sabato 14 gennaio 2012

Vescovi giapponesi tornano ad evocare a Roma i loro "problemi" col cammino neocatecumenale


La Croix pubblica, con dovizia di dettagli, il seguente articolo, nel quale vengono riassunti tutti i passaggi delle controversa questione da noi a suo tempo seguita passo passo. Anche il quotidiano francese nota la concomitanza con le ventilate "approvazioni"...


Benedetto XVI ha ricevuto in udienza, giovedì 12 gennaio, tre vescovi giapponesi nominati durante il 2011 venuti appositamente per esprimere a Roma le difficoltà che incontrano col cammino neocatecumenale, secondo l'agenzia IMedia

In occasione della visita, i vescovi di Takamatsu, di Oita e di Hiroshima hanno incontrato anche numerosi responsabili della Curia romana. [ci risultano critiche ufficialmente espresse, nel corso del 2011, anche dal vescovo di Tokio e dal predecessore di quello di Takamatsu; per non parlare del provvedimento recentissimo di quello delle Filippine. Qui avevamo addirittura riportato le inquietanti opposizioni del cammino, in luogo dell'obbedienza ai vescovi che vengono riservate solo a quelli favorevoli, che affermava ed afferma di agire "a nome della Chiesa" - vedi anche da un eccezionale documento interno fattoci pervenire!

« Uno degli argomenti principali della visita è la questione dei neocatecumenali », così ha confidato a I.Media mons. Eijiro Suwa, vescovo di Takamatsu, prima di richiamare più sommariamente « numerosi tipi di problemi ». « Questi problemi sono gli stessi di prima », ha soltanto aggiunto il vescovo cui è affidata la diocesi di Takamatsu dal marzo 2011. 

Questa visita interviene in concomitanza col fatto che Roma avrebbe convalidato le pratiche liturgiche del cammino neocatecumenale, al termine di un lungo processo decennale. Giovedì il papa ha anche incontrato mons. Eijiro Suwa, la cui diocesi ha a lungo ospitato un seminario del cammino neocatecumenale chiuso nel 2008 su richiesta del suo predecessore. [vedi anche - e anche]

Il vescovo di Takamatsu era accompagnato da mons. Sueo Hamaguchi, vescovo di Oita da marzo 2011, ed anche da mons. Manyo Maeda, vescovo di Hiroshima da giugno 2011 dopo essere stato Segretario Generale della Conferenza Episcopale Giapponese.

 « LA CAUSA DI SOFFERENZE PROFONDE E DOLOROSE IN SENO ALLA CHIESA »
Innanzi al papa, nel 2007, il presidente dell'epoca della Conferenza episcopale giapponese non aveva esitato a parlare di « grave problema » richiamando le attività dei membri del cammino nel paese del Sol levante.

« Nel seno della piccola comunità che rappresenta la Chiesa cattolica in Giappone, così affermava davanti a Benedetto XVI, le attività dei membri del Cammino, potenti e assimilabili a quelli di una setta, sono un fattore di divisione e di conflitto. Sono la causa di sofferenze profonde in seno alla Chiesa. » Più che la vitalità del cammino neocatecumenale, sono le sue prassi che sembrano creare problemi ai vescovi nipponici, che guidano una piccola Chiesa. Quattro anni più tardi, mons. Eijiro Suwa evoca ancora « problemi similari » ma si dice fiducioso nell'approccio per un contro con i responsabili locali del Cammino « In un futuro prossimo i vescovi giapponesi incontreranno i responsabili del Cammino Neocatecumenale in Giappone », così afferma il vescovo di Takamatsu prima di aggiungere: « Dobbiamo perdonarci gli uni gli altri, ma nello stesso tempo dobbiamo risolvere i problemi ».

 SVILUPPARE IL DIALOGO 
Nel 2007 e nel 2010, il Papa aveva già accordato udienze a vescovi giapponesi venuti a confidargli le loro difficoltà col Cammino Neocatecumenale. L'ultima udienza, nel dicembre 2010, in presenza dei Capi Dicastero della Curia romana, [fu in quella occasione che notammo una sorta di esautorazione, peraltro inusuale nella Chiesa collegiale di oggi, di una intera conferenza Episcopale - vedi anche] era nientemeno stata occasione di non dar seguito alla richiesta dell'episcopato nipponico di sospendere la presenza del cammino neocatecumenale in Giappone per una durata di cinque anni e sviluppare il dialogo tra questa comunità e l'episcopato, e nominare un delegato incaricato di questo dialogo. Il Cammino Neocatecumenale è un « itinerario di formazione cristiana » in una periferia povera di Madrid (Spagna) negli anni 1960 per iniziativa di Kiko Argüello, rapidamente raggiunto da un'altra laica, Carmen Hernàndez, e da un prete italiano, Mario Pezzi, che formano oggi l’équipe responsabile internazionale. Il Cammino è oggi presente in tutti i continenti, in più di 900 diocesi, per un totale di circa 40.000 comunità. Esso conta inoltre più di 70 seminari Redemptoris Mater nel mondo intero. I.Media

43 commenti:

Francesco ha detto...

"...le attività dei membri del cammino, potenti e assimilabili a quelli di una setta, sono un fattore di divisione e di conflitto. Sono la causa di sofferenze profonde in seno alla Chiesa..."

In queste accorate partole del vescovo giapponese è sintetizzata tutta l'incommensurabile gravità e urgenza della questione neocatecumenale.


FINO A QUANDO, SIGNORE?

trilex ha detto...

fino a quando si chiederanno vicendevolmente scusa, capito? (!)

mic ha detto...

che significa? Io non ho capito.

Francesco ha detto...

Probabilmente "Trilex" intende che i vescovi devono chiedere scusa( e viceversa) ai catechisti neocatecumenasli.
Insomma la Chiesa Cattolica Apostolica e Romana deve comunque continuare a scendere a patti con i signori della divisione...

trilex ha detto...

veramente lo avrebbero detto loro, secondo l'articolo postato.

Anonimo ha detto...

stamattina mi hanno fermato dei testimoni di geova: mi è venuto in mente il modo con cui i fratelli neocatecumenali vanno in mezzo alla via a fermare le persone per farle partecipare alle catechesi.
Andavano anche persone anziane.
Poi Kiko diede disposizione la
domenica di andare in mezzo alla via con la Bibbia in due per fermare la gente e parlare di Gesù. Con questo metodo si è poi vantato del fatto che sono stati salvati dal suicidio moltissime persone.
Non so se siano metodi giusti, ma di certo un po "invadenti".
La gente oggi dev'essere veramente avvisata e aiutata così?

Lino ha detto...

@ trilex ha detto... "fino a quando si chiederanno vicendevolmente scusa, capito? (!)...veramente lo avrebbero detto loro, secondo l'articolo postato"
Veramente "loro" avrebbero detto: «Dobbiamo perdonarci gli uni gli altri...», non hanno parlato di scuse. Le scuse sono atti di cortesia, il concetto di perdono è un po' più profondo. Veramente "loro" hanno detto: «ma nello stesso tempo dobbiamo risolvere i problemi». Perdoniamoci pure reciprocamente, quindi, ma risolviamo i problemi. I quali problemi, naturalmente, sono quelli "gravi" della richiamata lettera e i " problemi similari" evocati da mons. Eijiro Suwa.
A leggere simili, ricorrenti commenti comincio a sospettare che, nei percorsi iniziatici graduali dei neocatecumenali, gli iniziatori farebbero bene a inserire uno scrutinio basato su domande concernenti l'analisi dei testi. Forse, però, non gli conviene.

by Tripudio ha detto...

Caro Trilex,

fai bene attenzione al linguaggio ecclesiastico.

Se i vescovi giapponesi avessero detto "i neocatecumenali devono chiedere scusa" allora qualcuno avrebbe potuto pensare che quei vescovi pensano di essere più infallibili del Signore.

Per questo i vescovi hanno usato il termine generico del "perdonarsi a vicenda", anche se sono proprio loro a non aver nulla da farsi "perdonare".


Naturalmente, il solito tronfio e superbo neocatecumenale commetterà proprio l'errore che i vescovi hanno voluto evitare: affermerà che i vescovi dovrebbero farsi "perdonare"...

Perdonare? e cosa? il fatto di aver difeso il proprio gregge dai lupi kikiani-carmeniani?

by Tripudio ha detto...

Riporto qui sotto i miei commenti all'arrogante neocatecumenale che ha scritto sul blog Messainlatino...


* C'è un problema di comunione con Roma dietro i conflitti con il Cammino Neocatecumenale.

Infatti il Cammino Neocatecumenale è "in comunione con il Pontificio Consiglio per i Laici" (al quale ha garantito «un futuro immenso»), ma non è "in comunione col Successore di Pietro". Altrimenti avrebbe obbedito alle «decisioni del Santo Padre» (confermate dal Santo Padre e mai rinnegate dal Santo Padre) quando ha comandato, il 1° dicembre 2005, di togliere gli abusi liturgici e ritornare al Messale Romano di Paolo VI, «senza aggiunte né omissioni».


* I Vescovi giapponesi ritengono il Cammino qualcosa di occidentale che si è venuto a impiantare in Giappone.

I vescovi giapponesi hanno ragione. Infatti nella società giapponese, molto attenta alle forme esteriori (inchini, silenzi, dignità, anche tra i non cristiani), i neocatecumenali ai funerali strimpellano chitarrelle...

* Qualcosa imposto da Roma.

I vescovi giapponesi hanno visto giusto.

Non riuscivano a togliersi dai piedi il Cammino; hanno impiegato vent'anni per chiiudere un seminario neocatecumenale; e ogni volta che stavano per chiuderlo, c'era sempre qualcuno un po' «troppo amico dei neocatecumenali» nelle congregazioni romane. Pensate, intervenne persino Bertone che, in qualità di segretario di Stato, non era competente sul caso.


* Ma non è cosi perchè il catecumento è stato reintrodotto dal Concilio Vaticano II per tutta la Chiesa.

Benissimo! Allora ci dica quale documento del Concilio Vaticano II affermerebbe che l'invenzione di Kiko e Carmen sarebbe da "reintrodurre per tutta la Chiesa".


* Inoltre c'è anche il problema che i Vescovi giapponesi mal tollerano che il Cammino ottenga maggiori conversioni al cristianesimo di qualisiasi altra realtà ecclesiale.Nella Diocesi ti Takamatzu ci sono in tutto 5000 cistiani e le conversioni non aumentano.E' solo grazie al Cammino neocatecumenale che c'è qualche conversione.

Notizia falsa e tendenziosa, per vari motivi:

- anzitutto il numero delle conversioni non indica la qualità delle conversioni

- in secondo luogo perché il Cammino aumenta i suoi adepti pescando tra i fedeli delle parrocchie

- in terzo luogo perché se veramente il Cammino convertisse gli atei, i vescovi giapponesi lo avrebbero detto.


* I Sacerdoti poi sono pochissimi e grazie al redemptoris mater di Takamatzu c'era qualche nuovo Sacerdote.

Non è vero che sono "pochissimi": nel 2010 in Giappone si contavano 1481 sacerdoti (di cui 887 giapponesi) su un totale di 450.000 fedeli. Una media di un sacerdote ognitrecento anime. Per fare un confronto, pensiamo alla diocesi di Bologna: nel 2006 si contavano 686 sacerdoti su 936.093 battezzati, ossia una media di un sacerdote ognimilletrecento anime. Dunque in Giappone i cattolici hanno mediamente a disposizione il quadruplo dei sacerdoti.

Il seminario di Takamatsu (che conta pochissime decine di studenti di cui pochissimi giapponesi), come testimoniano i vescovi giapponesi, creava sacerdoti solo per il Cammino Neocatecumenale... e per di più a spese della diocesi, e per giunta creando conflitti, divisioni, lacerazioni.

by Tripudio ha detto...

[segue]

* Erano decenni che non se ne faceva uno.Insomma le Diocesi giapponesi soffrono una letargia decennale e mal tollerano lo zelo del Cammino.

"Decenni che non se ne faceva uno" significherebbe che decenni fa in Giappone c'era un prete ogni cinquanta cattolici? Il nostro caro fratello neocatecumenale è pregato di documentare le sue affermazioni.

Sappiamo tutti che "zelo del Cammino" è solo quello di far crescere il Cammino.


* Inoltre c'è la questione economica!!In Giappone no esiste 8x1000 e le Chiese debbono sostenersi da sole con le offerte dei fedeli.Essendo questi pochissimi i Vescovi temono che entrando in comunità i fedeli facciano mancare il sostegno economico alle parrocchie.Ci sono parrocchie di 50 fedeli quindi se in una di queste parrocchie si costituiscono una o più comunità i Vescovi temono di non avere popolo.Ma questo è sbagliato!!Capite allora che dietro a certe battaglie c'è molto poco di spirituale!!

È vera la premessa (non c'è l'otto per mille) ma sono false le affermazioni successive. I vescovi giapponesi lamentano che il Cammino Neocatecumenale è stato parassita e sfruttatore delle già magrissime risorse economiche (specialmente per quanto riguarda il famigerato seminario kikiano di Takamatsu).

Molto interessante l'affermazione che se dei fedeli della parrocchia passano in una o più comunità del Cammino, smettono di dare contributi alla diocesi.

Ecco perché in Giappone tutti i preti sono contrari al Cammino... tranne i preti neocatecumenali.

Luisa ha detto...

Sono contenta, e ringrazio i redattori, che il blog Messa in Latino, blog molto seguito anche all`estero, ha dedicato ben tre thread a quelle terribili anticipazioni.
La blogosfera si è mossa, non solo in Italia,e le reazioni sono ovunque le stesse: sconcerto, incredulità, tutti menzionano le norme di Benedetto XVI e non possono credere che il Papa possa sconfessare sè stesso.
Se dovesse succedere sarebbe veramente un messaggio sconvolgente che arriverebbe ai cattolici.

Francesco ha detto...

"...Se dovesse succedere sarebbe veramente un messaggio sconvolgente che arriverebbe ai cattolici..."

Preghiamo molto....!

Ospite ha detto...

Io mi baso sui fatti. I fatti dicono che le interpretazioni di un ratzinger "contrario" al cammino derivano da fonti giornalistiche, indiscrezioni, supposizioni e speranze di chi è ostile al cammino. I documenti ufficiali e quello che ratzinger ha detto ufficialmente negli incontri è diverso. Nella lettera, non si fida semplicemente degli studenti. Ma chiede di conoscere Kiko nel 1974. Kiko va in Germania e sta diversi giorni con Ratzinger. La fonte da cui apprende "cosa sia" il cammino, è abbastanza di prima mano. Dal 74 sa cosa dice kiko e come si celebra l'eucaristia. E nonostante questo, scrive ai parroci chiedendo di aprire il cammino da loro. Sono quasi certo che ciò che ha fatto breccia nel cuoricino di Ratzinger sia stato il pesante criptogiudaismo della dottrina kikiana, perfettamente compatibile con la teologia filosemita di Ratzinger e quello che lui dice essere stato da sempre il primo obiettivo che ebbe come teologo ossia "riconciliare cristianesimo e ebraismo" (non convertire gli ebrei). Poi cosa abbiamo? Ratzingerli incontra, li incoraggia, li sostiene. In questi 40 nni se avesse voluto fare qualcosa, quante cose avrebbe potuto fare? Quando soprattutto erano un piccolo gruppetto di fanatici. Mi fa ridere il pensare che lui non sapesse, quando qualsiasi persona comune, aprendo internet poteva leggere di tutte le "prodezze" liturgiche e teologiche. La verità è che a ratzinger stava bene tutto ciò. La loro messa poi, l'ha pure celebrata. Io credo che la chiesa cattolica postconciliare sia come la mafia, e in particolare in questo tempo si assista ad una guerra tra cosche. Significa che vi sono fazioni in lotta di potere tra di loro e spesso usano "argomenti" non direttamente inerenti al potere, per contendersi spazi. Ad esempio, nel 2005 c'è stata la lotta tra il cammino e elementi contrari al cammino. Il modo per imporre un colpo al cammino è stato quello di colpirli sulla liturgia. Tuttavia in modo anomalo. Non il papa, ma Arinze. Con lettera informale, non con decreto. E soprattutto, senza controllo alcuno: la lettera fu letteralmente lettera morta. Qui è il papa che mostra la sua volontà. Se veramente era lui che esigeva quelle riforme avrebbe vigilato per la loro corretta applicazione. Invece probabilmente, non veniva da lui e la dimostrazione ne è il fatto che a parte qualche blando riferimento, tutto è rimasto lì. Anzi, poi viene sostituito arinze con un nanerottolo estremamente favorevole a Kiko. Ratzinger agisce con doppio binario. Lui è kikiano, ma favorisce anche i tradizionalisti per comprarseli, in modo che accettino la teologia giudaica che viene portata avanti da kiko. Il quale ormai è capo della chiesa, come a Cremona, dove Lafranconi ha imposto a tutta la diocesi l'obbligo di essere tutta neocatecumenale. A roma, le vocazioni sono gestite da Rosini, ossia dai neocatecumenali. Se ti vuoi fare prete nella diocesi del papa, devi passare al vaglio del cammino. E così via. Difficile pensare che sia sempre prigioniero, sempre distratto e sempre impotente il papa. A meno che il papa non sia un concetto che assolve ad una necessità psicologica, ossia quella di tranquillizzarvi.

Lino ha detto...

Ho seguito una discussione su un blog di neocatecumenali. Ne sono rimasto impressionato. Pare che, quando "i presbiteri" sono in numero sufficiente, dove esistono più comunità a differente grado di "iniziazione", perfino la Santa Messa può essere officiata per gradi, separando le comunità in ragione della tappa di Cammino raggiunto. Non soltanto celebrazioni per neocatecumenali, quindi, ma anche a compartimenti stagni tra loro stessi: Messe per le comunità più giovani, Messe per le comunità più anziane. Questo perché canti, monizioni, omelie e risonanze sarebbero inquadrati nell'ambito dell'iniziazione progressiva. La "disciplina arcani", quindi, sarebbe rigorosamente applicata anche alla Santa Messa.
Qualcuno ne sa qualcosa? Corrisponde a verità, questo? A me pare allucinante. Se così fosse, veramente mi viene da ragionare sul vocabolo greco che traduce il verbo "dividere".

mic ha detto...

Francamente l'interpretazione di Ospite mi sconvolge e mi sconcerta; ma non posso escluderla a priori...

Anonimo ha detto...

Per LINO:
Amico mio mi sembra di averti già risposto.E' vero che l'Eucarestia completa l'iniziazione cristiana ma questo si può leggere anche in un altra chiave cioè che contribuisce,nel caso dei neocatecumeni,alla loro formazione.
Per la attuale situazione di secolarizzazione,purtroppo,
per molti cristiani non è più sufficiente aver fatto il battesimo,la prima comunione e la cresima per essere dei cristiani consapevoli e adulti.

Non si spiegherebbe altrimenti la fuga di tanti dalla vita della Chiesa,subito dopo la cresima.
Non vedremmo tanti matrimoni celebrati in Chiesa che falliscono,
non vedremmo tanta denatalità,
aborti,non vedremmo così poco senso etico nel lavoro e nella società?In Italia siamo 60 milioni quasi tutti sono stati battezzati,
hanno fatto la prima comunione e la cresima.Come mai le chiese sono vuote?Come mai i seminari sono vuoti?Insomma c'è così poco cristianesimo nella mostra società?

Che ci siano tanti sacramentalizzati che non vivono la vita cristiana è evidente e credo non ti sia sfuggito.Tra l'altro non sono io a dirlo ma il beato Giovanni Paolo II in tanti documenti.Ne cito uno solo,la Esortazione Apostolica Catechesi Trandendae.Bada bene la esortazioni apostoliche scaturiscono sempre da un sinodo dei Vescovi e raccolgono quindi l'opinione di molti di essi.Dai un occhiata cosa dice questo documento
ed è di 30 anni fa,oggi la situazione è ben peggiore.In questo documento alcuni cristiani sono definiti da Giovanni Paolo II:I QUASI CATECUMENI:

CATECHESI TRADENDAE N.44

"I quasi catecumeni

44La nostra preoccupazione ...va a coloro che hanno ricevuto nella loro infanzia una catechesi corrispondente a quell'età, ma si sono poi allontanati da ogni pratica religiosa e si ritrovano, in età matura, con cognizioni religiose piuttosto infantili; va a coloro che risentono di una catechesi precoce, mal condotta o male assimilata; va a coloro che, PUR ESSENDO NATI IN UN PAESE CRISTIANO,ANZI IN UN CONTESTO SOCIOLOGICAMENTE CRISTIANO,NON SONO MAO STATI EDUCATI NELLA LORO FEDE COME ADULTIl,SONO DEI VERI CATECUMENI.

Amico ha detto...

Rispondendoti dunque ti dico che
non è l'Eucarestia ad essere progressiva ma l'iniziaizone cristiana.Il Cammino si svolge per tappe a cui corrispondono canti,
catechesi,consegne pertanto può risultare positivo permettere alle comunità di celebrare con i canti della fase del Cammino a cui sono arrivate e che non potrebbero fare in presenza di comunità più giovani di cammino dato che in questo itinerario vige la disciplina arcani.Una iniziazione progressiva pertanto le tappe non vengono rivelate prima ma man mano che si fanno.Insomma è un metodo catechetico.

Michela ha detto...

A Lino,
nel cammino quello che dici è assolutamente normale.

Se non c'è un numero di sacerdoti sufficiente per tutte le comunità, bisogna accorparle o per livello di passaggio raggiunto, oppure la comunità anziana in cui ci sono i catechisti può celebrare con la 'comunità figlia', e quindi la celebrazione ha una funzione pedagogica.
in tutti gli altri casi è meglio celebrare da soli o unendo comunità che sono nello stesso periodo di 'catecumenato'

Quando ancora non si recitava il Credo, e solo le comunità che avevano fatto la Redditio potevano farlo, si evitava di unirsi ad una comunità più giovane.

Inoltre ai vari passaggi vengono consegnati via via i canti che si possono fare, per cui una comunità giovane non può usare tutti i canti di kiko.

Michela ha detto...

Ospite descrive i fatti per come sono andati.
Per quanto riguarda l'interpretazione, ognuno vi può vedere tante cose, secondo la sua esperienza soggettiva.
Io ricordo una certa apprensione quando fu eletto questo papa, e i neocat erano preoccupati.
Poi, invece, questo papa ha fatto molto ma molto di più di quanto aveva fatto il suo predecessore, che non era poi così favorevole ad approvare tutto a scatola chiusa.

Anonimo ha detto...

Buongiorno, volevo solo far notare
al Sig. BY TRIPUDIO che il Giappone
e più grande di Bologna di circa
1.000 ( mille ) volte, e solo la capitale Tokio ha quasi 8.000.000
di abitanti ( un pò di più di Bologna). Credo che andare a cercare quei pochi cristiani che Lei cita è molto difficile.
Seguo con interesse i Vostri commenti in particolare quelli del Sig. Lino. All'autore del blog chiedo che il commento non venga pubblicato ma ( se possibile ) solo comunicato a BY TRIPUDIO.
Con affetto e stima continuerò a seguirvi Lorenzo

Stefano78 ha detto...

Francamente l'interpretazione di Ospite mi sconvolge e mi sconcerta; ma non posso escluderla a priori...

Io sì. I fatti vanno in direzione opposta.

Il CnC doveva sottostare all'Iter InterDicasteriale per le approvazioni/correzioni. Una lettera Dicasteriale, curiale, sarebbe stata pienamente legittima e logica. Invece quella lettera è venuta sì dalla curia, MA A STENDERLA E PRETENDERLA E' STATO DIRETTAMENTE IL SANTO PADRE. Non quindi la curia ha agito a suo nome, ma lui stesso è intervenuto.
Confermando esplicitamente il suo intervento, la sua VOLONTA' PERSONALE, in una occasione PUBBLICA, dando valore PUBBLICO e niente affato "privato" all'atto. Che rientrava nella volontà espressa precedentemente da GIOVANNI PAOLO II, il quale ad approvazione degli statuti ad experimentum, HA DECRETATO ANCHE LUI PUBBLICAMENTE CHE IL CNC DOVEVA ESSERE VAGLIATO DAI DICASTERI.

Per cui, questa è una VULGATA. Come ne stanno nascendo tante in vari fronti.

by Tripudio ha detto...

Caro fratello anonimo delle 8:59,

non ti sembra strano che il "metodo catechetico" usato dal Cammino sia lo stesso della Massoneria?

Non ti sembra strano che il metodo catechetico della Chiesa sia invece senza alcuna "segretezza" e senza nessun "arcano"?

Michela ha detto...

Però, Stefano, per essere onesti fino in fondo e guardare la realtà in faccia,
tra i fatti a cui fai riferimento, non si può dimenticare l'invio dei missionari a nome della chiesa.

A me non piace interpretare, ma guardo i fatti.
La preghiera per il mandato dei missionari , con consegna del crocefisso, è un atto liturgico di grandissima importanza per tutta la chiesa, che ci sta dicendo che per il terzo anno consecutivo il Santo Padre considera il cammino in piena comunione con tutta la chiesa nonchè lo strumento per portare a tutti l'aunnuncio cristiano, attraverso le tappe, le piccole comunità chiuse , e attraverso tutto il metodo neocatecumenale.

Quando il papa pronuncia le preghiere del mandato missionario, non ci sono interpretazioni da fare, non c'è da distinguere o da leggere tra le righe.
Le parole sono chiare, il segno è inequivocabile, come pure il messaggio che arriva a tutto il popolo

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con Ospite e con Michela, i 40 anni e piu' di storia dei rapporti tra gerarchie e CNC sono stati relativamente rose e fiori.

Stefano, la tua interpretazione della vicenda della lettera di Arinze e' accettabilissima, ma confuta solo una piccola parte della ricostruzione fatta da Ospite.

Sulla lettera di Arinze, pero', la penso in modo un po' diverso da Ospite.

Io mi sono fatto ormai da molto tempo l'idea che le gerarchie, e il Papa tra queste, sono pienamente conniventi con il Cammino. E mi sto convincendo sempre di piu' che la lettera cosiddetta di Arinze sia il prodotto di una mediazione che il Papa ha fatto tra i kikiani e tra chi, come Arinze, avrebbe voluto semplicemente che i NC celebrassero come tutto il resto della Chiesa celebra, senza se e senza ma, senza concessioni, compromessi liturgici, aggiunte, sottrazioni, creativita', ecc.

Il Papa ha ascoltato le due "fazioni" (come le chiama Ospite - lasciamo perdere le cosche!) e se ne e' uscito con questo bel compromesso che credo non abbia lasciato nessuno contento.

E ha ulteriormente ammorbidito l'impatto di questa lettera mettendo quella clausola assurda secondo cui si davano due anni per l'adeguamento. Abbiamo mai riflettuto su quanto questo sia privo di senso se il Papa avesse pensato che quella era l'ultima parola? Quanto tempo ci vuole per riorganizzare il rito in modo da prendere la comunione in processione anziche' seduti? Nella mia diocesi, il vescovo ha deciso adl 2005 che tutti nessuno escluso dovevano fare la processione, e nel giro di una domenica tutti i NC erano bravi bravi in processione come tutti noi.

Sembra quasi che quella clausola sia stata aggiunta semplicemente per riprendere il discorso in un altro momento, senza Arinze in circolazione. E puntualmente, exit Arinze, entra Canizares, e le gerarchie tornano (uniformemente, stavolta) a tubare con i kikos... lo statuto gia' indietreggia sulla questione della comunione, e adesso questa approvazione della liturgia, che vedremo cosa dira'...

G.

Stefano78 ha detto...

Quando il papa pronuncia le preghiere del mandato missionario, non ci sono interpretazioni da fare,

Quel "mandato" è "condizionato". Dalle REGOLE espresse nei Dsicorsi del Mandato stesso.

Non è un "vi mando" e basta. E anche questo conta.

Michela ha detto...

Per tre volte di seguito?

Michela ha detto...

Stefano ogni mandato è 'condizionato', sia i mandati ufficiali, sia quello che deriva dal nostro battesimo.

Se il 'mandato' ufficiale viene rinnovato ogni anno, vuol dire che non ci sono problemi.
poi nel discorso del vescovo o del papa ci saranno anche i richiami all'obbedienza, le esortazioni, perchè questo rientra nel compito del vescovo. Ma non vuol dire che non è soddisfatto di coloro ai quali conferisce il mandato.

Perchè come ho già scritto, assieme alle parole il papa compie dei gesti ( la benedizione e la consegna del crocefisso) che sono portatori anch'essi di un messaggio, che sta dicendo a tutto il mondo che il cammino è ok.

Lino ha detto...

@ anonimo 16 gennaio, 2012 08:56 che ha detto:
Per LINO:
Amico mio mi sembra di averti già risposto

No, amico mio, non mi avete mai risposto, sin da quando in CR contestai l'uso di un simbolo capovolto per raffigurare non già San Pietro, ma un suo successore. Oggi mi sto chiedendo: perfino la Santa Messa è diventata parte integrante di una tappa? E i canti di Kiko sono catechesi, da inserite a completamento della Parola di Dio?
Io considero offensivo questo vostro marketing per tanti cattolici che, al di fuori del Cammino, hanno seguito un loro percorso, magari guidati da sacerdoti vissuti al fianco di Beati (io me ne vanto, perché tanto mi accadde). Giudico offensivo, perlomeno per me, che ieri all'uscita della Santa Messa sia stato distribuito un depliant (molto bello e costoso, per la verità) sul quale c'era un invito a partecipare, dal 30 gennaio, a una catechesi per adulti. In nessuna parte c'era scritto che fosse del cammino neocatecumenale. Soltanto un'icona di Kiko in prima pagina (con l'immancabile firma) me l'ha fatto capire.
Da chi, l'invito? "Il tuo parroco xxxxx e i catechisti". All'interno, tra altre, la citazione del cieco di Mc 10,51-52.
Ora, amico, mio, perdonami la presunzione: tra quei catechisti ci sono parrucchieri, pollivendoli, studentelli. Io - per grazia di Dio, dopo la mia conversione - l'incommensurabile Parola la studio da 15 anni, avendo dedicato mesi e mesi di analisi a singole pericopi concernenti le Nozze di Cana, la maledizione del fico e Giuda, anche sbattendo la testa contro il greco koinè. Con tutto il rispetto per i parrucchieri, ma come vi permettete di alludere al cieco di Marco all'uscita di una Messa? Ciechi sarete voi, che non distinguete tra un cattolico e un lontano e vi aggirate in prevalenza tra i credenti.
Fate il vostro marketing tra i lontani perché, con tutto il rispetto per i parrucchieri formati sulle fotocopie degli Orientamenti, a distribuire gli inviti tra quanti vanno a Messa la domenica rischiate di essere offensivi non soltanto per le persone, ma per la Grazia che tante persone ha raggiunto senza l'aiuto vostro e di Kiko.

Mario ha detto...

Cari amici vi lancio una proposta a pochi giorni dall'approvazione della prassi liturgica del Cammino da parte della Santa Sede. Se voi foste il Papa o la Congregazione per il Culto e avreste la possibilita di fare un documento non per abolire, ma per aiutare il Cammino cosa scrivereste in questo documento?

Anonimo ha detto...

accidenti che superbia quella di Lino.

coraggio Lino, non si preoccupi, lei sa tutto. non si offenda, sa com'è, Pietro era pescivendolo, Matteo riscuoteva le tasse (assimilabile a quello che sta oggi allo sportello delle poste); oggi lo so che ci vuole il superteologo per conoscere ed apprendere la scrittura, mica il parrucchiere...

Coraggio Lino, davvero coraggio, la sua superbia frutto dello studio, la porterà lontano dove vuole.

Anonimo ha detto...

Caro Lino, se tu non sei cieco meglio per te.
Ottimo che tu abbia studiato la Parola di Dio per 15 anni.
Ma ti chiedo: chi non ha avuto questo tuo dono come fa?
La Parola come sai va studiata ma soprattutto vissuta.
Raccontaci allora cosa la Parola ascoltata e meditata ha suscitato in te che ti senti formato e abilitato rispetto ad altri.
Grazie.

Anonimo ha detto...

Cosa faremo se verrà approvata la liturgia del CNC? Pregare SI e poi...

Stefano78 ha detto...

Se il 'mandato' ufficiale viene rinnovato ogni anno, vuol dire che non ci sono problemi.
poi nel discorso del vescovo o del papa ci saranno anche i richiami all'obbedienza, le esortazioni


Mah...Secondo me le cose stanno in modo diverso.

Se OGNI ANNO, da quando hai ricevuto uno Statuto (ma anche prima), ti RICHIAMO all'obbedienza, all'unità, alla Fede, alla Liturgia della Chiesa (ovvero: "vi chiedo questo..", "fate quest'altro...", "SOLO così sarete credibili..", ecc), qualche cosina che non va c'è!

Lo stesso Korazym, CHE NON E' PROPRIAMENTE UN GIORNALE ANTINC, ha constatato che nei discorsi del Papa c'è CORREZIONE insieme ad esortazione e riconoscimento.

Chie ANNULLA la correzione, è chi NON LA VUOLE. Ma la correzione, all'interno del MANDATO, c'è eccome!

Ovvero: io ti mando; ma DEVI FARE QUESTO E QUESTO per essere credibile.

Ed ogni volta che ti vedo, TE LO RIPETO! Questo sarebbe solo un messaggio subliminale che non conta niente?

Certo, tutti hanno l'interesse a IGNORARE e nascondere tutto questo... Ma ciò non significa che il clamore mediatico pilotato SIA LA VERITA'.

Michela ha detto...

In effetti non avevo mai pensato a quello detto da G. e cioè
che il papa ha chiesto, tramite Arinze, di reintrodurre SUBITO le preghiere mancanti della Eucarestia neocat,
mentre sul modo di ricevere l'Eucarestia ha dato due anni di tempo, che sono serviti solo per temporeggiare fino all'approvazione dello statuto.

Per Stefano: se metto sul piatto della bilancia l'esortazione all'obbedienza e all'unità fatta dal papa, e sull'altro piatto metto il segno del mandato ai missionari,
secondo te quale pesa di più?

per me la preghiera e la benedizione del papa ( che è un atto liturgico) valgono di più delle parole di richiamo, o di saluto, o di gioia o di esortazione o di quello che vuoi.

Ma che papa sarebbe se pretendesse da noi che leggessimo tra le righe delle Sue parole, quando tutto ( sai in che diocesi vivo!) intorno a noi ci dice che il cammino è pienamente approvato dalla chiesa.

Francesco ha detto...

Dice Stefano:

Il CnC doveva sottostare all'Iter InterDicasteriale per le approvazioni/correzioni. Una lettera Dicasteriale, curiale, sarebbe stata pienamente legittima e logica. Invece quella lettera è venuta sì dalla curia, MA A STENDERLA E PRETENDERLA E' STATO DIRETTAMENTE IL SANTO PADRE. Non quindi la curia ha agito a suo nome, ma lui stesso è intervenuto.
Confermando esplicitamente il suo intervento, la sua VOLONTA' PERSONALE, in una occasione PUBBLICA, dando valore PUBBLICO e niente affato "privato" all'atto. Che rientrava nella volontà espressa precedentemente da GIOVANNI PAOLO II, il quale ad approvazione degli statuti ad experimentum, HA DECRETATO ANCHE LUI PUBBLICAMENTE CHE IL CNC DOVEVA ESSERE VAGLIATO DAI DICASTERI.


Se il tuo ragionamento è esatto il 20 gennaio p.v. come minimo ci sarò una pubblica correzione della liturgia del Camnmino, se non altro per le sue più evidenti difformità dallo "Spirito della Liturgia" tanto ben delineato da Papa Ratzinger.


Se ciò non avverrà, se vi sarà l'ennesima approvazione a scatola pressochè chiusa dei Neocatecumenali, e stavolta si tratta di liturgia, non di paraventi statutari formali o meno, allora evidentemente il tuo ragionamento, Stefano, andrà leggermente rivisto...

Anonimo ha detto...

Anonimo (Gv)

Io sono d'accordo con Lino che forse è stato frainteso da qualche fratello neocatecumenale.

A me quando è stato proposto nella mia parrocchia di fare il catechista per prima cosa ho detto accetto ma ho la necessita di seguire qualche corso apposito e da li il mio don mi ha indicato vari corsi e proposte della diocesi che mi hanno aiutato nella mia formazione. Ora con tutto il rispetto per la buona fede di Kiko (nonostante la diffidenza di molti io son convinto che i suoi errori siano in buona fede) ma alla fine i catechisti NC son formati per osmosi dagli scritti di Kiko non dalla chiesa. E' incredibile la loro totale assenza nella diocesi quando si parla di corsi di formazione per catechisti o settimane bibliche dove vengono invitati ottimi biblisti per spiegarci le scritture. E' vero Pietro era un pescivendolo ma il suo maestro era Cristo non un pescivendolo (con tutto il rispetto per la professione) Il movimento NC si fonda sugli scritti di un pittore di 32 anni che per quanto ispiirato nel suo orgoglio non è riuscito ad ammettere le sue mancanze ed ha formato un movimento a sua immagine. Amici NC non vi dico di mollare il cammino, se vi fa bene fatelo ma integrate con esegesi e ritiri in monasteri. Se non imparate a ruminare la Parola aiutati da chi dedica la vita allo studio della Parola rischiate come fa kiko di vederci solo quello che volete vederci o vedere solo quello che dice Kiko. Io sono convinto che se sviluppato bene il cammino può essere un valido aiuto. Se vi fermate al cammino e non andate oltre rischia di diventare un idolo totalizzante ed accecante e rendervi ottusi. Fate attenzione e conservate lo spirito critico non solo contro chi non sopporta il cammino ma anche verso il cammino stesso.

Lino ha detto...

@ anonimo che ha detto: "coraggio Lino, non si preoccupi, lei sa tutto. non si offenda, sa com'è, Pietro era pescivendolo, Matteo riscuoteva le tasse (assimilabile a quello che sta oggi allo sportello delle poste); oggi lo so che ci vuole il superteologo per conoscere ed apprendere la scrittura, mica il parrucchiere..."
Ed ecco il solito riferimento alle Scritture che non ha senso fuori contesto. Pietro era pescivendolo, Matteo riscuoteva le tasse ma per Maestro essi ebbero Gesù, mica Kiko e i suoi megacatechisti. Un parrucchiere può essere validissimo per insegnare il catechismo ai bambini e ai lontani: il problema nasce quando egli intende farti fare un "cammino di iniziazione", un "percorso di conoscenza a tappe", quando crede di poter ragionare di simboli, quando invita a percorsi gnostici senza sapere che cosa sia lo gnosticismo cristiano, quando pretende di pescare i suoi 'ciechi' all'interno delle parrocchie dove, se mi consenti, qualcuno - non io - potrebbe essere un dottissimo santo. Chi è più superbo, io o il parrucchiere neocat?

@ anonimo 16 gennaio, 2012 17:31 che ha detto: "Raccontaci allora cosa la Parola ascoltata e meditata ha suscitato in te che ti senti formato e abilitato rispetto ad altri. Grazie."
Raccontarlo a te? E chi sei tu per farmi simili domande? Dove credi di essere, in uno scrutinio? Ti rendi conto che hai assunto la forma mentis degli interrogatori?
Ma vi rendete conto che è questa vostra presunzione di poter insegnare a tutti, di interrogare tutti, di porvi quali eletti iniziati al di sopra di tutti, essendo armati unicamente di buona volontà - l'eccezione conferma la regola - e di qualche direttorio kikiano che vi sta procurando tante ostilità?

Stefano78 ha detto...

Per Stefano: se metto sul piatto della bilancia l'esortazione all'obbedienza e all'unità fatta dal papa, e sull'altro piatto metto il segno del mandato ai missionari,
secondo te quale pesa di più?


Hanno lo stesso peso. E quella all'obbedienza non è solo "una esortazione".

Il Papa in uno di quei "mandati" ha detto chiaramente: "solo così sarete credibili"! Non ha detto "provate ad essere così, ma in ogni caso vi mando lo stesso". Ha detto: "SOLO COSI' (obbedendo a fede e liturgia della Chiesa!), sarete credibili"!

Il fatto che mediaticamente si mette in rilievo solo quello che fa comodo, NON FA DIVENTARE IL BIANCO, NERO. E viceversa.

Il Mandato, compreso di benedizione (cosa vuoi che il Papa li maledica? E' normale e DOVEROSO che li Benedica!), ha una CONDIZIONE COGENTE! Altro che "mandato che conta di più"!

Ma che papa sarebbe se pretendesse da noi che leggessimo tra le righe delle Sue parole, quando tutto ( sai in che diocesi vivo!) intorno a noi ci dice che il cammino è pienamente approvato dalla chiesa.

Non c'è bisogno di leggere tra le righe, ma LE RIGHE..

Michela ha detto...

dice Stefano:
Hanno lo stesso peso. E quella all'obbedienza non è solo "una esortazione".

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Allora è questo il punto.
Per me il mandato è un sacramentale, ha più valore delle parole, perchè invoca la benedizione di Dio, perchè ci sono gesti che tutto il popolo può vedere e comprendere, perchè richiama lo stesso mandato che Gesù ha dato ai suoi.

Non posso credere che il papa affidi il suo messaggio solo alle parole, come se i gesti, l'incontro a S.Pietro, non fossero essi stessi il messaggio.
Sarebbe come dire che in vaticano sono assolutamente digiuni di tecniche di comunicazione, non conoscono il valore dei gesti. Assurdo!
Te lo immagini un padre che corregge e poi dice, va bene io ho detto quello che ti dovevo dire, adesso figlio mio, eccoti le chiavi della macchina e fai quello che vuoi. Cosa capirà quel figlio?
Che può continuare a fare quello che vuole, e che suo padre di fatto lo approva, e si è solo ripulito la coscienza facendo un po' di predica.

Se tu avessi ragione, Stefano, mi aspetterei una marcia indietro sull'apertura di tanti RM, anche in Italia, mi aspetterei che il cammino fosse messo in quarantena, come nelle Filippine.
Invece non accade, quindi tutti i vescovi ( nominati dal papa) sono contro il papa, e Lui è l'unico rimasto nella Chiesa a difendere la verità?
Assurdo!

Stefano78 ha detto...

Allora è questo il punto.
Per me il mandato è un sacramentale, ha più valore delle parole, perchè invoca la benedizione di Dio, perchè ci sono gesti che tutto il popolo può vedere e comprendere, perchè richiama lo stesso mandato che Gesù ha dato ai suoi.


Guarda che il Sacramentale, Michela, è un presidio che GIUDICA anche l'operato di chi lo riceve.

Infatti Gesù Cristo Signore, anche Lui manda i suoi SOTTO CONDIZIONE: quando li manda dice: "Andate e fate Discepole tutte le nazioni. Battezzandole nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo ED INSEGNANDO LORO A METTERE IN PRATICA TUTTO QUELLO CHE VI HO COMANDATO"!

Quello che ha comandato LUI, non quello che comandano gli Apostoli! Quello che Insegna la CHIESA, come DEPOSITO della Fede di Gesù, non quello che insegna Kiko!

La correzione è nel mandato stesso, oltre che nelle parole del Papa, che son le parole di PIETRO. E non sono una cornice!

Sarebbe come dire che in vaticano sono assolutamente digiuni di tecniche di comunicazione, non conoscono il valore dei gesti. Assurdo!


Impara, cara Michela, ad avere dimestichezza con l'assurdo! Questi sono i tempi dell'assurdo.

Te lo immagini un padre che corregge e poi dice, va bene io ho detto quello che ti dovevo dire, adesso figlio mio, eccoti le chiavi della macchina

Il padre corregge, dice che se il figlio vuole portare la macchina, e vuole le chiavi, deve obbedire alla regole del codice della strada, deve avere la patente in regola. Dopo l'esame la patente è rilasciata, ma sotto condizione: devi guidare bene per non fare incidenti. E ogni volta che ti do le chiavi della macchina, ti ricordo che devi guidare bene...perchè finora NON L'HAI FATTO! Altrimenti ti direi: figlio mio, bravo! Stai guidando bene, non posso che elogiarti!

Se tu avessi ragione, Stefano, mi aspetterei una marcia indietro sull'apertura di tanti RM

Michela. Ci sono tanti fatti che vanno nella direzione del tentativo di Equilibrio. Alcuni dei quali importantissimi. Ad esempio è uscito un articolo su Vatican Insider che è intitolato su per giù: "fine prossima dello spirito del concilio e del liberalismo dottrinale", che focalizza alcuni elementi DIROMPENTI e pressochè IGNORATI DA TUTTI riguardo il prossimo "anno della fede", che non a caso è stato indetto per l'anniversario del COniclio... Ma nessuno, a parte Mil e pochi altri, con risonanza minima, ha messo in luce gli aspetti che pure esistono in questa situazione... Lo ha fatto un media come Vatican Insider!

Come sempre il medesimo media ha pubblicato L'UNICA VERA ANTICIPAZIONE riguardo queste presunte approvazioni che bisogna vedere se ci saranno... E su quell'articolo tradotto c'era scritto che la Lettera del PAPA (Arinze) è in vigore come CONDIZIONE di approvazione del CnC! ALTRO CHE ABROGATA!
Ma anche lì, qualcuno ha evidenziato qualcosa? E ti pare un articolo di poco conto?

Invece non accade, quindi tutti i vescovi ( nominati dal papa) sono contro il papa, e Lui è l'unico rimasto nella Chiesa a difendere la verità?
Assurdo!


Dopo quello che I FATTI ci raccontano, pensi ancora sia ASSURDO che non tutti, MA QUASI TUTTI i Vescovi siano contro il PAPA? Abituati all'assurdo, cara Michela..

Michela ha detto...

Guarda che il Sacramentale, Michela, è un presidio che GIUDICA anche l'operato di chi lo riceve.

questo vale per qualsiasi cristiano.
e difatti la questione centrale è perchè dare un mandato a chi ha dimmostrato di non obbedire?

Ma mi rendo conto che questa domanda non può avere una risposta semplice.
Allora cosa dire a chi VEDRA' il gesto in TV, a chi vorrebbe andare alla catechesi, ma ha sentito che ci sono dei problemi, a chi crede ancora, come me, che il papa manda dopo aver vagliato, conosciuto il modo di evangelizzare,
e non per mettere alla prova e per vedere come si comporteranno.

Possiamo parlare sul web di convegni, di ciò che si sta muovendo, ma io mi chiedo cosa dire alla vicina di casa che vuole andare alle catechesi?
Dopo il 20 gennaio, poche cose potremo dire:
per es. non andate perchè vi chiederanno la decima e non ve la restituiranno se servirà per l'evangelizzazione.

Emma ha detto...

Stranamente non vedo nel palinsesto di TV2000 e Telepace traccia dell`udienza del Papa del 20 gennaio.
Le precedenti erano state trasmesse in diretta.
Non credo che i nc vogliano mantenere un basso profilo, forse la trasmissione sarà annunciata all`ultimo momento.

Anonimo ha detto...

forse la trasmissione sarà annunciata all`ultimo momento.
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infatti, ore 11:30. buona visione