martedì 10 settembre 2019

TROVA LA DIFFERENZA: EVANGELICO O NEOCATECUMENALE?

Se avessimo ancora dei dubbi riguardo a quale professione religiosa assomigli di più il Cammino Neocatecumenale, possiamo toglierceli leggendo questo articolo della Chiesa Cristiana Evangelica (una denominazione protestante abbastanza nota) in cui ci sono -che combinazione!- numerosi punti di vista tipicamente neocatecumenali e in opposizione al cattolicesimo.

Noi, per chi fosse confuso, apparteniamo alla Santa Chiesa Romana CATTOLICA ed Apostolica, gli Evangelici sono “ALTRO”, per loro stessa ammissione.

DIFFERENZE:
Cosa dicono i protestanti sul Battesimo:

Il Signore, Gesù Cristo, non ha mai detto di battezzare i bambini. Può chiedere il battesimo soltanto chi ha creduto. Per questo motivo battezziamo soltanto chi ha fatto una confessione di fede in Cristo. Come leggiamo nel Vangelo di Marco 16,15:
Poi disse loro: «Andate per tutto il mondo e predicate l'evangelo a ogni creatura; chi ha creduto ed è stato battezzato, sarà salvato; ma chi non ha creduto, sarà condannato.»
Battezzare un neonato che non può esprimere la propria volontà non corrisponde al carattere di Dio che vuole che le persone scelgano di seguirlo liberamente con la propria volontà. Dio non ha dato a nessuno l’autorità di fare di un altro un cristiano. Diventare un seguace di Gesù non può essere la scelta dei genitori ma è una scelta personale.

Battezzare i bambini è un errore grave perché le persone si illudono di essere cristiani. E invece non lo sono.

Il Battesimo è un importante simbolo che Gesù ci ha lasciato. È la pubblica testimonianza di chi ha dato la sua vita a Cristo. Pietro disse loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.»
(Nota: in realtà il battesimo dei bambini è indirettamente attestato nelle Scritture fin da Pietro e gli Apostoli, e lasciare un bambino senza battesimo è come lasciarlo malato in attesa che decida personalmente di farsi curare. La "malattia" in questione è il peccato originale. Nel Cammino non solo si ripete la scenografia protestante, ma si tende a rinviare il battesimo dei bambini almeno fino alla Pasqua successiva, in modo da celebrarlo con le scenografie di Kiko...)


Battesimo Evangelico

Battesimo neocatecumenale

Cosa dicono i protestanti su Maria e i Santi:
Per noi Maria è una donna speciale, perché fu scelta da Dio per portare nel suo grembo il nostro Signore e Salvatore, Gesù. Lei non essendo ancora sposata accettò di restare incinta miracolosamente, rischiando di essere lapidata. Maria è per noi un esempio di ubbidienza e fede, alla pari di altri grandi uomini di Dio, come Abramo, Mosè, Daniele ecc.
[...]
La Bibbia ci insegna a rivolgerci in preghiera al Creatore e non alla creatura. Pregare e ringraziare la creatura, vuol dire: dare gloria a chi non dobbiamo darla. Dio è Creatore, Dio è onnipresente. La creatura, Maria, non può essere onnipresente, essendo creatura. La Bibbia dice in Romani 1:
«Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore che è benedetto in eterno. Per questo Dio li ha abbandonati.»
Quindi siamo convinti alla luce della Bibbia che Dio non vuole che preghiamo i Santi o Maria. Nella Bibbia troviamo scritto molte volte che Dio è un Dio geloso e che non darà la sua gloria a nessun altro.
Isa 42:8 Io sono l'Eterno, questo è il mio nome; non darò la mia gloria ad alcun altro né la mia lode alle immagini scolpite.
Dogma di fede cattolica:
Maria è assunta in Cielo
in anima e corpo -
non solo l'anima come dice Kiko

(Nota: i protestanti - e i neocatecumenali - fingono di non sapere che la preghiera ai santi e a Maria è richiesta di "intercessione" presso Dio. Fingono di non sapere che gli specialissimi privilegi concessi alla Vergine sono in realtà dovuti al fatto che non è semplicemente una "donna speciale": per esempio, poteva forse il Redentore nascere in una storia umana - cioè di peccato -, sia pure da una "donna speciale"? poteva forse la Madre di Dio passare attraverso la dissoluzione della morte - come qualsiasi peccatore, ancorché santo -, e aspettare il Giudizio Universale prima di poter accedere al Paradiso? se la Beatissima Vergine fosse solo una "donna speciale", se ne deduce che Gesù è al massimo un "uomo speciale". Anche i neocatecumenali vanno blaterando scempiaggini del genere, dicendo corbellerie kikiane-carmeniane come quella eresia del "Gesù fece esperienza del perdono del Padre"; e anche se si riempiono la bocca di paroloni "Shekinà del Signore", non sono realmente devoti dell'Immacolata Regina degli Angeli e dei santi. Infine, vi pare possibile che per venti secoli i santi di tutte le epoche - precedenti e successive alla ribellione protestante - si siano sbagliati a essere devoti della Vergine?)


Cosa dicono i protestanti sulle statue:
Se leggiamo i dieci comandamenti come sono scritti nella Bibbia in Esodo 20, il secondo comandamento dice questo:
Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai, perché io, l'Eterno, il tuo DIO, sono un Dio geloso…
Dio non vuole che l’uomo si faccia delle statue come oggetti di culto. Invece la Chiesa Cattolica è piena di statue e la gente li usa come oggetto di culto. Gli Ebrei fino ad oggi non hanno statue di nessun tipo e nemmeno i cristiani Evangelici. Di fronte alla Bibbia siamo convinti che il culto attorno alle statue e immagini all’interno della Chiesa Cattolica sia un grosso errore. [...]
Leggiamo il decimo comandamento come Dio l’aveva scritto Esodo 20, versetto 17:
«Non desiderare la casa del tuo prossimo, non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo».
(Nota: i protestanti non capiscono - o per comodità e polemica fingono di non capire - che statue e immagini sacre non vengono "adorate" dai cattolici. Il soldato in guerra che guarda la foto sbiadita e strappata della propria amata, non "ama" la foto, ma ciò che la foto gli ricorda. L'idolatria condannata nella Bibbia è la pretesa che la statua, il totem, l'immagine, sarebbe davvero "divina", anziché una rappresentazione artistica che ispira preghiera e devozione. Ricordiamo in particolare che nel Cammino l'unica "arte" ammessa è quella autoelogiativa di Kiko, col Redentore rappresentato con le fattezze di Kiko, la Trinità rappresentata da Kiko-Carmen-Pezzi, i funerali kikizzati, il presepe di Palomeras Kiko Altas, la cella di SanKiko aperta ai pellegrini, la cosiddetta "icona del Cammino" con le scritte "Maria Kiko", tanto per far capire chi è che i kikos devono considerare come redentore...)


Cosa dicono i protestanti sull’eucaristia:
La Chiesa Cattolica insegna la dottrina della transustanziazione, cioè che l’ostia durante il rito dell’eucaristia si trasformi in vero corpo di Cristo e il vino si trasformi in vero sangue di Cristo.
[...] 1. Cor 11,23-26:
Poiché io ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso: che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane, e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: "Prendete, mangiate; questo è il mio corpo che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me
Parimenti, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: "Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me". Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga.

Santa cena evangelico-protestante







Mensa neocatecumenale











(Nota: i protestanti sbagliano poiché in realtà il Signore ha comandato agli Apostoli di celebrare l'Eucarestia, non una "santa cena" nel senso di pio ricordino. Colui che risuscitava i morti solo volendolo, guariva gli storpi solo volendolo, moltiplicava pani e pesci solo volendolo, azzerava venti e tempeste, quando ha detto «questo è il Mio corpo» non poteva star parlando per metafore. Se fosse bastato celebrare una cena-"ricordino"-memoriale, non avrebbe scelto il momento più drammatico del suo ministero per istituirla e non avrebbe detto «è il Mio corpo», ma avrebbe detto "vi significherà/ricorderà il Mio corpo". Precisiamo pure che i kikos non credono nella presenza reale: per loro il Signore "passa", non permane; per loro l'Eucarestia è un rituale che va bene solo se si celebra alla maniera di Kiko e Carmen, rituale autocelebrativo che dà eccessivo peso all'aspetto "conviviale", tant'è che usano le pagnottone e le insalatiere)


Cosa dicono i protestanti sul purgatorio:
Nella Bibbia non esiste il purgatorio. Esiste soltanto l’inferno e il paradiso, cioè la morte eterna e la vita eterna (Luca 16 e tanti altri passi). Non esiste un luogo di espiazione temporanea di peccati. Gesù Cristo quando è morto sulla croce ha espiato i nostri peccati. Non li ha espiati a metà ma completamente. L’insegnamento del purgatorio invece ha prodotto un sacco di anomalie e stranezze come le indulgenze ma anche le messe per i morti. Sono state proprio le indulgenze vendute dall’inviato del Papa che ha fatto scattare la riforma di Martin Lutero.
Dio non ha mai detto nella Sua Parola che noi possiamo fare qualcosa per la salvezza delle persone defunte.
(Nota: nella Bibbia esiste il purgatorio - solo che non viene chiamato così, e Nostro Signore stesso in Mt 5,25-26 allude alla purificazione che evita la perdizione -, e nell'Antico Testamento si riporta anche del pregare in suffragio per i defunti - cfr. il caso dei sette fratelli Maccabei: se i defunti non rischiassero il purgatorio, non avrebbero bisogno di preghiere in suffragio, non potrebbero “lungo la via” ottenere salvezza. Del resto non tutti i peccati sono peccati mortali. Ma come al solito i protestanti censurano o mistificano ciò che della Bibbia non fa loro comodo.
Ricordiamo in particolare che la ribellione di Lutero scattò dal fatto che i banchieri tedeschi Fugger, che avevano in appalto la raccolta delle indulgenze, l'avevano rapidamente trasformata in commercio facendo leva su qualche ecclesiastico corrotto, e ai prìncipi tedeschi non pareva vero poter confiscare i beni ecclesiastici.
Riguardo al Cammino, non solo non si parla mai di purgatorio, ma si insinua che il paradiso sarebbe una cosa automatica per tutta la comunità che ubbidisce a Kiko, e l'inferno sarebbe solo per chi non fa il Cammino o, peggio, lascia il Cammino)


Cosa dicono i protestanti sul Papato:
“Ma voi non fatevi chiamare maestro, perché uno solo è il vostro maestro: Il Cristo, e voi siete tutti fratelli. E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è vostro Padre, colui che è nei cieli. Né fatevi chiamare guida, perché uno solo è la vostra guida: Il Cristo.”

Gesù proibisce ai suoi di farsi chiamare con il titolo “padre”. Eppure i preti e anche il cosiddetto “Papa” lo fanno. Lui stesso vuole essere il capo della sua chiesa, e che i credenti siano tutti fratelli. Le Chiese Evangeliche quindi non hanno e non riconoscono un Papa, però sono legati tra di loro da uno Spirito di forte comunione. Le chiese evangeliche non hanno una direzione centrale (come la Chiesa Cattolica o i Testimoni di Geova), la quale determina la dottrina. Noi non abbiamo un libro oltre la Bibbia, che spiega il nostro credo, perché la Bibbia stessa è il nostro credo.
(Nota: il Signore ha detto: «E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa», Mt 16,18; cioè il Signore ha edificato un'unica chiesa valida fino alla fine dei tempi - la Sua - e l'ha edificata su Simon Pietro, capo degli Apostoli e "primo Papa". Le chiese protestanti e sedicenti "evangeliche", non rispettano il Vangelo, e lo interpretano in modi diversi a seconda delle convenienze, col sottinteso che per 15 secoli - cioè prima di Lutero - tutti avrebbero sbagliato a credere che l'unica possibile Chiesa è stata edificata su Pietro e dunque sui suoi successori. Essere in "forte comunione" ma fuori dall'unica vera Chiesa, significa aver inventato un'elegante scusa per disubbidire al Signore che ha detto: «Tu sei Pietro».
Nel Cammino Neocatecumenale vige la stessa mentalità protestante: infatti il Papa viene da loro ipocritamente elogiato e puntualmente disubbidito - si consideri ad esempio la questione della liturgia, o le manovrine "tutto all'insaputa del Papa" - proprio come se pensassero che il Cammino non debba adeguarsi alla Chiesa edificata su Pietro, come se ciò che comanda Kiko debba essere fatto anche se contraddice la fede, anche se va contro il Papa)



Cosa dicono i protestanti sul Celibato:
L’imposizione del celibato ai preti non viene da Dio. Per qualcuno può essere buono non sposarsi per avere più tempo da dedicare al ministero per Dio (come l’apostolo Paolo). Ma la normalità per un servitore di Dio è il matrimonio. La Bibbia (l’Apostolo Paolo) dice in 1Tim3,2:
«Bisogna dunque che il vescovo, sia irreprensibile, marito di una sola moglie, … uno che governi bene la propria famiglia e tenga i figli in sottomissione con ogni decoro; ma se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?.»
Un prete dovrebbe avere la sua famiglia per dimostrare di essere un buon capo famiglia. Solo allora potrà essere un buon ministro della chiesa di Dio. La famiglia è il banco di prova per un servizio e una responsabilità in chiesa.
(Nota: i protestanti fanno grande confusione fra la vocazione al sacerdozio e quella al matrimonio. È vero che il celibato sacerdotale è una norma ecclesiastica - quindi solo formalmente "non viene da Dio" -, ma la vita sacerdotale richiede una dedizione totale, quasi sempre incompatibile con i doveri di un uomo sposato. Quella stessa citazione di 1Tim 3,2ss è sufficiente per capire che l'Apostolo già immaginava perfettamente quanto fosse più libero da pesi un vescovo celibe.
Il fatto è che i protestanti disprezzano il sacerdozio, tentando di ridurlo ad un mestiere, una figura simbolica e ornamentale. Proprio come avviene nel Cammino Neocatecumenale, dove viene il “presbitero” viene conservato solo per dare una parvenza di cattolicità alla setta. Nel Cammino, infatti, la gerarchia è composta dai cosiddetti "catechisti", laici, sposati, e per lo più ignoranti e arroganti, la cui parola vale più di ciò che comanda il sacerdote, il vescovo, il Papa).



In un altro articolo si trova aggiunta un'altra considerazione dei protestanti e dei neocatecumenali:
“A motivo della caduta di Adamo, l’intera razza umana ereditò la natura peccaminosa e fu estraniata da Dio. L’uomo è schiavo del peccato, totalmente corrotto, perduto e incapace di salvarsi”.
(Nota: noi cattolici sappiamo che l'uomo non è completamente schiavo del peccato. L'uomo, accettando liberamente la divina grazia, può resistere al peccato, può - e deve - sforzarsi di non peccare. Quel corto circuito dei protestanti e dei neocatecumenali, "l'uomo non può non peccare", censura il libero arbitrio dell'uomo che può sempre ravvedersi e riconciliarsi col Signore, cancella l'azione della grazia di Dio, offerta in modi misteriosi ad ogni anima fino alla morte, cancella la necessità del fuggire le tentazioni...)

Dicono ancora i protestanti:
“La salvezza dell’anima non è frutto di opere meritorie ma esclusivamente un’opera sovrannaturale di Dio, un dono di grazia che l’uomo riceve quando si ravvede dal proprio peccato e crede per fede nel sacrificio di Cristo e lo spargimento del Suo sangue sulla croce”.
(Ravvedersi dal peccato è possibile solo per quello commesso “prima” di credere per fede nel sacrificio di Cristo. Come la si mette col peccato che avviene “dopo”, dato che l’”uomo è schiavo del peccato, totalmente corrotto e incapace di salvarsi?”. Non vorranno mica farci credere che l’incontro con Gesù ti mette al riparo da ogni peccato futuro? Proprio uguale al Cammino Neocatecumenale.
Ricordiamoci anche che Giuda Iscariota si pentì ma andò a uccidersi: "ravvedersi" significa anche accettare il perdono di Dio, desiderare la grazia di Dio. Non a caso Nostro Signore ha istituito il sacramento della riconciliazione)



Il neocatecumenalismo ha strepitosi punti di contatto con i protesttanti: a questo punto ci chiediamo: perché i kikos vogliono essere chiamati cattolici?

Pensateci, pensate a quella “scoperta” che farete nel Cammino Neocatecumenale, quasi per imposizione ed adeguamento, tuttora predicata da Kiko dicendo che Maria “fu assunta in cielo con l’anima(e non col corpo), come succederà anche a noi. Quindi noi come Maria, nessuna differenza.

Pensateci: nessun movimento cristiano “ribattezza” i suoi aderenti.
Nel Cammino Neocatecumenale, anche se si dichiara “riscoperta”, il fatto di essere “simbolicamente” “ribattezzati” da adulti, insinua l’idea che solo DOPO il fasullo doppione si possa essere cristiani. Ossia dopo circa 30 anni di “catechismo.

Il tasto poi dell’Eucarestia non meriterebbe nemmeno menzione, tanto è dibattuto ed evidente. La “santa cena” del “banchetto alla mensa” con un unico PANE ed un unico CALICE DI VINO, ricordano tanto qualcosa…

Anche sul purgatorio ce ne sarebbero da dire.
A parte "Carmen santa subito", anche i comuni camminanti “salgono al Padre” nel giorno della morte. O si credono tutti santi, alla maniera della santa Carmen, o l’idea del purgatorio manco li sfiora (e l'inferno è solo per chi abbandona il Cammino, nevvero?). A proposito, qualcuno sa se son state celebrate Messe in suffragio per la defunta Carmen? No? Ah già, come tutti i neocat era già santa nella “casa del Padre”. Tant'è che hanno subito pubblicato i santini.

Così anche sulla figura del Papa, non mancano somiglianze pratiche con gli Evangelici.
Sì, è vero, il Cammino Neocatecumenale si dichiara fedele al Papa con le parole, lo acclama e lo menziona continuamente, ma nella pratica non lo ascolta e gli disubbidisce.
Acclamare al Papa sembra quasi il prezzo da pagare per rimanere all’interno della Chiesa “CATTOLICA”.
Si sostiene la contrarietà alla gerarchia (accettata nel Cammino Neocatecumenale se funzionale, altrimenti anche ai vescovi si può dare del “Giuda” e “Faraone”), tutti sono “sacerdoti”, “popolo sacerdotale”, non c’è differenza tra clero e laico, anzi, è il laico a guidare.

In ultimo, anche sul celibato. Nell’atto pratico il Cammino Neocatecumenale si comporta come gli Evangelici, sostenendo allo stremo la famiglia molto più del sacerdozio. La predicazione è riservata massimamente a padri di famiglia (a volte anche madri) e i preti vengono ignorati e spesso vessati (quando non sono funzionali), relegando spesso il loro parlare alla sola omelia, specialmente se non sono neocat. Abbiamo centinaia di testimonianze su questo punto.

Faremo anche noi, quindi la nostra CONCLUSIONE:

Nel Cammino Neocatecumenale l’attaccamento al clero ed alla gerarchia è meramente funzionale alla permanenza all’interno della Chiesa, la dimostrazione esteriore che di questa Chiesa “fanno parte”.
La realtà è che trattano i preti come stracci da scarpe e su di loro comandano. Chiamano i vescovi “Giuda” se non li approvano e mentono al Papa dichiarandogli obbedienza per poi fare come vogliono disubbidendo.

Almeno gli Evangelici hanno il coraggio e l’onestà di dichiararsi cristiani “non cattolici”, così è chiaro se prendere o lasciare, mentre il Cammino Neocatecumenale si dichiara cattolico, ma professa una fede che cattolica non è.

34 commenti:

  1. Uomo Liberoooooo!!!10 settembre 2019 08:18

    IL MOVIMENTO DI KIKO È UNA KONTRAFFAZIONE TAROKKATA..

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    1. È una contraffazione del cattolicesimo. Si fingono cattolici ma non lo sono.

      Questo blog non avrà più motivo di esistere, quando la Chiesa sbatterà fuori il Cammino, oppure quando Kiko si stuferà e passerà ai fatti: aveva spesso minacciato la gerarchia della Chiesa dicendo (ai suoi, nelle convivenze): «vogliono che ce ne andiamo dai protestanti?».

      No, Kiko. La Chiesa non lo vuole. È il signor Kiko a volerlo. E questo suo desiderio fa capire quanto sono utili al demonio il Cammino e i suoi autonominati "iniziatori".

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  2. Formidabile articolo! Consiglio di leggere bene la fonte, cioè il sito evangelico citato all'inizio: sembra davvero di sentir riecheggiare le catechesi neocatecumenali!
    Abbiamo già trattato più volte il tema delle attinenze dottrinali e comportamentali fra neocatecumenslismo e protestantesimo (in particolare nella sua accezione sviluppata dai movimenti evangelici pentecostali nati alla fine del 1800), ma questo articolo tocca nuovamente e in modo molto chiaro tutte le argomentazioni, riunendole in un'unica trattazione.
    Impressionante la prima parte, quella dedicata al Battesimo.
    Nel sito evangelico si afferma che, prima del momento in cui si accetta da adulti Gesù Cristo come Signore e si legge in modo intensivo la Bibbia, ci si illude solamente di essere cristiani; per i neocatecumenali il Battesimo che non è "riattivato" con l'accettare Gesù come Signore nei loro riti, è come "morto". Le loro posizioni sono perfettamente sovrapponibili.
    E infatti, fa notare Libera, sono gli unici cattolici che si fanno ribattezzare, e il secondo Battesimo è quello che vale, perché consapevole.
    Molto interessante è notare ciò di cui viene rimproverata la Chiesa Cattolica: si tratta delle stesse argomentazioni del cammino, poca conoscenza biblica dei suoi aderenti, culto superficiale e superstizioso.
    Le stesse motivazioni che usano gli evangelici per accreditarsi come vera Chiesa voluta da Cristo sono usate dai neocatecumenali per indurre le persone a credere che solo in Cammino di diventa dei veri credenti.
    Purtroppo, a differenza degli evangelici, questo veleno contro la Chiesa è inoculato insieme a grandi attestazioni di amore per Essa, per cui il neocatecumenale si svena per affermare la santità della Chiesa e l'infallibilità del Papa mentre nello stesso tempo li nega e li svilisce.
    Come inoltre la maggior parte degli evangelici, i Neocatecumenali sono ignorantissimi sia di dottrina sia di Scrittura, conoscendo solo a pappagallo alcuni passi completamente deformati dalla predicazione dei propri "pastori", però la propria presunzione è enorme e sono convinti di essere preparatissimi.
    Alla fin fine, quando li metti alle strette usando proprio la sacra Scrittura, vengono fuori con il fatto che loro hanno una "fede semplice" e che le cose stanno come pensano loro anche se non sanno spiegare il perché, e che la teologia viene dal demonio.
    Irrazionalismo allo stato puro, per ambedue le categorie; solo che gli evangelici sanno di essere lontani da Casa e quindi sanno di avere un luogo a cui tornare, i neocatecumenali no. E questa è la cosa più triste.

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    1. Un altro fatto mi sconcerta: ma la Santa Cresima, che è, appunto, la Confermazione del Battesimo ad un'età adeguata alla consapevolezza e al maggior discernimento, che fine fa per questi "ILLUMINATI" se ti devi ri-battezzare dopo 30-40 anni di percorso?Per questa gente non contano un bel nulla, né l'uno né l'altra.....come è possibile che siano ancora, se non accettati, anche solo sopportati?

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    2. Ovviamente la Cresima viene ridotta a una specie di ulteriore "rito di passaggio" secondario. Un po' come quando a Napoli il ragazzino figlio di malavitosi appena cresimato riceve in regalo una pistola vera: "ora sei adulto"...

      Ma anche in quel caso è colpa della banalizzazione dei sacramen ti operata per decenni nelle parrocchie, dove ormai i sacramenti vengono concessi a chiunque perché si ha paura di finire in prima pagina sui giornali. Così assistiamo a scene patetiche, come il fatto che la maggioranza si ricorda della cresima solo qualche settimana prima di sposarsi. I vescovi hanno (finora con poco successo) tentato di raddrizzare la brutta situazione suggerendo un percorso continuo (preparazione alla 1° Comunione, poi post-Comunione, poi preparazione alla Cresima, poi post-cresima, ecc.) ma la situazione potrà migliorare solo quando nelle parrocchie si insegnerà la vera fede (e si amministreranno i sacramenti solo a chi è veramente pronto e cosciente) anziché blaterare di terzomondismi, migranti, pacenelmondo e affini.

      Quando un corpo è indebolito, i peggiori virus fanno festa. Per questo, con la Chiesa in difficoltà, il tumore neocatecumenale ha potuto espandersi. Il nostro amico Lino fu invitato alle cosiddette "catechesi" del Cammino ma essendo tutt'altro che ignorante di questioni di fede, capì subito la truffa a cui venivano sottoposti i parrocchiani da parte di quei sedicenti "riscopritori del battesimo". Naturalmente non gli consentirono di fare domande durante l'esposizione della sagra delle vaccate kikiane: non sia mai che qualcun altro si rendesse conto della truffa.

      I kikos da parecchi anni a questa parte stanno tentando di agguantare il "post-cresima". Il furbesco piano consiste nel tardare la Prima Comunione il più possibile, per poi usare la Cresima come un contentino per dei tredicenni-quattordicenni, quindi imporre loro come dopo-cresima le cosiddette "catechesi iniziali", per infine far combaciare il compimento dei 18 anni col fatidico Secondo Scrutinio e l'obbligo della Decima. Se la son studiata bene, quei furbastri, raschiando ancora una volta il fondo del barile.

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    3. Ritardare la Prima Comunione? Credo che sia un vero e proprio tentativo del demonio contro la fede dei ragazzi.
      Per Padre Pio la Prima comunione non andava ritardata, perché Gesù che entra nel cuore di un Bambino fa cose meravigliose e in qualche modo lo forma.

      Napoleone un giorno chiese ai suoi generali di indovinare quale fosse stato il giorno più bello della sua vita. Nessuno indovinò, infatti il giorno più bello della vita di Napoleone fu quello della Prima Comunione ricevuta da bambino. E, forse anche a ciò che Gesù aveva costruito nel cuore di Napoleone bambino, egli prima della morte si convertì e tornò alla fede.
      Chissà, forse aveva fatto i Primi nove venerdì del mese, che prima si fanno e meglio è, perché il cuore è più e meglio predisposto.

      Siamo ammalati di "consapevolezzite": la consapevolezza, naturalmente, ve sempre perseguita, ma un bambino può benissimo essere consapevole, anche se come bambino.
      E, in ogni caso, come nel ricevere il Battesimo, sono consapevoli i genitori e la Chiesa.

      Un cammino di consapevolezza è necessario, ma la mania ossessiva di volere ottenere la consapevolezza comporta metodologie deformate e una dottrina deforme che ricordano certe sette orientali o il buddismo.
      Non a caso il Cammino si configura come una GNOSI.

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  3. Nota storico-tecnica: alcuni collaboratori di padre Zoffoli dispongono ancor oggi del suo vasto epistolario di testimonianze scritte e firmate, che però non potevano essere pubblicate (p. Zoffoli pubblicò in un libro solo quelle di cui aveva avuto esplicito permesso, al momento ricordo solo che era un grosso volume con la copertina azzurra), datate dagli anni '80 in poi, e anche di parecchi anni dopo la morte di p. Zoffoli nel 1996.

    Purtroppo, non solo molte di quelle testimonianze non possono essere ancora pubblicate (poiché in molti casi figli e nipoti sono ancora ricattabili dal Cammino: i capicosca della setta non dimenticano e non perdonano, le loro "vendette trasversali" sono proverbiali), ma molte altre testimonianze sono "scadute" in termini di calendario (cioè riguardano i pasticci fatti da facinorosi kikos in posti dove il Cammino non è più presente, oppure sono impossibili da ricostruire perché chi poteva confermare è morto o irreperibile). Pazienza. Per questo la presenza su internet - sia pure con un misero blog - ha finito nostro malgrado per assumere tanto valore.

    Lo scopo di questo blog è di gettare un po' di luce in più sul Cammino, affinché altri si possano rendere conto di cosa è veramente.

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  4. Quello che non capisco è perché dobbiamo essere noi, semplici fedeli, a rilevare la contraddizione.
    E' così palese che gli addetti ai lavori avrebbero dovuto accorgersene molto prima di noi e prendere le dovute precauzioni.

    Ma non credo che ne abbiano intenzione, dato che recentemente, proprio il giorno della Madonna di Fatima, è stata fatta entrare solennemente in Vaticano la statua di Lutero.

    Anteporre l'attenzione su Lutero per festeggiarne i 500 anni dallo scisma, al posto che dedicare la giornata alla Madonna di Fatima (che avvisava su certe ideologie), mi pare proprio un chiaro segnale.

    Fare "pace" coi luterani, concelebrare Eucarestie, magari con un ministro donna, mi fa molta tristezza.
    Non voglio demonizzare nessuno, ma che ciascuno si orienti alla sua fede, non si dovrebbero fare mescolii strani, e non si dovrebbe onorare uno che ha sparato a zero sulla Chiesa.

    Dove stiamo andando?

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  5. “Dove stiamo andando?“ Fin quando avremo questo papa, che ha interesse più al "volemoce bene", ad acquistare simpatia per vendere meglio il prodotto,chiesa, che proteggere e difendere i valori e gli insegnamenti di cristo,e seguire la verità e non il piacere a tutti, sarà sempre peggio. A proposito dell'articolo, ben fatto e che ben mette in luce la vera natura catecumena, grazie, anche io nella mia ignoranza, dopo 2-3 anni di cammino, notai che non si faceva mai riferimento alla Madonna, ed al suo culto, e lo feci notare ad una ex sorella di comunità,che mi disse, ma ci sono i canti a Maria. Rimasi nel dubbio, però all'epoca appena entrato pensai che ero io che forse non ero preparato. Invece avevo avuto una giusta intuizione, e oggi, grazie, al blog, ho avuto conferma. Grazie.
    ex fratello.

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  6. Altro che "volemose" bene, sapessi quanti ordini contemoplativi sta accorpando affinché stino sul "sociale" con grande disperazione di suore che sono in questi ordini da decenni e che pure non erano mai stateinsensibili o distaccate rispetto alla carità anche quella spicciola naturalmente

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    1. L'accorpamento degli ordini a cui si riferisce il commento delle 18:06 è stato ampiamente commentato sui blog (cfr. ad esempio questo articolo).

      Sulla crisi della Chiesa qui non ci dilunghiamo, rinviando al molto più documentato blog Chiesa e postconcilio.

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  7. Ha ragione Libera: perché dobbiamo essere noi, semplici fedeli, a rilevare le contraddizioni del Cammino?

    Uno dei motivi, penso, sia il fatto che DIALOGO e TOLLERANZA siano passati, nella mente di tanti, da utilissimi e lodevoli mezzi, anzi indispensabili mezzi per annunciare il Vangelo, al rango di valori umani assoluti quali la pace o la giustizia, e al rango di virtù, quali la fortezza.

    Ma il dialogo deve avere un FINE, e deve avvenire svilupparsi attraverso un "mezzo", la VERITA', così come la corrente elettrica si propaga attraverso un conduttore.
    Un dialogo senza un fine, non serve e può perfino arrivare a far tollerare l'intollerabile.
    Dialogo e tolleranza non sono valori assoluti, nel senso che non sono fine a se stessi. Altrimenti si potrebbe arrivare a tollerare perfino il razzismo e l'aborto (e in effetti l'aborto è di fatto tollerato dalla società e perfino da certi ambienti ecclesiali filo modernisti).

    Tutto questo ha comportato che nella Chiesa non si sia più fatto discernimento.
    E' vero che nel Vangelo si racconta che Nicodemo ha detto al Sinedrio di non rischiare di combattere Dio, ma è anche vero che i primi cristiani non solo non erano eretici rispetto all'Antico Testamento, ma ne annunciavano il compimento.
    Io non dico che la Chiesa debba troncare ogni cosa, san Paolo dice di prendere in considerazione tutto e trattenere ciò che è buono.
    Credo però che certi errori dottrinali di Kiko siano evidenti (le correzioni dei mamotreti ne sono una prova), e che le testimonianze degli abusi del Cammino siano innumerevoli.
    I Pastori dovevano partire da lì e con le buone, ma fosse stato necessario anche con le cattive, li dovevano stroncare.
    Penso che ormai i Pastori sanno bene che il Cammino non segue la dottrina della Sacra Tradizione, ma quello attuale non è il momento favorevole per una presa di posizione a favore della fede, visto che ci sono buoni motivi per mettere in dubbio perfino la fede di tanti sacerdoti e, perfino, Vescovi. E nessuno fa nulla

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    1. Sono d'accordo con Pietro quando dice: "Credo però che certi errori dottrinali di Kiko siano evidenti (le correzioni dei mamotreti ne sono una prova), e che le testimonianze degli abusi del Cammino siano innumerevoli"," Penso che ormai i Pastori sanno bene che il Cammino non segue la dottrina della Sacra Tradizione...."
      Alla luce di questo, penso che l'unica cosa che possa davvero aiutare a risolvere il problema del cammino neocatecumenale, sia dare informazioni alle persone, dare una chiave di lettura diversa per interpretare questo "movimento" Ecclesiale.
      La decisione ultima spetta alle persone, l'importante è che siano informate correttamente.
      Questo blog, come dicono in tutte le salse i nostri ex-fratelli del cammino, non può nulla contro le decisioni della Chiesa.
      Noi possiamo solo dare la nostra versione del CN che abbiamo vissuto sulla nostra pelle.
      Penso che questo venga fatto onestamente e correttamente, con le nostre esperienze di vita nel CN ma anche e soprattutto facendo luce sulle storture, anzi documentando le storture e le deviazioni tra quello che insegna il cammino e quello che insegna la Chiesa.
      Penso che questo sia il nostro compito, da portare avanti con onestà, chiarezza e verità.
      Il resto non ci compete, riguarda appunto la Chiesa e il libero arbitrio delle persone.
      Per me questo blog è stata una luce che mi ha aiutato a capire molte cose del cammino.
      Ma nessuno è obbligato a credere a quello che si dice in questo blog.
      Se siete felici nel cammino neocatecumenale e non avete dubbi sulla bontà di questo percorso sono contento per voi, ma se avete dubbi o non vi trovate bene nel cammino allora forse questo blog potrebbe esservi utile a capire quello che non vi convince.
      La scelta è sempre e comunque vostra.



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  8. Buongiorno sono la mamma di un ragazzino che fara' la cresima in una parrocchia dove e'presente solo il dopocresima neocat,il parroco ci ha gia' presentato questo percorso a grandi linee con argomenti molto convincenti rispetto alla realta' della vita degli adolescenti,mi chiedo sinceramente come proporre a lui cio' che io ho rifiutato (ho assistito a qualche catechesi) in virtu' della sicurezza di saperlo frequentare l'ambiente della parrocchia dove peraltro ha molti amici.Potreste approfondire questa tematica ? Grazie

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  9. "Il Cammino Neocatecumenale si conferma nei nuovi Statuti come UN MODELLO DI CATECUMENATO POST BATTESIMALE da impartire sotto la direzione dei Vescovi diocesani o,come lo aveva definito Giovanni Paolo II in parole trascritte nell’art. 1° del testo statutario, come un ”ITINERARIO DI FORMAZIONE CATTOLICA”: un programma di formazione alla vita cristiana della persona, di base principalmente catechetica e liturgica, impartito in comunità e condotto secondo ritmi e metodi specifici. Ciò che contiene lo Statuto del Cammino, e ciò che approva adesso la Santa Sede,NON E' UN'ASSOCIAZIONE DI PERSONE,NE' UN MOVIMENTO ECCLESIALE”DI FEDELI".


    Tratto da Annotazioni canoniche di Mons. Juan Ignacio Arrieta Segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi,già Preside dell’Istituto di Diritto Canonico san Pio X di Venezia

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    1. Grazie all'ossessione fariosa del solito pasqualone (ma passa le giornate su questo blog?) possiamo mettere altri puntini sulle "i". Facendo anzitutto notare che il problema dei kikolatri è che non sanon argomentare, ma solo presentare mille volte le stesse lenzuolate di copia/incolla, gli stessi slogan ripetuti acriticamente, le stesse parole ingannevoli.

      Il Codice di Diritto Canonico non prevede approvazioni di "itinerari" o di "modelli" o di "programmi di formazione" o di altri concetti astratti. Pertanto le parole di mons.Arrieta non possono essere interpretate in questo modo. Il Codice di Diritto Canonico prevede il riconoscimento di associazioni di fedeli ("pubbliche" o "private" che siano) per stabilire con chiarezza i loro rapporti con l'autorità della Chiesa. Il termine "movimenti" descrive infatti un fenomeno sociale, non un'entità ecclesiale; l'appartenenza ad un'associazione o movimento, anche nel caso esista qualcosa come una "tessera associativa" che lo confermi, non cambia lo stato del fedele (che è soggetto alle leggi della Chiesa al pari di tutti gli altri, che deve professare il Credo al pari di tutti gli altri, eccetera).

      Fra l'altro, le parole di mons.Arrieta alludono ad una «direzione dei Vescovi diocesani» che non c'è mai stata, poiché il Cammino è diretto esclusivamente da Kiko e dai suoi cosiddetti "catechisti".

      Del resto sarebbe estremamente dannoso, per la Chiesa, "approvare" un qualche testo di formazione, tanto meno delle attività condotte "secondo ritmi e metodi specifici". È la Chiesa ad avere l'esclusivo diritto di insegnare e di dire cos'è che può essere buono, non buono, consigliabile, sconsigliabile. I neocatecumenali vorrebbero far credere che la Chiesa "approva quel che Kiko ha pensato e fatto, e quel che Kiko penserà e farà". Non c'è niente di più falso e idolatrico.

      Nella Chiesa infatti fanno testo le Scritture e i documenti emanati dalla Chiesa stessa (liturgia, diritto canonico, catechismo, documenti magisteriali...), che servono solo per far meglio conoscere il Magistero e la Tradizione. Qualsiasi testo, anche il più santo dei migliori autori - come ad esempio la Summa Theologica di san Tommaso d'Aquino, che ricevette (caso più unico che raro!) i complimenti da Nostro Signore personalmente - è al più citato e consigliato, ma non è un oggetto di "approvazioni" nel senso legalistico del termine.

      Infine, Arrieta afferma che lo Statuto non conterrebbe il riconoscimento di un'associazione o movimento. Prendiamo atto di tale opinione (poco importa che sia genuinamente sua o che se la sia fatta scrivere), facendo notare che se davvero fosse come dice lui allora le comunità del Cammino non sono riconosciute dalla Chiesa. Il che non suonerebbe troppo sorprendente, visto che la "guida del vescovo", nel Cammino, non esiste (figuratevi poi se un vescovo andasse dalle comunità ad insegnare la fede cattolica anziché il kikismo-carmenismo).

      Insomma, non fatevi ingannare:

      - lo Statuto contraddice Arrieta: chi dei due sbaglia?

      - le parole di Giovanni Paolo II non si potevano riferire certo ad eresie e strafalcioni liturgici del Cammino (da lui stesso condannati fin dal 1983): dunque è il Papa che sbaglia, o Kiko?

      - quelle parole della lettera Ogniqualvolta hanno sì la firma del Papa ma non sono la mens del Papa, tant'è che fu necessario precisarlo negli Acta. Dunque, chi è che sbaglia? Chi crede che il Papa abbia approvato alla cieca le balzane idee di Kiko e Carmen (idee passate, presenti e future) oppure chi crede che il Papa non è disposto ad approvare eresie e strafalcioni?

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    2. Anonimo 10:51

      Sono anche io una mamma. Una mamma che ha fatto per 35 anni il Cammino Neocatecumenale, capisco bene di cosa parli, ho avuto anche io lo stesso problema quando ho lasciato il CNC, con l'ultima figlia. Gli altri ormai li avevo già messi nel pantano (sigh).

      Il CNC ha molti modi per attirare e catturare le persone, come le missioni in piazza, la traditio, gli inviti alle catechesi ad opera di camminanti e preti, i contatti personalizzati con parroci...

      Da un po' di anni è stato introdotto anche questo metodo del "dopocresima" che è aperto, casualmente, anche ai figli dei non camminanti, come sarebbe il tuo.

      Naturalmente, anche se spesso non viene dichiarato esplicito, il fine ultimo è di convogliare tutti nel CNC attraverso le catechesi iniziali, una volta finito il dopo cresima.

      Ci si fa forti dello zoccolo duro rappresentato dal più alto numero dei figli dei camminanti per coinvolgere, se non altro in termini di amicizia, anche quelli di chi non è camminante.

      Durante gli anni del post cresima, infatti, i ragazzi entreranno sempre più in amicizia, tanto che sarà quasi naturale continuarla passando a far parte del CNC. Magari all'acqua di rose per molti (ne conosco a palate), ma comunque numeri utili.

      Ti avviso però che nel post cresima neocatecumenale i "padrini" sono coppie necessariamente neocatecumenali e la predicazione è esclusivamente neocatecumenale, così come anche l'impostazione: penitenziali, campi estivi, pellegrinaggio finale... tutto è marchio CNC.

      Io, sentita la mia ultima figlia, ho preferito cambiare parrocchia e non farle fare il post cresima neocatecumenale ed ora se ne sta bella tranquilla in un normale oratorio, tra l'altro molto vivace.

      Chiaro, ha perso gli amici di prima, ma pian piano se ne è fatti altri, anche se onestamente non è stato facile.

      I parroci neocat, che offrono solo percorsi neocat, sono come una trappola: non si può scegliere e quindi rimani incastrato nel percorso a senso unico se per caso il ragazzino ha fatto amicizie.

      Ma questa è pura strategia neocat, proselitismo "infantile", dove attraverso un UNICO percorso si obbligano le persone a scelte difficili.

      Ogni mamma sa meglio di tutti cosa è meglio per suo figlio, per cui la scelta è solo tua e della tua famiglia, ma è giusto che tu sia avvisata che, una volta terminato il post cresima, ti si riproporrà lo stesso dilemma: far entrare in comunità mio figlio, dato che ormai ha amicizie consolidate, o separarlo adesso dai suoi compagni?
      La scelta quindi è sempre quella: prima o dopo il post cresima, se non vuoi che tuo figlio diventi un neocatecumenale, dovrai per forza separarlo dalle amicizie. Su questo contano molto, a livello di "cattura".

      Non so tu, ma io che sono stata neocatecumenale per tutta la vita, ho desiderato ardentemente che perlomeno la mia ultima figlia non lo diventasse MAI.

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    3. Aggiungo: dalle mie parti ci sono alcuni ragazzini che fanno in contemporanea sia il post cresima che il Cammino. Naturalmente, data la mole di impegni, spesso scelgono tra l'uno e l'altro e chi ha poca voglia di fare il Cammino (molti), scelgono il post cresima perché è più a loro misura, anche più divertente e socializzante.

      Prima dell'invenzione del post cresima, i ragazzini dovevano per forza entrare in comunità a 13/14 anni, dato che non c'era niente altro e così si perdevano alle catechesi tutti i figli dei non camminanti, perchè per un non camminante far entrare il figlio tredicenne in comunità non è proprio cosa.

      Per cui, ritardando l'ingresso in comunità, non si avvantaggiano i figli dei camminanti, che comunque ci sarebbero entrati lo stesso a 13 anni, ma si tenta di coinvolgere anche gli altri, che altrimenti sarebbero perduti per sempre.

      Aggiungo ancora: i padrini servono ai ragazzi non più come solo catechisti di catechismo, ma capisci, la parola stessa "padrini" (e non catechisti) implica un ruolo molto più penetrante.
      Lo scopo è di offrire ai ragazzi un interlocutore diverso dai genitori per i loro problemi adolescenziali, per cui non è per nulla peregrino che il ragazzo prenda a riferimento il padrino per le sue "confessioni" e che riceva dal padrino consigli su cosa fare.

      Attenzione quindi a che non si sostituisca la figura genitoriale con quella del padrino, perché questo è spesso quanto avviene.
      E' pur vero che un aiuto per i genitori può far comodo, ma il riferimento dei figli deve sempre essere il genitore, non chi lo fa di mestiere, per quanto retto possa essere.

      Io ebbi seri problemi col padrino di una delle mie figlie, alla quale furono dette cose false e cattive su di noi. Fortunatamente mia figlia ne parlò subito con noi e poi ci pensammo noi a mettere a posto quel "padrino".

      E' la mia esperienza, te la devo dire, non per disincentivare la tua decisione, ma perché tu sappia che non è tutto rose e fiori come ve lo ha naturalmente descritto il vostro parroco neocatecumenale.

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    4. Libera scrive:

      Io ebbi seri problemi col padrino di una delle mie figlie, alla quale furono dette cose false e cattive su di noi. Fortunatamente mia figlia ne parlò subito con noi e poi ci pensammo noi a mettere a posto quel "padrino".

      Libera ha potuto affrontare la questione direttamente con il padrino perché anche lei frequentava il cammino, era catechista, conosceva benissimo le dinamiche, gli argomenti trattati, le situazioni.
      Un genitore invece che non frequenta il cammino, si trova di fronte ad un muro impenetrabile. Ad una madre che chiedeva ragione di ciò che era stato detto al figlio nell'ambito del post-cresima, fu risposto che loro, i padrini, non sono tenuti a rendere ragione di nulla ai genitori dei ragazzi.

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    5. Libera scrive:

      Io ebbi seri problemi col padrino di una delle mie figlie, alla quale furono dette cose false e cattive su di noi. Fortunatamente mia figlia ne parlò subito con noi e poi ci pensammo noi a mettere a posto quel "padrino".

      Libera ha potuto affrontare la questione direttamente con il padrino perché anche lei frequentava il cammino, era catechista, conosceva benissimo le dinamiche, gli argomenti trattati, le situazioni.
      Un genitore invece che non frequenta il cammino, si trova di fronte ad un muro impenetrabile. Ad una madre che chiedeva ragione di ciò che era stato detto al figlio nell'ambito del post-cresima, fu risposto che loro, i padrini, non sono tenuti a rendere ragione di nulla ai genitori dei ragazzi.

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  10. Un ricordo del passato. Non verso tutti, ma si ricordano solamente alcuni. Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.

    Una volta incontrai delle persone, che mi dicevano che volevano salvarmi ed erano lì per salvare il prossimo. Infatti nominavano un uomo, di nome Gesù, che è uomo, ma è anche Dio, Dio che è voluto scendere sulla terra. Io, sapendo che vi era Gesù mi fidai, e dissi: sono suoi discepoli, per cui c'è da fidarsi!
    Per cui stetti in mezzo a loro per diverso tempo, poco rispetto al tempo trascorso da altri. Ad un certo punto, quelle persone, che dicevano di essere discepoli di Gesù, iniziarono a parlare e farsi conoscere. Iniziarono a dire che erano i veri rinnovatori della Chiesa, che erano lì sulla scia dello Spirito Santo, ed erano un frutto del Grande Concilio che si era tenuto poco prima. Tutte cose che ti davano sicurezza e la certezza di essere tra i veri apostoli. Ma ad un certo punto scoprii che a PAROLE SI POSSONO DIRE TANTE COSE, vi faccio capire COME: IO ORA SCRIVO DALLA LUNA, IERI SONO ANDATO SUL SOLE E HO RIPORTATO L'ENERGIA PER TUTTI GLI ABITANTI DELLA TERRA, HO FATTO UN SALTO SU UNA STELLA LONTANA MILIONI DI ANNI LUCE, ECC, ECC, ECC, ECC, ECC.
    Per cui, mentre ero tra di loro, mi sentivo dire che erano poveri tra i poveri, che vivevano nelle Favellas e si spostavano dentro ai canili e nelle stalle. E seppi che si aggiungevano nel tempo anche altri seguaci, tutti dimoravano in posti di fortuna, ed erano felici di essere poveri e bisognosi, ecc, ecc, ecc. Il tutto veniva fatto per amore a quel Gesù che dicevano di portare. Poi diedi uno sguardo sul rispetto nelle cose del Signore, e vedevo che Dio veniva trattato molto bene, si buttava il Sangue Prezioso per terra, come nulla fosse, però si pensava alle cose materiali, si elencavano miracoli di ogni genere, tutti per portare l'acqua al proprio mulino, si esaltavano gesta e giornate, ovviamente miracolose, si giudicava il prossimo,dopo averlo usato e spogliato di dignità e di denaro, si usavano gli altri per farsi comprare oggetti per il culto, per costruire palazzi, e per altro. Tutto veniva cambiato ad uso e consumo per il proprio tornaconto, si aggiungevanno lavori e incontri e percorsi, gli incontri vanivano fatti dove si poteva ottenere un buon trattamento, si inventavano tappe e percorsi, di sana pianta, il tutto nella mondanità e nel consumo materiale, non in quello spirituale. Si cambiava il valore degli insegnamenti dei Padri e dei Santi, mettendo a credere che erano arrivati loro, i "Veri" che portavano la luce, e che i Padri e i Santi si erano sbagliati. Si proclamavano persecuzioni inesistenti sulla pelle delle vittime abusate, per orgoglio e presa di posizione, ovviamente nell'ipocrisia perchè si è stati condannati dalla Chiesa e dal Papa, e per cui non si possono far vedere, sempre a facciata, posizioni contrarie alla Chiesa e al Papa:
    In quel tempo, Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?».  Gesù rispose loro: «Anch’io vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, anch’io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, ci risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Se diciamo: “Dagli uomini”, abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
    Per farla breve: la condanna veniva dagli uomini o da Dio?
    La risposta, di quelle persone, la conosciamo già. Non la sanno.
    (segue)

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  11. Insomma si usava il prossimo per i propri comodi, senza alcuna pietà e misericordia, il tutto usando il Santo Nome di Dio. E' come se io ora vi dicessi: Gesù! Gesù! Gesù!. E poi vi dessi prima l'iban e poi comandassi, con pretesa, e poi chi scoppia preso a calci in quel posto. Tutto coperto da Gesù sulle labbra. Il primo che fiata, ecco che lo zittisco nominando Gesù, facendo vedere fotografie mie a Piazza San Pietro, perchè ho messo fotografi che mi riprendevano con il Papa, mettendo le storie delle persone decedute, di chi è andato ad evangelizzare, e metto tanto altro. La tecnica si è capita. Ma con il passare del tempo, e guardando in giro e spulciando un pò qua e un pò là, mi vedevo il contrario, coloro che si proclamavano girovaghi e poveri, nulla tenenti, tutto apostolato e vangelo, ecco che venivo a scoprire una storia diversa. Infatti, vedevo i poveretti, che contribuivano, rimanevano poveretti, e i nulla tenenti, che chiedevano, e che erano tutto vangelo e povertà, progredivano nelle cose terrene: case, macchine, figli sistemati, ecc, ecc.
    «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
    Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
    Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
    (segue)

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  12. Per non parlare dell'uso della Chiesa, con l'accordo di consacrati, cioè sacerdoti e vescovi, che si prestavano nel fare pubblicità nelle cose familiari, e per cui si continuava ad usare il bene comune, donato a Dio dagli altri, e per cui di Tutti i Fedeli, in questioni familiari e personali. Le sale parrocchiali, donate dalla comunità, (non la loro comunità, cioè quella alla quale si riferivano quelle persone, ma da quella precedente) usate per tornacono e per altro di personale e familiare. Insomma, i "Padroni" delle cose, in primo luogo di Dio, e poi i "Padroni" del prossimo. Una sorta di comandamento, ma ribaltato e usato a proprio consumo, non so se ricordate: Ama Dio... e il Prossimo... Ma veniva rispettato similmente così: usa Dio e usa il Prossimo per te stesso.Davanti vengelo e apostolato, dietro, sotto sotto, nel buio, il contrario. Nell'uso della facciata, da ipocrita, si usava ogni arma per assoggettare il prossimo, minacciandolo di denuncia al Papa, ai Cardinali, ai Vescovi, ecc, ecc. Tutto per riuscire ad ottenere sottomissione all'ipocrisia e per portarsi con se più persone possibili. Per capirci è la mossa che fece il Serpente, con Eva e poi passo ad Adamo, la scelta di uno deve ricadere sugli altri. Dio avvisa e non obbliga, e poi ciò che ha detto si compie. Il Serpente, obbliga, con inganno e la minaccia, e ciò che dice non avviene. Da qui capiamo se è proveniente da l'Uno o l'altro.

    « Vidi poi salire dalla terra un'altra Bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago. Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita.
    Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della Bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla Bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta.
    Carissimi, lo so nella vita si è ripetitivi, ma si ritorna sempre lì:

    Genesi 25,29-34
    29 Una volta Giacobbe aveva cotto una minestra di lenticchie; Esaù arrivò dalla campagna ed era sfinito. 30 Disse a Giacobbe: «Lasciami mangiare un po' di questa minestra rossa, perché io sono sfinito». Per questo fu chiamato Edom. 31 Giacobbe disse: «Vendimi subito la tua primogenitura». 32 Rispose Esaù: «Ecco sto morendo: a che mi serve allora la primogenitura?». 33 Giacobbe allora disse: «Giuramelo subito». Quegli lo giurò e vendette la primogenitura a Giacobbe. 34 Giacobbe diede ad Esaù il pane e la minestra di lenticchie; questi mangiò e bevve, poi si alzò e se ne andò. A tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura
    Non a caso si racconta la storia di Esaù nella Bibbia, e per rammentarci che è facile disprezzare la primogenitura ( ciò che Dio comanda, essere Vescovo, Sacerdote, ma anche la dignità umana, ecc, ecc) per svenderla per il piatto di minestra (cose materiali, inganni di ogni genere, sete di denaro, ipocrisia, ruberie, inganni, falsità, menzogne, ecc, ecc).

    (da IPG)

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  13. Dal commento di Pietro
    “Siamo ammalati di “consapevolezzite”


    E’ vero, oggi abbiamo questa fissa della consapevolezza.
    Faccio catechismo in parrocchia e spesso alcuni genitori mi dicono, vorrei segnare mio figlio per fare quel Sacramento, però vorrei che lui fosse “ben consapevole” dell’importanza di quello che fa.
    Vero, è importante essere consapevole, ma i ragazzini di oggi capiscono veramente cosa vuol dire “essere consapevole” ?
    Ho molti dubbi in proposito, perché magari gli stessi ragazzini quando sanno che qualche loro amichetto si è segnato a catechismo e magari ci va volentieri e si diverte pure, improvvisamente diventano “consapevoli” e chiedono ai genitori di segnarli a catechismo.
    Penso che ci sia un tempo per fare alcune cose ed un tempo per farne altre, quindi spostare un Battesimo, una Comunione o una Cresima in attesa della “consapevolezza” dell’interessato sia un modo sottile di non prendersi delle responsabilità di non esercitare “ragionevolmente” il proprio compito di genitore.
    Questo è quello che penso, mi trovo alle volte con il problema opposto, quello del genitore che obbliga il ragazzino al catechismo, allora qual è il comportamento giusto?

    Ci vorrebbe un corso serio per il ruolo di genitore.
    Lavoro oltremodo difficile, niente ferie, orari lunghi e straordinari fissi, tante preoccupazioni, tante decisioni difficili, tante responsabilità e poca comprensione da parte dei sottoposti.

    Scherzi a parte penso che il genitori in alcuni casi debbano farsi carico delle decisioni impopolari.
    Debbano decidere come comportarsi guardando al di là del proprio naso, del proprio tornaconto personale o della possibilità di diventare impopolari.
    Debbano pensare a cosa sia meglio per il proprio figlio, figlio che non ha la più pallida idea di quello che sia veramente buono per lui.
    Non abbiate paura di sbagliare, ma fate quello che alla lunga pensiate che sia buono per i vostri figli.
    Siete voi al comando, almeno finche sono minorenni e spesso anche abbondantemente dopo.
    Se poi va male pazienza, ma non perdete mai una buona occasione di fare del bene a vostro figlio aspettando la sua “consapevolezza”.


    Cosa ha a che fare tutto questo con il cammino neocatecumenale?

    Continua………

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  14. Continua………

    Perché nel CN i genitori tendono a abdicare il loro ruolo di genitori in favore dei catechisti laici di Kiko.
    Si mettono nelle loro mani, insieme ai loro figli e fanno una delega in bianco a favore dei metodi educativi neocatecumenali.
    Questo è un dramma di cui pochi si rendono conto, cioè che il CN deresponsabilizza i suoi seguaci e prende il controllo delle loro famiglie.

    Chi sono le figure-guida dell’educazione neocatecumenale?

    Per gli adulti, come ho già detto, i catechisti laici di Kiko.
    Per i bambini-ragazzi, una serie di personaggi come : didascali, baby-sitter, catechisti parrocchiali neocatecumenalizzati, padrini del post-cresima neocatecumenale e per completare il cerchio i catechisti laici di Kiko.

    Ognuno di questi personaggi, sulla carta, aiuta e si fa carico dei figli dei neocatecumenali per favorire la partecipazione dei genitori al percorso-infinito del cammino neocatecumenale.
    Nella pratica toglie spazio e credibilità al ruolo dei genitori impegnati sempre di più a portare avanti i sempre maggiori impegni del CN.
    Il CN è per le famiglie numerose, è per l’applicazione alla lettera della Humana Vitae, senza paternità responsabile e senza controllo delle nascite, metodi naturali compresi (che la Chiesa ammette e consente).
    Il CN è però anche un impegno totalizzante che richiede sempre più tempo per portare avanti i suoi innumerevoli e molteplici impegni interni ed esterni al movimento.

    Gli impegni procedono pari passo con gli anni di frequentazione del CN.
    Per chi applica alla lettera, il precetto Kikiano delle famiglie numerose, si prospetta una pericolosa criticità tra i moltiplicati impegni familiari ed i moltiplicati impegni del movimento.
    La criticità si può risolvere solo delegando gli impegni familiari a qualcun altro.
    Quindi torniamo alle figure di prima, che permettono ai camminati di sganciarsi dalla famiglia e di dedicare il loro tempo e le loro energie al movimento.
    Questa soluzione, con il tempo diventa l’unica percorribile, perché la logica del CN prevede che il seguace abbandoni i vincoli familiari (della famiglia di origine) insieme alla maggior parte di persone e attività che faceva prima di entrare nel movimento.

    Non viene richiesto in maniera specifica, ma è una conseguenza naturale della predicazione e degli obbiettivi del CN, mettere al primo posto Dio (cioè il CN che lo rappresenta), sostituendo di fatto ogni attività o frequentazione precedente al CN.
    Non è un caso che tantissimi camminanti identificano la comunità neocatecumenale come la loro famiglia.
    E’ un processo naturale che porta i neocatecumenali ad identificarsi pienamente nel movimento e nella propria comunità che vivono e frequentano magari più assiduamente della loro famiglia di origine.
    Ottenuto questo si crea un rapporto di dipendenza molto forte tra il CN e le persone e tra gli stessi componenti della comunità.
    Legame che i catechisti laici di Kiko, usano, sfruttano e intensificano per il loro scopi e gli scopi del movimento.

    Continua…….

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  15. Continua…….


    Questo abbandono progressivo viene definito erroneamente come una rinuncia agli idoli.
    Idoli che vengono oltremodo estremizzati nella famiglia di origine, nel ricerca della propria strada di affermazione nella vita, nel miglioramento delle proprie condizioni di vita, nella partecipazione ad altre realtà religiose, associative, ludiche, conviviali, etc.
    Non manca all’appello il re degli idoli : il denaro, che viene demonizzato come il vero responsabile dell’allontanamento del seguace da Dio.
    La soluzione prospettata per gli idoli normali è fare il CN e togliere progressivamente importanta a tutto quello che facevi prima del CN, mentre per il re degli idoli è la rinuncia, logicamente in favore del CN.
    Ecco la logica del “segno” forte in denaro o in suoi derivati, del II° passaggio, dove si fa credere al seguace di trovarsi in un punto cruciale del suo percorso di FEDE.
    Subito dopo il “segno” arriva l’altra sorpresa della “decima” mensile personale di ogni seguace a favore del CN.
    Decima parte di tutto quello che si guadagna al netto di ogni altra spesa.
    Prima la “decima” , la “primizia” per il CN e poi tutto il resto.
    Inutile dire che la Chiesa non chiede al cristiano nessun “segno” e nessuna “decima” ne tanto meno si sostituisce ai genitori nell’educazione dei figli.

    Termino qui perché sarebbe troppo lungo continuare, quindi rientro sul tema della “consapevolezza”.

    Quanto è “consapevole” un seguace di Kiko di essere inquadrato, guidato, gestito, incanalato, da un “movimento” che magari non agisce per il suo bene, ma per il bene del “movimento” e del suo creatore-fondatore-primo-catechista ?

    Sono “consapevoli” i camminanti che loro ed i loro figli vengono gestiti da Kiko Arguello?

    Quanto sono consapevoli i seguaci di Kiko che Kiko voglia davvero il loro bene, che Kiko sia veramente ispirato da Dio e che spenda la propria vita a favore dei suoi seguaci?

    Questo è il punto, crederci o non crederci, il resto è fuffa.

    Se ci credi allora permetti al cammino neocatecumenale di diventare la tua unica ragione di vita.

    Se non ci credi, riprendi in mano la tua vita e cerca il Signore, quello vero, che ti ama e vuole solo e solamente il tuo bene.

    FAI LA TUA SCELTA !!!!!!!!

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    1. Concordo in pieno con la tua analisi. Di fatto facendo il cnc frequenti i fratelli di comunità molto più spesso della tua famiglia di origine. Alla fine è quasi normale cominciare a considerarla una sorta di famiglia. Ed è proprio a questo che puntavano i fondatori, a sradicarti pian piano dalle tue radici e a darti nuovi legami che diventano sempre più stretti così che alla fine non riesci a farne più a meno. Nel mio caso, tuttavia, i rapporti erano diventati così "tossici" che non ci siamo legati a nessuno. E anche quelli che dicevano di apprezzarci, in realtà dietro le spalle ci criticavano in continuazione. Ma in fondo meglio così perché alla fine eravamo così disgustati che andarcene è stata la scelta più naturale. Senza nessun rimpianto.

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  16. Sempre ritornando ai ricordi di un passato molto lontano e molto vicino, che è nel futuro e nel presente, mi ricordo che si diceva: l'uomo non può peccare! Facendo presente che si cade e si cade, e si cade.
    In un certo senso è vero, perchè siamo tutti peccatori, e deboli, per cui caduti. Ma con l'aiuto del Signore e della Madonna e con la volontà, ecco che possiamo riuscire ad evitare le situazioni.
    Ma il punto è altro, perchè? Perchè dobbiamo ricordare, che si usa la parola a proprio tornaconto, ovvero: se cado io, allora non si può non peccare, ma se sgarri tu, non puoi peccare ( in questo caso verso di me e l'organizzazione) perchè non si può.
    Spiegazione. Se vengo preso nelle mani nella marmellata, ecco che sono un peccatore e bisognoso di conversione e di altro. Per cui perdono e dimenticanza, e il primo che parla: chi sei tu per giudicare! OK! Ma se non ci dai ciò che chiediamo, come obbedienza e altro ( credere che siamo dei profeti e inviati e ripieni di ogni virtù) ecco che a quel punto il peccato è oltre misura, direi inventato di sana pianta, perchè si deve soddisfare la fame mondana, e per cui a nessuno è permesso sgarrare. Ci dovremmo chiedere da quele spirito sono mosse certe persone, da quello Santo o quello dell'ipocrisia? A tutti la propria risposta.

    (daIPG)

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  17. Per la mamma che si chiede se far frequentare al figlio il dopocresima neocat: in fondo ti sei già data una risposta.
    Ho frequentato recentemente delle coppie in cammino, padrini del post-cresima. Ci tengo a precisarlo, brave persone. Ma ciò che fanno è principalmente preparare i ragazzi ad entrare in Cammino, lo considerano una prosecuzione normale, scontata, fuori dalla quale c'è solo ateismo, droga, pornografia. Non considerano che, invece, la Chiesa offre anche altri percorsi psicologicamente molto più adatti del loro che a sedici anni ti fanno dichiarare la croce e a 18 rinunciare ai beni.
    Considera inoltre che già poco dopo l'inizio del post cresima cominciano a fare le "alzate" per chi vuole entrare in cammino, per cui, se tuo figlio decidesse in quel senso, avrebbe due sere alla settimana in comunità e una al post cresima: un carico sinceramente troppo gravoso, anche fosse un percorso positivo (cosa che non è).
    I ragazzi con le famiglie in cammino si sentono quasi sollevati perché, in realtà, protetti dal gruppo dei pari, riescono ad alleggerire il clima cupo che si respira nelle comunità più anziane. Ma chi non ha i genitori in cammino, viene catapultato in una realtà per la quale non ha neppure degli anticorpi sviluppati fin dalla prima infanzia.

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    1. Sono d'accordo con Valentina. Per mia esperienza le comunità diventano dei luoghi dove regna sovrana l'ipocrisia. Viene detto in continuazione dai cosiddetti catechisti che quello che si dice lì dentro non deve uscire fuori, ma in realtà poi tutti sanno tutto degli altri e il passatempo migliore e preferito da molti è sparlare degli altri. Anche per questo noi non abbiamo mai legato particolarmente con nessuno, non ci siamo mai fidati. Non è un bell'ambiente per un quasi adolescente. A parte che poi i "figli di cammino" che incontri lì dentro spesso non sono tanto meglio dei figli "del mondo" (cioè di quelli che il cammino non lo fanno e magari non vanno nemmeno in chiesa). La casistica è molto varia, a noi purtroppo è capitato anche il figlio di un responsabile di una comunità più anziana che ci ha rubato in casa e un anno dopo ha rubato anche in casa di una ragazza della comunità, che non aveva i genitori in cammino. Da allora i genitori di questa ragazza le hanno tassativamente proibito di mettere piede in comunità. Il pensiero di far entrare i nostri figli in cammino ci angosciava non poco. Ed è vero quanto dice Luca, per molti, che magari hanno molti figli, diventa un modo per delegare l'educazione di figli ai catechisti e alla comunità. E questo è estremamente grave, perché spesso significa scaricare sulla comunità ragazzini senza nessuna forma di educazione e di rispetto verso chicchessia. E se provi a dire qualcosa ai catechisti, ti rispondono che sono figli di cammino e quindi in sostanza li devi sopportare così: un incubo.

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  18. Kiko si starà già leccando i baffi: «in Amazzonia i ''diaconi sposati'' già celebrano ''Messa''» (virgolette d'obbligo, perché non si tratta di una messa ma solo di una messinscena, visto che il diacono non può celebrare il sacrificio eucaristico; ma ormai la confusione regna pressoché ovunque).

    Come ben sapete, Kiko e Carmen hanno sempre odiato dal profondo del cuore il sacerdozio ministeriale. Hanno sempre desiderato che i loro cosiddetti "catechisti" facessero tutto - possibilmente anche dir Messa, e magari farla dire in comunità al laico responsabile, così non c'è bisogno di rimediare un presbitero ornamentale - e sotto sotto hanno sempre sperato un'«apertura» non solo al sacerdozio "uxorato" (in parole povere e ironiche, "preti con moglie") ma addirittura al cosiddetto "sacerdozio femminile", comodissimo per molti altri fattori. Ci è stato riferito, non è una nostra deduzione. Anni fa, dopo un colloquio con Kiko, il defunto cardinal Policarpo menzionò la possibilità del sacerdozio femminile (con ogni probabilità era uno degli argomenti di quel colloquio), venendo rimbrottato pubblicamente dalla Santa Sede. Nei piani alti del Cammino l'odio verso il sacerdozio è tale da far mettere da parte perfino il tipico maschilismo neocatecumenale. Ed è il solito segreto segretissimo di Pulcinella, un "arcano" talmente clamoroso che verrà "svelato" solo al momento opportuno... o da qualche altro scivolone entusiasta come quello del card. Policarpo.

    Riguardo all'articolo sopra citato, c'è da notare che è l'alibi della scarsità del clero quello con cui si cerca surrettiziamente di introdurre drastiche novità sul sacerdozio (a cominciare dalla faccenda del celibato, come se la maggioranza degli anziani e malconci preti di oggi bramassero di sposarsi, con la balzana idea che l'avere moglie e figli li renderà molto più santi, anzi, molto più pastoralmente produttivi...): "uh, uh, un prete porta avanti sei parrocchie, che tragedia, orsù, facciamolo sposare!". Anziché pregare per le vocazioni (che fioccano numerose quando la dottrina è spiegata chiaramente, quando i sacramenti sono presi sul serio, e quando il sacerdote non è ridotto a elemento ornamentale o assistente sociale), sfruttano come alibi la scarsità di sacerdoti per infliggere un ulteriore danno alla vigna del Signore. Ed al presunto vescovo che avrebbe detto al diacono "vai là e di' la messa" andrebbero tirate le orecchie fino alla troposfera, visto che anche un bambino del primo anno di Catechismo sa che soltanto chi ha la dignità del sacerdozio può celebrare validamente la Messa. Figurarsi poi attribuire a papa Bergoglio un assenso... con la stessa tecnica di Kiko ("ce l'ha detto il Papa!", macché!).

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  19. Sono d'accordissimo con Tripudio, la scarsità dei preti non giustifica l'abolizione del celibato.
    Così la cura è peggio del male.

    Sarebbe come se piantassi un vigneto e lo curassi a dovere in modo che possa dare molta uva, naturalmente se smetto di curarlo e lo lascio a se stesso i frutti diminuiranno. Per far sì che torni a produrre in abbondanza devo tornare a curarlo per bene, non posso dire che siccome adesso produce poco è bene che lo trasformi in una risaia.

    Il problema, come dice Tripudio, sta nel caos in cui versa la Chiesa, a tutti i livelli, nell'incertezza, nella debolezza. E' un falso rimedio asserire che se ora versiamo in questi tempi difficili e la vigna produce poco, allora bisogna facilitare l'accesso al presbiterato con l'abolizione del celibato.

    Se la Chiesa è esistita per 2000 anni con il celibato dei preti, non è che oggi per adeguarsi al mondo debba cambiare.
    La domanda principale è chiedersi perché questa vigna non produce più frutti come un tempo, non cercare un rimedio che potrebbe anche peggiorare le cose.

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  20. Questa cosa dei diaconi mi pare che Kiko l'aveva già provata svariati anni fa, prima di avere il permesso per aprire i Seminari-del-cammino i R.M.
    Se non ricordo male Kiko proponeva di nominare dei diaconi permanenti tra i suoi neocatecumenali per svicolarsi dai Sacerdoti della Chiesa anche per la liturgia Eucaristica.
    Gli andò male ed allora chiese ed ottenne il permesso di "crearsi" da se i "presbiteri del cammino neocatecumenale".
    Ora, visto che i R.M. non vanno più molto bene e le vocazioni del cammino perdono colpi, vede la possibilità di avere diaconi sposati a sua disposizione per svincolarsi ancora di più dalla Chiesa.
    Secondo voi su chi punterebbe Kiko per il SUO "diaconato"?
    Che dite dei SUOI catechisti e dei SUOI responsabili delle comunità neocatecumenali?
    E bravo Kiko che non rinuncia mai a svincolarsi dalla Chiesa.
    Ora il problema è il seguente : La Chiesa è disposta a darsi un'altra zappa sui piedi?

    E le stelle stanno a guardare.

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