Tranquilli, non è finita, la storia della vita di Kiko è più lunga di un film…
Questa è la terza parte (qui la prima parte e qui la seconda); anche qui troverete inframmezzate al testo di Kiko ed evidenziate in giallo le nostre chiose, mentre in rosso faremo notare le assurdità, le manipolazioni e le frottole di Kiko, particolarmente gravi in quanto Kiko Argüello è praticamente un idolo, l'idolo dei sedicenti "fratelli del Cammino", che lo considerano perfettissimo e al di sopra di ogni critica.
Allora, abbiamo fatto questo viaggio (in Europa), che è stato veramente impressionante, e in questo viaggio ho ricevuto la prima grazia mistica… Ero così bravo allora, facevo sempre sacrifici, tranne quando sono andato giocare al Casinò a dilapidare tutti i soldi: ho smesso di fumare. Ero bravo “allora”, ma oggi non sono più così. All’epoca, a distanza di più di 3 anni dall’apparizione della Madonna, avevo fatto le promesse dei Cursillos e ne ero diventato anche professore, quando potevo, perché il resto del tempo era tutto dedicato ai miei studi di arte con padre Aguilar, come potete facilmente dedurre, per questo ero bravo.
Insomma, quella sera io mi scalzavo e camminavo scalzo pregando il rosario, tutte le sere e ho fatto molte cose, non vi dico quali, ma molte.. Dovete sapere chi è il vostro catechista, o almeno come si dipinge e si presenta a voi. Ma un giorno, dopo aver fatto questo di scalzarmi e pregare il rosario, dopo la cena, non so come, dopo che erano 7 mesi senza fumare, mi viene voglia di fumare, non so perché e ho fumato. Un peccato terribile! Figuratevi, dopo 7 mesi avevo ancora le sigarette in tasca, perché dopo cena non potevo certo andarmele a comprare. Che miracolo! Dopo però mi è venuta una compunzione, ho cominciato a piangere, a dormire, questa compunzione continuava e sento il mio petto che esplode, PUM! E mi siedo così, AH! In effetti aver fumato una sigaretta dal pacchetto che avevo in tasca per me era un peccato orribile, non potevo far altro che pentirmi, piangere e dormire, anche se il dormire si sposa male col piangere. E il mio prete che era vicino, Oh che orrore, una esplosione dentro e poi capisco perché questo impatto faceva elevare San Giuseppe Copertino, io non ho volato, ma ho provato la stessa identica cosa, per questo lo capisco, anche senza volare, lo sa bene il "mio prete", sì, anche quello è MIO. E piangevo gridando e il prete mi diceva calma, calma, calma. Che Dio ti aiuta, calmati. OHHHH. Poiché infatti la sigaretta l’ho fumata quando c’era lui, quindi mi ha visto quando dopo averla fumata ho cominciato a piangere e a gridare, gridare, addirittura. Dovevo essere calmato, ero troppo agitato per una sigaretta fumata. Sarà segno di squilibrio più che di bontà? Mah vedete voi…
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| Kiko: "Ero così bravo ALLORA, facevo sempre sacrifici… smisi di fumare". Ma è durata poco… |
Ma dopo l’ho trovata con 3 uomini che la stavano toccando tutti e 3, il che mi ha provocato una situazione, mi sono eccitato… ero giovane e casto da tanto tempo… Però Dio lì mi stava provando molto profondamente, tanto così che in Finlandia Dio mi ha chiesto che mi alzassi un’ora prima e andavo, se lo volete sapere, andavo al bosco e con una cinta io mi colpivo fino al sangue.
Sapete, io ho il filo diretto con Dio, per cui Dio stesso mi ha chiesto, per favore, di alzarmi un’ora prima per andare nel bosco a fustigarmi, dato che avevo reagito fisicamente alla semplice visione di una donna in mezzo a 3 uomini. Non me ne sono fatte mancare una: “visione” della Madonna, episodi mistici, fustigazione, camminare scalzo pregando… Ho fatto "tutte le esperienze più una", come i più grandi santi. Il problema è che, nel mio caso, non sono gli altri a raccontare queste cose di me, mai nessuno che l'abbia testimoniato, lo racconto io da me stesso, a distanza di sessant'anni dai fatti, quindi posso dire ciò che voglio.Dopo, al ritorno Dio ha incominciato a darmi delle grazie mistiche…. Per esempio, sto pregando il rosario e all’improvviso non posso continuare a parlare… non capivo… non potevo, e mi è venuta una specie di sopore di debolezza che ho dovuto sedermi e ho perso la conoscenza e sono andato in estasi. Che volete, a me le estasi si presentano così: non vedo e non sento nulla, perdo solo conoscenza, proprio come uno svenimento da mancanza di ferritina. Uh, mamma mia… e quando mi sono svegliato mi sentivo tutto soave come se fossi bagnato. E questa del bagnato un po’ mi preoccupa, perché bagnato non è “sudato”, bagnato può voler dire molte cose, lo sanno bene gli incontinenti. Quanto alla soavità, che volete, somigliava a quello stato di debolezza e semi incoscienza che si prova quando ci si riprende da uno svenimento. Ve l’ho detto: ho solo perso i sensi, nessuno mi è apparso e nessuno mi ha parlato. Mi son chiesto: “Ma che succede?” Potevo andare dal medico a farmi prescrivere degli esami del sangue per gli svenimenti, ma ho preferito credere ad altro. Mah, ha cominciato lì un macello, non vi dico, anche se sarebbe molto meglio che vi dicessi, altrimenti taccio la parte più esplicativa. Ho avuto tanti fenomeni di questo tipo che, invece di andare dal medico, vado da Padre Royo Marin che è un domenicano che ha fatto libri di teologia morale che erano libri che si studiavano in seminario. Era dominicano e stava nel convento, perché mi hanno invitato ad andare in convento a Atocha. O forse mi sbaglio ancora? È che ho questo viziaccio di dire sempre che le persone “mi invitano”. In realtà io risiedevo ad Atocha ed il convento era annesso alla residenza universitaria, per cui era facile per me: stavo già lì per motivi di studio…
Eppure mi piace dipingerla così, fa più presa: i domenicani, davanti ad un giovane cristiano hanno detto: “Guarda, abbiamo una residenza di universitari, che è un macello, come stanno gli universitari, vieni qua e facci un po’ di testimonianza, aiutaci tu!” E sono andato lì, non dicevo mai di no a nessuno.
Così mi piace di più, mi fa sentire più importante davanti a me stesso ed a voi. Non voglio dire che io lì già ci abitavo e ci studiavo, mi presento meglio se dico che sono stati loro ad invitarmi perché c’era un macello tra gli universitari e io li potevo aiutare con la mia testimonianza. Tutti mi vogliono, tutti vogliono aiuto da me.Sono andato là e ho raccontato a Padre Royo Marin quello che mi succedeva e mi ha detto, perché lui è uno specialista in fenomeni mistici, mi ha detto: “tu hai avuto una riunione di potenze” Io: “ma che è questa cosa… RIUNIONE DI POTENZE…”, così mi ha detto Riunione… Le potenze interne si sono unite, e questo… sono entrato in estasi.
Non sapete quanto sia avventato padre Royo Marin: così, alla prima, mi ha fatto la diagnosi di “riunione di potenze”, senza attenersi a ciò che insegna il discernimento mistico di minimizzare e non incoraggiare chi si ritiene visitato da Dio. No, lui, il grande esperto di mistica, si è subito sbilanciato vedendo i sintomi che lamentavo: debolezza, svenimento, soavità e umido. È chiaro, sono sintomi così evidenti che non si può trattare di un disturbo fisico da carenza di ferro… Non gli è importato nemmeno che nessuna potenza spirituale mi abbia parlato o si sia manifestata, ha visto all’istante che le “potenze” si erano riunite dentro di me fino a provocarmi lo svenimento.E allora mi ha detto: “Tu sei stato scelto da Dio per una grande opera nella Chiesa. Per questo dico, vai e cercati un monastero di clausura! Perché la clausura è il modo migliore per compiere grandi opere, come Santa Teresina di Lisieux. Mah… e io ho obbedito e ho cercato un monastero.
Non avevo né vocazione né nulla, nemmeno ci avevo mai pensato tranne quando volevo farmi prete a 12 anni e poi scelsi l’arte. Ma siccome la prima volta che l’ho consultato, padre Marin è arrivato fino al punto di sbilanciarsi così tanto trovandomi una "Riunione di Potenze" ed ordinandomi la clausura, io ciecamente ho obbedito. Un po’ come fanno certi seminaristi del Cammino quando i catechisti dicono loro di entrare in seminario. Obbediscono. Non capiscono, ma obbediscono, vedi mai che non si fossero accorti da loro stessi che Dio li chiamava alla vocazione sacerdotale e che Dio abbia incaricato dei laici sconosciuti di mostrargliela…E così ho trovato i padri Gerolamiti, monastero di vita contemplativa stretta. Lì a Segovia.
Mi son fatto 100 chilometri da Madrid a Segovia, per trovare un monastero. Più vicini non ce n’erano. Questa cosa non è accaduta in un giorno: tra trovare il monastero, farsi accettare da perfetto sconosciuto, approntare la cella… mi ci son voluti mesi.Infatti, facevo il militare e andavo il fine settimana a questo monastero.
Non fate caso se ho sempre detto che il militare l’ho fatto in Africa, il fine settimana tornavo a Madrid, dall’Africa. E avevo tutto il tempo di andare al monastero. Non fate nemmeno caso se ho sempre detto che partii militare per l’Africa dopo tutta una serie di eventi, primo fra tutti la vicenda della domestica di casa dei miei genitori, che mi ha occupato diversi mesi e non dopo le grazie mistiche innescate dal viaggio.Anche se non si incastra temporalmente in tutto ciò che ho raccontato finora, la vicenda della domestica è esistita. Non si sa quando, a questo punto, ma si è verificata.Una cosa interessante è che io, siccome ero molto bigotto, così, molto cristiano, mi confessavo tutte le settimane e dovevo tenere un direttore spirituale, COME ERA COSTUME DEI CRISTIANI. Poi ho smesso di essere cristiano, che equivale a bigotto, e ho smesso di confessarmi tutte le settimane. Soprattutto, non ho più fatto come è costume dei cristiani, di tenere un direttore spirituale, perché quello è costume dei cristiani…
Il mio direttore spirituale era padre Speranzo. Solamente ha parlato due volte padre Speranzo, il direttore spirituale di Atocha, dove risiedevo come studente e le due volte sono state provvidenziali. Bastavano due volte, non c’era bisogno di più: solamente due volte. LA PRIMA VOLTA QUANDO IO STAVO NELLE BARACCHE e ho avuto il primo scontro con Carmen, di una violenza inaudita contro di me, che io ero un mostro che utilizzava i poveri per esaltare il mio ego, il mio io, mi ha detto delle cose mostruose…
Eh sì, non ve l’ho mai detto prima ma io, mentre ero nelle baracche a fare il povero alla de Foucauld, avendo scoperto che la Chiesa mi dava poco e nulla, continuavo ad avere rapporti con la mia ex residenza universitaria di Atocha, anche dopo aver conosciuto Carmen. Non avevo lasciato proprio tutto tutto.La seconda volta è stata quando volevo entrare nel monastero e già erano predisposti a tagliarmi i capelli e avevo la mia cella, padre Speranzo mi manda una lettera e dice, che mai aveva detto quello della Madonna viene da Dio. Io gli ho raccontato l’apparizione della Madonna e mai mi ha detto una parola, ma quella del monastero no, lì ha parlato.
Inoltre non fate caso alla cronologia: dico che la prima volta è stata quando ero già alle baracche e la seconda quando volevo entrare in monastero. No, non è che in monastero ci volevo andare mentre ero alle baracche, fu un’altra volta. Ma quando narro, mescolo sempre gli eventi.
Nella lettera diceva che “quello della Madonna” viene da Dio. Quindi questo padre Speranzo si è messo in contrasto con padre Marin, che invece mi aveva detto di andare in monastero, ambedue residenti nello stesso convento di Atocha. Chissà perché padre Speranzo non mi aveva mai detto nulla su “quello della Madonna”, mentre padre Marin, sbilanciandosi di botto vide in me un mistico destinato al monastero di clausura che avrebbe fatto grandi opere. Mah, discernimenti diversi, o prudenze diverse, oppure quella di Royo Marin me la sono proprio sognata… E poi, altra coincidenza temporale miracolosa: la lettera di padre Speranzo arriva proprio mentre mi stavano praticando la tonsura, come in un film.
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| Monastero del Parral, Segovia. Da qui Kiko dice che se ne andò "mentre erano già predisposti a tagliarmi i capelli" |
Il prossimo sarà l'ultimo atto.
Scusate la lunghezza del film, ma meritava la visione…




























