A Trieste seguiamo Kiko in due incontri:
- La presentazione del suo libro: "Annotazioni" (24 giugno 2017)
- Il Concerto in piazza dell'Unità: "La sofferenza degli innocenti" (25 giugno 2017)
Dato che c'è parecchio da commentare, in questa pagina tratterò solo del primo incontro, del 24 giugno, nella Cattedrale di Trieste.
Temperatura percepita in quei giorni: 41 gradi.
Sottotitolo d'obbligo: Cervelli bolliti.
L'incontro in Cattedrale è organizzato per l'ennesima presentazione del suo libro.
Kiko approfitta dell'occasione, così si anticipa per la sua canonizzazione.
L'opera letteraria già c'è, credo sarà anche l'unica - grazie a Dio - visto che è datata 1988-2014, a meno di sorprese che, con Kiko, non mancano mai.
Per Carmen ha dovuto aspettare la sua morte, altrimenti la cara estinta quei Diari glieli avrebbe fatti ingoiare, o glieli avrebbe tirati in testa.
Ma intanto è solo la prima agenda di Carmen e, ohi noi, comprende solo due anni 1979-1981, chi sa cosa ci aspetta, ancora!
Il video io lo ho visto tutto, mi tocca e non mi sottraggo.
Prima di arrivare a Kiko, non possiamo ignorare la lunga prolusione del Vescovo della diocesi di Trieste, mons. Crepaldi.
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| Tutti insieme, appassionatamente! |
Prima parte della conferenza:
Prima di arrivare a Kiko, non possiamo ignorare la lunga prolusione del Vescovo della diocesi di Trieste, mons. Crepaldi.
Sono rimasta sconcertata, devo confessarlo. Crepaldi coglie l'occasione per parlare dei valori non negoziabili e anche della dottrina sociale della Chiesa.
L'Arcivescovo Crepaldi è annoverato tra i tradizionalisti, voce della destra nella Chiesa, il cammino su queste tematiche schiera, a comando, le sue truppe cammellate senza risparmio cercando di apparire presente sul fronte della famiglia, apertura alla vita in particolare, con tante ‘famiglie numerose’.
L'Arcivescovo ha regalato una casa di preghiera e di ospitalità al Cammino, usato per impiantare un seminario Redemkikos Mater a Trieste, e pare molto orgoglioso delle "vocazioni" del cammino.
Il suo appoggio al Cammino Neocatecumenale, insomma, mi è parso incondizionato.
Mi domando: perché?
Certo è singolare che l'atto di istituzione del seminario R.M. di Trieste è stato firmato proprio nel Cenacolo a Gerusalemme. Mons. Crepaldi è stato in Terra Santa con loro, come tanti, ospite della Domus Galilaeae, ed è rimasto «colpito» dai Cardinali che appoggiano il Cammino.
Non c'è nulla da dire, i Vescovi che i neocatecumenali riescono a portare in Terra Santa, con loro, sono riconoscibili.
Per essere stati sottoposti alle "loro tenere cure", sono, a loro volta, molto ben disposti alla benevolenza, a chiudere un occhio o tutti e due, sul Cammino.
Questa è una nostra ipotesi!
Questa è una nostra ipotesi!
Crepaldi ha confessato che a Roma, negli ambienti della Curia Romana, dove è stato per 15 anni, ha sentito parlare molto male del "neocatecumenato", ma che, una volta assegnato a capo della Diocesi di Trieste, si è ricreduto.
Ha detto: «A Roma, tra le carte che possono aspettare; a Trieste, tra le persone che non aspettano...» e, parlando del Libro di Kiko, lo ha anche definito «la storia dolorosa di tanti disconoscimenti», che ha consentito a Kiko di stare «unito al Signore Crocifisso».
Probabilmente considera i sedicenti "neocatecumeni" come zoccolo duro dei credenti, di sicuro li considera una garanzia in un'area come Trieste che è la terza città in Italia con minor frequenza all'ora di religione, con meno matrimoni e meno contributi al fondo "8 per mille".
Ha raccontato che la Cantagalli - casa editrice con la quale egli stesso pubblica i suoi libri - lo aveva interpellato per un parere sul libro delle Anotaciones di Kiko, se valesse la pena pubblicarlo.
Egli, molto simpaticamente come gli piace porsi, ha raccontato che ha fornito un argomento vincente a favore della pubblicazione: oltre l'indubbio valore intrinseco dell'opera da lui riconosciuto, in qualità di Vescovo, con grande senso pratico, da figlio di contadini quale egli è, e dunque con i piedi per terra prima di ogni cosa, ha fatto notare alla casa editrice le prospettive stratosferiche di vendita che i libri di entrambi gli iniziatori del cammino hanno, concludendo: «E ve lo dice uno che pubblica con la Cantagalli e più di qualche centinaia di copie non vende!»
La faccia di Kiko a queste affermazioni è stata tutto un programma, parlava da sola, la faccia di chi ha la coda di paglia.
Il Vescovo ha concluso leggendo, con molta enfasi, un paio di estratti da "Annotazioni" - potete ascoltare - con tanto di elogio per la spiritualità profonda che trasuda da ogni singola espressione, poi ha citato «le donne di Kiko» - la Carmen, che non solo a Kiko «ha voluto tanto bene! Ma anche a voi, a noi!» e, visti i risultati per chi l'ha conosciuta di persona, viene, purtroppo, spontaneo ribattere: «era meglio non ce ne avesse voluto affatto!»
E, infine, la Vergine Maria: Crepaldi ha declamato, in forma di preghiera, la Ave Maria che Kiko, tra le altre cose, ha composto, non senza averne prima elogiato «il lirismo straordinariamente religioso, raro e prezioso!»
Questa sintesi era doverosa, anche se ognuno può ascoltare e vedere l'incontro, e farsi una sua idea.
Oltre i mille ringraziamenti in cui si e profuso, a Kiko vivo e a Carmen morta, e che tralasciamo.
Conclusione della prima parte:
Conclusione della prima parte:
Io, personalmente, prima di passare al santo iniziatore, sento di ringraziare mons.Crepaldi, per tutti gli elogi fatti a Kiko, velati, forse è vero, da più di una sottile ironia, nel suo simpatico discorrere ma, se le reprimende esplicite e dettagliate a Kiko-Carmen e al Cammino, in tutti questi anni, hanno solo fatto loro il solletico, cose volete che faccia qualche sottile ironia canzonatoria? Nulla, nulla in assoluto, se non dare pubblicamente un'altra pessima impressione che è quella della confidenza tra amici che si respira fra Crepaldi e i kikos.
Confidenza dalla quale noi cattolici ci sentiamo totalmente esclusi, dalla quale ci sentiamo, anzi, profondamente offesi o, per meglio dire, presi in giro.
Sì, io lo ringrazio, infatti, a mio nome e a nome di tutti quelli che nel Cammino sono stati angariati, distrutti, usati e gettati via, come stracci, che hanno assistito a mille ingiustizie, che hanno fatto sentire la loro voce alla Chiesa, a tanti santi Pastori (Cardinali e Vescovi, insieme ai nostri cari Parroci) come era nostro diritto e sacrosanto dovere. Questo lo abbiamo fatto non senza prima aver provato, innumerevoli volte, a farci ascoltare dagli iniziatori e da chiunque comanda all'interno del cammino, gli unici che potevano e dovevano governare le situazioni anomale che si andavano creando.
E dunque, insieme a Lei, Eminentissimo Mons. Crepaldi, "ringrazio" tutti gli altri Pastori a cui ci siamo rivolti, senza mai ricevere alcuna risposta.
No, non posso credere che mai nulla di tutto questo dolore sia arrivato - come a tanti, a tutti i Pastori della Chiesa - al caro Arcivescovo Crepaldi, così simpatico.
Ma ognuno ha la propria coscienza a cui rispondere, in primis, e poi a Dio; anche gli Arcivescovi.
Seconda parte della conferenza:
Finalmente parla Kiko, presentando, per l'ennesima volta, egli stesso, il suo libro.
Ha detto alcune cose degne di nota (vedendo e ascoltando il video potete verificare le affermazioni di Kiko che, di seguito, riporto evidenziate).
E perciò chiedo: insomma, è stata una sofferenza costante, per tutti e due?
Tu dici «vorrei la mia vita solo Cristo e gemere»... ma che dici?
Tu stai solo parlando di canonizzazione, tua e di Carmen, un vero tormentone!
Risparmio la genesi... dal ritrovamento dei quaderni consunti alla loro pubblicazione, che Kiko ha dovuto subire «per il bene immenso che avrebbe fatto ai fratelli del cammino» e, per amore, si sottopone alla «tortura» di dover parlare di questo libro... ma (sospiro!) deve accettarlo... come deve accettare che Dio lo ha reso «artista» - per creare il cammino - con la pittura, la musica... (amici del blog, ascoltate e vedete e verificate voi stessi!): e Kiko sospira, e sbuffa, e smania, come una donna nelle doglie del parto.
Poi, tanto per incarnare meglio il Vangelo (cfr. Matteo 6) che dice:
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| Kiko ha già ricevuto la sua ricompensa. |
«Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati» e di «non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti.» Kiko, suonando un concerto di trombe davanti a sé, confida che a lui piace andare a pregare in una "grotta", lì dove ha scritto, per la gran parte, le sue Annotazioni, ossia «tribolazioni, angustie, sofferenze», in una specie di «intimo sfogo».
Dice: «Mi fa vergogna leggere, poiché dico molte cose di me profonde, nascoste» e scuote la testa e sbuffa... sospira.
È patetico da guardare, da ascoltare!
"Fa la parte faticata", come suol dirsi, "se la tira"!
Ma la grande perla di Kiko è questa:
«Sono contento che sui giornali spagnoli è venuto scritto questo, quando io dico: "Sono un pagliaccio, tante volte predico cose che non faccio"».
Qui egli si mostra come un perfetto Fra' Umile, della migliore specie: l'ipocrita!
E noi, per una volta almeno, siamo d'accordo!
Quando dice che gli costa leggere le sue cose, che si vergogna... forse pensa che valgano qualcosa, che diano un'immagine di sè troppo alta, mistica, ma... «come può lasciare di fare il bene, se può far bene a qualcuno?» si pone da solo questa domanda, retorica!
Poi declama una sua poesia, una a caso:
«Nel nascosto sentiero di quella selva oscura
Per la segreta scala del potente cammino ti trovai,
Travestita in mille ali d'amore, anima ferita,
La natura e il tempo mi stringevano
In quella pressa, in quel combattimento che l'età pretende,
La silenziosa morte.
Nella soave architettata oscurità mi attende
Ma tu Signore sei vicino, mi sostieni nella fatica del camminare.
Per il nascosto sentiero della selva oscura
Per la scala travestita andai e nel potente cammino ti trovai
E ti trovai buttato nella strada, morto di freddo,
O Gesù aiutami, abbi pietà, sono un povero, sono un peccatore,
Come potrò continuare...» (sospira e smania, costretto ad una pausa, perché questo è il punto che smaschera la sua menzogna!)
«...Ho l'anima nel silenzio di te.
Ho il cuore addolorato.»
(Che dire? Non sprechiamo parole! Il potente cammino, bah... che sarà? Che brutto modo di definire il suo cammino "potente"!)
Finissimo poeta egli forse ritiene di essere e ripete che prova vergogna, ma io avrei voluto vedere la sua reazione, se l'uditorio avesse urlato, convintamente, contro di lui: "Vergogna! Vergogna!" come noi avremmo voluto poter fare quel giorno, a Trieste!
E ripete che sono cose intime, che si sta denudando davanti a noi, che sta facendo uno strip-tease della sua anima (termine migliore non poteva scegliere), per amore ai fratelli. Noi davvero vorremmo che si denudasse, cioè che ci svelasse la sua vera identità: ah, come lo vorremmo!
La sua supponenza non conosce confini: «Io sono l'iniziatore, insieme a Carmen, del c.n. e voi avete diritto di conoscere il mio intimo, il mio essere peccatore.» Sì, egli fa conoscere quello che vuole, cioè solo il personaggio che si è inventato e si è cucito addosso.
Continua: «Ora saranno pubblicati i Diari di Carmen, le sue terribili sofferenze che scriveva per le notti...»
Devo commentare ognuna di queste sue affermazioni perché ognuna richiede una luce di comprensione, dal nostro punto di "osservazione privilegiato", ovviamente.
E perciò chiedo: insomma, è stata una sofferenza costante, per tutti e due?
Forse Kiko e Carmen pensano, nella loro ignoranza, che tanti piagnistei possano confondere le idee al punto di consentire, a lui vivo e a lei morta, di essere enumerati tra i grandi mistici della Chiesa?
Queste esternazioni, come ognuno può giudicare, sono solo una conferma postuma del lugubre Vangelo dei miserabili, opera giovanile di Kiko datata 1967, a proposito della quale mi chiedo come mai non l'ha riproposta ancora, in questo suo diuturno impegno di pre-canonizzazione ante mortem?
Eppure sa, lo dice per Carmen, che gli scritti del candidato alla canonizzazione sono fondamentali per raggiungere lo scopo e, dunque, si sta attrezzando alla bisogna. E lui, che non ha mai praticato il nascondimento, tiene da sempre nascosta questa sua "opera prima"? Se chiedete ai camminanti, mai ne hanno sentito parlare.
Egli non gradisce mostrarsi così come egli è! E questa opera, purtroppo per lui, lo denuda davanti ai nostri occhi.
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| Tetra opera del giovane Kiko, oscura e cupa! |
Eppure sa, lo dice per Carmen, che gli scritti del candidato alla canonizzazione sono fondamentali per raggiungere lo scopo e, dunque, si sta attrezzando alla bisogna. E lui, che non ha mai praticato il nascondimento, tiene da sempre nascosta questa sua "opera prima"? Se chiedete ai camminanti, mai ne hanno sentito parlare.
Egli non gradisce mostrarsi così come egli è! E questa opera, purtroppo per lui, lo denuda davanti ai nostri occhi.
A ulteriore conferma delle paturnie kikiane, il nostro protagonista dice:
«SANTA UMILTÀ DI CRISTO, CHI TI POTRÀ TROVARE? Dio in Cristo si umiliò fino alla morte di croce. Di fronte a questo, la mia vita è una miseria...» (segue un profondo, sofferto sospiro) «...e, nonostante tutto devo accettare, come mi diceva un giornalista tedesco: "Com'è un uomo che sa che sarà canonizzato?»
«Tu pensi che mi canonizzeranno?» (esatto, lo ha detto Kiko, sì, gli è davvero uscito di bocca: già si sta leccando i baffi per la propria futura canonizzazione; potete verificare ascoltando dal minuto 55'30" del video!)
«Carmen senza dubbio, DOPO I SUOI SCRITTI, forse è necessario per voi e per il futuro del cammino, non lo so... La mia vita, come la tua, io vorrei che la mia vita... solo Cristo... gemere e gemere vivendo, e tu?» (sic! Carmen "senza dubbio" canonizzata! il "futuro" del Cammino esige la canonizzazione degli autoeletti "iniziatori"...)
Cos'altro aggiungere? Si commenta da solo. Ripetiamo per i distratti:
«Tu pensi che mi canonizzeranno?»
(Kiko Argüello, 24 giugno 2017, Trieste)
E poi, caro Kiko, tu blateri che Cristo ti appare davanti, che a te sono svelati i suoi segreti, l'amore sulla croce, la santa umiltà e infine dici:
«DI FRONTE A QUESTO, LA MIA VITA È UNA MISERIA?»
Certo, perché tu sei, con la tua vita, con le tue opere - sotto gli occhi di chiunque li tenga aperti e non sia circonciso di cervello - una contraddizione vivente, messo a confronto di quanto annunci da 50 anni e, col passare del tempo, sempre più... come abbondantemente dimostreremo, nella nostra "opera di de-canonizzazione dei due ispirati iniziatori del cammino neocatecumenale."
Ma non posso non darti una possibilità; la domanda te la pongo: "dimmelo tu: dimmi cosa ti toglie la gioia, la pace, l'allegria di cui mai parli, per scimmiottare le angustie dello «spirito» e fare il mistico dell'ultima ora, mentre stai facendo solo un papocchio il cui danno più grande lo produrrà sui tuoi seguaci che, come sempre, ti seguiranno sulla tua stessa via.
Tu, che sei solo un Cieco nato, cresciuto e pasciuto, cieco che guida altri ciechi, trascinerai tanti, purtroppo, con te in un unico fosso!"
Tu, che sei solo un Cieco nato, cresciuto e pasciuto, cieco che guida altri ciechi, trascinerai tanti, purtroppo, con te in un unico fosso!"
Tu dici «vorrei la mia vita solo Cristo e gemere»... ma che dici?
Tu stai solo parlando di canonizzazione, tua e di Carmen, un vero tormentone!
Tu sei un inguaribile idolatra, per questo gemi e soffri e sbuffi e ti lamenti e stai angustiato... in più, a conferma, la paura della morte che ti attanaglia, spauracchio inesorabile di tutti gli idolatri, e loro ultima mercede, poiché ogni giorno, pian piano, si avvicina... la morte, anche per te!
E dovrai abbandonare il tuo impero per...
Conferma finale, senza altri nostri sforzi, la offre Kiko, su un piatto d'argento; egli per noi, ormai, è carta letta, è un libro aperto, appunto, chiaro come un libro aperto.
Dopo quello che abbiamo delineato ascoltiamolo ancora, chi potrà più contestare, ci chiediamo, a questo punto, le nostre deduzioni?
Ancora legge, in Cattedrale a Trieste, dai suoi sacri scritti:
«La mia anima la stringi e la opprimi e mi fai gemere e gemere e i giorni già passano, le notti silenziose scorrono, al di sotto della porta, e il tempo davanti a me, impassibile, in questa solitudine sonora sto solo con te... con te essere.»
Ancora ripete, dicendo per la millesima volta che prova vergogna:
«Cristo è morto, cosa è la mia vita?
La mia vita è una miseria»: morte, miseria, miseria, morte, vergogna, morte, morte, vergogna, miseria...
Vergognati davvero, sì, Kiko, vergognati!
Vergognati davvero, sì, Kiko, vergognati!
Ma come? Cristo è morto e deve per forza vedere la tua vita una miseria?
Davvero dovresti vergognarti, nasconderti, riflettere seriamente, e invece continui ancora a vantarti: «Comunque molte volte mi fermano per dirmi: "grazie per il libro, che mi ha fatto tanto bene!"».
Davvero dovresti vergognarti, nasconderti, riflettere seriamente, e invece continui ancora a vantarti: «Comunque molte volte mi fermano per dirmi: "grazie per il libro, che mi ha fatto tanto bene!"».
Noi ti diciamo, tutti in coro: beh, contento tu!
Per il gran finale ti ribattiamo, colpo su colpo:
«HA DETTO UN ANZIANO SACERDOTE...»: noi ti rispondiamo: "quando mai, oh Kiko, hai ascoltato un Sacerdote, anziano o giovane, che sia?"
«...Mai lasciare di fare il bene per paura della vanità...»: noi ricordiamo che questa espressione rientra, oramai, nella categoria di quelle che Kiko utilizza, a suo proprio uso e consumo, per perseguire i fini che da solo si prefigge, che nulla hanno a che vedere con la Volontà di Dio; essa è funzionale solo ai suoi progetti espansionistici, idolatrici, sintesi di ogni Vanità, che si porta via il vento (cfr. Qoelet).
Dato che questa triste espressione, con cui ci affligge, ritorna a giustificazione del Concertone kikiano in 5 movimenti, in perenne tour mondiale - che si è tenuto a Trieste il giorno successivo in Piazza dell'Unità - e che poi ritorna tutte le volte che parla delle sue opere, che spaziano in ogni campo delle arti umane - novello Leonardo da Vinci, uomo d'ingegno e talento universale - ne riserviamo l'illuminante analisi alla prossima puntata che al Concerto... sarà interamente dedicata.
Già anticipa, Fra' Umile, piegato in due nella sua profonda umiltà: «Io non so di musica, ho imparato la chitarra così, mai fatto solfeggio, mai studiato» - e noi lo avevamo capito anche da soli - «tutto ha fatto il Signore, ha portato la mia vita come ha potuto!»
Tutto questo perché nei Vangeli lo avevano dimenticato, e lo avevano dimenticato in quattro, di riferire che il Signore Gesù, quando ascese al cielo, disse a Kiko (che, insieme a Sora Carmen, aveva pensato di destinare a noi fin dalla fondazione del mondo! espressione questa di Kiko e non nostra, tengo a precisare):
"Quando sorgerà la tua stella, va e fai ascoltare i tuoi Concerti a tutte le Nazioni, ammorbandole nel nome di Kiko, di Carmen e del Cammino". E il padre Mario? Certo anche lui, perchè il Signore non dimentica nessuno.
Fine primo incontro.
Fine primo incontro.

























