lunedì 16 dicembre 2019

ECCO COME I NEOCATECUMENALI GIUSTIFICANO IL DIRETTORIO…

Qualche giorno fa abbiamo potuto visionare un “mamotreto del Padre Nostro”, nuovo di pacca (cioè pubblicato dopo il 2010) ingenuamente accompagnato dall'affermazione "sono approvati! Ecco una copia!". In effetti la dicitura iniziale è "Direttorio Catechetico" e non più "Orientamenti alle equipes di catechisti".

Allora i mamotreti "approvati" dalla Santa Sede stanno già circolando perlomeno all'interno del Cammino?

A noi non pare che le cose stiano esattamente così, anche se ce lo auguriamo, perché vorrebbe dire che sono stati emendati tutti gli strafalcioni certi sull'esegesi del "cieco nato", sulla "lotta del Signore CONTRO (non con) Giacobbe, tutta la teologia sul peccato necessario come "figli del demonio", ecc… che non dovrebbero trovare posto in nessun insegnamento cattolico.

Secondo il pensiero neocatecumenale quindi, quel mamotreto riportante catechesi del 2001, dimostrava che la “pubblicazione” autorizzata nel 2010 era avvenuta (almeno all'interno del Cammino Neocatecumenale), perché nella prima pagina c’è un’annotazione scritta a mano, per la precisione in stampatello (naturalmente riprodotta stampata su tutte le copie), che dice testuale:

“CONCORDA CON L’ORIGINALE ESISTENTE NEGLI ARCHIVI DEL VATICANO, 26 DICEMBRE 2010”

Sotto, la firma e la qualifica del dichiarante, con relativo timbro (stranamente "mozzo" nella sua parte inferiore, quasi "ritagliato"):

PROF. AVV. GUZMAN CARRIQUIRY – SOTTO SEGRETARIO

Questo dovrebbe significare che tale mamotreto (come tutti quelli del Direttorio), è quello rivisto e corretto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, perché la postilla è datata 2010. E non solo, proprio 26 dicembre 2010, il giorno stesso dell’emissione del Decreto.
Peccato però che la parola "rivisti" si trovi in riferimento al 2001 e NON al 2010, quindi "non" da parte della Congregazione, perché altrimenti avrebbe dovuto rigorosamente esservi citata. Al contrario, non è citata proprio MAI.

Ricordiamo sempre che è stato il Pontificio Consiglio per i Laici (di cui era presidente il Card. Ryłko, grande amicone del Cammino di vecchia data) a "consultare" la Congregazione per la Dottrina della Fede" e non, come dovrebbe essere normale anche in via cronologica, la Congregazione che, a lavori finiti, si rivolge al Pontificio Consiglio per sottoporre i risultati finali, posto che veramente competesse a questo dicastero il passo finale dell'approvazione. Siccome esistono pronunciamenti diretti da parte della Congregazione su questioni dottrinali diverse, proprio non si capisce la rinuncia al pronunciamento diretto nel caso del Cammino Neocatecumenale.
Può sembrare un cavillo giuridico, ma negli atti burocratici ha la sua importanza: non dovrebbe essere il dicastero che non è preposto al vaglio della dottrina a "consultare" (termine troppo generico) l'organo che ne è investito, ma dovrebbe starsene buono buono ad aspettare che sia l'organo preposto a comunicare l'avvenuta fine dei lavori e il nihil obstat a procedere, sempre nel caso che tocchi a lui procedere. L'iter burocratico procede sempre in avanti, non all'indietro.

È bene ricordare infatti, che i compiti dell'ormai soppresso Pontificio Consiglio per i Laici vertevano, per l'appunto negli articoli citati nel decreto di approvazione (131 e 133 §1 e §2), soltanto nel PROMUOVERE e COORDINARE l'apostolato dei laici, nonché ANIMARE e SOSTENERE gli stessi, FAVORENDONE LA COOPERAZIONE NELL'ISTRUZIONE CATECHETICA…
Nessun compito gli era riservato in merito alla dottrina e che la dottrina kikiana era attendibile, era un pronunciamento necessario ed irrinunciabile che avrebbe dovuto provenire dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, non attraverso una mera ed imperscrutabile "consultazione". Quest'ultima invece ha taciuto, essendo stata solo "consultata", ma senza che sia stato esibito un atto formale sul quale si sarebbe dovuta innestare l'approvazione alla pubblicazione. Solo "parole" tra dicasteri, niente atti formali, come si potrebbe fare attraverso una mera telefonata.

Aggiungiamo anche in uno scritto del Pontificio Consiglio per i Laici, si trova l'assurda precisazione che la Congregazione per la Dottrina della Fede "ha rivisto i volumi dal 1997 al 2003". Ma allora i 7 anni di silenzio per arrivare al 2010 a che sarebbero serviti?
Se il lavoro della Congregazione si è concluso nel 2003, perché aspettare 7 anni?
Qualcosa non torna…
Vorrebbe dire inoltre che l'approvazione ad experimentum dello Statuto, avvenuta nel 2002 ma il cui iter era iniziato anni avanti, avrebbe rimandato per la dottrina ad un Direttorio che nemmeno era stato finito di visionare, quindi inesistente per la Chiesa. Tutto il contrario di come dovrebbe avvenire ed avviene normalmente: prima si verifica la dottrina poi, nel caso tutto sia a posto, si concede lo Statuto, non viceversa.
Ma questo già lo dicono in tanti da sempre…

Comunque, dato ciò che vediamo apposto sul mamotreto in foto, vorrebbe dire che il sottosegretario firmatario, il giorno stesso dell’approvazione alla pubblicazione, ha rilasciato la sua firma sotto a uno scritto in stampatello di foggia femminile (non pare certo la calligrafia di un avvocato qual è il sotto segretario Guzman Carriquiry…), simile ad un’annotazione sull’agenda, quasi carta straccia, in modo totalmente non ufficializzato, per testimoniare che quelle copie ante 2010 “concordano” con certi “originali” (ma originale prima o dopo la revisione della Congregazione?) esistenti in Vaticano (gli escamotages giuridici da avvocati, anche nella sapiente scelta delle parole per rimanere sempre al limite della contestabilità sono proverbiali…). Quella scritta da "appunto d'agenda", qualora venisse opinata la validità del suo dichiarato, potrebbe sempre dichiararsi riferita agli "originali esistenti in Vaticano" delle copie kikiane, visto che non precisa che si tratta di quelle "emendate". E così, sempre sul filo dell'ammissibilità e della veridicità delle dichiarazioni, si salverebbe quantomeno la faccia.

Per chi ha ormai l’orecchio aperto e la ragione in funzione, quella postilla non sembra avere alcun valore ai fini della dimostrazione dell’avvenuta pubblicazione delle edizioni “riviste e corrette”, ma serve solo a confondere la realtà.



Non so se a richiedere tale postilla sia stato Kiko o se si tratta di un imprimatur voluto dalla Santa Sede per dimostrare che qualsiasi altra versione eventualmente circolante non “è conforme” a quella depositata in Vaticano, quasi a volersi tutelare dalla possibilità che fossero iniziate a circolare versioni “diverse” da quelle in possesso delle Congregazioni.

Dirimere la questione, ai fini della nostra dimostrazione, non è importante.
Ma lo sarebbe in termini di correttezza e trasparenza, perché fosse stato Kiko a richiedere l’aggiunta di tale postilla, significherebbe senz’altro che attraverso di essa si vorrebbe millantare la pubblicata edizione riveduta e corretta.

Ma è proprio così?

Innanzitutto, se così fosse, si sarebbe come d’uopo utilizzata la formula adeguata, anziché citare un generico “concorda con l’originale esistente negli Archivi del Vaticano”: ad esempio “come da decreto…”.
L’inesistenza di tale riferimento e il solo accenno all'originale depositato in Vaticano, non è per nulla sufficiente, né ufficiale.
A ciò si aggiunga che se già sono nuove edizioni con la dicitura "Direttorio Catechetico" (quindi per forza nuove), non si comprende per nulla il perché di una postilla scritta malamente a mano, dato che quando si ripubblicano edizioni nuove si è in grado di modificare il testo, non solo in quanto alla scritta "Direttorio…", ma anche contemporaneamente alle postille nuove da inserire. Visto che siamo ad aggiornare, perché non aggiorniamo tutto contemporaneamente ed invece si inseriscono postille scritte a mano?

La postilla dice soltanto che le copie di quel mamotreto, datate 2001 (quindi prima dell’approvazione alla pubblicazione) sono quelle “originali” esistenti in Vaticano. Altre versioni che differissero dalle “originali esistenti”, come se per esempio si diffondessero mamotreti diversi da quelli depositati per il vaglio della Congregazione, non sarebbero "conformi".

A tale conclusione si giunge anche per altra via, considerando il fatto che altrimenti, la Congregazione preposta, non avrebbe messo penna al mamotreto, in nessuno dei suoi righi, perché se l’edizione si riferisce a catechesi "riviste" nel 2001 ed il mamotreto è lo stesso salvo l’aggiunta a mano della postilla, in esso non vi è alcuna variazione. Ma proprio nessuna. È perfetto, non abbisogna di alcuna correzione e modifica, cosa che ci sembra del tutto peregrina ed improponibile. Vorrebbe dire che la Santa Sede ha accettato in tutto e per tutto, senza correzioni, tutte le dottrine kikiane ivi contenute e "riviste" (da chi?) nel 2001. E allora, in quel caso, sarebbe davvero dimostrato che siamo proprio noi i tradizionalisti fuori testa. E allora che ce lo dicano chiaro in faccia: gli eretici siete voi, perché le dottrine kikiane non combaciano affatto con quelle della Chiesa che noi conosciamo e a cui crediamo.

Come minimo, ma proprio minimo necessario all'ufficializzazione, avrebbe dovuto esserci scritto: "Catechesi di Kiko e Carmen, riviste nel 2001 ED EMENDATE (per usare il termine del Pontificio Consiglio) DALLA CONGREGAZIONE DELLA DOTTRINA DELLA FEDE DAL 1997 AL 2003". Dire solo "riviste" non dice da chi, potrebbe essere dal Cammino Neocatecumenale stesso, come sappiamo anche che ha fatto.

Quindi, a meno che non si voglia sostenere che tutti i mamotreti del Direttorio sono stati considerati “perfetti” dalle Congregazioni, e come tali non passibili di alcuna correzione, ma solo dell’aggiunta a mano di una postilla che li convalida, senza passare dalla via ufficiale della citazione del decreto col quale se ne autorizza la pubblicazione, si deve per forza pervenire alla logico-giuridica conclusione che tale postilla afferma soltanto che quel mamotreto (come tutti gli altri del Direttorio), è copia dell’”originale esistente negli archivi vaticani” nel senso che ogni altra eventuale versione non è conforme a ciò che è stato depositato dal Cammino Neocatecumenale.

Sappiamo anche che il decreto del Pontificio Consiglio autorizzava "alla pubblicazione" e non crediamo proprio che si riferisse ad una pubblicazione interna solo al Cammino Neocatecumenale, anche se le catechesi contenute nel Direttorio sono "valide e vincolanti" solo per il Cammino Neocatecumenale.
Come al solito sono formule sempre opache.
Di certo, anche se la pubblicazione si fosse limitata al solo Cammino Neocatecumenale, le copie avrebbero dovuto essere comunque quelle emendate dalla Congregazione. Nessun'altra versione è a questo punto ammissibile.
Ma questo chi lo "garantisce"?
La postilla scritta a mano a piè dei mamotreti?
Se non è possibile operare un confronto tra le copie ante revisione e quelle uscite fuori dagli emendamenti della Congregazione (quindi necessariamente uscite fuori da essa direttamente), nulla può garantirne l'omologazione.

Neanche è ipotizzabile che, dopo 10 anni dal decreto, abbiano ancora in magazzino mamotreti di vecchia stampa, ai quali apporre un generico “concorda con gli originali del Vaticano”, perché in 10 anni si può verosimilmente ipotizzare che le copie “vecchie” siano esaurite e che quindi se ne debbano stampare di nuove con il riporto corretto del decreto approvativo e con le debite e dovute correzioni.

Si tratta di una formula molto sibillina, peraltro sciattamente scritta a mano in stampatello (per nulla nel pomposo stile neocatecumenale che sbandiera approvazioni a destra e a manca diffondendo copiosamente i decreti che li contengono, con tanto di rilegatura costosa e logo aziendale di Kiko), che potrebbe anche indurre alla probabile errata conclusione che quelli siano i mamotreti approvati per la pubblicazione, comprensivi della REVISIONE delle Congregazioni, come molto probabilmente passa nelle menti neocatecumenali, tronfie dell’“approvazione” burocratica.

È sibillina come tutto nel Cammino Neocatecumenale, atta ad indurre all’errore, ma in maniera non diretta.

Affinché si possa VERAMENTE parlare di pubblicazione del Direttorio RIVEDUTO e CORRETTO, occorre innanzitutto una NUOVA PUBBLICAZIONE che contenga il RIFERIMENTO ESPLICITO AL DECRETO DI APPROVAZIONE DEL 2010 DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI, non un generico “concorda con l’originale (quale originale? Quello riveduto e corretto o quello depositato dal Cammino Neocatecumenale?) esistente negli archivi vaticani”, nonché il PRONUNCIAMENTO UFFICIALE DELL'ORGANO PREPOSTO ALLA REVISIONE (Congregazione per la Dottrina della Fede).

Addirittura la frase scribacchiata in stampatello avrebbe già dovuto e potuto dire: "CONCORDA CON L’ORIGINALE ESISTENTE NEGLI ARCHIVI DEL VATICANO RIVEDUTI E CORRETTI DALLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE…". Questo soltanto avrebbe dato chiarezza e sostanza all'intervento della Congregazione, mai citato in nessuna parte, come se non ci fosse stato.

Altro non è probante di nulla, specialmente se parla genericamente di una copia originale esistente negli archivi Vaticani, potendo essere benissimo, come se ne evince, la copia depositata dal Cammino Neocatecumenale e non quella già riveduta e corretta.

Mi auguro vivamente che tale postilla sia stata richiesta dal Vaticano per evitare la circolazione di copie difformi a quella depositata dal Cammino Neocatecumenale, ma dato il carattere per nulla ufficiale di una scritta strampalata a stampatello e nessuna nuova edizione, tendo a pensare ad un altro escamotage neocatecumenale, sostenuto da di chi dovere, per far intendere ciò che non è - cioè per ingannare e mentire.

Non voglio poi neanche pensare a "maneggiamenti" poco chiari, tra date che non tornano, dicasteri che non decretano, "consultazioni" che non appaiono, scritte da fruttivendolo a piè dei mamotreti, ecc.., perché questo coinvolgerebbe non solo il sommo Kiko, ma anche i prelati vaticani. Sarebbe troppo SCANDALOSO, se così dovesse emergere. Sarebbe una truffa.

Mi sembra opportuno ricordare, a titolo soltanto di memoria informativa, che nel 2012 all'epoca dei Vatileaks, il cosiddetto "corvo" (ma pare ce ne fosse più di uno), fu arrestato perché trafugava documenti riservati e segreti per darli alle stampe. A detta loro era per il bene della Chiesa, per far emergere il marcio degli ultimi anni.
Tra quei documenti ci fu una lettera di Benedetto XVI in risposta al Card. Burke, di cui il quotidiano Repubblica dice di essere in possesso, che viene un po' incontro alle nostre deduzioni.
Il Card. Burke, all'epoca Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica aveva trovato sulla scrivania una lettera che lo invitava alla celebrazione del Papa "in occasione dell'approvazione della liturgia del Cammino Neocatecumenale". Al che il card. Burke inviò al Card. Bertone, all'epoca Segretario di Stato del Papa in data 14 gennaio 2012, una lettera di questo tenore:
"Non posso come Cardinale e membro della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, non esprimere a Vostra Eminenza la meraviglia che l'invito mi ha causato. Non ricordo di aver sentito di una CONSULTAZIONE a riguardo dell'approvazione di una liturgia propria di questo movimento ecclesiale".
Nel documento in possesso di "Repubblica" si legge il commento del Papa, il quale dà un'indicazione precisa, rimandando lo scritto a Bertone. Scrive Benedetto XVI, sei giorni dopo l'invio: "Ritorno a Card. Bertone, invitando Card. Burke di tradurre forse anche queste OSSERVAZIONI MOLTO GIUSTE nella Congregazione del Culto Divino". Firmato: "B XVI 20. I.12" .
Cioè dice che queste GIUSTE OSSERVAZIONI vanno trasmesse da parte del Card. Burke, alla Congregazione del Culto Divino di cui egli è anche membro, perché lo stesso non sapeva nemmeno che ci fosse stata una "consultazione".
Se tutto ciò fosse vero, mostrerebbe anche che lo scritto del Papa non è arrivato a destinazione, altrimenti penso che avrebbe dovuto essere nelle mani del Card. Burke e non a disposizione del "corvo" maggiordomo del Papa.
Ricordiamo che lo scandalo Vatileaks verteva sulla trafugazione di documenti (per questo reato), non sulla "falsificazione" di documenti. Si tende a pensare perciò che ciò che è stato indebitamente trafugato sia di per se stesso "originale".
È vero che la questione riportata si riferisce all'approvazione delle "liturgie" e non del Direttorio, ma se questo è il modo di procedere…

Sembra molto strano che nessuna voce neocatecumenale si sia elevata in 10 anni per dimostrare l’avvenuta “pubblicazione” attraverso questa formula apposta a “perfetti mamotreti vecchi rivisti nel 2001”, su cui la Congregazione pare non aver messo penna.

Che tutti gli scriventi neocat del mondo internet siano “catecumeni semplici” e non dispongano dei mamotreti “nuovi”, da confrontare a quelli “vecchi” per confutare le tesi che molti portano avanti da 10 anni?

sabato 14 dicembre 2019

Addestramento alla preghiera del perfetto neocatecumeno obbediente a Kiko Arguello. Annuncio di Avvento 2019.

Proseguiamo la nostra carrellata riguardo agli ammaestramenti kikiani intorno alla "preghiera" tra le pagine dell'Annuncio di Avvento 2019:
La preghiera è un ufficio che il Signore ci invita ad adempiere, lo dà a noi che siamo stati chiamati ad essere figli di Dio. Voi siete la speranza del mondo, noi siamo la verità, noi siamo la testimonianza dell'amore di Dio, in Cristo, in questa generazione, a Roma (pag. 5)
[ndr: noi siamo la verità. Cose da pazzi!]
La preghiera obbligatoria dell'Ufficio divino proprio dei sacerdoti, Kiko lo ha reso un obbligo dei camminanti da adempiere con regole più stringenti ancora. Un vero fardello quotidiano dal quale dipende il superamento della prossima tappa; sulla cui osservanza rigorosa si viene puntualmente interrogati, come sull'osservanza di altre innumerevoli regole che, lungo l'infinito percorso iniziatico, si aggiungono le une alle altre e delle quali ci piace menzionare la prima fra tutte, per nascita, per durata e per peso specifico: la fantomatica decima. Di essa non si trova neanche un accenno negli Statuti, eppure non darla regolarmente, o almeno il dire apertamente agli interrogatori dei kikatechisti che non là si dà, equivale a restare al palo nei passaggi o addirittura ad essere rimandati a fare daccapo le catechesi, perché "non si è capito niente del cammino"! (anche per questo, molti che regolarmente non la danno non lo dicono affatto, poi il responsabile non si trova con i conti!)

Chiusa parentesi, torniamo alla preghiera.
Kiko mostra se stesso al mondo
e anche al Crocifisso
(notate come il Crocifisso è girato?!)





Anche qui Kiko si sovrappone al Signore, mischia la sua immagine con la Sua per dire: Il Signore dà "a noi - l'Ufficio divino - che siamo stati chiamati ad essere figli di Dio". Noi sta per noi neocatecumeni.
Ecco confermata la casta: Chi altri come noi? Noi, gli eletti, i veri chiamati, i predestinati, gli eredi unici, noi soli!

Lo abbiamo ripetuto più volte: in questo annuncio Kiko dichiara apertamente che egli è l'inviato di Dio agli uomini per mostrare la Sua Volontà. "La volontà di Dio si manifesta attraverso Kiko" (pag. 12)
[N.B. Kiko dice proprio così! Parlando di sè in terza persona, il megalomane esaltato. Incommentabile anche per questo!] 
Interrompere il sonno e pregare per l'Italia, per l'America, per i disgraziati, per la gente che sta in galera, per i tuoi figli e nipoti, per Kiko Argüello…

Dunque, non ce la fai a pregare? Tu devi pregare, perché Dio lo vuole.
Non solo; ti dice anche come e per chi e per cosa tu devi pregare.
Sempre con l'ossessione del
Kiko/chetidicelavolontàdiDioperte

Ma, come abbiamo già ampiamente dimostrato, in tutto questo Kiko non fa neanche un solo accenno alla Chiesa e meno che meno al Papa. Il povero Papa Francesco che ripete sempre "Pregate per me!" è cascato male, anzi malissimo!
Kiko comanda:
...un poco di tempo di preghiera silenziosa, e pregare per tanti fatti che hanno bisogno della nostra preghiera: i giovani, la fede dell'Italia, la conversione dell'Europa, i vostri familiari…(pag. 5)
Qualcuno dice: "Kiko, non credere che abbiamo questi pensieri, prega per me perché li abbia". Ecco, dobbiamo pregare gli uni per gli altri per essere profondamente cristiani [esserlo profondamente! roba, ovviamente, solo da neocatecumeni! Ma non dice il Signore "Sia il vostro parlare sì-sì no-no, il di più viene dal maligno?" Cristiani o si è o non si è. Punto].
Che meraviglia ragazzi: siamo cristiani! Siamo cristiani? Io lo dubito un po'. Essere cristiani, alter Christus [alter Kikus] cristiani, è meraviglioso".
[N.B. qui infondo dice di pregare per gli altri cristiani "perfetti" del cammino]
(pag. 8)
Non dice di pregare né per il Papa, né per i Vescovi, né per i Sacerdoti, né per la Chiesa e neanche, per dirla proprio tutta, per i "presbiteri imbastarditi itineranti", quelli che noi chiamiamo i presbikikos, insomma.
Il motivo è chiaro: a questi ci pensano loro! Pensano loro a come tenerli a bada: cagnolini al guinzaglio, cavalli col morso stretto e lo scudiscio pronto a batterli, asini da prendere a calci o… pesci rossi come il padre Mario Pezzi, a cui Kiko in 50 anni ha tolto completamente il vizio di parlare, seguendo un qualunque suo pensiero autonomo e compiuto.

In un crescendo continua l'addestramento alla preghiera del perfetto neocatecumeno:
Il Signore ha bisogno di noi, che offriamo le nostre preghiere per la salvezza del mondo"
[qui Kiko esce finalmente allo scoperto e fuori dal seminato, e i ruoli si ribaltano. E noi siamo fiduciosi, ormai manca solo un ultimo passo: ascoltare, alla prossima occasione, dalla sua bocca ispirata che, alla buon'ora, il Signore si è deciso a pregare Lui Stesso i kikos per le sorti dell'umanità, interamente nelle loro mani!]

Non si fa cenno ad altre intercessioni; per costoro non ci sono Santi confermati dalla Chiesa a cui i fratelli, profondamente cristiani, possano essere invitati a rivolgersi in questo tempo di Avvento con fiducia, nelle loro mattutine, diurne e notturne preghiere!
Tra i vivi sono loro gli unici protagonisti. Tra i morti, sono sempre loro.
In chiusura entra in scena Carmen, in tutto il suo splendore.

Così Kiko:
In questo Natale ricordatevi di me, dei vostri catechisti, Ascensión, Padre Mario e di Carmen che sta con il Signore, già nella festa.
Brava Carmen: avete avuto la migliore catechista del mondo. Carmen Hernández! Donna eccezionale, veramente, con una generosità enorme, ha negato se stessa per mostrare me, nonostante le critiche, ma stava sempre dietro. Il Cammino deve molto a Carmen, molto.
Una donna eccezionale, importantissima! Innamorata di Cristo. Se leggete il suo diario, tutte le cose che diceva: Cristo ti amo, ti amo! In ogni pagina: ti amo, ti amo! Amare Cristo è l’unica verità: “Ama Cristo e ti seguiranno a migliaia”, dicono i Padri del Deserto. Io credevo che seguivano me, ma oggi scopro che migliaia di fratelli sono in cammino grazie a Carmen e per l’amore che Carmen aveva a Cristo. Io sono un poveraccio. (pag.13)
[Ah, Santa umiltà di Cristo! Chi potrà trovarti? NO COMMENT a 360%]
Anche pesce rosso Mario - al quale nel suo eloquente mutismo lasciamo l'ultima, stentata parola - conclude il suo intervento e dice:
"Lì ho pregato per Kiko, Ascension, per me [piccino!] che la Vergine Maria ci assista fino al compimento della nostra missione." (pag. 18)
E l'estremo saluto di Kiko, il suo ultimo accento e l'ultima espressione del penoso manoscritto d'Avvento, è ancora:
Buon Natale e pregate per i vostri catechisti.
Il mondo inizia e finisce con loro. Il passato non esiste. E l'oggi? Come se non ci fosse un domani.



In conclusione e come aiuto per purificarci da tante insulsaggini velenose, mai lette tutte assieme e in una sola volta dietro lo sproloquiare del logorroico Kiko, riproponiamo un bell'articolo di Rebel.

È il cuore dell'uomo la vera dimora di Dio, il tempio del silenzio.

Questa l'illuminante premessa:

Entriamo nella sua dimora,
prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi (Sal 132,7)

Non desidero riportare argomenti già risaputi in maniera scontata, ma analizzare, secondo le direttive intenzionali del libro del Cardinale Robert Sarah " La Forza del Silenzio" quale ipocrisia vige nel "monastero" trikikino, e proporre una riflessione riguardo l'azzardo del mantenere nella dimora del Signore un contesto che ritiene, per scelta, di possedere verità supreme che si distaccano dalla Chiesa Cattolica inducendo ad uno stato di esaltazione che coinvolge psiche e spirito. Setta gnostica sottomessa ad un uomo ampiamente idealizzato (credetemi!).

(da Valentina Giusti e Pax)

giovedì 12 dicembre 2019

SACERDOTE MALTRATTATO - MISFATTI E COPERTURE NEOCATECUMENALI

Nell'estate del 2016 i giornali, soprattutto locali e regionali, riportarono la notizia dei maltrattamenti perpetrati ai danni di un anziano sacerdote non autosufficiente residente in un convitto ecclesiastico per preti in pensione.

Alcuni operatori del convitto erano soliti maltrattare in molti modi l’anziano sacerdote. Si leggeva:
Si potrebbe continuare…

La situazione fu denunciata da un dipendente alla Direzione del Convitto Ecclesiastico e portò all’installazione di alcune microtelecamere che, a loro insaputa, filmarono i persecutori e ancora oggi circolano in internet alcune foto pubblicate di quei soprusi terribili, soprattutto perché perpetrati nei confronti di un sacerdote non autosufficiente e ormai non più lucido.

Quello che non è MAI stato detto è che uno degli arrestati agli arresti domiciliari era un neocatecumenale, figlio di neocatecumenali di vecchia data, più tardi anche condannato.

Conosco il ragazzo, anche se i fatti avvennero quando ormai stavo abbandonando il Cammino e perciò frequentavo la comunità sempre più raramente.
A suo favore devo dire che non era nemmeno una persona cattiva, soltanto un po’ dabbene e superficiale, e credo davvero che si sia fatto influenzare e coinvolgere in un contesto che magari aveva già trovato e di cui è andato a far parte.

Non è su questo che mi preme focalizzare l’attenzione, ma sul fatto che, dopo tanti anni di Cammino e con una famiglia neocatecumenale, non gli sia risuonato alcun campanellino d’allarme riguardo a quelle azioni e a chi le perpetrava. Soprattutto “CONTRO” chi venivano effettuate.

È vero che «indurre alla bestemmia e ad atteggiamenti sessuali» è una cosa grave sempre e comunque, ma si aggrava senza misura quando la vittima è un sacerdote, soprattutto non più in grado di reagire e di difendersi.

È la superficialità e la facilità con cui questo ragazzo ha aderito a questi crimini che mi disorienta e mi conferma una volta di più che la sacralità ministeriale nel Cammino è non soltanto trascurabile, ma addirittura aggredibile nelle peggiori maniere. Un altro dipendente denunciò i soprusi alla Direzione, ci fu chi si dissociò da quelle ignobili azioni, ma non fu il neocatecumenale osservante, figlio di neocatecumenali osservanti. Poteva lui indignarsi e denunciare quei crimini invece di associarsi.
Ma già, un neoatecumenale "non deve mai denunciare"… Questo si vede che gli era passato…

Naturalmente nell’ambiente è stato tutto messo a tacere, nessuno ha mai saputo che questo ragazzo faceva parte di uno dei più fondamentalisti movimenti in essere nella Chiesa Cattolica.

Per chi ha la "fede adulta"
Mi ricordo che la preoccupazione dei genitori era, dopo gli arresti domiciliari, solo l’esito finale del procedimento, non il fatto che il figlio si fosse macchiato di un tale crimine nei confronti di un sacerdote. Tutti volti a salvare la faccia e a minimizzare le conseguenze, poco o nessun interesse per la gravità dell’azione commessa.

Naturalmente avevano la comprensione e la solidarietà di tutti all’interno della Comunità e nessun fiato all’esterno.

Noi, per parte nostra, che avevamo più una gamba fuori e la punta di un piede dentro, ci astenemmo da ogni esternazione, ma la gestione di questa faccenda contribuì non poco a pesare su una decisione che in pratica avevamo già preso.

E pensare che questo ragazzo era un “pupillo” dei nostri catechisti, aveva incontri quasi quotidiani col capo equipe per la “direzione spirituale”, che la madre osannava per questo. Era stato addirittura indirizzato al Centro Vocazionale neocatecumenale e non ha mai preso quel BEL CEFFONE di cui un neocatecumenale convinto qui sul blog esaltava tanto la necessità.

Tempo dopo, una volta decantata la faccenda, questo ragazzo è tornato come nulla fosse ad affaccendarsi in parrocchia, organizzando appuntamenti per i giovani e mantenendo contatti con neocatecumenali di altre parrocchie per potenziarli.

Non voglio giudicare, io con lui non ho mai parlato di questo, ma spero si sia pentito amaramente ed abbia compreso l’enormità che ha commesso, non limitandosi a preoccuparsi solo delle conseguenze “legali” delle sue azioni.

Mi preoccupa soltanto che nel Cammino sia passato indenne, che non abbia subito correzioni né limitazioni, come invece le subivamo noi che avevamo solo denunciato le storture e i molteplici peccati contro la fede e le persone.
Il nostro “peccato” doveva sembrare incommensurabilmente più grave agli occhi dei neocatecumenali.

Ma si sa, quel povero ragazzo "non aveva colpe", era solo stato "ingannato dal demonio" (con una facilità sorprendente), "non poteva non fare quello che ha fatto", siamo tutti peccatori, ognuno di noi “peggiore” di lui e, in quanto tali, non abilitati né alla correzione né all’indignazione per com’è stato trattato un’anziano prete non autosufficiente della Chiesa Cattolica.

Quello che penso è che dietro questi fatti c’è il demonio davvero, ma con le armi spuntate che si ritrovano i neocatecumenali lì dentro ha un GRAN SUCCESSO, per dirla con termini tanto cari all’Argüello.

martedì 10 dicembre 2019

NEOCATECUMENALI, CELEBRATE LA VISIONE INTELLETTUALE DELLA MADONNA APPARSA A KIKO!

Vista la novità di quest’anno, la celebrazione comandata alle Comunità Neocatecumenali per celebrare i 60 anni dall’apparizione della Madonna all’Arguello, ci sembra proprio il caso di dire due paroline…

Luogo dell'"apparizione mariana" a Kiko
Non è che ci troviamo di fronte a colui che, secondo un vecchio adagio, avendogli dato un dito si è preso tutta la mano?

Pian piano infatti l’Arguello introduce novità MAI concesse dalla Chiesa, quali ultimamente il memoriale della sua “supposta” visione mariana e l’andare a fare catechesi nelle case, in aperto contrasto all’art. 9 (cap. II) dello Statuto che impone che il neocatecumenato “debba NASCERE in parrocchia”.

Tanto per inquadrare meglio il fenomeno dell’”apparizione”, da tanti neocatecumenali creduto e dichiarato, informiamoci un po’ su che cos’è una “visione intellettuale” e quali effetti produce in chi si è manifestata.
Teniamo presente che l'Autorità ecclesiastica a proposito dei "casi dubbi, 
che non presentano alcun rischio per il bene della Chiesa, si asterrà da ogni giudizio e da ogni azione diretta (perché può anche succedere che, dopo un certo periodo di tempo, il presunto fatto soprannaturale cada nell’oblio); non deve però cessare di essere vigile per intervenire, se necessario, con celerità e prudenza."
Qui, più che cadere nell'oblio, sembra che l'importanza data alla presunta visione dell'Arguello si stia pian piano allargando.

Particolare lugubre del
 luogo dell''apparizione






Ci aiuterà nella comprensione il COMPENDIO DI TEOLOGIA ASCETICA E MISTICA di Adolphe Tanquerey, regalo dello scorso Natale da parte di Papa Francesco a tutti i membri della Curia romana.

 “Differenza tra le rivelazioni private e le pubbliche. 
La rivelazione divina in generale è la manifestazione soprannaturale fatta da Dio di una verità nascosta. Quando questa manifestazione si fa per il bene di tutta la Chiesa si ha la rivelazione pubblica; quando si fa per l’utilità particolare di coloro che ne son favoriti, si ha la rivelazione privata. Di questa sola parliamo.

Ci furono sempre, in tutti i tempi, rivelazioni private, come se ne ha esempi nella Scrittura e nei processi di canonizzazione. Tali rivelazioni non entrano nell’oggetto della fede cattolica, che abbraccia unicamente il deposito contenuto nella Scrittura e nella Tradizione, affidato all’interpretazione della Chiesa. Non vincoliamo quindi la fede di tutti i fedeli; e quando la Chiesa le APPROVA, non ci obbliga a crederle, ma solo permette, come dice Benedetto XIV, che siano PUBBLICATE ad istruzione ed edificazione dei fedeli; onde l’assenso che vi si deve prestare non è atto di fede cattolica, ma atto di fede umana fondato sull’essere queste rivelazioni probabili e pienamente credibili. — Le rivelazioni private non si possono pubblicare senza l’approvazione dell’autorità ecclesiastica.

Parecchi teologi però opinano che le persone a cui sono fatte coteste rivelazioni, e quelle a cui Dio fa annunziare questi voleri, possono farne materia di atto di vera fede, purchè abbiano prove certe della loro autenticità.

Per i kikos è già un dogma
e bisogna fare la torta
E veramente le visioni sono soggette a molte illusioni, onde è necessario dare delle regole per discernere le vere dalle false.

A ben discernere le vere rivelazioni e scorgere l’elemento umano che vi si può insinuare, occorrono regole che riguardano la persona che riceve rivelazioni, la materia a cui si riferiscono, gli effetti che producono, i segni che le accompagnano.

Dio può certamente far rivelazioni a chi vuole, anche a peccatori, ma abitualmente non le fa che a persone non solo fervorose ma elevate già allo stato mistico. Del resto, anche per interpretare le vere rivelazioni è necessario conoscere le buone qualità e i difetti delle persone che si credono favorite di rivelazioni. Fa quindi d’uopo studiarne le qualità naturali e soprannaturali.

Qualità naturali
Quanto al temperamento: sono persone ben equilibrate o affette da psiconevrosi o da isterismo? È chiaro infatti che, in quest’ultimo caso, c’è motivo di tener per sospette le pretese rivelazioni, essendo cotesti temperamenti soggetti ad allucinazioni.

Sotto l’aspetto intellettuale: si tratta di persona di buon senso, di retto giudizio, oppure di fantasia esaltata, associata a eccessiva sensibilità? Di persona istruita o ignorante? E da chi venne istruita? Le facoltà mentali non sono forse indebolite da malattia o da lunghi digiuni?

Sotto l’aspetto morale: È PERSONA INTIERAMENTE SINCERA O SUOLE AMPLIFICAR LE COSE E QUALCHE VOLTA ANCHE INVENTARLE? È INDOLE CALMA O APPASSIONATA?
La risposta a questi quesiti non proverà certamente se vi fu o non vi fu rivelazione, ma aiuterà molto a giudicare del valore delle affermazioni dei veggenti.

Rispetto alle qualità soprannaturali, si esaminerà se la persona: 1) è dotata di virtù soda e lungamente provata o soltanto di fervore più o meno sensibile; 2) se ha sincera e profonda umiltà o se cerca invece di mettersi in mostra e dire a tutti le sue grazie spirituali; l’umiltà è la pietra di paragone della santità, ov’ella manchi è pessimo segno; 3) se si apre delle sue rivelazioni col direttore anzichè con altri, e se ne segue docilmente i consigli; 4) se è già passata per le prove passive e pei primi gradi di contemplazione; E SOPRATTUTTO SE HA LE ESTASI DELLA VITA, OSSIA SE PRATICA LE VIRTÙ IN GRADO EROICO; DIO INFATTI ORDINARIAMENTE RISERVA LE VISIONI ALLE ANIME PERFETTE.

Notiamo bene che l’avere una persona le dette qualità non prova che abbia avuto la visione o la rivelazione, ma solo ne rende più credibile l’affermazione; come il non averle non prova che la visione o la rivelazione non ci sia stata, ma la rende poco probabile.

Inoltre queste informazioni FARANNO PI' FACILMENTE SCOPRIRE  le menzogne o le illusione dei pretesi veggenti. CI SONO INFATTI DI QUELLI CHE, PER SUPERBIA O PER ACQUISTAR CREDITO, SIMULANO VOLONTARIAMENTE ESTASI E VISIONI. ALTRI POI, IN MAGGIOR NUMERO, ILLUSI DALLA VIVA FANTASIA, PRENDONO PER VISIONI O LOCUZIONI INTERIORI LE PROPRIE IDEE.

Come si giudica l’albero dai frutti, così si può giudicar delle rivelazioni dagli effetti che producono nell’anima.

a    a ) Stando a S. Ignazio e a S. Teresa, la visione divina cagiona a principio un sentimento di stupore e di paura, a cui presto succede un profondo e durevole sentimento di pace, di gaudio e di sicurezza. Nelle visioni diaboliche avviene il contrario; se a principio sono causa di gaudio, succede presto turbamento, tristezza, scoraggiamento: arti diaboliche onde il demonio fa cadere le anime.
b    b)  Le vere rivelazioni rassodano l’anima nelle virtù dell’umiltà, dell’obbedienza, della pazienza e della conformità al volere di Dio; le false generano orgoglio, presunzione, disubbidienza.

Una rivelazione può esser vera nella sostanza e contenere errori negli accessori. Dio non moltiplica il miracolo senza necessità e non corregge i pregiudizi o gli errori che possono trovarsi nella mente dei veggenti, avendo egli di mira il loro bene spirituale e non la loro formazione intellettuale. Cosa che intenderemo meglio analizzando le principali cause di errori che occorrono in talune rivelazioni private.
a    a)  La prima causa è la mescolanza dell’attività umana coll’azione soprannaturale di Dio, massime se si tratti di fantasie e menti vivacissime.
b    b)  Una rivelazione divina può essere male interpretata.
c    c)  Una rivelazione può essere inconsapevolmente alterata dal veggente stesso nel momento in cui cerca di spiegarla, o, più spesso ancora, dai suoi segretari.

Per tutte queste ragioni, non c’è prudenza che basti nell’ESAME DELLE RIVELAZIONI PRIVATE.

Ottima cosa per noi imitare il savio riserbo della Chiesa e dei Santi. ORA LA CHIESA NON AMMETTE RIVELAZIONI SE NON QUANDO SIANO BENE E DEBITAMENTE ACCERTATE E ANCHE ALLORA NON LE IMPONE ALLA CREDENZA DEI FEDELI. ANZI, QUANDO SI TRATTI D’ISTITUIRE UNA FESTA O DI QUALCHE ESTERNA FONDAZIONE, ASPETTA LUNGHI ANNI PRIMA DI DARE IL SUO GIUDIZIO, non risolvendosi se non dopo aver maturamente esaminata la cosa in sè e in relazione col Domma e colla Liturgia.

Non si darà quindi giudizio certo rispetto a una rivelazione privata se non quando si avranno prove convincenti, prove che furono molto bene compendiate da Benedetto XIV nel libro sulle Canonizzazioni. Ordinariamente non si stia a una prova sola ma se ne esigano parecchie, osservando pure se le prove sono cumulative e convergenti e se si porgono vicendevolmente conferma; quanto più le prove sono numerose tanto più si è sicuri.

Un direttore, che riceva confidenze in fatto di rivelazioni e visioni, badi bene a non mostrarne ammirazione, perchè potrebbe con ciò animare i veggenti a tenerle subito per vere e forse a insuperbirne. Dica invece che c’è qualche cosa di meglio delle rivelazioni ed è la pratica delle virtù; che è facile illudersi su questo punto; che bisogna diffidare, e a principio piuttosto rigettarle che accoglierle.

Tale la regola indicata dai Santi. Ecco ciò che scrive S. Teresa:Si tratti di persone inferme o di sane, vi è sempre da temere in queste cose, finchè non si sia bene conosciuto lo spirito. E dico che a principio è sempre meglio allontanarle; perchè se vengono da Dio, ciò serve maggiormente per andare avanti e crescono anzi quando sono provate. La cosa è così; ma si badi a non importunar troppo l’anima e inquietarla, perchè veramente lei non può far di più”. S. Giovanni della Croce è ancora più energico; dopo aver indicato i sei principali inconvenienti che ne verrebbero dal far buona accoglienza a queste visioni, aggiunge: “GODE ASSAI IL DEMONIO QUANDO UN’ANIMA È FACILE AD AMMETTERE RIVELAZIONI E LA VEDE AD ESSE INCLINATA; PERCHÈ HA ALLORA MOLTA OCCASIONE E MODO DI INSINUARE ERRORI E DEROGARE IN CIÒ CHE GLI È POSSIBILE ALLA FEDE; PERCHÈ, COME DISSI, GRANDE INDELICATEZZA RISPETTO ALLA FEDE ENTRA NELL’ANIMA CHE LE CERCA E TALORA ANCHE FORTI TENTAZIONI E SCONVENIENZE

Il direttore però deve trattare con dolcezza le persone che credono di avere rivelazioni; perchè così potrà guadagnarsene la confidenza e aver modo di più efficacemente conoscere le particolarità necessarie a dare, dopo matura riflessione, un sicuro giudizio. Se sono illuse, avrà maggior autorità per illuminarle e ricondurle alla verità.
Tal è il consiglio di S. Giovanni della Croce, che è pur così severo in fatto di visioni: “Si badi però che, se abbiamo tanto severamente inculcato la necessità di rigettare cosiffatte cose (visioni, rivelazioni, locuzioni) e detto che i confessori non ne introducano discorso con le anime, non intendiamo con ciò che ne debbano mostrare tale disgusto e disprezzo, da dar loro occasione di avvilirsi e non dir più nulla; dal che verrebbero gravi inconvenienti”.

Targa al luogo dell'"apparizione", la casa di Kiko
già diventata meta di pellegrinaggi kikiani.
Se si tratta di qualche istituzione o fondazione esterna, il direttore badi bene di non assecondarle prima di avere diligentemente pesate le ragioni pro e contro al LUME DELLA SOPRANNATURALE PRUDENZA.
Tal fu la condotta tenuta dai Santi. S. Teresa, che ebbe tante rivelazioni, non volle mai che i suoi direttori le prendessero ad unica norma delle loro risoluzioni. Così, quando Nostro Signore le disse per rivelazione di fondare il monastero riformato di Avila, sottopose umilmente questo disegno al direttore e, mostrandosene egli incerto, prese consiglio da S. Pietro d’Alcantara, da S. Francesco Borgia e da S. Luigi Bertrando.

Pei veggenti poi l’unica regola da tenere è di palesare le rivelazioni a un savio direttore e seguirne umilmente e intieramente i consigli: è il mezzo migliore per non smarrirsi.

Le rivelazioni di cui abbiamo parlato sono concesse specialmente PER BENE PROPRIO DI CHI LE RICEVE, le grazie gratisdate invece specialmente per bene altrui. Sono infatti doni gratuiti, straordinari e passeggieri, conferiti direttamente a vantaggio altrui, benchè indirettamente possano pure servire alla propria santificazione. S. Paolo ne parla col nome di carismi; e nell’Epistola ai Corinti ne enumera nove, tutti provenienti dallo stesso Spirito (sapienza, scienza, fede, guarigioni, miracoli, profezia, discernimento degli spiriti, lingue, interpretazione)”.
 
Una piccola "casetta", tanto da poter oggi essere convertita in hotel
(il drappo rosso, rimosso all'inaugurazione, nasconde la targa)
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Non essendo nessuno di noi in grado di discernere tale situazione, non osiamo dare un giudizio.

Pensiamo sia bene però puntualizzare alcune cose che sappiamo, affinché ognuno possa trarre le proprie conclusioni.


1    1.  La visione kikiana non ha avuto alcuna APPROVAZIONE né, per quello che ne sappiamo, nemmeno alcuna valutazione.

2    2.  "Il Signore “abitualmente non fa queste rivelazioni a persone che non siano solo fervorose, ma elevate già allo stato mistico.” Kiko riporta episodi mistici “dopo” la visione, non già da prima, ed anche quelli da nessuno comprovati.

3    3.   "Bisogna valutare se la persona è “interamente sincera o suole amplificar le cose e qualche volta anche inventarle. Se è indole calma o appassionata, se cerca di mettersi in mostra e dire a tutti le sue grazie spirituali (l’umiltà è la pietra di paragone della santità, ove ella manchi è pessimo segno)”. Kiko è un mentitore abituale, amplifica le cose e spesso le inventa. Inutile dire che in tutti i modi cerca di mettere in mostra se stesso e dice coram populo le sue “grazie spirituali” non verificate, addirittura nei bar ad una appena conosciuta.

4    4.    "Bisogna valutare se si apre delle sue rivelazioni col direttore anzichè con altri, e se ne segue docilmente i consigli". Kiko non ha mai parlato di alcun “consiglio”, tranne il monastero da cui venne  subito via, come in un film, proprio nell'atto in cui stavano praticandogli la tonsura. Da ora in avanti lo farà, probabilmente… Royo Marin, per ammissione di Kiko, fu consultato successivamente alla visione della Madonna (chiamò solo un suo amico direttore dell'A.C. per quella) e molto sbrigativamente parlò di “riunione di potenze” e “tocco di sostanza”. Ma lo dice Kiko, per l’appunto dopo la morte di questo domenicano. Nessuna prova. Nessuno scritto.

5    5.    "se pratica le virtù in grado eroico; Dio infatti ordinariamente riserva le visioni alle anime perfette". Non mi sembra di aver mai saputo che Kiko praticasse la virtù in grado eroico. A 20 anni, tanti ne aveva al tempo della presunta “visione”, sappiamo che si dedicava ai concorsi e agli studi artistici, era "ricco e famoso".

6    6.    "ci sono infatti di quelli che, per superbia o per acquistar credito, simulano volontariamente estasi e visioni". Sul fatto della superbia, no comment. Ma non si dica che Kiko non utilizza questo presunto misticismo per acquistare credito. Quale altro credito potrebbe vantare altrimenti?

7    7.   "In principio il soggetto prova un sentimento di stupore e di paura, a cui presto succede un profondo e durevole sentimento di pace, di gaudio e di sicurezza. Nelle visioni diaboliche avviene il contrario; se a principio sono causa di gaudio, succede presto turbamento, tristezza, scoraggiamento: arti diaboliche onde il demonio fa cadere le anime.
Le vere rivelazioni rassodano l’anima nelle virtù dell’umiltà, dell’obbedienza, della pazienza e della conformità al volere di Dio; le false generano orgoglio, presunzione, disubbidienza"
. Di tutte queste virtù, nel signor Arguello, mi pare non se ne possa riscontrare nemmeno una mentre, al contrario, orgoglio, presunzione e disubbidienza imperano. Inoltre, dopo la presunta visione della Madonna, che dovrebbe produrre tutto ciò che abbiamo letto, se ne va con i marxisti e diventa mezzo ateo, mostrando come effetto scoraggiamento e tristezza (la crisi...). Si potrebbe dire che ha avuto un "ritorno spirituale" a scoppio ritardato. Al momento, la visione della Madonna in lui non aveva prodotto un baffo a livello spirituale, se non confusione, dubbi e rifiuto,come lui stesso racconta.


8    8.    la chiesa non ammette rivelazioni se non quando siano bene e debitamente accertate”. Per cui, in mancanza di accertamento, è veramente ignobile “festeggiare” o “celebrare” una visione sulla sola parola dell’interessato, com’è stato comandato di fare addirittura nel giorno dell’Immacolata Concezione. Se La Chiesa non sta attenta, tra un po' l'8 dicembre diventa la ricorrenza della visione di Kiko per i neocatecumenali, invece che quella dell'Immacolata.

9    9.    Un direttore, che riceva confidenze in fatto di rivelazioni e visioni, badi bene a non mostrarne ammirazione, perchè potrebbe con ciò animare i veggenti a tenerle subito per vere e forse a insuperbirne”. Ma allora Royo Marin disattese totalmente queste raccomandazioni, fu avventato, secondo la parola di Kiko. Subito disse: "hai avuto una riunione di potenze!" "un tocco di sostanza!". Kiko non ha mai riportato una sola volta che prima ci fu un'attenta e doverosa indagine. Ci fosse stata, l'avrebbe amplificata al massimo, come fa sempre.

1    10.   gode assai il demonio quando un’anima è facile ad ammettere rivelazioni e la vede ad esse inclinata; perchè ha allora molta occasione e modo di INSINUARE ERRORI e DEROGARE in ciò che gli è possibile, ALLA FEDE; perchè, come dissi, grande indelicatezza rispetto alla fede entra nell’anima che le cerca e talora anche forti tentazioni e sconvenienze”. La facilità ad ammettere rivelazioni in Kiko mi pare proverbiale: ad una sconosciuta in un bar… La conseguenza la sappiamo: ERRORI dottrinali e DEROGHE a profusione. Mi piace l'inciso "in ciò che gli è possibile", riferito al demonio, perché dimostra come si possa arrivare fino ad un certo punto, che il Signore non permette possa essere sorpassato. Per dirne una, il CNC non ha mai sostituito la Chiesa, come lasciava intendere Kiko all'inizio. Fortunatamente la dottrina kikiana è limitata ai soli neocatecumenali.

n    11.  "Se si tratta di qualche istituzione o fondazione esterna, il direttore badi bene di non assecondarle prima di avere diligentemente pesate le ragioni pro e contro al LUME DELLA SOPRANNATURALE PRUDENZA". Se quindi il CNC è nato, si dice, per ispirazione della Vergine Maria, quantomeno quell'ispirazione andava valutata e approvata, meglio ancora se l'approvazione fosse stata pubblicata. Per sicurezza, visto che non ci se ne può stare alla sola parola del dichiarante, com'è anche intuibile.

1    12.  Le rivelazioni di cui abbiamo parlato sono concesse specialmente PER BENE PROPRIO DI CHI LE RICEVE.” Per questo si chiamano “private”. Non sono primariamente per il bene degli altri, catecumeni e quant’altro, secondo quanto predica Kiko: “il Signore mi ha ELETTO per essere vostro catechista”…

domenica 8 dicembre 2019

Intervista a Paola

Padre Enrico Zoffoli insegna ad un nipotino
a venerare l'immagine di Gesù crocifisso
Intervista di Lydia Tamburrino a Paola Travaglini, 85 anni, tre figli, nove nipoti una persona semplice, “comune”, attaccata strenuamente al Magistero bimillenario della Chiesa, nel solco dei più grandi teologi e sacerdoti che ha conosciuto nella sua vita, a cominciare da Padre Enrico Zoffoli, con il quale ha collaborato.

Quali sono i suoi fondamentali nella religione cattolica?

Prima di tutto la mia appartenenza al Cristianesimo è un’appartenenza all’unica Rivelazione nella storia, dove il Signore Gesù, Figlio Unigenito di Dio, si fa carne e con la Sua morte in Croce mi redime.

Da che cosa la redime?

Dal peccato, che è un’offesa a Dio.

Oggi, perchè è amareggiata?

Sono amareggiata perchè vedo come trattano sia i sacerdoti che i laici la Santissima Eucaristia. Dal 1983 ho incominciato a difendere le Sacre Specie, perchè fui testimone oculare di atti di profanazione in San Giovanni in Laterano e per questo feci una denuncia (n.d.r.: vedi “Il segno del soprannaturale”, n. 177, marzo 2003), ma tutto cadde nel silenzio, perchè non ebbi una risposta. Qui iniziò la mia battaglia per difendere Gesù e così potei incontrare sacerdoti e vescovi santi.
Collaborai con tanti di essi, con i vescovi Pestana e Bommarito, con Gherardini, con Landucci, oltre che con padre Zoffoli e il cardinale Ivan Diaz. Incontrai perfino due volte, una delle quali fortuita, l’allora cardinale Ratzinger. Erano in tanti ad opporsi al decreto del cardinale Poletti, che chiedeva di prendere la Comunione in mano. La Chiesa di sempre difendeva le Sacre Specie. Sono stata testimone oculare di liturgie con balli e profanazioni. Le ho fotografate e denunciate… Non mi sono mai arresa. Oggi, invece, vedo che il male è dichiarato bene e viceversa.

Da dove parte secondo lei tutto questo?

Per mia esperienza, sono certa che tutto è partito dalla deriva della liturgia neocatecumenale. S’intende, sono brave persone i catecumeni, ma con tanti errori dottrinali mai corretti dalla Chiesa.

Ci faccia un esempio.

Guardi, il più sconcertante è l’oggetto della mia pubblica denuncia. Padre Mirco, del Cammino Neocatecumenale, in San Giovanni in Laterano, in presenza di altri testimoni, ebbe a dire che loro non credono nella Transustanziazione, ma nella transignificazione (ricordo della Cena). Le pare poca cosa!?!
Io non mi capacito come di fronte a tale gravità dei fatti, i papi non solo hanno taciuto, ma anche approvato. Tant’è che oggi mi ritrovo sul foglietto della Domenica primo ottobre 2017 che la Chiesa ringrazia Lutero del grande dono spirituale e teologico che ci ha fatto. Ma come si fa, mi domando in un colloquio interiore, a screditare così il sacrificio dei martiri che sono morti per la fede? Penso, per esempio, a Tommaso Moro.

Forse la Chiesa si è modernizzata!?!

Ma cosa dice, la Chiesa è irreformabile e immutabile, perchè custodisce la Verità. La Verità non può essere messa ai voti con la collegialità (la Cei). La Verità è Una e non cambia.

Quando va a Messa oggi, perchè dice di soffrire?

Perchè parecchi sacerdoti non spiegano la parola di Dio in base al Magistero, ma fanno dire alla Sacra Scrittura le cose più fantasiose. Faccio dire tante Messe, proprio per i Sacerdoti, perchè il sacerdote può assolvermi dal peccato e celebrare la Messa. Solo a lui, neanche alla Vergine Santissima è stato dato questo potere. Purtroppo, oggi si preferisce dire Messa concelebrata, andando contro il diritto canonico (canone 904). Anche se ci fossero sull’altare otto sacerdoti che concelebrano, la Messa è una, uno il Sacrificio, uno la Vittima, uno Gesù. Così facendo si sottrae tanta grazia a Dio, perchè tante Messe vengono meno. Il sacrificio non si moltiplica in base ai celebranti. Ecco perchè lo stesso Paolo VI sollecita ed evidenzia il valore immenso della Messa, anche se celebrata da un solo sacerdote senza assemblea (Mysterium Fidei, n. 15). Io le sottolineo che a noi è stato sempre insegnato che sull’altare, in quel momento, c’è tutta la Chiesa: militante, purgante e trionfante.

Nella sua denuncia si parla anche di confessioni pubbliche…

Sì, è vero. I neocatecumenali hanno diversi ingressi piramidali e ogni gradino d’ingresso non conosce l’altro e praticano la confessione pubblica che Santa Romana Chiesa non ha mai consentito. Conservo ancora una copia del libro “Verità sul Cammino Neocatecumenale”. Questo è una raccolta di tutte le testimonianze delle persone sulle eresie del Cammino Neocatecunenale. Per farle capire quanto sia stato grave tacere su tutto ciò, le faccio un esempio. L’altro giorno, nel confessionale a San Giovanni, sono stata corretta nell’Atto di Dolore dal sacerdote. Questa cosa è pubblica, diffusa nei confessionali. Invece di dire “Ho meritato i Tuoi castighi”, avrei dovuto dire: “Mi sono allontanata dal Tuo amore”. Il sacerdote ha aggiunto che Dio non castiga. Mi domando: ma se la giustizia di Dio ha messo in croce Suo Figlio per salvarmi, com’è possibile che un sacerdote erri fino a questo punto? Come pretendono questi teologi che vivono oggi la Storia, cambiare il bimillenario Magistero della Chiesa? Il Magistero è la fede e neanche il papa può modificarlo. Il Magistero è lo Spirito Santo che ci ha sempre confermati in duemila anni nel Corpo Mistico della Chiesa. Come ebbe a dire Padre Zoffoli, “anche se dovessi rimanere solo, continuerei a credere perche il Magistero mi basta”. Io ascolto più Messe possibili, certa del loro valore salvifico, sia in latino che in italiano. Il valore della Messa è infinito! Una Messa vale di gran lunga di più di tutto il sangue dei martiri messo insieme.

Signora Paola, secondo lei perchè oggi i giovani non vanno più in Chiesa?

I ragazzi di oggi sono soli e pur cercando delle risposte, trovano una Chiesa che corre dietro alle cose del mondo: pace, ecologia, fratellanza universale. Questo fa sì che li si vuoti dal di dentro della loro personalità. Sono lontani dal concetto per cui ognuno di noi è, per Nostro Signore, unico, irripetibile. Tutto ciò era così chiaro quando avevamo il Catechismo di San Pio X! Con le domandine e le risposte, quanti santi bambini ha formato quel Catechismo. Capivamo il senso salvifico del sacrificio quotidiano, a cui l’uomo è chiamato nel tempo della sua vita. Ecco perchè anche da bambini saremmo stati felici di soffrire e morire per Gesù. Il Catechismo di San Pio X oggi è proibito nella Chiesa. Le dico proibito perchè io sono stata catechista. Ho preparato sempre le mie nipotine alla Prima Comunione. E proprio quando Papa Ratzinger decise di ristamparlo, io preparai l’ultima delle mie nipoti alla Prima Comunione. Beh, mi fu proibito di poter far accedere la bambina al Sacramento, proprio perchè preparata sul catechismo di San Pio X. In tutta Roma non ci fu una Chiesa che ci accolse. Ormai, Lutero, che è sulla copertina del Catechismo CEI, sembra che abbia vinto attraverso lo strumento del Catechismo di Kiko Argüello. Nell’aula Paolo VI, il papa ha fatto esporre una sua statua. Che Dio ci perdoni e abbia misericordia di noi!

Se lei tornasse indietro, cosa cambierebbe nella sua lotta per Gesù, Verità e Vita?

Agli inzi degli anni ’80 ero titubante nell’aiutare padre Zoffoli e il cardinale Ivan Diaz. Li facevano passare per retrogradi e contro il Concilio. Solo oggi ho capito che al Concilio hanno fatto dire l’impossibile, cioè entrare in contraddizione con il Magistero. Desidero morire prima, da cattolica, con tutti i Sacramenti, perchè io non appartengo ad una Chiesa luterana e che Dio non voglia farmela vedere, con questi occhi, diventare pagana.



Nostre note a margine: persone citate:
  • Mons. Luigi Bommarito (1926-2019), vescovo di Catania.
  • Mons. Manuel Pestana Filho (1928-2011), vescovo della diocesi di Anápolis in Brasile.
  • Mons. Pier Carlo Landucci (1900-1986), sacerdote e teologo. È in corso il processo di beatificazione.
  • Mons. Brunero Gherardini (1925-2017), sacerdote e teologo.
  • Padre Enrico Zoffoli C.P. (1915-1996), sacerdote e teologo.
  • Cardinale Ivan Dias (1936-2017).
  • San Tommaso Moro (1478-1535), martire.

venerdì 6 dicembre 2019

Farloccheide kikiana: 60esimo Anniversario delle Farlocche Apparizioni

Kiko nel momento dell'Apparizione
Da giorni c'è un continuo tam tam nelle comunità neocatecumenali: l'ordine dall'alto è di festeggiare domenica 8 dicembre 2019 nientepopodimeno che il sessantesimo anniversario delle apparizioni millantate da Kiko nel bar di Madrid nel 1964, cosicché la festa dell'Immacolata diventi lo strumento per festeggiare Kiko.

Facciamo anche notare che non era stata fatta tanta cagnara in occasione del 50esimo, 40esimo, 30esimo, 25esimo, ecc. Ma Kiko, l'autoproclamato «Vostro Catechista», oltre che «Giovanni Battista in mezzo a voi», accortosi di essere più che ottantenne, ha urgente bisogno di fabbricare nuovi appigli utili alla propria improbabile canonizzazione (del resto si è già canonizzato in vita da solo, dichiarando inoltre che Carmen sarebbe "santa di categoria superiore")... e di indurre i kikos ad evitare di festeggiare l'Immacolata (vedi ad esempio Roma).

Secondo le leggende fabbricate in questi ultimissimi decenni, Kiko, quando era appena ventenne, l'8 dicembre 1959, avrebbe avuto nientepopodimeno che una «visione intellettuale», vantandosi con la Carmen al bar.

Le visioni "intellettuali", come dice santa Teresa d'Avila, possono durare «molti giorni e alle volte più d'un anno» e si riconosce che vengono da Dio per gli effetti che producono: pace intima e santa gioia (macché! la stessa Carmen disse: «gli ho servito il Concilio su un piatto d’argento, in mezzo a lotte infinite. Abbiamo lottato a morte perché lui passasse dal Servo di Jahwè – che è vero - e dalla croce alla resurrezione»), profonda umiltà (macché! «io sono Giovanni Battista in mezzo a voi»), adesione incrollabile alla virtù (macché! sappiamo tutti del laido Kiko e le sue ossessioni sessuali e finanziarie...)

Infine ricordiamo un dettaglio: a Lourdes santa Bernadette vide «la bella signora» e non si azzardò a fare ipotesi o a vantarsene al bar, ma si limitò a correre dal proprio parroco (cioè a far vagliare la cosa all'autorità ecclesiale). A Madrid il falso profeta Kiko va al bar a vantarsi di aver "visto la Madonna", e decenni dopo all'improvviso esige festeggiamenti.