martedì 21 dicembre 2010

Nessuna ignoranza sulla dottrina Neocatecumenale: la Gerarchia della Chiesa sa...

Recentemente dice Mardunolbo .....Bene, visto che l'allora card Ratzinger scrisse questa così precisa lettera riguardo ai delitti contro l'Eucaristia, chi è stato nel "cammino" può, con tutte le competenze del caso, scrivere denunciando tali fatti. Risulta chiaro, ormai, che il papa non conosce bene le realtà neocatec. poichè nessun vescovo ha mai segnalato abusi, per ragioni varie che qui non commentiamo. Credo che una lettera con varie firme di chi ha visto e testimonia, recapitata PERSONALMENTE o da persona di assoluta fiducia al Papa, possa smuovere le acque ormai da tempo stagnanti. Credo non ci si possa più aspettare nulla dai "pastori" sia perchè chi conosce i neocatec. è d'accordo o non farebbe nulla, sia perchè il vescovo che non li ha voluti non può testimoniare alcunchè. La situazione è quindi questa. Il Papa forse aspetta che qualche vescovo denunci tali delitti contro le prassi e le opinioni discordanti dalla normale linea della fede cattolica. Se non c'è un vescovo deve esserci un certo numero di fedeli che scriva al posto di un vescovo. In tal modo e solo in tal modo il Papa può procedere o ordinare di procedere. Non può bastare una lettera o più lettere firmate da solo due persone pur testimoni. Inoltre è necessario sincerarsi che la lettera arrivi al suo destinatario!

Scrivo questo thread per rispondere a Mardunolbo affinché sia chiaro a tutti che non è vero che il Pontefice precedente e quello attuale non siano stati messi al corrente sulla prassi Neocatecumenale degli ultimi 40 anni. Giovanni Paolo II ne ha preso conoscenza nel 1996, grazie agli scritti di Padre Zoffoli, Benedetto XVI è al corrente di tutto già quando faceva parte della Congregazione della Dottrina della Fede come prefetto. E questo si evince leggendo uno scritto tratto dal libro di Padre Zoffoli: "Verità sul Cammino Neocatecumenale":

TRATTO DAL LIBRO “VERITA’ SUL CAMMINO NEOCATECUMENALE DI PADRE ENRICO ZOFFOLI PAG N°280 - Un'interrogazione al Sig. Cardinale Joseph Ratzinger nella cattedrale di Fidenza, il 25 marzo 1993,ore 21, in occasione di una sua conferenza sul nuovo catechismo della Chiesa Cattolica:
Eminenza reverendissima,
il catechismo del neocatecumenali (redatto da Kiko e Carmen) è in sintonia col catechismo della Chiesa Cattolica, nella perfetta ortodossia della Fede? A parere di affermati teologi tra i quali il Padre Enrico Zoffoli, passionista (di cui ci permettiamo unire l’estratto di un suo libro), sembrerebbe di no. I neocatecumenali portano a loro sostegno la benedizione del Papa. Si pone, quindi, il problema di coscienza e si richiede un’indicazione sicura. Voglia benedirci di cuore!
Un folto gruppo di fedeli cremonesi.
Fidenza, 22 Marzo 1993

Sua Eminenza, pubblicamente, al termine della suindicata Conferenza, ha così risposto:

...La domanda è naturalmente molto delicata e riguarda il Catechismo dei neocatecumenali. Innanzi tutto è da dire che i neocatecumenali, cioè hanno detto alla nostra Congregazione e al “Consiglio per i Laici”: competenti dal punto di vista dottrinale siamo noi; dal punto di vista del cammino di comunità, il Consiglio per i laici – hanno detto che questo ciclostilato non è il catechismo dei neocatecumenali; hanno insistito moltissimo su questo punto: che sarebbe un grave errore considerare il manoscritto come un catechismo; che sarebbero riscritte queste pagine, secondo i nastri delle loro catechesi e offerte come modello, come un aiuto. [è evidente che il card Ratzinger presta fede a questa versione dei neocat e non conosce l'uso massiccio e diffuso che veniva fatto - come del resto avviene tuttora - di quei contenuti]
Ma dicono che mai si realizza catechesi proprio nella traccia di queste parole e che il catechista (ha) diversi altri materiali e deve anche sempre rispondere alla situazione e naturalmente tenersi alle indicazioni della Chiesa [sappiamo quanto, tuttora, tutto questo non accada. E' per questo che siamo ancora qui!]. Dato questo, abbiamo insieme col Consiglio per i laici e anche insieme con la congregazione per il Clero, che ha la competenza per la Catechesi, un dialogo con il cammino neocatecumenale, nel quale abbiamo detto che, dopo tempi di maturazione e di sperimentazione, dovrebbe creare un Direttorio o un manuale (il nome non importa tanto, importa la cosa), una specie di Direttorio, di manuale di Catechesi, per i loro catechisti; e oggi, che abbiamo in mano il Catechismo della Chiesa Cattolica, naturalmente questo manuale da scrivere deve strutturarsi, orientarsi al Catechismo della Chiesa Cattolica. Questo principio è accettato ed è iniziato il processo di redazione. Il dialogo continua e mi sembra che si può sperare che, in un futuro non lontano, avremo a disposizione questo Direttorio per i catechisti, ed anche per i catechizzandi neocatecumenali, orientato al Catechismo della Chiesa universale, e così mi sembra si risolverà, con l’aiuto di Dio, il problema posto da questi fogli redatti da Kiko e Carmen.
(Dalla registrazione eseguita in cattedrale)

Caro Mardunolbo come vedi lo stesso Cardinale nel 1993 dichiarava che la Sua Congregazione era al corrente della dottrina di Kiko Arguello, infatti ha affermato che sarebbe stata istituita una commissione che in collaborazione con le altre Congregazioni competenti per il CN , avrebbe redatto un catechismo conforme alla Dottrina della Chiesa che ponesse fine al problema della dottrina dei Neocatecumenali. Difatti lo stesso Kiko Arguello nella catechesi fatta in Spagna nel 2006 rivela che:

DICHIAZIONI DI KIKO ARGUELLO NELLA CATECHESI DI SPAGNA: Annuncio della Quaresima 2006 - 22 febbraio di 2006, Parole di Kiko Arguello Pag 4 e 5:
... Come! II Santo Padre dice che i vescovi devono ubbidire ad un laico e ad una donna, seguendo le indicazioni degli iniziatori? E quali sono le indicazioni degli iniziatori? Capite? Notate e ricordate quello che fece il Papa. La Santa Sede ci disse che dovevano sapere quali sono quelle indicazioni, e hanno detto che dovevano studiare tutto ciò che predica il Cammino. Allora, la Dottrina della Fede doveva studiare le nostre catechesi o, per lo meno, sapere quello che predichiamo. In principio, il Cardinal Ratzinger aveva ricevuto tramite Mons. Cordes, alcuni libri di certi signori che affermano tuttora che siamo eretici, come un certo Zoffoli, passionista, che prese il testo e tirandolo fuori dal contesto diceva: "Nella pagina 37 Kiko dice o Carmen dice...", e prendendo quella Frase fuori dal contesto scriveva 5 pagine dicendo assurdità. Ci sono molti libri su quel filone ... Gli zoffoliani - i seguaci di Zoffoli - quando andavamo a fare catechesi distribuivano opuscoli dove si raccontano le eresie di un tale [Ovviamente questa è la sua versione ad intra. Le cosiddette "frasi estrapolate dal contesto" sono affermazioni nette ed inequivocabili di una gravità inaudita, delle quali p. Zoffoli ha dato ampie competenti valutazioni cattoliche]

...Inoltre Zoffoli scrisse un libro: "Eresie di Kiko Arguello" e un altro: "Catechesi di Giovanni Paolo II e catechesi di Kiko Arguello", etc., come se questo conflitto esistesse. Allora la Santa Sede che ci vuole aiutare, ci chiese se potevamo elaborare una sintesi teologica. io dissi: una sintesi, mamma mia, una sintesi teologica di quello che predica il Cammino! Perché eravamo spaventati : se davamo i testi alla Dottrina della Fede non sapevamo come potevano rispondere,(come questo passionista che bastava che lo leggesse fuori dal contesto affinché trovasse dappertutto eresie, o cose così assurde), allora io dicevo: come facciamo? - Allora sceglietevi un gruppo di teologi che si siedano, e che mettano per iscritto quello che voi predicate. Allora prendemmo Emiliano, chiamammo Ricardo Blazquez, chiamammo un gruppo... e poverini!, si sono messi a scrivere un testo così, grosso, un libretto cosi, e la Santa Sede ha cominciato a rispondere male a quel Libro: ed ora che mancava questo, e mancava quest'altro...

ma bene, alla fine, dopo cinque anni giunsero alla conclusione che questo libretto era passabile e dove si metteva un po' di quello che diciamo della sessualità, della croce gloriosa, ecc... Era una specie di riassunto fatto da Emiliano con alcuni altri teologi. Io dicevo: "E quello che cos'e? A cosa serve questo?". "Ah, la Santa Sede vuole sapere se questo è quello che predicate e se ci credete". Io dissi: "Crediamo in quello che dice il Catechismo!". Non vi raccontiamo le sofferenze che abbiamo vissuto in tutti questi anni. Vi dico solo, come aneddoto che quando abbiamo terminato questo libretto, e la Santa Sede stava per riconoscerlo - non vi ho raccontato mai questo - risulta che monsignore Bertone, il segretario, ci disse che questo Libro sarebbe stato il Direttorio Catechetico dei catechisti.

Come? Cioè, dobbiamo togliere la nostra catechesi e questo mattone, così grosso, fatto per un teologo è quello che devono studiare i catechisti? Sì, sì, questo! Cioè, ci hanno detto che volevano sapere quale è la nostra teologia ma, non ci hanno detto che questa sarebbe stato il Direttivo. Insomma, potete immaginare... ci danno appuntamento per l'incontro dell'approvazione di questo libretto e, affinché la Santa Sede dicesse che non siamo eretici, che si trattava di tutto questo, abbiamo l'incontro col cardinale Ratzinger. E, Carmen può confermare, in quella situazione Dio mi diede coraggio... Dico al cardinale Ratzinger: "io quel libro non lo riconosco!". Dice Ratzinger: "Come ha detto? Che non riconosce questo libro? Da cinque anni lavoriamo ed ora lei dice che non lo riconosce? Ma lei..., perche allora la Chiesa si disinteressa di voi.. "Io in questo Libro non riconosco il CNC! Quella è una tesi fatta male".

Dissi questo davanti a Ratzinger. Ratzinger fu bravissimo, un altro mi avrebbe cacciato dal suo ufficio. Noi pensavamo fosse una sintesi teologica fatta da Emiliano che ha fatto quello che ha potuto, poverino, ma non c'e chi possa leggerglielo. Inoltre, quel libro è già sparito; è come una tesi dottorale, un mattone (nel senso di gran volume) così di Teologia, dicendo un po' quello che dice la Chiesa sull'ecclesiologia, la cristologia. Potete immaginare se quelle erano le nostre catechesi... ecc.
Ora attenzione alle date: nel 1993 Ratzinger ha parlato di questa redazione di un manuale catechetico da preparare per i Neocatecumenali, per porre rimedio al problema della dottrina CN, infatti Kiko ha affermato nel 2006 in Spagna che nel 2003, per mano dello stesso prefetto, la Chiesa gli aveva consegnato questo direttorio catechetico tutto per loro, e che Kiko in persona sfacciatamente ha rifiutato, tanto che Ratzinger rispose: "Come ha detto? Che non riconosce questo libro? Da cinque anni lavoriamo ed ora lei dice che non lo riconosce?", quindi si comprende dalla frase del Cardinale che i lavori di studio delle catechesi erano cominciati nel 1998.
Da ciò si deduce che:

Primo: la Chiesa conosce benissimo la dottrina di Kiko Arguello e company e, dopo il rifiuto del 2003 gli ha consegnato un statuto definitivo che fa riferimento continuamente alle catechesi eretiche del Cammino Neocatecumenale mai approvate, perché evidentemente inapprovabili.

Secondo: l'atteggiamento sfacciato e temerario e di aperta disubbidienza di Kiko Arguello nei confronti del Cardinale Ratzinger.

Terzo: la strana remissività dell'attuale Papa, cioè l'assenza di una reazione logica e leggittima da parte della Chiesa di fronte all'aperta e sfacciata ribellione di un eretico impenitente.

sabato 18 dicembre 2010

Il Cammino agisce "a nome della Chiesa". Che vuol dire? Come agisce e come dovrebbe agire?

La recente vicenda relativa alla Nazione Giapponese (intera Nazione!) ha fatto emergere un altro grande problema: il titolo con cui il Cammino agisce.

Sappiamo che il Cammino è una Fondazione (movimento), a norma del Diritto. Esso ha ricevuto personalità Giuridica Pubblica, tale da permettergli di agire "a nome della Chiesa", a norma del Diritto e degli Statuti. Ma questo che significa? Significa che il CnC è un "mezzo" OBBLIGATORIO, da applicare IN OGNI DIOCESI il Fondatore Arguello decida di applicarlo? E se non è così, come dovrebbe essere?

La controversia sul Giappone, come anche su altre diocesi o nazioni, nasce da questo grande "equivoco" voluto. Il Cammino nc, essendo stato "approvato" dalla Chiesa, ed avendo ricevuto "Personalità Giuridica pubblica", NON PUO' essere "rifiutato" da nessuno, perchè altrimenti "si disobbedirebbe al Papa e alla Santa sede". E' sempre un po' grottesca questa accusa di disobbedienza da parte del Cnc... Ma soprassediamo.

Prima di esaminare con l'attenzione e il rigore che l'argomento e la situazione richiedono, riportiamo una delle ricorrenti e continue obiezioni che vengono rivolte a noi via mail e la nostra puntuale replica:
"se siete contro il Cammino, siete contro il Papa e quindi contro la Chiesa Cattolica. Io starei + attento... La Pace"
Innnazitutto il cammino NON E' la Chiesa, semmai ne è diventato una componente... Con l'approvazione dello Statuto di un'Associazione laicale, non viene emanato un dogma di fede al quale ci si DEVE assoggettare. Le realtà difformi dall'insegnamento cattolico vanno denunciate... sta poi alla libertà di ognuno seguire i maestri che si sceglie.

Ma, soprattutto, ricordiamoci che il mistero della Chiesa non si esaurisce nei movimenti e nemmeno se ci sommiamo tutti gli ordini religiosi e tutti i singoli credenti, che sono credenti fedeli a pieno titolo anche se non "fanno" il cammino; il mistero della Chiesa va ben oltre ed è "altro"...

Queste dichiarazioni apodittiche sono solo degli slogan per chi non è abituato a pensare con la sua testa e a 'formarsi' con le due ali di "Scrittura e Tradizione" e nell'autentica vita sacramentale nella Chiesa e non con insegnamenti 'spuri' che rinnegano millenni di Tradizione portante le Verità trasmesse dagli Apostoli e da essi ricevuti dal Signore che è la Verità la Via, la Vita. Neppure la Chiesa si può identificare con Lui, (anche se ne è il sacramento, lo strumento, il Suo Corpo Mistico). Figuriamoci un movimento!

Attenzione agli slogan ed ai linguaggi approssimativi e superficiali! E, ora, andiamo a vedere quale sia la reale situazione.

Già conosciamo il Canone che riguarda il Cammino:

Can. 115 - § 1. Le persone giuridiche nella Chiesa sono o insiemi di persone o insiemi di cose.
§ 3. L'insieme di cose, ossia la fondazione autonoma, consta di beni o di cose, sia spirituali sia materiali, e lo dirigono, a norma del diritto e degli statuti, sia una o più persone fisiche sia un collegio.

Ecco specificato ciò che riguarda la persona giuridica pubblica:

Can. 116 - § 1. Le persone giuridiche pubbliche sono insiemi di persone o di cose, che vengono costituite dalla competente autorità ecclesiastica perché, entro i fini ad esse prestabiliti, a nome della Chiesa compiano, a norma delle disposizioni del diritto, il proprio compito, loro affidato in vista del bene pubblico; tutte le altre persone giuridiche sono private.

Dunque. La persona giuridica pubblica agisce a NORMA DEL DIRITTO E DEGLI STATUTI, infatti così si afferma più avanti:

Can. 117 - Nessun insieme di persone o di cose che intenda ottenere la personalità giuridica, può validamente conseguirla se i suoi statuti non siano stati approvati dalla competente autorità.
Can. 118 - Rappresentano la persona giuridica pubblica, agendo a suo nome, coloro ai quali tale competenza è riconosciuta dal diritto universale o particolare oppure dai propri statuti; rappresentano la persona giuridica privata, coloro cui la medesima competenza è attribuita attraverso gli statuti.

Ergo, siamo arrivati ad una conclusione. La Persona Giuridica Pubblica è costituita dalla Chiesa perchè agisca a suo Nome nell'ambito proprio definito dai suoi Statuti e dai suoi regolamenti, basandosi su questi. Inoltre la Persona Giuridica Pubblica è USATA dall'Autorità della Chiesa a norma di Diritto.

Ohibò! Che dicono mai, dunque, gli Statuti della Fondazione Nc? Che il Cammino è la forma obbligatoria e universale da applicare in Diocesi? No! Dicono che il Cammino è uno strumento dei Vescovi (a norma di diritto: la Personalità Giuridica pubblica è uno strumento della Chiesa!) e che è UNO dei modi di attuazione della pastorale diocesana post-battesimale:

Dal Decreto di approvazione degli Statuti

"Il Cammino Neocatecumenale è un itinerario di formazione cattolica che "è al servizio del Vescovo come una delle modalità di attuazione diocesana dell'iniziazione cristiana e dell'educazione permanente della fede" (Statuto, art. 1 § 2). Esso è dotato di personalità giuridica pubblica (cfr. Decreto del Pontificio Consiglio per i Laici del 28 ottobre 2004).
...
A sua volta, il Santo Padre Benedetto XVI, rivolgendosi ai membri del Cammino Neocatecumenale il 12 gennaio 2006, ha affermato: "La vostra azione apostolica intende collocarsi nel cuore della Chiesa, in totale sintonia con le sue direttive e in comunione con le Chiese particolari in cui andrete ad operare, valorizzando appieno la ricchezza dei carismi che il Signore ha suscitato attraverso gli iniziatori del Cammino" (Insegnamento di Benedetto XVI II, 1 [2006], 58-59)."



Per cui NESSUNO ha costituito il Cammino come un totem sotto il quale tutti devono inchinarsi, perchè agirebbe come "Chiesa", addirittura come se fosse una istituzione ecclesiastica! Il Cammino agisce IN NOME della Chiesa, pubblicamente, QUANDO obbedisce al DIRITTO E AGLI STATUTI (attenzione: le due cose sono inseparabili!) che lo costituiscono, e quando ovviamente si fa strumento dei Gerarchi, perchè questa è la natura stessa della Persona Giuridica pubblica (e sempre che la Gerarchia si faccia strumento di Cristo).

mercoledì 15 dicembre 2010

Le Conferenze episcopali rischiano di essere richiamate solo quando 'toccano' il cammino neocatecumenale?

Inserisco la notizia (originale inglese e traduzione) sull'udienza del Papa ai Vescovi del Giappone e qualche commento
Pope meets with Japanese bishops to discuss Neocatechumenal Way
http://www.catholicnews.com/data/stories/cns/1005099.htm
By Carol Glatz - Catholic News Service

VATICAN CITY (CNS) -- Japanese bishops, including the president of the bishops' conference, met with Pope Benedict XVI and top Vatican officials to discuss the Neocatechumenal Way.
The Dec. 13 meeting with four Japanese bishops had been called by Pope Benedict, said the president of the Catholic Bishops' Conference of Japan, Archbishop Leo Jun Ikenaga of Osaka.
He told Catholic News Service that the meeting lasted nearly two hours and included the Vatican secretary of state, Cardinal Tarcisio Bertone, and "several other cardinals."
While the archbishop would not comment on the substance of the meeting, he said the bishops would have to have further discussions with the Vatican and the Neocatechumenal Way's co-founder, Kiko Arguello.
The Japanese bishops "have to make a plan to proceed," he said, adding, "We have to proceed slowly."
The meeting came more than a year after the Neocatechumenal Way's Redemptoris Mater seminary in Takamatsu was closed.
Bishop Francis Osamu Mizobe of Takamatsu and the diocesan pastoral council wanted to shut down the seminary because of concerns that the activity of the Way's members was damaging the unity of Japan's small Catholic community.
The Vatican conducted an investigation in 2007, and in 2008, Cardinal Bertone released a letter announcing the seminary would be closed and that many of the seminarians and faculty would be transferred to the Redemptoris Mater seminary in Rome.
According to an April 2009 news release on the Japanese bishops' website, the Neocatechumenal Way disagreed with the closure.
The bishops' concerns with the Way and the seminary were so strong that they traveled to Rome twice in early 2008 after their "ad limina" visit in December 2007.
They met with Vatican officials and the pope to discuss what Tokyo Archbishop Peter Takeo Okada, then-president of the bishops' conference, said was "a serious problem."
"The powerful sect-like activity of Way members is divisive and confrontational. It has caused sharp, painful division and strife within the church," the archbishop said Dec. 15, 2007, in an address to the pope during the bishops' "ad limina" visit, made every five years to report on the status of the dioceses. The archbishop appealed to the pope for assistance, saying his input "was direly needed."
Quella che segue è la traduzione. Penso che molte sono le sfumature da cogliere ; ma la vicenda mi sembra già decifrabile nella sostanza. Due ore di discussione col Papa, Bertone e "diversi altri cardinali" per non considerare affatto conclusa, pare, la questione, dato che esiste il piano dei vescovi, ma occorre procedere con molta cautela e ci saranno altre discussioni= vescovi giapponesi accerchiati e sotto assedio
JAPAN-NEOCATECUMENAL Dec-14-2010 (370 words) XXXI
Pope meets with Japanese bishops to discuss Neocatechumenal Way

Il Papa incontra i vescovi giapponesi per discutere del Cammino Neocatecumenale
CITTA' DEL VATICANO (CNS) -- I vescovi giapponesi, incluso il presidente della conferenza episcopale giapponese, hanno incontrato papa Benedetto XVI e altre personalità del Vaticano per discutere del Cammino Neocatecumenale. L'arcivescovo di Osaka, Leo Jun Ikenaga, ha fatto sapere che l'incontro, tenuto il 13 dicembre 2010 con quattro vescovi giapponesi, era stato richiesto dallo stesso papa Benedetto. L'arcivescovo Ikenaga ha detto a Catholic News Service che l'incontro è durato quasi due ore; erano presenti il cardinale Tarcisio Bertone e "parecchi altri cardinali". Anche se non ha voluto dare commenti sul contenuto dell'incontro, ha detto che i vescovi giapponesi hanno in programma ulteriori discussioni in Vaticano e con Kiko Arguello, co-fondatore del Cammino Neocatecumenale. I vescovi giapponesi, ha aggiunto, "stileranno un piano su come procedere", poiché "dovremo procedere lentamente". L'incontro è avvenuto più di un anno dopo che è stato chiuso il seminario neocatecumenale Redemptoris Mater di Takamatsu. Il vescovo Francis Osamu Mizobe di Takamatsu e il consiglio pastorale diocesano decisero di chiudere quel seminario per le preoccupazioni destate dall'attività dei membri del Cammino, che danneggiavano l'unità della piccola comunità cattolica in Giappone.
Il Vaticano aveva infatti aperto un'inchiesta nel 2007 e, nel 2008, il cardinal Bertone aveva inviato una lettera per annunciare che il seminario sarebbe stato chiuso e che la facoltà e molti dei seminaristi sarebbero stati trasferiti nel seminario Redemptoris Mater a Roma. Secondo un comunicato stampa dell'aprile 2009 sul sito web della conferenza episcopale giapponese, il Cammino Neocatecumenale non era d'accordo per la chiusura.
Le preoccupazioni dei vescovi a proposito del Cammino e del seminario erano così forti che si recarono a Roma due volte all'inizio del 2008 dopo la loro visita "ad limina" del dicembre 2007. Incontrarono il Papa ed altre personalità del Vaticano per discutere su ciò che l'arcivescovo di Tokyo, Pietro Takeo Okada, allora presidente della conferenza episcopale giapponese, definì "un problema serio".
"La potente attività simile a una setta, condotta dai membri del Cammino, produce divisioni e contrasti. Ha portato acute e dolorose divisioni e lotte all'interno della Chiesa", disse l'arcivescovo il 15 dicembre 2007 direttamente al Papa durante la visita "ad limina" dei vescovi, che si tiene ogni cinque anni per metterlo a conoscenza dello stato delle diocesi. L'arcivescovo fece appello al Papa domandando assistenza, dicendo che c'era "una terribile necessità" di indicazioni dal Papa.
... e la storia infinita continua anche per il Giappone, mentre lì -secondo la decisione dei vescovi- avrebbe già dovuto essere conclusa?

E c'è un altro interrogativo da porsi: come mai le Conferenze Episcopali, in tutto il mondo, hanno un'autonomia che consente loro persino di opporsi ad un "Motu proprio" del Papa o singoli vescovi (purtroppo non pochi) esprimono comportamenti non in comunione senza che nessuno li richiami, mentre quando entra in ballo il cammino neocatecumenale, non si accettano decisioni che pur rientrano nella specifica competenza dei vescovi?

lunedì 13 dicembre 2010

Rispondiamo alle accuse e rimaniamo in attesa

Le accuse che riceviamo sul blog e che continuano a impazzare sulla rete sono sempre più pesanti. E allora puntualizziamo.
Saremmo ben lieti di scoprire di esserci sbagliati almeno un po' rispetto a quanto stiamo testimoniando da anni sul Cammino Neocatecumenale. Purtroppo, invece, è la pura e triste verità: riscontrabile, documentabile, verificabile. Siamo noi stessi a invitarvi a verificare che tutto quel che diciamo è vero!

Si potrebbe anche criticare il modo in cui lo diciamo, ma ci vuole enorme ignoranza e malafede per non accorgersi che qui partiamo sempre e soltanto dalla realtà dei fatti. Per questo vi invitiamo continuamente a verificare ciò che diciamo... e a trarne le più logiche conseguenze!

Ma di fronte a tale invito, gli atteggiamenti che riscontriamo più spesso sono la mistificazione, il cambiar discorso, la denigrazione, la confusione, l'aggressione... che non cambiano la verità neppure di uno iota. Mettetevi nei nostri panni: di fronte a chi nega ostinatamente che due più due fa quattro, cosa si può dire?

Il sale di ogni discussione sta nella contrapposizione dialettica che, se onesta e sana, dovrebbe portare ad un efficace discernimento e approfondimento della materia trattata.

Stona molto con lo stile di questo blog e di chi vi collabora la libertà verbale che taluni visitatori si arrogano nei confronti dell’interlocutore: le offese e gli epiteti non sono argomenti: sono quantomeno falle di debolezza concettuale quando non sono invece la manifestazione di difficoltà caratteriali. La prima ipotesi è spesso mascherata dall'abilità dialettica che presenta contenuti costruiti ad arte, ma non contribuisce a nulla se non all'unico suo intento: la difesa dell'idolo cammino, che evidentemente sta a cuore più della verità...

Nell'attesa di conoscere questa ulteriore tappa della storia della Chiesa, cioè l'esito dell'udienza dei vescovi Giapponesi convocati a Roma per sciogliere il nodo del Cammino in Giappone, diciamo chiaramente che se ci fosse da parte dei responsabili del Cammino una reale volontà di Comunione nella Verità, auspicata dal Papa e appartenente alla realtà ontologica della Chiesa, inizierebbe una cosa che può solo avvenire per grazia Divina: la relativizzazione del Cnc!! Il motivo di tutti i contrasti che registriamo anche qui è semplicemente fondato nella volontà di assolutizzare il Cammino NC, di farne "la nuova Chiesa" ri-fondata dopo il Vaticano II.

La cartina di tornasole su questo, l'avremo oggi da ciò che succederà in Curia con i Vescovi giapponesi: una vicenda assolutamente non banale, ma emblematica, anche alla luce delle articolate complesse vicende maturate fin qui nonché dei documenti interni del cammino pubblicati nei thread precedenti - [vedi anche]. E' tutto qui, ci sono tre possibilità:
  1. vincerà l'assolutizzazione del cammino, congenita alla sua identità e promossa dai suoi potenti sponsor in Curia
  2. assisteremo ad una sua relativizzazione, che fa parte dell'ordine naturale delle cose, soprattutto di realtà che vogliono dirsi ed essere ecclesiali
  3. oppure ancora, nella confusione che regna, sarà trovata una soluzione di compromesso che, alla fine, ricadrebbe in maniera mascherata e subdola nell'ipotesi sub 1) e non farebbe bene a nessuno, ma soprattuto nuocerebbe alla Verità e a tante persone che non hanno voce
Tuttavia avremo sentore di come sarà andata o dal silenzio o dagli eventuali peana di vittoria dei neocat e forse, ma non immediatamente, dal comunicato ufficiale che presumibilmente i vescovi giapponesi non mancheranno di inserire nel loro sito da cui abbiamo tratto le nostre principali informazioni

domenica 12 dicembre 2010

Mentre preghiamo per domani, meditiamo le parole del Papa a una Parrocchia di Roma pronunciate oggi

Altare dove San Massimiliano Kolbe officiò la prima Messa
Omelia del Santo Padre in visita Pastorale alla Parrocchia S. M. Kolbe in Roma (nella foto l'altare dove San Massimiliano celebrò la prima Messa, mentre Questa è la "nuova" parrocchia a lui dedicata)

Cari fratelli e sorelle della Parrocchia di San Massimiliano Kolbe! Vivete con impegno il cammino personale e comunitario nel seguire il Signore. L’Avvento è un forte invito per tutti a lasciare entrare sempre di più Dio nella nostra vita, nelle nostre case, nei nostri quartieri, nelle nostre comunità, per avere una luce in mezzo alle tante ombre, alle tante fatiche di ogni giorno. Cari amici! Sono molto contento di essere in mezzo a voi, oggi, per celebrare il Giorno del Signore, la terza domenica dell'Avvento, domenica della gioia. Saluto cordialmente il Cardinale Vicario, il Vescovo Ausiliare del Settore, il vostro Parroco, che ringrazio per le parole che mi ha rivolto a nome di tutti voi, e il Vicario parrocchiale. Saluto quanti sono attivi nell’ambito della Parrocchia: i catechisti, i membri dei vari gruppi, come pure i numerosi aderenti al Cammino Neocatecumenale. Apprezzo molto la scelta di dare spazio all’adorazione eucaristica, e vi ringrazio delle preghiere che mi riservate davanti al Santissimo Sacramento. Vorrei estendere il mio pensiero a tutti gli abitanti del quartiere, specialmente agli anziani, ai malati, alle persone sole e in difficoltà. Tutti e ciascuno ricordo in questa Messa.

Ammiro insieme con voi questa nuova chiesa e gli edifici parrocchiali e con la mia presenza desidero incoraggiarvi a realizzare sempre meglio quella Chiesa di pietre vive che siete voi stessi. Conosco le tante e significative opere di evangelizzazione che state attuando. Esorto tutti i fedeli a dare il proprio contributo per l’edificazione della comunità, in particolare nel campo della catechesi, della liturgia e della carità – pilastri della vita cristiana – in comunione con tutta la Diocesi di Roma. Nessuna comunità può vivere come una cellula isolata dal contesto diocesano; deve essere invece espressione viva della bellezza della Chiesa che, sotto la guida del Vescovo – e, nella Parrocchia, sotto la guida del Parroco che ne fa le veci –, cammina in comunione verso il Regno di Dio. Rivolgo uno speciale pensiero alle famiglie, accompagnandolo con l’augurio che esse possano pienamente realizzare la propria vocazione all’amore con generosità e perseveranza. Anche quando dovessero presentarsi difficoltà nella vita coniugale e nel rapporto con i figli, gli sposi non cessino mai di rimanere fedeli a quel fondamentale “sì” che hanno pronunciato davanti a Dio e vicendevolmente nel giorno del matrimonio, ricordando che la fedeltà alla propria vocazione esige coraggio, generosità e sacrificio.

La vostra comunità comprende al proprio interno molte famiglie venute dall’Italia centrale e meridionale in cerca di lavoro e di migliori condizioni di vita. Col passare del tempo, la comunità è cresciuta e si è in parte trasformata, con l’arrivo di numerose persone dai Paesi dell’Est europeo e da altri Paesi. Proprio a partire da questa situazione concreta della Parrocchia, sforzatevi di crescere sempre più nella comunione con tutti: è importante creare occasioni di dialogo e favorire la reciproca comprensione tra persone provenienti da culture, modelli di vita e condizioni sociali differenti. Ma occorre soprattutto cercare di coinvolgerle nella vita cristiana, mediante una pastorale attenta ai reali bisogni di ciascuno. Qui, come in ogni Parrocchia, occorre partire dai “vicini” per giungere fino ai “lontani”, per portare una presenza evangelica negli ambienti di vita e di lavoro. Tutti devono poter trovare in Parrocchia cammini adeguati di formazione e fare esperienza di quella dimensione comunitaria che è una caratteristica fondamentale della vita cristiana. In tal modo saranno incoraggiati a riscoprire la bellezza di seguire Cristo e di fare parte della sua Chiesa.

Sappiate, dunque, fare comunità con tutti, uniti nell’ascolto della Parola di Dio e nella celebrazione dei Sacramenti, in particolare dell’Eucaristia. A questo proposito, la verifica pastorale diocesana in atto, sul tema “Eucaristia domenicale e testimonianza della carità”, è un’occasione propizia per approfondire e vivere meglio queste due componenti fondamentali della vita e della missione della Chiesa e di ogni singolo credente, cioè l’Eucaristia della domenica e la pratica della carità. Riuniti attorno all’Eucaristia, sentiamo più facilmente come la missione di ogni comunità cristiana sia quella di portare il messaggio dell’amore di Dio a tutti gli uomini. Ecco perché è importante che l’Eucaristia sia sempre il cuore della vita dei fedeli. Vorrei anche dirigere una speciale parola di affetto e di amicizia a voi, cari ragazzi e giovani che mi ascoltate, e ai vostri coetanei che vivono in questa Parrocchia. La Chiesa si aspetta molto da voi, dal vostro entusiasmo, dalla vostra capacità di guardare avanti e dal vostro desiderio di radicalità nelle scelte di vita. Sentitevi veri protagonisti nella Parrocchia, mettendo le vostre fresche energie e tutta la vostra vita a servizio di Dio e dei fratelli.

(notiamo finalmente la Croce al posto del candelabro ebraico)
Cari fratelli e sorelle, accanto all’invito alla gioia, la liturgia odierna – con le parole di san Giacomo che abbiamo sentito - ci rivolge anche quello ad essere costanti e pazienti nell’attesa del Signore che viene, e ad esserlo insieme, come comunità, evitando lamentele e giudizi (cfr Gc 5,7-10).

Abbiamo sentito nel Vangelo la domanda del Battista che si trova in carcere; il Battista, che aveva annunciato la venuta del Giudice che cambia il mondo, e adesso sente che il mondo rimane lo stesso. Fa chiedere, quindi, a Gesù: “Sei tu quello che deve venire? O dobbiamo aspettare un altro? Sei tu o dobbiamo aspettare un altro?”. Negli ultimi due, tre secoli molti hanno chiesto: “Ma realmente sei tu? O il mondo deve essere cambiato in modo più radicale? Tu non lo fai?”. E sono venuti tanti profeti, ideologi e dittatori, che hanno detto: “Non è lui! Non ha cambiato il mondo! Siamo noi!”. Ed hanno creato i loro imperi, le loro dittature, il loro totalitarismo che avrebbe cambiato il mondo. E lo ha cambiato, ma in modo distruttivo. Oggi sappiamo che di queste grandi promesse non è rimasto che un grande vuoto e grande distruzione. Non erano loro.

E così dobbiamo di nuovo vedere Cristo e chiedere a Cristo: “Sei tu?”. Il Signore, nel modo silenzioso che gli è proprio, risponde: “Vedete cosa ho fatto io. Non ho fatto una rivoluzione cruenta, non ho cambiato con forza il mondo, ma ho acceso tante luci che formano, nel frattempo, una grande strada di luce nei millenni”.

Cominciamo qui, nella nostra Parrocchia: San Massimiliano Kolbe, che si offre di morire di fame per salvare un padre di famiglia. Che grande luce è divenuto lui! Quanta luce è venuta da questa figura ed ha incoraggiato altri a donarsi, ad essere vicini ai sofferenti, agli oppressi! Pensiamo al padre che era per i lebbrosi Damiano de Veuster, il quale è vissuto ed è morto con e per i lebbrosi, e così ha portato luce in questa comunità. Pensiamo a Madre Teresa, che ha dato tanta luce a persone, che, dopo una vita senza luce, sono morte con un sorriso, perché erano toccate dalla luce dell’amore di Dio.

E così potremmo continuare e vedremmo, come il Signore ha detto nella risposta a Giovanni, che non è la violenta rivoluzione del mondo, non sono le grandi promesse che cambiano il mondo, ma è la silenziosa luce della verità, della bontà di Dio che è il segno della Sua presenza e ci dà la certezza che siamo amati fino in fondo e che non siamo dimenticati, non siamo un prodotto del caso, ma di una volontà di amore.

Così possiamo vivere, possiamo sentire la vicinanza di Dio. “Dio è vicino”, dice la Prima Lettura di oggi, è vicino, ma noi siamo spesso lontani. Avviciniamoci, andiamo alla presenza della Sua luce, preghiamo il Signore e nel contatto della preghiera diventiamo noi stessi luce per gli altri.

E questo è proprio anche il senso della Chiesa parrocchiale: entrare qui, entrare in colloquio, in contatto con Gesù, con il Figlio di Dio, così che noi stessi diventiamo una delle più piccole luci che Lui ha acceso e portiamo luce nel mondo che sente di essere redento.

Il nostro spirito deve aprirsi a questo invito e così camminiamo con gioia incontro al Natale, imitando la Vergine Maria, che ha atteso nella preghiera, con intima e gioiosa trepidazione, la nascita del Redentore. Amen!

sabato 11 dicembre 2010

... le 'ultimissime' in attesa dell'esito dell'udienza del Papa ai Vescovi Giapponesi


Non ne volevo parlare, in attesa più o meno serena dell'esito dell'udienza del 13 prossimo... ma ritengo opportuno estrarre dal thread e dare maggiore visibilità a questa riflessione che nasce da ulteriori informazioni pervenute da fonte neocatecumenale.
Ci è giunta testimonianza che lo stesso Kiko, recentemente, a Porto San Giorgio, ha detto che per i fatti del Giappone si profila nientemeno che uno scisma e chi ce l’ha riferito si meraviglia della totale assenza di perplessità, in chi ha ascoltato queste parole pronunciate con l'esaltazione che accompagna ogni raduno neocat, circa quanto ciò sia pernicioso per l'unità della Chiesa...
Sarà forse la minaccia che obbligherà il Papa a rimangiarsi quel che aveva già concordato con i vescovi? Ma chi minaccia uno scisma, non significa che di fatto già scismatico è?
Questa è la preghiera consegnata ai camminanti per l’evento del 13 dicembre prossimo.
Dio che non permetti alle potenze del male di prevalere contro la tua Chiesa, fondata sulla roccia di Pietro, per l'intercessione della santa e umile Vergine Maria sostieni il Papa Benedetto XVI e aiuta il Cammino in Giappone
Le “potenze del male” sarebbero i vescovi? Il Fondatore, il Signore Gesù non è neppure chiamato per Nome... Quali pressioni ci saranno sul Papa?
Nella stessa circostanza (PSG) Kiko ribadiva che i camminanti non hanno bisogno di direzione spirituale: "sola Scriptura"... e non disdegnava riconoscere che sì, loro in effetti sono un po’ protestanti... Chi c’era sa che così è e noi siamo qui a chiederci ancora una volta: fino a quando, Signore?
Abbiamo pubblicato il 4 dicembre scorso il ‘documento interno’ che riporta in tutte le comunità i problemi con la Conferenza Episcopale del Giappone. Nel ‘riportare’ la notizia alle sue comunità un catechista NC responsabile regionale ha detto testualmente: "Oltretutto la personalità giuridica pubblica del Cammino fa si che esso rappresenti la Chiesa non se stesso." Quindi il cammino è la Chiesa e se i vescovi non lo vogliono "disubbidiscono al Papa”.
Dobbiamo ricordare a Kiko & C che il cammino NON E' la Chiesa, se mai ne è una componente e nemmeno la più significativa, anzi la più inquietante?
E dobbiamo ancora ricordare che il mistero della Chiesa non si esaurisce con i movimenti - tantomeno con il cammino nc - e neppure aggiungendo ad essi ogni Ordine Religioso ed ogni singolo credente, ma che è molto di più e molto oltre...?

venerdì 10 dicembre 2010

La Liturgia all'inizio dell'Opera Omnia di Joseph Ratzinger

Traggo dall'Osservatore Romano di oggi stralci dell'intervento tenuto al Palazzo Ducale di Genova dal card Bagnasco in occasione della presentazione dell'undicesimo volume dell'Opera omnia di Joseph Ratzinger Teologia della liturgia. La fondazione sacramentale dell'esistenza cristiana (Libreria Editrice Vaticana, 2010, pagine 849, euro 55).

[...] Potrebbe però sorprendere non poco il fatto che il primo volume pubblicato raccolga gli studi sulla liturgia: perché un grande teologo si occupa di liturgia? Non vi sono forse temi più rilevanti e meritevoli di interesse?

A questi interrogativi risponde lo stesso Benedetto XVI nella prefazione al volume Teologia della liturgia. Partire dalla liturgia, in continuità con l'ordine cronologico delle costituzioni del concilio Vaticano II, significa mettere "in luce il primato di Dio, la priorità assoluta del tema "Dio"" (p. 5). Non possiamo non notare la sintonia di Papa Benedetto con le parole pronunciate da Paolo VI alla chiusura del secondo periodo del concilio, mentre annunciava la promulgazione della costituzione Sacrosanctum concilium: "Noi vi ravvisiamo l'ossequio alla scala dei valori e dei doveri: Dio al primo posto; la preghiera prima nostra obbligazione; la liturgia prima fonte della vita divina a noi comunicata, prima scuola della nostra vita spirituale, primo dono che noi possiamo fare al popolo cristiano, con noi credente e orante, e primo invito al mondo, perché sciolga in preghiera beata e verace la muta sua lingua e senta l'ineffabile potenza rigeneratrice del cantare con noi le lodi divine e le speranze umane, per Cristo Signore e nello Spirito Santo". [La SC, di fatto, corrisponde a queste parole, mentre la Riforma liturgica successiva è andata molto oltre]

Comprendiamo bene allora che occuparsi di liturgia non significa dimenticare le difficoltà che la fede cristiana incontra oggi, al contrario è alta testimonianza di ciò che costituisce il cuore della fede cristiana. [...] Scrive [Benedetto XVI]nell'introduzione al volume che stiamo presentando: "La materia che scelsi fu la teologia fondamentale, perché prima di tutto volevo andare al fondo della domanda: perché noi crediamo? Ma in questa domanda fin dall'inizio era compresa intrinsecamente l'altra domanda, quella della giusta risposta da dare a Dio e quindi la domanda circa il culto divino. A partire da qui vanno compresi i miei lavori sulla liturgia. Il mio obiettivo non erano i problemi specifici della scienza liturgica, ma sempre l'ancoraggio della liturgia all'atto fondamentale della nostra fede e quindi anche il suo posto nell'insieme della nostra esistenza umana" (p. 6).

[...] Alla domanda "che cosa fa realmente l'uomo che celebra il culto della Chiesa, i Sacramenti di Gesù Cristo?" e perché lo fa, Ratzinger risponde: "Lo fa perché sa che, in quanto uomo, egli può incontrare Dio solo in modo umano. In modo umano però vuol dire: nella forma della comunione, della corporeità e della storicità. E lo fa perché sa che, in quanto uomo, egli non può disporre da sé quando e come e dove Dio gli si debba mostrare; sa di essere piuttosto colui che riceve, che dipende dall'autorità che gli vien data, autorità che non è lui a concedersi, ma che rappresenta il segno della libertà sovrana di Dio, il quale decide autonomamente il modo della sua presenza" (pp. 239-240).

Celebrando i sacramenti l'uomo scopre come essi siano in sintonia con la propria esperienza di uomo, con quelle particolari esperienze come la nascita, la morte, il pasto, la comunione sessuale tra uomo e donna, nelle quali si rende trasparente la realtà spirituale. Sono esperienze in cui l'uomo sperimenta che la materia e il corpo sono "fessure attraverso le quali l'eternità getta uno sguardo nel procedere uniforme della vita quotidiana" (p. 225).

L'ultima parte de Lo spirito della liturgia. Una introduzione è titolata: "La forma liturgica". In essa l'autore tratta del rito e dei riti, dei gesti, delle posizioni e degli atteggiamenti che il corpo assume nella celebrazione, della partecipazione attiva. In questo ultimo contesto è interessante notare come, riferendosi all'esercizio del corpo e alla disciplina degli sportivi richiamata dall'apostolo Paolo, Ratzinger accosti la liturgia all'allenamento. Scrive: "È un esercizio per imparare ad accogliere l'altro nella sua alterità, un allenamento all'amore, un allenamento ad accogliere il totalmente Altro, Dio, a lasciarsi plasmare ed usare da lui" (p. 167). Celebrare la liturgia è lasciarsi plasmare dal totalmente Altro, da Dio. La partecipazione alla liturgia è quindi sì attiva, ma al tempo stesso in un certo qual modo anche "passiva" o "iniziatica". Porre l'attenzione anche alla dimensione iniziatica del rito liturgico, che significa prima di tutto non la riforma che la liturgia subisce nei propri riti, ma la riforma che la liturgia promuove con i propri riti, conduce nel cuore del mistero celebrato.

È illuminante a questo proposito l'omelia pronunciata da Benedetto XVI a Colonia nella concelebrazione conclusiva della Giornata mondiale della gioventù (21 agosto 2005), dove legge il mistero dell'Eucaristia e della sua celebrazione attraverso la categoria della "trasformazione": "Facendo del pane il suo Corpo e del vino il suo Sangue, Egli (Gesù) anticipa la sua morte, l'accetta nel suo intimo e la trasforma in un'azione di amore (...). È questa la trasformazione sostanziale che si realizzò nel cenacolo e che era destinata a suscitare un processo di trasformazioni il cui termine ultimo è la trasformazione del mondo fino a quella condizione in cui Dio sarà tutto in tutti (cfr. 1 Corinzi, 15, 28)".
(©L'Osservatore Romano - 9-10 dicembre 2010)

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Constatato ancora una volta il pensiero del Papa, che riflette gli insegnamenti della Chiesa di Sempre, ci sorprenderebbe, e non poco, che lo stesso Pontefice che insegna vive e celebra i Sacri Misteri esattamente secondo il 'sensus fidei' cattolico, che è il nostro e che non ci stanchiamo di sottolineare e difendere e diffondere, approvasse la cosiddetta "Liturgia neocatecumenale", frutto delle contaminazioni introdotte da un laico, che sta tornando alla carica per vederla riconosciuta definitivamente...

giovedì 9 dicembre 2010

Cammino NC da ridimensionare. Ma sarà mai possibile?

I precedenti thread, partendo dal documento interno fattoci pervenire da fonte interna al Cammino NC, hanno portato allo scoperto ed hanno consentito di conoscere e interpretare cosa si muove all'interno dello stesso e che purtroppo è ricoperto da assoluto 'segreto', situazione più consona ad una setta che ad una realtà ecclesiale.

Il dato più rilevante che emerge dalle parole di Kiko è il fatto che insieme all'approvazione delle catechesi parla anche di quella dell'Eucaristia... facendoci arguire qualcosa di poco chiaro in tutto il quadro c'è.

Stefano, proprio a questo riguardo fa considerazioni che è bene estrarre dal thread e mettere in risalto:

In realtà è molto chiaro, anche da quello che è emerso dalle nostre analisi sugli statuti, sulla teoria e sulla prassi, che quello Statuto non ha abrogato un tubo, e che la lettera del Papa è pienamente valida.

Siccome la cosa, deduco, è stata messa come spartiacque per approvare e rendere pubblico il direttorio, allora anche Kiko la dichiara ora, dandone ovviamente la sua lettura. Ma era chiaro, e forse l'abbiamo un poco messo in un piano non preminente, nonostante tutte le nostre analisi.

Abbiamo a lungo discusso a proposito dell'art. 13 dello statuto: le esigenze del Santo Padre sono tuttora valide, tenendo conto anche di quel "Comunicarsi seduti" a quale eccezione faccia riferimento, così come abbiamo visto nelle analisi degli statuti.

La lettera del Papa non è abrogata e non poteva esserlo. Poichè attraverso quella, si è determinato il pronunciamento di uno dei dicasteri rimasti per l'iter di approvazione. Per questo anche i responsabili del CnC prima hanno tentato di negarla, poi di minimizzarla, poi di leggerla come "approvazione". Perchè quella lettera è il risultato dell'esame di quel dicastero (il Culto). E quindi non poteva non essere considerata nell'approvazione degli statuti, o eventualmente abrogata da un'altra disposizione uguale e contraria.

Lo stesso dicasi per il direttorio. Kiko ha rilevato come negli Statuti esso sia stato di molto "ridimensionato". Tanto da soffermarsi sul suo "nome", più che nel merito. Del resto questo non passa inosservato per nulla.

Gli Statuti non piacciono a Kiko, e questo anche era prevedibile. E questo mostra chiaramente come essi siano stati un pegno che i fondatori del CnC hanno DOVUTO accettare. E mostra anche come non siano stati redatti da loro ma da "altri". Cosa già di per sè anomala.

Kiko, in ultimo, vuole cambiare sia gli Statuti che il responso del Culto Divino, rimanendo aperto il capitolo del direttorio che deve essere approvato dalla CDF.

Solo così può pensare di poter "applicare" de iure e de facto il SUO CNC. Perchè altrimenti lo potrà applicare solo di fatto. E se le norme dicono il contrario, il discorso si fa molto ma molto difficile per lui.

Non tanto per quello che può accadere disciplinarmente. Ma per quello che i camminanti possono iniziare a vedere! ...e quello che andavamo dicendo, ovvero che gli statuti approvano "altro", riceve conferma diretta.

E quello che dicevamo, ovvero che il CnC è un movimento, costituito come "fondazione di beni spirituali", forma giuridica comune nella Chiesa, è confermato dallo stesso fondatore! Ovviamente con i suoi accenti di "unicità", "importanza" nonché trionfalistica enfatizzazione che non possono mancare quando parla ai suoi.

La sostanza, però, mi sembra molto ma molto importante e forse merita di essere maggiormente colta: per la prima volta (a mia memoria) Kiko riconosce il Cammino come fondazione di beni spirituali e non come iniziazione; Kiko conferma che il SUO statuto non gli piace; Kiko conferma che Liturgia e Catechesi attendono un' approvazione che non c'è; Kiko conferma che gli Statuti hanno "ridimensionato" gli Orientamenti.

Praticamente Kiko conferma quello che andiamo dicendo. E che è evidente.
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Peccato che tutto questo sia irrilevante nella prassi e sia venuta inaspettatamente allo scoperto la pressione che stanno facendo sul Santo Padre anche a proposito del Seminario chiuso dai vescovi giapponesi. Qualche risultato, almeno sul 'tiro alla fune' tra Cammino NC e Conferenza Episcopale Giapponese, lo vedremo dopo il 13 prossimo...

mercoledì 8 dicembre 2010

L'immacolata Concezione

Il mistero dell’Immacolata è una cosa grandiosa, vien voglia di perdersi dentro. E’ una meraviglia questo lavorio della Grazia che nel segreto entra nella storia di una donna e la riempie di Sé e la fa Sua dimora. ‘Porta del Cielo’, diceva stamattina il sacerdote all’omelia. Ci pensi? Già dall’eternità, quando la Parola diceva ‘luce’, già pensava a quella piccola donna di un piccolo angolo di mondo per farla casa sua, porta del cielo, mamma di una umanità nuova. E’ un mistero grandioso, è la bellezza che non ce la fa più e finalmente si mostra nella Tutta Bella.
Jonathan

lunedì 6 dicembre 2010

Suoneranno le "trombe" di Kiko o le "campane" di Takamatsu?

A seguito dei thread precedenti che vedono riaprirsi in termini perentori il caso del seminario giapponese, la cui chiusura stabilita dai vescovi d'intesa col Papa è stata trasformata in trasferimento dalla Segreteria di Stato, pubblichiamo - per correttezza di informazione - una fonte diretta, cui seguiranno nostre riflessioni e conclusioni in base alle emergenze attuali.

TAKAMATSU BISHOP ANNOUNCES CLOSING OF NEOCATECHUMENAL WAY SEMINARY
IL VESCOVO DI TAKAMATSU ANNUNCIA LA CHIUSURA DEL SEMINARIO DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE
(traduzione di un nostro collaboratore) Fonte:
http://www.cbcj.catholic.jp/eng/jcn/apr2009.htm#2

Il 7 marzo 2009, in un messaggio quaresimale alla sua diocesi, il vescovo di Takamatsu, Osamu Mizobe, ha formalmente annunciato la chiusura del contestatissimo seminario missionario internazionale Redemptoris Mater gestito dal Cammino Neocatecumenale. Il vescovo ha invitato i fedeli della diocesi di Takamatsu alla collaborazione a tale decisione. L'annuncio formale è stato l'ultimo passo di una lunga controversia.

Nell'ottobre 2007, dopo che il consiglio pastorale diocesano aveva dichiarato l'intenzione di chiudere il seminario di Takamatsu, il Vaticano aprì un'indagine supplementare. Dopo complessi negoziati, nel giugno 2008 il Segretario di Stato Vaticano cardinal Tarcisio Bertone annunciò la decisione di Roma in una lettera.

Secondo il messaggio del cardinale, il seminario sarebbe stato chiuso come istituto diocesano e trasferito a Roma, mentre una delegazione inviata dalla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli avrebbe trattato con i preti del Cammino Neocatecumenale cui riguardava tale decisione.

Successivamente la diocesi di Takamatsu ha avviato le procedure legali richieste per chiudere la scuola, secondo le linee guida del Ministero dell'Educazione, Cultura, Sport, Scienze e Tecnologia. Come ultimo passo di queste procedure, la diocesi ha pubblicamente annunciato il procedimento nella metà di febbraio 2009, precisando che il terreno e gli edifici accanto al seminario non sarebbero stati utilizzati per insegnamento teologico, sebbene la diocesi manterrà la proprietà di tali beni.

I seminaristi e i membri della facoltà non direttamente legati alla diocesi di Takamatsu si sono trasferiti a Roma nello scorso autunno.
A proposito della perenne opposizione del Cammino Neocatecumenale alla decisione della chiusura, il vescovo Mizobe ha affermato: «La giustizia non è qualcosa che muta a seconda del momento o della situazione. Quando nascono divisioni e non si riesce a raggiungere alcun accordo, non c'è altra soluzione che affidarsi al giudizio del vescovo».

A proposito della controversia, il vescovo ha chiarito il suo desiderio che sia i preti che i fedeli cambino radicalmente modo di pensare. Rimarcando il forte legame tra un vescovo ed i suoi sacerdoti, monsignor Mizobe ha richiamato tutti ad un rinnovare l'armonia. [evidentemente infranta dalla presenza neocat]

«I fedeli della diocesi hanno bisogno di essere uniti e di avere considerazione per le parrocchie, i decanati e la diocesi», ha affermato. Il vescovo ha anche ricordato "l'infanzia" delle comunità cristiane avviate dai missionari europei ed americani in queste regioni a cui il cristianesimo era assolutamente nuovo, "infanzia" da cui Takamatsu è finalmente uscita.

«Ora che non abbiamo più un seminario, ciò che maggiormente desidero che i fedeli comprendano è che va bene, in una piccola diocesi, avere piccole parrocchie: qualcosa in cui possiamo impegnarci, costruendole con le nostre stesse mani. Per "noi" intendo tutti i fedeli che vivono in diocesi, ognuno di noi». [non un gruppo elitario e 'separato' che fa tutto di testa sua]

Mons. Mizobe ha salutato esplicitamente anche i giovani e i sacerdoti della diocesi, ricordando loro di accettare questa decisione confermata dal Vaticano.

La lettera contiene un chiaro ammonimento alla leadership del Cammino Neocatecumenale. Monsignor Mizobe ha raccomandato agli iniziatori di considerare le necessità delle diocesi prima delle loro, e di seguire la volontà del vescovo locale. Il vescovo ha anche proibito esplicitamente di continuare le celebrazioni speciali neocatecumenali della Settimana Santa isolandosi dal resto della Chiesa locale.

Dopo un anno di attesa, la Congregazione per l'Evangelizzazione delle Genti ha scelto come delegato Francisco De Javier Sotil Vaios Espiriceta. Il suo viaggio in Giappone era annunciato dal 10 al 25 marzo, con visite nelle aree dove lavorano i preti associati al Cammino Neocatecumenale.

BREVI NOTE ALLA TRADUZIONE

* Si fa il nome di Bertone, si fa il nome della Congregazione, si parla di "complessi negoziati" (complicated negotiations). Ma non si fa il nome del Papa: i vescovi giapponesi sanno bene che gli amici dei neocatecumenali tengono fuori il Papa da questi affari. Dai precedenti articoli pubblicati sullo stesso sito web della conferenza episcopale giapponese (CBCJ) sappiamo solo che il Papa è ben informato e che non aveva intenzione di dare un riconoscimento al Cammino Neocatecumenale (sarà infatti un Pontificio Consiglio a prendere iniziativa, mentre il Papa tacerà per un anno su quel riconoscimento).

* Con i preti neocatecumenali bisogna "trattare, conferire" (to confer), inviando in Giappone una delegazione Vaticana: i preti neocatecumenali evidentemente non sono usi a obbedire ai vescovi delle diocesi in cui vanno ad impiantarsi, forti dell'appoggio del Cammino e di ciò che il Cammino riesce ad orchestrare nelle curie vaticane. Sono talmente estranei al vescovo locale da aver bisogno di un delegato neocatecumenale spagnolo inviato da Roma per parlare col vescovo a cui in teoria avrebbero promesso obbedienza fin dal momento dell'ordinazione.

* La "perenne opposizione" (continuing disagreement) del Cammino Neocatecumenale è una conferma di quel potere, tale da costringere una intera conferenza episcopale ad appellarsi al Papa vedendo poi vanificati i propri sforzi dagli "amici dei neocatecumenali" presenti in certe congregazioni romane (tra i più illustri, Rylko e mons. Filoni).

* Sebbene a prima vista la lettera sembri indirizzata a tutti i fedeli, quel "cambiare radicalmente modo di pensare" (radical change of thinking) riguarda i soli neocatecumenali, che già erano stati descritti più volte come un corpo estraneo, chiuso, isolato, autonomo e ostile, capace solo di parassitismo, seminatore di discordie e fomentatore di divisioni nella Chiesa. Quel "cambiare radicalmente" è un giudizio durissimo sulla mentalità neocatecumenale.

* La lettera infatti contiene un netto ammonimento (clear warning) a Kiko e Carmen.

* Purtroppo per i vescovi giapponesi, se in Giappone la fabbrica di "preti neocatecumenali" è stata chiusa, restano ancora dei parroci neocatecumenali e dei fedeli neocatecumenali che non hanno ancora cominciato quel radicale cambiamento di mentalità.

SITUAZIONE ATTUALE E CONCLUSIONI

Ora il cammino è tornato pesantemente e aggressivamente alla carica per ribaltare la situazione: è evidente che non riescono ad accettare alcun tipo di sconfitta o di ripulsa che possa ostacolare l'inesorabile e finora inarrestabile ed inarrestata espansione del cammino, nonostante i molti rilievi. Non si riesce ad accettare che ci sia qualcuno che non 'approva' il cammino. E' forse ormai il secondo superdogma dopo il dogma dei dogmi che è diventato il concilio?

In loco abbiamo registrato anche i rilievi dei dei vescovi di Terra Santa: tutti gli Ordinari hanno firmato la lettera, rimasta com'è ormai consuetudine senza alcun esito, al pari degli analoghi reiterati richiami del Papa. Sta di fatto che quella lettera contiene molte reprimende, sempre centrate sulla liturgia e sull'unità ecclesiale; ma poiché essa inizia con delle lodi incoraggianti, i NC ne hanno estrapolato solo queste per farsi pubblicità su Wikipedia che hanno monopolizzato. Infatti c'è un monitoriaggio NC sempre desto, che rettifica immediatamente qualunque modifica venga fatta alle loro enfatiche promozioni del cammino...

Quanto al Giappone, non riescono a digerire un rifiuto così generale ostinato e tenace. E, ovviamente la versione di Kiko è quella ad intra, promozionale e trionfalistica come sempre... Ma la parola dei vescovi, sarà efficace a fronte di Filoni & C.?

Alcune osservazioni sulle parole di Kiko nel recente Annuncio:
Il secondo punto: chiediamo che sia fatta pubblica l’approvazione che, dopo accurato esame teologico, ha fatto la Dottrina della Fede su tutti i “mamotreti”, e anche l’approvazione della liturgia del Cammino.
da questa dichiarazione si possono trarre delle considerazioni:
  1. viene chiesto che venga reso pubblico l'evento-approvazione dei Direttori (che dovrebbe comunque esserlo automaticamente, non a richiesta, dato che riguarda tutta la Chiesa)...
    e i contenuti? Quel che conta è la LORO PUBBLICAZIONE (non tanto la pubblicità dell'evento che sarebbe usata come grimaldello al pari degli statuti), perché è inammissibile che una realtà ecclesiale possa far valere l'Arcano alla pari di una setta gnostica. O è stato approvato anche l'Arcano? E, se sì, in virtù di quale cambiamento nella dottrina cattolica, applicato senza che nessuno ne sia messo al corrente?
  2. si parla inoltre anche dell'approvazione della liturgia del cammino, che evidentemente risulta ancora sub iudice, dal momento che su essa la competente Congregazione del Culto si è espressa con i noti rilievi della Lettera di Arinze, totalmente disapplicati in maniera assolutamente anomala in virtù dello Statuto, a sua volta regolarmente disapplicato (vedi foto della comunione seduti: gli unici in piedi sono i ministri' che passano con i calici, Garda convivenza ottobre 2010). Quale approvazione? Liturgia del cammino, modificata da un laico? Ne deduco che la "liturgia" del cammino non era e non è ancora approvata e non lo era quando lo statuto è stato consegnato. Non esiste e non può esistere nella Chiesa cattolica una "liturgia" del cammino: conosciamo gli abusi, le disobbedienze, sappiamo che il Papa ha prescritto le modifiche che non sono state fatte.
    È sempre più evidente che il Papa è stato messo davanti al fatto compiuto nel 2008 e che la consegna dello statuto e lo statuto stesso sono una pagina molto scura della storia della Chiesa. Se adesso avvenisse la stessa cosa con i Direttori, la cosa darebbe davvero molto da pensare...
  3. risulta evidente anche in questa circostanza un grande esiziale scollamento tra il Trono più alto e la Segreteria di Stato (Filoni-Bertone)... del resto dopo aver assistito sgomenti:
    • alla mancata proclamazione del Curato d'Ars patrono dei Sacerdoti, annullata all'ultimo momento;
    • a mancate comunicazioni del Papa a congregazioni religiose che attendevano il suo placet per celebrare il VO, inopinatamente archiviato in Segreteria e tirato fuori dopo un sollecito. Cito: Ad esempio, i trappisti di Mariawald, benché autorizzati dal Santo Padre per tornare alla disciplina tradizionale e al rito di San Pio V, non lo sapevano e non ottenevano risposta, perché la Segreteria di Stato aveva archiviato l'autorizzazione papale. Fu necessario per sbloccare la situazione che fosse fatta una nuova domanda e fosse consegnata direttamente nelle mani del Santo Padre da un prelato di fiducia, che si è sentito dire dal Papa che aveva già dato da tempo l'autorizzazione. ;
    • Così come fu necessario alla conferenza episcopale Giapponese tornare alla carica dal Papa dopo il contrordine di Bertone un giorno prima della già concordata (col Papa) chiusura del seminario di Takamatsu
Attenzione anche a questa affermazione:
...perché riguardo ad una realtà approvata dalla Santa Sede, di diritto pontificio, come è il Cammino Neocatecumenale, una Conferenza Episcopale non può prendere una posizione del genere senza il consenso della Santa Sede. Come sapete, infatti, il Cammino Neocatecumenale è stato istituito dalla Santa Sede come una “fondazione di beni spirituali con personalità giuridica pubblica”.[...] . E’ la prima volta nella Chiesa che si istituisce una fondazione di beni spirituali: siamo i primi. Tutte le altre fondazioni sono insiemi di beni materiali.
NON E' VERO... certo i comuni adepti che non conoscono il Diritto Canonico se la possono anche bere; ma, per dimostrare che Kiko mente (e che non siamo noi a inventarci o a falsificare le cose, come sono soliti quotidianamente bollarci i denigratori nel tentativo oltretutto pedestre - in quanto fondato solo su accuse, proclami e illazioni senza argomenti né documenti - di delegittimarci) basta citare il diritto canonico:
"Can. 115 -
§1. Le persone giuridiche nella Chiesa sono o insiemi di persone o insiemi di cose.
[...]
§3. L'insieme di cose, ossia la fondazione autonoma, consta di beni o di cose, sia spirituali sia materiali, e lo dirigono, a norma del diritto e degli statuti, sia una o più persone fisiche sia un collegio."

Inoltre il cammino viene in precedenza qualificato come "realtà di Diritto Pontificio" (?) Di "Diritto Pontificio" si parla per quelle istituzioni ecclesiastiche come: gli istituti religiosi e secolari, le società di vita apostolica.... erette dalla Santa Sede o da essa approvate tramite un suo decreto formale. Le istituzioni di Diritto Pontificio dipendono in modo immediato ed esclusivo dalla Sede Apostolica in quanto al regime interno e alla disciplina... ed infatti hanno alla guida UN DELEGATO PONTIFICIO che spesso è un vescovo o un cardinale...

Un iniziatore che autoincensa la sua 'costruzione umana' con delle falsità, può essere considerato credibile? Come può di fatto, nella Chiesa di Cristo, esercitare poteri maggiori di quelli di un vescovo?

Forse che Arguello sta cercando una scappatoia facendo pressione affinchè venga solo detto che i testi sono approvati evitando la pubblicazione? Se così fosse e se Arguello ottenesse soddisfazione sarebbe gravissimo e la prova che esiste nella Chiesa un gruppo che tiene nelle sue mani, grazie ad un potere occulto, le autorità della nostra Chiesa. Sarebbe uno scandalo che non verrà ignorato ma messo in luce e reso pubblico.

Mi fa molto pensare che il Papa, che ha già ascoltato le ragioni dei vescovi giapponesi almeno due volte secondo i documenti ufficiali, debba aver bisogno di ascoltarle una terza... bisogna attendere l'esito dell'udienza del 13 dicembre prossimo. Ma, in seguito all'udienza, più che le ormai ricorrenti TROMBE di Kiko, ci piacerebbe sentire LE CAMPANE del Papa, anche se da una parte, conoscendo l'entità della mistificazione e della malsana potenza neocat insieme all'aria ondivaga di questi ultimi tempi, mi scopro un po' a temerle, "le campane" del Papa...

E' molto indicativo del clima respirato dai camminanti questo post del blog parassita:
Gli "Osservatori"cominciano a capire che abbiamo detto la verità.
e ora cercano di dissimularla. E' la solita tattica!!Non capiscono CHE E' FINITA!!
Vorrei proprio capire quale è la motivazione pastorale che addurranno i Vescovi giapponesi!
Voglio dire:Quale è il bene che può venire dalla censura del Cammino Neocatecumenale in Giappone?Vorrei proprio che lo spiegassero.
La Chiesa Cattolica non è come le Chiese ortodosse che sono ACEFALE cioè ogni Chiesa si autogoverna.
Il Cammino è stato approvato per tutta la Chiesa dal Papa ed il Successore di Pietro ha potere assoluto e immediato su tutta la Chiesa e può intevenire in tutte le Chiese. Quello che ha fatto la Conferenza Episcopale Giapponese equivale a come se una Conferenza Episcopale volesse vietare l'applicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum.
Intanto vorrei proprio capire cos'è che E' FINITA... per noi non finisce nulla è la nostra Chiesa che è in pericolo.

Sorvoliamo sull'assoluta impermeabilità ai nostri ARGOMENTI per di più basati su documenti originali del camino nonché sul sito Ufficiale della Conferenza episcopale giapponese accessibile a tutti... e per assurdo saremmo noi che dissimuleremmo la verità...

Proprio non si riesce a capire come mai o in base a quale logica il "cammino DEVE essere per TUTTA la Chiesa" e addirittura il Papa, che da tre anni non riesce neppure a pubblicare il documento attuativo del Summorum Pontificum, dovrebbe IMPORSI sulla conferenza episcopale giapponese in base alla volontà di Arguello, mentre molti fedeli assetati di Sacro non vedono imposta ad alcun vescovo renitente l'attuazione di un Motu proprio, che è un suo Atto Straordinario di espressione di volontà, molto più vincolante di un semplice Statuto!!!!

Amici miei, se dovesse accadere una cosa del genere, saremmo noi a far risuonare né le trombe di Kiko né campane del Papa, ma tutti i tamburi di cui potremo disporre!!!!!

Intanto fa pensare che per imporre il cammino il primato Petrino torna alla grande, mentre di recente il Papa ha dichiarato che lui non è un monarca assoluto in piena assonanza con la "collegialità" conciliare. Se i NC sono davvero un frutto del concilio dovrebbero dare anche valore alla collegialità! Oppure ci sono frutti e frutti?

I vescovi giapponesi hanno già detto tutto al Papa - e in più riprese - quando hanno spiegato i motivi per la chiusura del seminario: questo articolato documento e tutti gli altri leggibili dai link visitabili chiariscono perfettamente la questione. E non emerge niente di diverso da quanto si denuncia da anni in tutto il mondo. Sarebbe incredibile che il Papa dovesse rimangiarsi le precedenti decisioni concordate con i vescovi. Così come non è credibile che si sia rimangiato la Lettera di Arinze sulla Liturgia, dato che essa rispecchia i canoni cattolici stravolti dal cammino, che non può parlare così sfacciatamente di "Liturgia del Cammino", come se un movimento potesse avere una liturgia propria, per di più modificata da un laico!

Veramente ha dell'incredibile tutto quanto andiamo testimoniando e denunciando da anni... eppure accede nella e alla nostra Chiesa o dovremo rassegnarci al fatto che non sembra più la nostra e dobbiamo continuare a sentirci "prigionieri in casa"? Ma così come si esprime ora è ancora la nostra casa?
Signore, DOVE andremo?

sabato 4 dicembre 2010

Dal documento originale: la mistificazione neocatecumenale sul Giappone

Questo è l'annuncio fatto in una parrocchia romana il 23 novembre scorso: la loro verità sul Giappone... Pubblico senza commenti: ma non posso non inserire il link ai nostri precedenti basati sulle comunicazioni ufficiali della Conferenza Episcopale Giapponese. [vedi anche]
________________
"Il Cammino, come sapete, è particolarmente per i lontani, e la prova è che nel Cammino, in Giappone, ci sono più di 200 fratelli giapponesi che sono stati battezzati lungo il Cammino. Ed attualmente ci sono nel Cammino 21 giapponesi che si stanno preparando per ricevere il battesimo. Abbiamo consultato i fratelli del Giappone per sapere quanti erano lontani dalla Chiesa e sono circa 300 fratelli.

Il problema è che i Vescovi che hanno accolto il Cammino, che ci volevano tanto bene, sono morti o emeriti, e i Vescovi che sono subentrati sono arrivati con dei pregiudizi, ed è stato quasi impossibile spiegare loro il Cammino. Non lo conoscono e non accolgono i catechisti che gli potrebbero spiegare cosa è.

Dopo di ricevere questa lettera della Conferenza Episcopale del Giappone, nel mese di giugno scorso, firmata da tutti i vescovi del Giappone, in cui ci chiedono di chiudere il Cammino Neocatecumenale in tutte le parrocchie del Giappone per 5 anni, abbiamo consultato la Santa Sede, che ci ha detto di non prendere in considerazione la lettera, perché riguardo ad una realtà approvata dalla Santa Sede, di diritto pontificio, come è il Cammino Neocatecumenale, una Conferenza Episcopale non può prendere una posizione del genere senza il consenso della Santa Sede.

Come sapete, infatti, il Cammino Neocatecumenale è stato istituito dalla Santa Sede come una “fondazione di beni spirituali con personalità giuridica pubblica”. Uno di questi beni è il Neocatecumenato, con le sue tappe – fase kerigmatica, primo scrutinio, 2 scrutinio, ecc. tutto il percorso neocatecumenale –. Se un Vescovo o una conferenza episcopale ha qualche problema con questo “bene” deve dialogare con noi, responsabili del Cammino a livello mondiale, perché il Papa ci ha fatto garanti dell’autenticità dell’attuazione del Cammino nelle diocesi. La Chiesa riconosce che il Neocatecumenato è un bene spirituale enorme per tutta la Chiesa. E’ la prima volta nella Chiesa che si istituisce una fondazione di beni spirituali: siamo i primi. Tutte le altre fondazioni sono insiemi di beni materiali.

Nello statuto del Cammino si dice che esso è costituito da 4 beni spirituali:
1. il neocatecumenato;
2. l’educazione permanente nella fede;
3. il catecumenato per i pagani; cioè possiamo applicare l’Ordo initiationis christianae adultorum, OICA, all’interno del cammino; [ma lo fanno a modo loro] - [vedi anche] - [vedi anche]
4. la organizzazione a livello mondiale della catechesi: quello che facciamo quando raduniamo tutti i catechisti a Porto S. Giorgio e vi chiediamo come va l’evangelizzazione e poi vi rinviamo in un movimento di sistole e diastole, come un cuore.

La Santa Sede ci disse che invierebbe una nota al Nunzio del Giappone con delle indicazioni precise.

Noi abbiamo inviato una brevissima lettera di risposta alla Conferenza Episcopale, come ci ha detto la Santa Sede. Diciamo che, dato che il Cammino è stato istituito ed approvato dalla Santa Sede, abbiamo sentito il dovere di consultare istanze superiori. E che speriamo che, prima di arrivare ad una censura così forte di chiudere il Cammino in tutte le parrocchie, sarebbe importante poter dialogare, potersi riconciliare, vedere in che cosa abbiamo sbagliato, cercare di chiarire le cose, dato che pensiamo che le loro accuse non corrispondono a verità.

I Vescovi del Giappone ci hanno scritto di nuovo il mese scorso, ribadendo la loro decisione di chiudere il Cammino per 5 anni, e mettendo una data che è domenica prossima. Prima del 28 novembre, prima domenica di Avvento, ogni Vescovo deve aver fatto un documento di proibizione del cammino, in ogni diocesi e letto a tutti i preti. E i Vescovi hanno cominciato a fare questi documenti: i vescovi di Tokio, Niigata, Kyoto, ecc.

Il Papa, come vi dicevo prima, ci ha ricevuto in udienza privata a Carmen, P. Mario e me il giorno 13 scorso. È stata un’udienza fantastica. Abbiamo parlato su 4 punti.

Il secondo punto: chiediamo che sia fatta pubblica l’approvazione che, dopo accurato esame teologico, ha fatto la Dottrina della Fede su tutti i “mamotreti”, e anche l’approvazione della liturgia del Cammino.

Terzo punto: “Parliamo anche del Giappone”, dice il Papa. “Abbiamo pensato incontrare qui, alla Santa Sede, alcuni Vescovi del Giappone, per parlare sul Cammino Neocatecumenale”. Cioè, il Papa in persona scende in campo con noi! (applauso)

Il 12 dicembre, domenica, è Nostra Signora di Guadalupe. Il 13 dicembre, lunedì, giorno di Santa Lucia, ci sarà questo incontro di alcuni Vescovi del Giappone con il Papa, ecc. Perciò vorremmo che ci aiutaste pregando il rosario. Facendo un rosario al giorno e leggendo questa preghiera che vi darò ad ognuno di voi."
_______________________
Non ho parole per commentare questa evidente distorsione della realtà e il silenzio della Curia, che permette che circolino solo le loro versioni dei fatti e non interviene o sembra intervenire solo per 'approvarli'...

venerdì 3 dicembre 2010

Non c'è limite alla menzogna e alla strumentalizzazione

Pubblico la lettera che segue perché in questo caso usare la noncuranza sarebbe grave oltraggio alla verità, lasciando senza rettifica le artate e distorte dichiarazioni che fanno circolare sulla rete.

Purtroppo il cammino non è nuovo a tecniche di informazioni manipolate. E, visto che se ne parla, guardate il blog parassita, condotto con accuse insulti e scorrettezze anche feroci; menzogne ripetutamente smascherate e più volte smontate con documenti e argomenti di ragione, ma ripetute ad oltranza e sfrontatamente riproposte come se avessimo parlato al vento; dichiarazioni monche che fanno apparire solo una parte delle questioni dibattute... è così che funziona e che fa presa il cammino...

Ed ora chissà perché hanno tirato fuori la questione del Giappone e di Takamatsu, che chi è interessato può leggere dal link, risalendo anche ai precedenti, che riporta a documenti ufficiali della Conferenza Episcopale Giapponese, d'accordo col Papa sulla chiusura del seminario sventata il giorno prima dell'evento da Bertone che interviene come Deus ex machina ribaltando la situazione... i vescovi giapponesi non hanno accettato, ricorrendo nuovamente al Papa. Ragion per cui i nostri sono stati costretti a chiudere il Seminario ma, per non abolirlo, lo hanno trasferito a Roma col consenso della Segreteria di Stato: ed è rimasto Roma/ Takamtsu per il Giappone. Ora chissà per quale motivo la questione viene presentata in tutt'altri termini, al solito menzogneri e manipolati ad usum cammini. Ed ecco la lettera:
Cara Maria,
è tanto che non lascio commenti sul blog, ma lo seguo sempre con molta attenzione. Innanzitutto vorrei raccontarti una cosa. [...] fatti interni di comunità che mi astengo dal divulgare per garantire la privacy di chi scrive.

Ma non è questo il motivo per cui ti scrivo.
So benissimo che non dovrei andare a guardare "l'altro blog", ma poco fa ci ho fatto una capatina per il fatto del direttorio catechetico che (a detta loro) sarebbe stato consegnato (ovviamente in segreto, perchè le cose nella nuova chiesa si fanno così). Insomma ci ho cliccato su e cosa ti vedo? Ti ricordi l'episodio del seminario di Takamatsu? Bene: l'intera conferenza Episcopale Giapponese avrebbe pubblicato un documento in cui si vieterebbe ogni attività CNC per 5 anni.

"Ovviamente" la Santa Sede (con il Papa in prima persona) è intervenuta dicendo che "la conferenza Episcopale non può fare una cosa del genere" (!?) e che quest'ultima è stata convocata in riunione urgente il 13 dicembre prox a Roma per risolvere la questione. Ti tralascio la preghiera che tutti gli NC sono invitati a recitare (dove si parla delle forze del male che bloccano la Chiesa, ovvero il cammino)

Ora io ho cercato questo documento (la conferenza Episcopale Giapponese ha un sito), ma non l'ho trovato. Io mi sono fatta una personale idea: secondo me è una bufala. Le visite "ad limina" sono concordate da anni, vuoi vedere che il 13 dicembre tocca proprio ai giapponesi?

Non parliamo poi del fatto che la Conferenza Episcopale non ha i poteri per fare una cosa simile. Ma il Cammino non è al servizio del vescovo? Quindi se il vescovo dice che non li vuole dovrebbero ubbidire o no? Questa frase poi mi ha gelato (proferita dal signor catechista che, in malafede, ha chiamato P....). "Oltretutto la personalità giuridica pubblica del Cammino fa si che esso rappresenti la Chiesa non se stesso." Quindi il cammino è la Chiesa e se i vescovi non lo vogliono "disubbidiscono al Papa" Vuoi vedere che abbiamo a che fare con uno scisma bello e buono? Scusa la battuta, ma era per non piangere...

Cmq vedi di capire come stanno le cose (questo documento esiste o non esiste?)
Buon lavoro, (firma)
______________________
Carissima amica e carissimi tutti,
mi sembra di rivivere un deja vu, come nell'imminenza dell'approvazione degli statuti, quando li davano per approvati e ancora non lo erano... Per quanto riguarda il Direttorio, non mi meraviglierei di vederlo approvato, conoscendo potere, agganci e il diffuso modernismo della Curia, che non è certo a favore né della Verità né della Tradizione che la custodisce e la trasmette. Naturalmente sembrerebbe impensabile un'approvazione nella stesura che corrisponde alla "tradizione orale" corrente, perché davvero non è cattolicamente commestibile... e non siamo noi a dirlo, ma illustri teologi e sacerdoti. Tuttavia:
  1. se li pubblicassero così come sono nella "tradizione orale" corrente, gli adepti potrebbero vedere in anticipo tutto quanto di solito DEVE rimanere segreto; il che risulta altamente improbabile, ma verrebbero sbandierati come grimaldello al pari dello statuto
  2. se li pubblicassero, come è possibile, addomesticati, gli adepti potrebbero riconoscere le difformità tra quel che succede e quel che è davvero autorizzato. Ma, nello stesso tempo, nessuno dall'esterno avrebbe la possibilità di verificarne il rispetto, data l'inesorabile blindatura del cammino.
  3. questa seconda ipotesi forse servirebbe a poco lo stesso, perché troverebbero il modo di motivare i loro comportamenti difformi, tanto è forte il potere di coinvolgimento e la capacità di persuasione della comunicazione interna e della famosa "tradizione orale"...
  4. Non dimentichiamo che nelle librerie cominciano a circolare le nuove Pastorali diocesane, che purtroppo riportano pari pari linguaggi e prassi del cammino, che stanno fagocitando le pastorali di molte se non tutte le diocesi.
In ogni caso ci teniamo almeno a smentire la questione del Giappone, così sgradevolmente falsificata... Ma al di là di tutto, si può davvero pensare che chi ha bisogno di inganni, sotterfugi e strategie manipolatorie (che spaccia per carìsmi) per aumentare i consensi o raggiungere i suoi obiettivi può essere una realtà positiva?

mercoledì 1 dicembre 2010

"nuova evangelizzazione" affidata al cammino neocatecumenale. Di che si tratta... E poi?

Leggo dall'Osservatore Romano del 28 novembre su "La Spagna e la nuova evangelizzazione", a conclusione dell'assemblea plenaria dell'episcopato spagnolo:
[...]
Numerosi gli argomenti affrontati durante l'assemblea. I presuli hanno approvato un documento, "Criteri sulla cooperazione missionaria", presentato dalla Commissione episcopale di missioni e cooperazione tra le Chiese. Un altro documento intitolato "Progetto di coordinamento della parrocchia, della famiglia e della scuola per la trasmissione della fede" è stato presentato da monsignor Casimiro López Llorente, vescovo di Segorbe-Castellón de la Plana e presidente della Commissione episcopale per la catechesi.

Questo è ciò che si profila in Spagna. Conoscendo gli addentellati spagnoli di Kiko, sorge legittimo un dubbio che diventa un interrogativo serio. Se dietro a questo Progetto c'è, come ormai avviene in Italia e in molte delle sue diocesi, il Cammino nc nonché la cosiddetta "conversione pastorale" - così la chiama (!?) la CEI nel suo più recente documento - che diventa "conversione al cammino" i cui metodi e prassi entrano in tutte le parrocchie, allora possiamo dare l'addio a quel che ancora resta della Chiesa cattolica!

A chi mi chiedesse il perché, risponderei con alcune osservazioni:

  1. noi crediamo che ci si salva è Cristo Signore e anche nel cammino lo si dice (molto meno spesso rispetto ad altre suggestioni veterotestamentarie, ma qualche volta lo si dice, sia pure more luterano come 'copertura' del peccato piuttosto che come vittoria sul peccato). Però: il Signore Gesù, che è Vero Uomo, ma che è anche Vero Dio e quindi appartiene all'ordine del Sprannaturale, nel cammino viene immanentizzato in quanto identificato con Comunità-Liturgia-Parola, che non sono nemmeno quelle originarie-Apostoliche, ma sono secondo la 'rivisitazione-reinterpretazione' giudeo-luterano-gnostica dell'iniziatore
  2. se è il Signore che ci salva, perché nel cammino si dice "non resistete al male"?, anzi si richiama la kenosis (che nel cattolicesimo rappresenta lo 'spogliamento' da parte del Signore della sua divinità, per assumere la nostra umanità), che invece nel cammino rappresenta "la discesa nel proprio male" per scoprire quanto siamo peccatori e quanto Cristo ci ama perché nonostante il nostro peccato ci salva... ma questa salvezza, nel cammino, non è conseguente al riconoscimento del peccato e al combattimento vissuto in Cristo per mezzo della sua Grazia che ci raggiunge copiosa nella penitenza e nell'Eucaristia e che ci consente di 'imitarlo' con la nostra vita che, nella Sua Offerta, diviene nostra Offerta al Padre... invece è la comunità che salva, è la comunità che perdona persino attraverso rituali che non hanno nulla a che vedere con quelli vissuti nella Chiesa (ad es. la lavanda dei piedi) e, comunque, non esiste alcuno 'sforzo', alcuna responsabilità personale nel vincere il peccato. Lo sforzo richiesto ai camminanti è quello di 'svuotarsi di sé', cioè dell'annullamento totale della propria personalità per accogliere le suggestioni e le prassi del cammino e 'costruirsi' come persona, in base alle corrispondenti feree e rigide modalità e tempi identici per tutti; il che è già di per sé un fatto aberrante, perché ogni uomo oltre ad avere tempi ed esigenze diverse, E' diverso da ogni altro uomo e solo nella libertà e non nella coercizione, può crescere in umanità e maturità spirituale in Cristo!

  3. noi siamo un nuovo corpo una nuova natura. Con questa espressione, Kiko si appropria di quella che è la realtà della Chiesa Corpo mistico di Cristo, e la attribuisce pari pari al cammino (e in esclusiva! quindi si pone e si propone come la NUOVA CHIESA), ma vi introduce anche elementi nuovi immanentistici (Cristo identificato col Cammino, con la comunità: "Dios es Comunidad Liturgia Palabra... QUELLA comunità QUELLA Liturgia, QUELLA parola= il Cammino, capite?)...

    E ora esaminiamo cosa intende con "nuova natura": egli non intende lo "Spirito del Signore Risorto", accogliendo il quale diventiamo figli di Dio per adozione e non acquisiamo la "natura divina", ma conserviamo la nostra natura umana che, Redenta da Cristo, ne riceve la Vita, i sentimenti, le Grazie incommensurabili... che è molto diverso dall'acquisire la natura divina che somiglia molto al "sarete come dei"!

    Cerchiamo dunque di sviluppare un discorso su questo elemento non banale, ma di certo trascurato dai vescovi, in base agli insegnamenti kikiani tratti dalle catechesi che, nonostante le ripetute affermazioni in contrario non sono state affatto corrette se non con l'aggiunta qua e là di articoli del CCC. come specchietti per le allodole che, se pure vengono introdotti insieme al resto, risultano alla fine vanificati dalla sostanza degli insegnamenti kikiani nonché dalle prassi distorte e dostorcenti...

    A pagina 30 di Orientamenti Arguello dice: "Gesù Cristo è presente dove si manifesta lo spirito di Cristo. Questo chi lo sa? L'Apostolo (= il catechista). Non sei tu che sai se sei Cristiano e ti trovi ancora nel Cammino neocatecumenale, è l'apostolo, il catechista.. è certo lui, il fratello, che lo sa". E OR, pag.188: "Tu puoi crederti cristiano di prima fila. E se il tuo catechista non vede che tu dai segni del cristiano, tu non passi, perché è lui che ha in nome del Vescovo il carìsma di discernere gli spiriti".(!?)
    Solo con l'atto di amare il nemico si entra nella Chiesa, dice Kiko. Questa allora diventa la realtà dove si realizza questo amore impossibile all'uomo. E si realizza perché "a quelli che Dio chiama per essere cristiani (a far parte della Chiesa), Egli darà questa capacità, dando loro il suo spirito e la sua stessa natura (!?) e questi risuscitati trasformati morti al peccato che compiono opere di vita eterna per Gesù che abita in loro, sono la Chiesa" (I Scrut pag.96-97)

    Ma se la Chiesa fosse veramente quella che dice Kiko [il quale, in realtà, si riferisce al Cammino] il diventare cristiani non è una libera risposta dell'uomo ad un Dio che chiama, ma un dono assolutamente gratuito che Dio dà a chi vuole e non a tutti. Ne consegue che chi non arriverà al traguardo dell'amore al nemico non ha nessuna colpa personale: il fatto accade perché Dio non lo ha chiamato (OR pag. 355 e segg.; Shemà pag. 101)

    Si resta inorriditi davanti a queste affermazioni che provengono da una persona che molti vescovi e sacerdoti considerano l'inviato di Dio alla Chiesa del nostro tempo per rinnovarla.

    Con le sue parole, inoltre Kiko ripete l'eresia dei predestinazionisti, dei calvinisti, dei giansenisti, che sono stati condannati dal Papa Alessandro VIII nel 1690. Le conclusioni di Kiko aprono le porte non alla Speranza che ci salva, come ha detto il Papa nella sua enciclica, ma alla disperazione più nera perché, se l'uomo è capace di amare il nemico e di raggiungere la salvezza soltanto perché in lui c'è Cristo che opera, tutti quelli che non hanno questa presenza e non hanno lo spirito di Cristo mai raggiungeranno la salvezza.

    Arriviamo così a concepire un Dio che non vuole più, come ci dice la Rivelazione, la salvezza di tutti gli uomini e a negare una verità di fede rivelata sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento e definita dal Concilio di Orange, da quello di Trento e insegnata da sempre dai Padri e dalla dottrina della Chiesa.

    Anche S. Agostino avrebbe sbagliato quando ha scritto: "Dio non abbandona i giusti se non viene prima abbandonato da loro". Come pure sarebbe falsa l'altra sua stupenda frase: "Chi ti ha creato senza aver bisogno di te non ti salverà senza il tuo concorso". Diventa anche falso l'insegnamento di Gesù che ci insegna a rivolgerci a Dio come al Padre dei Cieli, perché come potrà essere chiamato Padre colui che non vuole la salvezza di alcuni dei suoi figli?

    Anche la Chiesa insegnerebbe allora il falso quando ci invita a confidare in Dio perché, come ci ricorda la Rivelazione, noi tutti siamo suoi figli.

    Infatti Kiko dice: "Bella questa! Non è vero che tutti siano figli di Dio. Gli uomini sono creature di Dio, ma non figli... figlio è colui che ha realmente la natura divina dentro. È vero che Dio in Cristo ha chiamato tutti gli uomini alla divinità, alla natura divina, a diventare figli di Dio, ma in potenza". (I Scrut pag. 96-97)

    Con queste parole con le quali Kiko manifesta di non conoscere affatto la natura e gli effetti della Grazia santificante, egli nega esplicitamente quanto l'Apostolo Giovanni aveva affermato nella sua I Lettera al cap.3, 1-3 :"Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio e lo siamo realmente. Carissimi, noi siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando Egli si sarà manifestato noi saremo simili a Lui, perché lo vedremo come Egli è".

    Per Kiko ed i suoi seguaci queste parole ispirate non contano nulla. Per lui non tutti gli uomini sono figli di Dio in atto ma solo in potenza!!! Per lui i cristiani sono soltanto quelli che "fanno le opere di vita eterna". Colui che non fa opere di vita eterna (e per Kiko questo significa chi non ama il nemico) "non è eletto per essere Chiesa e basta!"

    Attenti bene a questa affermazione categorica di Kiko: "chi non fa opere di vita eterna non è eletto e basta (OR pag. 355). Per cui chi non è stato eletto, proprio per questo, non ha nessuna colpa se non riesce a compiere opere di vita eterna. Si deve allora concludere che quest'uomo non si salva perché Dio non lo vuole salvare, non lo ha eletto.

    E continua: "Noi non sappiamo se è successo perché non ha saputo rispondere alla Parola. La sola cosa che sappiamo è che non ha lo spirito Santo e perciò non è eletto e basta!" (OR pag. 355) E per chi non avesse ancora capito, Kiko continua: ""Non dite che siete cristiani. Cristiano è colui che ha la vita eterna... Chi non ha la vita eterna dentro di sé non è di Cristo". (I Scrut pag. 46-47)

    Ma allora si può concludere che qualcuno davanti a Dio è più simpatico dell'altro? Se questo è vero, dove va a finire la verità della fede sulla bontà e giustizia di Dio e sulla sua volontà salvifica verso tutti gli uomini?

    "Niente paura" risponde Kiko (Shemà pag. 101) "Non vi preoccupate, perché a quelli che Dio non elegge non gli succede niente. Vuol dire semplicemente che invece di essere una lampadina che illumina, saranno una sedia illuminata". Gli ospiti di un manicomio forse possono parlare nella stessa maniera.

    Con queste parole davvero farneticanti Kiko insegna la dottrina giansenista della predestinazione, già condannata dalla Chiesa nel Concilio di Orange (Decreto n.200) e quello di Trento (Decreto 825). Dottrina condannata dalla Sacra Scrittura, in cui si afferma che i precetti di Dio possono essere facilmente adempiuti dai giusti (resi giusti dal Signore, se accolgono il suo perdono e la Sua Grazia santificante). cfr Mt 11,30 "Il mio giogo è soave, il mio carico leggero". E S. Paolo (1Cor 10,13) "Dio è fedele. Non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con al tentazione provvederà anche il buon esito, dandovi il potere di sopportarla". Ed Ezechiele 33,11 dice: "Io non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva" E S. Pietro nella II Lettera 3,9 dice: "Il Signore usa pazienza... non volendo che alcuno perisca, ma che tutti ritornino a penitenza". E le citazioni potrebbero continuare...