Il Cammino Neocatecumenale è una aggregazione all’interno
della Chiesa Cattolica, cioè i suoi aderenti definiscono se stessi
CATTOLICI, quindi:
PROPONIAMO ai fratelli
neocatecumenali di
RIFLETTERE INSIEME sulle parole
pronunciate dal PAPA durante l’ omelia nel suo recente viaggio in Colombia.
Il senso di fare
ciò è che “TUTTI
NOI cattolici” dovremmo avere a cuore di comprendere il
significato dei discorsi del Papa, come
lui ha a cuore di parlarci perché nelle sue parole possiamo trovare un AIUTO
per il nostro cammino
PERSONALE di fede.
Ed il fatto che
il CAMMINO di FEDE è innanzitutto personale, per poter essere anche COMUNITARIO, è il
Papa stesso a ricordarcelo in più
occasioni, come ad esempio:
Dall’omelia dell’11 maggio 2017
“La salvezza di Dio è in cammino
verso la pienezza dei tempi…
II Signore guida il suo popolo, con
momenti buoni e momenti brutti… ma guida il popolo verso la pienezza…
Il popolo di Dio è in cammino. Sempre. Quando il popolo di Dio si ferma,
diventa prigioniero in una stalla, come un asinello, lì: non capisce, non va
avanti, non approfondisce la fede, l’amore, non purifica l’anima.
Ma c’è un’altra pienezza dei tempi, la terza. La nostra.
Ognuno di noi è in cammino verso la pienezza del proprio tempo. Ognuno di noi arriverà al momento del tempo
pieno e la vita finirà e dovrà trovare il Signore.
E questo è il momento nostro. Personale.
Che noi viviamo nel secondo cammino, la seconda pienezza del tempo del
popolo di Dio.
Ognuno di noi è in cammino”.
Dall’omelia del 31 gennaio 2017:
“ E ogni volta che Gesù usciva, c’era più folla…
Ma lui cercava un’altra cosa: cercava la gente. E la gente cercava Lui: la gente aveva gli
occhi fissi su di Lui e Lui aveva gli occhi fissi sulla gente . – ‘Sì
sì, sulla gente, sulla moltitudine’
– ‘No, su ognuno’ –
E questa è la peculiarità dello sguardo di Gesù. Gesù non massifica
la gente:
Gesù guarda ognuno.
Il Vangelo di Marco racconta due miracoli: Gesù guarisce una donna malata
di emorragia da 12 anni che, in mezzo alla folla, riesce a toccargli il
mantello. E si accorge di essere stato toccato. Poi, risuscita la figlia
dodicenne di Giàiro, uno dei capi della sinagoga. Si accorge che la ragazza ha
fame e dice ai genitori di darle da mangiare.
Così guarda Gesù: ci guarda tutti, ma guarda ognuno di noi. Guarda i nostri
grandi problemi o le nostre grandi gioie e guarda anche le cose piccole di
noi. Perché è vicino.
Gesù non si spaventa delle grandi cose, ma anche
tiene conto delle piccole”.
Tornando alle parole del Papa in Colombia, c’è da dire che l’occasione per approfondirle è stata fornita da un lettore NEOCATECUMENALE anonimo che, rispondendo all’autrice di un precedente post (riguardante il rito del Battesimo) le ha rivolto il seguente ottimo consiglio (a lui quindi il MERITO per questo approfondimento):
“Ti consiglio di leggere le parole del Papa di ieri... sembrano scritte per te, per questo blog, e per il caro vescovo abruzzese che tanto tiene all'evangelizzazione tanto da dire che la chiesa evangelizza tutta assieme... tradotto... non fa un tubo!"Invito ogni neocatecumenale che si riconosce nell’affermazione del suo fratello di cammino a seguire le parole del Papa e le riflessioni scaturite, di seguito riportate, come risposta al precedente commento.
Quando il Papa parla, in una determinata nazione o contesto, in realtà si rivolge sempre a TUTTI... ma devo ammettere che, mentre ieri lo ascoltavo, per 1 momento ho commesso il tuo stesso errore: ho pensato che le sue parole sembravano dette proprio per uno come te, per il Cammino Neocatecumenale, e per il caro laico spagnolo che ci tiene tanto all'«evangelizzazione» da volersi distinguere dal resto della Chiesa per procurare gloria a se stesso... tradotto... fa confusione e crea disunità!
Vediamo come mai mi è venuto questo pensiero...
Oltre alla frase già citata da Lino:
PAPA - "Gesù insegna che la relazione con Dio non può essere un
freddo attaccamento a norme e leggi, né tantomeno un compiere certi
atti esteriori che non portano a un cambiamento reale di vita".
Vediamo come mai mi è venuto questo pensiero...
Oltre alla frase già citata da Lino:
freddo attaccamento a norme e leggi, né tantomeno un compiere certi
atti esteriori che non portano a un cambiamento reale di vita".
vorrei riportare altri passi significativi dell'omelia del Papa.
PAPA - "questo cammino di sequela ha richiesto nei primi seguaci di Gesù molto sforzo di purificazione. Alcuni PRECETTI, DIVIETI e COMANDI li facevano sentire sicuri: COMPIERE determinati RITI e PRATICHE li dispensava dall'INQUIETUDINE di chiedersi: «Che cosa piace al nostro Dio?»"
PAPA - "questo cammino di sequela ha richiesto nei primi seguaci di Gesù molto sforzo di purificazione. Alcuni PRECETTI, DIVIETI e COMANDI li facevano sentire sicuri: COMPIERE determinati RITI e PRATICHE li dispensava dall'INQUIETUDINE di chiedersi: «Che cosa piace al nostro Dio?»"
Dai Anonimo NC, ammettilo!
Non è forse questa la cosa più
importante che ti dà il 'Cammino'?
- Ti fa sentire SICURO, in regola, perchè partecipi alle celebrazioni, convivenze, lodi, decima, missione nelle piazze, battezzi i tuoi figli per immersione nella notte di Pasqua...
- Ti fa sentire protetto, a posto con la 'coscienza' perché obbedisci ai CATECHISTI, sia in ciò che DEVI fare, sia in ciò che NON devi fare (come non parlare più con un fratello che ha lasciato la comunità) e così l'INQUIETUDINE del dover prendere una decisione importante (o non importante visto che anche su quale modello di auto comprare devi chiedere ai catechisti)...
Non la senti... quella sana e
benedetta inquietudine? Non lo avverti quel disagio del cuore partendo dal quale Dio ti vuole
parlare?
Lo sai che è lì che parla Dio? Nel cuore? Non per bocca dei cosiddetti "CATECHISTI".
Lo sai che la COSCIENZA va ascoltata e non tacitata? L'hai mai fatta alla tua coscienza la domanda che ha indicato il Papa?
Ti sembrano un po' troppo personali queste domande? Beh... dovresti esserci abituato... ma non ti sto facendo uno 'scrutinio', non è a me che devi rispondere ma a Dio, ti sto solo dando degli spunti di riflessione.
Lo sai che la COSCIENZA va ascoltata e non tacitata? L'hai mai fatta alla tua coscienza la domanda che ha indicato il Papa?
Ti sembrano un po' troppo personali queste domande? Beh... dovresti esserci abituato... ma non ti sto facendo uno 'scrutinio', non è a me che devi rispondere ma a Dio, ti sto solo dando degli spunti di riflessione.
PAPA – “Per il Signore, anche per la prima comunità, è di somma importanza
che quanti ci diciamo discepoli NON ci ATTACCHIAMO a UN CERTO STILE, a certe pratiche che ci
avvicinano più al modo di essere di alcuni farisei di allora che a quello di
Gesù”
È più importante il Battesimo (ciò che è e l'effetto che produce) o
il MODO
con cui viene fatto?
Se rispondi "il Battesimo" (= Sacramento della Chiesa), come
spieghi la testimonianza di EX-NC riportata qui sotto???
Testimonianza di EX-NC???
"Quando nacque mio figlio decisi di non battezzarlo a Pasqua e chiesi di farlo prima, allora cercarono di farmi cambiare idea. Alla mia motivazione di far partecipare agevolmente le persone anziane della mia famiglia senza obbligarle ad una veglia che non erano in grado di affrontare, mi fu risposto che il battesimo era per il bambino e non per i parenti, nonni compresi. Mi dissero che avrei privato mio figlio di una cosa importante. Risposi che la Chiesa permetteva il battesimo anche fuori dalla veglia di Pasqua, mi fu risposto che in origine, nella Chiesa si battezzava solo a Pasqua.
Alla fine visto che non ritornavo sui miei passi, usarono l'ultima carta: Mi dissero che non ero nell'obbedienza.
Ma nonostante i vari sensi di colpa battezzai mio figlio dopo un mese dalla sua nascita senza aspettare 11 mesi.
Riflettevo ora che in 30 anni di cammino mi sono venuti a trovare solo due volte: Per il battesimo di mio figlio e quando ho detto che uscivo dal cammino.
Non mi sono mai venuti a trovare quando stavo male o quando avevo dei problemi".
Cosa c'entra l'«obbedienza», a delle persone come me e come te,
con la LIBERTÀ di genitori cattolici di decidere QUANDO e come chiedere (ALLA
Chiesa) il Battesimo per il proprio figlio?
Risponditi onestamente: "per me conta di più il MODO, che il Battesimo" che ci fai più bella figura con te stesso!
PAPA – “Il discepolato non è qualcosa di STATICO, ma un continuo movimento VERSO Cristo; non semplicemente attaccarsi alla spiegazione di una dottrina ma l’esperienza della presenza AMICHEVOLE, viva e operante del Signore un apprendistato permanente per mezzo dell’ascolto della sua Parola. E tale Parola, lo abbiamo ascoltato, ci si IMPONE nei BISOGNI CONCRETI dei NOSTRI FRATELLI.”
- Come ho detto più volte riportando la mia esperienza, il Cammino Neocatecumenale nonostante il nome che ha è una struttura del tutto STATICA, non solo si ripete uguale da oltre 50 anni senza guardare come cambia la realtà del mondo che lo circonda...
- ...ma anche al suo interno tra un cosidetto "passaggio" e l'altro non c'è nessun vero progresso di fede, morale o spirituale... solo dei nuovi RITI, nuove PRATICHE che si aggiungono ai precedenti.
- Non viene approfondito, ma nemmeno AVVIATO alcun dialogo tra i partecipanti alla comunità.
Lo ha proprio testimoniato bene Ex fratello:
Testimonianza di Ex fratello
"nel cammino tutti a parlare di fratelli fratelli fratelli, ma nessuno si interessa davvero come stai, se hai bisogno semplicemente di chiacchierare, sfogare... All'interno delle salette tanti sorrisi falsi e ipocriti, ma appena finisce il teatrino, fuori dalle salette, diventi un emerito sconosciuto e nessuno ti chiede come stai davvero,senza cacciare le solite frasi fatte, tipo sei solo perché non vuoi perdere la faccia; una tigre affamata è più sensibile dei catecumeni!".
Attento Anonimo NC prima di dire di no, prima di dire a una persona che sta
soffrendo a causa VOSTRA che non è vero che sta soffrendo... attento, perchè Dio non
dimentica le vittime d'ingiustizia che a Lui gridano!
E' così che dopo aver ascoltato la Parola la applicate ai "bisogni concreti dei fratelli" come ha detto il Papa?
E' così che dopo aver ascoltato la Parola la applicate ai "bisogni concreti dei fratelli" come ha detto il Papa?
Con l'emarginazione, l'indifferenza, la
superficialità? Mi sembra evidente che
non è la Parola di Gesù che voi ascoltate.
Kiko vuole 'rinnovare' la Parrocchia, vuole 'rinnovare' la Chiesa?
Secondo un modello da lui
inventato?
Cioè secondo il suo capriccio?
Non ha fatto altro che inventare un sistema basato
su "prescrizioni e insegnamenti di
uomini che hanno una parvenza di sapienza con la loro falsa religiosità e
umiltà e mortificazione del corpo" (ad es. l'obbligo di alzarsi in piena notte per la preghiera o il digiuno di 3
giorni a Pasqua)...
..."ma in realtà non hanno alcun valore se non quello di soddisfare la carne." (Col. 2) (infatti queste forzature poi si sfogano quasi inevitabilmente in eccessi oltre all'immotivata e sciocca sensazione di sentirsi 'a posto').
..."ma in realtà non hanno alcun valore se non quello di soddisfare la carne." (Col. 2) (infatti queste forzature poi si sfogano quasi inevitabilmente in eccessi oltre all'immotivata e sciocca sensazione di sentirsi 'a posto').
PAPA – “La Chiesa non è nostra, fratelli, è di Dio; Lui è
il padrone del tempio e della messe; per tutti c’è posto, tutti sono invitati a
trovare qui e tra noi il loro nutrimento. Noi siamo semplici ‘servitori’
(Col 1,23) e non possiamo essere quelli che OSTACOLANO tale incontro.”
Ciò significa, Anonimo NC, che anche i NC possono far parte della Chiesa se è il
nutrimento della loro fede che vanno cercando, se ciò che vogliono è INCONTRARE
personalmente Dio... ma bisogna che accettiate il nutrimento che vi viene dato
COSÌ COM'È e non PRETENDERE che sia come volete voi.Inoltre, dire che c'è posto per tutti significa anche accettare le DIVERSITÀ dei carismi all'interno della Chiesa, non PRETENDERE che tutti siano accentrati sul vostro.
(che secondo ciò che ho visto e secondo la mia esperienza, è un finto carisma... cioè non viene dallo Spirito Santo... tanto per dire la mia!).Qualche anno fa, parlando dei movimenti ecclesiali, il Papa ha detto che nessun movimento che sia veramente ecclesiale, deve essere centrato sul suo carisma, anzi deve essere "decentrato"... perchè l'UNICO CENTRO è Cristo.
Da un discorso del Papa rivolto ad un movimento ecclesiale, 7 marzo 2015:
"...ricordate che il centro non è il carisma, il centro è uno solo, è Gesù, Gesù Cristo! Quando metto al centro il mio metodo spirituale, il mio cammino spirituale, il mio modo di attuarlo, io esco di strada.
Tutta la spiritualità, tutti i carismi nella Chiesa devono essere “decentrati”: al centro c’è solo il Signore! Per questo, quando Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi parla dei carismi, di questa realtà così bella della Chiesa, del Corpo Mistico, termina parlando dell’amore, cioè di quello che viene da Dio, ciò che è proprio di Dio, e che ci permette di imitarlo. Non dimenticatevi mai di questo, di essere decentrati!… ‘Uscire’ significa anche respingere l’autoreferenzialità, in tutte le sue forme, significa saper ascoltare chi non è come noi, imparando da tutti, con umiltà sincera.”
Anonimo NC, rileggiti i commenti che ho citato e anche tanti altri che ti
sarà capitato di leggere altre volte, ed
ascolta anche le persone che sono uscite dalla tua comunità o da altre a te
vicine, e guarda anche negli occhi
alcuni dei tuoi fratelli ancora in comunità ma che i catechisti ti insegnano a
considerare 'di serie B'...
Sai cosa deduci da queste esperienze se le guardi con attenzione?
Sai cosa deduci da queste esperienze se le guardi con attenzione?
Che tutti costoro sono stati OSTACOLATI nel loro INCONTRO con Dio proprio da quello che voi chiamate un CAMMINO di FEDE. Complimenti per il SERVIZIO!
Per tutti i neocatecumenali in buona fede che non si riconoscono in quanto descritto,
cioè che non “vedono” queste situazioni negative accanto a sé, oppure a cui sembrano esagerate vorrei precisare:
1-
Anche fosse una persona sola ad aver subìto i danni morali, psicologici (e
materiali di cui si parla in altri articoli) testimoniati, sarebbe già una di troppo! Perché
una comunità cristiana è chiamata a fare il BENE
e non il MALE ed
innanzitutto nei confronti dei propri stessi membri .. non ha forse detto Nostro
Signore che è
vedendo il bene che ci vogliamo tra noi che il mondo può credere?
2- Il problema non è circoscritto a qualche
fratello neocatecumenale che sbaglia comportandosi così, e qui
NON si sta GIUDICANDO la singola
PERSONA ma si
sta mostrando che è un SISTEMA, inventato da
Kiko, che viene trasmesso, inculcato, insegnato con la parola e con l’esempio
grazie alla struttura gerarchica (da catechista a catechista) che vige
nel Cammino Neocatecumenale.
Quindi concludo con il seguente APPELLO
tratto da un commento di Dorothea D.:
“Cari neocatecumenali dubbiosi che passate di qua a leggere,
i Farisei che vengono qui a difendere il Cammino contro ogni evidenza, e negando evidentemente anche l’evidenza di fatti e documenti, vengono qui ANCHE per riacchiappare proprio voi, che avete deciso di cercare altrove ulteriori informazioni sul Cammino Neocatecumenale. Ora che una conferenza episcopale regionale di Vescovi si è espressa pubblicamente contro una disobbedienza del Cammino, a qualche camminante in ottima fede qualche dubbio viene, ed i “mastini” debbono non solo circuire preventivamente il gregge ma anche andare a recuperare le “pecore” là dove sono scappate per viva curiosità. E quindi è tutto per voi il linguaggio farisaico di questi difensori del Cammino, con argomenti che, come vedete, tra i blogger non trovano altro che validi controargomenti... Cari neocatecumenali dubbiosi ed in buona fede, continuate a prendere le vostre informazioni e prendete sul serio i documenti e le esperienze dei fuoriusciti: NON è NECESSARIO ABBANDONARE LA FEDE QUANDO SI ABBANDONA IL CAMMINO”.
Anzi, se si prende sul serio quella
domanda che ha fatto il Papa: “che cosa piace al nostro Dio”?
Direi che si impone l’obbligo di SCEGLIERE tra FEDE e CAMMINO NEOCATECUMENALE.
(Roberta)

























