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| Se non si fanno queste pagliacciate «catastrofe! siamo perduti! qui finisce tutto!» |
Riepiloghiamo brevemente i passi principali della questione liturgica neocatecumenale di questi ultimi anni, a beneficio di coloro che capitassero su questo blog per la prima volta.
1° dicembre 2005: le «decisioni del Santo Padre» vengono inviate per iscritto al Tripode Neocatecumenale Kiko-Carmen-Pezzi. «Nella celebrazione della Santa Messa, il Cammino Neocatecumenale accetterà e seguirà i libri liturgici approvati dalla Chiesa, senza omettere né aggiungere nulla». Uniche due eccezioni: anticipare lo scambio della pace a prima dell'offertorio (concessione ad experimentum revocabile in qualsiasi momento) e la comunione ordinariamente "sotto le due specie". Non viene autorizzato nessuno degli abusi neocatecumenali, né balletti, né "comunione seduti", né "insalatiere-beveroni", né altri strafalcioni.
12 gennaio 2006: il Santo Padre in persona conferma ai neocatecumenali quelle «decisioni del Santo Padre» (questo discorso e la lettera del 1° dicembre 2005 confluiranno nello Statuto del Cammino nel 2008: articolo 13, comma 3, nota 49 dello Statuto).
17 gennaio 2006: il Tripode Neocat scrive al Santo Padre «siamo contentissimi per le norme» stabilite dal Santo Padre e confermate dal Santo Padre. Ma le celebrazioni neocatecumenali non cambiano.
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| Kiko Argüello all'ambone, con crocifero e candelieri |
3 giugno 2006: all'incontro dei movimenti col Papa a Roma, dopo l'omelia "rivendicazione sindacale" di Kiko, i neocatecumenali raccolgono le loro chitarrelle e carabattole e vanno via, anche se mancavano pochi minuti all'intervento del Papa.
Gennaio 2008: i "due anni" (anzi, gli «entro due anni») sono abbondantemente scaduti, e nel Cammino nulla è cambiato.
29 marzo 2008: ennesima tipica dimostrazione di forza di Kiko, che raduna centinaia di vescovi alla sua Domus Galilaeae. Kiko va dicendo in giro che il Papa vorrebbe che «i vescovi devono ubbidire ad un laico ed una donna» (sic!) Il laico sarebbe Kiko e la donna sarebbe colei che ebbe l'ardire di interrompere ripetutamente Giovanni Paolo II (oltre che promettere un «futuro immenso» ad un Pontificio Consiglio).
29 aprile 2008: nonostante il parere positivo sul Cammino da parte di un gran numero di vescovi (toh...) il Papa è di tutt'altro avviso e conferma ai vescovi giapponesi di non aver intenzione di rinnovare gli Statuti temporanei del Cammino (notizia trapelata nel frattempo anche da altre fonti).
20 maggio 2008: a sorpresa, lo Statuto del Cammino viene "approvato" da un Pontificio Consiglio (il 20 maggio Rylko telefona a Kiko per dirgli di accorrere in Italia a preparare i festeggiamenti; sullo Statuto verrà apposta la data del 13 giugno). Benedetto XVI (che tra le altre condizioni poneva la pubblicazione del Direttorio, a tutt'oggi non pubblicato) viene dunque posto di fronte all'ennesimo "fatto compiuto", al quale reagirà con un assordante silenzio.
13 giugno 2008: Kiko, in conferenza stampa, disprezza pubblicamente le «decisioni del Santo Padre» (sul significato delle decisioni del Papa, Kiko dice: «siamo perduti! catastrofe! qui finisce tutto!» sull'applicazione delle decisioni del Papa, Kiko dice: «...ora è il Papa a dover combattere con Arinze!»)
luglio 2011: Ricordando che già nel 2008 (durante la conferenza post consegna statuto) Arguello stesso ci comunicò la volontà del Papa trasmessa dall'allora mons. Filoni)di vedere i testi catechetici pubblicati, Kiko Arguello durante la conferenza post approvazione della PUBBLICAZIONE del direttorio catechetico, rispondendo ad una domanda, disse: «Spero che non ci obblighino a pubblicare il catechismo approvato dalla Santa Sede, per noi sarebbe un male ».
Non solo chi di dovere non ha obbligato gli iniziatori del cnc a pubblicare i testi che sono considerati sussidio di una formazione cattolica, ma il PCL (in una mail pubblicata da questo blog) ha concesso che se quel direttorio non è pubblicato è perché il cnc non lo autorizza [vedi anche] !
Nella Chiesa cattolica sono dunque un laico e il suo gruppo di pressione a decidere, ad avere il potere di imporre alla Chiesa, dunque a noi cattolici, la secretazione di testi catechetici.
Ci troviamo ad avere nella Chiesa un gruppo che continua a poter "formare" delle persone, dunque delle coscienze, con dei testi mantenuti segreti, con dei metodi che non sono cattolici.
È una grave anomalia, una delle tante che fanno del cnc un qualcosa che cammina a lato della Chiesa, che sembra potere, ancora e sempre, sfuggire alle norme della Chiesa.
Fino a quando?
30 settembre 2011: Kiko, durante la Convivenza Catechisti inizio Corso a Madrid, si vanta di aver detto al cardinale Cañizares Llovera: «guardi come alla Comunione stiamo tutti seduti e riceviamo il Corpo del Signore». Secondo voi, i neocatecumenali lì presenti cosa avranno dedotto?
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| Volevano farsela approvare "tutto all'insaputa del Papa" |
Benedetto XVI, messo al corrente dell'astuzia dei kikos appena tre giorni prima, ordina immediatamente di riscrivere il decreto, togliendovi l'approvazione di ciò che "non è strettamente liturgico". La montagna neocatecumenale partorisce dunque il solito topolino, sebbene gli iniziatori del Cammino continuano a confondere i propri adepti affermando che la liturgia neocatecumenale sarebbe comunque tutta approvata.
Dicembre 2012: allarmato dalle imminenti decisioni della Santa Sede contro le liturgie neocatecumenali, il Tripode neocatecumenale aveva comandato d'urgenza di recitare il rosario nelle comunità. Il 17 dicembre notifica alle comunità che è tutto rinviato a gennaio.
La guerra del Cammino contro la Chiesa continua ancor oggi. Nel Cammino ancor oggi si continua a celebrare la liturgia kikista-carmenista, nonostante lo Statuto, nonostante le «decisioni del Santo Padre». Cari fratelli neocatecumenali:
- come mai Kiko e Carmen vi impongono di disubbidire al Papa?
- e perché mai voi ubbidite a quei due anziché al Papa?






























