mercoledì 25 settembre 2019

SACRILEGI, IPOCRISIE, SBERLEFFI (1° parte): LE COMUNITÀ VISTE DAI GIOVANI NEOCATECUMENALI

Volete sapere come i giovani del Cammino percepiscono le attività e il credo del Cammino? Basta andare a dare uno sguardino sui social network.
(questa è la prima parte; clicca [qui] per la seconda parteclicca [qui] per la terza parte, clicca [qui]  per la quarta parte)

Le disposizioni del povero Kiko Argüello vengono ascoltate solo quando fa comodo, ma c’è una cosa che non è riuscito in alcun modo a far passare ai suoi adepti, ed è il:

DIVIETO DELL’UTILIZZO DI INTERNET E DEI SOCIAL.

In questo caso, "MONDO" VINCE "CAMMINO" 100 A 0.

Noi che siamo liberi da questo precetto kikiano, ci possiamo tranquillamente aggirare in internet senza sensi di colpa, con l’auspicio per tutti di farne un uso consapevole e ragionato.

Quando ero neocatecumenale mi attenevo scrupolosamente al precetto kikiano e di conseguenza non conoscevo affatto il mondo là fuori.
Adesso che la mia mente è Libera, invece, ho imparato (tra le moltissime altre cose), che su internet si possono trovare molte informazioni utili, utilizzando il buonsenso.

Per esempio ho visto che ci sono innumerevoli pagine Facebook tenute da neocatecumenali, con tanto di partecipazione attiva di commenti ed interventi, cosa che attesta che ognuna delle persone scriventi ha la propria pagina Facebook, e così uguale per altri social network come ad esempio Instagram e per altri blog e siti web neocatecumenali. Un vero esercito. Povero Kiko!

A dire il vero mi sono sentita un po’ imbecille ad averlo scoperto così tardi, tutta presa com’ero dall’osservanza del comandamento kikiano, perché ancora una volta ho capito che nel Cammino si dicono tante parole, ma nessuna mai corrisponde ad una vera sostanza.
Quello che maggiormente mi ha incuriosito è stato imbattermi in alcuni siti tenuti dai giovani del cammino che fanno ironia, a volte molto crassa, su ciò che vivono e vedono nella loro cerchia.

Non si dica che quel che vedrete è un attacco ad una giocosa ed allegra ironia neocatecumenale, condannando (e giudicando) le intenzioni di questo articolo.
Qui non si tratta affatto di contestare l’approccio ironico a certe realtà, che può senz'altro essere ammissibile, si tratta invece di mostrare quali siano LE REALTÀ che stanno alla base dell’ironia e che la rendono possibile.

Se un fatto non esiste, infatti, non è possibile ironizzarci sopra o addirittura svelare con la propria ironia il modus con cui si riesce a vederlo e a viverlo, molte volte in maniera anche un po' pesante.

Come direbbero i neocatecumenali, FATTI, CI VOGLIONO I FATTI…

Questi meme neocatecumenali mostrano perfettamente, oltre al FATTO che i giovani neocat non obbediscono assolutamente a Kiko riguardo a internet (ma nemmeno gli adulti, eh!), la faciloneria, la superficialità estrema e l’assoluta mancanza di freni che circola all’interno del Cammino Neocatecumenale e svelano FATTI che purtroppo sono molto veri, al di là dell'ironia, soprattutto attraverso i commenti che in molti casi misurano il polso e la salute del Cammino Neocatecumenale.

Sono conferme che quello che diciamo qui è vero, che non ci inventiamo nulla, perché certe prassi e certe storture che abbiamo visto e vissuto anche noi, le svelano proprio loro stessi.

SULL’EUCARESTIA


Più volte abbiamo evidenziato che i giovani sono "obbligati", ma per nulla seriamente convinti, che per loro (ma anche per certi adulti) l'Eucarestia è solo un peso, che in estate le comunità "vanno in ferie" senza che le celebrazioni siano sostituite con altro, che l'indottrinamento (chiamato "passare la fede" di Kiko) inizia fin da piccolissimi, che hanno in dispregio la Messa e la deridono in confronto alla loro Eucarestia eretica, che la figura dei cosiddetti "catechisti" laici è riconosciuta come importantissima, che si vergognano di essere cristiani ed inventano mille bugie per salvarsi da tale «onta» sociale, che sbriciolano il "corpo di Cristo" per terra, sacrilegamente misconoscendone la sacralità, che le decime e le collette sono loro di peso, tanto che si devono indebitare pure per comprare i fiori, che mirano (come i protestanti) al sacerdozio femminile e all'abolizione del celibato, che le ammonizioni non sono "brevi" come da statuto, ma vere e proprie omelie…

Tranquilli, potete anche rimuovere tutto da internet per far finta che sia falso, ho già tutto debitamente rubricato.




che bei ricordi 😂😂

Io sempre!!! La cosa pessima è ke sn pure corresponsabile 😂😂😂

Il cammino?? Una settapeggio dei testimoni di geova




Commenti:

Bisogna far la risonanza 🙏♥ ️

Arrivare dopo l'omelia

O uscire prima dell'Eucaristia




Quando è estate e la tua comunità sembra il deserto del Sahara… o almeno immagini sia così visto che neanche tu ci vai

[ndr: sembra che nel Cammino Neocatecumenale il Signore vada in ferie. È vero, d'estate in comunità non ci va quasi nessuno e molti nemmeno vanno alla Messa della domenica]


Commenti:

Ci sono bambini di 6 anni che pregano per kiko carmen e padre mario

E ci sono quelli che pregano per gli omofobi che ci sono nel cammino

oddio sii





Quanto è vero 😂😂😂 anche per l’agape 😂😂😂😂😂

ODDIO SIIII

Divina Liturgia. ❤ ️



Commenti:

Non fare l'inchino 😂😂

Per non sbagliare fallo al catechista

Indecisione di tutti i catecumeni 😂😂😂😂


Commenti:

Cena di famiglia 😂😂

Vado a ballare

ti ricordi alla convivenza ??? Abbiamo un battesimo che però siccome è fuori Catania alloggiamo là e stiamo 3 giorni HAHAHAHAHAH

al pari del battesimo, c’è sempre la scusa del “matrimonio fuori città “ … un classico 😂😂

Non c’è questo problema per me ..perché quando si esce il sabato sera dopo la celebrazione se ne vanno senza di me 😂😂😂😂😂




opsssss scusa non ti avevo visto

La veritá è che non voglio farla con nessuno perche' tanto poi lo odio comunque 😂


Commenti:

Fai la mista con il corpo di Cristo

Fai a mista cor pane

e poi ci siamo noi che buttiamo le briciole per terra e ci puliamo le mani

Aaaa come mai ora si ammette questo scandalo che buttate il pane per terra .allora la verità è uscita . vergogna è un peccato mortale

Bello schifo fatevi una vera esame di coscienza vergogna


Commenti:

Dura verità 😂

Se solo li pagassimo senza indebitarci fino alla morte ahahaha…altro che decime e collette !!! 😂

[ndr: menomale se la ridono, indebitarsi "fino alla morte" per comprare fiori che poi i catecumeni porteranno a casa propria alla fine della celebrazione, non è un vanto. "Altro che decime e collette!!!"]


Commenti:

É peggio ci mette di più

quando il prete non c'è, ci sono io ahahahaahha [ndr: parla una femmina]

un giorno vedremo anche questa grazia arrivare ahahahaha

diventeremo sacerdoti per sempre al modo di Melchisedek finalmente


Nessun commento, per fortuna… ma parecchie centinaia di Like…


Commento:

esatto


[ndr: non lo diciamo noi che i laici si sostituiscono al prete…
Questa cosa purtroppo accade quasi regolarmente. 
Questa cosa purtroppo accade quasi regolarmente]


No comment!

[ndr: Ma lo sanno questi che stanno ironizzando sul sangue che Cristo ha versato per noi?]



Questa è l'amara verità: i giovani kikos non sono credenti in Kiko.

41 commenti:

  1. I giovani kikos, a quanto pare, sono "praticanti" del Cammino ma "non credenti" in Kiko.

    Si permettono di scherzare in modo blasfemo, si permettono di scherzare sul Cammino, e ammettono candidamente di vergognarsi del Cammino (cfr. vignetta del "cosa fai sabato sera?").

    Così, da un lato abbiamo la fanfara neocat che dice che il Papa "ringrazia Kiko" (lo avrà ringraziato per i sacrilegi eucaristici e per le battutacce dissacranti e blasfeme? o per le eresie e il settarismo e il fiume di denaro?), e dall'altro abbiamo l'amara (per il Cammino) realtà. E se oggi i giovani kikos si vantano di arrivare in ritardo o assentarsi alle celebrazioni e di annoiarsi a morte, figuratevi con quanto entusiasmo pagheranno la decima in futuro...

    E se oggi non sono credenti in Kiko, poco tempo dopo la sua morte non resterà più nessuno a idolatrarlo.

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  2. Uomo Libero!!!!!!!25 settembre 2019 09:57

    I GIOVANI KIKOS SONO GLI ELETTI DEI REPARTI DI PSICHIATRIA...

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  3. Il cuore di questo bellissimo post è che i meme neocatecumenali dimostrano

    la faciloneria, la superficialità estrema e l’assoluta mancanza di freni che circola all’interno del Cammino Neocatecumenale

    Leggo Prima Parte, per cui penso ne vedremo delle belle anche per altre categorie di camminanti.

    Altro che SanKiko-Santosubito. Io direi Santo Internet che porta alla luce quanto i vertici del cammino, pur sapendo, nascondono nelle tenebre.
    Non sanno....qualcuno può dire?
    Catechisti dei miei stivali, rispondo io, poiché da questi meme emerge solo la punta dell'iceberg; o mi sbaglio?
    La lingua parla dalla pienezza del cuore e dal momento che il cammino SI FONDA su SERI SCRUTINI che mettono a nudo le persone. Allora i kikatechisti sanno tutto.
    O non sanno niente e allora sono degli sfigati assoluti, dei gonzi che quattro giovani ingannano da anni e tengono in pugno, li sbeffeggiano, non sono per niente "in conversione" fanno il cavolo che vogliono e come giovani cattolici sono uno scandalo e una vergogna.
    Ripeto come GIOVANI CATTOLICI, non mi permetto di giudicare i singoli ragazzi in questione, ai quali va tutta la mia solidarietà umana, ai quali do l'attenuante che in qualche modo devono allentare la tensione, trovare il modo di convivere con un clima pesante, millenarista, esigente e asfissiante come quello del c.n..
    Celebrazioni e celebrazioni.
    Meglio fare eucarestia
    - fare la parola
    - fare lodi
    - fare convivenza
    - fare l'esperienza!
    Che rottura di scatole, direi.
    E i giovani lì, al massimo di extra hanno
    le kikoscrutatio kikopilotate
    nelle varie Jeshiva' dei Centri o Seminari sparsi per il mondo e costruite con i nostri soldi.

    Avrei potuto fermarmi qui, forse aggiungendo un poco di ironia in più.
    Ma non me la sento perché SONO SCONVOLTA, invece, PER I MEME CHE DESCRIVONO IN MODO INCONFUTABILE I SACRILEGI EUCARISTICI CHE SI PERPETRANO NELLE COMUNITÀ SENZA SOSTA, SENZA CHE ALCUNO PONGA RIMEDIO, SUBITO.

    Questo proprio non si può accettare. Tre dei meme riportati sono dimostrazione inconfutabile di questo. Inviatele alla Santa Sede, ingrandite e con una bella cornice con su scritto:
    "Santo Padre, questo dono è per la parete di fronte al suo letto, o alla sua Scrivania o, meglio, al suo inginocchiatoio quando, tutto raccolto, si mette in preghiera e chiede al Signore: "Mio Gesù, cosa tu vuoi da me? Cosa vuoi che io faccia per la TUA Chiesa?"

    Pax



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  4. Scommettiamo che arriverà il commento del solito anonimo neocatecumenale incaxxato a dire: "Pensate a voi, alle vostre parrocchie, ai ragazzini che masticano la gomma mentre fanno la comunione, ai giovani che il sabato sera vanno a drogarsi, alle ragazze che si vestono da put..ne etc. etc."
    Risparmiatevelo, fate un favore a voi stessi ed a noi.

    P.s. L'ultima cosa l'hanno detta a me personalmente sotto un post dove si parlava di come si vestivano per le "eucarestie". Scrissero testualmente: "Pensa alle tue amiche che SICURAMENTE si vestono come delle puttane"...al che risposi che le mie frequentazioni non erano use a determinati abbigliamenti. Forse il tizio (o la tizia..chi può dirlo) era abituato a vedere altre cose.

    POi vabbè, tralascio altri epiteti che mi sono stati rivolti qui ed altrove.
    MI raccomando cari Nc...fatevi sempre riconoscere per quello che siete.

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  5. Una volta, quando ero ancora in comunità, un ragazzo mi disse, "scherzando" che gli sarebbe piaciuto diventare papa per poter così cambiare le cose e portare il metodo catecumeno in tutta la chiesa. Non dissi nulla, ma già li incomincia i a capire bene dove mi trovavo. Inoltre ho conosciuto tanti che durante gli scrutini dicevano delle cose, ed io sapevo che non era vero, ma in realtà fuori facevano il contrario, insomma non avevano limiti;ciò che mi faceva rabbia non era ciò che facevano fuori, ma l'ipocrisia e soprattutto che li dentro tutti li consideravano bravi, buoni... sembrava che solo io vedevo ciò che erano veramente Invece chi era trasparente, tranne gli ultimi tempi capito il sistema,veniva quasi non considerato. La comunità il luogo delle verità nascoste.
    Vecchio Pasqualone

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    1. Sottoscrivo ogni cosa del commento di Vecchio Pasqualone.
      Nel CNC vige la più turpe ipocrisia infatti, ed è anche la mia esperienza:

      "l'ipocrisia e soprattutto che li dentro tutti li consideravano bravi, buoni... sembrava che solo io vedevo ciò che erano veramente Invece chi era trasparente, tranne gli ultimi tempi capito il sistema,veniva quasi non considerato".

      E' proprio il sovvertimento del sistema: se sei in buona fede, trasparente e ti metti a nudo nelle confessioni pubbliche, non sei proprio considerato. La rettitudine, il crederci davvero, è una credenziale del tutto negativa.
      Lì, se vuoi campare bene, devi fare come ti pare e poi dichiarare ipocritamente che stai compiendo tutto alla lettera, con le tue difficoltà, per non sembrare superbo, ma che stai sempre nei ranghi che il Cammino ti impone.

      Assicuro che è veramente estenuante ascoltare persone dichiarare cose che sai benissimo che non vivono e vedere i catechisti, i "grandi illuminati" che si lasciano gabbare per stupidità o perché si accontentano del dichiarato, per non sollevare polveroni.

      So per esperienza diretta di giovani figli del Cammino eletti catechisti dalla comunità solo perché erano "figli di..." ed era notorio a tutti che conducevano vite totalmente contrarie ai dettami neocatecumenali, nonché anche cristiani. Anche questo mi ha schifata. Che catechisti potranno essere un giorno? Ah già, si potrebbero sempre "ravvedere"... potrebbero...

      Lì dentro puoi vivere tranquillo solo se reciti le formule gradite all'orecchio dei catechisti, poi se non le vivi non importa. Ipocrisia allo stato puro, ma non solo, è farsi bastare le parole perché se si manifestasse la verità risulterebbe che le regole del CNC non le segue quasi nessuno, quindi è bene che non si venga a sapere.

      Pacco regalo vuoto, bello da di fuori, allegro e frizzante, ma che non contiene niente.
      O meglio, se contiene qualcosa, contiene solo fumo.

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  6. I giovani del CNC sono per lo più i cd. "figli del cammino".
    Forse una volta qualche giovane si avvicinava, ma oggi proprio no.

    Ah! I figli del CNC!
    Uno spettacolo imbarazzante...
    Se poi sono figli di catechisti, Dio ci scampi e liberi.
    Quattordicenni che già ai questionari delle catechesi iniziali scimmiottano i catechisti e sparano sentenze su persone che non hanno mai visto e con una vita ben più lunga della loro alle spalle, con la riconoscibile arroganza oramai assimilata, già a 13/14 anni.

    Ma d'altronde, sono COSTRETTI a fare le catechesi, perché "DEVI fargli fare le catechesi, prima che se li prenda il mondo".
    Ragazzi spesso non seguiti e cresciuti da baby sitter ragazzine di neanche 20 anni, mentre i genitori vanno in giro a kiketizzare (genitori che riescono ad assentarsi per la propaganda kikiana anche 7 sere su 7), e poi consegnati al più presto ai kikatechisti prima che si perdano (con annessa delega a questi di qualsiasi responsabilità che dovrebbe genitoriale, v. vocazione). Pochi, purtroppo, sono i genitori che ho visto ragionare su questo e intervenire di fronte alle follie dei catechisti.

    Questi del post sono i giovani/figli sbandierati come "frutti del cammino".
    Eh cari kikos, quando capirete che i frutti non sono questione di forma e numero, ma di sostanza e contenuti?
    Eccoli, i frutti.
    Schiaffati, tra l'altro, in prima pagina sui social!

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  7. Per corredare quest'articolo di Libera sull'ironia dissacrante diffusa tra i giovani e i meno giovani del Cammino, riporto il testo di un thread di qualche anno fa:

    "Dissacrante spiritualità neocatecumenale"
    Qualche sera fa sono entrato, mandato dal parroco a cercare delle candele, nel ripostiglio dei Neocatecumenali della mia parrocchia.

    Mentre cercavo queste benedette candele ho aperto l'armadio della seconda comunità, composta quasi integralmente da giovani (tutti figli, parenti ed amici dei NC della prima comunità), e - attaccato sulla parte interna dell'anta sinistra - ho trovato il foglio che vedete di seguito. Cercando poi tra i ripiani (sempre le candele) ho trovato ancora una decina di copie di questi "volantini":

    "Sei depresso? Non hai in lavoro? Non riesci ad arrivare a fine mese?
    Non abbatterti... Dio ti ama!
    Pensa un po'se gli stavi sul ca**o"
    (Nel volantino l'ultima parola non era asteriscata)

    La sera ho telefonato ai cosiddetti "catechisti" neocatecumenali di questi ragazzi (sono i responsabili della prima comunità) spiegandogli l'accaduto e leggendogli il testo del biglietto, che avevo fotografato con lo smartphone, ebbene la risposta è stata del tipo: "stai strumentalizzando il niente, queste sono goliardate di ragazzi, i nostri giovani sono puri come colombe e fedeli come Abramo, un pezzo di carta non significa niente!".

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    1. Peccato che le goliardate svelino sempre una realtà che esiste o il modo nel quale si vive quella realtà.

      Infatti i meme dell'articolo non sono stati postati per gettare fango sui poveri giovani neocatecumenali, ma per svelare che, prima di tutto, la fede non si deve prestare a goliardate (non siamo all'università), ma anche e soprattutto che queste "goliardate" poggiano su delle REALTA'.

      E' alle REALTA' infatti che va gettato lo sguardo, solo in subordine a come le vivono i giovani.

      Siccome qui spesso veniamo tacciati di dire cose false o esagerate, questi meme servono a dimostrare che i primi che parlano di quelle realtà sono proprio i neocatecumenali, quindi esistono ed esistono precisamente nella maniera in cui ne viene parlato qui.

      Nient'altro, non vogliamo infierire, vogliamo solo "dimostrare".

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  8. Codice di Diritto canonico, Can.1367:

    Chi profana le specie consacrate, oppure le asporta o le conserva a scopo sacrilego, incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica; il chierico inoltre può essere punito con altra pena, non esclusa la dimissione dallo stato clericale.

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  9. Assolutamente non vogliamo infierire. Anche per i giovani neocatecumenali esiste la sacralità. Infatti nei loro meme non noto nessun accenno agli arcani del cammino, dirò di più, non viene neppure ventilata la possibilità che esista la possibilità di avere una vita di fede FUORI dal Cammino; come pure non vedo messo alla berlina Kiko almeno quanto lo è il Corpo di Gesù.
    Quindi, hanno grande rispetto per ciò che è sacro, cioè per il SS. Cammino Neocatecumenale.

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  10. @Libera

    Non credo che il senso dei commenti sia un voler infierire.
    Da "figlia del cammino", quello che mi sento di dire è che questi ragazzi, purtroppo, non inizieranno a farsi serie domande prima dei 30 anni (se tutto va bene). E anche lì, dopo una vita passata confrontandosi solo con la saletta e le urla di catechisti-profeti autoinvestiti (a cui tu figlio del cammino credi, perché così ti è stato insegnato fin da bambino, e hai visto con i tuoi occhi i tuoi stessi genitori fare quello che i catechisti ordinavano) non è detto che riescano a mettere in discussione seriamente e onestamente il CNC, per le manipolazioni che tutti conosciamo e le distorsioni profondamente radicate. Perché ti è stato insegnato, fin da bambino, fin dalle lodi con i didascali, in ogni celebrazione in cui sono presenti i bambini, che i dubbi sul CNC, sulla comunità vengono dal demonio.

    Questi ragazzi stanno lì perché "altrimenti sono in preda al mondo", senza formarli in alcun modo a stare nel mondo DA CRISTIANI. La soluzione è sempre e comunque l'isolamento e l'alienazione da qualsiasi realtà che sia esterna alla saletta. E questo avviene fin dai 13 anni. Questa è la loro "formazione". Quando arrivi all'età adulta, poi, arrivano i dolori. Perché se hai mantenuto un minimo di onestà con te stesso, non puoi non renderti conto che c'è qualcosa che non va: che in qualunque posto fuori dalla tua comunità ti senti un pesce fuor d'acqua, che diffidi da chiunque non condivida il tuo stesso percorso e non riesci a costruire legami seri con chiunque non appartenga al CNC (seri per modo di dire, o meglio tu li credi seri, perché vengono meno se lasci), che non hai riferimenti oltre la saletta, che tutto riconduce lì, che ti senti costantemente spaccato in due tra quello che ti viene detto e quello che senti in fondo alla coscienza (dalla quale ti è stato insegnato a diffidare, puntualmente, a ogni scrutinio, catechesi, annuncio, fin dai 13 anni!).

    Chi ce la fa ad affrontare questa lotta, magari riesce ad uscirne, e ne ho conosciuti molti di figli di CNC che hanno fatto e che fanno il mio stesso percorso. Che è lungo e doloroso, tanto doloroso. C'è chi ha compromesso la sua vita, seriamente, in nome di quei catechisti che "sono i profeti della mia vita". Altri si rinchiudono nella giustificazione "ma quelle cose le fanno le persone, che c'entra il CNC? È uno strumento buono in mano a persone deboli", rifiutando di considerare il fatto che il problema invece non sono le persone, è il sistema che Kiko ha costruito; è quel sistema che ha creato quelle persone.

    I "figli del cammino" sono inequivocabilmente le prime vittime del CNC (e questo mi riporta a quanto mi fu detto da un sacerdote durante i 10 comandamenti "Ricordati che gli idoli vogliono sacrifici, anche di sangue"). Ciò che hai evidenziato nel post ne è la terribile dimostrazione.

    Ma d'altronde che devono fare? Li hanno schiaffati lì, obbligati, in un contesto cupo e terrorizzante. Sdrammatizzano, dice Pax. E io sono d'accordo. Solo che lo fanno nel modo sbagliato, non rendendosi conto di con cosa stanno giocando. Non se ne rendono conto, non possono, li hanno impossibilitati a rendersene conto. Al CNC non importa la sacralità dell'Eucarestia (altrimenti non la celebrerebbe in quel modo, lo farebbe come previsto e questo già formerebbe i ragazzi). Senza che nessuno li corregga. Perché l'importante non è il Santissimo Sacramento, non è mostrarsi in verità e senza ipocrisie, l'importante è STARE IN SALETTA, e, per i più sfortunati, possibilmente diventare un big.

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  11. Solo un'ultima cosa.
    La situazione dei figli del cammino è peggiore rispetto agli altri camminanti, a mio avviso. Perché se un adulto che fa le catechesi ha una vita prima delle catechesi, quindi esperienze, un vissuto col quale confrontarsi, il figlio del CNC non ce l'ha, perché lui è nato in una setta, e non conosce nient'altro che la setta. E quello di esterno che crede di conoscere, è filtrato e giudicato secondo il pensiero della setta. Non ha mai ragionato, se ha ragionato lo ha fatto secondo i parametri della setta, non con la sua testa.
    Non può fare paragoni. La verità è una e una sola. E gli è stato insegnato che è perfetta e indiscutibile, e che chi non lo capisce non è "illuminato". Questa è l'origine della loro arroganza, che loro vedono chiamano "dare testimonianza".
    Perché tutto, dall'Eucarestia, alla Confessione, al rapporto col prossimo, all'Evangelizzazione... Tutto, ma proprio tutto, è stato volutamente fuorviato.

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  12. @Autore della Lettera

    Quando ho detto "infierire", non mi riferivo assolutamente ai commenti, casomai mi riferivo all'articolo, che ho scritto io e ti confesso, un po' ci ho pensato prima di presentarlo, perché mi pareva un po' "oltre".

    Per il resto, tutto quello che tu dici è perfettamente VERO.
    Purtroppo io sono una mamma profondamente "pentita" di aver infilato i miei figli nel CNC a 13 anni, come di prassi.
    Oggi io ne sono fuori e loro purtroppo sono ancora dentro, proprio per i motivi che elencavi tu: non hanno nessuna alternativa.
    Questo per me è un cruccio grande e li sto pian piano "ricatechizzando" (di alcuni di loro ero pure catechista, pensa te!) e vedo che mi ascoltano.

    Loro fanno parte di quelli che il post precedente di Vecchio Pasqualone definisce "non considerati" e presi in giro, perché sono in buona fede (come lo eravamo noi) e per questo li considerano moralisti, "perfettini", e li hanno sempre emarginati e presi in giro. A tutt'oggi, per una in particolare.

    Per questo, figurati se non comprendo! Non solo, ma sottoscrivo tutto quello che hai detto.
    E' dura trovarsi a ripresentare una cosa diversamente da come l'avevi presentata, ma loro hanno visto e vissuto le nostre sofferenze a causa del CNC ed hanno l'orecchio aperto. Solo non hanno alternative nè, per ora, la forza di affrontare tutto quello che hanno visto affrontare a noi.

    A me, nello stendere l'articolo, comunque, quello che interessava maggiormente era la "conferma" che questi ragazzi danno delle REALTA' del CNC.
    Se le diciamo noi dicono che siamo ODIATORI, che mentiamo o che esageriamo, mentre se le si vedono spiattellate dai giovani neocatecumenali, che ironizzano su vere REALTA', la smentita non ci può essere.
    A me interessa poco un giovane che ironizza sulle briciole di pane azzimo (anche se pur questa è una dissacrazione), mi interessa di più evidenziare il FATTO, la REALTA', che si spargono le briciole.
    Tutto qua.

    RispondiElimina
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    1. Scusami, Libera, ho frainteso io allora.
      Anche io ho subito pensato, pubblicato il primo commento, che sarebbe potuta sembrare la "gogna dei giovani". E ho temuto che gli interventi potessero venir letti in quest'ottica.

      Da parte mia, ho visto fare cose ai miei genitori, pubblicamente, davanti ai loro figli, a me, vergognose sul piano prima di tutto umano, per non parlare di quello cristiano. E ne ho dedotto che anche quella è strategia: screditare i genitori, sbeffeggiarli davanti ai loro figli, per rinforzare il ruolo del catechista a scapito del ruolo genitoriale. Nel CNC mancano le più elementari basi di convivenza e rispetto, mentre sventolano una "comunione dei Santi" che in realtà è un massacro vicendevole con conseguente tacito insabbiamento.

      Non ho figli, ma sono figlia, e da figlia posso dirti che, se hai insegnato ai tuoi ad essere onesti, sinceri con se stessi, se hai insegnato loro ad essere in buona fede, a porsi domande, anche a polemizzare e criticare se serve (e se tu non lo avessi fatto, se tu non fossi così, non credo avresti preso le distanze dal CNC :) ), questo darà frutto. Per me ci è voluto tempo, crescere richiede tempo.

      Vivo il tuo stesso cruccio dal lato opposto: noi figli siamo usciti tutti dal CNC; i miei, dopo un temporaneo allontanamento, sono purtroppo rientrati. Mi rendo conto che alla loro età, ricreare prima di tutto una vita sociale può essere difficile (sebbene per varie circostanze non credo i miei avrebbero grossi problemi). Non riescono a staccarsi. Sono psicologicamente dipendenti. Per un periodo ho provato a parlare con loro, poi mi sono resa conto che era controproducente. Chiaramente, a ruoli invertiti rispetto ai tuoi, non posso aspettarmi di essere il genitore dei miei genitori. Il dialogo è diverso, ed è difficile per me contenere la rabbia quando si apre l'argomento. Non è facile accettare che Kiko abbia deciso di privarmi deliberatamente dei miei genitori, perché era più importante la vocazione alla sua evangelizzazione che la vocazione al matrimonio e alla maternità/paternità che Dio gli aveva dato, ben prima del CNC. Perché questa è stata la mia vita nel CNC: genitori catechisti continuamente impegnati. E come me molti altri, la stragrande maggioranza dei figli del CNC. Parliamo di bambini piccolissimi lasciati costantemente con babysitter minorenni, sera dopo sera, come tu e gli altri ben sapete) che crescono così, buttati qua e là secondo i capricci di Kiko o chi per lui. Credo nella buona fede dei miei, come di tanti altri, che tardi hanno realizzato cosa stava succedendo. Comprendo che si possano fare anche errori enormi in buona fede, credendo fermamente di fare il bene.

      Spero solo di vederli liberi, prima o poi, anche un giorno prima che vadano, con la Misericordia di Dio, in cielo.
      O di vedere Kiko andarsene per fatti suoi, e vederli finalmente rientrare in loro stessi e nella Chiesa.

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    2. Testimonianza che mette i brividi.
      Tutto quello che dici l'ho visto succedere.
      Sono anni che mi sento male al pensiero di ragazzini di 13 anni che vengono lasciati sotto lo schiacciasassi cammino neocatecumenale.
      Ragazze a cui al II scrutinio hanno chiesto:"Cosa facevi prima del cammino neocatecumenale", risposta :"Giocavo con le bambole", ed era VERO.
      Come si fa a pretendere la Kenosi Kikiana del peccato a ragazzini che puzzano ancora di latte.
      Pazzia allo stato puro.
      LUCA

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    3. Quanto hai ragione Luca! "Pretendere". E tu devi adattare la tua storia al modello che stabilito Kiko, sennò poi i conti non tornano. Se le prove che il suo sistema non funziona non esistono, bisogna crearle.

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  13. Mi stupisce molto non aver letto nessun messaggio dai neocatecumenali del primo mattino.

    Ma ripensandoci, non mi dovrei stupire. Che dovrebbero dire?
    Che abbiamo inventato? Non possono, c'è tutto in instagram...
    Che è di cattivo gusto? Mai come i post e i loro meme...
    Che non è vero? E allora su cosa ironizzerebbero i giovani neocatecumenali...
    Che andiamo a cercare notizie e a leggere le loro cose? Perchè, loro che fanno quando leggono qui...
    Che tentiamo di buttare fango su un'innocente ironia e su delle giovanili goliardate? Non possono davanti alla pesantezza di certi meme o certi post...

    Mi sa che questa "rivelazione" li ha lasciati un po' di stucco e senza parole, anche perché avranno riconosciuto pure loro che è tutta prassi vera e situazioni reali.

    Aveva ragione Kiko, non si dovrebbe utilizzare internet da parte degli aderenti al CNC, non tanto perché si possono "contaminare", quanto perché possono fare dei "passi falsi" e delle involontarie rivelazioni.

    Tant'è, la proverbiale disobbedienza neocatecumenale in questo caso gli si è girata contro...

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    1. Sono impegnati a condividere sui social la stessa notizia di ieri, stavolta tramite Aleteia, per rafforzare l'autoconvincimento.

      Su FB è tutta una condivisione con cuori annessi.

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    2. Il problema è che questi esultano sulla base di dichiarazioni rilasciate da Kiko sull'incontro col Papa e su un seminario che, almeno noialtri non catecumeni, non sappiamo né in quale edificio si trova (magari si trova in un edificio già esistente della Curia, non credo che i cinesi permettano i mausolei kikiani), non sappiamo quanti seminaristi ci vanno, non sappiamo le regole che intercorrono tra Propaganda Fide e il CNC (cosa molto importante).

      L'unica differenza che intravedo tra i normali Redemptoris Mater e questo collegio di Propaganda Fide, dato che sempre sbandierano che i loro seminari sono diocesani, è che questo non dipende dalla diocesi di Macao, ma da un Dicastero. Comunque sempre "dipende" da qualcuno.
      Ed il fatto che non dipenda dalla diocesi come tutti gli altri, già mi fa pensare che il vescovo non l'ha "richiesto", come dicono sempre, ma se lo è trovato imposto e non ne ha nulla a che fare.
      E poi, ricordiamocelo, la diocesi di Macao ha solo 6 parrocchie, mica 100.
      E' vero che a loro interessa come trampolino di lancio per l'"invasione neocatecumenale in Cina", ma se non si crea un substrato è come un corpo estraneo, sganciato dal contesto.
      Vedremo...

      I neocat ci mettono pochissimo ad esultare, basta che Sua Maestà ne spari una delle sue e già gongolano, senza sapere né aver capito nulla.
      Inoltre non credo proprio che al neocatecumenale semplice importi un fico secco del seminario di Macao, esultano per l'apparente "vittoria", perchè la realtà è che nel CNC non si impara a farsi ultimi davvero, ma a sgomitare per vincere.
      Contenti loro...


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  14. Come tutti i giovani, anche quelli del Cammino sono figli del loro tempo e "fiutano" il mondo che li circonda come i pointer alzano la testa per fiutare l'aria quando vanno a caccia. Nel bene e nel male. E' una loro caratteristica.
    Puoi tenerli legati, come fa il Cammino, ma non puoi impedirgli di fiutare l'aria...

    Una volta le famiglie influivano di più perché i giovani passavano più tempo in famiglia e non c'era la TV, il web, ecc.
    Non è tanto che le famiglie fossero chiuse (certo a volte erano anche più chiuse, secondo la mentalità dei tempi, ma, a meno di casi patologici, non per soggiogare le volontà), ma era piuttosto il mondo che aveva ritmi più lenti.

    Il Cammino, invece, per i suoi fini, che sono quelli di "formare" i giovani come vuole Kiko, si propone come una comunità strutturalmente CHIUSA, come le SETTE, con danni enormi (e poco successo).

    Danni enormi, perché ai giovani del Cammino non viene fatta una proposta, non gli vengono dati dei principi, ma vengono militarizzati e indottrinati (con dei principi per giunta sbagliati).
    E non vengono formati spiritualmente esortandoli alla PREGHIERA e a quelli che una volta venivano chiamati FIORETTI.

    La conseguenza sono giovani tronfi per la fede ma che, a livello MORALE, si comportano esattamente come quelli del mondo e che spesso, in più, sono SACRILEGHI (le testimonianze sul disprezzo verso i frammenti dell'Eucaristia sono terribili e molto dolorosi).

    Ma senza una preghiera costante i giovani abbandonano la pratica della fede perché non riescono a seguirla e, se non la abbandonano, questa diventa un'abitudine, espressione di fariseismo, tanto che spesso i giovani fanno la Comunione senza essersi confessati anche se hanno commesso peccati gravi.

    Poveri giovani! E poveri giovani del Cammino!
    So che "fuori" c'è il "mondo", ma se il Cammino insegna a disprezzare i frammenti dell'Eucaristia, è meglio il mondo.

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  15. Pensieri sparsi del mattino

    È stato detto "La comunità cammina con il passo del più lento" (o qualcosa di simile)
    Fesserie. Te lo fanno credere al 1° scrutinio... te lo fanno credere al 2° (visto che nel 99,9% dei casi tutte le comunità lo ripetono almeno una volta)... ma dopo non è assolutamente così.
    Non sei pronto al 2° scrutinio? Vai in un'altra comunità.
    Non sei pronto per la traditio? Non esci o ti mandano un tempo a fare missione a casa...
    Non sei pronto per la redditio? Farai la professione di fede un altro anno...
    La comunità continua a camminare, altro che aspettare il più lento.

    È stato detto: "I figli dei NC vengono iniziati al post cresima del CN, anticamera del Cammino vero e proprio"
    Uh, quante volte ho sentito il "catequista" ripetere (con tono da vigile urbano: chi ha orecchi intenda) "voi genitori che avete figli che hanno fatto la cresima DOVETE fargli frequentare il postcresima! ci siamo capiti? non cominciate con le solite minc***te della scuola, lo studio, la palestra, il calcetto..."
    Oppure: "Se dopo 10-15 anni che siete nel cammino, i vostri figli non fanno le catechesi allora «nata caputu nenti» (non avete capito niente), avete fallito come genitori e come catecumeni"
    E giù con i sensi di colpa nelle famiglie... salvo poi scoprire che i figli di altri catequisti non fanno nè postcresima nè cammino... e quindi si cerca di minimizzare, sviare l'argomento, fare pietismo con "...è la mia spina nel calcagno... è la mia sofferenza..."

    Etneo

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  16. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  17. Quello che colpisce della parabola del figlio prodigo, oltre al fatto che il padre lo vide quando ancora era lontano, cosa che fa pensare che, anche dopo anni, non aveva mai smesso di pensare a lui e di scrutare l'orizzante nella speranza di scorgerlo, è che il padre, alla richiesata del figlio di avere la sua parte di eredità, non oppose nessuna resistenza.

    La sua casa avrà avuto dei muri, ma senza filo spinato. Il padre non minacciò: lo lasciò andare.
    Questo nonostante nella parabola la casa del padre rappresenti l'amore stesso di Dio e, anche, la Chiesa, mentre il Cammino NON rappresenta la Chiesa.
    Fuori dal Cammino c'è ancora la Chiesa e c'è ancora l'amore di Dio. E forse è proprio nel Cammino che mancano. Per cui uscire dal Cammino non significa affatto perdersi.
    Per molti, infatti, è stato un ritrovare la strada.

    Il senso di apertura del padre della parabola deve essere l'attegguiamento di chi evangelizza senza fare PROSELITISMO.

    Il Cammino, invece, tratta i suoi adepti non come figli, come fa la Chiesa, ma come salariati, o schiavi. Gli SERVONO per espandersi e arricchirsi.
    Questa l'esperienza di tutti quelli che escono, che ormai sono ben di più di chi è rimasto.

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  18. I figli del CNC, poverini, vivono una dicotomia, una forma di dissociazione, perché si destreggiano su quello che la Comunità ed i loro genitori, i loro padrini ed i loro catechisti impongono, e l'attrattiva ad uniformarsi o perlomeno a conoscere il "mondo". E mi pare anche giusto, non si può aderire ad una cosa se si conosce solo quella.
    Per questo cercano di trarre il meglio dallo stare in comunità, magari suonando qualche strumento, facendo i "cantori", ballando il balletto (di cui ad una GMG inventarono anche le giravolte, per dare un po' più di frizzo), aspettando le agapi per mangiare manicaretti che spesso non hanno preparato, l'attesa delle GMG, occasioni per viaggi che altrimenti non farebbero mai nella vita...

    C'è solo da comprenderli in fondo, stretti in una morsa che non lascia scampo. Scalpitano come puledri chiusi in un recinto.
    I miei figli, come anche altri, ma pochi, hanno invece respirato in casa nostra la buona fede, il crederci davvero, e probabilmente per questo sono tra quelli che fanno le cose "per bene" ed hanno praticamente tutti i loro coetanei contro.
    Una delle mie figlie ha fatto recentemente il II passaggio, quello nel quale viene presentata la decima.
    Io le ho parlato molto di questa "norma ebraica" e non certo cristiana, che obbliga i camminanti a versare mensilmente al Cammino una parte, che per alcuni può anche essere vitale, delle loro sostanze.
    Morale: mia figlia ha deciso di non dare la decima, e senza sensi di colpa, grazie a Dio!
    Non ce la fa a lasciare, ha pure il fidanzato lì dentro, per cui mi dice spesso che ci rimarrà, ma senza osservare quello che le parrà sbagliato, mentre prima la nostra famiglia osservava tutto, ma proprio tutto.
    La considero una piccola vittoria.

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  19. Però volevo dire che alla fine, l'articolo non è per sindacare il comportamento di questi poveri giovani neocat, ma per arrivare attraverso le loro "testimonianze", ad evidenziare le STORTURE del Cammino, ingenuamente pubblicate da dei giovani con la voglia di evadere, ma ugualmente TESTIMONIANZE di ciò che avviene nel CNC.
    E che cosa avviene?
    Riguardo all'Eucarestia si può vedere:
    1) Che i figli del CNC, a volte anche corresponsabili (?), non amano l'Eucarestia, stanno disattenti e se possono cercano il modo di marinarla accampando mille scuse, che poi sono menzogne (verissimo, esperienza vissuta. Per sopravvivere nel CNC bisogna imparare la MENZOGNA).
    2) Che d'estate le Comunità "sospendono" la frequentazione. E non è per "vacanze al mare". Moltissimi e lo so per certissimo, non vanno anche se rimangono in città. Nel CNC la fede "va in vacanza d'estate", magari c'è di meglio da fare, non fosse altro che oziare...
    3) Che l'indottrinamento inizia dall'infanzia. Pregare per il Trio Lescano a 6 anni è mostruoso. Manco sanno per chi pregano questi poveri bambini.
    4) Che la Messa è dispregiata e svalutata rispetto alla loro Eucarestia. Lo diciamo sempre noi...
    5) Che la pagnotta azzima lascia copiose briciole che molti dissacrano gettandole per terra, non avendo compreso per niente all'interno del CNC il valore dell'Eucarestia.
    6) Che i soldi che danno non bastano mai e ne hanno contezza. Indebitarsi per comprare i fiori o quant'altro ne è l'esempio. Non bastano, aggiungo, perché ormai la gente dà sempre meno e i giovani, spesso studenti, ne subiscono il peso.
    7) Che nel CNC la figura del prete è disprezzata: ambiscono al sacerdozio femminile a al "popolo sacerdotale" alla "maniera di Melkisedec". Quanti ricordi... che lo inficcavano in testa continuamente questo concetto.
    8) Che le "brevi" ammonizioni sono spessissimo strampalate ed eretiche "omelie" che oscurano l'omelia vera sacerdotale. Potere ai laici! Anche questo lo diciamo sempre, lo Statuto è disatteso.
    9) E poi, in finale, il meme sul "sangue di Cristo", col ragazzo ubriaco che risponde "e con il tuo spirito", non si può proprio vedere. Ecco l'effetto del dare il vino ai tredicenni. Lo considerano vino, mica il sangue di Cristo avvenuto nella transustanziazione, nessuno MAI glielo ha spiegato.

    Questo, per me è importante, la conferma ad opera dei neocatecumenali stessi di come vivono la loro "fede" e quali dissacrazioni operano.

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  20. E poi i neocatecumenali dicono che il Papa è bello sorridente...

    Papa: io Pontefice assediato, è importante pregare per me.
    "È importante che la gente preghi per il Papa e per le sue intenzioni. Il Papa è tentato, è molto assediato: solo la preghiera del suo popolo può liberarlo". Lo ha detto il Papa nell'incontro con i Gesuiti nel recente viaggio in Africa...
    "Quando Pietro era imprigionato, la Chiesa ha pregato incessantemente per lui. Se la Chiesa prega per il Papa, questo è una grazia. Io davvero - dice Francesco - sento continuamente il bisogno di chiedere l'elemosina della preghiera".

    http://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2019/09/26/-papa-io-pontefice-assediatoimportante-pregare-per-me-_75e1e91a-1aa4-402c-a307-a584dae3e6c5.html

    Chi lo assedia?
    Quali tentazioni?

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  21. Piccolo ot: qualcuno sa se kiko ha già fatto la connivenza d inizio corso? Di solito le date sono queste... Pura curiosità. Un ex

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    1. Da stasera a domenica a Porto San Giorgio tutte le comunità di Kiko ( Italia,Spagna, Francia). Anonimo che ben sa

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  22. Ho avuto modo di inserire altrove le mie osservazioni sui cosiddetti "figli del cammino", che vengono portati dai genitori a seguire le catechesi non appena possibile (sempre più presto! Negli anni Novanta, i genitori li portavano alle catechesi verso i 14-15 anni, poi l'età si è man mano abbassata, adesso siamo sui 13 e a volte anche 12 anni!). Purtroppo nel cammino, a fronte di una insistenza costante sulla c.d. "apertura alla vita", non si parla mai, e dico MAI (in circa 27 anni di cammino non ho mai sentito pronunciare la parola educazione) dell'educazione dei figli, come se i figli bastasse farli, e quanti più possibile, poi qualcuno ci penserà a educarli, Dio o la comunità. In pratica, questo significa che questi bambini, come ricordava Autore della Lettera, sono per lo più cresciuti da parenti (nel migliore dei casi), da baby sitter casuali e da fratelli/sorelle di comunità, a causa dei numerosi impegni di comunità dei genitori (quando sono catechisti in alcuni periodi, come ricordava Autore... possono arrivare ad assentarsi sette sere su sette). In più, questi figli, come tutti i figli, imparano dall'esempio più che dalle parole. E che esempio ricevono nella gran parte dei casi? L'esempio di persone ipocrite che predicano bene e razzolano male. Predicano dell'importanza dell'Eucaristia e poi magari si assentano per futili motivi, non andando a messa la domenica. Predicano dell'amore al prossimo, e ancor più al nemico e poi sputano veleno a ogni pie' sospinto sui fratelli di comunità, sul parroco che cerca i porre dei freni al cammino, sul vescovo che prescrive di celebrare la Pasqua o la Pentecoste insieme al resto della parrocchia e su chiunque costituisca un ostacolo alla loro bramosia di essere, di apparire, di conquistare i posti più prestigiosi... . Predicano di lasciare i beni e poi loro spendono e spandono per comprarsi gioielli, vestiti firmati, macchine di lusso, l'ultimo smart phone uscito, ecc. E così via. E' questa la "fede" che viene loro trasmessa. E' chiaro poi che questi giovani non credono veramente a quello che fanno e ai fanno beffe dell'Eucaristia, del pane e del vino consacrati, dei presbiteri, della Parola di Dio, dei fratelli di comunità che magari ci credono veramente, che ascoltano sul serio la Parola, ecc., ecc. ecc. I pochi figli che vengono veramente educati cristianamente dai genitori si trovano a disagio, sono pesci fuor d'acqua, e sono in netta minoranza, a mio parere fra il 20 e il 30%, a volte anche meno. E vengono messi alla berlina dagli altri, appunto dalla stragrande maggioranza dei figli del cammino, che mediamente sono ragazzi estremamente maleducati, irrispettosi di tutto e di tutti.

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  23. (Segue) Nella mia esperienza mi sono mio malgrado incontrato e scontrato con la casistica negativa più varia: dal figlio del responsabile di una comunità più anziana che ci ha rubato in casa e un anno dopo ha rubato in casa di una ragazza della comunità la cui famiglia non era in cammino, da un altro ragazzo che mandava messaggi con immagini pornografiche alla figlia di una sorella di comunità, a un ragazzo che stava con due o più ragazze contemporaneamente e non ci vedeva nulla di male, a un altro ancora che fumava e vendeva fumo (canne) come se niente fosse. Se ci si lamenta con i catechisti e si chiede consiglio su cosa fare, generalmente si viene accusati di giudicare. Siccome si tratta di figli di camminanti, i catechisti non hanno nessuna voglia di rischiare di inimicarsi qualcuno di loro e allora tacciono su tutto il fronte (ricordo ancora una convivenza di primo passaggio in cui alcuni ragazzi avevano rubato delle attrezzature elettroniche e distrutto un lavandino e i catechisti zitti come mosche, imponendo anche a noi il silenzio con i genitori degli interessati: se questa non è ipocrisia, cosa è?). Sinceramente sono contento di aver lasciato i neocat. prima che i miei figli raggiungessero l'età delle catechesi, perché l'idea che si trovassero a stretto contatto con simile fauna umana non ci faceva dormire sonni tranquilli... Il "mondo" sarà pure brutto, ma i figli neocat. non sono meglio, anzi.

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  24. @Etneo
    @Libera

    Infatti , ma quale passo del più lento.
    Se qualcuno non reagisce come da “programma” alla “cura” neocatecumenale il buon catechista usa due metodi super-collaudati.

    Primo metodo: blocca la comunità rimarcando i nomi di chi non si è adeguato alla tabella di marcia, così è la stessa comunità a “pungolare” i “ritardatari”.

    Secondo metodo : blocca solo i “ritardatari” e li rimanda a camminare un tempo indefinito (a discrezione dell’illuminato catechista),con un’altra comunità più giovane.

    Se i “ritardatari” sono una coppia, viene bloccato anche il coniuge, anche se è ligio al cammino.
    Potete capire da soli cosa significa per una coppia sapere di essere stati “mandati indietro” per “colpa” di uno solo dei due coniugi.

    Sentimenti di rabbia e ingiustizia per uno e sensi di colpa e frustrazione per l’altro.
    Se poi uno dei coniugi decide di uscire dal cammino, allora sono problemi seri per chi rimane che non si sentirà MAI e dico MAI accettato fino in fondo dal cammino e di conseguenza dalla comunità.

    Non ti dicono mai niente in faccia, ma è giocoforza che non puoi accedere ad alcuni ruoli di coppia, tipo responsabile o catechista, perché per il cammino non è credibile un coniuge che non è riuscito a portare o a tenere in comunità l’altro coniuge.

    Inoltre ti sentirai sempre “imperfetto” rispetto alle altre coppie, una sorta di “fallito”, con ovvie conseguenze che incidono sul rapporto matrimoniale, battutine, sfrecciatine, discriminazioni magari involontarie ma quanto mai reali, etc.
    Veleno in piccole gocce.

    Questo capita anche se non porti i tuoi figli in comunità in giovane età, come prescritto dalle consuetudini neocatecumenali.

    Decisione da prendere sui figli, che separa ancora di più le coppie “miste” di cui uno dentro e uno fuori dal CN.

    I catechisti nel caso dei figli dei neocatecumenali sono capaci di citare addirittura lo Statuto per portare l’acqua al proprio mulino, statuto che recita testualmente :” I genitori sono istruiti a trasmettere la fede ai figli in una celebrazione domestica, fatta durante le Lodi della Domenica. I figli sono preparati alla Prima Comunione e alla Cresima nella parrocchia e dopo i 13 anni sono invitati a iniziare il Cammino Neocatecumenale.” (Statuto 2008- Art.14 - § 2.)

    Chissà a chi è venuta la brillante idea di inserire questo paragrafo nello statuto.

    Quindi Lodi domestiche domenicali (al posto della Messa parrocchiale) e cammino neocatecumenale dopo i 13 anni.

    E’ chiaro che questi ragazzi se fanno le lodi la domenica mattina, vengono portati alla Eucaristia neocatecumenale del sabato sera con i genitori, quindi tra l’andare il sabato sera nella comunità dei

    Continua……..

    RispondiElimina
  25. Continua……..

    genitori o andare il sabato sera nella loro nuova comunità , magari insieme agli altri figli di neocatecumenali, i ragazzi optano per la seconda scelta, almeno stanno insieme ad altri ragazzi.

    Infatti i genitori neocatecumenali con un minimo di buon senso, quando possono, fanno entrare in comunità i loro figli sempre insieme ai figli di altri neocatecumenali.

    Oggi con l’avvento del post-cresima neocatecumenale, sembrava che i “figli del cammino” potessero posticipare l’ingresso nel cammino alla fine del post-cresima cioè a 18 anni, visto che il post-cresima dura 6 anni e inizia dopo la Cresima, cioè intorno ai 12 anni.

    Invece non è così perché la maggior parte dei genitori neocatecumenali, incalzati dai catechisti e coadiuvati dai padrini del post-cresima neocatecumenale, spingono per fare entrare in cammino i loro figli anche se fanno già il post-cresima.

    Quindi questi ragazzi si trovano tra due fuochi, o fanno il post-cresima neocatecumenale che li invita ad entrare anche nel CN o entrano direttamente in cammino, oppure, fanno tutte e due le cose.

    Comunque vengono invitati alle catechesi del cammino, perché i loro padrini del post-cresima sono coppie rigorosamente neocatecumenali e vengono scelti tra i più fedeli e i più anziani di CN.

    Si verificano spesso dei conflitti di interesse quando i padrini del post-cresima sono guarda caso anche catechisti del CN, quindi oltre che portare i figli del cammino in comunità, riescono spesso a “reclutare” anche i loro amici che li hanno seguiti nel post-cresima.

    Dal produttore al consumatore, il post-cresima diventa la ninfa vitale che sostiene lo spompato cammino nel reclutare nuovi adepti.

    Il post-cresima neocatecumenale diventa il polmone verde del cammino o un pre-cammino.

    Nella mia parrocchia non lo hanno presentato cosi, quando venne Don Gianvito a proporlo, è stato presentato come un modo, autonomo, di tenere i ragazzi lontano dalla strada e in una famiglia Cristiana.
    Lo hanno presentato come il fiore all’occhiello della pastorale giovanile di Kiko

    Peccato che i padrini sono solo e solamente neocatecumenali e l’unica strada dove conduce il post-cresima è solo e solamente nel CN.

    Anche i ragazzi che entrano nel post-cresima neocatecumenale e non sanno neanche che cosa è il CN, vengono considerati dai padrini come “riservati” al CN.
    Vengono difesi con le unghie e con i denti dalla pastorale giovanile della parrocchia.
    Sono considerati proprietà privata del CN e deve essere consultato, in prima persona, il responsabile locale del post-cresima prima di poter invitare questi ragazzi a qualsiasi attività che riguarda la pastorale giovanile della parrocchia che li ospita.

    Lo sappiamo bene che il CN è in crisi, non entra più quasi nessuno in comunità, quindi questi ragazzi del post-cresima e le loro famiglie sono considerati già parte integrante del CN e coltivati e difesi ad oltranza.

    Senza di loro si chiude quel filino di acqua che alimenta lo stagno semi-vuoto del CN.

    LUCA

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    1. @LUCA

      Hai fatto un reportage perfetto, ma vorrei aggiungere, per quello che ho visto nella parrocchia dove stavo io ed in altre limitrofe, che il post cresima è diventato anche l'alibi per quei genitori i cui figli non sono interessati ad entrare in comunità.

      Siccome non avere i figli in comunità è un onta per i genitori neocatecumenali, cioè significa non aver dato segni, non aver passato bene la fede, non essere bravi credenti, ecc., allora quelli che hanno figli che non vogliono fare il Cammino (e sono moltissimi), adducono come scusante che il loro figlio "per adesso vuole fare solo il post cresima", per ora aspetta... come se il post cresima avesse lo stesso valore che fare il cammino, anche in termini di impegni.

      Intanto passano gli anni, la cosa decanta e poi se il figlio non vuole entrare nel Cammino nessuno ci pensa più perchè ormai è grande e così si risparmiano l'"onta del figlio che rifiuta il Cammino" a 13 anni.

      Da noi c'era un'unica bellissima pastorale giovanile voluta dal parroco (neocatecumenale). Nell'equipe c'eravamo anche io e mi marito e facevamo tantissime cose con una trentina di ragazzi (neocatecumenali) di tutte le età, dai 15 ai 30 anni.

      Quando iniziammo a diventare "impopolari" coi catechisti (ma non col parroco), smantellarono anche la pastorale giovanile, che funzionava benissimo ed obbligarono il parroco a mettere il post cresima, dividendo i giovani per età.
      Quelli oltre i 18 rimasero allo sbaraglio e si dispersero, quelli under 18 vennero divisi per anno di nascita, col risultato che per ogni anno non si arrivava nemmeno al minimo di presenze richiesto, per cui dovettero accorpare più anni insieme.
      Fecero responsabile del post cresima uno che mandava e manda tuttora i suoi figli in Cammino in un'altra parrocchia (ad oggi 4), perché la nostra era peggiore, più piccola e incasinatamente problematica.
      Quindi questo si occupava dei figli degli altri avendo "messo in salvo i suoi". Una cosa pateticamente ridicola. Ultimamente so che è stato rimosso, date anche le segnalazioni in merito (anche nostre).

      Morale: ad oggi la situazione dei giovani in quella parrocchia è disastrosa, tutti dispersi.
      Ma i catechisti, quando chiusero la pastorale giovanile e la sostituirono col post cresima, dichiararono a tutti con queste parole che "il Signore ci ha illuminati di fare questo..."

      "Illuminati"...
      Non credo proprio che sia il Signore ad illuminare la distruzione, o forse sì, quella del CNC.
      Certo è che con "illuminazioni" come queste è sicuro che il CNC si autodistrugge.
      Lì riguardo ai giovani è successo.

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    2. Questo sfacelo è stato causato dallo strapotere dei laici "illuminati" catechisti. Purtroppo nelle parrocchie neocatecumenalizzate, se il parroco è neocat., appunto, cede tutto il potere ai catechisti, che ovviamente pensano al solo cnc... Stessa cosa nell'ultima parrocchia in cui ho fatto il Cammino: il parroco non decideva più nulla e il catechista capo della 1a comunità decideva al posto suo. Era sul tipo dei laici tuttofare che pensano di sapere tutto meglio di tutti, sui quali si è espresso così bene il Papa qualche tempo fa. La parrocchia era stata pertanto trasformata in un'appendice del Cammino... Con tutte le conseguenze: totale marginalizzazione di tutti gli altri gruppi e fuga dei parrocchiani. E poi dicevano che la parrocchia era morta... Ovvio, col loro modo di fare l'hanno uccisa i neocat.

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  26. O.T.:
    Leggo ora su Avvenire che il Papa avrebbe detto, nel corso dei recenti colloqui con i confratelli gesuiti:
    "L'identità stessa della Chiesa è evangelizzare. Purtroppo, però, non solamente nelle sètte, ma anche all'interno della Chiesa cattolica ci sono gruppi fondamentalisti. Sottolineano il proselitismo più che l'evangelizzazione".
    Dunque io vi chiedo di illuminarmi su quali potrebbero essere questi gruppi fondamentalisti all'interno della Chiesa che evangelizzano più per proselitismo. Facciamo proprio i nomi, perché un piccolo dubbio sulle dichiarazioni che hanno attribuito al Papa i fratelli neocatecumenali un po' mi viene...
    Fine O.T.

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    1. Ah non il CNC. Il Papa ha detto che sono fantastici, non fanno proselitismo e danno testimonianza.
      Lo hanno dichiarato loro nel loro comunicato stampa. :)

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  27. Ho avuto modo di inserire altrove le mie osservazioni sui cosiddetti "figli del cammino", che vengono portati dai genitori a seguire le catechesi non appena possibile (sempre più presto! Negli anni Novanta, i genitori li portavano alle catechesi verso i 14-15 anni, poi l'età si è man mano abbassata, adesso siamo sui 13 e a volte anche 12 anni!). Purtroppo nel cammino, a fronte di una insistenza costante sulla c.d. "apertura alla vita", non si parla mai, e dico MAI (in circa 27 anni di cammino non ho mai sentito pronunciare la parola educazione) dell'educazione dei figli, come se i figli bastasse farli, e quanti più possibile, poi qualcuno ci penserà a educarli, Dio o la comunità. In pratica, questo significa che questi bambini, come ricordava Autore della Lettera, sono per lo più cresciuti da parenti (nel migliore dei casi), da baby sitter casuali e da fratelli/sorelle di comunità, a causa dei numerosi impegni di comunità dei genitori (quando sono catechisti in alcuni periodi, come ricordava Autore... possono arrivare ad assentarsi sette sere su sette). In più, questi figli, come tutti i figli, imparano dall'esempio più che dalle parole. E che esempio ricevono nella gran parte dei casi? L'esempio di persone ipocrite che predicano bene e razzolano male. Predicano dell'importanza dell'Eucaristia e poi magari si assentano per futili motivi, non andando a messa la domenica. Predicano dell'amore al prossimo, e ancor più al nemico e poi sputano veleno a ogni pie' sospinto sui fratelli di comunità, sul parroco che cerca i porre dei freni al cammino, sul vescovo che prescrive di celebrare la Pasqua o la Pentecoste insieme al resto della parrocchia e su chiunque costituisca un ostacolo alla loro bramosia di essere, di apparire, di conquistare i posti più prestigiosi... . Predicano di lasciare i beni e poi loro spendono e spandono per comprarsi gioielli, vestiti firmati, macchine di lusso, l'ultimo smart phone uscito, ecc. E così via. E' questa la "fede" che viene loro trasmessa. E' chiaro poi che questi giovani non credono veramente a quello che fanno e ai fanno beffe dell'Eucaristia, del pane e del vino consacrati, dei presbiteri, della Parola di Dio, dei fratelli di comunità che magari ci credono veramente, che ascoltano sul serio la Parola, ecc., ecc. ecc. I pochi figli che vengono veramente educati cristianamente dai genitori si trovano a disagio, sono pesci fuor d'acqua, e sono in netta minoranza, a mio parere fra il 20 e il 30%, a volte anche meno. E vengono messi alla berlina dagli altri, appunto dalla stragrande maggioranza dei figli del cammino, che mediamente sono ragazzi estremamente maleducati, irrispettosi di tutto e di tutti.

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  28. (... Continua)
    Nella mia esperienza mi sono mio malgrado incontrato e scontrato con la casistica negativa più varia: dal figlio del responsabile di una comunità più anziana che ci ha rubato in casa e un anno dopo ha rubato in casa di una ragazza della comunità la cui famiglia non era in cammino, da un altro ragazzo che mandava messaggi con immagini pornografiche alla figlia di una sorella di comunità, a un ragazzo che stava con due o più ragazze contemporaneamente e non ci vedeva nulla di male, a un altro ancora che fumava e vendeva fumo (canne) come se niente fosse. Se ci si lamenta con i catechisti e si chiede consiglio su cosa fare, generalmente si viene accusati di giudicare. Siccome si tratta di figli di camminanti, i catechisti non hanno nessuna voglia di rischiare di inimicarsi qualcuno di loro e allora tacciono su tutto il fronte (ricordo ancora una convivenza di primo passaggio in cui alcuni ragazzi avevano rubato delle attrezzature elettroniche e distrutto un lavandino e i catechisti zitti come mosche, imponendo anche a noi il silenzio con i genitori degli interessati: se questa non è ipocrisia, cosa è?). Sinceramente sono contento di aver lasciato i neocat. prima che i miei figli raggiungessero l'età delle catechesi, perché l'idea che si trovassero a stretto contatto con simile fauna umana non ci faceva dormire sonni tranquilli... Il "mondo" sarà pure brutto, ma molti figli neocat. non sono tanto meglio, anzi.

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    1. E poi dicono che "fuori dal cammino sei perduto"! Eccerto, se sei ancora dentro puoi fare tutto quello che ti pare, tanto nessuno ti dice nulla. Però siamo noi, miseri cristiani della domenica, ad essere brutti, sporchi, cattivi ed ipocriti (ve la ricordate l'ultima invettiva contro "i parrocchiani che erano gente terribile")? Loro no, sono tutti dei santi. IPOCRITI e FALSI

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  29. Haha, che spasso!
    Comunque, è una cosa che succede spesso, nelle sette: i più giovani, quelli "nati" in comunità, hanno un atteggiamento diverso per le figure autorevoli del gruppo. Mentre i loro genitori li vedono più spesso come autentici profeti, i più giovani, nati nel CNC, li vedono per quello che sono: esseri umani pieni di difetti, contraddizioni e manie, che non riescono a nascondere dietro un'aura di falsa autorità con la pretesa che lo Spirito Santo "parli per bocca loro".
    Per dirla più terra-terra, i membri più vecchi sono quelli che ci credono sul serio, essendosi uniti volontariamente al CNC. Quelli più giovani nati nel CNC, invece, lo trattano come fanno tutti i giovani con le figure d'autorità nel periodo adolescenziale: sghignazzandone e fregandosene, limitandosi ad un'adesione di facciata. La varie pagliacciate neocat vengono considerate per quello che sono: pagliacciate. Se per i più vecchi scherzare sulle cose del CNC è un mezzo sacrilegio, per i più giovani non è niente di che, anzi. C'è più gusto!
    Il CNC di oggi è l'ombra di ciò che era: è un baraccone maltenuto. Kiko è vecchio e stanco, nuovi membri non ne entrano più, e i più giovani che ci sono nati dentro ne ridono. Farebbe quasi compassione, se non mi venissero in mente le centinaia di vite che hanno distrutto o lasciato sul lastrico.

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