giovedì 23 marzo 2017

Come tutte le eresie, il Cammino è mortifero

Parto da una perla kikiana dell’annuncio di quaresima 2017 (pag. 14):
KIKO DIXIT: ma non è la parrocchia che si salva o si condanna! Tutto il Cammino è basato sulla persona umana, nel salvare un uomo dall'inferno.
Questa davvero è mondiale, la menzogna dell'anno, da "Tapiro d'oro". Questo a Kiko non posso proprio consentirlo! Nei sistemi dittatoriali e nel cammino la "persona umana" è usata e abusata: dov'è idolatria c'è da offrire al Moloch sacrifici umani.

Come sempre mi piace raccogliere più voci di questo Blog, piuttosto che argomentare da sola, perché l'unione fa la forza. E’ impressionante l’interpretazione che si dà nel cammino di tutti i fatti che non vanno nella direzione del.... Tutto meraviglioso!  Abbiamo visto miracoli, Kiko!  È stato spettacolare! ...... Si dice, in questi casi, da parte del discernente Kiko e dei suoi fedeli inviati, come nel messaggio di Odessa, che è il demonio che ti inganna profondamente, non dobbiamo aprirgli la porta neanche un po'.

Ma, con Autore della lettera, rispondo a Kiko e ai suoi: "Sul serio credete di essere al riparo da questo diavolo e che non possiate essere a volte voi lo strumento? Perché se viene meno l'amore per l'uomo, un amore che prescinda dal cammino di fede, un amore per l'uomo in quanto tale, .... come voi bene insegnate, lo spazio rimasto vuoto lo riempirà un altro, anche in voi: nessuno è esente. Io ringrazio il cielo di essere uscita da un contesto così disumano, totalmente disumano." 

EX-NC???:  "Non c'è vera accoglienza e vero ascolto, non ci si prende cura delle persone, creando delle relazioni vere che ti fanno andare incontro a chi sta male . Nel cammino non si va incontro alle persone, ai loro bisogni, in quanto a loro provvederà il Signore. Per un neocatecumenale l'unica cosa è evangelizzare al resto (persone, problemi), penserà Dio. In questo modo si creano persone deresponsabilizzate oltre che passive. L'unica azione ammessa e' evangelizzare, per questo di fronte a problemi specifici delle persone non sanno cosa dire e fare.”


Il Papa "invia" 250 famiglie
inviate in missione neocatecumenale
dai responsabili neocatecumenali.
Aula Paolo VI (18 marzo 2016)
Donna Carson: “Così anche questa storia sarà opportunamente strumentalizzata per il bene della propaganda. La verità, purtroppo, è che invece la missione, così come è concepita nel cammino, non è che l’ennesimo atto autoreferenziale, queste famiglie per Kiko rappresentano solo l’opportunità di aggiungere una bandierina al suo personale mappamondo, e questa storia ha valore solo nella misura in cui potrà ritorcersi contro o a favore del cammino. Questa è la triste verità. Quest’uomo la cui memoria verrà contemporaneamente infangata perché non si cerchino altri colpevoli e incensata come se fosse un martire perché risalti il valore della missione, in realtà, nelle menti perverse di chi guida questo gioco al massacro con la vita delle persone, non è che una pedina, una delle tante, troppe, adulti e bambini.

Questo è certamente il più tragico degli epiloghi ma sono convinta che dietro moltissime delle persone coinvolte nelle Missio ad gentes ci siano fortissimi disagi esasperati in una condizione di assoluta anomalia e si stia tirando troppo la corda.”

In conclusione, l’illuminante analisi di Tripudio che, partendo dal doloroso epilogo della Missio ad gentes in Odessa, smaschera impietosamente gli inganni e le menzogne kikiane:

"Il doloroso capitolo dei suicidi neocatecumenali si può comprendere solo alla luce del fatto che nel Cammino vige una mentalità assai comoda per gli ipocriti e assai devastante per le persone sincere e ancor peggio per quelle deboli.
Con tutto il possibile rispetto per i morti - anzi, proprio in virtù di questo rispetto - bisogna ammettere che le lugubri espressioni pseudo-"catechetiche" di Kiko-Lurch e Carmen-Morticia, più i lugubri canti kikiani («la morteeeee! la morteeee!» ndrùng-ndrùng-ndrùng),
Sgorbi kikiani: il "totem" di Kiko
con un dettaglio in evidenza
più le orride "icone" (fosse nere al
posto degli occhi, Gesù Bambino in abito funereo nero, le mani della Beatissima Vergine peggio di quelle di una donna molto vecchia, ecc.), più il linguaggio funereo e autolesionista ("mi faccio schifo"...), più le mostruose pagliacciate dove bisogna esibire "allegria" a suon di battimani e girotondi di cui tutti conoscono l'inutilità e la falsità, più la comoda deresponsabilizzazione del singolo che si tramuta subito in colpevolizzazione non appena il singolo "sgarra" («il Cammino non fa per te», «deve cuocersi nel suo brodo», «il catechista ti farà scendere da cavallo», «sei stato ingannato dal demonio», «sei in braccio a Mammona e schiavo del demonio», ecc.), ebbene, tutto questo contribuisce pesantemente ad ogni fratello del Cammino che sceglie il suicidio. Come tutte le eresie, il Cammino è mortifero.

Sulla coscienza di Kiko e Carmen pesa un'immane quantità di suicidi frutto della mentalità neocatecumenale prodotta dalle eresie che hanno insegnato.

Stiamo parlando del suicidio di persone che stavano affrontando un «itinerario di riscoperta del battesimo», cioè in teoria di persone educate a riconoscere i doni di Dio nella propria vita - inclusa la vita stessa. Com'è possibile che in un itinerario-bla-bla-bla uno degli eroici missionari che si sono alzati davanti a Kiko, si tolga la vita?
Affresco parrocchiale sull'inferno,
troneggiano i santi iniziatori
Kiko stesso dovrebbe interrogarsi sul fatto che mandare "dilettanti allo sbaraglio" in missione, oltre a produrre una catasta di ridicoli falllimenti (e in termini umani anche costosissimi dal punto di vista familiare, affettivo, ecc.), gli ha aggiunto un'altra vita sulla coscienza. E questi vanno blaterando di "miracoli fatti da Carmen" (ma quali miracoli, che è all'inferno a bruciare insieme a coloro che ha contribuito a dannare, con un gran posto pronto per il sommo Kiko!) senza mai interrogarsi sull'infinità di errori fondamentali del metodo neocatecumenale.

Anziché interrogarsi, i capibastone della setta neocat hanno preferito diramare il comunicato per chiedere "preghiere" (cioè soldi, statene pur certi), perché sapevano benissimo che se una notizia del genere si fosse diffusa per passaparola (su facebook, sui blog, qui) il loro silenzio sarebbe stato anche peggiore. Come sempre, ai livelli più alti del Cammino sono bravissimi ed espertissimi a pararsi il deretano: «il demonio lo ha ingannato profondamente»... macché!
È stato il Cammino a ingannare profondamente quel poveraccio.




Non possiamo tralasciare di aggiungere, a provvidenziale conferma di tutto, il commento in seguito apparso sul Blog e per il quale ringraziamo, con tutto il cuore,
il caro Don X

Carissimi, vi traduco il commento pubblicato su Facebook che si riferisce alla Famiglia Polacca
"Mi ricordo, quando facevo parte della "missio ad gentes" e una famiglia dall'America Latina durante una convivenza con i catechisti ha dichiarato che hanno deciso di ritornare a casa. La prima cosa che hanno detto i catechisti è stata che "il diavolo che vi inganna". Chiaramente lo hanno detto in presenza di tutta la comunità. Potete immaginare quale fortissima pressione hanno creato nella coscienza e sulla libertà di questi poveracci. Catecumeni vivono in un costante senso di colpa, che viene mantenuto in una costante tensione durante gli scrutini, dai gruppi garanti, dove i coniugi devono raccontare la loro vita intima: se hanno rapporti regolari, se sono aperti alla vita, se hanno rapporti interrotti, se versano la decima, se sono "uniti" con i fratelli. Un sistema di controllo così concepito è simile a quello islamico. Sono quasi sicuro che sulla Famiglia polacca in missione in Ucraina veniva esercitata una forte pressione. può essere che il padre (capofamiglia) ha deciso di ritornare in Polonia e i catechisti lo hanno attaccato davanti alla comunità accendendo in Lui i sensi di colpa. Questo è il metodo che viene utilizzato per ammorbidire coloro che non sono obbedienti. Se la Chiesa (i vescovi) non si occuperanno di questo, il dramma di molti non avrà fine........"
Vi ringrazio per il vostro Blog che leggo assiduamente, ma dove scrivo molto raramente. anch'io ho fatto parte del cammino, ma mi hanno "cancellato" dalla comunità per la 'disobbedienza' verso i catechisti.
continuate questo servizio.
Don X

martedì 21 marzo 2017

Gennarini conferma: a Guam solo "persecuzione" (se lo dice lui!)

L'11 marzo scorso Kiko Primo ha compiuto uno dei suoi viaggi cosiddetti "apostolici" negli USA, a Denver, la città americana che più di tutte, dopo una iniziale resistenza dovuta alla presenza del Card. Stafford - che non si può dire amasse il duo Kiko-Carmen - ha ceduto ben presto al fascino del predicatore spagnolo. Oggi Denver ospita un celebre Seminario Redemptoris Mater, eretto più o meno l'anno successivo alla GMG del 1993.
Il Sig. Gennarini Giuseppe, chiamato a presentare le comunità USA dal pulpito durante la kermesse kika, se n'è uscito con una esternazione da far gelare il sangue a qualsiasi persona dotata di buon senso, ma non evidentemente ai kikobots riuniti per l'occasione.

Di seguito il video e la nostra traslitterazione e traduzione (non è stato difficile: il Gennarini parla in inglese come Rutelli).



G.G.: «Bothers and sisters from the communities of Guam in the Pacific...eh?... they... are there!.. these brothers, there are also the itinerants, there are also some priests from Guam, they are here... In Guam there is a Seminary where there is ... ehm.. there are now thirty-five seminarians and there were been eighteen priests. You know that they are in the midst of a very difficult time in Guam... very difficult...and... we ask everybody to pray for them... that the Lord may open the way, help them and strenghten them...always remembering that the persecution is also a grace, eh?...also a grace.» 
Trad: «fratelli e sorelle delle comunità di Guam nel Pacifico...eh?... loro... sono là quei fratelli... ci sono anche gli itineranti, ci sono anche alcuni preti da Guam, sono qui.... A Guam c'è un seminario dove c'è...ehm... ci sono attualmente trentacinque seminaristi e ci sono stati diciotto preti. Sapete che adesso sono nel mezzo di un tempo molto difficile a Guam... molto difficile.. e... chiediamo a tutti di pregare per loro, che il Signore possa aprire una strada, aiutarli e dagli forza, sempre ricordando che la persecuzione è anche una grazia...eh?... anche una grazia.»

Forse, in un'altra realtà ecclesiale se uno dei capi responsabili avesse definito "persecuzione" il processo canonico e civile a carico di un proprio membro accusato di pedofilia (PEDOFILIA), attualmente latitante e probabilmente nascosto e aiutato dagli stessi kikos americani, diversi membri di quella realtà se ne sarebbero andati seduta stante con sdegno, o almeno avrebbero ricevuto queste parole con un silenzio imbarazzato, e invece in questo caso dalla massa di kikobots arriva addirittura un applauso.

Eppure, le accuse di pedofilia sono talmente serie e gravi da aver spinto il Papa a nominare prima un delegato apostolico (Hon Tai-Fai) e poi un coadiutore (Michael Byrnes) con pieni poteri, quest'ultimo incaricato dal Papa Francesco di mettere fine alle divisioni causate dagli stessi kikos (dalla loro liturgia inventata e dal loro catechismo becero), bloccando addirittura il reclutamento e la formazione di nuove comunità per 12 mesi.
Davanti a questi fatti, questi signori (che ben conosciamo per la colossale faccia di bronzo mostrata nella faccendaccia della "lettera di Arinze") non hanno avuto nemmeno la decenza di tacere, o di spiegare l'accaduto, di usare prudenza, ma si sono lanciati in una difesa ad oltranza del proprio sodale. 

Certo, se è dei loro e se è un personaggio di livello bisogna difenderlo a spada tratta per il buon nome del movimento, non importa se nel far ciò si calpestano i diritti delle vittime, il loro dolore e ogni giustizia e decenza. Potranno ingannare i propri adepti, senza dubbio, ma Nostro Signore ha visto benissimo il Gennarini in giacca e cravatta difendere il pedofilo parlando di "persecuzione".
Chiaramente il Gennarini si riferisce anche al fatto che la proprietà del seminario è tornata pienamente nelle mani del Vescovo, che il Gennarini stesso, sua moglie e Don Angelo Poschetti sono stati licenziati in tronco ed estromessi dalla guida del Seminario, e al fatto che al momento il Cammino ha subito una severissima reprimenda sulla celebrazione dell'Eucarestia.

Sintetizzando, il Gennarini sostiene che gli atti compiuti dal Papa e dal Vescovo M.Byrnes, e dal Card. Burke nel perseguire il colpevole Apuron, riportare ordine e giustizia in una diocesi disastrata sono da considerarsi "tempi difficili" e "persecuzione" per la quale pregare Nostro Signore.

Ma quando il Vescovo verrà allontanato definitivamente e speriamo ridotto allo stato laicale, pensate forse che il Gennarini (e Kiko che lo ha preceduto: si sa, ogni discepolo può superare il maestro) si scuserà e correggerà quello che ha appena detto?

Capite ora perché non c'è nessuna speranza in una correzione di qualche genere nei confronti del Cammino da parte della Chiesa? Capite perché Kiko può permettersi di minacciare scisma? Di fronte a una massa ridotta in queste condizioni senza cervello, cosa può fare il Papa se non aspettare che Kiko, come tutti noi, passi a miglior vita?


lunedì 20 marzo 2017

Se credete alle "visioni" del fondatore, dovete credere anche alle mie!

"Liturgia" neocatecumenale
Il mio primo incontro con i neocatecumenali risale al 1989. Venni inviato da una mia amica ad un incontro; ricordo poco, ma nelle discussioni di quella sera, mi sembrava che qualcosa "stonasse", che ci fosse qualcosa di errato.

Da allora altre persone che frequentavo hanno intrapreso il cammino, qualcuno lo ha anche finito; altri non so a che punto sono arrivati in quanto si sono persi i contatti da anni.

Sinceramente nulla del cammino mi interessava e, agli amici camminatori non ho mai chiesto molto (anche se ho parlato, diverse volte, di quelle che io dicevo fossero, nel Cammino, una specie di "confessioni pubbliche": hanno sempre tutti negato che ci fosse un qualcosa di simile....): li avevo catalogati come "cristodipendenti", non dissimili da chi aveva una forte dipendenza da alcool o droga....

Circa 3 anni e mezzo fa mia moglie, su invito di una amica delle Scuole Superiori, ha cominciato a frequentare un gruppo neocatecumenale, appena formatosi.

Un gruppo, che mia moglie stessa ha definito, "sgarruppato" in quanto (mi diceva) che molti andavano e venivano (sparendo anche per mesi) e se si aggiungeva un nuovo (o una coppia), di solito, qualche altro andava via per sempre...

Insomma, da quel poco che chiedevo, mi sembrava un gruppo malassortito, dove il cammino (o presunto tale) era sempre un continuo "stop & go" in quanto, quando entravano i "nuovi", quasi si doveva ogni volta ricominciare da capo...

Preciso che il sottoscritto è anticlericale, ma libertario, e non ho mai impedito a mia moglie di frequentare la chiesa o il gruppo....

...Anche se il gruppo neocatecumenale mia moglie lo frequentava (come più o meno tutti del gruppo, da quel che ho capito) a corrente alternata.
Mia moglie era poco assidua: qualche martedì, ma non tutti, per l'approfondimento dei testi sacri e 4 o 5 volte l'anno, per la messa del sabato: nulla a Natale o Pasqua.

Negli ultimi tempi sono venuti anche a casa, il martedì, per preparare la lettura e, almeno una volta (che io ricordo), hanno provato a chiedermi di fermarmi con loro: ho gentilmente declinato l'invito...

Mia moglie ha partecipato a delle convivenze (di 3 giorni, con dormita fuori, di un giorno, di 3 giorni dalla mattina alla sera con dormita a casa) e l'unico motivo di discussione è stato quando doveva fare il "primo passaggio" (circa un anno e mezzo fa) a cui io, pur sapendo molto poco, mi sono fermamente opposto... Fai tutto quel che cavolo ti pare ma, scendere gli scalini -fino alla fonte battesimale- mi sembra una gran cazzata qundi NON vai... E chiusa la discussione....

A metà febbraio c'era un'altra convivenza.
In linea di principio le avevo detto che non avevo problemi, se lei fosse andata, ma che avrei gradito discuterne assieme...
Abbiamo cominciato a rimandare a fine gennaio la discussione... poi ne parliamo, poi ne parliamo, poi ne parliamo... e siamo finiti a parlarne giovedì 23 febbraio, un giorno prima della partenza.

Dalle 10 di sera fino alle 3 di notte...
Mia feroce incazzatura, con tanto di bestemmie come se piovesse, e più lei tentava di giustificare il suo interessa ad andare a fare la convivenza e più io giù, a bestemmiare, tra una frase e l'altra....
Questo perchè la notte prima (quindi il mercoledì notte) avevo fatto un sogno strano, c'era qualcosa che non mi quadrava, una premonizione (un segno del destino??)...

Insomma lei che andava solo con alcuni del suo gruppo (che non avevano fatto ancora il primo passaggio), assieme ad un altro gruppo di una città vicina alla nostra che lei (e il suo gruppo) non aveva mai incontrato prima.. E l'incontro si svolgeva a Porto San Giorgio...

Quindi discussione da paura giovedì notte, altra discussione via telefono e whatsapp venerdì mattina.
Lei decide quindi di non partire più e altra lunga discussione, molto accesa, venerdì notte dalle 10 di sera a quasi le 4 di mattina.

Discussione poi replicata anche sabato (sempre dalle 10 circa fino a oltre le 3 di notte) e tutta domenica, sera, fino a dopo mezzanotte.

Discussione che poi è proseguita per la successiva settimana, fino a mercoledi 1° marzo sera, quando l'ho convinta (nel frattempo, nei giorni precedenti, mi ero documentato -per ore e ore- su tutto quello che riguardava il cammino, e che non sapevo prima) ad avvisare il gruppo whatsapp (del cammino) che lei lasciava.

Soliti messaggi "prenditi tempo", "ripensaci", "non fare cose affrettate" e via dicendo...  E giovedì 2 marzo la sera sera è uscita da quel gruppo whatsapp, dietro mio consiglio.

Ne abbiamo parlato fino all'altro ieri (sempre facendo le ore piccole).

Al catechista e al responsabile ha detto che continuare a frequentare il cammino metteva a rischio il matrimonio e che, quindi, il problema nemmeno si poneva.

Io, come ho detto prima anticlericale spinto, ci ho anche scherzato su: e se fosse un "segno divino" che, la sera prima della discussione, ho fatto quel sogno strano?

Del resto: se il fondatore del cammino blatera che ha avuto una strana "esperienza" con la Madonna... io non avevo potuto avere la visita dell'arcangelo Gabriele?

Anzi le ho pure detto che, se quelli del cammino le avessero chiesto in futuro qualcosa, di dire che siccome loro credono alle "visioni" del fondatore, altrettanto per fede dovrebbero credere a me, se asserisco che ho visto l'arcangelo in sogno...

Ed è da metà febbraio che sto ripensando proprio a questo: a questo sogno stranissimo (non ricorso assolutamente che cavolo ho sognato, solo che lei non doveva fare la convivenza)... Io ho sempre detto che Dio, a volte, si manifesta in modo strano: sento che l'unione con mia moglie è uscita fortificata da questa esperienza.

A metà marzo, di tutto questo, ne andremo a parlare con il frate che ci ha sposato (e che ha battezzato nostra figlia).

Per quanto mi riguarda questa esperienza mi ha fatto capire quanto fosse importante, ancora di più, mia moglie (nei giorni delle accese discussioni avrei anche stirato sotto, con l'auto, il catechista; oggi mi limiterei soltanto a regalargli la mia indifferenza) e quanto sia diverso (e non sovrapponibile) la religiosità che (più o meno) abbiamo tutti e la religione (con le sue regole e i suoi riti) che non sopporto.

(da: un lettore del blog)

sabato 18 marzo 2017

Le nostre esperienze per aiutare altri ad aprire gli occhi

Voglio condividere questo scambio di esperienze con una nuova frequentatrice del nostro Blog, sicura che può essere di grande aiuto a chi si affaccia su “Osservatorio” perché magari ha qualche dubbio, sta soffrendo le stesse cose che abbiamo sofferto noi, ma non riesce ancora a mettere a fuoco tutto.
Il nome che ha scelto è emblematico: EX-NC???
Lei stessa ci spiega che “i tre punti interrogativi vogliono significare che una persona deve sempre farsi delle domande. Il Signore ci ha donato un cervello proprio per poterlo usare, è un nostro talento da far fruttare e non da mettere sottoterra.”
Nel nome già è racchiuso il suo destino nel cammino, uguale al nostro!  
EX-NC??? dice:
"Ho letto l’annuncio ed ho capito perché negli ultimi tempi uscivo più vuota di prima e questi incontri non mi davano niente. Sono arrivata a pensare che ero io che mi ero inaridita, ero io che non ero capace di ascoltare il Signore, ero io che non gli lasciavo spazio, insomma era colpa mia. Con il testo alla mano è facile vedere che di Dio in questo annuncio, come negli altri, non c’è proprio niente, quindi non era un problema mio, ma un problema loro. La maggior parte del testo è solo una visione catastrofista con notizie false della società, per il resto è un auto-incensamento al cammino ed un continuo insinuare, in maniera più o meno esplicita, la santità dei due fondatori, alla faccia della mitezza e umiltà cristiana.
 
Attenti a voi!
È vero: ultimamente Kiko non ha più remore, parla a ruota libera e di questo dobbiamo essere contenti, così tutti possono vedere chi è veramente.
Noi non siamo andati via dal cammino perché la gente non la pensava come noi, perché non ci sentivamo capiti o considerati, non soffriamo di autostima o di egocentrismo: siamo usciti dal cammino per aver visto o subito delle vere e proprie ingiustizie e per aver visto manomettere e strumentalizzare la parola di Dio, per assoggettare le persone.
Chi non è stato nel cammino, chi non ha visto le sue arroganze, chi non ha visto le menzogne, chi non ha sperimentato la poca importanza che danno alle persone (altro che amore fraterno), chi non ha visto i fardelli messi sulle spalle dei fratelli usando in modo strumentale la parola di Dio, chi non ha visto i forti condizionamenti psicologici, chi non ha visto gli sprechi di denaro (altro che amore per i poveri), chi non ha sperimentato la superficialità di chi dovrebbe avere cura per il proprio gregge, chi non ha sperimentato la mancanza assoluta di empatia, chi non ha visto la presunzione di pensarsi migliori degli altri e unici detentori E’della verità Cristiana, NON PUÒ CAPIRE"

Mi ha impressionato molto leggere una esperienza che, tranquillamente, avrei potuto scrivere io stessa!
EX-NC-??? Continua...

"Incredibile è già scontato che Carmen è una santa e che farà miracoli, per questo hanno pubblicizzato e diffuso l’indirizzo di posta per la raccolta delle testimonianze... Comunque dobbiamo ammettere che c’è un miracolo, anzi un’apparizione: finalmente è apparso un indirizzo di posta relativo al cammino neocatecumenale!!!!! Quando nella mia ingenuità pensavo che il cammino si potesse cambiare dal dentro ho cercato invano un indirizzo email dove mandare le mie riflessioni e critiche: invano. Non esiste niente, né sul sito ufficiale del cammino né da altre parti, e per quanto riguarda la fondazione famiglia di Nazareth, non ha neanche un sito. È più facile scrivere al Papa che a Kiko."

Verissimo!  Tutti, prima di andare via, ci siamo illusi che il cammino si potesse cambiare da dentro. Ma, quando siamo riusciti a sottoporre a loro riflessioni e critiche, siamo stati assaliti da una serie di reazioni assurde e inconcludenti da lasciarci basiti. Li ascolti, e tu stesso non credi che siano davvero quello che si mostrano ai tuoi occhi increduli. Come osi tu evidenziare criticità del cammino il quale, per essere di “divina ispirazione”, è perfettissimo? Ti tacciano di essere presuntuoso, di voler insegnar loro qualcosa...ti dicono: "tu credi di essere più intelligente di me, hai la idolatria del tuo cervello, ti stai facendo il "tuo cammino".
La loro lettura è una sola: il c.n. non conosce criticità, se le cose non funzionano E' SEMPRE E SOLO, SICURAMENTE, COLPA DI QUALCHE VESCOVO O DI QUALCHE PARROCO.
PUNTO. 
Giuseppe Gennarini e Kiko:
il discepolo sarà come il suo maestro!
Sono testimone dei perversi sistemi dei quali è impregnata tutta la realtà che dipende da loro, perché il cammino neocatecumenale è “Kiko-Carmen e i loro sistemi” che, insieme alla loro scienza, hanno trasfuso integralmente negli inviati a rappresentarli ai quattro angoli della terra.

Alcuni di questi “inviati”, come Giotto superò Cimabue, hanno addirittura superato il maestro! Di questi “fedeli discepoli” Kiko va molto, molto, molto orgoglioso! Mentre, quando tra i suoi inviati individua qualcuno che ragiona come noi, ossia uno che è proprio un CRETINO, PERCHÉ SOFFRE AL VEDERE TANTE CONTRADDIZIONI E COSE STORTE per le quali, invece, Kiko e i suoi non si danno alcun pensiero e dormono sonni tranquilli!, scatta in loro una reazione sola: "questo dobbiamo farlo fuori!", e sapete PERCHÉ?
PERCHÉ  EGLI
P E N S A  e  C A P I S C E.

Davvero è più facile scrivere al Papa che a Kiko..... Lo fanno apposta, innalzarsi, intimidirti, circondarsi di un'aura celestiale, per tenerti a distanza, buono, soggiogato, imbambolato, annichilito... Perché alla fine come persone sono piccoli piccoli. E non reggono alcun tipo di confronto. Per questo si rendono irraggiungibili. Non è solo questione di email, anche se partecipi per anni alle loro convivenze AVVICINARLI È PRESSOCHÉ IMPOSSIBILE... fino a quando non sono loro che vengono a cercarti per "addomesticarti" e farti capire che musica suona quando, essendo uno che usa la testa, cominci a crear loro "problemi"… e qualcuno dei mega/itineranti gli soffia all'orecchio: "Guarda, Kiko, questi per favore vanno un poco allineati..."
A quel punto se, parlando con loro, ti metti sullo stesso livello, senza timori reverenziali, perché è pur vero, e tu ne sei convinto, che se Dio "ha chiamato" loro, un giorno "ha chiamato" anche noi, nel cammino, ognuno per la sua parte, ognuno senza dubbio con la SUA DIGNITÀ . È lì che escono allo scoperto e, finalmente, li conosci, purtroppo!

In conclusione questo bellissimo commento, tutto da evidenziare.

EX-NC-??? conclude: "Cara Pax, grazie per le tue parole, penso che parlare tra di noi ci aiuti a capire, e trasformare la nostra rabbia e sofferenze in qualcosa di positivo per aiutare gli altri ad aprire gli occhi. Mi ha colpito questa tua frase: “…Primo, come tu osi evidenziare criticità del cammino, diciamo così, il quale, per essere di divina ispirazione è perfettissimo, ti dicono questo: "tu credi di essere più intelligente di me, hai la idolatria del tuo cervello, ti stai facendo il "tuo cammino" È vero, posso confermare che l’hanno detto anche a me, sia i catechisti sia gli zelanti fratelli di comunità quelli che pensano di aver capito tutto e si auto-eleggono garanti del Kiko pensiero all’interno della comunità stessa. A me hanno detto anche «sei superba, perché hai la presunzione di voler sapere come debbano funzionare le cose, come deve funzionare il cammino, ma attenzione ti stai facendo il “tuo cammino” che non è quello che vuole Signore». È incredibile usano sempre lo stesso vocabolario in tutte le parti del mondo. per quanto il durare poco in comunità purtroppo ti sbagli ho resistito 30 anni. Posso solo confermare quello che avete detto su questo blog: uno pensa che le cose cambieranno, oppure che basta prendere solo la parte migliore, e lasciare il resto in quanto dovuto ad errori umani e quindi bisogna avere misericordia. Poi passa il tempo e ti rendi conto che non è così. Che non sono errori umani fatti in buona fede, ma un vero stravolgimento della parola di Dio e del senso di essere Cristiani. Vedi fratelli lasciati nei loro bisogni materiali e spirituali, perché quello che conta è fare proselitismo, non prendersi cura delle persone. Perché secondo il Kiko-pensiero, basta fare l’annuncio poi iL Signore provvederà; detto in altre parole: i problemi si risolvono da soli e le persone possono stare tranquillamente con le mani in mano. In questo modo si creano persone totalmente deresponsabilizzate (tanto ci pensa tutto il Signore). E non mi si parli di decime per aiutare i fratelli, per favore! Quello che arriva a loro solo sono briciole ed anche meno. Ti rendi conto che quel richiamo continuo ad essere obbedienti, non è un invito ad ascoltare la volontà di Dio nella nostra vita (obbedire viene da ascolto), ma è un invito, anzi un ordine, a lasciarsi assoggettare, fare quello che ti dicono senza pensare, creare dei soldatini.

E anche i sensi di colpa hanno sempre la stessa finalità: tenerti legato, prigioniero, e non farti sentire nel giusto, in questo modo eventuali dubbi sul cammino saranno immediatamente accantonati (sei tu che sei sbagliato, non il CNC).
 
Sensi di colpa
E quindi ti fanno venire i sensi di colpa se non sei fedele al tripode (liturgia, eucarestia, convivenza) dovendoci andare anche trascurando familiari ed affetti (tanto per loro sono idoli!), se non sei fedele alle lodi, se non sei fedele alla decima. Ed il trucco è metterti pesi sempre maggiori sulle spalle in modo da sentirti indegno e quindi alimentare i sensi di colpa e di conseguenza rimanere nel cammino. L’ho capito quando nel 2014 in quell’annuncio di quaresima, ero in ritardo, e sono entrata mentre proiettavano il video con l’incontro del Papa. Quando ho sentito le tre “tirate di orecchie” mi sono sentita sollevata, quello che pensavo fosse sbagliato del cammino ora lo diceva anche il Papa. Spento il video il catechista disse “sapete il giorno dopo Kiko e Carmen sono tornati dal Papa, dicendogli che erano preoccupati in quanto ora TUTTI dicevano che il Papa li aveva rimproverati, ma il Papa gli ha risposto che non dovevano preoccuparsi perché lui RIMPROVERA TUTTI”. Capite vero il senso di questa frase? Se uno rimprovera tutti è come se non rimproverasse nessuno. In questo modo è stato minimizzato quello che il Papa voleva dire al cammino: lui rimprovera tutti, non rimprovera il CNC perché rispetto ad altre realtà c’è qualcosa che non va. Allora ho capito che nulla sarebbe cambiato, la speranza appena nata si è subito spenta, quindi sono uscita dal cammino."

Sandavi una volta la detto:
"Uno riesce a camminare davvero solo una volta uscito dal cammino neocatecumenale."

E' vero, ora che sono uscita dal cammino sto scoprendo una Chiesa bellissima e viva, in cui mi sento libera nell'Amore e nella Misericordia di Dio.
La Chiesa non è come la dipinge il cammino, morta e bisognosa di essere ristrutturata, è una delle tante bugie che ci sono state dette." 
EX-NC-???

giovedì 16 marzo 2017

Guam: grande bastonatura al Cammino

Evidenziamo alcune citazioni dalla Lettera Pastorale del 15 marzo 2017 di mons. Michael J. Byrnes, Arcivescovo di Agaña (isola di Guam):

Anzitutto, ho chiesto ai capi "catechisti" [del Cammino] qui a Guam di bloccare per un anno la formazione di nuove comunità [neocatecumenali]. In tale periodo intendo nominare un sacerdote delegato per aiutarmi a comprendere il risultato dei nostri sforzi, a rivedere il Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale, e ad assicurarmi che quei "catechisti" siano sufficientemente formati e validati per il loro importante ruolo. [...]

In secondo luogo, in virtù della mia autorità stabilisco norme sulla celebrazione della liturgia... mosso principalmente da alcuni commenti fatti da papa Benedetto XVI alle comunità del Cammino nel [20 gennaio] 2012, quando disse:
Proprio al fine di favorire il riavvicinamento alla ricchezza della vita sacramentale da parte di persone che si sono allontanate dalla Chiesa, o non hanno ricevuto una formazione adeguata, i neocatecumenali possono celebrare l’Eucaristia domenicale nella piccola comunità, dopo i primi Vespri della domenica, secondo le disposizioni del Vescovo diocesano (cfr Statuti, art. 13 §2).
Con tali parole di papa Benedetto nel mio attento cuore, ed esercitando la mia responsabilità e autorità sulla celebrazione della Liturgia Eucaristica qui nell'Arcidiocesi di Agaña, stabilisco le seguenti norme:

1. Come segno di unità dell'Eucarestia nella comunità parrocchiale e la sua essenziale apertura a tutti, per l'Eucarestia domenicale dopo i Primi Vespri e quella di tutte le Solennità delle piccole comunità deve essere celebrata su un altare consacrato, o nella chiesa principale o in una cappella approvata. Se non troviamo unità tra noi all'unico Altare del Sacrificio, dove altro lo potremo trovare?
  • Se la Messa è una di quelle regolarmente celebrate in parrocchia, il suo carattere particolare deve essere indicato nel bollettino.
  • Se la Messa è aggiuntiva rispetto a quelle regolarmente previste per la Messa del sabato sera, una parte delle offerte deve andare alla parrocchia allo scopo di coprire i costi; lo stesso principio vale per le Messe in una cappella approvata.
  • Il parroco ha l'autorità di stabilire quante Messe aggiuntive sono permesse.
  • Se c'è più di una piccola comunità in parrocchia, il parroco può stabilire che un certo numero di piccole comunità celebrino insieme.
2. È giunta alla mia attenzione anche la confusione riguardante le rubriche liturgiche sul modo di ricevere la Comunione "in piedi rimanendo al proprio posto". Fortunatamente, l'Ordinamento Generale del Messale Romano ci dà un'indicazione molto chiara. Cito le rubriche qui sotto per aiutarci a comprendere:
  • Riguardo al sacerdote: "Terminata la preghiera, il sacerdote genuflette, prende l’ostia consacrata nella stessa Messa e, tenendola alquanto sollevata sopra la patena o sopra il calice, rivolto al popolo, dice: Ecco l’Agnello di Dio, e, insieme con il popolo, prosegue: O Signore, non sono degno.
    Poi, rivolto all’altare, il sacerdote dice sottovoce: Il Corpo di Cristo mi custodisca per la vita eterna, e con riverenza si ciba del Corpo di Cristo. Quindi prende il calice, dicendo sottovoce: Il Sangue di Cristo mi custodisca per la vita eterna, e con riverenza beve il Sangue di Cristo." (OGMR, 157-158)
  • Riguardo ai comunicandi: "Se la Comunione si fa sotto la sola specie del pane, il sacerdote, eleva alquanto l’ostia e la presenta a ciascuno dicendo: Il Corpo di Cristo. Il comunicando risponde: Amen, e riceve il sacramento in bocca o, nei luoghi in cui è stato permesso, sulla mano, come preferisce. Il comunicando appena ha ricevuto l’ostia sacra, la consuma totalmente." (OGMR, 161)
  • Queste norme sul consumo delle Sacre Specie devono essere seguite in ogni celebrazione eucaristica. Il sacerdote deve consumare il Corpo e il Sangue di Cristo non appena ha detto le rispettive preghiere, e deve farlo prima di distribuire le Sacre Specie ai comunicandi. I comunicandi devono consumare il Corpo e Sangue di Cristo non appena l'ostia o il calice vengono poste nelle loro mani. Non ci dev'essere alcuna attesa.
Comprendo che potrebbe essere necessario un po' di tempo per riarrangiare gli orari delle Messe per celebrare ad un altare consacrato. Alla luce di ciò, permetterò un periodo di due settimane per adeguarsi a questa norma. Questo significa che mi aspetto che tutte le Messe vengano celebrate ad un altare consacrato o in una cappella approvata entro la quinta domenica di Quaresima [2017].

Le norme riguardanti la ricezione dell'Eucarestia hanno effetto immediato, cioè entro la quarta domenica di Quaresima.

[...]

In Cristo,
rev.mo Michael J. Byrnes,
Arcivescovo di Agaña

martedì 14 marzo 2017

In silenzio, una preghiera

Alcuni giorni fa (precisamente il 4 marzo) sia sul nostro blog, che su CruxSancta, è apparso fra i commenti il messaggio che vi proponiamo di seguito, in entrambi i casi è stato riportato in lingua spagnola. Abbiamo atteso diversi giorni prima di darne pubblicazione, dato il dolore che causa un argomento come questo e volendo reperire qualche conferma.

Il testo è il seguente:
«Hermanos.
Necesitamos oración especialmente hoy.
En Odessa, al sur de Ucrania, hay una misión Ad Gentes. Una familia polaca que ha llegado hace unos meses necesita nuestra oración. El padre, con 8 hijos, se ha quitado la vida. El demonio le ha engañado profundamente. Qué precariedad, de verdad que llevamos este tesoro en vasos de barro y no somos dignos de que el Señor nos elija para su Iglesia. Todo es por Gracia de Dios y para alabanza suya.
Podéis comunicarlo para que más hermanos se unan a la oración.
Rezad por nosotros porque estamos profundamente tristes e impactados.
No abramos ni un poco la puerta al demonio porque nos quiere destruir.
La Paz.»
Trad.:«Fratelli.Oggi, in modo particolare, abbiamo bisogno di preghiere.A Odessa, nel sud dell'Ucraina, c'è una missione "Ad Gentes". Una famiglia polacca che è arrivata pochi mesi fa ha bisogno della nostra preghiera. Il padre, con 8 figli, si è tolto la vita. Il demonio lo ha ingannato profondamente. Quanta precarietà, davvero portiamo questo tesoro in vasi di creta e non siamo degni che il Signore ci elegga per la Sua Chiesa. Tutto è per Grazia di Dio e per la Sua lode. Potete comunicarlo, perché più fratelli possibile si uniscano alla preghiera. Pregate per noi, perché siamo profondamente scossi e tristi. Non dobbiamo aprire nemmeno un po' la porta al demonio perché vuole distruggerci.La Pace.»

In questi giorni abbiamo cercato conferme su internet e mediante i nostri contatti all'estero, ma non è stato possibile trovare nessuna notizia in merito, finora, soprattutto per questioni di differenza linguistica. L'Ucraina è un paese che ha un elevato tasso di suicidi, specialmente fra la gente misera e i giovani, perciò è possibile che un fatto come questo non abbia grande risonanza sui mezzi di informazione.

Il testo sembra provenire da una e-mail inviata da un responsabile spagnolo della stessa missio ad gentes: la comunicazione infatti contiene una "autorizzazione" a diffondere il messaggio fra le comunità e una simile autorità viene sempre solo da responsabili regionali o nazionali, o itineranti. E' probabile che i referenti per l'Ucraina (nel testo chi scrive parla al plurale), l'equipe responsabile nazionale ad esempio, abbiano dato la notizia.

Ci chiediamo, sconcertati, come possa una famiglia del Cammino, dopo decenni di un presunto itinerario di fede, ritrovarsi in una situazione simile e riproponiamo a tal proposito una riflessione accorata e sempre attuale riguardante un altro suicidio del Cammino:
"Ed è un fatto molto grave che dopo quindici/vent'anni di un cammino di fede uno si tolga la vita, uno compia come ultimo dei suoi gesti un delitto, l’atto che più di ogni altro è contro la fede. Come mai dopo quindici anni di cammino di fede uno perde la fede? E la morte lo trova caduto e non rialzato? Non è un giudizio, il giudizio per fortuna appartiene solo a Dio ... Ma è un fatto grave"
È giusto chiederselo, pensando al Kiko sempre entusiasta che vanta le "morti sante" di tutti i neocatecumenali, promette vecchiaie serene e matrimoni indistruttibili - come se il solo far parte del suo cammino mettesse al riparo da qualsiasi problema e fosse assicurazione della Salvezza eterna - mentre contemporaneamente martella i suoi adepti riguardo al pericolo di lasciarsi "ingannare dal demonio", mantra fisso del Cammino, ripetuto anche in questa breve missiva.

Questa ripetizione ossessiva circa l'azione del demonio, a nostro parere, non fa altro che spostare l'attenzione fuori della persona e della sua condizione, operando, come sempre una completa deresponsabilizzazione, come se fosse il demonio stesso a muovere la mano e la mente di chi decide di togliersi la vita.
Non ci piace per niente la strumentalizzazione della parola di Dio operata anche in questo caso: vasi di creta siamo perché peccatori, non perché possiamo rischiare di suicidarci! Infatti noi portiamo il tesoro dell'amore di Dio dentro di noi, e perché si veda che la straordinaria potenza di questo amore non viene da noi bensì da Lui, restiamo peccatori e deboli, così che appaia la Sua grandezza e non la nostra bravura. Questa debolezza non può comprendere l'autodistruzione, o altri peccati gravissimi (l'omicidio, la sodomia, la pedofilia...), perché significherebbe che quel vaso è un vaso vuoto e non pieno della misericordia, della Grazia, della carità che vengono da Dio; il vaso di creta che contiene quell'enorme tesoro è fragile ma non si spacca, proprio perché sorretto dalla grandezza del Padre Eterno, del Figlio crocefisso e dello Spirito Santo che abita in lui; se invece il vaso è vuoto, come la casa costruita sulla sabbia, si distruggerà quando verrà il giorno della prova.
E' forse quel vuoto che ha spinto questo pover'uomo a compiere un gesto così tremendo? E se c'era un vuoto, perché il cammino non è riuscito a riempirlo? Oppure se quest'uomo aveva disturbi psichici, perché è stato inviato a soffrire in un posto così ostile come l'Ucraina? Non abbiamo risposte per domande così pesanti, anche se abbiamo l'impressione che qualsiasi sia la risposta, il cammino non ne esca molto bene.

Sappiamo che questo non è affatto l'unico caso, anche se all'establishment del cammino non piace parlarne.

Ci uniamo alla preghiera sia per la povera anima di quest'uomo, che Dio ne abbia misericordia, sia per la famiglia che ora si trova senza un padre in un paese ostile e povero.

Aggiornamento 1: una considerazione di Valentina, perché non sfugga il suo acume:

«Sentite come diventano tragiche e inascoltabili le vanterie di quel trombone di Kiko nell'annuncio di Quaresima 2017 ora che abbiamo conosciuto questo tragico epilogo:

Come è possibile? E lo facciamo a sorte, eh?, a sorte. Io dico: “Sono necessarie 70 missio ad gentes”. L’ultima volta, prima dell’invio del Papa, io ho detto: “Missio ad gentes a Odessa, in Ucraina. Abbiamo il presbitero”, ho chiamato il presbitero nell’aula di Porto S. Giorgio e l’ho fatto sedere nel presbiterio. Le famiglie che si sono offerte per andare in qualsiasi parte hanno messo il loro nome in un cesto; abbiamo un cesto con i nomi di 500 famiglie e un altro cesto con i posti delle missio ad gentes. Allora: “Odessa. Qui c’è il presbitero.
Cominciamo”, prendo un nome: “Josefina e Manolo, con 7 figli, della quinta comunità di non so dove”. Si mettono in piedi: “Accettate di andare a Odessa?”. Sì. “Facciamo un applauso, venite qui. Già abbiamo una famiglia, adesso altre quattro”. Così abbiamo fatto con 5 famiglie e così abbiamo fatto per 70 missio ad gentes. Non c’è stata una famiglia che ha detto che non va, e abbiamo missio ad gentes in Africa, in Russia, in Cina… ma come è possibile questo, come è possibile? Abbiamo lavato il cervello alla gente​?»

Eh si Kiko, fatti due domande. Per la serie: "Excusatio non petita, accusatio manifesta"...

Aggiornamento 2: un lettore ci segnala che in un gruppo pubblico neocatecumenale polacco su Facebook un fratello del Cammino scrive un commento sul suicida, accusando i cosiddetti "catechisti" NC di fare pressioni sulle cosiddette "famiglie in missione NC", opprimendone la libertà di abbandonare la missione e tornarsene nel proprio paese d'origine.
Ecco la traduzione:

«Mi ricordo, quando facevo parte della "missio ad gentes", di una famiglia dall'America Latina che durante una convivenza con i "catechisti" NC ha dichiarato che aveva deciso di ritornarsene a casa. La prima cosa che hanno risposto quei "catechisti NC" è stata: "il diavolo vi inganna". Chiaramente lo hanno detto in presenza di tutta la comunità. Potete immaginare quale fortissima pressione hanno creato nella coscienza e sulla libertà di questi poveracci. I neocatecumenali vivono in un costante senso di colpa, che viene mantenuto in un costante tensione durante gli "scrutini" NC, dai gruppi dei "garanti", dove i coniugi devono raccontare la loro vita intima: se hanno rapporti regolari, se sono aperti alla vita, se hanno rapporti interrotti, se versano la decima, se sono "uniti" con i fratelli. Un sistema di controllo così concepito è simile a quello islamico. Sono quasi sicuro che sulla famiglia polacca in missione in Ucraina veniva esercitata una forte pressione. Può essere che il capofamiglia, il padre, ha deciso di ritornare in Polonia e i "catechisti" lo hanno attaccato davanti a tutta la comunità accendendo in Lui i sensi di colpa. Questo è il metodo che viene utilizzato per ammorbidire coloro che non sono obbedienti. Se la Chiesa (i vescovi) non si occuperanno di questo, il dramma di molti non avrà fine........"

sabato 11 marzo 2017

"Un'ameba trasportata via dalla corrente"

Noi abbiamo avuto il dono di aver aperto gli occhi, ma il cammino verso la verità è faticoso e per noi doloroso. Ma preferisco la nostra fatica ai loro finti sorrisetti, al loro illudersi di essere felici, anzi dei 'risorti'! (Michela)

L'esperienza di Sebastian esplicita molto bene e attualizza tante dinamiche del cammino ben note a noi ex per averle patite sulla nostra pelle.
Mi ha impressionato questa espressione:
"mi ero abituato ad essere spettatore della mia vita, anziché attore. Un'ameba trasportata via dalla corrente."
 
Giovani del c.n. onorano l'«icona» "Maria-Kiko"

Nel cammino è così, per andare avanti devi far fare tutto a loro...

Lo spiega bene Una Fides:
Per non parlare poi dei reiterati inviti, fin dai 13 anni di età, a cercare la volontà di Dio, che è un concetto giusto, ma posto in maniera estremamente fraintendibile per dei 13enni, per cui o non riuscirai mai a prendere una decisione seria nella vita, o farai scelte completamente azzardate, perché nate dall'interpretazione di segni anziché dall'averle maturate.. Ragazzi assolutamente non aiutati a maturare delle scelte ma invitati a smettere di ragionare e fare "la volontà di Dio", senza alcun tipo di criterio al di là del saper vedere i "segni" ("ti sei lasciato con la tua ragazza? Magari è un segno che ti chiama al sacerdozio").

Invitati a smettere di ragionare e fare "la volontà di Dio", senza alcun tipo di criterio al di là del saper vedere i "segni"

Sintesi mirabile che dovrebbe far ragionare i genitori del cammino quando, obbedendo alle indicazioni dei catechisti, spingono i figli ad entrare, ancora adolescenti, in comunità.
Il c.n. infantilizza gli adulti, facendoli regredire alla condizione di “persona incapace” sotto tutela, e impedisce agli adolescenti di crescere, lasciandoli eterni fanciulli, pilotati da una miracolistica interpretazione dei "segni" che viene affidata ai loro catechisti i quali, negli scrutini dei passaggi o nelle parole della Bibbia aperta a caso per ogni singolo giovane durante i pellegrinaggi, tracciano la strada del loro futuro.


Incontro Vocazionale neocatecumenale ("le alzate")
26 marzo 2010, santuario del Divino Amore
Abbiamo già parlato di questi argomenti tante volte!   E’ vero!
Sebastian stesso si scusa, per aver raccontato in altre occasioni la stessa esperienza.
Ma noi la rileggiamo volentieri e... comprendiamo altre cose, intrecciando con la nostra vita, con la nostra storia nel cammino.
È importante anche ripetere cose già dette, nelle comunità abbiamo ripetuto mille volte la nostra esperienza, pilotata dalle loro domande.
Si dice nel cammino che ciò che conta sono i fatti.
Eccoli i fatti, fatti concreti.

Esperienza di Sebastian:
Eccomi qua, un “figlio del CN”. Ho 28 anni, ho cominciato il processo di uscita nel 2011, ma mi ci sono voluti un paio d'anni per abbandonarlo definitivamente durante i quali ho iniziato a seguire questo blog, il quale mi ha dato una spinta definitiva.
Voglio solo dire che ci sono alcune cose che mi mantengono perennemente arrabbiato nei confronti del CN, e una di queste è stato l'avermi promesso che la mia vita sarebbe stata una avventura stupenda grazie al CN, e che io non avrei dovuto fare nulla se non affidarmi a Dio e farlo entrare nella mia vita. Spesso rivolgevo questa preghiera a Dio: "Signore ti prego entra nella mia vita e pensaci tu". In pratica mi ero abituato ad essere spettatore della mia vita, anziché attore. Un'ameba trasportata via dalla corrente.

Ero un adolescente insicuro, con qualche problema relazionale, come ce ne sono a milioni. In comunità ho trovato un ambiente protetto, dove avevo un ruolo (capo-cantore), dove potevo mettermi in mostra ed essere apprezzato e rispettato. Così i primi anni di comunità tagliai i ponti con i miei amici non-nc, e cominciai a vivere in funzione del CN. Tuttavia fuori dalla comunità continuavo ad essere insicuro, ma piano piano, crescendo imparai anche ad affrontare il mondo esterno a mio modo. Feci amicizia con dei bravi compagni, iniziai a praticare sport, e anche trovai una ragazza. Arrivai alla maggiore età che avevo trovato un buon compromesso tra comunità e vita fuori dal CN. Ovvero continuavo ad andare in comunità, ma spesso uscivo il sabato sera, e andavo semplicemente alla messa parrocchiale la domenica, dove incontravo il presbitero che per scherzo mi dava l'appellativo di "Babilonia"! Solo perché avevo una vita fuori dal CN!

Fu in questo periodo che fecero i danni peggiori. Si approfittarono di una mia delusione amorosa per legarmi ancora di più alla comunità! E ci riuscirono. Effettivamente, come si è detto nel post, non ero in grado di effettuare delle scelte ponderate per la mia vita. L'arma che usarono fu la paura. Così scartai ogni scelta che mi avrebbe potenzialmente allontanato dal cammino. Il che si traduce in: no amicizie con compagni di università, niente studi fuori sede, tanto meno all'estero, tanto meno Erasmus program. Come se non bastasse, smisi di fare sport e qualsiasi attività esterna. Ci fu il secondo passaggio, e io diedi via la macchina fotografica acquistata con i miei soldi... Vacanze? Figuriamoci... Quando spendi tutto ciò che hai (di soldi e di tempo) per GMG oltreoceano e pellegrinaggi vari, non ne resta per andare a fare una settimana di mare.

Un altro motivo per essere arrabbiati col CN, è perché ha distrutto la mia famiglia. O meglio, l'ha creata su basi instabili. I miei genitori hanno dato alla luce 7 figli, impresa che era sicuramente al di sopra delle loro forze. Il risultato è che mia madre da che io ho memoria è sempre stata preda di crisi isteriche, manie di persecuzione, depressione. D'altra parte noi figli siamo stati abbandonati a noi stessi e alla comunità in una fase alquanto critica dello sviluppo, ovvero a partire dai 12 anni. I tuoi genitori non sono più le tue figure di riferimento, ma lo diventano i catechisti [NC], complici i genitori stessi. Come ricordo mia madre che mi consigliava di andare a parlare col mio catechista [NC] quando ebbi un problema di bullismo a scuola... 

Devo anche ringraziare il CN per non avermi fatto conoscere i miei nonni paterni. Eh sì, perché il catechista di allora disse a mio padre che doveva tagliare i ponti con i suoi genitori, perché secondo loro avrebbero creato problemi... Certo mia madre e sua suocera non si amavano... Ma la soluzione è incenerire rapporti in questo modo? Rividi i miei nonni al loro funerale. E vidi altre persone che non conoscevo se non per ricordi lontani: zii e cugini di 1° grado.

Devo ringraziare il CN, e Kiko, e quella parte di Chiesa che ha permesso tutto ciò.
Chiedo scusa a chi ha già letto la mia esperienza in passato.

giovedì 9 marzo 2017

Soldi, soldi, soldi... beati siano i soldi!

Premessa:   Prima di addentrarvi in questo post leggete, o rileggete, il post del 7 marzo: "Un jet privato per Kiko e Carmen: lezioni di umiltà"



Predicazione kikiana dall'Annuncio di Quaresima di Kiko, anno 2017. Dal Vangelo secondo Kiko: 
Voi sapete che siamo stati per 50 anni dedicati a voi e non ci avete pagato niente.....grazie alle catechesi, grazie a 50 anni in cui siamo stati al vostro servizio. Con questo non vi sto chiedendo che mi pagate nulla o che mi ringraziate! Ringraziate il Signore perché avete avuto l’onore con noi di costruire …..... Devo fare un viaggio che chiamo “apostolico”, in 8 nazioni.
 [NdR: Siamo già ai "viaggi apostolici". La santità gli ha dato al cervello]
La terza tentazione è molto importante, è quella di fare della fede una religione. …Tutti i popoli cercano questo luogo sacro per che cosa? Per chiedere che cosa? Stare bene, salute e soldi! Che vada bene la vita, che abbiamo soldi, che abbiamo lavoro, che non abbiano malattie.  Soldi! Ma Dio, il Dio vero, la rivelazione, non ha permesso che l’uomo faccia una rappresentazione divina perché vuole Dio a suo servizio. Dio al tuo servizio, perché ti dia soldi, salute e amore e che il business vada bene. Dio obbliga Abramo ad andare dietro a lui senza sapere dove va! Questo il popolo non lo sopporta. Per questo quando Mosè sale sul Monte Sinai, sapete cosa fanno? Si fanno una rappresentazione divina, prendono un vitello d’oro e dicono: tu sei Jahvhè! Vogliono fare una religione. Immediatamente fanno un altare per fare sacrifici a questa immagine, danzano e cantano salmi e fanno una religione, cosa che Dio aveva proibito. Adesso a questa rappresentazione della divinità possono chiedere, soprattutto soldi, che i traffici vadano bene. Questo Dio lo ha proibito!
[NdR: 13 righe, 7 occorrenze si riferiscono ai "soldi". Per la serie: "la bocca parla dalla pienezza del cuore"]




La terza tentazione: amare Dio con tutte le forze. Significa amare Dio con tutto il mio denaro, offrendo a lui il mio denaro. Sapete che anche noi abbiamo debiti; quando facciamo la convivenza degli itineranti a Porto S. Giorgio sempre ci lasciano un debito di 250 mila o 300 mila euro. Non so quanti debiti abbiamo adesso, lo saprà Giampiero [NdR: Donnini]. Senza il vostro aiuto ho pensato che non avremmo potuto evangelizzare, e spero che ci diate qualcosa. Il Signore ce li darà. In Spagna, alcune persone anziane hanno lasciato qualcosa in eredità alla Fondazione. In Italia, no! Non abbiamo una lira: forse qualche anziano, che ha qualcosa in banca, lo può lasciare per l’evangelizzazione, li usiamo solo per evangelizzare.  È chiaro che se faccio la convivenza degli itineranti e siamo 1000, per 10 giorni, sono 500 € a persona; l’equipe è formato dalla coppia e dal ragazzo, sono 1500 € e non li hanno. Allora che facciamo? Non facciamo più convivenze degli itineranti? Non vi sto chiedendo soldi, vi racconto la situazione. È vero che dobbiamo sempre vendere i nostri beni, sempre dobbiamo dare del denaro perché sempre ci attacchiamo ad esso. Mi ha impressionato quella cosa che ci ha scritto una famiglia in missione in Cina: una coppia cinese stava divorziando, avevano già fatto il Secondo Scrutinio, hanno parlato con i catechisti e questi gli hanno detto che non potevano più continuare il cammino se si divorziavano e gli hanno profetizzato che la loro vita sarebbe stata un inferno. La moglie ha riconosciuto che la sua vita era un inferno e ha parlato con il marito e sono andati a ritirare l’istanza per il divorzio. Sono ritornati in Cammino. Sapete che hanno detto ai catechisti? Questo ci è successo perché non abbiamo voluto vendere i nostri beni quando ce lo avete detto perché tutti e due abbiamo un grande amore al denaro e per il denaro ci siamo odiati. Vedete? Le famiglie che sono in missione non hanno soldi, non hanno niente, sono un esempio per noi. Abbiamo deciso di vendere tutto e vivere come queste famiglie in missione. Riconoscevano che la causa di tutto era il denaro, l’amore al denaro.
E' Parola di Kiko.
Rendiamo grazie a Kiko.

I soldi sono un problema per tutti, tranne Kiko. Interessantissimo questo significativo assaggio di predicazione kikiana. Da leggere con religiosa attenzione per poi lasciare spazio a ciò che ha suscitato in noi. Poche parole, da parte nostra, per non sciupare, inquinare, la purezza del testo.

Esso si commenta da solo,
nulla ci consente di penetrare meglio
lo spirito dell'autore
se non l'autore stesso
se solo mettiamo a confronto
le sue parole (questo post)
con i suoi esempi di vita (post consigliato in premessa)

Cari fratelli che continuate nel cammino, preparatevi a vendere ancora i vostri beni e a fare un bel testamento, a favore della kiko-fondazione, di quel poco o molto che vi resta.

Mano al portafoglio fratelli!



martedì 7 marzo 2017

Un jet privato per Kiko e Carmen: lezioni di umiltà

«Una volta ho incontrato uno dei medici dell'equipe incaricata di operare Carmen alla gamba. (...) Mi disse che appena entrò in sala operatoria, Carmen gli assestò un pugno. Lui pensò che la donna avesse qualche problema mentale (gli dissi infatti che [Petra] Elisa, sorella di Carmen, che faceva parte della mia parrocchia, era morta di Alzheimer) e mi disse che certe volte i pazienti con qualche disordine del genere, in situazioni di tensione, potevano lasciarsi andare a comportamenti un po' irrazionali. Ma Carmen non era stata ancora anestesizzata quando gli aveva sferrato il pugno: quel medico era proprio l'anestesista, che non le aveva ancora amministrato nulla.
L'anestesista tornò più tardi nella stanza e notò che Kiko era con lei. Il dottore si presentò e Kiko rispose presentandosi in maniera particolarmente "solenne", dandosi un sacco di arie di grandeur. Disse che avrebbero pagato tutto in contanti. Il medico allora andò a chiedere ad un collega: "Quanto dovrà pagare per il tutto?" Il suo collega rispose: "Beh, abbastanza, poiché non solo hanno un sacco di soldi ma vengono qui con quell'aria arrogante e da gilipollas". Mi disse anche che Kiko e Carmen avevano preteso un calendario preciso di cure e istruzioni perché il giorno successivo avrebbero preso un jet privato per andare a Roma.

(...) Mi disse anche che quando nella stanza di Carmen vide Kiko tutto vestito di nero, gli sembrò "una persona lugubre e sporca"». (...)

Tutto questo illustra abbastanza bene come Kiko veniva percepito da quei medici non neocatecumenali e suppongo neppure cattolici (dunque non sapevano di aver a che fare con un "leader religioso"): lo vedevano come una persona arrogante, che si vantava del proprio elevato tenore di vita (capace di pagare l'intervento in sala operatoria in contanti e di prendere un jet privato). Quella sua immagine lugubre è particolarmente lontana dall'aura di umile servo di Dio. Per i non neocatecumenali, Kiko appare piuttosto un figlio delle tenebre.

Non mi sorprende che Carmen abbia colpito con un pugno quel medico. Non so dire se sia stata malata di Alzheimer o Parkinson, ma sono certa che aveva un problema psichiatrico non diagnosticato perché lei stessa e Kiko sono stati sempre nemici di psichiatri e psicologi. Avevano sempre creduto che qualsiasi depressione è causata da un peccato nascosto, così come il rinchiudersi nel proprio silenzio era considerato causato dal "demone muto".

Ma è comunque uno scherzo di pessimo gusto che Kiko e Carmen vivessero da milionari mentre tentavano di non sembrarlo. Carmen era milionaria per davvero. Sua sorella Elisa sopra citata aveva lasciato in eredità abbastanza soldi da garantire in Ecuador il mantenimento del seminario neocatecumenale Redemptoris Mater e l'annessa facoltà teologica (la Elisa Barrera Foundation). Sono sicura che l'intera eredità di Carmen è ugualmente servita a favorire il Cammino.

(nostra traduzione di alcune parti di un
intervento di Lapaz su Jungle Watch)


Era assolutamente "necessario" un elicottero per l'Umile San Kiko.

domenica 5 marzo 2017

Kiko, ma che dici?

Nella pagina non ufficiale del Cammino "Kairos Terzo Millennio" ci viene regalato qualche estratto delle solite perle del solito Kiko sciorinate nel suo Annuncio di Quaresima 2017. In verità si tratta della solita ripetitiva solfa che Kiko ci ammannisce da almeno 45 anni (consideriamo che le prime sbobinature delle catechesi di Kiko e Carmen furono stampate nel 1972), per cui evitiamo di citare la premessa, che descrive la distruzione della società, i suicidi, la solitudine, il dilagare del gender, i divorzi. Questi ultimi a ogni Annuncio aumentano di numero, prima erano 400, poi 500, adesso 695 al giorno, in Spagna.
Questo genere di premessa catastrofista ha lo scopo di preparare l'uditorio ad accettare il discorso successivo: è la tecnica dei predicatori millenaristi statunitensi, indebolisce la mente diffondendo la paura con toni da fine del mondo.[1]
L'uomo spaventato, quando non ha capacità di trovare da sé la soluzione alla paura che lo attanaglia è ben disposto a inchinarsi a chiunque gliene offra una, e Kiko in questo è maestro: ha creato un ambiente sicuro e protetto, dove tutti parlano la stessa lingua, si comprendono, compiono le stesse attività.
Invece, quindi, che affliggere i lettori del blog con il solito delirio, discutiamo il resto del discorso, sottolineandone le evidenti fallacie.

«Kiko: Il Cammino ha ricevuto da Dio doni immensi. Il dono più grande è che abbiamo la capacità di gestare figli di Dio. Noi non siamo figli di Dio, siamo creature. Per essere figlio di Dio bisogna avere la natura di Dio. Un cane non può essere mio figlio, perché io sono di natura umana e il cane è di natura animale. Non posso adottarlo, non posso lasciargli un'eredità. Dio non ci può adottare come figli perché Lui ha natura divina ed io natura umana. Perché Dio possa adottarmi come figlio è necessario che io abbia parte alla natura divina.»
Dieci righe e Kiko già proclama un'eresia estremamente grave (eresia = l'ostinata negazione, dopo aver ricevuto il battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa): è infatti FALSO che noi non siamo figli di Dio, ma creature, perché una simile "dottrina" nega esplicitamente l'efficacia sacramentale del Battesimo, fondamento della vita cristiana:
CCC n. 1213: Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d'ingresso alla vita nello Spirito (« vitae spiritualis ianua »), e la porta che apre l'accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione.
Da buon protestante quale è, Kiko non comprende il significato di "grazia sacramentale", ovvero dei frutti che i Sacramenti producono in chi li riceve a prescindere dalla sua condizione morale. Il Battesimo rimette la colpa del peccato originale e di tutti i peccati eventualmente commessi e ne cancella la pena, ci incorpora come membra di Cristo rendendoci figli adottivi di Dio e fratelli di Cristo, suoi coeredi, ricevendo la Sua natura. E' ovvio che questa partecipazione alla vita di Dio, concessa sulla fede dei genitori e dei padrini ai piccoli debba poi essere alimentata, sostenuta e lasciata crescere nel tempo (ecco uno dei compiti della Chiesa), ma anche se un essere umano che abbia ricevuto il Battesimo non frequentasse mai più la Chiesa, non ricevesse i Sacramenti e diventasse completamente ateo non potrebbero esserne cancellati gli effetti in alcun modo, e ciò è vero a tal punto che una persona battezzata ha la possibilità di pentirsi fino all'ultimo istante della sua vita.

E' inoltre assurdo e blasfemo mettere a paragone la differenza che passa tra uomo (essere cosciente, dotato di anima immortale) e animale (essere senziente, non cosciente e non dotato di anima immortale) con il rapporto uomo-Dio! In sostanza sta instillando nell'uditorio il dubbio che davanti a Dio abbiamo la stessa dignità che ha un cane rispetto a un uomo, un'altra affermazione gravissima, una vera bestemmia: Dio ha tanto amato il mondo (e l'uomo) da dare la Sua vita per salvarlo, l'uomo, che Egli creò a Sua immagine e somiglianza, l'uomo del quale Egli volle prendere persino la forma fisica, a noi uguale in tutto fuorché nel peccato. Come può Kiko dire che siamo come cani davanti al padrone e che non può esserci fra noi e Dio nessun rapporto? E' vero che c'è una diversità infinita fra noi esseri umani e Dio che ci ha creati, ma Dio ha già colmato questa distanza facendosi uomo per nostro vantaggio e donandoci la Santissima Eucarestia nella quale Egli si fa di nuovo presente fisicamente per potersi unire alla nostra carne e alla nostra anima.
E' vero che c'è differenza ma Dio la colma per noi!

La somiglianza con Dio si può perdere a causa del peccato mortale, per il quale poniamo noi stessi fuori della Chiesa e rompiamo la comunione, e pur tuttavia non smettiamo di esserne i figli adottivi amati da Lui, ovvero siamo sempre a Sua "immagine" e di sicuro non torniamo a essere creature!

Nell'ultima frase sembra quasi riprendersi ("Perché Dio possa adottarmi come figlio è necessario che io abbia parte alla natura divina."), ma nelle frasi successive combina un vero disastro e (guarda caso) non pronuncia mai la parola "Battesimo", pur essendo solo per il tramite del Battesimo che possiamo diventare appunto figli di Dio:
«E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!». Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.» (Rm 8,15ss)
Continuiamo l'analisi del testo.
«I padri della Chiesa chiamavano il Kerygma "sperma dello Spirito" perché possiede il potere, se qualcuno lo ascolta e lo crede e passa i suoi peccati a Cristo, di gestare in lui l'uomo nuovo: Cristo, che sta come sommo sacerdote davanti al Padre, assume i peccati di quest'uomo anche se è un adultero, un assassino, una canaglia, e lui può ricevere dal cielo il perdono dei peccati e con il perdono dei peccati riceve dal cielo anche lo Spirito divino, lo Spirito Santo che è Dio. »
La confusione regna sovrana.... Qui Kiko enuncia un'altra eresia molto, molto grave oltre che pericolosa, già pronunciata alla sua personale convention a Rio nella GMG 2013: allora disse a 10.000 giovani neocatecumenali "mañana, si quereis, lo sigilerais en la confésion", ovvero "domani, se vuoi, lo sigillerai nella confessione", ma già il tuo pentimento interiore è sufficiente a ricevere il perdono divino dei peccati mortali. Dato che è almeno la seconda volta che pubblicamente insiste con questa eresia, dobbiamo credere che Kiko sia formalmente eretico, in quanto ostinatamente nega in modo chiaro ed esplicito una verità rivelata da Dio, ovvero che il potere di rimettere i peccati Egli lo ha dato nelle mani degli Apostoli:
Gv 20:22-23 "alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi»".
CCC n. 1444 Rendendo gli Apostoli partecipi del suo proprio potere di perdonare i peccati, il Signore dà loro anche l'autorità di riconciliare i peccatori con la Chiesa. Tale dimensione ecclesiale del loro ministero trova la sua più chiara espressione nella solenne parola di Cristo a Simon Pietro: « A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli » (Mt 16,19). Questo « incarico di legare e di sciogliere, che è stato dato a Pietro, risulta essere stato pure concesso al collegio degli Apostoli, unito col suo capo (cf Mt 18,18; 28,16-20) »
1445 Le parole legare e sciogliere significano: colui che voi escluderete dalla vostra comunione sarà escluso dalla comunione con Dio; colui che voi accoglierete di nuovo nella vostra comunione, Dio lo accoglierà anche nella sua. La riconciliazione con la Chiesa è inseparabile dalla riconciliazione con Dio.
I-N-S-E-P-A-R-A-B-I-L-E: cioè, se non accetti di accusare i tuoi peccati al ministro di Dio e riconciliarti con la Chiesa, anche se sei contrito e dispiaciuto, a meno di un intervento specialissimo di Dio, i tuoi peccati restano tali, resta la colpa, sei legato e "fuori nelle tenebre", escluso dalla comunione con Dio, il Quale quindi, anche se lo desidera immensamente, non può inviarti proprio nessuno Spirito Santo a farsi "uno con te", perché non vuoi compiere l'indispensabile passo di ritorno a Lui.
Morire in stato di peccato mortale equivale a condannarsi, altro che "spirito disceso dal cielo"!
Non a caso il padre misericordioso del Vangelo aspettava sulla porta il ritorno del figlio: egli lo aveva già perdonato nel suo cuore, ma non ha potuto accoglierlo di nuovo con sé in casa sua finché il figlio non ha compiuto il gesto di tornare e gettarsi in ginocchio davanti a lui.
E' quindi FALSO che sia sufficiente ascoltare una catechesi per ottenere il perdono dei peccati mortali (è questo ciò che afferma), è FALSO che Dio possa "discendere" in un "assassino, adultero, una canaglia" solo perché questi avrebbe ascoltato il kerygma, se non è realmente pentito e se non lo dimostra con i fatti. Sembra di ascoltare l'assoluzione in foro interno di stampo luterano: per i protestanti infatti è sufficiente credere molto per ottenere tale perdono direttamente da Dio, anzi! più fortunati sono coloro che peccano molto perché possono ricevere molta più grazia (pecca fortiter sed crede fortius).
Kiko ripete più volte il mantra del "ricevere dal Cielo" il perdono, omettendo la condizione fondamentale per cui il perdono deve passare dalle mani del ministro ordinato, senza il quale non è possibile assoluzione, condizione stabilita infallibilmente da Nostro Signore in persona.
«E come la Vergine Maria quando dice all'angelo: "Sia fatto in me secondo la tua parola", immediatamente entra il lei lo Spirito Santo e forma nella Vergine un piccolo embrione, così questo si realizza in ogni cristiano. Dentro ogni cristiano che ascolta l'annunzio del Vangelo, del Kerygma, immediatamente si forma - se crede - un embrione che si chiama FEDE. Questo embrione è piccolissimo, come in una donna, ed ha bisogno in primo luogo di un utero che è la comunità cristiana; poi di un alimento che è la Parola di Dio e i sacramenti e anche la comunità dove vede che Dio agisce; e, terzo, ha bisogno di un cordone ombelicale che è l'obbedienza ai catechisti. Questo lo abbiamo ricevuto come un dono immenso...»
E infine Kiko strumentalizza la Santissima Vergine Maria azzardando un agghiacciante parallelo fra l'Annunciazione alla Vergine e la conversione di un uomo qualsiasi: il "sì" della Madonna è il "sì" alla volontà di Dio e non c'entra assolutamente niente con la continua conversione di cui noi esseri umani abbiamo necessità. Maria infatti, essendo la Tutta Pura, l'Immacolata, non aveva nessun bisogno di conversione, di perdono o di Battesimo essendo nata senza il peccato originale. Questo parallelo del Gesù che cresce nel grembo di Maria come immagine della conversione alla Fede cattolica (unitamente alla stupidaggine di Gesù che ha avuto bisogno di 30 anni per diventare adulto), ha l'unico scopo di giustificare le affermazioni che vengono dopo, dirette ai neocatecumenali, che hanno bisogno non della grazia che viene dai Sacramenti, ma della continua, eterna, infinita "gestazione alla fede" del cammino neocatecumenale, una gestazione che si realizza nel caldo, confortevole (ma inevitabilmente buio) utero che è la tipica comunità CNC, per sempre legata al soffocante cordone ombelicale costituito dai catechisti del CNC, fedelissimi esecutori della piramide gerarchica kikiana.
Assurdo anche insinuare subdolamente che chi ascolta non ha fede (escluso Kiko ovviamente), anzi, è meglio che non l'abbia perché altrimenti si perderebbe la possibilità di ricevere questo "embrione" nel cuore.

In conclusione: il neocat esce dal Battesimo non come figlio di Dio ma come semplice creatura e necessita di una ulteriore "gestazione alla fede" per nascere come uomo nuovo "veramente cristiano" al termine del Cammino, quando, nel viaggio in Israele, ripeterà il Battesimo nel Giordano. Quindi non "memoria" del Battesimo ma vera e propria ratifica senza la quale non si è cristiani adulti...

Cari neocatecumenali, continuate pure il vostro Cammino, ma per amore di Dio RIFIUTATE integralmente queste ERESIE!


venerdì 3 marzo 2017

«Va', la fede "della tua comunità" ti ha salvato»


Desidero mettere in evidenza il commento di Roberta e le parole di Papa Francesco in esso riportate a splendida conferma di tante analisi di noi ex neocatecumeni che, in mezzo a grandi sofferenze e per pura misericordia di Dio, abbiamo trovato la forza di uscire dal cammino.

Roberta conclude: «l’eredità del Padre nostro che è nei Cieli, non è da dividere tra i membri della comunità ma è tutta intera per ognuno…»

Gesù, in mezzo alla "folla che lo segue", cerca "chi lo ha toccato con fede"! (cfr. Mt.9,20-22)

Dice Tripudio: «Quella maligna menzogna del neocatecumenalismo - secondo cui la santificazione non sarebbe personale ma comunitaria - sovverte l'insegnamento di Nostro Signore, come se quest'ultimo avesse detto: «va', la fede "della tua comunità" ti ha salvato». Veramente Kiko non vuole che diventiate santi. Ed i kikatekisti, ubbidienti ripetitori pappagalleschi, rovinano i fratelli delle comunità in nome dell'idolo».

Dice Anonimo Etneo: «Un nuovo concetto di "santità di riflesso", dove il fratello Tizio (che magari "zoppica" secondo i criteri del cammino) può diventare santo grazie al fratello Caio che invece è ligio, costante ed inquadrato.
Comodo a pensarci effettivamente... così un domani al cospetto di Dio potranno dire: "Signore Signore, ma come non ho dato frutti di conversione? Vedi come si è convertito Caio? E Kiko ha sempre detto che è tutta la comunità che si santifica, quindi di riflesso anche io! Tu giudichi!"»

Ma come avviene poi, se tutto è comunità, solo comunità, tutti uniti indistintamente nella comunità, che quando un fratello soffre, a causa di peccati un po' grossi di un fratello della sottocategoria comunitaria dei “meno convertiti che vanno a rimorchio” (definiamoli così, per capirci), il peso cade tutto e solo sulla vittima che deve perdonare, non giudicare e subire e tacere fino all’emarginazione, se non si piega e tace, e alla solitudine più totale nel suo dolore e che, infine, scivola nell’oblio della dimenticanza?

Perché scandali nelle comunità non possono esserci, per il bene della comunità, ovviamente, altrimenti si sfascia il cammino.

I farabutti, i peccatori incalliti, non creano grossi problemi, i problemi li creano i deboli, i piccoli, quelli le cui sofferenze gridano vendetta a Dio.

Ma no!!! Non sai che, dicono i padri del deserto: “Dietro ogni richiesta di giustizia c’è il demonio?” Altra frase fatta, che ricorre spesso nelle comunità del Cammino al solo scopo di chiuderti la bocca… ma dove diavolo l’hanno presa (perdonate), lo sanno solo loro!

Io, veramente, quando la dissero a me, risposi: “Ma se dietro ogni richiesta di giustizia c’è il demonio! Dietro il governo senza giustizia di Kiko cosa c’è? Lo Spirito Santo???”

Dice Roberta: ...in realtà inizialmente non mi riferivo a quelli goliardici... ma ripensandoci svolgono invece anch’essi azione educativa perché danno un esempio, a chi legge questo blog nel suo insieme, di ciò che è una comunità veramente umana (e quindi dico io anche cristiana): una condivisione di contenuti dove ciascuno contribuisce con le sue informazioni (drammatiche o umoristiche), col suo stile, le sue conoscenze e le sue ignoranze, le sue intuizioni (personali e diverse l’una dall’altra) e i suoi ragionamenti logici su fatti reali, e poi anche le sue crisi e le sue certezze, le sue richieste d’aiuto e il suo mettersi a disposizione per essere d’aiuto… chissà se le comunità cristiane primitive erano più simili a questo o più alle comunità NC… dove, è stato ben detto, la persona singola non è oggetto di rispetto, non è portatrice di talenti unici e irripetibili ma solo di peccati, di soldi e consenso numerico; la vita in comunità NC è alienante non solo perché ti divide dal mondo normale (dove i NC dimenticano esserci le persone che dovrebbero salvare (!?) ) ma soprattutto ti aliena da te stesso e quindi ti allontana da Dio perché è solo col tuo cuore, mente, volontà che puoi rispondere al dono della fede… non puoi far rispondere altra gente al tuo posto… solo “il mio io” + “il tuo io” + “il suo io”… forma il popolo dei credenti.

Grazie in particolare x i brani del catechismo sulla Dignità della persona umana e il rispetto che le è dovuto e per aver ricordato S.Giovanni Bosco, che i giovani li ha davvero aiutati a crescere e diventare consapevoli della propria “bellezza” agli occhi di Dio, e c’è riuscito perché ha avuto RISPETTO di ciascuno nella propria diversità!

Mi sembra pertinente aggiungere le parole del Papa a S.Marta qualche settimana fa:
“Lui [Gesù] aveva gli occhi fissi sulla gente.
‘Sì, si, sulla gente, sulla moltitudine’
– ‘No, su ognuno!’. E questa è la peculiarità dello sguardo di Gesù.
Gesù non massifica la gente: Gesù guarda ognuno”.
Lo sguardo di Gesù va al grande e al piccolo. Così guarda Gesù: ci guarda tutti, ma guarda ognuno di noi. Guarda i nostri grandi problemi o le nostre grandi gioie, e guarda anche le cose piccole di noi. Perché è vicino. Gesù non si spaventa delle grandi cose, ma anche tiene conto delle piccole. Così ci guarda Gesù.

Mi pare di capire che non bastano i “successi” di una comunità se al suo interno c’è anche 1 sola persona che soffre a causa di “fratelli”.

Riguardo alla sicurezza che dà la comunità (come ben è stato detto: “si sperimenta una sicurezza, una stabilità, ci si identifica con gli altri, si trovano le risposte pronte per ogni situazione, si sa quali sono i comportamenti da assumere senza timore di sbagliare”)

Mi sembrano pertinenti le parole del Papa di qualche giorno fa:


Santa Marta 24 febbraio. Gesù non cede alla logica casistica spiegando sempre la verità.

“Gesù non risponde se sia lecito o non è lecito; non entra nella loro logica casistica. Perché loro pensavano soltanto alla fede in termini di ‘si può’ o ‘non si può’, fino a dove si può, fino a dove non si può. Quella logica della casistica: Gesù non ci entra, in questo. Gesù li qualifica ‘duri di cuore .. e dice la verità. Senza casistica. Senza permessi. La verità”.

“Gesù dice sempre la verità”, ”spiega le cose come sono state create”

“E il cammino di Gesù – si vede chiaro – è il cammino dalla casistica alla verità e alla misericordia. Gesù lascia fuori la casistica. A quelli che volevano metterlo alla prova, a quelli che pensavano con questa logica del ‘si può’, li qualifica – non qui, ma in altro passo del Vangelo –ipocriti. Anche con il quarto comandamento, questi negavano di assistere i genitori con la scusa che avevano dato una bella offerta alla Chiesa. Ipocriti. La casistica è ipocrita. E’ un pensiero ipocrita. ‘Si può – non si può’ … che poi diventa più sottile, più diabolico: ma fino a chi posso? Ma di qui a qui, non posso. E’ l’inganno della casistica.”

Il cammino del cristiano non cede dunque alla logica della casistica, ma risponde con la verità, cui si accompagna, sull’esempio di Gesù, la misericordia, “perché Lui è l’incarnazione della Misericordia del Padre, e non può negare se stesso.

Giustizia e misericordia, strada non facile ma che rende felici

“Quando la tentazione ti tocca il cuore, questo cammino di uscire dalla casistica alla verità e alla misericordia, non è facile: ci vuole la grazia di Dio perché ci aiuti ad andare così avanti. E dobbiamo chiederla sempre. ‘Signore, che io sia giusto, ma giusto con misericordia’. Non giusto, coperto dalla casistica. Giusto nella misericordia. Come sei Tu. Giusto nella misericordia.

Poi, uno di mentalità casistica può domandare: ‘Ma, che cosa è più importante, in Dio? Giustizia o misericordia?’. Anche, è un pensiero malato, che cerca di uscire … Cosa è più importante? Non sono due: è uno solo, una sola cosa. In Dio, giustizia è misericordia e misericordia è giustizia.”

Immagino che, come per me, anche per altri che hanno subìto ingiustizia, sia difficile praticare la pazienza che tale giustizia-misericordia richiede ma... mi pongo una domanda (spero non retorica) : quei neocatecumenali che sono in buona fede, se anche non gli importa di non essere rispettati loro stessi, come fanno a non intervenire quando assistono ad un “maltrattamento psicologico” nei confronti di un altro fratello e lo vedono soffrire e leso nella sua dignità? Non sentono in se’ lo Spirito di Gesù che dice “abbi compassione di lui, prendi il posto suo come io ho preso il tuo, proclama sui tetti (semplicemente difendilo davanti all’assemblea) la verità del suo essere figlio di Dio e non schiavo di nessun uomo!? Ma hanno ricevuto uno spirito di timidezza o lo Spirito di figli adottivi?

L’eredità del Padre nostro che è nei Cieli, non è da dividere tra i membri della comunità ma è tutta intera per ognuno (il bicchiere, di qualunque foggia e dimensione, si realizza quando lui è tutto pieno, non omologandosi agli altri)! - Certo che in quanto umani siamo peccatori e deboli ma, ripeto, perché fare coscientemente, deliberatamente del male a un essere umano come te, che già sta soffrendo per le prove della vita? Anche l’omertà è un male fatto coscientemente.
Un saluto - Roberta