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| Angelo Dell'Acqua |
Nel 1969 seguirono altre tre parrocchie romane, tra cui quella della Natività in via Gallia nella quale - per quanto ai più sembrerà incredibile - vennero perfino fatti adeguamenti architettonici. Già all'epoca era indispensabile adeguare subito la parrocchia a Kiko e Carmen, i sedicenti "iniziatori" dotati di "catechesi ispirate dallo Spirito" sebbene contrastanti con l'insegnamento della Chiesa e ancora incomplete (ci vorranno altri anni prima che venissero definiti i contorni del Cammino Neocatecumenale le cui "tappe", all'epoca, duravano sette anni anziché trenta).
Angelo Dell'Acqua (1903-1972) era diventato cardinale nel 1967 e vicario della diocesi di Roma nel gennaio 1968. Ha un che di misterioso il fatto che l'allora arcivescovo di Madrid, Casimiro Morcillo González (1904-1971), con sulle spalle la responsabilità di una diocesi di oltre 3.600.000 anime, scrivesse al Dell'Acqua, fresco di nomina a cardinal vicario di Roma (2.650.000 anime) per chiedergli di accogliere due emeriti sconosciuti laici, i due autoinventati "iniziatori" Kiko e Carmen, l'uno neanche trentenne e ignorante delle elementari nozioni di Catechismo, l'altra espulsa dalle suore per disubbidienza, in modo da permettere di avviare la loro personalissima sperimentazione religiosa nelle parrocchie romane. Chi e perché aveva deciso che i due dovessero incistarsi a Roma? Se il Morcillo González davvero li apprezzava, perché se ne volle liberare? Perché i due giovani "iniziatori" accettarono (o addirittura vollero) di trasferirsi all'estero, addirittura nella capitale della cristianità, senza conoscere nemmeno la lingua italiana? (lingua che ancor oggi, 47 anni dopo, ancora non padroneggiano). Con quali argomenti (o quale inganno) fu convinto il cardinale Dell'Acqua?
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| Parrocchia a Roma, neocatecumenalizzata fin dal 1969, con i posti a sedere in cerchio, la vasca ottagonale kikiana, tavolone, tappeti e altri ammennicoli designed by Kiko |
E appena due anni dopo, quando le comunità di Kiko e Carmen erano ancora numericamente ed ecclesiasticamente irrilevanti, guadagnavano già un caloroso saluto da Paolo VI durante un'udienza del mercoledì (8 maggio 1974) e un elogio - addirittura sulle celebrazioni eucaristiche - dalla Congregazione per il Culto Divino (Notitiae, 1 agosto 1974): proprio la stessa congregazione che un trentennio più tardi, il 1° dicembre 2005, condannerà quelle stesse celebrazioni eucaristiche neocatecumenali, condanna entrata pienamente nello Statuto del Cammino Neocatecumenale approvato nel 2008 (articolo 13, nota 49) e confermata da Benedetto XVI.
È dunque ragionevole interrogarsi sulla consistenza di quella strana "regia occulta" che fin dagli inizi ha spinto in avanti e favorito in ogni modo i due giovani spagnoli, desiderosi - confermato da loro stessi - di "fondare comunità". Una regia capace di far circolare fino ai piani più alti della gerarchia elogi preconfezionati al nascente Cammino, sfruttando sapientemente i momenti propizi (come i cambiamenti in corso nella Congregazione del Culto Divino e in quella dei Sacramenti - all'epoca in fase di unificazione). Gli inizi del Cammino non sono un successo di popolo notato dalla gerarchia ecclesiale, ma un successo ecclesiale senza popolo. Le "conquiste" dei kikos sono avvenute quando il popolo dei kikos ancora non riusciva a riempire una piazza di paese - laddove, negli stessi anni, e ancor oggi, e anche prima dell'avvento di Kiko, eccellenti e meritevoli movimenti laicali e religiosi non hanno mai goduto della stessa fortuna. Che non può essere benedizione di Dio, dal momento che Dio non benedice la devastazione della liturgia e della dottrina.
| Astuzie neocatecumenali in azione: al Papa in visita in Bolivia (8-7-2015) viene data da baciare l'icona "Maria e Kiko", simbolo del Cammino Neocatecumenale |
Una regia capace di tenere all'oscuro nientemeno che Giovanni Paolo II al quale, nel luglio 1990, dopo un lauto pranzo e vino a fiumi, venne proposta da firmare la bizzarra lettera Ogniqualvolta, approvazione fittizia del Cammino (sostanzialmente solo un incoraggiamento ai vescovi, espresso ad un curiale su richiesta di quest'ultimo), che fu immediatamente e astutamente affissa in tutte le parrocchie per zittire il clero che criticava l'opera di Kiko e Carmen.
"Qualcosa", insomma, voleva che i due giovani spagnoli desiderosi di "fondare comunità" avessero il successo che hanno avuto. Subito. A cominciare da Roma. Ad ogni costo. Con ogni mezzo. Attraverso ogni menzogna ("ci manda il Vescovo! siamo approvati! ci manda il Papa! parlano ispirati dallo Spirito! io sono Giovanni Battista in mezzo a voi!").
































