sabato 21 gennaio 2012

PASSIO CHRISTI, ECCLESIAE PASSIO


In questo momento "oscuro" della storia della Chiesa, ci possono soccorrere solo le parole che attingono alla Sorgente di una Tradizione viva e fedelmente custodita. E' per questo che oggi vi propongo, come diagnosi della situazione e nutrimento spirituale le parole di un Maestro Fedele, che stralcio da un intervento recente di Mons. Gherardini, che parte da un esame dei testi di Romano Amerio, un'altra vigile sentinella:
Passio Christi, Ecclesiae passio:
[...]
2 - Le “Stazioni” - Amerio, a quanto pare, non parla di “passione”. L'idea che prende in esame è quella della “crisi”, da lui analizzata nella sua natura, nei suoi contesti e nelle sue conseguenze. Io pure -che non chiudo gli occhi davanti alla persecuzione cruenta - son dell'avviso che la passio Ecclesiae sia oggi la perdurante continuità d'una crisi iniziata in modo speciale dall'Illuminismo e ingigantita dalla “desistenza” secolare di chi avrebbe dovuto combatterla. Una crisi polimorfa, che Amerio descrive specialmente nei due primi capitoli, tenendola però presente in tutto il complesso degli altri. Una crisi che non ha nulla in comune con il meschino tentativo di chi, per nasconderne pericolosità e virulenza, la qualificò come “crisi di crescenza”, quasi a sottrarre da sicura e doverosa condanna sia l'accennata “desistenza”, sia il conseguente «disorbitare della Chiesa dal suo fine primario». La crisi fu scatenata e poi fin al presente mantenuta ora sotto la cenere, ora a livelli d'incandescenza, quando forze latenti, ma aggressive, polemiche, centrifughe e soprattutto potenti, apriron le porte del santuario allo spirito del secolo, sostituendo l'uomo a Dio, “l'ubi consistam” spazio-temporale all'escatologia cristiana, il pirronismo [lo scetticismo, i dubbio sistematico, non quello sano che spinge a chiarire e approfondire -ndR] alla certezza, il pluralismo all'Una Sancta, il disfacimento del costume alla virtù.

Fin dagli anni del Vaticano II ma soprattutto durante il cinquantennio del postconcilio si soppresse l'antagonismo Chiesa-mondo; si inneggiò ad un cristiano maturo non più in stretta collisione con i pericoli del secolo, ma a braccetto con essi; si chiuse l'era paradossalmente angusta della cristianità cattolica, per aprir quella indiscriminata e vaga del “popolo di Dio”; si ribaltò di sana pianta la base giustificativa del Sillabo e della Pascendi, aprendo ingenuamente a quel liberalismo ed indifferentismo e relativismo e modernismo che quei documenti fronteggiavano; si stravolse l'in-sé della Chiesa e della vita cristiana, affossando il soprannaturale nel magma del naturalistico, del razionalistico, dello storicistico, dell'immediato ed immediatamente disponibile [e sciaguratamente sperimentabile], tutto risolvendo in una Weltanschauung che, alle classiche virtù teologali, cardinali e morali, sostituiva i valori della spontaneità della libertà, del sentimento, dell'aperturismo a buon mercato. Nasceva, e in breve furoreggiò, un Cristianesimo umanitario, quello del buonismo acritico e superficiale, del dialogo, della condivisione, dell'aperturismo in ogni direzione, senza preoccupazioni dogmatiche etiche disciplinari, all'insegna anzi di quel “circiterismo” [pressappochismo] che Amerio riprende da Giordano Bruno per indicare ogni disinvolto embrasson-nous, perfino nel caso non raro di un amplesso letale. A ciò s'aggiunga l'allentamento della disciplina penitenziale, la crisi dell'obbedienza, la deformazione dialogica dell'apostolato kerigmatico, la degradazione del sacro nel secolare e della communio in una sequela senza fine di sfide. Sì, la crisi non poteva esser meno eversiva né meno pervasiva di com'è stata.

A mio giudizio resta difficile capire perché, pur avendo della crisi una conoscenza diretta ed obiettiva, non si sia corsi ai ripari. Paolo VI, il 7 settembre 1968, rilevò «l'ora inquieta d'autocritica, si direbbe d'autodemolizione» e «di rivolgimento assoluto» che la Chiesa stava vivendo. Celebre è rimasto il suo accenno del 30 giugno 1972 al «fumo di Satana» insinuatosi «nel tempio di Dio». Ed il 18 luglio 1975, inutilmente gridò il suo «basta con il dissenso alla Chiesa. Basta con una disgregatrice interpretazione del pluralismo... Basta con la disobbedienza qualificata come libertà». Tanto inutilmente, che il suo successore, il 7 febbraio del 1981, si disse costretto ad ammettere «realisticamente e con profonda e sofferta sensibilità» lo sbandamento dei fedeli conseguente a «vere e proprie eresie in campo dogmatico e morale», alla manomissione della Liturgia, al relativismo, al permissivismo, al sociologismo e ad un illuminismo che spiana la via all'invadenza dell'ateismo.
Non meno incisiva né meno drammatica è la denuncia della crisi ecclesiale, con cui Papa Benedetto XVI tenta di scuoter le addormentate coscienze. Era ancora cardinale quando firmò la Via Crucis del 2005, che pose all'attenzione del mondo la «sporcizia... la superbia, l'autosufficienza e la mancanza di fede» fra gli uomini di Chiesa, nonché la Chiesa stessa nella condizione d'una «barca che fa acqua da tutte le parti». Pochi mesi dopo, da Papa, riprese con forza maggiore un suo vecchio discorso su «la dittatura del relativismo», causa prima della secolarizzazione montante, e sul relativismo insiste ancor oggi. Ma “le stelle stanno a guardare”.

3 - Per una conclusione - Lungi da me il segnar a dito le “stelle” che “stanno a guardare”: non ho la vocazione a far il cane da guardia. Ma nemmeno ho gli occhi così bendati da non vedere e non capire.

Vedo e capisco sia il dramma d'una Chiesa nella morsa d'una contraddizione storica, contro la quale occorre, e subito, impegnarsi a fondo; sia la ragione, quasi metafisica, che almeno in parte sottrae quel dramma al nostro intervento.

Quanto di quel dramma -e non è una misura da poco- è dovuto
  • ad incuria,
  • o ad un abbassamento della guardia;
  • o ad una compiacente strizzatina d'occhi all'“inimicus homo” (Mt 13, 25.39),
  • o ad una desistenza dal dovere della fedeltà e della testimonianza;
  • o ad un colpevole rimescolamento delle carte fra il e il no, per fare scomparire del tutto la discriminante tra il bene e il male;
  • o al “circiterismo” [pressappochismo, superficialità] pasticcione e confuso di gran parte della teologia contemporanea, la cui sola unità di misura sembra l'abbandono della Tradizione e quindi della linfa che alimenta la vita ecclesiale;
  • o ad una burbanzosa autosufficienza che inalbera la coscienza del singolo o di gruppi particolari a giudice supremo della legge di Dio, sia naturale che rivelata e della Chiesa interpretata e proposta;
quanto -insomma- è dovuto a tutto questo e ad altro ancora, non ha diritto di cittadinanza nella “città di Dio”, essendo antitetico alla costituzione e alla vita di essa. Di tutte queste storture e devianze e ribellioni s'intesse, sì, la passio Ecclesiae, ma è una passione che non s'identifica mistericamente con quella di Cristo, non arricchisce e non dilata la Chiesa come il sangue dei martiri. La mortifica, anzi la strozza, le rifila l'aria che dovrebbe respirare, la riduce al rantolo. Contro questa passio, pertanto, occorre prender posizione, essa va neutralizzata, e l'unica maniera per farlo è quella d'una fedeltà a tutta prova: la fedeltà dei santi.

Ho peraltro accennato, poco sopra, ad una causa quasi metafisica della passio Ecclesiae ed irriducibile per questo ad uno qualunque dei comportamenti umani. Essa nasce dalla sacramentale identità del Cristo fisico e del Cristo mistico e prolunga l'epopea del Golgota nel tempo del già e non ancora: la Chiesa è per questo il Christus patiens. Gli aggettivi “sacramentale” e “misterico”, cui faccio ricorso per qualificare l'identificarsi della Chiesa in Cristo e di Cristo nella Chiesa, portan il discorso sul piano dell'analogia, ancorché ontologicamente fondata. Non si tratta, infatti, di una identità assoluta, ma d'una continuità che il linguaggio dei Padri e della liturgia definisce in mysterio, e quindi di una repraesentatio della Chiesa come continua Christi incarnatio. In particolare d'un rapporto che riproduce nella Chiesa una cristoconformità tale da conferirle quella medesima “immagine del Dio invisibile” che Col 1,15 predica del Verbo incarnato ed in base alla quale la Chiesa ha, del Verbo incarnato, la forma storica d'un amore che si dona fino al sacrificio supremo di sé. La detta repraesentatio non è, dunque, una rappresentazione, se mai è una “ri-presentazione”, o meglio un'assimilazione di due soggetti fin al loro sacramentale ed unificante incontro. Sta qui la ragione per la quale la Chiesa è il Christus patiens, non il Christus passus: rivive nell'attimo che fugge la realtà stessa del Redentore, del Mediatore unico tra Dio e gli uomini, del Rivelatore fedele e qui si radica l'espressione “fuori della Chiesa non c'è salvezza”, oggi superficialmente contestata.

Commossi, pertanto, fin alle lacrime, ci mettiamo nelle braccia di questa chiesa, per aver accesso, attraverso la sua stessa passio, alla passio salvifica di Cristo.

14 commenti:

Caterina63 ha detto...

SUBLIME!!!
mi ha commosso davvero!!!
Grazie per questa lettura!

Dante Pastorelli ha detto...

...anche perché, cara MIC, benché il Papa sembri non approvare una Messa neocatecumenale - ma quale in quale rito celebreranno? -
tutto il resto vien presentato seme buono con frutti nutrienti.
Ormai i tentacoli si sono estesi ovunque e la Chiesa come fondata da Cristo, come edificata sui martiri, come fortificata dalla vittoria sull'eresie, vien soffocata. La storia farà chiarezza.

Anonimo ha detto...

Ringrazio Mic per avere elevato il discorso di diverse tacche, e sottoscrivo pienamente quanto scritto da Dante.

E' inutile perdersi in questioni di lana caprina: se quello e' stato approvato sono le celebrazioni strettamente liturgiche o quelle... vagamente liturgiche?, se esiste una messa NC o no...

In pratica questo e' l'ennesimo sigillo che permette ai NC di fare tutto quello che gia' fanno dall'inizio dei tempi e (per quanto riguarda l'Eucaristia) dall'approvazione degli statuti a oggi, e di sentire che il Papa e' con loro in tutto questo.

Sarebbe ben strano che dopo questo incontro cominciassero a fare qualcosa di diverso!

G.

Nicodemo ha detto...

Nervi saldi! La Chiesa ha già vissuto e superato momenti simili a questo, basti pensare alla crisi ariana o allo scisma d'occidente. Ne è uscita. Forse ci attendono altre delusioni o tribolazioni. Ma confidiamo nell'assistenza dello Spirito Santo (che ci sarà sempre) e nell'intercessione della Vergine Santiisma! Dietro a tante "obnubilazioni" clerico-conciliariste, risplende il sole della Verità eterna, che prima o poi dissiperà queste nubi.E abbiamo comprensione anche per il Regnante Pontefice, mi sembra sottoposto a indicibili pressioni (e forse anche ad indicibili "ricatti". So che è avvenuto anche con il povero Paolo VI. Se il Signore vorrà, dirò e testimonierò) ma non ha (e non succederà mai) "sdogmatizzato" un dogma precedente nè "dogmatizzato" alcun errore. Per il resto: soffriamo, compatiamo, testimoniamo con fermezza (se ce ne è data la possibilità) e finalmente aspettiamo il giudizio del Signore, di cui non ci è dato conoscere nè il giorno nè l'ora.

Freedom ha detto...

Per AMOR DI CHIAREZZA:
da un thread del blog "disertiamo...ecc.. ecc.." che fa l'annuncio chiaro di quel che (secondo loro) sarebbe stato annunciato dalla santa sede il 20 gen 2012.
"Dato che la notizia è ormai trapelata mi sembra inutile continuare a mantenere il segreto anche se io ne sono informato dal mese di ottobre.

E' prossima,da parte della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti l'approvazione ufficiale e definitiva della prassi litugica del Cammino Neocatecumenale.Per prassi si intende la Santa Eucarestia ,che si celebra il sabato sera,ma anche tutto il resto della liturgia e delle celebrazioni che le Comunità Neocatecumenali vivono durante l'itinerario Neocatecumenale.A breve la Congregazione per il Culto Divino,presumibilmente dopo il prossimo Natale,emetterà un Decreto di approvazione ufficiale che mette fine a dieci anni di analisi."

Ora (ad annuncio avvenuto) gli stessi estensori dell'articolo (e chi li segue) dicono che NON C'ERA NESSUNA EUCARESTIA DA APPROVARE perchè è uguale alle altre eucarestie cattoliche......

Mi sembre OVVIO che SONO dei BUGIARDI che mistificano le loro stesse affermazioni ed attese.

Almeno per ciò che riguarda l'EUCARESTIA NON c'è STATA alcuna APPROVAZIONE, tutt'altro.

In sostanza si rimanda i neocat , per cio' che riguarda la liturgia eucaristica, all'osservanza della "lettera di Arinze" .

Dal comportamento assunto dai neocat in generale e da kiko in particolare si puo' evincere un tratto inconfondibile:
SONO dei BUGIARDI matricolati.
Evidentemente incarnano quella certa parte d'Italia fanfarona e vigliacca che si rifugia nella menzogna e si identifica nell'improponibile capitano schettino: ebbene Kiko Arguello è il "capitano schettino" della liturgia eucaristica neocat, talmente "identica" alle altre celebrazioni cattoliche da suscitare da quaranta anni un vespaio di polemiche, un profluvio di libri e pamphlet e l'accusa diffusa di ERESIA...

Luigi ha detto...

Cari amici, come saprete, ieri, in occasione della grande udienza delle comunità neocatecumenali, durante la quale il Papa ha ricevuto 7000 membri del movimento, la Santa Sede ha diffuso la notizia dell’approvazione vaticana per le celebrazioni che segnano l’itinerario del Cammino. Questa decisione, che giunge dopo quindici anni di studio da parte della Congregazione per il Culto, conclude il percorso per l’approvazione del Cammino Neocatecumenale: nel 2008 venne approvata la versione finale degli Statuti e nel 2011 fu approvata la dottrina contenuta nei tredici volumi del Direttorio Catechetico del Cammino.

Conoscendo la sensibilità di molti visitatori del blog, so di addentrarmi in un terreno minato. Vorrei evitare di essere sommerso di email di protesta, ma correrò il rischio, perché quanto accaduto ieri in Vaticano rappresenta un evento ecclesiale. Da quanto ho capito, il decreto di ieri ha approvato specificamente le «celebrazioni» che segnano le tappe del cammino: credo si tratti non di celebrazioni liturgiche in senso stretto, ma di para-liturgie legate a determinati e specifici momenti del percorso dei neo-catecumeni. Infatti il decreto, firmato dal cardinale Rylko, presidente del Pontificio consiglio per i laici, fa riferimento a “quelle celebrazioni contenute nel Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale che non risultano per loro natura già normate dai libri liturgici della Chiesa“. Non bisogna infatti dimenticare che la liturgia così come viene celebrata nelle comunità neocatecumenali è stata già approvata con il decreto riguardante gli Statuti nel 2008.

Come sapete, proprio il modo di celebrare del Cammino è stato oggetto di polemiche e dibattiti. La Santa Sede ha concesso alle comunità neocatecumenali di fare le celebrazioni il sabato sera per piccoli gruppi (anche se si specifica che deve esserci la possibilità di partecipare per persone esterne al movimento che lo vogliano), e ha concesso pure che i fedeli possano fare la comunione rimanendo al loro posto, ma in piedi – e non dunque seduti. In una nota si precisava anche che erano ammesse soltanto delle ammonizioni introduttive alle letture, e non le cosiddette «risonanze», cioè gli interventi dei fedeli sulla Scrittura appena ascoltata durante la celebrazione eucaristica.

Il Papa, accogliendo i neocatecumenali, ne ha lodato l’impegno evangelizzatore. Sulle celebrazioni, ha raccomandato fedeltà ai libri liturgici e ha detto che una volta concluso il cammino, i fedeli che l’hanno compiuto dovrebbero rientrare nel seno della comunità parrocchiale a celebrare l’eucaristia. Il decreto annunciato ieri (che porta la data dell’8 gennaio) rappresenta dunque la tappa conclusiva di un percorso. Le discussioni continueranno. Ma sarebbe sbagliato ritenere che solo con quest’ultimo decreto siano state approvate le «messe neocatecumenali».
Andrea Tornielli (La Stampa)

Freedom ha detto...

"Beh giustamente Freedom ha fatto una giusta osservazione.

Mi ha fatto notare che ho commesso un errore.ED IO LO RICONOSCO!!
......NON HO PROBLEMI AD AMMETTERLO!NON AVEVO CONSIDERATO CHE L'EUCARESTIA ERA STATA GIA' APPROVATA!

Avevo capito male,chiedo scusa!"

Caro disertore ti credo che riconosci il tuo errore:

"VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT"

Di fronte all'evidenza hai avuto un minimo di lucidità e ti sei accorto di quanto mistifichi la reltà.

Il guaio è che le tue medesime aspettative erano state espresse da numerose altre voci neocat.
Lo stesso articolo di Sandro Magister (il primo) verteva sull'EUCARESTIA NEOCATECUMENALE.

Mi dispiace per voi, avete avuto un riconoscimento in realtà pressochè vuoto di significato e molto formale, ma la cosa a cui agognava più Kiko NON E' STATA CONCESSA: L'EUCARESTIA NEOCAT NON E' STATA APPROVATA!
Purtroppo tu perseveri nell'errore e questo è male.
Se posso darti un consiglio segui la coscienza che ti ha portato a riconoscere il tuo errore.
Quella e' la strada che porta alla verità e percio' a CRISTO.
Un abbraccio.

Lino ha detto...

@Freedom
Bravissimo, Freedom!
Questo è il problema serio: SONO dei BUGIARDI matricolati, come dici. Oppure, in alternativa - ipotesi che non è da scartare - nemmeno loro conoscono pienamente il Direttorio, perché viene loro fornito a tappe. La liturgia eucaristica neocat è talmente "identica" alle altre celebrazioni cattoliche che, a quelli che l'hanno vista nei video,
è sorta spontanea la domanda: "Ma che religione professano?".
Questi, Freedom, danno a intendere che finora hanno partecipato alla "loro" Eucaristia nelle more dell'approvazione e soltanto grazie a te si sono accorti che "L'EUCARESTIA ERA GIA' APPROVATA".
Cosa da poco, hanno sbagliato sull'Eucarestia, roba da niente!
Forse, però, più che bugiardi, sono pecorelle plagiate, simili a quelle della Fattoria degli animali" di Orwell che all'unisono interrompevano ogni discorso serio belando: "Quattro zampe buono, due zampe cattivo".
E' tipico dei culti della personalità, questo belare.

Lino ha detto...

P.S.
Lasciatemi sdrammatizzare: chiudete il vostro sito, disertori. In tal modo sia i sapientoni sia i sempliciotti riusciranno a capirne di più.

Freedom ha detto...

Caro Lino,
purtroppo il fatto di appartenere ad una psico-setta comporta il non accorgersi ,a volte, neanche di mentire.
Stavolta, a differenza di altre, LVVFL, ha avuto un barlume di lucidità. Per questo è da elogiare.
Non così Alessio che persevera nel suo errore tirando in ballo il liturgista Pedro Farnes famoso piu' che altro per essere stato fonte d'ispirazione di Carmen Hernandez. Parte delle bislacche ed eretiche critiche alla liturgia cattolica fatte da Carmen e Kiko sono derivate infatte proprio da Farnes, mischiate ad altre sparate di stampo protestante dovute a Bonhoefer .
Sarebbe interessante fare un thread su gli ispiratori degli "Orientamenti" così da far capire chiaramente quanto sia inopportuno e fuorviante chiamare costoro in causa in causa per garantire l'ortodossia del cammino...

Freedom ha detto...

Per chi non conoscesse Pedro Farnès e in che modo il suo pensiero abbia influenzato il pensiero di Carmen Hernandez e kika Arguello puo' rendersene conto personalmente studiandosi questo approfondimento sul tema:

http://www.internetica.it/neocatecumenali/PedroFarnes.htm

Dopo aver capito il suo "messaggio" si capisce anche come il citarlo dicendo fra l'altro che la messa neocatecumenale e' identica alla messa cattolica sia veramente un affronto alla Logica e al buon senso.
Ma tant'è: con i neocat aspettarsi Logica e buon senso oltre che studio e approfondimento è una vana speranza per i motivi già citati sopra...

by Tripudio ha detto...

Trascrivo qui sotto un intervento che ho lasciato sul blog Messainlatino in risposta ai soliti slogan neocatecumenali.


Le "numerose" vocazioni neocatecumenali sono funzionali solo al kikismo-carmenismo, che ha la priorità assoluta di fronte a qualsiasi esigenza della Chiesa. Per esempio i vescovi giapponesi hanno voluto chiudere il seminario neocatecumenale di Takamatsu perché (testuali parole rivolte al Papa e pubbilcate sul sito web ufficiale della Conferenza Episcopale Giapponese) il seminario neocatecumenale è "funzionale esclusivamente alle esigenze del Cammino, non a quelle della diocesi" e perché della diocesi utilizzava strutture e fondi, al grido di "ci manda il Vaticano".

Le "conversioni" neocatecumenali sono una diffusa leggenda metropolitana, così come la leggendaria nascita del Cammino. Come confermato da tanti vescovi, le comunità neocat vengono create assorbendo fedeli dalla parrocchia (anche qui si tratta del parere di numerosi vescovi: si staranno sbagliando tutti insieme e contemporaneamente?). Del resto i seguaci di Kiko e Carmen sono educati alla superbia, disprezzando "i cristiani della domenica" che non hanno ancora aderito al Cammino. Da decenni tanti vescovi hanno lamentato l'esclusivismo, l'autoreferenzialità, il senso di superiorità che i seguaci del "neocatecumenato" provano rispetto al resto dei fedeli cattolici.

Le "famiglie in missione" partono per ordine di Kiko ed esclusivamente per portare il verbo kikiano-carmeniano: infatti la prima cosa che fanno una volta giunti sul posto, è impiantare qualche comunità neocatecumenale nelle parrocchie più facilmente sfruttabili. Gli adepti del Cammino Neocatecumenale parlano - come potete leggere in questa pagina - come se fossero gli unici al mondo a mandare in missione preti, consacrati, laici e famiglie.

Il termine dispregiativo che ha usato il nostro fratello neocatecumenale vorrebbe indicare tutti coloro che hanno letto, apprezzato, pubblicato e commentato le «decisioni del Santo Padre». Dopo che Kiko ha martellato per anni dicendo che sarebbe stata "approvata la liturgia", si ritrovano con un "diploma" tutto sommato inutile (che sapranno sfruttare per coprire quella che qualche vescovo chiamava "scarnificazione delle coscienze").

Ecco perché il tenebroso Cammino ha il terrore della luce.

Il Cammino Neocatecumenale viene sempre danneggiato dalla verità: ecco perché ha assoluto bisogno di "arcano" e di slogan menzogneri (esempio: Kiko va in giro dicendo che il Papa "vuole che i vescovi obbediscano ad un laico ed una donna", ossia a lui e alla splendida Carmen).

Per esempio, dopo che Kiko stesso affermò che papa Benedetto XVI vuole la pubblicazione del famigerato "Direttorio segreto", lo stesso Kiko andò in giro dicendo che "sarebbe un male se venisse pubblicato".

by Tripudio ha detto...

Postilla, a beneficio di coloro che capitassero per la prima volta su questa pagina:


Come tutti sanno, il Cammino non ha mai organizzato "catechesi per adulti atei", ma solo per adulti parrocchiani.

Quanto alla splendida Carmen, ecco il link con le sue foto col Papa e con il suo famoso interessante discorso...

Quanto agli "atti" della Chiesa, vorrei far notare che la Chiesa non ha mai comandato di disobbedire alla Chiesa.

Infine, non risulta nessun intervento del Papa contro i vescovi giapponesi. Al contrario, sul sito web ufficiale della Conferenza Episcopale Giapponese si testimonia (senza nessuna smentita fino ad oggi) che il Papa, ad aprile 2008, rassicurò quei vescovi che non aveva intenzione di approvare gli Statuti del Cammino (cosa che a suo tempo era trapelata anche alla stampa)... e magicamente, venti giorni dopo, un Pontificio Consiglio approvò gli Statuti. Sarà mica che a quel Pontificio Consiglio era stato promesso un "futuro immenso"?

Anonimo ha detto...

Sia, invece, il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno. Mt. 5,37.
Quanta confusione, quante divisioni si eviterebbero se la Chiesa tenesse sempre a mente queste parole.
Una madre per educare i propri figli non spreca troppe parole, per non correre il rischio di contraddirsi. La nostra Madre Chiesa, in questo momento, sta mettendo molta confusione fra i suoi figli.
Sto seguendo in questo periodo molti siti tradizionalisti e no su molte questioni spinose della chiesa, che solo appena cento anni fa ce le saremmo sognate. Un tempo il vero nemico della chiesa era il comunismo, ma era un nemico esterno; adesso i nemici sono all'interno. Drammatico, non vi pare?