mercoledì 5 giugno 2019

Kiko non giudica nemmanco i porci, ma condanna chi non si avvoltola nel brago con loro! Che strano tipo!

Ho titubato… Questa perla di Kiko era stata già messa in evidenza qui sul Blog e, in più di un'occasione, abbiamo richiamato l'emblematica predicazione kikiana.

Ma qui più che mai vale il repetita iuvant. Mi dico infatti: "Forse che Kiko non ripete e ripete sempre le stesse cose quando propaga la sua malsana dottrina?" A me ha fatto effetto rileggere, riportato da Tomista, l'esilarante messaggio kikiano, davvero impressionante! E ho considerato utile condividerlo ancora una volta con tutti voi.

Maestro pessimo
di una oscura dottrina

Penso che quando tocca l'argomento dei peccati più degradanti e fetidi - come fa in ogni occasione opportuna e non opportuna - Kiko raggiunga l'apice del suo impareggiabile "carisma", unico davvero, non c'è che dire.
Quello che più sconcerta è la puntuale descrizione degli infiniti livelli di degrado, ben conosciuti da Kiko, in cui l'uomo scivola nel suo progressivo abbrutimento.
Lo evidenziamo nel testo e lasciamo la parola al nostro grande "predicatore". Egli si commenta da solo nel suo indulgere costante su certi argomenti. Kiko sproloquia con grande leggerezza di "fornicazioni e ogni specie di impurità, volgarità, insulsaggini e trivialità, cose tutte sconvenienti"; mentre San Paolo raccomanda che "neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi" "perchè, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro - che è roba da idolatri - avrà parte al regno di Cristo e di Dio! " . Questo insegna San Paolo (Lettera agli Efesini: 5, 3-5).


  • da Tomista ex NC :
Messaggio di Kiko per gli auguri di fine anno 2015:
"Di fronte alla profonda crisi che sta passando la società voglio dirvi qualcosa che forse non avete mai sentito, "Dio ti ama", Ascoltalo bene: Dio ti ama! A lui non importa che tu sia andato in un bordello perché Dio non ha schifo di te, lui non si scandalizza dei tuoi peccati, a lui non importa che cadi e cadi nello stesso peccato, la nudità delle donne nei tuoi pensieri, perché per gli altri potrai essere un maiale, ma per Dio sei molto prezioso e ogni giorno ti dà un'opportunità nuova per farsi conoscere, una occasione nuova per entrare nella conversione.Forse sei stato in un tempo di perdizione, vivendo come un animaletto che non ragiona, macchiando il tuo corpo, avendo rapporti qua e là, con un uomo e un altro uomo o con più donne. Forse Dio non ti importa, forse hai sentito che lui ti limita per quello che hai voluto vivere, di sicuro hai avuto casa, gioielli, viaggi, ma nonostante questo ti assicuro che c'è un vuoto, una solitudine tremenda nel tuo cuore.
Ma animo io non ti giudico, chi sono io? Perché io non sono buono, sono peggio di te perché io ho fatto del male, mentito, io ho odiato! Tuttavia il Signore mi ha cambiato lentamente rinnovandomi attraverso il tempo, mi sta trasformando in un uomo nuovo e per questo mi permette di dirti questo oggi; credeteci, aprite l'orecchio, Dio ti ama! E ha mandato suo figlio l'unico a morire per tutto quello che hai fatto, ed è il tuo amore che vuole che esci da dove ti trovi ora, Dio ti ama, anche se hai una attrazione omosessuale, non importa come hai sporcato il tuo corpo, egli Ti ama!Ti rendi conto? Non ti condiziona per amarti come lo fanno gli altri, smettila di elemosinare amore; smetti di chiedere che il tuo ragazzo ti vuole solo un pochino, che tua madre ti vuole solo un pochino, la vita non ti viene da loro, ti viene da Dio che Non ti dà "solo un pochino d'amore" ma che ti dà il suo sangue, si dona a te. Sperimenta la vera felicità, fai pace con la tua storia, con i tuoi genitori, mettiti in pace con lui e avrai una vita piena.
Se tu lo vuoi io posso aiutarti, ti invito a vivere in comunità e avvertire il perdono di Dio." [vedi nota 1]
La sua è proprio una fissa.

  • da Porto:
Sì, è proprio una fissa… Ovviamente nemmeno una parola sulle probabili vittime dei peccati "sessuali". E questo, come mi sembra abbia scritto qualcun altro, è proprio indice di una certa collusione con questo tipo di peccati, altrimenti ci si preoccuperebbe in primis delle vittime che restano traumatizzate a vita, con cicatrici indelebili. Questa fissa probabilmente cela inconffessabili azioni e peccati. Inoltre, quello che lascia sconcertati in chi dice che il suo cammino porta ad avere una "fede adulta" è che non si parla mai di pentimento, anche in questo messaggio di fine anno 2015 non ce n'è traccia. Anche per Dio sei un maiale se perseveri nel tuo peccato senza traccia di pentimento e di desiderio di non commettere più quel peccato. E qui invece nemmeno l'ombra… E allora chi sarebbero quelli con una fede adulta? I più peccatori dei peccatori? I più schifosi di tutti? Ma allora uno il cammino cosa lo fa a fare? Per diventare più stronzo/maiale/peccatore di prima? E questi sarebbero i cristiani adulti? Bella serpe in seno alla Chiesa, bella ferita che infliggono alla "sposa di Cristo". Ma evidentemente della Chiesa in quanto tale non importa più a nessuno…
Sant'Ambrogio battezza sant'Agostino.
Quando il pentimento
cambia la vita per sempre


Conclude Tomista ex NC:

Ti rispondo con le parole di Sant'Ambrogio:
"Anche gli eretici
sembrano avere Cristo con sé;
nessuno rinnega il nome di Cristo,
ma rinnega Cristo chi non riconosce
tutto quanto è proprio di Cristo"

Ambr., Luc. VI, 101 (CSEL 32/4).


Kiko si definisce apostolo, inviato, ispirato ma le sue stesse parole lo condannano!
"Sembra" avere Cristo con sé. Parla a Suo Nome, ma col suo parlare blasfemo di fatto Lo rinnega, poiché non riconosce quanto è proprio di Cristo e, non contento ancora, osa attribuire a Cristo e al Padre del cielo il suo bislacco e scandaloso modo di trattare peccato e peccatore.

L'impudicizia, la schiavitù della carne, distrugge nell'uomo - più di ogni altra schiavitù - la "creatura nuova" che Kiko millanta come opera del cammino neocatecumenale; insozza irrimediabilmente la "veste battesimale" che nel cammino si riceve con grande solennità. San Paolo insegna che ogni altro peccato è fuori dell'uomo, la fornicazione invece è dentro il suo stesso corpo che è "tempio dello Spirito Santo" (chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo) ma voi non appartenete a voi stessi, infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo! (cfr. 1Cor.6,15-20). [vedi nota 2]

Chi pratica incurabilmente questo genere di peccati vanifica in sé il dono della grazia e distrugge "l'altro", quell'"altro che dovrebbe essere per lui Cristo" (cfr. parole della "Madonna del Cammino" a Kiko, secondo Kiko.). Questi peccati uccidono gli innocenti e danno scandalo ai piccoli; ma Gesù dice che "sarebbe meglio per lui che gli fosse girata al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare" (Mt.18,6b).


Intanto cosa è - e cosa non è - proprio di Cristo ce lo spiega San Pietro in un passo memorabile e lapidario:

Seconda lettera di Pietro: 2, 1-22
Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri che introdurranno eresie perniciose, rinnegando il Signore che li ha riscattati e attirandosi una pronta rovina. Molti seguiranno le loro dissolutezze e per colpa loro la via della verità sarà coperta di impropèri. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna è gia da tempo all'opera e la loro rovina è in agguato.
…(Dio) condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente. Liberò invece il giusto Lot, angustiato dal comportamento immorale di quegli scellerati. Quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie. Il Signore sa liberare i pii dalla prova e serbare gli empi per il castigo nel giorno del giudizio, soprattutto coloro che nelle loro impure passioni vanno dietro alla carne e disprezzano il Signore.
…Essi stimano felicità il piacere d'un giorno; sono tutta sporcizia e vergogna; si dilettano dei loro inganni mentre fan festa con voi; han gli occhi pieni di disonesti desideri e sono insaziabili di peccato, adescano le anime instabili, hanno il cuore rotto alla cupidigia, figli di maledizione!
… Costoro sono come fonti senz'acqua e come nuvole sospinte dal vento: a loro è riserbata l'oscurità delle tenebre. Con discorsi gonfiati e vani adescano mediante le licenziose passioni della carne coloro che si erano appena allontanati da quelli che vivono nell'errore. Promettono loro libertà, ma essi stessi sono schiavi della corruzione. Perché uno è schiavo di ciò che l'ha vinto.
Se infatti, dopo aver fuggito le corruzioni del mondo per mezzo della conoscenza del Signore e salvatore Gesù Cristo, ne rimangono di nuovo invischiati e vinti, la loro ultima condizione è divenuta peggiore della prima. Meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuto la via della giustizia, piuttosto che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo precetto che era stato loro dato. Si è verificato per essi il proverbio:
Il cane è tornato al suo vomito 
e la scrofa lavata è tornata ad avvoltolarsi nel brago.



(nota 1)
…io posso aiutarti, ti invito a vivere in comunità e avvertire il perdono di Dio…

cfr. prima lettera ai Corinzi: 5, 1-13:
"Si sente da per tutto parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani, al punto che uno convive con la moglie di suo padre. E voi vi gonfiate di orgoglio, piuttosto che esserne afflitti, in modo che si tolga di mezzo a voi chi ha compiuto una tale azione! Orbene, io, assente col corpo ma presente con lo spirito, ho già giudicato come se fossi presente colui che ha compiuto tale azione: nel nome del Signore nostro Gesù, essendo radunati insieme voi e il mio spirito, con il potere del Signore nostro Gesù, questo individuo sia dato in balìa di satana per la rovina della sua carne, affinché il suo spirito possa ottenere la salvezza nel giorno del Signore.Non è una bella cosa il vostro vanto. Non sapete che un po' di lievito fa fermentare tutta la pasta? Togliete via il lievito vecchio…!
…Vi ho scritto nella lettera precedente di non mescolarvi con gli impudichi. Non mi riferivo però agli impudichi di questo mondo o agli avari, ai ladri o agli idolàtri: altrimenti dovreste uscire dal mondo! Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello, ed è impudico o avaro o idolàtra o maldicente o ubriacone o ladro; con questi tali non dovete neanche mangiare insieme. Spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non sono quelli di dentro che voi giudicate? Quelli di fuori li giudicherà Dio. Togliete il malvagio di mezzo a voi!"

(nota 2)
...Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!

dalla prima lettera ai Corinzi: 3, 16-17:
"Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

lunedì 3 giugno 2019

Il Vescovo di Cremona Napolioni ai neocatecumenali: più Comunione e meno Comunità

Riprendiamo una notizia dell'aprile scorso tratta da un articolo del sito della Diocesi di Cremona. Di seguito, trascriviamo la riflessione del vescovo Antonio Napolioni, che riteniamo molto chiara e puntuale, pur nella sua paterna bonarietà.

Testo dell'articolo:
Si è svolta nel pomeriggio di lunedì 15 aprile presso la chiesa di San Girolamo la cerimonia della consegna delle vesti bianche ai membri della quarta comunità del cammino Neocatecumenale della parrocchia d Sant’Ilario a Cremona. A presiedere il vescovo Antonio Napolioni che ha personalmente consegnato le vesti ai 50 fedeli che durante la veglia di Pasqua rinnoverà in Cattedrale le promesse battesimali.
Il momento di preghiera è iniziato con l’invocazione allo Spirito Santo ed è proseguita con una liturgia della Parola conclusa da una riflessione proposta dal vescovo Napolioni che ha parlato dello spirito di comunione che deve animare la vita della Chiesa nella bellezza delle differenze di carismi che la compongono.


Nostra trascrizione dell'audio del Vescovo Napolioni:

«Una delle espressioni che da alcuni decenni si usa per dire la Chiesa di oggi, io direi la Chiesa di sempre, è "comunione di comunità".
E voi state già facendo questa esperienza: siete la quarta comunità, vuol dire che ce ne sono almeno tre prima e, mi risulta, parecchie altre dopo.
Un cammino che si articola in comunità che si formano tra chi ha accolto l'annuncio, che crescono nel tempo attraverso l'assiduità dell'ascolto della Parola, della Eucaristia, attraverso una disciplina, attraverso una pedagogia della fede.
E viene il giorno in cui si rinnova fino in fondo la gioia di essere stati battezzati, salvati, custoditi da Cristo nonostante tutto.»

«Però la parola comunità è diversa da comunione. La parola comunità è una parola umana: indica un gruppo di persone che si conoscono, condividono, generalmente si trattano bene, convergono intorno a un obbiettivo. Mentre la parola comunione è divina, è agape, non è soltanto la festa che segue la liturgia. È quell'amore esplosivo, totale, che unisce mentre si dona, che non si disperde mentre rischia.
Dio è amore, Dio è comunione! Noi no...
Tant'è vero che le nostre comunità possono anche farsi guerra. In fondo, una patria contro un'altra, sono comunità che divergono: internamente sono unite, ma esternamente sono nemiche.»

«E anche la Chiesa può ammalarsi così! Guarisce solo se la comunione è la linfa, il sangue, la grazia, la vita che scorre nelle comunità: tutte, di qualunque movimento, cammino, associazione, territorio, cultura, generazione, età.
Le diversità sono stupende non solo se si sommano, ma se si scambiano i doni.
Se si riconosce che il mondo, permettetemi, di soli preti, sarebbe tristissimo -fra l'altro non potremmo più fare figli e il mondo finirebbe-; ma anche un mondo di soli neocatecumenali sarebbe una disgrazia. Figurarsi un mondo di soli marchigiani...che ne so? Metteteci quello che volete.
Una Chiesa famiglia di famiglie, comunione di comunità, popolo in cui da tutte le regioni le carovane si incrociano, non da indifferenti e tantomeno da nemici, ma si radunano sul monte.»

«Per cui vi ringrazio perché mi fate partecipe del vostro cammino, perché celebreremo la Veglia pasquale che è il vero culmine di ciò che stasera solo prepariamo, e la celebrerete insieme alla comunione di comunità che è la Chiesa locale.»

«Un secondo pensiero, poi ho finito.
La parabola che abbiamo ascoltato.
Voi vi rivestite oggi di una veste bianca, quindi verrebbe da dire "è fatta, non siamo a rischio. Eravamo zoppi, storpi, ciechi, eravamo ai crocicchi delle strade, poi qualcuno ci ha raccolto, ci ha chiamato alle nozze".
Addirittura siete stati scrutinati, vero? Insomma, qualcuno ha visto se, almeno dentro, il desiderio di quest'abito era un desiderio vero.
Ma quest'abito non è una corazza, non è una divisa, non è un impermeabile!
Quest'abito è la nudità di Cristo che si unisce alla nostra, è la debolezza del Signore che diviene la nostra forza.
Per cui sarà importante indossarlo non solo stasera, ma indossarlo spiritualmente sapendo che potremmo mettercelo male, potremmo usarlo per sentirci arrivati, potremmo viverlo senza umiltà e quindi senza la vera gioia.
Lo traduco solo in una conseguenza: quell'uomo, un tale che non indossava l'abito, non si dice se era preso tra gli storpi, zoppi e ciechi, buoni o cattivi. Forse aveva dimenticato la sua storia. 
Questo è il primo rischio.»

«E il secondo: cosa dovrebbe succedere, finita quella cena? È finita la festa? Non c'è più da chiamare nessun altro? Oppure chi ha indossato l'abito nuziale diventa talmente amico del re che fa il banchetto di nozze per suo figlio da farsene testimone, diffusore, uno che va a cercare altri, va a raccontare ciò che gli è avvenuto.
E permettetemi, come ci dice spesso il Papa, facciamolo con la vita e, se necessario, con la parola, perché la gente delle nostre parole non sa che farsene.
Un sorriso, una stretta di mano, una preghiera nascosta, un gesto di solidarietà tocca il cuore e parla di Cristo molto più di tante prediche.»

«E allora: buon cammino che cambia. Un po' continua e un po' cambia. Deve essere un cammino più missionario, un cammino universale, un cammino più con tutti, un cammino più di comunione e semmai un po' meno di comunità.»



In genere, i neocatecumenali dei discorsi dei preti, dei vescovi e dei papi ricordano solo ciò che interessa loro (cioè, in genere, le lodi, mai i rimproveri) ed obbediscono solo agli ordini perentori, altrimenti sono capaci di scovare tutti i sofismi ed i "punti f)" del caso per continuare a fare il proprio interesse e ad ubbidire alla loro unica autorità riconosciuta, il loro Pontefice Kiko Argüello.

Noi ci auguriamo che, questa volta, a Cremona, i Neocatecumenali abbiano fatto un'eccezione al proprio standard di comportamento. Per esempio, sarebbe interessante sapere se, nella Diocesi di Cremona le Comunità neocatecumenali hanno ascoltato l'accorato appello del proprio Vescovo alla comunione partecipando alle veglie della Chiesa locale, cioè nelle parrocchie.

Diciamo questo perché, nelle restanti Diocesi d'Italia, e del mondo, in occasione della Veglia di Pasqua il Cammino ha ancora una volta scelto la Comunità e non la Comunione.

Basta dare un'occhiata sito Shema.it - sguardo di fede sul mondo (sic!): in particolare, nell'articolo dedicato alla Veglia di Pasqua 2019, leggiamo:

Grande raccolta di foto nell’album di una pagina Facebook. Centinaia le foto delle diverse celebrazioni della Veglia di Pasqua delle comunità del Cammino Neocatecumenale in tutto il mondo.
La bellezza salverà il mondo!



Non ci resta che piangere 😭


Kiko al Palaflorio di Bari, 2 giugno, introduce la finta
kermesse della propria sinfonia davanti ad un
pubblico compiacente di soli neocatecumenali








sabato 1 giugno 2019

Il Vero Kerigma.

Riprendiamo da un commento di Tomista ex NC:


Spero di fare cosa gradita a tutti i collaboratori del Blog, pubblicando il Vero Kerigma, ossia l'esatto opposto dello pseudo-kerigma esistenzialista NC , che tante anime ha contribuito a dannare.

Ascoltiamolo dalle parole del più grande Teologo che la Chiesa abbia mai avuto tra i suoi figli. Possa San Tommaso intercedere per la Sposa di Cristo in questo tempo in cui appare sfigurata dai peccati di tanti suoi ministri, di cattivi maestri e di falsi profeti. Il Kerigma tomista, a differenza della sua deformazione kikiana, insiste molto sulla Grazia Divina e sulla cooperazione dell'uomo, usando proprio quei verbi ("dobbiamo", "sforziamoci") che il CN rigetta quasi fossero il demonio in persona.


"Da quanto si è detto della risurrezione di Cristo possiamo ricavare a nostra erudizione quattro insegnamenti.

1 – Dobbiamo impegnarci per risorgere spiritualmente dalla morte dell’anima, in cui incorre l’uomo col peccato, alla vita di grazia che si riacquista mediante la penitenza. Dice infatti l’Apostolo: “Svegliati, o tu che dormi, destati dai morti e Cristo ti illuminerà” (Ef 5,14). È questa quella prima risurrezione cui allude l’Apocalisse quando dice: “Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione” (Ap 20,6).

2 – Non dobbiamo differire questa nostra risurrezione al momento della morte, ma dobbiamo attuarla subito, perché Cristo è risorto al terzo giorno. A tanto ci invita anche il Siracide: “Non aspettare a convertirti al Signore, e non rimandare di giorno in giorno” (Sir 5,8). Come potresti, infatti, pensare alla salvezza dell’anima quando sarai oppresso dalla malattia? Inoltre, perché perseverando nel peccato, vorresti privarti della partecipazione di tanti beni che si fanno nella Chiesa e incorrere in tanti mali? Il diavolo, inoltre, – come dice Beda – quanto più a lungo possiede un’anima, tanto più difficilmente la lascia.

3 – Dobbiamo risorgere a una vita incorruttibile, per non morire di nuovo, cioè col proposito di non peccare più, come Cristo che “risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui” (Rm 6,9). Perciò, “Anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù. Non regni più dunque il peccato nel vostro corpo mortale, sì da sottomettervi ai suoi desideri; non offrite le vostre membra come strumenti di ingiustizia al peccato, ma offrite voi stessi a Dio come vivi tornati dai morti” (Rm 6,11-13).

4 – Sforziamoci di risorgere a una vita nuova e gloriosa, tale cioè da evitare tutte quelle cose che prima ci erano state occasione e causa di morte e di peccato. “Come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm 6,4), e questa vita nuova è una vita di grazia che rinnova l’anima e porta alla vita di gloria.
Alla quale dobbiamo tutti aspirare.

giovedì 30 maggio 2019

NESSUNO SI ILLUDA: I MAMOTRETI “CORRETTI” IN USO NEL CAMMINO NON PROVENGONO DALLA SANTA SEDE

Facevamo i catechisti su dei vecchi volumi dalla copertina blu che riportavano le date delle catechesi “originali” segrete 1972, 1974…

Poi un giorno ci fecero acquistare i “mamotreti corretti” e ci dissero che le variazioni che avevano fatto le Congregazioni erano minime, insignificanti, c’erano solo le aggiunte del Catechismo della Chiesa Cattolica, andava tutto mooolto bene.

Ci dissero anche che, vista l’insignificanza delle correzioni, potevamo tranquillamente utilizzare i mamotreti vecchi, a nostra scelta, andava bene lo stesso.
Naturalmente acquistammo i nuovi ed utilizzammo i vecchi, che conoscevamo già a memoria e ce ne fregammo delle note con su riportato il Catechismo, ci fidavamo dell’ortodossia, non c’era bisogno di verificarla attraverso i documenti della Chiesa.

Poi ne è passata di acqua sotto i ponti, nessuno ci ha più pensato… corretti, non corretti… fa uguale, va tutto bene.

Oggi risulta però che siamo stati INGANNATI. Non va tutto bene. Non è tutto corretto. Nulla di quello che viene attualmente utilizzato è approvato. Non c’è alcun imprimatur della Santa Sede ed il Direttorio “approvato per la pubblicazione” nel 2010, dopo tanti anni è ancor oggi SEGRETO.

Analizziamo bene, fra le righe, la VERSIONE CORRETTA DEGLI “ORIENTAMENTI ALLE EQUIPES DI CATECHISTI “PER LA FASE DI CONVERSIONE”.

Nella prefazione del primo volume di “Orientamenti alle Equipes di Catechisti” (pag.1) si afferma:

« La versione corretta degli “Orientamenti alle Equipes di Catechisti per la fase di conversione”, che È STATA PREPARATA DA UNA COMMISSIONE INCARICATA DAGLI INIZIATORI DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE ha rispettato il linguaggio originale, vivo ed orale. HA CORRETTO espressioni incomplete, o meno felici – che potevano anche sembrare ambigue – proprie del linguaggio parlato o semplicemente dovute alla traduzione non sempre accurata dell’originale spagnolo. HA TENUTO CONTO, inoltre, delle OSSERVAZIONI fatte dal secondo esame degli Orientamenti da parte della Congregazione per il Clero del 1990… Infine hanno aggiunto le citazioni bibliche a cui fa riferimento o che aiutano a meglio capire il senso del discorso.
Nel rivedere il testo degli Orientamenti alle Equipes di catechisti, su indicazione della Congregazione per la dottrina della Fede, i 14 volumi sono stati corredati con opportuni riferimenti al Catechismo della Chiesa cattolica, che non hanno valore illustrativo, ma normativo”.
Appare chiaro che la “VERSIONE CORRETTA” l’ha preparata una commissione neocatecumenale. E’ questa commissione che ha corretto “espressioni incomplete o meno felici” e ha tenuto conto delle osservazioni fatte dal secondo esame degli Orientamenti da parte della Congregazione per il clero del 1990”.

Analizzando attentamente il testo, se ne deduce quindi:

  1. che i mamotreti corretti sono stati corretti SOLO dalla commissione neocatecumenale e NON anche dalla Congregazione per il Clero, che ha fatto solo “osservazioni” e non “correzioni”. Si noti bene che le “osservazioni” possono essere fatte anche senza aver visionato il testo, dicendo soltanto genericamente di corredare con certe note del Catechismo della Chiesa Cattolica e certe citazioni bibliche, per esempio, per poi inoltrarle complete;
  2. che sono stati visionati SOLTANTO i volumi "PER LA FASE DI CONVERSIONE" (fino al II passaggio);
  3. che NON VI È MENZIONE DI ALCUNA “APPROVAZIONE DELLE CORREZIONI” da parte della Congregazione per il Clero.

    Quando lavori per la tesi all'università e il docente relatore ti indica delle correzioni da fare, il tuo modo di apporre tali correzioni deve essere comunque rivisto ed approvato da lui (poiché potresti non aver fatto tutto correttamente). La tesi definitiva, quella che fa testo, è quella che ti ha approvato il docente, non quella dove potresti aver pasticciato in piena autonomia;
  4. che la Congregazione per il Clero ha fatto le sue osservazioni in costanza di un “secondo esame” avvenuto nel 1990;
  5. che c’è stato un “primo esame”, evidentemente non andato a buon fine;
  6. che il “valore normativo” ce l’hanno i riferimenti al Catechismo e NON gli scritti dei volumi.
Ora:

  1. sappiamo che prima degli “Orientamenti” fu consegnata la “sintesi teologica” e che il suo esame durò 5 anni. (Annuncio Quaresima Kiko 2006, Madrid);
  2. se le osservazioni furono fatte nel 1990, i volumi dovevano essere stati consegnati più o meno almeno un anno prima, nel 1989, per poter essere stati visionati;
  3. se sottraiamo 5 anni (“sintesi teologica”) alla data del 1989, si arriva all’incirca al 1984, che dovrebbe essere l’anno in cui fu consegnata la “sintesi teologica”, poi rifiutata da Kiko.
  4. Però si afferma che le Congregazioni avevano già in mano detti volumi, perché nella prefazione si dice che “FURONO OGGETTO DI UN ACCURATO ESAME DA PARTE DELLA CONGREGAZIONE PER IL CLERO DAL 1977”.

    Allora non si capisce il senso di produrre successivamente una “sintesi teologica”, avendo paura a consegnare le catechesi (Annuncio Quaresima Kiko 2006, Madrid).

    A meno che non si voglia dire che la Congregazione per il Clero accettò la relazione fatta da padre Groppo in quella data ma, in questo caso, la Congregazione non avrebbe fatto un “accurato esame” direttamente, avendo solo accettato una RELAZIONE (parziale, solo sui primi due o tre volumi) fatta da persona esterna, sebbene eventualmente incaricata dalla Santa Sede.

    Chiaro? Sarebbe come se io facessi leggere il mio tema all’assistente del professore, che poi stila una relazione sul mio tema, da dare al professore titolare: il professore si fiderebbe della relazione, ma non avrebbe letto direttamente il mio tema. Ed il voto lo deve dare il professore al mio lavoro, non all'opinione dell'assistente.
  5. Il 21 settembre 2002, Giovanni Paolo II, in un’udienza a Castel Gandolfo concessa agli iniziatori del Cammino, commentando l'approvazione dello Statuto ad experimentum disse: “Spetta ORA ai Dicasteri competenti della Santa Sede esaminare il Direttorio catechetico e tutta la prassi catechetica nonché liturgica del Cammino stesso”.
Da quanto riportato e documentato risulta inequivocabilmente che ancora nel 2002, o addirittura “dal” 2002, La Santa Sede è all’esame del Direttorio Catechetico, che sfocerà col Decreto di “approvazione ALLA PUBBLICAZIONE” del 26 dicembre 2010.

Fino a quella data, checché se ne dica, la Santa Sede non ha reso noto nessun provvedimento UFFICIALE riguardo agli Orientamenti per le Equipes di Catechisti, poi divenuti Direttorio Catechetico, ancora SEGRETO dopo tutti questi anni.

I MAMOTRETI CORRETTI, LI HA CORRETTI GENTE DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE, NON LA SANTA SEDE.

martedì 28 maggio 2019

CERCHIAMO DI FARE CHIAREZZA SULLA VITA DI KIKO ARGÜELLO: NON ARRIVÒ NELLE BARACCHE NEL 1964

La cella di sanKiko
già aperta ai pellegrini kikiani
Anzitutto premettiamo che Kiko e Carmen NON SI SONO CONOSCIUTI NELLE BARACCHE nel 1964, come loro stessi e molti scritti e siti web riportano.
Si conoscevano già da prima, e lo afferma la stessa Carmen in un’intervista a Virginia Drake mentre fumando nel cortile del Pontificio Consiglio per i Laici aspettava la consegna degli Statuti definitivi.

Una volta fu a Madrid, nella centralissima Piazza Cibeles, dove il ricco ragazzotto che giocava a fare l’hippie sessantottino le aveva addirittura chiesto mille pesetas per il taxi.
L’altra fu proprio a casa di Kiko. Racconta Carmen: “Venivo da un'enorme sofferenza e lui era lì a SUONARE LA CHITARRA, a MANGIARE UN POLLO e a FLIRTARE CON UNA RAGAZZA SVEDESE. Ad ogni modo, pensavo: "È un bambino!" E io non l'ho ascoltato”.

Poi questo bambino crebbe tutto d’un tratto e divenne in pochissimo tempo quello con cui lei decise di “fare società”.
Infatti dice Carmen: “VOGLIO UNA MISSIONE DI EVANGELIZZAZIONE e KIKO VUOLE CREARE COMUNITÀ, QUESTO PUÒ FUNZIONARE”.
Attenzione: si incontrarono due “VOLONTÀ”, non due “ISPIRAZIONI”. E si misero a tavolino….
Ma per comprendere meglio questo Kiko, bisogna attivare il pensiero laterale, non dare per scontato tutto quello che lui ha dichiarato e che poi si ritrova scritto in ogni sua “AUTObiografia”. Bisogna ricercare fonti, aneddoti, date…

"Il gatto e la volpe" all'opera con ciò che
sanno fare meglio: circuire i vescovi

Kiko dice che arrivò alle baracche nel 1964 (addirittura Bugnini nella sua nota laudatoria anticipa di due anni, nel 1962!). Vediamo se questo è possibile.
  • 1960 – fa l’università e condivide una stanza per 3 anni insieme ad altri due studenti, u no dei quali è Carlos Munoz de Pablos, che parteciperà con lui al gruppo Gremio 62.
  • 1964 – due eventi:
    1. Mostra nella sala espositiva di Madrid "Templo y altar".
    2. Esposizione “Eucarestia e Altare” a Leon durante il VI Congresso Eucaristico Nazionale.
    Ambedue col gruppo universitario Gremio 62 fondato e guidato da padre Aguilar y Otermin (e non fondato da Kiko, come dice sempre lui). Ci partecipò come studente, niente altro.

  • 1965 - due eventi:

    1. Esposizione nella Galleria “Nouvelles images” dell’Aia (dal 30 ottobre al 20 novembre 1965).2. Esposizione Internazionale di arte sacra a Rouen come rappresentanti della Spagna.Sempre col gruppo universitario Gremio 62. Mai mostre personali.Da notare che il Governo spagnolo inviava i suoi rappresentanti solo se iscritti al MOVIMIENTO NACIONAL franchista, altro che Kiko alternativo marxista…
  • DATA NON CONOSCIUTA – Kiko presta il servizio militare in Africa PRIMA di andare alle baracche. Quanto potrà durare il servizio militare? Un anno? Un anno e mezzo? Alcuni siti spagnoli riportano che fino al 1968 la durata era addirittura DUE ANNI.
  • A tutto questo va aggiunto il viaggio-studio sull'arte sacra, guarda caso per trovare punti di contatto tra l'arte PROTESTANTE e quella cattolica, viaggio ottenuto con la borsa di studio (nulla di che, prima o poi queste borse di studio toccavano a molti). Questo viaggio per l'Europa non può essere durato un giorno.
Anche un bambino delle scuole elementari potrebbe agevolmente dedurre che se Kiko alla fine del 1965 era ad esporre in Olanda col suo gruppo universitario (anche qui nulla di che, di questi gruppi padre Aguilar ne ha formati diversi all’interno dell’università), non poteva vivere alla Charles de Foucauld come “POVERO TRA I POVERI”.

Opera del "primo periodo"
di Kiko
Se inoltre, da dichiarazioni uscite dalla bocca di Kiko, ha pure fatto il servizio militare in Africa, PRIMA di andare coi baraccati, risulta evidente che a Palomeras Altas non poteva esserci andato prima del 1966 inoltrato.
Nei baraccati Kiko non c'è stato nemmeno un anno intero, stando ai conteggi sopra riportati.
Oppure, se c'è stato di più, non era certo come POVERO TRA I POVERI ma come studente universitario che continua la sua comoda vita borghese, facendo esposizioni con la sua università prestigiosa e aderendo, come ogni studente dell'epoca doveva fare, al Movimiento Nacional della dittatura di Francisco Franco.
Dunque il tempo che impiegato per elaborare il suo "piano catechetico" dev'essere stato per forza di cose veramente irrisorio: più o meno un anno, perché nel 1967 già "catechizzava" la prima parrocchia a Zamora.



Quali credenziali spirituali poteva vantare? I Cursillos? La presunta apparizione della Madonna? Un breve soggiorno nelle baracche, come molti altri studenti confusi dell'epoca?

Nel 1964 il venticinquenne Kiko aveva appena iniziato le esposizioni col gruppo universitario (la prima fu nel 1963), che poi costituisce tutta la sua "carriera" di pittore affermato…
Un'altra incredibile mistificazione

Molto probabilmente il 1964 è stato l’anno in cui andò per poco tempo a vivere in casa della domestica, il cui racconto conosciamo a memoria. E poi, in via estensiva come Kiko è solito fare e inventare, è magicamente diventato l’anno di inizio della vita coi poveri delle baracche.

Ma, sempre per bocca di Kiko, sappiamo anche che poi da quella casa se n’era andato.
Dove?
Forse a suonare la chitarra, mangiare pollo (in barba ai poveri delle baracche) e a flirtare con una svedese.
Bella vita…

domenica 26 maggio 2019

La lotta di Giacobbe, il contrario di quello che ti dice il Cammino

La catena in franchising dei kiko-shop
vende (a prezzi non proprio popolarissimi)
tutto l'armamentario obbligatorio del kikolatra
Caro Jhonny,

certamente l'uomo è debole ma purtroppo nel cammino si predica molto male sul come vivere cristianamente questa debolezza, che poi in soldoni significa cadere nel peccato.

Proprio in questi giorni rileggo i mamotreti che tante volte ho predicato anch'io, con occhi nuovi e nuova consapevolezza.

L'errore gravissimo di questa predicazione, che poi ha distrutto tantissime persone sta, secondo me, nel modo di concepire il "combattimento per la fede".

Nel cammino il solo combattimento noto è quello di Giacobbe, che lotta con Dio quando scappa dai nemici.

Viene spiegato insistentemente che il combattimento, la lotta di tutti i giorni, è IL SIGNORE CHE LA CONDUCE attraverso i fatti di morte che LUI ti manda nella vita, per mostrarti che sei un mostro, un peccatore e farti così umile abbattendo il tuo orgoglio.

Ma la Chiesa non predica per nulla questo, al contrario! Leggiti bene la catechesi di Benedetto XVI su Giacobbe, dove dice:
«...la tradizione spirituale della Chiesa ha visto in questo racconto il simbolo della preghiera come combattimento della fede e vittoria della perseveranza... Per questo l’autore sacro utilizza il simbolo della lotta, che implica forza d’animo, perseveranza, tenacia nel raggiungere ciò che si desidera. E se l’oggetto del desiderio è il rapporto con Dio, la sua benedizione e il suo amore, allora la lotta non potrà che culminare nel dono di se stessi a Dio, nel riconoscere la propria debolezza, che vince proprio quando giunge a consegnarsi nelle mani misericordiose di Dio...»
Non mi pare proprio che qui si consideri il combattimento come la lotta condotta dal Signore CONTRO l'uomo per mostrargli un bel niente.

Nel cammino invece, oltre a predicare che il combattimento per la fede non lo fa l'uomo, ma Dio che lotta CONTRO di lui, si fa leva sulla debolezza umana per scoraggiare l'uomo da ogni forma di combattimento (preghiera), contro la tentazione ed il maligno.

L'uomo resta così totalmente inerme davanti al peccato, credendo che il libero arbitrio e il combattimento contro la tentazione, invocando la grazia di Dio attraverso la preghiera, sarebbe (assurdo!) "moralismo", "inutile volontarismo", "appoggiarsi sulle sue forze".

Nel Cammino, da questa mala interpretazione del combattimento per la fede, appellandosi alla totale deresponsabilizzazione dell'uomo, deriva l'atteggiamento di comprensione, scusa e addirittura incoraggiamento riguardo al peccato, che sarebbe l'unico modo per sperimentare la misericordia di Dio.

Si potrebbe continuare, ma mi fermo qui.

Sappi comunque che la "debolezza dell'uomo", come la chiami tu, procura morti e ferite profonde al prossimo, "proprio quello che Gesù dice di amare".

Con l'assurdo che il carnefice peccatore, poverino, viene accolto e compreso in quanto debole e la vittima di quella debolezza ne paga le conseguenze senza alcuna comprensione ed accoglienza.

Capisci che qui c'è un ribaltone non da poco rispetto all'insegnamento cristiano sulla debolezza dell'uomo, con conseguenze disastrose.

Che il Signore ispiri qualche buon uomo debole a mostrarti questa verità sulla tua carne, solo così potrai arrivare, forse, a comprendere. In fondo sarebbe la lotta che il Signore stesso opera CONTRO di te con i fatti della vita....

Libera

venerdì 24 maggio 2019

CI SONO SEGNI DI UN LUSSO ECCESSIVO, E IL LUSSO PUÒ ESSERE UN ANTISEGNO. Parole di Kiko nelle catechesi del 1° scrutinio

Veniva dai poveri nelle baracche, questo Kiko, voleva una vita alla Charles de Foucauld, e don Dino Torreggiani agli inizi lo aiutò perché sembrava che si volesse dedicare agli ultimi, specialmente agli zingari, che don Dino, Fondatore dei Servi della Chiesa, ha seguito fino alla fine.

Oggi il Cammino Neocatecumenale è un impero, più finanziario che catechetico. Si costruiscono seminari costosissimi nel mondo per accogliere un numero insignificante di seminaristi, perché non si vogliono formare ai già esistenti seminari diocesani, dovendo rispondere a ben altro “carisma”.

Il seminario Redemptoris Mater di Avignone, per citarne uno, è costato circa 15 milioni di euro ed ha ospitato, almeno in un determinato momento storico, soltanto 8 seminaristi.

Se si fa il paragone con una classe scolastica, formata al massimo da 25-28 alunni, si evidenzia come gli "alunni" di una classe dei Redemptoris Mater riempiano da soli tutto l'edificio di un'intera scuola che di classi ne può contenere fino ad almeno 25-30, cioè oltre 600 soggetti, con le debite proporzioni relative alle necessità abitative.

Ci sono poi il fastoso Centro Neocatecumenale di Porto San Giorgio, la facoltà teologica neocatecumenale del Callao in Perù, la Domus Galileae in Israele, il progetto per la Domus Jerusalem, sempre in Israele, la controversa università spagnola UCAM di Murcia, i cui scandali relativi al presidente José Luis Mendoza, super alter ego di Kiko, non cessano nemmeno negli ultimi mesi di riempire le pagine dell’informazione spagnola…

L'ex Presidente spagnolo José Maria Aznar
e José Luis Mendoza, Presidente dell'UCAM
al conferimento della laurea Honoris Causa
Il Presidente di Panama Juan Carlos Varela
con Kiko, Pezzi e Maria Ascension,
i BIG della scena politico-religiosa attuale

Bisognerebbe ri-catechizzare Kiko con le sue stesse parole: “CI SONO SEGNI DI UN LUSSO ECCESSIVO, E IL LUSSO PUÒ ESSERE UN ANTI-SEGNO”.

Alcuni esempi di super edifici costruiti ex novo a partire almeno da 15 milioni di euro l’uno ed oltre (consideriamo che i Redemptoris Mater sono circa 120 nel mondo, facile fare un calcolo matematico per ottenere il totale approssimativo soltanto in relazione ai seminari). Il numero dei seminaristi citato si riferisce ad un preciso momento storico, variabile ne tempo. Ma di quanto variabile?:

Seminario neocatecumenale R.M. della Murcia,
una ventina di seminaristi
Seminario neocatecumenale R.M. di Brasilia
Seminario neocatecumenale R.M. di Managua,
in Nicaragua: dieci seminaristi
Seminario neocatecumenale R.M. di Pamplona,
in Spagna: otto seminaristi


Seminario neocatecumenale R.M. di Varsavia,
in Polonia, 25 seminaristi, famoso per certi scandali


Seminario neocatecumenale R.M.
di Granada, in Spagna, undici seminaristi

Seminario R.M di Santo Domingo

Seminario neocatecumenale R.M. di Newark, in USA
(istituito dallo scandaloso ex cardinale McCarrick)


Facoltà teologica neocatecumenale del seminario R.M.
del Callao, in Perù

Seminario neocatecumenale R.M. di Avignone,
in Francia - otto seminaristi

Seminario neocatecumenale R.M. di Beja,
in Portogallo, con cinque seminaristi

Seminario neocatecumenale R.M. di Lezhe,
in Albania, con undici seminaristi

Seminario neocatecumenale R.M. di Sepino,
in Molise (Italia), otto seminaristi
Seminario neocatecumenale R.M. di Denver,
in USA, trenta seminaristi
Complesso della Domus Galilaeae, in Israele
Sala del regno del Centro Neocatecumenale
a Porto San Giorgio, Italia, che prima della
ristrutturazione veniva chiamata "tenda della riunione"

O Kiko credeva di riempire questi Redemptoris Mater con un numero molto più alto di seminaristi, che poi non c'è stato, oppure dietro al lusso, all'opulenza e alla fastosità di tutte queste costruzioni inutili c'è dell'altro che per ora non è dato conoscere. Un impero finanziario, una potenza economica, per esempio?
Ma dove sono i poveri, i baraccati, le periferie territoriali ed esistenziali? Dove sono gli zingari?

mercoledì 22 maggio 2019

Roma: niente Veglie di Pentecoste neocatecumenali, per disposizione della Diocesi

Documento originale: PDF diocesi di Roma.

Roma, 17 maggio 2019

Ai Parroci, a tutti i Sacerdoti, ai Diaconi della Diocesi di Roma

Carissimi,

condivido con voi la gioia di raccogliere le parole ispirate di Papa Francesco, rivolteci durante l’ultima assemblea diocesana. Mi riferisco in particolare al suo invito: «Vorrei comprendere meglio il grido della gente della Diocesi: ci aiuterà a comprendere meglio cosa chiede la gente al Signore» (All’Assemblea Diocesana, 9 maggio 2019).

Dobbiamo poter tradurre l’orientamento datoci dal nostro Vescovo in gesti concreti e in scelte pastorali che ci aiutino a percorrere un’altra tappa del nostro cammino, che inizia fin da ora e proseguirà lungo tutto il prossimo anno pastorale. Per far questo occorrerà che in ogni parrocchia si formi una équipe pastorale che avrà il compito di guidare e dare autentica concretezza all’ascolto della gente del proprio territorio: individuando situazioni, ambienti di vita, persone concrete delle quali farsi carico, per riconoscere che cosa il Signore ci stia chiedendo attraverso di loro.

Occorrerà che questa équipe sia formata da persone non solo sensibili al tema, ma anche capaci di strutturare un lavoro pastorale del genere. Nei prossimi giorni con i Vescovi Ausiliari, i Prefetti e i Direttori degli Uffici della Diocesi metteremo a punto anche un testo che offra alcune linee pratiche, secondo le indicazioni e gli atteggiamenti che ci ha suggerito il Papa, a cominciare dall’ascolto umile dallo stile disinteressato.

L’ascolto al quale ci disponiamo avrà un momento preciso di avvio, fatto di comunione e di spiritualità: celebreremo infatti l’Eucaristia della Veglia di Pentecoste col Papa in piazza S. Pietro sabato 8 giugno alle ore 18.30. Possiamo lodare il Signore per questa opportunità. La celebrazione avverrà in piazza e si prolungherà, al termine della Messa, riaccompagnando processionalmente l’icona della Madonna del Divino Amore a piazza di Porta Capena. Coloro che lo desiderano potranno, poi, vivere anche l’esperienza del pellegrinaggio notturno al Santuario del Divino Amore. Evidentemente – come segno di unità nella Diocesi e di comunione col nostro Vescovo – in quella sera chiedo che non vengano celebrate altre Veglie nelle singole Comunità.

Un secondo momento, molto importante, sarà il successivo 24 giugno, alle ore 19, nella Cattedrale di San Giovanni. In occasione della festa della Basilica vi invito a ritrovarci – tutti i sacerdoti e alcuni collaboratori pastorali – nella celebrazione dei Vespri per la consegna degli obiettivi essenziali e delle linee pastorali da condividere per il prossimo anno pastorale. Questo ci darà modo di iniziare già ad assimilare meglio la traccia del cammino, innestandolo con creatività e fedeltà nel cammino ordinario delle nostre comunità.

Troverete allegata a questa lettera anche una scheda di iscrizione per prenotare i biglietti che consentiranno l’accesso alla piazza e quelli con cui i sacerdoti potranno concelebrare. Le prenotazioni dovranno pervenire alla Segreteria Generale del Vicariato (segreteriaeventi@diocesidiroma.it / fax 06.69886528) entro il 25 maggio, mentre i biglietti potranno essere ritirati (sempre presso la Segreteria Generale) dal 3 al 6 giugno negli orari indicati nella scheda. Concorderemo con le autorità comunali la possibilità di far giungere nelle adiacenze del Vaticano eventuali pullman. Daremo indicazioni ancora più precise attraverso il sito diocesano e Romasette.

Vi assicuro il mio costante ricordo nella preghiera e, mentre affido ciascuno di voi alla materna protezione della Vergine Maria, Madre della Chiesa, Madre del Divino Amore, vi benedico con affetto

Angelo Card. De Donatis
Vicario Generale di Sua Santità
per la Diocesi di Roma



Per contrasto, riportiamo cosa ha detto l'anno scorso Kiko Argüello, cofondatore del cammino Neocatecumenale, nell'annuncio di Pasqua 2018 a riguardo della Veglia di Pentecoste:

Forse qualcuno non la fa… Dio ha ispirato al Cammino di fare la Veglia di Pentecoste che ha un carattere preciso: è una veglia per comunità. Allora tutti nel Cammino facciamo così: andiamo in convivenza e nella sala della convivenza facciamo la Veglia di Pentecoste, potete non cenare e dopo fare una bella colazione, con tutti i tipi di cose, molto ricca. Dopo la colazione si va a dormire un po’ e verso le undici le Lodi, poi il pranzo e poi la messa in comune, il giro di esperienze fino alle cinque di sera. Questa Veglia di Pentecoste è piena di risonanze , piena di forza, è ispirata da Dio, ha un suo carattere forte e crea una grande comunione nella comunità. Ricordo i fratelli che hanno sofferto tanto quando il parroco non permetteva loro di farla.

"Non contristate lo Spirito Santo"
Che cosa farà quindi Kiko Argüello di fronte all'invito del Vicario del Papa per la Diocesi di Roma ad essere in comunione con la Chiesa?

Lascerà le comunità neocatecumenali della Diocesi di Roma libere di obbedire al proprio vescovo, o imporrà la Veglia separata, magari clandestina, negli alberghi, con i battesimi per immersione non fatti a Pasqua?
Per rendere la disobbedienza ancor più clamorosa farà loro celebrare l'Eucaristia rigorosamente separati dalla parrocchia e impartire il sacramento del Battesimo in locali non consacrati?

Che segno di unità darà il Cammino Neocatecumenale?

Dopo la disobbedienza di Pasqua, noi purtroppo prevediamo la disubbidienza di Pentecoste. Come sempre chiediamo ai fratelli del Cammino cosa pensano di questo leader "religioso", che impone loro di vivere un vero e proprio scisma di fatto con la Chiesa Cattolica

lunedì 20 maggio 2019

I lupi del Cammino (e altri demoni): le contraddizioni dei cosiddetti "catechisti"

Dalla testimonianza di José Román, "Los lobos del Camino. Acerca del neocatecumenado y otros demonios" (I lupi del Cammino. Sul neocatecumenato e altri demoni - prima parte), proponiamo la nostra traduzione di un interessante paragrafo.

Le contraddizioni dei catechisti

1. I catechisti ordinano che si debba venire all'Eucaristia vestiti nel miglior modo possibile, compatibilmente con le possibilità di ognuno, ma loro possono venire trasandati, con addosso degli stracci, in jeans o con immagini di teschi o di Mickey Mouse sulla maglietta.
Se qualcuno dice loro qualcosa, sfoderano con le loro lingue di serpente una retorica che li giustifica di tutte le loro mancanze.
Che spirito li ispira, mi chiedo? Sappiamo già quale.

2. Ti richiedono d'essere umile e che ringrazi se non hai di che mangiare, però loro si comprano l'auto dell'anno e i loro figli buttano soldi in locali e vestiti.

3. Ti dicono che sei nella morte se non sorridi e non dimostri allegria "nel Signore", però loro hanno la faccia scura, non ti salutano ed alzano la voce ad ogni minima provocazione. Ti insultano. Ti chiamano ritardato o idiota davanti a chicchessia.

4. Dicono che il peccato degli altri non ti deve scandalizzare, ma sono i primi a metterti allo scoperto davanti alla tua comunità esigendo che tu dica i tuoi peccati davanti a tutti per sgridarti e mettere in risalto i tuoi errori.

5. Ti dicono "il denaro è cacca" o è "mammona", però loro fanno affari con i catechisti più danarosi.
Passano in continuazione con la borsa (cioè raccolgono denaro anonimamente), gestendo poi i soldi come loro aggrada, ad esempio inviandoli a conventi a cui affidano le loro figlioletto.
Decisamente, il denaro non è poi così maligno come essi vogliono far credere.

6. Non lesinano sulle spese sotto Pasqua perché vogliono godere dei lussi migliori con il pretesto che siano "per il Signore", mentre sono principalmente proprio per sè, visto che occupano i primi posti nei banchetti, mentre il denaro proviene dalle tasche dei loro catechizzati, e loro, i capi, si limitano puramente a disporne e a sfruttare ciò che ricavano dai sacrifici altrui.

7. Generalmente i catechisti non si sporcano le mani, ma sono i loro sudditi a fare tutto. Non trasportano tappeti, non spostano mobili, non puliscono le sale eccetera. E quando i loro catechizzati non sono efficienti, fanno pure gli offesi.
A me toccò molte volte di vedere come ordinavano di smontare tutta una sala dopo ore di lavoro di sistemazione delle sedie e della mensa; come nulla fosse, dopo essere arrivati in ritardo, pretendevano che ci mettessimo a risistemare un'altra volta ancora, secondo i loro gusti.

8. Ti richiedono che tu "faccia il cammino", cioè che tu a quanto richiesto, assistendo e facendo ciò che devi fare, però, davanti al tuo sguardo attonito, accade che quelli che loro approvano sono quelli che non fanno nulla.
Se protesti, ti dicono che non sei umile.

9. Dicono che non si devono festeggiare ricorrenze per nessuno, perché "questo non è un circolo ricreativo", ma loro si riuniscono con la élite composta dai più ricchi e festeggiano i compleanni in casa dell'uno o dell'altro e si sbronzano pure.
Fra di loro, si aiutano economicamente e si fanno compari.

10. Ti richiedono di non fare preferenze, di trattare tutti allo stesso modo, però loro di solito non si avvicinano, non salutano né quasi rivolgono la parola a chi è povero.
Se vanno a visitarlo a casa sua quando si ammala, rendono subito pubblico il fatto perché sanno che darà loro un "punteggio" per passare al livello successivo.
Non hanno 33 livelli come la massoneria, però comunque hanno dei livelli o "passaggi" molto complessi, con rituali e tutto.

11. Esigono che tu non chieda condizioni per i favori che fai, che non dia in prestito soldi né li chieda.
Però fra di loro, nel loro circolo di amici, si fanno prestiti in danaro e si prestano persino le case, a quanto mi risulta.

12. Infine, cacciano fuori a spintoni (letteralmente, io l'ho visto fare più volte) chi vogliono.
Fanno pressione sui single perché si sposino.
Sono specializzati nell'arte di far piangere la gente con parole che li feriscono nell'intimo.
Fanno pressione sulle persone perché vendano i beni per dare i soldi ai poveri e lo esigono così insistentemente che alla fine lo fai più per l'obbligo di dover passare al livello successivo che per amore a Dio.