lunedì 16 settembre 2013

Pio XII ci parla dell'adorazione eucaristica

La seguente citazione è tratta dall'enciclica Mediator Dei, del 1947, ancor oggi attualissima e particolarmente sferzante per i neocatecumenali a causa degli strafalcioni insegnati loro dagli iniziatori del Cammino.

Ne raccomandiamo la lettura ai fratelli delle comunità del Cammino, comunità in cui vigono quelle boiate pazzesche di Kiko e Carmen che (più coi fatti che con le parole) banalizzano l'adorazione eucaristica. Infatti -fateci caso!- non si inginocchiano mai, hanno dei tabernacoli orrendi (che spesso velano addirittura di nero!), riducono la Messa ad una chiassata "tutti seduti", credono che l'aver costruito in Galilea una "cappella dell'adorazione" significhi culto eucaristico certificato per tutti, eccetera.


L’adorazione dell’Eucaristia

Il nutrimento Eucaristico contiene, come tutti sanno, «veramente, realmente e sostanzialmente il Corpo e il Sangue insieme con l’Anima e la Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo»; non fa quindi meraviglia se la Chiesa, fin dalle origini, ha adorato il Corpo di Cristo sotto le specie Eucaristiche, come appare dai riti stessi dell'Augusto Sacrificio, con i quali si prescrive ai sacri ministri di adorare il santissimo Sacramento con genuflessioni o con inclinazioni profonde.

I Sacri Concili insegnano che, fin dall'inizio della sua vita, è stato trasmesso alla Chiesa che si deve onorare «con una unica adorazione il Verbo Dio incarnato e la sua propria carne»; e Sant’Agostino afferma: «Nessuno mangia quella carne, senza averla prima adorata», aggiungendo che non solo non pecchiamo adorando, ma pecchiamo non adorando.

Da questi principi dottrinali è nato e si è venuto poco a poco sviluppando il culto Eucaristico dell’adorazione distinto dal santo Sacrificio. La conservazione delle Sacre Specie per gli infermi, e per tutti quelli che venivano a trovarsi in pericolo di morte, introdusse il lodevole uso di adorare questo cibo celeste conservato nelle chiese. Questo culto di adorazione ha un valido e solido motivo. L'Eucaristia, difatti, è un sacrificio ed è anche un Sacramento; e differisce dagli altri Sacramenti in quanto non solo produce la grazia, ma contiene in modo permanente l'Autore stesso della grazia. Quando, perciò, la Chiesa ci comanda di adorare Cristo nascosto sotto i veli Eucaristici, e di chiedere a Lui doni soprannaturali e terreni di cui abbiamo sempre bisogno, manifesta la fede viva, con la quale crede presente sotto quei veli suo Sposo divino, gli manifesta la sua riconoscenza e gode della sua intima familiarità.

Di questo culto la Chiesa, nel decorso dei tempi, ha introdotto varie forme, ogni giorno certamente più belle e salutari: come, per esempio, devote ed anche quotidiane visite ai divini tabernacoli; benedizioni col santissimo Sacramento; solenni processioni per paesi e città, specialmente in occasione dei Congressi Eucaristici, e adorazioni dell'augusto Sacramento pubblicamente esposto. Le quali pubbliche adorazioni talvolta durano per un tempo limitato, talvolta, invece, sono prolungate per intere ore e anche per quaranta ore; in qualche luogo sono protratte per la durata di tutto l'anno, a turno, nelle singole chiese; altrove, poi, si continuano anche di giorno e di notte, a cura di Comunità religiose; e ad esse spesso prendono parte anche i fedeli.

Questi esercizi di devozione contribuirono in modo mirabile alla fede ed alla vita soprannaturale della Chiesa militante in terra la quale, così facendo, fa eco, in certo modo, alla Chiesa trionfante che innalza in eterno l'inno di lode a Dio e all'Agnello «che è stato ucciso». Perciò la Chiesa non solo ha approvato, ma ha fatto suoi e ha confermato con la sua autorità questi devoti esercizi, propagati dovunque nel corso dei secoli. Essi sgorgano dallo spirito della sacra Liturgia; e perciò, qualora siano compiuti col decoro, la fede e la devozione richiesti dai sacri riti e dalle prescrizioni della Chiesa, certamente aiutano moltissimo a vivere la vita liturgica.

Né si deve dire che questo culto Eucaristico provoca una erronea confusione tra il Cristo storico, come dicono, che è vissuto in terra e il Cristo presente nell'Augusto Sacramento dell'altare, e il Cristo trionfante in cielo e dispensatore di grazie; si deve, anzi, affermare che, in tal modo, i fedeli testimoniano e manifestano solennemente la fede della Chiesa, con la quale si crede che uno e identico è il Verbo di Dio e il Figlio di Maria Vergine, che soffrì in Croce, che è presente nascosto nella Eucaristia, che regna nel cielo. Così S. Giovanni Crisostomo: «Quando te lo vedi presentare (il Corpo di Cristo), di’ a te stesso: Per questo Corpo non sono più terra e cenere, non più schiavo, ma libero: perciò spero di avere il cielo e i beni che vi si trovano, la vita immortale, l’eredità degli Angeli, la compagnia di Cristo: questo Corpo, trafitto dai chiodi, dilaniato dai flagelli, non fu preda della morte . . . Questo è quel corpo che fu insanguinato, trapassato dalla lancia, dal quale scaturirono due fonti salutari: l'una di sangue, l'altra di acqua . . . Questo Corpo, ci diede e da tenere e da mangiare, il che fu conseguenza di intenso amore».

In modo particolare, poi, è molto da lodarsi la consuetudine secondo la quale molti esercizi di pietà entrati nell'uso del popolo cristiano si concludono col rito della benedizione Eucaristica. Nulla di meglio e di più vantaggioso del gesto col quale il sacerdote, levando al cielo il Pane degli Angeli, al cospetto della folla cristiana prostrata, e volgendolo intorno in forma di croce, invoca il Padre celeste perché voglia volgere benignamente gli occhi a suo Figlio, crocifisso per amor nostro, e a causa di Lui che volle essere nostro Redentore e fratello, e per suo mezzo, effonda i suoi doni celesti sui redenti dal sangue immacolato dell'Agnello.

Procurate, dunque, Venerabili Fratelli, con la vostra abituale, somma diligenza, che templi edificati dalla fede e dalla pietà delle generazioni cristiane nel decorso dei secoli come un perenne inno di gloria a Dio Onnipotente e come degna dimora del nostro Redentore nascosto sotto le specie Eucaristiche, siano il più possibile aperti ai sempre più numerosi fedeli, perché essi, raccolti ai piedi del nostro Salvatore, ascoltino il suo dolcissimo invito: «Venite a me voi tutti che siete tribolati ed oppressi, ed io vi ristorerò». Siano davvero i templi la casa di Dio, nella quale chi entra per domandare favori, si allieti di tutto conseguire e ottenga la celeste consolazione.

Soltanto così potrà avvenire che tutta l'umana famiglia si pacificherà nell'ordine, e con mente e cuore concordi canterà l'inno della speranza e dell'amore: «Buon Pastore, pane verace - o Gesù, di noi pietà: - tu ci pasci, tu difendici; facci tu vedere la felicità - nella terra dei viventi».

martedì 10 settembre 2013

La Comunione "tutti insieme contemporaneamente" non è lecita


I fondatori del Cammino danno il pessimo esempio:
comunione "seduti" e "tutti insieme contemporaneamente"
Visto che si parlava di prendere la comunione in contemporanea, vorrei riportare un documento della Congregazione del Culto Divino. A pagina 609 c'è una domanda sui dubbi liturgici, con conseguente risposta (la traduzione è libera mia, c'è una versione in inglese qui):

[Domanda]
Se sia lecito al sacerdote celebrante assumere la comunione solo dopo che la Santa Eucaristia sia stata distribuita ai fedeli o di distribuire la Santa Eucaristia ed in seguito assumere la comunione insieme alle persone?

[Risposta] Negativa ad entrambe.

L'uso di questo modo di celebrare da parte del sacerdote, cioè di assumere la comunione solo dopo che la santa Eucarestia è stata distribuita ai fedeli, oppure, avendo già distribuita la santa Eucarestia, assumere la comunione allo stesso tempo con tutti, deriva da una singolare opinione, ovvero che i fedeli, come ospiti della mensa eucaristica, debbano essere serviti per primi.

In tutti i Riti della Chiesa si può riscontrare l'ordine tramandato per accedere alla santa Comunione: prima comunica il Vescovo o il sacerdote celebrante, poi gli altri ministri secondo l'ordine gerarchico, ed infine il popolo.

Il sacerdote comunica per primo non per umano prestigio, ma a causa della dignità e natura del suo ministero. Egli agisce infatti nella persona di Cristo, per via dell'integrità del sacramento e poichè presiede alla congregazione del popolo: "Così i presbiteri, unendosi con l'atto di Cristo sacerdote, si offrono ogni giorno totalmente a Dio, e nutrendosi del Corpo di Cristo partecipano dal fondo di se stessi alla carità di colui che si dà come cibo ai fedeli." (Redemptionis Sacramentum, n. 97).

Quindi, a giudizio della Congregazione del Culto Divino, il modo di assumere la comunione nel cammino neocatecumenale non è lecito.
Kikarmezzi


Il fondatore del Cammino Neocatecumenale
Kiko Argüello mentre fa la Comunione
"processionalmente e senza mani"
(sia pure ostentando "braccia conserte"
come gesto di ostilità contro Benedetto XVI)
Mi permetto di aggiungere una postilla.

Il giudizio della Congregazione dà una indicazione "operativa": «prima comunica il Vescovo o il sacerdote celebrante, poi gli altri ministri secondo l'ordine gerarchico, ed infine il popolo».

Dà anche una breve spiegazione («non per umano prestigio...»), ma per brevità non entra ulteriormente nel merito, perché altrimenti dovrebbe dilungarsi su alcuni punti:

  • anzitutto il fatto che è il sacerdote ad offrire il sacrificio, i cui benefici vengono poi partecipati ai fedeli (il sacerdote che amministra l'Eucarestia ai singoli fedeli, uno per uno)
  • quindi il fatto che "tutti insieme contemporaneamente al sacerdote" implica il dover trattenere la particola consacrata fino a che non giunga il segnale convenuto, come se il sacramento avesse meno importanza delle comodità scenografiche dell'assemblea
  • il Concilio Vaticano II, nella Sacrosanctum Concilium al numero 55 dice: «Si raccomanda molto quella partecipazione più perfetta alla messa, nella quale i fedeli, dopo la comunione del sacerdote, ricevono il corpo del Signore con i pani consacrati in questo sacrificio».
Ancor oggi nel Cammino Neocatecumenale vige la prassi kikiana-carmeniana della comunione tutti insieme contemporaneamente al sacerdote, prassi teologicamente sbagliata rispetto al sacerdozio, liturgicamente sbagliata perché "trattiene" il Sacramento per adeguarlo al gesto del "tutti insieme", e infine anche illecita, come confermato dalla Congregazione.

A questo punto sorge una domanda: perché mai nelle comunità del Cammino è invalso quell'errore?

lunedì 2 settembre 2013

Mamotreti

Il termine mamotreto è pressappoco traducibile come "brogliaccio, quaderno non rilegato". Con questo termine, i cosiddetti "catechisti" del Cammino Neocatecumenale indicavano i sussidi ciclostilati contenenti le esternazioni degli "iniziatori" Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, da ripetere alla lettera perfino nelle battute di spirito e nell'intonazione della voce, nonostante l'indicazione di "appunti": i due spagnoli, infatti, sono convinti di aver parlato sotto dettatura dello Spirito. E perciò fino a non troppi anni fa Kiko esaminava personalmente i suoi cosiddetti "catechisti" sulla loro fedeltà assoluta nel ripetere a memoria ogni passaggio, come tanti pappagalli.

Fin dagli inizi del Cammino Kiko e Carmen hanno infatti comandato di non lasciare nulla di scritto, in modo da potersi difendere insinuando di essere stati male interpretati. I cosiddetti "catechisti" erano tenuti a nascondere accuratamente le loro copie (persino ai loro cari) e, mentendo, a negare sempre risolutamente l'esistenza dei mamotreti: ebbero la faccia tosta di negarla persino anni dopo che padre Enrico Zoffoli ne era venuto in possesso di una copia pubblicandone e commentandone ampi estratti, scoprendovi errori madornali per quel che riguarda la fede.

Tale menzogna sistematica era necessaria per poter spacciare il Cammino come ispirato dallo Spirito. Nelle "catechesi per adulti" e nelle comunità i cosiddetti "catechisti", nel recitare la parte degli "ispirati" (talvolta perfino in buona fede), hanno sempre ingannato i neocatecumenali più semplici.

Padre Zoffoli nei primi anni non sapeva di aver scoperto solo uno dei quattordici volumi dei mamotreti, tutti zeppi di eresie, strafalcioni, ambiguità, riuscendo finalmente a far interessare le autorità ecclesiastiche. La consegna dei mamotreti alle Congregazioni procedette lentamente, ed ancor più lentamente procedette la loro "revisione" - tanto erano zeppi di errori. "Ufficialmente" vennero corretti una prima volta solo con l'aggiunta di un po' di rimandi al catechismo a pié di pagina, senza cambiare la sostanza. Il processo di consegna e di revisione impiegherà praticamente più di quindici anni.

Kiko stesso disse che Benedetto XVI voleva la pubblicazione dei mamotreti, salvo poi mordersi la lingua e dire che ciò «sarebbe un male».

Grazie ai potenti appoggi, il Cammino due anni fa è riuscito ad ottenere l'inaudito: l'approvazione senza pubblicazione, ed ancor oggi tali documenti - che aiuterebbero i neocatecumenali a capire se il cosiddetto "catechista" segue il testo approvato o gli strafalcioni cinquantennali di Kiko e Carmen - sono tuttora segreti.

Vediamo qui sotto alcune immagini delle diverse edizioni:

Copertina edizione 1982

Copertina edizione 1986

Copertina edizione 1999

Le prime tre foto sono della "copertina" in modo da vedere le diverse "edizioni" dei mamotreti, nel nostro caso l'edizione del 1982, quella rivista nel 1986 e quella nel 1999 (in occasione dell'indagine delle Congregazioni).

Differenze nell'impaginazione e nel contenuto
delle diverse edizioni dei mamotreti

Edizioni a raffica...

Qui vediamo la prima pagina dell'Elezione, ultima tappa. C'è annotato Rivisti nel 2001 perché furono gli ultimi ad essere sottoposti alle Congregazioni.

"Elezione" - prima pagina edizione 2001

"Elezione" - ultima pagina edizione 2004

Qui sotto vediamo le firme di Kiko e Carmen nell'edizione "approvata" del 1999 ("approvata" fra virgolette perché l'approvazione avverrà solo alla fine del 2011, mantenendo però la segretezza e quindi tutti i dubbi):

Firme degli iniziatori sull'edizione 1999

Qui sotto vediamo tre foto degli indici. Nel 1999 il cosiddetto "Kerygma" inizia a pag. 109, cioè ben 15 pagine prima dell'edizione precedente, ma ugualmente il volume termina a pagina 400.

La prima cosa da notare (a parte l'ingiallimento delle pagine ed i vari appunti) è il differente editing: diverso carattere di stampa, differente interlinea… Poi però, se si passa ad un'analisi più attenta, scopriamo delle differenze: nella versione del 1982 il cosiddetto "Kerygma" occupa due incontri (pag 124 e pag 149); il Precatecumenato-Catecumento-Vita Cristiana è a pagina 366; nell'indice non è riportato l'incontro con la comunità dopo la convivenza (da pag. 396 a pag. 405).

Nel 1986 il cosiddetto "Kerygma" si arricchisce di una nuova parte (Parigi): pag. 124, pag. 148, pag. 168; ne consegue uno sbalzo di circa 20 pagine. Tant'è vero che "Pregate…" parte da pag. 386. Ma il bello è che finisce ugualmente con la pagina 405. Infatti è diversa l'impaginazione di queste parti, segno che il rimaneggiamento accurato ha tentato di far rimanere identico l'aspetto esterno nonostante le edizioni. Come mai?

Indice edizione 1982

Indice edizione 1986

Indice edizione 1999

Notiamo inoltre che c'è una introduzione di Kiko che però non esiste nella versione ufficiale:

Introduzione (edizione 1982)

Introduzione (edizione 1986)

Nella seguente foto si vede il trucchetto delle note a pié di pagina coi rimandi al Catechismo della Chiesa Cattolica: anziché correggere le eresie e gli strafalcioni, i vertici neocatecumenali ebbero la geniale idea di inserire dei rimandi "in tema", che naturalmente non confermavano i contenuti kikiani-carmeniani:

Rimandi farlocchi al CCC

Ecco come "cambiano" le edizioni:

"Primo giorno" (edizione 1982)

"Primo giorno" (edizione 1986)

"Primo giorno" (edizione 1999)

Ultima pagina (edizione 1982)

Ultima pagina (edizione 1986)

Ultima pagina (edizione 1999)

In tutto questo guazzabuglio di edizioni e di impaginazioni, la sostanza non è cambiata. Per esempio, sulla spiegazione del fango nel brano di Vangelo del cieco nato, si dà sempre l'interpretazione originale kikiana-carmeniana. Rimane uguale anche l'elucubrazione sul Concilio di Trento riguardante l'esclusività dei sacerdoti nel toccare l'ostia consacrata. E così via.

Kiko e Carmen hanno fabbricato il Cammino Neocatecumenale e lo hanno spacciato per dono dello Spirito da imporre alla Chiesa. Per questo motivo sono costretti ad essere coerenti con la loro invenzione ("il Cammino va preso così com'è!") e ad utilizzare ogni trucchetto e furberia per non ammetterlo. Le parole degli "ispirati dallo Spirito" vanno ripetute fedelmente, a pappagallo, acriticamente: Kiko ha il carisma! chi sei tu per giudicarlo?

lunedì 26 agosto 2013

Brevi note sul sacrificio eucaristico e sugli errori neocatecumenali

I seguaci dell'idolo Kiko
ballano attorno al vitello d'oro
Visto che sul Sacrificio Eucaristico i neocatecumenali dicono tante corbellerie (esattamente quelle insegnate da Kiko Argüello e Carmen Hernàndez), proviamo a riepilogare schematicamente alcune questioni. Per spiegazioni più dettagliate si rinvia al Catechismo della Chiesa Cattolica e al Magistero infallibile della Chiesa.
Nostro Signore Gesù Cristo ha comandato agli Apostoli: «fate questo in memoria di Me».
    Dunque l'Eucarestia non è qualcosa che ci "facciamo" noi, ma è un dono di Nostro Signore.

    Dunque la liturgia stessa non la "produciamo" noi, ma è un dono di Nostro Signore.

    Insomma: la liturgia non è un cerimoniale alterabile a seconda delle circostanze, ma è un dono di Nostro Signore, e come tale è da trattare, fidandosi dell'autorità della Chiesa, alla luce di ciò che ha santificato tantissime generazioni di cristiani.

    Kiko Argüello e Carmen Hernàndez hanno sempre sbagliato nell'assegnare "nuovi significati" alla liturgia da far celebrare ai loro "neocatecumeni".

    Tale dono è affidato all'autorità della Chiesa in via esclusiva: infatti è stato agli Apostoli, e solo a loro, che Nostro Signore ha comandato: «fate questo in memoria di Me».
      Dunque nessuno può arrogarsi il diritto di "modificare" la liturgia, per nessun motivo, nemmeno alla luce del fatto che ancor oggi sussistono diversi riti (latino, ambrosiano, siro-malabarese, ecc.).

      Celebrazione neocatecumenale:
      si noti l'oggettistica "designed by Kiko"
      Ciò infatti spetta esclusivamente all'autorità della Chiesa, che in due millenni ha sì evoluto la liturgia, ma sempre e solo per piccolissimi passi (diremmo: "per sedimentazione"), sempre rispettando la sua peculiare struttura generale. Per esempio: per almeno una quindicina di secoli la "Messa tridentina" è rimasta sostanzialmente invariata (e non diciamo di più solo perché la documentazione giuntaci dai primi secoli è oggettivamente assai scarsa).

      Storicamente da parte dell'autorità della Chiesa c'è sempre stato un grandissimo timore a metter mano sulla liturgia.

      I due laici spagnoli Kiko Argüello e Carmen Hernàndez hanno sempre sbagliato nel modificare la liturgia introducendo ogni genere di strafalcioni: dal bislacco candelabro a nove fuochi all'uso di un ipertrofico tavolone-mensa aggiuntivo, per non parlare delle "pagnottone" e dei "boccali-insalatiere", comandando (addirittura dando l'esempio) di fare la "comunione seduti", e poi il fatto che almeno fino al 2005 facevano arbitrariamente eliminare dalla liturgia il Gloria, il Credo, ecc... Sono stati addirittura rimproverati più volte, da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI ma continuano ancor oggi a disubbidire.

      La Messa è la ripetizione incruenta del Sacrificio della Croce.
        Attenzione all'aspetto fondamentale: si tratta di un sacrificio: cioè spetta officiarlo al sacerdote, è necessaria e sufficiente la sola presenza del sacerdote (e per "sacerdoti" si intendono gli Apostoli, i loro successori e coloro ai quali hanno trasmesso il potere di celebrare l'Eucarestia).

        Una "prima Comunione" neocatecumenale:
        si noti l'Eucarestia trattata come uno snack
        Dunque per il sacrificio della Messa non è necessario alcun "extra": per esempio non c'è bisogno di alcuna attività "partecipativa" come erroneamente intesa oggi da tanti stupidi ignoranti. La presenza dei fedeli riguarda i frutti spirituali che possono ricevere, non perché sia in qualche modo "necessario" ravvivare la celebrazione. Quel Sacrificio si può ben compiere anche se tutti sono distratti. Anche se nessuno canta, suona o balla. Anche se nessuno fosse presente, al di fuori del sacerdote.

        Infatti "partecipazione" significa «prendere parte» spiritualmente a quel sacrificio, «l'unico sacrificio a Te gradito», di adorazione, ringraziamento, impetrazione e propiziazione. Ciò che la Chiesa chiama actuosa participatio è l'unirsi di tutto cuore, mente, anima, a Nostro Signore realmente presente nel Santissimo Sacramento. La Chiesa ci comanda di partecipare alla Messa "almeno la domenica e nelle feste comandate", non per darci un obbligo ma per farci beneficiare continuamente dei tantissimi frutti spirituali.

        La "partecipazione" dunque non consiste nell'eseguire una serie di gesti per "marcare presenza" (come se l'assemblea fosse lì per eseguire uno spettacolino festoso), tanto meno nell'«animare» la liturgia (come se la chiesa fosse una sala di rianimazione) o peggio con gesti che non hanno nulla a che vedere con l'umiltà, l'adorazione e l'unione spirituale con Dio (come ad esempio battimani, interventi "spontanei", scenografie, ecc.)

        Kiko, Carmen e i loro seguaci hanno sempre sbagliato nel darsi da fare per far "animare" a modo loro la liturgia e abusare dei "riti esplicativi" previsti dalla liturgia cattolica. La presenza esclusiva dei canti di Kiko, delle icone di Kiko, delle suppellettili designed by Kiko, le fascette reggichitarra di Kiko, le sedie neocatecumenali, ecc., mettono al centro della liturgia non il sacrificio Eucaristico, ma l'idolo Kiko!

        La Messa è un sacrificio.
          Gli aspetti secondari della Messa (sottolineiamo: secondari), e cioè quello del "banchetto", quello "didattico", quello della "festa", ecc., non devono assolutamente oscurare l'aspetto principale, che è quello del sacrificio.

          "Kikizzazione" della parrocchia al Poetto:
          tutto è estraneo alla tradizione cattolica
          Kiko, Carmen e i loro seguaci hanno sempre sbagliato nell'accentuare esageratamente i caratteri secondari, addirittura inventandosene dei nuovi, e nel banalizzare brutalmente il carattere di sacrificio.

          Il fedele cattolico è in "festa" (anzitutto nel cuore) solo perché riconosce gli infiniti benefici di quel Sacrificio; ciò è molto diverso dal "dover festeggiare" in maniera "verificabile" (infatti sbagliano coloro che strimpellano nacchere, tamburelli e chitarrelle, sbagliano perché il loro "accompagnamento" intende manifestare un'allegria, intende trasformare il Sacrificio in una festicciuola).

          L'atteggiamento dei neocatecumenali nella liturgia dimostra che di fatto non credono nella Presenza Reale e tantomeno nell'aspetto di "sacrificio" (tant'è che alla fine delle loro liturgie fanno quel bislacco "balletto col girotondo").

          Kiko e Carmen hanno sempre sbagliato a banalizzare il carattere di sacrificio. Kiko disprezza la "parolina" transustanziazione, addirittura va insegnando che "sacrificio" sarebbe un residuato del paganesimo...

          «Se alcuno dirà che il Sacrificio della Messa è soltanto di lode e di ringraziamento, o una nuda commemorazione del Sacrificio compiuto sulla Croce, e non propiziatorio; o che giova a colui solo che lo riceve, nè si debba offrire per i vivi e defunti, per i peccati, le pene, le soddisfazioni e le altre necessità, sia scomunicato».
            Questo sarebbe "sacrificio eucaristico"?
            Oppure è solo una chiassata campagnola?
            Il Magistero della Chiesa ha sempre solennemente insegnato le verità di fede, verità che restano le stesse anche se passano i secoli. Verità che non si possono "modificare" o "annacquare" (si possono esprimere, ma non si possono adattare), perché o provengono direttamente da Nostro Signore, oppure sono la logica e diretta conseguenza di ciò che ha fatto e ha detto Nostro Signore.

            Nostro Signore ha detto proprio così: «fate questo in memoria di Me».

            L'Eucarestia, "fonte e culmine" della vita della Chiesa, ha alimentato un'innumerevole schiera di santi. Che mai hanno preteso di pasticciare con la liturgia così come hanno fatto -sbagliando- i due "iniziatori" del Cammino Neocatecumenale, Kiko Argüello e Carmen Hernàndez.

            Sant’Alfonso de’ Liguori afferma: «Dio Stesso non può fare che vi sia un’azione più santa e più grande della Celebrazione di una Santa Messa».

            Chi sarà dunque così stupido e maligno da inquinare la celebrazione della Santa Messa con le proprie corbellerie e la propria vanità?

            martedì 20 agosto 2013

            Le "decime" del Cammino: «ti individuano e te la fanno pagare cara»

            Le "decime" in teoria dovrebbero essere le libere e discrete contribuzioni per le opere di carità. Ma nel Cammino Neocatecumenale non sono né libere, né discrete: sono invece una controllatissima "tassa" da pagare dal 2° passaggio in poi, oltre alle varie collette e raccolte fondi...

            Un commento da parte di C.:
            Nel Cammino Neocatecumenale è
            obbligatorio pagare mensilmente
            la cosiddetta "decima"
            (il 10% dei tuoi guadagni mensili!)
            Uno dei cavalli di battaglia del cammino è che tale contribuzione è di tipo "libero", ovvero nessuno viene a controllare quello che tu metti e se lo metti. L'altro cavallo di battaglia è dire che essa serva ai fratelli della comunità.

            Questo non è propriamente vero, ed adesso vedremo il perché.

            Stando a contatto con i "catechisti" del Cammino ed avendo visto come sono strutturate le comunità si può tranquillamente sapere, dopo un periodo di osservazione di uno-due anni, chi "versa" e chi no.

            La decima è una colletta che viene organizzata puntualmente nella comunità, una volta al mese costantemente per anni. In un gruppo limitato (una comunità non ha più di 50 membri, ma mediamente sono circa 30 se non di meno), in un gruppo di pochi elementi in cui si conoscono il lavoro e le ipotetiche somme da dover dare, senza troppa fatica alla fine si riesce benissimo ad isolare chi non versa soldi.

            Anche perché viene annotato chi viene alla decima e chi manca, quanto si raccoglie in una occasione e quanto in un altra.
            Certo, puoi "saltare" un giro, due. Ma se costantemente non versi la decima per un tempo lungo puoi stare certo che al 99% ti individuano e poi te la fanno pagare veramente cara.

            In genere la punizione il malcapitato la riceverà al momento del prossimo passaggio, dove "guardacaso" non passerà. Ho visto più di un caso di camminanti che non sono passati nel passaggio e che, come unica colpa, avevano quella di non aver dato la decima.
            Solo una parte della decima viene redistribuita nella comunità, non viene redistribuito tutto.

            Ovviamente, non essendoci rendicontazione (pubblica) nessuno può sapere che giro faranno questi soldi.

            Quindi, cortesemente, finitela di dire che la decima è libera, perché è libera solo fino al prossimo passaggio. Se non ti "converti" puoi star pur certo non passi gli scrutini e non rimani in comunità.
            Da parte di DG, in risposta al neocatecumenale "Gregorio":
            Il Cammino è nato chiedendo soldi
            Tu parli di caduta di stile..ma che "stile" c'è quando i "catechisti" ti interrogano (a volte anche urlando) e tu sei seduto nel mezzo dell'assemblea con le spalle ai tuoi fratelli e lo sguardo rivolto ai catechisti?

            In fila e seduti ti guardano e tu non non puoi nemmeno avere un conforto dato magari dallo sguardo di un fratello che ti conosce meglio e che sa quanta pena e quanta infelicità stai provando in quel momento!

            E mi parli di caduta di stile...

            Io non sostengo che i "catechisti" siano dei farabutti, perchè nella loro vita quotidiana e familiare saranno anche delle persone buone ma, lasciami dire, che quando assumono il ruolo di "catechisti" non si fermano davanti a nulla!

            Nemmeno davanti una malattia!

            Anzi magari, mettendo il dito nella piaga, approfittano della tua situazione per fare una catechesi ai fratelli .

            Gregorio vecchia volpe, guarda che nessuno vorrebbe "prestarsi" allo scempio pubblico della sua intimità per essere il soggetto di una "catechesi"!

            Per quanto riguarda il 2° scrutinio:
            tutti quelli che scrivono qui (o quasi tutti) sanno di cosa si sta parlando, quindi inutile dare la colpa alla signora che ha scritto la sua testimonianza dopo due notti passate a piangere!!

            Tutti sanno che la DECIMA deve essere fatta in comunità e basta.
            Poi se ti avanza qualche soldo puoi anche (di nascosto) darlo a chi vuoi.

            Puoi darli ad un povero della parrocchia, ad una vedova con i figli...ma ATTENZIONE che se lo sanno i catechisti ti rimprovereranno perchè fare un atto di carità verso qualcuno che conosci, anche solo di vista, puo' portare ad un peccato di orgoglio! E questo è quello che ti dicono i "catechisti".

            E cosi', in qualche modo, ti inculcano il concetto che se doni al di FUORI DELLA COMUNITA' lo fai per il tuo EGO e NON per carità cristiana.

            p.s.: guarda che in seduta privata i "catechisti" ti chiamano eccome!!!
            E questo puo' succedere anche se non sei tu a domandare l'incontro.

            Perchè, se non basta quello che ti hanno detto davanti a tutti, ribadiscono ancora piu' il concetto parlandoti da solo.
            E, quando dico solo, vuole dire che nemmeno tua moglie o tuo marito puo' assistere al "colloquio"!!

            Per quanto riguarda le collette e la decima :
            - alla COMUNITA' si dà la decima e si fanno le collette per i fratelli itineranti, per la Chiesa se ci sono cose da acquistare o "nuova estetica da applicare";
            - invece Per il CnC inteso come Fondazione Famiglia di Nazaret si fanno COLLETTE quando KIKO ritiene oppurtuno domandare i soldi

            Quindi non diciamo baggianate perchè anche se parlare di soldi è un tabu' nel CnC perchè "NULLA DEVE USCIRE", sappiamo bene che sarà sempre cosi' dal 2° passaggio in poi per il resto dei giorni, perchè il CnC non FINISCE MAI.

            Tu scrivevi: "Se volevo darli (i soldi della decima) li mettevo nella colletta, se NON volevo darli mettevo la mano vuota..."

            Mettevi la mano vuota???

            Due allora sono i casi:
            - o non avevi un decimo di nulla perchè eri disoccupato
            - o effettivamente NON VOLEVI DARE NULLA ma, in questo caso ti domando perchè fare quel gesto ipocrita della "mano vuota" piuttosto che dire tranquillamente a tutta la comunità: "non voglio dare nulla questo mese e non faccio quindi la decima"

            E cosi' non peccavi di falsità nel mettere LA MANO VUOTA per far "vedere" (falsamente) di ...donare la decima!!!

            Questo lo scrivo per far capire a TUTTI il Regno dell'Ipocrisia neocatecumenale.

            lunedì 12 agosto 2013

            "Se non fai in un certo modo, sei un neocat di serie B"

            Gli attivisti neocatecumenali sono molto bravi a descrivere con paroloni elegantoni le costrizioni che vigono nel Cammino. Rileggiamo alcuni commenti che ci hanno inviato nelle scorse settimane:
            Copertina di un libro
            di canti "comunitari"
            (cioè composti da Kiko)
             
            I cosiddetti "catechisti" del Cammino ti ordinano di chiedere perdono (non "scusa"! dovresti sapere che è diverso) a coloro verso cui provi rancore. Non avendo rancore per nessuno nel momento dello scrutinio non mi hanno comandato niente del genere.

            Vedi, nel cammino apparentemente niente viene imposto. Certo mica ti dicono "o fai così o ti sparo". Però se non fai in un certo modo sei un neocat di serie B.
            Se ti danno del "paganaccio" perché il sabato sera esci con gli amici (senza fare niente di male) e la domenica vai a messa: nessuno ti costringe a cambiare abitudine, ma il giudizio ti penetra dentro. Nel momento in cui decidi di prendere seriamente il cammino, devi cambiare le tue abitudini, altrimenti non stai facendo la volontà di Dio, sei un paganaccio!

            Quanto ai servizi per il Cammino:
            Il professore neocat
            censura il Papa
            E' vero, è possibile rinunciare al proprio ruolo di cantore/ostiario/responsabile... Ma sapessi com'è difficile! A questi ruoli, o "carismi", viene assegnato un significato mistico: è la volontà di Dio per il bene tuo e della comunità (soprattutto) che tu faccia quel ruolo; la comunità ha visto in te il carisma.

            Se rifiuti a quel ruolo, rifiuti la volontà di Dio.

            Se decidi di passare il testimone, te lo fanno pesare, ne fanno un dramma. Quando rifiutai il ruolo di capo-cantore fu un dramma. A giudicare dalle reazioni altrui, sembrava che mi dovessi dannare l'anima... E infatti continuai a chiedermi per molto tempo se non avessi sbagliato. Forse stavo rifiutando la volontà di Dio?

            Non mi dilungo oltre, chiudo dicendo che apparentemente niente viene imposto, ma in realtà si è sottoposti a continui ricatti morali, in modo più o meno subliminale. Quello per eccellenza è il ricatto che recita "non sei obbligato ad andare in comunità, ma ti avviso che là fuori c'è il demonio!"
            Che poi è proprio ciò che condannava a suo tempo mons. Bommarito (confermando che gli anni passano, ma i difetti del Cammino Neocatecumenale restano sempre gli stessi):
            Pubblicità neocat
            sui foglietti in chiesa!
             
            ...Il Cammino neocatecumenale a volte sembra invece camminare sul versante intransigente del "tu devi", sul filo di un imperativo categorico di kantiana memoria, col rischio molto facile di cadere in una sorta di fondamentalismo integralista destinato, come purtroppo accade, a fomentare divisioni e separatismi vari, creando inevitabilmente piccoli ghetti o pericolose chiesuole nell'ambito della stessa Chiesa di Dio nata invece per essere un'unica grande famiglia del Padre.

            Non vorrei parlare degli scrutini che, spesso, scarnificano le coscienze con domande che nessun confessore farebbe. Ma come ciò può essere permesso a un laico, sia pure catechista?...

            (lettera di mons. Bommarito, arcivescovo di Catania)

            martedì 6 agosto 2013

            Buonumore: la "sindrome di Nerone"

            Come per l'imperatore Nerone (che vinceva gare di poesia e di corse di carri da lui stesso organizzate), dietro molti sogni di gloria c'è spesso un fallimento artistico giovanile:
            • Napoleone scriveva romanzetti e dialoghi
            • Mussolini riuscì male nella poesia, nella narrativa e nelle tragedie
            • Hitler dipingeva quadri assai brutti: ripetutamente bocciato all'Accademia imperiale nei primi del '900
            • Goebbels, ministro della cultura del Reich, da giovane scribacchiava insignificanti commedie
            • Stalin pure fallì con la poesia, con la pittura e con la recitazione
            • Marx pubblicò misere raccolte di poesie e bramava di diventare romanziere
            • Lenin fu un pianista mancato
            • Kim Jong-il sognava di fare il regista
            • Karadžić, criminale di guerra, altro poeta mancato, Saddam pubblicava novelle beduine, Gheddafi pubblicò un libro di raccontini intitolato "Fuga all'inferno"...
            Uhm... un artista mancato bisognoso di una platea plaudente... Come si fa a non pensare anche a Kiko Argüello?
            Il fondatore del Cammino Neocatecumenale
            porta avanti una catechesi in cui
            cambia significato alla liturgia
            Signore e signori, ecco a voi Francisco "Kiko" José Gómez Argüello Wirtz, pittore spagnolo dagli innumerevoli autoritratti:

            Se non esistesse il Cammino Neocatecumenale,
            chi mai avrebbe pregato sul ritratto dell'iniziatore Kiko?

            Kiko si è sempre vantato di aver vinto, appena ventenne, un "importante" premio artistico, ma senza precisare che si trattava di un premio poco importante di un concorso con bambini e adolescenti. E senza dire che quello è stato il primo e ultimo vero premio della sua vita da pittore. Se non avesse creato il Cammino Neocatecumenale, nessuno avrebbe mai osato lodarlo (tantomeno pagare a peso d'oro) per i suoi indecifrabili sgorbi.

            Inoltre, per qualche "arcano" motivo, nelle bislacche opere pittoriche di Kiko (in vendita nei rinomati cammino-shop e che i "neocatecumeni" devono addirittura ad utilizzare per la preghiera!) compaiono anche simboli massonici e iniziatici, come questo guénoniano "occhio del cuore":

            1968: l'anno in cui, per "arcane" vie, Kiko e Carmen
            vengono invitati ad installarsi in Italia
            nella parrocchia romana dei Martiri Canadesi
            Ma Kiko, proclamatore della sua «nueva estetica che salverà la Chiesa», è anche un architetto spaziale interstellare! ecco infatti il suo bozzetto della nueva Domus Jerusalem che sembra uscita direttamente dai cartoni animati dei Jetsons (indicati a colori):

            Se non fosse stato inventato il Cammino Neocatecumenale,
            a chi si potevano chiedere soldi per realizzare quest'orrore?

            Ma Kiko è anche un prolifico musicista: tutti gli orridi canti delle liturgie neocatecumenali (per gran parte tutti uguali, e con quel tono cupo e calante) sono stati creati esclusivamente da lui!
            Se non fosse esistito il Cammino Neocatecumenale,
            chi mai avrebbe elogiato e difeso e grattugiato sulla

            chitarrella ndrùng-ndrùng-ndrùng quelle orride canzonette?

            Ovviamente Kiko è anche un compositore sinfonico, con una "sofferenza degli innocenti" che pare la colonna sonora di Ben Hur, e ha personalmente organizzato i suoi concerti in Italia e negli USA, convinto di essere lo strumento privilegiato del Messia che visita il suo popolo ebraico. Infatti Kiko ha già fatto distribuire il suo "santino" autografo e con il proprio logo aziendale:

            Santino cattolico

            Santino neocatecumenale

            E che dire delle sue doti di leader religioso? a venticinque anni aveva voglia di fondare una comunità e corse al bar a conoscere l'ex suora Carmen Hernàndez (che aveva in mente la stessa cosa) a dirle che aveva visto la Madonna comandarglielo (su tale apparizione, benché pubblicamente testimoniata dalla Carmen stessa, non è stata mai svolta alcuna indagine canonica).
            Attento vescovo! infatti Kiko afferma:
            «Ma come! il Papa dice che i vescovi
            devono ubbidire a un laico e a una donna!»
            (cioè a Kiko Argüello e a Carmen Hernàndez)

            Il trionfo è stato quando finalmente nel 2009 il Sig. Kiko Argüello è riuscito a farsi nominare dottore della Chiesa in Teologia e Matrimonio della Famiglia da parte di un pontificio istituto semisconosciuto (non una facoltà universitaria pontificia) nato nel 1981, venendo lodato per le Famiglie Numerose Neocatecumenali, per le Famiglie che fanno le Lodi a Kiko la domenica mattina, e per le Famiglie in Missione Neocatecumenale.

            Kiko impugna la croce
            come se fosse un vescovo

            (nota: è il "crocifisso sogliola"
            progettato da lui stesso)


            Kiko all'ambone con Crocifero e Candelieri
            3 giugno 2012 - foto © cammino.info

            (nota: il copri-ambone e il "crocifisso sogliola"
            sono disegnati e progettati da lui stesso)

            Cari fratelli neocatecumenali: le vostre natiche sono autorizzate a sedere solo su sedie neocatecumenali (in offerta speciale a 54,90€ cadauna) progettate dall'arredatore Kiko Argüello per farvi fare la "comunione seduti", e dovete assolutamente comprare le icone kikiane low cost!
            Ora sì che potete pregare le Lodi a Kiko risparmiando!

            Sedia neocatecumenale
            e icona kikiana "low cost":

            per liturgie neocatecumenali,
            seminari Redemptoris Mater, ecc.

            Fascetta reggi-chitarra
            "designed by Kiko"
            con caratteri ebraici

            Copri-Bibbia
            "designed by Kiko"

            "L'arcano con il ticket":
            guai a chi non lo compra:

            è "schiavo di mammona"!

            Neocatecumenalizzazione della chiesa di san Tomà:
            notate le "sedie neocatecumenali" da 54,90€ ciascuna

            Dunque, cari fratelli, in che percentuale il Cammino Neocatecumenale è frutto dello Spirito Santo, e in che percentuale è invece frutto della "sindrome di Nerone" di Kiko?

            (per questa pagina ringraziamo in particolare
            "il cugino della Pulce Pellegrina" e il blog Crux Sancta)