martedì 20 settembre 2016

Sacerdote esce dal Cammino: "Ho lasciato con grande sollievo quella che ritengo sia una setta"

Riportiamo l'intervento sul nostro blog di un sacerdote che, dopo decenni di Cammino Neocatecumenale, non sopportando più di celebrare un'Eucaristia non approvata dalla Chiesa, ha scelto di uscirne, non senza aver cercato, inutilmente, di correggere e di aiutare le comunità a lui affidate.

Ringraziamo Don Giuseppe per la sua preziosa testimonianza e preghiamo per i tanti sacerdoti che hanno individuato i problemi del Cammino e hanno, per il bene delle anime del gregge, operato per porvi rimedio.



«Dopo tanto tempo ho pensato di intervenire per aiutare i neocatecumenali a liberarsi dalla loro eresia pericolosa.

Sono sacerdote e ho fatto il cammino a partire dal 1975.

L'anno scorso, dopo anni di travaglio interiore, dopo aver aiutato le comunità a capire, e non hanno capito perché condizionate dalla prepotenza dei catechisti [del Cammino], ho lasciato con grande sollievo quello che ritengo sia una vera setta. Almeno i metodi sono quelli.
In particolare c'è stato in me il rifiuto a proseguire una "eucarestia" non approvata dalla Chiesa!

Spero di riuscire con interventi che non siano polemici ma convinti nel profondo di riuscire in questo tentativo.
Altrimenti mi ritirerò, come già avevo fatto pregando il Signore a darmi tempo per rimediare a tanti sbagli a cui mi ha portato anche il cammino celebrando la Santa messa della Chiesa e non di Kiko!

Ringrazio Daniel Lischiftz, di cui ho appena finito di leggere i due volumi della sua vita, perché in molte cose mi sono trovato. Pensavo di scrivergli, ma temevo che non mi potesse capire.
Naturalmente io interverrò quando gli impegni me lo permetteranno.

Non ho odio per nessuno. Prego anche per le comunità che ho avuto perché il Signore apra loro gli occhi e possano vedere dove è la Santa Madre Chiesa.»

(don Giuseppe)

18 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie Don Giuseppe per la sua preziosa testimonianza.
Io sono convinta che tanti sono i Sacerdoti (ops... "Presbiteri") che grazie a Dio hanno già aperto gli occhi (ed il cuore) sul pericolo del Cammino, ma che per dire il loro "basta" e prendere la loro difficile (e sofferta) decisione ancora stanno aspettando le decisioni della Santa Madre Chiesa Gerarchica che tardano (purtroppo) ad arrivare.
Grazie per il suo coraggio, perché sappiamo tutti le gravi accuse che i neocatecumenali le faranno di essere un "superbo", un "demonio", e di essere "contro Dio". Sappiamo anche quanto parleranno male di lei.
Coraggio, Don Giuseppe, DIO esiste... e per fortuna non è neocatecumenale!

Annalisa

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Caro don Giuseppe,
perché non dovrei capirti?

Se vuoi, contattami su email:

danielalexanderlifschitz@gmail.com

o telefona a Lugano, al 0041 091 6396910

Dal 1 Ottobre sarò per alcuni giorni in famiglia, a Rocca Priora : Tel 06 94430075
o 339 1378984

Un abbraccio in Maria e Gesù,

Daniel Lifschitz

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Caro don Giuseppe,
perché non dovrei capirti?

Se vuoi, contattami su email:

danielalexanderlifschitz@gmail.com

o telefona a Lugano, al 0041 091 6396910

Dal 1 Ottobre sarò per alcuni giorni in famiglia, a Rocca Priora : Tel 06 94430075
o 339 1378984

Un abbraccio in Maria e Gesù,

Daniel Lifschitz

Anonimo ha detto...

Congregatio de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum

Prot. 2520/03/L

Dalla Città del Vaticano, 1 dicembre 2005

Egregi Signor Kiko Argüello, Sig.na Carmen Hernandez e Rev.do Padre Mario Pezzi,

a seguito dei dialoghi intercorsi con questa Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti circa la celebrazione della Santissima Eucaristia nelle comunità del Cammino Neocatecumenale, in linea con gli orientamenti emersi nell’incontro con Voi dell’11 novembre c.a., sono a comunicarVi le decisioni del Santo Padre.

Nella celebrazione della Santa Messa, il Cammino Neocatecumenale accetterà e seguirà i libri liturgici approvati dalla Chiesa, senza omettere né aggiungere nulla. Inoltre, circa alcuni elementi si sottolineano le indicazioni e precisazioni che seguono:

1. La Domenica è il “Dies Domini”, come ha voluto illustrare il Servo di Dio, il Papa Giovanni Paolo II, nella Lettera Apostolica sul Giorno del Signore. Perciò il Cammino Neocatecumenale deve entrare in dialogo con il Vescovo diocesano affinché traspaia anche nel contesto delle celebrazioni liturgiche la testimonianza dell’inserimento nella parrocchia delle comunità del Cammino Neocatecumenale. Almeno una domenica al mese le comunità del Cammino Neocatecumenale devono perciò partecipare alla Santa Messa della comunità parrocchiale.

2. Circa le eventuali monizioni previe alle letture, devono essere brevi. Occorre inoltre attenersi a quanto disposto dall’”Institutio Generalis Missalis Romani” (nn. 105 e 128) e ai Praenotanda dell’”Ordo Lectionum Missae” (nn. 15, 19, 38, 42).

3. L’omelia, per la sua importanza e natura, è riservata al sacerdote o al diacono (cfr. C.I.C., can. 767 § 1). Quanto ad interventi occasionali di testimonianza da parte dei fedeli laici, valgono gli spazi e i modi indicati nell’Istruzione Interdicasteriale “Ecclesiae de Mysterio”, approvata “in forma specifica” dal Papa Giovanni Paolo II e pubblicata il 15 agosto 1997. In tale documento, all’art. 3, §§ 2 e 3, si legge:

§ 2 - “È lecita la proposta di una breve didascalia per favorire la maggior comprensione della liturgia che viene celebrata e anche, eccezionalmente, qualche eventuale testimonianza sempre adeguata alle norme liturgiche e offerta in occasione di liturgie eucaristiche celebrate in particolari giornate (giornata del seminario o del malato, ecc.) se ritenuta oggettivamente conveniente, come illustrativa dell’omelia regolarmente pronunciata dal sacerdote celebrante. Queste didascalie e testimonianze non devono assumere caratteristiche tali da poter essere confuse con l’omelia”.

§3 - “La possibilità del ‘dialogo’ nell’omelia (cfr. Directorium de Missis cum Pueris, n. 48) può essere, talvolta, prudentemente usata dal ministro celebrante come mezzo espositivo, con il quale non si delega ad altri il dovere della predicazione”.

Si tenga inoltre attentamente conto di quanto esposto nell’Istruzione “Redemptionis Sacramentum”, al n. 74.

Anonimo ha detto...

4. Sullo scambio della pace, si concede che il Cammino Neocatecumenale possa usufruire dell’indulto già concesso, fino ad ulteriore disposizione.

5. Sul modo di ricevere la Santa Comunione, si dà al Cammino Neocatecumenale un tempo di transizione (non più di due anni) per passare dal modo invalso nelle sue comunità di ricevere la Santa Comunione (seduti, uso di una mensa addobbata posta al centro della chiesa invece dell’altare dedicato in presbiterio) al modo normale per tutta la Chiesa di ricevere la Santa Comunione. Ciò significa che il Cammino Neocatecumenale deve camminare verso il modo previsto nei libri liturgici per la distribuzione del Corpo e del Sangue di Cristo.

6. Il Cammino Neocatecumenale deve utilizzare anche le altre Preghiere eucaristiche contenute nel messale, e non solo la Preghiera eucaristica II.

In breve, il Cammino Neocatecumenale, nella celebrazione della Santa Messa, segua i libri liturgici approvati, avendo tuttavia presente quanto esposto sopra ai numeri 1, 2, 3, 4, 5 e 6.

Riconoscente al Signore per i frutti di bene elargiti alla Chiesa mediante le molteplici attività del Cammino Neocatecumenale, colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

+ Francis Card. Arinze
Prefetto


**** questa lettera è diventata PARTE INTEGRANTE DELLO STATUTO DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

chi disubbidisce alla lettera , disubbidisce allo STATUTO e alla CHIESA ....

Valentina Giusti ha detto...

Il tentativo (andato a vuoto) di ragionare con i catechisti di don Giuseppe, mi ricorda il racconto del sacerdote francescano.

psyco ha detto...

.....nello STATUTO DEL CAMMINO non ci sta scritta nessuna ABOLIZIONE di NESSUNA parte della lettera .....

Anonimo ha detto...

anche io ho attraversato una crisi interiore prima di abbandonare il movimento nc,
ma la scelta e' stata la piu' giusta che potessi fare
non posso e non voglio dare la mia vita in mano...a chi?
a persone che sanno leggere il tuo cuore?
a persone che si credonocosa e chissa?
a persone che chiedono
totale obbedienza?
a persone che iniziano le catechesi dicendo "...kiko dice che..."?


dom

Antonius ha detto...

@ don Giuseppe,

Grazie per la tua testimonianza.
Considera però, perdonami se mi permetto, la tua testimonianza un atto di carità fondamentale da non centellinare.
E questo alla luce di tante eresie eclatanti presenti nel "cammino" neocatecumenale che anche in questo blog sono state evidenziate.
Queste provocano di fatto in molti neocatecumenali anche in buona fede una separazione da Dio nelle loro anime, che provoca già nell'intimo un allontanamento dalla chiesa.
Sempre più neocatecumenali (non seguendo le "indicazioni" di Kiko e dei catechisti) cercano nell'internet aiuto per sapere ciò che non riescono a capire stando nel chiuso delle salette o, come te, cercano soluzioni su cose che cominciano a non tollerare più come prima.
Molte volte bisogna anche capire, specie se si è dentro il CNC da tanto tempo, come uscirne valutando il momento e le condizioni adatte (non credo di dover spiegare altro) e grazie alla rete si possono velocizzare le mosse per quella che, come l'hai chiamata tu, è una liberazione.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Nel Cammino ci sono tante brave persone, purtroppo c'è anche il culto verso Kiko e il dovere di obbedire senza discutere ai catechisti, che non hanno ricevuto nessun mandato da parte di organismi ufficiali della Chiesa, ma solo da Kiko.

Si deve ubbidire ai catechisti anche quando si impicciano di decisioni che la Chiesa stessa rimanda alla persona e, soprattutto, li si deve ubbidire non come dei semplici "superiori", ma come illuminati e infallibili.

A capo dei catechisti c'è Kiko, che è il più infallibile di tutti, e, di conseguenza, i camminanti ubbidiscono più a Kiko che al Papa.

Di fatto le parole della Chiesa e del Papa vengono, quasi spontaneamente, interpretate alla luce dei voleri di Kiko.
Per i camminanti non ci può essere altra esegesi. Essi interpretano l'interpretazione della Chiesa.

Ma don Giuseppe ha scelto la CHIESA

Anonimo ha detto...

Anche io sonno salito dal Camino dopo 30 anni. Come il mio vescovo è venuto dal Camino sonno in grande sofferenza, umillato da tutti, dicono que ho un demonio, nessuno me parla. Pregate per me.

C. ha detto...

Parlare con i catechisti è totalmente inutile, avendo interessi da difendere non andranno mai a compromessi con nessuno.

Auguri Don Giuseppe, che il Signore l'assista.

Valentina Giusti ha detto...

Caro Anonimo, ti consiglio di frequentare la Messa ogni giorno, celebrata da un sacerdote non neocatecumenale in una Chiesa senza il Cammino. Ti sentirai meglio molto presto! Pregherò per te.

Anonimo ha detto...

http://www.news.va/it/news/vescovo-uruguay-nessun-vincolo-con-gruppo-pseudo-r

E per il cammino quando?

Xz

Una Fides ha detto...

Sentire una testimonianza simile da un sacerdote per me è di gran sollievo. Sono mesi che vi seguo, mi ripropongo sempre di contattarvi e credo che a breve lo farò, spero solo di non essere troppo prolissa (ma dopo quello che ho visto e sentito in quest'anno sarà difficile). Spero avrete la pazienza di leggermi.
Intanto vi abbraccio e vi chiedo preghiere.

Don Giuseppe ha detto...

Vorrei continuare la mia esperienza con il cammino neocatecumenale, per cui ritengo che la sua logica sia settaria.
Quando un fedele attirato dalle belle parole dell’annuncio partecipa alle catechesi iniziali, al termine della convivenza iniziale quando si chiede in modo pressante se uno “liberamente” vuole iniziare il cammino, gli viene premesso che verrà condotto dai catechisti ai quali, poiché “possiedono” lo Spirito Santo, bisogna assoluta obbedienza. Tutto il problema è sulla parola “possiedono”. Chi lo ha dato a loro e quanto glie ne hanno dato. É una premessa sbalorditiva è ingannevole. Il ragionamento è sempre quello. La fede te la dà la Chiesa (e qui va bene!), noi abbiamo lo Spirito Santo quindi noi siamo la Chiesa che ti dà la fede! Il fatto che sia presente un sacerdote questo dovrebbe garantirlo, ma sopra di lui chi ci sta? Il Vescovo o altri super catechisti?
Orbene poiché è presente un sacerdote si dà per scontato e lo si fa credere che sia in fondo l’azione del Vescovo! Ecco l’inganno! Quante catechesi noi abbiamo fatto senza il mandato del Vescovo usurpando la sua autorità. Anzi per pulire la coscienza poi, poi, lo si avvisava del dato di fatto, recandogli così bellamente e ipocritamente un’offesa.
Con il possesso di questo Spirito i catechisti potevano così dire e ridire, fare e disfare a nome della chiesa anche quando scappavano concetti di dubbia dottrina o atteggiamenti di dubbia disciplina ecclesiale!
Ma io ero prete come mai allora ho digerito tale logica? Sempre perché sopra di me c’era un altro “presbitero”, superiore a me come catechista che garantiva che le cose così funzionavano.
Anzi la parla dei catechisti era molto più autorevole della mia, anche se invero io lo Spirito Santo l’ho ricevuto con l’imposizione delle mani del Vescovo nella mia consacrazione sacerdotale e non per le mani di altri catechisti laici come usano fare talvolta.
Don Giuseppe

Don Giuseppe ha detto...

Preciso. L’obbedienza ai catechisti basata sul fatto che essi dicono di avere lo Spirito Santo, col passare degli anni e sopratutto col passare degli scrutini, nei quali solo loro per il dono dello Spirito Santo,sanno la verità sulla tua vita (l’espressione è: “imparare ad avere l’occhio del catechista” che scruta la tua anima fino ad arrivare spesso al “foro interno”) diventa un collante potente difficile poi da superare. Essi hanno sempre ragione e se anche sbagliano Dio nello sbaglio fa il tuo bene! Ecco, così non si può far nulla e pensare nulla senza i catechisti. Famosa l’espressione: “hanno dato la vita per te”. Sì un giorno racconterò come hanno dato la vita per i catecumeni.
Poiché essi hanno lo Spirito Santo sopra di te veglia sempre di più il loro giudizio. Un giudizio espresso sempre o quasi davanti alla comunità, così che pensare diversamente da loro ti pare di metterti contro la comunità.
I fedeli che cadono in questa logica non comprendono il coinvolgimento psicologico tremendo che fa sì che se tu volessi lasciare il cammino ti viene subito in mente quella frase ripetuta e ritrita: “Chi lascia il cammino lascia la Chiesa”.
È una sottile violenza sotto le apparenze di bene!
Io sono convinto che oggi attraversiamo un momento molto difficile nella Chiesa e le parrocchie spesso offrono poco, sopratutto i sacramenti spesso sono condotti male da noi sacerdoti, ma io sono convinto che stare con gli ultimi è stare dove la Chiesa vive tutta la sua povertà cercando con sofferenza di essere fedeli a Gesù e al suo Vangelo.
Mentre è vero che nel cammino è invece tutto organizzato e ti dà quella sicurezza per cui ti senti nella Chiesa meglio degli altri, spesso come primi della classe. Io preferisco stare con gli altri in una situazione in cui diversamente che nel cammino la fede è una conquista seria di ogni giorno!
Ormai si è capovolta la situazione: il cammino non è fatto più per gli ultimi, gli ultimi e i piccoli e i semplici stanno fuori, chiusi fuori dal loro castello dorato e per entrare c’è una condizione sola entrare nella logica strettissima del comando neocatecumenale.
Io ho scelto di stare con gli ultimi.
Don Giuseppe.

Don Giuseppe ha detto...

Chiedo scusa se sto esagerando nel postare!
Se devo fermarmi o non interessa ditemelo!
Don Giuseppe