domenica 29 giugno 2008

La funzione dei sacerdoti nella Chiesa

Mi sembra sia arrivato il momento di riprendere il nostro confronto - dialogo...
Rimando chi volesse continuare a dare i suoi contributi sulla eucaristia e sulla Catechesi ti tornare sulle relative pagine, delle quali è in preparazione una sintesi.

Quanto alle questioni sul tappeto non risolte dal nuovo statuto, mi sembra che esso non abbia eliminato la preoccupazione maggiore che è per i Sacerdoti formati secondo l'iter del Cammino in Seminari che dovrebbero essere ricondotti sotto la diretta supervisione del Santo Padre, dai quali vengano tenute lontane ogni deriva modernista e ogni suggestione sincretista... Soprattutto sottraendo i sacerdoti stessi all'influenza davvero pesante di catechisti-ripetitori acritici degli insegnamenti dei fondatori e non veri 'formatori' e sottraendoli anche al martellamento psicologico delle convivenze periodiche, dalle quali ogni adepto torna regolarmente 'fuso' sulla base della visione antropologica, pseudo-teologica, con psicologismi e tecniche varie, sempre più affinate nel tempo, da parte sia degli iniziatori che dei responsabili...

Penso non sia inutile sottolineare che, se un carìsma è autentico, l'efficacia dei risultati non sta nelle 'tecniche' più o meno valide (anche quando sono lecite e accettabili secondo i criteri dati dalla dignità della persona), ma nell'Azione dello Spirito Santo...

Ricordiamo che il card Rylko, a voce, nella consegna degli statuti ricordava tre punti, uno dei quali era il rispetto del ruolo dei sacerdoti, ma il nuovo statuto sembra lasciare immutata la vecchia prassi...

Estratto da: CEI - Lettera ai Laici 27.3.2005

Il Signore Gesù è presente nella sua Chiesa, che ne è come il sacramento, segno visibile e rivelatore. In quanto tale – ci ricorda il Concilio Vaticano II – «la Chiesa prega e insieme lavora perché la pienezza del mondo intero sia trasformata in popolo di Dio, in corpo del Signore e in tempio dello Spirito Santo». Ci ricorda pertanto la prima lettera di Pietro: «Stringendovi a lui [il Signore], pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impegnati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo» (1Pt 2,4-5)
Per realizzare tale grandioso progetto, Cristo ha fatto del nuovo popolo di Dio “un regno di sacerdoti”: ha rivestito di “sacerdozio ministeriale” i pastori, ai quali ha affidato il compito di formare e dirigere tale popolo, e ha partecipato il “sacerdozio regale”, o comune, a tutti i battezzati, affinché esercitino il culto spirituale e operino per la salvezza degli uomini. «Sono elementi propri dell’originaria struttura inalienabile della Chiesa l’apostolo e la comunità dei fedeli, che si corrispondono tra loro in mutua connessione sotto il Cristo capo e l’influsso del suo Spirito».
Si può dire pertanto che il sacerdozio ordinato dei pastori è finalizzato a far emergere e rendere operante il sacerdozio regale di tutti i fedeli; e il sacerdozio regale dei fedeli sussiste ed è autentico in quanto è congiunto al sacerdozio gerarchico, la cui pienezza risiede nel Vescovo «dispensatore della grazia del supremo sacerdozio». «Mancando la presenza e l’azione di quel ministero che si riceve mediante l’imposizione delle mani e con la preghiera, la Chiesa non può avere la piena certezza della propria fedeltà e della propria continuità visibile».
La distinzione di grado e di funzione, quindi, non significa che nella Chiesa vi sia una zona riservata all’opera dei pastori e una riservata all’opera dei laici. L’azione pastorale è affidata alla Chiesa particolare; «ad essa, nella comunione dei suoi membri sotto la guida del Vescovo, è dato il mandato di annunciare il Vangelo», con compiti e responsabilità distinte e complementari per pastori e laici. Così pure l’azione pastorale nell’ambito secolare è altrettanto condivisa fra tutti i membri della Chiesa, anche se questa è ambito peculiare dei laici.

E, ancora, la visione delle Chiesa in questo estratto da: Giovanni Paolo II (Plenaria della Congregazione per il Clero, 15 ottobre 1998)

Il presbitero è anzitutto guida del popolo a lui affidato. La struttura della Chiesa trascende sia il modello democratico che quello autocratico, perché si fonda sull'invio del Figlio da parte del Padre e sul conferimento della missione attraverso il dono dello Spirito Santo ai Dodici e ai loro successori (cfr. Gv 20, 21). , questo l'insegnamento già presente in Presbyterorum Ordinis, là dove il Decreto conciliare tratta "dell'autorità con cui Cristo fa crescere, santifica e governa il suo popolo" (cfr. 2). E questa un'Autorità che non ha origine dal basso e che non può, quindi, essere autonomamente definita nella sua estensione ed esercizio da nessun consesso di base.
Il presbitero è, poi, in unione con il suo Vescovo maestro della Parola. Ne è maestro, essendone prima servo (cfr. PO 4). Tutti i fedeli, in forza dei sacramenti dell'iniziazione cristiana, sono chiamati ad evangelizzare, secondo il proprio stato di vita, ma il ministro ordinato compie tale missione con un’autorevolezza e una grazia che gli pervengono non dalla pur necessaria scienza e competenza, ma dall'ordinazione (cfr. PDV 35).
Il presbitero è, infine, ministro dei sacramenti. Infatti non si può dare autentica evangelizzazione che non tenda a sfociare nella celebrazione dei sacramenti. Non può, dunque, esserci evangelizzazione che non sia orientata verso tale celebrazione (cfr. PO 5).

Dal Discorso di Giovanni Paolo II ai Sacerdoti delle comunità neocatecumenali il 9.12.1985

Gli obiettivi che si propongono le vostre Comunità neocatecumenali corrispondono certamente ad uno degli interrogativi più angosciosi dei pastori di anime di oggi, specialmente nei grandi agglomerati urbani. Voi intendete raggiungere la massa di battezzati adulti, ma poco istruiti nella fede, per condurli, attraverso un cammino spirituale, a riscoprire le radici battesimali della loro esistenza cristiana e per renderli sempre più consapevoli dei loro doveri. In questo cammino l'opera dei sacerdoti rimane fondamentale. Di qui la necessità che sia ben chiara la posizione che a voi spetta come guide delle Comunità, affinché la vostra azione sia in sintonia con le reali esigenze della pastorale.
La prima esigenza che vi s'impone è di sapere mantener fede, all'interno delle Comunità, alla vostra identità sacerdotale. In virtù della sacra Ordinazione, voi siete stati segnati con uno speciale carattere che vi configura a Cristo Sacerdote, in modo da poter agire in suo nome (cfr. Presbyterorum Ordinis, 2). Il ministro sacro quindi dovrà essere accolto non solo come fratello che condivide il cammino della Comunità stessa, ma soprattutto come colui che, agendo "in persona Christi", porta in sé la responsabilità insostituibile di Maestro, Santificatore e Guida delle anime, responsabilità a cui non può in nessun modo rinunciare. I laici devono potere cogliere queste realtà dal comportamento responsabile che voi mantenete. Sarebbe un'illusione credere di servire il Vangelo, diluendo il vostro carisma in un falso senso di umiltà o in una malintesa manifestazione di fraternità. Ripeterò quanto già ebbi occasione di dire agli Assistenti Ecclesiastici delle Associazioni Internazionali Cattoliche: "Non lasciatevi ingannare! La Chiesa vi vuole sacerdoti, e i laici che incontrate vi vogliono sacerdoti e niente altro che sacerdoti. La confusione dei carismi impoverisce la Chiesa, non la arricchisce" (Discorso del 13 settembre 1979, n. 4: Insegnamenti 1112 (1979], p. 1391).

67 commenti:

Caterina63 ha detto...

Faccio una parentesi dedicata all'omelia del Papa all'apertura dell'Anno Paolino poichè ha parlato anche di Paolo quale SACERDOTE....^___^

...ieri, non essendo a Roma fisicamente, mi ci sono unita spiritualmente via web.....e devo dire che è stato veramente un momento di Grazia piena....
A parte tutta la coreografia Liturgica, direi fondamentale per poter entrare nel Mistero che li si svolgeva, e la stessa presenza del Patriarca Ecumenico S.B. Bartolomeo I mi hanno riempito il cuore di vera gioia e di grande speranza...
Il Coro impeccabile della Basilica ha creato la giusta attenzione ai Vespri che si sono celebrati...e così le parole del Santo Padre hanno risuonato in modo veramente singolare..."San Paolo, prega per noi!"

Una omelia incentrata sul come si soffre per amore dell'unità della Chiesa e per dire la Verità (V maiuscola!), queste parole il Papa ha ripetuto in diversi aspetti del suo discorso incentrato non semplicemente sulla biografia di un santo....quanto sulla sua vita che "non è una cosa del passato, ma ci interpella ancora oggi: COSA DICE A ME OGGI PAOLO?

Siamo quindi riuniti non per riflettere su una storia passata, irrevocabilmente superata. Paolo vuole parlare con noi – oggi. Per questo ho voluto indire questo speciale “Anno Paolino”: per ascoltarlo e per apprendere ora da lui, quale nostro maestro, «la fede e la verità», in cui sono radicate le ragioni dell’unità tra i discepoli di Cristo.


Stupendo!!!

Mi è venuto in mente, mentre ascoltavo, che san Domenico di Guzman soleva andare a predicare agli Albigesi con in mano le Lettere di san Paolo, Lettere ancora oggi conservate a Bologna nella Cella ove egli morì....
San Domenico aveva un amore ed una venerazione per san Paolo che fu questo a spingermi ad approfondirne il messaggio una ventina d'anni fa....
Le Lettere paoline sono di una ricchezza e di un valore inestimabile soprattutto per la forza con la quale si dichiara questa fede e la si propaga...anche a sprezzo della propria vita.....

E così ci ammonisce e ci porta a riflettere il Papa:

Con queste parole si rivolge a noi, in quest’ora, non soltanto Paolo, ma il Signore stesso: Come avete potuto lacerare il mio Corpo? Davanti al volto di Cristo, questa parola diventa al contempo una richiesta urgente: Riportaci insieme da tutte le divisioni. Fa’ che oggi diventi nuovamente realtà: C'è un solo pane, perciò noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo. Per Paolo la parola sulla Chiesa come Corpo di Cristo non è un qualsiasi paragone. Va ben oltre un paragone.

qui i testi integrali:
http://magisterobenedettoxvi.blogspot.com/2008/06/il-papa-apre-lanno-paolino-in-un-mondo.html

Fraternamente CaterinaLD

Caterina63 ha detto...

San Paolo aveva molta cura per la prassi della Chiesa tanto da ripetere più volte a Tito e a Timoteo di "attenersi SCRUPOLOSAMENTE" a quanto egli stesso insegnava....

Se applicassimo oggi questo monito paolino, nelle nostre Liturgie rispettando gli insegnamenti del Papa, ci risparmieremo molte inutili sofferenze....^__^

La funzione del Sacerdote E' UNICA, come UNICO è il Cristo e come UNICO è il mandato....senza il Sacerdote non avremo alcuna Liturgia, nè avremo l'Eucarestia...tanto meno la RICONCILIAZIONE....mentre infatti, per la Legge della Chiesa, il Battesimo può essere dato anche da chi sacerdote NON è, questi altri Sacramenti non possono essere delgati a nessuno...

Se ci soffermassimo alle parole di Gesù: "Chi non mangia la mia carne....non avrà la vita eterna..."(Gv.6) comprenderemo il valore e la potenzialità di questo ministero....

Dice san Paolo in due occasioni: LASCIATEVI RICONCILIARE CON CRISTO, EGLI HA AFFIDATO A NOI....IL MINISTERO DELLA RICONCILIAZIONE.....e in 1Cor.4 dice: " NOI SIAMO AMMINISTRATORI DEI MISTERI DI DIO".....

Il Sacerdote è dunque un AMMINISTRATORE di Misteri che NON possono essere nè modificati, nè equiparati....tanto meno modificati.....infatti lo dice il Papa nella Sacramentum Caritatis al n. 37 citando lo stesso Paolo ^__^, dice:

“ Poiché la liturgia eucaristica è essenzialmente actio Dei che ci coinvolge in Gesù per mezzo dello Spirito, il suo fondamento non è a disposizione del nostro arbitrio e non può subire il ricatto delle mode del momento. Anche qui vale l'irrefragabile affermazione di san Paolo: « Nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo » (1 Cor 3,11). È ancora l'Apostolo delle genti ad assicurarci che, in riferimento all'Eucaristia, egli non ci comunica una sua personale dottrina, ma quello che a sua volta ha ricevuto (cfr 1 Cor 11,23). La celebrazione dell'Eucaristia implica, infatti, la Tradizione viva. La Chiesa celebra il Sacrificio eucaristico in obbedienza al comando di Cristo, a partire dall'esperienza del Risorto e dall'effusione dello Spirito Santo. Per questo motivo, la comunità cristiana, fin dagli inizi, si riunisce per la fractio panis nel Giorno del Signore. Il giorno in cui Cristo è risorto dai morti, la Domenica, è anche il primo giorno della settimana, quello in cui la tradizione veterotestamentaria vedeva l'inizio della creazione. Il giorno della creazione è ora diventato il giorno della « creazione nuova », il giorno della nostra liberazione nel quale facciamo memoria di Cristo morto e risorto.(113)”


Nessun sacerdote può dunque modificare la Liturgia....chi lo fa NON si attiene a quel principio attraverso il quale san Paolo ribadisce: ATTIENITI SCRUPOLOSAMENTE A QUANTO HAI APPRESO DA NOI SIA PER LETTERA QUANTO A VOCE....

^__^

Fraternamente CaterinaLD

alessandra ha detto...

nel servizio ecclesiale del ministero ordinato é Cristo stesso che è presente alla sua Chiesain quanto Capo del suoCorpo,Pastore del suo gregge,Sommo Sacerdotedel sacrificio redentore Maestro di Verità .E' ciò che la Chiesa esprime dicendo che il Sacerdote in virtù del sacramento dell'Ordine agisce in persona Christi Capitis, in persona di Cristo Capo.
Attraverso il ministero ordinato dei Sacerdoti la presenza di Cristo quale Capo della Chiesa è resa in mezzo alla comunità di credenti

basti ricordare la bella espressione di sant'Ignazio di Antiochia "Typos tou Patros"

alessandra ha detto...

basti ricordare la bella espressione di sant'Ignazio di Antiochia "Typos tou Patros"

29 giugno, 2008 17:15

penso che questa bellissima frase possa ben chiarire quale sia la funzione dei sacerdoti nellaChiesa rendere visibile la presenza di Cristo Maestro di Verità ,perhè sia i fedeli che chi è lontano possa vedere una luce euna strada ,L'unica Via Vera

alma limpia ha detto...

buonasera credo che guardando alla solennità odierna non sia difficile inquadrare la funzione del sacerdote,guardiamo a Pietro a cui Cristo diede compito di fondare la sua Chiesa non ebbe paura a proclamare l'Unica Verità esistente, anzi secondo quanto tramanda la tradizione ,volendo lasciare Roma ,gli appare Cristo e allorA forte nel suo Maestro torna a Roma e affronta il martirio...Guardiamo a Paolo condannato si avvale della sua cittadinanza romana per continuare la sua missione

montmirail ha detto...

Non capisco di cosa stiamo parlando..


"Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi
basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e
l'uscita
dall'Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa"

alma limpia ha detto...

gent.ma Caterina credo che le lettere di San Paolo siano quanto di più appropriato per trarre la significatività del tema qui trattato.Infatti nella lettera agli Ebrei si parla del Sommo Sacerdote per eccellenza Cristo Signore,di cui Dio dice Mio Figlio sei tu oggi ti ho generato e poi ancora Tu sei Sacerdote per sempre al modo di Melchisedek

Caterina63 ha detto...

alma limpia ha detto...
gent.ma Caterina credo che le lettere di San Paolo siano quanto di più appropriato per trarre la significatività del tema qui trattato

***************

Non capisco se è una condivisione, un monito, o che altro....^__^
non credo infatti di aver proposto altro se non Paolo sul tema del Sacerdozio....^___^

che lei abbia citato Ebrei ha fatto benissimo, uno collabora come può....

Fraternamente

Caterina63 ha detto...

...ops, partito il tasto....

volevo aggiungere che comunque lo prendo come una condivisione....
^___^

Fraternamente CaterinaLD

alma limpia ha detto...

condivisione,perchè tutte le espistole paoline sono colme di richiami ai diversi carismi e al sacerdozio,mi auguro che questo anno a lui dedicato serva a noi fedeli di conoscerlo ancora meglio e più approfonditamente

monito? chi mai sono io per dover lanciare moniti io sono una persona che cerca di vivere secondo gli insegnamenti di Cristo e che vede nella Parola fonte inesauribile di consigli e indicazioni valide per ogni tempo

mic ha detto...

che vede nella Parola fonte inesauribile di consigli e indicazioni valide per ogni tempo

Nella Parola, ogni cristiano vede qualcosa di più che "consigli e indicazioni", più che altro "incontra" lo Spirito di Cristo Risorto che lo interpella; ma non può limitarsi ad un incontro personale e nemmeno ad una lettura comunitaria; c'è bisogno del SACERDOTE, guida e interprete secondo il Magistero della Chiesa e, soprattutto, dispensatore dei Sacramenti per ricevere la Grazia Santificante, attraverso la quale la Parola diventa carne in noi...

- nel sacramento della Riconciliazione, quando la nostra verità si incontra con la Misericordia, ricevendo dal Sacerdote, che rappresenta Cristo Signore, il lavacro dalle colpe per mezzo del perdono e la luce di 'vedere' sempre più in profondità la propria realtà e quella con cui ci si deve misurare e relazionarsi...
"La celebrazione del sacramento della Penitenza ha avuto nel corso dei secoli uno sviluppo che ha conosciuto diverse forme espressive, sempre, però, conservando la medesima struttura fondamentale che comprende necessariamente, oltre all'intervento del ministro — soltanto un Vescovo o un presbitero, che giudica e assolve, cura e guarisce nel nome di Cristo — gli atti del penitente: la contrizione, la confessione e la soddisfazione." [Motu Proprio Misericordia Dei di Giovanni Paolo II]


- l'Eucaristia, nel cui Mistero vissuto e condiviso, ogni credente incontra una Presenza che lo libera, lo guarisce, lo nutre, lo trasforma sempre ulteriormente, gli dona fortezza per il combattimento, finché gli è dato di interagire in questo mondo...

Questo è l'insegnamento della Chiesa, questa è la dinamica e gli strumenti della fede in essa.

mic ha detto...

Guardiamo a Paolo condannato si avvale della sua cittadinanza romana per continuare la sua missione

che significa?

Paolo più che della cittadinanza romana, per continuare la sua missione, si avvale della Luce di Cristo ed è il Suo Vangelo quello che ha diffuso e tramandato fino a noi: la parola e la spada (del combattimento spirituale, la "buona battaglia", oltre che segno del suo martirio) sono i suoi emblemi; ma le "chiavi del Regno", il governo e la 'conferma' sono affidate a Pietro.... "tutto quello che legherai, tutto quello che scioglierai"...

mic ha detto...

Attraverso il ministero ordinato dei Sacerdoti la presenza di Cristo quale Capo della Chiesa è resa in mezzo alla comunità di credenti

Domanda:
perché se il sacerdote è tutto questo, nel Cammino nc è solo il catechista che può dire ai camminanti, compresi i sacerdoti, se hanno lo Spirito Santo?

sofia ha detto...

Avviso per

@ Mic, Caterina, Montmirail
e tutti quelli che stanno lavorando per la Verità

(penso comunque che Mic si sia già accorto di quello che dirò)

dice alma limpia:
buonasera credo che guardando alla solennità...
gent.ma Caterina credo che le lettere di San Paolo...
ecc...
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Il modo di parlare a valanga,
senza usare adeguata punteggiatura,
gli incipit inconfondibili, il periodare confusionario (indice anche di idee confuse)
uniti al nickname spagnolo
(abbastanza presuntuoso=
anima pulita, olè!) rivelano chiaramente che abbiamo a che fare
con una pecora marchiata (ahimè) NC spagnola onnipresente
il cui nome inizia per Al...
e che, dopo aver annunciato
di non tornare più su questo blog,
ed aver fatto la vittima su quello di Tornielli dicendo che qui
l'avevano censurata (che cattivi...
senza carità, eh?) è tornata, nel modo in cui Fedro direbbe:
"Mutato nomine de te fabula narratur".

Ora, poichè il cuore umano è un guazzabuglio (come ben diceva Manzoni) in cui sempre convivono
il bene e il male, mi chiedo, al di sotto del melenso petulante impartire inopportune e insipienti lezioni di catechismo a chi ha una preparazione abissalmente superiore alla sua,
quale intenzione c'è?

SOLO DIO SA

se la pervicacia di questa persona nel tornare qui e lì sia dovuta al bisogno coatto di spargere ancora le menzogne di cui è impregnata fino al midollo
oppure a quello più profondo, dove abita la Verità, che vuole essere cercata perchè amata (con vera fame...)
e poi cercata ancora per essere amata sempre di più...
(solo però quando l'IO ipertrofico venisse messo a tacere, cosa impossibile a noi: qui si potrebbe suggerire il "vendere tutto - le proprie idee preconcette - per
comprare il campo che contiene il TESORO...")

Probabilmente i due bisogni coesistono (luce e tenebre) e non possiamo dire per il momento quale dei due stia avendo la meglio.

Confido che Mic (con gli altri amici) saprà continuare
ad operare per la Cara Veritas,
Vera Caritas, non disgiunte dalla
necessaria prudenza.

mic ha detto...

Qualcuno dei nostri interlocutori, invece di fare battute che segnalano solo la loro presenza, può gentilmente rispondere alla domanda del mio ultimo post di ieri?

Grazie Sofia, chiara e limpida e profonda la tua osservazione

alma limpia ha detto...

Vivo en Italia da qualche tempo leo i vostri post con piacere,e noto che temi siano interessanti..
I presbìteri hanno nella loro funzione il compito di rappresentare Cristo ,così come detto dalla Chiesa , ricordo uno stupendo discorso di Juan Paolo II che diceva che iPresbìteri erano come Pastori Padri con le braccia sempre aperte ad accogliere chi volesse sentirsi parte della chiesa

alessandra ha detto...

nel servizio ecclesiale del ministero ordinato é Cristo stesso che è presente alla sua Chiesain quanto Capo del suoCorpo,Pastore del suo gregge,Sommo Sacerdotedel sacrificio redentore Maestro di Verità .E' ciò che la Chiesa esprime dicendo che il Sacerdote in virtù del sacramento dell'Ordine agisce in persona Christi Capitis, in persona di Cristo Capo.
Attraverso il ministero ordinato dei Sacerdoti la presenza di Cristo quale Capo della Chiesa è resa in mezzo alla comunità di credenti

basti ricordare la bella espressione di sant'Ignazio di Antiochia "Typos tou Patros"

questo è quanto cita il CCC , e sebbene io sia neocatec ritengo che questo sia la funzione sacerdotale ,questa la figura di un Presbitero che incarna La figura DI CRISTO detto questo che credo sia in tema , penso sappiate che interverrò solo se chiamata in causa, come per altro mi sembra di aver letto

gherardo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
mic ha detto...

Paolo II che diceva che iPresbìteri erano come Pastori Padri con le braccia sempre aperte ad accogliere chi volesse sentirsi parte della chiesa

Frase e concetto "vaghissimo" che non dice nulla di 'sostanziooso rispetto alla mia domanda, e poi è una frase del Papa: i discorsi di Giovanni Paolo II li conosciamo, ma conosciamo anche quelli di Kiko sul sacerdozio nonché come la funzione sacerdotale venga riduttivamente relegata al "presiedere" l'assebmblea "che celebra insieme al sacerdote", mentre la Chiesa insegna che il vero celebrante è Cristo.

Nel nuovo statuto si è inserito il fatto che il presbitero opera "in persona Christi Capitis", ma in realtà la sua funzione, in sostanza si riducie all'"aiuta i catechisti", anche se in un'altro punto si dice "guida"... contraddizione evidente: come fa a guidare se le responsabilità di fondo e il ruolo dei catechisti non risulta mutato per nulla?
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Dal nuovo statuto:

Art. 27
[Parroco e presbiteri]
§ 1. Il Parroco e i Presbiteri esercitano la cura pastorale (cfr. can. 519 CIC) di coloro che percorrono il Cammino Neocatecumenale – anche alla luce di quanto indicato agli artt. 5 § 2 e 6 § 2 – e adempiono “in persona Christi Capitis” il loro ministero sacerdotale annunciando la Parola di Dio, amministrando i sacramenti e, per quanto possibile, presiedendo le celebrazioni della prima o di altre comunità neocatecumenali della parrocchia.
§ 2. Inoltre il Parroco e i Presbiteri:
1º. a nome del Vescovo diocesano, vigilano che l’attuazione del Cammino si svolga in conformità a quanto stabilito negli artt. 1 e 2, nel rispetto della dottrina e della disciplina della Chiesa;
2º. aiutano le Équipes di catechisti, di cui all’art. 8 §§ 4 e 5, a realizzare la loro missione;
3º. tenuto conto che la pastorale di iniziazione cristiana è vitale per evangelizzare l’uomo contemporaneo, sostengono l’attuazione del Cammino nell’insieme degli strumenti pastorali della parrocchia.

Art.2
1°. sotto la giurisdizione, la direzione del Vescovo diocesano e con l’assistenza, la guida dell’Équipe Responsabile internazionale del Cammino, o dell’Équipe responsabile delegata, di cui all’art. 3, 7º;
2º. secondo «le linee proposte dagli iniziatori», contenute nel presente Statuto e negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti.


secondo voi è cambiato qualcosa, nella sostanza, circa il ruolo dei sacerdoti?

alessandra ha detto...

Nel nuovo statuto si è inserito il fatto che il presbitero opera "in persona Christi Capitis", ma in realtà la sua funzione, in sostanza si riducie all'"aiuta i catechisti", anche se in un'altro punto si dice "guida"... contraddizione evidente: come fa a guidare se le responsabilità di fondo e il ruolo dei catechisti non risulta mutato per nulla?


Da che mi risulta i presbiteri che seguono equipes hanno sempre ultima parola,nel senso che se qualcuno di noi dice qualche sfondone ci riprendono e ci riportano in carreggiata e se mi credi non mi interessa ma ci sono presbiteri che vengono da ordini come salesiani vincenziani che seguono equipes neocatecumenali e devi vedere come ovvero come ,CHRISTI CAPITIS

mic ha detto...

questo è quanto cita il CCC , e sebbene io sia neocatec ritengo che questo sia la funzione sacerdotale

quello che dice il CCC lo conosciamo bene e non può rispondere alla domanda e nemmeno è una risposta quello che tu dici di ritenere, seppure neocat (questo lo ammetti tu stessa)

la domanda ha quindi tuttora ragione di sussistere, dal momento che risulta evidente nello Statuto che i testi su cui i catechisti basano i loro insegnamenti continuano essere i famosi "Orientamenti.." ancora non licenziati, a quanto ci risulta...

alma limpia ha detto...

io conozco i neocatecumenali per sentito dire sono a Roma nella parrocchia che frequento,ho partecipato a delle loro liturgie,quando stavo en Sapagna eran anche lì ,ma non posso rispondere perchè non so cosa prevede se qui è per conoscere meglio questo movimento

mic ha detto...

Da che mi risulta i presbiteri che seguono equipes hanno sempre ultima parola,nel senso che se qualcuno di noi dice qualche sfondone ci riprendono e ci riportano in carreggiata e se mi credi non mi interessa ma ci sono presbiteri che vengono da ordini come salesiani vincenziani che seguono equipes neocatecumenali e devi vedere come ovvero come ,CHRISTI CAPITIS

questa purtroppo è una delle INNUMEREVOLI cose che RISULTANO SOLO A TE... questa è la tua unica funzione su questo blog.
Ma dimentichi che stai parlando con persone che conoscono il cammino dall'interno e non per sentito dire

Ho già detto come quella indicazione di Christi Capitis, inserita nello statuto, sia in realtà vanificata tuttora dal ruolo immutato dei catechisti.

E' a questo che si chiede risposta!

alessandra ha detto...

Ho già detto come quella indicazione di Christi Capitis, inserita nello statuto, sia in realtà vanificata tuttora dal ruolo immutato dei catechisti.

Io sono catechista e mai ho avuto la presunzione di ponermi ad un posto che non mi compete,e così anchei mie fratelli d'equpies
ti porto alcuni esempi DI ROMa
Santa FRancesca Cabrini, I Martiri Canadesi, Tor Sapienza queste quelle che ricordo A Roma ,ma ti posso citare Perugia, Massa ,Pisa, quanto a quello che dico controlla e verifica non lo direi se nn fossi sicura

alessandra ha detto...

mic ora ne esco ho detto le mie e rientrerò solo se chiamata in causa se senti seby digli che è nelle mie preghiere,perfavore saluta il mio conterraneo uriel

mic ha detto...

Da che mi risulta i presbiteri che seguono equipes hanno sempre ultima parola,nel senso che se qualcuno di noi dice qualche sfondone

c'è da chiedersi come possono accorgersi i sacerdoti RM che dite sfondoni, se vengono formati con le "linee guida del cammino"

Quanto ad altri, ne conosco molti che, proprio nel tentativo di correggere "gli sfondoni", sono stati messi a tacere o hanno divuto "far fagotto"...
C'è solo da sperare che il Papa abbia avuto un'intuizione illuminata e che la vostra vita nelle parrrocchie cambi di segno con il nuovo anno pastorale...

Leandro ha detto...

a proposito di nuovo anno pastorale, chiedete istruzioni ai nostri vescovi

Leandro ha detto...

anzi, ESIGETE...

by Tripudio ha detto...

...ma dunque tutti i neocatecumenali che vengono a far baccano su queste pagine... sono sempre i soliti tre o quattro che cambiano nome ogni volta che fanno una brutta figura?

mic ha detto...

Caro Tripudio, per favore, dacci una mano a decifrare alla luce del nuoivo statuto se è cambiato qualcosa nel ruolo dei sacerdoti!

Ricordo che il ruolo dei sacerdoti è una delle tre indicazioni basilari richiamate a voce al momento della consegna da parte del card Rylko e probabilmente risponde ai "desiderata" del Papa nel dare il suo assenso di massima all'approvazione, per ora ancora non nero su bianco, (non c'è "il Papa ha visto e approva") e tu stesso notavi il suo assordante silenzio sugli statuti stessi...

Ma se a voce di dice una cosa, anche i Papi di raccomandazioni ne hanno fatte tante e non solo a voce, e poi di fatto il documento-base approvato non la sancisce in maniera inequivoca, come la mettiamo?

Siamo in piena temperie postconciliare: AMBIGUITA', così uno alla fine può interpretare come vuole ritenendo o facendo ritenere di essere nel giusto

Questo non fa altro che continuare a creare confusione e disorientamento nei fedeli

stephanos78 ha detto...


Siamo in piena temperie postconciliare: AMBIGUITA', così uno alla fine può interpretare come vuole ritenendo o facendo ritenere di essere nel giusto

Questo non fa altro che continuare a creare confusione e disorientamento nei fedeli


Esatto.

Nello statuto ci sono continui riferimenti al Magistero Papale e alle Norme che i Laici sono tenuti a rispettare in Riguardo il Ruolo dei Sacerdoti.

Se il CNC si definisce "nella Chiesa" non si vede perchè queste norme, pure ribadite nello Statuto (Note) sebbene ovviamente non in toto, non dovrebbero essere rispettate!

Lo stesso discorso vale per la Redemptionis Sacramentum, la Sacramentum Caritatis, la Eccelsia de Eucharistia, ecc.

Per quale assurdo motivo si dovrebbe emettere il Magistero per tutta la Chiesa, che vale per tutti.... E POI UNO CHE VARREBBE SOLO PER IL CNC???

Questa è la "giustificazione" che da sempre viene "data" dai catechisti! Quando uscì la Redemptionis S., ed il sottoscritto ne chiese ragione al "presbitero" (per le evidenti parti da modificare nel CNC, come prassi Liturgica e catechistica) venne data come "risposta" la seguente: "non è per il Cammino"!!!! "Il Cammino ha indulti"!!!

Capite che con una cognizione del genere, se non viene detta una cosa a chiare lettere e viene specificato che è dirette anche al CNC, questi continueranno così! Il che è assurdo! E' assurdo che il Magistero Universale, che per questo VALE PER TUTTI, non debba valere pure per il CNC!
Infatti il Magistero Ordinario, DA SOLO, rende invalida la Prassi del CNC! Lo Statuto, sebbene fumoso, si riferisce di continuo all'Oica, al Magistero, alle Norme Universali.... Poi si riferisce anche al Direttorio.... Ma visto che non è pubblico e che quando lo sarà non sarà nella Versione data ai Catechisti, che è quella usata da 40 anni e che non è quella consegnata alla CDF 8perchè è DIVERSA), allora il CNC potrà sempre dire che visto che queste cose stanno sul DIrettorio...HANNO "INDULTI"!


La qual cosa è ASSURDA!

Sullo statuto si dà l'OICA come base del Direttorio (SIC!) e come Base del CNC!

Ma l'OICA NEGA LA PRASSI DEL CNC!

Nello Statuto si chiede il rispetto delle Norme Litrugiche universali... Con Indulto sulla COmunione alle Due Specie (DISTRIBUITE SECONO LE NORME UNIVERSALI), data ai Fedeli sul posto (vergognoso compromesso che insulta il Papa!) e il Rito della Pace.

Ma il Cardinale Rylko che fa? Celebra una Messa che NON TIENE CONTO nè delle Norme Universali nè dello Statuto che le richiama!

I Catechisti "collaborano" con i Sacerdoti? Nello statuto si richiama alla figura del Sacerdote come colui che "Governa, Istruisce e Guida"... Ma poi si dice che i Catechisti "conducono" la Comunità nelle tappe??? Delle due l'una!

In realtà lo statuto del CNC avrebbe dovuto essere di due pagine!

Il CNC avrebbe dovuto avere riferimenti diretti al Magistero Universale e tanto sarebbe dovuto bastare!

Ma evidentemente, visti i compromessi e le disobbedienze evidenti del CNC, che al contrario di chi invece è cattolico ma SCOMUNICATO, non producono nessuno scomunica!
Strano vero?

gherardo ha detto...

Alessandra ti smentisco io.
Fra le localita' da te nominate ce ne sono un paio
che ho frequentato direttamente.
E non e' assolutamente
come dici.
Continui a propagare
menzogne a piene mani.



Il personaggio di alma limpia si lega molto
bene alla tua passione
per lo spagnolo.....
e ci fornisce nel suo passare da un'italiano (quasi) perfetto ad uno improvvisamente pieno di errori
uno spunto di ilarita'
che grazie a voi non mancano mai

sikulo ha detto...

io amo i sacerdoti tranne:
Don Conti, don Marighetto, newglod (se lo è), il mio parroco.
A tutti questi rendo omaggio per il loro ministero ma non li stimo.
Quello che amo e stimo più di è padre Domenico Agnetta frate cappuccino

Vittorio ha detto...

"io amo i sacerdoti tranne:
Don Conti, don Marighetto, newglod (se lo è), il mio parroco."

tutti i sacerdoti che hai nominato e che non ami non amano il cammino, evidentemente nemmeno il tuo parroco ;)

vedo che i tuoi sentimenti sono molto condizionati dal cammino

Uriel ha detto...

Scrive Alessandra
Io sono catechista e mai ho avuto la presunzione di ponermi ad un posto che non mi compete,e così anchei mie fratelli d'equpies
----------------------------------
Dovresti specificare meglio, posta cosi e' vaga.
Ci provo io.
I scrutini li fa il catechista mica il presbitero!! Potere sulla comunità lo hanno i catechisti non il sacerdote!

Il sacerdote, poi, celebra un rito eucaristico, che dopo lo Statuto, non si sa piu' nemmeno cosa sia.

A proposito, mi chiedevo se un poveraccio e sfigato fedele della domenica, puo' chiedere al celebrante che la Comunione gli venga portata al suo posto!!!

Uriel ha detto...

Per quanto riguarda la vicenda della FSSPX, almeno loro hanno gli atributi per difendere la Santa Eucarestia rettamente e degnamente celebrata.

La loro e' obbedienza sostanziale e non formale!!!

Mic....a casa!!!! ha detto...

Caro Mic,
noto con ENORME SODDISFAZIONE, che gli argomenti del tuo blog sono di colpo cambiati e che come d incanto la parola NC sparisce dal tuo blog....

ma...allora......ti eri sbagliato......

mi sa che hai preso na cantonata enorme...e cio conferma diversi punti....
1...non ci capisci una mazza di liturgia....

2...sei TU ad essere fuori dalla chiesa e non il NC...

3....Il Papa non sei tu....quindi dormi tranquillo e non ti preoccupare....

4.....Il fatto che hai sempre trattato Papa e Vescovi come deficenti ti si e rivoltato contro confermandoti...ci... la bonta dell NC....

5.... forse e arrivato il momento che veramente ti cerchi un lavoro serio....fuori dalla chiesa per cortesia...fai un servizio a tutti....grazie....e addio!!!!

mic ha detto...

"Mic a casa...", l'unica cosa che non hai notato è il tema della pagina in cui scrivi, che smentisce che gli argomenti siano cambiati, anche se su questo blog si parla di tutto quello che riguarda la Chiesa a 360 gradi, e anche prima esempi non ne sono mancati.

Ora l'attenzione non è più focalizzata SOLO sul Cammino per effetto dell'approvazione; ma se il cammino fa parte della Chiesa e bisogna camminare insieme, non vedo perché il confronto debba finire... anzi è necessario trovare un modus vivendi e soprattutto impedire la fagocitazione della pastorale parrocchiale, che non è un nostro 'fantasmino', ma è quello che succede da 40 anni a questa parte.

Comunque ti faccio notare che le sia pur esigue variazioni apparse sullo statuto non hanno fatto altro che dimostrare che lo nostre critiche non erano infondate... a dimostrarlo c'è anche la ponderosa disamina da parte della Dottrina della Fede dei famosi "Orientamenti...", non ancora coclusa. Non ti viene da chiederti il perché?
Ma credo che di questi argomenti all'interno delle comunità i catechisti tacciano...

Qui nessuno, né tanto meno io (ci mancherebbe!) vuole insegnare niente al Papa. Se non te ne sei accorto, non facciamo altro che evidenziare quanto il Papa insegna (cosa che del resto abbiamo sempre fatto) proprio perché ne possiate trarre frutto, dato che siete nella Chiesa

Ma non ci sono solo io a scrivere su questo blog e le riserve e gli interrogativi non sono i miei, ma di tutti quelli che scrivono e che collaborano con noi... Quindi quel "mic a casa..." lascia un po' il tempo che trova, perché se tacessi io, ci sarebbe chi continua a parlare e desiderare di approfondire e confrontarsi...

se a te questo non interessa non hai che da girare al largo e magari "a casa" faresti bene ad andarci tu!

Francesco ha detto...

Egregio "Mic a casa" (O, Dio solo sa chi, viste le migliaia di identità che hai assunto finora non avendo null'altro da fare),

se ritieni di avere qualcosa di serio da postare sull'argomento, lo faccia, diversamente è inutile che si affacci su questo blog.

Uriel ha detto...

Per Mic....a casa!!!!!

Eccola una bella casa per te che forse sei precario:

ROMA: Cappella Santa Caterina da Siena - Via Urbana, 85. Domenica e festivi alle 11.00; giovedì e 1° Venerdì del mese alle 18.30 (per informazioni: 06.930.68.16).

sikulo ha detto...

tutti i sacerdoti che hai nominato e che non ami non amano il cammino, evidentemente nemmeno il tuo parroco ;)


e certo..... sono anke kattivi soggetti

Gert ha detto...

certo! decretato da un Sommo Giudice :(

adoriente ha detto...

MESSAGGIO DI SPERANZA per il dialogo con la FSSPX

...il retroscena attuale (della vicenda) sembra più luminoso di quello derivante dall’impressione fornita dalla stampa “liberal” ...

Fr. John Zuhlsdorf, sacerdote cattolico, moderatore del Forum cattolico SAVE THE LITURGY SAVE THE WORLD,

sul Forum
http://wdtprs.com/blog/2007/01/save-the-liturgy-save-the-world/
ha pubblicato questa notizia, ieri 30 giugno, 4:54 pm

----------
Se il dialogo continua...
Il Signore sia lodato!

PS: Mic potrà senz'altro spostare, modificare o cancellare questo messaggio secondo ciò che riterrà più opportuno: l'ho postato qui solo perchè questa è la pagina più recente.

adoriente ha detto...

Link esatto della notiza:

http://wdtprs.com/blog/2008/06/behind-the-scenes-sspx-things-are-brighter-than-they-may-seem/

Paolo ha detto...

Buon giorno Mic. un saluto a tutti.. specialmente a Seby.. al quale vanno tutte le mie preghiere..
nonostante sono stati approvati c'è sampre qualcuno che vuole mandarTi a casa eh Mic..?
io sto bene.. molto meglio.. qualche persecuzione continua ad arrivare, ma penso non dureranno molto..hanno da prepare "l'inizio corso" con tutte le falsità che dovranno propinare.. ed a tal proposito Ti allego un altro Spot... del grande capo in persona (I° parte) secondo me Caterina ci va a nozze:

Il rinnovamento del battesimo, risposta alla secolarizzazione (I)

Intervista a Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale

di Inmaculada Álvarez
PORTO SAN GIORGIO, lunedì, 30 giugno 2008 (ZENIT.org).- In occasione dell'approvazione definitiva degli Statuti del Cammino Neocatecumenale, uno dei suoi iniziatori, il pittore spagnolo Kiko (Francisco Gómez) Argüello, ha concesso un'intervista a ZENIT in cui spiega il cuore di questo cammino di rinnovamento battesimale, oggi diffuso nei cinque continenti.

Cosa implica il riconoscimento definitivo degli Statuti?

Kiko Argüello: Una grande gioia e una profonda gratitudine al Signore e alla Santa Vergine Maria che ci ha sempre aiutati. E soprattutto a Pietro nella persona di Benedetto XVI, che è colui che ha ratificato gli Statuti.

Per noi è una conferma di quarant'anni di Cammino in tutto il mondo. Dalle baracche di Palomeras Altas a Roma nel Borghetto Latino, aspettando che il Signore manifestasse la sua volontà, e anche in uno dei quartieri più poveri di Lisbona. Fino a questa approvazione definitiva c'è stato un percorso di sofferenze, di persecuzioni, di processi, ecc., che alla fine ha dato i suoi frutti.

Nel decreto di approvazione si dice che il Cammino Neocatecumenale risponde alle intuizioni del Concilio Vaticano II. In che senso?

Kiko Argüello: Noi pensiamo che il Cammino sia stato suscitato da Dio per mettere in pratica il Concilio nella vita delle parrocchie. Nella prima riunione che abbiamo avuto con la Congregazione per il Culto Divino, quando sono state esaminate per la prima volta le celebrazioni che facevamo (all'epoca si accusò il Cammino di “ripetere” il sacramento del battesimo, il che non era vero), il Comitato di esperti, che stava studiando l'elaborazione dell'Ordo Initiationis Christianae Adultorum, rimase molto sorpreso di ciò che stavamo facendo, perché lo Spirito Santo stava già realizzando quello che essi cercavano di plasmare.

Padre Gottardo Pasqualetti, esperto in Liturgia, venne a una nostra Eucaristia. In seguito il segretario della Congregazione mi chiamò per avvisarmi che avrebbero fatto una laudatio in latino per tutta la Chiesa. In essa si diceva che se Dio non suscita carismi che mettano in pratica il Concilio è impossibile realizzarlo.

Quando la Congregazione ha studiato il Cammino, la prima cosa che ha visto è che era un dono di Dio per portare nelle parrocchie il Concilio Vaticano II, non un progetto umano. E questo viene raccolto nel testo della laudatio: se dopo il Concilio di Trento Dio non avesse suscitato carismi per attuare la riforma conciliare, questa sarebbe stata molto difficile, e lo stesso accade nel caso del Concilio Vaticano II: “praeclarum exemplar… nelle Communità Neocatecumenali”.

Un altro aspetto è l'amore per la Scrittura, di cui si parlava nella Costituzione Dei Verbum. Nel Cammino questo è evidente, ha delle chiavi ermeneutiche di interpretazione della Scrittura che permettono la riscoperta dell'Antico Testamento in connessione con il Nuovo, oltre al fatto di poter aiutare il rinnovamento liturgico, quello pastorale, ecc.

Bisogna anche sottolineare lo spirito ecumenico affiorato attraverso il Cammino; la Chiesa ortodossa ha mostrato molto interesse.

Perché la catechesi battesimale è la chiave per l'evangelizzazione dell'uomo di oggi?

Kiko Argüello: Perché il battesimo ci apre le porte della Chiesa, della partecipazione alla natura divina. Come dice San Paolo, la carità di Cristo ci spinge a pensare che se Cristo è morto per tutti, tutti sono morti, ed è morto per tutti perché quanti vivono non vivano più per sé, ma per Colui che è morto e risorto per loro.

Il problema dell'uomo di oggi è che, a causa del peccato originale, vive tutto per sé, si è posto al centro dell'universo, sostituendo Dio come centro del suo essere, e non si rende conto di vivere schiavo, condannato a vivere per se stesso. Ciò provoca una sofferenza profonda, perché la verità è un'altra, che Dio è l'amore totale, la donazione totale all'altro mostrata in Cristo; l'uomo soffre perché non ama come Cristo.

Nei Paesi in cui si è negata per anni la trascendenza, in cui è stato negato Dio, come nei Paesi ex comunisti, il tasso di suicidi è molto alto, perché la felicità è vivere nella verità, e la verità è l'amore. E questo peccato originale può essere cancellato solo attraverso il battesimo.

Per questo è molto importante richiamare gli uomini alla fede, mediante la predicazione, l'annuncio del kerygma, l'annuncio di Cristo morto e risorto. Quando Pietro fa questo annuncio, il giorno di Pentecoste, la gente si commuove e gli domanda cosa deve fare. Pietro risponde: “Fatevi battezzare e riceverete il dono dello Spirito Santo”.

I primi fonti battesimali erano piscine (il Concilio torna a parlare di immersione), nelle quali il neofita scendeva attraverso dei gradini. Questa prima forma di battesimo rappresenta perfettamente il significato di questo sacramento, la morte dell'uomo vecchio e la resurrezione a vita nuova, all'uomo rigenerato dallo Spirito Santo, che può amare e donarsi. Per questo Cristo crocifisso è la vera immagine dell'uomo libero.

E' questa, dunque, la risposta alla secolarizzazione?

Kiko Argüello: Certo. Come può l'uomo essere libero dal peccato che agisce in lui? Solo Cristo può liberare l'uomo, far sì che possa amare gli altri, renderlo partecipe della sua natura divina. E' qualcosa di splendido che cambia la vita dell'uomo. Bisogna raccontarlo a tutti, rievangelizzare il mondo.

Come diceva Papa Giovanni Paolo II, questa nuova evangelizzazione richiede nuovi metodi, nuovi contenuti, e questo è ciò che ha suscitato Dio attraverso questo Cammino. Ora che sono stati approvati gli Statuti, possiamo offrire il Cammino ai Vescovi e a tutta la Chiesa, per portare avanti la Nuova Evangelizzazione.

Il Cammino è diverso nella sua forma giuridica da altri movimenti esistenti, visto che non è un'associazione di fedeli. Potrebbe spiegare che tipo di figura ha adottato?

Kiko Argüello: Una delle novità del Cammino, come ha spiegato monsignor Arrieta, membro del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, è proprio il fatto che gli è stata riconosciuta una personalità giuridica pubblica, vale a dire che agiamo a nome della Chiesa.

La forma che adotta è quella della base dei beni spirituali. Finora le basi si fondavano su patrimoni di tipo materiale, a differenza del Cammino, che gestisce un bene della Chiesa che è il catecumenato degli adulti, secondo le tappe segnalate dai suoi iniziatori.

Si fonda sul Vescovo, visto che chi ha piena potestà per quanto riguarda l'iniziazione cristiana è il Vescovo diocesano. Il Cammino non possiede quindi alcun bene materiale. Il titolare dei beni è la Diocesi. Il Cammino è, come dice il decreto di approvazione, uno strumento, un itinerario di catechesi che si offre al Vescovo per l'evangelizzazione dei più lontani.

mic ha detto...

Grazie infinite, "adoriente"

il Signore sia lodato e preghiamo che accompagni con la Sua luce e la Sua Misericordia, il seguito della vicenda!

mic ha detto...

Bentornato Paolo,
sono felice delle notizie (le tue)

invece dovremo abituarci a questi proclami trionfalisti che rispecchiano una 'realtà virtuale, per i babbani che non conoscono il Cammino dal di dentro...

Potevamo anche crederci se nello statuto avessimo notato cambiamenti sostanziali e se gli "Orientamenti..." fossero stati approvati (ma forse neppure), perché come ben sai, quella che viene predicata è sempre la stessa musica da 40 anni con qualche evoluzione nel corso del tempo, ma certo non in direzione di integrazione autentica con la Chiesa, se non a parole e proclami

Vedremo cosa succederà col nuovo anno pastorale...

mic ha detto...

secondo te come si può parlare di "rinnovamento" del Battesimo?
O ci sarà qualcuno pronto a giustificare la scempiata col fatto che lui parla spagnolo e in italiano gli scappano sfondoni... ma questo mi sembra che resti uno sfondone e basta...

alessandra ha detto...

per par condicio forse dovreste leggervi anche questo


Approvazione definitiva
dello Statuto del Cammino Neocatecumenale
Annotazioni canoniche
di Mons. Juan Ignacio Arrieta
Segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi
Già Preside dell’Istituto di Diritto Canonico san Pio X di Venezia

La Santa Sede ha approvato in modo definitivo lo Statuto giuridico del Cammino Neocatecumenale. Con la consegna formale del decreto di approvazione da parte del Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici agli iniziatori del Cammino, Kiko Argüello e Carmen Hernández, e al Padre Mario Pezzi, si è concluso nella mattinata del 13 giugno 2008 l’iter giuridico avviato sei anni fa quando venne approvato ad experimentum il testo degli Statuti. Alcuni mesi prima, il Consiglio per i Laici era stato indicato dal Servo di Dio Giovanni Paolo II come il Dicastero che doveva assumere a nome della Santa Sede i lavori di approvazione di questi Statuti, pur non trattandosi di un’associazione di fedeli. Con il presente atto il Pontifico Consiglio ha dato compimento a quell’incarico del Papa.
I nuovi Statuti seguono sostanzialmente il dettato di quelli approvati sei anni prima. Trentacinque articoli e una disposizione transitoria conteneva il testo provvisorio del 2002, e gli stessi articoli possiede adesso la norma definitiva. Al di là della novità, per nulla secondaria, a cui farò riferimento qui di seguito, nessun cambiamento fondamentale è stato compiuto in questo nuovo passaggio degli Statuti, e quasi tutti gli articoli sono riproduzione esatta di quelli vecchi. Questi sei anni sonno serviti, tuttavia, per fare maggior chiarezza sull’originaria formulazione dei testi e per migliorare la norma sia dal punto di vista tecnico che da quello strutturale.
Il Cammino Neocatecumenale si conferma nei nuovi Statuti come un modello di catecumenato post-battesimale da impartire sotto la direzione dei Vescovi diocesani o, come lo aveva definito Giovanni Paolo II in parole trascritte nell’art. 1° del testo statutario, come un ”itinerario di formazione cattolica”: un programma di formazione alla vita cristiana della persona, di base principalmente catechetica e liturgica, impartito in comunità e condotto secondo ritmi e metodi specifici. Ciò che contiene lo Statuto del Cammino, e ciò che approva adesso la Santa Sede, non è un’associazione di persone, né un “movimento ecclesiale” di fedeli. La Chiesa ha dato la sua approvazione non a ciò che solitamente potrebbe denominarsi una “aggregazione di persone”, bensì ad un “metodo di formazione cattolica”, sebbene l’approvazione da parte dell’autorità ecclesiastica del metodo e dei contenuti impegni in modo riflesso quanti propongono o ricevono tali mezzi a rispettare le relative regole, senza creare tra di loro alcun legame associativo, come accade con tutta normalità tra i compagni di scuola o i colleghi dell’università. Soltanto in questo senso può interpretarsi il termine “neocatecumeni” usato in riferimento alle persone che “propongono” il Cammino o che “fanno” il Cammino.
Ad onor del vero, pur non essendo una categoria istituzionale tipizzata come tale nell’ordinamento canonico, che per essere costruita richiede l’uso dell’analogia rispetto ad altre norme canoniche – sulla persona giuridica, le associazioni, fondazioni, ecc. –, va pure detto che questa impostazione, ricevuta sei anni fa come una novità, è servita successivamente per meglio capire altre realtà che si riconoscono a stento nei convenzionali sistemi associativi.
A differenza del testo del 2002, gli Statuti ora approvati affermano la personalità giuridica pubblica del Cammino Neocatecumenale (art 1 § 3), erezione che avvenne per iniziativa del Pontificio Consiglio per i Laici, con Decreto del 28 ottobre del 2004. Il punto è di particolare rilevanza perché ci porta alla vera novità che, qua e là, emerge dai nuovi Statuti.
Ci si potrebbe anzitutto domandare qual è il sostrato della personalità giuridica pubblica del Cammino o, in altri termini, a che cosa sia data personalità giuridica nella Chiesa. Ma è altrettanto importante domandarsi quali conseguenze può avere una tale formalità per le persone a vario titolo implicate nell’attività del Cammino Neocatecumenale. In questo momento, naturalmente, mi limiterò a qualche cenno essenziale.
La prima questione risulta abbastanza chiara da quanto si è detto finora. Ciò che in questo caso riceve personalità giuridica pubblica nella Chiesa è propriamente l’itinerario di formazione cattolica, cioè, il metodo di catecumenato post-battesimale che gli Statuti descrivono. Detto metodo rappresenta, infatti, quell’insieme di beni – in questo caso beni di natura spirituale – che secondo il can. 114 § 3 CIC (cfr. anche 115 § 3) è suscettibile di ricevere nel diritto canonico personalità giuridica, a determinate condizioni. Si può definire il Cammino come una fondazione di beni spirituali.
Altrettanto rilevante, però, risulta l’altra questione. Quale rilevanza pratica può avere adesso l’erezione della personalità giuridica pubblica?
Va detto anzitutto che la principale conseguenza – o una delle principali – non va trovata nell’ambito patrimoniale, come di solito accade con le persone giuridiche di natura pubblica nella Chiesa. I soggetti con personalità giuridica pubblica, anziché privata, hanno la peculiarità che i loro beni sono tecnicamente “beni ecclesiastici” (can. 1257 § 1 CIC), e quindi sottoposti ai controlli giuridici stabiliti dal diritto. Nel caso presente il problema non si pone, poiché l’art. 4 § 1 degli Statuti – uguale a quello del 2002, dove la personalità pubblica non veniva affermata – dichiara apertamente: “Il cammino Neocatecumenale, in quanto itinerario di formazione cattolica che si attua nelle diocesi mediante servizi resi a titolo gratuito, non ha patrimonio proprio”. La rilevanza della personalità giuridica pubblica del Cammino va trovata altrove.
A mio modo di vedere, la maggiore conseguenza di questa personalità pubblica, applicata all’itinerario di formazione neocatecumenale, riguarda la particolare autorevolezza ecclesiale con la quale, sotto la direzione dei Vescovi diocesani, s’impartisce finora il Cammino, e nel particolare impegno che, di conseguenza, si assume perché esso sia proposto – come risultava prima, ma adesso con rinnovato impegno giuridico – per mezzo di persone particolarmente selezionate e appositamente formate.
Infatti, nell’art. 1 § 2 degli Statuti si afferma ora che “il Cammino Neocatecumenale è al servizio del Vescovo come una delle modalità di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana e dell’educazione permanente nella fede”; nell’art. 2° si dice che è sotto la giurisdizione del Vescovo diocesano, sebbene, com’è ovvio, anche con la guida dell’Equipe Responsabile Internazionale del Cammino, che ha, per così dire, la “conoscenza tecnica” di come deve proporsi il Cammino; l’art. 6 § 2 stabilisce che la realizzazione del Cammino va coordinata con la funzione propria del parroco in ogni parrocchia; per concludere poi con una affermazione categorica che tira le somme alle premesse anteriori: le celebrazioni eucaristiche delle comunità neocatecumenali il sabato “fanno parte della pastorale liturgica domenicale della parrocchia e sono aperte anche ad altri fedeli” (art. 13 § 2).
Risulta abbastanza coerente. Essendo caratteristica della persona giuridica pubblica eretta dalla gerarchia della Chiesa il fatto di agire a nome della Chiesa (cf., per analogia, can. 313 CIC), sembra abbastanza coerente che il metodo catechetico configurato adesso con persona giuridica sia presentato facendo parte della pastorale organica della Chiesa, pienamente integrato nella sua struttura, e sotto gli auspici del Pastore diocesano, oltre che dei propri Responsabili che ne conoscono l’identità.
D’altro lato, c’è conseguentemente un uguale impegno perché l’itinerario catechetico sia proposto da persone sempre più qualificate, e così lo segnalano gli Statuti in vari posti. L’art. 17 § 1, riprendendo un’esperienza seguita da sempre nel Cammino, segnala adesso esplicitamente che i catechisti di ogni comunità “sono scelti tra coloro che danno garanzie di vita di fede e morale, partecipano al Cammino e alla vita della Chiesa e sono in grado di dare testimonianza, grati dei beni ricevuti attraverso il Cammino Neocatecumenale”. E più avanti, lo stesso precetto stabilisce ancora che “i catechisti vengono convenientemente formati”, come già prevedeva sin dall’inizio l’art. 29, in tutto identico a quello precedente.
Per quanto riguarda, infine, le cerimonie liturgiche, e concretamente la celebrazione eucaristica, il testo dello Statuto definito si è giovato certamente dei progressi e aggiustamenti di questi anni. Anche qui si è arrivato a un testo chiaro, che si articola in quattro principi sanciti dall’art. 13 degli Statuti. Primo, che i neocatecumeni celebrano l’Eucaristia nella piccola comunità, dopo i primi vespri della domenica. Secondo, che tale celebrazione dopo i primi vespri ha luogo secondo le disposizioni del vescovo diocesano. Terzo, che queste celebrazioni – come ho già detto – fanno parte della pastorale parrocchiale e di conseguenza sono aperte a tutti i fedeli. Quarto, che in queste celebrazioni si seguono i libri liturgici approvati del Rito Romano, “fatta eccezione per le concessioni esplicite della Santa Sede” (uso del pane azzimo per la comunione, spostare il rito della pace, comunione sotto le due specie, brevi monizioni e risonanze). Per quanto riguarda, in fine, la Comunione, il menzionato art. 13 § 3 risulta di una particolare nettezza: “Per quanto concerne la distribuzione della Santa Comunione sotto le due specie, i neocatecumeni la ricevono in piedi, restando al proprio posto”.
Chi si prenda l’impegno di controllare le variazioni tra il testo provvisorio degli Statuti del 2002 e quello definitivo adesso pubblicato, potrà costatare che, oltre a quelle menzionate in queste poche pagine, non vi sono variazioni rilevanti nel corpo del documento. Le modifiche, come dicevo all’inizio, sono state ben poche, sebbene significative come abbiamo segnalato.
E’ certamente un bene per la Chiesa che il Cammino Neocatecumenale sia arrivato adesso all’approvazione definitiva dei propri Statuti. Rimane a noi, con l’aiuto del Signore e della Madonna, fare in modo che queste norme siano applicate con giustezza nei casi concreti dell’attività pastorale della Chiesa.





notate bene autore del testo

Caterina63 ha detto...

Alessandra.....quel testo se ne è parlato anche nell'altro spazio ivi dedicato, nessuno lo ha messo in dubbio....^___^

Il punto dolente è ben altro: LA LITURGIA.....il card. Arinze nella sua famosa lettera che richiedeva ESPLICITE VOLONTA' DEL SOMMO PONTEFICE, parlava della vostra "MENSA ADDOBBATA"
http://neocatecumenali.blogspot.com/2008/06/la-santa-messa-come-la-descrive-il-papa.html

NON CHIAMA ALTARE, MA MENSA ADDOBBATA......posta al centro della Chiesa CON L'INVITO A PASSARE ALL'ALTARE DEDICATO e dice: passare da quel modo a quello normale....
è stato fatto?^___^

Il testo che hai riportato NON specifica nulla sulla questione liturgica e di questo attendiamo fiduciosi le disposizioni dei vescovi....^___^

stephanos78 ha detto...

Caterina, Alessandra viaggia come un buldozzer. Purtroppo

stephanos78 ha detto...


mi chiedevi dell'eucarestia detto fatto basta schiocco di dita e statuto risponde


Ma fammi il piacere!

stephanos78 ha detto...

Alessandra. Stop con queste inondazioni!

stephanos78 ha detto...

L'arrampicata sugli specchi di Mons. Juan Ignacio Arrieta, per definire "giuridicamente" il CNC è incredibile!

Abbiamo visto di recente in un post quali siano le definizioni Canoniche della Personalità Giuridica pubblica!

Si nega il Diritto Canonico... e niente succede?

COme si fa a dare personalità giuridica pubblica ad un METODO? Ma dico, siamo folli o cosa?

...e la S. Pio X è scacciata! Incredibile!

stephanos78 ha detto...

...per non parlare poi dei riferimenti all' Oica che i Papi e gli statuti fanno di continuo e che il CNC LETTERALMENTE IGNORA!...

Ma di cosa stiamo parlando?

Finiamola che è meglio!

mic ha detto...

Naturalmente, anche grazie al marasma innescato da Alessandra, nessuna pertinente risposta neocat sul "ruolo dei sacerdoti", tranne le veline "per quelli di fuori" della stessa Alessandra naturalmente...

Ricordo che non c'è nulla e nessuno che obblighi a tollerare i "bulldozer", specie se sono d'intralcio alla discussione o se usano questo spazio per spot del cammino ;)

mic ha detto...

Per tornare in tema, vorrei ripartire da queste parole di Giovanni Paolo II

"Non lasciatevi ingannare! La Chiesa vi vuole sacerdoti, e i laici che incontrate vi vogliono sacerdoti e niente altro che sacerdoti. La confusione dei carismi impoverisce la Chiesa, non la arricchisce"

mi sembra che l suo mettere in guardia dalla "confusione dei carìsmi", sia proprio il punro centrale del nostro discorso...

mic ha detto...

Ciò che mi sono sentito ripetere più spesso e di cui molti di voi sono testimoni diretti: quante volte nelle comunità, chi ricorre al presbitero per un dubbio od un consiglio, anche personale, si sente rispondere: "chiedi al cetachista"?
Una sola o TUTTE?

jeff m. ha detto...

mic ha detto...

"Ciò che mi sono sentito ripetere più spesso e di cui molti di voi sono testimoni diretti: quante volte nelle comunità, chi ricorre al presbitero per un dubbio od un consiglio, anche personale, si sente rispondere: "chiedi al cetachista"?
Una sola o TUTTE?"



A volte capiterà, non lo metto in dubbio (anche se a me non è mai capitato) ma non venirmi a dire che questo succede sempre!!
Non avrei più la mia guida spirituale, altrimenti!!

(per non parlare di tutti i Santi Sacerdoti che mi hanno sempre guidato e consigliato nel corso della mia vita..)

Vittorio ha detto...

In tema anche con la FSSPX:

Mons. De Galarreta ha centrato la sua omelia sul valore e sul significato del sacerdozio cattolico, ricordando che " il sacerdozio è interamente ordinato a Nostro Signore Gesù Cristo. Chi costruisce su un diverso fondamento è in errore, poiché ciò che importa è omnia instaurare in Cristo. L’attuale deriva della Chiesa è in radicale opposizione con l’insegnamento di Cristo"

mic ha detto...

Caterina,
non ti dice nulla il "rinnovamento" del battesimo?

Sandro ha detto...

Schiocco di dita e Statuto risponde....certo perchè no???

Caterina63 ha detto...

mic ha detto...
Caterina,
non ti dice nulla il "rinnovamento" del battesimo?


********************

E' un termine ambiguo si, tuttavia il "rinnovamento" battesimale noi lo viviamo ogni volta che ci confessiamo e facciamo l'Eucarestia ^___^
Ho letto qualcosa a riguardo di come lo intendono i NC e francamente ne resto perplessa....

In teoria è un problema che non dovrebbe riguardarmi, ci sono i vescovi per tutelare l'ortodossia della prassi battesimale anche dopo tanti anni dall'averlo ricevuto^___^ tuttavia è fuori discussione che questo "rinnovamento" ha trovato consistenza quando da una ventina d'anni va di moda lo SBATTEZZARSI ^___^

Cattolici che chiedono di essere sbattezzati è di una ignoranza folle che dimostra così tutta la "giustificazione" di un "metodo" (quello NC) a risvegliare nei credenti la forza del Battesimo....come a dire: è colpa nostra caro mic, se siamo arrivati a questo punto ^___^

Due domeniche fa il nostro parroco ha tenuto una omelia stupenda....ero con i figli i quali essi stessi si sono sentiti chiamati in causa....si parlava delle responsabilità che abbiamo come cattolici nella società e quella tiepidezza nel testimoniarlo.....
Predica stupenda, impeccabile!!
Tuttavia alla fine della messa sono andata dal mio parroco a dirgli come mai durante la stupenda predica non avesse fatto un mea culpa per gli anni in cui certe affermazioni non potevi farle perchè altrimenti eri etichettato come un insensibile?
Effettivamente mi diede ragione....^___^

Certe situazioni le abbiamo create noi con i nostri sacerdoti che hanno vissuto anch'essi l'ondata progressista nella Chiesa che ha contagiato la sana dottrina....

Quanto più veniva meno il ruolo del sacerdote nella Chiesa, visto come un amico con il quale organizzare scampagnate e gite, ma mai come MEDICO PER L'ANIMA, tanto più è venuto meno il nostro senso del sacro....

Il Sacerdote è principlamente MEDICO DELLE ANIME...e dice Gesù che il medico pietoso fa imputridire la piaga...
Grazie a Dio oggi anche i sacerdoti stanno riscoprendo il loro senso di appartennza ad un Ministero che non è quello del laico.....nè quello di un assistente sociale...
E dopo 40 anni di insegnamenti poco ortodossi, credo ci vorranno altri 40 anni per riprendersi la sana dottrina ^___^

Se il Signore dimostra tanta pazienza con noi, anche noi possiamo avere molta pazienza!
^___^

Caterina63 ha detto...

" non si predica più la verità, si è invece alla ricerca della verità ",

questa frase è da un pò che mi fa riflettere....ed è una verità e realtà che non può non coinvolgersi e stravolgerci...
Anche se entrambi le frasi sono accettabile poichè ci dice il Vangelo che siamo alla ricerca della Verità (CERCATE LA VERITA' ED ESSA VI FARA' LIBERI, dice Gesù), anche quel predicare la Verità già acquisita è l'imperativo che rende fruttuosa l'evangelizzazione.....^___^

Mi viene da pensare che chi ha già la Verità NON LA PREDICHI affatto, ma che anzi, si culla in una questione di RICERCA dimenticando quello che già possiede...

La funzione del sacerdote nella Chiesa è infatti PREDICARE LA VERITA' acquisita e non di cercarla quando compie il suo Ministero.....^___^

Questa è in definitiva la Missione del sacerdote chiamato infatti a TRAMANDARE CIO' CHE HA RICEVUTO senza cambiarlo...al contrario se anche il sacerdote si mette alla ricerca della Verità invece di predicarla, ecco che non avremo più il Sacerdote, ma un ricercatore in mezzo a tanti ricercatori (=noi) ^___^
con la drammatica conseguenza di una inevitabile modifica della Tradizione...

Fraternamente CaterinaLD

mic ha detto...

Questa è in definitiva la Missione del sacerdote chiamato infatti a TRAMANDARE CIO' CHE HA RICEVUTO senza cambiarlo

la ricerca non riguarda la Verità, che ognuno di noi in quanto credente (non in senso intellettuale, ma dell'aderire, dell'affidarsi...) già conosce, ma l'approfondimento e il radicamneto sempre ulteriore che permette alla Verità di svelarsi sempre di più e di intessere sempre di più la nostra vita e la nostra storia...

per questo diffidiamo di questa rivelazione a scaglioni, che non è un qualcosa di già dato, come la Rivelazione cristiana, ma qualcosa che si fa strada facendo.

Invece la Verità già esiste, non siamo noi a "farla" con i comportamenti e le "tappe"... e il Sacerdote è colui che si prende cura delle nostre anime e che, dispensandoci i sacramenti, fa sì che attingiamo la Grazia Santificante che nutre la nostra Fede, libera, guarisce, trasforma la nostra persona... ci mette in comunione col Signore e con i fratelli e con tutti i Santi e partecipi della stessa VITA

mic ha detto...

"Lungo la storia e nell'ininterrotta prassi della Chiesa «il ministero della riconciliazione» (2 Cor 5, 18), donata mediante i sacramenti del Battesimo e della Penitenza, si è dimostrato un impegno pastorale sempre vivamente sentito, compiuto in ossequio al mandato di Gesù come parte essenziale del ministero sacerdotale.(motu propro Misericordia Dei - Giovanni Paolo II, 2002)"

Caterina63 ha detto...

Il Cardinale Poggi, una vita intera al servizio della gloriosa Tradizione della Chiesa: “Non ho mai smesso di celebrare con il rito tridentino”

di Bruno Volpe dal sito Petrus

CITTA’ DEL VATICANO - Ha 91 anni, ma conserva la lucidità e l’entusiasmo di un ragazzino. Il Cardinale Luigi Poggi, già Archivista e Bibliotecario della Santa Sede, è uno dei pochi porporati che, dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II, ha continuato a celebrare la Santa Messa con il rito tridentino in latino di San Pio V.

Eminenza, ci consenta una provocazione amichevole: perchè non si è adeguato alla riforma?

“Scusi, ma perchè mi pone questa domanda? Io ho sempre celebrato secondo il Messale di San Pio V che, è bene ricordarlo, il Concilio Vaticano II non ha mai abrogato”.

Rimoduliamo il quesito: perchè ha scelto di continuare con il rito di San Pio V?

“Così va già meglio. Allora: nessuno, e sottolineo nessuno, è autorizzato a cancellare la tradizione della Chiesa, tantomeno il Concilio Vaticano II, cui va, sia ben chiaro, tutto il mio rispetto. Ma, lo sottolineo ancora una volta, quel Concilio non ha sostituito il rito tridentino ma ne ha semplicemente aggiunto un altro. Se poi alcuni Vescovi o ‘Pastori zelanti’, hanno pensato che il Novus Ordo abrogasse il Vetus Ordo, hanno sbagliato di grosso”.

Sappiamo che della Messa di San Pio V Le piacciono i silenzi, il guardare a Dio, alla Croce…

“Come potrebbe essere altrimenti? Molti sbagliano e analizzano il problema riducendolo alla posizione del celebrante. Da nessuna parte è scritto che il sacerdote debba rivolgersi ad Oriente, ma mi sembra comunque la posizione più corretta e teologicamente convincente. Il sacerdote non è il protagonista della Celebrazione Eucaristica, ma parla a nome di Cristo, quindi guarda alla Croce e al sole che sorge, cioè al Verbo”.

Introibo ad altare Dei…

“Bellissima formula, che dà pienamente la sensazione e l’idea di una processione, di un divenire, dell’indegnità dell’uomo ad accostarsi al Sacrificio Divino; ma mi piace sottolineare maggiormente il secondo passaggio…”.

Ci dica.

“Qui laetificat juventutem meam. Non è un ritornello senza idee, ma testimonia la giovinezza di Dio e la sua immensa misericordia; la misericordia del Padre che rinnova nella fede i suoi figli donando la gioventù e la freschezza di chi crede. Ecco, il rito tridentino contempla un Dio giovane ed evidenzia la bellezza di una fede spontanea. Come dire, quella Messa contiene elementi purtroppo trascurati nella visione razionalista del Novus Ordo: la capacità di stupirsi, il mistero e la trascendenza”.

Qualche studioso, religioso e persino rabbino ha parlato di rito antisemita.

“Guardi, di inesattezze ne ho sentite molte, ma questa le supera davvero tutte. Il rito tridentino non vuole offendere i giudei, ma ne invoca semplicemente la conversione. Tanto più che, con estremo buon senso, il Papa Benedetto XVI ha rivisto la preghiera del Venerdì Santo, auspicando e ribadendo la richiesta di conversione degli ebrei. A tal proposito, mi permetto di affermare che ogni cristiano è chiamato a convertire chi non crede in Cristo. D’altro canto, che c’è di male?”.

Cardinale Poggi, intanto sembra sempre più vicina la pace ufficiale tra la Chiesa di Roma e i lefebvriani.

“Auguro vivamente che ciò possa accadere quanto prima: non ha senso vivere da separati”.

Eminenza, ma Lei a 91 anni si sente giovane?

“Certo. Con un Dio che ‘laetificat juventutem meam’ come non potrei…?”.