giovedì 11 luglio 2019

Un nuovo vescovo neocatecumenale, per meriti di... "paradiso fiscale"

Turks e Kikos
Certe situazioni sembrano incredibili e purtroppo son vere.

Di questa vicenda se ne è parlato poco perché non sono emersi scandali enormi come a Guam, ed anche perché nelle isole Turks e Caicos i cattolici sono soltanto l’11% (per un totale di tremila anime, data la piccola popolazione), quindi l’incistarsi del Cammino apparentemente non aveva destato molti allarmi.
Purtuttavia, zitti zitti, i neocatecumenali si fanno strada in tale paradiso fiscale, dove si dice abbiano "portato la Chiesa", avendo invece portato SOLTANTO il CAMMINO NEOCATECUMENALE.

Procediamo per ordine, per poi arrivare ad oggi.

Turks e Caicos, un insieme di isole caraibiche vicino a Cuba, territorio d'oltremare britannico, è un ben noto paradiso fiscale e bancario. In quanto paradiso fiscale, si distingue per una giurisdizione offshore regolamentata che funge da domicilio di molte istituzioni finanziarie internazionali, trust, fondi comuni e hedge, società di investimento, assicurazioni e società offshore. Il successo di Turks e Caicos come paradiso fiscale è in gran parte attribuito al governo stabile del paese, alla crescita economica e ai professionisti addestrati nei settori legale e finanziario.

Il paradiso non solo fiscale di Turks e Caicos
Il TCI (Turks and Caicos Islands) è anche un noto centro bancario "off-shore". La sua pratica bancaria e le sue infrastrutture sono ben al di sotto degli standard internazionali accettabili ed è nota per la sua mancanza di trasparenza. Questo rende il TCI un luogo ideale per criminali, evasori fiscali, altri individui e società corrotte per mettere da parte i loro soldi. Infatti, nel 2009, il Regno Unito ha sospeso l'autogoverno delle Isole Turks e Caicos dopo accuse di corruzione, e l'autogoverno è stato ripristinato nelle isole solo dopo le elezioni del 2012.
https://www.offshoreprotect.com/Informations/turks-caicos-islands.html
La "missio sui iuris" cattolica: in questo paradiso fiscale offshore, notoriamente politicamente e finanziariamente corrotto delle isole Turks e Caicos, è venuta in essere sotto la giurisdizione episcopale di Newark, la diocesi dello scandaloso ex cardinale McCarrick.

Che cos’è una “missio sui iuris”?

Secondo il Diritto Canonico (cfr. canone 368), una Missio Sui Iuris, missione a sé stante, è l'inizio dell'istituzione di una chiesa particolare in un territorio concreto. Infatti, dopo aver piantato la parola di Dio in un territorio, il territorio della missione diventa un'entità ecclesiastica chiamata Missio Sui Iuris. Questa entità può appartenere ad un determinato territorio ecclesiastico (nel nostro caso, alle diocesi di Nassau, Bahamas) ma essere governata dall'ordinario di un altro territorio (nel nostro caso, dall'ordinario di Newark, New Jersey, USA).
Quindi, l'Ordinario che governa la Missio Sui Iuris è il suo Superiore ecclesiastico.

Questa missione comprendente la totalità del territorio, che è alle dipendenze del Regno Unito, è suffraganea della diocesi di Nassau e membro della Conferenza Episcopale delle Antille.
La missione di Turks e Caicos fu eretta dalla Arcidiocesi di Nassau il 10 giugno 1984. Era inizialmente unita alla Arcidiocesi di Nassau, con l'arcivescovo di Nassau che serviva come superiore e forniva i sacerdoti dalle Bahamas. Tuttavia, nel 1998, l’amministrazione è stata trasferita alle le Arcidiocesi di Newark negli Stati Uniti, mentre era arcivescovo McCarrick. Da allora, l'arcivescovo di Newark è il superiore della missione: nomina un vicario generale e i sacerdoti da Newark per servire nelle le parrocchie della missione.
Chiaro? Turks e Caicos sono state praticamente ignorate dalla Chiesa per molto tempo, fino a quando McCarrick non fu (improvvisamente! miracolosamente!) messo in carica.


Nel luglio del 1998, si dice su richiesta della Santa Sede, l'arcidiocesi di Newark fornì due sacerdoti a servizio della comunità cattolica delle Isole Turks e Caicos a tempo pieno, e nell'autunno del 1998 assunse la responsabilità della cattolica romana Missio Sui Iuris delle isole Turks e Caicos.

La parrocchia di Nostra Signora della Divina Provvidenza è una missione cattolica che divenne parte della giurisdizione ecclesiastica dell'Arcidiocesi di Newark nel 1998. La missione serve due parrocchie, una cappella e una fiorente scuola cattolica, Holy Family Academy, tutto in mano al Cammino Neocatecumenale.

Uno degli artefici della neocatecumenalizzazione delle isole è stato il maltese-americano Peter Baldacchino, presbitero del Cammino (ordinato nel 1996 dal McCarrick dopo la formazione nel seminario neocatecumenale R.M. di Newark), inviatovi nel 2017 dal discusso cardinale Tobin (che essendo arcivescovo di Newark è, come detto sopra, superiore ecclesiastico delle isole Turks e Caicos)

Sarà un caso? Sarà per meriti? Come documentato da Thoughtful Catholic (nostra traduzione qui), proprio come a Guam, dietro l’installazione neocatecumenale nel paradiso fiscale di Turks e Caicos c'è il solito Gennarini... E una delle cose per cui McCarrick era noto era la sua capacità di raggranellare somme di denaro estremamente alte "per la Chiesa"...

Appena tre anni dopo l'ordinazione sacerdotale, il Baldacchino è stato nominato cancelliere della Missione cattolica romana Sui Iuris di Turks e Caicos. Nel 2002 è diventato parroco della chiesa di Nostra Signora della Provvidenza sull'isola Providenciales nelle isole Turkos e Caicos.

Era entrato nel Cammino Neocatecumenale a 13 anni insieme alla famiglia (che si vanta di essere la prima comunità neocatecumenale di tutta l'isola di Malta). Dopo sei anni di formazione nel seminario R.M. di Newark, ha fatto una carriera fulminante: sacerdozio nel 1996, titolo onorifico di cappellano di Sua Santità nel 2009, vescovo ausiliare di Miami nel 2014.

I chitarristi del Cammino suonano
prima dell'ordinazione di Baldacchino
Mai altro vescovo ha ricevuto una così esplicita accoglienza da parte dei neocatecumenali. Alla sua consacrazione, naturalmente, non poteva mancare la presenza del suo mentore, Theodore McCarrick, in tempi ancora non troppo sospetti.

Pubblichiamo qui sotto alcune foto tratte da pubblici profili web di fratelli del Cammino Neocatecumenale.



I membri del Cammino prima dell'ordinazione
di Baldacchino, fratello nel Cammino

Claudia Gennarini proclama
la prima lettura in spagnolo
Francette Desources, membro del Cammino di Turks e Caicos,
proclama la seconda lettura in creolo

Il diacono Ivan Rodriguez del seminario
Redemptoris Mater di Miami, legge il Vangelo

Il vescovo Peter Baldacchino dà l'abbraccio della pace
a McCarrick (oggi spretato), che lo ordinò sacerdote


I vescovo Baldacchino “batte il cinque” ad un giovane
MENTRE DISTRIBUISCE LA COMUNIONE
dopo la sua ordinazione come vescovo



McCarrick, che ha ordinato sacerdote Baldacchino
per la diocesi di Newark,
entra nella cattedrale seguito da un cavaliere di San Gregorio

Il vescovo Peter Baldacchino mentre si prepara ad entrare
nella cattedrale di St. Mary per la messa di ordinazione.
Da notare l'espressione furbetta e compiaciuta.

La SNAP, controversa associazione di supporto per le vittime degli abusi del clero, nel 2014 dichiarava: “Non sappiamo quasi nulla di mons. Baldacchino, ma questo è chiaro: non ha mostrato alcun vero coraggio o compassione in una delle peggiori arcidiocesi negli Stati Uniti per le vittime di abusi sessuali del clero. Non vediamo alcuna prova che abbia mai detto o fatto una singola cosa per rompere con le azioni egoistiche e irresponsabili dei suoi colleghi di Newark, che continuano a mettere i bambini in pericolo e mantengono la segretezza a tutti i costi”.

Ma chi ha “costruito” ed “evangelizzato” (alla maniera di Kiko Argüello) la Chiesa nelle isole Turks e Caicos? SOLTANTO IL CAMMINO NEOCATECUMENALE:
p. Rafael Barbieri:

  • Barbieri è il vicario parrocchiale di Nostra Signora di Lourdes. È originario di Jaboticabal (Stato di San Paolo), in Brasile, dove la sua parrocchia di origine era anche Nostra Signora di Lourdes. Ha iniziato a discernere la sua vocazione all'età di 20 anni, come membro del Cammino Neocatecumenale. E’ entrato nel Seminario Redemptoris Mater di Washington nel 2004. Durante la sua formazione ha lavorato come catechista in Florida e nelle Isole Turks e Caicos nei Caraibi.
p. Gerry Prindiville:

  • originario dell'Australia occidentale. Dopo aver lavorato a Canberra come funzionario pubblico, ha lasciato la sua carriera per essere formato presso il Seminario Redemptoris Mater di Newark, negli Stati Uniti. Ha lavorato come prete missionario nelle isole Turks e Caicos.

Non c’è dubbio che si tratta di parrocchie SOLAMENTE neocatecumenali, lo si evince dalle foto disponibili a questo [link] e sulla loro pagina Facebook:

Interno della parrocchia neocatecumenale
"Nostra Signora della Divina Provvidenza"

a Providenciales, Turks e Caicos
La Chiesa di "Nostra Signora della Divina Provvidenza" a Providenciales (talvolta abbreviato con Provo), è un edificio nuovo di zecca. La vecchia struttura della chiesa è stata sostituita nel 2011. La nuova chiesa è stata progettata da un italiano (che sia il solito Mattia Del Prete?).

Nella parrocchia si svolgono “matrimoni da sogno”, che hanno un loro costo.
Esiste addirittura un vademecum che, nello specificare le procedure richieste, stabilisce che nelle isole Turks e Caicos, un matrimonio (nelle uniche parrocchie neocatecumenali), costa oltre € 1300 più iscrizione e tassa governativa, più donazione da pagare al prete il giorno del matrimonio.

Cerimonia in Chiesa con tariffe da € 1300 in su...
...seguita da festa nel paradiso naturale caraibico...

Dopo tutto questo curriculum esclusivamente neocatecumenale, il 15 maggio 2019 Baldacchino viene nominato VESCOVO della diocesi americana di Las Cruces (così ora anche lì in quelle dieci contee meridionali dell'area del New Mexico contrarranno il virus kikista-carmenista), nomina avallata da Papa Francesco.
CONGRATULATIONS!

p.s.: a fronte del fatto che normalmente i candidati per l'episcopato non vengono scelti tra coloro che hanno legami con realtà discutibili, né tra coloro che hanno operato in circostanze - diciamo così - “a rischio di futuri scandali”, ci permettiamo qualche umile domanda: ma chi è che "aggiusta" i dossier per la nomina dei vescovi? chi è che nei recenti pontificati ha consentito che soggetti di formazione discutibile (il Cammino... il McCarrick... il seminario R.M...) facessero "carriera"? chi è che "filtra" le notizie al Papa su materie così delicate?

martedì 9 luglio 2019

"IO TENGO DENTRO LA NATURA DIVINA": NELL’INCONTRO VOCAZIONALE DI KIEV SI GRATTA IL FONDO DELLA PENTOLA…

Piuttosto passato sotto silenzio, l’incontro vocazionale a Kiev dell’11 maggio 2019, è un’altra testimonianza di come il Cammino si sia avviato al disfacimento.

Poco pubblicizzato e per niente commentato dopo il suo svolgersi, nessun resoconto.
Eppure avrebbe dovuto essere un incontro di una certa importanza, visto che era per tutti i paesi della Russia più la Polonia.

Si è svolto a Palaz Ucraina che nella sala principale ospita 3614 posti, più il palcoscenico per 1500 artisti (che è dove pare sia stata collocata la presidenza) quindi adatto per oltre 5000 persone: se ne attendevano invece soltanto 4200, cioè un nulla se si considerano i paesi precettati.

Erano presenti:

  • 8 vescovi Ucraini, di cui 2 delle chiesa greco-cattoliche,
  • il primo segretario della nunziatura apostolica del paese,
  • 130 sacerdoti, tra cui alcuni della chiesa greco-cattolica,
  • PROTESTANTI e ortodossi di altre chiese.
  • alcuni ministri ucraini
  • l’ambasciatrice di Spagna (non si sa a fare che),
  • Redemptoris Mater di Kiev, Vinnytsia, Uzhgorod, Varsavia, Talin e Riga,
  • due seminari diocesani ucraini.

Nel numero dei 4200 quindi, erano ricomprese persone che nulla avevano a che fare col Cammino, come gli appartenenti ai due seminari diocesani ucraini, come i PROTESTANTI, come gli ortodossi di altre chiese, probabilmente anche alcuni dei 130 sacerdoti e l’inspiegabile presenza dell’ambasciatrice di Spagna. Una garanzia? Un appoggio?

Il Cammino Neocatecumenale in Ucraina afferma di essere presente con 80 comunità per circa 3000 persone (se fosse vero, vorrebbe dire comunità con una media di 37 componenti ciascuna, perle rare di questi tempi).
Ci sono 8 missiones neocatecumenali ad gentes, diverse "famiglie in missione", itineranti e tre seminari Redemptoris Mater dai quali sono usciti soltanto 12 sacerdoti.

Ma veniamo alla sostanza di questo incontro, evidenziando alcune PERLE, vedremo che di sostanza non ce n’é.

Kiko inizia con la Parola: “Vi esortiamo a non ricevere invano la grazia di Dio, cioè la grazia che Dio ha pensato di donarvi in questo incontro". E già comincia male, elogiando se stesso:
Io NON RITORNERÒ MAI PIÙ QUA, spero di morire presto e, secondo, DIO VI HA CONCESSO UNA GRAZIA: CONOSCERE L’INIZIATORE DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE, che è un carisma oggi nella Chiesa, come ci ha detto Papa Benedetto: "Voi siete un aiuto del cielo per la Chiesa. Un dono dal cielo per aiutare la Chiesa"... "Qualcosa di speciale e si serve di persone come me, Padre Mario e Carmen Hernandez"...” (non rammenta Ascensiòn, poveretta).

Il FONDATORE del Cammino Neocatecumenale!
Conoscerlo è una dis-grazia
Parla della sua vita: ateismo, domanda dell’uomo “siamo soli nell’universo o no?” “Esiste Dio?”
Che Dio fosse nelle montagne, la bellezza, la natura, a me non diceva nulla. Avevo bisogno di una conferma più profonda”. 
LA CHIESA NON MI DICEVA NULLA [gesto di disprezzo con la mano] NÉ LA MESSA NÉ QUESTE COSE QUI [altro gesto di disprezzo].
Questo è ciò che a Kiko "NON DICEVA NULLA".
"LA CHIESA NON MI DICEVA NULLA,
NÉ LA MESSA"
Ero in un buio, un’oscurità che aveva spento la mia vita e tolto senso a tutto: al sesso, alle donne, al matrimonio…“ [Kiko non parla di lavoro perché non ha mai lavorato davvero in vita sua].
In questo travaglio interno, io mi trovavo come in un tunnel, che non sapevo se lo avrei sopportato se fosse stato lungo, o mi sarei sparato”. [veramente quando conobbe Carmen, a lei sembrò un bambino che nella sua ricca casa mangiava pollo, suonava la chitarra e flirtava con una svedese].

Questa invece è l'Eucarestia che ha inventato Kiko.
La verità è che avendo ricevuto un premio nazionale straordinario di pittura, PERCHÉ SONO UN BRAVO ARTISTA” [nessuna reazione dell’assemblea, allora si volge a delle riproduzioni della corona misterica e le indica, quindi strappa un piccolo applauso].

Comincia l’elenco delle sue opere (non è vanità, no, no): “Il cardinale di Madrid (Rouco) mi ha incaricato di dipingere l’abside della cattedrale. Quindi a Madrid, in una cattedrale gotica enorme, tutto l’abside è dipinto da me” [era forse il prezzo che ha dovuto pagare perché per anni Kiko ha riempito Madrid di neocatecumenali alle Giornate della Famiglia?], al seminario di Roma, a Piacenza una pittura di 30 metri, salivo col vescovo in ascensore [ma che ci andava a fare il vescovo in ascensore dove Kiko dipingeva?], la parrocchia di Santa Francesca Cabrini a Roma, e altri dipinti, Martiri Canadesi ecc”.
Anche se io non volevo più dipingere perché il problema tragico se Dio c’è o Dio non c’è stava”…. [qui non completa la frase: mescola epoche diverse, il “problema tragico” era quando stava all’università e dipingeva frequentando il gruppo Gremio 62].

La "corona misterica" kikiana
all'Almudena, cattedrale gotica
Parla di Bergson e Sartre, come sempre, ma forse per i russi sono cose più nuove.

Non è che stavo impazzendo, stavo tentando di ragionare profondamente sulla vita”. Cosa proibita ai neocatecumenali. Non si deve ragionare, l'ha già fatto lui per loro.
Ripete che qualcosa dentro di lui non era d’accordo che tutto è un assurdo…

Allora, se non tutto è assurdo, forse esiste Dio. Allora nella mia vita cominciò ad apparire la luce della fede in fondo al tunnel, che Dio veniva in soccorso alla mia realtà”. Così, senza pregare né nulla, senza vivere nella Chiesa, solo perché “ragionava” un po’ sul senso della vita, come prima o poi capita a tutti.

Esterno dell'Almudena
Poi c’è il DELIRIO:
 “Chiedevo: "che farai per dimostrarmi che esisti?" E Dio mi ha risposto subito perché immediatamente HO SENTITO CHE DIO C’ERA DENTRO DI ME”. [capite? SENTIVA, una sensazione apparsa all’improvviso. Se stessimo dietro a tutto quello che la gente sente… ci sono i medium e i guaritori che “sentono” come Kiko. Che garanzia dà il “sentire”? Può essere benissimo un’idea, una suggestione].

Quello che i mistici chiamano un TOCCO DI SOSTANZA. La sostanza divina può scendere su un uomo e toccarlo nel suo spirito”. [lo dice come un’affermazione, ma è solo fumo].
Questo tocco ti trasforma la vita, [recita] “Oh Dio c’è dentro di me!” [stupito]. E’ una presenza reale, vera, autentica. Non mi diceva che Dio c’era la ragione o il sentimento, no, era qualcosa di più profondo, più vero. Dio è disceso e mi ha toccato e io mi sono sentito abitato dal Signore”. “Veramente Cristo viveva in me”. [e questo è un problema: se non glielo diceva la ragione o il sentimento, poteva dirglielo “Dio che era disceso e lo aveva toccato”? Io ho provato a cercare “tocco di sostanza”, ma non ho trovato nulla. Dopo la morte di Royo Marin, un domenicano universitario, Kiko aveva già tirato fuori questa storia, dicendo che era stato lui a dirgli che aveva avuto il “tocco di sostanza”, ma ormai il domenicano era già morto...]
Oppure possiamo ipotizzare anche che sia stato toccato, ma siccome anche il demonio si maschera da angelo di luce, chi garantisce che questo “tocco” fosse veramente di Dio? Per le tante sofferenze e morti dell’anima che ha prodotto il CNC, come le tante eresie, la devastazione della liturgia e la schiera di kikiani che diffondono il kikianesimo spacciandolo per Chiesa, che fosse Dio potrebbe essere messo in dubbio.

Ma non pago, Kiko rincara la dose dicendo: “Da allora a oggi son passati 50 anni, NON SI È MOSSO MAI. Sta sempre con me. Ha avuto misericordia, non dico che questo succeda a tutti gli uomini, ma a me è successo. Perché io possa stare qui a parlare con voi “ ["con voi" lo dice con una voce cavernosa da brividi].
Insiste: “Perché mi aveva pensato già per una missione. Pensate che il Cammino è un cammino di iniziazione cristiana, è un itinerario capace di fare un cristiano. Voi sapete fare un cristiano, generato dal cielo, con una nuova natura? [sottintende: "IO SÌ"]. Questo ha fatto in me, mi ha dato la sua natura, IO TENGO DENTRO LA NATURA DIVINA”.
E qui è FOLLIA MALIGNA, allo stato puro. Kiko "tiene dentro la natura divina". Se lo dice da solo, il distruttore di anime.
Se tenesse davvero in sé la natura divina, nemmeno UNO SOLO degli ex camminanti sarebbe stato distrutto dalla sua opera, perché Dio non distrugge mai l’uomo. Nemmeno il peccatore, e questo lo dice anche SanKiko. Quindi, anche se tutti noi ex fossimo tremendi peccatori, Dio non ci distruggerebbe come hanno invece fatto i catechisti e i “fratelli” in Kiko.

Poi fa un esempio impressionante: “La natura divina fa di me un figlio di Dio, perché tengo la stessa natura di Dio. UN CANE HA LA NATURA DI CANE, così Dio ha una natura diversa dalla natura umana, ha natura divina. Se l’uomo può essere figlio di Dio, Dio deve dare della sua natura”.
Ma cosa c’entra la natura del cane? Il cane, pur avendo una natura diversa da quella dell’uomo, mica è chiamato ad infondere la sua natura nell’uomo. Ma come si può parlare della natura di Dio ed accostare l’esempio della natura di un cane? Sia Dio che il cane hanno una natura diversa dall’uomo, bella spiegazione!

Il cane con la "natura" di cane
Dio ha visitato la terra e ha comandato a suo figlio di fare un’opera: riformare questa umanità, trasformarla”.
Ecco che parla di Cristo come solo uomo, come sempre: come si può dire che Dio “comanda” a Cristo, se anche Cristo è Dio? Dio ha inviato suo Figlio per SALVARE l’umanità, non per “trasformarla e riformarla”. Ma già, utilizzare il termine “comandare” dovrebbe dare l’impressione che Dio comanda e Cristo obbedisce, un po’ come tra catechisti del Cammino e neocatecumeni.

Dio con la "natura" di Dio
Kiko quindi inizia il suo cosiddetto "kerygma" e ad un certo punto dice: “Gesù è stato sulla croce per te e per me: col suo sacrificio vuole fare una nuova umanità E IO SONO PARTECIPE DI QUESTA NUOVA UMANITA’. UNA NUOVA RAZZA DI UOMINI. UOMINI CHE PARTECIPANO DELLA STESSA NATURA DIVINA, che ha mostrato in Cristo un amore inimmaginabile, l’amore al nemico”.
Una nuova “razza”? Forse che i cristiani sono una “razza” a parte? C’era uno, alcuni decenni fa, che voleva fare la “razza” perfetta, fece molti danni e poi fallì miseramente…

Poi attribuisce a Cristo (forse parla di se stesso?) cose mai fatte: “Amatevi come io vi ho amato” diceva Cristo, e FONDA PICCOLE COMUNITÀ e dona il suo Spirito a tutti questi fratelli. Amatevi e tutti conosceranno che siete miei discepoli. E TRASFORMERETE L’UMANITÀ. Perché tutti vorranno avere questo amore, busseranno alla porta della vostra comunità”.

Fermiamoci a riflettere: “Cristo fonda piccole comunità?”. CRISTO HA FONDATO LA CHIESA, NON "PICCOLE COMUNITÀ". Il fatto poi che agli inizi la Chiesa fosse piccola e diffusa in vari territori, non significa che fossero “comunità”, era la Chiesa tutta, che poi è cresciuta nel tempo. Io non lo so, ma chiedo a chi legge se la Chiesa di Corinto, per esempio, quando accoglieva neofiti, li distribuiva in "piccole comunità" diverse ogni anno o invece questi confluivano nella Chiesa esistente, ampliandone il numero. Propenderei per la seconda soluzione, anche se non ne sono certa. O a Corinto c’era una Chiesa fatta di “tante piccole comunità”, la 1°, la 2°, la 3° e così via? Mah.
Altro sproloquio di Kiko: “Per essere figlio, devi avere la stessa natura divina, DEVI ESSERE DIO”. Capito? Si intorta da solo: la natura divina non rende figlio, secondo Kiko, ma proprio DIO. Ma come si fa a dire alle persone “devi essere Dio?” L’uomo resta uomo, non può diventare Dio. Ma forse è quello che pensa Kiko di se stesso…

Di botto va al sodo, senza indugi: “Cristo è risorto, questo va annunziato, come faccio io con voi e come dovreste fare voi: offrirvi come catechisti itineranti”. È questo, in soldoni, quello che gli interessa.
Parlando di sé dice: “Io sto già vivendo nel cielo, io so che non morirò. Intanto che il Signore mi tiene qua, vuole che lo aiuti ad annunziare il Vangelo, il kerygma”. Di solito ho sempre sentito dire che è Dio che aiuta l’uomo, mai ho sentito dire che è l’uomo che aiuta Dio. Eppure Kiko aiuta Dio, lui sta “già vivendo nel cielo”.
Non vorrei rimanesse deluso.

Da questo momento in poi Kiko inizia a tratti a parlare spagnolo, anche se non dovrebbe per via dell’interprete simultaneo. Varie volte all’organizzatore tocca riprenderlo, ma lui fa come vuole, tanto che sul finire l’organizzatore si arrende e traduce lui direttamente al microfono.
Continua col kerygma e poi fa un poema sulle “alzate”, spiegando in dettaglio tutta la trafila dei cesti coi nomi, il sorteggio…
Poi dice qualcosa di sconveniente: “Per esempio vai nel Senegal, una comunità cristiana, molto bello, NEGRI, NEGRI, NEGRI. Perché “negri” ripetuto tre volte, li voleva forse dileggiare? Fossi un senegalese, col cavolo che ascolterei uno che si presenta così.

Ad un certo punto una persona nella platea si muove e l’imbonitore non può fare a meno di provare fastidio: “No, non ti muovere, mettiti a sedere!”. Nemmeno a scuola… Ma chi si crede di essere?

Tipico neocatecumenale
Si contraddice fortemente quando dice: “Ci aspetta una vita nel cielo. Esiste il cielo. Peccato che avete poca fede e non lo sentite e non lo credete o avete dubbi”. Quindi reputa che non siano cristiani, se hanno poca fede e dei dubbi. Ciononostante, fregandosene, li incalza: “Il Signore vi ha mandato a questa convivenza per rafforzare la vostra fede, per vagliarti sulla tua disponibilità e per inviarti alle nazioni”. Ma come? Si mandano alle nazioni persone con poca fede, increduli e con dubbi? Ah ma certo! Questa convivenza rafforzerà la loro fede, basta così poco…
Parlando da vero imbonitore dice: “Coraggio, fratelli, che siete eletti dal Signore per un’opera di evangelizzazione enorme e meravigliosa. Sicché le mie CONGRATULATIONS a tutti voi”. Applauso da parte degli eletti increduli e con poca fede. "Congratulations" è una parola che usa spesso ultimamente.

"CONGRATULATIONS!"
Ma poi si perde in un discorso contorto: “L’inferno è la possibilità che Dio dà all’uomo di negarsi, di ribellarsi come ha fatto il primo Adamo. Di fare la sua volontà contro Dio e Dio ha accettato che questa possibilità ci sia, anche se gli è costata la vita di suo figlio, perché Cristo è dovuto morire per riparare, per rifare in noi la vita nuova”.
È mai possibile che Dio “accetti la possibilità dell’inferno?” È forse un’opzione fatta da altri, che Dio deve accettare? O non piuttosto è lo stesso Dio che decide ed opera in modo onnipotente, sopra ogni potenza e maestà? Dio non deve “accettare” nulla. Tutto è nel potere di Dio, non ci possono essere compromessi, né opzioni da accettare.
In finale, esorta in spagnolo i presenti a fare una preghiera ed allontana con un gesto della mano l’organizzatore che per l’ennesima volta lo prega di parlare in italiano.
Da questo momento in poi, quasi a voler dimostrare che LUI FA COME VUOLE e che nessuno può dirgli niente, continua a parlare in spagnolo fino alla fine: preghiera, discorso per le chiamate dei ragazzi e delle ragazze, discorso per le chiamate delle famiglie.
I neocatecumenali certo lo scuseranno, proveranno simpatia per questo poliglotta, non rendendosi conto che anche questa è l'ennesima affermazione di se stesso, una sfida, nessuno che osi fare a lui quello che lui ha fatto a tanti, cioè sgridare per la disobbedienza, umiliare per la presupposta superbia. No, lui è intoccabile, fa come vuole, disobbedisce sfidando e umiliando chi, esortandolo ad usare la lingua convenuta per la traduzione, umilmente si deve rassegnare a non essere ascoltato.

E così nessuno capirà niente, ma forse è molto meglio

domenica 7 luglio 2019

C’ERA UNA VOLTA…

C’era una volta in un paese straniero, un giovanotto presuntuoso che cercava disperatamente di diventare un grande della storia e si ingegnava in tutti i modi per realizzare il suo sogno.
Beh, certo, si credeva “speciale”, e così pensava che in qualche modo la gloria gli fosse dovuta.

Alla ricerca della gloria
Era fortunato, perché nel suo paese a quel tempo potevano studiare pochissime persone, ma lui ebbe questo privilegio. Le scuole e le università migliori erano tenute da religiosi, per cui il giovanotto, fin da piccolo, ebbe a che fare con i frati, le preghiere, la vita religiosa, a tal punto che anche i suoi studi artistici ne furono influenzati.

Per rincorrere il successo quindi, per prima cosa provò con la pittura, alla quale si era da sempre dedicato, ma si accorse ben presto che non ce l’avrebbe potuta fare: sapeva soltanto ricopiare, e nemmeno tanto bene.

"Icona" del
presunto arcangelo Raffaele
Allora si demoralizzò e, come molti giovani della sua epoca, si prese un anno sabbatico per andare a vedere come vivevano i poveri, visto che lui era nato ricco borghese e quella vita l’annoiava: si sentiva attratto dalla rivoluzione sociale che a quell’epoca imperversava, dall’essere alternativo. Cercava qualcosa di nuovo.

Intanto, mentre cercava se stesso, si andava lentamente sviluppando in lui una forma sottile di delirio mistico e si fece strada nella sua testa l’idea di poter essere un “prescelto”.

D’altronde, nella vita aveva avuto solo due esperienze di fondo: la pittura e l’istituto religioso. Se non sfondava nell’arte, l’unico altro modo possibile per lui era la religione.

Si mise così in testa di avere delle visioni, di essere “toccato” dallo Spirito di Dio ed il delirio religioso ad un certo punto ebbe il sopravvento, come in una sorta di presunta, immaginaria predestinazione.
Credeva di avere qualcosa in sé, lo sentiva, e lo chiamava Dio.

Ma durante tutto quel tempo, c’era anche un angelo decaduto che andava alla ricerca di un’anima da conquistare: adocchiò il giovanotto e, reputandolo la giusta preda per la sua missione, iniziò a parlargli, mascherandosi in ciò che l’ingenua anima in pena desiderava, era lui quella presenza che il giovanotto sentiva.

Così lo confuse, si spacciò per angelo di luce ed il povero ingenuo ragazzo visionario, ascoltando ed accogliendo questa voce, poté iniziare un’opera che nel giro di pochi anni lo avrebbe condotto ad ottenere la fama che desiderava.

Si legge nel Vangelo: “Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai” e così quell’essere gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria ed il ragazzo accettò.

La promessa fu mantenuta ed avvenne che il giovanotto conquistò il mondo ed ebbe gloria, fama, potere e soldi.

Gloria, fama, potere, soldi
L’angelo decaduto aveva già preparato la strada da tanto tempo e quindi non fu un problema: lo introdusse nella sala dei bottoni, dove incontrò chi gli permise di entrare per devastare.

Intanto questa voce, questa presenza che il giovanotto sentiva dentro di sé continuava a parlargli suadente, convincendolo sempre di più che era un grande, un prescelto, uno che aveva una missione da compiere e che in questa missione lui lo avrebbe aiutato.

E l’aiutò: si aprirono molte strade che avrebbero dovuto rimanere chiuse, affinché dallo spiraglio potesse entrare quel fumo che riuscì ad odorare anche il successore di Pietro.

In molti furono attratti, perché non si guardava tanto alla sostanza, ma all’apparenza. E l’apparenza di quest’opera era sfavillante, entusiasmante, accattivante… come tutte le tentazioni.

Il povero giovanotto, totalmente offuscato dall’ottenimento di siffatto successo quasi improvviso, mai si chiese chi era davvero colui che gli elargiva tanta gloria e si calò così bene nella parte che iniziò a vantarsi a destra e a manca della sua bravura, continuando a pensare che quella presenza fosse Dio.

Intanto il suo dominatore seguitava a mandargli ispirazioni e a fornirlo di una forza instancabile, tanto che poté dedicarsi ad ogni forma di arte, dalla pittura, alla musica, all’architettura, concentrando in sé stesso ogni potere ed ogni relativa gloria. Divenne un idolo per le genti ed ogni cosa portava il suo nome.

I musicanti di Brema.
Ricordano qualcuno...
Gli furono dati anche soldi e potere sugli uomini: in nome di questa voce interiore ne distrusse molti.
Ma l’angelo decaduto era molto più furbo del giovanotto dabbene e senza che lui se ne accorgesse, lo indusse al desiderio di invadere e conquistare le nazioni, il mondo intero, affinché la sua opera giungesse in tutto il suo dominio, come era scritto.

Così il giovanotto, ormai divenuto uomo, viaggiava, viaggiava instancabilmente in tutto il mondo per portare il verbo del suo dominatore, coinvolgendo in questa missione anche molti di quelli che lo avevano seguito.

Quando il giovanotto si trovò ad invecchiare, la missione era ormai quasi compiuta: le nazioni erano “invase”, i riti stravolti, la dottrina mistificata, molte genti distrutte e il fiume di soldi scorreva in piena, i suoi seguaci lo adoravano.

Una vita intensa, piena di soddisfazioni e di vittorie, le folle idolatranti al seguito, un impero costruito, ma…

Nell’avvicinarsi dell’ora dell’incontro con quel dio che sentiva dentro di sé, quando gli anziani vengono annoverati tra i saggi e viene loro reputato il rispetto dei capi, l’ormai anziano giovanotto decadde nel nonsenso, gli pesò la vita, non ebbe più parola, quella parola che incantava le folle. Non ebbe saggezza.

L'Anziano pensieroso
depone le spade
Insieme a lui il regno si sgretolava, sopravvenne l’affanno e le folle lo abbandonarono, rimanendo un misero manipolo di irriducibili.

L’anziano dominatore ha ora lo sguardo sperso, il volto grave, un peso che lo schiaccia, il salario del suo vissuto.
Forse non crede più molto a quella voce che sempre lo ha istruito e a cui sempre ha dato ascolto. È stupito. Non comprende, non sa.

Non sa che nel cammino della sua vita, mentre era intento a costruire, fare, progettare, invadere, conquistare e distruggere, agiva anche un angelo che lui non poteva vedere, che si nascondeva ai potenti, che senza sosta dipanava quel fumo che essi producevano.

Era un angelo di luce, inviato dall’alto, che silenzioso lo seguiva e demoliva la sua opera, illuminava le menti, svelava i segreti, liberava…


Angelo di Luce
Perché c’era una sola pietra su cui poteva essere fondata la Chiesa e contro di essa le porte degli inferi non prevarranno.

Quello che succederà all’anziano signore non è nel potere della conoscenza umana, ma per tutti c’è sempre una speranza, fino all’ultimo alito di vita, perché Colui che inviò l’angelo di luce è bontà infinita.

venerdì 5 luglio 2019

Rassegna storica sul CN breve e condensata, adatta per essere imparata a memoria dai neocatecumeni che non ascoltano e che non si sanno spiegare.

È davvero sorprendente! Con tutto quello che instancabilmente scriviamo sul nostro Blog, ancora pongono queste domande!
"Scusate ma se il Direttorio è approvato, il problema dove si pone?"

È proprio vero che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire! Saranno pure neocatecumeni, lì dove il "catecumeno" per antonomasia è "colui che ha l'orecchio aperto"!
Ma questi sono di coccio!

  • puntualizza bene Roberta Salerno:
"Se si spiegasse meglio non sarebbe neocatecumenale .. questa è 1 cosa (ap)provata !
Qualunque fosse la domanda di Anonimo non può che trovare risposta nell'ottima rassegna storica sul CN condensata da by Tripudio; sarebbe da proporre ad ogni NC di impararla a memoria, in fondo si tratta soprattutto della loro storia ed è giusto conoscere le proprie radici.
Sempre che però ci fosse davvero domanda .. infatti, così come è vera la frase che citava sempre don Giussani (di non ricordo quale autore): "niente è tanto incredibile quanto la risposta a 1 domanda che non si pone", è altrettanto vero essere perfettamente inutile il porre 1 domanda, quando non si ricerca in realtà, nessuna risposta."


La devastazione del Tempio Cristiano
esplicita la ribellione alla Santa Dottrina

  • da by Tripudio:
"Purtroppo la faccenda è una catasta di porcate dal prologo all'epilogo.

Fin da quando nel 1990 tesero a Giovanni Paolo II il tranello della lettera Ogniqualvolta, il Papa pretese una "regolazione statutaria" (così come aveva già fatto per tutti gli altri movimenti ecclesiali) e per parecchi anni fu tutto un guazzabuglio di porcherie: Kiko e Carmen non la volevano perché significava diventare un'entità ufficiale nella Chiesa e l'ultima cosa che serviva loro erano conferenze episcopali a metter becco nelle logiche interne della cosca e nel relativo fiume di soldi.
Dal loro punto di vista ci avevano visto benissimo: anche se son passati più di vent'anni, il Cammino si sta stringendo il cappio al collo da solo. Al limite, per compiacere Kiko, Carmen esigeva che fosse proclamata l'esistenza di un imprecisato "itinerario" senza forma associativa, risiedente esclusivamente nelle loro testoline bacate ("ispirate", direbbero). Ed infatti, quando si trattò di quagliare, azzeccarono una lunga fila di figuracce: il loro "Statuto" venne ripetutamente bocciato nonostante aggiunte e correzioni finché entrò in campo un imprecisato canonista dell'Opus Dei che mise insieme una bozza passabile. La approvò Rylko a sorpresa (mettendo Giovanni Paolo II di fronte al fatto compiuto) nel 2002. Ma quello Statuto, pur temporaneo ad experimentum, rinviava al Direttorio non pubblicato. Sarebbe come se ti concedessero la patente di guida anche se non hai consegnato il certificato di nascita e quello di idoneità psicofisica.

La "consegna" dei mamotreti era cominciata qualche annetto prima perché le pubblicazioni di padre Zoffoli, per quanto censurate e silenziate dagli amiconi dei due spagnoli, avevano trovato nei corridoi vaticani qualche orecchio disposto ad ascoltare, disposto quantomeno allo scopo di evitare al Cammino qualche futuro scandalo e ai dicasteri vaticani qualche futura figuraccia. Le correzioni, che per grandissima parte consistettero nell'aggiungere a pié di pagina riferimenti al Catechismo che non giustificavano affatto ciò che dicevano i mamotreti, furono una inutile ipocrisia, visto che il testo "non corretto" era quello che i cosiddetti "catechisti" avevano imparato a memoria e ripetuto a pappagallo tantissime volte. Ci vollero numerose altre correzioni — che a volte, come notò il nostro grande amico Lino, stravolgevano sonoramente le affermazioni kikiste-carmeniste precedenti  prima di poter concludere... e senza sapere se nel frattempo le nuove "tappe" inventate da Kiko fossero presenti.

Ricordiamoci, infatti, che i cosiddetti mamotreti, essendo ritenuti "ispirati", non potevano essere né corretti né chiariti.

Inoltre il Direttorio dei Mamotreti non fu mai formalmente "approvato" (cosa che implicherebbe un giudizio positivo da parte della Santa Sede), ma ne fu soltanto "approvata la pubblicazione" (da parte del defunto Pontificio Consiglio per i Laici), cosa che implica un giudizio neutro e concede la scappatoia per non pubblicarlo. Infatti, se venisse pubblicato, chiunque potrebbe confrontare la recita a pappagallo dei cosiddetti "catechisti" col testo scritto "approvato per la pubblicazione" e notare che i pappagalli stanno ripetendo la stessa cantilena da mezzo secolo. Del resto, per i kikos non contano i documenti ma solo "l'ubbidienza al catechista", anche quando questo deviasse dai documenti approvati.

Ed è lì che si pone il problema, se questa era la tua domanda.


Pletora di simboli
che nulla hanno a che fare con la simbologia cattolica

"Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dall’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza." (1Tim 4,1)

1° febbraio 2014: Kiko indiavolato mentre protesta
lamentandosi col Papa che ancora non esiste
in tutte le parrocchie l'iniziazione neocatecumenale

mercoledì 3 luglio 2019

IL TRISTE INCONTRO DI GENOVA

E meno male che il mega-incontro del Cammino Neocatecumenale a Genova del 30 giugno 2019 (domenica scorsa) doveva essere per i giovani.

Guardando il video, cosa che consiglio caldamente di fare, si ha un’immagine esatta del degrado del Cammino e del suo declino.

Le riprese mostrano che il palazzetto era riempito dai soliti ULTRAS che vanno in trasferta a tutte le partite della propria squadra del cuore: persone non già adulte, ma proprio anziane. Vescovi senza un sorriso, che danno l’impressione di essere lì presenti per dovere.

Bagnasco si fa sostituire dal vicario ed arriva da ultimo, appena in tempo per fare il suo discorso prima della fine. Il presbitero neocatekiko che presenta i vescovi e le comunità al posto di Kiko, Santiago Rolon, è melenso e giù di tono.

È proprio un’ecatombe, entusiasmo zero.
Quell’entusiasmo NC che ha fuorviato molti, vescovi e Papi compresi, è svanito, morto, volatilizzato.
Per lasciare il posto ad una pesantezza, una melensaggine unica, nella platea over 60 che faceva da rincalzo agli sparuti “giovani”.

Poche vocazioni: 28 ragazzi, 28 ragazze e 45 famiglie, ma ben sappiamo che alcuni di questi non sono alla prima alzata, o addirittura sono già in missione, si alzano di nuovo solo per fare numero.

UN FIASCO COMPLETO, patetico e noioso. IL CAMMINO È MORTO, o perlomeno AGONIZZANTE.

Il video completo (che hanno opportunamente rimosso; quello che indichiamo è una sintesi) durava 2 ore e 33 minuti, ma Kiko arriva al 43° minuto e i vescovi aspettano annoiati e, pare, irritati. Il cameraman deve arrangiarsi con 43 minuti di riprese della platea e della presidenza.

Espressione dei Vescovi liguri 
Finalmente arriva Kiko, va al leggìo e dice tre parole, dimenticandosi anche il nome del vicario che deve presentare, Niccolò Anselmi, poi si siede al suo posto.

Le presentazioni le fa il presbitero itinerante dell’equipe responsabile della Liguria, Santiago Rolon, equipe composta solo da lui, da un’anzianotta signora Mariangela Zucca Striano e, per rincalzo, da un seminarista di Roma. Pare che prima questa equipe fosse molto più ben nutrita: Maurizio Pastore, Carlo Striano, Mariangela Zucca Striano e padre Emiliano Hernandez. A parte Mariangela Zucca, forse gli altri sono deceduti, non so.

Santiago Rolon non mostra leadership, è melenso, ha un tono basso, pause infinite.
Dà i numeri dei presenti per regione, addirittura 120 dalla Svizzera: da calcolatrice sarebbero 6130, ma lui ne dichiara 7000, come se itineranti, catechisti e preti vari fossero quasi mille presenze in più.
Le presenze dalle regioni sono: Calabria 60, Piemonte 800, Lombardia 1600, Triveneto 550, Emilia Romagna 460, Toscana 370, Umbria 230, Roma 500, Liguria-Pisa-Pontremoli 1400 (davvero? 1400? mi sembrano un po’ troppi, visto che a Pisa-Pontremoli ci sono solo tre parrocchie in cui è presente il Cammino).
Quando si alzano però, a occhio sembrano molti meno del dichiarato, sarà.

Quota partecipativa pro capite: € 20.

Kiko inizia cantando un’improbabile “Io vengo a riunir…” sotto sforzo e senza voce, molto lentamente.
Un vero strazio.
Poi dice: “Bene, adesso ascolteremo una Parola del Signore”, facendo un’espressione col viso che andrebbe vista, perché non è descrivibile. Certamente non è un’espressione positiva.
Legge un brano della Lettere ai Corinzi, stancamente e confusamente.

Fermo immagine dell'espressione di Kiko mentre dice:
"Adesso ascolteremo una Parola..."
Inizia il suo personalissimo "1° annuncio del Kerygma" (ne farà tre in totale, in momenti diversi, tutti uguali): è una parola greca… è una notizia, un fatto che si realizza, la stoltezza della predicazione, la morte e la resurrezione, Cristo morto per te… Pause di silenzio infinito, volti dei presenti sconcertati. Sarà stanco.
Poi comincia la stessa identica predicazione di sempre, affermando in almeno due casi che i cristiani non vanno al cimitero, perché non muoiono, il cimitero è per i pagani.
Vorrei sapere dove va il corpo dei cristiani, secondo lui, vengono assunti in cielo? Nemmeno i dannati vanno al cimitero, perché vanno all’inferno, penso, allora al cimitero chi ci va?
Purtroppo per Kiko, al cimitero ci andiamo tutti, sarà poi dopo la morte che il nostro spirito andrà dove deve. Ma il corpo… Forse confondeva il cimitero con l'inferno…

Ripete il suo refrain sugli uomini schiavi del demonio per paura della morte, che fanno la volontà del demonio ma, stavolta, ci stupisce: afferma che i cristiani hanno una natura nuova perché non hanno più il peccato: IL PECCATO È STATO DISTRUTTO DALLA MORTE DI CRISTO.
Ma come? Allora è tutto facile, nessuno sarà più schiavo del demonio se la morte di Cristo ha distrutto il peccato. Ma forse voleva dire che Cristo ha distrutto la morte, non il peccato, cosa ben diversa. I concetti sono comunque importanti quando si parla alle folle, pericoloso sbagliarsi così di grosso.

Kiko continua ad esprimere concetti raffazzonati: “Abbiamo BISOGNO di distruggere la morte e così Gesù, POVERETTO, ha accettato di essere un uomo ed entrare nella morte”.
Come sempre, nei discorsi Kiko parla di Gesù come solo uomo, anche se quando deve spiegare chi è Gesù dice che è Dio.
Ma poi parlando se lo scorda, ed ogni volta che fa riferimento a Gesù, lo tratta come solo uomo, come quando dice: “L’oblazione che Cristo fa per te, il Padre l’ha accettata (?). Dio ha accettato questa morte come garanzia”.
Ma come, poteva anche non accettarla? Se Cristo era Dio, era uno col Padre, non era un volontario che presentava un’oblazione da dover accettare. Stava nella natura divina delle cose, la morte e la resurrezione. Ci si immagina se Gesù, essendo Dio, si fosse ribellato al Padre, cioè a se stesso?

Kiko parla di se stesso come un “povero” senza soldi né bisaccia, inviato dal Signore per portare la Buona Novella e, come sempre, spezza la Parola del Vangelo in modo tendenzioso. “Ero affamato e mi avete dato da mangiare, nudo e mi avete vestito…” “Quando abbiamo fatto questo?" “Quando lo avrete fatto ad uno di questi piccoli”. Ecco, io sono uno di questi POVERI che il Signore ha mandato: non sapevo l’italiano, senza soldi, senza bisaccia… Gli zingari, il Borghetto Latino (non si ricorda il nome del luogo)...
A questo potrei obiettare che la sua iniziale "povertà" non vale per sempre, se lo stile di vita cambia.
Potremmo dire, con le parole di Kiko, che da ben almeno 45 anni lui non è più il povero senza borsa né bisaccia, ma il ricco con chitarre costosissime, che dimora in alberghi lussuosissimi, che si sposta spesso in jet privato o automobili da sogno.
Su questo assunto allora, ha indebitamente annunziato per quasi mezzo secolo.

A questo punto riparte col cosiddetto “kerygma”: stoltezza della predicazione, notizia, fatto che si realizza, morte e resurrezione, Cristo morto per te, amore di Dio...
Qui però aggiunge un’altra delle sue perle, già sentita: “l’amore di Dio lo impediva il peccato, Dio non poteva scendere su di te, DIO RIMANEVA FRUSTRATO IN SE STESSO NEL SUO AMORE, adesso no, Cristo è morto per te”. Quindi Dio, prima di Gesù Cristo, era sempre FRUSTRATO, perché non poteva scendere sull’uomo a causa del peccato e, immagino, gli ebrei avranno pur peccato, o no?

Ad un certo punto, rendendosi conto che l’assemblea era annoiata e distratta, esclama: “Mi state ascoltando come uno che ascolta non so che cosa… Va bene, io sono un poveraccio e faccio quello che posso”. Applauso strappato.

La scelta delle parole per Kiko, non è il punto forte, infatti, parlando dell’evangelizzazione gli scappa: “In questo momento stiamo tentando di INVADERE l’Asia”. INVADERE, proprio quello che penso io, si tratta di un’invasione, non di un’EVANGELIZZAZIONE.

In missione si sta bene, dice che nessuna famiglia gli scrive dicendo “quanto stiamo soffrendo… “ ma tutti gli dicono “Grazie Kiko, perché veramente la nostra vita è cambiata…”.
Quel “grazie” spettava al Signore, non a Kiko, perché è il Signore che ha il potere di cambiare la vita.

Poi forse, contrariato dalle scarse ovazioni, dice: “Vi invito a non ricevere invano la grazia che Dio ha deciso di darvi in questo incontro: a me MAI "me volverete" [nota: biascica una parola che non si capisce, ma volver in spagnolo significa tornare] a vedere, MAI, È UN MOMENTO UNICO. Quindi urla: SONO IL FONDATORE DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE!". Applauso, finta modestia.
È piuttosto incavolato, non torneranno mai più a vederlo a Genova, questo fondatore, È UN MOMENTO UNICO e purtroppo tutti se ne fregano.

Fa un canto, così nel mezzo del discorso, e poi riparte per la terza volta col suo cosiddetto “kerygma”: stoltezza del kerygma, significato di kerygma, è un fatto, la croce, Dio vorrebbe farvi felici…
"Vorrebbe farci felici, Dio ci guarda con amore E NON PUÒ FARE ALTRO CHE QUELLO CHE FA, inviare dei poveracci come me per invitarvi alla conversione".
Ma come? Dio non può fare altro? L’Onnipotente non può fare altro? Dio può tutto, anche buttare giù Saulo da cavallo, se lo vuole convertire.

Desolato, si rammarica ancora: “C’è qualcuno che ci ascolta? O stiamo parlando alle pietre? Mah, io adempio la mia missione”.

Conclude sulla frase paolina “Il vivere non più per se stessi” e, naturalmente, per lui è rappresentato dalla missione degli inviati neocatecumenali. Non vede altro modo di “non vivere più per se stessi”: se parti in missione è automatico che “non vivi più per te stesso”.
Quello che non è automatico è se vivi per Dio o per Kiko Argüello che ti ci ha mandato.

Finalmente arriva Bagnasco.
Da qui in poi va notata la prossemica. Ascension, durante tutto il discorso del vescovo volta le spalle a Pezzi e sta appiccicata a Kiko, senza motivo.
La prossemica è un aspetto del linguaggio non verbale, secondo la quale, in soldoni, si tengono atteggiamenti inconsci di accoglienza o rifiuto attraverso il linguaggio del corpo.
Ecco, risulta chiaro che Ascensiòn rifiuta Pezzi ed accoglie Kiko, anche troppo, l’atteggiamento prossemico è di estrema vicinanza.
Voglio pensare che sia perché anche per lei rappresenta un idolo, come per tutti i neocat, non voglio pensare che rappresenti un uomo.

A proposito di prossemica...
Durante tutto il discorso del Card. Bagnasco,
Ascension volta le spalle a Pezzi e fa il tête-à-tête con Kiko
Il discorso di Bagnasco è rivolto ai presenti, niente complimenti al Cammino. Nemmeno uno.
Dobbiamo essere araldi del Vangelo, che non è facile, ma arduo. Il modo di essere araldi è la via della gioia, il mondo moderno si ubriaca di chiasso, baldoria, per negare l’angoscia. La gioia è credere a Cristo, questa è la mia festa. So che voi avete [si corregge] desiderate avere questo timbro della gioia del Vangelo, della bellezza di Cristo, che NON È ESTETICA, ma è profonda, sostanziale, ontologica. Vi ringrazio per la presenza, per il vostro cammino. Là dove siete vogliate bene ai vostri vescovi. I vescovi sono i successori degli apostoli, e la Chiesa si fonda sugli apostoli. Ogni Chiesa ha nel vescovo il fondamento visibile e il principio della Chiesa particolare. Non c’è Chiesa… Pietro è il fondamento, ed anche il Vescovo. Il riferimento al vescovo e ai suoi sacerdoti, che sono i vostri sacerdoti, è un elemento essenziale per il vostro cammino.

Vorrei dire al Cardinale che nel kikianesimo il Vangelo non è arduo, ma facilissimo: basta che arrivi lo Spirito Santo e poi fa tutto lui. L'uomo non deve fare nulla.
Anche il riferimento ai sacerdoti c'è nel Cammino: servono ad erogare servizi.

Adesso, dice Kiko, faremo un grande miracolo: le chiamate.

È l'ora di finirla di scusare gli sfondoni di Kiko come "imprecisioni" di chi parla a braccio in un linguaggio popolare (come c'è scritto sui mamotreti). Chi parla con cognizione di causa non si sbaglia, vedi il Card. Bagnasco, perché i concetti sono assimilati e fanno parte integrale del suo bagaglio spirituale.

Al di là di tutto, sul piano strettamente umano, ho provato un po’ di dispiacere per Kiko. Non tanto per la vecchiaia, che è un tempo fisiologico per tutti, quanto per la demotivazione davanti all’evidenza che ciò che ha costruito gli si sta sgretolando in mano…


lunedì 1 luglio 2019

Kiko induce in grande errore i suoi: la sballata esegesi della "parabola dei talenti"

L'Uomo-Patata, protagonista della
Nueva Estetica di Kiko Argüello
Nel Cammino, le tappe della Traditio Symboli e della Redditio Symboli segnano una importante svolta nel cammino a girotondo dei neocat: essi, in questo tempo che dura circa tre anni, ma spesso di più, vengono provati duramente sulla fedeltà alla dottrina del Cammino, in particolare sulla vendita dei beni (al Cammino stesso) e sulla predicazione per le strade (dei dogmi kikiani) e viene saggiata la loro disponibilità a mettere in piazza davanti a tutti i fatti della propria vita, anche i più intimi e scabrosi.

Dopo la Traditio uscire dal Cammino è parecchio difficile, vuoi per condizionamento psicologico, vuoi per le continue minacce di "perdere tutto" perpetrate dal laido eretico e dai suoi scagnozzi per piegare i riottosi.

Per plagiare meglio le coscienza degli adepti, e al fine di sottolineare la correttezza delle sue eterodosse interpretazioni del Vangelo, Kiko è uso a puntellare il discorso con improbabili citazioni dei padri e dei Santi che nessuno in Cammino si prende mai la briga di verificare, citazioni che si rivelano, quasi sempre inventate o mistificate, nel migliore dei casi (si veda ad esempio il fasullo "secondo sermone agli eletti" di Giovanni Crisostomo, mai esistito). La tattica funziona quasi sempre: chi mai, di cultura e istruzione normale, che non sia un dotto teologo o studioso della storia della Chiesa, metterebbe in dubbio uno che parla dal pulpito e intercala con "Sant'Agostino dice che…", "Santa Teresa diceva che…", "C'era un Padre della Chiesa…" e così via?
Inoltre, come se ciò non fosse già abbastanza grave, egli piega a suo uso ogni parola del Vangelo, affibbiando alle parole del Redentore significati che non appartengono loro, distorcendo, mistificando e nascondendo, come un vero serpente. Del significato evangelico a Kiko non importa niente, ciò che è fondamentale è che il Vangelo gli dia ragione.

Nella Redditio Symboli, che stiamo studiando in questi giorni, a tal proposito salta all'occhio, nelle prime pagine introduttive del tomo edizione 1972, una breve ma significativa "esegesi" della parabola dei talenti (cf. Mt 25,14-30). Dice Kiko:

"…noi vogliamo sapere se è vero quello che noi abbiamo pronunziato a voi nelle prime catechesi, che voi eravate schiavi dell'egoismo, soggetti alla paura della morte, incapaci di amare, tutte quelle promesse, ecco: se adesso avete già le primizie in mano o non avete un bel niente, cioè se avete sperimentato nella vostra vita la misericordia, avete gustato il miele dolce della comunione con i fratelli o non avete niente. Noi non sopportiamo che voi diate a noi delle catechesi: dovete presentare primizie, fatti, fatti! Chi abbia fatti, farà la Redditio, chi non abbia niente sarà privato anche del poco che ha: questa è la parabola dei talenti. Ti sono stati dati 10 talenti: Signore mi hai dato 10 talenti: eccone altri 10. Quella parola che era come 10 è stata così vera, così profonda che ha provocato in me tutto, tutto quello che mi si è annunziato si è avverato in me. Eccone qui altri 10!". "5 talenti mi hai dato: ecco che quella Parola che era come 5 è stata così vera, neanche un pizzico è stato menzognero, ha provocato altri 5 in me, ecco qui altri 5!". "Me ne hai dati tre? Ecco qui altri tre!". Uno aveva paura, ha nascosto il talento, e ha soltanto la catechesi. Se io ti faccio un questionario, e tu mi fai catechesi, "Cristo è morto per me". Dico: ma questa è la catechesi che ti ho dato io! Che mi dici? La so tutta, dammela compiuta. Questa profezia che abbiamo fatto dammela fatta carne: è vero che ero uno schiavo, tu mi hai annunciato la liberazione e guarda, sono stato liberato. Per esempio, non sopportavo in casa mia suocera e adesso vive con noi, e ha 95 anni ed è arteriosclerotica e ha perso un po' la ragione. Guarda come ero egoista, che non sopportavo più di un bambino: adesso ne ho quattro e aspetto il quinto. Ecco: fatti, primizie, la Redditio. (…) Per questo dice Gesù Cristo: "Toglietegli il talento che ha e datelo a quello che ne ha 10." Signore, già ne ha 10! Dice Cristo: "A chi ha si darà di più e a chi ha poco si toglierà anche il poco che ha". S. Agostino dice che la parabola dei talenti la Redditio, cioè quei fratelli in cui non si è prodotto nulla perché hanno avuto paura, non hanno rischiato; gli si è detto: "Vendi i beni" e ha avuto terrore e non lo ha fatto; "Vai per le case ad annunziare il Vangelo" ma ha avuto paura perché è timido, ha tante cose da fare. Il fatto è che alla fine non ha utilizzato questi talenti perché significava un rischio, aveva paura".

Benedetto XVI 13/11/2011:
Quel servo, infatti, che ha tenuto nascosto il talento senza valorizzarlo, ha fatto male i suoi conti: si è comportato come se il suo padrone non dovesse più tornare, come se non ci fosse un giorno in cui gli avrebbe chiesto conto del suo operato. Con questa parabola, Gesù vuole insegnare ai discepoli ad usare bene i suoi doni: Dio chiama ogni uomo alla vita e gli consegna dei talenti, affidandogli nel contempo una missione da compiere. Sarebbe da stolti pensare che questi doni siano dovuti, così come rinunciare ad impiegarli sarebbe un venir meno allo scopo della propria esistenza. Commentando questa pagina evangelica, san Gregorio Magno nota che a nessuno il Signore fa mancare il dono della sua carità, dell’amore. Egli scrive: “È perciò necessario, fratelli miei, che poniate ogni cura nella custodia della carità, in ogni azione che dovete compiere” (Omelie sui Vangeli 9,6). E dopo aver precisato che la vera carità consiste nell’amare tanto gli amici quanto i nemici, aggiunge: “se uno manca di questa virtù, perde ogni bene che ha, è privato del talento ricevuto e viene buttato fuori, nelle tenebre” (ibidem).
Cari fratelli, accogliamo l’invito alla vigilanza, a cui più volte ci richiamano le Scritture! Essa è l’atteggiamento di chi sa che il Signore ritornerà e vorrà vedere in noi i frutti del suo amore. La carità è il bene fondamentale che nessuno può mancare di mettere a frutto e senza il quale ogni altro dono è vano (cfr 1 Cor 13,3). Se Gesù ci ha amato al punto da dare la sua vita per noi (cfr 1 Gv 3,16), come potremmo non amare Dio con tutto noi stessi e amarci di vero cuore gli uni gli altri? (cfr 1 Gv 4,11) Solo praticando la carità, anche noi potremo prendere parte alla gioia del nostro Signore.