mercoledì 11 gennaio 2012

Spot pubblicitario neocatecumenale

Lo scorso 7 gennaio 2012 è andato in onda su TG2 Dossier uno spot pubblicitario del Cammino Neocatecumenale di circa undici minuti. Comincia riprendendo la Domus Galilaeae mentre in sottofondo si sente grattare sulla chitarra una canzonetta di Kiko nel suo tipico stile ndrung-ndrung-ndrung.

Per ovvi motivi propagandistici (e come tentativo di risposta alle documentate critiche) vi fanno comparire alcune brevissime sequenze comprendenti una corona del rosario, un'immaginetta dei Sacri Cuori, un momentino di adorazione eucaristica e una paginetta di appunti di Scrutatio scritta a caratteri con svolazzo di come si usavano una volta, e naturalmente la brevissima alzata in piedi del singolo che riceve la comunione.

Chi conosce il Cammino Neocatecumenale sa che la preghiera del santo rosario e l'adorazione eucaristica, a dispetto di quanto richiede lo stesso Statuto del Cammino, sono tutt'altro che invogliate, così come gli elementi della spiritualità tradizionale (l'inginocchiarsi, la devozione ai Sacri Cuori, ecc.) sono, quando non addirittura disprezzate, almeno marginalizzate e relegate ad un generico intimismo. Chiunque ha ascoltato catechesi neocat lo sa perfettamente. Chiunque può verificarlo, provando a chiedere ai propri cosiddetti "catechisti" neocatecumenali di precedere la "celebrazione della Parola" con rosario e adorazione, oppure provando ad inginocchiarsi alla consacrazione e alla comunione durante ogni celebrazione eucaristica e vedere se così arriverà mai a completare tutte le tappe del Cammino...

Lo spot pubblicitario, sebbene ben congegnato anche da altri punti di vista (inclusa l'immagine finale del tramonto), lascia però intravedere alcuni importanti dettagli, che descrivo qui sotto in ordine cronologico affidandoli alla vostra riflessione.

Anzitutto osserviamo la pletora di coloro che hanno completato l'interminabile Cammino Neocatecumenale (i più fortunati hanno impiegato solo una ventina d'anni; altri impiegano parecchi anni in più). Li riconosciamo dall'età avanzata e dalla costosissima vestina bianca griffata da Kiko: per avere infatti una fede adulta (il termine è di Kiko) occorre superare un'infinità di interminabili "tappe" obbligatorie, che Kiko e Carmen pianificarono a Majadahonda nel 1971 (quando Kiko era appena trentaduenne).

Nello spot pubblicitario neocatecumenale non si nota nessun elemento "tradizionale", ad eccezione di quelli inseriti di proposito (la corona del rosario e l'immaginetta dei Sacri Cuori). Non si nota nessun dipinto che non sia di Kiko, non si nota nessun elemento dell'ambiente che non sia stato disegnato da Kiko, non si nota nulla che non risalga a Kiko. Anche chi fosse tentato di dire: "ma dai, vedi, almeno dicono il rosario" dovrebbe riflettere un attimo cosa sia più caratteristico di tutto ciò che si vede nel video: l'orrendo affresco nell'aula liturgica oppure la corona del rosario, tra l'altro anch'esso recitato alla "maniera" neocatecumenale, dando più rilievo alle testimonianze che ai "misteri" contemplati, dato che di solito viene pregato comunitariamente? In una sala dove tutti stanno attorno ad un «altare che torna ad essere un grande tavolo» e nessuno si inginocchia durante la celebrazione, possiamo forse aspettarci segni di devozione sinceri al di fuori della Messa? In un posto dove valgono più i canti (di Kiko) che l'adorazione, in un'aula dove al punto più importante non c'è la sede del celebrante ma l'ambone del chitarrista, quanto può essere costitutivo un eventuale momento di adorazione eucaristica?

La liturgia, come potete vedere con i vostri occhi, è costruita così come la comanda Kiko, i fedeli disposti nel modo stabilito da Kiko anziché come in tutte le chiese del mondo, tutto in un'architettura grigia e triste (per cui l'intervista al "presbìtero" è stata astutamente girata all'esterno e al sole). Guardate poi quel bislacco aggeggio con nove fuochi da cera liquida e domandatevi cosa c'entri con la celebrazione. Il Messale Romano approvato da papa Paolo VI, infatti, prescrive due, quattro o sei ceri accesi, oppure sette candelieri nel caso della celebrazione del Vescovo. L'abuso liturgico kikiano-carmeniano, come si vede dalla foto, consiste nell'uso di cera liquida (non previsto dal Messale), nel numero di nove (non previsto dal Messale), nell'uso di un candelabro a più bracci (non previsto dal Messale). Come si spiega? Quando un cosiddetto "catechista" itinerante osò chiedere spiegazioni, Kiko, preso alla sprovvista e piuttosto seccato, rispose sbrigativamente che nove era il numero dell'evangelizzazione...

Tutto questo senza contare la bislacca storpiatura del Canone Romano (abuso liturgico anche più serio). Che nel Messale Romano italiano dice «e alzando gli occhi al cielo a te Dio Padre suo onnipotente, rese grazie...» mentre il celebrante ha cantato (sempre in tono kikiano calante e accompagnato dagli ndrung-ndrung delle chitarre): «ed elevati gli occhi a te, Padre! Padre! ti rese grazie...»

Vediamo in una delle immagini il momento in cui le pagnotte utilizzate per la consacrazione vengono spezzettate a mano, lasciando frammenti dappertutto (nell'immagine vengono evidenziati solo i più grandi, uno dei quali vicinissimo al bordo; la scarsa qualità del video non permette di vedere quelli più piccoli e quelli dispersi fuori dalla patèna). Sappiamo bene che il Corpo e Sangue di Cristo sono presenti in ogni più piccolo frammento di pane e vino consacrati, da cui la grandissima attenzione dei sacerdoti cattolici (non soltanto i santi) a non disperdere neppure una goccia, neppure una minuscola briciola, ed è il motivo per cui ordinariamente in chiesa si fa la Comunione solo sotto le specie del pane e solo con le sottili ostie, affinché il Corpo e Sangue di Nostro Signore non vengano calpestati o maltrattati. Il Cammino Neocatecumenale ha purtroppo una lunghissima tradizione di sacrilegi del genere (se ne trovano dappertutto tracce nell'internet: cfr. ad esempio: link1, link2, link3, link4... ma lo ha ammesso perfino Kiko stesso: "versasse per terra"...) Se la Chiesa, salvo rari e attentissimi casi, ha scelto le piccole e sottili ostie, il motivo valido c'è. Forse che Kiko e Carmen hanno più saggezza di innumerevoli secoli di tradizione e di santità della Chiesa?

Nell'immagine successiva vediamo il momento della comunione, col tipico cameriere liturgico neocatecumenale (che speriamo non sia un laico). Criticati per il fatto di fare la comunione comodamente seduti come in osteria, vediamo nel video i neocatecumenali alzarsi solo al momento di ricevere la propria porzione, per poi sedersi di nuovo. Lo ammette (in una clausoletta aggiunta in extremis) il loro Statuto approvato dal cardinal Rylko nel 2008, contraddicendo le chiare e ribadite «decisioni del Santo Padre» che il Santo Padre fino ad oggi non ha mai personalmente rinnegato.

L'omino col pizzetto seduto più in fondo (il primo della fila a ricevere la porzione) è seduto con lo sguardo perso nel vuoto, trattenendo sulle mani - senza consumarlo - il pezzo ricevuto: per Kiko e Carmen, infatti, vale il vecchio detto del "fatta la legge, trovato l'inganno": ci si alza lo stretto necessario per ricevere la propria porzione e poi ci si siede aspettando di poter consumare tutti da seduti. Così, mentre il Papa ci tiene a ripristinare la devozione al Santissimo Sacramento, vediamo in Kiko e Carmen e nei loro seguaci un ossessivo accanimento nel consumare da seduti, limitandosi ad una brevissima alzata che sa più di ipocrisia che di obbedienza a un qualche regolamento (fermo restando che la Comunione, il momento più alto e più sacro, storicamente solo gli eretici - e nemmeno tutti - l'hanno voluta banalizzare).

A questo punto ci aspettavamo balletti, trenini e girotondi, così come comanda la liturgia neocatecumenale dopo la comunione. Curiosamente, nel video quella parte non c'è. In effetti, in certe grandi occasioni (per esempio a San Giovanni in Laterano alle ordinazioni diaconali e sacerdotali dei kikos) è stato imbarazzante vedere persino qualche cardinale fare il balletto con girotondo come all'asilo infantile. Come lamentava l'allora cardinal Ratzinger: «dall’adorazione di Dio si passa a un cerchio che gira attorno a se stesso: mangiare, bere, divertirsi».

Più tardi il video pubblicitario si attarda a descrivere altre tipiche operazioni neocatecumenali, come quella nel «santuario della Parola» dove si vedono alcuni giovani con gli occhi chiusi che sembrano in meditazione indù, come la preghiera davanti all'autoritratto di Kiko (quello dove c'è scritto "Maria"/"Kiko")... Eh, sapete, si tratta delle numerosissime vocazioni del Cammino (ben trenta alla Domus)... Entusiasmante il segno di croce super-miniaturizzato del giovanotto con la maglietta azzurrina: magari fa parte del «processo di iniziazione cristiana del neocatecumenato».

Però, che tristezza quei canti e quelle liturgie. A suo tempo, dopo aver ricevuto le chiare «decisioni del Santo Padre» il 1° dicembre 2005, dopo aver tentato di nasconderle e mistificarle, dopo che il Santo Padre stesso confermò quelle sue decisioni il 12 gennaio, Kiko, Carmen e Pezzi scrissero cinque giorni dopo al Santo Padre che avrebbero obbedito a modo loro poiché la liturgia neocatecumenale porterebbe nientemeno che i «fratelli più piccoli e più lontani... dalla tristezza all'allegria».

Invece, a vedere quel video pubblicitario, vien da pensare che il Cammino abbia miseramente fallito la sua missione. Quei musi lunghi, facce tristi, espressioni da cane bastonato, dimostrano che la funerea spiritualità di Kiko, bene espressa dai suoi orridi dipinti e dalle sue lugubri canzoni in tono calante, deprime il cuore e intristisce l'anima. Persino il canto "Risuscitò", anziché inneggiare gioioso e sublime alla gloria della Resurrezione, ha quel tono fracassone, calante e cupo che sembra seppellire al passato remoto la Resurrezione stessa.

In conclusione dello spot pubblicitario troviamo un po' di superbia neocatecumenale: «sentiamo di essere, come dice il Sermone della Montagna, operatori di pace». Ma... sermone? Non era il discorso della montagna? È diventato un sermone, come tra i protestanti? In effetti tutto questo «scrutare le Scritture», tutto questo «ponte tra cristianesimo ed ebraismo», tutta questa Toràh che «campeggia al centro della biblioteca»... sa un po' troppo di protestantesimo subalterno e irenista. Ecco perché gli ebrei visitatori si "stupiscono": si aspettavano che i cristiani, al centro della biblioteca, mettessero il Vangelo. E invece ci trovano i primi cinque libri dell'Antico Testamento: uno dei visitatori avrebbe addirittura detto «per la prima volta comprendiamo il legame tra cristianesimo ed ebraismo». Non so se rendo l'idea... Facciamo un parallelo: immaginate, sarebbe come se dei musulmani costruissero a Roma una moschea che somiglia tanto ad una chiesa cattolica tradizionale e mettessero al centro un prezioso Vangelo del 1600 e io entrando mi stupissi e dicessi: "per la prima volta comprendo il legame tra islam e cristianesimo"... Dovrei sforzarmi molto per non ridere rumorosamente.

36 commenti:

Floris ha detto...

Immagino che balletti e girotondi siano stati volutamente omessi per non turbare troppo eventuali spettatori che non conoscono il Cammino (già fa strano vedere le vesti bianche, figuriamoci il resto)

Peccato.
Perché se avessero inserito anche quelle immagini forse noi "lontani" avremmo potuto finalmente vedere l'allegria tipica del Cammino, il passaggio dalla tristezza all'allegria che tanto caratterizza questo percorso di fede.

E invece così siamo fuorviati. Restiamo erroneamente colpiti da una cupezza di fondo che traspare dai volti, dalle musiche, dai canti.

Finisce che qualcuno (che non può capire come stanno veramente le cose perché non ne ha esperienza diretta e quindi è ingannato dai luighi comuni di alcuni detrattori) cadrà in equivoco e si chiederà: ma come è possibile che alla fine di un lungo percorso che porta all'incontro profondo con Cristo non ci sia gioia e luce negli occhi di questa gente?

Esatto... come è possibile?

by Tripudio ha detto...

Floris,

anzitutto la fede non consiste nell'allegria. Facciamo un momento di attenzione alle parole.

L'allegria è qualcosa di passeggero. La fede, la vera fede veramente vissuta, dà serenità, dà letizia.

Si può essere sereni anche quando il mondo ti perseguita, si può essere lieti anche di fronte ad un grandissimo dolore.

Ma l'allegria no. Di fronte al dolore e alla persecuzione non può esserci allegria.

Ora, i balletti e girotondi che si fanno alla fine della celebrazione neocatecumenale, non solo non rappresentano allegria (lo vedi bene anche tu quanta tristezza, quelle facce da cane bastonato anche durante il girotondo obbligatorio comandato da Kiko e Carmen), ma non rappresentano nemmeno una manifestazione di fede cristiana. Tant'è che in venti secoli di fede cattolica nessun santo si era mai messo a ballare e a fare il girotondo. Se ci fai caso, i santi, dopo la Comunione, restavano in ginocchio per un silenzioso e ardente ringraziamento.

I devoti (in senso tradizionale) li vedi in ginocchio, e i neocatecumenali invece li vedi a fare il girotondo (e con le facce tristi): quale delle due cose rende davvero vicini a Nostro Signore?

by Tripudio ha detto...

Aggiungo pure che potremmo fare un esperimento: facciamo ascoltare qualche canto kikiano (ndrùng-ndrùng-ndrùng!) ad un "lontano" che non conosce l'esistenza del Cammino neocatecumenale e poi gli chiediamo un parere artistico e religioso.

Quindi gli facciamo ascoltare un canto gregoriano, e gli chiediamo cosa gliene pare quanto ad arte e a religiosità.

Anonimo ha detto...

Un seminarista mi disse che il passo avanti e indietro con il piede che si fa alla fine della Santa Messa simboleggia il passaggio dalla croce alla risurrezione, quindi dalla morte alla vita.
Il battere le mani dovrebbe essere una forma di ringraziamento a Gesù.
Quando stavo nel Cammino pensavo che tutte queste cose servissero per i fratelli più lontani, cioè fossero un aiuto per le persone con una fede debole.
Ma poi mi sono reso conto che costituiscono una distrazione alla contemplazione.

Anonimo ha detto...

continuate a scrivere che il balletto si fa dopo la comunione, bravi continuate a dire cose false - sapete benissimo che si fa alla fine della celebrazione e dopo la benedizione !!!
ma tanto non pubblicherete questo vero?

Floris ha detto...

Infatti, Tripudio

Col mio post intendevo proprio quello che hai scritto tu. Forse non sono riuscito a rendere nel modo giusto il senso provocatorio del mio messaggio...

L'allegria dei neocatecumenali non ha nulla a che vedere con la gioia e la luce interiore che il vero contatto con Cristo infonde nelle persone.
Luce e gioia che invece non trovi nel volto dei seguaci di Kiko, e che non trovi neppure nella loro vita quotidiana.

Il servizio televisivo voleva essere uno spot neocatecumenale, ma ha finito col rendere un pesimo servizio al Cammino perché mostra insistentemente la cupezza dell'animo di chi vi aderisce, addirittura quando, indossata la veste bianca, arriva alla "fine" del percorso.

La Fede e l'incontro con Nostro Signore sono altro

Paolo ha detto...

Quelle immagini mi fanno tanto pensare a certe cerimonie rituali che segnano i momenti "forti" di sette o gruppi esoterici.
Di cattolico vedo poco o niente.

Stefano78 ha detto...

Dice l' anonimo:

ma tanto non pubblicherete questo vero?

E sul fatto che la "danza davidica" (tra l'altro assume vari simboli e significati a secondo del catechista che la "descrive"...) sia dichiarata apertamente come "parte della liturgia" nulla da dire?

Che la Liturgia, insegnano i catechisti, non finisce finchè la danza non finisce, nulla da dire?

E' rilevante se è più corretto dire che viene fatta dopo la Benedizione? A parte il fatto che la Benedizion è dopo la Comunione...Comunque, è rilevante questo o non il significato che ha la Danza Davidica, che è insegnato dai Catechisti?

Anonimo ha detto...

Dice l' anonimo:

ma tanto non pubblicherete questo vero?

Secondo non pochi confessori e direttori spirituali, è bene ringraziare il Signore dopo la Messa almeno per 10 minuti circa.
Essi non dicono di fare un ballo simbolico intorno all'Altare ma di fermarsi a pregare ringraziando il Signore.

Un sacerdote morto pochi anni fa, a cui è dedicata il nome di una piazza, sostenne il Cammino e le comunità neocatecumenali. Pochi anni prima di morire disse: "Nel Cammino tutto va bene, tranne il fatto che non si fa mai l'Adorazione Eucaristica".
In quegli anni, il Cammino cominciò ad andare in crisi e due seminaristi del Cammino della Parrocchia passarono alla Diocesi, cioè al seminario diocesano.

by Tripudio ha detto...

La "danza" di David, come dovrebbe capire chiunque abbia attentamente "scrutato" le Scritture in quel passo, non era in un contesto liturgico.

La quantomeno bizzarra spiegazione del passetto avanti passetto indietro dimostra l'«elevato» livello teologico della dottrina kikiana-carmeniana.

Del resto, se la Carmen Hernàndez è talmente acculturata da banalizzare con un "seduti com'era seduto Gesù"... che aspettarsi?

Francesco ha detto...

"...e la Carmen Hernàndez è talmente acculturata da banalizzare con un "seduti com'era seduto Gesù"... che aspettarsi?"

KLa signorina ha detto e continua a dire anche di peggio, molto peggio. Ma le sue crtiche più taglienti sono sempre riservate ai sacerdoti e al clero non "allineati" con il suo , e di Kiko,sistema teologico-pastorale-finanziario del tutto personale.

Anonimo ha detto...

Nel Cammino Neocatecumenale il Padre Spirituale non esiste.
Quando chiesi spiegazioni ad un sacerdote del Cammino, egli mi disse:
"Qui non esiste il padre spirituale, esiste la Comunità".
Le persone che si alzano alla chiamata vocazionale non hanno perciò un padre spirituale.
Padre Pio, invece, diceva: "Fare da sé è come studiare da sé. Con il Direttore Spirituale si fa prima e meglio".
Non è così, per esempio, nell'Opus Dei dove esiste il padre spirituale e la confessione settimanale.
San Josemaria Escrivà consigliava, infatti, ai laici di "scomodare" i sacerdoti per le confessioni.

Anonimo ha detto...

Non sarebbe meglio se i vari gruppi e movimenti laicali fossero divisi in maschili e femminili?

San Josemaria Escrivà ha voluto così per l'Opus Dei e non fu una sua scelta, ma un'ispirazione divina che ebbe.

preoccupato ha detto...

Un o.t. sul 20 gennaio....ecco cosa scrive vaticanisider.lastampa.it:
E durato 10 anni. Ma il 20 gennaio, in presenza del Papa, dovrebbe essere annunciata la conclusione dell’assetto istituzionale del Cammino Neocatecumenale. Quel giorno, il Papa riceverà in udienza nella Aula Paolo VI migliaia di membri della comunità fondata nel 1964 da Francisco Argüello - detto ‘Kiko’ - e da Carmen Hernández. Il Papa, quest'anno ancora, dovrebbe mandare in missione nel mondo intero numerose famiglie.
A fine dicembre, ha appreso Vatican Insider, il Pontificio consiglio per i laici a approvato la prassi liturgica del Cammino Neocatecumenale.

Si conclude così un lungo iter. Nel maggio 2008, già, il consiglio per i Laici aveva approvato in modo definitivo i statuti del "Camino" dopo 5 anni Ad experimentum. Poi, nel dicembre 2010, fu lo stesso dicastero - con l'attento lavoro della Congregazione per la dottrina della fede - ad approvare la pubblicazione del Direttorio catechetico del Cammino Neocatecumenale.



L'ultimo passo del 'Camino' riguardava le celebrazioni liturgiche, ma anche quelle non strettamente liturgiche. In effetti, la Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti a insistito sulla necessita di differenziare le Sante messe dagli altri incontri.





Quel dicastero, nel dicembre 2005, aveva chiesto al 'Camino' di rispettare la liturgia della Chiesa. A nome di Papa Benedetto, il cardinale Francis Arinze chiedeva innanzi tutto alla comunità di accettare e di seguire i libri liturgici approvati dalla Chiesa, “senza omettere né aggiungere nulla“, reintegrando il Credo e l'Agnus Dei. Poi chiedeva al 'Camino' di inserirci di più nella vita delle parrocchie, di riservare l'omelia al sacerdote o al diacono, e anche di adottare il modo normale per tutta la Chiesa di ricevere la comunione : in piedi. Infine, si concedeva che lo scambio della pace abbia luogo prima dell'offertorio.
Tale prassi e stata adottata dalla comunità che vede così finire in lungo camino con Roma. Non e detto, pero, che il cardinale spagnolo Antonio Cañizares Llovera, attuale prefetto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti, non rimarrà attento in futuro.

Anonimo ha detto...

ne vedremo delle belle venerdì 20 quando i neocat saranno in udienza dal Papa e verrà dato l'annuncio dell'approvazione del loro rito per le celebrazioni....libera nos domine

Anonimo ha detto...

Si avvia alla conclusione il lungo processo di istituzionalizzazione della proposta neocatecumenale...

fischiano gli orecchi a qualcuno...

Francesco ha detto...

A volte è l'attenzione per il passato e per il presente che crea danni immani.....Quella per il futuro è molto .....relativa...!

Francesco ha detto...

Approvando totalmente l'assetto liturgico neocatecumenale( nato - non si dimentichi- per sostituirsi a quello della Chiesa, ritenunto ingombrante e poco efrficace: lo predica Kiko da sempre)la Chiesa , fra qualche giorno, si darà un sono ceffone, mostrando al mondo, oltre che ai suoi fedeli, di aver fallito sul piano non solo liturgico , ma anche su quello dottrinario.
QUESTA SARA' LA TRISTE CONSIDERAZIONE DI MILIONI DI CATTOLICI DAVANTI ALL'ARROGANZA NEOCATECUMENALE CHE SARA' ELEVATA A SISTEMA!"

Stefano78 ha detto...

L'articolo postato da Preoccupato è molto interessante.

Anzitutto è una traduzione fatta anche malamente da una fonte estera. Problabilmente di lingua spagnola.

In secondo luogo mostra chiaramente che quello che abbiamo detto fin qui è niente più che la realtà:

1. La lettera del Papa è vincolante e valida anche ora;

2. Il direttorio cetechetico è stato approvato per essere PUBBLICATO

3. La "prassi liturgica" approvata NON RIGUARDA L'EUCARISTIA, che l'articolo ricorda sia stata corretta dal Papa

4. Questa ultima "approvazione" lascia APERTO l'esame sul CnC (leggere la conclusione dell'articolo)

La nota stonata dell'articolo riguarda la "sicurezza" dell'attuazione delle norme della CHiesa da parte del CnC...

mic ha detto...

Non sarebbe meglio se i vari gruppi e movimenti laicali fossero divisi in maschili e femminili?

Questione del tutto irrilevante, mi sembra, di fronte all'entità dei problemi che andiamo dibattendo...

Francesco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Francesco ha detto...

...Questa ultima "approvazione" lascia APERTO l'esame sul CnC (leggere la conclusione dell'articolo)


Vogliamo prenderci in giro, Stefano?


Come puoi ancora pensare che tutti questi "momenti" di approvazione non siano ormai solo le tessere di un disegno precostituito teso solo a far entrare nella Chiesa, a far diventare Chiesa, coloro i quali si scagliano di continuo vehentemente contro la Chiesa con le parole e nei fatti?

Se non erro tu ne hai fatto esperienza dall'interno, quindi puoi ben capire che la storiella dell'approvazione per evitare guai peggiori.....la storiella del non sapevo ... la storiella dei falchi e delle colombe sulla quaestio neocatecumenale NON REGGE ASSOLUTAMENTE PIU'!

TheOne ha detto...

Si ritorna automaticamente alla stessa vecchia storia: il denaro.
La Terra Santa è uno dei luoghi più visitati del mondo, il turismo genera una quantità enorme di denaro.

Questo è il motivo per cui la Domus fu costruita lì e non a Madrid(dove sono i fondatori di CNC). Essere costrita sulla Terra Santa, diventa un business vantaggioso.

E tutti questi neocatecumeni sono stati gli schiavi che hanno donato soldi per fare qualcuno ricco...adesso poveracci sono in dubbio e hanno bisogno dell'approvazione del Benedetto altrimenti restano con il dubbio del loro cammino.

Ho una tale tristezza per questi neocatecumeni che sono ...hmmm...ingenui.

Anonimo ha detto...

Coloro i quali si scagliano di continuo veementemente contro la Chiesa sono solo le tessere di un disegno precostituito a far diventare Chiesa questi "momenti" di approvazione con le parole e nei fatti.
Dall'interno si puiò ben capire che la storiella dei guai peggiori ,se non erro,non regge se non si sa quanti falchi approvano la questione neocatecumenale.

Larus ha detto...

puoi ben capire che la storiella dell'approvazione è per evitare guai peggiori.....
Già, e ad essere titubanti non siamo soltanto noi … Magister ha cantato molto chiaramente le sue per perplessità in questo articolo del quale riporto qui soltanto alcune righe:

"Placet" o "Non placet"? La scommessa di Carmen e Kiko
I fondatori del Cammino neocatecumenale puntano a ottenere l'approvazione vaticana definitiva del loro modo "conviviale" di celebrare le messe. Il documento è pronto. Ma potrebbe essere modificato o bloccato in extremis. Il 20 gennaio il verdetto .
ROMA, 13 gennaio 2012 – (…) Il prossimo 20 gennaio, invece, i leader e i membri del Cammino si aspettano dalle supreme autorità della Chiesa un "placet" ancor più ardentemente agognato. L'approvazione ufficiale e definitiva di quello che è il loro tratto distintivo più visibile, ma anche più controverso: il modo con cui celebrano le messe.

I QUATTRO ELEMENTI

Le messe delle comunità neocatecumenali si distinguono da sempre per almeno quattro elementi.

1. Vengono celebrate in gruppi ristretti, corrispondenti ai diversi stadi di avanzamento nel percorso catechetico. Se in una parrocchia, ad esempio, le comunità neocatecumenali sono dodici, ciascuna a un diverso stadio, altrettante saranno le messe, celebrate in locali separati più o meno alla stessa ora, preferibilmente la sera del sabato.

2. L'ambiente e l'arredo ricalcano l'immagine del banchetto: una tavola con attorno i commensali seduti. Anche quando i neocatecumenali celebrano la messa non in una sala parrocchiale ma in una chiesa, l'altare lo ignorano. Collocano una tavola al centro e vi si siedono attorno in cerchio.

3. Le letture bibliche della messa sono precedute ciascuna da un'ampia "monizione" da parte dell'uno o dell'altro dei catechisti che guidano la comunità e sono seguite, specie dopo il Vangelo, dalle "risonanze", ossia dalle riflessioni personali di un ampio numero dei presenti. L'omelia del sacerdote si aggiunge alle "risonanze" senza distinguersi da esse.

(continua)

Larus ha detto...

4. La comunione avviene anch'essa riproducendo il modulo del banchetto. Il pane consacrato – un grosso pane azzimo di farina di frumento, per due terzi bianca e per un terzo integrale, preparato e cotto per un quarto d'ora con le regole minuziose stabilite da Kiko – viene spezzato e distribuito ai presenti, che restano ai loro posti. A distribuzione ultimata, viene mangiato contemporaneamente da tutti, compreso il sacerdote. Successivamente, questi passa dall'uno all'altro con il calice del vino consacrato, al quale ciascuno beve.

Di particolarità ve ne sono anche altre, ma bastano queste quattro per capire quanta diversità di forma e di sostanza vi sia tra le messe dei neocatecumenali e quelle celebrate secondo le regole liturgiche generali. Una diversità sicuramente più forte di quella che intercorre tra le messe in rito romano antico e in rito moderno.

Sta di fatto che è cambiato pochissimo tra il modo con cui oggi i neocatecumenali celebrano la messa e il modo con cui la celebravano fino ad alcuni anni fa, quando in più si passavano di mano in mano, festanti, le coppe di vino consacrato.

Solo in teoria le loro messe di gruppo sono state aperte anche ad altri fedeli.
Seduti o in piedi, il loro modo conviviale di fare la comunione è sempre lo stesso.

Le "risonanze" personali dei presenti continuano a invadere e soverchiare la prima parte della messa.

Non solo. Dall'udienza con Benedetto XVI del 20 gennaio prossimo Kiko, Carmen e i loro seguaci contano di uscire con una esplicita approvazione di tutto ciò.
C'è un libro di un sacerdote ligure del Cammino, Piergiovanni Devoto, che avvalendosi di testi inediti di Kiko e Carmen, ha messo in pubblico questa loro bizzarra concezione.

Ecco qui di seguito alcuni passaggi del libro, tratti dalle pagine 71-77: “La Chiesa ha tollerato per secoli forme non genuine. Il ‘Gloria’, che faceva parte della liturgia delle ore recitate dai monaci, è entrato nella messa quando delle due azioni liturgiche si è fatta un unica celebrazione. Il ‘Credo’ è comparso all’apparire di eresie e di apostasie. Anche l’’Orate Fratres’ è esempio culminante delle preghiere con cui si infarciva la messa”...

(continua)

Larus ha detto...

“Col passare dei secoli le orazioni private si inseriscono in notevole quantità nella messa. L’assemblea non c’è più, la messa ha preso un tono penitenziale, in netto contrasto con l’esultanza pasquale da cui è sorta”...

“Lutero, che non ha mai dubitato della presenza reale di Cristo nell’eucaristia, ha rifiutato la ‘transustanziazione’, perché legata al concetto di sostanza aristotelico-tomistico, estraneo alla Chiesa degli apostoli e dei Padri”...

“Usciti fuori da una mentalità legalista e fissista, abbiamo assistito col Vaticano II a un profondo rinnovamento della liturgia. Sono stati tolti dall’eucaristia tutti quei paludamenti che la ricoprivano. È interessante vedere che in origine l’anafora non era scritta ma improvvisata dal presidente”...


UNA DOMANDA
E questo sarebbe "lo spirito della liturgia" – titolo di un libro capitale di Joseph Ratzinger – che le autorità vaticane si appresterebbero a convalidare, con la prassi che ne discende?

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Magister non è l’unico a guardare con attenzione circostanziata il movimento neocatecumenale (perdonino i fratelli NC ma è lo stesso Papa che non riesce a collocare il “cammino” in altro modo se non nel termine ancora più generico “movimenti e nuove comunità) ma è certamente uno dei pochi che, da personaggio pubblico e con tanto da perdere, ha detto pane al pane e vino al vino di questa realtà scomoda e scalpitante.

Papa Benedetto XVI, nell’udienza generale di mercoledì 11 c.m., ha ribadito fortemente la natura della Santa Eucaristia, quale rinnovamento – anzi trasformazione - del segno dell’accoglienza e della festa della Pasqua ebraica, che pur persistendo nella fase primordiale del rito corrente, viene completamente stravolto nel sacrificio di Se stesso, per noi e per tutti. Ha ribadito inoltre, anzi ha pregato, affinchè ogni Eucaristia sia perfetta aderenza nostra a Lui perché possiamo anche noi essere “sacrificio” gradito a Dio, per tutti.

Credo comunque che, le circonvoluzioni di parole, volte a spiegare benevolmente i segni ebraici della pasqua presenti anche nell’ultima Cena, siano state proposte per l’imminente “sdoganamento”, nel modo meno doloroso possibile, della celebrazione eucaristica NC che però, vista la limpidezza del messaggio riguardo all’ortodossia del rito, che è stato e rimane fondamentalmente sacrificale, dovrà rientrare nei “canoni” quando i neocatecumenali saranno ormai “cristiani adulti”, cioè a cammino completato, e celebrare finalmente con la comunità ecclesiale universale il Cristo comanda!

Del resto, se ricordate, anche Kiko aveva qualche dubbio sul fatto che, alla fine del cammino, l’eucaristia si sarebbe potuta continuare a celebrare nel modo NC; vi trascrivo quanto scrissi tempo fa a riguardo:
Inizio corso 2005-06 – a pag.6 Kiko ha detto…
«A partire dal giorno 28 settembre ci raduneremo con la commissione che ha fatto gli Statuti per preparare uno scritto per la Congregazione del Culto su tre punti: l’eco della parola prima dell’omelia, la distribuzione dell’Eucaristia, e anche l’Eucaristia del sabato sera per le comunità che hanno finito il Cammino.
Questo è di vita o di morte per il Cammino, pregate per noi perché dovremo presentare ragioni sufficienti perché la Congregazione studi questo…
La Congregazione ci ha convocato per l’11 novembre per l’incontro con tutti gli esperti, il cardinale e il segretario.
Ci diranno definitivamente come resta la nostra eucaristia, non sappiamo che succederà. Potremo chiedere un’udienza al Papa. Non sappiamo che succederà in questo tempo. Studieranno questo scritto per un mese e ci diranno se nel Cammino si può fare l’eco della parola prima dell’omelia, se si può fare la comunione come la facciamo noi oppure dobbiamo andare tutti in processione o in ginocchio o come dicano loro, e se ci permetteranno celebrare l’Eucarestia finito il Cammino o ci diranno: andate tutti in parrocchia, è finito il discorso

by Tripudio ha detto...

Tra qualche giorno ricordiamoci che anche Tornielli ammette a chiare lettere che ad "approvare" gli strafalcioni neocatecumenali non è il Papa ma solo un Pontificio Consiglio (che avrà un futuro immenso...).


Comunque, anche nell'ipotesi più ottimistica per i neocat, resta il fatto che nella loro mentalità la liturgia sarebbe un giocattolino da adattare alle canzonette di Kiko e gli italiani hanno potuto averne un esempio dal TG2: "Padre!... Padre!..." quando tutti sanno (o dovrebbero sapere) che è un abuso decisamente grave cambiare le parole della consacrazione (ed è altresì vietato utilizzare testi liturgici come canzonette da cantare, sebbene i soliti parroci ignoranti - sia neocat che normali - si divertono a inventarsi ogni giorno qualche nuova variazione).

Per questo è ipocrisia quella dei neocat che di fronte alle documentate critiche fa urlare: "siamo approvati! siamo approvati!"


Passo ad altro argomento.

Una volta era il parroco ad essere o il tuo padre spirituale, oppure colui che ti consigliava un buon padre spirituale.

Una volta non c'era bisogno di inventare dei "movimenti", poiché in parrocchia avevi già tutto: sacramenti, dottrina, direzione spirituale. E se proprio non ti andava a genio il parroco e nessuno degli altri sacerdoti della parrocchia (non c'era mica la scarsità di oggi!), potevi andare in uno dei tanti conventi e monasteri sparsi in giro.

Farsi "guidare" da un padre spirituale è il modo migliore per ridurre gli errori mantenendo intatta la propria libertà, senza affidarla ai mutevoli venti delle voglie momentanee... e senza lasciarla in balìa degli umori passeggeri di una "comunità".

Molti neocatecumenali parlando con superbia insinuano che la "comunità" neocatecumenale ti potrebbe infallibilmente guidare come se fosse un gruppo di santi rigorosi monaci del deserto.

by Tripudio ha detto...

I "movimenti", nel bene e nel male (incluso il Cammino), sono sorti come risposta al penoso stato in cui versano le parrocchie.

Ma molte di queste "risposte" (a cominciare dal Cammino) anziché rimediare ai problemi delle parrocchie, hanno finito per ingigantire la crisi.

Proprio nel momento in cui serve unità, il Cammino porta divisioni, liti, fratture, disobbedienze...

Proprio nel momento in cui c'è confusione sulle cose della fede, il Cammino sta portando ambiguità, dottrine segrete, simbolismi inventati al momento.

Proprio nel momento in cui c'è bisogno di bellezza (quella vera bellezza che può sostenere il mondo), il Cammino porta le schitarrate kikiane, gli sgorbi kikiani, i paramenti e arredi liturgici e perfino la fodera della Bibbia ideati da Kiko...

Proprio nel momento in cui la liturgia va a rotoli, il Cammino ci ha riempito di chiassate da osteria, ignorando di proposito la Tradizione (cioè ciò che "funzionava", ciò che aveva alimentato la vita spirituale dei santi).

Per questo padre Pio chiamò Kiko e Carmen i nuovi falsi profeti: ancor prima che i due si installassero a Roma nel 1968, san Pio da Pietrelcina aveva visto bene come si sarebbe evoluto il Cammino.

E tu, caro fratello neocatecumenale, come fai ad essere proprio sicurissimo che "san Kiko" [così lo chiama Carmen] non ti stia ingannando?

Anonimo ha detto...

Mi chiedo come possano gli autori di questo sito e di questi articoli ad essere così ostili al cammino e a credere di essere degni di giudicare situazioni così lontane. Io sono un ignorante poiché non ho visto il video ma le facce cupe così le chiamate voi sono espressione di animi in contemplazione sui propri peccati e sulla misericordia di Dio. Non è vero che i neocatecumeni son tutti tristi, è una cosa soggettiva! Forse gli autori di questo sito non si rendono conto dell'esistenza del demonio in generale, che si manifesta attraverso i peccati.. Ognuno guardi alla propria vita e faccia un esame di coscienza sulle proprie sofferenze.. I neocatecumeni, soprattutto quelli più avanti nel cammino, sono abbastanza umili da riconoscere i propri peccati, non credo voi lo facciate. Dio permette il peccato per poter manifestare la sua misericordia, se non ci si considera peccatori allora si è dio della propria vita.. Piuttosto che sparlare sulle pagnotte e sui balli e su tutte altre cose banali e superficiali, esaminate il significato delle dottrine di Gesù fondamento indissolubile del cammino.. Gli idoli dell mondo, o autori del sito, li conoscete?? Cosa vi spinge ad essere così alienati dalla realtà??

by Tripudio ha detto...

Visto che ti autodefinisci ignorante, per prima cosa guarda il video e confrontalo con i commenti che abbiamo presentato.

In secondo luogo, prova a chiederti se quelle facce da cane bastonato siano veramente in meditazione sui propri peccati e siano davvero felici della misericordia del Signore.

Forse che il cattolicesimo consista in una meditazione sui propri peccati? Tale da far comunque assumere sempre quelle facce tristi e depresse?

Dunque la tua prima menzogna consiste nella forzata interpretazione positiva di un video che non hai visto e di evidenti facce da cane bastonato.

La tua seconda menzogna (che si completa con la maldicenza) è da incorniciare: hai detto che "...i neocatecumeni sono abbastanza umili, voi no".

Chi sei tu per giudicare positivamente gli adepti di Kiko e negativamente il resto del mondo?

Concludi infine con gli insulti dicendo fra le altre cose che noi saremmo "alienati dalla realtà".

Caro fratello neocatecumenale, chi è più alienato? Chi (come noi) presenta la realtà... oppure chi (come te) dà una falsa interpretazione rifiutandosi di guardare la realtà?

È questo il modo in cui sai difendere il Cammino? con la menzogna, la maldicenza, la mormorazione...

Anonimo ha detto...

Non è possibile: tutto ciò è inconcepibile: un pezzo di Corpo di Cristo che è caduto sul Corporale... ah già il corporale ci sta proprio per questo. scusate l'abbaglio, ma quelle freccette nere mi avevano scosso.

mic ha detto...

No, Anonimo, Il "Corporale" non ci sta per questo. Ci sta perché rappresenta il lenzuolo funebre che ha avvolto il Corpo del Signore deposto nel sepolcro, sul quale il Sacerdote fa l'atto di "deporre" l'Ostia Consacrata...

Si informi meglio sulle "cose sacre", quelle che lo sono davvero...

Anonimo ha detto...

felicemente neocatecumenale da tanti anni,provo gioia che il Santo Padre non la pensa come lei!!!!, grazie alle catechesi dove mi è stata annunciata la lieta notizia, che Dio mi ama per come sono,nessuno può offendermi,neanche un uomo come lei, che non conosce la compassione e che si da al gossip.Mi ricorderò di lei nelle preghiere,nella speranza che il Saul che è in lei si trasformi in paolo. La Pace

Anonimo ha detto...

Buongiorno, cortesemtne vi chiedo un parere, da ignorante...ammetto:
se dovessi regalare 2 fedi a rosario a due cari amici catecumenali, li offenderei? Gradirebebro?
Aiutatemi per favore...chiedo un consiglio.
GRAZIE

Serena

by Tripudio ha detto...

Serena,

nel Cammino vige la regola di fare "buon viso a cattivo gioco", quindi in qualsiasi caso gradirebbero il tuo dono.

I membri del Cammino tendono però a vedere la realtà come la mostrano i loro fondatori Kiko e Carmen.

Per questo puoi trovare dei neocat convinti che il rosario sia una cosa buona (anche se poi generalmente lo recitano "alla maniera di Kiko")... e altri neocat che pensano che il rosario sia una roba "vecchia", "superata", che magari recitano solo per farsi vedere nelle grandi occasioni. Recitano cioè con la bocca, non col cuore.

Tutto questo dipende dal fatto che la spiritualità del Cammino Neocatecumenale si basa non sulla Tradizione della Chiesa cattolica, ma sulle invenzioni dei due fondatori spagnoli, Kiko e Carmen.

La fede cattolica è qualcosa che libera l'anima, qualcosa che ti porta letizia (non "allegria", ma letizia, perché si può essere "lieti" anche in un momento di dolore, mentre l'allegria è una cosa passeggera)... invece la fede neocatecumenale dà luogo invece ad una percezione "pessimista" della realtà, dà luogo ad una visione "cupa" delle cose.

Il Dio dei cristiani è un Dio buono e misericordioso, e la storia umana comprende delle "disgrazie" a causa degli effetti del peccato originale per cui persino la natura è diventata "nemica" dell'uomo (prima del peccato originale non esistevano le malattie, non esisteva la fame e la stanchezza, non esisteva la noia e la solitudine, non esistevano gli incidenti, lo sfruttamento, la criminalità...)

Invece nel Cammino credono in un Dio "cattivo", che ti "manda le disgrazie" per "svegliarti dal sonno".

Ora, la Chiesa cattolica insegna che Dio "permette" il male (cioè non priva l'uomo della libertà di commettere il male: non è un Dio "tappabuchi").

Invece nel Cammino si insegna che l'uomo è "schiavo del demonio" e che Dio "ti manda una catastrofe, ti manda una malattia" per "svegliarti"...

Quella del Cammino è una visione pessimista e funerea.

E lo si capisce in modo particolare dalle loro canzonette grattugiate sulle chitarrelle durante le loro liturgie.

Prova a mettere a confronto un canto gregoriano (sublime, maestoso, che ispira speranza anche nei momenti di dolore)... con quelle canzonette composte da Kiko, che fanno ndrùng-ndrùng-ndrùng sulle chitarrelle, con quel tono triste e calante, quel vociare cupo e monotono, che ti dà un senso "funereo" anche se tutti apparentemente battono le mani cercando di fingere allegria.

La fede cristiana ha a che fare con la felicità, non con la tristezza: pensa a Padre Pio, pensa a Don Bosco, pensa a Madre Teresa di Calcutta, pensa a quanti santi hanno rifiutato tutto pur di non rifiutare la fede. Ti risulta che in tutta la storia della Chiesa sia mai esistito un "santo triste"? Ti risulta che esista l'acqua "asciutta"?

Le carnevalate liturgiche del Cammino Neocatecumenale portano in una direzione sbagliata.

Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno elogiato il buon cuore di tanti neocatecumenali (la buona disposizione di cuore è infatti un dono dello Spirito)... ma hanno condannato ripetutamente le bizzarrie e gli strafalcioni del Cammino (lo abbiamo documentato in tantissime pagine di questo stesso blog: e i neocatecumenali, mentendo, dicono di essere stati solo "approvati" dai Pontefici).


Infatti di fronte a Nostro Signore Gesù Cristo presente nel Santissimo Sacramento i santi si sono sempre inginocchiati... e invece i neocatecumenali si mettono comodamente seduti! come in pizzeria!

Che razza di strana spiritualità!
È ovvio che porta alla tristezza e alla cupezza (anche quando ballano alla fine della liturgia, anche quando fanno quel girotondo, anche quando fanno applausi e tamburelli bongo, anche quando si dichiarano allegri, ti accorgi che sono tristi!)