lunedì 16 maggio 2016

Le "strane famiglie" di Amoris Laetitia

Dall' Esortazione Apostolica "Amoris Laetitia" di papa Francesco:
«182. Nessuna famiglia può essere feconda se si concepisce come troppo differente o “separata”. 
Per evitare questo rischio, ricordiamo che la famiglia di Gesù, piena di grazia e di saggezza, non era vista come una famiglia “strana”, come una casa estranea e distante dal popolo.  
Proprio per tale ragione la gente faceva fatica a riconoscere la sapienza di Gesù e diceva: «Da dove gli vengono queste cose? […] Non è costui il falegname, il figlio di Maria?» (Mc 6,2-3). «Non è costui il figlio del falegname?» (Mt 13,55). 
Questo conferma che era una famiglia semplice, vicina a tutti, inserita in maniera normale nel popolo. 
Neppure Gesù crebbe in una relazione chiusa ed esclusiva con Maria e Giuseppe, ma si muoveva con piacere nella famiglia allargata in cui c’erano parenti e amici. 
Questo spiega che, quando tornavano da Gerusalemme, i suoi genitori accettassero che il bambino di dodici anni si perdesse nella carovana per un giorno intero, ascoltando i racconti e condividendo le preoccupazioni di tutti: «Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio» (Lc 2,44). 
Invece a volte succede che certe famiglie cristiane, per il linguaggio che usano, per il modo di dire le cose, per lo stile del loro tratto, per la ripetizione continua di due o tre temi, sono viste come lontane, come separate dalla società, persino i loro stessi parenti si sentono disprezzati o giudicati da esse.»

Ci chiediamo:  di quali famiglie intendeva parlare papa Francesco?


La "strana" Sacra Famiglia di Kiko Argüello:
Maria, il giovane Kiko e l'Uomo della Sindone

87 commenti:

Anonimo ha detto...

Dalle famiglie del cammino usciranno i sacerdoti che vuole kiko per salvare la sua chiesa: le vocazioni sacerdotali sono agli sgoccioli, il cammino con il suo esercito di presbiteri non potrà mai essere chiuso, troppi numeri da capogiro, basta un cenno di kiko e i ragazzi si alzano per entrare nei suoi seminari, siamo degli illusi a continuare a combattere le loro separazioni, leggendo questo articolo http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2016/05/13/ASZxB5iC-preti_allarme_ordinazioni.shtml , me ne sto facendo una ragione purtroppo, i vescovi lo sanno benissimo, ma non faranno nulla per fermarli, i parroci li lasciano fare, a discapito dei poveri fedeli che buttano il sangue per tenere in piedi quel poco che resta di una pastorale parrocchiale, le donne poi figliano come i conigli per far gara l'una contro l'altra a chi ne sforna di più.. con la speranza che diventino presbiteri e monache di clausura, tanto che alle convivenze di inizio corso ci si presenta come comunità che hanno un numero X di ragazzi in seminario o ragazze in convento, o di famiglie itineranti, fino a nominare il numero di figli compresi quelli in cielo per aumentare il numero.. i neocatecumenali spadroneggiano, forti come sono del sapersi approvati. Mi chiedo: se questi ragazzi del cammino che entrano nei seminari dei redemptoris mater, già durante il cammino non vivono l'esperienza spirituale nelle loro parrocchie, perchè sempre separati per conto loro, e non si integrano a nulla, a meno chè non si fanno le cose come vogliono e usano fare loro, che sacerdoti saranno un domani? Mi sembra palese che saranno presbiteri neocatecumenali se anche durante il seminario saranno interrogati dai loro catechisti più che da un rettore, e se continueranno a camminare con la loro comunità di origine facendo passaggi ecc...i parrocchiani saranno per loro: gente che ha la religiosità naturale. Spero di sbagliarmi. Antonio

Anonimo ha detto...

http://stream24.ilsole24ore.com/video/notizie/neocatecumenali-giappone-il-leader-kiko/ADMp7jE Neocatecumenali in Giappone con il leader Kiko Sentite alla fine del video cosa dice uno “Siamo qui per testimoniare con la nostra vita cos'e' una famiglia cristiana, aperta alla vita”, dice ad esempio Gaetano Cialdini, 38 anni, romano – Abbiamo sette figli. Due sono in cielo. Mia moglie ha avuto sei parti cesarei”.
Il Sole 24 Ore - leggi su http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-05-10/neocatecumenali-giappone-il-leader-kiko-arguello-103609.shtml?uuid=ADkYnhE

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Queste parole del Papa sono la prova di quello che in questo blog si è detto più volte del Cammino: gli Statuti approvati, poche righe, non significa che tutto nel Cammino è approvato.
Anzi,quasi nulla è approvato, perché il Cammnino non si riduce agli Statuti, ma è molto di più. E se si pensa che gli statuti sono pure disattesi...

Un fatto è certo: le famiglie del Cammino, almeno quelle ben inserite, sono esattamente come il Papa NON vuole. Nel Cammino, perciò, le famiglie "separate", direi alienate dal mondo che le circonda, rappresentano una realtà GENERALE, che, proprio per questo, manifestano ciò che si crede nel Cammino.
Non solo la liturgia manifesta la fede, per cui ad errori liturgici consolidati corrispondono errori dottrinali, ma anche, anche se in modo più attenuato, le prassi consolidate.
Sul fatto che le famiglie tipo neocatecumenali NON sono approvate dal Papa, penso che anche i camminanti concordino.

La cosa, però, che i camminanti non capiscono proprio, è che questo blog, anche se a volte usa toni che a loro possono infastidire, per loro può essere molto utile.
Se lo leggessero criticamente (nel senso letterale del termine), potrebbero trovarci degli spunti utili per correggere il tiro.

Ma temo che il problema sia che loro,al di là di dirsi poveracci, pensano di essere perfetti, o, almeno, che nessuno può insegnargli qualcosa.

Anonimo ha detto...

Intanto hanno tutto il loro armamentario made by Kiko, (tra l'altro esteticamente orrendo che francamente in una chiesa di impianto tradizionale "stona") e senza non possono celebrare,
E' questo un altro aspetto non coerente con il definirsi "percorso di iniziazione cristiana": proprio perché devi "iniziare" delle persone lontane dalla Fede (o poco praticanti) è fondamentale spiegare quali sono i riti ed i simboli della Chiesa, compresi anche i "banali" accessori liturgici usanti nelle migliaia di parrocchie cattoliche sparse per il mondo. Che senso ha utilizzare suppellettili e liturgie differenti da quelle in uso dalla Chiesa se devi "iniziare" (cioè passare dallo status precedente, cioè di non cattolico o praticante, allo status successivo, cioè di cattolico e praticante, di conseguenza conoscitore della Fede e della Chiesa) dei futuri cattolici che dovranno poi partecipare alla vita della parrocchia dove risiedono? Perché un "percorso di iniziazione" che non è un movimento, come loro ci tengono a precisare, non ha l'intento di "trattenere" in sé i suoi fedeli, ma ha l'intento solo di "formare" dei fedeli per poi lasciarli andare al termine della loro formazione. Quindi non dovrebbe servire realizzare una liturgia a parte, proprio perché al termine della loro formazione questi nuovi cattolici dovrebbero ritornare nella vita parrocchiale ed essere nuova linfa di fede. Si ha una liturgia propria invece se si è un movimento o un'associazione, in cui lo scopo è appunto riunire dei fedeli e mantenerli in gruppo più o meno chiuso (ma questo, almeno sulla carta, dovrebbe essere l'opposto degli scopi del Cammino).

by Tripudio ha detto...

L'intervistatrice di Gennarini, alla radio, ha detto ieri che Gennarini era molto infastidito dal fatto che lei chiedeva ripetutamente come mai il vescovo neocatecumenale non rispondesse personalmente alle questioni.

by Tripudio ha detto...

AL 182: «Invece a volte succede che certe famiglie neocatecumenali, per il linguaggio che usano, per il modo di dire le cose, per lo stile del loro tratto, per la ripetizione continua di due o tre temi, si esibiscono come lontane, come separate dalla società, persino i loro stessi parenti si sentono disprezzati o giudicati da esse.»

Vedi articoli sopra citati.

Anonimo ha detto...

UNA DOMANDA ANCHE A LINO E NON SOLO: QUANTI NEOCATECUMENALI AVEVATE DOMENICA NELLE VOSTRE PARROCCHIE? NOI NESSUNO, E' NORMALE????????

Ruben ha detto...

@byTrpudio 10:49

Infatti nel mondo anglosassone, il giornalismo è molto più incisivo rispetto al nostro, praticamente non esistono "interviste concordate" e, se l'intervistato non da risposte esaurienti, il giornalista lo incalzera' reiteratamente, fino a che risponderà o si infastidira'; come nel caso di Gennarini, appunto.
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Roberto ha detto...

Antonio non e' certo colpa del cammino se nelle parrocchie sono rimasti pochi fedeli.Invece di puntare il dito interroghiamoci sul perche' dello svuotamento delle chiese. Roberto

Lino ha detto...

Sulla didascalia "La 'strana' Sacra Famiglia di Kiko Argüello: Maria, il giovane Kiko e l'Uomo della Sindone"

Nella semiotica cooperativa di Umberto Eco, si chiama intentio operis. Eco applicava il concetto ai testi, ma "ut pictura poiesis" - si fa per dire, nel caso della pittura di Kiko - ed esso è estendibile alla pittura. Intentio operis significa che, oltre le intenzioni dell'autore e del lettore, un'opera ha in sé dei sistemi di significazione oggettivi, che emergono dai rimandi interni all'opera medesima.
Qui abbiamo un san Giuseppe uguale all'Uomo della Sindone, e questi è Cristo. L'opera ci mostra una ereditarietà genetica, una somiglianza mai proposta in iconografia. L'opera, quindi, oltre ogni intenzione/fantasia/invenzione dell'autore e del lettore, è eretica.

by Tripudio ha detto...

Lo sappiamo tutti che le parrocchie sono in crisi.
Ma vi risulta per caso che Nostro Signore abbia detto: "andate, e riempite le parrocchie?"

Lino ha detto...

Già. E Nostro Signore nemmeno ha detto: "Andate, svuotate del tutto le parrocchie e riempite le salette".
Se nelle parrocchie sono rimasti pochi fedeli, mi domando che cavolo ci vanno a fare quando dall'ambone invitano a partecipare alle catechesi iniziali. Potrebbero riempire le salette con le decine di migliaia di "lontani" che convertono nelle missioni nelle piazze :-)

Lino ha detto...

@ 16 maggio 2016 11:24
Io sono andato alle 18,30 di pomeriggio, anonimo, c'erano le Cresime. Ho visto un solo neocatecumenale, un catechista e cantore che ci ha trasportati sulla Merkavah deliziandoci con un canto di Kiko.

Anonimo ha detto...

Famiglie separate e chiuse, e famiglie semplici e aperte: due stili di vita contrapposti, ma se ci fossero anche due correnti di rappresentanza nell'agone pubblico?

Mi spiego meglio, il riferimento è molto concreto: cosa si può dedurre dallo smarcamento di ieri di Gigi De Palo (pesidente Forum Famiglie) da Massimo Gandolfini (NC organizzatore del Family Day)? Nel merito si parlava del referendum costituzionale, ma se ci fosse dell'altro?

Vi siete fatti un'idea dei rapporti tra CNC, Family Day (giornalisticamente inteso come organizzatori del FD), Forum delle Associazioni Familiari, CEI e Curia romana? Mi interessa il vostro parere.

Domenico.

Valentina Giusti ha detto...

Dal mio piccolo osservatorio personale, vedo i forum delle famiglie (e CEI) a sinistra, gli altri a destra, ma non so se è un fenomeno generalizzato.

psyco ha detto...

NOTIZIE DA GUAM : vescovo neocatecumenale annuncia querela contro Tim Rohr :

http://www.junglewatch.info/2016/05/apuron-et-al-this-demonstrates-that.html

Chuck White ha detto...

OT: Notizie da Guam 17 Maggio. (in inglese)

Chuck White ha detto...

OT: NOTIZIE DA GUAM: L'uomo accusa Arcivescovo Apuron di abuso sessuale:
http://www.guampdn.com/story/news/2016/05/16/man-alleges-archbishop-molested-him/84469094/

Valentina Giusti ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Valentina Giusti ha detto...

Chiedo ai lettori del blog se, sinceramente, conoscono altre realtà nella Chiesa a cui appartengano famiglie così come descritte da papa Francesco (in particolare per la ripetizione dei temi e l'allontanamento rispetto ai familiari).
Fermo restando che non tutte le famiglie del Cammino sono così, resta il fatto che solo in comunità, nelle famiglie 'credere obbedire e combattere', ho ravvisato queste caratteristiche.
Se si prova che il papa proprio il modello di famiglia neocatecumenale intendeva stigmatizzare, e non in un discorso fatto a braccio, ma in un'esortazione che, voglia o no, orienterà il magistero della Chiesa, credo che non si potrà non tenerne conto, soprattutto quando si sostiene 'il papa ci approva'.
Il papa, questo papa, in un documento di non poco peso, ha condannato le famiglie in serie prodotte e costruite con troppa faciloneria dal cammino.
Impossibile non tenerne conto, ora e per il futuro.

Ruben ha detto...

@Valentina Giusti oggi ore 09:43
Infatti Kiko immediatamente, ha ringraziato il Papa per l"Amoris Laetitia" e, quando Kiko "ringrazia", c'è sempre puzza di bruciato, traduzione:

-Caro Papa, sull'Esortazione ci puoi scrivere quello che pare a te, che io continuo a fare quello
che mi pare a me-

---

Lino ha detto...

No, Valentina, non credo che ne esistano. Ci sono due definizioni che abbinate caratterizzano la famiglia neocatecumenale e non altre: "per il linguaggio che usano" e "per lo stile del loro tratto". Questo caratterizza tutte le famiglie neocatecumenali. Lo "stile del tratto" è lo stile caratteriale distintivo di una persona, ma è anche un concetto estetico: il neocatecumenale si fa riconoscere dalla estetica. In relazione al linguaggio, assolutamente non penso che esistano altri movimenti cattolici che ne abbiano elaborato uno proprio così articolato, con espressioni gergali e nuovi significati assegnati a vocaboli e a nomi (Giuda, Faraone, fico sterile, altro). E' la questione del simbolo, sulla quale insisto sin dal primo momento nel quale sono incappato nel CNC, e del "linguaggio speciale del gruppo".

pietro ha detto...

Guardo due Tre cose, mi interrogo e giro la domanda.
la situazione reale della famiglia oggi in Italia.....come viene trattata dalla politica e le ultime leggi approvate.

La situazione delle famiglie dentro la Chiesa.....quale sia il ruolo effettivo e non percepito, quale sia (anche se non mi piace parlare di numeri) la percentuale reale delle famiglie impegnate e non.
Posso portare quello mio, dove su circa undicimila parrocchiani i frequentanti sono duecento, con periodi di cento, (freddo caldo) di cui circa sei/otto famiglie con la media di un figlio a famiglia.

Infine, quello che scrivete voi, che a volere assimilare a cabaret sarebbe solo un'offesa al cabaret.

Quindi sarete così saggi da rispondere? Nel pensiero del Papa dove avete letto neocatecumenale? Come mai non avete espresso una parola sulle leggi ultime? Quale è la percentuale delle famiglie nella vostra parrocchia? Avete soluzioni che possono aiutare le famiglie oggi? Quale soluzione proponete verso il cammino neocatecumenale?

Rispondere Prego, altrimenti chiudere il foro abbellito da denti ma totalmente inutile

Valentina Giusti ha detto...

Scrive Ruben:
Infatti Kiko immediatamente, ha ringraziato il Papa per l"Amoris Laetitia" e, quando Kiko "ringrazia", c'è sempre puzza di bruciato, traduzione:

-Caro Papa, sull'Esortazione ci puoi scrivere quello che pare a te, che io continuo a fare quello
che mi pare a me-


Sono d'accordo al 100%, Ruben!
Kiko e i suoi sostenitori hanno subito colto i contenuti polemici dell'esortazione e, come sempre, ringraziano, addirittura pretendendo di interpretare il reale pensiero del papa ed emanando una nota esplicativa, così come fa il Vaticano dopo ogni intervista al volo di Francesco.
Se quello del papa fosse un attacco ingiusto e costoro seguissero il precetto evangelico, dopo questo manrovescio, dovrebbero presentarsi apertamente per ricevere lo schiaffo sull'altra guancia, e dopo il miglio percorso loro malgrado, dovrebbero farne un altro, per spiegarsi, capire, ricomporre lo strappo, dimostrando d'essere, oltre che cristiani autentici, uomini liberi, coscienti del proprio diritto e in buona fede.
Scelgono, al confronto aperto e leale, lo svicolare fintamente ottuso.
Per questo, anche umanamente, la mia stima per loro è sottozero. Dubito che papa Francesco la pensi diversamente.

Valentina Giusti ha detto...

Grazie, Lino.
Il neocatecumenale si fa riconoscere dall'estetica e dal linguaggio di gruppo, è proprio vero.
Questo papa infatti è una grande contraddizione per loro, perché, con linguaggio spesso simile, veicola concetti e valori diversi.

Simonetta ha detto...

Ogni gruppo, specie se chiuso, ha un suo linguaggio, dove alle parole viene attribuito un significato particolare. Questo avviene, se fate caso, anche nei gruppi di amici, in rappresentanti di una stessa generazione, e così via. E' presente anche in altri movimenti cattolici, ve lo assicuro.

Ad esempio io ho non poca allergia verso il linguaggio ciellino, tutto l'Altro, l'Incontro, l'Avvenimento e cosí via. Per leggere un loro comunicato, spesso negli anni scorsi, adesso non so, ci voleve un vocabolario ciellino-italiano, Italiano-ciellino.
Ä loro onore va però detto che si tratta di parole con un significato senz'altro positivo.
Indicativo l'uso di parole prevalentemente con portato negativo nel Cammino, come Faraone e Giuda.


Mi pare che in generale vanga fatta nel cammino una operazione di hackeraggio, parola dopo parola, stringa dopo stringa, in cui piano piano il codice sorgente viene cambiato con un altro. Prendete ad esempio la parola "famiglia" e l'esempio vi diventerà chiaro. La famiglia viene prima considerata idolo da disprezzare, poi puro mezzo per la loro "evangelizzazione" (anche questa parola sarebbe da discutere).
Uno crede di far partire il programma "Chiesa cattolica", in realtà si installa il programma "Neo" (in quel neo- c'è la chiave dell'Enigma!). L'antivirus c'è, ma finché non viene fatto partire...

Simonetta

Simonetta ha detto...

OT Qualcuno potrebbe per favore tradurre il post di oggi su Crux Santa sulla "sinfonia" di Arguello?
Io ho provato ad ascoltarla e l'unica "sofferenza" era la mia, di "innocente" ascoltatore.
Siccome viene ribattuto spesso che se la musica del cammino non piace è questione di gusti, la recensione di una persona competente può essere di aiuto.
Io purtroppo posso leggere lo spagnolo solo a grandi linee.

Grazie per l'attenzione,

Simonetta

by Tripudio ha detto...

Rispondo al fratello Pietro:

il fedele cattolico ha come primissima urgenza quella di salvarsi l'anima (il che comporta conoscere bene e vivere bene le verità di fede e i sacramenti - cose che non avvengono nel Cammino, dove le prime e i secondi vengono inquinati da una catasta di madornali errori teologici e liturgici, mettendo così a rischio la salvezza e la vita di fede).

Il voler migliorare la società, è una conseguenza di questo, non una "necessaria permessa".

Il miglioramento delle percentuali di natalità e delle statistiche delle famiglie, è un risultato aggiuntivo e del tutto involontario della vita cattolica, non una "condizione indispensabile" senza la quale la fede non sarebbe vissuta.

Quanto alle "famiglie numerose", le vediamo in tutti gli altri movimenti ecclesiali (compresi quelli tradizionalisti), ed anche al di fuori dei movimenti e associazioni. Solo che quelle sono numerose per scelta personale e libera, non per sottile imposizione dei cosiddetti "catechisti". Inoltre tali famiglie numerose non neocatecumenali non si sentono migliori degli altri, non vivono la superbia di un esclusivismo spirituale, non vanno insinuando nelle interviste che i propri figli sarebbero un frutto di conversione dovuto al movimento ecclesiale di cui fanno parte, e soprattutto non vanno vantandosi di robe tipo "quindici figli di cui quattordici parti cesarei e di cui dieci figli in cielo".

Il pensiero del Papa, anche se per assurdo non avesse pensato al Cammino, si applica perfettamente alla mentalità neocatecumenale. Nonostante tutte le critiche che si possono fare alla Amoris Laetitia, non si può negare che il Papa abbia rivolto una critica esattamente mirata al tipo di mentalità che si vive nel Cammino Neocatecumenale.

sandavi ha detto...

Come mai non avete espresso una parola sulle leggi ultime?

Delle leggi ultime si è già parlato nello spazio commenti, ma tu vieni qui leggi due o tre interventi (come tu stesso dici) e poi spari sentenze. A che serve?
Voi pensavate di cambiare l'Italia coi numeri gonfiati, di fermare poteri ben più grandi di voi con una manifestazione di piazza, e vi siete ritrovati esattamente con la legge che credevate di bloccare perché non avete capito che l'obiettivo era quello sin dal principio, che la "stepchild adoption" era solo uno specchietto per le allodole e che probabilmente nelle remote stanze dei bottoni gli stessi organizzatori del Family Day avevano già raggiunto un pacifico accordo per eliminare quella norma e tenersi il resto. Gli ingenui siete voi, Pietro, che, accecati dal vostro megaleader avete perso il senso della realtà.

Quale è la percentuale delle famiglie nella vostra parrocchia?

Ma come? Tu non fai parte del movimento che dovrebbe essere lievito della società? Non è Kiko che dice che non servono i numeri, che basta poco per cambiare tutta la società, per far "lievitare la massa"? Che una sola luce illumina tutti? E ora vieni qui a chiedere e cianciare di numeri? Ad ogni modo nella mia Parrocchia le famiglie con genitori sui 40 anni come me sono più o meno la metà e riempiono la Chiesa tutte le domeniche.
Nel tempo di Pasqua la nostra Parrocchia ha celebrato oltre 100 prime comunioni.

Avete soluzioni che possono aiutare le famiglie oggi?

C'è una sola cosa che può rendere viva e salda una famiglia, ed è la Fede Cattolica vissuta nella sua integralità. Pregare insieme, vivere insieme i Sacramenti, trasmettere la Fede. Il che non passa attraverso il Cammino che inventa un fare, fare, fare, fare e trasmette Liturgia illecita e catechismo inquinato dagli errori del giovane Kiker.

Quale soluzione proponete verso il cammino neocatecumenale?

Andate alla Messa della Domenica e abbandonate la "liturgia" del Sabato Sera, eliminate le pagnotte, ripristinate l'altare cattolico, eliminate il parolame inutile, usate il Catechismo della Chiesa Cattolica, finitela con gli scrutini che invadono la coscienza, istruite alle pratiche cattoliche dal primo anno di cammino.
Fate questo e vedrete miracoli.

sandavi ha detto...

Il guaio è che molte famiglie vivono una specie di finzione, vivono la "famiglia cristiana" per decreto.
Giusto ieri chiacchierando con mia moglie discutevamo della situazione paradossale di una famiglia numerosa della nostra ex-parrocchia, neocatecumenali convinti al limite del fanatismo, che vivono come terremotati in casa propria. Non hanno problemi economici, mancano proprio le basi psicologiche, fisiche e morali per condurre una famiglia numerosa. E' la classica famiglia d'imposizione. I genitori non si amano, e si vede, lei è depressa e non si cura né della casa, né della famiglia, se non per gli obblighi fondamentali ma vissuti con continuo dolore. Hanno rischiato separazione e divorzio già tre volte, il tutto interpretato come "croce" da sopportare e non conseguenza del proprio atteggiamento e fallimento.
I figli, specialmente i primi due, sono messi sotto pressione per quanto riguarda la partecipazione al cammino, costretti a farne parte a forza (alla faccia della libertà tanto sbandierata in cammino) e non ne capiscono più il senso perché vivono questa dualità fra ciò che viene predicato solo a parole e ciò che vedono in famiglia.
E' un disastro ed è un disastro generato dal Cammino, nel quale i due si sono conosciuti, e si sono sposati, falsamente.
E' tutta ipocrisia, facciata.

Un paio di settimane fa un'altra famiglia di fanatici è stata assegnata con la solita cleromanzia della "merkvah" alla Costa d'Avorio, in piena Africa Nera.
Ora dico io , ma Kiko si rende conto (lui che non è sposato, lui che non ha figli) che manda delle famiglie a rischiare la vita per il cammino? In paesi instabili, a rischio di guerra e violenze, a rischio malattie mortali, a povertà?

by Tripudio ha detto...

Dove sono tutti quei neocatecumenali che erano improvvisamente diventati campioni di garantismo e che correvano qui infuriati a scrivere che il vescovo neocatecumenale non era accusato di alcunché?

Il vescovo neocatecumenale di Guam è stato accusato. Pubblicamente. Con nomi, cognomi e date. E conferme da parte dei parenti della vittima. Sono seguìte conferenze stampa e articoli sui giornali, dopo la lettera personale inviatagli personalmente da una delle sue vittime.

L'avvocato della vittima di molestie dice che per il momento non hanno ancora denunciato formalmente alle autorità l'arcivescovo neocatecumenale, poiché sanno che quest'ultimo userebbe i fondi della diocesi per difendere sé stesso.

Intanto, in pieno spirito neocatecumenale, il vescovo neocatecumenale "alza la posta" accusando la vittima di menzogne. È esattamente il modo per intendere che vuole che la faccenda venga affrontata in tribunale. Secondo voi i vari Gennarini e i vari "super-catechisti" del Cammino permetteranno che il prestigio del Cammino subisca una clamorosa incrinatura?

Brevi aggiornamenti di oggi:

- dai giornali: presbitero neocatecumenale portavoce della Curia di Guam afferma che le accuse sarebbero "100% false";

- dai giornali: arcivescovo neocatecumenale afferma che gli accusatori non avrebbero prove;

- dai giornali: arcivescovo neocatecumenale minaccia di azioni legali l'autore di Jungle Watch per la questione della proprietà del seminario neocatecumenale;

- breve rassegna stampa di Guam sulla vittima dell'arcivescovo neocatecumenale;

- breve rassegna stampa degli USA sullo stesso argomento;

- dalla stampa: altri articoli in risposta alla domanda: "perché denunciarlo solo adesso?"

- copia della lettera che la vittima di molestie ha inviato al molestatore arcivescovo neocatecumenale;

- dalla curia di Guam: comunicato stampa che in nome del Papa e dello Spirito Santo respinge tutte le accuse;

- in un breve video, l'arcivescovo neocatecumenale dichiara false tutte le accuse;

- altri casi di preti pedofili emergono non lontano, alle isole Hawaii, dove la Chiesa ha già sborsato 20 milioni di dollari di risarcimento in una ventina di casi;

- prevedibili reazioni dei fratelli del Cammino Neocatecumenale: insulti, mistificazioni, vittimismo...

Ruben ha detto...

@sandavi oggi 12:45
Sempre in riferimento alle famiglie in missione, eccezion fatta per l'Etiopia, dove sa già, che non riuscirà mai ad entrare per le radicate tradizioni Copto-Cattoliche e Copto-ortodosse.
Prova magari a dare un'occhiata ai Pil pro capite delle nazioni destinatarie delle "missio", sono
tutte, Cina in primis, degne del massimo rispetto: ovvero nel momento in cui Kiko legge un Pil pro capite, automaticamente il 10% è suo
---

Lino ha detto...

Simonetta ha detto... "Ogni gruppo, specie se chiuso, ha un suo linguaggio, dove alle parole viene attribuito un significato particolare. Questo avviene, se fate caso, anche nei gruppi di amici..."
Sì, Simonetta, ma questo al massimo configura una serie di termini "esoterici" (vale anche per i poeti quando dicono sineresi o dieresi oppure enjambement), non intende un linguaggio del tipo newspeak orwelliano. Per esempio: nel linguaggio del Cammino si osserva una diminuzione del numero di verbi che utilizzano, generalmente ridotti al verbo "fare". E questo è significativo della preminenza che è dato all'agire comunitario. Nel caso dei ciellini che hai citato (l'Incontro, l'Avvenimento) esiste corrispondenza con il significato ordinario. Concordo per il resto: nel Cammino c'è trasformazione del codice sorgente, il significato ordinario del significante viene mutato in altro significato. E la cosa non è di poco conto perché la riduzione del numero di vocaboli e la loro trasformazione, generalmente sinonimica, determina una limitazione dei pensieri che si possono ideare. Basta leggere l'incipit di Pietro 17 maggio 2016 11:17 (che casca a fagiolo ) per rendersene conto: "Guardo due Tre cose...". Ha perfettamente ragione: la riduzione del linguaggio è causa della riduzione del numero di cose che si possono guardare. Infatti: se togliamo ai neocatecumenali due o tre argomenti dei quali possedendone i campi semantici parlano, ci ritroveremo a discutere con i muti.

Simonetta ha detto...

@Lino

Guardare e fare sono proprio due verbi giusti.
Per "guardare" una neo-estetica occorre "fare" una neo-lingua!

Simonetta

Lino ha detto...

P.S.
Mi spiego meglio, per Pietro. Il Newspeak neocatecumenale è un sistema linguistico arbitrariamente elaborato dai fondatori e dai catechisti del CNC. Nel Newspeak neocatecumenale ogni termine, ogni simbolo, ogni pericope dei Vangeli assume quale significato unico quello più aderente alla dottrina di Kiko. Se Kiko dice "pietruzza dell'apocalisse = cristallo di sale", "fango sul cieco nato = schifezza del peccato", "olio delle vergini = conoscenza di se stessi acquisita negli scrutini", il criterio interpretativo è condivisibile soltanto all'interno del Cammino. Questo, linguisticamente, fa del Cammino una sorta di Socing.

Anonimo ha detto...

Sinceramente credo che se qualcuno di voi si rivolgesse col termine "Giuda" al qualunque del popolo, difficile che costui non capisca che gli si sta dando del traditore. Certamente non è una bella espressione, ma a non essere bello non è il termine, che anzi vuole sostituire con un nome di traditore la parola stessa, traditore, ma il concetto in sé. Non ho sentito, in dieci anni di cammino, il riferimento con le parole che dite, né in comunità né dai catechisti, non più spesso (e quindi raramente) dell'uso che se ne fa in italiano, mica si sta sempre a parlare di tradimenti e "faraoni": A proposito di questo, il termine come appellativo l'ho imparato qui, il che la dice lunga, almeno per me, sulla sua diffusione, cosa starebbe a indicare?
L'esortazione del Papa in più punti manifesta chiaramente lo stile di Francesco, che ha anche nel parlato, di riferirsi a pensieri e parole che lui evince, ma di cui non dichiara la fonte: Esempio, dice "non si può più dire che chi vive in situazioni irregolari vive in peccato mortale" ma questo, a detta di un teologo domenicano, non è mai stato detto da nessuno, nella chiesa, né dal magistero, per cui probabilmente si riferiva a qualcuno altro, e ha voluto ribadire il magistero della chiesa; ma queste parole sono state lette male da certi ambienti, molto diffusi.
Come penso siano state lette male le parole, esistenti, del Papa, ma che vanno contestualizzate, e soprattutto, attenzione a non utilizzarle come un oroscopo: "stamattina un leone vi farà del male", che può voler dire uno del segno del leone, un leone vero, un uomo col tatuaggio del leone, ecc.. mancando una base empirica di riferimento.
Le parole del papa sono un monito e una guida per tutti, camminanti e non.
Piero

Simonetta ha detto...

@Piero

Ciao, non ti fissare ti prego sulle parole Giuda e Faraone, erano solo esempi, forse nemmeno i più felici.
Ho notato del resto che molti del cammino quando replicano si fissano sui particolari e perdono di vista il quadro d'insieme. Succede quando viene toccato quel che si ha di più caro e li capisco, anche se non li approvo.
Forse il mio pensiero ti sarà più chiaro se leggi quanto scritto in risposta a me da Lino, che sa essere molto più pedagogico della sottoscritta.

Per la seconda parte del tuo messaggio, perdonami ma non ho capito molto, proprio a livello di grammatica italiana.
Ad ogni modo ti invito a non nasconderti, come piace a molti, dietro al fatto che a volte le parole del papa sono state spesso malinterpretate. Qui sono nero su bianco e facilmente consultabili anche sul sito del Vaticano.
Che siano guida per tutti non ci piove, su questo siamo d'accordo.

Simonetta

Lino ha detto...

@ Piero ha detto: "Non ho sentito, in dieci anni di cammino, il riferimento con le parole che dite, né in comunità né dai catechisti..."

"C'è, infine, un terzo cerchio, un terzo gruppo di fratelli. Sono quelli che vivono nella menzogna, che hanno sempre mentito a se stessi. Sono quelli in cui Satana agisce con una forza reale. Ma non perché siano cattivi e ne abbiano colpa, ma forse perché è toccato loro, per un qualsiasi motivo, su cui noi non indagheremo. Sono forse i più ricchi umanamente, i più intelligenti (Giuda era il più intelligente degli apostoli, per questo teneva la borsa). Sono quelli che non sopportano la comunità. Questa missione è molto importante, perché senza Giuda non c'è mistero di Pasqua di Gesù. E se voi siete chiamati ad essere Gesù Cristo dovete avere il vostro Giuda" (Or. Equipe dei catechisti per la fase di Conversione, p. 89).

Come puoi leggere sopra, Piero, il concetto di Giuda è un pochino sostituito: i giuda sono quelli che non sopportano la comunità, necessari per la tua salvezza, i tuoi fratelli più intelligenti, più ricchi umanamente. E a dirtelo non è un semplice catechista, bensì il sommo catechista, l'iniziatore. Continua a frequentare il blog, Piero, imparerai il resto ma non da me (evito sempre di dire "io... io... io, da me... i miei") bensì dalla voce del tuo fondatore, pedissequamente trascritta.

Lino ha detto...

P.S.
Ora, naturalmente, Piero ci riferirà qual è la "base empirica di riferimento" per il Giuda definito da Kiko come nella citazione sovrastante. Voglio sperare che Piero non la identifichi nel Vangelo :-)

zagor58 ha detto...

per danilo

Paolo VI sentiva già il fetore di satana .
La decima la verso nelle forme che ritengo opportune e di volta in volta a chi mi da fiducia di farne un uso oculato e non personale.
non è che vi posso mantenere a fare la bella vita in alberghi a cinque stelle ...e altro.


07/12/1965
Paolo VI discorso di conclusione al CONCILIO VATICANO II (stralcio)

…….L’umanesimo laico profano (movimento ncn? ndr) alla fine è apparso nella terribile statura ed ha, in un certo senso, sfidato il Concilio. La religione del Dio che si è fatto Uomo s’è incontrata con la religione (perché tale è) dell’uomo che si fa Dio.


IX ANNIVERSARIO DELL'INCORONAZIONE DI SUA SANTITÀ
OMELIA DI PAOLO VI
Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo
Giovedì, 29 giugno 1972


………Riferendosi alla situazione della Chiesa di oggi, il Santo Padre afferma di avere la sensazione che «da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio». C’è il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto. Non ci si fida più della Chiesa; ci si fida del primo profeta profano (KIKO? ndr) che viene a parlarci da qualche giornale o da qualche moto sociale per rincorrerlo e chiedere a lui se ha la formula della vera vita.

saluti

15 maggio 2016 10:29 Elimina

zagor58 ha detto...


buonasera .
contraddire i neocatecumenali è facile come ha detto paolo VI dopo il concilio vaticano secondo " il fumo di satana è entrato nella chiesa....." chi sarebbe satana se non le varie sette che sono venute dopo ?
la mia fede mi è stata trasmessa dai miei genitori , quindi tutti quelli che vengono dopo , sono "fumo di satana".
saluti

sandavi ha detto...

Non ho sentito, in dieci anni di cammino, il riferimento con le parole che dite, né in comunità né dai catechisti, non più spesso (e quindi raramente) dell'uso che se ne fa in italiano, mica si sta sempre a parlare di tradimenti e "faraoni":

In uno degli schemi delle catechesi iniziali il cerchio più esterno è etichettato come "GIUDA" nero su bianco. Si riproduce in saletta ed è nel "mamotreto"

Disegnino inquietante (cliccami)

Anonimo ha detto...

La citazione del mio intervento prosegue con "non più spesso di quanto avviene nella lingua italiana", non potendo affermare di non aver mai sentito in assoluto. Ritengo ammissibile e anche normale, l'utilizzo di termini riassuntivi di un concetto: Avviene anche nel giornalismo, e a volte risalire alla fonte originaria è difficile, per chi non segue costantemente. Come puoi vedere, dal fatto che in buona fede ho definito "giuda" nel significato di traditore, l'utilizzo di termini sostitutivi di Concetti più complessi di una parola (almeno le due riportate da voi, giuda e faraone) è così diffuso e invalso nel cammino che io, in cammino da dieci anni, con la famiglia in comunità da decenni, e pure attento a queste cose, ne ignoravo la definizione. Mah...ovviamente non ti fiderai, ma da parte mia sono sincero, delle catechesi iniziali ricordo assai poco, qualche episodio, parola che mi ha colpito...
Piero

Antonio ha detto...

Sandavi, sandavi se solo tu avessi fatto esperienza seria di Spirito Santo, forse riusciresti a capire che le famiglie in partenza non vanno perche' sono plagiate ma c'e' qualcosa di piu. Ti posso assicurare che le famiglie che sono partite della mia parrocchia sono contentissime e parliamo di famiglie partite tanto tempo fa addirittura una piu' di vent'anni. Mi spiace che tu posso minimamente pensare che vadano sotto plagio e poi ci rimangano per tanto tempo. Ma e' un problema di tutti i frequentatori del blog che cercano sempre di "umanizzare" le cose del cammino senza minimamente pensare che c'e' qualcosa che va al di la'del ns modo di pensare ampiamente predicato da Cristo nei vangeli.Antonio

Ruben ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

"che vivono come terremotati in casa propria. Non hanno problemi economici, mancano proprio le basi psicologiche, fisiche e morali per condurre una famiglia numerosa"

esattamente
In piu' ci metterei che i genitori neocatecumenali,non avendo tempo materiale (per via dei vari impegni sempre piu' pressanti con l'andare avanti nel "cammino") da dedicare ai figli e alla casa,lasciano le cose andare da se...tanto c'è il Signore che tiene la mano sulla testa ai figli.

In poche parole: deresponsalizzazione.

Antonio ha detto...

Grazie per aver rifiutato il mio intervento.Quando la volpe non arriva all'uva dice che e' acerba. E' inutile siete proprio dei signori. Antonio

Anonimo ha detto...

PER KIKO ARGUELLO E I SUOI SEGUACI: 1 Papa Benedetto XVI, nell’omelia durante la celebrazione del Corpus Domini, ha messo in guardia i fedeli da quella «interpretazione unilaterale del Concilio Vaticano II» che «aveva ristretto l’Eucaristia al momento celebrativo». È «importante riconoscere la centralità della celebrazione, in cui il Signore convoca il suo popolo», ma «l’accentuazione pur giusta posta sulla celebrazione dell’Eucaristia è andata a scapito dell’adorazione».

Non è un problema teologico, le conseguenze di questa riduzione non sarebbero secondarie. Anzi, «questo sbilanciamento ha avuto ripercussioni anche sulla vita spirituale dei fedeli. Infatti, concentrando tutto il rapporto con Gesù Eucaristia nel solo momento della Santa Messa, si rischia di svuotare della sua presenza il resto del tempo e dello spazio esistenziali». Dio rimarrebbe presente nella Messa, ma non si farebbe esperienza di lui fori dalle mura delle chiese, perdendo «il senso della presenza costante di Gesù in mezzo a noi e con noi, una presenza concreta, vicina, tra le nostre case, come “Cuore pulsante” della città, del paese, del territorio con le sue varie espressioni e attività. Il Sacramento della Carità di Cristo deve permeare tutta la vita quotidiana».
L’adorazione eucaristica è necessaria per vivere a pieno l’Eucarestia nella Messa perché stare «in silenzio prolungato davanti al Signore presente nel suo Sacramento, è una delle esperienze più autentiche del nostro essere Chiesa, che si accompagna in modo complementare con quella di celebrare l’Eucaristia, ascoltando la Parola di Dio, cantando, accostandosi insieme alla mensa del Pane di vita». Benedetto XVI ha poi spiegato perché «comunione e contemplazione non si possono separare». Si comunica davvero con Gesù come si fa con un’altra persona: «Devo conoscerla, saper stare in silenzio vicino a lei, ascoltarla, guardarla con amore. Il vero amore e la vera amicizia vivono sempre di questa reciprocità di sguardi, di silenzi intensi, eloquenti, pieni di rispetto e di venerazione, così che l’incontro sia vissuto profondamente, in modo personale e non superficiale». Quindi se manca questa dimensione che ritroviamo nell’adorazione Eucaristica, «anche la stessa comunione sacramentale può diventare, da parte nostra, un gesto superficiale. Invece, nella vera comunione, preparata dal colloquio della preghiera e della vita, noi possiamo dire al Signore parole di confidenza».

Anonimo ha detto...

PER KIKO E I SUOI SEGUACI 2 Il Papa ha voluto chiarire che l’interpretazione «secolaristica degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso», accentuando il fatto pur vero che il «centro del culto ormai non sta più nei riti e nei sacrifici antichi, ma in Cristo stesso», ha portato a pensare «che il sacro non esista più». Ma pensare questo è un errore, perché se è vero che «non basta l’osservanza rituale, ma si richiede la purificazione del cuore e il coinvolgimento della vita», incarnandosi Dio dà all’uomo un’importanza ancora maggiore. Cristo ha scelto come metodo di comunicazione una forma umana «per comunicarsi, finché siamo in cammino nel tempo. Si serve ancora di segni e di riti che verranno meno solo alla fine, nella Gerusalemme celeste, dove non ci sarà più alcun tempio». Benedetto XVI ha poi spiegato, ancora con due immagini, i danni che questo pensiero può recare ai fedeli: «Se, per esempio, in nome di una fede secolarizzata e non più bisognosa di segni sacri, venisse abolita questa processione cittadina del Corpus Domini, il profilo spirituale di Roma risulterebbe “appiattito”, e la nostra coscienza personale e comunitaria ne resterebbe indebolita. Oppure pensiamo a una mamma e a un papà che, in nome di una fede desacralizzata, privassero i loro figli di ogni ritualità religiosa: in realtà finirebbero per lasciare campo libero ai tanti surrogati presenti nella società dei consumi, ad altri riti e altri segni, che più facilmente potrebbero diventare idoli. Dio, nostro Padre, non ha fatto così con l’umanità». Si è abbassato senza paura fino alla sua creatura e così «ha mandato il suo Figlio nel mondo non per abolire, ma per dare il compimento anche al sacro». Nell’ultima cena, infatti, «Egli pose se stesso al posto dei sacrifici antichi, ma lo fece all’interno di un rito, che comandò agli Apostoli di perpetuare, quale segno supremo del vero Sacro, che è Lui stesso. Con questa fede, cari fratelli e sorelle, noi celebriamo oggi e ogni giorno il Mistero eucaristico e lo adoriamo quale centro della nostra vita e cuore del mondo. SERGIO

zagor58 ha detto...

sabato 17 aprile 2010
Padre zoffoli al direttore di Radio Maria Padre Livio filo-neocatecumenale

http://freedom-nonpraevalebunt-freedom.blogspot.it/2010/04/padre-zoffoli-al-direttore-di-radio.html

interessante ed illuminante , tra le altre cose pade Zoffoli dice che in virtù del sacramento della cresima il cristiano ha il dovere di confutare le eresie che di volta in volta in volta si palesano ed il cammino è una di queste.

Anonimo ha detto...

daAMORIS LAETITIA L’insegnamento della Chiesa «aiuta a vivere in maniera armoniosa e consapevole la comunione tra i coniugi, in tutte le sue dimensioni, insieme alla responsabilità generativa. Va riscoperto il messaggio dell’Enciclica Humanae vitae di Paolo VI, che sottolinea il bisogno di rispettare la dignità della persona nella valutazione morale dei metodi di regolazione della natalità SCUSATE MA DI CHE RINGRAZIA KIKO?

l'apostata ha detto...

@ Pietro

"...dove su circa undicimila parrocchiani i frequentanti sono duecento, con periodi di cento, (freddo caldo) di cui circa sei/otto famiglie con la media di un figlio a famiglia..."

Come hai fatto ad intervistarli tutti? Fatti assumere subito dall'ISTAT!

Però c'è qualcosa che non funziona.

Sankiko: “Grato al Papa! Le missio ad gentes? Una ‘bomba’ in Cina e Europa” (vedi Zenit).

Mi spieghi perché una famiglia neocat è "una bomba" tra un miliardo di Cinesi mentre duecento cristiani della domenica praticanti non servono a niente in un quartiere?

E come mai Sankiko lamenta che in Spagna ci sono seicento divorzi al giorno? Allora le tante comunità neocat spagnole che cosa hanno combinato in quarant'anni?

Come mai, Pietro?

Come hai scritto tu: "Rispondere Prego, altrimenti chiudere il foro abbellito da denti ma totalmente inutile."

Ruben ha detto...

OT:
Ho notato ultimamente un crollo verticale(cancellazioni), dei siti fb del Cammino, in tutto il mondo; riscontrate anche voi la stessa cosa?
Fine OT.
---

sandavi ha detto...

Il disastro di Guam ha raggiunto proporzioni paurose. Deprimente. Potevano Pius Sammut e Gennarini non sapere?

Lino ha detto...

@ Sandavi
Sì, lo schema è esplicativo delle tre specie umane esistenti. La parte interna, quella con il sale, è simile alla parrocchia disegnata come comunità di comunità, quella mostrata al Papa sul tabellone cerchietti e pallini in una udienza. Il primo cerchio di persone sono quindi le comunità esistenti, chiamate a illuminare, a salare noi tiepidi cristianucci del secondo cerchio esterno alla "Chiesa" di Kiko. Nel terzo cerchio ci sono i Giuda, quelli dei quali Piero non ha mai sentito parlare in dieci anni di Cammino. Tutti, però, si salvano. Perché mai si dovrebbe perdere il Giuda, necessario per salvare il fratello, il povero Giuda che non ha colpa e non è cattivo, semplicemente è intelligente e soggiogato da Satana?

Appena una settantina di anni fa sarebbe bastata la catechesi del sale per far scomunicare Kiko e i suoi sodali.

Ruben ha detto...

Da CruxSancta,

spizzatevi Kiko "Direttore d'Orchestra":

https://www.youtube.com/watch?v=-ic9iijFg10
---

Lino ha detto...

Piero ha detto: "delle catechesi iniziali ricordo assai poco, qualche episodio, parola che mi ha colpito..."

Eri disattento Piero, oppure intenzionalmente superficiale, perché a differenza di altri non mi pare che ti manchino abilità di comprensione e spirito dialettico per confrontare. Siccome le catechesi iniziali in Italia ovunque sono uguali alla virgola dai primi anni 'settanta, mi meraviglio che tu non sia rimasto colpito dalla manata di fango/peccato (paff!) che Kiko fa scagliare da Gesù sul cieco nato, oppure dal disegnino che cancella diciassette secoli di cattolicesimo. Hai una vita davanti per rimeditare il tutto, però. Un tutto che in gran parte già sta nelle catechesi iniziali: puoi sempre riascoltarle o leggerle.

Pietro ha detto...

Rispondere io rispondo, la mia educazione me lo impone, purtroppo tutto poi passa dal tubo digerente della vostra censura che se la risposta è idiote la pubblicate se vi mette in difficoltà va nel cestino.

Quindi io non censisco nessuno, mica sono un osservatore.....mi limito a vivere la parrocchia, e non ci vuole la palla di vetro per vedere quanta gente c'è, quante sono le coppie ( si presume sposate) e quanti bambini hanno, In trent'anni concedimi questo.

Tutto il resto che dici tu non c'entra un piffero, Kiko la Spagna la Cina, per questo avremo tempo di parlarne in appresso quando parte dei vostri figli (speriamo nessuno) non varcherà la soglia delle chiese, come oggi succede nel 95 per cento dei casi.

Anonimo ha detto...

Per Simonetta h 12,11
Ebbi modo di ascoltare la sinfonia di Kiko in tv credendo fosse la colonna sonora del film ben hur .Cioè io ero in un'altra stanza,mentre nella sala della tv stavano trasmettendo il concerto del "sufrimento" da Auschwitz,io credevo che stessero proiettando il film Ben Hur,per me la musica è molto simile in special modo se non ricordo male,l'inizio della sinfonia con la seconda parte della colonna sonora del film. ;)

Poi riguardo alla musica del cammino e la "questione di gusto" basta andanti su You Tube e confrontare le visioni dei canti di Kiko con quelli di Frisina
"Chi ci separerà" di Kiko 7.200 visioni di Frisina 440.721 visioni
"Shemà Israel" Kiko 7.202 Frisina 157.123
e così via.
Nel campo musicale la Nueva Estetica" proprio non attacca

Anonimo ha detto...

Ringrazio per le parole gentili. Certo, quella dei ciechi la ricordo bene, soprattutto perché viene riportata nelle domeniche di evangelizzazione, e mi colpisce sempre molto. Il disegnino me lo avete ricordato in questo blog, sarebbe bello riascoltare tutto, ma ogni cosa a suo tempo. Forse tra voi del blog, e capita a tutti gli "analisti" di una materia, vi parrà strano, ma molto aspetti che mettete in evidenza tratti dal direttorio catechetico, tra cui questo di giuda, sono come obiter dictum, passano via e molti, se non sono catechisti, non se li ricordano più. Testimonio poi ciò che ho visto spesso: Pagine intere e paragrafi del direttorio cancellati con un segno di penna, quindi molte parti saltate. Testimonio anche, in riferimento a ciò che salta fuori spesso, che nei nuovi volumi del direttorio, compare la dichiarazione "conforme con l'originale depositato presso il pontificio istituto per i laici" a firma del cancelliere, o segretario, uno spagnolo, con timbro del Pro Laicis. Non è una pubblicazione, ma fa fede la sottoscrizione della conformità tra lo scritto e il depositato, e tra il depositato e l'approvato, e tra l'approvato e l'esaminato.
Piero

Anonimo ha detto...

Pietro, che cosa vuoi dire che i figli di Israele quando sono grandi non abbandonano la chiesa?

Ah ah ah ah,
La maggior parte dei vostri figli anche quelli di supere katekisti per lo meno nella mia città, raggiunta la maggiore età, quando non sono più sotto il giogo dei genitori scappano dalle salette e li fanno contenti solo nelle grandi occasioni,somigliano molto ai figli degli Amish

Se oggi le parrocchie sono vuote per me la colpa è dei parroci oggi tutto fanno all'infuori della loro vocazione,vanno dietro al mondo,alla politica,alle moto alle auto,alle donne.Invece di stare in parrocchia vivere la parrocchia,hanno i loro uffici in vescovado (cosa che potrebbero fare benissimo i laici)conferenze di qua conferenze di la, una due tre lauree,lasciando le parrocchie deserte.
Non credere che i parroci nc e filo nc siano esenti,davanti casa mia ne passano due correndo ogni giorno in tenuta da Jogging, per non parlare delle loro auto......

I giovani li osservano e se le fanno due domande.

Chuck White ha detto...

OT: Titoli del giornale da Guam: "Apuron accusato di molestie"
http://thoughtfulcatholic.com/wp-content/uploads/2016/05/GuamDailyPost_20160518pp1_8.pdf

Anonimo ha detto...

Per conoscere e aver visto quello che dici riguardo mamotreti e direttorio significa che sei un catechista che fa catechesi...quindi non fare confusione nta di non capire, ricordare, ecc..
Tommaso

Anonimo ha detto...

Sono andato a vedere il post suggerito da Simonetta delle h 12,11,

Ho scoperto che oltre ad essere imitatore di tante cose (musica,dipinti,......)
Kiko imita anche il direttore d'orchestra.
Il vero direttore d'orchestra è quello sullo sfondo della foto mentre in primo piano abbiamo Kiko che si atteggia a direttore.
Caspita che orchestra.....addirittura due direttori

Ma siediti Kiko siediti.

Pietro ha detto...

Sempre per educazione;
Dove hai letto che i nostri figli non escono dal cammino? Questo Blog mi sembra un paradosso spazio tempo.....parli di una cosa e rispondete su un'altra.
Se può consolarti, i nostri figli hanno crisi e problemi come è più degli altri.
Ho detto solo che i risultati si vedono alla fine è che ognuno ha il discernimento di vedere i frutti.

Simonetta ha detto...

@anonimo 23:49

A me l'inizio della sinfonia ricorda il suono dello shofar, strumento che ha un significato particolare nella religione ebraica, facendo riferimento anche al sacrificio di Isacco, tema caro al compositore.

C'è un accenno ad un tema musicale, che viene enunciato plurime volte dagli strumenti, anche raddoppiati e triplicati, in vero stile arguelliano, ma senza un vero e proprio sviluppo.
Se questo sia voluto o sia un limite del compositore non so, ma l'effetto è solo quello di "anestetizzare" l'ascoltatore.

Simonetta





Antonio ha detto...

Simonetta ti fa tanto ribrezzo Kiko e i suoi adepti e stranamente ascolti (sicuramente sara' stato un caso) la sua sinfonia. Oh che coincidenza. Capitano sempre a voi!!!!!!!!!! Antonio

sandavi ha detto...

@Antonio/Saverio

se solo tu avessi fatto esperienza seria di Spirito Santo

Spero tu ti renda conto che questo è un giudizio temerario (alla faccia del vostro estremamente ipocrita "non giudicare"), anche molto grave, sulla mia persona e sulla mia vita di fede. Spero, per te, che lo riconoscerai come un peccato grave e vorrai chiederne perdono. A me non mi fa un baffo, ma ti invito a riflettere su quanto ti sta dando il Cammino, che non sono i frutti apparenti esteriori ma questi frutti interiori, che ti spingono a giudicare il tuo fratello con la lente del catechista neocatecumenale.
Poi, tu dici che sono contente, anche io ne conosco di contente, ma mi sono fatto due domande se sia sincera letizia o felicità forzata dal fatto che non possono fallire. Un ex fratello di comunità è con la famiglia in missione in Danimarca da 13 anni. Come te, non vivendo con loro, li ho sempre visti felici e la cosa mi rendeva felice, per lo meno finché non li ho visti più da vicino e con maggiore attenzione. Il padre davanti a me prese a pugni il figlio maggiore e tutti erano parecchio esauriti. Non è che ci fosse questa fantastica comunione spaziale di cui parlate sempre.
Un'altra famiglia in Perù, presso la quale sono stato ospite, aveva 9 figli e vivevano in una stranissima casa in un quartiere povero di Lima, una casa di quattro piani di 40 mq l'uno. A parlarci sembravano felici anche loro ma poi se osservavi i figli ti accorgevi che gli ultimi due vivevano allo stato brado e si comportavano come se fossero affetti da autismo (pur non essendolo). In casa si parlava solo del Cammino e di quanto fosse buono il Cammino e di come gli avesse salvato la vita. La cosa mi ha messo dentro un senso di tristezza enorme, perché si capiva che non era sincerità ma discorsi preconfezionati. Libero di non crederci, ma questa felicità io non l'ho vista affatto, ho visto l'apparenza della felicità, cioè quello che trovi esattamente uguale in tutte le comunità del mondo. Non significa che non siano brave persone e sincere, ma non mi sembrano persone libere.
Ti racconto un altro aneddoto: anni fa andammo alla convivenza delle famiglie (quelle che si alzano) e poi anche alla convivenza successiva di Kiko (nella quale però non fummo chiamati). Uno dei catechisti regionali nella prima convivenza di "scrematura" dopo aver parlato di libertà per ore nei giorni precedenti, arrivati alla domenica sera chiamò il nome di una coppia che era là per chiedere se volevano andare alla convivenza, o meglio, le parole esatte furono: "se vi mandiamo alla convivenza con Kiko e lui vi sorteggia voi siete disposti a partire?". Loro dopo un momento di riflessione risposero che non ne erano sicuri. Il catechista li trattò malissimo. Non posso farti il nome, per rispetto, ma io ci rimasi molto molto male. Li maltrattò dicendo che dovevano dargli una risposta precisa e per questo risposero di no. Lui voleva spiegarne le ragioni, ma il catechista lo interruppe bruscamente e passò oltre. Fu molto triste.
Dov'è la libertà? C'è vera libertà se esiste una simile pressione? Ecco perché dico che mi sa di plagio, caro Saverio.
Ci sono famiglie estremamente fanatiche, e l'ho imparato da altre famiglie che pure sono state missionarie (purtroppo per voi ho tante di quelle conoscenze in cammino che nemmeno vi potete immaginare, non farei grande fatica a raggiungere Kiko se volessi davvero), fatte di gente normale e razionale che di fronte a certi atteggiamenti da pazzi (tipo non curarsi adeguatamente per "offrire le sofferenze al Signore") si scandalizzavano giustamente. Voi continuate a rifiutare la realtà e a presentare quello che il Cammino non è, e sarà questa la vostra rovina.

sandavi ha detto...

@Pietro
per questo avremo tempo di parlarne in appresso quando parte dei vostri figli (speriamo nessuno) non varcherà la soglia delle chiese,

Sei un ipocrita, anche questo è un giudizio temerario. Dicendo così ci speri, speri un giorno di poter dire "hai visto"? Ma anche questo è uno dei veri frutti del cammino, cioè l'adesione a un modello di stampo calvinista: esci dal nostro gruppo e ti succederanno disgrazie.

sandavi ha detto...

p.s. Saverio, dimenticavo, continuo a pensare che sia da folli portare dei figli piccoli in un Paese africano, dove mancano le strutture di base per vivere una vita normale. Magari andrà benissimo, però vorrei ricordarti di quel padre neocat che morì di malaria (nel XXI secolo... una roba da non credere) e viene venerato come una specie di martire (che non è perché non è morto ucciso per odio alla fede).

Simonetta ha detto...

@Antonio 9:37

Guarda Antonio, non meriteresti risposta, vuoi solo provocare.
A me non fa ribrezzo niente e nessuno, niente di ciò che è umano mi è estraneo.
Io ho ascoltato per curiosità e per interesse musicale, sperando che con un'orchestra qualcosa di bello ne fosse venuto fuori, tu non ascolti nemmeno per sbaglio.

A me non fanno ribrezzo coloro che stanno per gettarsi da un ponte, cerco solo di convincerli a non gettarsi. Altrimenti non scriverei qui, anche se spesso sembra di parlare con dei tabagisti incalliti sui danni del fumo o con dei tifosi che tifano per la loro squadra oltre ogni limite ragionevole.

E con questo finisco, alimentare flames improduttivi non è nell'interesse della verità.

Ti auguro ogni bene,

Simonetta

Lino ha detto...

Piero ha detto: "Forse tra voi del blog, e capita a tutti gli 'analisti' di una materia, vi parrà strano, ma molto aspetti che mettete in evidenza tratti dal direttorio catechetico, tra cui questo di giuda, sono come obiter dictum, passano via e molti, se non sono catechisti, non se li ricordano più"

Sì, Piero, ma così come scrivevo che non dico "io... io... io..." così scrivo che non dico "tu... tu... tu... il catechista... il catechista). Dalle parti di poeti e critici di poesia che ho frequentato per anni si criticava l'opera, non l'autore. E se quei passi che mettiamo in evidenza (non sono passi, né sono incidentali obiter dictum, sono catechesi fondamentali del Cammino, come quella delle vergini stolte secondo Kiko e l'altra del sale qui citata) sono sballate quando non eretiche, se tu hai visto "pagine intere e paragrafi del direttorio cancellati con un segno di penna", la critica all'opera si sintetizza in un periodo: "L'opera non è ispirata". E l'intera costruzione casca come un castello di carte da gioco al quale si sottraggono quelle del primo piano.

l'apostata ha detto...

all'educato Pietro

Domanda: "perché una famiglia neocat è "una bomba" tra un miliardo di Cinesi mentre duecento cristiani della domenica praticanti non servono a niente in un quartiere?
E come mai Sankiko lamenta che in Spagna ci sono seicento divorzi al giorno? Allora le tante comunità neocat spagnole che cosa hanno combinato in quarant'anni?"


Risposta: "...Tutto il resto che dici tu non c'entra un piffero, Kiko la Spagna la Cina, per questo avremo tempo di parlarne in appresso quando parte dei vostri figli (speriamo nessuno) non varcherà la soglia delle chiese, come oggi succede nel 95 per cento dei casi."

Ecco il solito neocat, adulto nella fede, il cui linguaggio è "si ma, no forse"!

Come tutti gli altri, messo di fronte ai fatti, non sai rispondere assolutamente a niente!

L'importante è ripetere a pappagallo gli slogan di Sankiko, sempre e comunque, anche se palesemente falsi.

Complimenti, dimostri di aver obbedito ai tuoi kikatekisti circoncidendo la tua ragione in toto.

Contento tu, contenti tutti.

Cordialità.

Donna Carson ha detto...

A proposito di matrimoni e famiglie del cammino. La quasi totalità delle coppie è, o si dichiara, infelice del proprio coniuge, al matrimonio spesso ci si riferisce come una croce, come una prova, come un dono che permette di sperimentare il morire all’altro e l’amore nella dimensione della croce.
Checchè se ne compiacciano i catechisti, questo NON è un bene e NON è una testimonianza di vita cristiana.

Per carità, ci sono matrimoni difficili, situazioni particolari in cui cristianamente si è chiamati a “resistere”, e per questi non si può non provare compassione, ed è giusto che i fratelli nella fede li sostengano in tutti i modi. MA un cammino di fede che annovera tra i suoi frutti quasi tutte coppie in crisi che non superano i problemi ma semplicemente hanno lo stoicismo di non separarsi NON è un granchè, diciamocelo.
E in realtà c’è molta ipocrisia e confusione su questo.

Dico una cosa un po’ forte ma ritengo sinceramente che molte delle coppie che si dichiarano perennemente in crisi, perennemente scontente, in cui l’altro è la croce, in cui l’altro lo fa scontrare con i suoi peccati, ecc. e non vedono MAI niente di positivo, subiscono un’induzione in questo senso. E piccoli problemi che potrebbero superarsi, evolvere nella maturità della vita di coppia diventano invece insormontabili, perché sono chiodi fissi di cui parlare, di cui sfogarsi in comunità e in definitiva (brutto dirlo) crediti da vantare in sede di scrutini. Perché se esce fuori che hai una vita di cui sei felice, un matrimonio di cui benedici sinceramente il Signore (senza puntualizzare che lo benedici MALGRADO vorresti scappare, perché la sofferenza ti fa bene, ecc., ma proprio che ne sei felice e basta, e per un nc questo è qualcosa di inimmaginabile e inconcepibile) non sei negli schemi, e qualche magagna ti va tirata fuori. Forse se il tuo coniuge è proprio quello che vorresti al tuo fianco è un idolo, oppure non vi conoscete davvero, oppure siete alienati, ecc.

Ricordo una coppia di fratelli che anni fa visse una grave crisi matrimoniale (ovviamente erano perennemente in crisi, da ancor prima di sposarsi) ma questa volta c’era davvero una prova perché erano uscite fuori cose del passato della moglie che il marito ignorava, e questo aveva molto ferito entrambi. È stato un momento durissimo, ma con la preghiera e la sincerità reciproca, grazie a Dio e piano piano ne sono venuti fuori (più o meno). Un giorno che ne stavo parlando con il marito, lui disse che era un miracolo il fatto che non avesse ceduto alla tentazione di mandare il matrimonio all’aria, e chiosò così (glie l’avevano interpretata così i catechisti e lui era d’accordo): “Questa è la dimostrazione che il Signore tiene davvero tanto a questo matrimonio!” La cosa mi infastidì e gli risposi di getto: “Si, ma è anche la dimostrazione che ci tieni anche tu, e anche lei, ammettetelo ogni tanto”. Cioè, trovai davvero deprimente che il succo di una storia come quella potesse essere interpretata che siccome il Signore ci tiene, siamo legati a vita, mentre fosse per noi faremmo tuttaltro. La bellezza di un matrimonio ricostruito non può essere semplicemente una dimostrazione del fatto che Dio renda possibile l’impossibile (praticamente una condanna); la bellezza di un matrimonio ricostruito è che quel matrimonio tu lo desideri e lo consideri un bene per te e con l’aiuto del Signore anche nelle difficoltà lo porti avanti.

Immaginate che grande equivoco spirituale nella vita di quegli sposi, e quei figli costretti a ripetere e ripetersi allo sfinimento che se non fosse per Dio e il cammino i propri genitori sarebbero separati. Si, ma questo rimanere insieme non si può disgiungere da un atto di volontà, di scelta e di desiderio. Altrimenti tu finisci per pensare che Dio sia un sadico che si diverte a scegliere il compagno peggiore per ognuno in modo da far vedere che Lui ha il potere di tenerli uniti nonostante tutto.
Che tristezza vivere tutto così, che pesantezza, altro che Amoris Laetitia…

Valentina Giusti ha detto...

Posto che Piero abbia avuto tra le mani la copia conforme del direttorio approvato, con tanto di timbro e firma (che mi fanno ridere, perché penso a quelli copia-incollati sullo Statuto messo on line sul sito neocatecumenale), credo che le pagine barrate a penna siano i rattoppi e le apposizioni di chi lo ha corretto, visto che è dimostrato che le catechesi nelle parrocchie sono immutate da decenni.

Ruben ha detto...

Ragazzi,
lasciando perdere le ipocrisie, personalmente, i "matrimoni felici", nella mia vita, compreso il mio, non ne ho mai visti.

Ci si sposa perché, almeno fino adesso, questo rientrava nell' ordine naturale delle cose.

Il Cammino non "salva i matrimoni", pone solo delle dure condizioni, la più importante delle quali è la sottomissione della moglie al marito; e si sa, che quando a "comandare" è uno solo, è tutto più facile, forse, anche se solo apparentemente.
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Anonimo ha detto...

Sbagliato, semplicemente curioso e attento quando i genitori preparavano le catechesi, e i catechisti lasciavano e lasciano i fogli sull'ambone nei vari passaggi ☺

Anonimo ha detto...

Chi e in delirio di onnipotenza non ha a cuore il bene della gente non la ama ,ma la disprezza disprezza il popolino borghese e quindi se le famiglie crepano non gliene può fregare di meno.Lui fa l 'artista e l'ispirato nelle sue comodità non lavora, non fa sacrifici per portare avanti una famiglia e. Vive in bei appartamenti.....farete voi le conclusioni!!! Vorrei dire a Chi lo segue in buona fede coraggio mollatelo che si mantenga con il banale lavoro.....Lidia

psyco ha detto...

.....il VESCOVO NEOCATECUMENO DI GUAM è di nuovo in PRIMA PAGINA......

........e i kikos già staranno sfrattando le robe preziose dal seminario.......

Valentina Giusti ha detto...

Aggiungo a quanto detto benissimo da Donna Carson, la sofferenza di un figlio che dice, perché mille volte l'ha sentito ripetere dai suoi genitori, 'senza il cammino non sarei nato'. Non so se ci si rende conto di che genere di messaggio sia questo per un ragazzo, un adolescente, dovere la vita ad un cammino e non ad una scelta d'amore. La metto alla pari con altre 'frasi sventurate' che spesso sentiamo pronunciare (sei nata tu perché volevo un figlio maschio, volevo due figli per 'fare la coppietta' ecc.): tutte aspettative legittime ma che fanno sentire un ragazzo o ragazza desolantemente non amato.

Vincenzo ha detto...

@ Valentina

Aggiungo a quello che hai detto che ogni figlio che una coppia di genitori mette al mondo è un dono di Dio! Altro che "senza il cammino non sarei nato". Anche in questo si riesce a mettere il cammino al di sopra di Dio e dell'amore tra i due coniugi che, in libertà e non perché imposto da "catechisti" o dal cammino, decidono di mettere al mondo una nuova creatura!

Donna Carson ha detto...

Giustissimo, Valentina, senza dimenticare come questo sia un altro fattore di dipendenza dal cammino inculcato dalla più tenera età. Ricordo annunci in cui il catechista chiedeva a tutti i figli del cammino di alzarsi, dicendo che eravamo un frutto del cammino e che senza non ci saremmo stati. All'epoca devo dire che non la vivevo male ma ora mi chiedo quanto questo abbia influito a livello inconscio, e quanto sia stato più difficile per me sentirmi libera di affrancarmi dal cammino con queste premesse. Come a dire, quanto è più complicato arrivare ad essere in grado di mettere in discussione un sistema senza il quale devi pensare che non saresti stato generato? E' una bella arma per tenerti dentro, pure questa...

sandavi ha detto...

'senza il cammino non sarei nato'

Detto molte volte di me stesso in infinite risonanze.
Mai detto ai miei figli. Quando ci hanno chiesto perché sono nati abbiamo risposto "Per amore".

sandavi ha detto...

"altro che Amoris Laetitia"

Amoris Maestitia, nella vita del neocat.
Aggiungici pure che quando arriva un momento di crisi viene da pensare: "e se avessi sbagliato a sposarmi questa qui?". Una delle cose che ho scoperto fuori del cammino è stato proprio il piacere di poter dire "sono felice di aver sposato te e Dio non poteva farmi regalo più bello".

Anonimo ha detto...

Per arrivare all'estremo "se voi siete nati lo dovete a me" detto da Toni Spandri, uno dei dodici, morto qualche anni fa , a dei ragazzi, tra cui mia figlia, che facendo una vacanza erano passati da lui in Germania! Una mamma ex

Anonimo ha detto...

Anche kiko a loreto disse :"in fondo se i vostri genitori stanno ancorainsieme e anche merito mio"

sandavi ha detto...

Per arrivare all'estremo "se voi siete nati lo dovete a me" detto da Toni Spandri, uno dei dodici

Uno dei santificati dal Cammino.