giovedì 19 giugno 2008

..Il CNC è una Associazione! Leggere per credere.

PONTIFICIUM CONSILIUM PRO LAICIS-1140/08/AIC-110-DECRETO

...Il Cammino Neocatecumenale è un itinerario di formazione cattolica ...Esso è dotato di personalità giuridica pubblica (cfr. Decreto del Pontificio Consiglio per i Laici del 28 ottobre 2004).

C.D.Canonico
TITOLO V
GLI STATUTI E GLI ORDINAMENTI-CAPITOLO II- LE PERSONE GIURIDICHE
Can. 113 - §1. La Chiesa cattolica e la Sede Apostolica sono persone morali in forza della stessa disposizione divina.

§2. Nella Chiesa, oltre alle persone fisiche, ci sono anche le persone giuridiche, soggetti cioè nel diritto canonico di obblighi e di diritti che corrispondono alla loro natura.

Can. 114 - §1. Le persone giuridiche sono costituite o dalla stessa disposizione del diritto oppure dalla concessione speciale da parte della competente autorità data per mezzo di un decreto, come insiemi sia di persone sia di cose ordinati ad un fine corrispondente alla missione della Chiesa, che trascende il fine dei singoli.

§2. Come fini, di cui al §1, s'intendono quelli attinenti ad opere di pietà, di apostolato o di carità sia spirituale sia temporale.


§3. L'autorità competente della Chiesa non conferisca la personalità giuridica se non a quegli insiemi di persone o di cose, che perseguono un fine effettivamente utile e che, tutto considerato, sono forniti dei mezzi che si possono prevedere sufficienti a conseguire il fine prestabilito.

Can. 115 - §1. Le persone giuridiche nella Chiesa sono o insiemi di persone o insiemi di cose.

§2. L'insieme di persone, che non può essere composto se non almeno di tre persone, è collegiale, se i membri determinano la sua azione, concorrendo nel prendere le decisioni, con uguale diritto o meno, a norma del diritto e degli statuti; altrimenti è non collegiale.

§3. L'insieme di cose, ossia la fondazione autonoma, consta di beni o di cose, sia spirituali sia materiali, e lo dirigono, a norma del diritto e degli statuti, sia una o più persone fisiche sia un collegio.

Can. 116 - §1. Le persone giuridiche pubbliche sono insiemi di persone o di cose, che vengono costituite dalla competente autorità ecclesiastica perché, entro i fini ad esse prestabiliti, a nome della Chiesa compiano, a norma delle disposizioni del diritto, il proprio compito, loro affidato in vista del bene pubblico; tutte le altre persone giuridiche sono private.

§2. Le persone giuridiche pubbliche vengono dotate di tale personalità sia per il diritto stesso sia per speciale decreto dell'autorità competente che la concede espressamente; le persone giuridiche private vengono dotate di questa personalità soltanto per mezzo dello speciale decreto dell'autorità competente che concede espressamente la medesima personalità.

Can. 117 - Nessun insieme di persone o di cose che intenda ottenere la personalità giuridica, può validamente conseguirla se i suoi statuti non siano stati approvati dalla competente autorità.

Can. 118 - Rappresentano la persona giuridica pubblica, agendo a suo nome, coloro ai quali tale competenza è riconosciuta dal diritto universale o particolare oppure dai propri statuti; rappresentano la persona giuridica privata, coloro cui la medesima competenza è attribuita attraverso gli statuti.

Can. 119 - Per quanto concerne gli atti collegiali, a meno che non sia disposto altro dal diritto o dagli statuti: 1) se si tratta di elezioni, ha forza di diritto ciò che, presente la maggior parte di quelli che devono essere convocati, e piaciuto alla maggioranza assoluta di coloro che sono presenti; dopo due scrutini inefficaci, la votazione verta sopra i due candidati che hanno ottenuto la maggior parte dei voti, o, se sono parecchi, sopra i due più anziani di età; dopo il terzo scrutinio, se rimane la parità, si ritenga eletto colui che è più anziano di età; 2) se si tratta di altri affari, ha forza di diritto ciò che, presente la maggior parte di quelli che devono essere convocati, è piaciuto alla maggioranza assoluta di coloro che sono presenti; che se dopo due scrutini i suffragi furono uguali, il presidente può dirimere la parità con un suo voto; 3) ciò che poi tocca tutti come singoli, da tutti deve essere approvato.

Can. 120 - §1. La persona giuridica per sua natura è perpetua; si estingue tuttavia se viene legittimamente soppressa dalla competente autorità o se ha cessato di agire per lo spazio di cento anni; la persona giuridica privata si estingue inoltre, se l'associazione stessa si discioglie a norma degli statuti, oppure se, a giudizio dell'autorità competente, la stessa fondazione ha cessato di esistere a norma degli statuti.

§2. Se rimane anche uno solo dei membri della persona giuridica collegiale, e l'insieme delle persone secondo gli statuti non ha cessato di esistere, l'esercizio di tutti i diritti dell'insieme compete a quel membro.

Can. 121 - Se gli insiemi sia di persone sia di cose, che sono persone giuridiche pubbliche, si congiungano in tale maniera che dai medesimi sia costituito un unico insieme dotato anch'esso di personalità giuridica, questa nuova persona giuridica ottiene i beni e i diritti patrimoniali propri dei precedenti e assume gli oneri, di cui i medesimi erano gravati; per quanto concerne poi la destinazione dei beni e l'adempimento degli oneri, devono essere salvaguardati la volontà dei fondatori e degli offerenti e i diritti acquisiti.

Can. 122 - Se l'insieme, che gode di personalità giuridica pubblica, si divide in maniera tale che o una parte di esso sia unita a un'altra persona giuridica o dalla parte divisa si eriga una distinta persona giuridica pubblica, l'autorità ecclesiastica cui compete la divisione deve curare personalmente o per mezzo di un esecutore, osservati invero in primo luogo sia la volontà dei fondatori e degli offerenti sia i diritti acquisiti sia infine gli statuti approvati: 1) che i beni comuni divisibili e i diritti patrimoniali come pure i debiti e gli altri oneri siano divisi tra le persone giuridiche di cui si tratta con debita proporzione secondo il giusto e l'onesto, tenuto conto di tutte le circostanze e delle necessità di entrambe; 2) che l'uso e l'usufrutto dei beni comuni, che non sono sottoposti a divisione, tornino a vantaggio di tutte e due le persone giuridiche, e che gli oneri propri alle medesime siano imposti a entrambe, osservata parimenti la dovuta proporzione da definirsi secondo il giusto e l'onesto.

Can. 123 - Estinta la persona giuridica pubblica, la destinazione dei beni e dei diritti patrimoniali e parimenti degli oneri della medesima viene retta dal diritto e dagli statuti; se questi tacciono, essi toccano in sorte alla persona giuridica immediatamente superiore, salvi sempre la volontà dei fondatori e degli offerenti come pure i diritti acquisiti; estinta la persona giuridica privata, la destinazione dei beni e degli oneri della medesima è retta dagli statuti propri.
...
ASSOCIAZIONI PUBBLICHE DI FEDELI

Can. 312 - §1. L'autorità competente ad erigere associazioni pubbliche è: 1) la Santa Sede per le associazioni universali e internazionali; 2) la Conferenza Episcopale nell'ambito del proprio territorio per le associazioni nazionali, quelle cioè che sono destinate, mediante l'erezione stessa, ad esercitare la loro attività in tutta una nazione; 3) il Vescovo diocesano nell'ambito del suo territorio per le associazioni diocesane, non però l'Amministratore diocesano; tuttavia sono eccettuate le associazioni per le quali il diritto di erezione è riservato ad altri per privilegio apostolico.

§2. Per erigere validamente nella diocesi un'associazione o una sua sezione, anche se ciò avviene in forza di un privilegio apostolico, si richiede il consenso scritto del Vescovo diocesano; tuttavia il consenso del Vescovo diocesano per l'erezione di una casa di un istituto religioso vale anche per l'erezione, presso la stessa casa o presso la chiesa annessa, di una associazione propria di quell'istituto.

Can. 313 - Un'associazione pubblica, come pure una confederazione di associazioni pubbliche, per lo stesso decreto con cui viene eretta dall'autorità ecclesiastica competente a norma del ⇒ can. 312, è costituita persona giuridica e riceve, per quanto è richiesto, la missione per i fini che essa si propone di conseguire in nome della Chiesa.

Can. 314 - Gli statuti di ogni associazione pubblica, la loro revisione e il loro cambiamento necessitano dell'approvazione dell'autorità ecclesiastica cui compete erigere l'associazione a norma del ⇒ can. 312, §1.

Can. 315 - Le associazioni pubbliche possono intraprendere spontaneamente quelle iniziative che sono confacenti alla loro indole; tali associazioni sono dirette a norma degli statuti, però sotto la superiore direzione dell'autorità ecclesiastica di cui al ⇒ can. 312, §1.

47 commenti:

mic ha detto...

Ok, in linea di principio.
Ma possiamo riconoscerlo come Associazione in questa dicitura dello Statuto?

Art. 1
[Natura del Cammino Neocatecumenale]
§ 1. La natura del Cammino Neocatecumenale viene definita da S.S. Giovanni Paolo II quando scrive: «Riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni». (se la sono appiccicata addosso e non gliela toglie più nessuno -ndr)
§ 2. Il Cammino Neocatecumenale è al servizio del Vescovo come una delle modalità di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana e dell’educazione permanente nella fede.
§ 3. Il Cammino Neocatecumenale, dotato di personalità giuridica pubblica, consta di un insieme di beni spirituali :
....

mic ha detto...

Art. 4
[Beni temporali]
§ 1. Il Cammino Neocatecumenale, in quanto itinerario di formazione cattolica che si attua nelle diocesi mediante servizi resi a titolo gratuito, non ha patrimonio proprio.
§ 2. Quando in una diocesi si ritiene utile sostenere economicamente iniziative ed attività funzionali all’evangelizzazione attuata attraverso il Cammino Neocatecumenale, il Vescovo diocesano, su richiesta dell’Équipe Responsabile internazionale del Cammino, valuterà l’opportunità di erigere una fondazione autonoma diocesana, con personalità giuridica, regolata da statuti propri, che sarà riconosciuta anche in sede civile. Essa potrà essere sostenuta da offerte oblative dei partecipanti al Cammino Neocatecumenale, come pure di Enti e di privati.
§ 3. Nelle comunità vengono effettuate collette, in risposta a varie necessità. Spetta ai responsabili delle comunità, nonché alle équipes responsabili del Cammino a ogni livello, assicurare che la gestione di tali collette avvenga con grande senso di responsabilità e nel rispetto del Diritto.

mic ha detto...

fumoso, non normativo e quindi non responsabilizzante se non genericamente, non cambia nulla...

mic ha detto...

Se fanno parte della diocesi, perché dovrebbero riprodurre le loro Fondazioni?

elisa ha detto...

Non ho capito cosa serva essere un'associazione.
Ciao

mic ha detto...

Per Elisa :)

Credo che Steph voglia dimostrare che la veste di Associazione laicale dovrebbe togliere al Cammino qualunque aura di sentirsi "costola della chiesa" o di più... tenendo conto che la vera identità che si riconoscono è desumibile da questo documento

mic ha detto...

Così a naso, senza rifletterci meglio, e occorrerà farlo, un'Associazione laicale qualunque non sarebbe incardinata così strettamente nelle diocesi.
Per quanto conosco del Cammino, c'è il rischio concreto e forte che sia la diocesi a trasformarsi un "catechumenium" piuttosto che il viceversa...

mic ha detto...

... o meglio la Parrocchia sarà trasformata in Catechumenium, la Diocesi in Centro neocatecumenale, con tutta la struttura già ideata e realizzata da Kiko in molti luoghi

mic ha detto...

Inoltre la veste giurdica di Associazione (non esplicitata, ma risultante dalla personalità giuridica espressa) serve per gestire i fondi che dovrebbero affluire alle Fondazioni da istituire con l'avallo del vescovo...
nihil sub sole novi, è già così

Tra l'altro, essendo Chiesa, ora ingloberanno in parte anche l'8 per mille, che io personalmente da ora in poi lascerò allo stato, scegliendo di devolvere il 5 per mille ad una Istituzione di fiducia...

stephanos78 ha detto...

Condivido le tue perplessità Mic.

Certo che permane la sostanziale e assurda ambiguità.

Però è anche vero che se il CNC è una Associazione (come ACR, per intenderci), il suo essere "iniziazione" non è essere L'UNICA "iniziazione". Ovvero: non è l'Iniziazione della Chiesa Cattolica. Ma appunto un "mezzo" per attuare l'Iniziazione della Chiesa come può essere ACR esimili. Anche ACR si mette a disposizione della Chiesa per la Catechesi o altro. Certo, ACR non ha "Orientamenti" e si basa sulla Pastorale Diocesana. E infatti questo è AMBIGUO.

Però, se sei Associazione, come ACR, di Diritto, non sei LA Pastorale. E questo non è poco.

Poi, sei persona Giuridica Pubblica. Il che vuol dire che DEVI rendere tutto pubblico!

mic ha detto...

Però, se sei Associazione, come ACR, di Diritto, non sei LA Pastorale. E questo non è poco.

non sei La Pastorale fino a quando un marea di Vescovi non ti ci fanno diventare, come di fatto già succede in molte diocesi

stephanos78 ha detto...

Sì. La pratica dice il contrario. La pratica dice che il CNC si sostituisce alla pastorale e diventa "unica" pastorale dove attecchisce.

Ma la "teoria" dice il contrario. Almeno da questo punto di vista. Per non parlare anche delle ambiguità presenti nello statuto in materia di "giurisdizione" e di "governo". Come in materia Liturgica e Catechistica.

Ma, almeno da questo punto di vista, si può e si deve pretendere questo "ridimensionamento". Poi magari nessuno lo eseguirà... Perchè di questi tempi la situazione è questa.

E questi tempi sono figli di questo pragmatismo e di questa ambiguità

Antonio Casini ha detto...

http://www.geocities.com/Athens/Delphi/6919/Zoff_BB.htm

oppure

http://tinyurl.com/4velbr

Antonio Casini

Sand ha detto...

ma chi è l'autore del "sito paralleo"?

Ha scritto delle cose di una violenza inaudita con accuse al vetriolo sui singoli di una cattiveria inammiginabile. Come quando accusa tizio che scrive certe cose perchè "non si è scopato Mevia" (eh, usa proprio quel termine per dire quello che sintetizzato).
Si professa ateo, ma vedo che il livore mistico-ossessivo non sembra tanto confacente a chi si descrive ateo e moderato....
Va beh, tanto vale tutto a quanto pare...

pippoarturo ha detto...

Quale sito parallelo?


Ho avuto modo di conoscere Padre Zoffoli a fine anni ' 80 - primi '90.
Teneva le lezioni di filosofia nei corsi diocesani di teologia per laici. Prima della lezione ci faceva pregare con un testo di S. Tommaso, devo averlo da qualche parte.....
Persona squisita, uomo mite, culttura vastissima. Completamente innamorato della Verità e perciò di Cristo.
A me (che ho una estrazione tecnica) ha insegnato l'importanza della filosofia. L'uso (retto) della ragione come strumento per la Fede.
Ho anche un paio dei suoi testi, mi pare "principi di filosofia" e un paio di volumi di teologia che sono cartelle dattiloscritte e rilegate che mi consegnò di persona quando lo andai a trovare alla scala Santa in quanto non più pubblicato dall'editore.
Ecco, molti di noi si son presi la briga di leggere i testi di Kiko.

Che qualche NC si prendesse la briga di leggere qualcosa di P. Zoffoli.

Sand ha detto...

http://neocatecumeni.blogspot.com/


ci sono delle cattiverei qui che non bisognerebbe far passare sotto silenzio.

Tra cui dice, vado a braccio, meno male che Zoffoli è morto non capiva un cazzo ecc.

Sand ha detto...

Ah, mette pure nomi cognomi, numeri di telefono ecc.

mic ha detto...

scusate, oggi non ho tempo di intervenire. Spero di poterlo fare stasera.

Inviterei a distogliere l'attenzione da certa 'mondezza' e continuare a ruflettere sul tema della pagina...

elisa ha detto...

Per Sand:
cos'è il sito parallelo?
Ciao

pippoarturo ha detto...

Ho dato un'occhiata. E' pattume, e neanche differenziato.
Ma non dovevano astenersi da internet per un pò?

Caterina63 ha detto...

mic ha detto...
Ok, in linea di principio.
Ma possiamo riconoscerlo come Associazione in questa dicitura dello Statuto?


***************

io direi che siamo nel caos più completo.....il testo del Decreto riporta testuali parole:

Il Cammino Neocatecumenale è un itinerario di formazione cattolica che "è al servizio del Vescovo come una delle modalità di attuazione diocesana dell'iniziazione cristiana e dell'educazione permanente della fede" (Statuto, art. 1 § 2). Esso è dotato di personalità giuridica pubblica (cfr. Decreto del Pontificio Consiglio per i Laici del 28 ottobre 2004).

http://www.zenit.org/article-14714?l=italian


io leggo:

1) è un ITINERARIO

2) è al servizio del vescovo;

3) COME UNA DELLE MODALITA' di auutazione diocesana;
(non sottovaluterei il fatto che esso è approvato COME UNA DELLE MODALITA' fra le altre già esistenti...)

4)è dotato di PERSONALITA' GIURIDICA....
(questo punto 4 è da approfondire)


L'aspetto che sconcerta è che IL CATECHISMO DI KIKO, ESSENDO RIMASTO FUORI DALL'APPROVAZIONE, priverebbe a questo punto il CN di un supporto PERSONALE di formazione....ergo o qui abbiamo una bella contraddizione, oppure è stato fatto appositamente per ridimensionare il CN nelle parrocchie affinchè USANDO IL LORO METODO UTILIZZINO PERO' IL CATECHISMO DELLA CHIESA E NON QUELLO DI KIKO...

Non leggo altra possibilità al momento ^__^

elisa ha detto...

Fare usare il catechismo della chiesa e non quello di kiko sarebbe già un buon motivo, anzi eccellente, per avere fatto tutto ciò!

by Tripudio ha detto...

Per Kiko i sacrilegi si possono fare

“Ora è il papa a dover combattere con Arinze”, esclamava Kiko in conclusione.

Si direbbe piuttosto che il Papa abbia da combattere con Rylko.


Sentite l'ineffabile neocatecumenale Stefano Caredda:

...durante la celebrazione eucaristica tenuta domenica 15 giugno al centro neocatecumenale di Porto San Giorgio, alla presenza del cardinale Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, sia il pane che il vino sono stati ricevuti secondo le nuove modalità che saranno poi allargate col tempo (qualche settimana, secondo la tradizione orale) a tutte le comunità del Cammino.

Tanto per cambiare, il Cammino comincia col disobbedire.

Perché mai ci vuole "qualche settimana"?

Forse che i neocatecumenali sono sprovvisti non solo di telefono, ma anche di orecchie?


Sul calice "da seduti", Kiko ha risposto con un “Vedremo, deciderà il singolo vescovo”.

Per il calice "in piedi" bisognerà aspettare che lo comandi il singolo vescovo?

E poi, i neocatecumenali obbedirebbero davvero?

Povero Caredda... anche stavolta Kiko lo ha costretto a fare acrobatici arrampicamenti di specchi!


Queste notizie sono infatti tratte da fonte non sospetta: il blog neocatecumenale dell'ineffabile neocatecumenale Stefano Caredda (a suo tempo, Caredda insisteva furiosamente a dire che né lui né Korazym erano neocatecumenali: spero che lo abbia fatto per vergogna, piuttosto che per ingannare meglio i lettori).


Ancora Kiko, con le sue uscite imbecillissime, stavolta a proposito dell'Ultima Cena: «...nel corso della quale Gesù disse “Questo è il mio Corpo” (a significare la rottura della schiavitù dell’uomo all’egoismo e al demonio)».

È una boiata veramente colossale. Per venti secoli tutta la Chiesa ha sempre pensato che Gesù, dicendo "questo è il mio Corpo", intendeva veramente "questo è il mio Corpo", cioè la sua presenza reale nel sacramento, tant'è che poi ha comandato "fate questo in memoria di Me".

Ma evidentemente Kiko non crede nella presenza reale; per Kiko quelle parole sono solo un simbolo, che servono a significare un concetto.


Preparatevi per la mazzata finale...

Guardate cosa dice Kiko:

“Abbiamo scelto di fare la comunione seduti – ha affermato Kiko avvicinandosi al cuore della questione - soprattutto per evitare che si versasse per terra il Sangue di Cristo. La nostra paura era che se si versasse il Vino per terra: se fosse successo per tre volte, saremmo stati denunciati e ce la avrebbero vietata”.

Kiko non è preoccupato dal sacrilegio ma dal... divieto (che poi comunque si sarebbe guardato bene dal rispettare).

Memento ha detto...

Vorrei cortesemente rivolgere una domanda spero avrete la pazienza e la bontà di provare a rispondermi volendo al contempo perdonare la mia immaturità.
Ho sempre visto la Comunione col Vino solo in occasioni particolari: matrimoni, cresime confirmazioni e più che in piedi forse si sta in ginocchio?
E ancora, quando il vino è allungato con l'acqua è simbolicamente l'acqua Aqua lateris Christi, lava me.
Intra tua vulnera absconde me. Ab hoste maligno defende me.


M.L.E.A.G.N.A.
MULATOC LUMAYOS ESNATAC ABRICAM GENTIUM NATAUME ANIMASUA

jeff m. ha detto...

pippoarturo ha detto...

"Ho dato un'occhiata. E' pattume, e neanche differenziato.
Ma non dovevano astenersi da internet per un pò?"


Pattume è la tua superficialità. Nemmeno ti sei messo a leggere quello che c'è scritto, altrimenti ti saresti accorto che quel tizio è DICHIARATAMENTE un NON neocatecumenale, quindi abbastanza imparziale nei giudizi.


Mic, a me preoccupa parecchio la conclusione a cui sei arrivato:



mic ha detto...

"Tra l'altro, essendo Chiesa, ora ingloberanno in parte anche l'8 per mille, che io personalmente da ora in poi lascerò allo stato, scegliendo di devolvere il 5 per mille ad una Istituzione di fiducia..."



Renditi conto fino a che punto ti stai nutrendo di odio verso il Cammino...ti stai tirando fuori da una Chiesa che ti aspetta a braccia aperte...metti da parte il tuo orgoglio, te ne prego!

jeff m. ha detto...

by Tripudio ha detto...

"Queste notizie sono infatti tratte da fonte non sospetta: il blog neocatecumenale dell'ineffabile neocatecumenale Stefano Caredda (a suo tempo, Caredda insisteva furiosamente a dire che né lui né Korazym erano neocatecumenali: spero che lo abbia fatto per vergogna, piuttosto che per ingannare meglio i lettori)."

Io non so se Caredda sia un NC o meno. Nè mi interessa. Ma per pura completezza, segnalo che in quello stesso blog viene dichiarato che:


La redazione di Korazym.org è composta da giovani giornalisti: questa è la raccolta di tutti gli articoli pubblicati sul Cammino neocatecumenale. Korazym non è un sito neocatecumenale e nella sua redazione non vi sono appartenenti alle comunità del Cammino

La pulce ha detto...

UN ANNIVERSARIO DA RICORDARE

Ricorreva oggi l'anniversario del settimo giorno dell'approvazione degli statuti e per l'occasione el senor Kirikus e Dona Carmenita insieme con 24 alti catequisti e Je Narino ancora in Italia hanno voluto celebrarne la memoria con una tavola rotonda svolta in località rigorosamente segreta.

Il menu è tato povero e semplice e durante le quattro ore e mezza di lavori si è molto pregato el senor Kirikus di evitare accuratamente di fare altre conferenze stampa come quella di venerdi scorso,specfialmente in orario pomeridiano.

mic ha detto...

NON neocatecumenale, quindi abbastanza imparziale nei giudizi.

Jeff per favore non intendo continuare a discutere su questo, ma ti dico (e poi non intendo più parlarne) che se quella persona è imparziale, tu sei Kiko...

e ti prego di non prenderti ulteriormente gioco della nostra intelligenza e di non farci dubitare della tua, se non della tua buona fede


Vi invito a leggere, sulla pagina precedente, un interessante sviluppo di post

mic ha detto...

Renditi conto fino a che punto ti stai nutrendo di odio verso il Cammino...ti stai tirando fuori da una Chiesa che ti aspetta a braccia aperte...metti da parte il tuo orgoglio, te ne prego!

non è odio verso il cammino: è consapevolezza che anche nella Chiesa qualcuno (non il Papa) ha colmato il senso della misura e si è preso gioco dei credenti, che invece di essere tutelati dai pastori sono dati in pasto ai lupi...

E' stato uno sfogo, può darsi che nemmeno lo farò; ma quando l'ho detto lo pensavo e, credi, che appartenere a questa Chiesa è davvero duro e doloroso: la confusione regna sovrana, ma l'inganno non è da meno...

so che non sei d'accordo, questa è la verità che io conosco e ho sperimentato e, se non ti sta bene, ti invito ad andare a scrivere sull'altro blog, di cui apprezzi tanto l'imparzialità ed evita di farti vedere da queste parti

mic ha detto...

e non mi tiro certo fuori dalla Chiesa se non verso l'8 per mille! Ma che discorsi sono?

E' nella Chiesa, quella UNA SANTA CATTOLICA APOSTOLICA, che non si vede tanto ma c'è, CHIUNQUE E' IN COMUNIONE IN e CON CRISTO SIGNORE!

mic ha detto...

Per Jeff, se c'è ancora

naturalmente, dire la tua sullo Statuto no, vero? Ragionare su queste cose è un argomento tabù per chiunque nel cammino: è vero solo quello che ne dicono i catechisti, no?

e allora continua a prendere ordini da loro, se ti sta bene come uomo prima che come credente! Ma, già, dimenticavo che è un METODO ispirato!

Ma dove, ma come, ma quando non è certo l'approvazione che fa cambiare identità al Cammino!!!!

EGONON ha detto...

@Mic

Noi ripartiamo... prepariamo delle schede e cominciamo con l'Eucaristia, che è il cuore della nostra fede e dedichiamo una pagina solo a quello...


totalmente incondizionatamente d'accordo!

... e soprattutto GRAZIE!

mic ha detto...

Grazie a te Egonon :)

hai visto la nuova paginna con la notizia dall'Inghilterra?
Il Papa parte al contrattacco!

Dobbiamo parlare anche del Vetus Ordo... stiamo già lavorando anche per questo sul sito!

mic ha detto...

bisogna farlo conoscere, bisogna farlo amare, bisogna andare a parlarne nelle parrocchie!

EGONON ha detto...

@Antonio Casini

... kiko sta tremando e temendo, aspettando la parola del Papa che ancora NON si e' espresso.

Non so in che misura, ma credo che sia così.
A sostegno delle tue parole vorrei aggiungere che Kiko, conscio di avere sfidato il Papa ed avere palesemente "superato il segno" ha assolutamente bisogno di consolidare la posizione.
Questo lo sa lui, lo sanno i suoi, lo sappiamo anche noi.

Ma adesso "è di mano" Benedetto XVI che non ha nessuna premura... e che si dedica a fare il tanto altro che le sue responsabilità gli impongono.

Abbiamo avuto modo di conoscere Benedetto XVI quando era il Cardinale Ratzinger anche attraverso i suoi scritti: da allora ad oggi si è certamente avvicinato sempre di più a posizioni rigorosamente ortodosse.

Aspettare pregando, ed ora magari preparando le schede per lo spazio che Mic metterà a disposizione...

Non si può fare e non ci è richiesto di più di questo: RESTARE FERMI e ACCOGLIENTI (metti che qualche figliuol prodigo riconosca la voce del suo Pastore e torni a far parte della sua parrocchia...)
Facciamo il controcanto punto per punto sulla falsa dottrina di KIKO.
Questo non è battibeccare è:
"Istruire gli ignoranti"!

sofia ha detto...

@ by tripudio

saremmo stati denunciati e ce la avrebbero vietata”.


Proprio così.

"Chi è in difetto è in sospetto"

Ovvero:
Stiamo attenti a non fare passi falsi e continuare a usare
la faccia obbediente del nostro Giano bifronte, per poter continuare ad imbrogliare
e danneggiare le anime...
(usando l'altra faccia nel buio e nel segreto, dove nessuno ci verrà a controllare...)

pippoarturo ha detto...

Jeff, confermo: quello è pattume. E neanche differenziato. Offendere un Sacerdote morto con insulti gravi è da dementi.
NON essere neocatecumenale e perder tempo a scrivere quelle cose è certamente falso.
Ma se vogliamo prenderci per i fondelli ecco: io sono un neocatecumenale, che pensa (dote rara tra i NC) che MIC e gli altri hanno ragione.


Superficiale è il tuo completo abbandono alle idiozie di Kiko per cui chi non fa il cammino è fuori dalla Chiesa.
Minaccia con cui colpevolizzate e mantenete stretti a voi quelli che hanno un briciolo di ragionamento!
Non sapete neanche in quali casi si è realmente fuori dalla Chiesa!
E comunque non lo può decretare un catechista da 4 soldi imbottito di fessate, orientamenti, scrutini, etc.

Caterina63 ha detto...

jeff m. ha detto...

Renditi conto fino a che punto ti stai nutrendo di odio verso il Cammino...ti stai tirando fuori da una Chiesa che ti aspetta a braccia aperte...metti da parte il tuo orgoglio, te ne prego!

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lapsus? ^___^
ci si starebbe tirando fuori DA UNA CHIESA????? ma quante chiese abbiamo?
Dobbiamo pensare che fin dal giorno del nostro Battesimo non eravamo nella Chiesa ma in una anticamera IN ATTESA CHE GIUNGESSE IL CN nuova chiesa?????

questa fa il pari con altre affermazioni di qualche NC qui presente che ha detto:
"...e se prendo anche il calice completo la comunione"....altro lapsus? non si sa forse che ricevendo solo l'Ostia la Comunione è completa perchè ivi è presente Gesù in corpo, sangue e anima? o che forse riceviamo con l'Ostia un Corpo senza sangue?
Ocome un altro NC che ha scritto: l'ebraismo è fondamentale per la Chiesa, altro lapsus? quando è esattamente il contrario ^___^ dice il Papa Giovanni Paolo II nell'enc. Ecclesia Eucharestia:
"la Chiesa, Popolo della Nuova Alleanza"

troppi lapsus....
^__^

mic ha detto...

Fare usare il catechismo della chiesa e non quello di kiko sarebbe già un buon motivo, anzi eccellente, per avere fatto tutto ciò!

chi è che lo fa usare?

Caterina63 ha detto...

Don Gino Conti riportava tempo fa questa che definirei una "profezia"....a noi interesserà non per polemizzare, ma poichè abbiamo citato il Diritto Canonico e la Legge della Chiesa, ci chiediamo a questo punto che valore ha la Legge quando la si usa PER CONFONDERE I FEDELI...


I neocatecumenali, come appare dalle parole di p. Sotil, vogliono presentare lo "Statuto" non come un "Movimento" o un’"associazione di fedeli", ma come un modo nuovo di fare catechesi. Ma il solo modo di fare una determinata opera di apostolato, non esiste come una realtà a se stante, anche se (cfr. C.J.C. can. 113, 114 e 115) è realizzato da persone che credono alla validità del "modo" proposto.

Il "modo" di fare una catechesi non è il soggetto a cui si conferisce la personalità giuridica.

Quanti Ordini e Istituti religiosi hanno finalità identiche, anche se i modi o mezzi per raggiungerle sono diversi. Così p. es. i Gesuiti, il cui fondatore ha creato gli "esercizi spirituali", o i Salesiani, come S. Giovanni Bosco, inventore del metodo preventivo, non impediscono che altri si servano ed usino quegli strumenti anche con modi diversi, a cui essi hanno dato l’avvio.

Si ha la sensazione che nel Cammino neocatecumenale si voglia sfuggire o sostituirsi alla autorità della Chiesa. Per questo nasce l’accusa che essi vogliano creare una Chiesa nuova, con la scusa di aiutare quella vecchia.

Queste sensazioni emergono anche dal riassunto dei tre punti fondamentali contenuti nella bozza dello Statuto, che il p. Sotil riporta:

rispettare la natura del Cammino come un catecumenato post-battesimale.

sotto l’autorità del Vescovo e dei suoi collaboratori, i parroci.

che il Cammino non degeneri, nel senso che ogni parrocchia, ogni diocesi non faccia per conto suo.

Traducendo in parole più semplici, i dirigenti il Cammino vogliono che:

il Cammino concepito da Kiko "non si tocchi" (=rispettare la natura del Cammino).

l’autorità dei Vescovi e dei parroci sia di fatto solo nominale perché…

né la diocesi, né la parrocchia potrà apportare cambiamenti ai programmi fissati dal Cammino (così esso non degenererà mai! E l’autorità dei Vescovi e parroci scompare del tutto).

Se queste condizioni fossero accettate ci troveremmo davanti ad un assurdo giuridico e morale: un perdono concesso senza pentimento e una canonizzazione di un metodo che ha già dimostrato molte lacune ed errori e che per natura sua è soggetto a continui cambiamenti.

Siamo fiduciosi nella sapienza e nella capacità della Chiesa, di sapersi opporre ai tentativi di alterare la fede da lei insegnata.


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e di fatto ci troviamo, come dice don Conti davanti AD UN ASSURDO GIURIDICO....UN LAICO AL QUALE per altro SAREBBE STATO CONFERMATO NELL'INVENZIONE DI UNA NUOVA MESSA .....quando le parole del Papa nel MP Summorum Pontificum sono LETTERALMENTE indirizzate alla eliminazione di ogni abuso...e che questa messa sia un abuso lo si sa non per le testimonianze in sè MA PERCHE' NON ESISTE UN DOCUMENTO DELLA CHIESA O DEL CONCILIO CHE AUTORIZZI QUESTI CAMBIAMENTI....

veramente un gravissimo paradosso!!!!

mic ha detto...

Se queste condizioni fossero accettate ci troveremmo davanti ad un assurdo giuridico e morale: un perdono concesso senza pentimento e una canonizzazione di un metodo che ha già dimostrato molte lacune ed errori e che per natura sua è soggetto a continui cambiamenti.

il problema serissimo è che queste condizioni non solo sono state sempre accettate, ma ora stanno devenendo prassi generalizzata. Quindi il "sostituirsi alla Chiesa" si sta di fatto determinando con tutte le sue nefaste conseguenze, perché la MESSA rivoluzionata è solo un segnale della diversa teologia insegnata e della diversa fede professata nel Cammino...

mic ha detto...

Vorrei pregare Egonon,

di cercare di approfondire insieme anche lo scenario che aveva prefigurato nell'altra pagina: la dicotomia tra evangelizzazione e carità, per intenderci.

E' qualcosa di davvero inquietante ed è bene stare e mettere in guardia per quanto possibile.

Appena puoi dacci il tuo spunto e proseguiremo

Caterina63 ha detto...

...in attesa che Egonon prosegui e ci aiuti ad approfondire vorrei mettere altra carne sul fuoco^___^


Ho fatto un po di indagini con persone ovviamente non con solo testi....e mi risulta quanto segue...

che se uno del CN si reca dal suo catechista e gli chiedesse di ricevere il testo sul quale egli si è preparato e dal quale trae le sue catechesi ORALI.....questo testo NON ESISTE...

Sono catechista diocesana da 20 anni, ho girato 5 Regioni d'Italia, 5 parrocchie e mai, dico MAI, mi era capitato di sentire una cosa del genere....al contrario....ho trovato spesso genitori INTERESSATI di sapere DOVE apprendessi tanta conoscenza e a parte il discorso della fede e del cuore che non sono scritti in nessun testo, ho sempre dato loro la fonte della mia conoscenza scritta: CATECHISMO E MAGISTERO DELLA CHIESA nonchè libretti devozionali....libretti catechetici di qualche vescovo....encicliche ecc....
TUTTO HO SEMPRE MESSO A DISPOSIZIONE di chi me lo chiedeva e me lo chiede....

Qui al contrario SI TIENE OCCULTA LA PROVENIENZA DEI TESTI DEI CATECHISTI KIKIANI....

I vescovi questo lo sanno? ne sono a conoscenza?
I sacerdoti si informano di questi TESTI?

Io quando arrivo in una Parrocchia e mi metto a disposizione del parroco egli giustamente chiede informazioni sulla mia preparazione visto che vengo da fuori....e per ricevere il MANDATO frequento un corso DIOCESANO dove i testi sono alla portata di chiunque....

MAI LA CHIESA HA NASCOSTO i testi sui quali il catechista deve preparasi....

Qualche NC può informarsi su questo particolare e dirci qualcosa di concreto?

Grazie!

mic ha detto...

Da studiare:
riporto post di "Padrino" da un'altra pagina
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Caterì ancora con questa storia del cammino n.c.?
Ti riporto un intervento di un'altro blog, che sgombera il problema delle catechesi e della presunta mancata approvazione del papa:
La Santa Sede ha approvato in modo definitivo lo Statuto giuridico del Cammino Neocatecumenale. Con la consegna formale del decreto di approvazione da parte del Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici agli iniziatori del Cammino, Kiko Argüello e Carmen Hernández, e al Padre Mario Pezzi, si è concluso nella mattinata del 13 giugno 2008 l’iter giuridico avviato sei anni fa quando venne approvato ad experimentum il testo degli Statuti. Alcuni mesi prima, il Consiglio per i Laici era stato indicato dal Servo di Dio Giovanni Paolo II come il Dicastero che doveva assumere a nome della Santa Sede i lavori di approvazione di questi Statuti, pur non trattandosi di un’associazione di fedeli. Con il presente atto il Pontifico Consiglio ha dato compimento a quell’incarico del Papa.
I nuovi Statuti seguono sostanzialmente il dettato di quelli approvati sei anni prima. Trentacinque articoli e una disposizione transitoria conteneva il testo provvisorio del 2002, e gli stessi articoli possiede adesso la norma definitiva. Al di là della novità, per nulla secondaria, a cui farò riferimento qui di seguito, nessun cambiamento fondamentale è stato compiuto in questo nuovo passaggio degli Statuti, e quasi tutti gli articoli sono riproduzione esatta di quelli vecchi. Questi sei anni sonno serviti, tuttavia, per fare maggior chiarezza sull’originaria formulazione dei testi e per migliorare la norma sia dal punto di vista tecnico che da quello strutturale.
Il Cammino Neocatecumenale si conferma nei nuovi Statuti come un modello di catecumenato post-battesimale da impartire sotto la direzione dei Vescovi diocesani o, come lo aveva definito Giovanni Paolo II in parole trascritte nell’art. 1° del testo statutario, come un ”itinerario di formazione cattolica”: un programma di formazione alla vita cristiana della persona, di base principalmente catechetica e liturgica, impartito in comunità e condotto secondo ritmi e metodi specifici. Ciò che contiene lo Statuto del Cammino, e ciò che approva adesso la Santa Sede, non è un’associazione di persone, né un “movimento ecclesiale” di fedeli. La Chiesa ha dato la sua approvazione non a ciò che solitamente potrebbe denominarsi una “aggregazione di persone”, bensì ad un “metodo di formazione cattolica”, sebbene l’approvazione da parte dell’autorità ecclesiastica del metodo e dei contenuti impegni in modo riflesso quanti propongono o ricevono tali mezzi a rispettare le relative regole, senza creare tra di loro alcun legame associativo, come accade con tutta normalità tra i compagni di scuola o i colleghi dell’università. Soltanto in questo senso può interpretarsi il termine “neocatecumeni” usato in riferimento alle persone che “propongono” il Cammino o che “fanno” il Cammino.
Ad onor del vero, pur non essendo una categoria istituzionale tipizzata come tale nell’ordinamento canonico, che per essere costruita richiede l’uso dell’analogia rispetto ad altre norme canoniche – sulla persona giuridica, le associazioni, fondazioni, ecc. –, va pure detto che questa impostazione, ricevuta sei anni fa come una novità, è servita successivamente per meglio capire altre realtà che si riconoscono a stento nei convenzionali sistemi associativi.
A differenza del testo del 2002, gli Statuti ora approvati affermano la personalità giuridica pubblica del Cammino Neocatecumenale (art 1 § 3), erezione che avvenne per iniziativa del Pontificio Consiglio per i Laici, con Decreto del 28 ottobre del 2004. Il punto è di particolare rilevanza perché ci porta alla vera novità che, qua e là, emerge dai nuovi Statuti.
Ci si potrebbe anzitutto domandare qual è il sostrato della personalità giuridica pubblica del Cammino o, in altri termini, a che cosa sia data personalità giuridica nella Chiesa. Ma è altrettanto importante domandarsi quali conseguenze può avere una tale formalità per le persone a vario titolo implicate nell’attività del Cammino Neocatecumenale. In questo momento, naturalmente, mi limiterò a qualche cenno essenziale.
La prima questione risulta abbastanza chiara da quanto si è detto finora. Ciò che in questo caso riceve personalità giuridica pubblica nella Chiesa è propriamente l’itinerario di formazione cattolica, cioè, il metodo di catecumenato post-battesimale che gli Statuti descrivono. Detto metodo rappresenta, infatti, quell’insieme di beni – in questo caso beni di natura spirituale – che secondo il can. 114 § 3 CIC (cfr. anche 115 § 3) è suscettibile di ricevere nel diritto canonico personalità giuridica, a determinate condizioni. Si può definire il Cammino come una fondazione di beni spirituali.
Altrettanto rilevante, però, risulta l’altra questione. Quale rilevanza pratica può avere adesso l’erezione della personalità giuridica pubblica?
Va detto anzitutto che la principale conseguenza – o una delle principali – non va trovata nell’ambito patrimoniale, come di solito accade con le persone giuridiche di natura pubblica nella Chiesa. I soggetti con personalità giuridica pubblica, anziché privata, hanno la peculiarità che i loro beni sono tecnicamente “beni ecclesiastici” (can. 1257 § 1 CIC), e quindi sottoposti ai controlli giuridici stabiliti dal diritto. Nel caso presente il problema non si pone, poiché l’art. 4 § 1 degli Statuti – uguale a quello del 2002, dove la personalità pubblica non veniva affermata – dichiara apertamente: “Il cammino Neocatecumenale, in quanto itinerario di formazione cattolica che si attua nelle diocesi mediante servizi resi a titolo gratuito, non ha patrimonio proprio”. La rilevanza della personalità giuridica pubblica del Cammino va trovata altrove.
A mio modo di vedere, la maggiore conseguenza di questa personalità pubblica, applicata all’itinerario di formazione neocatecumenale, riguarda la particolare autorevolezza ecclesiale con la quale, sotto la direzione dei Vescovi diocesani, s’impartisce finora il Cammino, e nel particolare impegno che, di conseguenza, si assume perché esso sia proposto – come risultava prima, ma adesso con rinnovato impegno giuridico – per mezzo di persone particolarmente selezionate e appositamente formate.
Infatti, nell’art. 1 § 2 degli Statuti si afferma ora che “il Cammino Neocatecumenale è al servizio del Vescovo come una delle modalità di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana e dell’educazione permanente nella fede”; nell’art. 2° si dice che è sotto la giurisdizione del Vescovo diocesano, sebbene, com’è ovvio, anche con la guida dell’Equipe Responsabile Internazionale del Cammino, che ha, per così dire, la “conoscenza tecnica” di come deve proporsi il Cammino; l’art. 6 § 2 stabilisce che la realizzazione del Cammino va coordinata con la funzione propria del parroco in ogni parrocchia; per concludere poi con una affermazione categorica che tira le somme alle premesse anteriori: le celebrazioni eucaristiche delle comunità neocatecumenali il sabato “fanno parte della pastorale liturgica domenicale della parrocchia e sono aperte anche ad altri fedeli” (art. 13 § 2).
Risulta abbastanza coerente. Essendo caratteristica della persona giuridica pubblica eretta dalla gerarchia della Chiesa il fatto di agire a nome della Chiesa (cf., per analogia, can. 313 CIC), sembra abbastanza coerente che il metodo catechetico configurato adesso con persona giuridica sia presentato facendo parte della pastorale organica della Chiesa, pienamente integrato nella sua struttura, e sotto gli auspici del Pastore diocesano, oltre che dei propri Responsabili che ne conoscono l’identità.
D’altro lato, c’è conseguentemente un uguale impegno perché l’itinerario catechetico sia proposto da persone sempre più qualificate, e così lo segnalano gli Statuti in vari posti. L’art. 17 § 1, riprendendo un’esperienza seguita da sempre nel Cammino, segnala adesso esplicitamente che i catechisti di ogni comunità “sono scelti tra coloro che danno garanzie di vita di fede e morale, partecipano al Cammino e alla vita della Chiesa e sono in grado di dare testimonianza, grati dei beni ricevuti attraverso il Cammino Neocatecumenale”. E più avanti, lo stesso precetto stabilisce ancora che “i catechisti vengono convenientemente formati”, come già prevedeva sin dall’inizio l’art. 29, in tutto identico a quello precedente.
Per quanto riguarda, infine, le cerimonie liturgiche, e concretamente la celebrazione eucaristica, il testo dello Statuto definito si è giovato certamente dei progressi e aggiustamenti di questi anni. Anche qui si è arrivato a un testo chiaro, che si articola in quattro principi sanciti dall’art. 13 degli Statuti. Primo, che i neocatecumeni celebrano l’Eucaristia nella piccola comunità, dopo i primi vespri della domenica. Secondo, che tale celebrazione dopo i primi vespri ha luogo secondo le disposizioni del vescovo diocesano. Terzo, che queste celebrazioni – come ho già detto – fanno parte della pastorale parrocchiale e di conseguenza sono aperte a tutti i fedeli. Quarto, che in queste celebrazioni si seguono i libri liturgici approvati del Rito Romano, “fatta eccezione per le concessioni esplicite della Santa Sede” (uso del pane azzimo per la comunione, spostare il rito della pace, comunione sotto le due specie, brevi monizioni e risonanze). Per quanto riguarda, in fine, la Comunione, il menzionato art. 13 § 3 risulta di una particolare nettezza: “Per quanto concerne la distribuzione della Santa Comunione sotto le due specie, i neocatecumeni la ricevono in piedi, restando al proprio posto”.
Chi si prenda l’impegno di controllare le variazioni tra il testo provvisorio degli Statuti del 2002 e quello definitivo adesso pubblicato, potrà costatare che, oltre a quelle menzionate in queste poche pagine, non vi sono variazioni rilevanti nel corpo del documento. Le modifiche, come dicevo all’inizio, sono state ben poche, sebbene significative come abbiamo segnalato.
E’ certamente un bene per la Chiesa che il Cammino Neocatecumenale sia arrivato adesso all’approvazione definitiva dei propri Statuti. Rimane a noi, con l’aiuto del Signore e della Madonna, fare in modo che queste norme siano applicate con giustezza nei casi concreti dell’attività pastorale della Chiesa.

ancora un altro precisa:

Il Cammino Neocatecumenale, dotato di personalità giuridica pubblica , consta di un insieme di beni spirituali :
1°. il “Neocatecumenato”, o catecumenato post-battesimale , secondo la modalità di cui al Titolo II;
2°. l’educazione permanente della fede, secondo la modalità di cui al Titolo III;
3°. il catecumenato, secondo la modalità di cui al Titolo IV;
4°. il servizio della catechesi, di cui al Titolo V, svolto secondo le modalità e dalle persone ivi indicate.
Quindi la vera differenza sta nel FATTO che il C.N. è un’associazione di DIRITTO PUBBLICO.
Il Canone 301 del CjC ( andatevelo a vedere vi prego) dice che tra le finalità dell’assoc. Pubblica vi è quella di trasmettere la DOTTRINA CRISTIANA in nome della chiesa e promuovere il culto pubblico. Trasmettere la dottrina cristiana è compito di tutti i fedeli, farlo in “nomine ecclesiae” spetta solo all’autorità che può affidarlo ad un’associazione(così in dottrina). La chiesa, quindi, si assume la responsabilità di garantire l’autenticità ecclesiale della azione dell’associazione (chiaramente senza identificarsi in questa) (sottigliezze giuridiche!!!).
Ora, se tra le altre cose, per beni spirituali si intende anche (4°capoverso statuti n.c.). il servizio della catechesi, di cui al Titolo V, svolto secondo le modalità e dalle persone ivi indicate , volete spiegarmi come possono essere eretici i N.C.? O come ho letto in alcuni post…non sono approvate le basi teologiche?. (Le basi teologiche infatti, sono le stesse della chiesa cattolica)
FACTA NON VERBA . Tutto il resto (per ora almeno) sono posizioni personali che rispetto alla chiesa si pongono fuori.

... dai caterì, questa storia della personalità giuridica pubblica è abbastanza pregnante. leggi il canone 301 su...

22 giugno, 2008 17:49

Caterina63 ha detto...

post di "Padrino" da un'altra pagina
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... dai caterì, questa storia della personalità giuridica pubblica è abbastanza pregnante. leggi il canone 301 su...

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Padrino...non ho mai messo in dubbio tale approvazione ^___^ se l'avessi messa in dubbio non starei qui a discutere seulla questione dottrinale^___^

Nè contesto alla Chiesa questo riconoscimento....ci mancherebbe altro!!! (ma quante volte dovrò ripeterlo?^__^)

ma allora qual'è il punto?
Il punto è dottrinale CATECHETICO e fino a prova contraria, al momento, i catechismi del CN NON sono stati approvati....

Inteoria poi, riguardo al tipo di RICONOSCIMENTO il testo parla di "METODO" e non di Associazione o gruppo o movimento ed in fondo era questo il desiderio di Kiko ^___^
Ora io NON contesto il METODO, ognuno ha il suo....nella Chiesa ce ne sono DIVERSI E TANTI ciò che discuto è la CATECHESI....ergo, da come si legge dal testo in questione, tale approvazione riguarda, al momento, solo il METODO del CN il quale a questo punto potrà usarsi nelle parrocchie CON MATERIALE PRETTAMENTE DIOCESANO-CATTOLICO....

Se resta questo, al momento, per me nessun problema^___^

Per domani Dio vede e provvede, ad ogni giorno basta la sua pena!


ed ora...FORZA ITALIA!!!!!!
^___^

mic ha detto...

Magister ha parlato oggi in questi termini

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/205382

nuovo ha detto...

Ormai, cari signori, è tutto finito. Qusto blog può anche chiudere. La VERITA' ha trionfato, la Volontà di Dio è stata fatta. Gli iniziatori di questo blog sono stati sbugiardati, così come i suoi facinorosi partecipanti. Siano rese Grazie a Dio per aver ispirato le Autorità da lui poste a governo della Chiesa.
E con questo è tutto. Stendiamo un velo pietoso su questi anni di odio e maldicenza. Coraggio, Dio vi ama!
Questo è l'ultimo post. FINE.FINE.FINE.FINE.FINE.FINE.FINE.