lunedì 20 gennaio 2020

RISCRIVIAMO LA STORIA, SECONDO LE AFFERMAZIONI DI KIKO - III° ATTO

Tranquilli, non è finita, la storia della vita di Kiko è più lunga di un film…
Questa è la terza parte (qui la prima parte e qui la seconda); anche qui troverete inframmezzate al testo di Kiko ed evidenziate in giallo le nostre chiose, mentre in rosso faremo notare le assurdità, le manipolazioni e le frottole di Kiko, particolarmente gravi in quanto Kiko Argüello è praticamente un idolo, l'idolo dei sedicenti "fratelli del Cammino", che lo considerano perfettissimo e al di sopra di ogni critica.

Allora, abbiamo fatto questo viaggio (in Europa), che è stato veramente impressionante, e in questo viaggio ho ricevuto la prima grazia mistica… Ero così bravo allora, facevo sempre sacrifici, tranne quando sono andato giocare al Casinò a dilapidare tutti i soldi: ho smesso di fumare. Ero bravo “allora”, ma oggi non sono più così. All’epoca, a distanza di più di 3 anni dall’apparizione della Madonna, avevo fatto le promesse dei Cursillos e ne ero diventato anche professore, quando potevo, perché il resto del tempo era tutto dedicato ai miei studi di arte con padre Aguilar, come potete facilmente dedurre, per questo ero bravo.
Insomma, quella sera io mi scalzavo e camminavo scalzo pregando il rosario, tutte le sere e ho fatto molte cose, non vi dico quali, ma molte.. Dovete sapere chi è il vostro catechista, o almeno come si dipinge e si presenta a voi. Ma un giorno, dopo aver fatto questo di scalzarmi e pregare il rosario, dopo la cena, non so come, dopo che erano 7 mesi senza fumare, mi viene voglia di fumare, non so perché e ho fumato. Un peccato terribile! Figuratevi, dopo 7 mesi avevo ancora le sigarette in tasca, perché dopo cena non potevo certo andarmele a comprare. Che miracolo! Dopo però mi è venuta una compunzione, ho cominciato a piangere, a dormire, questa compunzione continuava e sento il mio petto che esplode, PUM! E mi siedo così, AH! In effetti aver fumato una sigaretta dal pacchetto che avevo in tasca per me era un peccato orribile, non potevo far altro che pentirmi, piangere e dormire, anche se il dormire si sposa male col piangere. E il mio prete che era vicino, Oh che orrore, una esplosione dentro e poi capisco perché questo impatto faceva elevare San Giuseppe Copertino, io non ho volato, ma ho provato la stessa identica cosa, per questo lo capisco, anche senza volare, lo sa bene il "mio prete", sì, anche quello è MIO. E piangevo gridando e il prete mi diceva calma, calma, calma. Che Dio ti aiuta, calmati. OHHHH. Poiché infatti la sigaretta l’ho fumata quando c’era lui, quindi mi ha visto quando dopo averla fumata ho cominciato a piangere e a gridare, gridare, addirittura. Dovevo essere calmato, ero troppo agitato per una sigaretta fumata. Sarà segno di squilibrio più che di bontà? Mah vedete voi…


Kiko:
"Ero così bravo ALLORA,
facevo sempre sacrifici…
smisi di fumare".

Ma è durata poco…
Poi, nel ferry dalla Svezia alla Finlandia, una donna mi si è insinuata, mi ha detto che voleva mangiare qualcosa perché lì stai in mezzo a ubriachi ecc. Le ho detto: “Sì sì ora vado a prendere il pranzo e vado con lei” e mi sono squagliato in camera. Si è vero, non c’è connessione tra il voler mangiare qualcosa e lo stare in mezzo a ubriachi, comunque l’importante è che tra tutti quella donna voleva me.
Ma dopo l’ho trovata con 3 uomini che la stavano toccando tutti e 3, il che mi ha provocato una situazione, mi sono eccitato ero giovane e casto da tanto tempo… Però Dio lì mi stava provando molto profondamente, tanto così che in Finlandia Dio mi ha chiesto che mi alzassi un’ora prima e andavo, se lo volete sapere, andavo al bosco e con una cinta io mi colpivo fino al sangue.
Sapete, io ho il filo diretto con Dio, per cui Dio stesso mi ha chiesto, per favore, di alzarmi un’ora prima per andare nel bosco a fustigarmi, dato che avevo reagito fisicamente alla semplice visione di una donna in mezzo a 3 uomini. Non me ne sono fatte mancare una: “visione” della Madonna, episodi mistici, fustigazione, camminare scalzo pregando… Ho fatto "tutte le esperienze più una", come i più grandi santi. Il problema è che, nel mio caso, non sono gli altri a raccontare queste cose di me, mai nessuno che l'abbia testimoniato, lo racconto io da me stesso, a distanza di sessant'anni dai fatti, quindi posso dire ciò che voglio.
Dopo, al ritorno Dio ha incominciato a darmi delle grazie mistiche…. Per esempio, sto pregando il rosario e all’improvviso non posso continuare a parlare… non capivo… non potevo, e mi è venuta una specie di sopore di debolezza che ho dovuto sedermi e ho perso la conoscenza e sono andato in estasi. Che volete, a me le estasi si presentano così: non vedo e non sento nulla, perdo solo conoscenza, proprio come uno svenimento da mancanza di ferritina. Uh, mamma mia… e quando mi sono svegliato mi sentivo tutto soave come se fossi bagnato. E questa del bagnato un po’ mi preoccupa, perché bagnato non è “sudato”, bagnato può voler dire molte cose, lo sanno bene gli incontinenti. Quanto alla soavità, che volete, somigliava a quello stato di debolezza e semi incoscienza che si prova quando ci si riprende da uno svenimento. Ve l’ho detto: ho solo perso i sensi, nessuno mi è apparso e nessuno mi ha parlato. Mi son chiesto: “Ma che succede?” Potevo andare dal medico a farmi prescrivere degli esami del sangue per gli svenimenti, ma ho preferito credere ad altro. Mah, ha cominciato lì un macello, non vi dico, anche se sarebbe molto meglio che vi dicessi, altrimenti taccio la parte più esplicativa. Ho avuto tanti fenomeni di questo tipo che, invece di andare dal medico, vado da Padre Royo Marin che è un domenicano che ha fatto libri di teologia morale che erano libri che si studiavano in seminario. Era dominicano e stava nel convento, perché mi hanno invitato ad andare in convento a Atocha. O forse mi sbaglio ancora? È che ho questo viziaccio di dire sempre che le persone “mi invitano”. In realtà io risiedevo ad Atocha ed il convento era annesso alla residenza universitaria, per cui era facile per me: stavo già lì per motivi di studio…
Eppure mi piace dipingerla così, fa più presa: i domenicani, davanti ad un giovane cristiano hanno detto: “Guarda, abbiamo una residenza di universitari, che è un macello, come stanno gli universitari, vieni qua e facci un po’ di testimonianza, aiutaci tu!” E sono andato lì, non dicevo mai di no a nessuno.
Così mi piace di più, mi fa sentire più importante davanti a me stesso ed a voi. Non voglio dire che io lì già ci abitavo e ci studiavo, mi presento meglio se dico che sono stati loro ad invitarmi perché c’era un macello tra gli universitari e io li potevo aiutare con la mia testimonianza. Tutti mi vogliono, tutti vogliono aiuto da me.
Sono andato là e ho raccontato a Padre Royo Marin quello che mi succedeva e mi ha detto, perché lui è uno specialista in fenomeni mistici, mi ha detto: “tu hai avuto una riunione di potenze” Io: “ma che è questa cosa… RIUNIONE DI POTENZE…”, così mi ha detto Riunione… Le potenze interne si sono unite, e questo… sono entrato in estasi.
Non sapete quanto sia avventato padre Royo Marin: così, alla prima, mi ha fatto la diagnosi di “riunione di potenze”, senza attenersi a ciò che insegna il discernimento mistico di minimizzare e non incoraggiare chi si ritiene visitato da Dio. No, lui, il grande esperto di mistica, si è subito sbilanciato vedendo i sintomi che lamentavo: debolezza, svenimento, soavità e umido. È chiaro, sono sintomi così evidenti che non si può trattare di un disturbo fisico da carenza di ferro… Non gli è importato nemmeno che nessuna potenza spirituale mi abbia parlato o si sia manifestata, ha visto all’istante che le “potenze” si erano riunite dentro di me fino a provocarmi lo svenimento.
E allora mi ha detto: “Tu sei stato scelto da Dio per una grande opera nella Chiesa. Per questo dico, vai e cercati un monastero di clausura! Perché la clausura è il modo migliore per compiere grandi opere, come Santa Teresina di Lisieux. Mah… e io ho obbedito e ho cercato un monastero.
Non avevo né vocazione né nulla, nemmeno ci avevo mai pensato tranne quando volevo farmi prete a 12 anni e poi scelsi l’arte. Ma siccome la prima volta che l’ho consultato, padre Marin è arrivato fino al punto di sbilanciarsi così tanto trovandomi una "Riunione di Potenze" ed ordinandomi la clausura, io ciecamente ho obbedito. Un po’ come fanno certi seminaristi del Cammino quando i catechisti dicono loro di entrare in seminario. Obbediscono. Non capiscono, ma obbediscono, vedi mai che non si fossero accorti da loro stessi che Dio li chiamava alla vocazione sacerdotale e che Dio abbia incaricato dei laici sconosciuti di mostrargliela…
E così ho trovato i padri Gerolamiti, monastero di vita contemplativa stretta. Lì a Segovia.
Mi son fatto 100 chilometri da Madrid a Segovia, per trovare un monastero. Più vicini non ce n’erano. Questa cosa non è accaduta in un giorno: tra trovare il monastero, farsi accettare da perfetto sconosciuto, approntare la cella… mi ci son voluti mesi.
Infatti, facevo il militare e andavo il fine settimana a questo monastero.
Non fate caso se ho sempre detto che il militare l’ho fatto in Africa, il fine settimana tornavo a Madrid, dall’Africa. E avevo tutto il tempo di andare al monastero. Non fate nemmeno caso se ho sempre detto che partii militare per l’Africa dopo tutta una serie di eventi, primo fra tutti la vicenda della domestica di casa dei miei genitori, che mi ha occupato diversi mesi e non dopo le grazie mistiche innescate dal viaggio.Anche se non si incastra temporalmente in tutto ciò che ho raccontato finora, la vicenda della domestica è esistita. Non si sa quando, a questo punto, ma si è verificata.
Una cosa interessante è che io, siccome ero molto bigotto, così, molto cristiano, mi confessavo tutte le settimane e dovevo tenere un direttore spirituale, COME ERA COSTUME DEI CRISTIANI. Poi ho smesso di essere cristiano, che equivale a bigotto, e ho smesso di confessarmi tutte le settimane. Soprattutto, non ho più fatto come è costume dei cristiani, di tenere un direttore spirituale, perché quello è costume dei cristiani…
Il mio direttore spirituale era padre Speranzo. Solamente ha parlato due volte padre Speranzo, il direttore spirituale di Atocha, dove risiedevo come studente e le due volte sono state provvidenziali. Bastavano due volte, non c’era bisogno di più: solamente due volte. LA PRIMA VOLTA QUANDO IO STAVO NELLE BARACCHE e ho avuto il primo scontro con Carmen, di una violenza inaudita contro di me, che io ero un mostro che utilizzava i poveri per esaltare il mio ego, il mio io, mi ha detto delle cose mostruose…
Eh sì, non ve l’ho mai detto prima ma io, mentre ero nelle baracche a fare il povero alla de Foucauld, avendo scoperto che la Chiesa mi dava poco e nulla, continuavo ad avere rapporti con la mia ex residenza universitaria di Atocha, anche dopo aver conosciuto Carmen. Non avevo lasciato proprio tutto tutto.
Inoltre non fate caso alla cronologia: dico che la prima volta è stata quando ero già alle baracche e la seconda quando volevo entrare in monastero. No, non è che in monastero ci volevo andare mentre ero alle baracche, fu un’altra volta. Ma quando narro, mescolo sempre gli eventi.
La seconda volta è stata quando volevo entrare nel monastero e già erano predisposti a tagliarmi i capelli e avevo la mia cella, padre Speranzo mi manda una lettera e dice, che mai aveva detto quello della Madonna viene da Dio. Io gli ho raccontato l’apparizione della Madonna e mai mi ha detto una parola, ma quella del monastero no, lì ha parlato.
Nella lettera diceva che “quello della Madonna” viene da Dio. Quindi questo padre Speranzo si è messo in contrasto con padre Marin, che invece mi aveva detto di andare in monastero, ambedue residenti nello stesso convento di Atocha. Chissà perché padre Speranzo non mi aveva mai detto nulla su “quello della Madonna”, mentre padre Marin, sbilanciandosi di botto vide in me un mistico destinato al monastero di clausura che avrebbe fatto grandi opere. Mah, discernimenti diversi, o prudenze diverse, oppure quella di Royo Marin me la sono proprio sognata… E poi, altra coincidenza temporale miracolosa: la lettera di padre Speranzo arriva proprio mentre mi stavano praticando la tonsura, come in un film.
Monastero del Parral, Segovia.
Da qui Kiko dice che se ne andò
"mentre erano già predisposti a 
tagliarmi i capelli"
E allora ho detto al priore, che già sperava, mettete via tutti gli attrezzi per tagliarmi i capelli: “Guardi padre, legga questa lettera” e mi dice il priore: “Figlio mio fa’ quello che tu pensi sia la volontà di Dio. Bene, la volontà di Dio è che vado via stasera e già è finita tutta la mia esperienza per essere monaco. FIUU, l’avevo scampata bella. Potendo scegliere a chi obbedire, dato che avevo due opzioni, ho scelto quella che mi faceva più comodo.


Il prossimo sarà l'ultimo atto.
Scusate la lunghezza del film, ma meritava la visione…

sabato 18 gennaio 2020

Chi ha ragione?

"È necessario fare la kenosi nei peccati, arrivare ad odiare la famiglia, tirare le sedie in comunità, riconoscere la croce, privarsi dei beni, andare per le case, fare le confessioni pubbliche, il battesimo nel Giordano, sposarsi con la comunità, avere la veste bianca, il Credo cantato al funerale, i battimani, le lodi domestiche, le messe con il pane azzimo e il coppone con il vino, le risonanze, i giri di esperienze... per essere alla fine di tutto ciò ancora peccatori e figli del demonio." (Sintesi da KIKO ARGÜELLO)

"Il Signore non chiede grandi cose. Bastano pochi minuti di meditazione al giorno cercando di conformare la propria vita secondo la volontà di Dio, anche nelle piccole cose. Bastano anche solo due minuti di meditazione al giorno per vedere se stiamo camminando sulla via giusta oppure no, e poi agire di conseguenza. Se facciamo così, possiamo essere certi di non sbagliare. Basta seguire la voce di Dio che ci parla attraverso la voce della nostra coscienza".
(DON GIUSEPPE TOMASELLI).

CHI HA RAGIONE?

giovedì 16 gennaio 2020

RISCRIVIAMO LA STORIA, SECONDO LE AFFERMAZIONI DI KIKO - II° ATTO

Continuiamo (qui la prima parte) nel nostro tentativo di commentare, evidenziare e sottolineare le affermazioni dell'Argüello.
Anche stavolta, a chiosa delle sue affermazioni, troverete inframmezzate al suo testo ed evidenziate in giallo le nostre aggiunte al testo originale kikiano, mentre in rosso faremo notare le esagerazioni, le contraddizioni e le panzane di Kiko, particolarmente gravi in quanto Kiko Argüello è praticamente oggetto di idolatria da parte dei "fratelli del Cammino", che lo considerano infallibile e al di sopra di ogni critica.


Cursillismo. Era nato prima del Concilio e pertanto era molto tradizionale, non è che avesse l’approvazione del Concilio, né niente, però era una cosa molto interessante, l’approvazione l’ha avuta dopo, non dal Concilio, ma dalla Chiesa. Scusate, confondo sempre la Chiesa col Concilio, in fondo per me sono la stessa cosa…

Così mi hanno invitato alla scuola di professore di Cursillos e in questa scuola mi hanno insegnato a predicare, a essere catechista, mi hanno messo in mano la Bibbia, mi han formato ed ho cominciato a fare Cursillos in tutta Spagna. Ho fondato il Cursillo a Ceuta, l’ho fondato in Caceres, ed ho cominciato in una equipe, ho dato testimonianza.
In realtà alla scuola di Cursillos, alla mia epoca, si andava volontari, non dietro invito, ma a me piace sempre dire che son stato invitato, dà più onore. Poi, dopo essere stato formato ho fatto Cursillos in tutta la Spagna, geograficamente intendo, perché in verità ne avrò fatti 3 o 4: Caceres, Ceuta e forse altri due al massimo. Poi vi spiegherò che “fare un Cursillo” significa fare una “convivenza” di 3 giorni e poi più nulla, di tempo me ne impiegava poco ed il mio essere “catechista” formato quindi, si risolve in 3-4 convivenze e basta: 9-10 giorni da catechista, questa tutta la mia tanto vantata "esperienza". “Convivenza”, sì, la chiamavano già loro come poi l’ho chiamate anch’io, ma non ho mica ricopiato…
I Cursillos stanno in tutta Italia attualmente. Stanno in tutta Europa. E’ chiaro che sono molto decresciuti, contano davvero poco ora, mica come il Cammino. C’era un momento che in Spagna era pieno, son passati dai Cursillos migliaia, migliaia. Succederà questo anche al MIO Cammino? Però aveva un problema il Cursillo: per 3-4 giorni, c’è una tensione fortissima sulla Chiesa, dopo il quarto giorno, come continuiamo? Non di certo diventando cursillisti o andando semplicemente in Chiesa: il mio scopo non è mai stato la Chiesa.

Inoltre il Cursillo era anche moralista perché ti obbligavano a fare alla fine dei Cursillos una, come si chiama, una promessa a Cristo. Obbligare non è una cosa buona, non ci si poteva rifiutare, infatti io non ho obbligato mai nessuno (ah, ah, ah!), però se non dai la decima o non fai il tripode neocatecumenale, ti declasso di comunità... Quando pensi che per mantenerti cristiano tu scrivevi: rosario tutti i giorni, Eucarestia tutti i giorni, il prete prendeva questo e lo metteva nel sacrario, ah, Signore, queste cose, di questo tipo, un po’ così, va beh, poveracci… Si mettevano tutti vicino al tabernacolo e il prete pregava: “Aiuta questi poveri”. Erano poveracci, così moralisti, obbligavano la gente, si mettevano davanti al tabernacolo insieme al prete… cosa credevano di fare…


"POVERACCI, si mettevano tutti vicino al
tabernacolo e il prete pregava".
Un orrore, secondo il giudizio di Kiko
Carmen non li sopportava. Mandai Carmen a fare i Cursillos, è scappata… e la cercavano dappertutto, La Carmen era sparita… vado a cercarla, vieni qua e alla porta della Chiesa e c’erano gli ANGIOLETTI COSÌ, TUTTI DIPINTI, MOLTO ORRIBILI e Carmen mi diceva: “Ti piacciono queste pitture? Pensando bene, UN ORRORE… QUESTO È IL CURSILLO: UN ORRORE, così… Mamma mia, non l’ha toccato. Vi racconto questa cosa di Carmen ai Cursillos per la prima volta, perché non vorrei che a qualcuno venisse in mente che ho conosciuto Carmen prima, quando stavo coi Cursillos. No, no, l’ho conosciuta alle baracche (beh anche prima, ma la versione ufficiale è “alle baracche”, dovete credere solo alle versioni ufficiali, man mano che cambiano vi dovete adeguare e credere) e, proprio mentre avevo capito tutto e me ne volevo stare ai piedi dei poveri come de Foucauld, mi viene un ritorno di fiamma e porto Carmen al moralismo dei poveracci Cursillos, in una loro “convivenza”.
In effetti aveva ragione, pensando bene, gli angioletti dipinti sulla porta della Chiesa erano orribili, come il Cursillo: un orrore, mamma mia!

"Angioletti dipinti, molto ORRIBILI":
Kiko Argüello ha parlato!
Perché Carmen ERA SUPERIORE completamente a tutte queste cose, il Cursillo era superato per il Concilio, non per la Chiesa, che non conta, ma solo per le novità del Concilio, novità che Carmen mi ha servito "su un piatto d'argento". Però a me mi ha aiutato un po’ anche per farmi catechista, per rischiarmi, questo è il valore, egoisticamente parlando, dei Cursillos per me: mi hanno permesso di fare il catechista per due settimane, per il resto erano un orrore.

IO se non avessi fatto il Cursillo davanti a 100 soldati, non avessi preso il crocifisso e avessi detto: “In piedi!” Perché questo si faceva nei Cursillos: arrivavi a Messa, tutti, dicevi: “In piedi!” Tiravo fuori i rollos e incominciavo a predicare, partendo dalla mia esperienza. Se non avessi fatto questo per un breve tempo, non avrei potuto ricopiarli coi mamotreti quando ho voluto fare una “creatura MIA”. Un toro terribile: 100 soldati che non sapevano chi ero io e a un certo punto, spogliarmi, fare strip tease, e mettere davanti a tutti la mia vita, il mio amore a Cristo. Tutti i soldati mi guardavano così.
Sapete, a me tutti mi guardano e mi ammirano, anche i 100 soldati che ascoltavano ai Cursillos. Agli altri con cui ero in equipe non so, ma a me mi guardavano ammirati, ero diverso, migliore. O forse mi sbaglio? I soldati erano nella mia mente perché dico sempre che ho fatto il militare in Africa (a Ceuta, Marocco, come il Cursillo?). Ma dove ho visto questi 100 militari? Al corso dei Cursillos a Ceuta in Africa, o mentre ero militare in Africa? Mah, non importa, mescolo le cose se mi conviene. Il fatto è che ho fatto uno strip tease spirituale di fronte a questi 100 soldati che non mi conoscevano. Li facevo mettere in piedi e predicavo i rollos, che altri avevano scritto e che io dovevo solo ripetere, così, con tutti i 100 militari in piedi ad ascoltare. Non ho mai capito perché non potessero ascoltare da seduti. Mi sono spogliato, ho fatto strip tease davanti a loro, ho messo tutta la mia vita davanti a loro ed ho ricopiato l’idea di far ripetere i mamotreti ai catechisti neocatecumenali, mamotreti scritti da me e Carmen, almeno ufficialmente.
Bene, dopo di questo… ho cominciato a fare pittura religiosa e ho fondato con un gruppo di artisti… E con loro abbiamo pensato di fare un gruppo del rinnovamento dell’arte sacra e l’abbiamo chiamato Gremio 62… ERA L’ANNO ’60 e abbiamo fatto un manifesto… e il Ministero delle Relazioni Culturali ci ha invitato a fare una mostra nella maggiore sala di esposizioni di Madrid.


Ministero della Pubblica Istruzione,
Direzione Generale delle Belle Arti.
1962.
Ma forse mi sbaglio ancora, magari ho cominciato a fare pittura religiosa “prima”, nel 1960, quando ho iniziato a studiare con Padre Aguilar, il direttore della residenza universitaria di Atocha, dove ho abitato per ben 3 anni come semplice studente. Infatti Gremio 62 è dell’anno 1962, non del 1960. Mannaggia, sbaglio sempre… Padre Aguilar organizzava tutto e si dedicava esclusivamente al rinnovamento dell’arte sacra, per il quale ha speso la vita, fondando dal 1955 il Movimento di Arte Sacra. Dunque è da allora che ho iniziato a fare arte sacra, non dopo la mia esperienza di professore nei Cursillos. Poi dico che ho fondato questo gruppo, ma mica è vero, io vi ho solo partecipato come studente, in realtà l’ha fondato padre Aguilar, come poi ha fondato Gremio 63, ogni anno un Gremio nuovo.
Gremio 62 è stato fondato, appunto nell’anno 1962, non l’anno 1960, che sbadato, confondo sempre periodi e date…
Padre Aguilar si dava molto da fare, perciò partecipò alla creazione della galleria Templo y Altar, sponsorizzata dalla Tappezzeria Gancedo, nel quartiere di Salamanca a Madrid, installando così uno spazio per le esposizioni di arte sacra. Per questo, attraverso padre Aguilar, potemmo fare delle esposizioni, tutto sempre legato all’università come studente sotto la direzione di padre Aguilar.

Dopo la Spagna venni invitato a Royen, in Francia, ad una esposizione universale di arte sacra, o meglio, venne invitato il gruppo di studenti, non io, sempre dietro l’onnipresente organizzazione di padre Aguilar. Gremio 62 nacque nel 1962 e l’esposizione a Royen deve risalire al 1963 almeno, non ricordo bene.
Siccome gli altri non potevano, ci andai io e mi portai un compagno di mio fratello Michelangelo, che era principe di Montenegro, senti un po’ che amicizie altolocate, e che aveva avuto un’istitutrice francese, un nobile. Dice: “Ti accompagno io” Questo disgraziato mi accompagna e tutti i soldi che avevamo li abbiamo giocati alla roulette. Giocava alla roulette questo… “Ma chi ti ha chiamato qua” al Casinò.
Non fate caso se ho sempre detto di aver avuto la “visione” della Madonna nel 1959. Non mi aveva cambiato per nulla quella fortissima esperienza spirituale. Continuavo infatti a perseguire la mia arte e le mie mostre, salvo frequentare un po’ i Cursillos. Infatti, talmente non ero cambiato in una virgola, che non mi opposi per nulla a dilapidare tutti i soldi al Casinò (ne aveva uno Royan?) con l’amico nobile di mio fratello. Mah, può succedere, infatti mentre lo racconto me la rido di gusto, mica ne sono dispiaciuto e pentito. Sono cose che non si addicono ad uno che ha avuto l’onore di essere visitato dalla Madonna quasi tre anni prima, ma che m’importa.


E poi, dopo la "visita" della Madonna,
me ne vado a finire tutti i soldi al Casinò.
Kiko Argüello dixit.
Poi, dopo la Francia, la Fundacion March donò a un teologo dominicano una borsa di studio per fare uno studio sull’arte protestante… E questo teologo mi invitò ad accompagnarlo a questo viaggio in tutta Europa. FIUUU…
Non importa precisare che questo teologo domenicano era come sempre il solito Padre Aguilar, per chi ha approfondito si dovrebbe sapere… Anche lui, come tutta la schiera di qualsiasi persona sia venuta in contatto con me, mi “invitò” ad accompagnarlo. Oppure estese un invito generalizzato ai suoi studenti ed io, che sempre volevo mettermi in mostra, fui uno dei pochi che accolse l’invito? Va beh, non ricordo bene.

Prima di partire per questo viaggio andammo nel deserto dei Monegros presso i Piccoli Fratelli, frati di clausura. Lì incontrammo padre Voillaume, colui che aveva fondato questa congregazione ed avemmo molta fortuna, perché ormai esistevano decine e decine di congregazioni e padre Voillaume viaggiava in continuazione. Che fosse lì quando ci andammo noi è proprio un “miracolo”, o una coincidenza, o una menzogna per darmi lustro. Ma sapete, io ho sempre avuto la fortuna di incontrare i personaggi più famosi in ogni singola cosa che ho fatto: per esempio “incontrai” Morcillo in uno stadio pieno di gente…

Copertina del libro di Padre Voillaume
"Come loro - la vita religiosa dei Piccoli
Fratelli del Padre de Foucauld".
Kiko: "POVERACCIO pdare Voillaume,
passava la vita da solo

con il Santissimo Sacramento!"
E lì poveraccio padre Voillaume passava la vita nel nord del Marocco da solo con il Santissimo Sacramento. Passava ore e ore davanti al Santissimo Sacramento e dopo è stato ucciso dai Tuareg. No, non è come potrei avervi indotto a pensare, padre Voillaume non era un poveraccio perché se ne stava da solo col Santissimo Sacramento. Poveraccio l’ho detto, ma non so perché, non ha senso. E non è nemmeno che il salario per essere stato ore ed ore davanti al Santissimo sia stato il suo assassinio ad opera dei Tuareg, le due cose tra sé non c’entrano, non so perché le ho dette insieme…Quel che conta, è che tutti gli esponenti della Chiesa che ho incontrato prima di fondare il MIO Cammino Neocatecumenale, erano dei poveracci: i Cursillos, padre Voillaume…



Tutta la storia sul viaggio in Europa, le grazie mistiche… alla prossima!

martedì 14 gennaio 2020

RISCRIVIAMO LA STORIA, SECONDO LE AFFERMAZIONI DI KIKO - I° ATTO

Da una delle ultime autobiografie viva voce di Kiko, proveremo a riscrivere la storia secondo le informazioni di cui disponiamo, evidenziando le contraddizioni e ponendoci alcune domandine…

Per motivi di lunghezza espositiva, dato che Kiko è logorroico nelle sue esternazioni, ci troviamo costretti a suddividere il suo discorso in più parti: I°, II°, III° e IV°. Solo così si potrà avere compiutezza del fumo che vende e dell’impareggiabile fantasia spacciata per realtà.

Dato che ci sono davvero troppe chiose da fare al discorsetto di Kiko troverete qui sotto inframmezzate al suo testo, evidenziate in giallo,le nostre aggiunte al testo originale kikiano, basate su informazioni VERE o in evidenza alle contraddizioni (ripeto: in giallo le nostre aggiunte, cioè le cose che Kiko avrebbe dovuto dire ma ha taciuto).
Quindi, in rosso gli sfondoni, le menzogne o le contraddizioni di Kiko.


IO SONO STATO SCELTO DA DIO PER ESSERE VOSTRO CATECHISTA Con questo non voglio fare il santo… chi se ne frega…di niente… Voglio dire la VERITÀ, I FATTI che Dio ha fatto.

L'autoproclamato
"vostro catechista"
e addirittura
"scelto da Dio"
Mio padre ha fatto del mio cervello un mostro, perché mi ha messo all’Accademia a 9 anni, come tutti quelli che frequentano la scuola dell’obbligo, ma io posso fare architettura, musica, quel che sia, quello che volete.

Ai 12 anni una “sorella” dell’Accademia mi ha consegnato un libro di Papini… e quello mi ha provocato uno shock, tanto così che ho cominciato a piangere. Mi son buttato nel letto e dormivo per terra. Mia madre è rimasta stupita, per terra. Ho cominciato a fare sacrifici, sentivo un amore a Cristo enorme,
per lo shock provato dalla sola lettura del libro ma poi, crescendo, perderò tutto questo esagerato fervore e lascerò la Chiesa. In effetti dovevo essere proprio un genio, perché leggere Papini, il controverso filosofo, a 12 anni, mica è roba da tutti. Ma nella mia scuola pubblica, l'Accademia Peña, c'era una "sorella" che me lo aveva dato…
Il problema è che non sapevo se farmi prete, però siccome avevo già molte doti per la pittura, una specie di bambino prodigio, per l’arte, ho pensato che al posto di farmi prete era più importante seguire le mie doti e la mia futura carriera.

Ho studiato Sartre, Pascal… sapete chi sono? Ma siete degli inculturati, siete inculturati, siete dei somarelli, borricos, non vi importa niente la poesia, non sapete nulla, mah mamma mia!! Va beh, scusatemi, non voglio offendervi siete tutti bravissimi, anche se ormai vi ho già offesi, umiliati e disprezzati.

Ho studiato anche Pascal, sono importantissime le sue "Provinciali" eh, le lettere di Pascal contro i provinciali dei Gesuiti, enormi e MOLTO CRISTIANO e molto intelligente, Pascal, questo autore di lettere contro i padri Gesuiti era in realtà molto cristiano, loro evidentemente molto meno, per meritarsi quelle lettere.
E qui vi spiego che Pascal pubblicò le "Provinciali" come risposta dei giansenisti ai gesuiti, che venivano considerati "lassisti". Questo "molto cristiano" aderiva idealmente al movimento religioso del "giansenismo", che fu condannato molte volte dalla Chiesa cattolica come ERETICO E VICINO AL PROTESTANTESIMO per il suo teorizzare la negazione del libero arbitrio di fronte alla grazia divina e suggerire l'idea di una salvezza predestinata. Si fondava sull'idea che l'essere umano nasca essenzialmente corrotto e, quindi, inevitabilmente destinato a commettere il male. Senza la grazia divina l'uomo non può far altro che peccare e disobbedire alla volontà di Dio; ciò nonostante alcuni esseri umani sono predestinati alla salvezza (mentre altri no). È evidente che io ho ripreso le mie idee dall'eretico e protestante Pascal, conoscete la mia predicazione… Chi sta nel mio Cammino è certamente predestinato alla salvezza!
Blaise Pascal, il "molto cristiano giansenista".
I giansenisti furono condannati dalla Chiesa
ben 5 volte 
per essere eretici
e vicini al protestantesimo.
Ho fatto un concorso di tutte le regioni della Spagna e io mi sono presentato con un quadro che si chiamava “La Espera” con 3 figure e mi hanno dato il primo premio, in Madrid, in realtà era il "premio straordinario", ma io voglio chiamarlo primo premio. Allora con tutti il primo premio ed il terzo premio, con i 3 premi di tutte le regioni di Spagna ho fatto una mostra a Madrid, cioè quelli che avevano indetto il Concorso, il Movimiento Nacional franchista, ha esposto le opere dei vincitori. E c’era un premio straordinario nazionale per prima volta in Spagna, una montagna di soldi, 25.000 pesetas di allora, che è come 3 MILIONI DI EURO (!!!!!), oppure mi sbaglio di grosso, non ammontavano nemmeno a 3.000 euro di oggi, e non erano nemmeno 25.000 pesetas, ma 20.000.
Sapete che all’epoca un cesto natalizio costava circa 1.200-1.300 pesetas? Con quei soldi ne avrei potuti comprare una ventina!

Quello che mi ha impressionato è che sentir dire il mio nome alla televisione insieme a quello di molti altri e vederlo scritto sui giornali in un articolo dedicato al concorso, a me dentro non mi ha dato assolutamente nulla. Io ero già morto dentro. Dentro di me la morte. L’anima mia era morta, io non credevo più in Dio, in nessuno. A questo punto per me la vita ha cominciato ad essere difficile, avevo poco meno di 3.000 euro, ero stato citato in un articolo di giornale sul concorso e in uno speciale televisivo sulla mostra che il Movimiento Nacional aveva allestito per le opere dei vincitori e non mi importava niente. Aver vinto a 20 anni meno di 3.000 euro ad un concorso giovanile "under 21" ed essere stato nominato insieme agli altri vincitori dalla televisione e dai giornali, lo racconto come “fama e soldi”.
Disprezzavo le 3.000 euro e mi chiedevo: Mi sveglio per fare che cosa? Per dipingere? Non mi interessa, dipingere per avere soldi, già ce l’ho, ho meno di 3.000 euro! Che vuoi, che vada a letto con la moglie del mio amico? Già ci sono andato. Non mi interessa. Sì perché a meno di 20 anni avevo amici già sposati e andavo a letto con la loro moglie.

Poi ho letto Bergson, come vedete le mie idee si formano sempre dalla lettura di filosofi, anche atei, la Chiesa non c’entra nulla.


Henri Bergson, filosofo ebreo
dell'«intuizione».
A differenza di Kiko, però,
considerava l'intuizione
"insieme" all'INTELLIGENZA.
A questo punto mi si apre una luce e questa luce comincia a fare tac tac… Che cosa ti può dimostrare che Dio c’è? Che cosa? La bellezza della natura? Niente, a me non mi dice niente la natura, non è con questo che intendo che esista un Dio, attraverso la creazione.
Anche se in un altro contesto, sempre parlando di Bergson, ho affermato che questa “luce” datami da questo filosofo di cui la Chiesa cattolica ha bandito 3 libri mettendoli all’indice dei “libri proibiti”, ha indirizzato il mio pensiero alla bellezza della creazione.
Nulla mi dimostrava l’esistenza di Dio, nemmeno tutte le prove di san Tommaso d’Aquino, TUTTE QUESTE STUPIDATE, a me non dicevano niente. Le stupidate di san Tommaso d’Aquino a me non dimostravano niente. Preferivo Pascal, faceva "più figo".


San Tommaso d'Aquino, l'autore di quelle che
Kiko considera "stupidate"
In tutto questo periodo ho sofferto tantissimo perché in fondo la mia vita era morta, esteriormente non trovavo gratificazione in nulla. Allora a questo punto io, diciamo così, sono entrato nella mia camera e ho gridato a Dio. Non fate caso se in altri contesti ho detto che ho gridato a Dio in una chiesa, questi eventi fondamentali della mia vita me li ricordo ogni volta in modo diverso: confondo la mia camera con una chiesa, a volte.

Comunque, dove ero ero, non importa, mi son messo in ginocchio e ho gridato: “Se c’è Dio…” E in quel momento Dio ha fatto un miracolo con me… e subito ho sentito dentro di me che Dio c’è… Immediatamente Dio c’era e io sono e son passato dalla morte alla vita, in un istante… Sono rimasto così impressionato perché ho sentito una presenza fisica dentro di me… Questa testimonianza che San Giovanni della Croce chiama tocco di sostanza, la sostanza divina tocca lo spirito dell’uomo, a chi lo tocca, se ti succede a te vuole dire che Dio ti ha scelto, ha voluto fare con te una grazia.
Capite? A me questo è successo in un solo istante: mi risolvo a pregare Dio e Lui subito mi risponde, ipso facto. Così, in quel preciso istante, sono passato dalla morte alla vita, per miracolo. Ho sentito una presenza "fisica" dentro di me, come può ad esempio esserlo un sommovimento intestinale (che è qualcosa di fisico!), e tiro in ballo il "tocco di sostanza" (che non avevo mai sentito prima) anche se san Giovanni della Croce, quando parla di “tocco di sostanza”, parla di Spirito e spirito: sostanza divina che entra in contatto con lo spirito dell’uomo, non di “presenza fisica”. Ma io l’ho sentita fisica, fa uguale. Questa presenza fisica dentro di me, all’improvviso, secondo me dimostra che sono stato scelto attraverso una grazia.

San Giovanni della Croce.
"Tocco di sostanza":
"all'anima sembrano essere stati

tra sostanza e sostanza.
In realtà si esercitano nel più profondo

dell'INTELLETTO e della VOLONTÀ".
È esclusa ogni manifestazione FISICA
Io avevo capito che la formazione che io avevo ricevuto nel collegio per la prima comunione era un vestitino così piccolo e MALFATTO che me lo ero tolto entrando all’università. Non soltanto piccolo, ma proprio “fatto male”, da persone che evidentemente non avevano Spirito né conoscenza da trasmettere.
NELLA CHIESA NON C’ERA NESSUNA STRUTTURA CHE UN ADULTO LO POTESSE FARE CRISTIANO. NON SAPEVANO CHE FARE CON ME.
Ero l’unico, un caso rarissimo, non erano preparati! nessuno aveva mai avuto prima le mie necessità… O no? Sì già c’erano i Cursillos, ma io non li conoscevo, l’Azione Cattolica, ma a me non diceva nulla, l’Opus Dei… Ci vuole un bel coraggio, come il mio, per affermare che la Chiesa non si era mai posta certe domande e che non era in grado di aiutare “uno come me”, l’unico ad avere certe necessità. In effetti non so come nel passato ci siano potuti essere grandi santi, perché la Chiesa non offriva nulla, non sapeva proprio che fare…
Perché, dovete sapere, che la Chiesa non basta, ci vogliono le strutture per diventare cristiani, e la Chiesa di strutture non ne aveva, anche se è sopravvissuta senza per oltre 2.000 anni. Molto strano…
Allora questo prete… disse: “forse la posso invitare ad un cursillo…”… così tu vai a questo corso e subito c’è un laico che ti dà la sua esperienza. Un laico sì, cosa che non esisteva nella Chiesa prima, l’hanno inventata i Cursillos, nati nel 1944. Ma io, nonostante avessi idea di farmi prete e fossi così sensibile da buttarmi per terra a piangere per aver letto a 12 anni un libro di Papini, che esistevano i Cursillos non lo sapevo, sennò potevo andarci di mio. Ci volle un prete ad informarmi, quando ormai a 21-22 anni ero adulto.
Ah, mi ero scordato di dire che oltre al “laico che dà l’esperienza”, nei Cursillos c’era sempre anche un prete, un’equipe, proprio come nel Cammino Neocatecumenale, i preti me li scordo sempre, tutto preso come sono ad esaltare i laici come me.


E questo non è che l'inizio, proseguendo nella lettura c'è da sobbalzare…

domenica 12 gennaio 2020

Il Matrimonio Spirituale: a sorpresa appare un'ultima tappa neocatecumenale NON APPROVATA !

Dalla narrazione del Matrimonio Spirituale:
Dopo la convivenza di riporto 2011, i catechisti annunciarono alla nostra comunità un altra tappa del cammino: il matrimonio spirituale. Questa è una convivenza nuova per le comunità che da tempo hanno finito l itinerario neocatecumenale e rinnovato le promesse battesimali. Alla fine dell incontro con i nostri catechisti, scherzavamo fra di noi perché fu chiesto a ognuno la disponibilità a quest invito, a questo dono del Signore senza mai parlare del prezzo del viaggio.
Tutto è stato così improvviso, un viaggio a sorpresa. Ci siamo messi nelle mani di Dio e Lui ci ha aperto le strade (ferie al lavoro, soldi per pagare il viaggio, figli a casa). Ora siamo qui con la nostra comunità quasi al completo, gioiosi ed emozionati.

Geremia 31, 31-34 (*)

Questa esperienza delle comunità giunte all'ambìto traguardo del "Matrimonio Spirituale", trovata in internet, si svolge in Terra Santa; lì dove il Cammino è finito - circa dieci anni prima - col famoso "Viaggio di Nozze" a sigillare l'intero Cammino Neocatecumenale ormai alle spalle, una volta superato l'ultimo scrutinio dell'Elezione e rinnovate le Promesse Battesimali nella Notte di Pasqua.
La cosa più impressionante di questa ennesima Tappa, assolutamente non prevista, è l'esclusivismo a cui conduce; essa degnamente corona l'itinerario "cattolico(?)" di formazione per la "fede adulta" - come blaterano a vanvera - che prende il nome di Neocatecumenato che di cattolico non ha un bel niente.

Durante il "Matrimonio Spirituale" non c'è neppure una Liturgia celebrata in comunione con la Chiesa locale, o almeno in un qualche contesto ecclesiale esistente lì in Terra Santa e soprattutto con le stesse modalità in uso tra tutti i cattolici. È un "Matrimonio Spirituale" con chi o cosa? Con chi convolano a nozze costoro? Quando mai sono stati o sono parte della Chiesa?

Ricordo bene che tanti anni fa, all'inizio di tutto, si portava sempre questa giustificazione al fatto che le comunità dovessero essere piccole, camminare ognuna per conto proprio, celebrare ognuna per conto proprio: "Sono piccolini, sono i lontani, la pecora perduta, hanno bisogno di un luogo dove essere curati e crescere, il cammino è lungo...". Lungo? Mai hanno detto che il Cammino non sarebbe finito MAI e che le Comunità alla fine si sarebbero cristallizzate, non innestate nell'organismo della Chiesa, ma un corpo a parte ETERNAMENTE DIPENDENTE DAI KIKATECHISTI.

Kiko non si fida del "cuore nuovo"

Si comprende bene il perché hanno voluto con tutte le forze una Domus in Galilea, un'altra in Gerusalemme e poi ancora hanno acquistato il Monte degli Ulivi (all'asta e a suon di Milioni di euro uno sull'altro) ancora non si sa per far cosa, di sicuro un altro Mausoleo per esporre all'adorazione del popolo dei camminanti il loro dio unico: Kiko Argüello.

Nei sempre più frequenti soggiorni in Terra Santa passano la gran parte del tempo a ciondolarsi tra ricche e sfarzose magioni: "siamo figli di re!", sentendosi "figli primogeniti" di una nobile schiatta che non può confondersi in alcun modo coi comuni mortali i quali non hanno avuto in sorte di "sperimentare" il fatale "incontro che cambia la vita". Incedono orgogliosi, circonfusi dello spirito kikocarmeniano che gelosamente detengono e custodiscono e che tutto impregna col suo marchio inconfondibile. Una specie di Edenlandia surreale e festosa in cui si trovano a loro agio e si muovono tutti giulivi.

Leggere per intero il racconto esaltante pubblicato dagli eletti, fortunati partecipanti al viaggio in Terra Santa, dà la cifra esatta della loro totale alienazione non solo dalla Chiesa, cosa ormai scontata, ma anche da tutta la realtà concreta circostante e dalla loro stessa storia personale, alla faccia degli infiniti scrutini subiti lungo tutti gli anni di cammino dai kikatechisti e che dovevano servire ad aprire l'orecchio "a Dio che parla nella storia". Gli ex neocatecumeni/neofiti diventati "adulti nella fede" sono, alla fine della fiera, fallimentarmente ed irrimediabilmente fuori dal mondo; e qui possiamo pronunciare il "tutto è compiuto Neocatecumenale": proclamare compiuto del tutto il grande capolavoro firmato Kiko e Carmen. Che triste sorte tocca a questi miseri dopo tanta fatica! Finire emarginati, come dicevamo, cristallizzati, cancellando in modo definitivo ogni residua speranza di potersi "sciogliere" un giorno come il sale nelle Parrocchie; cosa che - non dimentichiamolo mai - Kiko aveva promesso solennemente agli albori dell'esperienza.

L'alienazione nega l'"incarnazione". Quando ti trovi di fronte ad uno che ha fatto convintamente, per filo e per segno, tutto il cammino hai la sensazione di trovarti davanti a un alieno e ti rendi conto che ormai egli parla un altro linguaggio e non c'è più possibilità di intendersi.

L'alienazione è ghettizzazione: solo tra di loro si capiscono (abbastanza per scannarsi a vicenda come fiere ad ogni occasione), chiusi in un castello incantato e surreale che esiste solo nella loro fantasia.

Questa ennesima inutile Tappa, inventata da Kiko per cementare ancor più al loro interno le comunità che hanno finito il cammino da anni e arginare le forze centrifughe che premono sempre più forti per disintegrarle (cosa che si intuisce anche da alcuni passaggi della narrazione) cerca di imprimere un nuovo slancio allo stanco trascinarsi dei fedeli adulti costretti ancora a "camminare": neocatecumeni di lungo corso che somigliano tanto a quei poveri "bambini MAI nati", prigionieri di un "aborto ritenuto", prigionieri per sempre in un utero inerte e tiranno.

Vorrei che qualcuno che lo ha capito, venisse a spiegarci a cosa serve questo lungo viaggio autocelebrativo!

Stare lì a contemplare la lussuosa Domus, nella quale i fratelli vengono accolti come padroni: "questa casa è vostra!" …e noi siamo qui a servirvi, ad accogliervi con i canti di Kiko e con un ricco buffet, "Vieni dal Libano, mia sposa" (vieni... vieni...). E poi ci chiediamo perché nel racconto, pur tanto dettagliato, non si fa cenno alcuno alle collette "libere(?)" così numerose alla Domus, come ben si sa?

"Questa casa è vostra!" dicono e continuano aggiungendo "È casa vostra non pagate! Ma nella colletta (dell'onnipresente sacco nero) se volete, potete mettere anche di più di quello che avreste speso in un albergo a cinque stelle (a cui la Domus si può ben paragonare), sapendo che qui abbiamo tante spese. Pensate voi cosa ci vuole per mantenere tutto questo: ospitare Ebrei, Vescovi, Cardinali e i Seminaristi poi! Carissimi seminaristi! Date, date nel sacco nero".

Ma cari e fedeli fratelli camminanti, come fate a non capire ancora?
Ma guarda un po'! Nell'esperienza riferiscono che i catechisti non hanno parlato mai del prezzo del viaggio. E noi ci chiediamo: qualcuno avrà sganciato la grana (questi i denari te li sfilano dalle tasche senza che neanche te ne accorgi; ma no, i fratelli sanno bene come funziona. Già ai miei tempi qualcuno si è fatto un prestito o un mutuo e i soldi venivano raccolti con un buon margine per spese varie ed eventuali e almeno un mese prima di partire. Allora ci chiediamo; perché non ne parlano? Non lo scrivono? Forse risuona nella loro mente la parola dei kikatechisti: "sei schiavo di mammona!" Ormai sono soggiogati del tutto; sindrome di Stoccolma bella e buona)!

Non esplicitano neanche quanto a ognuno di loro è costato questo lussuoso viaggio a coronare il Cammino. Una intera settimana. Abbiamo notizie che il tutto si aggirerebbe sui 1500-2000€, ma di certo la spesa finale per ciascun fratello è più alta ancora per le ulteriori collette a sorpresa del: "È casa vostra, non pagate, ma generosamente mettete di più nel sacco nero, perchè il Signore ama chi dona con gioia!".

Geremia 31,31-34: (*)

31 «Ecco verranno giorni - dice il Signore - nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova. 32 Non come l'alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d'Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché io fossi loro Signore. Parola del Signore. 33 Questa sarà l'alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. 34 Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato».

venerdì 10 gennaio 2020

Sul discernimento vocazionale nel CNC, raccontato da uno di loro

Tenda del convegno, secondo Mosè
Poiché gli amorosissimi fratelli neocatecumenali chiedono con prepotenza di conoscere i "fatti concreti" che teoricamente staresti nascondendo, riportiamo la seguente testimonianza di uno dei loro (neocatecumenale D.O.C.: figlio del Cammino, neocatecumenale dall'età di 14 anni, sposato con una neocatecumenale, padre di una famiglia numerosa e secondo di nove fratelli) come ennesima dimostrazione che il discernimento vocazionale del Cammino non corrisponde a quello promosso dalla gerarchia ecclesiastica, ma viene fatto da laici senza alcuna formazione o discernimento.


Cari fratelli,
mi chiamo Jacob e sono comproprietario del club neocatecumenos, sono giovane e spagnolo, e ho la gioia di pubblicare questo messaggio a mo' di giornalista, per parlare della convivenza dei seminaristi di tutto il mondo tenuta recentemente a Porto San Giorgio, in Italia.

Vi hanno partecipato anche tre fratelli adulti che provenivano dalla nostra parrocchia (Santa Joaquina Vedruna, Barcellona), di cui uno apparteneva alla mia comunità. Questi tre fratelli sono andati a Porto San Giorgio con altri cinque dalla zona nord-orientale della Spagna, il cui itinerante è Manolo García, che è uno di quelli che hanno iniziato il Cammino in Cile da anni. Mercoledì scorso sono andati a Roma in aereo, per proseguire lo stesso giorno in autobus fiuno a Porto San Giorgio dove il Cammino ha il "centro internazionale diocesano neocatecumenale Servo di Yahvé", cioè una casa per le convivenze. Tutta la convivenza è stata effettuata nella Mercabà di recente costruzione (detta anche "Tenda della Riunione") che si trova a valle della montagna (il centro diocesano è più sopra).

Il carro della Mercabà,
secondo il profeta Ezechiele
La convivenza è durata diversi giorni, fino a domenica, ed è stata contrassegnata dalle catechesi degli iniziatori Kiko e Carmen, e di padre Mario, che ha ampiamente diffuso la sua esperienza e come Dio lo ha chiamato al presbiterato fin dall'età di 6 anni. Ha incoraggiato coloro che stavano per entrare in seminario e ha fatto appello alla serietà e alla responsabilità dell'evento, ricordando ai presenti l'enorme grazia di essere sacerdote in questi tempi di secolarizzazione e crisi di fede.

Kiko ha spiegato il significato del suo Mercabá - luogo dell'incontro - costruito recentemente, ha fatto provare un nuovo canto, e ha parlato della situazione nel mondo. Ha anche sottolineato che non saranno aperti molti altri seminari neocatecumenali perché ritiene che il numero attuale sia già abbondante e soddisfi le esigenze di un gran numero di paesi che soffrono mancanza di clero. Ha spiegato poi i problemi che sorgono nel Seminario, le crisi seminariali, lo stalking del diavolo e l'amore e la misericordia di Dio come un dono gratuito che conforta e aiuta a superare le paure, in particolare l'ignoto, cioè il non sapere come adattarsi al luogo, alla lingua, alla lontananza di casa.

Ha poi parlato con particolare enfasi sulla necessità di ottenere un nuovo tipo di sacerdote, santo, con vero zelo apostolico, che possa perdere la vita alla ricerca delle pecore ribelli senza accontentarsi che le altre 99 del gregge restino al sicuro, e che con la sua vita dia segni dell'amore di Cristo al mondo; che sia un prete lontano dalla politica, dalla lotta, dal potere, disposto a negare se stesso, a obbedire, a servire. Ha anche rimarcato il rapporto con la comunità neocatecumenale del presbitero poiché ogni seminarista ha una comunità di origine che lo aiuta, lo esorta, gli dice la verità, cosicché l'evangelizzazione non rimanga isolata, ma la comunità di origine, e per estensione la parrocchia di origine, diventa missionaria perché uno dei suoi figli sta dando la vita.

Tutta la catechesi era inquadrata nel contesto di lode.

È stata fatta anche una celebrazione penitenziale, la scrutatio della Parola, lo scrutinio con i catechisti itineranti per verificare - prima del sortilegio - l'idoneità del candidato, e un'Eucaristia finale, presieduta dall'arcivescovo del Costa Rica.

Hanno partecipato all'incirca 8 vescovi, tra i quali ricordiamo il vescovo di Goma, Dallas, Strasburgo, alcuni dall'Italia... e due cardinali. Le celebrazioni sono state presiedute dai vescovi, che hanno posto particolare enfasi sulle caratteristiche peculiari dei seminari missionari neocatecumenali Redemptoris Mater, sulle loro esperienze di sacerdoti e di vescovi e sulla risposta che la Chiesa, i cristiani e in particolare i sacerdoti di fronte all'ondata di scristianizzazione che colpisce l'Europa e si estende in tutto l'Occidente. Per lo stesso motivo quest'anno due prescelti sono stati inviati a seminari di diocesi europee solo perché la mancanza di vocazioni rende impossibile ai vescovi prendersi cura dei fedeli delle loro diocesi.

Non è un veicolo né una tenda: è un UFO
(Porto San Giorgio, centro neocatecumenale)
Quest'anno, come molti già sapevano, sono nati quattro nuovi seminari: a Dallas (USA), a Strasburgo (Francia) in Madagascar e in Costa Rica. I nuovi candidati sono stati inviati a questi seminari, poiché sono seminari nuovi di zecca. È toccato anche a qualcuno della nostra parrocchia, poiché i candidati e i seminari vi sono stati sorteggiati (il sortilegio si è tenuto sabato pomeriggio): uno a Dallas, un altro a Strasburgo (Francia) e mio fratello di comunità ad Amsterdam (Olanda), quest'ultimo proprio nella città più paganizzata e nel paese europeo dove esistono droghe gratuite, eutanasia, aborto legalizzato, matrimoni omosessuali.

Quest'anno circa duecento fratelli del Cammino da tutto il mondo sono entrati nei seminari neocatecumenali Redemptoris Mater. C'erano spagnoli, italiani, francesi, polacchi, croati, maltesi, portoghesi, molti fratelli del Sud America, anche degli Stati Uniti e da paesi lontani come l'Angola o la Cina.

Praticamente tutti entreranno nel seminario che è stato loro assegnato, entro la fine di questo mese o al massimo all'inizio di ottobre, per cui domani invieremo nella nostra parrocchia di Santa Joaquina i tre candidati al Presbiterato.

La pace!

"Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!"

(Nostra traduzione da Crux Sancta;
l'articolo era stato originariamente
pubblicato sul sito web Camino-Neocatecumenal
e poco tempo dopo era opportunamente sparito)

mercoledì 8 gennaio 2020

Tra topi, cimici, millepiedi e ratti Kiko racconta cose turche che gli itineranti non ritengono di riportare a tutte le comunità neocatecumenali.

Sono ormai diversi anni e in particolare dalla dipartita di Carmen Hernández, che Kiko Argüello dedica buona parte della sua predicazione al racconto delle origini del cammino al punto che neanche i neocatecumeni duri e puri lo reggono più. Somiglia a un reduce e combattente della "grande guerra" che, come vede raccogliersi intorno un uditorio, mai si stanca di ripetere la solita narrazione senza neanche rendersi conto che tutti la conoscono ormai a memoria e, per la gran parte, non ce la fanno più a sentire e risentire quelle nostalgiche ed esaltate rimembranze dal forte sapore epico. Ogni volta la storia si arricchisce di nuovi particolari e non si capisce fino a che punto riemergano dalla memoria o non siano, piuttosto, frutto di una fantasia che si sovrappone fino a confondersi con la realtà.
Né più né meno è questo lo spirito che si coglie tra i camminanti, stremati da tanta insistenza.


Ma questo non basta da solo a spiegare come mai, nel riporto della predicazione del Sommo ispirato fondatore del Neocatecumenato, sia sparita la "fedeltà".
Fa parte dell'istruzione di base dei catechisti, infatti, "riportare fedelmente la parola ricevuta" nella trasmissione orale da catechista a catecumeno, poiché "la fede viene per l'udito", "Kiko è ispirato" e "noi catechisti siamo come un canale che porta l'acqua" (vedi nota).

Dunque la domanda è più che legittima: come mai ci giunge da ogni dove notizia che gli Itineranti i quali - è superfluo sottolineare - dovrebbero essere i più ligi alle consegne e, di conseguenza, i primi a riportare alla lettera il verbo ispirato dell'Iniziatore alle loro comunità e ai fratelli che da loro dipendono si guardano bene dal "rifare a pappagallo" (cosa encomiabile tra loro) annunci e convivenze di inizio corso? Sempre più spesso si registrano "variazioni sul tema" e tagli significativi di pezzi consistenti della predicazione ricevuta alla fonte. Eppure hanno il supporto della sbobinatura della registrazione dal vivo su cui prepararsi scrupolosamente perché nulla si perda nella trasmissione orale e nessuno sia privato di tanta grazia.

Questo il paradosso: siamo più fedeli noi nel riporto che loro! Povero Kiko! A cosa è mai ridotto! E intanto, mentre sopperiamo alla grave, inescusabile mancanza, non troviamo risposta alla domanda che ci assilla: perché mai gli itineranti che sono la "costola" di Kiko privano i loro catechizzati sempre più spesso proprio del racconto delle mirabolanti e rocambolesche imprese del loro valoroso condottiero? Kiko… anche nell'ultimo Annuncio di Avvento, si sofferma sulla narrazione della nascita del cammino dando particolari sorprendenti e inediti dell'allucinante storia dei suoi primi anni di conversione; ma gli itineranti non ne parlano affatto ai loro uditori, perché? Mistero!

Nel mentre aspettiamo di trovare una risposta, tratto sempre dal mitico Autoannuncio d'Avvento 2019, riportiamo fedelmente la narrazione di Kiko della "nuova aneddotica delle baracche".
Magari intanto a qualcuno che legge si accende la lampadina e può illuminarci, aiutandoci a capire.


Dall'Annuncio d'Avvento:
I miei genitori vivevano a Madrid, io avevo la mia casa, la mia stanza, potevo dormire a casa mia, ma invece di dormire in casa mia, andavo nelle baracche a incontrarmi con la morte, non sapendo se quella notte morivo o no. Questo è storico, eh! Dico questo per dire come Dio vi ha preparato un catechista.
Vi racconto un aneddoto: siccome avevo molti ragazzi che venivano nella mia baracca, ragazzi che si drogavano, che non facevano niente, che mi volevano bene, ho pensato di mettermi a lavorare e portarli con me a lavorare, perché non facevano niente. Sono venuti nove ragazzi, e siccome ero stato nei Cursillos de Cristiandad conoscevo un professore che aveva una impresa che faceva strade. Gli ho chiesto: “Potresti dare un lavoro, a me e a nove ragazzi? Non ti spaventare dei ragazzi, speriamo che si comportino bene” e lui: “Non ti preoccupare, Kiko, ti aiuto in tutto”. Non so perché vi racconto questo, ma quel tempo è stato molto provvidenziale anche se mi ha fatto sperimentare la paura della morte per quel ragazzo che si drogava e doveva parlare con me tutta la notte, o comunque fino alle undici, le dodici di notte… e alle cinque e mezza io dovevo alzarmi perché dovevo prendere il bus ed essere al lavoro alle otto. Va bene, non potete immaginare il sonno che ho passato: non dormivo! Il direttore dell’impresa, che era uno dei Cursillos, un giorno mi ha visto per la strada che dormivo in piedi e mi ha detto: “Vai nella mia macchina e mettiti a dormire”. Mi sono messo a dormire, non mi reggevo in piedi. Dopo lui ha preso la macchina, mi ha portato a casa sua e mi ha messo a letto: sono stato due giorni dormendo! Nella mia baracca non si poteva dormire. È stato un tempo molto importante della mia formazione per diventare un apostolo, se posso chiamarmi così, perché sono un poveraccio, un peccatore come tutti. Ma sto facendo un ministero per voi, e tutto quello che il Signore ha fatto in me era in funzione vostra, sono unito a voi, sono unito in una maniera provvidenziale, escatologica, alla vostra fede, e il mio servizio a voi è tutto un mistero, non è una cosa passeggera. No no, ha relazione con la tua vita eterna, con il tuo essere eterno, essere figlio di Dio. Dio ci ha unito attraverso l'annunzio del Kerigma, del Vangelo, la buona notizia! Non c’è cosa più grande che annunziare il Vangelo perché sempre quando si annuncia il Vangelo, sempre si attua. Cosa dice il Vangelo? Che Dio ti ama immensamente, che Dio ci ama con un amore tanto grande che anche vedere quel crocifisso (Indica il crocefisso grande della chiesa) ti tocchi un poco! Vedere un’immagine di Cristo crocifisso! Sono contento di essere un artista perché con l’arte posso arricchire la predicazione e posso far sì che si incida più profondamente in voi. Ma vi ricordo, fratelli, che io, Francisco José Gomez de Argüello Wirtz – come mi chiamo –, Wirtz è il cognome di mia mamma che era inglese, anche se sembra tedesco, ma invece è inglese, sono il catechista che Dio ha preparato per te e che mi ha fatto patire le pene dell'inferno, sentire l'orrore della morte, essere terrorizzato nel vivere con i topi così grossi, che passavano così vicino, sulle coperte… Quei topi grossi, ma a me non davano fastidio, le baracche erano piene di ratti. Quando in estate avevano fame eravamo invasi dai ratti. Lasciamo perdere! Io volevo molto bene agli ultimi e anche agli animali ultimi. Una notte mio fratello è venuto a dormire con me e ha visto che sulla spalla avevo un millepiedi. Gli ho detto: aspetta, è una creatura divina, lo prendo e lo porto fuori. Ad un certo momento mio fratello, si alza terrorizzato, perché aveva le spalle piene di cimici. Abbiamo preso il materasso e abbiamo dormito in mezzo alla strada perché faceva fresco e le cimici non lo sopportano. Mamma mia, gli animaletti delle baracche! I ratti, le cimici: tutto bello, molto divertente! Una volta mi dice un prete che era molto emozionato da quello che facevo: posso dormire con te? Gli domando: Non hai paura? Abbiamo dormito nella baracca, vestiti. Avevo sopra il letto una borsa con del pane,appesa al soffitto con una corda. Ad un certo momento sento dei rumori. Accendo la luce e la borsa era tutta nera: piena di ratti. Dal tetto si lasciavano cadere e si aggrappavano alla borsa. Quando ho acceso la luce sono caduti sul letto. Immaginatevi quel prete! Ma non avevi detto che eri contento di stare qua? Era simpatico. Vi racconto cose turche! Ma questo Kiko che tipo è? È un tipo molto strano! Sarò molto strano ma sono il vostro catechista, io sono uno che Dio ha preparato per te, non so se sono buono o cattivo catechista.
(pag. 8-9-10)
Altro particolare che troviamo a dir poco sconcertante è che, mentre tengono accuratamente nascosto l'avventuroso racconto delle origini di tutto, celebrano proprio quest'anno con grande solennità e sempre a modo loro il 60esimo dell'"apparizione della Madonna a Kiko".
Perché tanta enfasi? Perché Kiko stesso ha chiesto a tutte le comunità, in occasione della festa dell'Immacolata, di mettere al centro questo avvenimento “topico” per il Cammino Neocatecumenale?

In più ogni giorno tirano fuori qualche nuovo “ricordo” per subito divulgarlo sui siti web che appoggiano la loro propaganda. L'ultima novità è quella che narra della presenza per anni nella stanzetta, dove Kiko ha avuto la sua visione, del Santissimo Sacramento.
Non traggono ufficialmente conclusioni, ma in fondo vogliono dare ad intendere una sola cosa: nessuno metta in dubbio la santità di Kiko e del cammino.

Di fronte allo sfaldamento delle comunità, alla mancanza di nuove adesioni al progetto (fanno invano catechesi su catechesi, anche “nelle case”, raccattano persone nelle piazze e le portano “in comunità” ancor prima delle indispensabili “catechesi iniziali”), alle critiche sempre più assordanti, alle testimonianze sempre più numerose degli “ex” che raccontano la loro dolorosa e deludente esperienza del Cammino, alla presa di distanza sempre più netta da parte di tanti Parroci e Vescovi che a lungo si sono scontrati con l'impossibilità di gestirli, e soprattutto dopo la pubblicazione e diffusione del libro di padre Ariel (che ha rotto un lungo silenzio dopo padre Landucci e padre Zoffoli e il nostro carissimo e indimenticato Lino Lista) questi kikos come rispondono?

Inquietante "kikona"
pomposamente esibita
da un kikos sui social
Rispondono con un carico da 90. Della serie: tacete tutti!
"A me è apparsa la Madonna, io e la mia stanzetta eravamo predestinati."
Ma penso che Kiko stia sbagliando ancora, clamorosamente e peggio che in passato.
Invece di fare autocritica e un serio esame di coscienza di fronte a "fatti concreti" tanto significativi quanto incontestabili, quelli che negli scrutini neocatecumenali vengono evocati e fatti tirar fuori per scorticare le coscienze, Kiko, per tutta risposta, si erge arrogante e imperioso, si autolegittima con una prepotenza ancora più insopportabile. Mentre la storia col suo evolversi lo sta condannando senza appello.
Cosa vuol fare? Mettere a tacere tutti? E al tempo stesso annebbiare e intimidire i suoi seguaci perché neanche un dubbio li sfiori?

Coloro che nella storia bimillenaria della Chiesa davvero hanno ricevuto i doni che Kiko millanta con tanta leggerezza non gli assomigliano affatto. Essi hanno sempre provato disagio a parlare delle grazie speciali ricevute e se lo hanno fatto e stato solo su espressa richiesta del padre spirituale e nei modi e tempi dettati dall'obbedienza e, in via ordinaria, solo a chi nella Chiesa era chiamato a discernere e a cui venivano indirizzati; per primi hanno messo in dubbio l'autenticità delle loro visioni, preferendo ignorarle o anche contrastarle e adoperarsi con più diligenza a farsi santi.
Non ricordo un solo Santo che abbia detto Io sono, Io sono, Io sono… come fa Kiko.
Dalle loro opere li riconoscerete, dice il Signore, indicando una via sicura di discernimento!
Se le tue opere vanno da un'altra parte di che visioni o apparizioni parliamo?
E le opere durature del cammino sono sotto gli occhi di tutti. Anche di quelli che sono dentro le comunità, provate a parlare con alcuni di loro e vedrete. Quelli che ancora raccontano bugie, non ci credono più neanche loro, e appare evidente.

Infine questa storiella della permanenza per anni nella mistica stanzetta di Kiko di Nostro Signore sotto le specie eucaristiche è proprio la prova del nove delle sue menzogne. Poiché tra tutte le porcherie del cammino la più grande è lo scempio della Santa Eucarestia. Cosa che nessuno può confutare.

Se poi Kiko davvero avesse visto o sentito qualcosa è l'uso che ne ha fatto per tutta la sua vita che ci fa comprendere che è stato il padre della menzogna a prendersi gioco di lui. Uomo presuntuoso a tal punto da essere lo strumento ideale per diffondere pestifere eresie e rovinare molti.
Satana veniva da un giro sulla terra e tra tutti scelse di coinvolgere Kiko nel suo progetto: un esaltato megalomane ingannato e a sua volta ingannatore, a immagine e somiglianza del padre suo.


(nota)
Il paragone è chiaro: il canale semplicemente compie la sua missione nel consentire all'acqua di scorrere fino a raggiungere l'obiettivo, senza venire intanto inquinata. Per cui NESSUNO è autorizzato ad "aggiungere o togliere" nulla alla parola (acqua) che egli stesso (canale) ha ricevuto direttamente da Kiko (fonte). Kiko, unico e solo ad avere il "carisma", ha ricevuto la missione di comandare, i neocatecumeni di obbedire o al massimo di trasferire ad altri il verbo del guru.
Il catechista nel cammino neocatecumenale è considerato solo il mezzo che consente al kikiano verbo di giungere ai predestinati destinatari, per compiersi in chi fedelmente ascolti e creda!