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| Mega-grafico di Don Kikolone per istruire il Papa su come si diventa cristiani riscopritori del battesimo in... una trentina d'anni di Cammino |
Uomini adulti, tante volte esposti in assemblea, davanti ai loro stessi figli, ad ogni genere di umiliazioni e che, a testa china, subiscono tutto.
È sorprendente come questa struttura, con il passare del tempo, renda i suoi componenti degli psicolabili che non hanno più la forza di scrollarsi di dosso l'ingombrante presenza dei loro "catechisti" (essi dovevano svolgere un "servizio a termine", secondo la bugia primordiale delle prime "catechesi") che tante volte si trasformano in aguzzini, gente che ingrassa di potere e di arroganza, proprio come i loro fondatori.
Il cammino si appresta a celebrare i cinquant’anni di vita, ma se si interrogano le persone che ne fanno parte almeno da trent'anni, certamente diranno che la loro vita è cambiata "grazie al Cammino" e mai “grazie a Cristo”, se poi andiamo a vedere da vicino ciò che succede nella vita di costoro, ci accorgiamo che essi stessi non ne sono poi così tanto convinti. Basta essere presenti ad un "giro di esperienze", dove si fa a gara nel dire come abbiano la vita a pezzi e che, se non ci fosse il cammino, chissà loro cosa sarebbero! Certamente gente più sana commento io!
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| "Ultima cena post-resurrezione" di Kiko: Lino Lista spiega l'«ideologia» sottesa |
Pensavo poi alle infinite convivenze di inizio corso, agli annunci dei "momenti forti" (così denominati dai neocat) come Avvento e Quaresima. Oppure agli "scrutini" che sono interminabili, proprio per far credere che quello che si sta facendo è la cosa più importante, anche se a casa ci sono i genitori da accudire o i bambini che hai lasciato con una babysitter che, intanto, gli sta facendo vedere film alquanto spinti (accaduto realmente ai miei figli).
Tutto è diventato una ripetizione noiosa fino all’inverosimile ed un “mantra” da acquisire, che li marchia e li accompagna in qualsiasi posto essi si trovino. Appena aprono la bocca per dire un loro parere, si capisce subito la loro appartenenza. Tra l’altro, l’abbiamo visto anche nel blog, quando intervengono sono inconfondibili, tutti hanno lo stesso stile!
Tutto è diventato una ripetizione noiosa fino all’inverosimile ed un “mantra” da acquisire, che li marchia e li accompagna in qualsiasi posto essi si trovino. Appena aprono la bocca per dire un loro parere, si capisce subito la loro appartenenza. Tra l’altro, l’abbiamo visto anche nel blog, quando intervengono sono inconfondibili, tutti hanno lo stesso stile!
Ho fatto caso che il tema dei passi biblici che si scelgono nelle convivenze o negli annunci periodici, vanno sempre nella stessa direzione: confermare quello che Kiko dirà subito dopo, per presentare e rafforzare la sua ideologia e farla passare come una verità assoluta della Chiesa cattolica. Io mi chiedo come mai non vengono presi mai passi come, ad esempio, quelli che citavo in un mio precedente post, di San Paolo quando dice, in due momenti diversi e a due comunità diverse, la stessa cosa?
“Siete stati comprati a caro prezzo: non fatevi schiavi degli uomini!” (1 Cor 7, 23)“Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri” (Gal 5, 13).
Ed invece no, perché potrebbe risvegliarsi quel senso di libertà vera che è iscritto nella coscienza di ogni uomo e che porterebbe a ribellioni non desiderate affatto nell'ambito di una struttura settaria, cristallizzata nel tempo, come il cammino. Ancora di più, Paolo invita a non accondiscendere alla libertà che diventa un pretesto per assecondare i desideri della carne, mentre nel cammino è inevitabile che ognuno si convinca che dei desideri della carne è schiavo e non può fare niente per liberarsene. Ed è così che il peccato, per questa gente malata di ignoranza, si trasforma in un’esperienza immancabile per capire la bontà di Dio e non una trappola da cui sfuggire immediatamente.
Insomma cattolicesimo e cammino sono due posizioni completamente opposte, che dovrebbero aprire la comprensione a cosa sia il Cristianesimo e cosa il Neocatecumenato, due realtà agli antipodi: chi sta nel cammino neocatecumenale non può assolutamente chiamarsi "un vero cristiano". Gli adepti, forti di sentirsi nella verità, vivono un incredibile, vuoto e scialbo lassismo e dicono, esplicitamente, che sono impossibilitati a fare opere di carità, cosa che invece Paolo richiede a quanti ammaestra quando dice: ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri, e non credo stia parlando di un servizio materiale soltanto, ma spirituale, come chiarirà espressamente in altre lettere: “Diamoci dunque alle opere della pace e alla edificazione vicendevole” (Rm 14, 19); “Quindi anche voi, poiché desiderate i doni dello Spirito, cercate di averne in abbondanza, per l'edificazione della comunità” (1 Cor 14, 12); “Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano” (Ef 4, 29), tutto tende al bene comune e al proprio miglioramento spirituale. (Al contrario di quelli che intervengono sul blog per attaccare con arroganza chi non va loro a genio.)
Perché nel cammino non si prende mai in considerazione l’altro brano paolino agli Efesini:
Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l'inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell'errore. Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità (Ef 4, 14-16).
Continuiamo qui a denunciare l'abuso, strumentale ai propri fini, della Parola di Dio, così come ci esorta a fare San Giovanni Crisostomo in una sua omelia, oggetto di un recente post; si è completamente fuori dalla unità di intenti su cui si rinsalda la chiesa cattolica.
I fanciulli possono essere sballottati da qualsiasi vento di dottrina, non certo chi si trova in un progetto per arrivare alla fede adulta, quella che si consegue in una continua crescita che edifica se stessi nella carità e non nell’obbedienza cieca a dei laici nominati catechisti da un tal Kiko, circoncidendo la ragione!
Come si deve essere più chiari di così: edificare se stesso nella carità, questa la parola che S.Paolo consegna a chi vuole crescere finalmente, cercare sempre di innalzarsi sul male a cui ci induce la tentazione che mai sarà al disopra delle nostre forze, se confidiamo in Dio! (1Cor 10, 13) Per cui, se veramente si vuole, è normale per un cristiano “Adulto” non peccare! Certo necessita una crescita continua, che aumenti la sensibilità spirituale che, a sua volta, conduce alla conoscenza di cosa sia la sapienza e l’intelligenza biblica e, finalmente, a possederla: “Ecco, temere Dio, questo è sapienza e schivare il male, questo è intelligenza” (Gb 28, 28). ![]() |
| Preparando logo para 50 años del Camino Neocatecumenal: si ostinano a disegnare i gradini della risalita! |
Cosa si vuol dire? Che si rifletta su come il cammino sia lontano da ogni aspirazione di crescita: nel suo progressivo sprofondare e perdersi nei meandri della conoscenza dei propri peccati, non resta spazio per l'ascesi, quel percorso di risalita dalle acque del nostro battesimo, che pure vediamo nel disegnino (scelto anche come logo per la cerimonia dei 50 anni, ormai alle porte) simbolico di Kiko. Ma dei gradini in salita KIKO NON PARLERÀ MAI.
Kiko continua, lungo tutto il cammino, con l'uomo insozzato dal fango, falsamente estrapolato dal Vangelo di Giovanni e messo al posto dell'unguento della ricreazione del cieco nato. L'uomo vecchio, sempre più consapevole della sua eterna condanna a peccare, scende nelle acque del battesimo kikiano e lì sprofonda, mai emergendo come "nuova creatura rigenerata" e mai intraprende il cammino di risalita, di crescita, di maturazione cristiana.
Tradimento assoluto delle più elementari promesse di un percorso che pretende di condurre alla riscoperta del Battesimo!
Kiko continua, lungo tutto il cammino, con l'uomo insozzato dal fango, falsamente estrapolato dal Vangelo di Giovanni e messo al posto dell'unguento della ricreazione del cieco nato. L'uomo vecchio, sempre più consapevole della sua eterna condanna a peccare, scende nelle acque del battesimo kikiano e lì sprofonda, mai emergendo come "nuova creatura rigenerata" e mai intraprende il cammino di risalita, di crescita, di maturazione cristiana.
Tradimento assoluto delle più elementari promesse di un percorso che pretende di condurre alla riscoperta del Battesimo!
A partire proprio dal Battesimo, attraverso tutti i miracoli di Gesù accompagnati dal "Va’, e non peccare più!", appare, davanti all'uomo redento, una via nuova di luce e di vita perfettamente percorribile, inaugurazione di una vita di grazia che si può intraprendere, perché finalmente innamorati di Gesù, che ci ha salvati gratis!
Essere spinti dal desiderio di crescere, di grazia in grazia, "al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo" (Ef.4, 12-13).
Queste Parole di vita, piene di speranza, che ci guidano di luce in luce, di grazia in grazia, parole che non ascolti mai dalla bocca di Kiko, parole che servano alla edificazione vicendevole sulla via della santità, alla quale finalmente si aspira con tutte le forze. Pieni di speranza.
Ma questo cammino di 30-40-50 anni, di tutta la vita, allo stato dei fatti, ti porta solo a regredire sempre più.
Che ognuno indaghi su se stesso, attraverso l'approfondimento della Parola di Dio, e misuri quanto sia adulta la propria fede e non se lo faccia dire da persone che neanche sanno cosa significa: né la perseguono loro, né la indicano agli altri.
Essere spinti dal desiderio di crescere, di grazia in grazia, "al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo" (Ef.4, 12-13).
Queste Parole di vita, piene di speranza, che ci guidano di luce in luce, di grazia in grazia, parole che non ascolti mai dalla bocca di Kiko, parole che servano alla edificazione vicendevole sulla via della santità, alla quale finalmente si aspira con tutte le forze. Pieni di speranza.
Ma questo cammino di 30-40-50 anni, di tutta la vita, allo stato dei fatti, ti porta solo a regredire sempre più.
Che ognuno indaghi su se stesso, attraverso l'approfondimento della Parola di Dio, e misuri quanto sia adulta la propria fede e non se lo faccia dire da persone che neanche sanno cosa significa: né la perseguono loro, né la indicano agli altri.
Come si fa ad edificare se stessi nella carità? Certamente non con l’itinerario che pratica il cammino, che hanno prospettato a Giovanni Paolo II per ottenere la famosa lettera “Ogniqualvolta”, fortemente voluta per consolidare la mentalità del “Siamo approvati!" e per avere mano libera e spadroneggiare sulle coscienze.
Preparazioni interminabili sulla Parola di Dio, celebrazioni anch’esse interminabili, catechesi chilometriche dove si ripetono le stesse cose proprio per inculcare - persuasione occulta - quei concetti base che devono supportare la vita del neocatecumeno; non sono ripetizioni a caso, ma quelle opportune che devono agire nell’inconscio, affinché si abbia il comportamento desiderato. Tecnica accentuata ed aggravata dal fatto che è impossibile instaurare un dialogo, come è impossibile controbattere. Promettono che ci sarà un tempo in cui si potrà parlare con i "catechisti", ma si fa riferimento agli scrutini previsti nelle varie tappe, in cui si deve rispondere ad un preciso questionario, che contempla sempre il prima e il dopo l’incontro con “il cammino” affinché, quando si parla in altri ambienti, la struttura del discorso viene portata alla stessa stregua per fare apparire la “Grande bontà e potenza” di questa iniziazione cristiana, fare apparire il genio degli iniziatori! ![]() |
| "Yeshivà", cappella della Parola nei Seminari Redemkikos Mater |
Anche la “Scrutatio”, che sembra la cosa più libera, dove si può spaziare senza limiti, anticipata e diretta da una catechesi, diventa un momento formidabile di indottrinamento. Si procede per passi paralleli, che si vanno a prendere in gran numero perché altrimenti non si saprebbe come procedere per occupare un tempo alquanto lungo in cui non si può neanche parlare con qualcuno, per chiarirsi o confrontarsi l’uno con l’altro, che sarebbe certo di grande arricchimento per chi non ha rinunciato a pensare e vuole imparare! Invece ci si addentra nella Scrittura, con al fondo la predicazione ricevuta, l'orecchio aperto in quella sola direzione, cosicchè si troveranno solo conferme, quelle precisamente attireranno l'attenzione e confermeranno l'autorità dell'unico e solo maestro: Kiko. Questo il suo scopo, che consegue brillantemente. [nota 2]
Ecco spiegata la richiesta di silenzio assoluto che va rispettato, in un ambiente di preghiera più che non all’Eucarestia, e voluto proprio per evitare la comunicazione tra i partecipanti.
Su tutti i fronti, l’esperienza del cammino neocatecumenale è devastante, si diventa come automi che vengono comandati con la carota e il bastone: se esci dai binari sei bastonato, se rimani in essi vieni premiato con qualche servizio nella comunità e puoi diventare addirittura catechista, se ti vedono abbastanza inquadrato.
(da: Veterano)
[nota 1]
Dalla Treccani:
"il termine "ideologia" ha... conservato un significato più specifico e ristretto, che viene utilizzato per indicare dottrine e movimenti politici precisi (comunismo, nazismo, fascismo), accomunati da alcune caratteristiche: la presenza di un retroterra teorico più o meno elaborato, che pretende di fornire una spiegazione esaustiva (e definitiva) dei processi storici e sociali; il tentativo di trasformare totalmente la società e l’uomo, secondo un preciso modello; l’intensa partecipazione emotiva dei militanti, spesso simile alla ‘fede religiosa’; il ruolo-guida di un partito dotato di una ferrea e capillare organizzazione.
[nota 2]
Si segnala questo interessante articolo, dal quale si trae un assaggio prezioso:
Dice lo Statuto, art.11 al comma 4...
c.4. Per approfondire la Scrittura «con l’intelligenza ed il cuore della Chiesa», i neocatecumeni si avvalgono soprattutto della lettura degli scritti dei Padri, dei documenti del Magistero, in particolare del Catechismo della Chiesa Cattolica, e di opere di autori spirituali.[Questa poi… Solo la mano benevola di chi sa il fatto suo ha potuto scrivere ciò. Chi l’ha scritto (vogliamo essere buoni) non è stato informato che per i neocatecumenali, dalla ‘nascita’ della comunità fino al ‘secondo passaggio’, passano a volte anche più di 7 anni e, durante questo tempo gli unici testi dei quali si avvalgono i neocatecumenali sono il dizionario di teologia biblica di Léon-Dufour ed un testo dalla copertina blu, ormai non più spacciato dai "catechisti", dal titolo “Le tappe della storia della salvezza”. Ambedue i testi traggono gli argomenti esclusivamente dalle pagine della Bibbia senza integrare e attualizzare in alcun modo la Tradizione bimillenaria della Chiesa cattolica, condizione essenziale per una corretta esegesi che attualizzi fondatamente le letture bibliche.]





























