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Carmen santa di 'categoria superiore' patrona delle malelingue taglienti
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Sarah in prima fila, sedia porpora.
Presentazione, la fa il solito
Ezechiele Pasotti, con enfasi:
"Onorano Carmen Hernandez e noi tutti con la loro presenza
Sua Eminenza Prefetto Emerito della Congregazione del Culto Divino e dei Sacramenti Robert Sarah...." (*) Kiko:
"Dov'è?"
Ezechiele:
"Eminenza, se si mette in piedi così la vediamo".
Sarah si alza compostamente Applausoneeee!
Soliti teatri, gioco delle parti.
"
Juan Igniacio Arrieta, Segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, che tanto ci ha aiutato con gli Statuti"
"
Giovanni Pietro Dal Tosto,
per le opere missionarie e Segretario aggiunto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli."
Kevin Joseph Farrell, Prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, non presente, ha scritto ed Ezechiele legge.
Schönborn in maxischermo, sullo sfondo dipinti kikiani a etichettarlo.
Il tavolo della presidenza:
Triade, l'
Autore del libro dottor Aquilino Cayuela, accademico, anche famiglia in missione e
Carlos Metola, licenziato in biochimica e itinerante in stanza alle
Isole Canarie, incaricato per la orrida causa:
postulatore della causa diocesana di beatificazione-canonizzazione (bontà sua!), certo prima deve essere beatificata!.
Infine
don Simone Bruno delle Edizioni Paoline... che a vederlo ve lo raccomando e ad ascoltarlo adulatore vomitevole:
"Siamo orgogliosi di contribuire a farla conoscere per come merita..."...bum! (caro don Simone, per questo credo che dobbiamo attrezzarci noi!)
Metola partecipa che
la Biografia di Carmen è
"Requisito imprescindibile" per procedere nella causa. Non potevano farne a meno, insomma, a loro rischio e pericolo. Precisa che hanno dovuto recuperare
tutti gli scritti di Carmen e completare le
trascrizioni di tutte le sue catechesi, interventi fatti in tante convivenze, incontri ecc.
Un ingente servizio...
Poi
tutti i suoi diari: più di 70 diari e agende,
1600 lettere scritte e ricevute con Kiko
In tutto 16.000 pagine!
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Questa foto meritava la copertina!
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La Biografia è necessario che sia molto ben documentata e di un certo rigore storico: 5 anni di ricerca.... Allora perché, ci chiediamo, registriamo tante omissioni?
(Ragion per cui ci sentiamo chiamati in causa: provvedere noi alle debite integrazioni.)
E,
dulcis in fundo, le
Edizioni San Paolo hanno fatto un'edizione curata molto bella. Soci in affari in pianta stabile, oramai.
Per ultimo il
padre Ezechiele presenta l'
Orchestra.
Alla fine sarà il solito
"Sufrimiento"! Direttore d'orchestra Tomás Hanus, un direttore di fama a livello europeo. a dir loro.
Il
Cardinale di Vienna parla con enfasi della crisi della Chiesa, parla della crisi dei sacerdoti (quanti hanno lasciato!) al tempo di Carmen in Terra Santa per disegno della divina provvidenza...! Lì a prepararsi per risollevarne le sorti.
Riporta l'esperienza di Carmen.
Citazione di Schönborn:
"Una delle grazie più forti che ho avuto ad Ain Karem: Io pensavo di fondare con alcune amiche un'associazione nuova, un movimento.
Ma ho sentito dalla Madonna: 'No, è la Chiesa. Benedetta tu fra le donne sarà la Chiesa.' Lì ebbe la visione di una moltitudine. Un popolo vestito di vesti bianche che evangelizzava tutte le nazioni. La Chiesa non un movimento.
Un rinnovamento della Chiesa, questa è l'intenzione del Vaticano II."
"Condivisione totale della vita coi poveri... senza i poveri non esisterebbe il Cammino."
Ancora Schönborn, che con questa ultima citazione ci lancia in orbita, dritti in braccio alla Triade.E ora iniziamo:
Mai. E dico mai sentito nulla di più stucchevole, prima e dopo.
Partiamo dall'apice toccato da Kiko.
"Carmen era un mistero. Con queste note biografiche potete entrare in questo mistero. Collaborare assieme 50 anni!
Questa Biografia non è solo per i fratelli del Cammino, ma per tutta la Chiesa: Far conoscere questa donna straordinaria, una vera profetessa. Una missionaria che ha vissuto la sua fede in grado eroico. Con un amore incondizionato al Papa e alla Chiesa. Insieme siamo gli Iniziatori di un carisma in aiuto alla Chiesa. Come ha detto il Papa Francesco il 5 di maggio 2018 a Torvergata che ha detto 'Il C.N. è un dono dello Spirito Santo per la Chiesa.'".
Smette di leggere e urla al microfono;
"Lo ha detto questo Papa, il Papa Francesco.
Lo abbiamo incontrato e mi ha detto a me:
"Tutto quello che tu decidi io te l'approvo"
Parole con le quali mi ha accolto. Speriamo di non decidere cose strane..." (battuta simpatica!). Tanto che lo dà per vero! Applausone, e noi rimaniamo basiti.
Il servile padre Mario, dopo una vita con loro dice
"Io parlo come spettatore", con quel sorriso, consentitemi, inebetito di sempre.
Enfatizza le radici ebraiche del Cammino (complimenti!) e il merito di Carmen in questo. E noi una volta di più comprendiamo che il Cammino ha una forte connotazione ebraico-protestante, con giusto una doratura di cattolicesimo.
Padre Mario continua esponendo la capacità eroica di Carmen di ascoltare ore, ore e ore i fratelli in umiltà e pazienza. E questo noi sappiamo essere riferito agli scrutini scorticanti a cui metodicamente, lei e Kiko, sottoponevano i loro catecumeni. Dice il padre Mario che Carmen ascoltava pazientemente e in silenzio fino a notte tarda, e quando era necessario interveniva. Poi, si informava di ogni fratello; quelli assenti e in crisi li telefonava. La sua abnegazione!
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| Ascen vigila e accudisce... guardinga. |
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Ascension, che tutto il tempo dell'incontro rigira i suoi fogli tra le mani, in ansia per quando finalmente sarà il suo turno. Lei che può vantarsi di essere della terra di Carmen, anche
lei di Tudela. Parla della maternità di Carmen. Maternità!? Elogia come una rivelazione l'irriverente "fabbrica della vita" con cui Carmen ha liquidato il ruolo della donna nell'economia della salvezza e al quale Ascension attribuisce il merito della fecondità esagerata delle donne neocatecumenali, sottomesse in tutto al marito. Visione neocatecumenale della donna! Ma ci sono le donne e c'è Carmen. Carmen, che non ha messo al mondo un sol figlio, lei distante come nessuna dalla maternità spirituale che tutte le Sante vere hanno incarnato. Speciale anche in questo! Lei che mai è stata sottomessa a nessuno:
A Kiko mai. Alla Chiesa ancor meno.
Per sua ammissione espressa (che quando ne parlava ne menava vanto) Carmen con la Chiesa è stata sempre in guerra: "Andiamo a combattere" diceva, quando si avviava agli incontri in Vaticano.
E quando soddisfatta ritornava ripeteva: "È stata una battaglia!".
Lasciava sul campo molti morti e feriti, anche tra questi alti
prelati, con grande irriverenza. Diversi accusavano malori
nell'immediato, per la violenza inaudita che Carmen riversava sprezzante su di loro, infierendo senza pietà.
Parlava con disprezzo dei pastori che non l'assecondavano, che non
riusciva a portare sulle sue irremovibili posizioni liturgiche e dottrinali e anche di governo. Su quest'ultimo Carmen non accettava nessuna ingerenza, neanche dalla Chiesa. Mano libera e basta.
Roba loro tutto.
Era lei, esaltata dalla sua missione, che definiva gli alti prelati
della Chiesa con nomignoli osceni, epiteti irripetibili, ridendo cinica e
ammiccante, e poi si sprecavano i "giuda" e i "faraone" e
apprezzamenti pungenti anche sull'aspetto fisico (del quale - è bene
ricordare - che nessuno ha colpa, essendo Iddio artefice di ognuno di
noi; nessuno si è scelto!). Parlava proprio lei, non bella di suo e
imbruttita negli anni dalla sua cattiveria, dal suo trasudante disprezzo
per il prossimo; di converso molto sensibile era Carmen alla bellezza,
non solo, anche al grado sociale di chi gli stava davanti.
Alla faccia dell'opzione per i poveri, gli ultimi, i ciechi e gli storpi.
In questo suo classismo incarnato Carmen dava molto peso anche al look, specie delle donne. Le più dimesse le disprezzava, denigrandole davanti all'assemblea: "perché stai così ridotta?".
Lei
che era single, che ho avuto occasione di incontrare una volta nei suoi
interni appartamenti. Aveva millemila vestiti provenienti da tutto il
mondo. Una vera fissazione. E poi, una consolle di belletti, rossetti
infiniti, monili di varia fattura e di ogni colore e sfumatura. Mai era
sazia, e chiedeva di portarle stoffe dai punti più impensati del pianeta
e cose che potessero stupirla (era una vera gara!). Al netto che, se
non le piaceva, te lo sbatteva in faccia: "ma cosa mi hai portato? Non mi piace, riprenditelo". Chiedeva espressamente le regaline (per antonomasia destinati alle Cardinali,
come li chiamava nel suo scorretto italiano) anche per lei.
Se ti recavi da lei a mani vuote te la faceva pagare cara di sicuro. Per
restare alla sua stanza, tanto disordine. Libri dappertutto e cicche di
sigaretta in molteplici posacenere che erano ovunque e un puzzo di fumo
impregnante.
Proprio lei parlava a queste donne più dimesse e semplici che passavano
la vita a far figli e allattarli e a correre pure, solerti ,
attrezzandosi di baby-sitter o sorelle volenterose, dietro l'equipe tutte le sere, fino a tarda notte, o per convivenze e quant'altro.
Devotamente sedute, silenziose (loro
sì, se no erano randellate) accanto al coniuge capo-equipe che, intanto,
era impegnato, come meglio poteva e sapeva, a scimmiottare Kiko in
tutto. Tranne che nel tenere a bada la ridotta a succube consorte. Anche
questo diversamente dalla Carmen che tenere a bada era impossibile,
senza il suo consenso. Che stava zitta sì, ma solo se lo decideva lei,
altrimenti faceva lo scrutinio a tutti, Kiko compreso! Il padre Mario
poi, ogni due e tre minacciava di spedirlo in Siberia,
iena ridens!
Alle itineranti, ricordo una volta una mamma di sei figli, i suoi capelli erano invero sfibrati, la umiliò pure dicendole:
"Và da un parrucchiere a farti una bella cura, stai ridotta male".
Carmen teneva all'immagine di chi portava il suo marchio. Lei poi andava dal Papa irriverente con la
maglietta Adidas se così le girava.
Alcune intemperanze di Carmen di temperamento e comportamentali
non sappiamo neanche noi a cosa attribuirle. Era così, strana, quasi
sempre incupita, sprezzante e di pessimo umore. Se l'avvicinavi non
sapevi mai come andava a finire, poteva anche darti una spinta.
Oscillante tra umori opposti (bipolare?): lunghi giorni chiusa nel
silenzio, altrettanti irrefrenabile nell'esuberanza. Interrompeva Kiko
continuamente, impedendogli di concludere un discorso e non demordeva
neanche se Kiko tentava di trascinarla al suo posto perché sedesse. Lo
strattonava, gli dava spintoni, lo ingiuriava per la sua megalomania,
kikizzazione del Cammino e che metteva il CD. Gli chiedeva
"Oggi quale metti? Il numero 1, 2 o 3?"
e rideva. Lo accusava di YO YO YO. Kiko con gli occhi al cielo invocava
pazienza, scatenando la solidarietà delle antiche itineranti con forte
senso materno represso, che non tolleravano di vedere Kiko trattato in
quel modo.
Altri giorni erano connotati dal fatto che Carmen neanche scendeva
in assemblea di itineranti, erano gli anni '90 - su o giù di lì - e
Carmen si era fatto istallare un impianto audio per seguire direttamente
tutto dalla sua stanza, la stanza dei bottoni. Kiko invano tentava di
convincerla a partecipare, durante gli incontri chiedeva ora all'uno ora
all'altro di salire per convincerla a scendere in assemblea e lei, per
altoparlante, rispondeva
"Kiko non scendo, inutile che mi mandi a
prendere... fai tu, tanto vuoi fare tutto tu da solo... io non ho voglia
di vedere nessuno...". Intanto
non si muoveva foglia 'che Carmen non voglia'. E lei parlava dall'alto intervenendo convenientemente e sconvenientemente. Sempre e solo come le pareva a lei.
Devo raccontare di una volta divenuta memorabile. Carmen non scendeva in
Sala Azzurra da giorni ormai. Un pomeriggio all'improvviso si presenta, irrompendo per il corridoio centrale. Indossava una specie di tunica larga, di un tessuto fantasia molto leggero e sottile e sotto non aveva assolutamente nulla. Con gli ampi finestroni tutti a vetro, che danno sulla campagna circostante, si vedeva letteralmente tutto. Spettacolo sconcissimo. Non che fosse una
porno star Carmen, assolutamente no, ma come minimo una
svitata quello sì.
Non vogliamo infierire, ma questa è storia. E sarebbe da chiedersi come mai Carmen desse in simili escandescenze a volte. Di questa possono dare testimonianza tutti quelli che erano presenti - si superava i trecento fratelli in convivenza e non solo itineranti storici, i quali si guarderebbero bene dal confermare simili
performance mentre si è in odore di canonizzazione - in particolare quelli che allora erano giovani o seminaristi che non conoscendo Carmen da sempre rimasero sconcertati più di tutti gli altri. E' chiaro! Magari qualche testimone ci legge.
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… e Carmen salvara 'a los seminaristas'
con la 'troncatio concupiscentiae'
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Purtroppo per loro, anche se eravamo solo le equipe ristrette di itineranti erano presenti molti cantori, uno per ogni equipe, per la gran parte giovani delle comunità alzati come itineranti oppure seminaristi che per il loro percorso dovevano fare almeno uno o due anni di esperienza di itinerante.
Ci fu un brusio e i ragazzi iniziarono a ridere e scherzavano tra loro per la paradossale scenetta. Uno di loro coniò questo motto, che poi per giorni corse di bocca in bocca moltiplicando l'ilarità ormai irrefrenabile: "Questa è un'ottima 'troncatio concupiscentiae'", si ripetevano, ossia una terapia di aiuto potente - grazie Carmen! - per i problemi di castità dei seminaristi R.M..
Questa incostanza cronica di Carmen, intemperanza, mancanza di autocontrollo, zero freni inibitori... a cosa attribuirlo? Invano hanno provato a farla passare come grande libertà interiore ed esteriore. Forzatura inutile perché tutto ha un limite!
E la sua violenza contro chi, anche questa volta donne in particolare, si intratteneva in pratiche di devozione soprattutto alla Vergine Maria. La sua furia toccava il colmo: "Cosa fai con quelle medagline?" "Tu sempre con quel Rosario tra le mani".
Questa era Carmen da noi tante altre volte raccontata.
Ascen parla anche della pazienza con cui gli ultimi anni ha sopportato la sofferenza, altro ci risulta. Dava di matto anche e l'hanno tenuta nascosta sempre più. In pubblico appariva spesso mezza sedata.
Perché di tutte queste cose ricorrenti e usuali - che in tanti abbiamo viste e sentite sempre, e che facevano parte del suo più autentico modus operandi - non c'è alcuna traccia nella sua Biografia definita "di rigore storico"?
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Carmen santa di ‘categoria superiore’ patrona dei fumatori accaniti
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E di una cosa non si può proprio fare a meno di parlare - per onestà - quando si racconta la vita di Carmen Hernandez: il suo rapporto con il fumo di sigarette. Altra
cosa che dobbiamo preoccuparci noi di aggiungere e mettere in grande
evidenza, tra le numerose incomprensibili ed inescusabili omissioni
della Biografia ufficiale.
Certo, i suoi agiografi mai oserebbero riportare simili eroiche imprese. Mica son scemi!
Parto
da una esperienza. Eravamo a visitare un seminario diocesano di recente
costruzione, il Vescovo voleva valutare una interazione con i R.M. del
Cammino. Carmen continuava ininterrottamente ad accendere sigarette una
dietro l'altra ed era stizzita di non trovare in giro neanche un
posacenere. Della qual cosa non risparmiò di rimproverare Sua Eminenza.
Alla sua risposta che i posacenere mancavano perché dentro il Seminario
era vietato fumare, Carmen stizzita ribattè che nei R.M. invece si fuma,
dappertutto e sempre, e i posacenere sono corredo basico. Intanto
continuava a spegnere le sue sigarette nelle piante che decoravano
stanze e corridoi.
Kiko la pregò invano di smettere e lei, convinta,
ripeteva "Colpa sua (del Vescovo), un'altra volta impara!"... Kiko, per
alleggerire la situazione, la prese a ridere schernendola: "Carmen!
Donna fumogena".
In
altre occasioni invece ribatté acidamente al prelato che le chiedeva di
non fumare (si trovava negli uffici vaticani) rammentandogli i roghi che
invece avevano acceso per bruciare la gente.
Parlando poi delle abitudini di Carmen, dobbiamo dire che la pausa sigaretta è un "atteggiamento liturgico" impertinente
di Carmen di grande importanza, da mettere in evidenza in fase di
canonizzazione, per aiutare nella messa in evidenza delle
virtù praticate in grado eroico da un'aspirante santa invero tutta speciale. In
realtà Carmen non riusciva a stare senza fumare più di mezz'ora...
Le
eucarestie neocatecumenali, soprattutto in convivenza a Porto San
Giorgio erano qualcosa di lunghissimo, si sforavano le due ore molto
spesso. Il momento dell'abbraccio di pace era quello più propizio per la
pausa sigaretta. Si sa che l'assemblea si rimescola tutta e ci si muove
da un posto all'altro. Carmen, dopo qualche fugace abbraccio di pace si
portava fuori dalla tenda a fumare la sua ennesima sigaretta prima della
Consacrazione Eucaristica. Nella vita si aspetta solo di vedere cattivi esempi per
seguirli senza indugio. Cosicchè l'abbraccio di pace
divenne ben presto il momento preferito per tutti i fumatori accaniti,
che tra gli itineranti sono davvero tanti, per uscire a fumare anche loro.
Certo non un bello spettacolo!
E' da dire che a volte Carmen si
allontanava anche in altri momenti dell'Eucarestia, non solo alla pace,
quando irrefrenabile le prendeva il bisogno di fumare e magari si era
stufata di star dentro per qualche oscuro motivo.
Le mamme che si mettevano in qualche angolo un poco appartato per allattere la vedevano andare avanti e indietro...
Kiko che ha aperto il cerchio, ora lo chiude. Davvero "senza i poveri non esisterebbe il cammino"? Schönborn dixit.
Kiko si dichiara molto colpito della sofferenza degli innocenti. Da sempre, e noi restiamo stupiti della sua sfrontatezza.
"Dovremmo inginocchiarci davanti alla sofferenza degli innocenti"
"Nelle baracche poveri vittime del peccato della società"
"Sofferenza umana inaudita e mistero di Cristo Crocifisso"
"C'è una presenza di Cristo in coloro che soffrono, specie nella sofferenza degli innocenti"
"Persone innocenti che portano il peccato degli altri, nell'incesto, nella violenza nella droga nell'alcool"
"Uno aveva visto uccidere suo padre. Un altro era stato violentato. Questi innocenti stavano portando con Cristo la salvezza al mondo.
Grande era la presenza di Gesù Cristo tra quei poveri... grande mistero la sofferenza dei poveri.
Cristo si è fatto uomo per prendere su di sè la sofferenza di tanti innocenti". ...E tu Kiko, perchè sei venuto al mondo? Ma te la fai una domanda?
Sei una contraddizione vivente.
Tutte frasi pronunciate da Kiko, nella sua introduzione al Concerto del suffrimiento, che chiude poeticamente l'incontro a San Paolo.

Legge tutto questo Kiko, ma non sentiamo di dargli attenuanti per l'inconsapevolezza!
Legge stancamente con pause..., forse a tratti la sopita coscienza affiora e, forse, un poco falso si sente!?
O è solo mortalmente stanco ormai. E l'unico guizzo urlante lo ha avuto quando ha cantato vittoria sul Papa Francesco, che - a suo dire - lo approva
a priori, ormai. Chi lo sa! Chi può dirlo?
Poi parla della spada, in relazione al
cuore trafitto e dolorante di Maria e non tralascia di finire con l'ultimo sorprendente e sconveniente accento alla sua adorata
coiniziadora... che accomuna alla Beatissima Vergine proditoriamente.
"Carmen la invocava come dolcissima Vergine Maria". Parole che non stentiamo proprio a immaginare sulle sue labbra
soavi!!!
Ma alla fine vogliamo concludere proprio coi poveri, unico perno del C.N., con un'ultima testimonianza sulla grande vicinanza e sensibilità della canonizzanda Carmen per gli innocenti e per i poveri in generale, ad onta di tutte le vuote chiacchiere del suo sodale ancora in vita, in occasione della sua memorabile Biografia. Ben sapendo che in quanto ad approccio con gli scandali i due sono sempre andati perfettamente d'accordo.
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Vedi da dove trae il suo 'discernimento' la "santa di categoria superiore" Altro che vita di preghiera!!!
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Ricordo che, in occasione del discernimento degli iniziatori su una vicenda dolorosa di violenza ai danni di una giovane donna ad opera di un membro abbastanza visibile del Cammino ed anche parente, non c'era verso di far prendere sul serio da loro la vicenda; al netto che già Kiko e Carmen avevano chiarito che, in ogni caso,
bisognava perdonare e chiedere perdono. Questo in ogni caso come regola generale.
Poiché
in queste vicende, non vi è dubbio,
è Dio che tutto permette per un bene pù grande che noi non vediamo. E poi nessuno è migliore di un altro e
tutti siamo capaci delle peggio cose, anche chi oggi è vittima di un'assurda violenza... e domani chi sa,
se il Signore gli/le leva la mano dal capo... e tutte queste belle cose che già noi tutti conosciamo a memoria.
All'improvviso Carmen ebbe un'idea geniale che non seppe proprio tenere solo per sè e che quindi comunicò - ovviamente ridendo compiaciuta del suo
acume fuori dal comune e molto divertita per la splendida
trovata geniale che stupiva lei per prima - come apice di ogni supremo
discernimento:
"Ho capito, questa ragazza che non vuol perdonare è la sorella - gelosa della maggiore e innamorata del suo marito - di 'Via col vento'! "Questa l'etichetta che restò appiccicata per sempre alla piccola sventurata. Chiudendo definitivamente ogni questione e pendenza. Anche questi sono frutti neocatecumenali!
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Se non è estasi è melanconia
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(*) Membro:
delle Congregazioni: per l'Evangelizzazione dei Popoli; delle Cause dei Santi;
del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.