domenica 17 febbraio 2013

Benedetto XVI contro l'attivismo liturgico e la banalizzazione

Banalizzazione della liturgia
Ieri sera (sabato sera) i neocatecumenali hanno celebrato gli strafalcioni liturgici proibiti da Benedetto XVI, da Giovanni Paolo II, dallo stesso Statuto del Cammino.

Sentiamo cosa ha detto in particolare sulla liturgia papa Benedetto XVI, nell'incontro con i sacerdoti della diocesi di Roma, giovedì 14 febbraio 2013:
E così anche per la liturgia: non interessava la liturgia come atto della fede, ma come una cosa dove si fanno cose comprensibili, una cosa di attività della comunità, una cosa profana. E sappiamo che c’era una tendenza, che si fondava anche storicamente, a dire: la sacralità è una cosa pagana, eventualmente anche dell’Antico Testamento, ma nel Nuovo vale solo che Cristo è morto fuori: cioè fuori dalle porte, cioè nel mondo profano. Sacralità quindi da terminare, profanità anche del culto: il culto non è culto, ma un atto dell’insieme, della partecipazione comune, e così anche partecipazione come attività.

Liturgia senza sacralità
Queste traduzioni, banalizzazioni dell’idea del Concilio, sono state virulente nella prassi dell’applicazione della riforma liturgica; esse erano nate in una visione del Concilio al di fuori della sua propria chiave, della fede. E così, anche nella questione della Scrittura: la Scrittura è un libro, storico, da trattare storicamente e nient’altro, e così via.

Sappiamo come questo Concilio dei media fosse accessibile a tutti. Quindi, questo era quello dominante, più efficiente, ed ha creato tante calamità, tanti problemi, realmente tante miserie: seminari chiusi, conventi chiusi, liturgia banalizzata… E il vero Concilio ha avuto difficoltà a concretizzarsi, a realizzarsi; il Concilio virtuale era più forte del Concilio reale.

Il Cammino Neocatecumenale è descritto esattamente dalle accuse mosse da Benedetto XVI:

* le liturgie neocatecumenali servono, secondo Kiko e Carmen, per portare i fratelli «dalla tristezza all'allegria»
Liturgia ridotta ad
attivismo comunitario

* i neocatecumenali vantano la loro liturgia come "partecipata", dove tutti si sgolano a cantare i canti di Kiko, suonare tamburelli, strimpellare chitarrelle, fare il balletto-girotondo attorno al tavolone...

* gli stessi Kiko e Carmen vanno insegnando che la sacralità, nella liturgia, è un "residuo del paganesimo"

* i neocatecumenali fanno la "comunione seduti", disprezzano il latino "incomprensibile", eccetera.

venerdì 15 febbraio 2013

Apparenza e realtà del Cammino

La cosa che più ferocemente viene negata dai neocatecumenali è che i problemi del Cammino sono strutturali. Non si tratta di problemi sporadici di qualche cosiddetto "catechista" o di qualche cosiddetto "fratello di comunità". Sono problemi strutturali del Cammino: è da decenni che i seguaci di Kiko guadagnano sempre le stesse accuse perché creano sempre gli stessi problemi.

Creano gli stessi problemi ovunque nel mondo. Lo sottolineo: ovunque nel mondo! Nelle Filippine come negli USA, in Italia come in Giappone, a Malta come nell'ex Jugoslavia, in Francia ovunque. Sempre gli stessi problemi.

Autoritratto di Kiko
Anche in Francia il cnc conosce diversi problemi anche se, con gli stessi metodi, è riuscito a ottenere i favori di certi vescovi che hanno permesso l`erezione di alcuni seminari RM.

Già nel 2001 un teologo, Henri Bourgeois, in una "Nota sul neocatecumenato" aveva messo in rilievo i problemi legati alla presenza nelle parrocchie del cnc, domandandosi fra l'altro se l'evangelizzazione dei lontani doveva farsi pagando il prezzo forte della DISTRUZIONE delle comunità parrocchiali. Ma non è il solo ad aver espresso le sue inquietudini.

In effetti, in Francia come altrove, è stato osservato che i neocatecumenali, con le loro "cellule di evangelizzazione" formano una PARROCCHIA NELLA PARROCCHIA, che con il loro arrivo le parrocchie si frantumano, la parola francese è "fracture"= FRATTURA. Fino a quando i nc rappresentano al massimo la metà della comunità parrocchiale, i problemi legati alla loro presenza risultano ancora abbastanza gestibili, ma appena sono in maggioranza la parrocchia diventa neocat, se poi il parroco è neocatecumenale la parrocchia è presa in OSTAGGIO, la parola è forte. Se alcuni presbiteri impongono i loro cambiamenti progressivamente, c'è anche chi vuole da un giorno all`altro imporre la propria opinione e sensibilità.

Propaganda neocatecumenale
sui foglietti della parrocchia
Il cnc sta tentando in Francia di migliorare la sua immagine, fra l'altro sul terreno della lotta in difesa della vita e della famiglia, sappiamo come, avanzando dietro quel vessillo, il cnc tenta, e purtroppo ci riesce, di occultare tutte le gravi anomalie che ne fanno un gruppo settario nella Chiesa.

I vescovi che aprono le porte al cnc, in Francia come altrove, tacciono e occultano i problemi legati alla presenza del cnc, la sua "liturgia" sincretista inventata da un laico che ha anche devastato lo spazio sacro cattolico, il segreto che continua sui testi e all`interno del cnc, i metodi che aggrediscono il foro interno degli adepti.

Che esista nella Chiesa un percorso a tappe iniziatico esoterico basato sul segreto non sembra preoccupare i nostri Pastori.

E tuttavia una tale uniformità di testimonianze sul Cammino da parte di persone di diversissima estrazione sociale, di diversissima provenienza, sparse nell'arco di interi decenni e provenienti da ogni posto in cui il Cammino si è incistato, sarebbe già da sola argomento convincente.

Il "santino di san Kiko"
distribuito ai neocat nel 2012
Ancora un esempio tra i tanti: in Giappone, ad un popolo dalla mentalità molto ordinata, molto attenta alla forma, un popolo abituato alla disciplina ed estraneo al fracasso, i neocatecumenali cosa hanno portato? Il kikismo-carmenismo, naturalmente. Ed ecco che i giapponesi vedono per la prima volta in vita loro un funerale "animato" dalle chitarre e dai tristi, calanti e deprimenti canti di Kiko! Nulla di più lontano dalla loro mentalità.

I neocatecumenali creano nel mondo sempre gli stessi problemi perché ovunque nel mondo si comportano allo stesso modo. La stessa liturgia. Le stesse dottrine. Lo stesso stile, la perfetta coerenza con il kikismo-carmenismo fino all'ultima virgola. Oggi nel 2013 così come ieri nel 1981: oltre trent'anni fa mons. Landucci (processo di beatificazione attualmente in corso) elevava le stesse obiezioni che oggi si trova a elevare chi per la prima volta osserva il Cammino in azione.

Qualunque giudizio si abbia del Cammino, non si può negare che questa ostinazione cieca e totale nel seguire Kiko implica che ogni minimo errore di Kiko viene propagato ovunque nel mondo. Propagato con furia ed entusiasmo dai suoi adepti. L'orgoglio e l'arroganza di Kiko e Carmen è infatti automaticamente diventato l'orgoglio e l'arroganza dei cosiddetti "catechisti". Anche il cosiddetto catechista di buon cuore prima o poi è costretto a scegliere tra il metodo kikiano e la carità fraterna. Per caso voi che leggete avete mai avuto notizia di un cosiddetto catechista che tradisce il metodo di Kiko?

Il bislacco Bambinello kikiano ha
due fosse nere al posto degli occhi,
"AM" al posto di Alfa e Omega, e
benedice con la mano sbagliata!
Per un neocatecumenale l'ammettere uno solo degli errori di Kiko implica il non poterlo più idolatrare.
- Implica non doverlo più seguire ciecamente in ogni modo (certuni fino alla foggia del pizzetto della barba).
- Implica il dover dissociarsi quando Kiko dice una qualsiasi balordaggine (come il ridicolo "numero dell'evangelizzazione").
- Implica il dover gridare di sdegno quando Kiko a Porto San Giorgio nel 2010 minacciava uno scisma e nessuno degli astanti ha da ridire.

La maggior parte della nostra fatica è dover smascherare i trucchetti verbali dei neocatecumenali.

Gli stessi Kiko e Carmen danno l'esempio ai loro seguaci utilizzando costrutti del tipo: siamo contentissimi delle norme del Papa ma comunque il modo di ricevere la Comunione resterà lo stesso (cfr. lettera di Kiko, Carmen e Pezzi a Benedetto XVI, 17 gennaio 2006).

L'ineffabile Gennarini, all'uscita della lettera di Arinze, argomentò che era una "lettera privata", che non riguardava i neocatecumenali, anzi, che addirittura "non esisteva"! Fu smentito nientemeno che da papa Benedetto XVI che personalmente disse: sono certo che queste norme, che riprendono quanto è previsto nei libri liturgici approvati dalla Chiesa, saranno da voi attentamente osservate.

In strada con la chitarrella kikiana:
indistinguibili dai protestanti
Ma queste parole, per i neocat, vanno censurate: non sia mai che un neocatecumenale abbia da ascoltare il Papa anche quando non elogia il Cammino... Non sia mai che un neocatecumenale debba essere evangelicamente chiaro ("il vostro parlare sia sì, sì, no, no"): per coerenza, dopo, dovrebbe condannare tutti gli errori dei suoi idoli Kiko e Carmen.

Cari fratelli neocatecumenali, per quanto tempo ancora vorrete far finta di niente? Il problema è che molti di voi neppure sia accorgono degli abusi litugici (sono digiuni del vero cattolicesimo) o della violazione del foro interno: subiscono perché vien loro fatto credere, con sfrontata deformazione della Scrittura che è il "fango messo da Cristo" - che semmai è colui che lo toglie - per farli riconoscere peccatori. E così viene loro instillato il senso di colpa che è altra cosa dal senso del peccato. Tra l'altro la colpa secondo il Cnc, è perdonata senza mettere in campo la responsabilità di migliorare con l'aiuto di Dio: questo è il vero autentico "Cammino", la nostra "trasformazione" secondo Cristo, come insegna S. Paolo. Il senso di colpa blocca e ingabbia in un meccanismo mortifero (ciò che salva è l'appartenenza al cammino a fare tutto quello che dicono i cosiddetti "catechisti"); il senso del peccato, invece, è il riconoscersi peccatori, ma attivare tutte le risorse di cuore intelligenza e volontà per 'vedere' le proprie mancanze con gli occhi del Signore Misericordioso, che dà anche se stesso (Presente nell'eucaristia) e tutte le grazie necessarie per diventare ed essere secondo la sua Giustizia, che non va mai separata dalla Misericordia...

mercoledì 13 febbraio 2013

Esigono un Papa ubbidiente al Cammino

Citiamo anzitutto un intervento a firma M.B.:
Non ci sono analisi da fare, al di là di un costernato silenzio. La crisi della Chiesa e l’abbandono della fede sono fatti evidenti. «È il popolo che ha abbandonato la Chiesa o è la Chiesa che ha abbandonato il popolo?»: questa frase di don Giussani attende ancora una risposta. Il residuo «popolo» è fratturato in gruppi incomunicanti, ciascuno coi suoi riti, linguaggio e sistema di credenze, alcuni dei quali hanno metodi di reclutamento «americani», da born again christians o da «alcoholics anonimous», e liturgie di loro invenzione. Neocatecumenali, pentecostali, ciellini, lefebvriani... che esista ancora un’unità dottrinale, poniamo, che colleghi l’Opus Dei e i seguaci di Kiko Arguello, è estremamente dubbio.
Kiko in atteggiamento di sfida:
Comunione "a braccia conserte",
espressione di fastidio e noia
nei confronti di Benedetto XVI
(a scapito del Santissimo!)
Sì, proviamo a rifletterci: come mai nella Chiesa sussiste ancora questa "disunità" di fatto? E come si permette il signor Argüello, dalle pagine del quotidiano spagnolo La Razòn, di sfruttare la figura del Papa per autodichiararsi "approvato", alla luce degli strafalcioni liturgici e delle bizzarrie dottrinali del Cammino? E addirittura di dire menzogne gigantesche (“Kiko, non aver paura, sono qui per aiutarti”) come un avvoltoio che si avventa sulla preda inerme?

Lo fa certamente confidando nel fatto che non tutti nella Chiesa conoscono le decisioni di papa Benedetto XVI contro il Cammino Neocatecumenale.

Si introduca qui il gentile commento del fratello Giona delle comunità neocatecumenali:
Mi dispiace che il S Padre lasci ,ma nella chiesa ci sarà un altro Papa che seguendo le orme degli ultimi quattro,saprà valorizzare i carismi del Cn cercando di prenderne spunto per una nuova evangelizzazione :So che state pregando peché sia eletto qualcuno che bacchetti il CN ma questo non avverrà perché quello che viene da Dio non si può combattere.Preghiamo tutti insieme per un Pastore che riesca a guidare la Chiesa in Unità.
I "carismi del CN":
una religiosità tetra e funerea
Vi prego di rileggere bene la sequenza arrogante di menzogne che utilizza per difendere il Cammino (chissà da chi ha preso esempio):

1) si dice «dispiaciuto» che il Santo Padre... «Dispiaciuto?» Ma come? Cos'è che ti dispiace veramente? Ti dispiace che non ti sia giunta un'altra "lettera di Arinze con le «decisioni del Santo Padre»"?

2) secondo il caro fratello neocatecumenale, addirittura "quattro" Pontefici avrebbero valorizzato i carismi del Cammino (ma davvero? quali? quando? come? rileggiamoci un po' gli interventi di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI di condanna delle liturgie neocatecumenali, dal 1983 ad oggi).

3) lo scopo del Papa, secondo il caro fratello che si firma Giona, dovrebbe essere non quello di "guidare la Chiesa" (correggendo laddove c'è da correggere) ma quello di... «valorizzare i carismi del Cammino» (cioè il carisma della disubbidienza e il carisma degli strafalcioni) e addirittura quello di... «prendere spunto per una nuova evangelizzazione». Capite cosa pensano i neocatecumenali? Che il Papa debba andare alla scuola di Kiko e Carmen e kikizzare il mondo. Deve prendere spunto, deve imparare da quei due spagnoli, quelli sì che sono maestri perfetti. Come se Nostro Signore avesse detto: tu sei Pietro, ed andrai alla scuola di due laici che si sono autonominati iniziatori e nuovi evangelizzatori...
I "carismi del Cammino":
ballare attorno al vitello d'oro
(notate poi l'espressione mistica

del suonatore di bongo)

4) il caro fratello ci accusa nientemeno di pregare per favorire «qualcuno che bacchetti il Cammino». Questo sì che dev'essere scandaloso e peccaminoso, ai suoi occhi. Un vero scandalo. Intollerabile! Proprio come nell'Unione Sovietica, dove si finiva nei Gulag per qualche sospetta (e mai dimostrata) "preghiera per far morire Stalin", così nel Cammino si viene disprezzati, additati e condannati per sospettata preghiera per un qualsiasi argomento sfavorevole all'opera di Kiko e Carmen.

5) subito dopo aver vietato di pregare per un Papa sgradito al Cammino, il caro fratello neocatecumenale chiede di pregare per un Pastore che "riesca a guidare la Chiesa in Unità". Dove unità significa evidentemente "evitare qualsiasi osservazione critiche al Cammino", giacché i neocatecumenali dicono che chi critica gli strafalcioni del Cammino, "divide" la Chiesa...

E poi, quale "unità"? Che unità c'è nella Chiesa, oggi, tanto per fare l'esempio di cui sopra - tra neocatecumenali e Opus Dei? Ma scherziamo?

E poi, proprio voi neocatecumenali parlate di unità, voi che dividete le parrocchie e vi isolate nel chiuso delle vostre comunità e delle vostre salette?

Il commento del caro fratello Giona non è quello di un esaltato isolato. Chiunque conosca il Cammino sa bene che quella è la tipica mentalità neocatecumenale, specialmente nelle alte sfere: chi conosce i seguaci di Kiko e Carmen sa bene quale considerazione abbiano del Papa.

Il Cammino Neocarnevale
inscena parodie dell'ebraismo
Per esempio, dal commento firmato La verità vi farà liberi veniamo a sapere che:
a) stasera passo in Parrocchia e trovo il Parroco in compagnia di un NC (in Parrocchia da me fanno come quelli di Scientology: non lo lasciano quasi mai solo). Si inizia a parlare delle dimissioni del Papa ed il "falco" se ne esce con un: "certo che pure Benedetto si era messo contro il Cammino!"

b) alle 21 mi chiamano degli amici che frequentano una Parrocchia della mia città: la I° e III° Comunità NC (hanno gli stessi catechisti) stanno organizzando una veglia di preghiera affinchè il nuovo Papa sia illuminato dallo Spirito Santo e "accetti i movimenti nati dal CVII".

Vogliono -esigono!- un Papa al servizio del Cammino (quando fa loro comodo, si autoincludono nei "movimenti nati dal Concilio Vaticano II). Un Papa che «prenda spunto» dal Cammino, impari dal Cammino, che si consideri inferiore al Cammino e ai suoi due "iniziatori" spagnoli.

Per loro è più importante il Cammino che il Papa. Per loro la "nuova evangelizzazione" è il Cammino stesso. Infatti Kiko in persona pubblicamente gridava che «il Papa dice che i vescovi devono ubbidire a un laico e una donna», ed il Papa è vescovo di Roma, quindi...

I "carismi del Cammino":
la "comunione seduti"
Per loro Benedetto XVI sarebbe già da dimenticare (benché sia ancora lui il Papa fino al 28 febbraio). Dimenticare specialmente le sue «decisioni» contro il Cammino.

Infatti tutti sappiamo bene che quelle sue «decisioni» non sono qualcosa di veramente annullabile, perché semplicemente ricalcano i libri liturgici validi per tutta la Chiesa. Vi augurate forse che la liturgia fabbricata da Carmen e Kiko venga messa sullo stesso piano di quella valida per tutta la Chiesa?

lunedì 11 febbraio 2013

L'eredità di Benedetto XVI ai neocatecumenali

1° dicembre 2005: lettera del cardinale Arinze, prefetto della Congregatio de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum:
Egregi Signor Kiko Argüello,
Sig.na Carmen Hernandez
e Rev.do Padre Mario Pezzi,

...sono a comunicarVi le decisioni del Santo Padre.

...Nella celebrazione della Santa Messa, il Cammino Neocatecumenale accetterà e seguirà i libri liturgici approvati dalla Chiesa, senza omettere né aggiungere nulla.

...In breve, il Cammino Neocatecumenale, nella celebrazione della Santa Messa, segua i libri liturgici approvati.

12 gennaio 2006: discorso di Benedetto XVI ai seguaci del Cammino Neocatecumenale:
...la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti vi ha impartito a mio nome alcune norme concernenti la Celebrazione eucaristica, dopo il periodo di esperienza che aveva concesso il Servo di Dio Giovanni Paolo II. Sono certo che queste norme, che riprendono quanto è previsto nei libri liturgici approvati dalla Chiesa, saranno da voi attentamente osservate.

Statuto del Cammino Neocatecumenale: articolo 13:
Art. 13: "Eucarestia":
§ 3. Nella celebrazione dell’Eucaristia nelle piccole comunità si seguono i libri liturgici approvati del Rito Romano... [49]

[Nota 49] Cfr. BENEDETTO XVI, Discorso alle Comunità del Cammino Neocatecumenale del 12 gennaio 2006: Notitiae 41 (2005) 554-556; CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO, Lettera del 1° dicembre 2005: Notitiae 41 (2005) 563-565; Notificazione della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti sulle celebrazioni nei gruppi del Cammino Neocatecumenale, in L’Osservatore Romano, 24 dicembre 1988: «la Congregazione consente che tra gli adattamenti previsti dall’Istruzione Actio pastoralis, nn. 6-11, i gruppi del menzionato “Cammino” possano ricevere la comunione sotto le due specie, sempre con pane azzimo, e spostare, “ad experimentum”, il rito della pace dopo la Preghiera universale».

20 gennaio 2012: discorso del Santo Padre Benedetto XVI alle Comunità del Cammino Neocatecumenale:
La celebrazione nelle piccole comunità, regolata dai Libri liturgici, che vanno seguiti fedelmente, e con le particolarità approvate negli Statuti del Cammino...


La notizia delle dimissioni del Papa avrà fatto gioire molti neocatecumenali, specialmente dei "piani alti", vista l'instancabile coerenza di Benedetto XVI nel condannare gli abusi liturgici neocatecumenali insieme ad un atteggiamento paterno e sempre pronto ad accogliere il figliuol prodigo. Ma il figliuol prodigo neocatecumenale si è guardato bene dal tornare e -servendosi di menzogne e astuzie- ha fino ad oggi fatto finta di credere che le concessioni al Cammino vadano infinitamente oltre quanto stabilito nella sopra citata "nota 49" dello Statuto.

Dal 2005 ad oggi il Cammino Neocatecumenale, infatti, si è distinto soprattutto per la sua ossessiva e ostinata disubbidienza a Benedetto XVI (ricordate Kiko nel 2008 quando diceva «ora è il Papa a dover combattere con Arinze»?). Addirittura con la faccia tosta di esibire la domenica mattina in piazza lo striscione Tu Es Petrus proprio poche ore dopo le disubbidienze del sabato sera.

Lungo tutto il suo pontificato, papa Benedetto XVI ha comandato al Cammino Neocatecumenale di seguire fedelmente i libri liturgici: cari fratelli neocatecumenali, quale parte del «fedelmente» non vi è chiara?

venerdì 8 febbraio 2013

Un'altra testimonianza di chi ha creduto nel Cammino

C'è solo una cosa che mi sento di suggerire a Lei e a quanti collaborano col vostro prezioso sito.
 «Per i neocatecumeni si tratta di
non poche cose: la Bibbia
con la fodera di Kiko...»
Tale bruttura è in vendita nei kiko-shop
È una cosa che mi sta particolarmente a cuore perchè avrebbe potuto diventare parte della mia vita.
Lasci che le spieghi.

Quando sono entrato nel Cammino ero un ragazzino di 15 anni.

A differenza di tanti ragazzi che entrano in comunità perchè figli di neocat (e quindi obbligati dai genitori), io invece ero entrato da solo, di mia iniziativa.

E qualche volta da ragazzo ho dovuto litigare con i miei genitori per poter partecipare alle riunioni e alle convivenze.

Per me allora i "catechisti" erano dei "Superman". E io mi bevevo tutto quello che dicevano. Ero un ragazzino! E quindi non mi rendevo conto degli errori del Cammino.

Da adolescente ero così entusiasta del Cammino da pensare addirittura di diventare prete "Redeptoris Mater". Una delle tante cose che mi hanno fatto cambiare idea è stato proprio quando ho avuto la possibilità di conoscerne alcuni. (Premetto che sto parlando di cose accadute 20 anni fa, perchè io a 23 anni sono uscito dal Cammino. Non ho mantenuto nessuna amicizia tra gli ex fratelli perchè ho capito che era impossibile: secondo loro, se te ne vai, vuol dire che non vuoi convertirti).

Le spiego. Io frequentavo il Cammino nella parrocchia di [...]. In questa parrocchia 2 giovani sono entrati nel "Redeptoris Mater" di [...]

Il primo era un invasato, assetato di potere, che poi è stato mandato via da Kiko (il quale gli ha detto chiaramente "tu non hai la vocazione"). Si è sposato (e spero per lui che negli anni sia
diventato più  sereno).

Il secondo, invece, don Tonello, è diventato prete (io ho assistito alla sua prima messa) e poi subito dopo è anche diventato Rettore del "Redemptoris Mater" di [...]. Successivamente non so che fine abbia fatto (e a questo punto nemmeno mi interessa).

Ma mi è sempre rimasto impresso il suo comportamento poco prima dell'ordinazione sacerdotale: tutti lo avvicinavamo a turno per fargli le congratulazioni per l'imminente ordinazione. Lui salutava tutti in modo duro, freddo, anaffettivo, senza sorridere mai. Sembrava di baciare una statua di marmo!!!!!!! Era come se sorridere (o mostrare gioia o altri sentimenti) fosse peccato! Questo atteggiamento duro l'ho visto anche nei suoi confratelli poco tempo dopo.

Un anno il seminario "Redemptoris Mater" fece un pellegrinaggio proprio qui a [...]. I seminaristi hanno anche partecipato a una messa dentro la Basilica di [...]. Una sera sono venuti in parrocchia con le comunità. Più che seminaristi in attesa dell'ordinazione, sembravano un plotone di marines in partenza per l'Iraq!!!!!!!!!

Perciò mi chiedo:
1) se io da ragazzo fossi entrato in un RM, sarei diventato anch'io così?
2) Che razza di preti diventano? Che cosa aspettarci quando invaderanno le parrocchie?
3) Come vengono formati nei seminari del Cammino? Cosa succede esattamente lì dentro?

E concludo dicendo: grazie a varie testimonianze, oggi conosciamo le traversie di ex catechisti (che hanno lasciato magari dopo più di 20 anni).

Grazie a Daniel Lifschitz oggi si è squarciato un velo sull'esperienza delle famiglie itineranti.

Ma non sappiamo nulla di cosa succede nei quasi 100 "Redeptoris Mater" sparsi per il mondo!
È mai possibile che non ci sia un ex seminarista che sia pronto a raccontare la propria esperienza sul web?

Giovanni

martedì 5 febbraio 2013

Un giretto al "Kiko-shop"

Oggi ce ne andiamo in giro per i "Kiko-shop", negozi specializzatissimi nel vendere tutti gli accessori indispensabili per la religione neocatecumenale, per rendere presente Kiko nella propria casa oltre che nelle salette della parrocchia.

Infatti non tutti sanno che per andare avanti nel Cammino occorre dotarsi di tutta la costosa attrezzatura designed by Kiko, di cui qui sotto presentiamo un brevissimo assaggio.

Vorrete mica la domenica mattina recitare le Lodi a Kiko senza la Croce Gloriosa di Kiko e senza accendere il cero di Kiko?
Vorrete mica celebrare il banchetto festoso e ballerino del sabato sera senza il copri-leggio progettato da Kiko?
Vorrete mica privare le chiavi della vostra macchina del "crocifisso appiattito" ideato da Kiko?
Vorrete mica cantare un canto non composto da Kiko?

Cominciamo con questo pregevole porta-libro-dei-canti. Sapete, il libro dei canti è l'accessorio indispensabile della liturgia (più indispensabile dell'orazione silenziosa, del digiuno eucaristico e dell'anima monda dai peccati mortali). Ecco dunque che il kiko-shop ci propone questa prestigiosa fodera con caratteri ebraici: come ben sapete, tutti i neocatecumenali leggono e parlano l'ebraico antico e l'aramaico, e si vede dal fatto che seguendo l'esempio di Kiko e Carmen parlano sempre di Talid, Mezuzà, Yeshivà, Shekinà, Merkavà, Torà, Menorà, Trallallero Trallallà...

Un altro indispensabile strumento liturgico è questo copri-breviario con l'orripilante riproduzione di un disegno di Kiko, disegno che evidentemente dev'essere di grande aiuto ai credenti nella religione neocatecumenale, quella dove si cantano esclusivamente i canti composti da Kiko. Non vorrete mica mostrare ai fratelli di comunità segni di una "religione naturale" come i "cristiani della domenica"!



Non tutti sanno che i neocatecumenali, per recitare le Lodi a Kiko la domenica mattina, hanno bisogno di tutto un bizzarro armamentario da tavolo, tra cui questa parodia del crocifisso da tavolo (notare i piedi separati: insomma, la "sesta piaga" è Kiko) ed un cero "per le lodi" sempre con uno sgorbio di Kiko (i ceri normali non vanno bene?).
La "croce gloriosa" di Kiko consiste nel fatto che Kiko crocifigge il Redentore.



Il "crocifisso appiattito" di Kiko è infatti una specialità di Kiko chiamata "croce itinerante". Oltre a mancare di forza di gravità (il soggetto è perfettamente orizzontale), vediamo che i piedi sono separati, ognuno con un suo chiodo, e che gli occhi praticamente non esistono. Non si capisce lo strano hula-hoop attorno alla pancia, e l'assenza della corona di spine. Mysterium kikianum!



Ecco un altro orrido crocifisso kikiano, addirittura antigravitazionale: il corpo è sbalzato verso l'alto, con le braccia che irrealisticamente formano un arco verso l'alto. Inoltre i piedi sono trafitti da un unico chiodo ma... com'è possibile che i chiodi nelle mani siano "verticali" e quello dei piedi sia sull'asse orizzontale? E come mai quest'ultimo chiodo ha la forma di una freccetta che esce dai piedi anziché penetrarvi? Mah! Mysterium kikianum, progettato appositamente per le "famiglie in missione", probabilmente per ricordare loro che devono portare Cristo in maniera distorta e bizzarra.


La menorà a nove fuochi (parodia di quella dell'ebraismo, a sette fuochi), è lo strano aggeggio da porre sui tavoloni ipertrofici neocatecumenali per la celebrazione della liturgia di Carmen e Kiko. In realtà si tratta della chanukkiàh, il candelabro a nove fuochi usato dagli ebrei per la festa di Chanukkà (la festa delle luci) che ricorda il miracolo del fuoco rimasto acceso nonostante la mancanza dell'olio all'epoca dei Maccabei e la loro riconsacrazione del Tempio (nella selva dei simboli neocat-giudaici rappresenta "i ricostruttori della vera Chiesa" e non può mancare sulle 'mense', al posto del Crocifisso, in occasione delle celebrazione!!). Quando un "catechista itinerante" chiese a Kiko il perché di quel nove, Kiko si imbufalì e buttò lì un bizzarro: «nove è il numero dell'evangelizzazione». Chissà dove l'ha scoperto: in venti secoli di storia della Chiesa nessuno aveva mai detto niente del genere. In realtà i bracci del candelabro (quelli con le luci) sono 8 e rappresentano i giorni in cui esso è rimasto miracolosamente acceso. il 9° braccio, quello centrale - detto "servitore" - in realtà contiene la riserva d'olio).



Ogni neocatecumenale che si rispetti deve tentare il più possibile di "giudaizzarsi". Ovviamente gli viene incontro il kiko-shop proponendo l'acquisto della Mezuzà, oggetto rituale ebraico contenente il rotolino coi versetti della Torà, che ai normali cristiani sembrerà piuttosto un amuleto. Riconoscibile, sul coperchio dell'astuccio, la scritta [El] Shaddài (il Nome di Dio Onnipotente) e, sotto, le tavole della Legge mosaica.

Pensate un po': il primo kiko-shop fu costituito nel 1972, quando il Cammino era numericamente del tutto irrilevante (Kiko e Carmen si erano installati in una parrocchia romana nel novembre 1968, neanche quattro anni prima).



Incredibile ma vero: su un kiko-shop spagnolo vedo nientemeno che un "portacero neocatecumenale" arrotolato a torciglione come Kiko comanda. Esatto: i portaceri normali non vanno bene...



La chitarra è obbligatoria in tutte le liturgie neocatecumenali per due precisi motivi: il primo motivo è che il canto liturgico consiste nell'eseguire le canzonette di Kiko con le chitarrelle proprio come la suona Kiko; il secondo motivo è che solo con quelle canzonette e quelle chitarrelle si "ritorna alle origini" dei "primi cristiani" della "chiesa primitiva".

Questo accessorio per chitarra, di cui ci sfugge l'esatto utilizzo, è istoriato con caratteri ebraici (riconoscibilissima la scritta Shemà Israel: i neocatecumenali hanno vere manie di ebraismo, grazie all'iniziatore Kiko e soprattutto all'iniziatrice Carmen). Parrebbe quasi che i neocatecumeni ardano di desiderio di lasciar perdere il cristianesimo e di diventare giudei tout-court.



E per la zuppa di latte neocatecumenale mattutina, non poteva mancare la tazza del Cammino che esibisce la riproduzione del quadro "Maria-Kiko" disegnato da Kiko (sull'icona, in alto, si può leggere distintamente "Maria" e "Kiko").

Ci fermiamo qui, anche se data la vastità dell'argomento saremo costretti a tornarci altre volte.

Ma la parte più divertente sarà quando qualche fratello delle comunità neocatecumenali vedendo questa pagina ci chiederà sincero ed entusiasta: ooh, che bello, ma dai, bellissimo, lo voglio anch'io, sai che figurone faccio coi fratelli di comunità! come sono spirituali! dove si possono comprare?




AGGIORNAMENTO
: da parte di "Neocat Pentito":


NON avete ancora parlato di tutto il corredo che ogni comunità deve avere alla fine del cammino:un portabbibbia in argento massiccio con 12 pietre dure incastonate rigorosamente made in Kiko un calice incastonato di pietre dure(decisamente osceno)anche esso made in kiko un turibolo e relativa navicella in argento,una brocca per il lavabo co relativo piatto e dulcis in fundo un calice di vetro per il latte e miele,il tutto rigorosamente made in kiko.Il valore di questi oggetti è molto elevato. In qualche comunità anni addietro erano stati comprati alcuni di questi oggetti da altre parti,ma quando i mega catechisti sono venuti a conoscenza di tali acquisti hanno redarguito i responsabili delle comunità.Questo per dire che se non hai l'arredo giusto il Signore non passa,mentre con l'arredo firmato Kiko la comunità ha già ottenuto la salvezza.

sabato 2 febbraio 2013

Buonumore: "credo in Kiko"

ABIURA
Al Supremo Inquisitore delle 17,08.

«Kiko ha il carisma!
chi sei tu per criticarlo?»
Abiuro tutto, la tortura che V.E. mi ha inflitto –ascoltare cento volte una catechesi di Kiko fissando la foto di Carmen- mi porta a rinnegare ogni mia critica. Perciò ecco il mio umilissimo atto di fede, il mio pubblico Credo nella Triade.

* Credo che Kiko abbia svolto un lungo apostolato in favore della degradata umanità di Palomeras Altas anche se i residenti dell’epoca hanno smentito tutto. Bugiardi invidiosi!

* Credo che Kiko abbia avuto le visioni da raccontare al bar anche se nessun santo si sarebbe mai sognato di parlarne senza ordine del proprio direttore spirituale.

* Credo che a Carmen sia apparsa Nostra Signora che l’ha chiamata “benedetta tu fra le donne” esattamente come l’arcangelo Gabriele ha fatto con Lei, anche se a nessuna santa della Chiesa Cattolica è mai capitata una cosa del genere. Del resto, perché a lui sì e a lei no, come fece notare Baccalà?

«Attento, vescovo!...»
* Credo che Kiko dica la verità quando per ogni cosa che dice o fa (soldi, Cina, soldi, Domus, soldi, canti, soldi, missioni popolari, soldi, itineranti, soldi) afferma che è stato Dio ad ordinarglielo espressamente. Viviamo nell’epoca dei social network e delle Tecnologie delle Comunicazioni, perciò è chiaro che l’Altissimo ha stabilito un contatto diretto e riservatissimo con lui.

* Credo che Kiko abbia ragione quando dice che la Chiesa ha fallito, che non sa evangelizzare, che è necessaria una nueva estetica, perché le sue affermazioni sono applaudite da tanti vescovi suoi amici quando generosamente li invita alla Domus, pagando loro viaggio e soggiorno.

* Credo che Carmen abbia fatto benissimo ad interrompere il Papa pubblicamente tante volte; chi credeva di essere Giovanni Paolo II? Come si dice, morto un Papa se ne fa un altro; brava Carmen che lo ha riportato verso l’umiltà.

Nei dipinti di Kiko, il Signore
ha sempre le fattezze di Kiko
* Credo a Kiko quando ha affermato che vescovi e cardinali devono obbedire a un laico; sennò perché avrebbe speso tutti quei soldi?

* Credo a Kiko quando dice che era volontà dell’Altissimo che si aprisse a Roma il primo Redemptoris Mater su richiesta di un laico qualunque e senza nessuna approvazione. La Grazia ha certamente toccato colui che glielo permise: “l’illuminato” cardinal Poletti. Tra fratelli ci si aiuta sempre.

* Credo a Kiko quando afferma che nei suoi richiami il Papa le cose le dice tanto per dire, perché deve. In realtà, si può fare tutto, risonanze, balletti, comunione in piedi e manducazione seduti, cambiare la liturgia, risuonare, raccogliere la decima. È la nueva estetica che si accompagna alla nuova evangelizzazione, solo i non illuminati non lo capiscono.

Kiko: «i cefali si pescano così:
si prende una cefala, e
tutti i maschi cefali la seguono...»
* Credo a Kiko quando ordina che in occidente ragazzi e ragazze neocatecumenali si sposino solo fra di loro, e vieta fidanzamenti con chi pur essendo cattolico praticante non va in comunità. Ma credo in Kiko anche quando manda in Cina ragazze perché sposino atei. Non importano le singole persone, è importante che nascano comunità, altrimenti come si fanno le decime?

* Credo a Kiko quando dichiara che la “Sofferenza degli innocenti” gli è stata ordinata da Dio: ascoltarla è una vera sofferenza.

* Credo a Kiko quando dichiarò che non esistevano testi scritti delle catechesi, perciò credo a Kiko quando rifiutò di accettare le correzioni dei testi scritti, perciò credo a Kiko quando disse di essere contentissimo dell’approvazione, perciò credo a Kiko quando disse che era volontà del Papa che fossero pubblicate, perciò credo a Kiko quando disse che pubblicarle sarebbe stata una catastrofe.

Il santino di san Kiko!
* Credo a Kiko quando dice che i catechisti hanno il discernimento: solo gli stupidi cretinetti non se ne accorgono quando detti catechisti sentenziano su lavoro, famiglia, figli, rapporti tra coniugi, amicizie, soldi, interessi, hobby, affari, parenti. È chiaro che solo agli illuminati potrebbero venire in mente certe cose tipo lascia il lavoro, caccia di casa tuo figlio, vendi la casa e dai i soldi al cammino. Altrimenti, se non vi fosse l’illuminazione come potrebbe fare certe cose gente che non ha mai studiato alcunché di catechismo, fatto corsi, che spesso ha notevoli problemi caratteriali?

* Credo a Kiko quando dice che le sue catechesi sono ispirate dallo Spirito. La vecchia e superata Chiesa non aveva capito nulla su cose tipo la parabola delle dieci vergini, del fango, del fico sterile; per fortuna c’è “l’illuminato” che ha capito tutto.

* Credo a Kiko quando parla di pietre e tabernacoli, si cercherà di cronometrare la Presenza Reale nella pagnotta, così da manducarla nel breve tempo in cui vi si trova. Dopodiché gli avanzi della pagnotta potranno essere utilizzati per farci la zuppa con il calice del latte e miele (solo per le comunità che hanno finito il cammino).

Nueva Estetica: ecco l'Uomo-Patata:
occhi neri, buco sulla guancia...
* Credo a Kiko quando dice che l’uomo resta schiavo del demonio per tutta la vita e non può non peccare. Logico, se lo sei pecchi senza colpa perché uno schiavo non ha volontà, perciò si fanno le penitenziali, per confessare i propri peccati che non si sono commessi volontariamente, quindi è la comunità che ti assolve. Chiaro, no? E la vecchia Chiesa che insiste ancora con il libero arbitrio e la responsabilità personale…

* Credo a Kiko quando dice che la rinuncia ai beni è un dovere non solo per i religiosi che hanno fatto voto di povertà ma per tutti. Grazie alla decima e alle collette per la comunità, per i seminari, per i seminaristi, per i parenti dei seminaristi, per le famiglie in missione, per la Domus, per la tournée della Sinfonia, per l’evangelizzazione eccetera, evangelicamente porta tutti verso la povertà. Bene fanno perciò i catechisti a chiedere negli scrutini quanto e cosa abbiano dato i fratelli. Il precetto evangelico secondo il quale la destra non sappia cosa fa la sinistra si applica, come giustamente vuole Kiko, solo per il bilancio della Fondazione Famiglia di Nazareth. È segretissimo e non rendicontato, ed è un bene perché altrimenti qualcuno potrebbe essere indotto in tentazione, e questo sarebbe un male. Solo l’illuminato ha il discernimento necessario per gestire certi capitali senza macchiarsi di cupidigia.

Così nacque il Cammino nel 1964:
Kiko chiese soldi a Carmen
* Credo a Kiko quando dice che ogni volta che va in una città la esorcizza. Solo gli ignoranti in malafede obiettano che non è un sacerdote incaricato dal vescovo e quindi oltre a commettere un abuso entra in relazione con il demonio. Kiko può tutto perché ogni cosa gli viene sempre ordinata dall’Altissimo. Lo prova la mistica apparizione di un uccello ogni volta che esorcizza: colombe bianche, canarini, pettirossi, merli, beccafichi, galline, capponi, oche e a volte anche pappagalli. Altro che san Francesco che predicava a semplici passerotti.

kicArMEN.


Ringrazio "L'Apostata" (apòstata dal kikismo-carmenismo) per il testo sopra riportato. Mi scuso per la quantità di "link", irrisoria rispetto a quanto già pubblicato e ben noto.

I soliti attivisti neocatecumenali s'infurieranno ancor prima di leggere il solo titolo di questa pagina, tanto più che l'ironia coglie continuamente nel segno.

mercoledì 30 gennaio 2013

Il "Tripode" ha esorcizzato la Cina

Sul sito web della Parrocchia di San Lorenzo martire (a Orentano, diocesi di San Miniato) troviamo, nel numero di ottobre 2011 della Voce di Orentano (documento PDF), un sobrio articolo di Davide sugli eclatanti «segni» che accompagnano le iniziative del "Tripode" neocatecumenale:
Come al solito nascondono
il fatto che è il Cammino...
Il Signore ha legato in modo particolare la Cina alla Toscana, almeno per quanto riguarda il Cammino Neocatecumenale. Nel 1986 una coppia della 2° comunità di San Bartolo in Tuto a Scandicci, Stefano e Letizia Cianferoni è stata mandata in missione a Taiwan. Adesso sono responsabili dell'equipe itinerante della Cina continentale, per la missione di evangelizzazione che è stata ispirata agli iniziatori del Cammino Neocatecumenale verso questo popolo che ancora non conosce Cristo. Raccontano un aneddoto importante per questa missione.

Kiko, Carmen e Padre Mario, insieme ai Cianferoni e ad altri catechisti e presbiteri della Cina, si sono ritrovati sulla torre più alta di Pechino per fare un esorcismo sulla Cina, e scacciare i demoni verso il deserto della Mongolia. C'era una fitta nebbia che copriva tutta la città, appena finito l'esorcismo una colomba si è alzata sopra di loro per tre volte, e la nebbia si è diradata. Questo fatto è stato visto da loro come un segno dello Spirito Santo, che invitava a portare il Vangelo ai cinesi.

Un altro segno è stato riscontrato dai catechisti della Cina. Nel 2000 sono stati canonizzati da Giovanni Paolo II 120 martiri che hanno evangelizzato la Cina tra il 1648 e il 1930. Negli ultimi anni sono partite le catechesi del Cammino a Pechino, e si sono formate due comunità di 60 fratelli ciascuna, in totale 120 fratelli. I fratelli del Cammino, come tutti gli altri cattolici della chiesa di Roma in Cina, vivono da clandestini, e si riuniscono in modo molto simile ai primi cristiani di Roma, in luoghi nascosti e con il continuo rischio di essere scoperti e denunciati, rischiando almeno 3 anni di galera.

Un piccolo miracolo è avvenuto quest'anno, in occasione della GMG a Madrid. Alcuni giovani di queste comunità sono riuscite a partecipare, per la prima volta, ad un incontro fuori dai confini del loro Paese. E sappiamo che è molto difficile per i cinesi, soprattutto per i cristiani, riuscire ad andare all'estero. Per sottolineare l'importanza di questo evento, venerdì 19 agosto è stato fatto un incontro con gli 800 partecipanti al pellegrinaggio provenienti dalla Toscana insieme ai corrispettivi cinesi, da Taiwan, Honk Kong, Singapore e della Repubblica Popolare Cinese. Sono state date alcune testimonianze di come si vive la missione in Cina, e di come questi ragazzi cristiani vivono in un mondo completamente pagano, dove l'essere cattolici non è solo visto male, come in Europa, ma è un reato penale.

Abbiamo ascoltato la testimonianza di un sacerdote, che ha visto la sua parrocchia prendere vita dopo aver accolto il Cammino Neocatecumenale, e l'esperienza di conversione di una ragazza.

«...disegno realizzato da Kiko
...ed una colomba che
rappresentasse il segno
vissuto a Pechino...»
I ragazzi toscani indossavano tutti una maglietta azzurra con un disegno realizzato da Kiko appositamente per questo evento. Sopra la parte del disegno che riguardava il pellegrinaggio a Madrid, Kiko ha inserito la scritta “VOGLIAMO ANDARE IN CINA”, ed una colomba che rappresentasse il segno vissuto a Pechino.

E' stato dunque un bellissimo momento di comunione e di condivisione fra i fratelli cinesi e toscani, pensato dai catechisti di Scandicci per far conoscere la realtà che Kiko sta spingendo per evangelizzare. Un altro piccolo segno di questo legame si è avuto per i due pullman toscani che per le missioni di evangelizzazione verso Madrid si sono fermati a Sanremo. Una tappa di questo viaggio infatti è stato il paese di Triora, sulle montagne vicine alla Riviera. Qui c'è la casa natale – e un santuario a lui dedicato – di San Giovanni Lantrua, sacerdote francescano, che nel 1799 lascia Roma per andare ad evangelizzare in Cina, subendo il martirio nel 1815. Precursore, forse, dei 20.000 sacerdoti che invaderanno la Cina nei prossimi anni.

Dopo aver letto l'articolo sopra citato, avremmo alcune domande da porre ai fratelli neocatecumenali che certamente ci sapranno rispondere con precisione:
  • «...la missione di evangelizzazione è stata ispirata agli iniziatori...»: tenendo presente che per i neocatecumenali "missione di evangelizzazione" significa "portare il Cammino anche lì", ci chiediamo "chi" abbia ispirato Kiko e Carmen a farlo. Il soggetto, nella frase citata, è sottinteso. Si tratterebbe forse dello Spirito Santo? e come facciamo ad averne certezza?
  • «...per fare un esorcismo...»: di che tipo di esorcismo si tratta? come mai prevede la partecipazione di laici e donne? come si fa a capire se tale "esorcismo" sia riuscito nel suo dichiarato intento di scacciare i "demoni" (quanti? quali? come?) verso la Mongolia?
  • «...scacciare i demoni verso il deserto della Mongolia»: e quando si andrà ad "evangelizzare" il deserto della Mongolia, si ricacceranno i demoni nuovamente in Cina?
  • «...una colomba si è alzata sopra di loro per tre volte...»: se si fosse alzata solo due volte, come avrebbero interpretato il segno?
  • «...sono partite le catechesi del Cammino a Pechino...»: l'allora vescovo di Pechino (Matthias Pei Shang-de) aveva dato il proprio benestare o si è fatto tutto a sua insaputa? e come la mettiamo col fatto che in Cina è rischiosa qualsiasi attività catechetica? niente chitarre e niente battimani? (nota: quelle cosiddette "catechesi" sono andate così deserte, che Kiko ha dovuto chiedere che le "cefale" neocatecumenali vadano ad adescare "cefali" cinesi...)
  • «...sulla torre più alta di Pechino»: le torri delle antenne televisive di Pechino sono una delle principali attrazioni turistiche, dotate anche di ristorante rotante. La domanda è: la procedura di "esorcismo" è avvenuta sotto lo sguardo attonito dei turisti?
  • «...un altro segno riscontrato dai catechisti della Cina...»: a parte la cifra tonda (120 sì, mica 121 o 119: no, proprio 120), cosa spinge i cosiddetti "catechisti" a mettere sullo stesso piano i 120 neocatecumenali con i 120 martiri cinesi?
  • «...ha visto la sua parrocchia prendere vita dopo avere accolto il Cammino...»: il parroco dunque senza il Cammino era destinato ad avere per sempre una parrocchia "morta"? cosa si intende per "prendere vita"?
  • «...la realtà che Kiko sta spingendo per evangelizzare...»: dunque è "Kiko", non lo Spirito?
  • «...20.000 sacerdoti che invaderanno la Cina...»: dato che quando va bene il bilancio totale dei sacerdoti nel mondo (circa 410.000) aumenta di sole 600-800 unità l'anno, da dove si estraggono 20.000 nuovi sacerdoti da mandare in Cina?
  • in tutta la Cina ci sono 3.500 sacerdoti: l'idea di Kiko di mandarne 20.000 significa che intende "neocatecumenalizzare" totalmente la Cina?
  • i sacerdoti con simpatie neocatecumenali nel mondo sono molto meno di 20.000 (ne sanno qualcosa le comunità che faticano a trovare un celebrante per il sabato sera), e dato che con circa 100 seminari kikiani "Redemptoris Mater" sarebbe richiesta una media di circa 200 ordinazioni sacerdotali per ogni seminario (un po' alta, visto che gran parte di tali seminari conta meno di una decina di aspiranti), chiediamo: quanti anni ci vorranno per assecondare il progetto di Kiko?


Un commento da parte di FDF:
Io c'ero alla Convivenza di inizio corso in cui fu raccontato questo episodio da una delle persone che erano lì presenti e lui disse chiaramente che era stato Kiko a fare una preghiera di "esorcismo" lunga 30 minuti. Periodo in cui tutti dovevano stare con le mani alzate a pregare insieme a lui. Anche padre Mario pregò nell'occasione, ma è ovvio che è stato Kiko a darsi questo compito.
Non si parlò di autorizzazione del Vescovo e anche se fosse sarebbe una autorizzazione ai limiti della legalità, in quanto, anche se sacerdote, l'autorizzazione agli esorcismi si può dare solo ad alcuni soggetti e con infinita cautela e per motivi seri e fondati! Non è che un sacerdote qualsiasi si alza la mattina e si fa autorizzare un esorcismo.
Comunque si tratterebbe di una preghiera deprecatoria più che altro, in quanto l'esorcismo è un rituale a sé.
Perché difendete a spada tratta tutto quello che fa Kiko? Che è? Lui non sbaglia? E prima che tu dica "non sai" sappi che io nel cammino ci ho passato 22 anni.
Questa dell'esorcismo ha lasciato pià di un dubbio a più di una persona. Tranne che ai soliti fanatici, ovvio.


Aggiornamento

Kiko Argüello ha personalmente raccontato l'esorcismo di Pechino del 1995 (vedi video su Youtube) mentre evangelizzava certi frati cappuccini. Testuali parole di Kiko:
La prima cosa che abbiamo fatto andando dodici anni fa a Pechino, noi... io, la prima cosa che faccio quando arrivo in una città, è un esorcismo. Ho detto: dove possiamo salire nel [punto] più alto della città? Ah! È una faccenda [con] un segno, un segno sorprendente, perché han detto... dico... A Pechino -a Beijing- c'era l'antenna della televisione, circa 400 metri, altissima. Allora andiamo là, e con l'equipe responsabile della Cina, responsabile Taiwan, i tre seminari che abbiamo aperto per la Cina, quello di Macerata, quello di Taiwan, eccetera, siamo andati [coi] rettori lì, siamo andati sopra, c'era tutta una nebbia, una nebbia tremenda, non si vedeva nulla, in effetti faceva anche freddo, saliamo lì sopra con un ascensore, dico: dove sta il deserto di Gobi? in quella direzione. Allora bisogna mandare lì tutti i demoni che hanno assolato [ndt: "assolar" in catalano significa "colpire"] questa nazione con il comunismo, che hanno messo gente in prigione, che hanno provocato la rivoluzione culturale con enormi sofferenze, terribili eccetera. Allora abbiamo prima aperto le bandiere della casa come faccio sempre, prima di tutto la tentazione di Iesu. Dopo ho detto: bene, puntate tutti il dito così, verso il deserto di Gobi, e cominciato a inveire [contro] il demonio: nel nome di Iesu de Nazaret, lascia questa nazione! Eccetera. E pronto dice Carmen: "basta! chiama lo Spirito Santo!" Mettete le mani così: "vieni Spirito Santo". In quel momento una colomba bianca si è posata su di noi. E nello stesso istante che dico "vieni Spirito Santo", tatatatà, ha fatto tre giri, è sparita. E tre volte è venuta, durante tre volte, mah, sarà un caso? così alto? però nel momento giusto che dico "vieni Spirito Santo", quella colomba bianca, sì.

domenica 27 gennaio 2013

Come mai per difendere il Cammino c'è bisogno della menzogna?

"Prima Comunione" neocatecumenale:
lo snack per i più piccini, alla maniera

che piace a Carmen e Kiko
Ogni volta che un neocatecumenale scopre questo blog attacca sempre con lo stesso discorso: siamo approvati, siamo approvati, siamo approvati.

Non ci sarebbe neppure bisogno di rispondere, se non fosse per il fatto che una bugia ripetuta un milione di volte alla fine comincia ad essere erroneamente percepita come verità.

Per questo è sempre indispensabile ricordare con pazienza e con precisione alcuni punti. Specialmente a beneficio di coloro che incontrano questo blog per la prima volta.

Lo Statuto del Cammino Neocatecumenale descrive cosa deve essere il Cammino e come si deve muovere il Cammino. Eppure tutti i neocatecumenali che abbiamo incontrato presumono che l'approvazione dello Statuto significhi poter fare i propri comodi così come hanno sempre fatto. Prima menzogna: il Cammino spaccia lo Statuto come approvazione di tutti i propri errori passati, presenti e futuri. Come se il possedere uno Statuto significasse poter fare il bello e il cattivo tempo con la liturgia, con l'ubbidienza, con le cose della fede, coi sacramenti...

La febbre del sabato sera: ecco il
balletto-girotondo liturgico neocat
Per esempio: chiunque abbia letto tale Statuto, sa che lo Statuto fa sue le «decisioni del Santo Padre» (articolo 13, comma 3, nota 49) messe nero su bianco il 1° dicembre 2005 e confermate più volte dal Santo Padre stesso.

Ieri sera (sabato sera) i neocatecumenali hanno celebrato nel chiuso delle loro salette la liturgia kikista-carmenista, quella degli strafalcioni esplicitamente proibiti dalle «decisioni del Santo Padre» (fissate nello Statuto stesso) oltre che dai libri liturgici della Chiesa. Seconda menzogna: il Cammino vanta per "approvate" le sue liturgie, nascondendo o minimizzando le «decisioni del Santo Padre». Per i neocatecumenali è infatti più importante ubbidire a Kiko e Carmen, che al Santo Padre, successore di Pietro e vicario di Cristo.

Per difendere il Cammino Neocatecumenale occorrono menzogne e scuse bizzarre, come ad esempio quella del "ritorno alle radici", quella del recuperare i "primi cristiani", come se il cristianesimo vissuto come ce lo propone la Chiesa fosse da scartare per tornare alle "origini". Terza menzogna: il Cammino si spaccia come ritorno al "cristianesimo primitivo"... sebbene sia composto dalle novità cantate-dipinte-progettate da Kiko.

Ci fermiamo qui perché questi tre punti sono più che sufficienti indurre qualsiasi cattolico a riflettere seriamente sul problema rappresentato dal Cammino e dai suoi due fondatori, e perché crediamo di aver risposto all'ennesimo anonimo arrogante che pensa di santificarsi venendoci a calunniare e urlando "siamo approvati".