mercoledì 21 settembre 2016

Filoni ha paura. Di cosa? Di chi? Perché?

Premessa: lo scorso 1° settembre 2016 il gruppo di laici cattolici LFM (Laity Forward Movement), una dozzina di fedeli di Guam, aveva chiesto di visitare il seminario Redemptoris Mater locale, prendendo accordi con p. San Nicholas, Delegato dell'Amministratore Apostolico mons. Hon, e scrivendo a mons. Hon stesso, che però non si è degnato di rispondere. Il Delegato, durante diversi contatti telefonici, accetta le motivazioni (confermando anche che Hon ha ricevuto l'email), e il 6 settembre accorda la richiesta.

La visita era programmata per l'8 settembre 2016 alle ore 11, della durata prevista di una mezz'oretta, cioè il tempo sufficiente per visitarne la biblioteca, le aule della facoltà teologica e la cappella del seminario, e vedere qualcuno dei suoi pubblici documenti, sotto la guida di una persona incaricata dal seminario.

La mattina dell'8, alle ore 9:00 circa, San Nicholas telefona dal seminario per dire a Lou K., referente del gruppo LFM, che poco dopo sarebbero stati contattati da mons. David Quitugua, rettore ad interim del seminario. Alle 9:20 circa (praticamente un'ora e mezza prima della visita) il Quitugua telefona per dire che il gruppo LFM avrebbe dovuto scrivergli una lettera formale elencando le motivazioni, la data prevista, il numero di visitatori. Lou risponde che tutte queste informazioni erano già in possesso del San Nicholas lì nel seminario, che era troppo tardi per cambiare i piani, e che alle 11 si sarebbero presentati lì.

Nota 1: fino a questo punto sembrerebbe
il tipico clericalismo neocatecumenale.
Il seminario R.M., cos'avrà mai da nascondere?

Così, nonostante gli accordi presi, la mattina del 7 settembre alle 11 il gruppo ha trovato i cancelli del seminario sprangati, e vi era affisso questo avviso:


L'avviso è "firmato" dall'Amministratore Apostolico Hon, ed è evidentemente diretto contro il gruppo che era stato autorizzato dal Delegato di Hon, p. San Nicholas.

A questo punto Lou scrive a Hon e ai media per chiedere come mai il rettore di un seminario che si presume "diocesano" abbia il potere di scavalcare le decisioni del Delegato e perciò dell'Amministratore Apostolico stesso.

Nota 2: l'amministratore apostolico Hon,
cosa ha da nascondere?
perché permette ai kikos di scavalcarlo?

Ebbene, messo alle strette, il Delegato San Nicholas ammette finalmente la verità: il rettore ad interim Quitugua gli aveva scritto la sera prima per dire che il cardinal Filoni, prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, messo al corrente della visita del gruppo LFM al seminario R.M., ha esplicitamente proibito la visita e la consultazione di documenti:


Lo stesso Quitugua aveva scritto la sera stessa al Delegato San Nicholas (e per conoscenza a due incaricati del seminario) per dire che il cardinal Filoni ha vietato qualsiasi visita al seminario R.M. di Guam in assenza di un permesso per iscritto da parte della competente autorità ecclesiastica, e che i visitatori vanno identificati uno per uno e tenuta traccia del motivo della loro visita (neanche fosse una centrale nucleare militare).

Nota 3: com'è possibile che uno sconosciuto
"rettore ad interim" di un seminario neocatecumenale
possa comodamente mobilitare un cardinale così importante
sul tema di una semplice breve visita di un gruppetto laici?

Cliccare per ingrandire:



A questo punto è lecito chiedersi: il cardinal Filoni, che cosa teme veramente? di che ha paura?

Perché mai il cardinale a Roma ha tanta premura nel proibire ad un gruppetto di laici a Guam la visita già accordata dal delegato del vescovo ad un seminario che - a norma dei suoi stessi statuti, e secondo la pubblicazione dello stesso Quitugua sul giornale arcidiocesano il 29 novembre 2015 - sarebbe di proprietà dell'arcidiocesi e a disposizione del vescovo?

Cosa c'è da nascondere, eminenza?

Perché si è scomodato personalmente per proteggere questo "arcano" neocatecumenale?




(nota: in tutto questo stiamo assumendo che il neocatecumenale Quitugua abbia detto la verità, perché ci riesce difficile immaginare cosa gli costerebbe l'aver usurpato il nome del cardinale per impedire quella visita).

54 commenti:

Lino ha detto...

All'intervento del Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli va assegnato un significato non del tutto negativo. L'aspetto positivo è che l'affaire Guam si è definitivamente internazionalizzato, non riguarda più soltanto gli accadimenti in una piccola isola del Pacifico, è penetrato nella Stanza dei bottoni in Vaticano. L'affaire Guam, che significa l'affaire Cammino, ora è un problema della Chiesa romana, non più di un amministratore apostolico.
Ne vedremo delle belle.

Pietro Soave ha detto...

Spiacente ma devo osservare che il gruppo di laici ha torto.
Il seminario e il luogo che lo ospita (sia esso proprieta' diocesana o privata o di qualsiasi tipo) e' di fatto una parrocchia a se' e gode di uno status canonico particolare. Anche se e' diocesano, non e' un luogo di pubblico accesso perché si tratta di un'istituto di formazione. Il rettore (anche ad interim) ha piena facolta' di vietarne l'accesso quando cosi' ritiene.

Anonimo ha detto...

Per fortuna che in calce alla email c'è scritto che il contenuto è strettamente confidenziale...

l'apostata ha detto...

al Soave Pietro

"...non e' un luogo di pubblico accesso..."

Già, come le salette neocat.

Geniale.

Lino ha detto...

Caro Pietro Soave, "piena facolta' di vietarne l'accesso quando cosi' ritiene" non significa piena opportunità. In ogni caso, dovresti leggere meglio l'articolo per intendere chi ha negato la visita.

sandavi ha detto...

Pietro Soave, anche Tim Rohr dice che Filoni ha agito nel pieno dei suoi poteri e anche Qutigua, il problema, come sottolinea Lino, è il perché si sono comportati così e non il comportamento in sé.
Un comportamento può essere legittimo, ma anche offensivo o non opportuno, come in questo caso.

sandavi ha detto...

p.s. probabilmente se avessero lasciato entrare quei fedeli avrebbero segnato un grossissimo punto a proprio favore, così invece - faccio un po' l'avvocato del diavolo - hanno permesso a tutto il movimento LFM e al CCOG di gridare allo scandalo. Se fossero stati furbi non avrebbero nascosto nulla. Nascondere in questo caso puzza di bruciato.

by Tripudio ha detto...

No, Soave.

Il gruppo di laici avrebbe torto a protestare solo qualora gli fosse stato negato il permesso fin dall'inizio.

Invece il permesso era stato regolarmente concesso dal Delegato dell'Ordinario del luogo (cioè p. San Nicholas), concordando anche modi e tempi; quest'ultimo, poi, aveva anche confermato che l'Ordinario del luogo (cioè mons. Hon, Amministratore Apostolico dell'Arcidiocesi, dotato di pieni poteri), era al corrente della visita.

Insomma, tutto perfettamente regolare.

Il seminario neocatecumenale Redemptoris Mater di Guam, come tutti gli altri seminari R.M., è sempre stato vantato come se fosse "proprietà dell'arcidiocesi" (e quindi di tutti i fedeli). Ma è una plateale menzogna dei neocatecumenali, dimostrata peraltro anche dal fatto che qualche mese fa (ad aprile 2016) i kikos prima minacciarono e insultarono il gruppo LFM e poi chiamarono la polizia per sgombrarlo dal prato del seminario, dimostrando così che se un kikos dice che il Seminario R.M. è di proprietà dell'arcidiocesi, sta consapevolmente mentendo.

Contrariamente alle speranze dei kikos, la polizia non effettuò nessun fermo, tanto più che il "pericoloso" gruppetto LFM era composto da poche donne anziane che erano lì pacificamente e che avevano preso sul serio le notizie (false) che i kikos avevano pomposamente fatto pubblicare sui giornali e perfino sul giornale diocesano. Fu costretto ad intervenire il rettore del seminario (il neocatecumenale p. Sammut, detto "il putrido", super-catechista neocat incaricato di Guam) e perciò dietro sua regolare richiesta il gruppo andò via.

Passata l'estate, il gruppo LFM si è premurato di chiedere il permesso alla massima autorità della diocesi, cioè al vescovo Hon. In sua vece ha risposto il suo Delegato, concedendo il permesso.

Permesso che il Quitugua - rettore ad interim del seminario - ha annullato all'ultimo momento (con la tipica arroganza del clericalismo neocatecumenale, perfettamente imparentato con la burocrazia sovietica: "dovete scrivermi una lettera in cui indicare la lista, i nomi, le date, ecc.", richiesta fatta telefonicamente e in extremis), sprangando i cancelli, mettendo un avviso ridicolo e "firmato" da Hon (chissà se a sua insaputa o meno: i neocatekikos hanno grande dimestichezza con la tecnica del "mettere di fronte al fatto compiuto"), e lo hanno fatto - dicono - addirittura per eseguire un ordine diretto di Filoni (ci sono otto ore di differenza nel fuso orario, per cui Filoni sarà stato contattato non prima delle 17 ora locale - cioè le nove del mattino a Roma -, ricevendo risposta fulminea prima delle 19 ora locale - cioè le undici del mattino a Roma).

Un altro aspetto tragicomico è che lo stesso Filoni tira fuori una scusa risibile (cioè che la visita era nell'orario delle lezioni della facoltà farlocca neocatecumenale), anch'essa tipica espressione del clericalismo: formalmente vere, praticamente ridicole, e che insultano l'intelligenza dell'interlocutore (sto ancora assumendo che il Quitugua abbia scritto la verità, perché non riesco a immaginare cosa meriterebbe qualora abbia usurpato il nome del Cardinale per ottenere un suo scopo, mettendogli addirittura in bocca parole che non ha detto).

Anonimo ha detto...

JMJ - CNC
19 settembre alle ore 15:44 ·
#KikoArguello anuncia en la #Mercaba2016 que se abren 8 nuevos Seminarios Redentoris Mater en todo el mundo.
- Italia: Ascoli Piceno (Para formar Sacerdotes para Africa)
- España: Lugo, Cádiz y Alcalá de Henares (corregido)
- Luxemburgo: Luxemburgo
- Grecia: Atenas
- India: Pune
- Argentina: Corrientes

https://www.facebook.com/JMJCNC/?hc_ref=PAGES_TIMELINE&fref=nf

Anonimo ha detto...

ENTREVISTA A INTEGRANTES DEL CAMINO NEOCATECUMENAL PROGRAMA El tragaluz 2 hace casi dos decadas

https://www.facebook.com/camino.neocatecumenal.104?fref=ts

Ruben ha detto...

Magari avrebbero trovato solo gli arredi, e nessun seminarista...
---

aleCT ha detto...

@ANONIMO
"Per fortuna che in calce alla email c'è scritto che il contenuto è strettamente confidenziale.."

Fa comodo tirare fuori queste scuse quando si fanno porcate.
Anche gli scrutini sono "confidenziali", ma lì questi scrupoli non li avete, vero?

by Tripudio ha detto...

Devo correggere la svista sugli orari di cui sopra, dove parlavo della questione del fuso orario:

- Quitugua dice di aver saputo della visita dopo le 19 ora locale (le 11 del mattino a Roma)

- dopo appena un'ora e mezza, alle 20:37 ora locale (le 12:37 a Roma), già presenta il responso del Filoni.

In un'ora e mezza il Quitugua è riuscito a reperire il cardinal Filoni, a parlargli in modo sufficientemente esteso del caso "visita di LFM", a convincerlo ad emettere un responso e ad attribuirgli su carta intestata del Seminario (in pratica: pubblicamente) la decisione e la responsabilità.

Immaginatevi un qualsiasi vicario episcopale prete di una qualsiasi diocesi che (magari all'insaputa del proprio vescovo) chiama un cardinale a Roma prefetto di una congregazione importante per fargli prendere una decisione su un tema così apparentemente innocuo. E ci riesce.

È sufficiente che il cardinale in questione sia un "grande amico del Cammino" e che il pretino sia un "presbitero del Cammino"?

Dunque, cos'è che Filoni teme davvero?

by Tripudio ha detto...

Apro un'altra parentesi: come mai San Nicholas è "Delegato" anziché "Vicario" episcopale? È un altro tipico "arcano" neocatecumenale. Infatti ogni diocesi deve obbligatoriamente avere almeno un Vicario generale nominato dal vescovo e dotato di "potestà ordinaria", secondo il Codice di Diritto Canonico, ed il suo mandato - salvo scadenze, rinuncia personale oppure quando il vescovo liberamente lo rimuove - cessa quando la diocesi diventa "sede vacante".

Ora, l'arcidiocesi di Agaña (che coincide con l'isola di Guam), è "sede vacante"? In teoria il vescovo (il pedofilo neocatecumenale Apuron) potrebbe tornare ad esserne l'Ordinario (dato che è ancora vivo, non ha mai dato le dimissioni, e non è stato rimosso dalla Santa Sede), e pertanto il suo fido Quitugua (neocatecumenale e aspirante al trono... scusate, alla cattedra) sarebbe ancor oggi Vicario Generale (oltre che rettore "ad interim" del seminario) e resterebbe tale all'eventuale (benché totalmente improbabile) ritorno di Apuron.

Abbiamo così a Guam un pasticcio di cariche e di poteri quantomeno bizzarro.

L'esempio della visita al seminario - in sé un evento insignificante - è significativo oltre che molto eloquente: il Delegato concede, il Vicario annulla, l'Ordinario subisce. Indovinate chi dei tre è un neocatecumenale.

Tutto questo è avvenuto perché l'Ordinario, cioè l'Amministratore Apostolico Hon, non ha "liberamente rimosso" il precedente Vicario Generale Quitugua (al quale poteva far succedere il San Nicholas): è chiaro che Hon non voleva minimamente toccare l'ipersuscettibilità dei kikos compiendo quello che era un gesto di ordinaria amministrazione della diocesi, e magari anche perché era convinto (o gli era stato garantito) che avrebbe insabbiato in poche settimane le vergognose porcherie di Apuron (sessuali e non sessuali).

C'è infine il fatto che il San Nicholas ha fatto volontariamente trapelare i due documenti di Quitugua datati 7 settembre: sia quello in carta intestata del Seminario R.M. (che non è "confidenziale"), sia il messaggio e-mail del Quitugua (quello marcato come "confidenziale"). Mi chiedo se San Nicholas lo abbia fatto spontaneamente (perché stufo di passare per bugiardo e ingannatore, a causa degli "arcani" del Cammino) oppure se dietro suggerimento di Hon (a sua volta stufo - oppure seriamente preoccupato - di apparire sempre come il fantoccio dei rapaci avvoltoi neocatecumenali).

Clericalismo neocatecumenale: "oh, quell'e-mail è confidenziale". Ma sì, nascondiamola pure, è un "arcano", nessuno deve sapere con quanta protervia e arroganza i kikos calpestano le autorità della Chiesa e anche il puro e semplice buon senso.

by Tripudio ha detto...

Perbacco, il Lussemburgo, popolatissimo, estesissimo, zeppo di vocazioni da formare e mandare in missione... e nessuno ci aveva mai pensato prima.

l'apostata ha detto...

@ Tripudio

"Perbacco, il Lussemburgo..."

Mica tanto "perbacco", sai.

Secondo me il signor trettre dottor (h.c.) finanzier Arguello si è reso conto che lì ci sono più banche che persone.

Dove è il "suo" cuore, là è il "suo" tesoro.

O della Fondazione, tanto fa lo stesso...


p.s. Complimenti per come hai riassunto la situazione con il post delle 13,35.
Se puoi fallo tradurre e mandalo a Jungle Watch. Merita!

Anonimo ha detto...

Ascoli,con mons.Giovanni D'Ercole.....Bregantini.......Bassetti il nuovo assetto nc italiano.

by Tripudio ha detto...

Non è merito mio: nel commento delle 13:35 avevo solo tradotto ed esteso ciò che avevo letto nei commenti su JungleWatch, per lo più da parte di Tim (fra l'altro scrivere aiuta a fissare le idee, a ricordare meglio, e a desiderare di più di verificare le fonti). Tim aggiunge anche ironicamente che siccome il Quitugua ha sempre bramato di diventar vescovo e successore di Apuron (dunque avere una "sede" episcopale), ora - in qualità di Vicario e di Rettore ad interim, la "sede" ce l'ha: è il seminario neocatecumenale, ente estraneo all'arcidiocesi nonostante le panzane da lui stesso ripetute anche sul giornale diocesano.

Quando ho letto che il clericalissimo neocatecumenale Quitugua, di fronte al permesso già concesso ha preteso una lettera con liste, date e quant'altro, mi sono tornati in mente tutti i Don Abbondio (specialmente in campo ecclesiastico, ma ce ne sono anche in campo laico) che con una gigantesca faccia di bronzo hanno compiuto gesti di quello stesso genere.

Sono gesti violenti (quantomeno dal punto di vista psicologico) che perciò talvolta ottengono risposte altrettanto violente (anche dal punto di vista fisico: come il caso di quel dipendente pubblico preso letteralmente a sberle dal poveraccio che aveva martoriato). Di fronte a uno che ha già un regolare permesso, tu non puoi rivolgerti come ad un truffatore che tenta mille trucchetti. Sei tu, caro fratello kikos, che stai tentando di truffarlo e di negargli abusivamente il permesso che già ha.

I seminaristi alle 11 lì avevano lezione? Ma davvero? E che era, la riunione di emergenza della NASA nel film Gravity, da non interrompere nemmeno in caso di terza guerra mondiale? E poi, interruzione di cosa? Dei corsi praticamente inesistenti della facoltà teologica farlocca neocatecumenale? Cioè quelle due settimane l'anno, una estiva e una invernale, in cui si presenta il Gennarini per tenere un corso, per vagliare le vocazioni e per dare ordini al vescovo neokiko?

Il seminario R.M. (spacciato per "diocesano") non è visitabile? Ma davvero? E allora perché il Delegato ha concesso il permesso? (e se qualche kikos mette i piedi in testa al Delegato facendolo sembrare un ingenuo o un ingannatore, può anche darsi che il Delegato decida di rendere pubblica la magagna neocatecumenale).

Posso immaginare che Filoni troverà il modo di fargliela pagare e contemporaneamente fargli credere di averlo voluto aiutare (tipico stile ecclesiastico), anche se non sarà una manovra facilissima perché qualora partisse il processo sul certificato di proprietà taroccato, il presbìtero neocatecumenale Quitugua è uno dei candidati al carcere. Intanto prendiamo atto degli "arcani" che amano le "tenebre" e dei kikos che detestano fare le cose alla luce del sole perché si rendono conto che le proprie opere sono malvage. Anche se tentano di non pensarci.

Anonimo ha detto...

30anni

Pietro Soave ha detto...
Spiacente ma devo osservare che il gruppo di laici ha torto.
Il seminario e il luogo che lo ospita (sia esso proprieta' diocesana o privata o di qualsiasi tipo) e' di fatto una parrocchia a se' e gode di uno status canonico particolare. Anche se e' diocesano, non e' un luogo di pubblico accesso perché si tratta di un'istituto di formazione. Il rettore (anche ad interim) ha piena facolta' di vietarne l'accesso quando cosi' ritiene.


Caro fratello Pietro, se non l'hai ancora capito qui non è questione della legittimità giuridica astratta di accedere ad un seminario, ma del precipitoso annullamento di un permesso già dato in una situazione locale quantomeno problematica (per usare un eufemismo). Come qualcuno ha già scritto, anche la semplice opportunità avrebbe suggerito di spalancare le porte ai richiedenti; invece questo tardivo diniego dà subito il destro di pensare che ci sia qualcosa da nascondere. Dal punto di vista della credibilità del CN è una scelta sbagliata in una situazione già molto problematica. Anche tenendo conto che uno dei vanti negli anni recenti era la descrizione compiaciuta delle frotte di visitatori alla domus galileae, soprattutto di pullman e pullman di ebrei. Con annessi aneddotti come quello di un reparto di giovani militari di leva portati a visitare la domus con tanto di fucile mantenuto a tracolla. E cosa dire di tutta l'aneddottica della riunione con i rabbini di qualche mese fa che circolava tra le comunità romane. L'aneddotto più singolare era che per far contenti i rabbin medesimi era stata comprata ex novo tutta la biancheria delle camere; e anche per il vasellame di cucina c'era qualcosa del genere; non ricordo se acquisto ex novo o semplice purificazione. Non fosse mai che ci si contaminasse con i goym ...

sandavi ha detto...

Non ho capito il riferimento al Lussemburgo...

Ruben ha detto...

Pietro Soave ha detto...
Spiacente ma devo osservare che il gruppo di laici ha torto.
Il seminario e il luogo che lo ospita (sia esso proprieta' diocesana o privata o di qualsiasi tipo) e' di fatto una parrocchia a se' e gode di uno status canonico particolare. Anche se e' diocesano, non e' un luogo di pubblico accesso perché si tratta di un'istituto di formazione. Il rettore (anche ad interim) ha piena facolta' di vietarne l'accesso quando cosi' ritiene.
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"No, tu dici:
Il seminario e il luogo che lo ospita (sia esso proprieta' diocesana o privata o di qualsiasi tipo) e' di fatto una parrocchia a se' e gode di uno status canonico particolare."

Ti rispondo:

No, i Seminari, non sono Parrocchie e non godono di nessuno "status particolare".

Tra l'altro, essendo residente nella Capitale del Cattolicesimo, se volessi visitare qualsiasi Seminario dell'Urbe, tranne il vostro, non ci sarebbero problemi di sorta.

Per quanto riguarda ciò che ulteriormente dici ovvero:


"Il rettore (anche ad interim) ha piena facolta' di vietarne l'accesso quando cosi' ritiene."

E' assolutamente vero! Però, se vieta, ha moltissimo da nascondere!...
---

Valentina Giusti ha detto...

Insomma, 30anni, intendi dire che se i poveri cattolici preoccupati di Guam si fossero presentati in tuta mimetica, mitragliatrice imbracciata e passaporto israeliano, sarebbero stati accolti dai Kikos nel loro seminario con tutti gli onori? A saperlo... :-)

psyco ha detto...

.....ma l' apertura di un nuovo semnario R. M.... praticamente è PECCATO DI SIMONIA ????

psyco ha detto...

....per i rabbini....biancheria nuova....
......per i soldati.... ingresso fucile in spalla....
.......per i cattolici............. PORTONE CHIUSO E AVVISO E MINACCE....
chi glielo scrive in inglese a junle watch???

by Tripudio ha detto...

Visto che i kikos danno tanta importanza a quegli aneddoti, gli faremo addirittura un favore a dare ulteriore visibilità.

l'apostata ha detto...

@ Valentina

"...se i poveri cattolici preoccupati di Guam si fossero presentati in tuta mimetica..."

Sai che penso, Valentì?

Che forse si sarebbero dovuti presentare esibendo un sacco nero capiente assai.

Sarebbe stata la mimetizzazione perfetta.


Piccolo OT.

C'è una parrocchia romana non neocat il cui viceparroco è neocat. Quando si è presentato circa due anni fa, lodi sperticate del Cammino.

Sono andato lì a Messa domenica scorsa e c'era lui che celebrava.

Il Vangelo parlava dell'amministratore disonesto e del non poter servire Dio e la ricchezza.

Bene.

Di che ha parlato nella lunga omelia?

Della denatalità in Italia e in Europa e della Humanae vitae, di cui i neocat, unici nella Chiesa, hanno capito il vero senso.

Dopodiché alla consacrazione ha cantato il motivetto kikiano, alterando il Messale ("elevando gli occhi a te, Padre, Padre...").

Non capisco perché al momento della Comunione non ci abbia detto: "restate tutti seduti, passo io".

Eppure la pedagogia del didietro è il fondamento del kikianesimo.

Mah, si sarà distratto...

Anonimo ha detto...

Avete letto due delle Annotazioni riportate (in anteprima) da Kiko nel suo nuovo libro?
Kiko Arguello: Annotazioni nn. 505 e 506
http://kairosterzomillennio.blogspot.it

Nell'Annotazione n. 505 Kiko parlando di Carmen ha voluto riportare una frase che gli è stata detta:
"Kiko es un santo que soporta a esta mujer!"
Come al solito non perde occasione per lodarsi e far passare il messaggio che lui è il vero "santo".
Kiko ha un ego gigantesco... non riesce a fare altro che parlare di se stesso e lodare se stesso!
Kiko non è altro che un falso profeta annunciato nel Vangelo.

Annalisa


Simonetta ha detto...

OT ma non troppo.
Non so se avete già letto questo post su Thoughtful Catholic:

http://thoughtfulcatholic.com/?page_id=46081

Allucinante!

Tripudio, Sandavi e altri che ne avete la possibilità, se potete fatene un post in italiano.

Simonetta

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Per Valentina: La doppia invocazione, "Padre, Padre", l'ho notato anch'io. A Gesù bastava un'invocazione. Infatti non dice "Padre, Padre, se vuoi, fa che passa da me questo calice".
Una doppia invocazione spetta semmai a noi, come quella di Gesù a Paolo: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?" e altre, come "Marta, Marta, di preoccupi di molte cose". O nell'antico Samuele la triplice vocazione di Samuele (1Sam cap.3)

by Tripudio ha detto...

Sì, intanto segnalo che nelle Filippine c'è un vescovo che ha dato un buon colpo di freni al Cammino, mons. Villegas (ma non aspettatevi che faccia carriera).

Se i cosiddetti "catechisti" dicono che non sei un marito ma un badante, significa che non hanno mai udito la formula del sacramento del matrimonio.

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Nell'Antico Testamanto, non Samuele.

by Tripudio ha detto...

A proposito di "impaurire": don Abbondio Hon fa un mezzo passo indietro.

Nella lettera che ha fatto leggere domenica scorsa a tutti i parroci, Hon diceva: «sono a Roma per chiedere che la Santa Sede rimuova Apuron da arcivescovo di Agaña (Guam) e nomini un successore».

Ieri in un'intervista Hon ha detto di aver informato «tutti i dicasteri» della Santa Sede sullo «stato attuale dell'arcidiocesi», e che «tra le altre cose» avrebbe anche chiesto di dichiarare l'arcidiocesi «sede vacante».

Queste bizzarre acrobazie verbali hanno come solo scopo l'evitare di dire di aver chiesto la «rimozione» di Apuron.

Bene: di chi e di cosa ha paura mons. Hon?

Quale è questa misteriosa "forza" capace di intimidire addirittura Hon e Filoni?

Lino ha detto...

@ L'apostata ha detto: "Dopodiché alla consacrazione ha cantato il motivetto kikiano, alterando il Messale ('elevando gli occhi a te, Padre, Padre...')"

Segnaliamo il testo completo :-)
http://www.cantidelcammino.info/play.php?id=169

La questione del "Padre, Padre" è la solita: le opere della "nuova estetica" s'insinuano nella Liturgia cattolica. Ciò è conseguenza di un "processo di sostituzione" in atto nel Cammino, processo che coinvolge ogni aspetto liturgico. "Dallo spazio sacro alle rubriche, ai gesti, alle posture, ai movimenti, agli abiti, agli arredi, agli inni", scrissi.

Anonimo ha detto...

@Lino
sul "Padre Padre" credo che sia molto più semplicemente una "licenza petica" per far quadrare la metrica del canto....ma basta inserire una pausa invece che replicare il "Padre"..... per concludere: trattasi "semplicemente" di pigrizia mentale..e/o incompetenza musicale
Mav

Prima che Tripudio parta con le sue filippiche....non stò giustificando niente ma semplicemente dando una spiegazione...la mia...opinabile assolutamente.

sandavi ha detto...

Non è solo Padre, Padre. Anche altre parole sono cambiate. E parliamo della consacrazione!

Simonetta ha detto...

@Mav

Se non si trattasse di argomento così importante, "licenza petica" sarebbe proprio la definizione migliore! :-)))

Simonetta

by Tripudio ha detto...

Quali "filippiche"?

La questione del padre-padre riguarda la liturgia.
Più precisamente, riguarda il Canone della Messa.
Più esattamente, riguarda la formula di consacrazione.

Ora, lo stato dei fatti - innegabile - è che i pretini neocatecumenali celebrano alterando la formula della consacrazione.

E lo fanno perché il laico Kiko Argüello e la laica Carmen Hernàndez così hanno comandato.

Tale alterazione è un fatto gravissimo - oltre che probabilmente di suo già sufficiente a rendere invalida la consacrazione (il che, in qualità di cattolici, ci rasserena l'anima, poiché Nostro Signore si risparmierebbe una catasta di vergognosi sacrilegi eucaristici... e spiegherebbe anche i principali frutti dei kikos, cioè menzogne, inganni, moralismi, clericalismi, vendette trasversali, devastazione di anime e di intere famiglie a suon di slogan evangelici, "circoncisione della ragione" e vera e propria idolatria per i due autonominati "iniziatori"...). Perché mai i pretini neocatecumenali si permettono di correggere le parole di Nostro Signore? Perché Kiko e Carmen così hanno comandato.

Qualche ingenuo si chiederà come mai l'autorità della Chiesa non interviene. La risposta è tanto facile quanto desolante: nella Chiesa, con l'introduzione del Novus Ordo nel 1969, è passata dovunque l'idea che la liturgia sarebbe tutto sommato modificabile a piacere. Sarebbe come se un cittadino svizzero si lamentasse che a Napoli il casco e le cinture di sicurezza (e le precedenze, e i semafori, e tutto il resto) vengono tipicamente ignorati.

Vero è che il Messale concede ai celebranti, in tanti punti, di adoperare formule diverse da quelle prescritte (per esempio quando dice: "oppure altra formula a seconda delle circostanze"). Ma il Messale è fatto per essere seguito, non per essere modificato. Per cui se il Messale ti concede una formula diversa e sei nelle adeguate circostanze per sceglierla, allora "si può" (attenzione: non "si deve", ma eventualmente "si può"); se invece non te lo concede, allora è vietato. (Quale parte del "vietato" non vi è chiara?). Il Messale non è un testo-base a cui ispirarsi, ma è la guida sicura per celebrare il Signore, guida approvata e comandata dalla massima autorità della Chiesa. Chi pretende di fare diversamente (come Kiko, Carmen e i loro adepti), sta andando contro l'autorità della Chiesa e anche contro Nostro Signore Gesù Cristo. Non ci sono scuse! La liturgia è quella, e i kikos la deturpano. Non importa che possano avere le migliori intenzioni.

Ratzinger - prima da cardinale e poi da Papa - si è spolmonato a condannare «lo spirito del Concilio», che additava come falso e ingannatore. La peggior eredità del Vaticano II è stata infatti la mentalità secondo cui il Concilio serviva a portare cambiamenti, per cui qualsiasi cambiamento era degno di essere chiamato "frutto del Concilio", anche cambiamenti dottrinali e liturgici.

sandavi ha detto...

Preghiera eucaristica II dal Messale Romano:

Padre veramente santo,
fonte di ogni santità,
santifica questi doni con l'effusione del tuo Spirito
perché diventino per noi il corpo
e + il sangue di Gesù Cristo nostro Signore.
Egli, offrendosi liberamente alla sua passione,
prese il pane e rese grazie,
lo spezzo, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e mangiatene tutti:
questo è il mio Corpo
offerto in sacrificio per voi.

Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice e rese grazie, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete, e bevetene tutti:
questo è il calice del mio Sangue
per la nuova ed eterna alleanza,
versato per voi e per tutti
in remissione dei peccati.
Fate questo in memoria di me.

Preghiera eucaristica II secondo Kiko:

http://www.sanciro.ischia.it/Canti_Cammino_Neocatecumenale/accordi/Accordi_9.htm

Leggere per credere.
Quando capirete che Kiko si fa beffe di voi e della Chiesa?

sandavi ha detto...

Aggiungo, alle belle parole di Tripudio che questa arroganza nel cambiare le parole della consacrazione è particolarmente odiosa e anche satanica: vs infatti contro l'unica Chiesa dell'unico vero Dio.

Non è l'unico caso: i killer della liturgia lasciano cantare al cantore l'intera consacrazione dell'acqua del fonte battesimale, fregandosene del prete che solo ne ha l'autorità.
Mv il problema è un po' più grande della licenza poetica.

Lino ha detto...

Mi sono andato a leggere i riti della consacrazione in diverse Liturgie cattoliche (da un libro di... Pedro Farnes Sherer). Ebbene: questa del "Padre, Padre" non appartiene a nessuna. Nel rito Caldeo ritroviamo "E avendo alzato gli occhi al cielo verso di te, o Dio, Padre suo onnipotente...". In quella Maronita "alzando gli occhi verso di te, Dio Padre onnipotente". In quello Copto "Alzò gli occhi al cielo verso di te, Padre e Signore di tutto".
"Padre, Padre" non c'è da nessuna parte, nemmeno nella Liturgia... Ispano-Mozarabica!
Se così i presbiteri del Cammino celebrano (e per vari di essi il fatto è certo) essi aderiscono all'approvatissimo "rito neocatecumenale", che fu ignoto perfino a padre Farnes!

by Tripudio ha detto...

Intanto Tim invita a pregare affinché il governatore di Guam non ceda alle pressioni di Filoni.

by Tripudio ha detto...

E intanto l'autrice delle inchieste per SNAP (l'associazione di sopravvissuti ai preti pedofili) scrive un articolo in cui fa il punto su come mai Hon è così intimorito.

Valentina Giusti ha detto...

Cerco di spiegare i motivi di quel "Padre" ripetuto due volte nella preghiera eucaristia di Kiko.
Intanto, non è assolutamente necessaria questa ripetizione dal punto di vista musicale, anzi, per poter ripetere "Padre" una seconda volta, viene replicata una seconda volta la stessa struttura melodica.
Sgombrato il campo dai motivi tecnici o estetici (che fanno morir dal ridere vista la rudimentalità della musica che fa da accompagnamento alla preghiera del sacerdote), rimane da capire il perché discostarsi dalla luturgia.
A mio parere, il motivo c'è, ed è molto importante. Gesù Cristo, che mai aveva ripetuto l'invocazione al nome del Padre, né nella preghiera confidente del Padre Nostro né nell' Orto degli ulivi quando chiese "allontana da me questo calice", aveva però ripetuto per due volte il nome di Dio esattamente qui:
E, verso l'ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lamà sabactàni?» cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Matteo 27:46)
Quindi, è chiara la citazione. Quando Gesù ha levato gli occhi al cielo, l'ha fatto per invocare un Padre/Dio lontano che lo stava abbandonando sulla Croce.
Non so quanto sia lecito questo accostamento, certo aggiunge un elemento drammatico che non appartiene alla preziosa intimità della preghiera eucaristica.

Anonimo ha detto...

@ Valentina

Non c'avevo mai pensato, ma credo che la tua intuizione sul motivo della doppia invocazione del Padre al momento della consacrazione usata dai kikos sia giusta... e geniale (da parte tua).

Annalisa

Anonimo ha detto...

@Tripudio
"alterando la formula della consacrazione"
Mi dispiace contraddirti ma questo è falso!
La "formula della consacrazione" è immutabile ed è composta dalle sole parole scritte in maiuscolo che come puoi facilmente verificare sono identiche in tutti e quattro i canoni e anche nella versione di Kiko.
Mav

Su tutto il resto sono daccordo ma come al solito....per strafare...

by Tripudio ha detto...

Ma guarda un po': sacerdote propone di sospendere il Seminario Redemptoris Mater perché i dettagli del rapporto sul seminario confermano molti sospetti avuti dai cattolici di Guam, tra cui:

- il fatto di non seguire gli standard dei seminari cattolici
- il fatto che il suo valore per la diocesi è del tutto discutibile
- il fatto che non c'è un credibile processo di verifica per accettare nuovi seminaristi
- il fatto che stanti queste e tutte le altre circostanze presentate nel rapporto, il seminario neocatecumenale Redemptoris Mater di Guam dovrà chiudere, e tale chiusura è garantita.

Anonimo ha detto...

@Tripudio
Considera che tutti i RM sono "clonati"....ergo con quelle motivazioni chiuso uno chiusi tutti
Mav

by Tripudio ha detto...

Le parole della formula di consacrazione sono ad validitatem.

Se le alteri, per esempio ripetendo di proposito una singola parola, ti stai prendendo la responsabilità di aver alterato ciò che il Signore ha comandato e che la Chiesa ha ricevuto.

Cioè hai sostituito la certezza con il dubbio, e lo stai facendo a danno dei fedeli che ti seguono. E questo è vero anche se tu avessi le più pie e delicate intenzioni del mondo.

L'autorità della Chiesa, per ordine di Nostro Signore, ha stabilito con esattezza tutto ciò che riguarda la liturgia. Allontanarsene significa introdurre ambiguità ed errori, significa inquinare qualcosa che a noi cattolici era stato garantito come "perfetto".

E se nella consacrazione c'è un difetto di materia, forma o intenzione, allora la consacrazione è invalida, cioè è una finzione, in cui Nostro Signore non si rende presente perché il celebrante stesso - con l'introdurre "difetti" - ha evitato di ubbidire a Nostro Signore che comanda «fate questo in memoria di me».

Nostro Signore non ha detto "fate come vi pare, in memoria di me".

Un madornale errore di Kiko e Carmen è stato indubbiamente quello di alterare la liturgia, perfino le parole della consacrazione. Molte messe neocatecumenali sono certamente invalide, ed è addirittura possibile che lo siano tutte.

sandavi ha detto...

"Mi dispiace contraddirti ma questo è falso!
La "formula della consacrazione" è immutabile ed è composta dalle sole parole scritte in maiuscolo che come puoi facilmente verificare sono identiche in tutti e quattro i canoni e anche nella versione di Kiko.
Mav"

Non è così. La preghiera della consacrazione comincia con l'epiclesi da "Padre veramente Santo... e finisce al Mistero della Fede.

Il Sacramento è valido se il sacerdote intende fare quello che fa la Chiesa e per uno che accetta di recitare le parole cambiate della parte centrale della preghiera per me non vuol fare quello che fa tutta la Chiesa, ma quello che vuole Kiko.
Per quale motivo, Mav, uno si sente in diritto di cambiare quello che la Chiesa ha stabilito solennemente dopo un Concilio? Sono state scelte 6 preghiere, da nessuna parte c'è scritto che è possibile cambiarle, aggiungere parole o intere frasi addirittura! Non si può fare e basta ma cosa c'è da capire? Perché lo dovete sempre giustificare? Non è una ragazzata, è un'arrogante superbia credere di essere più santo di tutta la Chiesa!

PREGHIERA CATTOLICA:
«Egli, offrendosi liberamente alla sua passione,prese il pane e rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:»

PREGHIERA KIKIANA:
«Egli, offrendosi liberamente alla sua passione, prese il pane, ELEVANDO GLI OCCHI A TE, PADRE, PADRE ti rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse:»

PREGHIERA CATTOLICA:
«Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice e rese grazie, lo diede ai suoi discepoli, e disse:»

PREGHIERA KIKIANA:
«Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice DEL VINO, ELEVANDO GLI OCCHI A TE, PADRE, PADRE, ti rese grazie, lo diede ai suoi discepoli e disse:»

Non è uguale, Mav, oppure non so leggere io.
Le parole "in maiuscolo" non sono scritte così per dire che sono le uniche importante e quindi se dici quelle va bene: nel Messale sono indicate così le parole che devono essere necessariamente pronunciate a voce alta, chiara e distinta, e basta. Non è una formula magica, non è un incantesimo. La preghiera eucaristica è tutta, anche cambiando le parole a caso del Prefazio o della Dossologia si rischia di rendere nullo il Sacramento, perché vuol dire che uno non ha intenzione di seguire la Chiesa, ma solo se stesso. Come Kiko.

Anonimo ha detto...

"ciò che il Signore ha comandato e che la Chiesa ha ricevuto"
proprio per questo le uniche parole scritte nel messale in maiuscolo sono solo quelle
che risultano dette nell'ultima cena e di conseguenza immutabili.

Posso essere daccordo sulla assoluta inopportunità di modificare il resto a piacimento, ma i canoni sono variati nel tempo, e lo sapete anche voi, tranne proprio quelle parole.

Discutevo solo di questo.

Io probabilmene sbaglio ad intepretare i termini "formula consacratoria" e "preghiera eucaristica"

http://www.lastampa.it/2012/04/29/vaticaninsider/ita/inchieste-e-interviste/per-moltio-per-tutti-lSwYCNYPuWC7zU0qQpYe4H/pagina.html

Mav

Anonimo ha detto...

Scusate, per capirci io parlo di queste parole:

"Prendete, e mangiatene tutti:
questo è il mio Corpo
offerto in sacrificio per voi."

"Prendete, e bevetene tutti:
questo è il calice del mio Sangue
per la nuova ed eterna alleanza,
versato per voi e per tutti
in remissione dei peccati.
Fate questo in memoria di me."

e ripeto sono le uniche scritte tutte in maiuscolo in tutto il messale.

Mav

Lino ha detto...

@ Mav ha detto: "ma i canoni sono variati nel tempo, e lo sapete anche voi, tranne proprio quelle parole"

Per la verità, sappiamo bene anche chi le può variare, quelle parole. Vuoi, rileggerti, per favore, come sono state variate nei vari riti (approvati) in un mio commento, che cita nientepocodimeno che padre Farnes, nell'opera "Vivere l'Eucarestia"?
Riguardo al "pro multis, corrispondente al greco pollòn", mettiamola così: giacché tutti i manoscritti dei Vangeli pervenutici riferiscono "πολλῶν" che significa molti, non cambiamo La Parola. Poi, nelle salette di ogni ordine e grado, ogni catechista e teologo post-conciliare dice ciò che vuole :-)

by Tripudio ha detto...

Se vogliamo proprio cercare il pelo nell'uovo, allora ha ragione Mav, ma se guardiamo alla "liturgia neocatecumenale" non possiamo fare a meno di concludere che deliberatamente intende essere diversa dalla liturgia cattolica.

Questa è proprio la strategia neocatecumenale: l'impianto mentale è "devo fare una cosa diversa dalla Chiesa, perché io sono migliore della Chiesa", mentre lo spiegone da ammannire a chi trova da ridire è "ma tanto la formula è la stessa, c'è solo una parola ripetuta, e non è neppure quella in maiuscolo". Ipocrisia neocatecumenale.

Nelle facoltà teologiche moderniste i docenti del corso di Eucarestia si leccano i baffi a raccontare di una preghiera eucaristica (per grazia di Dio ormai dimenticata da secoli) che non conteneva le parole di Nostro Signore e - assumendo che i celebranti non intendevano essere eretici - i liturgisti moderni vanno sproloquiando su formule e formulette nella speranza luterana di sbarazzarsi della Messa cattolica.

Ora, è vero che nella storia della Chiesa si sono viste tante forme liturgiche diverse (e tra quelle "sopravvissute" ce ne sono diverse che oggi ci si affanna a continuare a celebrare solo per non farle "morire", come il caso di una liturgia eucaristica che si utilizza in un solo santuario spagnolo frequentato - nei periodi di massima affluenza - da una dozzina scarsa di persone: un caso di "accanimento terapeutico" su una liturgia di fatto morta da tempo), ma questo non autorizza il voler inventarsi nuove forme liturgiche (gesto peraltro di superbia) solo perché quelle in uso non sono gradite da qualche autoinventato "iniziatore".

Tutto il Cammino Neocatecumenale è costruito su questa mentalità ipocrita e menzognera: "noi siamo cattolici, ma facciamo le cose diversamente da come fa la Chiesa, però le differenze sono piccole e secondarie, ma noi ci rifacciamo ai primi cristiani, invece la Chiesa non sa riscoprire né il Battesimo né i Primi Cristiani delle Origini Cristiane..."

Per questo, chi celebra il Canone di Kiko "Padre, Padre!" (visibile perfino in televisione: si veda l'articolo spot pubblicitario neocatecumenale) sta dichiarando l'appartenenza ad una diversa "chiesa" con una diversa "liturgia". Un sacerdote che intende fare ciò che vuole Kiko anziché ciò che fa la Chiesa ha già "difetto di intenzione". Difetto riconoscibile tipicamente dal "Padre, Padre!".

sandavi ha detto...

Mav perché insisti a non capire?
Se uno cambia qualcosa della liturgia ha già cambiato la dottrina.
Kiko ha cambiato la dottrina.

Io credo, ma Daniel può smentirmi, che quella modifica della preghiera sia funzionale a richiamare la cena ebraica. Con la sottolineatura di elevare gli occhi e specificare che io calice era del vino. Carmen ci ha sfondato i cesti con la quarta coppa, non mi stupirebbe affatto che subdolamente volessero infilare l'ebraismo nella consacrazione.