lunedì 2 settembre 2019

Washington (prima arcidiocesi USA): il Cammino tenta di mettere radici

Quando ci giungono informazioni dall'estero, come nel caso del tanto vantato "nuovo seminario" di Macao (sempre che ottengano le autorizzazioni civili per attivarlo), non dobbiamo subito credere a quello che astutamente ci spaccia il Cammino attraverso i suoi giornalisti e attivisti di quella che la defunta Carmen chiamava «propaganda kikiana».

Occorre sempre verificare, per quanto possibile, che quelle informazioni siano attendibili e per farlo, non c'è cosa migliore che consultare la stampa e le indicazioni locali, per capire meglio cosa avviene e come viene vissuto direttamente "in zona".

Innanzitutto è importante ricordare che negli U.S.A. le parrocchie non funzionano esattamente come qui da noi, dove c’è una tradizione di 2000 anni.
Lì le prime chiese sono sorte nei primi decenni del 1600 e quindi sono relativamente “nuove”, nel senso che si sono sviluppate senza attingere ad una plurimillenaria tradizione, sviluppatesi inoltre in una terra nata già protestante.

In seguito anche ai continui fenomeni immigratori, si è reso necessario l’obbligo del «registrarsi» ad una parrocchia, se si vuol esserne parrocchiani a tutti gli effetti. A questo scopo le parrocchie forniscono appositi moduli che il nuovo arrivato o chi lo desidera possono compilare per essere considerati parrocchiani effettivi.

Esistono molte parrocchie multietniche e si può arrivare anche a dover organizzare le Messe fino a 4-5 lingue diverse, in orari diversi.
Ce ne sono alcune anche solamente dedicate ad una certa comunità etnica, coreana, filippina, irlandese…

All’interno della parrocchia poi, anche a seconda delle dimensioni o della dedicazione ad un ordine particolare, gravitano decine di movimenti o gruppi diversi. I più diffusi senza dubbio sono i Cavalieri di Colombo (Columbus Knights), la Legione di Maria e, con le nuove proposizioni sulla nuova evangelizzazione, i vari stadi dei gruppi RICA.

Come si inserisce quindi il Cammino Neocatecumenale in una tale situazione?

Negli Stati Uniti, nonostante i faraonici sforzi e i potentissimi appoggi, il Cammino resta per la maggiore un PERFETTO SCONOSCIUTO, almeno da quanto è possibile reperire attentamente on line.

Al massimo viene considerato come uno fra i molti ed anche nelle parrocchie in cui riesce ad approdare non gode mai dell’esclusiva, ma si disperde e si confonde nella massa degli altri movimenti.

Gli americani hanno preso molto a cuore il tema della Nuova Evangelizzazione, sollevato sia dai Papi che dai vescovi negli ultimi decenni, ma si rifanno all’OICA (sigla latina del RICA, Rito dell'iniziazione cristiana degli adulti) e formano “classi” di preparazione che durano qualche anno, per poi immettere il parrocchiano a pieno titolo nella vita della parrocchia. Ve ne sono sia per i non battezzati che per i battezzati che hanno bisogno di approfondire la fede (e questo sarebbe già più che sufficiente a far loro considerare inutile il Cammino che si propone di fare la stessa cosa). Qui da noi il fenomeno è molto meno vissuto, sia per la percentuale relativamente alta di cattolici, sia per il fatto che le parrocchie coprono tutto il territorio fin da prima del Medioevo.

Un’altro dato molto interessante è dato dalle disposizioni che le diocesi americane emanano in relazione alla formazione dei catechisti abilitabili in parrocchia, alla quale fanno molta attenzione, rilasciando anche un certificato finale che attesta il conseguito e riconosciuto superamento del corso. Nella parrocchia non si è catechisti a caso. Si viene formati per espressa disposizione del parroco e del vescovo, non è come nel Cammino dove “catechista” è un titolo nobiliare assegnabile solo a chi sa ripetere a pappagallo i mamotreti (o neppure quello, essendo sufficiente una “presenza silenziosa”) e mostrare ubbidienza assoluta alle direttive di Kiko e dei suoi pretoriani. (Attenzione dunque a non confondere i catechisti della diocesi - senza virgolette, perché portano il Catechismo - e i cosiddetti “catechisti” del Cammino, che a dispetto del nome portano invece i mamotreti).

Sulla bontà della formazione dei catechisti della diocesi americane non è possibile esprimerci in maniera definitiva, visto che non abbiamo esperienze dirette, ma abbiamo chiarito qui che è proprio quella la via giusta - cioè disposizioni precise dell'autorità ecclesiale riguardo all’attitudine e alla preparazione.

Chi volesse spulciare le informazioni sulle 140 parrocchie della diocesi di Washington, nella quasi totalità vi troverà menzionati i corsi dell'OICA/RICA e moltissimi gruppi/movimenti qui da noi sconosciuti, mentre la presenza del Cammino è riscontrabile solo in 13 parrocchie ed è anche molto poco radicata.

Non sappiamo se ciò sia dovuto ad una caduta in disgrazia del Cammino con la vicenda del neocatecumenalissimo ex cardinale McCarrick ed il suo recente scandalo, ma in NESSUNA delle parrocchie viene evidenziata sul sito la presenza del Cammino e solo in un paio c’è riportato l’orario della Messa serale del sabato.

Che in queste parrocchie ci sia il Cammino quindi si può dedurre solo da alcune immagini della galleria fotografica (quando ci sono) o dalla relativa pagina Facebook.
E non è nemmeno facile, perché lo nota solo un occhio allenato, non esistendo assolutamente parrocchie con qualche visibile segno neocatecumenale (lo sapete tutti che quando il Cammino mette piede in una parrocchia, per prima cosa tenta di kikizzare l'aspetto). Sia nella diocesi di Boston che in quella di Washington, le due più attentamente esaminate, NON ESISTONO PARROCCHIE SECONDO LA NUEVA ESTETICA KIKIANA.

Al massimo può figurare una croce astile kikizzata o un coprileggìo designed by Kiko, ma sono relegati ad occasioni del tutto particolari, poi vengono tolti e la chiesa rimane “pulita” da ogni orpello kikiano (e non certo perché i kikos siano così rispettosi della spiritualità altrui). Niente “corone misteriche” designed by Kiko, niente vasche battesimali ottagonali designed by Kiko, niente Madonna del Cammino né altro.
Se il Cammino è presente in parrocchia, adopera i suoi scarni arredamenti kikizzati solo per le proprie celebrazioni, per il resto nulla, in parrocchia è come se non ci fosse.

Già questo fa capire come la neocatecumenalizzazione degli Stati Uniti stenti del tutto a decollare (povero Gennarini!).

Nemmeno il seminario neocatecumenale Redemptoris Mater di Washington, istituito dall’amico McCarrick nel 2001, è riuscito a sfondare (nel migliore dei casi le foto esibiscono una dozzina di chierici, inclusi missionari, rettore, vice-rettore e ospiti).
A Washington niente fotografie di cene di gala per il fund-raising (raccolta fondi) al seminario R.M., niente fotografie di “missioni popolari”, solo quella mezza dozzina di presbiteri kikiani, sempre i soliti, sempre gli stessi, che cercano di attivare il Cammino nelle parrocchie dove vengono assegnati.

Ora, non sappiamo se questa desolazione fallimentare assoluta nella diocesi di Washington sia conseguente agli scandali del vescovo neocatecumenale o esistesse già prima.
Sembra quasi che sia generalmente vietato nominare il Cammino anche nelle poche parrocchie in cui è presente, sembra che non si possano divulgare foto di nessun genere e, per giunta, il sito web del seminario R.M. è completamente vuoto: pagina iniziale e impossibilità di cliccare sulle tre voci presenti.
Alla voce “vocazioni - seminario” del sito della diocesi, compare soltanto quello diocesano, il seminario Giovanni Paolo II. Invece il Redemptoris Mater vi è del tutto assente, nominato solo qua e là nelle cronache e negli annuari.

Non si sa perché, ma ad accogliere Wuerl quando fu nominato arcivescovo di Washington nel 2018, c'erano soltanto i seminaristi del Giovanni Paolo II e NESSUNO di quelli del Redemptoris Mater. Molto strano, di solito sono sempre in prima linea…

Anche nelle parrocchie che mostrano alcune foto di neocatecumenali, molto poche del resto, nessuna ritrae almeno una comunità, si fermano tutte al 2017. Oltre, il nulla.
È come se il Cammino a Washington non sia quasi mai esistito, né il suo seminario.

Ora, o si lavora nell’ombra, non volendo o non potendo mostrarsi più di tanto, oppure non si lavora proprio.
A Boston, per esempio, col card. O’Malley attivo, è tutta un’altra aria, benché i risultati siano comunque di poco conto.

A Washington pareva che una volta portato dalla propria parte il vescovo, ossia il vescovo più potente (e più perverso) d’America anche a livello politico, il Cammino si fosse conquistato una rilevante posizione: non è stato per nulla così, anche se McCarrick (chissà perché) diede mano libera al Cammino per invadere le isole di Turk and Caicos.

Insomma, o il Cammino sta pagando le conseguenze di essersi affidato all’uomo che poi si è rivelato sbagliato oppure qualcuno ha fatto piazza pulita in virtù di connessioni poco chiare del Cammino col potere corrotto del potente McCarrick, a cui le tre fondazioni multimilionarie che egli stesso aveva fondato, hanno tagliato i rapporti dopo gli scandali.

Insomma, non lasciamoci abbindolare dai tanti discorsi "in lontananza" e dalle informazioni mistificate dalla propaganda interessata a raccontare una favoletta di successoni di "evangelizzazione" kikiana.
Negli U.S.A. il colpaccio al Cammino non è riuscito. Né a Washington, né a Boston, né altrove nel continente.

È bene saperlo, altrimenti si può cadere nell'inganno e credere che tutte le bandierine del mappamondo kikiano abbiano una sostanza. Invece sono solo giocattoli in mano ad un bambino che crede di essere una specie di Napoleone ecclesiastico. Sarà però che allora vanno alla conquista di piccolissime isolette lontane, per rifarsi le unghie sperando di non farsi vedere troppo?

15 commenti:

  1. NEGLI USA SPADRONEGGGIANO SOLTANTO SCIENTOLOGY E MORMONI, AL CAMMINO FORSE BRICIOLE..

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  2. Quale onore: l'abusatore McCarrick benedice il seminario R.M. da lui stesso "aperto" e subito si rimarca la presenza di Kiko Argüello.

    Chissà quanti giovinotti neocatecumenali transitati per quel seminario - in cui poi lo scandaloso McCarrick era alloggiato anche dopo l'inizio dello scandalo - sono stati toccati anche non metaforicamente dal McCarrick.

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    1. Da notare che stranamente numerosi seminari kikiani - come ad esempio gran parte di quelli delle capitali europee - non hanno un sito internet, cosa curiosa vista l'attitudine neocatecumenalizia a vantare successoni e numeroni.

      Ma forse è solo perché qualcuno comincerebbe a chiedersi: è davvero possibile chiamare pomposamente "seminario" un appartamentino di 4-5 persone inclusi rettore, vicerettore, itineranti di servizio e ospiti di passaggio? E le rispettive curie diocesane sono al corrente dell'esistenza di una struttura "di formazione al presbiterato" nel proprio territorio?

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  3. Questi articoli hanno l'unico scopo di demitizzare la portata del CNC.

    Noi italiani, come anche gli spagnoli, siamo stati letteralmente invasi da questo MOVIMENTO, grazie all'appoggio di forze locali e di propagazione generazionale, per cui tendiamo forse a vedere le cose come se fosse che ovunque il CNC provi la conquista, abbia la stessa presa.
    Perlomeno io proiettavo la stessa radicazione anche altrove, per quello che ne sentivo dire.
    La realtà è ben diversa: le vittime del CNC siamo per la maggiore noi italiani e gli spagnoli, "altrove" questa realtà è talmente insignificante che viene vissuta come un optional, a parte le famiglie in missione e i presbiteri kikiani che, dopo essersi installati ben bene, cercano invano di diffondere il loro credo.

    Potrebbe essere anche questo un motivo per cui la Chiesa non prende posizioni, ben conscia che questa realtà locale con millantate espansioni mondiali, imploderà in se stessa con l'imminente "anzianità" delle roccaforti e la scarsità di ricambio generazionale altrettanto motivato.

    Questo non toglie comunque che tutte le sofferenze, i dolori e le morti che il CNC ha inflitto e continuerà ad infliggere finché esiste, non gridino giustizia al cielo ed anche in terra, da parte di chi magari ritiene "sacrificabile" il dolore delle vittime, nell'attesa che questo "cavallo di Troia" si ritrovi senza combattenti.

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  4. Pare proprio che il Cammino debba vivere di BUGIE e MISTIFICAZIONI.
    Del resto, visto che ci tiene a definirsi cattolico pur non essendolo, non ne può fare a meno.
    Ma la realtà ce la rivelano i fatti e non le dichiarazioni. Le catechesi che si fanno, la liturgia e le regole interne.

    Se un giudice dicesse che di essere contro la mafia, ma non indaga i mafiosi e non li arresta mai, lo sospetteremmo di essere mafioso lui stesso.
    Ha il "riconoscimento" e l'"approvazione" delle autorità competenti di "nemico della Mafia", ma i fatti dimostrano che tanto nemico non è.
    Così il Cammino: dice di essere cattolico, ma non fa NIENTE di cattolico (anzi insegna e opera cose che la Chiesa disapprova).

    Fa CATECHESI su mamometri che la Chiesa non ha approvato (anzi ha detto che erano sbagliati).

    Fa LITURGIE sostituiendo le norme della Chiesa, obbligatorie per tutti, con altre norme MAI APPROVATE, come, ad esempio, prendere la Comunione insieme al sacerdote.

    Pratica RITI interni che la Chiesa NON ha mai approvato e che, a volte, ha anche esplicitamente CONDANNATO, come la violazione del foro interno delle persone tramite PRESSIONI psicologiche, come accade nelle "confessioni pubbliche".

    In questo "amore" per la menzogna il Cammino assomiglia a certi ecclesistici modernisti di oggi, che sono "costretti" a mentire perché, pur volendo mantenere le loro idee moderniste, non vogliono staccarsi dalla Chiesa perché si illudono di poterla trasformare in una setta modernista.
    E allora dicono che è naturale che sono per la famiglia tradizionale, ci mancherebbe, poi però favoriscono l'ideologia gender, coprono la pedofilia e sono favorevoli ai "matrimoni" tra omosessuali. Era meglio Lutero.
    Allo stesso modo il Cammino vuole "assimilare" la Chiesa. In questo Lutero ha agito più onestamente di Kiko.

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  5. Sinceramente non capisco questo vittimismo di alcune persone fuoriuscite dal cammino. Personalmente, sono stato fino alla fine del percorso e ne sono uscito liberamente, frequento la parrocchia e non ho nessuna difficolta' con i neocatecumenali. Devo anche dare gloria a Dio perché gli anni trascorsi nel cammino sono stati un aiuto per la mia vita. Stop. Luigi

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    1. Il soggetto che oggi finge di chiamarsi Luigi (e che perde le giornate intere su questo blog: ma non ha niente da fare nella vita?) interviene non per parlare del tema della pagina (Washington ecc.) ma per giudicare temerariamente il cuore di chiunque abbia qualcosa da ridire sul Cammino (è la sua ossessione, è l'ossessione di tutti coloro che difendono il castello di menzogne ed eresie denominato "Cammino Neocatecumenale").

      Anzitutto, se fosse sincero, anziché accusare un presunto "vittimismo" altrui, si chiederebbe come mai il Cammino ha dato luogo a delle ingiustizie tali da creare il fenomeno che ha davanti. Se è così sinceramente convinto della bontà del Cammino, vorrà come minimo correggerne quei "difetti" che hanno rovinato la vita a tante persone che testimoniano tali "difetti".

      Invece no. Viene qui ad aggredire i fuoriusciti del Cammino partendo dal presupposto che il Cammino è immodificabile e perfetto, e fornendo la sua falsa testimonianza sull'aver finito il Cammino uscendone "liberamente".

      Come al solito il vero neocatecumenale si riconosce dal fatto che è disposto a mentire pur di salvaguardare il prestigio del Cammino, anche se nella stessa frase infila paroloni come "gloria di Dio".

      Come se non sapesse che la menzogna non dà gloria a Dio ma al demonio.

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    2. Luigi,non ha alcun senso ciò che hai scritto. Se hai finito il percorso ed è andato tutto in favore del tuo miglioramento personale e familiare perché ne sei uscito?
      Le cose sono semplicemente due: o sei ancora dentro,nel bene o nel male, o ti sei amaramente pentito di aver perso decenni e sei fuori. Tertium non datur.

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    3. Vorrei chiedere a Luigi (?) come mai se ne è uscito dal Cammino se ci stava così bene.

      Non si dica perché ha cambiato città, una parrocchietta col CNC si trova sempre in zona.

      Non si dica perché ormai aveva finito il percorso, perché altrimenti dà ragione a noi che sosteniamo che a un certo punto il CNC deve FINIRE.

      Non si dica perché si era stufato, perché non ci si stufa di qualcosa che ci piace e in cui si sta bene (specialmente qualcosa in cui hai trascorso tutta la vita e fa pare di te).

      Non si dica perché la moglie o chi altri non lo accetta, perché il CNC viene prima di tutto per un buon neocatecumenale.

      Quindi, ci chiediamo: "Ma chi te l'ha fatto fare di uscire "liberamente" da un luogo in cui hai trovato la Gloria di Dio per te e un aiuto alla tua vita?"

      La risposta, qualora ce ne fosse una, ma ne dubito, dovrebbe essere coerente, perché l'assunto non lo è affatto.
      Così tanto, da non poter essere tenuto nemmeno in considerazione.

      Sai chi ho visto uscire "liberamente" dal CNC?
      Solo quelli che lo facevano all'acqua di rose, che lo consideravano un optional tra i tanti, che non ci hanno investito nulla in termini di coinvolgimento e relazioni, avendo mantenuto le proprie in parallelo, chi non aveva fatto scelte rivelatesi poi devastanti per la propria vita.

      Sì, ce ne sono alcuni che escono "indenni" dal CNC, ma quelli non sono veri neocatecumenali, sono persone che non ci avevano investito nulla, conservandosi la vita.
      E ce ne sono parecchie così.

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    4. Luigi caro, bastava il punto per terminare la frase.
      STOP non era necessario, è un'inutile aggiunta.

      Non crederai mica che ci si lasci impressionare dalle tue modalità volutamente lapidarie, che tenterebbero di non lasciar spazio alle repliche?

      Sappi allora che qui il tuo STOP non ha alcun valore né alcuna presa, nessuno si stoppa perché lo dici tu, ci mancherebbe...

      Quindi, se ti piace giocare che "dittatore senza investitura", sappi che hai sbagliato luogo.

      Anzi, dal momento che catechistucoli di bassa lega e niente spirito ci hanno detto "STOP" troppe volte quando decidevano di non voler sentire quello che avevamo da dire, la nostra REALE acquisita LIBERTA' ci porta proprio a non ascoltare che si pone così, almeno per me.

      Provaci coi catecumeni, loro di certo ti obbediranno.

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    5. Sono d'accordo con Libera, se nel cammino stavi così bene, come mai ne sei uscito? Quasi nessuno esce "liberamente" dal cammino. Tanto meno se lo ha fatto fino alla fine. Cioè l'uscire dal cammino nei migliore dei casi ti lascia un vuoto che è assai arduo colmare. E ti lascia sempre un sentimento di angustia (a quanto dir poco) per come la tua dignità, il tuo valore di creatura unica, voluta e amata da Dio è stato calpestato senza alcuna pietà e senza alcuno scrupolo da gentucola, quando non gentaglia, che ha il nome di "catechisti" (gli ultimi che ho avuto si definivano addirittura "profeti", con una superbia e un orgoglio invero luciferini). Già il fatto di permettersi di chiedere alle persone (per lo più donne, ovviamente, perché il cammino è maschilista fin nelle midolla) di lasciare il lavoro è una cosa gravissima. Se vuoi togliere dignità a una persona, toglile il lavoro, mi diceva sempre mia madre. E forse (anche) per questo che non mi sono mai fidato del cammino e dei cosiddetti "catechisti", chiunque essi fossero. Perché quello che chiedevano alle persone di fare spesso era contro la dignità umana, anche contro il volere di Dio. E sicuramente loro non avrebbero mai fatto quello che chiedevano ad altri di fare. Se Dio mi ha dato un lavoro perché io non debba vivere di elemosina, perché lo devo lasciare perché un deficientucolo qualsiasi di "catechista" mi chiede di lasciarlo? Vorebbe dire anche buttare alle ortiche un dono di Dio. Altro che fare la volontà di Dio! Oltretutto il/la catechista nella totalità dei casi (SEMPRE) è uno/a a cui di me non interessa proprio nulla. Io non sono mai riuscito ad essere fanatico del cammino, non è proprio nelle mie corde, per questo i cosiddetti catechisti non mi sopportavano. Perché non ho mai circonciso la ragione e invitavo chi mi stava intorno a fare altrettanto. L'unica cosa che a qualcuno è dispiaciuta con la mia dipartita è che c'è una decima in meno )la decima di uno che guadagna uno stipendio, non di un ragazzetto figlio di cammino maleducato e strafottente che mette il pugno chiuso e ti ride pure in faccia). E dopo la celebrazione va al pub e in discoteca con gli amici e si fa le canne, e per tutte quelle cose i soldi li trova eccome. Poi però pretende che il viaggio alla GMG glielo paghi la comunità.
      Tutto quello che importa ai pretoriani è di avere fanatici paganti decima. E più sono ignoranti, meglio è.

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  6. Per Luigi ex neocatecumenale

    Caro Luigi, affermi di avere finito il cammino e già questa affermazione è falsa.
    Guarda altri post su questo blog e ti renderai conto che il cammino neocatecumenale , secondo Kiko e secondo i catechisti non finisce mai.
    Nel post precedente si parlava anche di questo, cioè di Kiko che aggiunge a suo piacimento tappe del cammino contenute in nuovi volumi del direttorio catechetico segregato che nessuno ha mai approvato.
    Hai sentito mai parlare Kiko di "formazione permanente"?
    Quindi quando affermi di essere stato nel cammino fino alla fine, di quale fine parli se non c'è una fine visto che le comunità continuano il cammino come "comunità in missione" per un tempo che Kiko non ha mai definito.
    Quindi il tuo "liberamente" lascia pensare che tu sei un ex come noi e che ad un certo punto hai deciso di averne abbastanza ed hai lasciato baracca e burattini che hanno continuato il loro viaggio senza fine e senza te.
    Che gli anni che hai trascorso nel cammino (e non dici quanti sono e neanche a quale tappa sei uscito),siano stati per te di grande aiuto è comunque un tuo giudizio personale, certo sapere perché ne sei uscito sarebbe molto più interessante visto che ti era di così grande aiuto stare in cammino.
    La tua testimonianza è stranamente contraddittoria e monca delle informazioni più importanti per giudicarla attendibile.
    Mi spiace Luigi non sei stato convincente, sospetto fortemente che non dici la verità, ma và bene così, se sei bugiardo é un tuo problema, sei tu che devi convivere con le tue bugie.
    Stammi bene Luigi, benvenuto nel mondo degli ex-neocatecumenali.
    LUCA

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  7. Sempre per Luigi ex neocatecumenale

    L'unica cosa che apprezzo nella tua testimonianza, vedi che c'è sempre qualcosa di positivo quando si decide di condividere qualcosa anche con chi la pensa diversamente da te, è il tuo dare gloria a Dio e non al cnc, questo cosa che dici mi da speranza, speranza che tu possa un giorno capire perché sei uscito "liberamente" dal cammino neocatecumenale.
    Scusa, ho un'altra cosa da dirti , mi spiace quando parli di vittimismo, vedi Luigi anche io sono uscito dal cnc "liberamente" ma solo dopo che ho avuto un "ultimatum" da parte del catechista capo equipe.
    Sai, anche io do gloria a Dio, per l'aiuto che mi ha dato il camino neocatecumenale a capire il significato profondo delle parole: Ipocrisia, Eresia, Setta.
    Però, al contrario di te, non parlo male di nessuno, non mi lamento di quello che mi è successo e soprattutto dico " fatti concreti ", tu come ex neocatecumenale sai esattamente cosa intendo.
    Luigi, quando deciderai, anche tu, di raccontare qualche "fatto concreto", sai dove trovarci e sicuramente ti leggeremo volentieri.
    LUCA

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  8. A beneficio dei futuri lettori...

    Ciò che ci sforziamo di far capire da tanti anni attraverso questo blog, sono alcuni concetti ovvi per un cristiano (molto meno ovvi per un adepto della setta eretica neocatecumenale), tra cui:

    1) il fatto che l'unica "comunità" necessaria è la Chiesa Cattolica; qualsiasi altra struttura, percorso, iniziazione, riscoperta, deve promuovere esclusivamente l'adesione alla Chiesa, alla fede della Chiesa, secondo il Magistero della Chiesa, alla luce della Tradizione della Chiesa;

    2) ogni singola anima è chiamata alla santità, traguardo a cui documentatamente hanno potuto accedere anche bambini e persone che non avevano fatto alcun "itinerario di riscoperta" (tanto meno comunitario), anche quando provenivano da pessime esperienze religiose. Il primo santo a entrare in Paradiso è stato un anonimo mariuolo di mezza tacca che si è convertito a Cristo all'ultimo momento, mentre era già crocifisso accanto a Lui (potete forse dire che il suo "itinerario di riscoperta" consisteva nell'essere stato mariuolo e delinquente per tutta la vita?)

    3) per quanto una "comunità" possa essere di aiuto per "camminare insieme" (comunità parrocchiale, diocesana, gruppi, associazioni, movimenti...), è il singolo a vivere in ogni momento della sua vita il dover scegliere fra Cristo e il mondo, il dover scegliere fra la salvezza e la perdizione, il dover scegliere Dio o il peccato: avviene tutto nella sua coscienza, che solo Dio può scrutare (non certo un uomo, tanto meno un "catechista" del Cammino) e a cui solo la Santa Chiesa può fornire gli strumenti adatti (i sacramenti, la guida spirituale, la santa dottrina). La strada che porta alla salvezza è del tutto personale: le "sovrastrutture" esterne o aiutano, o sono di ostacolo; se hai il sospetto che un cibo sia avvelenato, non lo dai da mangiare a tuo figlio - se una spiritualità è sospetta di inquinamento, non può essere nutrimento della tua anima;

    4) il Cammino, basandosi senza eccezioni su una ridicola carnevalata liturgica e su un insegnamento ambiguo e troppo spesso anche eretico, non è di aiuto alla salvezza, ma è di ostacola. Se la liturgia non fosse stata importante, Nostro Signore avrebbe detto "fate come vi pare in memoria di Me". Se la dottrina non fosse stata importante, Nostro Signore anziché insegnare si sarebbe dedicato ad altro. L'unica garanzia riguardo a liturgia e dottrina, ci viene dalla massima autorità della Chiesa (e solo perché lo ha stabilito personalmente il Signore), e ci viene mostrata dalla vita dei santi, che non si sono mai sognati di fare carnevalate o di "far significare" cose diverse, tanto meno inventarsi dottrine o reinterpretarle diversamente dalla Chiesa;

    5) essendo il Cammino inquinato dall'eresia (e di conseguenza dagli strafalcioni liturgici), finisce automaticamente per idolatrare il fondatore: "il DUCE Kiko ha sempre ragione", anche quando si contraddice, dunque il contraddirsi è lecito pur di dare ragione al Cammino e a Kiko, cioè la menzogna e l'inganno sono strumenti santi qualora servano a difendere il prestigio del Cammino e dei suoi capicosca.

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