lunedì 16 settembre 2019

La setta neocatecumenale. L'eresia si fece Kiko e venne ad abitare in mezzo a noi

Segnaliamo ai nostri lettori il nuovo libro di don Ariel S. Levi di Gualdo, La setta neocatecumenale. L'eresia si fece Kiko e venne ad abitare in mezzo a noi, delle edizioni Isola di Patmos, settembre 2019, ISBN 978-8894463286.
Il libro è già acquistabile su Amazon [clicca link qui] e ordinabile presso le maggiori librerie.

Descrizione:
Due sono le principali eresie del Cammino Neocatecumenale: una percezione calvinista dell'Eucarestia e la confusione tra il sacerdozio comune al quale partecipano tutti i battezzati, ed il sacerdozio ministeriale di Cristo, al quale partecipano invece solo i ministri in sacris.
Colpendo il Sacerdozio e l'Eucarestia, strettamente connessi l'uno all'altra, si colpisce la Chiesa al cuore attraverso alcune delle più antiche eresie di ritorno. Di fatto, i Neocatecumenali, costituiscono una setta di matrice ebraico-protestante che di cattolico ha solo l'involucro esterno svuotato all'itnerno degli elementi fondanti del Cattolicesimo.
Il riconoscimento amministrativo a loro concesso dal Pontificio Consiglio per i Laici, non obbliga vescovi, sacerdoti e fedeli cattolici a una adesione di fede nei riguardi del Cammino Neocatecumenale, che non è certo un dogma, bensì un tumore con metastasi diffuse all'interno della Chiesa, grazie alla debolezza mostrata dagli ultimi Sommi Pontefici.



Nostra nota a scanso del ragliare degli asini:

Quando alcuni mesi fa l'autore aveva anticipato sul sito web L'isola di Patmos alcuni temi del libro, parecchi facinorosi kikos sono andati su tutte le furie senza mai entrare in argomento (e senza neppure leggere).

Oltre alle prevedibili figuracce hanno ottenuto come risultato un gran numero di testimonianze su quanto sia vero ciò che ha scritto don Ariel, anche da parte di parecchi sacerdoti.

Siamo certi che i neocatecumenali, anziché confrontarsi onestamente con ciò che è affermato nel libro, reagiranno coi loro soliti metodi:
  1. fingere che il libro non esiste. Un po' come dire: "meglio non andare dal medico perché se ho qualche malattia la noterà";
  2. negare il contenuto del libro, a prescindere. Il Tripode Kiko-Carmen-Cammino può solo essere lodato; è vietato accorgersi che qualcosa che non va;
  3. proclamarsi vittime perseguitate blaterando di "Signore" di qua e "Signore" di là, contrapponendo la ragione all'esperienza ("nella mia esperienza non è come dite voi!", da intendersi: "non è come afferma la ragione"), in modo da schivare le questioni ed evitare perfino di fare ipotesi;
  4. sciorinare le solite lenzuolate di slogan, di kikomplottismo e di copia/incolla di documenti che non c'entrano niente, condendole di insulti all'autore, illudendosi di capire senza leggere, di poter giudicare senza capire, di aver ragione per il solo fatto di aver giudicato. Il Cammino è un superdogma;
  5. qualsiasi altra applicazione del loro credo fondamentale secondo cui è sacrosanto mentire e ingannare, se ciò torni utile per difendere il Cammino, i suoi capicosca, i suoi "arcani", le sue opere.
Ma tanto il libro non è per loro. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Il libro è per quei cattolici - anzitutto parroci e vescovi - che occorre informare prima che si vadano a infognare in quella setta.

17 commenti:

  1. REGALATE QUESTO LIBRO A KIKO!

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    1. Kiko non ha mai letto libri in vita sua. Al massimo ha letto le cifre sugli assegni che gli portavano (per lamentarsene subito dopo).

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  2. Molto interessanti le precisazioni di Tripudio.

    Mi sono messo al posto di un camminante che leggesse (però con la mente di chi non ha fatto esperienze dell'ideologia Cammino, che forgia le ramificazioni neuronali e in qualche modo le "fissa"). Per cui sono facilitato.

    Se leggessi delle contestazioni portate seriamente contro il cammino, come quelle di don Ariel o di molti che scrivono in questo blog, cercherei prima di capirle, poi cercherei di vedere se, alla luce della fede tradizionale della Chiesa (testo di riferimento il Catechismo della Chiesa Cattolica), le posso confutare.

    Che farei così lo posso dire con certezza, perché è un lavoro che faccio anche con le dichiarazioni più discusse di alcuni attuali Pastori della Chiesa.
    Guardo in che linguaggio parlano, perché un conto è un documento ufficiale un conto parlare a braccio in un'intervista, quanto il discorso è generale tipo "Volemose bene", un'espressione incontestabile ma che non incide per nulla nella vita pratica, ecc. Cerco di essere molto benevolo e di manica larga, e confronto per vedere se la fede della tradizione risulta rispettata in modo chiaro, oppure ci sono zone confuse, oppure se perfino la mia tolleranza viene messa a dura prova.

    Per quanto riguarda certi esponenti ecclesiali, come padre SOSA, il generale dei gesuiti, dico chiaramente che è un eretico. Per i più, però, non lo posso dire, anche se posso notare una tendenza a un modo di fare più filantropico che cristiano. Ad esempio si parla spesso di pace tra popoli e religioni (GIUSTO), ma quasi mai della pace di Cristo, che, come ha detto Gesù, è diversa da quella del mondo, anche da quella del filantropo, e questa è una gravissima mancanza.
    Occorre infatti giudicare non solo le parole ma anche se i fatti corrispondono o meno alle parole e perciò se un Pastore, che pure dicesse tutte cose giuste, coi fatti favorisce l'errore, come avviene se favorisce chi favorisce l'ideologia gender.

    Riguardo al Cammino la fede tradizionale appare chiaramente e ostinatamente negata e al suo posto è proclamata una fede diversa. Per cui il Cammino appare chiaramente eretico.
    E questa eresia risulta ancora più evidente attraverso le prassi del Cammino.
    Che poi ci siano bravi camminanti che sono ingannati, non lo metto in dubbio

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  3. Una tipica perla del kikomplottismo: "voi volete solo arricchirvi vendendo libri!"

    IPOCRITI!

    Parlano proprio loro, che erano obbligati a comprare il "libro di Kiko" e per giunta sovrapprezzato, e la sola idea di comprarlo al di fuori del responsabile del Cammino fa ricevere dai cosiddetti "catechisti" una telefonata urlante: «sei in braccio a mammona! sei schiavo del demonio!" (per non parlare della saga dei Diari carmeniani)

    Il nostro amico Lino ci aveva fatto notare che negli Orientamenti di Kiko, nelle 158 pagine sulla "Convivenza Primo Scrutinio", i vocaboli denaro/beni/ricchezza/soldi erano ripetuti trecento volte: è proprio il signor Argüello a indurre i kikos ad avere un'ossessione per i soldi.

    Soldi che naturalmente vanno alle casse del Cammino (previa "grattata" dei vari capicosca), altro che i fratelli bisognosi!

    Senza contare il documentatissimo lusso eccessivo nelle faraoniche "opere" kikiane.

    Per non parlare delle improvvise direttive tipo "urgente! ogni comunità sganci subito seimila euro!" per pagare tali faraonici lussi kikiani.

    IPOCRITI! E anche ossessionati dai soldi.

    Ma è comprensibile. Ogni volta che qualcuno getta luce sul Cammino, ragliano come asini forsennati. Pubblichi un articoletto su un blog? Si lamentano (anonimamente) che sei anonimo. Pubblichi un libro mettendoci il tuo nome e cognome e la tua faccia? Si lamentano che vuoi far soldi (proprio loro che sono ossessionati dai soldi). Ragliano, ragliano sempre, ragliano senza sosta perché lo sanno che se smettono di ragliare per un solo attimo si affaccerà loro il dubbio: ma non è che almeno uno dei critici del Cammino, ha ragione?

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  4. Il libro è destinato a chi vuol salvaguardarsi e ricevere consapevolezza, non certo alle teste di ciuco!

    Si ‘o ciuccio nun vo’ vevere, hai voglia ‘e sischià.

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  5. Riporto qui un tratto dell'articolo del prof. José Antonio Ureta, citato da A.M. Valli in un suo articolo, che riassume alcune idee della Teologia della Liberazione che hanno sicuramente influenzato il Cammino Neocatecumenale ed altri gruppi nati negli anni '60 anche in Europa.
    Come Leonardo Boff, il Kiko delle origini (vedi il Vangelo dei Miserabili) si oppone ad una Chiesa che avrebbe espropriato i sacramenti ai suoi legittimi proprietari, le piccole comunità dei credenti che vivono un cristianesimo autentico.
    Per questo, Kiko come Boff come altri "riformatori" del suo tempo, hanno creduto di dover rifondare la comunità cristiana, la liturgia e la fede stessa.
    È difficile capire il Cammino se non si porta l'orologio indietro di sessant'anni.
    La differenza attuale tra il Cammino e le comunità di base è che, mentre queste hanno ingaggiato una polemica infinita con la Chiesa, Kiko ha fatto mille correzioni di rotta (di cui si è pure lamentato) per essere da questa approvato; queste però rimangono solo in superficie e nascondono, ma non sanano, la natura eversiva del nucleo del proprio messaggio.

    La stessa “creatività liturgica” si faceva strada nelle comunità ecclesiali di base latinoamericane, approfittando del carattere informale di piccole assemblee. In esse si dava libero sfogo all’immaginazione, sia nelle “celebrazioni della Parola”sia nella stessa celebrazione eucaristica. L’ex frate Leonardo Boff diede il suo avallo teologico, sostenendo che la “liturgia è espressione della fede e non realizzazione di un rito sacro”. E aggiungeva: “Evidentemente il popolo apprezza la liturgia canonica ufficiale; ma crea pure dei riti, mette in scena la Parola di Dio con grande spontaneità, sa organizzare grandi celebrazioni adoperando la Bibbia e gli oggetti significativi della propria regione, oppure i cibi tipici”. Nella sua corrispondenza col cardinale Ratzinger, rispondendo alle osservazioni della Congregazione per la dottrina della fede, il teologo della liberazione ammetteva che nelle comunità ecclesiali di base, a causa della mancanza di sacerdoti, si celebra una “Cena del Signore” presieduta da un “coordinatore laico”: evidentemente non si tratterebbe di una vera Messa (data l’assenza di un sacerdote), ma non sarebbe neanche una mera para-liturgia. Boff suggeriva l’ipotesi che tale “coordinatore laico agirebbe come ministro straordinario nell’ambito del principio supplet Ecclesia (oeconomia)”[10]. E questo presiedere la Cena costituirebbe uno dei nuovi ministeri laicali che “reinventerebbero” la Chiesa dalle fondamenta…

    In Europa facevano lo stesso i cosiddetti “gruppi profetici”, critici delle celebrazioni “troppo astratte, esoteriche, stereotipate, minacciate dalla routine” delle parrocchie; e ciò avveniva persino dopo la promulgazione del nuovo Ordinario della Messa di Papa Paolo VI. Questi piccoli gruppi propugnavano l’opportunità di frazionare le parrocchie in piccole comunità più fraterne e intime, il che avrebbe reso impossibile avere tanti sacerdoti per presiedere l’Eucaristia. Perciò, “hanno deciso di ‘prendere in mano la cena del Signore’” e di “celebrare fra loro l’Eucaristia, o varianti di essa, senza che vi sia una ‘origine controllata’”


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  6. Non so se vi è capitato di celebrare la "Messa del catecumeno" quando stavate in comunità.
    Noi l'abbiamo fatta in passato, poche volte a dire il vero, quasi come se in seguito se ne fosse ravvisata l'irregolarità e fossero state abolite.

    La "Messa del catecumeno" consisteva nella parte non liturgica eucaristica della Messa (letture domenicali, preghiere...) officiata dal responsabile o da un diacono, se c'era.
    La si faceva quando non si trovava un prete disponibile e la comunità aveva ormai preparato.

    Certamente si diceva di riprendersi la Messa vera, ma taluni ritenevano sufficiente ciò che avevano celebrato in comunità, per non fare il "doppione" (del resto le letture le avevano già ascoltate e la Messa domenicale è noiosa...)

    Negli ultimi anni questa pratica non c'è più stata.
    Silenzioso dietrofront imposto?

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    1. Penso proprio di sì. In circa 27 anni di Cammino non ho mai sentito parlare di questa pratica. Da noi (nell'ultima parrocchia dove ho seguito in cnc) se capitava che una comunità rimanesse senza presbitero, la si aggregava ad un'altra. La "Messa del catecumeno" mi sembra proprio una prassi eretica. Probabilmente qualcuno avrà fatto notare che rischiavano grosso a continuarla.

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    2. Noi la facevamo quando non era ancora stata concessa la possibilità di fare l'Eucaristia insieme alle altre comunità.
      A turno, una comunità celebrava, le altre si riunivano ugualmente, compravano i fiori eccetera, ma si limitavano a leggere le letture, ad ammonire. Credo anche si facessero le risonanze. Presiedeva il capo responsabile.

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    3. No è una pratica ancora in voga. Soprattutto in realtà difficili dove non celebra l'Eucarestia il sabato, stà tornando di moda come il trip della veglia separata a qualsiasi costo e in qualsiasi situazione compresa quella di una parrocchia completamente cnc. E' una forma di privilegiare la comunità su tutto il resto, che in fondo è quello che si discute anche qui.
      La comunità ( leggi il cnc ) prima e sopra di tutto.
      Un altro tassello al delirio Kikkiano....vi assicuro che se non fanno la "messa del Catecumeno" gli fanno un casino, disobbedienti etc etc...se facessero quella e non andassero a Messa nessuno gli direbbe niente....i cnc sono liberi...non possono entrare nelle "grinfie" del Precetto.

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    4. Un promemoria per i kikos raglianti: la Messa è valida solo se sussistono determinate condizioni, altrimenti è solo una inutile messinscena, una pia e imbarazzante finzione.

      Per esempio, fra le condizioni indispensabili affinché la Messa sia valida (avvenga la consacrazione), dev'esserci l'uso del pane azzimo (attenzione: nella Chiesa Cattolica il termine "azzimo" non significa affatto pagnottona focaccesca kikiana, ma significa pane senza lieviti né altre aggiunte: la quantità non è importante, è importante ciò con cui è stato fatto, senza esagerare, tant'è che la Chiesa usa ordinariamente le "ostie piccole" in modo da minimizzare il rischio di sacrilegi).

      E dev'esserci anche il sacerdote (non un laico, non un diacono, ma proprio un sacerdote di santa romana Chiesa) che intenda fare - anche solo per svogliata e pigra abitudine - "ciò che fa la Chiesa".

      Ora, in tempi di penuria di preti e di scarsissima devozione eucaristica, certe proposte ridicole tornano a galla: far celebrare una pseudo-Messa a dei non-preti, "così ognuno penserà di aver ottemperato al precetto domenicale". A titolo di cronaca, lo stesso madornale errore compiuto nel Cammino è stato annunciato anche per il deprecabile "sinodo per l'Amazzonia",

      Qui ci rallegra che molte celebrazioni del Cammino non siano Messe valide, peiché questo significa che tanti fratelli delle comunità non faranno la Comunione in stato di peccato mortale, e che si riduce il numero di sacrilegi (dispersione dei frammenti, addirittura calpestati dai neocatecumenali).

      Del resto, non è esattamente quello lo scopo del Cammino? Una "Eucarestia" in cui al posto del Sacramento c'è la focacciona pagnottesca, al posto del luogo sacro c'è la dissacrata saletta con le seggiole pieghevoli e il tavolinetto smontabile, al posto dei vasi sacri c'è l'armamentario kikiano e il bancariello ortofrutticolo, al posto dell'omelia ci sono le mille prediche spacciate per monizioni e risonanze, e al posto della sobrietà e della compostezza c'è la caciara e il girotondino imbecille.

      Tra poco nelle salette kikiane al posto del presbitero ci sarà il catechistone o il responsabile (o consorte).

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    5. Alla mia comunità è capitato a capodanno. Il giorno dopo però siamo andati a messa. Anche se la chiamiamo messa dei catecumeni non la confondiamo con l'eucaristia. Non so se tutti siano andati in chiesa. ci sono dei fratelli che purtroppo non considerano grave saltare la messa, questo è vero ed è un grosso problema

      Xyz

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  7. https://neocatecumenali.blogspot.com/2019/08/il-14-volume-fantasma-del-direttorio-catechetico.html

    Isaia Paolo Geremia1 settembre 2019 07:50


    https://www.lalucedimaria.it/ultimo-messaggio-medjugorje-2-settembre-2019/

    Medjugorje: Messaggio del 2 Settembre 2019
    “Cari figli, pregate, pregate il Rosario tutti i giorni, questa corona di fiori che mi lega direttamente, come madre, ai vostri dolori, alle vostre sofferenze, ai desideri ed alle speranze.
    Apostoli del mio amore, sono con voi per mezzo della grazia e dell’amore di mio Figlio e chiedo a voi le preghiere. Per poter convertire le anime, il mondo ha tanto bisogno delle vostre preghiere. Per poter cambiare le anime, chiedo a voi le preghiere. Aprite con totale fiducia i vostri cuori a mio Figlio e Lui in essi scriverà le Sue parole e questo è l’amore. Vivete un legame indissolubile con il Sacro Cuore di mio Figlio.
    Figli miei, come madre vi parlo! È arrivata l’ora di inginocchiarvi davanti a mio Figlio, che Lo riconosciate come vostro Dio, il centro della vostra vita. Offritegli i doni: ciò che Lui ama più di tutto è l’amore verso il prossimo, la misericordia ed il cuore puro.
    Apostoli del mio amore, molti miei figli non riconoscono ancora mio Figlio come loro Dio, non hanno ancora conosciuto il Suo amore, ma voi, con la vostra preghiera detta con cuore puro e aperto, con i doni che offrite a mio Figlio, farete sì che anche i cuori più induriti si aprano. Apostoli del mio amore, la forza della preghiera detta dal cuore, la potente preghiera piena d’amore cambia il mondo, perciò figli miei, pregate, pregate, pregate. Io sono con voi, vi ringrazio”.

    Grazie Mamma Celeste. Grazie, non mi hai mai abbandonato in questa battaglia contro le Tenebre. Grazie, perchè sapendo che sono nella Tua Volontà, so che sto operando bene.
    Invito tutti i sacerdoti, i vescovi, Radio Maria ( perchè so che è molto legata a Medjugorje), anche il Papa a considerare questo. Io posso solo ringraziare la Mamma Celeste che mi sta dando una mano. Grazie!

    (da IPG)

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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    1. E che mano, la mano di Maria.
      Vi faccio una confidenza, ho pianto, ma è indescrivibile cosa ho passatto. La mano della Madonna è potente contro le Tenebre. Carissimi, state attenti, ci sono nell'aria delle correnti contrarie, che vorrebbero mettere a tacere tutto. un esempio è: IPG stai diventando pesante, quando ti dicono :odiatori, calunniatori, e tante altre cose che ti colpiscono.
      Ma Lei veglia sui suo figli, abbiamo bisogno di Lei, senza di Lei non ce la possiamo fare, le Tenebre sono dense, e non fanno altro che ostacolare Dio e la Sua Opera. Non fanno altro che metterti sotto, e ti vorrebbero bloccare. Ma c'è Lei. Ne approfitto, davanti a tutti, come testimonianza, nel chiedere scusa per tutte le volte che Le ho causato grandi dispiaceri, e ne ho fatte tante di cose. Grazie Mamma Celeste. Grazie. Ti voglio bene.

      (daIPG)

      Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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    2. Non voglio mettere a tacere tutto. Semplicemente potresti dire le stesse cose con un po' più di sintesi e con parole meno altisonanti. Spesso questi commenti appesantiscono i post

      Xyz

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    3. Ti parlo apertamente. Si potrebbero fare tanti discorsi, cioè si potrebbe scrivere tanto, in un certo stile, come affermi tu in sintesi. Ora, io cercherò di farmi capire, ma so di non averne le capacità, e per cui: come fare?
      Io ho sempre creduto che da Dio ci arriva l'aiuto, e per cui dalla Parola si trova tutto. OK!
      Ora ti metterò una cosa, tu cerca di capire cosa si sta trattando, e cerca di rapportarlo ad oggi, cioè con IPG. Prima di collocare, io credo questo: la Parola di Dio è eterna, non ha il tempo, è al di sopra, e per cui è sempre attuale.
      Spero che capirai e capirete, senza confusioni, e senza distorsioni.

      12 Amasia disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritirati verso il paese di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, 13 ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno». 14 Amos rispose ad Amasia:
      «Non ero profeta, né figlio di profeta;
      ero un pastore e raccoglitore di sicomori;
      15 Il Signore mi prese
      di dietro al bestiame e il Signore mi disse:
      Va', profetizza al mio popolo Israele.

      Del resto, siamo tutti battezzati, se conosci il valore del battesimo, cioè cosa ti conferisce, e vi è anche l'unzione della cresima ecc. A quel punto capirai che non vi è nulla di male nell'aver collocato ciò.

      (da IPG)

      Pace ai figli della Pace. Dio è a Pace.

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