Un'altra mega contraddizione! Fulcro della kikiana predicazione: "non forzare Dio a fare la tua volontà" "la tua storia è perfetta e se costringi Dio a cambiare la tua storia stai dicendo che Dio aveva torto!". Il nostro Anonimo testimonia ciò che ciascuno di noi può confermare con la propria esperienza: egli racconta come nella sua comunità una coppia di coniugi pregavano Dio perché desse loro un figlio e del come i loro kikatechisti li hanno riempiti di rimproveri e maltrattamenti affermando che chiedere a Dio miracoli era solo "religiosità naturale": se Dio non ti manda figli, questa è per te "una storia perfetta" che tu cocciutamente vuoi cambiare.
Ora, sentire che Kiko stesso si mette insieme a questi sposi in ginocchio sulla tomba di Carmen, per chiedere il miracolo di avere un figlio dopo dieci anni di sterilità non accettata, dimostra che oggi viene insegnato e trasmesso quanto in precedenza era rifiutato. Un'altra mega contraddizione! Appunto.
QUESTO MATRIMONIO IN COMPAGNIA DI KIKO NON PONE DIO AL PRIMO POSTO PER FARE LA SUA VOLONTÀ NELLA STORIA, MA SI INGINOCCHIA DAVANTI A CARMEN PER IMPETRARE UN MIRACOLO CHE CAMBI IL CORSO DELLA STORIA. SONO OBBLIGATI A CARMEN HERNÁNDEZ. Complimenti!
È così i fratelli del Cammino sono confusi e non sanno come agire.
SI RICHIEDE UNA SPIEGAZIONE.
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| Una Carmen tutta rifatta, un falso completo, come il Cammino |
La storia è presto detta: Pablo e Sara dopo 10 anni di matrimonio non hanno figli, inutili tutte le cure. Il loro insopprimibile desiderio li ha portati infine sulla tomba di Carmen a pregare per ottenere la grazia. Dopo aver pregato sul (santo) sepolcro IN COMPAGNIA DI KIKO, Sara rimane finalmente incinta "senza alcun aiuto aggiuntivo". Ma la gravidanza si presenta subito molto difficile da portare avanti e ad appena 22 settimane e cinque giorni inizia un pericolosissimo travaglio precoce. Pablo Plaza torna "all'intercessione di Carmen Hernández per fermare le contrazioni. Si fermarono all'istante. I dottori erano stupiti poiché nulla avevano somministrato. Appena una settimana dopo - 23 settimane e cinque giorni - il bimbo nasce con un parto difficilissimo e dopo una settimana senza liquido amniotico!
Ora parte il mirabolante e rocambolesco epilogo della storia, degna di essere ricordata per sempre! Alla kiko/maniera/sparapalle, per intenderci: presenti 18 professionisti tra ginecologi, neonatologi, anestesisti, ostetriche, infermieri e assistenti (che noi malignamente presumiamo essere tutti aderenti alla setta neocatecumenale).
Il piccolo nasce senza vita. In cinque tentano di rianimarlo. L'ostetrica, anche lei neocatecumenale, faceva la spola informando i genitori che ormai più nulla c'era da fare. La moglie inizia a pregare. I genitori chiedono di poter battezzare il bambino, i dottori accettano dopo tutti gli inutili tentativi di rianimarlo. Il padre racconta: "Mi avvicinai spaventato con l'acqua del Giordano che avevo preparato (ma guarda un poco, non era altrettanto Santa l'acqua benedetta della Parrocchia!) e battezzai ad alta voce il corpicino di mio figlio; mia moglie in quel momento fece una preghiera a Carmen Hernández interiormente".
Dopo aver versato sopra la testa di Ruben l'acqua dello stesso fiume in cui Giovanni il Battista battezzò Gesù (N.B. meno male che nel racconto ben costruito del marito si precisa che, mentre lui impartiva al bambino defunto il Battesimo "di categoria superiore" la moglie pregava la santa "di categoria superiore". Certo, perché in realtà e a voler proprio essere pignoli il piccolo ha ripreso vita dopo aver ricevuto l'«acqua dello stesso fiume in cui Giovanni il Battista battezzò Gesù" per cui a questo punto, nella migliore delle ipotesi, è parità tra Giovanni il Battista e Carmen Hernández; ma poi considerando che "ubi maior minor cessat" ci spiace per Carmen, ma vince il Battista 1 a 0. Ah, nella Chiesa Cattolica il battesimo si amministra solo ai vivi...) i medici ripresero a rianimarlo e Ruben sorprendentemente era vivo!
I medici avvisarono subito che, per essere stato inanimato troppo a lungo, il bimbo non avrebbe vissuto probabilmente più di due ore (supponiamo due ore col battito cardiaco, non senza). Ruben è rimasto in vita, non solo, ma i suoi parametri erano perfetti, il dottore nel vedere le analisi si mise le mani in testa!
Ci avviamo alla conclusione. L'ostetrica, conosciuta dal matrimonio per essere neocatecumenale anche lei - ha poi attestato che il cuoricino ha ripreso a battere nel momento in cui il piccolo ha ricevuto il battesimo (testimonianza raccolta da un'infermiera, chissà se anche quest'ultima era neocat). In più essa stessa ha chiesto, a tutti gli altri presenti a vario titolo all'accaduto, se erano disponibili a testimoniare nel caso ce ne fosse stato bisogno (sic!).
E siamo alla conclusione vera:
Non c'è giorno in cui il personale ospedaliero non esprima il proprio stupore per l'accaduto, un evento che menzionano come "il miracolo del 2019", conclude Plaza, che ha inviato la sua testimonianza in modo che possa essere valutata di fronte alla causa della canonizzazione - di categoria superiore - di Carmen Hernández (non sia mai che pensassero che il merito era solo del sacramento del battesimo).
È dunque rieccoci qui! Dopo un periodo di tregua solo apparente, ben sapendo che questa gente non demorde, rispunta all'orizzonte il tormentone di Carmen "santa subito". A noi pareva strano si fossero arresi!
La mente si affolla di ricordi che corre l'obbligo di condividere con chi, come noi, non può restare indifferente ogni qual volta si profila all'orizzonte la ipotetica canonizzazione della cofondatrice del Cammino Neocatecumenale.![]() |
Rispolverare i vecchi striscioni
e ritornare all’attacco!
Il 2021 si compiono i 5 anni dalla morte
richiesti per intentare la causa di beatificazione,
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Chi l'ha conosciuta sa bene che la signorina Hernández era una persona priva di ogni empatia. Asse portante del Neocatecumenato è senza dubbio la famiglia e la famiglia numerosa. Cavallo vincente con la Chiesa, Carmen, insieme con Kiko, ha giocato questa carta per millantare frutti e frutti. Le stesse equipe di evangelizzazione sono fondate su una coppia e sull'autorità del marito: capo sulla moglie, capo indiscusso sul presbitero e il ragazzo. Ma il rapporto di Carmen con le famiglie al servizio del cammino è inquietante, come inesistente è sempre stato il suo rapporto col prossimo.
Una spanna al di sopra di tutti, anche di Kiko nei cui confronti non lesinava il suo disprezzo.
Ma focalizziamoci sulla famiglia.
Nelle convivenze "di governo" - come lei boriosa le chiamava ben sapendo che, insieme a Kiko, spadroneggiava su tutto in barba a Vescovi e Parroci - che tenevano a Porto San Giorgio, tante erano le coppie coinvolte nell'evangelizzazione.
Mai le ho sentito chiedere a una sorella incinta "Come stai?", mai l'ho vista rivolgersi a un bambino, avvicinarsi a un neonato dei tanti, nelle lunghe permanenze a Porto San Giorgio. Era tutto poco importante per lei: le persone concrete, con la loro vita e le loro storie, semplici comparse sul palcoscenico delle sue sceneggiate. Carmen non ha mai conosciuto la fatica della vita, della convivenza e della maternità; in bella coppia con Kiko si presentava come colei che aveva rinunciato a tutto per amore a Cristo: "Sono rotti i miei legami… Me ne vado da ogni parte!". In realtà Carmen Hernández non ha mai obbedito a nessuno, fuggita dalla sua famiglia, dalla Congregazione missionaria perché insofferente a ogni genere di soggezione che comportasse "obbedienza", ha creato con Kiko un mondo a parte, tutto loro, in cui farla da padroni, dove gli autonominati iniziatori e fondatori da soli "se la cantano e se la suonano"; amanti del comando, spadroneggiano sulle persone e affermano che "senza obbedienza ai catechisti non esiste cammino". Bell'esempio di coerenza che sono!
Inutile sprecare parole sulla arroganza, saccenza, prepotenza e violenza con cui hanno portato avanti il loro incontrastato "governo" del cammino per 50 anni, con scettro di ferro!
Oltre questo, nel tracciare il profilo umano e spirituale della cofondatrice, ci troviamo di fronte ad una persona priva totalmente di empatia. Ho potuto osservarla per più di venti anni. Mai, dico mai, era possibile cogliere in lei un moto di sentimento per qualcuno o per qualcosa. Totalmente indifferente a tutto non aveva mai una reazione emotiva di fronte a eventi forti che colpivano le persone che la circondavano. Ma questo lei lo ostentava come il traguardo raggiunto da chi ha superato tutte le fasi dell'infantilismo affettivo e della comune dipendenza fisiologica delle persone al bisogno di sentirsi amati (non so in che altro modo si possa esprimerlo). Donna veramente "libera", come anche Kiko amava definirla, che non ha bisogno di amare nessuno, tanto meno di essere amata, di sentirsi amata. Ma di quale "libertà" parliamo? Certo non è quella santa "atarassìa" che si consegue con la grazia di Dio e la costante perseveranza nella virtù. Poiché Carmen non ha mai mostrato misericordia, mai umiltà. Piuttosto disprezzo e scherno per ogni forma di debolezza altrui.
Questo da solo dimostra che il suo essere una persona indubbiamente "speciale" o per meglio dire fuori dal comune, non era affatto dovuto a un percorso di "santità superiore" ma piuttosto la logica conseguenza di un carattere pessimo mai domato, di un temperamento instabile mai corretto e di un'innato e immotivato disprezzo e disgusto per i propri simili. Per tutti i suoi simili, indistintamente, e neanche mai dissimulato più di tanto. Carmen a volte blandiva, fintamente, per poi scoccare fendenti mortali sulla vittima designata, una volta che fiduciosa abbassava la guardia. (cfr. con l'esperienza memorabile di una "ragazzina che amava la Madonna" che per questo motivo è stata maltrattata da Carmen: indice di una santità davvero straordinaria). Usava continue strategie per carpire segreti e confidenze, fingendo interesse per le altrui pene e sofferenze, ma lo faceva solo per poi usare le notizie acquisite contro l'incauto/a confidente a cui le rigettava addosso senza pudore in assemblea di itineranti quanto meno tu te l'aspettavi e anche contro gli altri. Insomma possiamo ben ripetere: "divide et impera"!
Anche per questo, insieme a Kiko, accoppiavano sapientemente nelle equipe gli itineranti più incompatibili tra loro (esentati erano ovviamente i grossi "pezzi da novanta" - alla Gennarini, per intenderci, o poco giù di lì - che, come gli iniziatori, si ritrovavano solo dei sottoposti ridotti al rango di schiavetti), per dati caratteriali o stili diversi, di modo che non potessero diventare complici tra loro, ma piuttosto l'uno la spia dell'altro. Il loro spietato "governo" era così assicurato. Tra i due iniziatori, Carmen non ha mai fatto mistero di considerarsi la più astuta, ma nella sua superbia, per nulla seconda a Kiko sotto questo triste aspetto, non si rendeva conto di essere carta letta per quelli tra noi più avveduti e meno accecati dall'idolatria per i due guru. Ma sto divagando troppo, poiché non è semplice tratteggiare i lineamenti della Hernández, e con i ricordi uno si fa prendere facilmente la mano; chi l'ha conosciuta mi aiuti!
Torniamo a quanto oggi ci interessa: il rapporto di Carmen con la maternità delle donne e l'infanzia.
Dicevo, in tanti anni non ho mai visto Carmen chiedere a una sorella incinta: "come stai?" né avvicinarsi a un bambino, neanche a un neonato per tributare qualche amorosa attenzione da donna quale comunque era. Camminava altezzosa senza vedere le une e gli altri, tamquam non esset.
Le mamme, ricordo, si mettevano per allattare dietro il presbiterio quando la convivenza era in Tenda, o nella saletta all'ingresso quando era nella Sala Azzurra a Porto San Giorgio. Vedevi Carmen passare quando, durante le interminabili eucarestie, usciva fuori a fumare e neanche ti degnava di uno sguardo.
Se si era in Sala Azzurra durante le riunioni dedicate alle esperienze e conseguente discernimento dei due autonominati ispirati santi iniziatori, si fumava tranquillamente. Ricordo il terribile disagio delle donne incinte, alcune delle quali afflitte da nausea. Una volta, prendendo il coraggio a due mani, si fece presente al gran ciambellano Donnini Giampiero gran coordinatore, che si dava sempre un gran da fare tutto intorno, quanto era penoso e insopportabile stare al chiuso, incinte e avvolte da volute di fumo, una cosa da morire, supplicando di chiedere, per favore, di fumare negli intervalli che pure venivano dati di frequente. La sua faccia basita ancora la vedo, come se si fosse chiesta una cosa assurda, un mezzo sorriso come a dire: "ma ti senti bene?", ossia: "questo è, vi stia bene no!". Ricordo che in pieno inverno a Porto San Giorgio faceva proprio un gran freddo, spesso accompagnato da una cappa di umidità terribile. Si stava chiusi in Sala, non c'era una grande areazione e molti itineranti fumavano, alcuni come ciminiere. Nessuno si moderava, visto che Carmen più ancora di Kiko fumava una sigaretta dietro l'altra.
Questa dunque per loro la famosa Shekina' che cantano! La nube della presenza di Dio dell'Antico Testamento nella Tenda della riunione degli itineranti è sostituita dalla cappa di fumo da sigarette. Questo li ispira mentre aspirano fumo instancabili. Al massimo possono essere i "santi" patroni viventi, poiché da morti non si sa, (per l'altrui santificazione, si intende!) di tabagisti impuniti.
E ricordo quando all'improvviso morì ancor giovane Giorgio Filippucci, responsabile itinerante dell'Umbria, lasciando la moglie Lucia incinta dell'undicesimo figlio. Mai Carmen le ha rivolto una parola di affetto, di compartecipazione al suo immenso dolore, si può mai immaginare cosa deve aver patito? Mai si informava come facesse ora, con dieci figli e dovendo anche partorire senza il marito accanto. Ricordo piuttosto il cinismo di Carmen, preoccupata solo del destino dell'Umbria. Certo, lei doveva pensare al "governo"! Già avevano deciso che nuovi responsabili sarebbero stati il Manzari e la Beatrice, loro "catecumeni" dalla parrocchia dei Martiri Canadesi, che da anni sbavavano in attesa del loro turno, come tanti altri d'altro canto (poiché nel cammino tutto è noiosamente già scritto, altro che il Signore ci sorprende ogni giorno!). Mica potevano lasciare lì in eredità ai due capoccioni romani anche la penosa e pesante zavorra di Lucia coi suoi 11 figli! Unico pensiero di Carmen, dare alla vedova il ben servito e che se ne tornasse a Roma, dopo venti anni di "itineranza", nella sua comunità senza fare tante storie, senza aspettarsi neanche un grazie ovviamente, poiché per gli altri vale sempre la formula: "cosa hai mai fatto? Sei un servo inutile! Cosa pretendi?", mentre loro bramano ogni giorno di essere incensati per aver "rinunciato a tutto" (grande balla) per "donarci" la loro preziosissima vita. Ricordo Lucia, la sua pena, coi figli inseriti nelle scuole e cresciuti in Umbria e che non accettavano, dopo aver perso già il loro padre, di venire sradicati così dalla sera alla mattina dal loro mondo, dai loro amici, dalla loro stessa comunità, cosa orribilmente destabilizzante per dei ragazzi, mentre Lucia chiedeva solo le fosse dato un poco di tempo in più per sbaraccare tutto e volgersi alla volta di Roma. Quando il Vescovo scrisse a Kiko e Carmen una lettera accorata, pregandoli di lasciare la catechista storica Lucia nell'equipe dell'Umbria, lei che insieme al marito e ai figli aveva dato la sua vita vent'anni in quella regione, Lucia fu massacrata davanti a tutti gli itineranti, pubblicamente accusata di non voler fare la volontà di Dio, accusata pubblicamente davanti a tutti. Carmen irata, dopo che Kiko aveva riferito con falso sussiego (come suo solito, grande ipocrita! Lasciando come sempre il lavoro sporco a quella faccia di bronzo di Carmen. così lui faceva anche la figura del buono - narciso incurabile - che non guasta mai per l'aureola di santità!) della lettera del Vescovo, disse a Lucia: "Ma brava! Che cosa hai fatto? Sei andata dal Vescovo a chiedergli di difenderti. La letterina glie l'hai fatta scrivere tu! Confessa!" "Tu devi tornare a Roma, capito? Sei un'idolatra, non vuoi lasciare la zona, la ritieni tua!" e ancora "Pino deve prendere autorità: finché ci sei tu non andrà mai via il FANTASMA DI GIORGIO!"
Ma vi rendete conto la cattiveria, la vile perfidia di Carmen Hernández, fino a che punto può arrivare? Questa la cifra del personalismo imperante nel cammino... "uno dice io sono di Paolo, io invece di Apollo"… e io di Giorgio e io di Pino, io invece di Kiko; fu una cosa terribile, e avvenne davanti a tutti gli itineranti. Una pubblica umiliazione, ingiusta, vergognosa!
Dal versante opposto, da quelle stesse parole di Carmen, trapela l'ennesima conferma di ciò che Kiko e Carmen hanno sempre fatto: pilotare Vescovi per fare i propri comodi: se il Vescovo scrive qualcosa di scomodo, piovono gravissime accuse di complotto. E voglio sottolineare, per completezza, che accuse simili a quelle indirizzate a Lucia fioccavano regolarmente sugli indifesi presbiteri ordinati nei seminari neocatecumenali Redemptoris Mater ogni qual volta i Vescovi non assecondavano gli orientamenti di Kiko per le assegnazioni degli stessi più confacenti al cammino: "Dì la verità! Ti sei accordato prima col Vescovo perché volevi restare in Diocesi invece di andare in missione per il cammino!" Insomma, il solito "tu Obbedisci a noi o al Vescovo!". Bello schifo e bella stima che hanno per i Pastori della Chiesa!
Basta, qui mi fermo.
Infine, da più parti veniamo a sapere che quest'anno ben per tempo si stanno preparando per l'Annuncio di Quaresima che è fissato per gli itineranti, cosa insolita, con largo anticipo sul Mercoledì delle Ceneri che è il prossimo 26 febbraio. Ormai manca poco. Già le date sono fissate per i vari riporti nelle zone, che verranno fatti con una settimana di anticipo rispetto agli altri anni. Per invogliare all'ascolto hanno scomodato addirittura la Congregazione per la Dottrina della Fede richiamando, nella consueta convocazione all'annuncio, l'incoraggiamento a seguire catechesi che preparino "adeguatamente a vivere i tempi forti". Si vede che da tempo ormai si batte la fiacca un poco ovunque tra i camminanti sfiniti e annoiati oltre ogni dire delle solite solfe inascoltabili agli annunci, tanto che molti fratelli disertano senza farsi troppi problemi l'appuntamento fissato. Ma Kiko e i suoi vogliono ancora una volta stringere le fila, animare a dovere le truppe infiacchite ma, principalmente si intuisce che non vedono l'ora di suonare la grancassa della oramai prossima sicura per loro canonizzazione di Carmen. Vado, per concludere, a un altro significativo commento al post di Cruxsanta:
...il ciarlatano diventa odioso! E più insopportabile con la sua vanagloria, immagino che questo caso (esagerato e sovradimensionato, come ogni cosa nel Cammino) sarà un tema centrale per la Quaresima, Pasqua e tutto l'anno, con applausi e baldoria inclusi come al solito.
Note a margine da by Tripudio:
- i sacramenti si amministrano solo ai vivi. Se si è nel dubbio che uno possa non essere vivo, il battesimo glielo si amministra sub condicione, ("a condizione che sia vivo"); non si può amministrare un sacramento ad un morto;
- la faccenda dell'acqua del Giordano ha un che di "pozione magica" di Asterix (chissà perché quei due coniugi hanno pensato al Giordano Kikiano anziché - per esempio - all'acqua di Lourdes; forse che quest'ultima dispiace a Kiko?);
- due genitori cattolici si sarebbero assicurati di far amministrare il battesimo alla nascita o almeno il più presto possibile, perché la salvezza eterna vale più della salute terrena: nonostante il giustificatissimo dolore che stanno vivendo, se proprio c'è da perdere il figlio tanto vale perderlo già battezzato;
- dato che il miracolo dev'essere proclamato ufficiale allora Kiko sale ufficialmente sul palcoscenico (applausi! applausi!) a "pregare sulla tomba di Carmen" insieme ai due sposini; (se non fosse stata la Magica Acqua Giordaniana, forse SanCarmen non sarebbe stata efficace? e come hanno fatto a prenotare la presenza di Kiko proprio nel giorno in cui sono andati a pregare?);
- il racconto di tale "miracolo" verrà ovviamente aggiustato dai capicosca man mano che emergeranno altre assurdità. Era il cuore che aveva veramente smesso di battere (e da quanto tempo?), o lo stetoscopio non era poggiato bene? i testimoni sono tutti neocatecumenali? non è che hanno qualche "conflitto di interessi"? (intanto vogliamo ringraziare Kiko perché a suo tempo comandò ai kikos di riportare qualsiasi cosa miracolosa relativa a Carmen, praticamente suggestionando i suoi super-fedelissimi a veder miracoli carmeniani dappertutto);
- fra i kikos non c'è nessuno che ricordi quei pubblici perfidi gesti della perfida Carmen? Sono rimasti nel Cammino solo quelli che ipocritamente fingono di non sapere e di non aver mai visto?













