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sabato 24 giugno 2023

Il neo-catecumenato: ma quanto dura, si può sapere?

Alcune osservazioni sul libro "The Catholic Church in the United States A Hemorrhaging Church Evangelization and the Neocatechumenal Way" (La Chiesa cattolica negli Stati Uniti: evangelizzazione di una Chiesa emorragica e il Cammino neocatecumenale)   di Robert V.Thomann.

La Chiesa paragonata all'emorroissa del Vangelo

L'autore del libro è un professore emerito di ingegneria ambientale al Manhattan College, diacono  nella parrocchia di "Our Lady of Mount Carmel" Ridgewood, New Jersey, catechista neocatecumenale; insieme alla moglie, uno dei catechizzati da Giuseppe Gennarini e consorte.
Comprendiamo subito il livello di attaccamento al Cammino Neocatecumenale  dai ringraziamenti iniziali, diretti, oltre che alla moglie, esclusivamente al prefetto degli studenti del Seminario neocatecumenale di Kearny NJ e alla coppia Gennarini, responsabili di nazione per il CN negli USA per "la chiarezza e la bellezza del kerigma cristiano che ha in modo così sostanziale cambiato le nostre vite".
Il prof. Thomann era diacono da 17 anni quando si è  imbattuto nel Cammino, viene da chiedersi come abbia potuto fare una scelta di servizio nella Chiesa se sono dovuto venire i coniugi Gennarini per spiegargli le basi della fede cristiana cattolica. Ma ben comprendiamo che più che di annuncio cristiano si intende parlare di kerigma  kikiano.

Il libro si compone di due parti: nella prima, con il supporto di statistiche, schemi e tabelle, si riportano i dati di una Chiesa che, negli USA, sta perdendo milioni di adesioni e quindi è più  propriamente scientifica; nella seconda parte invece, quella in cui prospetta LA soluzione finale per ogni problema delineato, è cioè, manco a dirlo, la "nueva" evangelizzazione tramite il Cammino neocatecumenale, il professore comincia a diventare del tutto asistematico e quasi allergico ai numeri, oppure ne fa un uso del tutto fantasioso e per nulla scientifico.

Prendendo infatti per assodato che solo la nuova evangelizzazione possa impedire il calo sistematico delle adesioni alla Chiesa cattolica, assume come modello di evangelizzazione l'attuazione dell'iniziazione cristiana, analizzando Il R.I.C.A. quale percorso di catechesi per i non battezzati e il Cammino neocatecumenale come percorso di catechesi per i già  battezzati.

Scrive infatti: "Il modello di iniziazione cristiana per l'evangelizzazione è stato istituito nella Chiesa in due forme: il Rito dell'Iniziazione Cristiana per Adulti  (R.I.C.A.), per i non battezzati e per coloro che desiderano entrare nella Chiesa da altre espressioni  cristiane e il Cammino neocatecumenale , sia per i battezzati che per i non battezzati, in un catecumenato  post-battesimale".

Nel grafico del libro
riproposta la parentesi millenaria
tra Costantino e Concilio Vat. II
delle catechesi iniziali
Con questa affermazione già sembra voler presumere che il CN sia un istituzione della Chiesa così come il R.I.C.A., e che solo il CN attui una catechesi post battesimale, per il solo fatto che tale associazione si pone questo come obbiettivo, mentre in realtà  la formazione che la Chiesa fa ai credenti, in primo luogo in preparazione ai sacramenti  ma non solo, è tutta formazione post battesimale; non si chiama "catecumenato" semplicemente perché, storicamente, questa era una parola riservata all'istruzione dei catecumeni, cioè dei non battezzati.

Dunque, dopo aver descritto sommariamente la struttura del R.I.C.A. (Rito dell'Iniziazione Cristiana per Adulti) e le sue fasi, il catechista e diacono prof. Thomann osserva che, a suo parere, il R.I.C.A. avrebbe tre punti deboli o limitazioni.

Il primo: non c'è un solo catechismo specifico da somministrare a tutti i catecumeni. "È stata pubblicata una grande varietà  di materiali per accompagnare i catecumeni nel loro percorso ma l'uso individuale e l'applicazione del contenuto delle catechesi è ancora in gran parte lasciato alle scelte della singola parrocchia.  Nei fatti, non c'è materiale normativo per le catechesi. Per cui, tende ad esserci un'inevitabile non uniformità  nei contenuti di fede che vengono insegnati come la portata della tradizione della Chiesa e l'insegnamento su una varietà di argomenti storici ed attuali".

Il secondo: dura solo due anni, a volte anche uno, e gli scrutini possono essere effettuati solo durante la Quaresima.

Il terzo: manca la comunità di supporto ai catecumeni, prima e soprattutto  dopo il battesimo.

Sappiamo bene che tutte queste "limitazioni" non toccano il Cammino neocatecumenale: infatti esiste un catechismo, il cosiddetto Direttorio, che stabilisce persino le virgole di ciò che deve essere detto ai neocatecumeni: peccato che sia tenuto segreto. Così come sono strettamente riservate tutte le prassi, ancor più  stringenti, a cui si devono sottoporre tutti gli adepti. Questo catechismo non ha nulla o quasi nulla a che fare con la tradizione della Chiesa e con i suoi insegnamenti, che secondo Thomann dovrebbero assolutamente esservi trattati.
Esiste una comunità: peccato che, mentre la comunità che supporta i battezzandi è  una comunità di persone già  battezzate e da lungo tempo nella Chiesa, ed è  proprio per questo che può  accogliere e supportare i nuovi ingressi; la comunità neocatecumenale, invece, è una comunità  di "pari grado", vale a dire di "catecumeni" tutti allo stesso livello di "istruzione", e nella Chiesa mai si è  vista una cosa del genere!

Ma è  trattando della seconda "limitazione" del R.I.C.A., quella della durata, che il ragionamento  dell'autore perde tutta la sua precisione numerica e comincia a farsi fumoso.
Perché  infatti: quanto dura, invece, il percorso neocatecumenale, che non ha questa limitazione? Sicuramente più  di due anni... ma quanto?

Come sale Kiko/ Come sale la Chiesa

Riportiamo qui solo alcune volte in cui il libro vi accenna:

  • "l'annuncio ai lontani è  credibile se proveniente da testimoni formati per un periodo di tempo relativamente  lungo in una comunità  cristiana"
  • "Il rinnovamento  nelle piccole comunità necessita di anni per attuarsi..."
  • "La prima fase è  di due anni, il precatecumenato; la seconda fase..la terza fase... dopo questo periodo (quale periodo? Quanto dura? Anni o decenni?) il neocatecumenato post-battesimale è  terminato"
  • "Una formazione post-battesimale di anni si svolge in modo non dissimile dal catecumenato della Chiesa primitiva..."
  • "Così, questi che erano lontani, che se ne vagavano distanti, hanno l'opportunità di essere accettati esattamente  come sono. Non vengono fatte domande. Non ci sono spinte urgenti ad essere coinvolti. Poco a poco, per un periodo di anni...(sì, anni, l'abbiamo capito: ma quanti anni, esattamente?)"
  • "La realizzazione di questa chiamata attraverso il Cammino, ad ogni modo, necessita della consapevolezza che la formazione della comunità cristiana  in parrocchia abbisogna di un periodo di tempo misurabile in anni..."
  • "L'affermarsi del Cammino neocatecumenale, che forma cristiani adulti nelle piccole comunità, camminando per un periodo di molti anni..."

Insomma, la misurazione della durata di questo neocatecumenato è troppo complessa anche per i formidabili strumenti matematici del prof. Thomann: va sicuramente dai due anni (questo almeno sembra acclarato) all'infinito...
E ci sembrerebbe il minimo, che ai volenterosi  che accettano di continuare questa esperienza dicendo sì alla convivenza iniziale, sia detto quanto questo "corso" debba durare: anche perché se ci si ferma a qualsiasi stadio e non si completa, è  come non aver fatto nulla...
Fra l'altro, nessuno mai viene avvisato del fatto che, quand'anche arrivasse, dopo decenni e sostanziali investimenti anche finanziari, alla fine del neocatecumenato, non potrebbe ancora uscirne perché... tac...ecco che si trasforma in formazione permanente. Quindi, fine pena, mai.

 In conclusione, scrive l'autore: non aspettatevi il "quick fix", "la soluzione veloce non c'è: la scala di tempo è  misurabile in decadi.
Lo sviluppo di una formazione di fede post battesimale nelle piccole comunità che, per ultima cosa, mostri i segni della fede, è lenta, nascosta, non immediatamente calcolabile."

Per cui... fino alla fine del ben documentato libro, che non teme di dare i numeri quando si tratta della emorragica Chiesa cattolica, questo piccolissimo particolare, cioè la durata del salvifico Cammino neocatecumenale, non emerge. Suonava male in effetti scrivere "30 anni" (se vi va bene)... e poi comunque fino a che morte non ve ne liberi.

Neocatecumeno in attesa di diventare "cristiano adulto"

Nella parte finale del libro il professore, diacono e catechista Thomann si dichiara convinto della ortodossia del Cammino neocatecumenale, in quanto "sempre sotto gli occhi della Chiesa", ma nello stesso tempo ammette che esso è "osteggiato e sospettato da pastori e vescovi" (chissà perché???!!!).

Negli Stati Uniti gli aderenti al Cammino sono circa 20.000, la diffusione tocca il 40% delle diocesi, e i dati sono più o meno fermi da dieci anni a questa parte.
E quindi, come può  candidarsi il Cammino, ampiamente minoritario rispetto alla realtà cattolica USA (sono neocatecumenali  lo 0,04 % circa dei 50 milioni di battezzati) a risolvere i problemi di emorragia della Chiesa statunitense?
 
Semplice, spiega il prof. Thomann. Se si prende in considerazione la teoria dei 6 gradi di separazione - ipotesi secondo la quale ogni persona può essere collegata a qualunque altra persona o cosa attraverso una catena di conoscenze e relazioni con non più di 5 intermediari -, e si tiene conto che attualmente con lo sviluppo delle reti informatiche i possibili collegamenti sono aumentati di molto, si può ipotizzare, al ribasso, un numero di 600 possibili contatti per ciascun individuo.
 
Pandemia neocatecumenale

Ebbene, moltiplicando i 20.000 camminanti per 600 contatti, si arriva presto a contare 12 milioni di persone raggiunti  dalla fede dei neocatecumenali. Con lo stesso criterio, una comunità neocatecumenale di 50 persone entra in contatto con altre 30.000. Bontà sua, l'autore non suppone che tutti tutti si convertano... ma... da un seme può  nascere un grande raccolto. 
 
Sebbene, beninteso: questa inimmaginabile  fecondità non vale per i cattolici "normali", vale solo per coloro che "accrescono la propria fede camminando in una piccola comunità".
Anche in questo caso siamo un po' colpiti dalle deduzioni del professore, soprattutto conoscendo la qualità morale e coerenza comportamentale di molti aderenti del Cammino, figli del Cammino, e figli dei figli, osservando i quali è più facile perdere ogni residuo di fede che acquistarla.

mercoledì 2 novembre 2022

Inizio Corso 2022-23. Terza parte

Completiamo l'analisi della catechesi di don Pezzi, riportando alcune sue indicazioni ai catechisti  neocatecumenali a partire da pag.65 del mamotreto della Convivenza di Inizio Corso 2022/2023. Qui la prima e qui la seconda parte del nostro commento.

"INDICAZIONI AI CATECHISTI SUL DISCERNIMENTO
IN CASI DI DIPENDENZA (Internet, alcol, droghe, pornografia, ecc.)

Il Rito dell’Iniziazione cristiana degli Adulti, parlando degli Scrutini (n. 25,1), dice  che gli scrutini “mirano al duplice scopo sopra accennato, cioè a mettere in luce le fragilità,  le manchevolezze e le storture del cuore degli eletti, perché siano sanate, e le  buone qualità, le doti di fortezza e di santità, perché siano rafforzate. Gli  scrutini infatti sono predisposti per liberare dal peccato e dal demonio e  infondere nuova forza in Cristo che è via, verità e vita degli eletti”. È proprio dell’Iniziazione cristiana illuminare e curare le “manchevolezze e le storture del cuore degli eletti perché siano sanate”: la Chiesa ha coscienza di ciò che c’è nel cuore degli eletti, come proprio del cuore dell’uomo ferito dal peccato."
Scrutini neocatecumenali
Fermiamoci qui, per constatare un ennesimo voluto stravolgimento del RICA (il Rito d'Iniziazione dei Cristiani Adulti, per la preparazione  al battesimo degli adulti).

La frase citata dal Pezzi infatti, tratta dall'introduzione del RICA, è introdotta infatti in questo modo: 

Durante questo tempo si fa più intensa la preparazione spirituale, che ha più il carattere di riflessione spirituale che non di catechesi, e viene ordinata a purificare il cuore e la mente con una revisione della propria vita e con la penitenza, e a illuminarli con una più profonda conoscenza di Cristo salvatore. Tutto questo si realizza attraverso vari riti, specialmente con gli scrutini e con le consegne (traditiones).

1. Gli "scrutini", che si celebrano solennemente di domenica,(...)

Il testo del RICA continuava poi con la parte citata dal presbitero ex comboniano don Pezzi:

mirano al duplice scopo sopra accennato, cioè a mettere in luce le fragilità, le manchevolezze e le storture del cuore degli eletti, perché siano sanate, e le buone qualità, le doti di fortezza e di santità, perché siano rafforzate. Gli scrutini infatti sono predisposti per liberare dal peccato e dal demonio e infondere nuova forza in Cristo che è via, verità e vita degli eletti.

È  chiaro? Gli "scrutini" previsti dal RICA si celebrano di domenica, nella liturgia della Messa.

Mettiamo di seguito la spiegazione di cosa siano gli scrutini nella iniziazione dei catecumeni della Chiesa Cattolica e la loro tempistica:

158. Gli scrutini sono celebrati dal sacerdote o dal diacono   che presiede la comunità, perché dalla liturgia degli scrutini anche i   fedeli ricavino profitto e nelle orazioni intercedano per gli eletti.
159. Gli scrutini si svolgono nelle Messe degli scrutini che   si celebrano nelle domeniche III, IV e V di Quaresima; si scelgano le   letture del ciclo «A» con i loro canti, come sono assegnate nel   Lezionario domenicale e festivo. Se, per ragioni pastorali, non si   possono tenere in queste domeniche, si scelgano altre domeniche di   Quaresima o anche giorni feriali particolarmente adatti. Tuttavia la   prima Messa degli scrutini sia sempre la Messa della samaritana, la   seconda del cieco nato, la terza di Lazzaro (nn. 386-389).


Quindi gli scrutini sono celebrati dal sacerdote o dal diacono e si svolgono nel corso della Messa di tre domeniche, la III, la IV e la V di Quaresima.

Ecco come si svolge ad esempio il 1° scrutinio nel RICA:  

PRIMO SCRUTINIO          

 160. Il   primo scrutinio si celebra nella III domenica di Quaresima, usando le   formule che si trovano nel Messale (Messa rituale «Per gli scrutini   battesimali») e nel Lezionario domenicale e festivo, ciclo A (cfr nn.   386-387).
OMELIA
 161.
   Nell'omelia il celebrante, soffermandosi sulle letture della sacra   Scrittura, spiega le ragioni del primo scrutinio, tenendo presenti sia   la liturgia quaresimale come anche l'itinerario spirituale degli eletti.
PREGHIERA IN SILENZIO
162.
   Dopo l'omelia, gli eletti insieme con i padrini e con le madrine si   dispongono davanti al celebrante. Questi, rivolgendosi anzitutto ai   fedeli, li invita a pregare in silenzio per gli eletti per chiedere in   loro lo spirito di penitenza, il senso del peccato e la vera libertà dei   figli di Dio.
Poi, rivolgendosi ai catecumeni, invita anche loro a pregare in silenzio   e li esorta a esprimere anche esteriormente il senso della penitenza o   inchinandosi o inginocchiandosi. Infine conclude con queste parole o con   altre simili: 
Eletti   di Dio, inchinatevi   [oppure:            inginocchiatevi ]   e pregate. 
Gli   eletti si inchinano o si inginocchiano. Tutti pregano per qualche tempo   in silenzio. Poi, secondo l'opportunità, tutti si alzano.
Preghiera per gli eletti
Esorcismo
Congedo
Messa

Il secondo e il terzo scrutinio si svolgono nello stesso modo, con formule e preghiere diverse.

Ora, se torniamo a quanto detto dal presbitero neocatecumenale Pezzi, colui che si è fatto formare dai due laici Carmen e Kiko nei primi anni '70 dello scorso secolo, ci rendiamo conto che ha riportato una frase del RICA, cioè che gli scrutini servono "a mettere in luce le fragilità,  le manchevolezze e le storture del cuore degli eletti, perché siano sanate" omettendo la prima parte del paragrafo, in cui si specifica che si tratta di riti celebrati nel corso tre Messe di Quaresima dal sacerdote o dal diacono; 
chi ascolta (e si fida delle parole del presbitero senza controllare) è portato a credere invece che il RICA stesso preveda un vero e proprio esame del candidato atto a portare alla luce le sue fragilità eccetera, il che è esattamente  ciò  che i catechisti neocatecumenali fanno subire ai loro adepti nel corso dei loro scrutini: dei veri e propri interrogatori pubblici sulla vita privata ed intima del neocatecumeno, spesso una scarnificazione della coscienza.

Stabilita questa prima grossa "bufala", senza nessuna difficoltà  visto che l'uditorio è già aduso da decenni a questo errore (ma dobbiamo ricordare che questa  catechesi dovrà essere riportata dal presbitero o dal catechista dell'equipe a tutte le comunità del Cammino, anche a quelle più  giovani e ancora senza esperienza nel corso delle convivenze "di riporto"), don Pezzi prosegue a vele spiegate affermando:

"In alcuni casi queste “storture” possono assumere forme di addizione grave che hanno bisogno dell’intervento di uno specialista, cioè non è sufficiente il processo normale di iniziazione cristiana, con i tempi propri di essa, perché la “ferita” ha  bisogno di essere affrontata con una cura appropriata. Dove e quando questo si dà – pochi casi e ben definiti – si può (e anche si deve) ricorrere al “medico specializzato”."
N.B: con "addizione" il presbitero non intende parlare di operazione matematica, ma probabilmente intende una "dipendenza".

Hanno il rimedio per tutti i mali...
Cosa si intende qui in particolare? Che alcune problematiche personali del soggetto che ha avuto la disgrazia di entrare nel Cammino  neocatecumenale, invece che essere confidate nel confessionale per ricevere sia l'assoluzione sacramentale, sia la direzione spirituale  da parte del sacerdote, vengono prima di tutto confessate in pubblico nel corso dello scrutinio-interrogatorio, in secondo luogo diventerà  materia di esame da parte di un pool di laici senza alcuna preparazione psicologica che dovrà decidere se la "stortura" è  "meno grave" e quindi possono trattarla loro con comodo (come non si sa...) oppure se è  grave e va consultato uno specialista.
Ricordiamoci che questa seconda opzione, pur suonando come un campanello di allarme - visto che appunto, tali decisioni debbono essere prese individualmente e con la guida del solo sacerdote, tenuto al segreto confessionale o adempiendo al ruolo di direttore spirituale, oppure anche, se si tratta di un minore, con l'aiuto dei genitori - sono pur sempre sempre un "progresso" visto che fino a poco tempo fa i catechisti neocatecumenali pensavano di risolvere anche i problemi psichici più gravi con la propria illuminata saggezza e a suon di urlacci.

Andiamo avanti. Continua don Pezzi:

"A questo proposito è di fondamentale importanza non confondere i due campi e i  ruoli distinti degli attori che possono intervenire:
1. Nell’iniziazione cristiana è il “catechista” – l’equipe che la porta avanti 
Prima un colloquio privato con il capo equipe e poi con tutta l’equipe e con il 
presbitero a stabilire modalità e tempi per sanare manchevolezze e storture, secondo il  processo di iniziazione e con i mezzi adeguati;
Andare a pregare 3 giorni in monastero o altre soluzioni, andare a messa tutti i giorni".
Il team dei catechisti diagnostica la patologia
È  chiara la successione del protocollo di intervento? Prima lo scrutinio davanti a tutti, in cui il singolo "confessa" la sua dipendenza e tutti ma proprio tutti, la sanno. In secondo luogo il colloquio privato con il capo équipe. Chissà  a cosa serve questo colloquio. Poi con tutta l'equipe  e, bontà  loro, il presbitero, per decidere come "sanare le storture".
Poi prosegue con i consigli. Mentre alle coppie in crisi li mandavano a fare il viaggio di nozze, anche qui hanno il "pacchetto" di soluzioni bell'e pronte: 3 giorni a pregare oppure a Messa tutti i giorni. Soprattutto la seconda delle due sarebbe un consiglio da dare a tutti sempre, invece i catechisti se lo riservano  per trattare i casi che sfuggono al loro controllo e per cui non basta la messinscena del sabato sera.
Di seguito vengono le distinzioni:
"2. Nel caso della dipendenza è il medico che deve operare secondo le procedure proprie della “medicina”. Può sorgere un problema dovuto alla particolare  condizione della dipendenza che toccando un ambito non fisico, ma  psicologico (neurologico e quant’altro), può sovrapporsi al campo spirituale  proprio dell’iniziazione cristiana, confondendosi con il compito proprio del  catechista.
Qui bisogna essere chiari: il catechista non può diventare psicoterapeuta, curando una addizione grave che non è di sua “competenza”, e lo psicoterapeuta non deve  diventare catechista, perché anche questo non è di sua competenza. Anche se il  catechista ha una formazione specifica nel settore.
Il catechista è chiamato a fare un discernimento con la grazia del suo ministero catechetico vedendo se ci sono segnali seri che fanno sospettare una dipendenza e se è il caso invitare quella persona a sottomettersi con umiltà alla valutazione di uno  specialista per accertare il reale livello della dipendenza e se essa richiede l’intervento dello specialista. Passo previo il sacramento della riconciliazione che aiuti in questo  percorso".
Qui vediamo come la confessione è  consigliata solo come un "passo previo", una formalità  a cui essere avviati da parte dei catechisti; gli stessi che poi valuteranno se e quando avviare il tapino dal medico o dal neurologo o altro specialista.
Bontà sua, il Pezzi consiglia ai catechisti di non vestire il camice bianco e operare direttamente sul paziente, dopo aver diagnosticato il male e inviato la persona dal prete per la "formalità" della confessione.
Catechista discernente all'opera
Certo non sappiamo esattamente da dove tragga la convinzione che "Il catechista è chiamato a fare un discernimento con la grazia del suo ministero catechetico" anche perché non ci risulta che i catechisti praticoni neocatecumenali siano stati investiti di alcun ministero catechetico e che soprattutto tale ministero dia loro il compito di occuparsi dei problemi di salute e soprattutto di situazioni che riguardano il foro interno del singolo.

La preoccupazione di don Pezzi però è che gli eventuali gruppi di recupero non distolgano l'adepto dalla frequenza del Cammino: sa bene che uno dei primi consigli di qualsiasi psicologo sarebbe quello di cambiare "ambiente", visti gli effetti negativi che esso provoca. Quindi si cautela:
"È bene indirizzare questa persona a gruppi di terapia cattolici o almeno rispettosi del percorso di fede della persona – on line o di presenza a seconda della scelta dell’interessato – che possano aiutarlo nel processo terapeutico di guarigione."
E anche:
"Per venire incontro alla necessità di trovare Istituzioni o Centri che si occupano della prevenzione a queste dipendenze o del recupero delle persone può essere utile cercarle nell’ambito delle proprie Chiese locali, verificando però che siano in sintonia 
– o che per lo meno non si oppongano – al percorso di fede delle persone."
... e cioè  che non si oppongano alla frequenza  del Cammino neocatecumenale.
Perché  il loro obbiettivo  non è  il benessere psichico e spirituale  della persona, ma l'interesse del loro movimento.

Ma, siccome il peggio non ha mai fine, addirittura il dottor Pezzi (dottore honoris causa, sicuramente dopo questi suoi interventi, in psicoterapia dell'età  dello sviluppo) attribuisce al RICA l'affermazione che il lavoro del terapeuta non deve interferire con il sacro compito del catechista neocatecumenale!

Sentite cosa dice a questo proposito:
"Sulla base di quanto affermato dal RICA (OICA) appare anche ben definito il lavoro del terapeuta che non dovrebbe mai interferire né sovrapporsi al cammino di fede del paziente, perché esso mira a “liberare dal peccato e dal demonio” e infonde “una forza nuova in Cristo”"

Appare appena il caso di ricordare che nel RICA è  il rito, detto Scrutinio, che viene celebrato dal sacerdote o dal diacono nelle tre domeniche di Quaresima, con le letture le preghiere e le benedizioni a liberare dal demonio e a dare una nuova forza in Cristo, non le follie da "piccolo chirurgo" e "medico fai-da-te" dei seguaci del tuttologo Kiko!

Il RICA, d'altra parte, si occupa della preparazione  del  candidato a ricevere il Sacramento  del Battesimo, non prevede interrogatori e intrufolamenti  nel foro interno del catecumeno da parte di ignoranti laici camuffati da esperti discernenti.

Il RICA non si occupa di recupero da pornografia o altre dipendenze. Il RICA non mette di mezzo terapeuti, psicologi o altro, soprattutto Il RICA non si sostituisce alla coscienza del singolo ne' tantomeno all'educazione e all'accudimento dei genitori nel caso di minori.

Se facessero a Kiko
il test delle macchie di Rorschach
In conclusione, tutto questo sforzo organizzativo - ormai da tre anni a questa parte l'allarme dipendenze è continuo e costituisce l'argomento principe dell'Inizio corso neocatecumenale - cela il fallimento della formazione del Cammino, e il tentativo di dare valenza ecclesiale al proprio operato stravolgendo il testo dell'iniziazione dei catecumeni al battesimo è fin troppo evidente.

Il presbitero don Pezzi non è comunque nuovo a queste discutibilissime operazioni sui testi del Magistero cattolico, e in particolare su quello del RICA. Rimandiamo alla lettura delle dichiarazioni fatte nell'Inizio Corso del 2017 (parte 1 e parte 2).

Un'ultima osservazione  riguarda la strategia neocatecumenale: quando si tratta di stilare delle linee guida per la difesa dei minori e dei fragili dall'abuso sessuale e psicologico, si rifiutano dichiarando d'essere una fondazione e non un'associazione; quando invece si tratta di fare interventi pesanti e senza alcun controllo sulla vita dei propri adepti, allora si dimenticano d'essere una fondazione e si mettono a fare i super-psicologi, in grado di definire quando, per esempio un minore nell'età dello sviluppo, sta attraversando una normale crisi o è in un momento di fragilità (o così dichiara d'essere) o quando si tratta di una situazione scompensata o di una patologia. Ma soprattutto la cosa più grave è  che lo fanno a partire da una violazione del foro interno che chiamano "scrutinio" mistificando lo scrutinio dell'iniziazione cristiana degli Adulti.

Prima erano solo "per adulti"; poi sono diventate "'per giovani e adulti"; ora sono "per tutti". Ma non dicono mai la cosa fondamentale, cioè che sono catechesi per entrare nel Cammino neocatecumenale, non semplici ed innocui incontri parrocchiali

(Fine terza parte)

sabato 30 aprile 2022

Ma chette garantisci! - I garanti nel Cammino Neocatecumenale

Un contributo di FungKu, tratto dal blog Crux Sancta.

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Cari lettori del Blog, ma voi lo sapete cosa è un garante neocatecumenale? 

Ve lo chiedo perché una volta un tizio neocatecumenale della parrocchia, che diceva a mezza bocca di essere garante quell'anno, mi ha dato una lavata di capo a sfondo religioso, ma una roba che ho ancora la criniera tutta morbida, da quanto shampoo ci ha messo. Si divertono proprio, a lavare la testa all'asino. Allora mi sono ricordato di questo cazziatone ed ho chiesto delucidazioni alla redazione, che mi ha indicato dove leggere in proposito. Ecco lo screensiott della ciàtt con la redazione:

- Amici della redazione, ma cos'è un garante?

- Ah, Fung. Il garante è una specie di psico-poliziotto che ti sta alle costole e ti controlla. Fa le veci dei catechisti e riferisce a loro sui tuoi passi e progressi nel cammino. Ma questa cosa la vive solo chi è arrivato quasi alla fine del Cammino e credeva di vedere l'uscita.

- Ma non ne avete mai parlato? Dalla casella di ricerca del blog trovo poco o niente.

- Sì nei commenti ma tanti anni fa. Ma dicci, tu lo parli lo spagnolo?

- Eee, non esattamente. Perché, di che devo parlare?

- No, è che sull'argomento "garanti" trovi un post con molti commenti nel blog spagnolo. Anzi, te la sentiresti, oltre che di leggerlo, anche di tradurlo? Ne abbiamo parlato poco e ne varrebbe la pena.

- Iiiioooo?! Ma... che faccio, copio e incollo!?

- Sì, certo, col traduttore di google dovresti farcela. 

Allora mi mandano questo post in spagnolo sui garanti e, anche se non parlo la lingua, capisco già cosa si agita nel testo: non bastavano El Kiko Cabrón, i kikatekisti parapsicologi, i presbikiki neopreti... Ci sono davvero ancora altri pecorari in questo anti-presepe: gli psicopoliziotti, "i gaaaraaaantiiiii"... che pare anche un po' il titolo di un fumetto dell'orrore. (In calce al post scriviamo chi sono i garanti in realtà, per la Chiesa Cattolica).

Insomma, cose brutte. Vi ho avvisati, eh, prendetevela col Cammino e non con me. A parte per la traduzione. Quella sì, è colpa mia, oltre che di google. 

Procedamos adelante con la tradusion! (circacits.):



Alla tappa detta del Padre nostro, la comunità viene divisa in gruppetti di circa 6-8 persone, che si incontrano una volta al mese in quella che viene chiamata la 
Celebrazione dei Garanti.

Questi nuovi incontri non avranno scadenza, poiché, dal momento che diventa sempre più difficile reclutare nuovi fratelli, il triumvirato ha stabilito che il Cammino non finisce mai, e quindi nemmeno le riunioni con i garanti.

Ma cosa si celebra nelle celebrazioni dei garanti? Niente. Però si concludono con una sontuosa cena a notte fonda, una di quelle cene che meno sono digeribili, meglio è.

Si tratta di continuare a raccontarsi la vita partendo da quando si aveva una fede immatura fino all'ultimo mese trascorso. Nella fattispecie:

1. Quali problemi hai incontrato ed, in particolare, se quei problemi li hai avuti con gli amati fratelli della comunità e se hai confidato in Cristo o nelle tue forze per affrontarli;

2. Se ti fidi di Dio, cioè, se versi in comunità un decimo di tutti gli introiti, menta e cumino compresi, e se sei aperto alla vita;

3. Se preghi quotidianamente quello che i catechisti ti hanno detto di pregare, ad esempio, se vai a Messa tutti i giorni - ma se non te lo hanno detto i catechisti di andarci, la presenza non ti dà punti, anzi, getta su di te il sospetto di ti essere un religioso naturale;

4. Infine, aspetto fondamentale, se fai il tripode (parola, liturgia, comunità).

In ognuno di questi gruppetti, uno dei membri è il garante, cioè colui che dice l'ultima parola e nel quale risiede la sapienza di Dio, per disegno del catechista di turno. Gli altri sono i garantiti.

Nei passaggi che restano fino alla fine del Cammino, dopo l'obbligatorio scrutinio personale, il catechista interroga il garante sui meriti del fratello scrutato. È allora che il garante, in piedi davanti all'assemblea, deve dichiarare pubblicamente se la persona scrutata è fedele ed obbediente alla dottrina ricevuta dai catechisti: se il garantito non dà la decima, il garante deve dichiararlo. Se il garantito non fa il tripode, il garante, deve dichiararlo, se il garantito ha una questione aperta con un altro fratello, il garante deve dichiararlo. Eccetera.

Il catechista ti giudica, il garante ti garantisce (oppure no), e tu, fratello/sorella di comunità, aspetti sia il giudizio che la garanzia, comodamente seduto al tuo posto ed in perfetta tranquillità d'animo per il fatto di trovarti in sí buone - e niente affatto troppo numerose - mani.


Un commento dell'amica LaPaz ci fornisce ulteriori dettagli:

È bene affrontare il tema dei garanti. Peccato che per conoscerlo bisogna aver resistito nel Cammino fino all'ultima tappa, quella che si conclude con l'"Elezione". Quindi racconterò la mia esperienza generale in materia, perché la conosco e posso parlarne, al contrario di altri che non si sa dove vadano a pescare le informazioni!

In ogni comunità sono presenti diversi garanti. Di solito uomini, naturalmente. Innanzitutto esistono ruoli comunitari che sono anche "garanti naturali", come i componenti dell'équipe dei responsabili, cioè i sacerdoti ed i mariti delle coppie presenti nell'équipe. A seconda delle condizioni di ciascuna comunità, normalmente queste due o tre e persone sono più o meno sufficienti ma, se occorre formare sottogruppi di sei-otto fratelli e serve qualche garante in più, si sceglie per votazione un altro maschio della comunità: se una donna riceve molti voti ma c'è un tizio molto votato, viene scelto questo tizio. Tipica logica catecumenale.

Gli incontri dei garanti finiscono per diventare l'attività più importante di tutte, nella comunità, più delle convivenze mensili e della preparazione della Parola. Vai dal garante e hai fatto il tuo dovere. Fai tutto il resto ma salti gli incontri con i garanti e sei nei guai. E, come succede per altre cose in Camino, ci sono persone che non fanno neppure il minimo indispensabile (e quindi non fanno il cammino, ovviamente) ma, siccome vanno agli incontri con i garanti, godono della stessa considerazione riservata a chi è presente assolutamente a tutto.

Questo lo dico perché in ogni comunità ci sono persone molto laboriose che poi subiscono lo shock della loro vita... qui la paga è la stessa, quella concordata (nell'interpretazione kika del Vangelo), che tu abbia passato dieci anni a spaccare pietre sotto il sole, oppure a fare le ragnatele senza muovere un dito per nessuno.

In definitiva, il tuo garante può essere qualcuno a cui piaci, a cui stai simpatico e che muore dietro al budino di riso che porti al cenone dopo la celebrazione - perché non si tratta di cene alla buona, sono dei cenoni veri e propri! - oppure ti tocca uno di quei garanti che prendono il loro ruolo così sul serio che, se capita l'occasione, giocheranno a fare i catechisti di categoria superiore e ti sottoporranno ad uno scrutinio a secco ad ogni celebrazione. 

Meno male che i membri dei gruppetti di "garantiti" vengono estratti a sorte, quindi quei garanti che avessero preso di punta qualche fratello/sorella rimangono a bocca asciutta.

"Ne riparliamo alle prossime estrazioni! Vedrete!"

Ma qui non si tratta di favole, come credono alcuni intelligentoni anonimi [nei commenti in originale, n.d.r.], no, questa è vita reale. E stiamo parlando di persone che si trovano alla fine del Cammino... non di neofiti nella fede.

"Spero proprio che la prossima volta mi avrai come garante, te ne accorgerai"... come bambini, sono come bambini. Se non c'è niente di più pericoloso al mondo che dare fischietto e berretto ad un emerito signor nessuno, lo stesso succede con questa cosa del garante...

Ovviamente, al momento dell'assegnazione casuale dei fratelli della comunità ai diversi garanti (con i soliti bigliettini estratti dal solito sacchetto) la tensione si taglia con il coltello - anzi, con un pugnale, di quelli che si tengono nascosti nella manica, eheh. Alla fine, a seconda del garante che ti è toccato, potrai vivere un periodo più o meno sopportabile. Ci sono i soporiferi, che passano un'ora e mezza con ogni membro del suo gruppo, ci sono i morbidi, i conformisti, i totalitari, ecc.

Alcuni fratelli invidiano quelli del gruppetto col garante che gestisce queste riunioni come un orologio svizzero e finisce in un paio d'ore, cena inclusa. Non dimentichiamo che la celebrazione dei garanti va ad aggiungersi ai tanti impegni già pertinenti a quella tappa del Cammino, tanto che varrebbe la pena vivere direttamente nel villaggio dei Puffi-kiki, vestiti di bianco tutti i giorni, cantando, ballando, mangiando, eccetera.

Al Passaggio dell'Elezione in senso stretto, il garante parla al catechista (questo durante le votazioni e davanti a tutta la comunità, come sempre) dell'idoneità del "candidato cristiano" in questione. La cosa si svolge anche lì come in tutto il resto nel Cammino... ci sono garanti compassionevoli e ci sono altri che credono di comparire davanti al Sinedrio.

Perché quel "dover garantire la fede di un fratello" davanti al catechista è qualcosa di FANTASTICO (lo stile di vita di Kiko).... uff, a sua volta il catechista è il garante della fede di tutti i suoi catecumeni davanti al Vescovo, né più né meno... [...] Il Cammino finisce, vai in viaggio di nozze in Israele, bla, bla, bla.... e intanto continui ad avere garanti e catechisti come quando eri bambino nella fede. Un piccolo puffo!


- Tutta qui la decima? Un solo diamante? - Ma... Sig. Dott. Avv. Ing. Arch. Garante, questo mese ho avuto dei problemi... - E allooora? Più problemi hai, più ti devi affidare alla provvidenza!


Passiamo ad altre testimonianze. Durante questi incontri con i garanti emergono i giudizi più temerari :

Il caso di una vedova in difficoltà economiche, che non vuole dare la decima. (Condannata)

Ad esempio, è stata messa alla gogna una vedova che aveva smesso di dare la decima perché, trovandosi lei stessa nel bisogno, doveva anche sostenere i suoi figli. Questa scelta è stata, come da manuale, bollata come un inganno ordito dal diavolo per separare questa signora dalla comunità. Questa brava signora ha commentato che ormai dubitava della provvidenza di Dio, perché da anni sperimentava che il vaso vuoto rimaneva vuoto e non si riempiva magicamente. Il garante invece pronunciava un infame discorso sull'accettare la volontà di Dio, il piegare il collo, il crocifiggere la ragione e altri kikismi del genere. L'obiettivo del garante era che questa vedova non smettesse di frequentare il Cammino e che, meglio per lei, si mettesse interamente al servizio della comunità, perché era sicuramente ciò che Dio si aspettava da lei.

Il caso di una signora anziana tiranneggiata dalla figlia dalla "fede adultah". (Condannata)

Un'altra donna, già anziana, racconta i suoi problemi di coabitazione con la figlia, che la tratta come una bambina, non la lascia mai sola e non rispetta le sue opinioni. Questa figlia e suo marito hanno finito il Cammino diversi anni fa, motivo per cui si presume che il loro modo di agire sia impeccabilmente cristiano. Così, il garante sentenzia: "Hai ragione, ma anche se hai ragione crocifiggi la ragione, umiliati, fatti piccola e umile, perché tua figlia agisce in buona fede". Insomma arriva a dirle che "Alla tua età, le opzioni sono o l'ospizio o un comandante in campo. Ringrazia Dio di aver avuto la seconda”. 

Il garante non si accontenta ed incolpa la signora anziana delle immense sofferenze che ella provoca alla figlia con la sua ribellione, accanendosi sul fatto che la donna insiste per aver ragione pur sapendo che difendere le proprie ragioni ferisce la figlia. Agendo in questo modo la signora starebbe mostrando quanto sia intrappolata dal diavolo, secondo il garante, anche se prega e dà la decima e partecipa ai sacramenti.

Cinque giorni dopo l'incontro dei garanti, la povera anziana signora rimproverata di malvagità per volersi rifiutare di diventare la figlia di sua figlia, è stata colpita da un ictus. Un caso? "Qualcuno" ha detto che per i cristiani nulla accade per caso.

Non è giusto quel che è giusto ma è giusto quel che il kikatekista o il kikogarante decidono sia giusto. Se fai una cosa giusta e loro non ti avevano detto di farla, hai fatto la cosa sbagliata. Condannato.

Il caso di un fratello incolpato semi-ingiustamente sul lavoro. (Assolto)

Un altro fratello racconta al gruppetto di "garanzia" di un errore commesso sul lavoro. A quanto pare, il guaio è stato causato dalla combinazione di un suo intervento maldestro con quello di un'altra persona. Questo fratello coglie l'occasione per far sapere che questa persona, la prima vera responsabile del pasticcio, è l'amante del capo. Motivo per cui la responsabilità della donna è stata insabbiata, mentre al fratello neocatecumenale è stata addossata interamente la responsabilità dell'errore, con la relativa sanzione economica.

Inutile dire che, non essendo il capo né l'amante neocatecumenali, massima libertà di scuoiarli verbalmente a piacimento, per riaffermare la religiosa convinzione che tutti i non camminanti sono falsi, meschini, bugiardi, disonesti, immorali ed insignificanti. Ebbene sì, in questo caso non è necessario crocifiggere la ragione, né umiliarsi chiedendo perdono alla malvagia amante del malvagio capo, né ammettere l'errore. Qui si è ritenuto opportuno parlare male (nel senso di maledire) di tutti gli estranei al Cammino.

Il caso di un fratello che resiste subdolamente al male sul luogo di lavoro. (Assolto)

Un caso simile al precedente, ma di maggiore intensità. Un fratello racconta di rivalità tra colleghi sul posto di lavoro, dovuta al fatto che il cattivo della storia gli ha rubato dei risultati e li ha spacciati per suoi. In questa situazione, invece di circoncidere la ragione, dimenticare l'abuso e perdonare l'imbroglione, il fratello neocatecumenale ha approfittato di un' assenza del collega disonesto per far sparire i risultati di un lungo lavoro di costui, ottenendogli così una lavata di capo per inefficienza da parte del responsabile. Ed ecco come i neocatecumenali sanno mostrare agli esterni l'amore di cui traboccano. 

In sintesi, cosa garantiscono i garanti? Il grado di sottomissione dei catecumeni. Sic et simpliciter.

In questi incontri con i garanti emerge il fatto che puoi mettere in dubbio l'amore di Dio perché la vita non va come vorresti. Ti è consentito distruggere l'immagine di una persona, con l'argomentazione che, se è così disonesta da essere l'amante del capo, sarà anche un' inetta imbrogliona che incolpa gli altri dei suoi fallimenti. Vieni assolto se fai sparire il lavoro di un collega sleale per fargli capire che con te non si scherza. È normale che tu viva in un confronto feroce e continuo con il tuo coniuge e che tu perda la pazienza con la tua prole, che non sopporti.  

Quel che non devi osare, è rifiutarti di parlare dei fatti tuoi con la motivazione che non vuoi che i catechisti (palesemente peccatori) ne vengano successivamente a conoscenza. E non è considerato sufficiente riverenza il fatto di evitare accuratamente di esprimere giudizi sulle intenzioni dei catechisti, è troppo anche il solo ricordare alcune loro "gesta gloriose" a sostegno delle tue motivazioni.

Un bravo catechista ed un bravo garante di Don Rodrikiko attendono il parroco, Don Abbàndon, per parlare di catechizzazione e di garanzia delle anime.

Fine della traduzione* (e anche del temporaneo dono delle lingue a FungKu). Non so voi, ma io sono molto impressionato. Ma nel Cammino, vi sentite più garantiti (per esempio nella privacy) o più che vi è arrivato un avviso di garanzia? 

*Postilla per gli amici spagnoli: se avete letto questo post e volete riproporlo, ricordatevi che l'abbiamo preso dal vostro blog, non è necessario ri-tradurlo!




Dal Direttorio secretato: 1° Padre Nostro, istituzione dei garanti:



Cosa ti stanno dicendo: "Siccome pian piano ci scappate tutti ed i catechisti non possono starvi alle costole uno per uno, ramifichiamo ancora i ruoli e vi appioppiamo i garanti. Uno straccio di somiglianza col RICA lo troviamo. Ma non vi preoccupate, i garanti non sono "i migliori", anche perché non possono mica essere migliori dei catechisti. E se siete garanti, non vi mettete a fare i catechisti! Per questo si fa a rotazione. Dite fatti concreti, cioè parlate dei ### vostri accuratamente, peggio che in confessione ma non sbrodolate teorie! Il plagio, quello lasciatelo a noi".


Come te lo stanno dicendo (kikodixit): "Noi catechisti svolgiamo la funzione di garantire alla Chiesa sul vostro processo di educazione alla maturità della fede. Per questo noi catechisti dovremmo essere sempre con voi ma, come sapete, nel cammino neocatecumenale non si fa così. Perciò, ora che iniziate le ultime due tappe del cammino, sceglieremo alcuni fratelli della comunità che avranno, insieme a noi catechisti, la missione di essere garanti davanti alla chiesa. Questi garanti non è che siano i migliori, non è così, essi formano parte del piccolo gruppo ma aiuteranno gli altri del loro gruppo ad essere costanti nella preghiera nel combattimento di ogni giorno eccetera. [...]

Ciascuno dice al gruppo come marcia, come sta andando quel mese la sua vita spirituale: la preghiera, soprattutto quella delle lodi, il rapporto con il Signore e con gli altri, nella famiglia sul lavoro, eccetera. Se opponi resistenza al male, se sei iracondo, superbo, attaccato al denaro, combatti per mantenere la castità, eccetera, chiedi aiuto ai fratelli con sincerità, chiedi che preghino per te che digiunino per te. Le cose che si dicono nel gruppo sono segrete non devono uscire dal gruppo. Suppongo che tutti avete già maturità sufficiente per fare così. [...]

Il garante non è il catechista del gruppo né una specie di "spione" di noi catechisti. Il garante è uno dei tanti fratelli, ma a cui tocca fare l'umile servizio di essere il responsabile della marcia del suo gruppo. Quando vede che qualche fratello del gruppo, anziché dare la sua esperienza concreta, parla a livello teorico, dà lezioni, fa la catechesi al gruppo, deve aiutarlo a scendere ai fatti concreti della propria vita. Anche il garante dice la sua esperienza di vita al gruppo con sincerità. Se il garante crede di essere qualcosa, non serve come garante."

ULTIM'ORA - Riceviamo e ritrasmettiamo la testimonianza di Neo:

esiste un foglio con le domande che NON è riportato nei mamotreti, come al solito, e che è frutto della trascrizione delle consegne orali.

- Sei aperto alla vita
- Preghi
- Hai nemici
- Fai la volontà di Dio
- Sei in comunione con i fratelli
- Come stai riguardo al cammino ( non se fai il cammino quello lo decide il garante )
- Comunione dei beni ( decima )

La celebrazione è all'interno dei vespri e il giro si fa dopo un vangelo a caso e 15 minuti di preghiera silenziosa,
poi si chiude e via di cena



Un'ultima considerazione da parte nostra:

Desideriamo ricordare chi sia per la Chiesa Cattolica il garante e quale sia il suo compito. È una figura che noi conosciamo come il padrino (o madrina) di battesimo, alla quale nel Rito per l'iniziazione Cristiana degli Adulti (RICA) (qui in PDF) viene dato speciale risalto.

Ci preme sottolineare il fatto che il garante o padrino del RICA non assomiglia al garante del Cammino, in quanto è scelto dallo stesso catecumeno, non è un catecumeno a sua volta ma generalmente persona più avanti nel cammino di fede e sicuramente battezzata. Non fa scrutini e non cambia tutti gli anni. Insomma, abbiamo un'ennesima caricatura, ad opera del Cammino, che si inventa un garante non necessario per la riscoperta ridondante di un battesimo già somministrato.

Di seguito, i paragrafi di interesse, tratti dal RICA:

8. Secondo la primitiva tradizione della Chiesa, per ammettere un adulto al Battesimo si richiede un padrino, scelto in seno alla comunità cristiana. Egli aiuterà il battezzando almeno nell'ultima fase di preparazione al sacramento e, dopo il Battesimo, lo sosterrà, perché perseveri nella fede e nella vita cristiana. Anche nel Battesimo dei bambini si richiede il padrino: egli amplia, in senso spirituale, la famiglia del battezzando e rappresenta la Chiesa nel suo compito di madre. Se è necessario, collaborerà con i genitori perché il bambino giunga alla professione personale della fede e la esprima nella realtà della vita. 

9. Il padrino deve intervenire almeno negli ultimi riti del catecumenato e nella celebrazione del Battesimo, sia per essere garante della fede di un battezzando adulto, sia per professare, insieme con i genitori, la fede della Chiesa, fede nella quale il bambino è battezzato. 

42. Il candidato, che chiede di essere ammesso tra i catecumeni, è accompagnato da un responsabile o "garante", cioè da un uomo o da una donna che lo ha conosciuto, lo ha aiutato ed è testimone dei suoi costumi, della sua fede e della sua intenzione. Può accadere che questo garante nel tempo della purificazione, dell'illuminazione e della mistagogia non possa adempiere l'ufficio di padrino: in tal caso sarà sostituito da un'altra persona. 

43. Il padrino, scelto dal catecumeno per il suo esempio, per le sue doti e per la sua amicizia, delegato dalla comunità cristiana locale e approvato dal sacerdote, accompagna il candidato nel giorno dell'elezione, nella celebrazione dei sacramenti e nel tempo della mistagogia. 

È suo compito mostrare con amichevole familiarità al catecumeno la pratica del Vangelo nella vita individuale e sociale, soccorrerlo nei dubbi e nelle ansietà, rendergli testimonianza e prendersi cura dello sviluppo della sua vita battesimale. Scelto già prima della "elezione", esercita pubblicamente il suo ufficio dal giorno dell'"elezione", quando rende testimonianza sul catecumeno davanti alla comunità; il suo ufficio conserva tutta la sua importanza anche quando il neofito, ricevuti i sacramenti, ha ancora bisogno di aiuto e di sostegno per rimanere fedele alle promesse del Battesimo.



Sulle storpiature neocatecumenali del RICA, vedi anche:
RICA, catecumeni e confessioni pubbliche: facciamo un po' di chiarezza



E, a conclusione delle conclusioni, i consigli ai naviganti dalla Redazione del Blog: state attenti al Garantide Religioso! Una specie senza pregiudizi, in cui il maschio è pericoloso quanto la femmina.

Voci nel villaggo dei Puffi: - Ma chi è quello lì? - Boh? Dice di essere il nuovo Grande Puffo in mezzo a noi e sta distribuendo promesse di futuro immenso a destra e a manca - Ma il Grande Puffo, quando torna dal congresso degli anziani? - La settimana prossima - Cos'è che va promettendo sto tizio vestito di nero? - Il centuplo quaggiù - Ma il centuplo di che? - Non ne ho idea e non voglio chiedergli spiegazioni, vestito di nero com'è - E pare pure uno che magna parecchio! - Vero, non vorrei che fosse un altro Gargamella... - Hai ragione! Ma lo sai che gli ho sentito dire...

martedì 22 marzo 2022

Intervista a don Pezzi

Domenica 20 marzo 2022 è  andato in onda don Mario Pezzi intervistato da Monica Mondo per Soul, rubrica di Tv2000.
Si tratta di una intervista breve, ma ci sono alcuni punti abbastanza significativi.
Intanto don Pezzi preferisce essere chiamato padre perché dice d'essere rimasto comboniano nel cuore, sebbene la sua carriera di comboniano sia in pratica terminata a pochi mesi dalla propria ordinazione, per il fatidico incontro, nei primissimi anni '70, con Kiko Argüello e Carmen Hernàndez presso la parrocchia romana dei Martiri Canadesi.
Il suo problema ai tempi (erano gli anni del '68, dei preti operai per intendersi) era il "trovare una forma del ministero sacerdotale più  vicino e intellegibile alla gente".  


San Daniele Comboni
evangelizzò l'Africa per davvero
Può essere che con il Cammino si sia avvicinato alle persone, certo che la figura del sacerdote, da lui rivestita, è  stata spogliata delle sue prerogative più importanti, i tre compiti/doni del sacerdote che sono la guida del gregge,  la formazione - nel Cammino compiti esclusivi  dei catechisti laici - e gli è rimasto solo ciò che riteneva la parte più debole e più  lontana dal popolo, quella di dare i Sacramenti: fra l'altro, i Sacramenti rivisitati dalla teologa Carmen che "ha fatto ricerche nei libri e nella Sacra Scrittura e ha trapassato questa sapienza a Kiko". Il sacerdote Pezzi ha solo potuto "assistere alle varie tappe con cui è  nata l'iniziazione cristiana nel Cammino neocatecumenale".

Addirittura, nonostante ammetta di essere stato educato in una famiglia cattolica e di essere stato ispirato dalla figura del Comboni, alla domanda della intervistatrice  "Lei l'ha avuta questa formazione (cattolica)?" risponde "L'ho avuta dopo, nel Cammino".
Insomma, è stato illuminato ed educato totalmente alla scuola dei due iniziatori iberici, ed è stato preso nella loro equipe solo perché  "nelle equipe ci deve essere il presbitero".

Riportiamo la sua risposta alla domanda su cosa sia il Cammino.
"Il Cammino è un dono che Dio ha fatto attraverso Kiko e Carmen alla Chiesa di oggi. Il Concilio è stato convocato per trovare un linguaggio per trasmettere le verità di sempre in un modo nuovo, più... e il Concilio ha dato le risposte soprattutto riscoprendo il valore della Parola di Dio che non può essere capita senza l'antico Testamento. Questa connessione sta alla base del Cammino neocatecumenale. Ha rinnovato la liturgia (qui ci stiamo perdendo: chi avrebbe rinnovato la liturgia? Il Concilio o Kiko e Carmen? Da come prosegue sembra siano stati Kiko e Carmen) Kiko come artista ...è  pittore, musicista, architetto e... tante altre cose...Carmen è  più  ricercatrice perché  era una chimica abilitata alla ricerca (???) e ha fatto questa ricerca nei libri e nella Sacra Scrittura e ha trapassato questa sapienza a Kiko, e io ho  assistito alle varie tappe con cui è  nata l'iniziazione cristiana nel Cammino neocatecumenale".
Insomma, il prossimo passo sarà quello di attribuire il Concilio direttamente a Kiko e Carmen!
L'intervistatrice a questo punto riporta il Pezzi, che stava partendo per la tangente, a terra chiedendogli "Quanto dura questo Cammino  neocatecumenale? O dura tutta la vita?"

A spanne, cerca di dare un'idea
di quanto duri il Cammino

Don Pezzi nega che duri tutta la vita. Infatti noi sappiamo che dopo più  o meno trent'anni si completa con il battesimo al Giordano, ma questo non vuol dire assolutamente che il singolo non sia tenuto a dover restare neocatecumenale, perché  gli viene spiegato che a quel punto è  appena nato: poi c'è  l'infanzia, l'adolescenza...consideriamo almeno altri 33 anni per arrivare alla piena maturazione, se brucerà le tappe come Gesù.

Don Pezzi afferma che il RICA (il Rito dell'Iniziazione Cristiana degli Adulti, cioè il percorso formativo che un adulto non battezzato riceve prima del Battesimo) "dice che non c'è  problema di tempo... ha una durata non stabilita".
E con questa scusa viene imposto a cattolici che hanno fatto sicuramente più  anni di catechismo in preparazione  ai Sacramenti un tempo indefinito di attesa prima di potersi dichiarare degni di dirsi battezzati.

Don Pezzi dimentica volutamente che il tempo non definito del RICA potrebbe essere condensato anche nell'ambito di una sola celebrazione, quella battesimale, se il candidato è  già  preparato e maturo nella fede!
 
Qui, con i suoi formatori
 
Continua don Pezzi dopo aver preso la rincorsa: "I nostri angeli, i catechisti itineranti che vanno senza soldi buttando la sua vita per l'annuncio, annunciano la buona notizia che Dio ci ama come siamo e che non chiede che cambiamo per amarci. E questo tocca il cuore soprattutto dei molti peccatori perché sempre abbiamo avuto lo schema che Dio ama i buoni e castiga i cattivi e invece Dio ci ha amati quando eravamo suoi nemici... E Gesù  Cristo dandoci il suo Spirito ci fa figli di Dio... San Paolo nelle lettera ai Galati dice che i frutti della carne sono invidia, gelosie...i frutti dello Spirito  che abita in noi invece... chiaro che ci vuole una iniziazione. Noi siamo abituati che per diventare ingegnere ci vuole un corso  di tanti anni, per diventare chirurgo...e per diventare cristiani... per questo il Cammino è un dono a questa società" eccetera eccetera.

È  la solita vecchia storia di Dio che ti ama come sei e che non ti chiede di cambiare. E si passa dal peccato all'avere lo Spirito dentro senza nessuna contrizione per il peccato, nessuna confessione nessuna conversione.
Don Pezzi omette di dire che San Paolo proprio in quel brano citato avverte i Galati "circa queste cose (invidie, gelosie eccetera) vi preavviso, come gia ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio". E i Galati erano convertiti e battezzati, eppure San Paolo non riteneva che avessero lo Spirito Santo in automatico, non dimenticava di chiarire la necessità di cambiare vita per essere in grazia.

Soprattutto mai la Chiesa ha pensato o si è  comportata in modo da far credere che per poter essere e dirsi cristiano bisognasse fare una laurea in ingegneria o in medicina, come don Pezzi cerca di far credere per giustificare l'esistenza del Cammino neocatecumenale, anzi la sua necessità  nella società odierna.
Senza contare il fatto che mediamente un neocatecumenale dopo trent'anni di studio è  più ignorante in materia di Sacra Scrittura di un pentecostale dopo un training di un paio d'anni.

 

Nennolina e Anna De Guigné, due bambine sulla via della canonizzazione senza bisogno della laurea in ingegneria del Cammino

La parte finale dell'intervista è  dedicata alla trasmissione della fede ai figli, con le Lodi alla domenica mattina, la partecipazione all'Eucarestia neocatecumenale quando hanno una certa età e "quando hanno 13 anni sono invitati ad entrare in una nuova comunità": e qui si chiude il cerchio.
L'intervistatrice crede di ravvisare un che di ebraico in questa formula formativa. Don Pezzi, felice, conferma e, dimentico del fatto che un ebreo maschio veniva accolto nel popolo già  con la circoncisione, così  come nella Chiesa si entra con il Battesimo fatto già da infanti, paragona la formazione dei giovani alla  accettazione di un  proselito come ebreo solo se è pronto a morire. È  chiaro che la Chiesa dei sogni di don Pezzi non è più la Chiesa cattolica. Oppure il Cammino lo ha confuso oltre ogni limite.

Alla domanda conclusiva su se il Cammino sia anch'esso in crisi di adesioni, la vaga risposta di don Pezzi risulta essere una conferma.

Con il canto finale "Maria piccola Maria" risuona finalmente  nello studio La voce del Padrone.

martedì 17 ottobre 2017

Inizio Corso 2017-2018: Mistificazione, manipolazione, menzogne in merito al Rito di Iniziazione Cristiana degli Adulti (parte seconda)

Continua (e termina, grazie a Dio) il debunking delle scandalose menzogne che padre Pizza e Kiko hanno ammannito ai neocatecumenali nella loro Convivenza di Inizio Corso sociale 2017-2018.

La spiritualità di Kiko
Dopo il convenientissimo discorso riguardante il "dare segni", sorvoliamo sul fatto che siano dei laici ignorantissimi a valutare quali "segni" siano stati "dati" (questa insistenza sul verbo "dare" mi fa pensare che il segno si riferisca a qualcosa fatto di carta, colorato e con dei numeri sopra, forse è un nome in codice), e continuiamo con i passi del RICA letti da Don Pezzi Mario.

Facendo un saltello indietro a pagina 56, troviamo che Pezzi riporta il fatto che alla promulgazione del RICA nel 1972 fu aggiunta la parte IV nella quale si specificava, in una paginetta, che il RICA poteva essere adeguato anche agli adulti battezzati. Pezzi è un bugiardo e si guarda bene dal citare a voce il passo del RICA corrispondente (il §295), quindi cita un bugiardo par suo, il Bugnini, il quale, in un presto dimenticato volumetto, dice (e il Pezzi lo riporta):
“Il Capitolo IV dell’OICA parla degli adulti che sono stati battezzati da bambini, ma che mai hanno ricevuto una istruzione religiosa. La loro situazione è assai simile a quella dei catecumeni, perché, pur avendo ricevuto il battesimo, la loro iniziazione religiosa rimane da farsi. Questo capitolo fu oggetto, due anni dopo, di una particolare interpretazione ufficiosa per determinare quali riti fossero reiterabili e quali no, in una forma di istruzione neocatecumenale promossa da istituzioni religiose moderne. Il capitolo diede luogo ad una ricerca seria anche nei paesi tradizionalmente cristiani. Un gruppo seriamente impegnato, quello delle "Comunità neocatecumenali", aveva già iniziato ad opera dei suoi fondatori ad impostare una formazione cristiana dei battezzati sullo stile del cammino catecumenale. Il merito di questo gruppo sta nell'aver capito l'importanza dello spirito del catecumenato per formare dei cristiani veri. Anche il Papa intervenne sull'argomento”.
Il Bugnini pubblica il volume nel 1983, quando le comunità neocat sono belle che installate in mezzo mondo, e guarda caso utilizza solo cliché neocatecumenali, tanto da far sembrare questo passo scritto sotto dettatura; mente, inoltre, dicendo che il RICA si rivolge agli adulti senza "istruzione religiosa". Questa ambigua e fasulla espressione non esiste nel RICA, e perciò volutamente Mario la inserisce nel discorso. La parte IV è applicata agli adulti che dopo il Battesimo non hanno ricevuto gli altri sacramenti, ovvero la Confermazione e l'Eurcaristia: non è una banale "mancanza di istruzione"! Il Cammino neocatecumenale è formato al 99.9% da persone battezzate, confermate e che hanno ricevuto almeno la Prima Comunione e Confessione, pertanto sono persone cristiane adeguatamente formate che solo successivamente si sono allontanate dalla Fede. Dunque la parte IV del RICA non si può applicare al Cammino!
295. Le indicazioni pastorali che seguono riguardano quegli adulti che, battezzati da bambini, non hanno poi ricevuto alcuna catechesi e perciò non sono stati ammessi alla Confermazione e all'Eucaristia. Si possono tuttavia adattare a casi simili, specialmente per un adulto che è stato battezzato in pericolo o nell'imminenza della morte. Benché tali adulti non abbiano ancora udito l'annunzio del mistero di Cristo, tuttavia la loro condizione differisce dalla condizione dei catecumeni, in quanto essi sono già stati introdotti nella Chiesa e fatti figli di Dio per mezzo del Battesimo. Pertanto il fondamento della loro conversione è il Battesimo già ricevuto, la cui forza debbono sviluppare.
Valencia (Spagna): ecco un'altra
parrocchia neocatecumenalizzata
Questo ciò che riporta il RICA. Senza tema di smentite, si può affermare che il Cammino è fondato su una grande bugia, esso non è un itinerario "di formazione" cristiana, ma di iniziazione per gradi ad un altro cristianesimo non cattolico, fondato da Kiko e Carmen, coadiuvati dal "prete muto".
La condizione di un adulto battezzato chiaramente differisce da quella di un adulto non battezzato in quanto nel secondo non è presente la grazia sacramentale del Battesimo, in aggiunta è diversa anche dalla condizione di un battezzato che abbia ricevuto tutti i Sacramenti necessari alla vita cristiana.
Sviluppare la forza del Battesimo non è uguale a percorrere un cammino iniziatico lungo almeno trenta anni, senza fine, a tappe segrete!

Riporta di seguito il Pezzi:
23. Prima della celebrazione dell’"elezione", si richiede dai catecumeni la conversione della mente e del modo di vita, una sufficiente conoscenza della dottrina cristiana, un vivo senso di fede e di carità; si richiede inoltre un giudizio sulla loro idoneità. Durante la celebrazione del rito vengono rese pubbliche davanti alla comunità la dichiarazione del loro proposito e il giudizio del Vescovo o di un suo delegato. Da tutto questo è evidente che l’elezione, circondata di tanta solennità, è come il cardine di tutto il catecumenato.
E quindi il Pezzi aggiunge (tenetevi forte):
Questo noi lo facciamo, dopo lo scrutinio sempre chiediamo al responsabile, alla comunità se è idoneo o se ha fatto scandali.
Ahhh, certo, ora è tutto chiaro! La dichiarazione del loro proposito e il giudizio del Vescovo equivalgono al responsabile della comunità (a cui si aggiungono senza pietà anche gli altri fratelli) che parlano dei peccati del singolo in pubblico! Vergognati Mario!
È abbastanza ovvio che questo pomposo discorsetto serve solo per giustificare le scandalose prassi neocatecumenali, fra cui, ad esempio, gli scrutini:
Padre Mario: Ho tralasciato gli scrutini: 25. Gli "scrutini", che si celebrano solennemente di domenica, mirano al duplice scopo sopra accennato, cioè a mettere in luce le fragilità, le manchevolezze e le storture del cuore degli eletti, perché siano sanate, e le buone qualità, le doti di fortezza e di santità, perché siano rafforzate. Gli scrutini infatti sono predisposti per liberare dal peccato e dal demonio e infondere nuova forza in Cristo che è via, verità e vita degli eletti.
E, senza neppure arrossire, aggiunge:
È chiaro che mancando da secoli una iniziazione cristiana ed essendo il Cammino Neocatecumenale una novità, i nemici del cammino quello che più hanno attaccato sono stati gli scrutini, parlando del foro interno. 
Qui Mario the dumb supera se stesso, ma nello scandalo. E costui sarebbe un Sacerdote? Dovrebbe sapere cos'è il foro interno, la sua sacralità davanti a Dio, come la Chiesa lo consideri inviolabile persino nel segreto del confessionale. Mario però se ne frega e difende lo schifo degli scrutini in questo modo becero, portandola alla rava e alla fava e omettendo di dire che nel RICA gli "scrutini" sono riflessioni personali fatte in ginocchio durante il rito stesso che infatti si svolge in una domenica in chiesa.

Mario sfrutta le parole "mettere in luce" per giustificare esplicitamente la prassi di raccontare "fragilità, manchevolezze, storture del cuore" in pubblico a tutta la comunità e ai catechisti, quando invece il "mettere in luce" si riferisce alla propria consapevolezza aiutata dalla guida del Sacerdote ed eventualmente del padrino. Da nessuna parte c'è scritto che dei laici possono sondare la mente di chicchessia. Costui, che per quanto mi riguarda ha perso la dignità sacerdotale, poiché mente in modo spudorato, essendo a conoscenza del fatto che la Congregazione per la Dottrina della Fede in tutti i volumi del Direttorio ha scritto che il candidato non deve sentirsi obbligato a rispondere a quelle domande davanti a tutti e neppure nei piccoli gruppi, dato che il Diritto Canonico (§220) vieta di ledere la buona fama di cui uno gode e violare il foro interno.
Vergognati Mario!


Un vero scrutinio cattolico, di un adulto non battezzato (III scrutinio detto "dell'elezione"), al momento dell'esorcismo minore. Come si può vedere c'è il padrino accanto al candidato, la comunità dei fedeli riunita, Sacerdote, diacono: questo ragazzo avrà ricevuto il battesimo nella Veglia Pasquale, come da prassi (si noti il colore viola segno del tempo Quaresimale).

Un'altra chicca riguarda i cosiddetti "catechisti" del Cammino, confusi di proposito coi catechisti della Chiesa:
Poi i catechisti 48. I Catechisti hanno un compito molto importante per il progresso dei catecumeni e la crescita della comunità; abbiano perciò parte attiva nei riti, tutte le volte che sarà possibile. Insegnando, abbiano cura a che il loro insegnamento sia permeato di spirito evangelico, in linea con il simbolismo liturgico e con il corso dell’anno, adattato ai catecumeni e per quanto possibile arricchito delle tradizioni locali. Inoltre, per delega del Vescovo, possono compiere gli esorcismi minori (cfr. n. 44) e le benedizioni riportati nel rituale ai nn. 113-124.
I "catechisti" del Cammino sono in realtà formati solo alle cosiddette "catechesi" di Kiko e Carmen, vecchie di 50 anni, intrise di protestantesimo, ripetute con pignoleria fino alle virgole, agli aneddoti e alle battute di spirito, inadattabili a qualsiasi cultura che non sia "itagnola". Il loro insegnamento è permeato dallo spirito di Kiko, eresiarca del XX secolo, il quale non conosce obiezione, e deve essere assorbito dal malcapitato fino all'ultima stilla.

Il danno e la beffa: quelle "catechesi" eretiche, quella prassi di scarnificare le coscienze con domande che nessun confessore farebbe, quell'arroganza di sostituirsi alla direzione spirituale... addirittura usando lo stesso RICA come foglia di fico per coprire le vergogne. Il Cammino è una setta religiosa, fondata su Kiko, che ha come unico scopo formare un esercito di giudeo-protestanti sottomessi a lui, nuovo Papa di una nuova "chiesa"!