giovedì 17 ottobre 2019

LO "SPIRITO SANTO" DEI CATECHISTI: CONVIVENZA INIZIO CORSO 2019

Già molte altre volte abbiamo parlato del “superpotere” alla Marvel che investe i catechisti neocatecumenali immediatamente già all’atto della loro nomina e che poi esplica il suo massimo effetto nell’esercizio delle loro funzioni.

Come ottengono il loro "spirito santo"
i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali?
Per la "magica" investitura kikiana


Il catechista neocatecumenale LAICO, questa figura incombente del Cammino Neocatecumenale, acquista il superpotere per nomina: la sua comunità di origine lo vota, massimamente scegliendolo tra quelli che ispirano maggiore simpatia, sono figli di… o godono di certe alleanze interne (non di certo come dice lo Statuto “tra coloro che danno garanzie di vita di fede e morale, partecipano al Cammino e alla vita della Chiesa e sono in grado di dare testimonianza, grati dei beni ricevuti attraverso il Cammino Neocatecumenale”). Da precisare che la coppia dei responsabili, al II° scrutinio, acquista il titolo automaticamente, per il solo fatto di essere responsabili, nessuna votazione.

Questa è un’altra dribblata tra le tante: la “norma” ufficiale dice una cosa e nella pratica se ne fa un’altra, col risultato di avere tra le fila “catechisti” mestieranti alla buona, per lo più.

Una volta acquisito il SUPERPOTERE, che consisterebbe nell’automatica discesa di quello che loro chiamano “spirito santo” (ho scritto con la minuscola perché sono soltanto loro che lo chiamano così, come potrebbero chiamarlo “Karma”, fa uguale, non trattandosi del vero Spirito Santo, terza persona della SS. Trinità), il catechista laico neocatecumenale diviene l’unico ed insostituibile riferimento degli adepti della setta, che DEVONO sempre e comunque OBBEDIRGLI, ANCHE SE NON CAPISCONO.

Comprenderebbe anche un bambino che, non essendoci alcuna investitura ministeriale sacramentale come invece avviene per i preti, l’affermazione dell’automatismo della discesa dello “spirito santo” su un laico qualsiasi, non può dare ALCUNA GARANZIA né quanto al discernimento, né quanto all’”illuminazione”.

Sono stata catechista del Cammino per 25 anni e posso affermare senza tema di smentita che io e mio marito per primi, pur avendo operato in rettitudine di cuore, e tutti gli altri al seguito, non mostravamo alcun segno particolare di un’elezione specifica, di una illuminazione superiore, ma ci limitavamo a ripetere a pappagallo i mamotreti kikiani, salvo poi sentirsi abilitati a penetrare nelle vite dei catecumeni in virtù del “ministero” (così viene impropriamente chiamato), che il catechista esercita.

Faccio salve le persone che vivono in rettitudine e buona fede, perché ce ne sono alcune, ma nel descrivere la struttura piramidale neocatecumenale bisogna prendere in considerazione il fondamento dell’intera dinamica. Quello è totalmente IMPROPONIBILE.

Detto questo, chiarito che la discesa dello Spirito Santo sul catechista laico neocatecumenale NON PUÒ CONSIDERARSI AUTOMATICA, non derivando da alcun particolare sacramento di investitura, vediamo cosa si dice dei catechisti nella Convivenza di Inizio Corso 2019 dello scorso fine settembre, incredibilmente proprio da parte di un ministro ordinato.

Don Mario Pezzi ha affermato:
“Perché questo itinerario di iniziazione cristiana sia efficace, È IMPORTANTE LA CONVINZIONE DELLA PRESENZA DELLO SPIRITO SANTO CHE HA INVIATO I CATECHISTI per annunciarci la buona notizia ed iniziare un cammino di conversione e che CONTINUA AD ACCOMPAGNARLI DURANTE TUTTO IL PERCORSO ATTRAVERSO LE VARIE TAPPE che marcano la crescita dell’uomo nuovo in noi.
…SENZA QUESTA FIDUCIA NELLO SPIRITO SANTO CHE ACCOMPAGNA I CATECHISTI, e SENZA OBBEDIENZA AI CATECHISTI il cammino di crescita nella fede rimane solo apparente ma non tocca realmente la nostra vita.”
(Quindi, non solo i catechisti laici “sono inviati dalla presenza dello spirito santo”, ma addirittura questo spirito “continua ad accompagnarli durante tutto il percorso! Peggio ancora quando dice che la crescita nella fede dipende dalla fiducia che uno ha "nello spirito santo che accompagna i catechisti, ai quali si deve obbedienza". Il Cammino Neocatecumenale ha introdotto la novità che per ottenere la fede si deve credere a dei laici qualsiasi, che la Chiesa non è in grado di controllare, perché proprio non li conosce personalmente, tranne la "chiesa neocatecumenale").


Obbedienza cieca
al "catechista" laico


Poi don Pezzi prosegue con la solita velata minaccia:
“…l’esperienza di questi cinquant’anni dimostra che sono CADUTI magari lasciando moglie e figli o il marito e figli, oppure il loro zelo si è andato spegnendo e hanno lasciato la comunità.

(Visto? Lo dice Pezzi: dopo il matrimonio spirituale, persone che in 30/40 anni di cammino avrebbero dovuto almeno un po’ respirare un’aria di conversione, lasciano invece moglie, marito e figli. Noi che invece abbiamo perso lo “zelo”, lasciamo la comunità…). Ed ancora:
Per questo dopo questa visita ultima alla Domus, IL SIGNORE MI HA ISPIRATO E MI HA DETTO di far risuonare un allarme ai Genitori, ai Catechisti, ai Confessori ed anche ai ragazzi e ai bambini per metterli al corrente del pericolo che stanno correndo.
(Frase tipica di ogni detentore di superpotere neocatecumenale, il “filo diretto col Signore”, come a telefono: “Il Signore MI HA ISPIRATO”, ma non solo, nell’ispirazione: “MI HA DETTO”. Dire semplicemente. “Ho pensato”, oppure “ho avuto un’idea…”, per un neocatecumenale è impensabile).


"La confessione", di G.Molteni.
Sarebbe meglio che questo parroco
indirizzasse la penitente a parlarne
col "catechista" laico?
Ed ancora:
“VORREI RICHIAMARE L’ATTENZIONE AI CONFESSORI, CHE PER IGNORANZA non danno alcuna importanza alla pornografia, non si rendono conto che non basta la assoluzione di un peccato, e poi di un'altra caduta dopo poco tempo. È BENE CHE I CONFESSORI INVITINO QUESTI FRATELLI AD APRIRSI AI PROPRI CATECHISTI che li possono aiutare, e in caso di necessità dirigere a un gruppo di recupero.



(Capito? I confessori, i preti, veramente investiti dello Spirito Santo per sacramento, Il prete NO).

Quindi accenna ad un CATECHISTA col VIZIO GRAVE DELLA PORNOGRAFIA, che dovette chiedere lui stesso un tempo di pausa per potersi curare:
“PER LA VERGOGNA DI PERDERE LA FACCIA E L’ONORE, DI ESSERE CONSIDERATO COME UN POVERACCIO, DI CUI NON FIDARSI.”
(Costui, davanti al sacerdote in confessionale, temeva di "perdere la faccia e l'onore…", mentre davanti ai catechisti non aveva di questi timori. È chiaro che è tutto ribaltato? Il confessore inoltre è vincolato dal segreto confessionale, i catechisti no, per cui è anche più pericoloso "confessarsi" con loro).
«E Kiko commentava: COLUI CHE TI PUÒ TIRAR FUORI DAL POZZO È IL TUO CATECHISTA CHE DIO TI HA DATO - NON IL CONFESSORE… La corda che ti butta per salvarti si chiama “OBBEDIENZA”, se ubbidisci [al catechista] uscirai dal pozzo»
Per chi non lo sapesse, faccio presente che la norma contenuta nello Statuto all'art. 29 Titolo V, riguardante la FORMAZIONE DEI CATECHISTI recita:
"1°. "base della loro formazione è la partecipazione al Neocatecumenato, che garantisce la loro graduale maturazione nella fede e nella testimonianza, con il corrispondente approfondimento biblico, patristico e teologico, con particolare riferimento ai documenti del Magistero della Chiesa"; (mai visto nessuno, in 35, approfondire alcunché, se non quello che si può trovare scritto nel "Dizionario di teologia biblica" Leon Dufour, il proto vangelo dei neocatecumenali);
2°. "si preparano a trasmettere la parola come a loro volta l’hanno ricevuta e vissuta: fanno pratica accompagnando più volte i propri catechisti nelle catechesi iniziali e nei diversi passaggi del Neocatecumenato"; (che in pratica vuol dire ripetere a pappagallo i mamotreti kikiani e andare ad imparare da altri catechisti neocatecumenali, che a loro volta ripetono a pappagallo i mamotreti Kikiani);3°."completano la loro formazione partecipando ad apposite convivenze e incontri per catechisti, indetti dall’Équipe Responsabile internazionale del Cammino o dall’Équipe da essa delegata, in cui si trattano temi fondamentali del Magistero della Chiesa"; (il che equivale a quanto detto nel punto precedente: imparano sempre la "verbo" kikiano" che interpreta "neocatecumenalmente" le cose, vedesi, per es. l'"Umanae Vitae", per dire una cosa conosciuta a tutti);
4°. "assistono agli incontri del Centro neocatecumenale diocesano, di cui all’articolo seguente, per la formazione dei catechisti"; (fosse vero, ma non lo è, sarebbe sempre farina del sacco neocatecumenale);
5°. "infine, preparano ogni catechesi e passaggio del Neocatecumenato, per quanto possibile insieme al presbitero, leggendo in ambiente di preghiera i brani corrispondenti della Sacra Scrittura, del Catechismo della Chiesa Cattolica e degli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti, che ravvivano in loro la «parola di salvezza» (At 13,26) che essi stessi hanno ricevuto oralmente dai propri catechisti". (gli Orientamenti si leggono di certo, sono le catechesi kikiane. Il catechismo no, se non per puro rimando).
All'art. 28 dello stesso Titolo, la punto 3°, si dice:
"svolgono un importante compito di discernimento circa l’idoneità dei singoli neocatecumeni e delle rispettive comunità per quanto riguarda il passaggio alle tappe successive dell’itinerario del Cammino"; (ma se il discernimento non ce l'hanno, perché non hanno lo Spirito Santo, quali danni può fare questo "importantissimo compito?" Ho visto nella mia parrocchia la distruzione totale, ad opera del "discernimento" di questi LAICI).
Invece al punto 4° si stabilisce:
"durante gli scrutini di passaggio da loro guidati devono mantenere il massimo rispetto per gli aspetti morali della vita intima dei neocatecumeni che rientrano nel foro interno della persona". (essendo per lo più mestieranti alla buona e quindi non sapendo spesso identificare il foro interno da quello esterno, invadono pesantemente in pubblico il privato intimo delle persone, facendo domande che nemmeno i preti in confessionale farebbero, quali se uno tradisce il coniuge, se ha avuto rapporti prematrimoniali, se si masturba, se dà i soldi "obbligatori" della decima, quali problemi ha con i familiari…)
In ultimo, all'art. 31, stesso Titolo, a proposito del Centro (Diocesano) Neocatecumenale si afferma: "Scopo del centro è contribuire alla formazione dei catechisti, assegnare le nuove catechesi, coordinare i diversi passaggi, sostenere le équipes di catechisti nelle varie difficoltà dell’evangelizzazione e presentare al Vescovo, o a un suo delegato, i responsabili delle nuove comunità." (mai visto "contribuire alla formazione dei catechisti", non saprei nemmeno come. La "presentazione dei responsabili delle nuove comunità", non c'è proprio).

Come si può ben notare, la formazione extra Cammino Neocatecumenale è già dichiarata scarna e minimale. In realtà non si fa nemmeno quella.


Come non vedere l’usurpazione laica delle tipiche funzioni di direzione spirituale e quant’altro, proprie dei ministri in sacris?

Qui non si tratta di un semplice malinteso, un qui pro quo di poco conto.
Qui si ribaltano TOTALMENTE i principi fondanti della Chiesa cattolica, così come Gesù l’ha voluta. E questo è il perno centrale della loro dottrina: senza OBBEDIENZA CIECA AI CATECHISTI LAICI, non si può nemmeno ipotizzare il Cammino Neocatecumenale.

Fidarsi dell'illuminazione dei catechisti laici neocatecumenali?
MAI!

martedì 15 ottobre 2019

Il Cammino è un parassita della Chiesa

Il Cammino NON È la Chiesa. È solo formalmente dentro la Chiesa: ne usa il nome, ne usa le strutture, ma non c'entra quasi nulla, per i seguenti motivi:

1) Utilizza liturgie diverse, inventate dai fondatori;

2) Celebra in giorni diversi, separatamente dagli altri fedeli;

"Francia o Spagna, basta che se magna!"
(...e non dicono che sono neocatecumenali...)

3) Ha delle istituzioni e dei rituali diversi, alcuni dei quali espressamente contro la dottrina della Chiesa (es.: le confessioni pubbliche davanti ai fratelli di comunità, quando la Chiesa stabilisce che devono essere un segreto tra il fedele e il confessore; es.: procreare a tutto spiano senza curarsi delle conseguenze, quando la Chiesa ha già chiarito il concetto di "paternità responsabile"; affidarsi alla Provvidenza in modo cieco e scervellato, come dei bambini che fanno cose pericolose perché sanno che tanto i genitori li proteggono, quando è scritto "non tenterai il Signore Dio tuo");

4) Entrato in una parrocchia, cambia la struttura interna della Chiesa, installandovi i suoi dipinti, i suoi arredi, i suoi tappeti, ecc., di fatto colonizzando l'edificio;

5) L'interazione tra parrocchiani e il Cammino è pari a zero: i neocatecumeni si limitano ad utilizzare le strutture della parrocchia che la diocesi mette loro a disposizione, punto. È come un'associazione culturale che per le riunioni utilizza dei locali messi a disposizione dal Comune: il fatto che siano in quei locali, non vuol dire che siano dipendenti comunali;

Fanno la riffa tra i parrocchiani
per un seminario neocat,
con arredi ebraici e denominato
"Santuario della parola" (di Kiko)
6) Interpreta le Scritture in modo diverso dalla Chiesa, secondo l'ispirazione dei fondatori, travisando il messaggio evangelico per piegarlo ai propri scopi;

7) Per il Cammino stare in parrocchia significa stare a servizio e lavorare, un modo come un altro per ripagare la cortesia che la Chiesa ha mostrato per aver messo a disposizione i locali. Ma come un comune contratto di lavoro, non si va oltre, non si integra con la popolazione della parrocchia;

8) Raccoglie fondi in modo improprio, che non vengono rendicontati, e vanno a finire chissà dove. Non in opere di carità (dato che fare opere di carità è sbagliato, secondo il CNC), non per aiutare la parrocchia, non alla Chiesa. Il Cammino raccoglie fondi tutti i mesi dai suoi adepti, e di quei soldi nemmeno un centesimo va alla Chiesa o ad opere di carità;

9) Il Cammino ignora puntualmente tutti i richiami che gli sono stati fatti dai vari Pontefici allo scopo di correggere gli errori dottrinali e di comportamento. Non so come la pensi tu, ma se un movimento si considera interno alla Chiesa, se il Pontefice dice di smettere di fare qualcosa, smette di farlo.

10) Quando un vescovo o un parroco non vogliono nella loro parrocchia/diocesi le attività del Cammino, magari giustificandosi dicendo che vogliono saperne di più o che non sono convinti, il Cammino, invece di accettare serenamente la decisione ed andare altrove, dichiara che il parroco/vescovo è un "faraone", dicendo implicitamente che non accettando il Cammino va contro la volontà di Dio. E questa è veramente grossa.

Invito alle catechesi di Kiko:
Vieni, Ascolta e Taci! 😯
(...e non dicono che sono neocatecumenali...)

11) Hanno dei seminari tutti loro, i seminari Redemptoris Mater, in cui i seminaristi non vengono educati e istruiti come negli altri seminari, ma secondo la dottrina di Kiko. Molti sacerdoti, avendo a che fare con seminaristi R.M., hanno detto che li hanno trovati carenti sotto tutti gli aspetti dottrinali, al punto che per esercitare l'incarico di parroco in una parrocchia ordinaria sarebbero dovuti tornare in seminario (uno vero, questa volta).

Credo ci siano altri punti, se qualcun altro vuole aggiungerli, mi fa piacere.
Ma per favore, non dire che il Cammino sta “aiutando” la Chiesa: sta solo parassitando le sue strutture, riempie fisicamente le chiese di persone, le quali però non vogliono avere niente a che fare con la parrocchia. Sono lì solo per il Cammino. Il Cammino non aiuta la Chiesa, si limita a succhiarne il midollo; e non aiuta la religione cristiana, dato che ne presenta una versione distorta e deformata. Il Cammino esiste solo per se stesso: potrebbe benissimo staccarsi dalla Chiesa e diventare una denominazione a sè stante, e ti assicuro che non si vedrebbe alcun cambiamento. (l'unico cambiamento è che la Chiesa non vi permetterebbe più di infestare i suoi locali, e vi toccherebbe sborsare soldi per affittare dei locali vostri)

(da: Nicola)

domenica 13 ottobre 2019

Dopo anni, ancora indelebile la «macchia del peccato»

Sono corrotti e fanno cose abominevoli
Chi salirà il monte santo del Signore?
Chi ha mani innocenti e cuore puro !
E chi se non i bambini?

Il testo appena esposto è la prima affermazione che un uomo afflitto ha desiderato concedermi al principio del nostro dialogo, quasi come a voler esorcizzare l' argomento che di lì a poco avremmo intrapreso. Si tratta di un padre angustiato da uno dei drammi peggiori esistenti, la violenza attuata a discapito dei suoi bambini.

Parliamo di pedofilia!

Venuta a conoscenza di questa tragica storia mi sono inoltrata nelle maglie strette e soffocanti della vicenda, provando a comprendere cosa sia accaduto.
Ma seguiamo un ordine.

La genesi dell'inferno:

Il Cammino Neocatecumenale invade l' intimità, immettendo nei nuclei familiari una frenesia che distrae e offusca. La coppia di cui parleremo non si accorse dell' orrore che stava accadendo a danno dei propri figli. Le violenze venivano perpetrate da un catechista neocatecumenale durante le varie esigenze del cammino (convivenze, incontri, riti vari) e, addirittura, anche tra le mura domestiche. Ricordiamo che il clima settario impone che si nutra completa fiducia negli uomini di rilievo della comunità, vale a dire dei laici privi di competenza che svolgono il ruolo di piccoli guru illuminati dal Paraclito.

Non si ha idea di quanto dolore provochi subire degli atti di pedofilia. Lo sdegno e la rabbia che nutriamo dinanzi a queste nefandezze sono più che motivati; chi si sognerebbe di sminuire queste atrocità? kiko!

kiko argüello:
"Ho visto un programma di donne di 40 anni che hanno raccontato quello che hanno sofferto: tutte sono state ferite per sempre, la loro affettività viene ferita, sono frigide, non possono fare l'amore, per anni e anni appariva la mattina l'orco, lo zio, il padre, e come si potevano difendere ragazzine di 9 anni?"
Cosa leggete in queste affermazioni (alcune tra tante simili che sussistono) di argüello? Certamente derisione, depravazione ( dato il suo riferire delle conseguenze intime delle vittime) e mancanza di rispetto su vari livelli. kiko ha dichiarato di ritenersi al pari di un pedofilo, a questo punto non stupisce, seppur indigna, la dinamica della storia che stiamo raccontando.

L'omertà satanica.

Scoperta la terribile realtà i genitori si rivolsero ai responsabili del loro gruppo di garanti che, come per prassi settaria, li orientarono dai Catechisti Regionali, i quali ordinarono il SILENZIO.

Inoltre chiesero soccorso ad un noto sacerdote del cammino (a loro insaputa di già implicato negativamente in un'altra storia di violenza e, purtroppo, chissà in quante altre) il quale impose alla bambina di soli 11 anni una seduta con uno psicologo prettamente neocatecumenale, con la speranza che il fattaccio non fuoriuscisse dalla setta.

Dopo ben 3 ore di estenuante colloquio con uno dei due bambini coinvolti, lo psicologo presentò un esposto alla Procura del Tribunale dei Minorenni, oramai certo e consapevole della drammatica realtà. Questa scelta implicò il malumore del prete di cui prima, il quale esprimeva angoscia e timore per il possibile scandalo, insinuando che la Chiesa stessa ne avrebbe risentito. Grave menzogna!
La sua unica preoccupazione riguardava il cammino.

Le conseguenze dell' azione legale non tardarono a presentarsi, difatti il parroco tuonò con voce aggressiva scacciando la povera famiglia dalla sua parrocchia, compiendo l'inverso di ciò che il suo ministero esige. Che grave mancanza d'amore! Tuttora, dopo 10 anni circa dagli eventi, feriti e distrutti, i piccoli non osano dirigersi in alcuna parrocchia.

L' influenza del cammino diede ulteriori frutti marci quando lo psicologo che aveva esaminato la piccola venne convocato in tribunale, poichè ritrattò le sue precedenti asserzioni. Un classico, il benessere del cammino e dei propri affari ha sempre la precedenza, anche sui bambini - "Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato in mare" -

Il padre dei bambini si recò quindi dal Vescovo:
«Il Vescovo era neocatecumenale e per tale mi invitava a ritirare la denuncia, farmi pagare i danni morali e chiudere la faccenda per proteggere la credibilità del cammino e l'immagine della Chiesa. Lui si preoccupava di evitare lo scandalo mentre i bambini morivano interiormente. Il Vescovo protesse il cammino e lasciò agonizzare la mia famiglia. Mi disse inoltre che un cristiano deve perdonare tutto, lasciando ad intendere che avrei dovuto abbandonare il mio intento di ottenere giustizia!»
«Fummo convocati io e mia moglie al cospetto dei grandi catechisti, che ci lessero il brano del Vangelo dove cita: "Chi non ha peccato scagli la prima pietra". Pretendevano che perdonassimo lasciando decadere la denuncia. Con quel Vangelo avremmo dovuto risanare, questo perché, secondo loro, i malati e i carnefici eravamo noi! Abbiamo scritto numerose lettere rivolte agli ultimi due Papi; non abbiamo mai ricevuto risposta, credo che vengano intercettate e cestinate dal cammino. Siamo soli!»
Un silenzio assordante

Dopo qualche mese il figlio maggiore della coppia fu convocato e mandato via dal Seminario con una semplice lettera dai contenuti non plausibili. La drammatica decisione fu del Vescovo neocatecumenale che in precedenza richiese il ritiro della denuncia. Questa circostanza ha contrastato la vocazione di un ragazzo e annientato una buona opportunità, per questa famiglia, di recarsi nuovamente nella Casa del Signore.
«Secondo il vescovo la mia famiglia possiede la macchia del peccato; la macchia della denuncia»
«È insopportabile l' omertà di chi sapeva e non ha parlato.
Nessuno della mia famiglia riesce più a ridere e sentirsi libero. Guardando tutti i miei figli, anche coloro che non furono abusati ma che vivono il combattimento che ci coinvolge, mi accorgo che sono sofferenti. Il loro silenzio è assordante!»
Ma tutto appare amaramente logico se approfondiamo il pensiero dal quale scaturiscono le direttive perseguite dai neocatecumenali.

kiko argüello:
"Ma animo io non ti giudico, chi sono io? Perché io non sono buono, sono peggio di te perché io ho fatto del male, mentito, io ho odiato!Tuttavia il Signore mi ha cambiato lentamente rinnovandomi attraverso il tempo, mi sta trasformando in un uomo nuovo e per questo mi permette di dirti questo oggi; credeteci, aprite l'orecchio, Dio ti ama! E ha mandato suo figlio l'unico a morire per tutto quello che hai fatto, ed è il tuo amore che vuole che esci da dove ti trovi ora, Dio ti ama, anche se hai un' attrazione omosessuale, non importa come hai sporcato il tuo corpo, Egli Ti ama!"

venerdì 11 ottobre 2019

Inizio Corso 2019: per l'abuso sui minori, i neocatecumenali continuano a fare ciò che hanno sempre fatto

In un recente thread abbiamo riportato la notizia che il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita ha riunito circa un centinaio di rappresentanti di associazioni e movimenti cattolici per un incontro, lo scorso 13 giugno, sulla prevenzione degli abusi e sulle procedure per la segnalazione e la gestione delle denunce.

Alla riunione sulla prevenzione degli abusi,
i due neocat come "turisti per caso"
Fra questi movimenti ed associazioni sappiamo che era stato invitato ed era presente anche il Cammino Neocatecumenale, che, nel maggio 2018, era già stato informato della necessità di stendere una bozza di linee guida contro l'abuso, ma, come al solito, era stato inadempiente (come sempre lo sono gli "obbedientissimi" neocatecumenali quando è la Chiesa, e non i propri vertici, a chiedere qualcosa).

Nell'incontro di giugno, il cardinale Kevin J. Farrell, prefetto del Dicastero del Vaticano, ha detto ai rappresentanti convenuti che, entro la fine di dicembre, ogni movimento e associazione nella chiesa deve dotarsi di linee guida e protocolli formali per denunciare e prevenire casi di abuso.

Ci siamo chiesti quando, come ma soprattutto SE i vertici neocatecumenali si sarebbero mossi per formulare un proprio protocollo di intervento contro l'abuso nei confronti dei minori e delle persone fragili, pur essendo perfettamente consci del fatto che richiedere loro di proteggere i propri adepti dall'abuso sessuale, di potere e di coscienza è come chiedere al cartello di Medellin di condannare l'uso di stupefacenti.

Ed ecco che, leggendo il super-segreto testo della catechesi per la Convivenza di Inizio Corso 2019, che mai avrebbe dovuto essere messa in rete, abbiamo trovato un paragrafo dedicato proprio alla prevenzione dell'abuso!


Infatti, leggiamo che Ascensión, la segretaria di Kiko e Pezzi, introduce un intervento di don Ezechiele Pasotti dichiarando che la Chiesa e il Papa sono "molto preoccupati" per la difesa dei minori ed hanno chiesto di "informare" tutti i catechisti e i fratelli leggendo le indicazioni di don Ezechiele.

Ecco di seguito l'intervento di don Ezechiele Pasotti:
"No one can get me":
il vescovo pedofilo
neocatecumenale

protetto da Kiko
«PROCEDURE DI COMPORTAMENTO NEL CAMMINO
NEOCATECUMENALE IN RELAZIONE ALLA TUTELA DEI MINORI
La Segreteria di Stato e la Congregazione Laici, Famiglia e Vita stanno intervenendo perché le Conferenze Episcopali, le Diocesi, le Parrocchie, i Movimenti e le Associazioni si attivino con procedure di comportamento per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili.
Il Cammino Neocatecumenale (CN), come itinerario di iniziazione cristiana, non ha una struttura associativa, essendo stato riconosciuto “come una delle modalità di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana” (Statuti, Art. 1,2), aderisce alle “linee guida” disposte dalle Conferenze Episcopali nei singoli Paesi e alla normativa stabilita nelle Diocesi e nelle Parrocchie dove sono presenti le Comunità.
Per quanto riguarda le indicazioni della Congregazione in merito agli abusi perpetrati su minori o persone vulnerabili, i referenti sono le équipes nazionali o le équipes regionali che portano avanti il Cammino: ad esse compete l’onere della segnalazione di eventuali abusi che siano accaduti nelle comunità delle rispettive zone, nel rispetto delle normative canoniche e civili delle singole Parrocchie, Diocesi e Conferenze Episcopali.
Un presbikiko autore di abusi sessuali
nella diocesi neocatecumenalizzata
mentre si autoassolve in pubblico
così come il Cammino gli ha insegnato
La prassi del Cammino è stata sempre quella di dire ai catechisti di operare in équipe (che comprende normalmente una coppia e un presbitero). Se proprio c’è bisogno di parlare con qualche fratello, soprattutto se minore, si danno precise indicazioni ai catechisti di non farlo mai da soli, individualmente, ma in équipe.
Particolare attenzione è posta nel Cammino, con catechesi specifiche sulla famiglia, perché si adotti uno “stile cristiano” di vita domestica, evitando ogni forma di promiscuità e aiutando le famiglie a divenire coscienti dei potenziali pericoli che possono occorrere.
Particolare attenzione dovrà essere posta all’esigenza di formazione delle équipes di catechisti per quanto riguarda sia il trattamento di notizie relative ad abusi che il rispetto della normativa statale del luogo.»

È abbastanza chiaro come il Cammino risponde alle sollecitazioni del Dicastero Vaticano e alle richieste del Papa?

Alle specifiche richieste risponde:
«Mi dispiace, caro Dicastero Pontificio, caro Papa Francesco, vi siete sbagliati, io non posso auto disciplinarmi, io non ho una «struttura associativa»!
È vero, lo scrive il mio stesso Statuto: io, in quanto Cammino Neocatecumenale, sono una "persona giuridica pubblica", dichiarata tale dal 2004, quindi con diritti e doveri specifici, e come tale mi compongo delle persone fisiche che a me si associano.
È vero che le "comunità" non sono altro che delle associazioni, vincolate da una serie di obblighi, coordinate da responsabili "eletti" ma soprattutto soggette all'obbedienza ad una gerarchia di funzionari (i cosiddetti "catechisti") che fanno capo all'Equipe internazionale, cioè a Kiko stesso. 
È vero pure che ho un controllo così capillare sui miei accoliti da stabilire anche i particolari della loro vita personale, il modo in cui devono passare il tempo, quanti figli devono avere, come li devono educare, in che università li debbono o non debbono mandare, che cosa devono fare dei propri beni, delle eredità, come devono comportarsi in caso di vertenza legale eccetera.
Ma non chiedetemi di stabilire delle regole al mio interno per impedire gli abusi... questo proprio non lo posso fare!»

Noi sappiamo perché non lo può fare: perché l'abuso di potere e di coscienza è alla base del Cammino stesso, che si sostiene e si alimenta proprio forzando le coscienze e violando l'intimità dei propri adepti.
L'abuso sessuale poi è considerato come una manifestazione del peccato personale, che va solo compatito e perdonato, quando è così evidente da non poter essere negato.

Che ci sia un peccato originale all'interno del Cammino Neocatecumenale è dimostrato dal confronto con altri movimenti laicali.
I focolarini, ad esempio, hanno già stabilito le proprie linee guida a far data dal 2014: esse prevedono formazione adeguata dei catechisti, costituzione di specifici organismi di controllo, di protocolli per la segnalazione dei casi ai vari livelli.
Cosa fa invece il Cammino? Quali referenti forma e insedia per contrastare eventuali fenomeni di abuso?
Lo ammette il serafico don Ezechiele:
«...i referenti sono le équipes nazionali o le équipes regionali che portano avanti il Cammino: ad esse compete l’onere della segnalazione di eventuali abusi." E continua: "Se proprio c’è bisogno di parlare con qualche fratello, soprattutto se minore, si danno precise indicazioni ai catechisti di non farlo mai da soli, individualmente, ma in équipe...»
Praticamente, secondo don Pasotti, i principali abusatori dovrebbero controllare se stessi!
La cosa, se non fosse tragica, sarebbe addirittura comica.
E poi, sappiamo benissimo la "prassi" delle equipe dei catechisti, in obbedienza alle disposizioni dei vertici del Cammino: interrogano il minore e gli intimano di tacere, di perdonare, di chiedere perdono a chi lo ha abusato. Lo stesso criterio seguono con i genitori del minore.
È decenni che il Cammino si comporta in questo modo, ne abbiamo le prove.
Nei casi "gravi", sospendono temporaneamente il catechista o il presbitero abusante, lo trasferiscono per un po'. Se la famiglia dell'abusato insiste, prima li bandiscono, poi li minacciano, sempre da parte di Dio e con la Bibbia in mano.
Assolutamente non provvedono a denunciare alle autorità competenti, come le linee guida della CEI dispongono, anzi!
Addirittura ritirano le denunce presentate in tribunale, o arrivano a testimoniare a favore dell'abusatore, come ha fatto un presbitero, uno dei "dodici" cefa del Cammino, vicinissimo a Kiko.
Ne fanno una questione di obbedienza al dettato divino, e questo è l'aspetto più abominevole del loro comportamento: persino i Testimoni di Geova sono più corretti di loro.

Nella Lettera al Popolo di Dio del 20 agosto 2018, Papa Francesco implorava:

Clericalismo in salsa neocat

«È impossibile immaginare una conversione dell’agire ecclesiale senza la partecipazione attiva di tutte le componenti del Popolo di Dio.
Di più: ogni volta che abbiamo cercato di soppiantare, mettere a tacere, ignorare, ridurre a piccole élites il Popolo di Dio abbiamo costruito comunità, programmi, scelte teologiche, spiritualità e strutture senza radici, senza memoria, senza volto, senza corpo, in definitiva senza vita. 
Ciò si manifesta con chiarezza in un modo anomalo di intendere l’autorità nella Chiesa – molto comune in numerose comunità nelle quali si sono verificati comportamenti di abuso sessuale, di potere e di coscienza – quale è il clericalismo, quell’atteggiamento che «non solo annulla la personalità dei cristiani, ma tende anche a sminuire e a sottovalutare la grazia battesimale che lo Spirito Santo ha posto nel cuore della nostra gente». Il clericalismo, favorito sia dagli stessi sacerdoti sia dai laici, genera una scissione nel corpo ecclesiale che fomenta e aiuta a perpetuare molti dei mali che oggi denunciamo. Dire no all’abuso significa dire con forza no a qualsiasi forma di clericalismo.(...)
Pertanto, l’unico modo che abbiamo per rispondere a questo male che si è preso tante vite è viverlo come un compito che ci coinvolge e ci riguarda tutti come Popolo di Dio.»

Evidentemente, il Cammino Neocatecumenale, affetto da un clericalismo bieco e senza ritorno, non vuol far parte del Popolo di Dio ma vuole continuare a prendersi per sè tutte le vite che gli si sono, troppo ingenuamente, affidate.

mercoledì 9 ottobre 2019

A.A.A. Avviso neocatecumenale: fate attenzione che l'"Inizio Corso 2019" non sia messo in internet.

Venerdì 27 Settembre 2019 (nel testo "ufficialmente bozze non corrette" è da pag.1 a pag.14):
Kiko: "Alcune notizie che vi voglio raccontare". (Questa la frase inaugurale dell'Inizio Corso 2019)
Kiko inaugura la Convivenza con la prima clamorosa menzogna: dice che sarebbe stato il Papa a voler aprire il Seminario a Macao.


Seconda menzogna: il Papa sarebbe contento del Cammino, soprattutto perché evangelizza senza fare proselitismo.
E poi, prima delle presentazioni, la solita indebita ostentazione (terza menzogna): Il Signore ci convoca.
[Kiko fa tutto lui, ut semper.]

E questo solo per cominciare!

"Avviso inutile"

Si riporta la presentazione del primo responsabile Giampiero Donnini, che dà un'immagine del Cammino a Roma tutta idealizzata: parrocchie rinnovate, frutti di qua e frutti di là.

Kiko continua sulla stessa linea, come se il Cammino avesse tenuto fede a tutte le sue promesse: abbiamo 21.000 comunità nel mondo, piene di fratelli, di famiglie, di frutti, piene piene… di tutto! E ancora rimarca: il Papa è contentissimo! Insomma lì dentro, nel Cammino, è tutto meraviglioso, come tanti di noi abbiamo ben conosciuto!

E poi… il mondo fuori: distruzione, odio, rancore e noi… strappati dal mondo, portati nel Suo Regno dove Lui è presente (Kiko parla a nome del Signore, ma è sempre lui che fa tutto) e ci porta in questa convivenza per consolarci.
Ecco gli uomini nuovi sulla terra: i neocatecumeni-amati da Dio, tutti allegria, pace, gioia di annunciare il Vangelo. Come no!

Ma il seguente pezzo di "catechesi" di Kiko devo proprio trascriverlo per intero, pur provando grande vergogna per il modo irriverente con cui osa parlare di Nostro Signore:
"Cristo, in questa missione che ci dona, ha bisogno di massaggiarci. Questa convivenza è per massaggiarci, il Signore ci dice: coraggio, va benissimo!
Conoscete la barzelletta del pugile? In un combattimento il pugile prende botte e il suo allenatore gli dice: niente, quello non ti ha neppure toccato! Riprende il combattimento e prende un sacco di pugni; va all'angolo e l'allenatore gli dice: niente, quello non ti ha neppure toccato! Il pugile gli risponde: se quello non mi ha toccato tu controlla bene, perché qualcuno mi sta gonfiando di botte! Così siamo noi. In battaglia siamo contenti." 
Lo rimetto a voi e non lo commento. Dico solo che è chiaro chi è raffigurato nel "pugile menato" (il fedele camminante/obbediente/principiante allo sbaraglio) e chi nell'«allenatore bastardo» ingannatore (il catechista/obbedisci a me).

(Continuiamo con la citazione dal sacro mamotreto dell'Inizio Corso 2019):
"Il Signore è contento di questo esercito che è qua, annunciatori del suo amore. Per questo è contento di mostrarvi adesso il suo amore e rendere testimonianza con il suo spirito al nostro spirito la sua tenerezza, il suo amore, la sua bontà, ci sta dando la vita, non siamo malati, all'ospedale; non siamo pieni di nemici che ci odiano, con rotture con la nostra famiglia per l'eredità, per il denaro, come spesso capita nel mondo. No, noi siamo con il Signore nel suo Regno, sperimentando la sua tenerezza, la sua bontà, il suo amore.
Kiko, unico Re del suo Regno,
col suo Consigliere Fraudolento

Celebrazione Penitenziale dopo la Scrutatio - tanto malamente introdotta - del seguente versetto della scrittura:
Ebr.12, 28
"Poiché noi riceviamo in eredità un regno incrollabile, conserviamo questa grazia e per suo mezzo
rendiamo un culto gradito a Dio, con riverenza e timore; perché il nostro Dio è un fuoco divoratore."
Ascensión legge Carmen sul trito e ritrito "rahamim”.
Padre Mario, quasi chiedendo scusa a tutti di esistere ancora, fa la sua omelia/«ancheiocisono»…


La giornata finisce in gloria con la proiezione del video della Convivenza dei Vescovi alla Domus (aprile 2018) e contestuale annuncio della nuova Convivenza 2020 e Kiko, prima di dare appuntamento per la mattina dopo, conclude:
"Allora invitate i Vescovi alla prossima convivenza sul Monte delle Beatitudini nel tempo pasquale, perché cambia la loro vita. Questo è importantissimo".Domani mattina ci troviamo qui alle 10.
Buona cena e buonanotte."
Chiaro?

INVITATE I VESCOVI…
PERCHÉ CAMBIA LA LORO VITA
PERCHÉ CAMBIA LA LORO VITA…
PERCHÉ CAMBIA LA LORO VITA……

(domandina piccola piccola: ma la testa - se non il cuore - a Kiko chi la cambia?)

Va bene, mi fermo qua, tanto avete il [link] al documento completo al documento completo. Solo per chi ha uno stomaco d'acciaio, poiché questa Convivenza Inizio Corso è una Summa del peggio del peggio.
Più scavi e più trovi.
Non vogliamo tardare oltre a mettere il tutto a vostra disposizione.

Basta e avanza, come antipasto, questo breve excursus.

Le menzogne con cui Kiko inaugura il Nuovo Anno Sociale si moltiplicheranno fino alla fine.
Menzogne e contestuale sapiente occultamento di tutte le novità vere - e sono tante - a lui scomode o indigeste e che non ci attardiamo ad elencare ancora.

A chi si cimenterà a spulciare il testo, auguriamo una buona lettura in disobbedienza a Kiko. (Egli non vuole, nel modo più assoluto, che il suo verbo sia diffuso su internet).

Ricordate e imprimete bene nella vostra mente: codesto profeta non va letto, ma ascoltato! (e noi aggiungiamo: nel suo contesto!)

E fu sera e fu mattina, primo giorno!


lunedì 7 ottobre 2019

I neocatecumenali sulla via del tramonto, col contributo del papa

"Comunicato del Cammino: il Papa ci loda!"
Invitiamo alla lettura di un recente articolo di Sandro Magister, di cui presentiamo a margine alcune nostre considerazioni.




I neocatecumenali sulla via del tramonto, col contributo del papa

Venerdì 20 settembre papa Francesco ha ricevuto in udienza il fondatore del Cammino neocatecumenale Francisco “Kiko” Argüello, accompagnato dai suoi due luogotenenti María Ascensión Romero e padre Mario Pezzi. Nell’occasione, Kiko ha offerto al papa un suo disegno con l’effigie di san Francesco Saverio, gesuita e grande missionario dell’Asia.

Il dono non era casuale. Un’insigne reliquia di san Francesco Saverio si conserva a Macao, sulla costa della Cina, dove la congregazione vaticana “de Propaganda Fide” ha aperto il 29 luglio l’ultimo dei seminari “Redemptoris Mater” per la formazione di sacerdoti appartenenti al Cammino, ormai più di cento e disseminati in tutto il mondo. Mercoledì 18 settembre, al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro, il papa ha anche salutato i formatori e gli alunni di questo nuovo seminario, prima della loro partenza per Macao. E avrebbe poi detto a Kiko, stando a un comunicato del Cammino: “Sono contento perché voi realizzate la cosa più importante della Chiesa, che è evangelizzare, e lo fate senza proselitismo ma mediante la testimonianza”. [ndr: vedi link [qui] e vedi vignetta sopra]

Non tutto, però, è così trionfale, per Kiko e per il movimento da lui creato. Le fortune di entrambi hanno toccato lo zenit durante il pontificato di Giovanni Paolo II, abbagliato dalla loro intransigenza nel campo della morale coniugale, con il no assoluto ai contraccettivi e con famiglie ultraprolifiche. Ma prima con Benedetto XVI e poi anche con Francesco i rimproveri al Cammino si sono moltiplicati. E oggi, in questa fine di settembre, esce un libro che addirittura lo accusa di sostenere vere e proprie eresie:


Il sacerdote autore del libro è anche il direttore di un blog attentissimo all’ortodossia dottrinale. E individua i due errori capitali del Cammino in una “concezione ereticale del sacro mistero eucaristico” – con la messa fatta somigliare “in parte a una pasqua ebraica e in parte a un banchetto calvinista” – e in una “confusione sulle diverse forme di sacerdozio”, quella comune a tutti i battezzati e quella propria di chi ha ricevuto gli ordini sacri, con i catechisti laici, a cominciare da Kiko, che si arrogano i compiti dei sacerdoti e comandano su tutto.

In effetti, pur senza mai arrivare a imputazioni di eresia, la dottrina e la prassi del Cammino ha sollevato negli scorsi decenni severe critiche da parte delle autorità vaticane, sia dalla congregazione per la dottrina della fede, che già con Joseph Ratzinger prefetto aveva scrutinato e obbligato a correggere i quindici volumi di trascrizioni delle catechesi orali impartite agli adepti da Kiko e dalla cofondatrice María del Carmen Hernández Barrera (1930-2016), sia dalla congregazione per il culto divino, che più volte ha richiamato le comunità neocatecumenali alla fedele osservanza del rito romano nella celebrazione della messa.

A questi richiami, i vertici del Cammino si sono sempre dichiarati ubbidienti a parole, disubbidendo però nei fatti, cioè continuando a porte chiuse a celebrare le loro messe bizzarre e a tenere le loro astruse catechesi, mentre in pubblico facevano mostra di sé riempiendo le piazze dei “Family Day”, convergendo in massa nelle città sedi delle giornate mondiali della gioventù, inviando famiglie in missione in terre lontane, oltre che moltiplicando i loro seminari “Redemptoris Mater”.

Tutto ciò ha garantito loro qualche successo, ma ha anche suscitato aspre reazioni, specie da parte di vescovi sia conservatori che progressisti – come il cardinale Carlo Maria Martini (1927-2012) che non li volle mai nella sua diocesi di Milano –, i quali non tollerano che i neocatecumenali penetrino in diocesi e  parrocchie seminando divisioni e facendo proseliti non alla Chiesa ma alla loro specifica setta.

Nel 2010 addirittura un’intera conferenza episcopale, quella del Giappone, li mise al bando dal loro Paese e chiuse il loro seminario. E ha continuato a sbarrare loro la strada anche dopo che nell’agosto del 2018 essi tornarono alla carica con l’ausilio del cardinale Fernando Filoni, prefetto di “Propaganda Fide” e loro fervente sostenitore, che annunciò di voler riaprire nella diocesi di Tokyo un seminario “Redemptoris Mater”, questa volta sotto la diretta giurisdizione della sua congregazione vaticana. Fallito questo secondo assalto all’Estremo Oriente, Kiko e Filoni ci riprovano oggi con l’avvenuta erezione del seminario di Macao.

Un altro rovescio l’hanno però subìto, intanto, nell’Oceano Pacifico. Lì l’arcivescovo di Guam, Anthony Apuron, fiancheggiatore del Cammino neocatecumenale, lo scorso 7 febbraio è stato colpito da una condanna canonica definitiva per abusi sessuali, in capo a un’accurata indagine condotta in prima istanza dal cardinale Raymond L. Burke e in seconda istanza personalmente da papa Francesco. Non sorprende che Kiko abbia sostenuto fino all’ultimo l’innocenza di Apuron, ma con la rimozione del vescovo, a Guam è stato chiuso anche il seminario “Redemptoris Mater” ed è quasi sparita la presenza dei neocatecumenali.

Con l’avvento di Bergoglio al pontificato, Kiko aveva calcolato di avere il campo più libero che con il predecessore Benedetto XVI, vista l’indifferenza dell’attuale papa per le deviazioni dottrinali e liturgiche del Cammino.

Ma Francesco è allergico anche ai presunti meriti acquisiti dai neocatecumenali con la loro intransigente condanna dei contraccettivi. Tanto allergico da riservare proprio a loro – a giudizio di molti – la sferzante battuta sull’aereo di ritorno dalle Filippine: “Alcuni credono che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli. No. Paternità responsabile”.

Al primo dei due sinodi sulla famiglia Bergoglio non ha invitato nessun membro del Cammino, nemmeno come uditore, a dispetto della loro ostentata specializzazione in materia. E anche l’enciclica ecologista “Laudato si’”, con i malthusiani Ban Ki-Moon e Jeffrey Sachs sempre più di casa in Vaticano e ora anche invitati dal papa all’imminente sinodo sull’Amazzonia, ha messo nell’angolo gli ultraprolifici neocatecumenali.

Un’altra cosa che a Francesco non va è la confusione tra “foro interno” e “foro esterno”. “È il peccato in cui molti gruppi religiosi cadono oggi”, ha detto lo scorso 5 settembre in Mozambico, incontrando i gesuiti del luogo. Ma è proprio questo che fanno i neocatecumenali con i loro cosiddetti “scrutini”, che sono di fatto “confessioni pubbliche che scarnificano le coscienze con domande che nessun confessore oserebbe mai rivolgere”, come li definì un arcivescovo molto critico del Cammino, quello di Catania Luigi Bommarito (1926-2019).
Inoltre, al pauperista Bergoglio proprio non piacciono le ingenti spese che il Cammino fa per ingraziarsi i vescovi di tutto il mondo, ad esempio regalando a centinaia di loro viaggi promozionali in Israele, culminanti nella visita della spettacolare cittadella neocatecumenale di nome “Domus Galilaeae”, con magnifica vista sul lago di Tiberiade. Anche a questo il papa può aver alluso, quando il 5 maggio 2018, sulla spianata di Tor Vergata, ha detto ai neocatecumenali che festeggiavano i 50 anni del Cammino: “Gesù non autorizza trasferte ridotte o viaggi rimborsati. Dice a tutti i suoi discepoli una parola sola: Andate!”.

Ma soprattutto c’è l’avversione di Francesco – fatta salva la prediletta Comunità di Sant'Egidio – per i movimenti cattolici di qualsiasi tipo, per quei movimenti in auge nella seconda metà del Novecento e che suscitavano tanto entusiasmo in Giovanni Paolo II, ma che oggi, indipendentemente dal favore o disfavore dei papi, sono ovunque in declino, qua e là rovinoso.

Il Cammino neocatecumenale è uno di questi. Se soltanto riuscisse a trasmettere il suo “credo” alla figliolanza delle sue prolifiche coppie, e poi ai figli dei figli, la sua crescita numerica sarebbe esponenziale. Ma non è così. Nemmeno in famiglia funziona più.
* I link a tutti gli articoli pubblicati sull’argomento in www.chiesa e Settimo Cielo, a partire dal 1996:
> Focus sui movimenti cattolici. Il Cammino neocatecumenale




  • Nostre considerazioni a margine:

Spesso capita che qualche autore cattolico (per esempio qui) resti scandalizzato da un'affermazione del Papa, tipo: “Signora, evangelizzazione sì, proselitismo no”, senza sapere che riguardava proselitismo neocatekiko. Nel caso citato, i due presunti "convertiti" non sono cristiani, ma kikiani. Ubbidiscono non al Papa ma a Kiko. Seguiranno Kiko e solo Kiko, anche nello scisma e nell'eresia. Hanno aderito non alla Chiesa Cattolica ma al Cammino Neocatecumenale. Nostro Signore scruta i cuori e sa quanto c'è di ingenua ignoranza e quanto c'è di marcio, ma intanto quei due poveracci si credono cattolici (e vengono vantati come tali, come trofei di cui vantarsi davanti al Papa) e invece hanno abbracciato l'eresia (immaginate le loro facce qualora scoprissero che nell'unica vera Chiesa non ci sono né Decime né Scrutini né Convivenze Obbligatorie né Giri d'Esperienze né Mega-Catechistoni...), poiché sono stati "evangelizzati" dal kikismo-carmenismo. Papa Francesco sarà anche criticabile su diversi aspetti, ma stavolta aveva centrato perfettamente il bersaglio: evangelizzazione sì [nel senso cattolico del termine], proselitismo no [proselitismo nel senso di reclutarsi adepti, anche con l'inganno: l'inganno di presentarsi come cattolici pur avendo stravolto dottrina e liturgia].

Come in ogni setta, anche nel Cammino vige la legge non scritta secondo cui mentire e ingannare sono azioni santissime, se compiute a favore del Cammino. La vignetta riportata in cima a questa pagina non è per niente ironica: per Kiko - e dunque per tutti i neocatecumenali - è sempre stato necessario distorcere le parole del Papa per renderle favorevoli al Cammino.

Infine: come mai Magister parla di QUINDICI volumi del Direttorio Catechetico Neocatecumenale e non più "quattordici" volumi? Ce lo chiediamo perché già era strana la situazione riguardo al quattordicesimo volume fantasma...

sabato 5 ottobre 2019

SACRILEGI, IPOCRISIE, SBERLEFFI (4° parte): LE COMUNITÀ VISTE DAI GIOVANI NEOCATECUMENALI

Concludiamo con questa quarta parte della nostra passeggiata tra i social dei giovani del Cammino per poterne confermare le REALTÀ che esaminano, insieme alle immagini e ai commenti che "ironicamente" forniscono. (clicca [qui] per la terza parte, clicca [qui] per la seconda parte, clicca [qui] per la prima parte)

"Arlecchino si confessò burlando" dice un vecchio adagio. Non è che siccome l'impronta è giocosa ed ironica, le REALTÀ non siano quelle prese in considerazione. Purtroppo quelle realtà oggetto di "ironia" sono proprio tutte vere.

Sono FATTI e situazioni che tutti noi ex camminanti abbiamo visto e vissuto e molti, probabilmente proprio per esse si sono poi allontanati dallo show.

Questa ricerca l'ho fatta anche in onore dei miei figli, che avendo genitori ingenui, hanno ereditato la nostra ingenuità e per questo all'interno del Cammino sono sempre stati presi in giro, derisi, umiliati ed emarginati.
Un tempo dicevamo loro di "amare il nemico", oggi cerco con tutte le mie forze di aprire loro gli occhi.

ANNUNCI E PREPARAZIONI



Annucio de merda io ce l'ho domani e ci sta e harry potter porca trota

parliamone… Io non sono psicologicamente pronta

Per me doppia mazzata .. annuncio + annuncio del secondo scrutinio .. ahia ahia 😱

Stasera la mia comunità quasi sveniva 😰😰😰🥳🥳🥳🥳🤩🤩🤩🤩

Penso che dopo sette anni di esperienza nel cammino posso solo dire che il Cammino Neocatecumenale è solo una stupida setta mondiale, creata ad octa dalla massoneria spagnola e accettata dalla chiesa di Roma e mi meraviglio che tre Papi degni di nota è grandi menti abbiano approvato tale movimento. Poi il suo fondatore un eretico da quattro soldi e per me assolutamente pericoloso per la chiesa odierna. Kiko è solo un ridicolo…



Ahahah 😂 esattamente la stessa faccia ho fatto, quando il responsabile ha riferito, che martedì annuncio, giovedì eucarestia per l'Immacolata, sabato eucarestia normale e giovedì convivenza 😲😱

E giusto che sia così la parola non si perde mai per un vero catecumeno
[ndr. non si perde la parola, ma si parla ben di 2 Eucarestie. Per i neocatecumenali ignoranti tutto è "parola"]



CONVIVENZE E PASSAGGI


Io faccio così per le celebrazioni…Tizio: "ei, ci sei il sabato sera?" Io: "Ei, no scusa sto con il gruppo mio"..

Quella de tre giorni? che me nvento?

piccola gita familiare haha

che sei morto e resuscitato dopo 3 giorni

In teoria non stai mentendo, stai pranzando con i tuoi fratelli

gita in famiglia andate a trovare qualche parente malato( a me funziona sempre) io ho detto così a la convivenza di inizio corso



O quando il tuo passaggio viene rimandato per 4 volte e tu per 4 volte devi annunciare ai fratelli il cambio di data. Storia vera 😢

Non dirlo a me che questa settimana farò il secondo passaggio

sarà un memoriale!!!

Ma vogliamo parlare di quando ti dicono che tocca a te ammonire a pasqua

Quando devi preparare la messa durante l’estate e sei contento perché tanto sono tutti in vacanza, ma poi arrivano i ragazzi che fanno l’esperienza in seminario 🤦🏽 ‍ ♀ ️



allora noi che l'abbiamo fatto due volte??

io lo sto per rifare per la 4 volta

AHAHAHAHAHAH … siate vigiliiiiii

Uscite finché siete in tempo. se ci penso adesso a cosa ho rischiato al lavaggio del cervello che ti fanno specialmente le coppie sposate con 50 figli [ndr: è una figlia del Cammino]
tu sei stata?io purtroppo si

dalla nascita a 19 anni … Ho un cervello non me lo faccio lavare da nessuno [ndr: figlia del Cammino]

Proprio vero scappate

Woo ma sti spoiler…



E chi è appena tornato dallo Schemah??? Io, che sono un poraccio

NO VABBEE RAGA MA L'OBBEDIENZA AI CATECHISTI DOVEEE

mai
[ndr. notare com'è scritto Shemà. Fanno un passaggio e non sanno nemmeno di che si tratta…]




aiuto

ANSIA

😂😂😂 mi sento male

ahahahahahah la cosa sta sfuggendo di mano

azze

è l'ansia pura!!!

AHAHAHHAHA ANSIA


No comment (si commenta da sola…)

[ndr. vi assicuro che questa è la sacrosanta verità]



Perché non si è puntuali e non ce lo spirito di attenzione. 😁🙄😏
[ndr. ah, ecco perché…]

noi aspettiamo da un anno

Dopo anni iniziano a scendere le prime madonne
[ndr. aspetta aspetta invano…]



Ne ho 7 cazzo

ti capiscoo

Il problema sorge quando cominciano a fare domande sempre più specifiche, tipo:" ah e quanti anni hanno?"

E poi ti chiede anche i nomi per vedere se soffri di Alzheimer e tu glieli sputi in faccia tutti e 100 con date di nascita pure dei tuoi bisnonni.

[ndr. per alcuni è un vanto, significa che la propria famiglia gode di buon credito, per altri è una vergogna. Dov'ero io c'erano ambedue le tipologie]



PECCATO

Commenti:

Porca vacca.. è vero 😱 stava disegnando la scaletta dei vari passaggi 🤣
[ndr. sì, perché Gesù era neocatecumenale…]

Stava scrivendo tutti i peccati di quelli che volevano scagliare la pietra sulla donna, indicando non solo che loro stessi peccavano, ma che lui scriveva i loro peccati sulla sabbia come segno che potevano facilmente essere dimenticati da lui, come appunto una scritta sulla sabbia 🤓
[ndr. il perfettino neocat. che ha capito che Gesù "dimentica" i peccati]



FINE DEL CAMMINO

Nessun commento
(parla da sola…)

Mi pare che questo argomento fosse oggetto di uno dei nostri ultimi articoli.
Ci sbagliavamo?


Finiamo qui con i memes. Pronostico due alternative se si accorgono di questi articoli, come probabile:

  1. Chiusura dei siti/interruzione delle pubblicazioni,
  2. oppure memes tutti ispirati e santi.
  • Pronostico anche una bella strigliata da parte dei catechisti, ma questo non lo verremo mai a sapere…