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martedì 15 maggio 2018

Papa Francesco a Tor Vergata, a Loppiano e a Nomadelfia: un interessante studio comparato.



Il Papa, il 10 maggio scorso, a Loppiano ha incontrato il Movimento dei Focolari. 
(nota 1)

Basta guardare e ascoltare, per fare un confronto con l'incontro del 5 maggio a Tor Vergata con i Neocatecumeni.

 
"sul ponte sventola bandiera bianca"
Basta guardare l'espressione serena e sorridente di un Papa Francesco completamente a suo agio: a Loppiano si sente a casa.
Basta ascoltarLo all'inizio, quando dice che Loppiano illustra cosa è la Chiesa, quando dice che realizza il Vaticano II.
Quando dice che Chiara Lubich è stata ispirata...

...Quando dice tutto quello che Kiko voleva sentirsi dire a Tor Vergata, ma non si è sentito dire.
Dopo aver ascoltato, Kiko, avrebbe fatto il finto umile, mentre in cuor suo, compiaciuto, avrebbe pensato: "E già! Proprio così...e molto di più...caro Papa"


Qualcuno può dire: ma Chiara è morta, per lei è avviata la causa di beatificazione.
Bene, anche Carmen è morta, e la hanno dichiarata "santa subito".

"Chi si umilia, sarà esaltato"

Il Papa poteva parlare, fare un accenno almeno a lei, che ha consegnato in dono a Kiko "il Concilio Vaticano II su un piatto d'argento!" Niente. Anche su Carmen, neanche una sola parola, neanche un requiem. Nulla.

Il Papa descrive l'ispirazione ricevuta da Chiara Lubich, che ha al suo centro L'Unità: vivere nella mistica evangelica del NOI, CONTRARIO DI IO di ogni individualismo È NOI (Carmen ha, per prima, accusato Kiko di essere ammalato, come sempre diceva, di IO - IO - IO).
Egli parla spesso a braccio, cosa che a Tor Vergata non ha fatto mai.

Papa Francesco nomina subito Chiara Lubich, parla del suo messaggio.
Abbraccia sorridente, con calore,  Maria Voce, successora di Chiara.



"Chi si esalta, sarà umiliato"

Esorta a riandare sempre alle origini, a custodire la "memoria", ricordare i primi tempi della loro chiamata e dice "avete bisogno solo di perseveranza".

Cosa avrebbe dato Kiko per sentir dire dal Papa ai suoi neocatecumeni:
"Tornate alle origini, secondo lo spirito dei vostri santi iniziatori"!





Invece di mostrarla così com'era!

Che delusione, povero Kiko!

Ma, dobbiamo riconoscere: 

"ben gli sta a Kiko che ha insegnato ai suoi a nutrire disprezzo e disistima verso gli altri movimenti "concorrenti"!
L'affetto sincero che il Papa riserva ai focolarini, a Chiara Lubich in particolare che Carmen criticava per l'esperienza mistica come per la capigliatura, è come uno schiaffo in pieno viso".
(Valentina Giusti) 



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Mettiamo a confronto gli incipit dei due discorsi, poichè parlano da soli, smontando quanto i neocatecumeni, duri e puri, stanno cercando, in questi giorni, di contestarci come nostre gratuite interpretazioni, a loro dire, faziose e forzate.

Papa Francesco a Loppiano:

Cari Fratelli Vescovi,Autorità, e tutti voi,

grazie per la vostra accoglienza! Vi saluto tutti e ciascuno, e ringrazio Maria Voce per la sua introduzione… chiara, tutto chiarissimo! Sì vede che ha le idee chiare!
Sono molto contento di trovarmi oggi in mezzo a voi qui a Loppiano, questa piccola “città”, nota nel mondo perché è nata dal Vangelo e del Vangelo vuole nutrirsi. E per questo è riconosciuta come propria città di elezione e di ispirazione da tanti che sono discepoli di Gesù, anche da fratelli e sorelle di altre religioni e convinzioni. A Loppiano tutti si sentono a casa!
Ho voluto venire a visitarla anche perché, come sottolineava colei che ne è stata l’ispiratrice, la serva di Dio Chiara Lubich, vuole essere un’illustrazione della missione della Chiesa oggi, così come l’ha tracciata il Concilio Ecumenico Vaticano II. E mi rallegro di dialogare con voi per mettere sempre più a fuoco, in ascolto del disegno di Dio, il progetto di Loppiano a servizio della nuova tappa di testimonianza e annuncio del Vangelo di Gesù a cui lo Spirito Santo oggi ci chiama.
Io conoscevo le domande, si capisce! E adesso rispondo alle domande. Le ho inserite qui tutte.

Papa Francesco a Tor Vergata:


Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Sono felice di incontrarvi e dire con voi: grazie! Grazie a Dio, e anche a voi, soprattutto a quanti hanno fatto un lungo viaggio per essere qui. Grazie per il “sì” che avete detto, per aver accolto la chiamata del Signore a vivere il Vangelo e ad evangelizzare. E un grande grazie va anche a chi ha iniziato il Cammino neocatecumenale cinquant’anni fa.
Cinquanta è un numero importante nella Scrittura...

La differenza è stridente. Mi preme una sola notazione: Il Papa, a Tor Vergata, si rivolge, esclusivamente ai camminanti, ai semplici fratelli. Egli ignora gli Iniziatori (tamquam non esset), non rivolge alcun saluto ai Suoi Confratelli nell'Episcopato, accorsi in gran numero, (si sono messi visibilmente dalla parte di Kiko, facendosi da lui strumentalizzare). Il Papa Francesco non ci sta. Infatti tutto il Suo discorso, che legge così come scritto, senza alcuna estemporanea improvvisazione, è rivolto esclusivamente ai numerosi fratelli accorsi dai quattro angoli della terra. A loro rivolge il suo accorato appello. Dirà: "Vi parlo col cuore!". Intenderà che, oramai, soltanto da loro aspetta una correzione di rotta del Cammino Neocatecumenale, di cui fanno parte.


Un palco grandioso, tinto di rosso, sovrastato dalla Icona del "Giudizio" di Kiko, anch'essa di enormi dimensioni. Icona gigante di una mistica Carmen surreale, ad oscurare l'Icona della Madonna del Cammino.
Vescovi e Cardinali in gran numero, provenienti da Roma, tanti dall'Italia, da tutto il mondo.
Interminabile la presentazione (come sempre!), una vera e propria ostentazione, tronfia di orgoglio, mettendo sotto gli occhi del Papa, ad una ad una, le 134 Nazioni raggiunte dal Cammino e, ad uno ad uno, presentando per nome (tutti tranne Apuron - vescovo Neocatecumenale condannato per pedofilia -, che pure è lì, ben in vista) gli innumerevoli Pastori della Chiesa, considerati vicini al Cammino e schierati al fianco di Kiko - sotto gli occhi stupefatti del Papa - per l'evento memorabile dei 50 anni . 


Un palco semplice, con segni essenziali, nessuna icona o immagine della Serva di Dio Chiara Lubich. Un gruppo di Pastori su un lato del piccolo palco. Maria Voce di fronte al Papa Francesco, Gli rivolge un saluto a nome di tutti, senza lungaggini, senza ostentazioni.
Anche qui sul palco alcuni Vescovi, che Maria non presenta ad uno ad uno al Papa poichè Egli li conosce meglio di lei (nomina solo il loro Vescovo di Fiesole e il Cardinale Bettori), così i focolarini, ella dice, provenienti da varie nazioni: di esse ne nomina solo qualcuna, senza fare tutto l'elenco, inutile vanteria!

Maria, nel suo saluto iniziale, richiama il video messaggio di Papa Francesco - in occasione del loro cinquantesimo celebrato il 2014 - col quale li esortò a "puntare in alto, con fiducia, coraggio e fantasia". E' palpabile la grande gioia per la Sua visita e l'attenzione alla Sua parola che "certamente illuminerà il nostro cammino", conclude Maria Voce.
Un popolo in ascolto, dunque. Un popolo che pone domande al Papa e attende risposte e segue le sue indicazioni. Questo lo schema dell'incontro. In cui il Papa si sente proprio a suo agio, come appare evidente.

Alcune espressioni tratte dal Discorso del Papa:

"Chiara Lubich ha sentito da Dio la spinta a far nascere Loppiano."

"E così Chiara, contemplando l’abbazia, è stata spinta a dar vita a qualcosa di simile, in forma nuova e moderna, in sintonia col Vaticano II, a partire dal carisma dell’unità: un bozzetto di città nuova nello spirito del Vangelo."

Nulla di simile è avvenuto nell'incontro di Tor Vergata, con i neocatecumeni.

"Il carisma dell’unità è uno stimolo provvidenziale e un aiuto potente a vivere questa mistica evangelica del noi."
"Per questo Gesù ha pregato il Padre: «perché tutti siano uno come io e te siamo uno» (Gv 17,21), e ce ne ha mostrato in Sé stesso la via fino al dono completo di tutto nello svuotamento abissale della croce (cfr Mc 15,34; Fil 2,6-8)."

Kiko, invece di inventarsi l'ennesima, inutile, convivenza con il questionario "cosa dovete fare per essere UNO!" - che ci ha costretti a sottoporre, a nostra volta da questo Blog, Kiko al suo stesso questionario - perchè non espone, come Maria Voce, al Papa i suoi dubbi e i suoi travagli?

Ma questa cosa a lui, nei suoi tormenti (veri o finti?) che spesso ostenta tutto sofferente, e nelle cose che egli dice di non capire, non gli viene mai in mente come soluzione?
Quante volte gli abbiamo sentito dire "Io non so cosa devo fare con le comunità che hanno finito il cammino!" e, come un invasato, aspetta la "solita ispirazione".
Avesse mai pensato, una mezza volta, di rivolgersi al Papa (piuttosto!) con l'umiltà dei focolarini, chiedendo "Santo Padre, ci aiuti Lei con la Sua Parola, ci dica, in questo travaglio finale del cammino, davanti a tanti fallimenti, cosa dobbiamo fare?".

Avrebbe ricevuto, anche lui, una risposta illuminante e risolutiva.



Basta avere l'orecchio teso alla parola della Chiesa, al Magistero, in umile e obbediente ascolto,"per non rischiaredi correre o di aver corso invano, come dice San Paolo. (nota 2)

Kiko ama identificarsi spesso con l'Apostolo delle genti (il carismatico e l'istituzionale, dice lui).

Ma Paolo va appositamente a Roma, prima di continuare la sua predicazione, per esporre a Pietro la sua dottrina, poichè Gesù stesso ha messo Pietro a capo della Sua Chiesa, per fare unità, per salvaguardare la dottrina.

 Eppure a Paolo, caduto da cavallo, Gesù in persona ha parlato! Non una, non due volte, ma innumerevoli volte.

Ma Kiko chi crede di essere?


Papa Francesco continua:

"Ma come si fa a conoscere e a seguire lo Spirito Santo? Praticando il discernimento comunitario. E cioè riunendosi in assemblea attorno a Gesù risorto, il Signore e Maestro, per ascoltare ciò che lo Spirito oggi ci dice come comunità cristiana (cfr Ap 2,7) e per scoprire insieme, in questa atmosfera, la chiamata che Dio ci fa udire nella situazione storica in cui ci troviamo a vivere il Vangelo. 


Questo di seguito il passaggio cruciale...

Occorre l’ascolto di Dio fino a sentire con Lui il grido del Popolo, e occorre l’ascolto del Popolo fino a respirarvi la volontà a cui Dio ci chiama. I discepoli di Gesù debbono essere dei contemplativi della Parola e dei contemplativi del Popolo di Dio. 

...che condanna Kiko, senza appello! 
Kiko MAI ha ascoltato le istanze, le stesse esperienze, che salivano dal "popolo dei neocatecumeni" ma li ha governati con pugno di ferro, imponendo, dall'alto delle "sue millantate ispirazioni" - mai sottoposte al vaglio della Chiesa - quella che da sempre spaccia per essere "la volontà di Dio per voi" che arditamente, ma con convinzione ripete "PASSA PER ME".
Davanti a questa illuminante indicazione del Papa, Kiko è totalmente mancante. E' un uomo solo, che non ascolta chi gli è sottoposto come popolo che egli guida e che non ascolta la Gerarchia della Chiesa a cui deve obbedienza. Un vero pericolo per sè e per gli altri! (Guai all'uomo solo!)  


Siamo chiamati tutti a diventare degli artigiani del discernimento comunitario. Non è facile farlo, ma dobbiamo farlo se vogliamo avere questa fedeltà creativa, se vogliamo essere docili allo Spirito. È questa la strada perché anche Loppiano scopra e segua passo passo la via di Dio a servizio della Chiesa e della società."
Il Papa spiega a braccio questa Fedeltà creativa: fedeltà alla ispirazione originaria aperti al soffio dello Spirito, per comprendere le vie nuove che lo Spirito stesso suggerisce. Ma il Papa indica chiaramente che non è mai uno solo che fa discernimento, ma l'intera comunità, perchè ascolto di Dio è ascolto del grido del Popolo e di nuovo definisce i "discepoli di Gesù" no i "maestri", poichè gli ultimi saranno i primi. (credo sinceramente che, proprio alla luce di tutto questo, il Papa, a Tor Vergata - intenzionalmente - non ha tributato alcun riconoscimento agli Iniziatori del Cammino Neocatecumenale)


"E insieme un’ultima cosa che mi sta a cuore dirvi. Siamo qui raccolti di fronte al Santuario di Maria Theotokos. Siamo sotto lo sguardo di Maria. Anche in questo c’è una sintonia tra il Vaticano II e il carisma dei Focolari, il cui nome ufficiale per la Chiesa è Opera di Maria.
E non dimenticatevi che Maria era laica, era una laica."

Ulteriore omaggio alla figura di Chiara Lubich, che Papa Francesco si è guardato bene dal tributare a Carmen/la laica/suora fallita.
E pensare che lei, con la storia della "laica" ci ha rotto, per anni, la testa!
Vedersi scavalcare così da Chiara Lubich, che umiliazione!

"E non dimenticatevi di pregare per me perché ne ho bisogno. Grazie!"
Questa la conclusione a Loppiano.

A Tor Vergata aveva detto:
"E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me, che rimango qui!"
"era serio e ha fatto un gesto, come uno scatto, puntando il dito a terra quando ha detto : "resto qui"! che a me è venuto da pensare che abbia voluto intendere: non mi sposterete dal mio posto, resto a tenervi d'occhio (Roberta Salerno).

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(nota1)

(da EX-NC-???)

Lo stesso giorno il Papa si è incontrato anche con la realtà di Nomadelfia.
Anche qui ha tenuto un discorso.
Cito solo due frasi “Sono venuto qui tra voi nel ricordo di Don Zeno Saltini e per esprimere il mio incoraggiamento alla vostra comunità da lui fondata.” e “Il vostro Fondatore si è dedicato con ardore apostolico a preparare il terreno alla semente del Vangelo, affinché potesse portare frutti di vita nuova.”
Per rimarcare che solo Kiko e Carmen non sono mai, una sola volta, nominati esplicitamente dal Santo Padre e, a questo punto, è chiaro, volutamente!
 
Interessante il confronto degli articoli usciti sull'Avvenire per i tre incontri.

Mentre l’articolo di Avvenire sui NC apre con un rimprovero ed il titolo ha questo avvertimento: “per annunciare bisogna rinunciare al mondo”, gli altri iniziano con parole di lode e incoraggiamento. A Loppiano “Qui tutti si sentono a casa”, a Nomadelfia “la vostra è una grande famiglia col sapore schietto del Vangelo”.
Papa Francesco in preghiera sulla tomba di don Zeno Saltini.

Nell’articolo su Nomadelfia si vede il Papa in preghiera nella cappella, con una foto “normale” di Don Zeno.

Come si vede l’articolo di Avvenire sull’incontro a Tor Vergara, non a caso, inizia con queste frasi del Papa: “la Chiesa deve essere “svincolata da potere e denaro, libera da trionfalismi e clericalismi”, deve essere “sorella dell’umanità” evitando il “proselitismo”, e deve “amare le culture e le tradizioni dei popoli, senza applicare modelli prestabiliti”.

Leggere questa frase in cui si parla di trionfalismi e vedere la foto riportata nell’articolo fa riflettere: Dietro il Papa c’è la gigantografia del “dipinto” di KiKo e su un lato una foto di Carmen ad altezza uomo. Il Papa è circondato.
La scenografia è stata impostata per far apparire il Papa volutamente piccolo, una macchia bianca nell’immenso quadro di Kiko, (forse una mosca bianca ?!?). L’attenzione delle persone deve essere non sul Papa ma su Kiko e quel dipinto esageratamente grande vuole proprio mandare questo messaggio. Non è certo un messaggio di umiltà. Nella foto di questo post si vede chiaramente che da lontano il Papa si vedeva a malapena, al contrario del quadro di Carmen.

Vedete la differenza con Loppiano e Nomadelfia? Ci sono gigantografie di Chiara Lubich o di Don Zeno?


                                Anche gli amici di Crux Sancta hanno notato il diverso trattamento   riservato    alla visita a Loppiano e la «realtà profetica» che non era quella del Cammino.


(nota 2)

Dopo quattordici anni, andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Barnaba, portando con me anche Tito: vi andai però in seguito ad una rivelazione. Esposi loro il vangelo che io predico tra i pagani, ma lo esposi privatamente alle persone più ragguardevoli, per non trovarmi nel rischio di correre o di aver corso invano. (Gal 2, 2)



lunedì 21 maggio 2018

Dopo i festeggiamenti dei 50 anni del Cammino Neocatecumenale: Spunti di riflessione ai camminanti dubbiosi. (mettiamo a disposizione le nostre esperienze).



Torniamo a Tor Vergata mettendoci, questa volta, dalla parte del numeroso popolo neocatecumenale.

Il cammino, autoreferenziale e totalizzante, non lascia spazio alla persona, che viene solo usata come un trofeo da ostentare per dimostrare la sua forza, o un buon pagatore da sfruttare per i suoi circhi mediatici. (nota 1)

Seduti sul palco, in prima fila,
per loro neanche un saluto.

Il Papa parla solo al cuore
del popolo neocatecumenale.
Pensiamo, forse è solo una nostra illusione, che col passare del tempo e specie dopo il tanto atteso Giubileo del Cammino, i fratelli delle comunità neocatecumenali cominceranno, sempre più numerosi, a porsi qualche domanda.
Confidiamo che il dubbio si affacci, in maniera prepotente, alla loro mente e, finalmente, in fondo al tunnel vedano la luce che apre gli occhi, piano piano, com'è accaduto a tanti di noi.
Ci dà fiducia l'aver costatato che, questa volta, i fratelli camminanti che hanno partecipato all'evento di Tor Vergata, non sono tornati da Roma caricati, come sempre, raccontando meraviglie, tutti orgogliosi di poter dire: "C'ero anche io!"; "Ho conosciuto Kiko!"

Un silenzio surreale è sceso sul grande evento storico: Il Cammino Neocatecumenale ha compiuto 50 anni! 

Questo il commento di Elena, ad esempio:
"Io conosco diversi nc che sono stati a Roma il 5 maggio e al ritorno nessuno ha detto una parola sul raduno, su quello che ha detto il papa, su quello che è successo là... non una citazione, non un commento, nulla. Elena"
Iniziano forse, sempre più, ad affiorare, nella mente dei docili camminanti, i primi interrogativi e le prime perplessità?
E' probabile che tanti, già da un poco di tempo, nutrano seri dubbi; essi tacciono, pensando di essere solo una minoranza, ma non è così!
Qualcuno parlerà un giorno, con un pò di timore, e un altro dirà subito: "Ma va! Anche tu l'hai pensato?!" ...l'effetto domino sarà inevitabile.

Intanto noi cerchiamo di favorire questa presa di coscienza e, se possibile, di accorciare quella che può trasformarsi in una penosa, lunga, inutile agonia.

(da EX-NC-???)
Penso a chi è venuto dall'Australia con 18 ore di aereo, ma forse anche di più, per poi partecipare ad un evento durato solo un'ora e 50 minuti, di cui solo 50 minuti di catechesi e riflessioni, il resto solo presentazioni, ben 1 ora. Non si sentono strumentalizzati, un numero da esibire, non si sono sentiti mancare di rispetto? Se era un cinquantesimo potevano organizzare un evento con un programma ben più articolato.
Ma l'unico scopo della macchina NC era far vedere la propria forza, i propri numeri. Delle persone venute da tutto il mondo non gliele importa niente.Non a caso il Papa parla di trionfalismi!
Ma, ci chiediamo: i fratelli del cammino se ne rendono conto?
Con quali occhi vedono Kiko esibirsi, ripetendo sempre se stesso, da una vita?

Kiko ispirato... Ma lui ci crede davvero?
L'impressione è che, accecati dal loro idolo, hanno perso, per la gran parte, ogni senso critico, ogni capacità di analisi.
Lo ascoltano estasiati e gli perdonano qualunque corbelleria gli esca di bocca.
Kiko, oramai, per la maggior parte di loro, è un novello "pifferaio magico" che li trascina dietro a sé in un "mondo che non c'è"; a questo "mondo a parte" hanno aderito e non ne sanno più fare a meno.

La rigida struttura neocatecumenale - fondata sull'obbedienza a 360 gradi a Kiko, in tutto e per tutto, e ai suoi capibastone sguinzagliati, sempre e solo ai suoi ordini, nel mondo intero e legati a lui più che alla Chiesa - li esime dalla responsabilità di decidere da soli anche la più piccola cosa, rendendo loro più agevole la fatica del vivere.
È chiaro che Kiko ha fondato la riuscita del suo progetto, in buona parte, facendo leva su tutto quello che rende le persone più vulnerabili, senza alcun pudore, senza provarne alcuna vergogna; mettendosi sotto i piedi la "dignità dell'uomo", spadroneggiando in maniera assolutamente disinvolta sulla vita dei suoi numerosi adepti. Compito arduo quello di dirigere la vita di altri, specie se nello stile proprio del Cammino, da far tremar le vene e i polsi! Ma non a Kiko, che dispensa i suoi oracoli a destra e a manca, ostentando una continua "ispirazione divina" sulla quale nessuno mai solleva la minima riserva e che egli stesso non ha messo mai  in discussione (mille volte ha raccontato la sua vita, ma se egli abbia o chi sia il suo "direttore spirituale" nessuno lo ha mai potuto sapere). Un profeta mai visto prima nella Chiesa, profeta ante litteram; più banalmente: lui se la canta e lui se la suona, da sempre!

Resta un dubbio: ma Kiko ci è o ci fa?
È veramente assurdo vederlo esibirsi in pubblico. Il mondo chiuso creato nel cammino fa male ai fratelli, relegati in un ghetto, ma ha fatto male anche a Kiko che, visto come gli è andata bene, continua a fidarsi solo delle sue "ispirazioni", andando a ruota libera in qualunque contesto si trovi, senza rendersi conto dell'immagine che dà di se stesso, quando si mostra al mondo che è al di fuori del suo ristretto cerchio.
Così avviene che si crea quel clima surreale, sempre più fuori dalla realtà, lontanissimo dal mondo circostante, in cui si spiega il linguaggio di padre Mario, improponibile al di fuori delle loro Sale della Riunione; in cui si spiega quel modo di fare di Kiko "patetico", come uno piombato ai nostri giorni da epoche lontane.
Questo è il prezzo che si paga quando si idolatra se stessi, il prezzo di un narcisismo esasperato.

Hanno collezionato, in questi anni, un'infinità di figuracce e sempre più si rendono ridicoli. Come nella assurda ostentazione di grandiosità dei 50 anni.

Ma ditemi, cosa dobbiamo aspettarci da chi, in questi ultimi anni, definisce senza pudore la sua creatura "Il Potente Cammino"?
Ma che brutta definizione, sconveniente direi, per un itinerario volto a formare PICCOLE comunità come la Santa Famiglia di Nazareth chiamate a vivere in UMILTÀ - SEMPLICITÀ e LODE!

Esemplare il racconto di Donna Carson del Family Day dove, ascoltando Kiko predicare alla folla, si vergognò di essere neocatecumenale e decise di uscire definitivamente dal cammino.
(Riproponiamo l'esperienza di donna Carson):
Allora succede che alcune cose inizi a sentirle come pugnalate al cuore, attentati alla tua dignità. Per me un evento traumatico è stato il family day del giugno 2015. Quanta vergogna e amarezza mascherata da soddisfazione. L’entusiasmo di far parte di quella folla di gente e l’imbarazzo di trovarsi di fronte a un guru vuoto e inutile, deludente nelle sue esternazioni pubbliche, incapace di cambiare contesto, totalmente inefficace a sentirlo dall'esterno, intento solo a replicare l’ennesimo show per i suoi. Un disadattato, in fondo. Perché, diciamocelo, cantare a squarciagola sotto la pioggia un inno a Maria col ritornello che fa “laa la la la la…” a ripetizione, in un evento pubblico, civile e laico, non è granché. Autoreferenzialità fine a se stessa. E tu che sei una persona intelligente lo capisci e te ne vergogni anche se intorno a te tutti sembrano contenti (ma molti stanno fingendo, come te, è solo che non lo ammettete).
La moglie lo abbandona? questo richiama l’inferno!
“Come posso far capire a mia moglie il danno che mi ha fatto?
 La sofferenza che ho?”
. Uccide i bambini.

(Continua Mav, con un commento da incorniciare!)
C'ero anch'io :( 
Il tentativo goffo per spiegare l'odio che può portare a simili eccessi per poi doverci appendere il suo tanto amato Kerigma, aveva i minuti contati ed ha fatto un casino che la metà bastava. A lui interessava solo dare il Kerigma perché fuori da quello non sa dire niente, è terribile dirlo ma corrisponde al vero, non sa leggere il contesto, non si prepara mai niente perché lui è ispirato, e quelli sono i risultati. Sarebbe bastato un po di umiltà, scriversi poche righe e ben costruite, magari fatte anche verificare e correggere, o addirittura stare zitto per una volta, ma lui DOVEVA mostrare che li aveva radunati tutti lui, cosa peraltro non vera, e giù di Kerigma e di canto. Morale della favola, se il movimento in difesa della famiglia e la lotta contro l'ideologia gender è stata bollata come oscurantista lo deve anche e sopratutto al suo intervento. (Per dirla tutta anche Amato e Adinolfi con la loro violenza verbale non hanno aiutato e tutt'ora non aiutano, ma qui andiamo decisamente off topic.) Tornando su Kiko non sa leggere il contesto e sempre finisce nei suoi monologhi, vedi le interviste, gli fanno le domande e lui non da mai risposte, parte per il suo mantra, da questo purtroppo si evince che i suoi intervistatori non sono obbiettivi e lo lasciano fare. Perché non prova a farsi intervistare dalla Annunziata e poi ne riparliamo.

(Conclude Pietro Non del Cammino)
Kiko sembra uno di quei pazzi che si credono Napoleone: per questo quella megastruttura degna di Cape Canaveral, facente la funzione di palco, a Tor Vergata.
Per questo tanto trionfalismo.
Vacci tu a dire al Napoleone spagnolo che non è il caso di tirare fuori il petto davanti al Papa! Che ha fatto una figura ad un tempo squallida e ridicola.

(Alla fine un ultimo appello da Alice de')
Lancio una domanda ai camminanti dubbiosi: MA SE CHIUDESSE IL CAMMINO VOI COSA FATE?questa è la domanda che, tanti anni fa io e mio marito ci facevamo:"se non avessimo più il cammino..."La risposta era, per noi due, ovvia:"comunque, ANCHE SENZA CAMMINO, siamo nella Chiesa. Partecipiamo alla vita della parrocchia e cerchiamo di testimoniare con la vita di tutti i giorni la nostra fede."Per quello che è stata la mia esperienza il cammino è stato un percorso che mi ha riavvicinato alla Chiesa. E' stato un "di più'" ma di supporto, al quale non ho consegnato la mia vita, cosa che i catechisti ti chiedono di fare pretendendo ubbidienza. Leggendo il Blog, qualcuno ha detto che guarda la sostanza e chiude un occhio rispetto la forma. Anche io per molti anni ho fatto così. Il poter ascoltare, leggere, meditare con calma la parola di Dio due volte a settimana, aiuta certo. Negli anni ottanta era una novità e questo, nel percorso da pellegrina su questa terra, penso sia stato bene per me. Tuttavia il cammino è riuscito a diventare totalizzante e ripetitivo di sé stesso senza sapersi rinnovare e soprattutto disubbidendo alle correzioni e questo si esplica nella forma distorta che continua e sulla quale non puoi più far finta di niente. Ho visto in TV l'incontro a Tor Vergata....Kiko, all'età che ha, era patetico nel reiterpretare se stesso come cantore, guru o iniziatore ispirato. Mi sembrava uno di quei vecchietti che non si arrendono al passare del tempo....il detto "ogni stagione ha i suoi frutti" non gli appartiene.

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(nota 1)



Testo originale spagnolo.
Notizie da Mav:

È arrivato - il dispaccio raccatta soldi - in formato Word non intestato in allegato ad una mail dal Centro CNC di Roma...

 
"Cari fratelli
invio una lettera da parte di Kiko da leggere in tutte le comunità e un foglio con i riferimenti per inviare le offerte.
la pace
."


La richiesta è arrivata anche in italia ma è in terza persona

Roma 8 maggio 2018, festa della Madonna di Pompei


Carissimi fratelli,
dopo il meraviglioso incontro, in cui abbiamo avuto la gioia di ringraziare il Signore per il suo amore e per la sua fedeltà durante i 50 anni del Cammino Neocatecumenale, siamo stati contentissimi delle parole del Santo Padre: “Il vostro carisma è un grande dono per tutta la Chiesa del nostro tempo”.
Eravamo in tanti, grazie a Dio, la polizia ci ha detto che abbiamo superato i 200 mila. Potete capire che lo sforzo organizzativo è stato veramente immenso.
Per questo ringraziamo anzitutto il Comune di Roma, la Prefettura, il Ministero degli Esteri, le Forze dell’ordine, l’Università di Tor Vergata, le Misericordie d’Italia, tutti sono stati bravissimi. Anche le parole stupende del Rettore dell’Università di Tor Vergata su Carmen. (*)
Ora stiamo lavorando per vedere se riusciamo a coprire le spese, come: l’allestimento del palco, i servizi igienici, la bonifica e la successiva pulizia del terreno, gli impianti tecnici per il servizio audio e video, la traduzione simultanea, il servizio di sicurezza, le transenne ecc. In questo senso avremmo bisogno di un vostro piccolo aiuto, se potete, fate una colletta per comunità e inviatela.
Carmen dal cielo ci ha protetto con la giornata fantastica, ha cominciato a piovere solo dopo l’incontro.
Animo fratelli, Kiko, Ascénsion e Padre Mario vi ringraziano e vi chiedono di pregare per loro.


(*)  N.B. L'enfasi data a questo risibile particolare - risibile perché ci chiediamo: a che serve mai  sottolinearlo in un contesto in cui Papa Francesco non ha nominato la compianta Carmen neanche una mezza volta - nasconde tutta la delusione per non essere stati considerati degni neanche di una citazione! Neanche di un semplice saluto!

venerdì 4 maggio 2018

Tor Vergata, 5 maggio 2018, incontro ecumenico del Papa con i kiko's

Il prossimo 5 maggio 2018 a Tor Vergata si terranno le celebrazioni per il 50esimo della presenza del Cammino Neocatecumenale in Italia, nel corso delle quali papa Francesco porterà il proprio saluto.

Incontri ecumenici:
Papa Francesco con Kiko
e con il Pastore Traettino
Il neocatecumenalismo è a tutti gli effetti una diversa confessione rispetto a quella cattolica che il papa rappresenta e guida.

Infatti, nonostante gli Statuti approvati nel 2008 e il Direttorio, Catechismo Neocatecumenale pesantemente corretto e tenuto nascosto ai più, i fondamenti teologici del Cammino e molti aspetti principali di questo percorso hanno somiglianze profonde con le chiese protestanti pentecostali.
Ripassiamoli brevemente.
  • In primo luogo il "sola fide".
Il catechismo Neocatecumenale è inflessibile su questo punto più di quanto lo fosse Lutero: la salvezza avviene per la sola fede, basta credere profondamente e si è salvi, senza alcun riguardo per l'importanza delle opere di cui san Giacomo scrisse: "Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa. Al contrario uno potrebbe dire: Tu hai la fede ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede." (Gc 2,17-18)
Addirittura secondo Kiko potrebbe essere deleterio anche solo lo "sforzo" di compiere il bene.
Non è una celebrazione neocat
ma una celebrazione protestante!
  • A questo principio si associa il "sola Gratia".
Per il catechismo di Kiko è Dio solo che agisce nella salvezza del peccatore. La corresponsabilità della salvezza non risiede in alcun modo nel peccatore stesso che, anzi, più pecca, più ha la garanzia di essere graziato.
  • Poi la dottrina del "solus Christus".
Essa assicura che non ci sono altri, oltre a Cristo, che possano intercedere con Dio per la salvezza del credente, né santi, né sacerdoti attraverso i sacramenti.
Sappiamo infatti che il cammino è allergico a tutti i santi che non siano i propri stessi fondatori e ridimensiona il ruolo del sacerdote come guida spirituale e come tramite di Dio per il perdono nella confessione sacramentale, che per i kiko's "sigilla" il perdono che scende sul fedele nel momento in cui crede alla predicazione.
  • Naturalmente non poteva mancare il "sola Scriptura".
L'insegnamento della Bibbia è considerato sufficiente di per sé stesso per portare una persona a conoscere la via della salvezza dal peccato. Ciò che converte non è la lettura della Bibbia e la riflessione personale, ma è precisamente la "predicazione" del Catechista Neocatecumenale che, più potente di ogni altro sacramento, veicola lo Spirito Santo e opera la conversione.
  • Ne consegue il "soli Deo Gloria".
Di ogni cosa ha merito sempre e solamente Dio, non l'uomo immerso nella propria inettitudine, non il sacerdote, puro vettore della parola di Dio, non santi né Madonne, ma Dio solo. Naturalmente Dio si manifesta attraverso i catechisti.
  • Altre caratteristiche: il ridimensionamento del culto della Madonna.
Orrori neocatecumenali
e fosse nere al posto degli occhi
Il Cammino ha sempre utilizzato la Madre di Dio come ispiratrice di questo percorso, però Kiko non ha mai perso occasione per appiattire la figura di Maria, rimandando il più possibile la "consegna" del Rosario, ritenendo il culto alla Madonna di Fatima un "devozionismo" e recentemente persino "dimenticando" l'assunzione con il corpo della Madre di Dio.
Naturalmente quest'ultimo dogma è uno dei più avversati dalle Chiese protestanti.
  • Giudizio particolare e universale.
Inoltre: non è secondo la dottrina cattolica la convinzione che non vi sarà un giudizio particolare perché il credente è di per sè un "salvato" (principio protestante della certezza della salvazione) e neppure un giudizio finale perché la Chiesa non sarà sottoposta a giudizio.



Kiko copia l'icona bizantina del Giudizio Universale,
ma "dimentica" di sottoporre i giusti a giudizio

  • Svalutazione dei sacramenti.
L'Eucaristia diviene una Cena del Signore in cui l'aspetto assembleare e del convito gioioso annulla quella del sacrificio di Cristo, il Battesimo dei bambini non è creduto efficace perché è necessario essere adulti e credere alla predicazione. Al battesimo in acqua viene sostituito un battesimo nello spirito la cui efficacia però permane solo finché il credente rimane nella comunità dei salvati: quando se ne allontana, la salvezza decade.
  • Occhiolino al "Popolo Eletto"
Un altra particolarità che avvicina il kikianesimo alle confessioni evangeliche, soprattutto ad alcune, è un certo "travestitismo" ebraico, messo in atto per accattivarsi le simpatie del popolo eletto.
Dice Kiko nella convivenza con i Rabbini alla Domus del 2015: "voi siete il vero olivo che sostenete noi. L'elezione su di voi, per noi, è irrevocabile, siete voi il popolo eletto" mistificando così san Paolo.
Nulla può cancellare il fatto che sono i cristiani ad essere coeredi di Gesù, ed eredi di Dio (Rm 8,16-17) e che i cristiani sono l'olivo selvatico innestato sulla radice nobile al posto dei rami originali (il vecchio Israele) e che quei rami potranno essere di nuovo fertili solo se si convertiranno a Lui, per essere nuovamente innestati sul vero olivo (Rm 11,24). Gli ebrei vengono compiaciuti e blanditi anche da evangelici che ne assumono aspetto e riti per il fine, non dichiarato, di convertirli ed affrettare così la fine del mondo con il conseguente "rapimento" della Chiesa.
  • Rapimento della Chiesa
La dottrina, detta del rapimento della Chiesa, è un'altra convinzione mutuata da Kiko dalle chiese evangeliche, basata principalmente su 1Tessalonicesi 4,17: "E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria", e su Luca 17,34-35: "Vi dico: in quella notte due si troveranno in un letto: l'uno verrà preso e l'altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l'una verrà presa e l'altra lasciata».

Kiko la instilla in ogni Annuncio di Pasqua, ad ogni Veglia Pasquale, durante la quale Cristo in persona, a suo dire, potrebbe manifestarsi per portare in cielo i Neocatecumenali svegli -e non i parrocchiani dormienti-.
  • Predestinazione
Poi, la predestinazione. Non è un caso il fatto che venga detto a chi si allontana dal cammino "non era per te". Cosa si intende con questa frase sibillina? 
Lo spiega Kiko nel suo «Annuncio» di Quaresima 2018:
"Parlavo prima del mistero dell’elezione divina, perché siamo noi qua quando c’è gente che sta in galera, gente che sta soffrendo tantissimo negli ospedali: è che noi siamo più virtuosi degli altri? No. Allora dov’è il segreto? Il segreto lo dice la Scrittura: Ho amato Giacobbe e odiato Esaù. Questa è una parola molto forte, il mistero dell’elezione che Dio ha fatto con te: perché ha eletto te e tuo fratello si è separato dalla moglie, sta con un’altra ed è distrutto? E tu perché no? Che significa: Ho amato Giacobbe e odiato Esaù? Dio non ha bisogno di ragioni: il Libro di Giobbe è un libro che dice questo: Dio non ha bisogno di alcuna ragione. Allora che cosa è, uno schiaffo alla nostra intelligenza? Sì, sì, se volete è così! Per questo l’elezione divina è sorprendente, Dio non ha bisogno di ragioni per agire, ha eletto te! Perché? Giacobbe è forse anche peggiore di Esaù: è il soppiantatore, Giacobbe è peggiore di Esaù. Perché tuo cugino non sta qui? Amai Giacobbe e odiai Esaù. È che Dio è ingiusto o ha preferenza di persone? Accetta con umiltà che Dio ti ha eletto e ringrazialo, ringrazialo. Non mettere la tua intelligenza al di sopra dell’azione divina".
Ebbene, questa è una rozza spiegazione della dottrina predestinazione: Kiko si dimentica che tutti siamo chiamati ed eletti da Dio, per sostenere che Giacobbe, peggiore, a suo dire, di Esaù, era stato predestinato all'elezione, senza alcun suo merito personale.
Viene da pensare che anche dopo trent'anni, quarant'anni di cammino, nonostante non ci si avveda di nessuna vera crescita spirituale, si possa pensare che l'uscirne, sarebbe la tardiva dimostrazione di non essere un predestinato.



  • Infine, il ritorno della Chiesa (cioè del Cammino) nelle case
Anche in questo sviluppo, che Kiko ha ipotizzato o minacciato o prefigurato che dir si voglia, cioè l'uscita dalla parrocchia per andare nelle case, è una realtà sempre più presente nel mondo protestante, che vede l'allontanamento sempre più copioso dei fedeli dalle congregazioni per formare delle vere e proprie Chiese domestiche.
Contribuiscono a questa diaspora:

  1. l'insofferenza alle regole viste come costrittive delle chiese madri;
  2. la massificazione e il desiderio di tornare alle "piccole comunità" in cui ci si conosce personalmente;
  3. il rifiuto della chiesa vista come costruzione umana, simbolo di potere, eredità della Chiesa da Costantino in poi, vissuta come traditrice degli autentici valori religiose e commista al paganesimo.
Proprio le idee di Carmen e Kiko, illustrate nella Storia della Chiesa delle Catechesi iniziali e recentemente riproposte da Kiko, che non si sente più molto amato dalla chiesa Cattolica, che sempre più reagisce al suo parassitismo.

Ecco perché il 5 maggio a Tor Vergata ci sarà un incontro ecumenico della Chiesa Cattolica con la Chiesa Neocatecumenale.

Papa Francesco, abilissimo nel fare ponti anche con le confessioni più renitenti, siamo sicuri che farà del proprio meglio per avvicinare alle posizioni cattoliche questi suoi figli in serio pericolo di allontanamento.


Tor Vergata:
Il Giudizio Universale

domenica 10 agosto 2025

La panzana dei "120mila" neocat al Giubileo dei giovani

Roma, 4 agosto 2025: al Giubileo
Kiko fuma una sigaretta
(e nell'altra mano ha il pacchetto).
Fonte: video di un neocat, a 52'17"
Al Giubileo dei giovani a Roma? I giovani neocat non erano di certo 120.000. Non fatevi illudere dalla propaganda kikiana.

Per la Messa di apertura del Giubileo dei Giovani in Piazza San Pietro, tutti in piedi, erano 120.000.
E non certamente tutti neocatecumenali.

Basta fare il paragone tra la folla in San Pietro e le file di sedie da 10 posti a Tor Vergata con Kiko, e la sproporzione risulta evidente.

Nel video dell'incontro del Papa coi giovani a Tor Vergata, al minuto 8:29 e seguenti, si possono contare benissimo le sedie del settore davanti al palco che il giorno dopo sarà occupato dai neocatecumenali.

È già tanto se arrivavano a 50-60 mila, a voler essere eccessivamente generosi verso il Cammino.

Anche dai numeri sparati da Kiko alle presentazioni, se acriticamente li prendiamo per buoni (ma anche no), risultano circa 61.000 persone.
Le nazioni di cui non ha detto i numeri sono insignificanti (ma a Kiko piace contare le bandierine sul suo mappamondo) e il Cammino vi è poco presente, quindi aggiungono poco.

Ma si sa, l'ingordigia e la menzogna sono di casa da quelle parti e, siccome la Messa di apertura del Giubileo dei Giovani ha contato 120mila CATTOLICI, per forza all'incontro neocatecumenale dovevano esserci 120mila NEOCATECUMENALI.

Domandine:
Kiko in vacanza (chi la paga?)
foto di repertorio

  • Ma allora i NEOCATECUMENALI non sono andati alla Messa di apertura del Giubileo dei Giovani?
  • Oppure le 120 mila presenze in piazza San Pietro erano forse solo di neocatecumenali?

Insomma, Kiketto vostro ha totalizzato lo stesso numero esatto di presenze della Messa per i Giovani in San Pietro con la presenza del Papa...

Marco

giovedì 12 luglio 2018

La "Kenosi dei portafogli": lettera di Kiko "Raccolta fondi 2018"

Il Cammino Neocatecumenale ha sempre gli stessi appuntamenti, che si rinnovano di anno in anno. Creatività dello Spirito? No. Una monotonia mortale!
Ciascun fratello può fare l'elenco di ciò che lo attende durante il Nuovo Corso, finanche gli argomenti o l'argomento che verrà trattato nella "Convivenza di Inizio Corso". Per non parlare di come Kiko esordirà, quali canti farà e in che ordine, cosa dirà nelle singole monizioni, di cosa si rammaricherà e in cosa si esalterà, fino ai saluti finali.
Roma, 2 luglio 2018
Clicca per ingrandiere
In questa noiosissima scaletta, ormai possiamo dirlo con sicurezza, c'è - tra i mesi di maggio-giugno-luglio, e in ogni caso prima dell'inizio delle vacanze! - la "Lettera annuale di richiesta fondi per l'evangelizzazione e attività varie ed eventuali del potente cammino".

L'anno scorso, in risposta, abbiamo indirizzato a Kiko una Lettera aperta, smontando a pezzi tutte le sue false argomentazioni, poste a sostegno della bontà e necessità e inevitabilità della onerosa richiesta, che veniva rivolta alle comunità di tutto il mondo. Proprio inutile non è stata visto che, quest'anno, la oramai rituale lettera di richiesta di denaro, datata 2 luglio, risulta più essenziale e stringata di quella precedente, come ognuno può verificare.


Ma non più di questo.
Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Kiko l'anno scorso ha comunicato ai fratelli sgomenti un debito di mezzo milione di euro!

Tra il "lascia o raddoppia" cosa sceglie Kiko? Ma, ovviamente, il "raddoppia"!
E, dunque, quest'anno il debito viaggia sul milione tondo di euro!
Un vero affare a perdere, avere a che fare con lui!

Il nostro insaziabile Kiko non ha saputo o voluto fare a meno del grande fiume di denaro che quest'anno si aspetta, anche a costo di fare, una volta di più, una pessima figura davanti al mondo intero.
Per questo noi non ci rivolgiamo più a lui, che non conosce vergogna, abbandonandolo al suo destino.
Kiko non merita alcuna risposta.

Madrid, 20 maggio 2017
(clicca per ingrandire)
Quest'anno ci rivolgiamo direttamente ai nostri fratelli che ancora sono nel Cammino, per incoraggiarli a riflettere.
[Più volte abbiamo detto e qui lo ribadiamo: Volete mettere alla prova la "fede" di Kiko Argüello e togliervi per sempre ogni dubbio? Chiudete i cordoni della borsa, chiudete i rubinetti; niente più denaro per tutti costoro! Conoscerete, una volta per tutte, l'amore gratuito di cui sono capaci.]

Intanto sappiamo da più parti che molte comunità sono ridotte allo stremo. Non reggono più le continue richieste di denaro e, all'arrivo della nuova Lettera di richiesta fondi per l'evangelizzazione neocatecumenale del 2 luglio 2018 alcuni fratelli non volevano crederci, altri erano disgustati. Molti tra i responsabili stessi, disorientati, hanno letto la missiva nella comunità "per obbedienza" senza avere il coraggio di guardare i fratelli negli occhi.

Più d'uno ha detto: "Fratelli, io ve la leggo, poi ognuno di voi si senta libero, davanti al Signore", ossia, fate un poco come vi pare!
Nessuna enfasi, nessuna insistenza, nessuno zelo o fuoco sacro nel riportare la parola "ispirata" del profeta, nessuno scrupolo morde le coscienze.
"Kiko ha colmato la misura!": questo pensate, anche se non avete il coraggio neanche di confessarlo a voi stessi o di dirvelo l'un l'altro.
Ormai nelle vostre coscienze, sempre più insidioso, serpeggia il dubbio che cresce col tempo: "Ma questi ci stanno prendendo per i fondelli?"

Ora passiamo all'analisi del testo, per aiutare i cervelli a mettersi in moto.

Primi due capoversi:
Primo:
"Siamo contenti dei miracoli che Dio sta facendo con noi e che ha fatto nelle ultime convivenze."
Istruzioni neocatecumenali
su come mandare i soldi…

Qualche riflessione infondo al post(*)
Tu mi porti su… (Kiko vi porta su, su... il "Cammino eletto" conta miracoli, miracoli, miracoli...di persone salvate dall'inferno, dal suicidio. Ma che gli costa chiedere al Signore il miracoletto che provveda lui alle necessità materiali del cammino? "Cosa è più difficile dire: «Ti sono rimessi i peccati o alzati e cammina?»" Se Kiko vuole essere credibile cominci a convincerci con i miracoli che tocchiamo! Precisiamo che, così facendo, la zappa sui piedi se l'è tirata da solo, ut semper.
Chi lo ha pregato di parlare di miracoli? Poi per i soldi immondi ha bisogno di voi, altrimenti non può più evangelizzare?)

Secondo:
"Sono qui in un incontro con Giampiero che mi presenta la realtà economica del Cammino oggi."
… e poi mi lasci cadere! (...ma subito dopo aver parlato di miracoli, vi precipita nella cruda realtà, dalle stelle alle stalle. Ma, dico io, vi fa fare un cammino così lungo, infinito, per affermare - come afferma - una cosa tanto banale, ossia che - e qui si fermano i suoi prodigi! - per fare qualunque cosa nella vita, ANCHE EVANGELIZZARE, ci vogliono i soldi? Senza soldi non si cantano messenon mi pare sia tratto dalla Parola di Dio!
Ali di cera, che si sciolgono al sole.
Ah che bellezza, ah che dolore.Sto imparando a volare!Cado, cado, cado!
Questa la sintesi interpretativa, affidata alla famosa canzone di Giorgia "Tu mi porti su e poi mi lasci cadere", dei primi due capoversi della Lettera.

Passiamo al terzo capoverso che chiameremo il capoverso dei numeri tondi, approssimati per eccesso sicuramente, poiché conosciamo bene questi personaggi...
"Dall’incontro di Tor Vergata abbiamo un debito di 200.000 euro ed anche l’ultima Convivenza degli itineranti ci ha lasciato un debito di altri 200.000 euro. Dobbiamo, inoltre, allestire l’incontro dei giovani di Europa a Roma il 12 agosto che ci costa 100.000 euro. Le prossime convivenze dei rettori e dei seminaristi, negli anni passati ci hanno lasciato un debito di circa 350.000 euro."
         (200.000 + 200.000 + 100.000 + 350.000 = Totale 850.000 euro)


...per arrivare al quarto capoverso che chiameremo del totale prefissato, perché suona bene 1.000.000 di euro (come si nota viaggiano sempre sulle cifre tonde, un 150.000 euro in più per varie ed eventuali - non si sa mai! - ma come sono accorti! Tanto i fratelli camminanti ingoiano tutto):
"In totale possiamo dire che avremmo bisogno, per continuare a evangelizzare secondo la nostra missione, di circa 1 milione di euro."
Abbiamo già sottolineato che, in un continuo crescendo, il cammino incrementa ulteriormente il totale dello scorso anno che, a sua volta, incrementava quello dell'anno precedente.

Certo il neocatecumenato si struttura come una infinita Kenosi dei suoi adepti, mentre lui, Kiko, va sempre più su, sempre più su... come dicevamo.
E questo da un punto di vista esistenziale:
i fratelli sono sempre più umiliati mentre Kiko, per parte sua, è sempre più un delirante esaltato.
Come dal punto di vista economico:
l'abbiamo chiamata per questo la "Kenosi dei portafogli", dei fratelli sempre più impoveriti, mentre Kiko vive nell'abbondanza.
Anche la sostituta della insostituibile Carmen si chiama, guarda caso, Ascension: sempre più inarrestabile è l'ascesa del "potente cammino". Ascen stessa, col suo nome svettante, come la mano lesta di un ladro che dopo il furto vola via veloce, ha soppiantato finalmente la Carmen, che non appare più neanche come riserva, neanche come "santa subito" neanche di "categoria superiore" e neppure inferiore.
Magari venisse almeno nominata come una piccola santerella o magari solo "santarellina", con quella punta di ambiguità che è insita nel termine stesso e che, visto la soggetta, non guasta.

Possibile che noi dobbiamo ricordarla a voi, la povera Carmencita caduta in disgrazia? Scivolata nell'oblio!
L'anno passato Kiko affidò espressamente alla sua intercessione la riuscita della raccolta fondi: Carmen, santa di categoria superiore e prossima alla canonizzazione «vi aiuterà soprattutto ad essere generosi con il Signore»: queste le espressioni usate da Kiko nella lettera dello scorso anno e quest'anno non le dedica neppure un accenno, neanche un requiem? Che pena grande! Povera dimenticata!
Si vede che le intercessioni, fin qui auspicate e richieste con ardore, sono cadute nel nulla, anche loro! Forse Kiko ha capito che è meglio lasciarla riposare in pace, la povera Carmen Hernández.
Aggiungo, per completezza, che la cosa non fa meraviglia (chi lo conosce bene può confermare) poiché per lui nulla è facile come dimenticare e cancellare totalmente i suoi compagni di viaggio.
Lo ha fatto con tanti, con tutti, eppure molti di loro gli hanno dato la vita, nel vero senso della parola!

Ma eravamo al quarto capoverso quello più squallido quello delle cifre tonte, che è anche il cuore della lettera. Il centro, appunto. Che vergogna!
Cari fratelli del Cammino, prendete questa lettera di Kiko e paragonatela a quelle scritte da San Paolo ai suoi evangelizzati; ha mai fatto simili richieste San Paolo? O sono forse il padre o la madre che devono essere mantenuti dai figli? Quando mai? Paolo considera per se il vanto più grande il fatto di non essere MAI stato di peso a nessuno. Così tutti i veri maestri di fede.
Kiko, invece, inaugura le sue richieste con un doppio 200.000 euro. Questo il debito residuo della ultima convivenza di itineranti - 200,000 euro - e questo il debito ancora di Tor Vergata, sempre 200.000 euro. Proprio così, per l'evento ognuno dei partecipanti ha pagato una quota di 10 euro, poi è stata indetta una colletta supplementare nelle singole comunità, subito dopo la celebrazione dei 50 anni col Papa, perché da Roma dicevano di avere ancora molti debiti da saldare.
Ma ancora non basta, Kiko continua dicendo: "dobbiamo allestire" l'incontro a Roma dei giovani di Europa il 12 agosto. Ma cosa è: uno spettacolo? E poi, lo allestiscono loro? Sono impresari, dunque!?
Perfetto! Siamo d'accordo, però d'ora in poi non dite più "È il Signore che vi convoca". L'allestimento, vi informa Kiko su input del solito Donnini, costa 100.000 euro (voi ci credete che ve la caverete così a buon mercato? O sarà un Tor Vergata bis? Con collette precedenti, contemporanee e successive? Vedremo).

Qui la botta finale: partendo dall'esperienza passata di cui fanno frutto - cosa strana perché fanno frutto delle esperienze solo se si tratta di soldi, mentre tutte le altre cose in cui sono mancanti le dimenticano! - ecco che tirano fuori il debito degli anni scorsi per le convivenze dei rettori e seminaristi, debito che ammonta ad altri 350.000 euro.
Da ciò, avveduti come sono, prevedono che anche quest'anno avranno un debito da saldare e, visto che si trovano, mettono nel conto anche i debiti futuri o presunti. Non si sa mai! Ma come sono previdenti e accorti!

Ed ecco finalmente il totale: 1.000.000 di euro ciò di cui avremmo bisogno (usano il condizionale, di fatto chiedono senza condizione, tutti, maledetti e subito!).


Quinto capoverso:
"Capite bene fratelli, che abbiamo bisogno del vostro aiuto per continuare la nostra missione."
Ma il vostro aiuto non è solo nel nome del Signore, che ha fatto cielo e terra!?
Così confondete le idee.
Dove è finito "Alzo gli occhi verso i monti"?

Non esiste Provvidenza di Dio.
Quella, nella loro generosità, la lasciano tutta a voi, fratelli camminanti, che intanto, pieni di fede nella divina provvidenza che mai abbandona, mettete nel sacco nero denaro contante e sonante, sudato col vostro lavoro. Come vedete, lasciano volentieri a voi, carissimi fratelli, che possiate sperimentare il centuplo, ma che magnanimi sono!

Lasciano a voi, fratelli, la Parola di Dio che parla nella storia: sono vari anni che le spese di evangelizzazione sono insostenibili e mai si chiedono "cosa vuole dirci il Signore con questo fatto?"
Ma poi non tralasciano proprio nulla al caso.
Ascoltate questa e riflettete bene:
Un corso di evangelizzazione è appena finito. Tutte le comunità hanno celebrato l'eucarestia conclusiva di ringraziamento nelle loro Diocesi. Ora c'è un alt fino a settembre, quando si inizia il nuovo corso 2018/2019. Ma non sia mai che Kiko vi lasci in pace per un poco! E no, perché bisogna motivare i fratelli PRIMA che vadano in vacanza.

Riflettete bene:
Ora, forse, avete ancora una cosina di soldi, a settembre avreste finito quel poco che, con fatica, in un anno in cui siete stati spremuti come limoni, avete, forse, messo da parte per voi. A settembre avrebbero raccattato di meno, sicuro.
Ecco che esplicita arriva la richiesta:

Sesto capoverso:
"Per questo vi chiediamo, prima delle vacanze, di fare, per comunità, una colletta e inviarla alla fondazione di Roma (in allegato le modalità e i riferimenti bancari). "
VI CHIEDIAMO, PRIMA DELLE VACANZE, DI FARE LA COLLETTA PER COMUNITÀ E INVIARLA. CERTO.

Settimo capoverso:
"Vi ringraziamo con tutto il cuore e preghiamo il Signore che vi dia delle vacanze stupende in Lui. "
Con una faccia di corno Kiko vi augura, con tutto il cuore di pietra che si ritrova, "vacanze stupende". Anzi dice "preghiamo il Signore che vi dia delle vacanze stupende in Lui. Certo! Che altro vi resta da fare?

Ma perché, piuttosto, Kiko birbone non prega il Signore, lui e la sua cricca di nuovo al completo, di mandargli la manna dal cielo? Di moltiplicare i pani e i pesci? Di aprirgli le vie? Di provvedere Lui a tutto?

Ma come non vedete che mai, nemmeno una volta, mette in pratica quanto vi ha predicato in tutti questi anni, quanto egli stesso PRETENDE da voi?



Ottavo ed ultimo capoverso:
"Ecco, pregate per noi, per il padre Mario, per Ascension e per me"
Almeno per questa volta ci ha risparmiato la pantomima del "per me che sono un peccatore".



Pregheremo, certo, anche noi per i tre, perché, finalmente, si diano una calmata; trovino pace e la facciano trovare agli altri!
________________________


Qualche riflessione finale su:




ISTRUZIONI PER INVIO COLLETTE (*)




* INDICARE Nome e Cognome, indirizzo e Città di chi effettua il versamento e nella causale Parrocchia, Comunità e motivazione.

Per esempio: “Mario Rossi – Via Bianchi, 3 - Roma
Causale: 4^Martiri Canadesi  – Roma – seminari”

* INVIARE copia LEGGIBILE del versamento bancario o postale all’attenzione di Renzo Rengo.






Quanta cura! Fin nei dettagli!
Accompagnassero così le anime che si affidano a loro!
Ci chiediamo: ma a che cosa servono tutti questi controlli incrociati?
Il denaro viene seguito, con grande attenzione, in tutti i suoi passaggi.
A che serve mai conoscere chi ha effettuato il versamento? E nel dettaglio Nome e Cognome, indirizzo e Città?
Ma ancora non basta. Va indicata la Parrocchia, la Comunità, la motivazione (come se poi a Roma non facessero un unico calderone di tutto e il parere, la volontà dei fratelli, che non conta nulla in cose ben più importanti e che riguardano la loro stessa vita, contasse qualcosa nella definizione della scala delle priorità economiche del c.n., che dipende solo ed esclusivamente da Kiko e dal suo arbitrio).




Insomma, che fine ha fatto il dare nel segreto nel sacco nero?




Trovo una sola spiegazione: Verificare quali sono le Comunità che contribuiscono con puntualità e quali no, quali le più generose e quali le più indolenti.
Renzo Rengo comunica a Donnini, Donnini riferisce a Kiko.
Così si sa chi richiamare all'ordine, una gara al più bravo.
Questo rileva molto per i vari responsabili: chi si dimostra zelante e invia puntualmente le sue belle collette può stare tranquillo, farà il responsabile per tutta la vita, e chi lo muove!
Ma se sei un responsabile che da un anno o più non manda il becco di un quattrino, stai attento, si avvicina la visita dei catechisti alla tua comunità!