sabato 16 settembre 2017

Il Cammino Cattolico

Il Cammino Neocatecumenale è una aggregazione all’interno della Chiesa Cattolica, cioè i suoi aderenti definiscono se stessi CATTOLICI, quindi:

PROPONIAMO ai fratelli neocatecumenali di RIFLETTERE INSIEME sulle parole pronunciate dal PAPA durante l’ omelia nel suo recente viaggio in Colombia.

Il senso di fare ciò è che “TUTTI NOI cattolici” dovremmo avere a cuore di comprendere il significato dei discorsi del Papa, come lui ha a cuore di parlarci perché nelle sue parole possiamo trovare un AIUTO per il nostro cammino PERSONALE di fede.

Ed il fatto che il CAMMINO di FEDE è innanzitutto personale, per poter essere anche COMUNITARIO, è il Papa stesso a ricordarcelo in più occasioni, come ad esempio:
Dall’omelia dell’11 maggio 2017
“La salvezza di Dio è in cammino verso la pienezza dei tempi…
II Signore guida il suo popolo, con momenti buoni e momenti brutti… ma guida il popolo verso la pienezza…
Il popolo di Dio è in cammino. Sempre. Quando il popolo di Dio si ferma, diventa prigioniero in una stalla, come un asinello, lì: non capisce, non va avanti, non approfondisce la fede, l’amore, non purifica l’anima.
Ma c’è un’altra pienezza dei tempi, la terza. La nostra.
Ognuno di noi è in cammino verso la pienezza del proprio tempo. Ognuno di noi arriverà al momento del tempo pieno e la vita finirà e dovrà trovare il Signore.
E questo è il momento nostro. Personale.
Che noi viviamo nel secondo cammino, la seconda pienezza del tempo del popolo di Dio.
Ognuno di noi è in cammino”.

Dall’omelia del 31 gennaio 2017:
“ E ogni volta che Gesù usciva, c’era più folla…
Ma lui cercava un’altra cosa: cercava la gente. E la gente cercava Lui: la gente aveva gli occhi fissi su di Lui e Lui aveva gli occhi fissi sulla gente . – ‘Sì sì, sulla gente, sulla moltitudine’ – ‘No, su ognuno’ –
E questa è la peculiarità dello sguardo di Gesù. Gesù non massifica la gente:
Gesù guarda ognuno.
Il Vangelo di Marco racconta due miracoli: Gesù guarisce una donna malata di emorragia da 12 anni che, in mezzo alla folla, riesce a toccargli il mantello. E si accorge di essere stato toccato. Poi, risuscita la figlia dodicenne di Giàiro, uno dei capi della sinagoga. Si accorge che la ragazza ha fame e dice ai genitori di darle da mangiare.
Così guarda Gesù: ci guarda tutti, ma guarda ognuno di noi. Guarda i nostri grandi problemi o le nostre grandi gioie e guarda anche le cose piccole di noi. Perché è vicino.
Gesù non si spaventa delle grandi cose, ma anche tiene conto delle piccole”.


Tornando alle parole del Papa in Colombia, c’è da dire che l’occasione per approfondirle è stata fornita da un lettore NEOCATECUMENALE anonimo che, rispondendo all’autrice di un precedente post (riguardante il rito del Battesimo) le ha rivolto il seguente ottimo consiglio (a lui quindi il MERITO per questo approfondimento):
“Ti consiglio di leggere le parole del Papa di ieri... sembrano scritte per te, per questo blog, e per il caro vescovo abruzzese che tanto tiene all'evangelizzazione tanto da dire che la chiesa evangelizza tutta assieme... tradotto... non fa un tubo!"
Invito ogni neocatecumenale che si riconosce nell’affermazione del suo fratello di cammino a seguire le parole del Papa e le riflessioni scaturite, di seguito riportate, come risposta al precedente commento.




Quando il Papa parla, in una determinata nazione o contesto, in realtà si rivolge sempre a TUTTI... ma devo ammettere che, mentre ieri lo ascoltavo, per 1 momento ho commesso il tuo stesso errore: ho pensato che le sue parole sembravano dette proprio per uno come te, per il Cammino Neocatecumenale, e per il caro laico spagnolo che ci tiene tanto all'«evangelizzazione» da volersi distinguere dal resto della Chiesa per procurare gloria a se stesso... tradotto... fa confusione e crea disunità!

Vediamo come mai mi è venuto questo pensiero...

Oltre alla frase già citata da Lino:

PAPA - "Gesù insegna che la relazione con Dio non può essere un
freddo attaccamento a norme e leggi, né tantomeno un compiere certi
atti esteriori che non portano a un cambiamento reale di vita".

vorrei riportare altri passi significativi dell'omelia del Papa.

PAPA - "questo cammino di sequela ha richiesto nei primi seguaci di Gesù molto sforzo di purificazione. Alcuni PRECETTI, DIVIETI e COMANDI li facevano sentire sicuri: COMPIERE determinati RITI e PRATICHE li dispensava dall'INQUIETUDINE di chiedersi: «Che cosa piace al nostro Dio?»"

Dai Anonimo NC, ammettilo!
Non è forse questa la cosa più importante che ti dà il 'Cammino'?
  • Ti fa sentire SICURO, in regola, perchè partecipi alle celebrazioni, convivenze, lodi, decima, missione nelle piazze, battezzi i tuoi figli per immersione nella notte di Pasqua...
  • Ti fa sentire protetto, a posto con la 'coscienza' perché obbedisci ai CATECHISTI, sia in ciò che DEVI fare, sia in ciò che NON devi fare (come non parlare più con un fratello che ha lasciato la comunità) e così l'INQUIETUDINE del dover prendere una decisione importante (o non importante visto che anche su quale modello di auto comprare devi chiedere ai catechisti)...
Non la senti... quella sana e benedetta inquietudine? Non lo avverti quel disagio del cuore partendo dal quale Dio ti vuole parlare?

Lo sai che è lì che parla Dio? Nel cuore? Non per bocca dei cosiddetti "CATECHISTI".
Lo sai che la COSCIENZA va ascoltata e non tacitata? L'hai mai fatta alla tua coscienza la domanda che ha indicato il Papa?

Ti sembrano un po' troppo personali queste domande? Beh... dovresti esserci abituato... ma non ti sto facendo uno 'scrutinio', non è a me che devi rispondere ma a Dio, ti sto solo dando degli spunti di riflessione.



PAPA – “Per il Signore, anche per la prima comunità, è di somma importanza che quanti ci diciamo discepoli NON ci ATTACCHIAMO a UN CERTO STILE, a certe pratiche che ci avvicinano più al modo di essere di alcuni farisei di allora che a quello di Gesù”

È più importante il Battesimo (ciò che è e l'effetto che produce) o
il MODO con cui viene fatto?
Se rispondi "il Battesimo" (= Sacramento della Chiesa), come spieghi la testimonianza di EX-NC riportata qui sotto???

Testimonianza di EX-NC???
"Quando nacque mio figlio decisi di non battezzarlo a Pasqua e chiesi di farlo prima, allora cercarono di farmi cambiare idea. Alla mia motivazione di far partecipare agevolmente le persone anziane della mia famiglia senza obbligarle ad una veglia che non erano in grado di affrontare, mi fu risposto che il battesimo era per il bambino e non per i parenti, nonni compresi. Mi dissero che avrei privato mio figlio di una cosa importante. Risposi che la Chiesa permetteva il battesimo anche fuori dalla veglia di Pasqua, mi fu risposto che in origine, nella Chiesa si battezzava solo a Pasqua.
Alla fine visto che non ritornavo sui miei passi, usarono l'ultima carta: Mi dissero che non ero nell'obbedienza.
Ma nonostante i vari sensi di colpa battezzai mio figlio dopo un mese dalla sua nascita senza aspettare 11 mesi.
Riflettevo ora che in 30 anni di cammino mi sono venuti a trovare solo due volte: Per il battesimo di mio figlio e quando ho detto che uscivo dal cammino.
Non mi sono mai venuti a trovare quando stavo male o quando avevo dei problemi".

Cosa c'entra l'«obbedienza», a delle persone come me e come te, con la LIBERTÀ di genitori cattolici di decidere QUANDO e come chiedere (ALLA Chiesa) il Battesimo per il proprio figlio?

Risponditi onestamente: "per me conta di più il MODO, che il Battesimo" che ci fai più bella figura con te stesso!



PAPA – “Il discepolato non è qualcosa di STATICO, ma un continuo movimento VERSO Cristo; non semplicemente attaccarsi alla spiegazione di una dottrina ma l’esperienza della presenza AMICHEVOLE, viva e operante del Signore un apprendistato permanente per mezzo dell’ascolto della sua Parola. E tale Parola, lo abbiamo ascoltato, ci si IMPONE nei BISOGNI CONCRETI dei NOSTRI FRATELLI.”
  • Come ho detto più volte riportando la mia esperienza, il Cammino Neocatecumenale nonostante il nome che ha è una struttura del tutto STATICA, non solo si ripete uguale da oltre 50 anni senza guardare come cambia la realtà del mondo che lo circonda...
  • ...ma anche al suo interno tra un cosidetto "passaggio" e l'altro non c'è nessun vero progresso di fede, morale o spirituale... solo dei nuovi RITI, nuove PRATICHE che si aggiungono ai precedenti.
  • Non viene approfondito, ma nemmeno AVVIATO alcun dialogo tra i partecipanti alla comunità.
Col procedere degli anni di cammino NON cresce neanche un po' la "presenza amichevole del Signore" all'interno della comunità... anzi i rapporti PEGGIORANO essendo sempre più improntati al giudizio dell'altro, alla maldicenza, alle lotte di 'potere'.
Lo ha proprio testimoniato bene Ex fratello:
Testimonianza di Ex fratello
"nel cammino tutti a parlare di fratelli fratelli fratelli, ma nessuno si interessa davvero come stai, se hai bisogno semplicemente di chiacchierare, sfogare... All'interno delle salette tanti sorrisi falsi e ipocriti, ma appena finisce il teatrino, fuori dalle salette, diventi un emerito sconosciuto e nessuno ti chiede come stai davvero,senza cacciare le solite frasi fatte, tipo sei solo perché non vuoi perdere la faccia; una tigre affamata è più sensibile dei catecumeni!".

Attento Anonimo NC prima di dire di no, prima di dire a una persona che sta soffrendo a causa VOSTRA che non è vero che sta soffrendo... attento, perchè Dio non dimentica le vittime d'ingiustizia che a Lui gridano!

E' così che dopo aver ascoltato la Parola la applicate ai "bisogni concreti dei fratelli" come ha detto il Papa?
Con l'emarginazione, l'indifferenza, la superficialità? Mi sembra evidente che non è la Parola di Gesù che voi ascoltate.

PAPA – “La Chiesa è sempre in rinnovamento – Ecclesia semper renovanda – Non si rinnova a suo CAPRICCIO, ma lo fa fondata e ferma nella fede, irremovibile nella speranza del Vangelo che ha ascoltato (Col 2,23).”

Kiko vuole 'rinnovare' la Parrocchia, vuole 'rinnovare' la Chiesa?
Secondo un modello da lui inventato?
Cioè secondo il suo capriccio?

Non ha fatto altro che inventare un sistema basato su "prescrizioni e insegnamenti di uomini che hanno una parvenza di sapienza con la loro falsa religiosità e umiltà e mortificazione del corpo" (ad es. l'obbligo di alzarsi in piena notte per la preghiera o il digiuno di 3 giorni a Pasqua)...

..."ma in realtà non hanno alcun valore se non quello di soddisfare la carne." (Col. 2) (infatti queste forzature poi si sfogano quasi inevitabilmente in eccessi oltre all'immotivata e sciocca sensazione di sentirsi 'a posto').

PAPA – “La Chiesa non è nostra, fratelli, è di Dio; Lui è il padrone del tempio e della messe; per tutti c’è posto, tutti sono invitati a trovare qui e tra noi il loro nutrimento. Noi siamo semplici ‘servitori’ (Col 1,23) e non possiamo essere quelli che OSTACOLANO tale incontro.”

Ciò significa, Anonimo NC, che anche i NC possono far parte della Chiesa se è il nutrimento della loro fede che vanno cercando, se ciò che vogliono è INCONTRARE personalmente Dio... ma bisogna che accettiate il nutrimento che vi viene dato COSÌ COM'È e non PRETENDERE che sia come volete voi.

Inoltre, dire che c'è posto per tutti significa anche accettare le DIVERSITÀ dei carismi all'interno della Chiesa, non PRETENDERE che tutti siano accentrati sul vostro.

(che secondo ciò che ho visto e secondo la mia esperienza, è un finto carisma... cioè non viene dallo Spirito Santo... tanto per dire la mia!).
Qualche anno fa, parlando dei movimenti ecclesiali, il Papa ha detto che nessun movimento che sia veramente ecclesiale, deve essere centrato sul suo carisma, anzi deve essere "decentrato"... perchè l'UNICO CENTRO è Cristo.
Da un discorso del Papa rivolto ad un movimento ecclesiale, 7 marzo 2015:
"...ricordate che il centro non è il carisma, il centro è uno solo, è Gesù, Gesù Cristo! Quando metto al centro il mio metodo spirituale, il mio cammino spirituale, il mio modo di attuarlo, io esco di strada.
Tutta la spiritualità, tutti i carismi nella Chiesa devono essere “decentrati”: al centro c’è solo il Signore! Per questo, quando Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi parla dei carismi, di questa realtà così bella della Chiesa, del Corpo Mistico, termina parlando dell’amore, cioè di quello che viene da Dio, ciò che è proprio di Dio, e che ci permette di imitarlo. Non dimenticatevi mai di questo, di essere decentrati!… ‘Uscire’ significa anche respingere l’autoreferenzialità, in tutte le sue forme, significa saper ascoltare chi non è come noi, imparando da tutti, con umiltà sincera.”

Anonimo NC, rileggiti i commenti che ho citato e anche tanti altri che ti sarà capitato di leggere altre volte, ed ascolta anche le persone che sono uscite dalla tua comunità o da altre a te vicine, e guarda anche negli occhi alcuni dei tuoi fratelli ancora in comunità ma che i catechisti ti insegnano a considerare 'di serie B'...

Sai cosa deduci da queste esperienze se le guardi con attenzione?
Che tutti costoro sono stati OSTACOLATI nel loro INCONTRO con Dio proprio da quello che voi chiamate un CAMMINO di FEDE. Complimenti per il SERVIZIO!



Per tutti i neocatecumenali in buona fede che non si riconoscono in quanto descritto, cioè che non “vedono” queste situazioni negative accanto a sé, oppure a cui sembrano esagerate vorrei precisare:

1- Anche fosse una persona sola ad aver subìto i danni morali, psicologici (e materiali di cui si parla in altri articoli) testimoniati, sarebbe già una di troppo! Perché una comunità cristiana è chiamata a fare il BENE e non il MALE ed innanzitutto nei confronti dei propri stessi membri .. non ha forse detto Nostro Signore che è vedendo il bene che ci vogliamo tra noi che il mondo può credere?

2- Il problema non è circoscritto a qualche fratello neocatecumenale che sbaglia comportandosi così, e qui NON si sta GIUDICANDO la singola PERSONA ma si sta mostrando che è un SISTEMA, inventato da Kiko, che viene trasmesso, inculcato, insegnato con la parola e con l’esempio grazie alla struttura gerarchica (da catechista a catechista) che vige nel Cammino Neocatecumenale.

Quindi concludo con il seguente APPELLO tratto da un commento di Dorothea D.:
“Cari neocatecumenali dubbiosi che passate di qua a leggere,
i Farisei che vengono qui a difendere il Cammino contro ogni evidenza, e negando evidentemente anche l’evidenza di fatti e documenti, vengono qui ANCHE per riacchiappare proprio voi, che avete deciso di cercare altrove ulteriori informazioni sul Cammino Neocatecumenale. Ora che una conferenza episcopale regionale di Vescovi si è espressa pubblicamente contro una disobbedienza del Cammino, a qualche camminante in ottima fede qualche dubbio viene, ed i “mastini” debbono non solo circuire preventivamente il gregge ma anche andare a recuperare le “pecore” là dove sono scappate per viva curiosità. E quindi è tutto per voi il linguaggio farisaico di questi difensori del Cammino, con argomenti che, come vedete, tra i blogger non trovano altro che validi controargomenti... Cari neocatecumenali dubbiosi ed in buona fede, continuate a prendere le vostre informazioni e prendete sul serio i documenti e le esperienze dei fuoriusciti: NON è NECESSARIO ABBANDONARE LA FEDE QUANDO SI ABBANDONA IL CAMMINO”.
Anzi, se si prende sul serio quella domanda che ha fatto il Papa: “che cosa piace al nostro Dio”?

Direi che si impone l’obbligo di SCEGLIERE tra FEDE e CAMMINO NEOCATECUMENALE.
(Roberta)

giovedì 14 settembre 2017

Appello ai Parroci

Il parroco Don Abbondio
e i Bravi catechisti
Ciò che più mi fa tristezza nel vedere volantini come quello pubblicato è leggere in fondo la


FIRMA DEL PARROCO 

e tanto più è triste, quanto più si tratta di un parroco in buona fede (perché se uno è corrotto non c'è di che parlare) che in buona fede cerca tutte le strade per far del bene ai fedeli che gli sono affidati e, preso da mille impegni e preoccupazioni non pensa di dover approfondire personalmente la conoscenza di ciò che gli viene proposto da questi che si presentano come "brave persone", raccontando la loro esperienza "forte" di fede ed esibendo la loro "bella famiglia" e quindi, davanti ad alcune rimostranze o sue stesse perplessità risponde che... deve obbedire al vescovo o che, per prendere posizione circa i NC, aspetta il pronunciamento "ufficiale" della gerarchia della Chiesa..

Vorrei ripetere qui, rivolto (nel mio cuore) a tutti i parroci, ciò che già ho detto a voce a un sacerdote che molto stimo e rispetto:

"Se una cosa è sbagliata, dovete aspettare che ve lo dica il Papa? Non lo capite da voi stessi?"

Io penso che un parroco, nel suo piccolo, possa fare molto più del Papa:

basta dire NO alle proposte neocatecumenali,

come alcuni grazie a Dio fanno

(o sarebbe meglio dire: hanno il CORAGGIO di fare?!)

perché, anche se un vescovo (per motivi che spero prima o poi valuterà nella sua coscienza) li appoggia, non penso possa obbligare un parroco ad accettare qualcosa che per la sua parrocchia ritiene non adeguato...
Don Abbondio al Cardinal Borromeo:
"Il coraggio chi non ce l'ha
non se lo può dare"

Quanto detto non è una critica ma una richiesta d'aiuto a voi che siete nostri Pastori:

abbiamo bisogno del vostro aiuto, difendeteci dalla MENZOGNA e dalla PREPOTENZA di quelli che usano la Chiesa per diventare dei "vincenti" schiacciando i deboli,

abbiamo bisogno del vostro ESEMPIO, 

cercate di diventare Santi, perché anche noi possiamo convertici. 

Spero che la grande amarezza che ora sento si possa un giorno trasformare in gioia... e dipende molto dai sacerdoti far sì che questo giorno non sia troppo lontano.


(da: Roberta)

martedì 12 settembre 2017

I «nuovi farisei» si stracciano le vesti

Diamo risalto a un commento dell'ennesimo anonimo, non tanto per discutere sulla solita incommentabile distorsione della realtà operata dai neocatecumenali infuriati (ai quali evidentemente viene un attacco ischemico transitorio ogni volta che vedono un parere contrario sul cammino), ma per far capire la perversa mentalità neocatecumenale, che, a prescindere dal linguaggio impiegato - che può essere più o meno forbito, più o meno trollesco, più o meno conciliante - si guarda bene dall'entrare nel merito delle questioni e ribattere a fatti e documenti con altri fatti e documenti, del tipo: "voi dite che Kiko rifiuta di promuovere e insegnare la recita del Rosario prima di 10-12 anni di cammino, ma io invece vi dimostro, con questo documento/video/discorso che non è così..." e finisce sempre con l'affermare gli stessi concetti triti e ritriti e ad adoperare gli stessi trucchetti e menzogne.

Analizziamo il commento:
A Valentina Giusti - In effetti convengo con lei che arbitro è una parola inadeguata, forse sarebbe più consono il concetto di osservatore (possibilmente) imparziale. Imparziale perchè la mia via è un'altra. Il fatto che mi senta di intervenire è dovuto a certe impressioni sgradevoli che mi suscitano certi commenti improntati all'odio più puro esattamente del tipo "eretico brucerai all'inferno" pressochè testuale.
Fallacia n. 1: Accusare gli altri di odio
Questo è il primo "stracciarsi le vesti" del nuovo fariseo: «Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?» (cfr. Lc 26,65-66). Il fariseo prende le distanze, accusandoci di "mandare la gente all'inferno", di odiare il prossimo con grande gusto ("odio più puro"), di parlare in modo "sgradevole". In sostanza, il sepolcro imbiancato ci ha appena descritto come veri demoni dell'inferno. Io sono buono, voi siete dei mostri: «O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo» (cfr. Lc. 18,11-12)
Perchè pubblicare simili espressioni che sembrano frutto di menti sbandate, che sognano di vendicarsi delle loro frustrazioni attraverso un dio di vendetta, e poi stigmatizzare il singolo N.C. che con moderazione si esprime (e allora che lo invitate a fare a parlare se poi gli vomitate addosso una valanga di insulti?).E guardate (e qui faccio l'arbitro) che di etichette facili, e lo dico senza polemiche, ne avete distribuite a iosa e vi assicuro del tutto gratuitamente. Il mondo non finisce con la cinta delle colline, il mondo vero è oltre questa barriera. 

Fallacia n. 2: Giudicare temerariamente il prossimo
Naturalmente il fariseo neocatecumenale sa leggere il cuore degli altri (ma non il proprio) perché lui, sepolcro imbiancato, è pulito fuori e si è seduto sulla cattedra di Mosè, filtra tutto scandalizzato il moscerino (i nostri presunti "giudizi") e ingoia il cammello (gli abusi liturgici, gli strafalcioni dottrinali e l'oppressione dei poveri praticati sistematicamente e per costituzione nel Cammino Neocatecumenale): «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!» (cfr. Mt 23,23-24). Naturalmente il fariseo, secondo se stesso, è puro e di ampie vedute mentre noi micragnosi avremmo la mente chiusa, addirittura "menti sbandate" e "frustrati". Che dire? Complimenti per l'equilibrio!
Ora, senza tanti giri di parole, sul tema penso la cosa più elementae di tutte. Fra i "compagni che sbagliano" e gli eretici (ammesso che questa categoria esista ancora dopo il Vaticano II e a me non sembra) c'è un evidente abisso. Ne consegue che l'esclusione dai sacramenti di qualcuno dovrebbe essere facoltà della chiesa che invece a me pare tolleri/coccoli/balocchi il movimento N.C.Questo per un "marziano" come me è incomprensibile e rimane ancor più incomprensibile dopo le diecimila denunce che in anni di lavoro avete avete accumulato nei confronti del kikopensiero.
Fallacia n. 3: Minimizzare e azzittire l'interlocutore con il principio di autorità.
"La Chiesa tollera, e dunque..." Mai ragionamento potrebbe essere più sbagliato. La Chiesa è madre paziente e amorevole, e il Papa è padre oltre che capo di tutti i cristiani. Il fariseo confonde la tolleranza e la pazienza con l'approvazione, inoltre suppone che il Papa e la Chiesa passino il tempo a vagliare e approvare ogni minima vaccata che dice l'autonominato iniziatore di turno.

Assolutamente errata, fra l'altro, la convinzione secondo la quale è necessario cercare nei documenti del Vaticano II per condannare un eretico, del resto il fariseo è un legalista, quindi quando deve piegare la religione al proprio vantaggio scartabella i documenti per cercare il codicillo che gli darebbe ragione. Per definire un'eresia è sufficiente un bambino del primo anno di catechismo: il catechismo non può contraddire se stesso, pertanto è elementare riconoscere che certe eresie professate dal Cammino sono state condannate già secoli e secoli fa e tali condanne ribadite infallibilmente nel Sillabo di Pio IX. Bisogna essere proprio stupidi per non capire, o in malafede.
Infine, le denunce non sono sempre sufficienti. San Giovanni il Battista, il più grande fra i nati di donna, fu decapitato proprio per aver detto la verità. La verità non ha bisogno di approvazioni né di tanti proseliti per essere affermata. Di sé stesso il Santo diceva "Voce di uno che grida nel deserto!" cioè che grida nell'aridità, nella morte, ma lo fa anche se nessuno lo ascolta. La maggior parte dei profeti restò inascoltata, venne derisa e finì anche uccisa; noi non ci curiamo né di quante persone ascoltano né di quanti ecclesiastici ci danno retta. Il fariseo si confonde: è Kiko quello che muore dalla voglia di approvazioni, applausi e benedizioni.
Banalmente si dice che il pesce puzza dalla testa. Ora siccome qui nulla accade, nel senso che la testa è indifferente, a parte singoli episodi di riprovazione, non so quanto possa essere cristianamente adeguato aggredire verbalmente ogni neo cat che si affaccia all'uscio.
Fallacia n. 4: La denuncia dell'eresia è "aggressione" dell'altro
Niente di più stupido si poteva dire. Tonnellate di scritti nella Rivelazione e nel Magistero - a cominciare dalla pubblica, severa e "aggressiva" condanna dei farisei da parte di Giovanni Battista, passando per i severissimi anatemi di San Paolo contro gli eretici, fino ad arrivare alla condanna del modernismo di Pio X - dimostrano che non si può scendere a patti con l'eresia, ma che essa, essendo possibile causa di dannazione, deve essere gravemente e pubblicamente riprovata, fosse anche Kiko, il Papa o un angelo disceso dal Cielo a predicare un Vangelo diverso da quello che Cristo stesso ci ha consegnato. Sgridare, condannare e combattere l'eresia non è aggressione ma opera di misericordia, anche se i toni utilizzati possono sembrare crudeli. Cosa direbbe il fariseo anonimo di un S. Ignazio di Loyola: «Gli eretici devono essere chiamati col loro nome, perché si provi orrore nel nominarli e non si copra con una etichetta religiosa un veleno mortale» o di San Giovanni Bosco: «Propagarono i loro errori e le loro superstizioni colla violenza e col libertinaggio. La loro religione scioglie il freno a tutti i vizi, apre la strada a tutti i disordini. Cosicché si possono chiamare inviati non da Dio, ma da Satana a predicare e diffondere l'empietà fra gli uomini.», San Pio da Pietrelcina: «Lutero, Calvino e compagnia bella, [furono] pieni di superbia, zeppi di vizi fino agli occhi, i quali si divisero dalla Chiesa per assecondare le loro malvagie passioni dalle quali erano dominati. Secondariamente mancano della santità di dottrina.». Dovremmo dire che questi grandissimi Santi erano "aggressori" del prossimo?
E' vero che, come lei giustamente mi corregge non sono un arbitro , ma neanche lei lo è (e gli altri che dedicano il loro tempo al blog. L'arbitro di questo sarebbe la Congregazione per la dottrina della fede o qualcosa di simile se esiste ancora.Voi siete dei semplici denuncianti e non dei giudici e quando si arriva a condanne così pesanti come l'ergastolo delle anime, mi sembra che intervengano fattori emotivi personali di forte rancore che fanno a botte con la serenità del giudizio..

Fallacia n. 5: Se critichi il cammino non sei "sereno nel giudizio"..
Certamente non siamo i primi a dire che l'eresia conduce all'inferno ed è il peggiore di tutti i peccati, una gravissima bestemmia contro lo Spirito Santo detta anche "Impugnare le verità conosciute". I normalisti farisei credono che, comandando alle voci contrarie di tacere, le eresie improvvisamente diventino meno...eretiche. Nella Chiesa post-Vaticano II questa fissa della "serenità" affligge la maggioranza assoluta dei cattolici, dei preti e dei Vescovi: a nessuno piacciono i "piantagrane" che amano chiamare l'errore col proprio nome.
Il cristiano è, di fatto, per sua stessa natura, chiamato a GIUDICARE, a dividere il bene dal male, la verità dall'errore, facendo riferimento a quanto Cristo ha insegnato, gli Apostoli hanno predicato e i Santi incarnato nella propria vita. La nostra rabbia, se così si può chiamare, viene dal fatto che non possiamo, non vogliamo permettere che le stupidaggini predicate da Arguello e soci siano ulteriormente comminate ad altri malcapitati che desiderano solo conoscere Gesù o approfondire la propria fede, perché sappiamo perfettamente dove portano. Se vedi un uomo che sta per bere qualcosa che sai essere veleno non farai di tutto per impedirglielo?
La Chiesa dovrebbe estromettre il Cammino punto e basta e considerarlo come un movimento a lei estraneo alla pari dei testimoni di Geova. Se non lo fa, penso che sarebbe il caso di denunciare questa istituzione di complice tolleranza verso supposti eretici perchè altrimenti si è complici di un delitto i sè il più grave perchè comporta la morte dell'anima che com'è noto è ben più grave della morte del corpo.Questo è il mio pensiero. Riguardo certi interventi furi sacco ..beh discendono da certe scemenze fuori sacco che trovo scritte (ognuno ha la sua formazione) .Anonimo

Fallacia n. 6: Se la Chiesa non ti ha ancora formalmente condannato allora sei automaticamente innocente.
Il Cammino è già un movimento estraneo, nel momento in cui consapevolmente viene insegnata una dottrina eretica più e più volte ostinatamente per decenni. Ad esempio, quando Kiko insegna che a Dio non importa quanti peccati commettiamo e che se crediamo alla predicazione già siamo perdonati senza necessità di confessarci (e lo dice già dal 1982, come dimostra il volume demoniaco della Traditio), è automaticamente fuori della comunione con la Chiesa Cattolica, scomunicato ipso facto, così come chiunque consapevolmente aderisce a quella dottrina e la propaganda. Per questo non è necessaria la condanna esplicita del Sant'Uffizio.

Come già ribadito chiaramente da Lino, Tripudio e altri più e più volte, il Cammino rientra nel Vangelo del buon grano e della zizzania (cfr. Mt 13,27-30), che andrebbe riletto attentamente parola per parola: «Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio».
In questo passo personalmente trovo profetizzato l'insorgere delle eresie: il Signore essendo Dio guarda al cuore e sa che anche mescolata alla zizzania ci può essere grano buono ed Egli saprà rendere merito a coloro che avranno vissuto nella giustizia, anche se parte del Cammino. Il Papa non può sradicare la zizzania del Cammino senza rischiare di uccidere anche il buon grano e non può farlo in particolare perché per decenni detta eresia è stata abbracciata da vari Pontefici, da moltissimi ecclesiastici per i motivi più vari (molti dei quali non esattamente candidi).
Il Papa non interviene? Sappiamo il perché. Molti Vescovi, a livello più locale, invece sono intervenuti, dove hanno potuto alzando la voce e costringendo il Cammino a rimettersi in riga. L'ostinazione nella disobbedienza perpetrata dai capi del movimento è la prova principe che dimostra che il Cammino è costituzionalmente eretico, fin dalla radice: gli eretici infatti, peccando di superbia contro il Primo Comandamento, non riescono a praticare l'obbedienza.

domenica 10 settembre 2017

La moda del Battesimo per immersione

Riportiamo un'inserzione apparsa di recente in una nota pagina neocatecumenale su Facebook:

Salve, fratelli, scrivo qui perchè non so più a chi chiedere! 
Ho visto, qui, più volte foto, di fonti battesimali bellissime in plexiglass! Siccome da pochissimo è nato mio figlio vorrei farla realizzare per la mia parrocchia! Qui in italia mi hanno chiesto somme imbarazzanti! Neanche se fosse vetro blindato! Vi chiedo un aiuto! Ditemi dove l'avete fatte costruire! quanto avete speso! Magari mi costerà di meno farla fare li e poi farla spedire! Attendo con ansia! Grazie mille! La Pace!

Dal momento che il nostro blog svolge funzioni di informazione e di servizio, rendiamo noto al novello papà che può trovare il fonte battesimale in metacrilato come illustrato in immagine presso i seguenti neocatecumenal-shop online:
I prezzi per l'acquario indicato vanno dai 1250 ai 1950 euro. In più, ci saranno da pagare le spese di spedizione.

Vorremmo però chiedergli di seguirci in una piccola riflessione.

Il suo bimbo deve essere nato già da un mese o qualcosa di più; a Pasqua, il prossimo anno, nel momento nel quale, durante la Veglia, i catechisti desiderano si facciano i battesimi dei "figli della comunità" per immersione completa in un fonte battesimale, il bambino avrà dieci mesi.

Il riflesso che induce il neonato a non respirare sott'acqua, e che fa ipotizzare agli evoluzionisti un passato, per l'uomo, molto più acquatico dell'attuale, caratterizza il bambino al massimo per i primi quattro mesi di vita.

Successivamente, il piccolo con più di quattro mesi di vita, se immerso completamente nell'acqua, capita che inali dell'acqua nei polmoni, soprattutto se inizia a piangere prima dell'immersione o se, come quasi sempre succede, in preda allo shock, piange a squarciagola nei "tuffi" successivi, in tutto tre.

A meno che non venga accostato all'acqua orizzontalmente, a faccia in giù, con una certa gradualità, come ben sanno le mamme che fanno acquaticità con i propri piccini: accortezze queste che il presbitero a maniche rimboccate, paonazzo perché arrivato già al settimo bambino scalciante, non è certo in grado di usare.

Infatti, il battezzando viene tuffato in acqua con movimento a pistone che induce naturalmente, a causa della pressione, l'ingresso dell'acqua nelle narici e nella bocca, con gli effetti che ben conosciamo.

Aaaaaa... ...Zvegnaaa...
Sappiamo inoltre che l'emersione dall'acqua viene accompagnata da canti a voce spiegata, dei cantori e di tutta l'assemblea, compreso di battimani (pensiamo ad uno dei canti usati dai Neocatecumenali per i battesimi, Cavallo e Cavaliere, e allo scoppio di voci e al fragore del ritornello, specie da parte di chi è abituato a commisurare fede e allegrezza con i decibel emessi) che di certo avrà un effetto ancor più spaventoso per il piccino.

Qual è lo scopo di sottoporre un bimbo ad uno stress e ad un rischio simile?
Perché trasformare un Sacramento in sofferenza tanto più inutile quanto meno capita e elaborata da chi la subisce?

Perché farlo, se il Battesimo è altrettanto valido, se non più, così come tradizionalmente praticato, cioè fatto per infusione, bagnando il capo del neonato al fonte battesimale?

Succede infatti che sacerdoti più delicati nei confronti del bambino, lo calino per due volte solo in parte nell'acqua benedetta e solo la terza volta immergano anche la testa, per evitare al piccolo l'effetto soffocamento.

Facendo così però questi sacerdoti non rispettano una delle condizioni primarie per la validità del Sacramento, quello che, comunque avvenga il battesimo, il capo del bambino debba essere bagnato per tre volte mentre si pronuncia la formula "Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo".

D'altra parte, le consegne sui battesimi per immersione, durante la Veglia di Pasqua "Neocatecumenale", fatte dai catechisti itineranti e dai loro capibastone, ai fratelli delle comunità, sono state sempre molto puntuali e stringenti.

Povero bambino...come dargli torto?
Bisogna eseguire il rito con tutti i crismi, ossia:

  • il bambino DEVE essere totalmente immerso, per tre volte, e non in fretta ma lentamente, solennemente;
  • BISOGNA tenere, addirittura, il piccolo sotto "per un tempo", durante le immersioni, per poi sollevarlo bene in alto e di nuovo giù; ripetiamo, così va fatto per tutt'e tre le volte.
  • All'ultima uscita, poi, sollevato bene in alto il bambino, e tenuto più a lungo così, grande battimano.

È chiaro che il "presbitero" della prima foto è un "presbitero neocatecumenale doc" perché esegue fedelmente quanto abbiamo descritto.

Ebbene come risolvere il problema?
Come bagnare la testa per tre volte ad un bambino così come la regola liturgica prescrive senza rischiare di soffocarlo, senza traumatizzarlo?

Caro fratello, se desideri dare a tuo figlio il battesimo della Chiesa, sappi che la nostra buona Madre, nella sua sapienza millenaria, ha risolto questo problema per noi facendo bagnare per tre volte al bambino il capo per infusione al fonte battesimale, mantenendo la solennità del gesto e rendendolo praticabile anche con i neonati.

Forse pensi che battezzare tuo figlio alla "maniera del cammino" sia una garanzia di serietà e di validità? È vero l'esatto contrario! Il Cammino Neocatecumenale troppe volte dimentica la validità sacramentale del battesimo, obbligando i Figli di Dio ad immergersi invece nel peccato, fino a giungere, quasi alla fine del Cammino (tappa del Padre Nostro) a dichiararsi invece "figli del diavolo".
A che serve tanta solennità, tanto sfoggio di preparativi nei battesimi per immersione nella notte di Pasqua se poi nella pratica quotidiana dimenticano la forza attiva che quel Sacramento sprigiona?

Battesimo di un Testimone di Geova
Infine, va fatta un'altra riflessione sul rinnovo delle promesse battesimali alla tappa del Cammino Neocatecumenale detta dell'Elezione, rito questo celebrato al Giordano.
Ebbene, lì si tratta di adulti, e la replica del battesimo potrebbe essere fatta assai facilmente per immersione, secondo il metodo, dimostrano di credere quando si tratta di battezzare i bambini, più corretto e fedele alle origini: essendo adulti, possono trattenere il fiato e non rischiano i traumi da soffocamento dei piccini inconsapevoli
In quel caso invece, incomprensibilmente, il battesimo (ciò che dovrebbe essere un ricordo del battesimo) avviene immersi nell'acqua fino alla cintola e con l'aspersione di un po' d'acqua sulla testa.
Sarebbe interessante capire il perché improvvisamente l'ansia di ripetere i gesti degli antichi cristiani non li spinga a fare i tuffi spettacolari che tanto entusiasmo suscitano quando i soggetti sono dei poveri piccini.

In conclusione: quando si battezza un figlio, lo si fa chiedendo la fede alla Chiesa o a Kiko?

Se è alla Chiesa che la si impetra, perché, invece di accostarsi con i propri figli ai fonti battesimali che impreziosiscono da secoli le nostre Chiese più belle, opere di grandi artisti, si deve considerare più desiderabile battezzarli in un bicchiere di plexiglass con sopra uno scarabocchio che è ormai un logo distintivo del Cammino?

Forse, siamo ancora in tempo per far riflettere il novello papà: desidera per suo figlio il battesimo più memorabile? Che lo battezzi in Gesù Cristo, in una Chiesa e non in un salone d'albergo, al fonte battesimale che tanti bambini prima di lui ha fatto nascere a nuova vita, e non in un giocattolo trasparente e illuminato da led che, finita la Pasqua, verrà archiviato in un triste sgabuzzino; che lo battezzi senza inutili traumi, senza loghi e diverse appartenenze, al sicuro tra le braccia di mamma e papà, insieme alla propria famiglia carnale e quella parrocchiale, rinunciando alla spettacolarizzazione del battesimo di suo figlio, che non è un rito di ingresso nella tribù, dimostrando così di rispettare e di credere al Sacramento più importante della Chiesa.

Battesimo nella Chiesa Cattolica

venerdì 8 settembre 2017

I "missionari" neocat non erano autorizzati ad "evangelizzare" le parrocchie

Altare (oops, mensa) ortofrutticolo neocatecumenale
Riportiamo un articolo pubblicato dal giornale online Il Pescara del 7 settembre 2017.


Neocatecumenali nelle parrocchie cattoliche, la CEAM: "Devono essere prima autorizzati"

Diversi Parroci hanno segnalato il disagio prodotto dal fatto che alcune persone sono andate nelle loro Parrocchie asserendo di essere stati mandati a evangelizzare come facevano i primi discepoli del Signore. Si parla di un centinaio di inviati

Diversi Parroci hanno segnalato a vari Vescovi il disagio prodotto in questi giorni dal fatto che alcune persone, presentatesi a due a due, a volte anche come seminaristi o presbiteri, sono andate nelle loro Parrocchie asserendo di essere stati mandati a evangelizzare come facevano i primi discepoli del Signore. A inviarli erano stati responsabili del Cammino Neocatecumenale. Si parla di un centinaio di inviati.

Qualcuno è passato prima dal Vescovo locale ed è stato da lui autorizzato, la maggior parte ha semplicemente saltato questo aspetto decisivo di ogni missione ecclesiale, suscitando confusione nei Parroci.

Stanzetta arredata con gadget kikiani
Sulla questione interviene monsignor Bruno Forte, Presidente della CEAM - Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana: "Come Vescovi chiediamo che ogni iniziativa missionaria proposta da aggregazioni e movimenti ecclesiali si svolga sempre e solo dopo previa autorizzazione e su esplicito mandato del Vescovo locale, che ne informerà i Suoi sacerdoti, onde evitare il rischio di correre o aver corso invano nel servizio del Vangelo, perché ad evangelizzare non sono i singoli in quanto tali, ma la Chiesa come comunità unita sotto la guida dei Pastori e in piena comunione con loro".

mercoledì 6 settembre 2017

Riflessioni di mezza estate: il parco-giochi allestito dal gran burattinaio, Kiko-Mangiafuoco.

Noi, che abbiamo avuto il dono di aprire gli occhi e scoprire quel che succede nel segreto delle comunità, ancor più scambiando le nostre esperienza, siamo in ansia per le persone care, come per quelle che non conosciamo, che stanno ancora nel cammino neocatecumenale.

È sorprendente: nel cammino è tutto uguale in ogni angolo del mondo!

Barletta, chiesa di san Pasquale:
sono neocatecumenali ma non te lo dicono, e
ingannevolmente ti dicono che gli incontri durerebbero
soltanto "circa due mesi" anziché tutta la vita...
Leggendo, ognuno di noi potrà riconoscere i suoi commenti.

Sì, perchè questo è un collage, un puzzle di contributi diversi.
"Se lo scrivessero sul cartellone delle catechesi per adulti, dove porta la strada dell'«essere amato così come sei»,
la gente non arriverebbe al punto che, davanti a uno che ti dice: «
io sono il tuo DIO, obbedisci a me senza pensare», non hai manco il riflesso (santo e benedetto) di rispondere «ma vaaaattene un po' affan... e fatti curare»." (D.D.)

Tanto più che, alla fine della fiera, non solo noi soggiogati a vita, oltre ogni logica previsione, ma Kiko (una volta ottenuti gli Statuti) ha gridato al miracolo: "Che i Vescovi vanno a obbedire a noi!"

"Nella sua omelia un prete ha detto che il cammino del cristiano è un cammino di nobiltà e di bellezza. Inevitabile il confronto con il cammino neocat che ci ha fatto sentire per anni uno schifo pieni di peccati. La scelta di dire la nostra esperienza anche dolorosa è un servizio alla verità" (Anonimo).

Come ci esorta San Paolo: "non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre ma piuttosto condannatele apertamente, poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce" (Ef. 5, 11-13)
TUTTO CIÒ CHE VIENE ALLA LUCE È LUCE.
Siamo figli del giorno, non delle tenebre (cfr 1Tess. 5, 5), e siamo fuggiti via dalle oscure salette neocatecumenali, dove ci veniva inculcata un'oscura dottrina.

Il discernimento che si addice al cristiano, per Kiko, si "apprende" nel Cammino, negli anni, alla scuola del fango/mota - che tanto bene ci ha descritto Lino - quel fango che ci lascia eternamente insozzati e ci priva, al tempo stesso, della "unzione" ricreatrice dell'argilla bagnata dalla saliva del Signore.

"Fango e segreto", questa la illuminante sintesi di tutto che Lino ci regala.
"Gnosi del peccato, cammino di conoscenza del male, non del bene. Non è il cammino di figure positive del Vangelo." (Lino)
Bell'indottrinamento, davvero!

A conferma esponiamo, in estrema sintesi, quanto Kiko instilla, subdolamente, in tutti quelli che lo seguono:
È "idolatria" tutto quello che passa per la tua ragione, per il pensare tu autonomamente.
Tutto ciò che ti dà dignità, per Kiko, è inganno.
Unica cosa esente da inganno è se ti disprezzi (convincendoti che sei inadeguato, malvagio, approfittatore, che sei un egoista, un violento, un superbo, un assetato di potere, un traditore, un bugiardo).
Dunque "discernimento" è conoscenza dell'abisso dei tuoi peccati, che è anche il segno che hai fatto bene il cammino... e, frutto maturo del cammino, logica conclusione di tutto: OBBEDIENZA CIECA.

Mentre tu, dunque, continui a guardare il peccatore schifoso che sei - UNICA ATTIVITÀ IN CUI DEVI ESSERE OCCUPATO e alla quale il cammino ti addestra - Kiko ti dice tutto il resto.

Sei un burattino, ormai, nelle sue mani e, se sei anche "catechista", a tua volta sarai la sua longa manus forgiando, allo stesso modo, quelli che entrano in comunità per la tua predicazione e intruppando i malcapitati come tu sei stato, prima di loro, intruppato.
Intanto Kiko, piano piano, riempie l'esistenza dei suoi adepti di tutti i suoi rituali, scandendo ogni attività, riempiendo ogni spazio dell'esistenza e, contemporaneamente, schiacciando sotto il peso dei sensi di colpa coloro che ancora trovano tempo (tapini!) per dedicarsi a qualcosa che nulla abbia a che fare col cammino. Ragazzi, qui tutto ha un senso!

Non sia che qualcuno, scosso dal contatto, pure occasionale, con la vita reale, alla quale Kiko astutamente lo ha sottratto progressivamente ed inesorabilmente, in un balzo si risvegli e... comprenda ciò che non doveva assolutamente capire!
Gli si aprirebbero, finalmente, gli occhi ed egli potrebbe gridare, come il cieco nato: "Ci vedo!" e vedendo, ciò che tanti di noi abbiamo visto, mandare Kiko e tutta la sua combriccola a quel paese.

"Catechesi per conoscere
uno che ti ama..."
In tanti, tranquillizzati dal fatto di trovarci nella Casa di Dio - nella nostra Parrocchia - abbiamo accettato l'invito alle catechesi e abbiamo ascoltato.

Ci siamo lasciati condurre ed abbiamo attraversato le porte che ci venivano aperte davanti, pensando, ogni volta, che il più bello doveva ancora venire, come sempre ci dicevano!

Intanto quelle porte, una dietro l'altra, si chiudevano dietro di noi, mentre ci addentravamo, complici ignari del nostro triste destino, sempre più verso la stanza del "grande maestro" che, soltanto alla fine e solo se fosse stato necessario, ci avrebbe mostrato il suo "vero volto".

Di certo al fedele camminante, prodotto finito del percorso neocatecumenale, egli non urlerà mai in faccia "tu devi obbedire a me!"; non ce ne sarà alcun bisogno, avendo l'infelice, e oramai "adulto nella fede", smesso da tempo di pensare con la sua "testa circoncisa" e rinunciato a prendere, in modo autonomo, anche la più piccola decisione.
Questa l'espressione: "(Oh mio catechista!) Farò tutto quello che tu mi dirai!"
Lasciate ogne speranza, voi ch' entrate.
Porta dell'Inferno (Gustave Doré)

Dove porta alla fine e dove conduce veramente il cammino neocatecumenale andrebbe scolpito sulla pietra, all'ingresso, e affisso in ogni parrocchia neocatecumenalizzata.

Sullo stipite, poi, di ognuna di quelle porte che introducono alle successive tappe o passaggi, noi tutti vorremmo vedere una grande scritta:
"Lasciate ogni speranza, o voi che entrate"
Perché non lo sai ma, quando varchi quella soglia, lasci fuori ogni speranza di poter tornare indietro.

"Proprio perché, ignaro, tu entri in una dinamica schizofrenica, dove ogni riferimento è alienato dal reale, entri in un labirinto dove per uscirne occorre molta forza interiore." [Pietro (NON del Cammino)]

"Certamente il linguaggio religioso dei neocatecumeni è fatto di slogan, di suggestioni emotive, di riferimenti a esperienze personali. Ci si abitua a parlare e pensare senza una base logica.

Oppure si tratta di una forma di shock mentale.

Chi accetta il metodo delle catechesi iniziali, impara ad entrare in un mondo dove le regole normali sono stravolte, dove tutto è meraviglioso e se c'è qualcosa che non va, è colpa del singolo che non è in risonanza emotiva e psicologica con la comunità. La continua sollecitazione emotiva unita alle richieste anomale richiedono un grande dispendio di energie e per resistere, evidentemente, bisogna uccidere il pensiero razionale, rinunciando ad una parte importante di se stessi.

Abbiamo notato tutti che i neocatecumeni sono un fascio di nervi/emozioni ed è difficile relazionarsi con loro che sono sempre o tristi o arrabbiati e comunque sempre sulla difensiva." (Michela)


Se non c'è nessuno ad aspettare i camminanti quando usciranno, "l'Argüello avrà trovato conferma alle sue oracolate bestiali, che fuori c'è solo la devastazione, quella appositamente creata in anni di divisione" (D.D.).

Isolamento e segregazione strutturalmente pianificati che fanno sì che, se lasci il cammino, fuori trovi solo terra bruciata. Questo a conferma che il cammino stesso crea come una dipendenza patologica, per cui la disintossicazione è lenta e dolorosa, alcuni non la sopportano e... rientrano, mansueti, nell'ovile! 
"Se esci dal cammino, il demonio ti distrugge!", ho ricordato questa frase orrida, ripetuta ossessivamente dai catechisti neocatecumenali e, devo confessare oggi con grande dolore, tante volte pronunciata anche da me, verso i fratelli dubbiosi!

Sì, importante è essere pronti ad accogliere i fratelli che decidono il grande passo, perché forte è la tentazione che ti assale quando esci dal cammino - portando sul groppone le profetiche parole, pronunciate solo per te - dal tuo catechista di una vita, che pure hai amato!

Lo sappiamo bene quelli di noi che abbiamo sofferto tanto, quando ci siamo trovati soli, con la nostra famiglia, vedendo quello che altri non vedevano, sentendoci accusati di essere preda degli inganni del demonio, perché seguivamo più la nostra ragione che la parola irrazionale dei catechisti, ispirata...

Nell'ordine:
In primis ti bastonano - prima in privato, in seguito davanti alla tua comunità - poi ti blandiscono, poi ti corteggiano, infine ti abbandonano "al tuo destino" e, da quel momento e per sempre, diventi per loro, catechisti e fratelli di comunità, un "pagano" e un "pubblicano".

Resti totalmente SOLO, dopo che hai condiviso con loro dieci, venti, trent'anni e anche più, della tua vita e ti rendi conto che non avete assolutamente nulla in comune, che, alla fine, non resta niente: è impossibile qualunque dialogo, qualunque rapporto.
Una cosa assurda!
Per loro, ormai:
  • Sei la pecora perduta.
  • Te ne vai dal cammino,
  • e il salmo che cantano, dice di te:
  • "aspetta un momento, è sparito il malvagio, guarda il suo posto, non c'è più..."
E tu sai che pensano a te, il traditore...
E in te si compie anche il salmo "Felice l'uomo", che si canta frequentemente nel cammino, e che dice: "non reggeranno gli empi nel giudizio, nè i peccatori nella comunità dei santi" - infatti alla fine tu, "Giuda", sei fuori, e quelli di dentro pensano che te lo sei proprio meritato...

Dopo tutto questo, tengo a precisare che, di noi che siamo qui, nessuno si sente investito del fuoco sacro della "missione".

La semplicità, la umiltà e la comprensione sono d'obbligo...
Non possiamo, né dobbiamo, pensare solo a noi stessi: quello che dovevamo soffrire, lo abbiamo già sofferto tutto!
Non cerchiamo, né ci serve a nulla, una qualche vendetta o rivalsa.

Ma... la Verità va difesa; se siamo testimoni diretti delle loro menzogne, dobbiamo denunciarle, poi chi ha orecchi per intendere, intenda.
E neanche noi possiamo sapere chi trae giovamento dalla nostra storia raccontata.

In ogni caso, accettiamo altre conclusioni, che siano basate però su fatti concreti, non su lezioncine imparate a memoria o semplici slogan kikiani.

Se Gesù si fosse preoccupato dell'incapacità dei suoi stessi discepoli, che vivevano con Lui, di comprendere, fino in fondo, il suo messaggio...

È importante sollevare interrogativi, mettere in discussione le certezze, dare più opzioni, insomma, costringerli a confrontarsi e, sopra ogni cosa, a riprendere a PENSARE CON LA PROPRIA TESTA.

Arriva l'imperatore: "sudditi, fate largo!"
Oggi comprendiamo bene che era scritto che così sarebbe andata a finire, perché l'orrore che è diventato questo cammino ce l'aveva nel DNA fin dal suo nascere! Ormai questa cosa è chiara.


Grande micidiale inganno.

Si rimane sgomenti, ma non bisogna arrendersi.
Un pezzo alla volta e completeremo il puzzle.

Certo che sul cartellone dell'invito alle catechesi non ti informano su quello che realmente andrà a succederti in questo cammino, anzi, la vera forza di Kiko è stata proprio nel darti delle parole, su cui tu hai poggiato tutta la tua vita, per poi rimangiarsele e condurti all'esatto contrario.
Questo, però, avviene lentamente nel tempo, e senza che tu possa subito rendertene conto.

Per tutte le false profezie kikiane, cito la più emblematica, la storica parola "Madre di tutte le menzogne" e di tutti gli inganni del perfido Kiko, la Menzogna su cui ha fondato tutte le altre:
  • Il Cammino non è una associazione, non è...... , non è.....
  • È una impalcatura. L'edificio da costruire è la Tua Fede Adulta, il Battesimo, la Vita Cristiana,

Quando hai terminato questo cammino e appare la Vita Cristiana, il Cammino/impalcatura non serve più (questo il cuore della menzogna!).

Sei adulto, ora hai "discernimento", NON C'È PIÙ CATECHISTA perché - aggiungeva - dice Gesù che "siamo servi inutili!".
  • Il catechista è come uno "straccio dopo che ha pulito il vetro".

Il vetro è finalmente pulito e tu vedi? Ora lo straccio non serve più: è sporco. A cosa serve? A nulla, e si butta via.


Dunque, alla fine del percorso battesimale siamo tutti UGUALI, tutti FRATELLI NELLA FEDE, non c'è più catechista e LA COMUNITÀ SI SCIOGLIE NELLA PARROCCHIA - SALE, LUCE, LIEVITO.

Tu cammini anni e anni, con questa Parola seminata in te, come Abramo.

Queste sarebbero le promesse (menzognere) iniziali.

Ma, quando hai finito il Cammino scopri che:
  • che il Cammino non finisce mai, con la pantomima della cosiddetta FORMAZIONE PERMANENTE,

  • che il Catechista continua ad essere il TUO catechista e... Kiko il Super Catechista-Capo di tutto.

  • che non molleranno mai la tua vita e che continueranno a farti girare sulla loro giostra, non proprio gratis, però!
Già il Gatto e la Volpe (i tuoi catechisti, che sono venuti a cercarti nella tua storia, percorrendo le vie del mondo, "inviati da Kiko" alla tua vita... DA KIKO, NON DAL SIGNORE COME BLATERANO NEGLI ANNUNCI, i blasfemi!) ti hanno lavorato ben bene, portandoti a versare stabilmente la decima, a vendere i tuoi beni, ad essere generoso nelle mille collette (i famosi zecchini di Pinocchio che si andranno a moltiplicare e produrranno il cento per uno, con cui ti seducono) e, quando sei cotto a puntino, per consegnare, infine, la tua stessa vita...

Kiko, novello Mangiafuoco, ti aspetta intanto nel gioioso Paese dei Balocchi, che è il suo Potente Cammino - perdonate la libera interpretazione di "Pinocchio"! - , e ti insegna a trastullarti con tutto il suo armamentario.
"Tu pensa a giocare!" - pare quasi ti dica -, È così bello vivere fuori dalla realtà, in un mondo "che non c'è " dove tutto è surreale, ma così credibile!

AL RESTO PENSIAMO NOI.


Kiko, gran burattinaio:
sveglia, fratelli! Prima che sia tardi!
Armamentario del Paese dei Balocchi:
  1. Show delle sue esibizioni dal palco;
  2. Vari compact-disc del suo repertorio;
  3. Canti composti da lui per chitarra o, per stordirti meglio e impressionarti di più...
  4. Concerto per orchestra, che in forma catartica espliciti il nostro inconscio Sufrimiento di "innocenti caduti nelle sue mani", mentre in Kiko stesso servono a placare i non tanto inconsci, sensi di colpa, verso gli "innocenti" di cui non gliene frega niente.
  5. "Icone", che Kiko ha dipinto solo PER AMORE NOSTRO, poiché egli ha "rinunciato" alla sua arte e al suo genio multiforme, per amore a Gesù Cristo e per seguire Lui, ma DOVEVA RIEMPIRE i nostri occhi delle sue (di Kiko) immagini nei vari ritratti di Cristo che sono suoi autoritratti, perché mai dimenticassimo che lui, sempre Kiko, è il Signore della nostra vita felice e piena.
  6. Ora Kiko scrive anche libri, sempre per amor nostro. Kiko si è sottoposto a quest'altra fatica, e sono nate le sue "Annotazioni", giusto perché, se al camminante restasse del tempo per leggere qualcosa oltre i suoi mamotreti, non sia che legga altro che il "verbo" di Kiko di cui, ormai, è impregnata tutta la sua vita.
  7. È ora, dulcis in fundo, arrivano i Diari di Carmen Hernàndez, ultima perla del cammino, intrisi di estasi mistiche e sofferenze di un'anima eletta, racchiusa in un'esistenza che nulla lasciava trapelare di tanta segreta santità e di un così grande amore a Gesù Cristo, che è proprio una grande sorpresa, come lo stesso Kiko imprudentemente confessa.
  8. Tutto questo per raggiungere l'obbiettivo finale: la canonizzazione dei due autonominati santi-iniziatori, che si ponga a sigillo e garanzia di un'esperienza che è nata, è maturata e, infine, si è strutturata saldamente nella Chiesa Cattolica pur restando un "corpo estraneo" fuori ogni controllo ecclesiale, fuori ogni obbedienza ai pastori, fuori ogni comunione.
Davvero, concludiamo come abbiamo iniziato: solo un dono di luce dall'alto può far aprire gli occhi in tempo, come è avvenuto a noi!
Ultimo rischio: ogni camminante
vede soltanto e riconosce le "orecchie d'asino" dell'altro, ma non le sue!
(Qui si può piangere, senza fermarsi, fino alla fine dei tempi!)
Altrimenti ti risvegli, se ti risvegli, solo quando cominci a ragliare e ti crescono le orecchie d'asino, e ti rendi conto del vero progetto di Kiko:
- ridurti ad un asino, o ciuccio di fatica come si dice, icona perfetta del "cristiano adulto perfetto frutto del Cammino neocatecumenale", che una cosa sola deve aver chiara:
  • Deve obbedire, senza pensare, PER IL RESTO DEI SUOI GIORNI- a suon di bastonate come un asino, appunto - ai capibastone del Cammino, che gli sono toccati in sorte, nel disegno della "kikiana provvidenza".
  • Immolare tutta la sua vita e quella della sua famiglia, aspettative e aspirazioni, insieme ad ogni attività , al Cammino Neocatecumenale.
  • Fare questo è aver conseguito il vero "discernimento adulto" alla Scuola del "Fango e dei segreti" di Kiko Argüello.(*)
          Pax

Ci siamo ispirati a:

 "Sogno di una notte di mezza estate" di William Shakespeare: 
Puck, il folletto - abile anche lui nel trasformare la testa degli umani in quella di un asino - conclude così: 
"Se noi ombre vi abbiamo irritato non prendetela a male, ma pensate di aver dormito, e che questa sia una visione della fantasia…noi altro non v’offrimmo che un sogno”.
Ci siamo permessi perchè, con Mangiafuoco, sempre di "teatro" si parla che, quando la storia, a vederla, troppo ci inquieta, riesce a trasformare la "realtà che viviamo" in un "sogno" .
 ________________________________________
 (*) A proposito di...
Deve obbedire, immolare, fare...
        Certo, fa molto riflettere la fine che si fa, dopo aver intrapreso un Cammino che aveva come prima  regola, come unico principio: "Fratelli, prima di tutto, cancellate dal Vocabolario la parola "devo". Ricordate anche voi?

lunedì 4 settembre 2017

Il Papa richiama il Cammino all'ubbidienza

Questa la lettera che ci risulta, da pagine Facebook e da fonti web, che papa Francesco abbia inviato a Kiko Argüello, fondatore del Cammino Neocatecumenale. La traduzione è nostra.

"Caro fratello,
ho ricevuto il libro con i diari scritti da Carmen Hernandez negli anni 1979-1981.
Ringrazio per questo dono.
Mi rallegra molto che attraverso queste pagine si palesi la testimonianza di un grande amore a Gesù la cui luce trasforma la sofferenza in offerta di sé, la stanchezza in gioia e la vita in un tempo per evangelizzare.
Dio aiuti il Cammino affinché semini in ogni momento il Vangelo con gioia e senza riserve, con fede e con umile obbedienza. Facendo delle prove e delle difficoltà un’occasione per gloriarsi nel Signore Gesù (cf. 2 Cor. 12).
Per favore le chiedo di pregare per me. Che Gesù la benedica e la Vergine Santa la custodisca.
Fraternamente, Francesco."

La lettera del papa è chiaramente una lettera in risposta al dono fattogli dei Diari di Carmen.
Non è una lettera personale e autografa, e non fa cenno alla lettera di accompagnamento che sarà stata allegata al libro, che, possiamo esserne certi, c'era, probabilmente di pugno di Kiko, forse con la richiesta di una prefazione del santo Padre per il libro di Carmen, data già per molto probabile da ambienti molto vicini all'iniziativa del Cammino, forse con alcune lamentele sulle difficoltà dell'evangelizzazione neocatecumenale, non lo sappiamo.
Ciò che sappiamo è che il papa, nella sua risposta, non fa cenno diretto a questa lettera.

Nella seconda frase ("Mi rallegra molto che attraverso queste pagine si palesi la testimonianza di un grande amore a Gesù") stranamente papa Francesco usa un verbo impersonale cioè "si palesi"; non dice "Mi rallegro che attraverso queste pagine Carmen abbia palesato".
Il particolare può essere casuale, trattandosi però di un diario personale e non di un saggio, di uno studio o di un'opera teologica, il richiamo all'autore delle pagine e forse anche alla sua personalità sarebbe stato d'obbligo.
Che anche il Papa non creda all'autenticità dei diari? Che anch'egli non trovi corrispondenza fra il misticismo dei diari e la personalità aspra ed aggressiva della Carmen che anch'egli ha avuto l'opportunità di conoscere?

Ma è il terzo paragrafo il punto più interessante della lettera, e che forse fa riferimento diretto a ciò che Kiko Argüello probabilmente ha scritto nella lettera di accompagnamento:
"Dio aiuti il Cammino affinché semini in ogni momento il Vangelo con gioia e senza riserve, con fede e con umile obbedienza."
Vi sono due doppi complementi:
  • "con gioia e senza riserve", cioè con entusiasmo e senza limitazioni o condizioni, il che equivale a dire seguendo uno stile esattamente opposto a quello del Cammino, che nasce e si sviluppa proprio dai continui limiti e barriere, legalismi, rigidità, autoreferenzialità;
  • "con fede e con umile obbedienza": questi due elementi si commentano da soli perché ci ricordano il problema del Cammino - la fede inquinata e la disubbidienza alla gerarchia.
Si può dire ciò che si vuole di questa lettera, però sfiderei chiunque, in una lettera di ringraziamento per il dono di un libro, a metterci di mezzo proprio l'OBBEDIENZA.

Ebbene, fraternamente, come nel suo commiato, Francesco ci è riuscito, amministrando così, come è nel suo stile, un'ulteriore tirata di orecchie al disobbediente Cammino.

sabato 2 settembre 2017

Come è successo che ho perduto quel po' di fede che avevo prima del Cammino

Convivenza degli Eletti inviati da Kiko a 2 a 2
nella Tenda della Riunione di Porto San Giorgio
(tutto ciò non suona molto cattolico!)
Voglio partire dalla parola cammino, non ricordo chi, chiedo venia, in qualche commento precedente, ha ben detto che la parola cammino non si addice al Cammino Neocatecumenale perché tutto è tranne che un muoversi verso Dio, ma è tutto statico e racchiuso in regole ed obblighi.

Per la mia esperienza, posso dire che il Cammino Neocatecumenale mi ha addirittura fatto perdere quel poco di fede che avevo prima del cammino.

Nella mia semplicità ed ignoranza teologica, credevo di più a Dio, non davo le colpe a Lui dei miei fallimenti e delusioni, anzi in modo forse inconscio avevo più fiducia in lui e speranza che prima o poi avrebbe ascoltato le mie richieste o quantomeno dato la forza di andare avanti, ed infatti nonostante le delusioni, il giorno dopo mi svegliavo sempre positivo, dimenticando le delusioni del giorno prima.

Ho iniziato il cammino, oltre che per cercare un nuovo gruppo dove sentirmi accettato, come dicevo in un commento precedente, ma forse, senza ammetterlo a me stesso, anche per approfondire meglio la mia conoscenza di Dio e di me stesso.
Invece il cammino, con le sue regole, i suoi obblighi, il suo pubblicizzare le tante benedizioni ricevute da Dio a  
chi partiva itinerante, 
chi faceva infiniti figli, 
chi dava tutto e si affidava,
chi perdeva la faccia per "evangelizzare", 
chi faceva le lodi la mattina presto, 
mi ha fatto sentire sbagliato e in colpa ritenendo che Dio mi punisse e mandasse le croci, ancora oggi ho questo retaggio, e non mi benedisse, 
perché non mi sono sposato e fatto figli come conigli,
perché non davo la decima,
perché non volevo perdere la faccia nelle piazze,
perché non mi sono affidato dando i miei pochi beni.
Invece di un cammino verso Dio, è stato non una regressione ma peggio: mi ha fatto perdere quella semplicità e quel poco di fede che avevo. 
Oggi non riesco a credere a un DIO di amore ma un DIO giustiziere che punisce chi avendo ricevuto una parola non si è affidato.
"Chi non obbedisce, che se ne vada. Kiko Argüello"
(immagine pubblicata in una
pagina Facebook di neocatecumenali)

E riprendendo le parole di by Tripudio nell'articolo:
"solo il cretino definisce se stesso in base a ciò che fa: in tal modo riduce la fede ad un moralismo più o meno elegante" 
ebbene io sono diventato quel cretino grazie al cammino, non ho mai creduto in me, ma ora peggio di prima, oltre vedere Dio come un datore di lavoro, che ti premia se fai bene. Ecco i veri frutti del cammino, ecco perché mi sono allontanato da Dio e Chiesa.

Spero che i responsabili di questo pagheranno nell'aldilà per il male fatto a tantissimi di noi. Non mi sento in colpa di augurare a questa gente la giusta punizione almeno nell'aldilà, visto che qui vince il malvagio e viene premiato per le sue opere.
(da: Ex fratello)