deve però cessare di essere vigile per intervenire, se necessario, con celerità e prudenza."
Qui, più che cadere nell'oblio, sembra che l'importanza data alla presunta visione dell'Arguello si stia pian piano allargando.

Particolare lugubre del
 luogo dell''apparizione






Ci aiuterà nella comprensione il COMPENDIO DI TEOLOGIA ASCETICA E MISTICA di Adolphe Tanquerey, regalo dello scorso Natale da parte di Papa Francesco a tutti i membri della Curia romana.

 “Differenza tra le rivelazioni private e le pubbliche. 
La rivelazione divina in generale è la manifestazione soprannaturale fatta da Dio di una verità nascosta. Quando questa manifestazione si fa per il bene di tutta la Chiesa si ha la rivelazione pubblica; quando si fa per l’utilità particolare di coloro che ne son favoriti, si ha la rivelazione privata. Di questa sola parliamo.

Ci furono sempre, in tutti i tempi, rivelazioni private, come se ne ha esempi nella Scrittura e nei processi di canonizzazione. Tali rivelazioni non entrano nell’oggetto della fede cattolica, che abbraccia unicamente il deposito contenuto nella Scrittura e nella Tradizione, affidato all’interpretazione della Chiesa. Non vincoliamo quindi la fede di tutti i fedeli; e quando la Chiesa le APPROVA, non ci obbliga a crederle, ma solo permette, come dice Benedetto XIV, che siano PUBBLICATE ad istruzione ed edificazione dei fedeli; onde l’assenso che vi si deve prestare non è atto di fede cattolica, ma atto di fede umana fondato sull’essere queste rivelazioni probabili e pienamente credibili. — Le rivelazioni private non si possono pubblicare senza l’approvazione dell’autorità ecclesiastica.

Parecchi teologi però opinano che le persone a cui sono fatte coteste rivelazioni, e quelle a cui Dio fa annunziare questi voleri, possono farne materia di atto di vera fede, purchè abbiano prove certe della loro autenticità.

Per i kikos è già un dogma
e bisogna fare la torta
E veramente le visioni sono soggette a molte illusioni, onde è necessario dare delle regole per discernere le vere dalle false.

A ben discernere le vere rivelazioni e scorgere l’elemento umano che vi si può insinuare, occorrono regole che riguardano la persona che riceve rivelazioni, la materia a cui si riferiscono, gli effetti che producono, i segni che le accompagnano.

Dio può certamente far rivelazioni a chi vuole, anche a peccatori, ma abitualmente non le fa che a persone non solo fervorose ma elevate già allo stato mistico. Del resto, anche per interpretare le vere rivelazioni è necessario conoscere le buone qualità e i difetti delle persone che si credono favorite di rivelazioni. Fa quindi d’uopo studiarne le qualità naturali e soprannaturali.

Qualità naturali: 
Quanto al temperamento: sono persone ben equilibrate o affette da psiconevrosi o da isterismo? È chiaro infatti che, in quest’ultimo caso, c’è motivo di tener per sospette le pretese rivelazioni, essendo cotesti temperamenti soggetti ad allucinazioni.

Sotto l’aspetto intellettuale: si tratta di persona di buon senso, di retto giudizio, oppure di fantasia esaltata, associata a eccessiva sensibilità? Di persona istruita o ignorante? E da chi venne istruita? Le facoltà mentali non sono forse indebolite da malattia o da lunghi digiuni?

Sotto l’aspetto morale: È PERSONA INTIERAMENTE SINCERA O SUOLE AMPLIFICAR LE COSE E QUALCHE VOLTA ANCHE INVENTARLE? È INDOLE CALMA O APPASSIONATA?
La risposta a questi quesiti non proverà certamente se vi fu o non vi fu rivelazione, ma aiuterà molto a giudicare del valore delle affermazioni dei veggenti.

Rispetto alle qualità soprannaturali, si esaminerà se la persona: 1) è dotata di virtù soda e lungamente provata o soltanto di fervore più o meno sensibile; 2) se ha sincera e profonda umiltà o se cerca invece di mettersi in mostra e dire a tutti le sue grazie spirituali; l’umiltà è la pietra di paragone della santità, ov’ella manchi è pessimo segno; 3) se si apre delle sue rivelazioni col direttore anzichè con altri, e se ne segue docilmente i consigli; 4) se è già passata per le prove passive e pei primi gradi di contemplazione; E SOPRATTUTTO SE HA LE ESTASI DELLA VITA, OSSIA SE PRATICA LE VIRTÙ IN GRADO EROICO; DIO INFATTI ORDINARIAMENTE RISERVA LE VISIONI ALLE ANIME PERFETTE.

Notiamo bene che l’avere una persona le dette qualità non prova che abbia avuto la visione o la rivelazione, ma solo ne rende più credibile l’affermazione; come il non averle non prova che la visione o la rivelazione non ci sia stata, ma la rende poco probabile.

Inoltre queste informazioni FARANNO PI' FACILMENTE SCOPRIRE  le menzogne o le illusione dei pretesi veggenti. CI SONO INFATTI DI QUELLI CHE, PER SUPERBIA O PER ACQUISTAR CREDITO, SIMULANO VOLONTARIAMENTE ESTASI E VISIONI. ALTRI POI, IN MAGGIOR NUMERO, ILLUSI DALLA VIVA FANTASIA, PRENDONO PER VISIONI O LOCUZIONI INTERIORI LE PROPRIE IDEE.

Come si giudica l’albero dai frutti, così si può giudicar delle rivelazioni dagli effetti che producono nell’anima.

a    a ) Stando a S. Ignazio e a S. Teresa, la visione divina cagiona a principio un sentimento di stupore e di paura, a cui presto succede un profondo e durevole sentimento di pace, di gaudio e di sicurezza. Nelle visioni diaboliche avviene il contrario; se a principio sono causa di gaudio, succede presto turbamento, tristezza, scoraggiamento: arti diaboliche onde il demonio fa cadere le anime.
b    b)  Le vere rivelazioni rassodano l’anima nelle virtù dell’umiltà, dell’obbedienza, della pazienza e della conformità al volere di Dio; le false generano orgoglio, presunzione, disubbidienza.

Una rivelazione può esser vera nella sostanza e contenere errori negli accessori. Dio non moltiplica il miracolo senza necessità e non corregge i pregiudizi o gli errori che possono trovarsi nella mente dei veggenti, avendo egli di mira il loro bene spirituale e non la loro formazione intellettuale. Cosa che intenderemo meglio analizzando le principali cause di errori che occorrono in talune rivelazioni private.
a    a)  La prima causa è la mescolanza dell’attività umana coll’azione soprannaturale di Dio, massime se si tratti di fantasie e menti vivacissime.
b    b)  Una rivelazione divina può essere male interpretata.
c    c)  Una rivelazione può essere inconsapevolmente alterata dal veggente stesso nel momento in cui cerca di spiegarla, o, più spesso ancora, dai suoi segretari.

Per tutte queste ragioni, non c’è prudenza che basti nell’ESAME DELLE RIVELAZIONI PRIVATE.

Ottima cosa per noi imitare il savio riserbo della Chiesa e dei Santi. ORA LA CHIESA NON AMMETTE RIVELAZIONI SE NON QUANDO SIANO BENE E DEBITAMENTE ACCERTATE E ANCHE ALLORA NON LE IMPONE ALLA CREDENZA DEI FEDELI. ANZI, QUANDO SI TRATTI D’ISTITUIRE UNA FESTA O DI QUALCHE ESTERNA FONDAZIONE, ASPETTA LUNGHI ANNI PRIMA DI DARE IL SUO GIUDIZIO, non risolvendosi se non dopo aver maturamente esaminata la cosa in sè e in relazione col Domma e colla Liturgia.

Non si darà quindi giudizio certo rispetto a una rivelazione privata se non quando si avranno prove convincenti, prove che furono molto bene compendiate da Benedetto XIV nel libro sulle Canonizzazioni. Ordinariamente non si stia a una prova sola ma se ne esigano parecchie, osservando pure se le prove sono cumulative e convergenti e se si porgono vicendevolmente conferma; quanto più le prove sono numerose tanto più si è sicuri.

Un direttore, che riceva confidenze in fatto di rivelazioni e visioni, badi bene a non mostrarne ammirazione, perchè potrebbe con ciò animare i veggenti a tenerle subito per vere e forse a insuperbirne. Dica invece che c’è qualche cosa di meglio delle rivelazioni ed è la pratica delle virtù; che è facile illudersi su questo punto; che bisogna diffidare, e a principio piuttosto rigettarle che accoglierle.

Tale la regola indicata dai Santi. Ecco ciò che scrive S. Teresa: “Si tratti di persone inferme o di sane, vi è sempre da temere in queste cose, finchè non si sia bene conosciuto lo spirito. E dico che a principio è sempre meglio allontanarle; perchè se vengono da Dio, ciò serve maggiormente per andare avanti e crescono anzi quando sono provate. La cosa è così; ma si badi a non importunar troppo l’anima e inquietarla, perchè veramente lei non può far di più”. S. Giovanni della Croce è ancora più energico; dopo aver indicato i sei principali inconvenienti che ne verrebbero dal far buona accoglienza a queste visioni, aggiunge: “GODE ASSAI IL DEMONIO QUANDO UN’ANIMA È FACILE AD AMMETTERE RIVELAZIONI E LA VEDE AD ESSE INCLINATA; PERCHÈ HA ALLORA MOLTA OCCASIONE E MODO DI INSINUARE ERRORI E DEROGARE IN CIÒ CHE GLI È POSSIBILE ALLA FEDE; PERCHÈ, COME DISSI, GRANDE INDELICATEZZA RISPETTO ALLA FEDE ENTRA NELL’ANIMA CHE LE CERCA E TALORA ANCHE FORTI TENTAZIONI E SCONVENIENZE”

Il direttore però deve trattare con dolcezza le persone che credono di avere rivelazioni; perchè così potrà guadagnarsene la confidenza e aver modo di più efficacemente conoscere le particolarità necessarie a dare, dopo matura riflessione, un sicuro giudizio. Se sono illuse, avrà maggior autorità per illuminarle e ricondurle alla verità.
Tal è il consiglio di S. Giovanni della Croce, che è pur così severo in fatto di visioni: “Si badi però che, se abbiamo tanto severamente inculcato la necessità di rigettare cosiffatte cose (visioni, rivelazioni, locuzioni) e detto che i confessori non ne introducano discorso con le anime, non intendiamo con ciò che ne debbano mostrare tale disgusto e disprezzo, da dar loro occasione di avvilirsi e non dir più nulla; dal che verrebbero gravi inconvenienti”.

Targa al luogo dell'"apparizione", la casa di Kiko
già diventata meta di pellegrinaggi kikiani.
Se si tratta di qualche istituzione o fondazione esterna, il direttore badi bene di non assecondarle prima di avere diligentemente pesate le ragioni pro e contro al LUME DELLA SOPRANNATURALE PRUDENZA.
Tal fu la condotta tenuta dai Santi. S. Teresa, che ebbe tante rivelazioni, non volle mai che i suoi direttori le prendessero ad unica norma delle loro risoluzioni. Così, quando Nostro Signore le disse per rivelazione di fondare il monastero riformato di Avila, sottopose umilmente questo disegno al direttore e, mostrandosene egli incerto, prese consiglio da S. Pietro d’Alcantara, da S. Francesco Borgia e da S. Luigi Bertrando.

Pei veggenti poi l’unica regola da tenere è di palesare le rivelazioni a un savio direttore e seguirne umilmente e intieramente i consigli: è il mezzo migliore per non smarrirsi.

Le rivelazioni di cui abbiamo parlato sono concesse specialmente PER BENE PROPRIO DI CHI LE RICEVE, le grazie gratisdate invece specialmente per bene altrui. Sono infatti doni gratuiti, straordinari e passeggieri, conferiti direttamente a vantaggio altrui, benchè indirettamente possano pure servire alla propria santificazione. S. Paolo ne parla col nome di carismi; e nell’Epistola ai Corinti ne enumera nove, tutti provenienti dallo stesso Spirito (sapienza, scienza, fede, guarigioni, miracoli, profezia, discernimento degli spiriti, lingue, interpretazione)”.
 
Una piccola "casetta", tanto da poter oggi essere convertita in hotel
(il drappo rosso, rimosso all'inaugurazione, nasconde la targa)
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Non essendo nessuno di noi in grado di discernere tale situazione, non osiamo dare un giudizio.

Pensiamo sia bene però puntualizzare alcune cose che sappiamo, affinché ognuno possa trarre le proprie conclusioni.


1    1.  La visione kikiana non ha avuto alcuna APPROVAZIONE né, per quello che ne sappiamo, nemmeno alcuna valutazione.

2    2.  "Il Signore “abitualmente non fa queste rivelazioni a persone che non siano solo fervorose, ma elevate già allo stato mistico.” Kiko riporta episodi mistici “dopo” la visione, non già da prima, ed anche quelli da nessuno comprovati.

3    3.   "Bisogna valutare se la persona è “interamente sincera o suole amplificar le cose e qualche volta anche inventarle. Se è indole calma o appassionata, se cerca di mettersi in mostra e dire a tutti le sue grazie spirituali (l’umiltà è la pietra di paragone della santità, ove ella manchi è pessimo segno)”. Kiko è un mentitore abituale, amplifica le cose e spesso le inventa. Inutile dire che in tutti i modi cerca di mettere in mostra se stesso e dice coram populo le sue “grazie spirituali” non verificate, addirittura nei bar ad una appena conosciuta.

4    4.    "Bisogna valutare se si apre delle sue rivelazioni col direttore anzichè con altri, e se ne segue docilmente i consigli". Kiko non ha mai parlato di alcun “consiglio”, tranne il monastero da cui venne  subito via, come in un film, proprio nell'atto in cui stavano praticandogli la tonsura. Da ora in avanti lo farà, probabilmente… Royo Marin, per ammissione di Kiko, fu consultato successivamente alla visione della Madonna (chiamò solo un suo amico direttore dell'A.C. per quella) e molto sbrigativamente parlò di “riunione di potenze” e “tocco di sostanza”. Ma lo dice Kiko, per l’appunto dopo la morte di questo domenicano. Nessuna prova. Nessuno scritto.

5    5.    "se pratica le virtù in grado eroico; Dio infatti ordinariamente riserva le visioni alle anime perfette". Non mi sembra di aver mai saputo che Kiko praticasse la virtù in grado eroico. A 20 anni, tanti ne aveva al tempo della presunta “visione”, sappiamo che si dedicava ai concorsi e agli studi artistici, era "ricco e famoso".

6    6.    "ci sono infatti di quelli che, per superbia o per acquistar credito, simulano volontariamente estasi e visioni". Sul fatto della superbia, no comment. Ma non si dica che Kiko non utilizza questo presunto misticismo per acquistare credito. Quale altro credito potrebbe vantare altrimenti?

7    7.   "In principio il soggetto prova un sentimento di stupore e di paura, a cui presto succede un profondo e durevole sentimento di pace, di gaudio e di sicurezza. Nelle visioni diaboliche avviene il contrario; se a principio sono causa di gaudio, succede presto turbamento, tristezza, scoraggiamento: arti diaboliche onde il demonio fa cadere le anime.
Le vere rivelazioni rassodano l’anima nelle virtù dell’umiltà, dell’obbedienza, della pazienza e della conformità al volere di Dio; le false generano orgoglio, presunzione, disubbidienza"
. Di tutte queste virtù, nel signor Arguello, mi pare non se ne possa riscontrare nemmeno una mentre, al contrario, orgoglio, presunzione e disubbidienza imperano. Inoltre, dopo la presunta visione della Madonna, che dovrebbe produrre tutto ciò che abbiamo letto, se ne va con i marxisti e diventa mezzo ateo, mostrando come effetto scoraggiamento e tristezza (la crisi...). Si potrebbe dire che ha avuto un "ritorno spirituale" a scoppio ritardato. Al momento, la visione della Madonna in lui non aveva prodotto un baffo a livello spirituale, se non confusione, dubbi e rifiuto,come lui stesso racconta.


8    8.    “la chiesa non ammette rivelazioni se non quando siano bene e debitamente accertate”. Per cui, in mancanza di accertamento, è veramente ignobile “festeggiare” o “celebrare” una visione sulla sola parola dell’interessato, com’è stato comandato di fare addirittura nel giorno dell’Immacolata Concezione. Se La Chiesa non sta attenta, tra un po' l'8 dicembre diventa la ricorrenza della visione di Kiko per i neocatecumenali, invece che quella dell'Immacolata.

9    9.    “Un direttore, che riceva confidenze in fatto di rivelazioni e visioni, badi bene a non mostrarne ammirazione, perchè potrebbe con ciò animare i veggenti a tenerle subito per vere e forse a insuperbirne”. Ma allora Royo Marin disattese totalmente queste raccomandazioni, fu avventato, secondo la parola di Kiko. Subito disse: "hai avuto una riunione di potenze!" "un tocco di sostanza!". Kiko non ha mai riportato una sola volta che prima ci fu un'attenta e doverosa indagine. Ci fosse stata, l'avrebbe amplificata al massimo, come fa sempre.

1    10.   “gode assai il demonio quando un’anima è facile ad ammettere rivelazioni e la vede ad esse inclinata; perchè ha allora molta occasione e modo di INSINUARE ERRORI e DEROGARE in ciò che gli è possibile, ALLA FEDE; perchè, come dissi, grande indelicatezza rispetto alla fede entra nell’anima che le cerca e talora anche forti tentazioni e sconvenienze”. La facilità ad ammettere rivelazioni in Kiko mi pare proverbiale: ad una sconosciuta in un bar… La conseguenza la sappiamo: ERRORI dottrinali e DEROGHE a profusione. Mi piace l'inciso "in ciò che gli è possibile", riferito al demonio, perché dimostra come si possa arrivare fino ad un certo punto, che il Signore non permette possa essere sorpassato. Per dirne una, il CNC non ha mai sostituito la Chiesa, come lasciava intendere Kiko all'inizio. Fortunatamente la dottrina kikiana è limitata ai soli neocatecumenali.

n    11.  "Se si tratta di qualche istituzione o fondazione esterna, il direttore badi bene di non assecondarle prima di avere diligentemente pesate le ragioni pro e contro al LUME DELLA SOPRANNATURALE PRUDENZA". Se quindi il CNC è nato, si dice, per ispirazione della Vergine Maria, quantomeno quell'ispirazione andava valutata e approvata, meglio ancora se l'approvazione fosse stata pubblicata. Per sicurezza, visto che non ci se ne può stare alla sola parola del dichiarante, com'è anche intuibile.

1    12.  “Le rivelazioni di cui abbiamo parlato sono concesse specialmente PER BENE PROPRIO DI CHI LE RICEVE.” Per questo si chiamano “private”. Non sono primariamente per il bene degli altri, catecumeni e quant’altro, secondo quanto predica Kiko: “il Signore mi ha ELETTO per essere vostro catechista”…

domenica 8 dicembre 2019

Intervista a Paola

Padre Enrico Zoffoli insegna ad un nipotino
a venerare l'immagine di Gesù crocifisso
Intervista di Lydia Tamburrino a Paola Travaglini, 85 anni, tre figli, nove nipoti una persona semplice, “comune”, attaccata strenuamente al Magistero bimillenario della Chiesa, nel solco dei più grandi teologi e sacerdoti che ha conosciuto nella sua vita, a cominciare da Padre Enrico Zoffoli, con il quale ha collaborato.

Quali sono i suoi fondamentali nella religione cattolica?

Prima di tutto la mia appartenenza al Cristianesimo è un’appartenenza all’unica Rivelazione nella storia, dove il Signore Gesù, Figlio Unigenito di Dio, si fa carne e con la Sua morte in Croce mi redime.

Da che cosa la redime?

Dal peccato, che è un’offesa a Dio.

Oggi, perchè è amareggiata?

Sono amareggiata perchè vedo come trattano sia i sacerdoti che i laici la Santissima Eucaristia. Dal 1983 ho incominciato a difendere le Sacre Specie, perchè fui testimone oculare di atti di profanazione in San Giovanni in Laterano e per questo feci una denuncia (n.d.r.: vedi “Il segno del soprannaturale”, n. 177, marzo 2003), ma tutto cadde nel silenzio, perchè non ebbi una risposta. Qui iniziò la mia battaglia per difendere Gesù e così potei incontrare sacerdoti e vescovi santi.
Collaborai con tanti di essi, con i vescovi Pestana e Bommarito, con Gherardini, con Landucci, oltre che con padre Zoffoli e il cardinale Ivan Diaz. Incontrai perfino due volte, una delle quali fortuita, l’allora cardinale Ratzinger. Erano in tanti ad opporsi al decreto del cardinale Poletti, che chiedeva di prendere la Comunione in mano. La Chiesa di sempre difendeva le Sacre Specie. Sono stata testimone oculare di liturgie con balli e profanazioni. Le ho fotografate e denunciate… Non mi sono mai arresa. Oggi, invece, vedo che il male è dichiarato bene e viceversa.

Da dove parte secondo lei tutto questo?

Per mia esperienza, sono certa che tutto è partito dalla deriva della liturgia neocatecumenale. S’intende, sono brave persone i catecumeni, ma con tanti errori dottrinali mai corretti dalla Chiesa.

Ci faccia un esempio.

Guardi, il più sconcertante è l’oggetto della mia pubblica denuncia. Padre Mirco, del Cammino Neocatecumenale, in San Giovanni in Laterano, in presenza di altri testimoni, ebbe a dire che loro non credono nella Transustanziazione, ma nella transignificazione (ricordo della Cena). Le pare poca cosa!?!
Io non mi capacito come di fronte a tale gravità dei fatti, i papi non solo hanno taciuto, ma anche approvato. Tant’è che oggi mi ritrovo sul foglietto della Domenica primo ottobre 2017 che la Chiesa ringrazia Lutero del grande dono spirituale e teologico che ci ha fatto. Ma come si fa, mi domando in un colloquio interiore, a screditare così il sacrificio dei martiri che sono morti per la fede? Penso, per esempio, a Tommaso Moro.

Forse la Chiesa si è modernizzata!?!

Ma cosa dice, la Chiesa è irreformabile e immutabile, perchè custodisce la Verità. La Verità non può essere messa ai voti con la collegialità (la Cei). La Verità è Una e non cambia.

Quando va a Messa oggi, perchè dice di soffrire?

Perchè parecchi sacerdoti non spiegano la parola di Dio in base al Magistero, ma fanno dire alla Sacra Scrittura le cose più fantasiose. Faccio dire tante Messe, proprio per i Sacerdoti, perchè il sacerdote può assolvermi dal peccato e celebrare la Messa. Solo a lui, neanche alla Vergine Santissima è stato dato questo potere. Purtroppo, oggi si preferisce dire Messa concelebrata, andando contro il diritto canonico (canone 904). Anche se ci fossero sull’altare otto sacerdoti che concelebrano, la Messa è una, uno il Sacrificio, uno la Vittima, uno Gesù. Così facendo si sottrae tanta grazia a Dio, perchè tante Messe vengono meno. Il sacrificio non si moltiplica in base ai celebranti. Ecco perchè lo stesso Paolo VI sollecita ed evidenzia il valore immenso della Messa, anche se celebrata da un solo sacerdote senza assemblea (Mysterium Fidei, n. 15). Io le sottolineo che a noi è stato sempre insegnato che sull’altare, in quel momento, c’è tutta la Chiesa: militante, purgante e trionfante.

Nella sua denuncia si parla anche di confessioni pubbliche…

Sì, è vero. I neocatecumenali hanno diversi ingressi piramidali e ogni gradino d’ingresso non conosce l’altro e praticano la confessione pubblica che Santa Romana Chiesa non ha mai consentito. Conservo ancora una copia del libro “Verità sul Cammino Neocatecumenale”. Questo è una raccolta di tutte le testimonianze delle persone sulle eresie del Cammino Neocatecunenale. Per farle capire quanto sia stato grave tacere su tutto ciò, le faccio un esempio. L’altro giorno, nel confessionale a San Giovanni, sono stata corretta nell’Atto di Dolore dal sacerdote. Questa cosa è pubblica, diffusa nei confessionali. Invece di dire “Ho meritato i Tuoi castighi”, avrei dovuto dire: “Mi sono allontanata dal Tuo amore”. Il sacerdote ha aggiunto che Dio non castiga. Mi domando: ma se la giustizia di Dio ha messo in croce Suo Figlio per salvarmi, com’è possibile che un sacerdote erri fino a questo punto? Come pretendono questi teologi che vivono oggi la Storia, cambiare il bimillenario Magistero della Chiesa? Il Magistero è la fede e neanche il papa può modificarlo. Il Magistero è lo Spirito Santo che ci ha sempre confermati in duemila anni nel Corpo Mistico della Chiesa. Come ebbe a dire Padre Zoffoli, “anche se dovessi rimanere solo, continuerei a credere perche il Magistero mi basta”. Io ascolto più Messe possibili, certa del loro valore salvifico, sia in latino che in italiano. Il valore della Messa è infinito! Una Messa vale di gran lunga di più di tutto il sangue dei martiri messo insieme.

Signora Paola, secondo lei perchè oggi i giovani non vanno più in Chiesa?

I ragazzi di oggi sono soli e pur cercando delle risposte, trovano una Chiesa che corre dietro alle cose del mondo: pace, ecologia, fratellanza universale. Questo fa sì che li si vuoti dal di dentro della loro personalità. Sono lontani dal concetto per cui ognuno di noi è, per Nostro Signore, unico, irripetibile. Tutto ciò era così chiaro quando avevamo il Catechismo di San Pio X! Con le domandine e le risposte, quanti santi bambini ha formato quel Catechismo. Capivamo il senso salvifico del sacrificio quotidiano, a cui l’uomo è chiamato nel tempo della sua vita. Ecco perchè anche da bambini saremmo stati felici di soffrire e morire per Gesù. Il Catechismo di San Pio X oggi è proibito nella Chiesa. Le dico proibito perchè io sono stata catechista. Ho preparato sempre le mie nipotine alla Prima Comunione. E proprio quando Papa Ratzinger decise di ristamparlo, io preparai l’ultima delle mie nipoti alla Prima Comunione. Beh, mi fu proibito di poter far accedere la bambina al Sacramento, proprio perchè preparata sul catechismo di San Pio X. In tutta Roma non ci fu una Chiesa che ci accolse. Ormai, Lutero, che è sulla copertina del Catechismo CEI, sembra che abbia vinto attraverso lo strumento del Catechismo di Kiko Argüello. Nell’aula Paolo VI, il papa ha fatto esporre una sua statua. Che Dio ci perdoni e abbia misericordia di noi!

Se lei tornasse indietro, cosa cambierebbe nella sua lotta per Gesù, Verità e Vita?

Agli inzi degli anni ’80 ero titubante nell’aiutare padre Zoffoli e il cardinale Ivan Diaz. Li facevano passare per retrogradi e contro il Concilio. Solo oggi ho capito che al Concilio hanno fatto dire l’impossibile, cioè entrare in contraddizione con il Magistero. Desidero morire prima, da cattolica, con tutti i Sacramenti, perchè io non appartengo ad una Chiesa luterana e che Dio non voglia farmela vedere, con questi occhi, diventare pagana.



Nostre note a margine: persone citate:
  • Mons. Luigi Bommarito (1926-2019), vescovo di Catania.
  • Mons. Manuel Pestana Filho (1928-2011), vescovo della diocesi di Anápolis in Brasile.
  • Mons. Pier Carlo Landucci (1900-1986), sacerdote e teologo. È in corso il processo di beatificazione.
  • Mons. Brunero Gherardini (1925-2017), sacerdote e teologo.
  • Padre Enrico Zoffoli C.P. (1915-1996), sacerdote e teologo.
  • Cardinale Ivan Dias (1936-2017).
  • San Tommaso Moro (1478-1535), martire.

venerdì 6 dicembre 2019

Farloccheide kikiana: 60esimo Anniversario delle Farlocche Apparizioni

Kiko nel momento dell'Apparizione
Da giorni c'è un continuo tam tam nelle comunità neocatecumenali: l'ordine dall'alto è di festeggiare domenica 8 dicembre 2019 nientepopodimeno che il sessantesimo anniversario delle apparizioni millantate da Kiko nel bar di Madrid nel 1964, cosicché la festa dell'Immacolata diventi lo strumento per festeggiare Kiko.

Facciamo anche notare che non era stata fatta tanta cagnara in occasione del 50esimo, 40esimo, 30esimo, 25esimo, ecc. Ma Kiko, l'autoproclamato «Vostro Catechista», oltre che «Giovanni Battista in mezzo a voi», accortosi di essere più che ottantenne, ha urgente bisogno di fabbricare nuovi appigli utili alla propria improbabile canonizzazione (del resto si è già canonizzato in vita da solo, dichiarando inoltre che Carmen sarebbe "santa di categoria superiore")... e di indurre i kikos ad evitare di festeggiare l'Immacolata (vedi ad esempio Roma).

Secondo le leggende fabbricate in questi ultimissimi decenni, Kiko, quando era appena ventenne, l'8 dicembre 1959, avrebbe avuto nientepopodimeno che una «visione intellettuale», vantandosi con la Carmen al bar.

Le visioni "intellettuali", come dice santa Teresa d'Avila, possono durare «molti giorni e alle volte più d'un anno» e si riconosce che vengono da Dio per gli effetti che producono: pace intima e santa gioia (macché! la stessa Carmen disse: «gli ho servito il Concilio su un piatto d’argento, in mezzo a lotte infinite. Abbiamo lottato a morte perché lui passasse dal Servo di Jahwè – che è vero - e dalla croce alla resurrezione»), profonda umiltà (macché! «io sono Giovanni Battista in mezzo a voi»), adesione incrollabile alla virtù (macché! sappiamo tutti del laido Kiko e le sue ossessioni sessuali e finanziarie...)

Infine ricordiamo un dettaglio: a Lourdes santa Bernadette vide «la bella signora» e non si azzardò a fare ipotesi o a vantarsene al bar, ma si limitò a correre dal proprio parroco (cioè a far vagliare la cosa all'autorità ecclesiale). A Madrid il falso profeta Kiko va al bar a vantarsi di aver "visto la Madonna", e decenni dopo all'improvviso esige festeggiamenti.

mercoledì 4 dicembre 2019

"Ci sono nel mondo 21.000 comunità; domani saranno 200.000". Kiko alza il grido: "Fratelli, all'armi!". Dall'autoannuncio all'autoaccusa.

In occasione dell'Autoannuncio dell'Avvento 2019, Kiko stesso ci spiega perchè è venuto al mondo per noi:
Ma vi ricordo, fratelli, che io, Francisco José Gomez de Argüello Wirtz – come mi chiamo –, Wirtz è il cognome di mia mamma che era inglese, anche se sembra tedesco, ma invece è inglese, sono il catechista che Dio ha preparato per te e che mi ha fatto patire le pene dell'inferno… Vi racconto cose turche! Ma questo Kiko che tipo è? È un tipo molto strano! Sarò molto strano ma sono il vostro catechista, io sono uno che Dio ha preparato per te… (pag. 9-10)
La Santa Vergine Maria ha ispirato questo Cammino, perché dovete capire che la Santa Vergine Maria si è presentata nella mia stanza con il suo Bambino, è venuta dal cielo per te, e mi ha detto: “Bisogna fare comunità come la santa Famiglia di Nazaret, che vivano in umiltà, semplicità e lode; l’altro è Cristo”. Non so se io ho capito qualcosa, ma mi trovo adesso che ci sono 21.000 comunità nel mondo. Non so chi le ha fatte!
Congratulazioni, siete fortunati, Dio vi ha guardato dal cielo e vi ha mandato catechisti, vi ha dato una comunità, è stato uno spettacolo con voi, è stato fantastico. (pag.7-8)
Adesso siamo chiamati dal Signore ad un'opera che è aprire una iniziazione cristiana. Ci sono nel mondo 21.000 comunità, domani saranno 200.000. Tra queste 200.000 ci saranno molti fratelli che troveranno l'amore di Dio. Se collabori con Cristo a questa opera è una cosa meravigliosa, fantastica! (pag.11)
La volontà di Dio si manifesta attraverso Kiko dicendoti…
quest’anno è importante che il giorno dell’Immacolata celebrate una bella festa con una cena, un’agape e commemoriate i 60 anni da quando la Madonna è apparsa ed ha ispirato il Cammino. Ci ha detto: “Dobbiamo fare comunità come la Santa Famiglia di Nazareth che vivano in umiltà, semplicità e lode: l’altro è Cristo”. Questa frase si sta realizzando nel mondo intero: in Africa, in Asia, con gli indios. Adesso abbiamo poco meno di 21.000 comunità, ma dentro poco tempo ce ne saranno altre. (pag.12)
È questa l'apparizione che Kiko ha avuto.
Dopotutto "Nessuno può servire due padroni".



Quali obiettivi si prefigge, oggi, il Cammino?

Rispondere a questa domanda coincide col delineare il ruolo che esso svolge nella Chiesa.

Torniamo all'Annuncio di Avvento, tenuto da Kiko al R.M. di Roma il 21 novembre 2019 (Festa della Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio), e lasciamoci guidare da Kiko stesso nei meandri del suo pensiero; per sgomberare, una volta per tutte, il campo dalla solita accusa che ci viene rivolta: quella di seguire i nostri rancorosi giudizi fondati su preconcetti malevoli e su insaziabili smanie di vendetta.

Passeremo, ipso facto, dall'autoannuncio all'autoaccusa, tutto in un unico pacchetto!

Ci affidiamo, dunque, all'"interpretazione autentica" dello stesso ideatore e primo responsabile dell'intero progetto che si snoda sinuoso e infido da 50 anni nell'organismo della Chiesa; egli è l'unico - a suo stesso dire - a cui bisogna far capo e al quale si deve obbedienza assoluta per l'attuazione e diffusione delle "comunità di comunità", nucleo fondante di tutta la complessa struttura.

Kiko non parla mai della Chiesa né dei Pastori della Chiesa; Kiko parla solo di Comunità e di Catechisti e …di se stesso.

Potete verificarlo scorrendo il testo dell'annuncio (se proprio avete uno stomaco abbastanza forte); qui ci limiteremo ad evidenziare passaggi salienti perché un breve excursus è già sufficiente per essere fedele e ampiamente esplicativo.

Una cosa preme mettere in evidenza.

Essendo vissuta a lungo nel cammino, colgo oggi con una chiarezza estrema il metodo studiato ad arte (unica arte!) per captare e strumentalizzare gli adepti, per poterli poi utilizzare, docili pedine, sull'enorme scacchiere neocatecumenale. Gente da sbattere di qui e di là a piacimento, secondo le necessità strategiche del momento.

Mi soffermo su questo aspetto, lasciando a voi il giudizio.

In premessa la mia esperienza, poiché penso possa descrivere la condizione di molti che stanno ad ascoltare Kiko con le migliori disposizioni del loro cuore…

  • convinti che gli sia davvero apparsa la Madonna
  • creduloni di trovarsi davanti ad un "ispirato"
  • stimolati interiormente dai suoi forti accenti
  • desiderosi di rispondere fedelmente alla chiamata…

Dove porta Kiko tutte queste persone che gli mettono la vita nelle mani, convinti di trovarsi di fronte un profeta, un vero iniziatore, un santo?

Una cosa appare chiarissima: Kiko non porta a Cristo, alla Vergine Maria, alla Chiesa.

"Yo soy el que soy"

Kiko usa spregiudicatamente le persone che gli si avvicinano per loro somma sventura.
Quelle che diventano, per contagio, uguali a lui trovano praterie da depredare.
Quelle che con cuore buono si donano, le usa, ne abusa, le porta fino alla consumazione finale.
Alla fine, le abbandona ai bordi della strada che batte da conquistatore implacabile.
Per loro neanche uno sguardo, un ricordo, un gesto di pietà, un accento di riconoscenza.
Nulla.

Nell'ascoltare questo Annuncio e di fronte ai martellanti e subdoli appelli di Kiko rivolti ai fratelli di buon cuore, sorgono insistenti nel profondo domande del tipo:
"Come faccio a dire di no?"
"Come posso non alzarmi e andare?"

Ed è così che si passa sulla propria vita, sui propri progetti, sulla famiglia, sui figli, sul coniuge se necessario.
L'anello più debole, che è anche quello più interiormente coinvolto, inizia a fare pressione in primis sul coniuge: sulla moglie, o sul marito, a seconda.

Ricordo storie memorabili nelle convivenze di invio delle famiglie, e Kiko e Carmen col loro cinismo far leva sui sensi di colpa, sulla poca fede, sul non fidarsi della provvidenza, sul rispondere NO alla volontà di Dio.
Iniziavano così vere e proprie avventure che spesso sono finite in autentici disastri, a volte in tragedia. Più spesso ancora non succedeva nulla apparentemente, ma poi si scopriva col tempo che quella famiglia, mandata allo sbaraglio all'insegna del "vado a dirti io qual è la volontà di Dio per voi", andava avanti e resisteva in terra di missione grazie agli psicofarmaci.
Stessa dinamica per tanti giovani dei centri vocazionali, inviati imprudentemente nei seminari neocatecumenali Redemkikos Mater per essere stati incoraggiati nei loro dubbi dal solito kikatekista a credere che il Signore li chiamava davvero e loro facevano resistenza! Fino all'accusa di "non voler salire sulla croce" (la croce di diventare sacerdoti poi… sic!)

Lasciamo la parola al Sommo fondatore dell'unica chiesa vera: il suo Cammino Neocatecumenale, parrocchia atomica, comunità di comunità.

No, non ci siamo inventati proprio niente. Ed è proprio il caso di dirlo: la realtà, in certi casi, supera di molto la fantasia!

Quanto segue dimostra il sistematico lavaggio del cervello messo scientemente in atto da Kiko nella sua predicazione, con annesso innesto profondo di sensi di colpa e stress da ansia di prestazione, mai sazia.
Kiko alza l'asticella ogni volta di più e la gara si fa estenuante, a chi è il più bravo!

Brani tratti dal testo dell'annuncio:
La preghiera è un ufficio che il Signore ci invita ad adempiere, lo dà a noi che siamo stati chiamati ad essere figli di Dio.
Voi siete la speranza del mondo, noi siamo la verità, noi siamo la testimonianza dell’amore di Dio, in Cristo, in questa generazione, a Roma: voi siete i testimoni dell’amore immenso di Dio in voi, per questo siete persone che vivete felici, nella pace, perché tutto concorre al nostro bene, tutto. (pag.5) [dove per voi-noi si intende noi del cammino, non la Chiesa]
Così tante volte il Signore ti dice: “È vero che sono bravo?”. Sì, Signore, sei bravo, bravissimo, hai fatto della mia vita un’opera d’arte, mi hai tratto dalla fossa della morte, mi hai tratto dall’essere schiavo delle concupiscenze della carne, mi hai resuscitato dalla morte e mi hai unito a te, e non solamente mi hai unito a te, ma posso aiutarti, nel tempo che sto in questo mondo, nella tua missione, nel portare il cristianesimo a tanta gente.
(pag.6) [appare evidente nel contesto che qui è descritto il privilegio assoluto di essere del cammino, non della Chiesa]
Yo soy su catequista, Grazie a Jhavè! Alleluja, Alleluja!

Ma per la sua infinita bontà Dio ti ama con un amore tanto grande che ha suscitato me per te e grazie a Dio io non mi sono opposto, non gli ho detto di no e sono qui, facendo un servizio a te per volontà sua, per la volontà di Cristo. Voi non sapete cosa significa avere catechisti, qualcuno che ti parla, che ti parli dell’amore di Cristo.

(Pagina 7) [cosa distingue i neocatecumeni dal resto dei credenti? Non certo aver incontrato Cristo ma AVERE DEI CATECHISTI. Conclusione logica: Chi non ha Kiko, cos'ha? Che campa a fare?]
E non solamente ha fatto questo, ma ci ha dato una comunità, ci ha dato un cammino di conversione, ci ha dato dei catechisti, anche bravi come me! Non scherziamo, sul serio: dio mi ha preparato,… Questo è storico, eh! Dico questo per dire come Dio vi ha preparato un catechista.(pag. 8) [no comment!] 
Il Signore ha i suoi progetti. Noi siamo dentro ad un mistero, il mistero dell'amore di Cristo a me! Questo succede al Cammino Neocatecumenale e succede a tutto ciò che Dio ha ispirato in questo Cammino: il primo scrutinio, il secondo scrutinio, passa per la comunità, passa per la parrocchia, passa per la missione che ti dà. Dovremmo tutti ringraziare il Signore, tutti i giorni, per come è buono con noi e per i doni immensi che ci ha dato. Per questo, dice San Paolo, siate grati a Dio che vi ama di un amore grande. Dio è amore! Fantastico! E mostra il suo amore nel fatto che ti ha dato una parrocchia, una comunità e soprattutto ti ha dato dei catechisti, come me! Modestamente, parlo con modestia. Sono contento della missione che mi dà per voi e non so se qualcuno disprezza questo
(pag.10) [no comment!] 
Noi siamo fratelli, abbiamo conosciuto il Signore, abbiamo una comunità, abbiamo una parrocchia, abbiamo una missione.(pag.12) [no, no comment!]

lunedì 2 dicembre 2019

COME MAI TRA TUTTI I MOVIMENTI PARLIAMO SOLO DEL CAMMINO?

P. Enrico Zoffoli (1915-1996)
Sul Cammino Neocatecumenale, uno dei Movimenti nati nel postconcilio, sono reperibili parecchi scritti. Non solo questo umile blog, ma proprio libri di teologi, dichiarazioni di vescovi e parroci, copiose testimonianze di fuoriusciti…

Basta aprire internet e, insieme alla loro battente propaganda, di molto superiore a quella di qualsiasi altro Movimento, si trovano subito siti web di tutti i generi che lo criticano, a differenza di tutti gli altri Movimenti “coetanei”. Il motivo va cercato ovviamente nel contenuto comune di tali critiche, poiché non esiste un generico “avercela con Cammino Neocatecumenale non si sa perché”: se una cosa suscita reazioni in tutti gli ambiti e lo stesso genere di critiche sugli stessi punti, un fondamento di verità ci deve essere per forza.
Nessuno critica il Cammino Neocatecumenale solo perché gli sta più antipatico degli altri.

Non è che le persone spendono il loro tempo a parlare di una realtà solo per il gusto di farlo, cosa che si potrebbe ipotizzare, ma molto molto lontanamente, solo per qualcuno fra quelli che ne sono usciti bastonati.

Insieme a queste persone c’è una schiera nutrita di “addetti ai lavori” molto ben preparati, spesso anche forniti di conoscenze dirette di questo Movimento.
Il mondo cattolico “non ce l’ha col Cammino Neocatecumenale” senza un motivo, quasi come se le persone si svegliassero al mattino e dal nulla lo prendessero a bersaglio.Le persone non biasimano il Cammino Neocatecumenale per il piacere di farlo, come non lo fanno in egual misura relativamente agli altri Movimenti. Chiediamoci dunque: quale ne sarebbe il motivo?
Si possono sgolare all’infinito i camminanti, negando le evidenze: “Da me non si fa…”, “I miei figli sono liberi…”, “ai catechisti si può dire e chiedere di tutto…” e chi più ne ha più ne metta.
Anche se può ben essere che esistano “catechisti anomali” e famiglie sane e persone in buona fede, non è che questo bonifichi un impianto inquinato. È dell’impianto infatti che si parla, non dei singoli casi. Una pozzanghera potrebbe contenere una grossa percentuale di molecole di acqua pulita, ma nessuno sano di mente andrebbe a bere da una pozzanghera.

Quando tante persone escono dall’esperienza neocatecumenale con le ossa rotte e la vita distrutta, non è che se qualcuno dice “qui da me non si era così…” cancella il vissuto di quelle persone ad opera di qualcosa che si definisce Chiesa.
I preti pedofili esistono, non è che se qualcuno dice "nella mia parrocchia non ce ne sono" annulla il fatto che esistano altrove.
Se le voci contrarie cominciano ad essere troppe e piuttosto concordanti, qualche onesta domandina bisognerebbe farsela…
Non basta un semplice “non è vero” per cancellare tutto.
Coloro che confutano il Cammino Neocatecumenale esistono e, se posso permettermi di stimare, ad oggi esistono in misura ben superiore alla realtà del Cammino Neocatecumenale.

Come mai la Chiesa continua a dare ascolto agli ormai pochi (e interessati) che dicono “non è vero”, invece di ascoltare le schiere che denunciano ciò che accade lì dentro, rivelando realtà uguali nel mondo ed invisibili all’occhio esterno?

Riporto come unico esempio tra i tanti il succo di un unico articolo di testimonianza di stampa locale del 2014, con i relativi commenti del “non è vero” e invito tutti ad osservare come molti di essi siano offensivi, rabbiosi ed irrisori, nonché totalmente negazionisti, in perfetto stile neocatecumenale.

Mi limito a riassumerne i punti salienti:

A Bari la parrocchia neocatecumenale più famosa è la cosiddetta “Chiesa di Goldrake”, costruita nel 1970 su progetto dell’architetto Onofrio Mangini, che si dice avrebbe voluto farla assomigliare più a una tenda ebraica che a un’astronave, quale fu invece il risultato finale. Tale Chiesa costò all’epoca ben 190 milioni di vecchie lire ma essendo volutamente stata costruita in cemento, è stata esposta ad un processo detto “carbonatazione”, di deterioramento ad opera della pioggia.
Alcuni interventi furono fatti nel 1984 e, nel 2013, si è resa necessaria una ristrutturazione complessiva per il valore di 770 mila euro, spesa coperta per metà dalla Cei e per metà da raccolte dei fedeli, donazioni e sponsor (questi ultimi 3 soggetti in definitiva ebbero a sborsare ben 385 mila euro…).
E’ stata la prima chiesa con meno di 50 anni di vita ad aver avuto un finanziamento dalla Cei. (Ndr. era davvero necessario, visto che le Chiese oggi risultano essere anche troppe?).

Nell’articolo si riportano diverse frasi di interviste sul CNC.

Un 37enne neocatecumenale afferma che “il sesso non è contemplato al di fuori del meccanismo riproduttivo”.

Martina, 23enne, sta cercando di lasciare questo Movimento di cui fa parte la sua famiglia e dichiara di aver sempre avuto l’impressione che “per i neocatecumenali il sesso sia esclusivamente funzionale all’allargamento della comunità, della serie “più bambini ci sono più diventiamo importanti”.

Un 56enne neocatecumenale spiega che “visti i numerosi impegni cui la nostra comunità religiosa sottopone i suoi adepti, è giusto che fin da piccoli, i nostri figli, si responsabilizzino. E lì dove sia necessaria una figura di maggiore esperienza, si rivolgano ai loro fratelli più grandi”.

Un ex neocatecumenale 35enne dichiara che “per i neocatecumenali la famiglia è importante, ma in un certo senso svuotata di significato. Essendo cresciuto in una famiglia neocatecumenale, posso garantire che i rapporti tra me e i miei genitori e i miei 5 fratelli non sono tipici di un nucleo familiare “normale”. Ci si rispetta e c’è confronto, ma il tutto è vissuto in maniera fredda e distaccata, senza emozioni che possono essere considerate troppo forti”.

La maestra conferma queste parole: “ci sono diversi figli di neocatecumenali nella scuola: nella stessa famiglia ci sono dai 5 ai 7 figli distribuiti nelle classi perché hanno al massimo un anno di differenza l’uno dall’altro. Arrivano tutti insieme, si aspettano per andare via, si aiutano a portare gli zaini, ma non si parlano, non si salutano. E poi non parlano quasi con nessuno, un pochino solo con bambini di altre famiglie che appartengono al Cammino come loro. E se il fratellino più piccolo fa amicizia con un altro coetaneo, interviene subito quello più grande per “verificare” la situazione. E’ lui che decide, per il fratello, se vale la pena intraprendere l’amicizia o meno”.

Una 27enne in procinto di lasciare il Cammino dichiara che “i neocatecumenali sono un Movimento chiuso, una casta, un gruppo elitario ed endogamo che quindi non può avere rapporti di nessun tipo con persone esterne”.

Un’altra “figlia del Cammino” fuoriuscita svela: “La cosa più difficile da sostenere è il momento dello “scrutinio”, in cui ogni membro si espone davanti a tutti gli altri, di fronte al crocefisso e si sottopone alle domande dei catechisti. Vengono fatte domande sulla vita privata di ognuno davanti ad un pubblico attento e pronto a giudicare se si è moralmente “corretti”. Ho visto confessare tradimenti tra moglie e marito o ragazze essere guardate male da tutti per essere uscite con gli amici il sabato dopo la Messa. La cosa che più di tutte non comprendo è il potere dato ai catechisti, sembrano quasi delle divinità”.

Una 32enne neocatecumenale, un po’ “aziendale” spiega: “Le singole comunità sono organizzate attorno alla figura del catechista che amministra il culto e gestisce le risorse”. (ndr. Evidentemente non si è resa conto dello sfondone che ha profferito dicendo “il catechista amministra il culto”. Sono veramente ignoranti).

Un 46enne cattolico precisa: “i preti sono mere presenze investite di una dubbia sacralità, ma in realtà esautorate da ogni autorità, che legittimano l’ispirazione religiosa del Movimento e la sacralità dei luoghi di culto. Ma la loro funzione si esaurisce in questo: loro non hanno alcun potere, servono solo a rendere religioso ciò che di religioso ha ben poco”.

ALCUNI COMMENTI NEOCATECUMENALI (“non è veroo!!!”) tra cui qualcuno offensivo nei confronti della giornalista:

  • non giudicare le cose a prima vista.
  • Pura disinformazione e distorsione della realtà.
  • Informarsi fa bene! Ignoranti!
  • Ragazzi informatevi prima di scrivere queste falsità! Mi viene da ridere!
  • La giornalista cambi mestiere.
  • - - ….. Sul ruolo dei sacerdoti: quello che nell’articolo ha riferito quelle frasi è evidentemente un detrattore del Cammino…. Basti pensare che il Cammino ha contribuito alla creazione di 100 seminari in tutto il mondo per la formazione di sacerdoti le cui vocazioni nascono in seno al Cammino Neocatecumenale. Anche solo per questo è evidente che i neocatecumenali riconoscono pienamente la sacralità e l’autorità dei presbiteri.
    È vero che la figura di riferimento è il catechista perché questo è un Movimento laico, non sacerdotale, ma sarebbe una follia pensare che siano i laici ad amministrare i sacramenti o che i sacerdoti siano delle mere comparse.
  • solo cavolate quello che dite
  • La pima cosa che volevo dire è questa: Essere giornalisti significa studiare, informarsi e tenersi costantemente aggiornati. Cara giornalista, l’unica bizzoca dalle poco ampie vedute sei tu e non i neocatecumenali (fedeli alla Chiesa e al papa e a nessun altro).
  • la maldicenza sul prossimo
  • … non è cristiano.
  • Sarà bene che tu ti documenti da fonte certa prima di sollevare polveroni inutili e denigranti! [ndr. Sta parlando ad un’altra catecumenale, nemmeno tra sé si capiscono…]
  • devo testimoniare che tutto ciò che è scritto dalla giornalista è tutto falsità!!!!! ……
  • membro del Cammino Neocatecumenale, che altro non è che un Movimento cattolico sparso in tutto il mondo. Mi scuso personalmente con tutti quelli che ti hanno accusata, quando hai solo fatto delle interviste e tratto delle conclusioni, magari per qualcuno troppo affrettate. Faccio parte del Cammino ma mi cadono le braccia nel leggere questi commenti nei tuoi confronti perché purtroppo chi fa parte del Cammino tende sempre a puntare il dito contro gli altri…. Riportando lo studio del CESAP il cammino è una psico setta e personalmente devo dirti che questi scrutini che vengono fatti dopo qualche anno, effettivamente sono molto forti psicologicamente parlando. Vieni messo sotto pressione perché si è seduti al centro con tutti gli altri attorno e vieni analizzato da questi catechisti… sentivo che anche i Testimoni di Geova fanno la stessa cosa con questi “anziani” che prendono decisioni. Tutto questo penso sia assolutamente sbagliato. Il Cammino è davvero bello, ma molto spesso ti cadono le braccia col passare del tempo, gli appuntamenti raddoppiano, triplicano, praticamente finisci col passare tutta la settimana in Chiesa e finisci per isolarti ed essere additato dagli altri per ogni cosa fuori “norma”. I catechisti hanno troppo potere e molto spesso ci si pone contro vescovi e Chiesa tutta se per esempio non lasciano celebrare la Pasqua tra sole comunità per tutta la notte. Quindi magari col tempo la gente cambia e diventa sempre meno obiettiva per arrivare ad un non dico lavaggio del cervello ma quasi… questo è quello che mi dà fastidio! Io personalmente non mollo… e continuo a pensare con la mia testa … ma non è affatto facile! Per non parlare di questo 10% di stipendio versato che molto spesso non si sa che fine faccia… (ndr. questa ha già tutti e due i piedi fuori dal Cammino).
  • SENZA UNO STRACCIO DI PROVA. VI ASSICURO, DA PADRE DI FAMIGLIA, CHE MAI HO VIETATO AI MIEI FIGLI DI INTERLOQUIRE CON CHICCHESSIA. LA MIA FAMIGLIA È FELICEMTNE NORMALE. UN’ULTIMA COSA, DIFENDETE LE FAMIGLIE INVECE DI CRITICARLE.
  • non ti lascia libero di frequentare altre persone di religioni e culture diverse
  • perché in fin dei conti siamo tutti figli dello stesso Dio… Quindi non sprecate il fiato a criticare alcun tipo di cammino spirituale ma vivete la vostra vita per Dio e per la famiglia…
  • il Cammino Neocatecumenale NON IMPONE NULLA e non esistono queste cose assurde che sto leggendo… Che coraggio avete avuto per pubblicare queste cose? Quanta ignoranza…
  • nessuno mi ha imposto nulla, nessuno ha contestato la mia decisione. Sapete una cosa? Sono tornata da sola. Perché quando assaggi una fetta di paradiso non puoi starne senza [ndr. Oppure quando assaggi la protezione di un ambiente in cui ti fai il nido]
  • Pensavo che fossero soprattutto i giovani ad essere influenzati da dicerie del web ma prendo coscienza che gli adulti che le alimentano non sono da meno… C’è così tanta disinformazione….
  • niente è dovuto e forzato, Dio ti chiama ma non sei tenuto a rispondere, puoi liberamente scegliere, se poi a Bari si esagera quello è un problema forse legato all’antropologia del luogo…. (ndr il neocatecumenale che sottilmente infama i “fratelli” neocatecumenali baresi)
  • Non ascoltate questa massa di figli capricciosi… è bellissimo far parte di una comunità, pregare…
  • Queto articolo è assurdo e scritto senza essere veramente a conoscenza dell’argomento solo per diffamare senza conoscere.
Visto? Attaccano anche una giornalista della stampa locale, che ha fatto solo il suo mestiere… E la attaccano con quali argomenti?

  • “Non è vero”
  • “A me non è mai successo”
  • “Da noi non si fa”
  • “Siete disinformati”
  • “Siamo approvati”
  • “Tutte calunnie”
Tutti questi mormoratori neocatecumenali “personalizzano” le accuse, noi invece generalizziamo: non è che se ci sono comunità “felici”, ammesso che ce ne siano, l’impianto neocatecumenale diventa automaticamente buono per estensione.

Se una fabbrica produce prodotti difettosi, non conta se l’operaio adibito al singolo pezzo ha lavorato con onestà e rigore: il risultato finale è che bisogna guardarsi dai prodotti di quella fabbrica, perché non sono conformi né alle normative né alla richiesta di mercato.

sabato 30 novembre 2019

"Sono un artista e sono anche il vostro catechista": Autoannuncio dell'"Avvento di Kiko Arguello", anno domini 2019.

Inevitabilmente ci tocca commentare il solito autoannuncio di Kiko per l'Avvento 2019, che da stasera verrà inflitto (oh, scusate, riportato) alle comunità del Cammino Neocatecumenale neanche si trattasse del nuovo Vangelo.

Anzitutto ci chiediamo: vale ancora la pena di soffermarsi sulle predicazioni cicliche di Kiko? Tutte uguali, tutte autocelebrative.
Mi pongo seriamente una domanda: quale sarà il fondo?
Ogni anno è peggiore del precedente! Sembra incredibile.

Kiko è un esaltato.
«Sarò molto strano ma sono il vostro catechista,
io sono uno che Dio ha preparato per te!»

Noi siamo usciti dal Cammino - grazie a Dio - da diversi anni ormai.
Ma il pensiero di quanti ancora sono lì dentro ci lacera il cuore!
Dobbiamo constatare, una volta di più, che l’ubriacatura neocatecumenale cancella negli adepti il bene dell’intelletto.

Un interrogativo martellante ci assilla: MA COME FANNO AD ASCOLTARLO ANCORA? MA COME FANNO?

Kiko è un affabulatore, un serpente incantatore.
«Dio ha voluto che il vostro catechista fosse un pittore!»

Completamente assuefatto al mondo surreale del cammino, nel quale sguazza e impazza senza freni ignaro com'è della realtà vera e scollegato da ogni umano contesto, l'ottantenne Kiko ormai è del tutto e irreversibilmente fuori di senno.

Sono tentata di passare ad altro ma… vince il desiderio di denunciare ancora e ancora tale scempio, affinché altri fratelli del Cammino ricevano la grandissima grazia di abbandonarlo. Perciò desideriamo portare alla luce ciò che continua a proliferare nelle tenebre. Kiko, ebbro della sua pluridecennale impunità, ha passato oramai il segno e ogni limite dettato dalla decenza.
«Ho voluto darvi un disegno perché penso di morire prestissimo e così avete un ricordo tangibile, oltre alle mie catechesi».
L'autoproclamato "vostro catechista" che per tutta una vita ha insegnato errori ed eresie che vanno sotto il nome di Cammino Neocatecumenale lo ha detto perché coglie l'occasione per rifilarvi il suo solito autoritratto sotto mentite spoglie, oltre che le sue "catechesi" mai pubblicate.

L'autoproclamato "vostro catechista", inventore di canti talmente orrendi che vengono usati solo dai suoi adepti, a suo tempo aveva addirittura composto un "Inno di avvento" storpiando gli inni liturgici in uso nella Chiesa Cattolica cattolici per infilarvi qualcosa di sapore neocatecumenale:

  1. l'iniziale immagine oscura dell’«anima intorpidita» che «striscia lungo il suolo», inquietante perché è il serpente biblico [il demonio] a strisciare lungo il suolo;
  2. «Ecco che ci invia un Agnello» (ah, Kiko, Kiko! confessa dai! volevi scrivere “ci invia un Argüello”)
  3. quell’Agnello «riempia il mondo di spavento» (ah, Kiko, Kiko! questo è il tempo dell'Avvento, non dell'Apocalisse), lui «ci protegga pietoso» (solo i kikos?)Kiko, come sempre, pone un destino diverso e privilegiato per sé e per i suoi rispetto a quello che tocca ai comuni mortali.E che il mondo vada pure in malora, con tutti quelli che mai sono entrati in comunità e con quelli che ne sono usciti, con tutti quelli che non ascoltano il suo Kerigma.
  4. Conclude con l’augurio:
    Per questo noi cantiamo questa lode
    al Padre, al Figlio e allo Spirito,
    che essi vivano.
    (Siamo arrivati che vivono per kikiana concessione!)
Capite? Questo inno stravolto e sconvolgente dà la cifra della kikiana teologia.

Si deduce che il Kiko vuol farsi promuovere, oltre che a santo, anche a dottore della Chiesa!

Riguardo al suo ultimo disegno a matita inflitto ai fratelli delle comunità. L’arte lo ha perso (parole sue inizio pagina 5) ma lo ha guadagnato la catechesi e l’evangelizzazione!

"Mo' te meno!" - Kiketto e Pecora.
Da notare che le crocette in fronte, nei cartoni animati,
sono simbolo di disappunto e di imbarazzo

Tenetevi forte. Kiko dice: «Ho scritto: “San Giovanni Battista e Nostro Signore Gesù vi augurano un felice Natale e un provvidenziale anno nuovo 2020”». Ossia mandano tramite Kiko – che bazzica abitualmente dalle loro parti - i più banali auguri da biglietto natalizio che si possano immaginare, ai camminanti beoti con l’orecchio aperto all’ascolto di cavolate mondiali.

Poi spiega il disegnino da bimbo delle elementari, perché troppo complesso da capire - mi pare giusto! - dopo essersi detto da solo: “È bello!” (sottinteso: guai ai kikos che non ripeteranno belando «è bello! è proprio bello! è bellissimo! bellissima convivenza! bellissimissimo!»), dice: "Qui in alto San Giovanni Battista con il Signore Gesù, l’Agnello; e in basso Nostro Signore Gesù con un agnellino che siete voi."

Ma vorrei chiedergli: E TU DOVE SEI, KIKO, IN QUESTO BEL QUADRETTO SIMBOLICO?

Dì la verità! Sei combattuto?

Giovanni Battista in mezzo a voi…?
Oppure, il vostro Messia?…
[per chi non lo sapesse: Kiko nelle sue "catechesi" amava dire: «io sono Giovanni Battista in mezzo a voi», definendosi il vostro Messia... E poi, ci avete fatto caso che le figure - tranne la pecora - rassomigliano un po' troppo a Kiko?]
Povero Kiko, che orribile lacerante dilemma!

Intanto continua ininterrottamente a ricoprire se stesso di elogi sperticati, in una maniera così esagerata da sembrare uno scherzo. No, scherzo non è!
Kiko non scherza, egli fa proprio sul serio. Crede come un matto in tutto quello che dice. È euforico, anzi, è delirante. Chi ha uno stomaco di ferro può verificarlo da sé.

Ci fermiamo qua, per ora.



Una cosa è certa: Kiko annuncia solo Kiko.
Egli parla solo di se stesso, sta solo cercando di costruire un monumento da consegnare ai posteri affinché lo adorino e lodino, davvero crede alle favolette che egli stesso inventa.