"La comunità non è un'aggregazione di singoli e neanche la somma dei suoi componenti , ma una realtà veramente nuova, come lo era la comunità cristiana primitiva o come lo erano le prime comunità dei grandi movimenti spirituali. Le obiezioni contro le comunità neocatecumenali sorgono spesso da persone che non hanno mai vissuto il cristianesimo come comunità, se non in una accezione giuridica all’interno della quale era possibile preservare premurosamente la propria individualità, ovvero da persone che hanno reagito negativamente all'appello della vita comunitaria. L'esperienza mostra che l'uomo vecchio muore solamente attraverso un'immersione battesimale nella comunità che è Chiesa e li nasce l'uomo nuovo. Il cammino neocatecumenale ne è una dimostrazione lampante."
Siamo sicuri che l"uomo vecchio" possa morire solo nell'esperienza neocatecumenale? Siamo sicuri poi che davvero nel cammino si formi l'uomo nuovo generato in Cristo? Non c'è una grande ambiguità in questa identificazione tra comunità e Chiesa che svia le persone, anche perché la comunità neocatecumenale, ad uno sguardo più attento, e tenendo conto delle strutture e delle prassi che la "formano", risulta una vera e propria "ipostasi" e quindi 'altra' rispetto alla Chiesa?
Anche perché le manca il respiro universale del cattolicesimo, dal momento che "ingloba" le persone isolandole da ogni contesto anche ecclesiale, perfino da quello più prossimo che è la parrocchia...






