Già molte altre volte abbiamo parlato del “superpotere” alla Marvel che investe i catechisti neocatecumenali immediatamente già all’atto della loro nomina e che poi esplica il suo massimo effetto nell’esercizio delle loro funzioni.
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Questa è un’altra dribblata tra le tante: la “norma” ufficiale dice una cosa e nella pratica se ne fa un’altra, col risultato di avere tra le fila “catechisti” mestieranti alla buona, per lo più.
Una volta acquisito il SUPERPOTERE, che consisterebbe nell’automatica discesa di quello che loro chiamano “spirito santo” (ho scritto con la minuscola perché sono soltanto loro che lo chiamano così, come potrebbero chiamarlo “Karma”, fa uguale, non trattandosi del vero Spirito Santo, terza persona della SS. Trinità), il catechista laico neocatecumenale diviene l’unico ed insostituibile riferimento degli adepti della setta, che DEVONO sempre e comunque OBBEDIRGLI, ANCHE SE NON CAPISCONO.
Comprenderebbe anche un bambino che, non essendoci alcuna investitura ministeriale sacramentale come invece avviene per i preti, l’affermazione dell’automatismo della discesa dello “spirito santo” su un laico qualsiasi, non può dare ALCUNA GARANZIA né quanto al discernimento, né quanto all’”illuminazione”.
Sono stata catechista del Cammino per 25 anni e posso affermare senza tema di smentita che io e mio marito per primi, pur avendo operato in rettitudine di cuore, e tutti gli altri al seguito, non mostravamo alcun segno particolare di un’elezione specifica, di una illuminazione superiore, ma ci limitavamo a ripetere a pappagallo i mamotreti kikiani, salvo poi sentirsi abilitati a penetrare nelle vite dei catecumeni in virtù del “ministero” (così viene impropriamente chiamato), che il catechista esercita.
Faccio salve le persone che vivono in rettitudine e buona fede, perché ce ne sono alcune, ma nel descrivere la struttura piramidale neocatecumenale bisogna prendere in considerazione il fondamento dell’intera dinamica. Quello è totalmente IMPROPONIBILE.
Detto questo, chiarito che la discesa dello Spirito Santo sul catechista laico neocatecumenale NON PUÒ CONSIDERARSI AUTOMATICA, non derivando da alcun particolare sacramento di investitura, vediamo cosa si dice dei catechisti nella Convivenza di Inizio Corso 2019 dello scorso fine settembre, incredibilmente proprio da parte di un ministro ordinato.
Don Mario Pezzi ha affermato:
“Perché questo itinerario di iniziazione cristiana sia efficace, È IMPORTANTE LA CONVINZIONE DELLA PRESENZA DELLO SPIRITO SANTO CHE HA INVIATO I CATECHISTI per annunciarci la buona notizia ed iniziare un cammino di conversione e che CONTINUA AD ACCOMPAGNARLI DURANTE TUTTO IL PERCORSO ATTRAVERSO LE VARIE TAPPE che marcano la crescita dell’uomo nuovo in noi.
…SENZA QUESTA FIDUCIA NELLO SPIRITO SANTO CHE ACCOMPAGNA I CATECHISTI, e SENZA OBBEDIENZA AI CATECHISTI il cammino di crescita nella fede rimane solo apparente ma non tocca realmente la nostra vita.”
(Quindi, non solo i catechisti laici “sono inviati dalla presenza dello spirito santo”, ma addirittura questo spirito “continua ad accompagnarli durante tutto il percorso! Peggio ancora quando dice che la crescita nella fede dipende dalla fiducia che uno ha "nello spirito santo che accompagna i catechisti, ai quali si deve obbedienza". Il Cammino Neocatecumenale ha introdotto la novità che per ottenere la fede si deve credere a dei laici qualsiasi, che la Chiesa non è in grado di controllare, perché proprio non li conosce personalmente, tranne la "chiesa neocatecumenale").
Poi don Pezzi prosegue con la solita velata minaccia:
“…l’esperienza di questi cinquant’anni dimostra che sono CADUTI magari lasciando moglie e figli o il marito e figli, oppure il loro zelo si è andato spegnendo e hanno lasciato la comunità.
(Visto? Lo dice Pezzi: dopo il matrimonio spirituale, persone che in 30/40 anni di cammino avrebbero dovuto almeno un po’ respirare un’aria di conversione, lasciano invece moglie, marito e figli. Noi che invece abbiamo perso lo “zelo”, lasciamo la comunità…). Ed ancora:
Per questo dopo questa visita ultima alla Domus, IL SIGNORE MI HA ISPIRATO E MI HA DETTO di far risuonare un allarme ai Genitori, ai Catechisti, ai Confessori ed anche ai ragazzi e ai bambini per metterli al corrente del pericolo che stanno correndo.
(Frase tipica di ogni detentore di superpotere neocatecumenale, il “filo diretto col Signore”, come a telefono: “Il Signore MI HA ISPIRATO”, ma non solo, nell’ispirazione: “MI HA DETTO”. Dire semplicemente. “Ho pensato”, oppure “ho avuto un’idea…”, per un neocatecumenale è impensabile).
Ed ancora:
| "La confessione", di G.Molteni. Sarebbe meglio che questo parroco indirizzasse la penitente a parlarne col "catechista" laico? |
“VORREI RICHIAMARE L’ATTENZIONE AI CONFESSORI, CHE PER IGNORANZA non danno alcuna importanza alla pornografia, non si rendono conto che non basta la assoluzione di un peccato, e poi di un'altra caduta dopo poco tempo. È BENE CHE I CONFESSORI INVITINO QUESTI FRATELLI AD APRIRSI AI PROPRI CATECHISTI che li possono aiutare, e in caso di necessità dirigere a un gruppo di recupero.
Quindi accenna ad un CATECHISTA col VIZIO GRAVE DELLA PORNOGRAFIA, che dovette chiedere lui stesso un tempo di pausa per potersi curare:
“PER LA VERGOGNA DI PERDERE LA FACCIA E L’ONORE, DI ESSERE CONSIDERATO COME UN POVERACCIO, DI CUI NON FIDARSI.”
(Costui, davanti al sacerdote in confessionale, temeva di "perdere la faccia e l'onore…", mentre davanti ai catechisti non aveva di questi timori. È chiaro che è tutto ribaltato? Il confessore inoltre è vincolato dal segreto confessionale, i catechisti no, per cui è anche più pericoloso "confessarsi" con loro).
«E Kiko commentava: COLUI CHE TI PUÒ TIRAR FUORI DAL POZZO È IL TUO CATECHISTA CHE DIO TI HA DATO - NON IL CONFESSORE… La corda che ti butta per salvarti si chiama “OBBEDIENZA”, se ubbidisci [al catechista] uscirai dal pozzo»
"1°. "base della loro formazione è la partecipazione al Neocatecumenato, che garantisce la loro graduale maturazione nella fede e nella testimonianza, con il corrispondente approfondimento biblico, patristico e teologico, con particolare riferimento ai documenti del Magistero della Chiesa"; (mai visto nessuno, in 35, approfondire alcunché, se non quello che si può trovare scritto nel "Dizionario di teologia biblica" Leon Dufour, il proto vangelo dei neocatecumenali);All'art. 28 dello stesso Titolo, la punto 3°, si dice:
2°. "si preparano a trasmettere la parola come a loro volta l’hanno ricevuta e vissuta: fanno pratica accompagnando più volte i propri catechisti nelle catechesi iniziali e nei diversi passaggi del Neocatecumenato"; (che in pratica vuol dire ripetere a pappagallo i mamotreti kikiani e andare ad imparare da altri catechisti neocatecumenali, che a loro volta ripetono a pappagallo i mamotreti Kikiani);3°."completano la loro formazione partecipando ad apposite convivenze e incontri per catechisti, indetti dall’Équipe Responsabile internazionale del Cammino o dall’Équipe da essa delegata, in cui si trattano temi fondamentali del Magistero della Chiesa"; (il che equivale a quanto detto nel punto precedente: imparano sempre la "verbo" kikiano" che interpreta "neocatecumenalmente" le cose, vedesi, per es. l'"Umanae Vitae", per dire una cosa conosciuta a tutti);
4°. "assistono agli incontri del Centro neocatecumenale diocesano, di cui all’articolo seguente, per la formazione dei catechisti"; (fosse vero, ma non lo è, sarebbe sempre farina del sacco neocatecumenale);
5°. "infine, preparano ogni catechesi e passaggio del Neocatecumenato, per quanto possibile insieme al presbitero, leggendo in ambiente di preghiera i brani corrispondenti della Sacra Scrittura, del Catechismo della Chiesa Cattolica e degli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti, che ravvivano in loro la «parola di salvezza» (At 13,26) che essi stessi hanno ricevuto oralmente dai propri catechisti". (gli Orientamenti si leggono di certo, sono le catechesi kikiane. Il catechismo no, se non per puro rimando).
"svolgono un importante compito di discernimento circa l’idoneità dei singoli neocatecumeni e delle rispettive comunità per quanto riguarda il passaggio alle tappe successive dell’itinerario del Cammino"; (ma se il discernimento non ce l'hanno, perché non hanno lo Spirito Santo, quali danni può fare questo "importantissimo compito?" Ho visto nella mia parrocchia la distruzione totale, ad opera del "discernimento" di questi LAICI).Invece al punto 4° si stabilisce:
"durante gli scrutini di passaggio da loro guidati devono mantenere il massimo rispetto per gli aspetti morali della vita intima dei neocatecumeni che rientrano nel foro interno della persona". (essendo per lo più mestieranti alla buona e quindi non sapendo spesso identificare il foro interno da quello esterno, invadono pesantemente in pubblico il privato intimo delle persone, facendo domande che nemmeno i preti in confessionale farebbero, quali se uno tradisce il coniuge, se ha avuto rapporti prematrimoniali, se si masturba, se dà i soldi "obbligatori" della decima, quali problemi ha con i familiari…)In ultimo, all'art. 31, stesso Titolo, a proposito del Centro (Diocesano) Neocatecumenale si afferma: "Scopo del centro è contribuire alla formazione dei catechisti, assegnare le nuove catechesi, coordinare i diversi passaggi, sostenere le équipes di catechisti nelle varie difficoltà dell’evangelizzazione e presentare al Vescovo, o a un suo delegato, i responsabili delle nuove comunità." (mai visto "contribuire alla formazione dei catechisti", non saprei nemmeno come. La "presentazione dei responsabili delle nuove comunità", non c'è proprio).

Come si può ben notare, la formazione extra Cammino Neocatecumenale è già dichiarata scarna e minimale. In realtà non si fa nemmeno quella.
Come non vedere l’usurpazione laica delle tipiche funzioni di direzione spirituale e quant’altro, proprie dei ministri in sacris?
Qui non si tratta di un semplice malinteso, un qui pro quo di poco conto.
Qui si ribaltano TOTALMENTE i principi fondanti della Chiesa cattolica, così come Gesù l’ha voluta. E questo è il perno centrale della loro dottrina: senza OBBEDIENZA CIECA AI CATECHISTI LAICI, non si può nemmeno ipotizzare il Cammino Neocatecumenale.
Qui si ribaltano TOTALMENTE i principi fondanti della Chiesa cattolica, così come Gesù l’ha voluta. E questo è il perno centrale della loro dottrina: senza OBBEDIENZA CIECA AI CATECHISTI LAICI, non si può nemmeno ipotizzare il Cammino Neocatecumenale.
Fidarsi dell'illuminazione dei catechisti laici neocatecumenali?
MAI!
MAI!

































