Riflettiamo su queste parole del Papa durante l'ultima udienza del mercoledì (7 marzo), che ribadiscono la struttura e la missione della Chiesa, cui si rivelano contrapposte la struttura e i ruoli del cammino e la sua missione scoordinata dal mandato Apostolico nel momento stesso in cui non obbedisce al Papa, anche se vogliamo prescindere dai contenuti eretici degli insegnamenti
"L'occasione immediata della lettera [Lettera di Clemente ai Corinzi -ndR] schiude al Vescovo di Roma la possibilità di un ampio intervento sull'identità della Chiesa e sulla sua missione. ...“Siamo una porzione santa”, ammonisce, “compiamo dunque tutto quello che la santità esige” (30,1). In particolare, il Vescovo di Roma ricorda che il Signore stesso “ha stabilito dove e da chi vuole che i servizi liturgici siano compiuti, affinché ogni cosa, fatta santamente e con il suo beneplacito, riesca bene accetta alla sua volontà... Al sommo sacerdote infatti sono state affidate funzioni liturgiche a lui proprie, ai sacerdoti è stato preordinato il posto loro proprio, ai leviti spettano dei servizi propri. L'uomo laico è legato agli ordinamenti laici” (40,1-5: si noti che qui, in questa lettera della fine del I secolo, per la prima volta nella letteratura cristiana, compare il termine greco “laikós”, che significa “membro del laos”, cioè “del popolo di Dio”). [Ricordiamo che kiko, il quale non è neppure sacerdote si arroga funzioni di vescovo, impugna il pastorale, forma i suoi sacerdoti i quali a lui e non al vescovo devono obbedienza, come tutti devono obbedienza ai catechisti, che sono laici non formati dalla chiesa, ai quali devono assoggettarsi anche tutti i 'presbiteri' che operano nella comunità neocatecumenale e che invece, per il loro ministero sacerdotale, dovrebbero porsi loro come guide -ndR]
In questo modo, riferendosi alla liturgia dell'antico Israele, Clemente svela il suo ideale di Chiesa. Essa è radunata dall’“unico Spirito di grazia effuso su di noi”, che spira nelle diverse membra del Corpo di Cristo, nel quale tutti, uniti senza alcuna separazione, sono “membra gli uni degli altri” (46,6-7). La netta distinzione tra il “laico” e la gerarchia non significa per nulla una contrapposizione, ma soltanto questa connessione organica di un corpo, di un organismo, con le diverse funzioni. La Chiesa infatti non è luogo di confusione e di anarchia, dove uno può fare quello che vuole in ogni momento: ciascuno in questo organismo, con una struttura articolata, esercita il suo ministero secondo la vocazione ricevuta. Riguardo ai capi delle comunità, Clemente esplicita chiaramente la dottrina della successione apostolica. Le norme che la regolano derivano in ultima analisi da Dio stesso. Il Padre ha inviato Gesù Cristo, il quale a sua volta ha mandato gli Apostoli. Essi poi hanno mandato i primi capi delle comunità, e hanno stabilito che ad essi succedessero altri uomini degni. Tutto dunque procede “ordinatamente dalla volontà di Dio” (42). Con queste parole, con queste frasi, san Clemente sottolinea che la Chiesa ha una struttura sacramentale e non una struttura politica. [Ricordiamo che il cammino NC mette in opposizione due Chiese, quella sacramentale (prima di Costantino) e quella giuridica (dopo Costantino), ora i NC sarebbero la nuova Chiesa sacramentale, con una propria diversa struttura e ruoli -ndR]
L’agire di Dio che viene incontro a noi nella liturgia precede le nostre decisioni e le nostre idee. La Chiesa è soprattutto dono di Dio e non creatura nostra, e perciò questa struttura sacramentale non garantisce solo il comune ordinamento, ma anche questa precedenza del dono di Dio, del quale abbiamo tutti bisogno.
... Così la lettera di Clemente affronta numerosi temi di perenne attualità. Essa è tanto più significativa, in quanto rappresenta, fin dal primo secolo, la sollecitudine della Chiesa di Roma, che presiede nella carità a tutte le altre Chiese. Con lo stesso Spirito facciamo nostre le invocazioni della “grande preghiera”, là dove il Vescovo di Roma si fa voce del mondo intero: “Sì, o Signore, fa' risplendere su di noi il tuo volto nel bene della pace; proteggici con la tua mano potente... Noi ti rendiamo grazie, attraverso il sommo Sacerdote e guida delle anime nostre, Gesù Cristo, per mezzo del quale a te la gloria e la lode, adesso, e di generazione in generazione, e nei secoli dei secoli. Amen” (60-61).
Masonería, cábala y kikismo (y IV)
-
*INICIACIÓN, GRADUALIDAD Y ARCANO: UN ANÁLISIS CRÍTICO DEL CAMINO
NEOCATECUMENAL, LA CÁBALA Y LA MASONERÍA DE BUGNINI*
*4. RUPTURA CON LA ECLES...
1 giorno fa






