Riprendiamo una riflessione sulla validità sacramentaleCatechismo di Trento "162 Dio, pur essendo l'autore e il dispensatore dei sacramenti, ha voluto che nella Chiesa ne fossero ministri non gli angeli, ma gli uomini. La tradizione costante dei Padri ci conferma che per produrre un sacramento, oltre alla materia e alla forma, si richiede anche il ministro. Questi ministri, mentre compiono quella data funzione, non agiscono in nome proprio, ma in persona di Cristo. Perciò, siano essi buoni o cattivi,
purché adoperino la forma e la materia istituita da Cristo e sempre adoperata dalla Chiesa cattolica e si propongano di fare quel che fa la Chiesa amministrandoli, producono e conferiscono veramente i sacramenti. Quindi nulla può impedire il frutto della grazia, a meno che coloro che li ricevono vogliano da sé privarsi di un tanto bene e resistere allo Spirito Santo.
Questa è stata sempre la sentenza certa e costante della Chiesa, come ha dimostrato chiarissimamente sant'Agostino nel suo trattato contro i Donatisti (Del bapt. Contro Donat., 3, 10; 4, 4; 5, 19; Contro Crescen., 4, 20). E se vogliamo argomenti scritturali, li troviamo in queste parole dell'Apostolo: "Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma Dio ha fatto crescere; di guisa che sono nulla colui che pianta e colui che irriga, ma solo Dio che fa crescere" (1 Cor 3,6.7). Da questo passo rileviamo che come agli alberi non nuoce la malvagità di chi li ha coltivati, così nessun male può derivare in coloro che sono stati innestati in Cristo, da parte di ministri perversi. Perciò, come i santi Padri c'insegnarono spiegando il Vangelo di san Giovanni (Gv 4,2), anche Giuda Iscariota battezzò molti e non leggiamo che alcuno di essi fosse ribattezzato. Ciò ha fatto scrivere a sant'Agostino queste parole mirabili: "Giuda ha battezzato e nessuno ha ribattezzato dopo di lui; il Battista ha battezzato e i suoi sono stati ribattezzati; perché il battesimo di Giuda, anche se dato da Giuda, era il battesimo di Cristo, mentre quello del Battista era del Battista. Giustamente quindi noi anteponiamo non Giuda a Giovanni, ma il battesimo di Cristo, anche amministrato da Giuda, a quello del Battista, anche se amministrato da lui in persona" (In evang. loh., 5, 18)."
La
Chiesa è considerata come sacramento dei sacramenti, come condizionatrice dell’efficacia dei sacramenti. La chiesa insegna che per fare un sacramento si richiedono la materia, la forma ed,
il ministro il quale abbia l'intenzione di fare ciò che fa la Chiesa. Ciò significa che, se ogni sacramento è efficace per la grazia che gli è propria, la grazia stessa si manifesta e porta i suoi frutti solo all’interno della Chiesa, in altre parole, solo se il sacramento è amministrato nella comunione ecclesiastica. Ci chiediamo se può trovarsi nella comunione ecclesiastica un sacerdote che obbedisce a Kiko invece che al Papa.
Dunque, se il ministro non si propone di fare ciò che fa la Chiesa (e per i presbiteri neocatecumenali c'è più che un sospetto moralmente legittimo) il Sacramento semplicemente non si produce e non si conferisce oggettivamente. Chi senza saperlo si comunicasse con quelle ostie credendo nella Presenza Reale Transustanziata: "supplet Ecclesia". Questo è importante nelle parrocchie gestite da neocat, dove nel Tabernacolo ci possono essere Ostie consacrate e pane normale, e dove fedeli che credono alla Transustanziazione si comunicano. Se però nella parrocchia neocat ci fosse un Sacerdote vero che crede nella Transustanziazione, potrebbe dalla pisside comune distribuire anche ostie "presbiterali" non consacrate, e a chi sa resterebbe il dubbio. Purtroppo vale anche per le parrocchie ed i santuari e le chiese non neocat: chi può dire quanti sacramenti invalidi sono celebrati? Gli apostati purtroppo non sono solo fra i neocat. Ecco perché è meglio conoscere bene i ministri del Sacramento che riceviamo (naturalmente senza farne una malattia).
E' palese che il problema neocatecumenale intacca l'essenza stessa del Sacramento dell'Eucaristia (e probabilmente anche della Penitenza) rendendolo nullo. Ci troviamo di fronte al disgregamento del nucleo sacramentale della Chiesa cattolica operato dall'interno con l'appoggio più o meno cosciente di vescovi e prelati, tra i quali addolora dover annoverare gli stessi Papi che non hanno impedito od ostacolato l'Arguello pur conoscendo (non lo crediamo possibile!?) o potendo conoscere i suoi mamotreti (risulta che Giovanni Paolo II: v. "Ogniqualvolta" si è fidato delladocumentazione presentatagli da mons. Cordes)...
La situazione è grave. Inoltre, come già detto, il problema purtroppo non è solo dottrinale. E' molto peggio. Siamo in molti a soffrire impotentemente, perché chi ha il potere di giurisdizione dato da Dio non lo esercita o lo ha esercito male, almeno finora. Purtroppo.
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NB. quando esprimiamo pareri dottrinali, ci sottomettiamo sempre fin d'ora al giudizio finale della Chiesa cattolica ed affermiamo che, se qualcosa vi fosse di errato nelle nostre affermazioni, ciò è dovuto sempre a buona fede, in base agli insegnamenti ricevuti nella Chiesa, e che siamo pronti a ritrattarlo. D'altra parte, se non corrono i cavalli, devono farlo gli asini come noi.