sabato 21 gennaio 2017

«Mi è bastato mettere un attimo il piede fuori dalla comunità...»

Tristezza infinita...


Più leggo questo blog più mi rendo conto che c'é un filo sottile che ci accomuna, aver fatto un esperienza di sofferenza all interno delle cammino neocatecumenale.

E quello che ci resta dentro è tanta rabbia perché abbiamo creduto nel cnc abbiamo investito tante speranze energie tanta vita per questo la delusione è così cocente...

Mi fa tristezza vedere ancora tanti fratelli così convinti, ma in fondo lo ero anch io.

Ma dopo tanti anni di malessere anche fisico di una ristrettezza di chiesa vissuta come l'unica e assoluta, ho dovuto cercare altrove un po' di ossigeno.
Mi è bastato mettere un attimo il piede fuori dalla comunità per respirare un'altra aria, una ricchezza di diversità che mi era stata negata perchè mi avevano convinto che fuori dalla comunità c'è il nulla.
Quanta presunzione nel cammino neocatecumenale, quanto senso di superiorità!

Mi chiedo dov'è Dio in tutto questo!
(da: Alberto)

74 commenti:

sandavi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

Il dipinto mostrato è di una bruttezza impressionante. Meriterebbe di fare la fine del murales di Atocha: http://www.ottopagine.it/av/attualita/34179/quella-madonna-era-un-segno-di-pace-avellino-non-ha-capito.shtml
Magari l'autore "ignoto" :-) della secchiata di vernice bianca opera anche in trasferta, mi informerò :-)

Ma come fa Kiko a parlare di "bellezza che salva il mondo", a fronte di simili dipinti? Davvero inconcepibile, nel Paese di Giotto, del Beato Angelico, di Botticelli, di Raffaello ecc. eccetera! Mi viene da piangere. Siamo oltre il limite dell'assurdo, oltre ogni "de gustibus non est disputandum". Siamo entrati nel villaggio del fango sugli occhi.

Michela ha detto...

Mi chiedo dov'è Dio in tutto questo!

Etty Hillesum, ebrea morta ad Auschwitz, rifiutava questa domanda. Perché cercare Dio in un'opera umana? E' l'uomo responsabile di tutto ciò.
Dove è Dio nell'immoralità di alcuni sacerdoti? non c'è.

Il cammino ha risposto a dei bisogni/desideri, probabilmente infantili, e ci ha dato un nido caldo in cui prosperare, lasciando che altri si occupassero dei nostri bisogni e delle nostre scelte di vita.
Che c'entra Dio con tutto questo? niente

Possiamo anche andare più a fondo e chiederci che c'entra Gesù Cristo con l'eucarestia neocat? molto poco, è un entità che passa, che non c'è se non c'è la comunità, la sua presenza è legata alle risonanze; cioè sono gli adepti che con la loro fede lo fanno arrivare...

Comunque è interessante che, come te Alberto, quando ho cominciato a partecipare alla Messa parrocchiale ho avvertito la sensazione fisica di riuscire a respirare meglio.

Giuseppe ha detto...

"perchè mi avevano convinto che fuori dalla comunità c'è il nulla". Secondo me il peccato originale del cammino, cioè dei loro fondatori, sta proprio in questa separazione netta tra il mondo e la Chiesa; tra questa irriducibile distanza tra il camminante e il pagano. L'amore al nemico, "L'altro è Cristo", sono perciò soltanto degli slogan. "L'altro" fin quando non entra nel cammino, rimane sempre l'altro per definizione.La radicalità evangelica, all'interno di un dualismo senza alcuna possibilità di mediazione: da qui tutti i guasti nel campo relazionale. Malessere, ristrettezza, per usare i termini di Alberto ne sono i tratti più comuni.

by Tripudio ha detto...

Il "Bambinello con barbetta e turbante" è infatti altrettanto blasfemo quanto il mandrillo avellinese. Questa nueva estetica è ispirata veramente dal demonio.

sandavi ha detto...

Caro Alberto, Dio è quello che ti ha fatto uscire dal cammino.

Guardare quelle croste mi fa solo pensare al fatto che il diavolo è simia Dei cerca di imitare Dio inutilmente ma produce solo bruttezza, e rovesciamento di segni.
È un disegno orrendo, i lavori di studio di qualsiasi pittore sono infinitamente più belli.
Kiko è solo uno che da Gloria a se stesso.

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Dal mio Libro: “Kiko Arguello, santo o impostore?” CAPITOLO XV (pag 124-126):


5. L’impossessamento del senso della vista, attraverso la pittura di Kiko (19):


Al contrario del pittore Hitler, che neanche è stato ammesso all’Accademia delle Belle Arti, Kiko l’ha terminata, ricevendo anche, sotto il franchismo-chi sa se raccomandato dal suo papà, fanatico seguace di Franco-un primo premio per giovani pittori; ma la sua pittura cupa e sgradevole non trovò interesse da parte della critica e dei collezionisti (20).


Foto di cinque orribili quadri di Kiko

19. La liturgia penitenziale del CNC dura circa 2 ore. Mentre i fratelli si confessano, i presenti vedono solo le “icone” del maestro e vengono bombardati, lungo tutto il tempo che dura il rito, con i canti di Kiko.
20. Kiko elenca sulla copertina pieghevole del suo libro “Il Kerigma”, la sua scarsa carriera “mondana” di giovane pittore, prima della sua vocazione a dipingere, d’ora in avanti, unicamente “al servizio?” della Chiesa.


La Madonna bistrattata

Foto di due “Madonne” di Kiko

Davanti a questi “sgorbi mariani” provate a pregare il:

“Salve Regina, Madre di misericordia,
vita dolcezza e speranza nostra salve!
A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo,
gementi e piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, Avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, in quest’esilio(21), Gesù, il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!”

Importante è poter visionare la più orribile e satanica “madonna" di Kiko, commentata da un neocatechumeno su youtube. Cliccate, e potete “contemplarla” e divertirvi o piangere.

Clicca su: https://youtu.be/UG7FWz3FN0E DIVERTITEVI o PIANGETE, figli figlie di Sion!


Cordiali saluti in Maria e Gesù,
Daniel Lifschitz

21. Non solo dopo quest esilio, ma già in questo.

Vincenzo Gasbarro ha detto...

Ho fatto il cammino per 10 anni ero disperato,ho fatto anche il responsabile,mi ha salvato sicuramente da un suicidio,ora mi sento più cristiano però qualche dubbio mi è rimasto ma il cammino resta se fatto con la chiesa una vera ancora di salvezza,mi rimane un desiderio di andare a Gerusalemme e prego per questo ma forse sarà difficile perchè le mie condizioni economiche non me lo permettono,ma con il cuore sono tutti i giorni la.GRAZIE

Anonimo ha detto...

@ Vincenzo Gasbarro controlli il suo conto Google + compaiono sul suo profilo oltre alle foto con i suoi cari anche interessi strani
lo dico per lei.
cordiali saluti

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Anonimo,
già che ti fai conoscere come anonimo, nascondendoti, ti caratterizza. Perché non ti chiami codardo?
Sono andato sul sito di Vincenzo Gasparro (lui ha il corraggio del proprio nome) e ho visto che gli piaciono le ragazze. Ha o aveva 28 anni. E allora? A te chi ti piace? Forse i ragazzi?. Anche se fosse, non ti giudicherei, come, molto probabilmente da tipico ottuso neocatecumenale, fai tu.

l'apostata ha detto...

@ Vincenzo Gasbarro

"...mi rimane un desiderio di andare a Gerusalemme e prego per questo ma forse sarà difficile perchè le mie condizioni economiche non me lo permettono,ma con il cuore sono tutti i giorni la..."

Prega Sankiko e sarai esaudito.

E' nullatenente e disoccupato da una vita, eppure a Gerusalemme ci va in continuazioone, solo, con alti prelati o addirittura con la sua kikorkestra.

Ti garantisco che non ha mai tirato fuori un centesimo di tasca sua.

Invocalo.

D.D. ha detto...

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

"Importante è poter visionare la più orribile e satanica “madonna" di Kiko ... "

Questa kikona non è solo bruttissima. Dal punto di vista cristiano è un'orribile bestemmia espressa in forma pittorica.

Mi era già passata davanti agli occhi ed ora non ho potuto guardarla che per due secondi, poi ho dovuto chiudere.

Dovessi consigliare un camminante dubbioso sul cammino, non so se sia più opportuno guardare questa icona, per distaccarsi nunc et semper da tutte le emanazioni del suo autore (della serie se lo conosci VERAMENTE lo eviti), oppure risparmiarsi questa blasfemissima aggressione visiva (e la possibile necessità di un Rosario di riparazione) e sciogliere i dubbi più dolcemente.

Lino ha detto...

In quella icona, per essere intellettualmente onesti, non c'è simbologia massonica. L'autore del video di simbolismi massonici non ne sa un tubo. Ho sottoposto l'icona all'attenzione di G.F._Carpeoro_, già Gran Maestro della massoneria di Piazza del Gesù, già direttore di una casa editrice di orientamento massonico e grosso esperto di simbologie muratorie. E' una persona con la quale ho avuto rapporti epistolari con opinioni naturalmente divergenti sì, ma cordiali sin da quando lui lesse il mio romanzo storico sulla Massoneria settecentesca nel Regno di Napoli. Peraltro, anche se si dovessero individuare immagini massoniche in altre "icone" (come quella con "l'occhio che vede tutto" in petto a Gesù), non bisogna dimenticare che la Massoneria deve molto alla cabala ebraica e all'AT. I "lavori di Terzo Grado" fondano sulla figura di Hiram, naturalmente mistificata. Così come deve molto al cristianesimo, non per caso nel Rito di York la Loggia è aperta nel nome dei due San Giovanni. La Massoneria è sincretica, come il Cammino, ma si tratta di organizzazioni differenti che in comune hanno la metodologia iniziatica e il sincretismo giudaico-cristiano.
I simboli di Kiko si leggono mediante Kiko medesimo: la V della cosiddetta benedizione non c'entra niente con la V del massone Winston Churchill. La V di vittoria è un topos kikiano, la vittoria sulla morte. Le icone di Kiko figurano la sua dottrina. Nelle icone di Kiko si deve rispecchiare l'iniziato neocatecumenale, che - quando gli sono "consegnate" - è in grado di recepirne i simbolismi perché già gli sono noti dalle catechesi e dai canti.

l'apostata ha detto...

Scusate l'OT

Il Cammino è stato "ispirato" a Sankiko e alla Cara Estinta.

Il Cammino è un dono dello Spirito.

Il Cammino è un frutto del Concilio.

Il Cammino è ufficialmente approvato.

Il Cammino è lodato dai Papi.

Parrocchia di Santa Maria Goretti, Roma, epicentro del neocatecumenalesimo duro e puro. Hanno pubblicato l'annuncio delle kikatekesi, ecco il testo: "Catechesi per giovani e adulti, dal... Il parroco e i catechisti".

Perché non dicono chi sono? Perché si nascondono?

Dite fatti concreti.

Scusate l'OT

D.D. ha detto...

Vorrei gentilmente chiedere, a Lino o a qualcuno che ha fatto il cammino,

anche questa icona qua viene consegnata? Ci sono persone che l'appendono in casa o nelle salette?

Se sì, fornendo quali contenuti si portano gli iniziati a recepire il simbolimo, e quale, di un Bambin Gesù con gli occhi (scusate lo sdegno) cavati, manco fosse finito nelle grinfie di un miliziano drogato di ISIS?

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Commento I

Sono contento di poter contribuire alla discussione sulla satanica “Madonna” di Kiko con questo capitolo, tratto dal mio libro “Kiko Arguello, santo o impostore?”

VII.
LA MADONNA DI KIKO

Foto in piena pagina 243

Torniamo ancora, per l’ultima volta, nel santo covo (Cap.II) e fermiamoci
per un istante sulla Madonna di Kiko, quella che gli sarebbe apparsa,
invitandolo a fondare comunità, dove l’altro è Cristo.
Il dipinto è datato 1973, è quindi più recente dei “Murales” di Kiko;
è stato installato recentemente nel covo e illuminato, forse per dare al
tutto un’apparenza di sacralità, ma anche per dimostrare che Kiko è un
bravo pittore (1)
Ora guardiamo “l’icona” più da vicino. Osservandola, notiamo subito
la scritta “Maria” in alto a sinistra e la firma “KIKO” in alto a destra.
Facciamo adesso un confronto con delle vere icone ortodosse, alle
quali Kiko Argüello continuamente si riferisce, nelle quali niente è
scritto o dipinto a caso, e così, dobbiamo presumere, avviene anche
per quelle confezionate da Kiko, e c’accorgeremo subito di una vera e
propria eresia iconografica.
Scegliamo, quindi(2), su Google alcune icone di Maria con Gesù:

3 FOTO

Notiamo che tutte, assolutamente tutte, hanno in alto a sinistra, le 2
lettere “MP” = Matir = MADRE, mentre “l’icona” di Kiko ha il semplice
nome “Maria”.

1. Per la finezza dell’esecuzione, c’è chi ha espresso dubbi sull’esecuzione del dipinto,
per mano di Kiko.
Non sono un esperto di arte, ma anch’io, confrontando questa Madonna con le
altre “icone” di Kiko, costato l’opera di due mani diverse. (Vedi le Icone mariane di
Kiko, a pag. 124-126).
2. Questa ricerca su “Google”, può continuare su centinaia di icone, greche e
russe.

Mentre tutte le icone ortodosse hanno, in alto a destra, la parola:
“Theou” = di Dio”, il dipinto eretico di Kiko, è firmato in alto con il
nome “Kiko” (invece di “Theou”) …
Si può, quindi, leggere, invece di “Dio”, “Kiko”, o, addirittura nel
linguaggio iconografico:
Kiko = Dio. Kiko, uguale a Dio. Un caso o un “errore volontario”?

Fa pensare comunque alla Lettera di san Paolo ai Tessalonicesi:
“Nessuno vi inganni. Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà essere
rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e
s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere
nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio” (2Tess 2,3-4). segue >>>>

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Commento 2

Ci fermeremo più avanti sul testo scritto su questo dipinto; è lo slogan
del tripode: “Parola/Liturgia/Comunità” che è alla radice della
missione di Kiko e Carmen e vuole rendere autentica l’apparizione di
Maria. Anche questa iscrizione è assolutamente irregolare per le vere
icone,che non trasmettono mai presunte visioni personali o programmi
ideologici.
Va osservato, inoltre, che al contrario delle icone ortodosse,
dove Maria e Gesù sono in intimo contatto tra di loro, qui i due non si
conoscono, non comunicano tra di loro, non c’è la minima empatia,
ma guardano, separati l’uno dall’altro(3), verso sinistra, in basso, nel vuoto(4).
Un penultimo confronto: il sentimentalismo lacrimoso della Madonna di Kiko
e la severità teologica delle vere icone.

2 Foto

Last, but not least – due delle bestemmie - errori eretici più gravi della
santa “Icona” di Kiko Argüello: oltre che a firmare la sua icona(5), evita di
dipingerne la o le mani.
Non esiste icona ortodossa autentica senza la raffigurazione delle
mani(6). Questa amputazione di braccia e mani nel dipinto di Kiko, quale
messaggio vuole trasmettere?

Osserviamo l’icona in alto(7): Foto

prima osservazione: Gesù è un adolescente,
non un bambino, come troviamo in quasi tutte le icone cattoliche
occidentali. In questa icona, l’interpretazione è di Daniel Lifschitz,–
Gesù è un giovane ebreo.
L’iscrizione in ebraico significa: “Ascolta Israele, ecco tua madre”.

3. Sembra un autoritratto psichiatrico dello stesso Kiko.
4. Il lato sinistro è il lato satanico. Perciò quasi tutte le icone vere lo evitano.
5. Una volta Kiko mi disse che era stato a Cipro e che, a sorpresa, aveva visto
un’icona, vicina alla sua, che si chiamava la “Kikonissa”. In un’altra occasione, parla
invece di un’icona russa, vista a Mosca.
6. Per accertarsi, basta cliccare su Google: “Icone”.
7. Questa icona, che regalai ad una comunità religiosa, le fu sottratta dal superiore
e, contro la mia volontà, regalata a persone a me ignote.

Maria usa la mano sinistra per sostenere Gesù(8), quella destra, per
indicarlo, Gesù con la mano destra indica Maria e nella mano sinistra
tiene il rotolo delle Scritture, di cui Egli è il compimento. Le braccia e
le mani sono segno di amore, servizio, efficacia, il che, nel linguaggio
delle icone significa che Maria ama, ti serve e guida anche te.
Che dobbiamo pensare? Che Kiko evita le mani, perché non è capace
di dipingerle, come risulta da tutta la sua opera pittorica?

Osserviamo la costante omissione delle mani
O, cosa molto più grave, che, oltre al fatto che non sa dipingerle, le
ha omesse di proposito, per indicare che Maria e Gesù non operano – il
braccio e la mano sono segno di potere, efficacia e servizio.
Mi ripugna credere a questa seconda ipotesi, ma non la posso escludere.

8. Che nel linguaggio delle icone significa che sostiene anche te.


Con le icone, però, il dilettantismo di chi gioca con i loro simboli,
può fare brutti scherzi a chi le dipinge e a chi le guarda in adorazione
del mistero che esse ci vogliono trasmettere.

Rimane una certezza: – L’icona della “Madonna” di Kiko è eretica e
va rimossa dalla Liturgia eucaristica, della Parola, da ogni casa, famiglia
o collo delle donne. segue >>>>

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

COMMENTO 3

Il rapporto di Kiko e Carmen con Maria

Tutto questo ci deve fare riflettere sul rapporto di Kiko e Carmen
con Maria. Visto che tutto, assolutamente tutto nel Cammino parte dalle
“intuizioni di Kiko”(9), in modo minore da quelle di Carmen(10), qual’è
la trasmissione della pietà Mariana nel CNC, così centrale per la Chiesa
Cattolica?
1. A parte le poche parole su Maria che accolse la Parola dall’Angelo
Gabriele, la quale, nella catechesi finale della convivenza che segna
l’inizio del CNC, viene paragonata alla parola dei catechisti – gli angeli
– che fecondano le “Marie” di oggi, cioè i neofiti neocatecumeni,
durante le 15 catechesi non se ne parla.
2. Se ne parla una volta sola al 1° Scrutinio, quando, dopo due o tre
anni di Cammino, alla comunità viene consegnata “l’icona eretica” di
Kiko, più che di Maria che abbiamo appena analizzata.
Questa, oltre che deve figurare in ogni celebrazione della Parola,
dell’Eucaristia, delle convivenze, troverà il suo posto d’onore in tutte
le case dei fratelli e, come medaglione, sul collo delle sorelle.

Rimane una domanda: Kiko ha un vero rapporto con Maria? Su questo
mi sorgono dei dubbi: mentre non si può negare una certa empatia
di Kiko con la Madonna, che appare in alcuni suoi canti, a lei dedicati(11).

9. Così afferma lo stesso Kiko, riferendosi all’influenza che ha esercitato su di lui
il filosofo ebraico Henri Bergson, il quale gli ha aperto la mente per “intuire”.
10. Carmen “riflette”, Kiko “intuisce”.
11. Pubblicato dalla Editrice San Paolo, il nuovo cd di Kiko Argüello, “Paloma
incorrupta”, nasce dopo che Antonio María Rouco Varela, Cardinale Arcivescovo di
Madrid, ha chiesto a Kiko di realizzare questo servizio per i giovani in occasione della
Giornata Mondiale della Gioventù del 2011.

Fa però insospettire la sua antipatia verso il rosario. Sembra un rifiuto della
sua infanzia da chierichetto o, forse, un rimasuglio della sua esperienza
“sartriana”.
Se Kiko e Carmen pregassero veramente il rosario, non l’avrebbero
trasmesso alle loro comunità – cioè a tutte le CNC – già nei primissimi
anni del Cammino, forse al più tardi durante il 1° Passaggio, insieme
alla consegna dell’eretica Madonna?
Invece no! Per la “consegna” del rosario, bisogna aspettare almeno
dai 12 ai 15 anni(12) o di più, se la comunità cammina troppo lentamente
verso “la statura del cristiano adulto”. La Chiesa lo prega da quando
san Domenico, o chi prima di lui, ne ebbe l’ispirazione(13), quindi da otto
secoli o più. Non posso esimermi di pensare che questa consegna così
tardiva del rosario, sia da parte di Kiko e Carmen una mossa tattica,
per apparire veramente cattolici mariani agli occhi della gerarchia e
niente di più(14).

Per chi, come me, ha ricevuto il battesimo a 29 anni, è stato molto
difficile pregare il rosario; se non ne sei stato abituato dall’Infanzia,
fai fatica. Il rosario è una preghiera liturgica corale e famigliare(15), ma
Kiko evita di trasmetterla così – a parte, ultimamente una trasmissione
ai giovani che si sono alzati per il Seminario – lasciando che dopo la
consegna a Loreto, durante la consegna della “Traditio” da parte dei catechisti,
i singoli neocatecumeni preghino il rosario in “santa solitudine”,
cosa che era già ostico per la giovane santa Teresina di Lisieux (vedi la
sua autobiografia)(16).




Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Il rapporto di Kiko e Carmen con Maria

Tutto questo ci deve fare riflettere sul rapporto di Kiko e Carmen
con Maria. Visto che tutto, assolutamente tutto nel Cammino parte dalle
“intuizioni di Kiko”(9), in modo minore da quelle di Carmen(10), qual’è
la trasmissione della pietà Mariana nel CNC, così centrale per la Chiesa
Cattolica?
1. A parte le poche parole su Maria che accolse la Parola dall’Angelo
Gabriele, la quale, nella catechesi finale della convivenza che segna
l’inizio del CNC, viene paragonata alla parola dei catechisti – gli angeli
– che fecondano le “Marie” di oggi, cioè i neofiti neocatecumeni,
durante le 15 catechesi non se ne parla.
2. Se ne parla una volta sola al 1° Scrutinio, quando, dopo due o tre
anni di Cammino, alla comunità viene consegnata “l’icona eretica” di
Kiko, più che di Maria che abbiamo appena analizzata.
Questa, oltre che deve figurare in ogni celebrazione della Parola,
dell’Eucaristia, delle convivenze, troverà il suo posto d’onore in tutte
le case dei fratelli e, come medaglione, sul collo delle sorelle.

Rimane una domanda: Kiko ha un vero rapporto con Maria? Su questo
mi sorgono dei dubbi: mentre non si può negare una certa empatia
di Kiko con la Madonna, che appare in alcuni suoi canti, a lei dedicati(11).

9. Così afferma lo stesso Kiko, riferendosi all’influenza che ha esercitato su di lui
il filosofo ebraico Henri Bergson, il quale gli ha aperto la mente per “intuire”.
10. Carmen “riflette”, Kiko “intuisce”.
11. Pubblicato dalla Editrice San Paolo, il nuovo cd di Kiko Argüello, “Paloma
incorrupta”, nasce dopo che Antonio María Rouco Varela, Cardinale Arcivescovo di
Madrid, ha chiesto a Kiko di realizzare questo servizio per i giovani in occasione della
Giornata Mondiale della Gioventù del 2011.

Fa però insospettire la sua antipatia verso il rosario. Sembra un rifiuto della
sua infanzia da chierichetto o, forse, un rimasuglio della sua esperienza
“sartriana”.
Se Kiko e Carmen pregassero veramente il rosario, non l’avrebbero
trasmesso alle loro comunità – cioè a tutte le CNC – già nei primissimi
anni del Cammino, forse al più tardi durante il 1° Passaggio, insieme
alla consegna dell’eretica Madonna?
Invece no! Per la “consegna” del rosario, bisogna aspettare almeno
dai 12 ai 15 anni(12) o di più, se la comunità cammina troppo lentamente
verso “la statura del cristiano adulto”. La Chiesa lo prega da quando
san Domenico, o chi prima di lui, ne ebbe l’ispirazione(13), quindi da otto
secoli o più. Non posso esimermi di pensare che questa consegna così
tardiva del rosario, sia da parte di Kiko e Carmen una mossa tattica,
per apparire veramente cattolici mariani agli occhi della gerarchia e
niente di più(14).

Per chi, come me, ha ricevuto il battesimo a 29 anni, è stato molto
difficile pregare il rosario; se non ne sei stato abituato dall’Infanzia,
fai fatica. Il rosario è una preghiera liturgica corale e famigliare(15), ma
Kiko evita di trasmetterla così – a parte, ultimamente una trasmissione
ai giovani che si sono alzati per il Seminario – lasciando che dopo la
consegna a Loreto, durante la consegna della “Traditio” da parte dei catechisti,
i singoli neocatecumeni preghino il rosario in “santa solitudine”,
cosa che era già ostico per la giovane santa Teresina di Lisieux (vedi la
sua autobiografia)(16).

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

COMMENTO IV

12.Anche nei suoi canti, Kiko si rivela un ladro e copiatore di composizioni altrui; lo
posso provare. (Vedi pag 10-11 del mio libro: “Kiko, ti voglio parlare” ed.Segno):
“Sei anche bravissimo a copiare i canti altrui. In quali siti erotici spulci per copiarli? Senti un po’ questo: https://www.youtube.com/watch?v=_QPXhaz6asw .Ti ricorda qualche “tuo” canto?
Clicca:https://www.youtube.com/watch?v=q8K97eOiZLA
https://www.youtube.com/watch?v=it1NlklP9gg http://significatotestocanzone.blogspot.ch/2013/08/lanuova-stella-di-broadway-cesare.html
Nelle CNC il rosario viene trasmesso ufficialmente alle comunità dai loro catechisti
in occasione di un pellegrinaggio a Loreto, la cosiddetta “Traditio”.
13. Il rosario contiene “in nuce” tutto il credo, ed è di una profondità teologica
unica. Perché Kiko e Carmen tardarono così tanto ad insegnare una preghiera che
può pregare ogni bambino?
14. Se a suo tempo non fosse intervenuto – almeno in questo – Papa Giovanni
Paolo II, oggi nel CNC non si canterebbe nemmeno il “Gloria” e il “Credo”.
15. Il rosario è un santo mezzo della provvidenza divina per consolidare la fede
delle famiglia. Ma Kiko e Carmen che tanto si danno da fare per l’educazione dei figli,
proprio loro, non lo insegnano ai bambini, attraverso i didascali del Cammino.
16. Kiko, “creatore” di tanti “gadget” da vendere ai suoi neocatecumeni, ha finora
dimenticato di creare un personalissimo rosario con la scritta in ebraico “Mirjam
ha qedoshah shel ha derekh neocatecumenali”.
Mi stupisce, perché potrebbero entrare tanti soldi in più nelle sue casse.
Si decida quindi, finalmente, di trasmettere il rosario all’inizio
del CNC; potrebbe fare guadagnare molto di più, fino al “raggiungimento” della
fede di cristiano adulto dei suoi adepti.

Grazie per la pazienza e cordiali saluti in Maria e Gesù,

Daniel Lifschitz

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

Anonimo D.D. ha detto..."Vorrei gentilmente chiedere, a Lino o a qualcuno che ha fatto il cammino, anche questa icona qua viene consegnata? Ci sono persone che l'appendono in casa o nelle salette?"

No, non mi risulta. Conosco varie persone che hanno finito il Cammino e non l'hanno ricevuta. Non è da escludere, però, che Kiko l'abbia spiegata a qualcuno. Noi non sappiamo cosa succede nelle iniziazioni private "ai gradi alti", in fondo anche il Viaggio finale nella Terra Promessa è materia per il volgo.
A differenza di altri, io ritengo che il quadro sia assolutamente da attribuire a Kiko. Appartiene al suo periodo orribile, quello sessantottino delle forme peggiori; Kiko ha più volte mutato "genere" e "stile".
I simboli nel dipinto - chiamiamolo così - sono quelli kikiani: un superiore ascolto della Parola (i doppi padiglioni auricolari), l'abitudine a inventare nuovi segni ribaltati (con la Omega rovesciata intende far leggere contemporaneamente Ave Maria e Alfa e Omega), gli occhi infangati che sono specchio per il neocatecumenale in Cammino.
La scritta a sinistra in alto, poi, si presenta come un bozzettp del suo attuale "stemma": X RO Maria.
https://2.bp.blogspot.com/-cnMyej_Vtfg/T4X8ovv1ogI/AAAAAAAAAWc/ST0f-BcQW7EcvutB42ojzwXmi3xQipxwACPcB/s1600/santino-kiko.jpg
Inserite una croce con la RO sull'asse verticale, spostate Maria a destra separando la M da aria mediante l'asta verticale e ditemi cosa vedete.

Anonimo ha detto...

rispondo al Signor Daniel che dice:

Anonimo,
già che ti fai conoscere come anonimo, nascondendoti, ti caratterizza. Perché non ti chiami codardo?
Sono andato sul sito di Vincenzo Gasparro (lui ha il corraggio del proprio nome) e ho visto che gli piaciono le ragazze. Ha o aveva 28 anni. E allora? A te chi ti piace? Forse i ragazzi?. Anche se fosse, non ti giudicherei, come, molto probabilmente da tipico ottuso neocatecumenale, fai tu.


Rispondo :
1) non sono neocatecumenale ma exneocatecumenale non mi ritengo ottuso e NON ritengo ci siano degli ottusi in questo Blog, sia fossero neocatecumenali sia fossero ex.
2) al Signor Vincenzo gli dato un suggerimento perchè ho visto, pubblicato sul suo conto Google+, insieme alle foto della sua bella famiglia, cose a mio parere non belle,ripeto a mio, sicuramente non lo sarà per Lei.
Credo che il signor Vincenzo non se ne sia reso conto.
L'ho fatto perchè leggendo il suo post ho sentito una sorta di tenerezza mista a compassione, nel senso di compartecipazione a quello che ha scritto.
3) non ho usato termini volgari nel rivolgermi a questo signore nè ho messo in dubbio i suoi gusti sessuali, e non mi interessa sapere i suoi, signor Daniel, e non voglio che Lei si rivolga a me domandandomi i miei o con sarcasmo spiccilo. E’fastidioso è disagevole.

Il fatto di avere una certa età non CI esime dall’ avere un comportamento corretto sia anche solo attraverso le parole.

4)non usero' il mio nome e/o cognome per dei motivi che ho già spiegato molti anni fa. Lo ripeto in breve per sua informazione : non uso uno pseudonimo perchè quello che avevo alcuni anni fa era usato solo per mandare fuori tema la discussione da parte di alcuni NC che puntualmente mettevano in discussione quello che scrivevo, cioè la mia storia e le mie esperienze e quindi ora preferisco scrivere sul tema e/o intervenire di meno.

Se Lei usa il suo nome e cognome avrà le sue ragioni, ma questo non la eleva in importanza di interventi e non le da il diritto di essere sgarbato.

Questo glielo volevo dire da tempo , cioè da quando usava termini non proprio gentili nei confronti del signor Emanuele di cui ho visto tutti i suoi video e che non trovavo assolutamente sgarbato o altro, solo molto giovane ma a me piaceva proprio per questo, cioè per la sua schiettezza e il suo modo di parlare diretto. Cosa che forse noi di una certa età abbiamo perso con il tempo. Diretto non vuole assolutamente dire maleducato. Tutt'altro.

Anonimo ha detto...

rispondo brevemente a D.D. che domanda
Vorrei gentilmente chiedere, a Lino o a qualcuno che ha fatto il cammino,
anche questa icona qua viene consegnata? Ci sono persone che l'appendono in casa o nelle salette?...


che io sappia e per mia esperienza, visto che ho finito il cammino questa icona non ci è mai stata consegnata. A dire il vero non l'ho mai vista appesa sulle mura delle case dei miei ex fratelli di comunità o di altri neocatecumenali.
Mah puo' darsi l'abbia dipinta negli ultimi 10 anni? Non so

Lino ha detto...

Anonimo 22 gennaio 2017 18:34
La data sta sul dipinto: '69, con firma di Kiko tra mano e incavo del collo di "Maria".
In ogni caso, l'opera è attribuita a Kiko in tutti i cataloghi del Cammino: non trovo motivi per confutare la paternità. Avrebbe provveduto il pittore massimo in prima persona.

sandavi ha detto...

L'icona è appesa nella cappella del Santissimo Sacramento di San Bartolo a Scandicci. È l'originale

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Gentile Signor "Anonimo",
le chiedo scusa, la colpa è mia; ho letto superficialmente il suo commento in risposta a Vincenzo Gasparro, e ho capito che prendeva in giro quel povero giovane.

A proposito di Emanuele Baiocco, che ho in simpatia, fu lui, come era doveroso a scusarsi, come io lo faccio oggi nei suoi confronti.

So che ho una penna acuminata, mi rincresce, per compattere Kiko serve però.

Daniel Lifschitz

by Tripudio ha detto...

Per i cristiani il legittimo desiderio di visitare la Terrasanta (per andare ai luoghi in cui tutto ebbe inizio) ha avuto un drastico ridimensionamento negli ultimi decenni per la questione palestinese. Nel Cammino vigono le manie di ebraismo (inclusa la tappa finale del "pranzo a sorpresa" nell'hotel King David), che sono una cosa completamente diversa.

Quanto al profilo sopra citato, la maldicenza neocatecumenale è specchio del putridume che i kikos hanno in cuore (ed è uno dei motivi principali per mantenere l'anonimato): a chiunque può capitare distrattamente un "titolo acchiappa-clic" che poi ti assegna un "Like" su pagine che non ti saresti mai sognato di andare a vedere. Siccome il profilo di Vincenzo contiene solo quei due bislacchi gruppi (stranieri e inusuali), è ben possibile che sia il suo caso.

Il nostro caro fratello Pasqualone invece amava firmarsi zunbla sia quando con diversi nick censurava la pagina di wikipedia sul Cammino (se la suonava e se la cantava perfino nella propria pagina discussioni), sia quando si firmava come fedelissimo e santissimo neocatecumenale nei forum (disprezzato dai suoi stessi fratelli del Cammino), sia sui portali di incontri sessuali dove espose le proprie foto a torso nudo, con una vistosa pancia cadente, vantandosi di essere attraente per le ragazzine di metà dei suoi anni. Chissà quante volte se ne sarà vantato nelle confessioni pubbliche neocatecumenali, dicendo la solita tipica autogiustificazione: "sapete, quando il Signore ti toglie la mano dalla testa..."

Chissà, magari è stata questa suo pubblica figuraccia a farlo ossessionare dall'idea di dover conoscere assolutamente l'identità dei frequentatori di questo blog. Come se tali frequentatori fossero dei pericolosi eversivi da identificare e distruggere ad ogni costo. In realtà chi dopo un po' smette di scrivere, semplicemente lo fa perché ha voltato pagina nella propria vita e non vuole più sentir neppure parlare del Cammino Neocatecumenale, nemico di Dio e nemico delle anime.

D.D. ha detto...

Grazie a tutti per le interessanti informazioni sulle icone di Kiko.


x Lino
è -fango-, sugli occhi del Bambino… in effetti schiarendo l’immagine si vedono le pupille. Ci vuole veramente un iniziato, perlomeno di photoshop.

Stessa cosa per la Madonna del cammino, quella che appendono ovunque per pubblicizzare le catechesi. Nella versione schiarita si vede infatti scritto “Kiko” e “Maria”. Altrimenti, io almeno non me ne ero mai accorta.

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Sandavi ha detto...

"L'icona è appesa nella cappella del Santissimo Sacramento di San Bartolo a Scandicci. È l'originale"

Ma... ho capito male io, o la Chiesa non consente di spacciare come icona qualunque dipinto? Non ci sono dei canoni? O dove c'è un presbitero supplet ecclesia?

by Tripudio ha detto...

Si direbbe piuttosto che pecunia supplet Ecclesia...

Lino ha detto...

@ D.D.
Qui, caro D.D., bisogna capire innanzitutto il metodo. Quando Kiko dipinge Cristo con le proprie fattezze, non lo fa perché è totalmente pazzo e crede di essere il Messia anziché Napoleone o Garibaldi. Lo fa secondo una intenzione evidentissima quando si analizzino molteplici icone: l'adepto vede sì il volto di Cristo, ma viene anche rinviato a quello dell'iniziatore. Sul piano della comunicazione verbale, è la medesima tecnica che sta nel "santino" nel link sopra mostrato: "Il Messia presente in noi", dice Kiko. Un'altra frase, questa, che si sta diffondendo: il presbitero Francesco Voltaggio dice "Il Messia che sta crescendo in noi".
La tecnica è sempre la medesima: riprodurre nelle icone concezioni neocatecumenali, creare una relazione stretta tra il Sacro e il Cammino. L'icona diviene specchio del Cammino, non è più "porta regale" verso l'Altro e l'Altrove, "confine fra il mondo visibile e il mondo invisibile" per dirla con padre Pavel Florenskij. Questo il problema serio, oltre il giudizio sulle forme.

by Tripudio ha detto...

Che ci sia una crisi seria nella Chiesa è indubitabile. Guardate ad esempio come i gesuiti mettono sullo stesso piano l'eretico Lutero e il fondatore sant'Ignazio (n.b.: anche Kiko e Carmen hanno avuto parole di riguardo per Lutero).

Una cosa del genere, mezzo secolo fa, avrebbe avuto ripercussioni grosse. Ora se ne occupano solo pochi blog, e fra qualche giorno - sommersi dalle altre tragiche notizie di cronaca ecclesiale - nessuno ricorderà più l'evento.

Anonimo ha detto...

un inciso su questo paragrafo del libro del Signor Daniel?

...Nelle CNC il rosario viene trasmesso ufficialmente alle comunità dai loro catechisti in occasione di un pellegrinaggio a Loreto, la cosiddetta “Traditio".

no, signor Daniel la consegna del Rosario avviene ad una "tappa" del Padre Nostro.

In questa tappa (ce ne sono piu' di una per terminare il Padre Nostro) viene fatto un pellegrinaggio dalla comunità intera insieme ai catechisti .

In questo pellegrinaggio verranno visitati la Tomba di S. Paolo, il Colosseo, e verrà fatta una processione in San Pietro per visitare la tomba di Pietro.
Poi la domenica si assisterà all'Angelus. Ci sarà infine il viaggio a Loreto e in quell'occasione verranno consegnati i Rosari.

La traditio, con la consegna del Rosario non c'entra nulla.
Infatti dopo al traditio ci sarà una tappa intermedia (la Redditio) prima di arrivare al Padre Nostro e la conseguente consegna del Rosario .

D.D. ha detto...

Ma i camminanti, quanto conoscono effettivamente della vita e delle opere dei fondatori? E come ci si confrontano?

Lo chiedo perché per me è stata una brutta sorpresa il venire a conoscenza di come vivano ed abbiano vissuto, in realtà, quelli che credevo -qua cito- "Kiko e Carmen in favela che leggono il vangelo agli zingari e Kiko che si ispira alla loro musica per comporre canti".

Kiko e Carmen ai quali io avevo anche ingenuamente attribuito un matrimonio (tra di loro), tanti figli ed una vita da poveri in missione tra i poveri.
In linea con la loro predicazione, né più né meno.

La suggestione leggendaria sui fondatori era stata trasmessa anche me che non sono in cammino, tramite le omissioni e le distorsioni (credo in buona fede) di un racconto accettato con passiva fiducia da parte mia.

Quel che mi ha dato da pensare, è che non si trattava di qualche dettaglio fuori posto. Mi ero proprio formata un quadro d'insieme del CNC completamente incompatibile con le informazioni che poi ho acquisito in internet.

Le quali informazioni invece spiegano benissimo certi aspetti di cui non trovavo ragione altrimenti. Adesso non posso che condividere quello che dite: la leggenda è costruita programmaticamente.

E quindi mi chiedo: per i camminanti spinti a filiare o consacrarsi, quanto conta il fatto che Kiko e Carmen non siano/stati né consacrati né sposati? Cosa che, a quanto leggo in questo blog, viene stigmatizzata come grave disordine sessuale dagli stessi Kiko e Carmen?

Sono mai stati scrutinati Kiko e Carmen?
Se no, i camminanti lo sanno? E come accettano uno scrutinio imposto da persone non-scrutinabili, quando persino il Papa ha il suo confessore?

Se un camminante volesse dipingere icone per le salette, comporre musica non kika per le celebrazioni, o proporre catechesi un po'diverse, potrebbero farlo?
Se no, come vivono i camminanti questa proibizione?

Grazie a chi vorrà gentilmente rispondere.

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Grazie, Signor Anonimo,
visto che il libro "Kiko Arguello, santo o impostore?" è già in stampa, non posso ovviare a questo errore, che infatti, rende la mia accusa più pesante: il neocatechumeno deve aspettare all'incirca da 20 a 30 anni, prima di ricevere il Rosario, consegnatogli a Loreto. In Appendice XVI al mio libro, a pag 424, dove viene spiegato minuziosamente lo svolgersi di tutte le tappe del CNC, la consegna del Rosario si trova correttamente inserita nella tappa dell'"Elezione".

Daniel Alexander Lifschitz ha detto...

Gentile Signor "Anonimo",
le chiedo scusa, la colpa è mia; ho letto superficialmente il suo commento in risposta a Vincenzo Gasparro, e ho capito che prendeva in giro quel povero giovane.

A proposito di Emanuele Baiocco, che ho in simpatia, fu lui, come era doveroso a scusarsi, come io lo faccio oggi nei suoi confronti.

So che ho una penna acuminata, mi rincresce, per compattere Kiko serve però.

Daniel Lifschitz

Anonimo ha detto...

gentile signora D.D.
rispondere alle sue domande è difficile perchè ci sarebbe da parlare per ore e ore.
Ci provo.
la storia di Kiko e Carmen, almeno a me che sono stato un cammminante fin dall'inizio (primi anni 70) le posso dire che la si conosceva.
Non c'erano molti dettagli allora perchè né Kiko né Carmen ne avevano parlato molto.
Poi, come si sa, la memoria non è sempre "storica" ma con il tempo si infarcisce di episodi, vuoi inventati, vuoi interpretati in una maniera differente, vuoi ampliati con dettagli appositamente inventati o "ricordati" a secondo del momento che si vive o di quello che si vuole fare passare.
Dico questo perchè nell'ultima convivenza di riporto c'è stata una 3 giorni di "storia di Kiko e Carmen, l'origine del CNC" dagli inizi alla morte di Carmen e al futuro trapasso di Kiko.
A me è stata riportata tutta la convivenza minuto per minuto,+ fogli delle catechesi e lettere varie e filmini,di cui già noi vecchi ne eravamo a conoscenza, e le posso dire che molte cose sono state aggiunte alcune omesse, alcune reinventate.
Il momento è cruciale per il CNC. Dopo la morte di Carmen il cammino ha perso la sua parte "teologica" e quindi, rimanendo solo Kiko (padre Mario non conta nulla) si sta creando una storia che possa essere interpretata come Kiko ispiratore del Cammino, santo e martire perchè solo senza di Carmen, lui,sue parole, non potrà sopravvivere a tanta fatica e tanto dolore. "Coraggio fratelli"

I fratellli di comunità prendeno questo come oro colato, alcuni "vecchia guardia" se ne fregano perchè comunque fosse non possono mettere in discussione Kiko, Carmen la loro storia, il cammino NC e la loro vita stessa.

Altri i giovani prendono il cammino diciamo meno seriamente di quanto abbiamo fatto noi vecchie leve. Quindi a loro sta bene e, certamente, che non è prerogativa dei figli del cammino mettere in discussione niente. Nemmeno quando ci sono incongruenze forti ed evidenti nella storia raccontata e rivisitata ad oggi del CNC.
Vedi ad esempio l'annunciazione/visione della Madonna da parte di Kiko. Fino a pochi anni fa era "una luce che splendeva davanti" e la Madonna che parlava a Kiko direttamente,ora, lui ha raccontato che è stata una visione intellettiva. Cioè non l'ha mai vista la Madonna (altrimenti avrebbe dovuto sottostare a tutte le regole dettate dalla Chiesa per sottostare alla veridicità di questa apparizione) Infatti dire che è una visione intellettuale è notariamente piu' facile, perchè esclude ogni altra forma di intervento "naturale" e fenomenologico.
Quindi Kiko non ha visto la Vergine, non ci ha parlato, non ha ricevuto messaggi diretti, ma ha percepito la sua presenza. La Vergine era alle sue spalle, e KIko ha percepito sia la presenza sia la volontà della Madonna.
Kiko solo attraverso il suo intelletto ha recepito questa presenza e questa volontà.
Se mi posso permettere, senza nessuna offesa per Kiko , percepire presenze potrebbe anche essere un sintomo di disturbo neurologico o una psicosi o addirittura dovuto ad un abuso di alcool o droghe.

continua

Anonimo ha detto...

2) ./.

Tutti i camminanti, anche quelli di vecchia generazione, sapevano dal principio che Kiko e Carmen non erano sposati.
Ai miei tempi c'erano molte comunità "religiose", nate dopo in C.V.II in cui vivevano, insieme e in castità, uomini e donne con l'unico scopo di portare il Vangelo agli altri, anche attraverso l'esempio della loro vita casta.
Alcuni indossavano anche Sai come quelli francescani. Quindi noi, sinceramente, non siamo stati mai stupiti di questo.
Era l'epoca bohemien di quel tempo. Kiko e Carmen avevano molta influenza su noi ragazzi dei primi anni 70 quando tutto quello che volevamo era vivere un "cristianesimo piu' vicino alle origini".
Per quanto riguarda i camminanti di ora, penso che non mettano in discusisone questo, non se lo domandano proprio.
La castità , se vissuta realmente, puo' essere una scelta cristiana.

Cosi' come non si domandano se Kiko e Carmen sono stati scrutinati da qualcuno.
Possono i 2 Fondatori eletti dalla Madonna stessa essere scrutinati da un comune mortale, sia questo anche Catechista di primo livello? Cercamente no.
Kiko ha percepito la Madonna (non l'ha vista, ripeto) e Carmen era "teologa" quindi non interessa minimamente se hanno fatto i "passaggi" gli scrutini e se hanno indossato o meno la veste bianca.

Va da se che nessun camminante sente la necessità di dipingere o fare catechesi differenti da quelle infarcite da Kiko e Carmen e ora, povero, Padre Mario messo ai piedi di Kiko e Carmen anche dopo la morte.
E' cosi' non si mette in discusisone nulla e, anche se qualcuno lo fa, puo' prendere la porta ed andarsene.
Il camminoNC, dicono, non è per tutti. Menomale aggiugo io.

Anonimo ha detto...

al signor Daniel

mi scusi ancora lo faccio solo per chiarezza, sua e di quelli che ci leggono:

la consegna del Santo Rosario avviene nel Santuario della Santa Casa di Maria di Loreto, dopo una processione e una celebrazione i Rosari vengono consegnati uno per uno ai camminanti.

La tappa della consegna del Rosario è quindi la seconda del Padre Nostro, non l'Elezione. Per arrivare all' Elezione ci vorrà ancora tempo, cioè:

Dopo un periodo di studi Mariani, ci sarà la 3a tappa del Padre Nostro con convivenza e scrutini.

Solo allora, se la comunità passerà lo scrutinio si cominceranno le tappe per L'Elezione.

Questo dell'Elezione sarà un periodo molto lungo che finirà dopo anni con il Pellegrinaggio in Terra Santa.

Quello appunto a cui il signor Vincenzo si riferiva.

Anonimo ha detto...

Se un camminante volesse comporre musica non kika per le celebrazioni,................

Riguardo alla musica kika posso testimoniare che già negli anni ottanta era proibito ai semplici cantori proporre al megalom-music- one man band - analfabet-kiko,nuova musica(sempre dello stesso genere musicale "gitano" e canti tratti dai Salmi perchè, in una convivenza cantori,quella svoltasi all'interno di una Università Cattolica, il santone al microfono disse, (ordinò), di non inviare più audiocassette con nuovi canti proposti da cantori di mezza Europa perchè, solo lui e la cerchia di "gitani"avevano il "discernimento" per musicare nuovi canti,questo veniva dato loro sul monte Tabor tramite un'apposita convivenza.

E noi coglioni ad applaudirlo e adorarlo,
chi,sa se ha imparato a leggere un po di musica?Visto che le sue musiche non vanno oltre il giro di Do su di una chitarra, che ci andava a fare sul monte Tabor? E noi ....... ad applaudirlo e ad adorarlo,
chi sa quanti giovani talenti musicali ha castrato con la sua megalomania del monte Tabor?
e noi ....... ad applaudirlo ed adorarlo.

Lino ha detto...

@ Anonimo 23 gennaio 2017 11:16 ha detto... "mi scusi ancora lo faccio solo per chiarezza, sua e di quelli che ci leggono"

Precisazione opportuna. Per la chiarezza di quelli che leggono, però, è bene sottolineare che in questo blog la corretta sequenza è nota da sempre. Non vorrei che si pensasse il contrario. La rinvio a un commento di Michela di anni fa, ma ce ne sono molti altri: https://neocatecumenali.blogspot.com/2011/09/se-possiamo-resistere-ai-vescovi-perche.html?showComment=1315660744449#c8054581600668424548

Sul tempo necessario per la consegna del Rosario, se lo stesso Kiko nella conferenza con i padri Cappuccini a Cracovia riferì che occorrono dodici anni, non trovo motivi per confutarlo. Bocciature negli scrutini e fusioni di comunità a parte, naturalmente.

sandavi ha detto...

Si, Lino, 12 anni è il tempo "auspicato". La normalità però è molti più anni. Considera che la mia ex-comunità ancora non riceve nessun benedetto Rosario e si trovano ad anni 18 di cammino (+6 oltre la "tabella di marcia") fermo restando che il tempo di Kiko è ingiustificato e ingiustificabile anche a 12 anni.

Per cui rassicuro l'anonimo che ha giustamente corretto Daniel: l'abitudine di Kiko di riservarsi il Rosario è uno schifo contro la tradizione cattolica e un'offesa alla Santissima Madre di Dio che ne raccomandò la recita quotidiana a tutti, per primi a 3 fanciulli di 9-10 anni.

Per queste cose Kiko si dovrebbe solo vergognare, altro che canti e inni a "Maria" - da notare che in tutti i suoi canti al massimo l'attributo che Le concede è "Santa".

sandavi ha detto...

@D.D

In San Bartolo a Scandicci la tua osservazione purtroppo è priva di valore. E' una chiesa neocatecumenale a tutti gli effetti, un tempio riedificato da Del Prete qualche decennio fa. Una delle prime creazioni di Kiko sul modello dei disegni del centro neocat di PSG.

I preti sono tutti neocat, è un feudo neocat. Meno fanatici quando c'era Filippucci, un brav'uomo, oggi roccaforte inespugnabile. Non so il Vescovo come li veda (forse Pax può dirci qualcosa) ma di sicuro li appoggia.

Michela ha detto...

@ Lino,
anche se è vero che Kiko non crede di essere Cristo o il Messia però è innegabile che stia operando una sostituzione tra sé e Cristo.
E questa sostituzione non è solo un marchio di fabbrica, un riferimento al divino che legittima il cammino.
Il problema non è solo che Gesù Cristo viene rappresentato ed interpretato in funzione del cammino, ma che per estensione anche il singolo adepto si sostituisce a Cristo, come pure tutta la comunità. Kiko, la comunità e il singolo operano come Cristo. Kiko è il più grande perchè ha avuto l'intuizione divina, ma anche il singolo diventa Cristo. Il mondo visibile non è più intrecciato con il mondo invisibile, perchè esiste solo il mondo visibile, cioè la vita degli adepti che con le loro opere rendono visibile l'invisibile.( perchè si amano, salgono sulla croce, amano il nemico e perdonano).
Trovo molto pericoloso assimilare Kiko a Gesù perchè anche se l'intenzione originaria poteva esser quella di collegare il cammino al sacro, o di usare il divino come garante della bontà del cammino, adesso il messaggio che passa è che Kiko è il messia, che Kiko è il Cristo messianico, una figura che è necessaria per i nostri tempi.
Detto in altri termini in pratica nella catechesi orale si può dire che Kiko o il singolo sono 'come' Cristo quando compiono opere di obbedienza e salvano il mondo.
Nella catechesi per immagini il messaggio è diretto: Kiko è Cristo, l'adepto è Gesù bambino

Lino ha detto...

@ sandavi
Sì, sandavi, però: se la comunità "cammina male", se è inquinata da qualche "mormoratore", se non vi sono giuda capaci di santificare i fratelli, se le decime languono, mica possiamo dare la colpa a Kiko per questi sei anni di ritardo sulla tabella di marcia? :-)

Hai scritto bene: "Per queste cose Kiko si dovrebbe solo vergognare". Temo, purtroppo, che non conosca il significato del verbo.

Pax ha detto...

Pax ad Anonimo delle 11,29

sposo in pieno il tuo sfogo, mi hai risollevata.
Confermo quello che dici, quante minacce e disprezzo per ogni singola sincera iniziativa di buona volontà.
Antesiniano di questi orridi comportamenti il modo barbaro in cui è stato trattato Fabio Rosini, uno schifo, una vergogna.

Pax

Anonimo ha detto...

al Signor Lino:

non confutavo sugli anni ma sul fatto che il signor Daniel ha scritto nel suo primo post che il Rosario viene consegnato alla Traditio, poi pero' ha specificato che pur sapendo dell'errore che compare nel suo Libro, non puo' correggerlo perchè il Libro è già in stampa.

IL signor Daniel ha pero' ha aggiunto per chiarezza:
"In Appendice XVI al mio libro, a pag 424, dove viene spiegato minuziosamente lo svolgersi di tutte le tappe del CNC, la consegna del Rosario si trova correttamente inserita nella tappa dell'"Elezione"

era appunto a quest'ultimo paragrafo del suo post che volevo far "chiarezza".

A prescindere dagli anni, come ha ben detto Sandavi (possono essere 12/15/ di piu' dipende dalle comunità e comunque troppi) il Rosario viene consegnato ai catecumeniNC dopo la seconda tappa del Padre nostro .

Per arrivare all'elezione ci vorranno ancora anni e ulteriori scrutini (sia quelli relativi all'ultima tappa del Padre Nostro, sia quelli dell'Elezione).

per quanto riguarda il Rosario e la sua recita, ho già detto in altri post, che personalmente fu mia nonna ad insegnarmelo da bambino.

Autore della Lettera ha detto...

@D.D:

"Sono mai stati scrutinati Kiko e Carmen? Se no, i camminanti lo sanno? E come accettano uno scrutinio imposto da persone non-scrutinabili, quando persino il Papa ha il suo confessore?": domanda interessante. Me la posi anche io, sai a che età? 10 anni. Ancora non avevo la mia comunità e già le cose non mi quadravano. E feci questa domanda. La risposta fu che a loro lo scrutinio glielo ha fatto lo Spirito Santo. Quante volte ci ho pensato. Mi vorrei prendere a schiaffi: ero bambina e già la cosa non mi quadrava. E poi dicono che i bambini non capiscono. Vedevo qualcosa di non logico, ma ero già stata abituata a fidarmi non della mia intuizione ma delle loro risposte (perché l'intuizione è una forma di conoscenza superiore solo se ce l'ha Kiko, se ce l'hanno gli altri sono inganni).

"Se un camminante volesse dipingere icone per le salette, comporre musica non kika per le celebrazioni, o proporre catechesi un po'diverse, potrebbero farlo? Se no, come vivono i camminanti questa proibizione?". Forse questa propositività e intraprendenza c'era in passato. Oggi a nessuno verrebbe in mente neanche di proporlo, ma non per non sfidare Kiko: ormai sono tutti radicalmente convinti che il discernimento e il buon gusto (?) ce l'abbia solo lui. Ricordo due fatti:
1. Il canto sull'emorroissa: per me era disgustoso, soprattutto nelle parti del cantore. Parole che non si adattavano al ritmo scelto, forzatamente fatte entrare in un tempo che non lo consentiva (come mettersi un paio di scarpe 36 avendo un piede da 38), il testo rincorreva la musica senza raggiungerla mai. L'effetto era un parlato trascinato su degli accordi grattuggiati, senza alcuna armonia. Eppure tutti erano entusiasti.
2. A fronte di un problema interno alla comunità, i catechisti ("noi abbiamo discernimento su di voi", "la vita della comunità dipende dall'obbedienza ai catechisti") chiamano Kiko per sapere come risolvere il problema. Alla faccia del discernimento: tu, che conosci da una vita questa comunità, per risolvere un problema che interessa i tuoi catecumeni (che scrutini e senti da oltre 20 anni e quindi, in teoria, dovresti almeno vagamente conoscerli) telefoni a Kiko che, inconsapevole di chi siano le persone interessate, inconsapevole del problema e del suo sviluppo (che dipende dalle persone coinvolte), inconsapevole del contesto in cui si è verificato il problema, offre la sua soluzione illuminata a cui tutti dovremo obbedire per essere certi di stare camminando secondo la volontà di Dio. Il bello è che ce l'hanno anche detto: "Noi prima di dirvi qualsiasi cosa sentiamo i nostri catechisti, che riportano a Kiko e Kiko ci dice come dobbiamo fare". E me lo vieni pure a di'?! Il discernimento dei catechisti consiste in pratica nel fare una telefonata. Rimasi confusa a sentir dire questa frase a quella catechista. Era di una contraddizione talmente evidente che non capivo come facevano gli altri a non accorgersene.

Come i camminanti vivono le proibizioni, tu chiedi. Semplicemente, per loro non sono proibizioni: ormai a nessuno viene in mente di prendere la benché minima iniziativa perché l'obbedienza a Kiko è una garanzia. Tale obbedienza si trasforma poi inevitabilmente in imitazione. Puoi contravvenire alla dottrina ecclesiastica, ma se sei conforme a qualsiasi rutto emetta Kiko sei il camminante più illuminato sulla faccia della terra, "anche se andasse contro quello che dice il Papa" o "anche se mi dicesse di andare a buttarmi da un ponte", come mi disse una volta un fratello (con molta fierezza e convinzione).

Lino ha detto...

@Michela
Perfettamente d'accordo. Con la dizione "icona-specchio", dove il neocat si rispecchia nel dipinto, intendo giusto un processo di sostituzione che agisce a livello di subconscio. E, siccome le icone sono catechesi, è la catechetica di Kiko che opera in tal senso.

Anonimo ha detto...

Grazie Pax per il tuo commento devo dirti che anche Tu con uno dei tuoi primi interventi mi hai ridato forza,voglia di continuare su questo blog con vere testimonianze, mi sono ritrovato in tutto quello che hai detto, tanto da benedirti, con poche parole hai toccato il nervo che duole a tutti noi che siamo usciti o messi alla porta,sei stata di una chiarezza unica,ma che te lo dico affare, solo chi ha vissuto questo trauma può capirci.
Un abbraccio

Pax ha detto...

Pax
Autore della lettera, sei fantastica:
(perché l'intuizione è una forma di conoscenza superiore solo se ce l'ha Kiko, se ce l'hanno gli altri sono inganni). frase lapidaria che si spiega da sola.

Il resto del tuo commento merita un post.
Io che per anni ho vissuto dentro e a contatto con i megaitineranti-catecumeni di Kiko confermo tutte le tue testimonianze, una per una, ridicoli e patetici, da 40 anni in cammino e si vantavano, e quelli che ti cito erano fra gli inavvicinabili Cefali,DI NON FARE UN PASSETTINO SENZA CONSULTARE PRIMA KIKO, con le famose, stramaledette telefonate.
A volte sospendevano l'incontro con la comunità, per le complesse questioni da risolvere, andavano fuori e telefonavano a Kiko.... e dentro tutti trepidanti "Ammazza questo ha il numero di cellulare di Kiko!!!!" tutti trepidanti aspettavano il vaticinio riservato a loro soli!!!!

Si fa qualunque cosa, purchè l'abbia detta Kiko, vero.....verissimo.....
Invito ancora una volta i camminanti dubbiosi che si affacciano su questo blog, meditate fratelli, meditate.... ma quali teorie, noi vi diamo fatti concreti.

Pax

Autore della Lettera ha detto...

@Pax

"DI NON FARE UN PASSETTINO SENZA CONSULTARE PRIMA KIKO"
: usano tutti le stesse, identiche frasi. È esattamente la frase che ci disse quella catechista.

Anonimo ha detto...

Anonimo 10:46

E' frase che si sente spesso gettata in faccia a chi non accetta di intraprendere il cammino neocatecumenale o a chi se ne esce: ma se "il cammino non è per tutti"- e meno male lo dico pure io!- non vuol dire che il limite sia di chi non lo fa!!!
A mio avviso tra ambilavenze, lungaggini, abusi liturgici, errori dottrinali e teologici, vessazione psicologica, dipendenza, vien fuori che i limiti ce li abbia proprio e solo il cn.A.C.

Lino ha detto...

Sì, condivido Pax, la frase "perché l'intuizione è una forma di conoscenza superiore solo se ce l'ha Kiko, se ce l'hanno gli altri sono inganni" è da tramandare ai posteri.
Quando l'intuizione ce l'hanno gli stessi catechisti NC, è un lavoraccio per lo Spirito Santo che, a detta dello stesso Kiko, deve correre a correggere nelle orecchie dei catechizzati le cose incomplete o mal dette.
Con Kiko questo non accade mai. Quando mai è accaduto, nel mamotreto per la fase di conversione? :-)

Anonimo ha detto...

@Autore della lettera
A fronte di un problema interno alla comunità, i catechisti ("noi abbiamo discernimento su di voi", "la vita della comunità dipende dall'obbedienza ai catechisti") chiamano Kiko per sapere come risolvere il problema. Alla faccia del discernimento: tu, che conosci da una vita questa comunità, per risolvere un problema che interessa i tuoi catecumeni (che scrutini e senti da oltre 20 anni e quindi, in teoria, dovresti almeno vagamente conoscerli) telefoni a Kiko che, inconsapevole di chi siano le persone interessate, inconsapevole del problema... [omissis] ...ce l'hanno anche detto: "Noi prima di dirvi qualsiasi cosa sentiamo i nostri catechisti, che riportano a Kiko e Kiko ci dice come dobbiamo fare". E me lo vieni pure a di'?! Il discernimento dei catechisti consiste in pratica nel fare una telefonata.

Per quanto lo ritengo un sistema "folle", potrebbe avere una sua logica, trattandosi di problematiche relative alla comunità... solo che questa prassi si ripercuote spesso e volentieri con molti fratelli del CN che chiamano i catechisti per questioni personali tipo un problema a scuola con i figli, se accettare o meno un lavoro fuori, se fare o meno uno stage all'estero... e questa forma di "demandare ad altri" mi atterrisce ancora di più.

Etneo

D.D. ha detto...

Grazie moltissime per le tutte le informazioni e le testimonianze su come i camminanti percepiscono Kiko.

Mi colpiscono molte cose, ne riporto alcune:

1 - La memoria storica del Commentatore delle 10:39 e 10:46

Constatare come, pur essendo terminata da decenni la sperimentazione degli anni 70, molte idee dell’epoca le ritroviamo cristallizzate e messe in pratica tali e quali nel CNC.

L’idea che non è tanto importante ragionare o imparare a pensare, discernere, conoscere. È importante raggiungere un sentimento fisico forte di vicinanza a Dio e di unità con i fratelli.

La sovversione dell’ordine costituito, l’affrontare la Chiesa (i genitori, i vecchi, i borghesi, la società) per realizzare un sistema nuovo (il cammino) che salvi l’umanità. Il giovane (Kiko) che si ribella al padre (Papa) e poi, come altri bravi sessantottini, finisce per prendere il suo posto in soglio.


2 - Dove l’amore è cieco non ci si pongono domande.

Premetto che per me personalmente il Timor di Dio è un Amore Altissimo (e Altrissimo) che non rientra in nessuna delle forme dell’amore tra gli umani. Per cui non mi trovo a mio agio con quello che a me sembra un vero e proprio innamoramento cieco da parte dei camminanti verso il CNC e (scopro qui) verso Kiko. Tanto che porta le persone a “concedersi” a chi non si concede senza porsi domande.

Sicuramente non entro nel merito dell'amore dei NC per il Signore, il quale, essendo grande, misericordioso ed onnipresente, è vicino a tutti quelli che lo cercano.

Però mi pongo domande sull’inganno d'amore orchestrato dai fondatori del CNC.


3 - La musica, e le altre arti.

Mi dispiace terribilmente per tutti i talenti stroncati.
Spero veramente che abbiano avuto altre occasioni altrove.

Anonimo ha detto...

@Etneo

" solo che questa prassi si ripercuote spesso e volentieri con molti fratelli del CN che chiamano i catechisti per questioni personali tipo un problema a scuola con i figli, se accettare o meno un lavoro fuori, se fare o meno uno stage all'estero... e questa forma di "demandare ad altri" mi atterrisce ancora di più.2

Esatto...ma questo purtroppo è colpa dei camminanti...che preferiscono che qualcuno scelga per loro...i catechisti dovrebbero evitare di scegliare per altri e limitarsi a far luce su tutte le sfaccettature della scelta e soprattutto evitare frasi del tipo "io farei così"....in altri ambiti non sarebbe determinante...ma in questo ambito sarebbe interpretata come "la scelta giusta"...

La bontà della direzione spirituale si vede proprio in questi frangenti, credo che sia una cosa difficilissima, aiutare senza condizionare.

Dalla mia esperienza, vedo come esista una tendenza a "deresponsabilizzarsi" in generale, non solo all'interno del cammino, nel cammino però tutto questo è amplificato, e comodo far decidere agli altri, salvo quando poi le cose vanno male e si da la colpa a chi a deciso per noi, salvo dimenticarsi che proprio noi non volevamo decidere e abbiamo fatto di tutto per far decidere ad altri.

Mav

by Tripudio ha detto...

Ahinoi, ma questo è proprio il "carisma" del Cammino: far credere ai poveri adepti che devono mettere da parte la propria volontà e la propria responsabilità. Ufficialmente sei "libero", praticamente sei schiavo; ufficialmente "riconosci l'opera del Signore", praticamente reciti la parte del bravo fedele altrimenti te la fanno pagare cara.

Al commento delle 23:36 mi permetto di aggiungere che il singolo dettaglio su "quando" viene "consegnato" il rosario è solo un fattore secondario. Più importante di questo è il fatto che nel Cammino il rosario (così come gli altri grandi tesori della spiritualità cattolica) è in secondo piano almeno fino a quando non viene esplicitamente "consegnato". Quei tesori sono letteralmente a disposizione di tutti i cristiani, e il Cammino invece fa in modo da "consegnarteli", cioè toglierteli fino a quando i capibastone non decidono di promuoverti alla "tappa" apposita.

PAOLO ha detto...

http://www.scuoladipreghiera.it/omelie/

by Tripudio ha detto...

Ringraziamo il Pasqualone che alle 2:59 del mattino consulta tenacemente omelie.

Anonimo ha detto...

Che intendi Tripudio?

Autore della lettera

D.D. ha detto...

Autore della lettera ha detto...

"Il bello è che ce l'hanno anche detto: "Noi prima di dirvi qualsiasi cosa sentiamo i nostri catechisti, che riportano a Kiko e Kiko ci dice come dobbiamo fare". E me lo vieni pure a di'?! "

È un modo veramente fantozziano, ma almeno così sai con chi hai a che fare...

Mi ha fatto pensare a quante volte persone di chiesa (presbiteri, catechisti ed anche amici) a cui ho chiesto un parere od un consiglio hanno fatto la stessa cosa con me, però senza dirmelo. Io ho esposto un dubbio e mi sono beccata la kikata standard.

A questo proposito vorrei chiedervi se, a parte la traditio e la redditio, che sono riconoscibili, c'è anche una tappa dove ci si occupa della conversione di amici e parenti (escluso matrimonio) "lontani".
Un bel giorno passano dalla quiescenza ad attacchi convertenti, non richiesti e maldestri... Se un mandato c'è, non viene dichiarato. Altrimenti, è motu proprio :-)
Grazie molte a chi può darmi spiegazioni anche su questo.

Il dubbio mi viene perché, leggendo il blog, mi sono resa conto di essere stata destinataria dell'operazione "vai e chiedi perdono a chi hai offeso".
È stato un episodio stranissimo e, da parte mia, non necessario perché avevo già perdonato. Il paradosso di quel momento ora lo attribuisco all'imposizione esercitata dai catechisti sul povero camminante, quale prezzo per la sua conversione.

Leggo il blog, confronto col CCC, e cerco le kikate che anche io ho accettato da persone di fiducia ed incorporato alle mie credenze, per poi agire di conseguenza.

Ne trovo molte che ho ritenuto inaccettabili e che mi hanno fatto allontanare a lungo dalla Chiesa... erano spacciate per cristiane ma erano kikiane.

Frasi scritte nei mamotreti e ripetute pari pari, chi c'è, c'è. E quindi scritte anche per me. Non perché io sia qualcuno in particolare, ma è proprio questa l'immagine che mi si forma, del destinatario ideale del kikomessaggio - beninteso secondo il mittente!- : "centomila come uno, siete in pratica nessuno".

E quale risposta rimane, ad una cosa del genere :-)

by Tripudio ha detto...

Rispondo ad Autore della lettera.
Alcuni dei nostri fedelissimi commentatori - in primis il Pasqualone, già citato - godono parecchio nell'azzeccare figuracce, e ogni volta cambiano firma/account/pseudonimo per guadagnare di nuovo l'attenzione.

Vengono qui a scaraventarci addosso frasi fatte, omelie preconfezionate, citazioni (che non c'entrano niente) di papi e vescovi e preti, mezze verità e totali menzogne, e e soprattutto a negare il valore di qualsiasi testimonianza, documento, notizia, fatto concreto che non aumenti il prestigio del Cammino. Sono letteralmente ossessionati dall'idea che qualcosa sveli le magagne del Cammino - che loro conoscono ma che negano, negano, negano, sapendo che una menzogna ripetuta un milione di volte alla fine comincerà a sembrare un po' vera. Chi si addentra fedelmente nel neocatecumenalismo capisce che la menzogna e l'inganno sono strumenti santi quando vengono adoperati (perfino contro i propri cari) per difendere il Cammino e i suoi autonominati "iniziatori".

Nella loro mentalità malata (spiritualmente malata) i fratelli che hanno fatto il "gran salto", quando si sono ritrovati davanti all'inevitabile bivio (come avviene ineluttabilmente prima o poi per tutti loro) del dover scegliere tra il sostenere un'evidente menzogna o l'ammettere che il Cammino in qualche punto è sbagliato, hanno deliberatamente e volontariamente scelto la menzogna. Hanno cioè avuto paura di ammettere di aver sbagliato e di aver indotto a sbagliare persino i propri cari, e hanno perciò preferito l'idolatria pur di restare coerenti con sé stessi (pur sapendo che solo gli stupidi sono sempre coerenti con sé stessi, e che se un peccatore fosse coerente con la propria vita non andrebbe mai a confessarsi).

Qualche fratello molto esperto nell'ipocrisia è riuscito ad entrare nel ramo sbagliato di quel bivio mantenendo l'aria da pio, mite e innocuo santerellino (e magari riesce così a far carriera nel Cammino: tutti i grossi "super-catechisti" neocatecumenali sono di tal fatta), molti altri manifestano più esplicitamente la propria ossessione (poiché non è affatto facile vivere difendendo una menzogna), chi pestando la propria moglie o la propria figlia perché ha mangiato una banana senza usare forchetta e coltello (successo davvero), chi approfittando sessualmente delle proprie inquiline (vedi link qui), ecc.

Anonimo ha detto...

Rispondo al commento di D.D. del 23 gennaio 2017 01:52


"E quindi mi chiedo: per i camminanti spinti a filiare o consacrarsi, quanto conta il fatto che Kiko e Carmen non siano/stati né consacrati né sposati? Cosa che, a quanto leggo in questo blog, viene stigmatizzata come grave disordine sessuale dagli stessi Kiko e Carmen?"


Hitler era di origine ebraica.

Anonimo ha detto...

@.D.D.

rispondo al "vai e chiedi perdono a chi hai offeso".

2° passaggio, a me lo chiesero per telefono.

Valentina Giusti ha detto...

A Paolo che è un po' nottambulo, come me: mi fa piacere che tu continui a leggerci.
Grazie per le omelie che hai postate.
Ne ho ascoltate alcune, molto profonde nella loro semplicità e soprattutto incoraggianti. Le consiglio anch'io:
http://www.scuoladipreghiera.it/omelie/
Un caro saluto!

D.D. ha detto...

x Anonimo del 24 gennaio 2017 19:39

... a me alla fermata dell’autobus, con tanto di traffico dell’ora di punta.

Il contesto infelice ed il modo asettico di parlarmi mi diedero la netta impressione che la persona non venisse da me per riconciliarsi (nei fatti, avevo già perdonato e credevo che si vedesse!) ma per togliersi un peso, senza neppure calcolare la mia possibile reazione.

Secondo le esperienze riportate in questo blog, ora posso supporre che quel peso, addosso a questa persona, lo avessero messo i catechisti, facendole sviscerare la propria vita, facendole dichiarare peccati, e riconoscere divisioni anche là dove in realtà non c’erano, ma secondo gli schemi predefiniti.

Trovo molto brutto che il meccanismo del CNC sia costruito apposta per indurre le persone a rinunciare alla propria intelligenza (anche molta!) ed alla padronanza dei movimenti fisici, anche minimi: la scelta delle parole, dei momenti giusti... per recitare un kikopione, che è, di fatto, un casco di realtà virtuale. In certi casi, visto dall'esterno, non si apprezza né vera conversione né cambiamento, solo sostituzione di personalità.

È anche molto truffaldina la pretesa del CNC di brevettare, quale ispirazione kikiana di origine divina, il metodo della terapia di gruppo, basata sui valori umanissimi di condivisione e partecipazione, la cui efficacia ha sicuramente dei limiti naturali, ma sicuramente non limiti esoterici come quelli dichiarati dal CNC.

Anonimo ha detto...

@ D.D.

Forse il ragazzo stava entrando in seminario?

Romano Apostolico

D.D. ha detto...

x Romano Apostolico

Forse il ragazzo stava entrando in seminario?

Perché questa domanda? (curiosità vera)
E, no, non è questo il caso.

Anonimo ha detto...

Perché prima di entrare ci si deve riconciliare.

Romano Apostolico

by Tripudio ha detto...

Riconciliare con Dio o riconciliare con Kiko?

D.D. ha detto...

Spero bene che un seminarista che si voglia riconciliare con qualcuno chiami l'interessato in Chiesa, prenda un po'di tempo per il raccoglimento e la preghiera, anche insieme, e spieghi bene il motivo dell'incontro.

Oltre ad essere sinceramente coerente nel sentire e nell'azione.
Almeno questo, almeno lui.

Anonimo ha detto...

Quello che fa lo saprà lui, non certamente io.
Io ho solo risposto alla domanda.

Romano Apostolico

D.D. ha detto...

E chi ha detto il contrario.