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| Articolo da un kiko-shop: orrendo crocifisso per fare le Lodi a Kiko |
Che però non corrispondono alla "liturgia delle Lodi" mattutine della Chiesa Cattolica (che fanno parte del "Breviario" che solo i preti e i consacrati sono tenuti a pregare), ma sono invece una versione personalizzata di Kiko con varie aggiunte, spostamenti e modifiche (per cui la recita dura tre quarti d'ora anziché 7-10 minuti), tra cui per esempio l'obbligo di usare un cero particolare - che per pura coincidenza è in vendita nei soliti kiko-shop.
Ora, è già bizzarro obbligare i laici a recitare il Breviario (o una parte di esso) che è obbligatorio per i soli consacrati (dal diaconato in poi, e dalla professione religiosa in poi).
È già sospetto che tali "Lodi neocatecumenali" siano una versione modificata e personalizzata (come se la Chiesa avesse sempre sbagliato, come se i santi fossero sempre stati in errore a seguire le chiare indicazioni della Chiesa).
È già assurdo che questo obbligo non sia annunciato fin dal primo ciclo di cosiddette "catechesi" neocat (anche l'obbligo delle lodi a Kiko è un "arcano" che i "camminanti" non devono conoscere fino a che non diventa obbligatorio). Al contrario, chi entra in seminario o convento, sa già che da un certo punto in poi sarà tenuto a pregare personalmente il Breviario tutti i giorni, e la vita consacrata è organizzata in modo da facilitarlo (mentre un laico che lavora e che ha famiglia, fa una gran fatica a ritagliarsi quei 40-45 minuti di mattina per fare le Lodi a Kiko).
In tutto questo si aggiunge il fatto che i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali ti interrogano col solito tono accusatorio: "fai le Lodi? sei aperto alla vita? dai la decima?".
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| Orrido cero per fare le lodi a Kiko |
La Chiesa richiede solo poche cose essenziali (a Messa la domenica e nelle feste comandate, confessione e comunione almeno a Natale e Pasqua, ecc.), ma è solo nel Cammino che ti appioppano sulle spalle fardelli che i caporioni non vogliono toccare nemmeno con un dito.
Il cerimonialismo non è liturgia, non è preghiera, e perciò non dà frutti - se non la soddisfazione di poter dire al cosiddetto "catechista": «sì, io faccio puntualmente le Lodi» (in realtà si dice "recitare la liturgia delle Lodi", non si dice "fare le Lodi", quest'ultimo è gergo della comunità di Bose, è gergo di Kiko, è un'espressione gergale che indica il cerimonialismo: «dichiaro che ho fatto quest'operazione di recita, con risultato abbastanza all'altezza delle aspettative del mio santone»).
Sono dunque "Lodi" personalizzate by Kiko, che servono ad accontentare gli scagnozzi di Kiko, fatte col cero illustrated by Kiko, con la croce gloriosa designed by Kiko, alla maniera progettata da Kiko, e perciò in fin dei conti sono Lodi a Kiko.
Se qualcuno riesce a trarne beneficio spirituale, è perché ha un buon cuore desideroso di immergersi in preghiera - ma a quel punto qualsiasi altra forma di preghiera andrebbe bene, non necessariamente le Lodi a Kiko.
Ecco qui sotto alcune testimonianze.
La roba più brutta delle Lodi fatte come nel cammino è che i genitori sono "incoraggiati" più volte (e se non obbediscono anche sgridati negli scrutini) a OBBLIGARE i figli a partecipare alle Lodi. Per "obbligare" intendo proprio costringere con la forza, spesso anche usando la violenza, i figli a stare seduti alle Lodi.
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| Portachiavi col bislacco logo aziendale di Kiko |
So di persone che i figli, giusto per metterli nell'animo giusto della lode a Dio, li prendono a sberle e anche a calci per costringerli a "partecipare".
Senza dubbio, di tutto il cammino, da figlio di camminanti, ritengo sia una delle cose più disgustose che si creano nelle famiglie NC.
E' vero che le Lodi in famiglia possono aiutare molto e aiutare i ragazzi anche ad aprirsi di più, tuttavia non capisco a che prezzo questo deve succedere.
I genitori si riempiono di sensi di colpa se i figli non vogliono recitare le Lodi, e vengono pesantemente redarguiti se non insistono.
In famiglia si creano differenze e distanze tra figli che vivono la cosa in modo diverso. Il figlio recalcitrante diventa una pecora nera, e sarà visto diversamente dagli altri.
Le Lodi neocatecumenali, inoltre, quando recitate con i figli, includono molte altre cose che sono del tutto estranee alla Liturgia Cattolica: "ammonizione ambientale" del padre (a volte), salmi tutti cantati se il padre o la madre sono cantori, se non addirittura salmo letto con un canto kikiano di risposta per ogni salmo. Poi prima una lettura del vecchio testamento (non sempre) tipo Genesi, Esodo o sapienziali, quindi il Vangelo del giorno o un Vangelo a caso. Dopo il Vangelo, ovviamente, risonanza di tutti i componenti.
Poi omelia del padre e, se vuole, anche della madre, quindi preghiere spontanee e conclusione secondo il breviario.
Il problema di fondo è che, come in tante cose del Cammino, non c'è libertà alcuna. Se lei fai così sei OK altrimenti non sei OK.
Certo, come dice Michela ci sono persone intelligenti che capiscono come adattare la preghiera ai bambini. Io non sono intelligente, ma l'ho sempre adattata fino a rendermi conto che al di sotto dei 9-10 anni è assurdo pretendere che i piccoli riescano a seguire le lodi, figuriamoci poi fatte in quel modo.
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| Specialità neocatecumenale: il girotondo col passetto |
Come al solito, Kiko pensa di fare meglio della Chiesa: il suo problema è tutto qua. Se capisse, umilmente, che la Chiesa ha sempre fatto bene, perché istituita dal Signore e da Lui sostenuta, tutti i problemi del Cammino svanirebbero: non ci sarebbe bisogno di una liturgia particolare, di lodi particolari, di carismi specifici, di catechesi speciali, di decime, di seminari specifici, di super-missionari...
(da: Sandavi)
Per quel che riguarda le lodi la domenica mattina con i figli, le ho sempre ritenute una cosa piuttosto stupida. I miei non ce le facevano mai fare, ma ricordo che diversi amici erano estremamente infastiditi e annoiati; alcune volte ho partecipato anche io e ricordo canti, giri di esperienze, catechesi, addirittura c'era chi faceva anche il ballo (come testimoniato dal filmino della famiglia con 19 figli che fu proiettato a un inizio corso).
(da: Malaparte)
Questa pagina mi ricorda un episodio di circa 35 anni fa, avvenne durante un "annuncio di catechesi" neocat - cioè i fedeli che stavano alla disprezzata funzione dei cristiani della domenica, invece dell'omelia del celebrante si sorbirono l'annuncio e invito alle "catechesi" da parte di un cosiddetto "catechista" NC, il quale, per colpire chi li ascoltava, si mise a nudo davanti ad un'assemblea di sconosciuti denunciando i suoi più orridi peccati e, di come il cammino lo avesse salvato (dal divorzio, dalla droga, dall'alcool, dalla prostituzione, dal suicidio, chi più ne ha più ne metta), io ed altri giovani eravamo addetti al volantinaggio di propaganda all'uscita della messa per i cristiani della domenica.
Quando tutto fu finito e ci davamo pacche di compiacimento sulle spalle avvenne un fatto inconsueto.
Una coppia di "cristiani della domenica" [non neocatecumenali] affrontò il cosiddetto "catechista" neocatecumenale che aveva fatto l'annuncio e lo accusò di tutte le eresie del cammino riportate anche su questo blog, più la sua kiko-dipendenza e la bruttura dei "canti isterici spagnoli": noi giovani NC rimanemmo inorriditi nel vedere che qualcuno si opponesse al cammino: non sapevamo nemmeno che non fosse stato ancora approvato, lo apprendemmo da quel signore, e dopo un animato scontro senza né vinti né vincitori il nostro "catechista" NC ci fece vedere il "demonio" nelle sembianze di quel signore che lo aveva affrontato.
(da: Anonimo)






























